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[Magazine N.09 - 2023] La palude del morto - La strada del male


MacParland

Magazine 2023: Soggetto, sceneggiatura, disegni  

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2 hours ago, "Indio" Mac Kelly said:

Ciao, una domanda. Nel finale dell'episodio "La Strada del Male" con protagonista Mefisto, si vede il diabolico personaggio che sta andando in Massachussetts per liberare la sorella Lily detenuta in un carcere lassù. Volevo sapere se l'episodio in cui Mefisto libera la sorella e le relative avventure del negromante in Massachussetts con Lily sono mai stati raccontati. A memoria, credo di no. Ma non vorrei confondermi...

 

No. Nulla di quello che era avvenuto fra la cattura di Mefisto nel numero 4 e "la gola della morte" era mai stato raccontato. La storia breve "la strada del male" è finora l'unica storia ambientata in quel periodo.

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  • Sam Stone changed the title to [Magazine N.09 - 2023] La palude del morto - La strada del male
  • 1 month later...

Procedo, seppur a rilento, nella rilettura e analisi dei Magazine pubblicati negli ultimi anni.

Quello del settantacinquennale è incentrato sul gotico e quindi non poteva mancare Mefisto sulla scena.

Sorvolando sugli articoli di approfondimento che riempiono l'albo e che non ha troppo senso commentare in questa sede ove il fumetto è il fulcro, esprimo una prima impressione alquanto positiva dell'uscita.

 

La palude del morto

La prova di Rauch ha suscitato un acceso dibattito sul topic gli anni scorsi.

Onestamente non mi va di impantanarmi in quel acquitrino di opinioni contrastanti, anche perchè a distanza di tempo, rinfocolare discussioni passate non ha poi tanta valenza.

 

Personalmente ritengo l'episodio abbastanza riuscito, grazie a un sapiente gioco di sceneggiatura che crea suspance e tensione narrativa per gran parte della trama.

L'autore imbastisce una storia alla Borden, intessendo un clima asfittico e vagamente horror in cui agiscono i suoi personaggi.

Oltre a Tex che si delinea bene fra le pagine, ho apprezzato molto la figura della cartomante sensitiva Zina, che in pratica è il punto focale che permette la risoluzione del caso, permettendo di fornire giustizia alla famiglia di "spettri" ingiustamente accusati di un vecchio codardo omicidio e di infestare le zone della palude.

Zina sembra un personaggio alla Ruju (sempre molto abile e attento nella creazione di buone figure femminili) incastonato in una trama come già detto dal sapore boselliano.

Ci sarà una spiegazione razionale, con la scoperta dell'identità del vero villain assassino, puntualmente punito dall'infallibile piombo di Tex, ma il gioco di dubbi sulla presenza o meno del soprannaturale rimane e il tutto viene confezionato molto bene, a mio modo di vedere, sebbene sul finale il ritmo accelera un po' troppo.

 

Prova davvero impeccabile di Mastantuono ai pennelli; il suo stile personale e "sporco" è un reale valore aggiunto alla sceneggiatura e contribuisce all'ottima riuscita dell'atmosfera spettrale dell'episodio.

 

Si discute spesso sulla canonicità del tratto del disegnatore di turno che comporta scelte di collocazione dello stesso nelle varie uscite collaterali della serie, sotto questo aspetto il disegnatore romano, visto le sue preculiari caratteristiche, dovrebbe non essere poi così "adatto alla regolare", ma vi rendete conto che ragionare così è un'eresia? :D

Il valore di un artista esula da presunti paletti e canoni e fortunatamente degli assi come Corrado ce li gustiamo liberamente anche nello storico albo mensile, come Font o negli anni passati Ortiz per fare esempi eclatanti. Il mio voto finale è 7 

 

La strada del male

Come accennato nella mia breve premessa, non poteva mancare la nemesi per eccellenza in un Magazine in cui il leit motiv è l'horror e il gotico nel west.

Borden si concede un breve "trailer" in cui un carismatico Steve Dickart getta le basi per la sua metamorfosi, che lo porta da una spia e prestigiatore da quattro soldi, a quel negromante potente e pericoloso che tornerà a intralciare la strada di Tex sulla saga.

Bonelli sotto questo aspetto ha lasciato molti solchi liberi in cui Mauro ha potuto inserire le sue pedine di impostazione caratteriale del pericoloso nemico.

In queste pagine Mefisto ritrova la libertà fornendo i suoi sinistri servigi alla causa della Confederazione, ma la malvalgità è parte integrante della sua anima e il bieco stregone, non lesinerà di tradire i complici per riassaporare la libertà e progettare la sua vendetta.

 

Breve episodio ben sceneggiato, che ci fornisce un Dickart carismatico e sinistro, e si attaglia con la caratterizzazione "parallela" scelta da Borden per maneggiare questo importante personaggio bonelliano tornato in auge negli ultimi anni.

 

Che dire poi nell'azzeccatissima scelta dei Cestaro Bros in cabina grafica? Letteralmente perfetta, visto che reputo i due giovani napoletani gli autori più adatti, grazie al loro tratto alquanto dark, a ricreare alla perfezione le tematiche magiche e orrorifiche del grande nemico.

Non a caso molto merito fu anche loro nella buona riuscita della prima semistoria che compose l'ultima grande battaglia apparsa nei sette albi della regolare. 

 

Tralasciando inutili paragoni, visto che Galep rimane sempre irrangiungibile in questo tipo di narrazione grafica, Raul e Gianluca Cestaro ottennero davvero un ottimo esito. Peccato solo per la loro proverbiale lentezza, che ci impedisce di vederli frequentemente fra i tamburini della serie. Il mio voto finale è 7

 

Il giudizio complessivo è ovviamente buono, e la lettura delle due storie mi ha alquanto soddisfatto

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