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TWF - Tex Willer Forum

Tex e l'Intelligenza Artificiale


Letizia

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Nel mio caso ottenevo sempre immagini di risoluzione inferiore rispetto a quelle che le davo, quindi non erano molto utili. Non so se sia il fatto che sto usando la versione gratuita di Gemini o se lo stia usando tramite Firefox.

 

Penso che sia un ottimo strumento per la pulizia e il restauro di scansioni o anche per l'upscaling, come dimostra quel disegno di Nicolò ingrandito. Basta stare attenti e controllare che l'IA non dia troppo sfogo alla fantasia ed aggiunga dettagli che nell'originale non esistevano. Ieri le avevo dato una copertina di Villa che un po' di tempo fa stavo provando a colorare ed ero curioso di vederne una sua versione. Ho chiesto qualcosa come: "colora l'immagine nello stile delle locandine dei film western" ed oltre ad aggiungere scritte a caso e una firma fittizia in basso all'immagine (non le ho detto che volevo una locandina, volevo solo che colorasse l'immagine con quello stile!), ha deciso bene di piazzare una capretta nel mezzo della scena :huh:

 

Secondo me in quella rielaborazione degli studi su Donna Parker l'IA mostra già un suo paradossale limite: produce risultati fin troppo perfetti. Non male la seconda immagine con le tre viste della ragazza, ma l'ultima è disegnata talmente bene da non sembrare nemmeno più un lavoro di Gomez. Sembra tutto talmente perfetto e proporzionato al punto da apparire generico, privo di carattere. Tornando alla seconda immagine e confrontandola con la prima ci si accorge che anche qui è avvenuto un lavoro di appiattimento. I volti non hanno la stessa energia, la stessa personalità. Qualcosa è andato perso e quel qualcosa è l'unicità, data anche dall'imperfezione. 

Io sto iniziando a capire che ciò che rende grande e riconoscibile un autore è proprio la sua inimitabile capacità di essere imperfetto, ma non in modo generico. Ogni grande autore riesce ad essere imperfetto a modo suo. Il vero talento è l'imperfezione.

  • +1 2
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, frank_one dice:

Nel mio caso ottenevo sempre immagini di risoluzione inferiore rispetto a quelle che le davo, quindi non erano molto utili. Non so se sia il fatto che sto usando la versione gratuita di Gemini o se lo stia usando tramite Firefox.

 

Penso che sia un ottimo strumento per la pulizia e il restauro di scansioni o anche per l'upscaling, come dimostra quel disegno di Nicolò ingrandito. Basta stare attenti e controllare che l'IA non dia troppo sfogo alla fantasia ed aggiunga dettagli che nell'originale non esistevano. Ieri le avevo dato una copertina di Villa che un po' di tempo fa stavo provando a colorare ed ero curioso di vederne una sua versione. Ho chiesto qualcosa come: "colora l'immagine nello stile delle locandine dei film western" ed oltre ad aggiungere scritte a caso e una firma fittizia in basso all'immagine (non le ho detto che volevo una locandina, volevo solo che colorasse l'immagine con quello stile!), ha deciso bene di piazzare una capretta nel mezzo della scena :huh:

 

Secondo me in quella rielaborazione degli studi su Donna Parker l'IA mostra già un suo paradossale limite: produce risultati fin troppo perfetti. Non male la seconda immagine con le tre viste della ragazza, ma l'ultima è disegnata talmente bene da non sembrare nemmeno più un lavoro di Gomez. Sembra tutto talmente perfetto e proporzionato al punto da apparire generico, privo di carattere. Tornando alla seconda immagine e confrontandola con la prima ci si accorge che anche qui è avvenuto un lavoro di appiattimento. I volti non hanno la stessa energia, la stessa personalità. Qualcosa è andato perso e quel qualcosa è l'unicità, data anche dall'imperfezione. 

Io sto iniziando a capire che ciò che rende grande e riconoscibile un autore è proprio la sua inimitabile capacità di essere imperfetto, ma non in modo generico. Ogni grande autore riesce ad essere imperfetto a modo suo. Il vero talento è l'imperfezione.

Colorare è, come spesso si lamentano gli appassionati, già uno stravolgere l'opera originaria. Poi se la cosiddetta "intelligenza" si mette a fare di testa sua allora il danno è ancor maggiore. D'accordissimo sul fatto che è il "difetto" che fa la differenza, lo dimostra il fatto che le donne ricorrono alla chirurgia per sembrare più giovani e più belle col risultato di sembrare tutte uguali e l'occhio maschile andrà subito a cercare dove il chirurgo ha osato troppo o non è riuscito nel suo intento!

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<span style="color:red">27 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

lo dimostra il fatto che le donne ricorrono alla chirurgia per sembrare più giovani e più belle col risultato di sembrare tutte uguali e l'occhio maschile andrà subito a cercare dove il chirurgo ha osato troppo o non è riuscito nel suo intento!

È un esempio molto calzante, ci pensavo anche io. Il problema è che sia il chirurgo che l'intelligenza artificiale utilizzano dei modelli basati sulla statistica, fanno una media, e il risultato è qualcosa di generico. I chirurghi inoltre, essendo umani, tendono a strafare e accentuano le caratteristiche salienti su cui stanno operando, fallacia di cui l'intelligenza artificiale forse è meno vittima.

 

A me la perfezione dell'IA stufa molto velocemente, lo noto quando vedo i risultati postati su vari forum dagli appassionati di questo o quell'altro personaggio. Immagini pazzesche che ad un artista richiederebbero ore di lavoro, eppure dopo pochi secondi le trovo repellenti, sbagliate.

L'ondata di IA mi fa fare un passo indietro e mi porta ad apprezzare ancora di più l'imperfezione del prodotto umano, anche amatoriale. Ho qui sottomano un volumetto con le prime due storie di Diabolik nella versione originale (Zarcone, Kalissa), che molti considerano disegnate male, poco professionali. Io ADORO quei disegni!

  • +1 2
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  • Collaboratori

Giungerà il momento, ancora non ci siamo, in cui una tavola creata digitalmente sarà indistinguibile da una realizzata a mano. Dietro ci sarà il lavoro dell'IA, un lungo lavoro di affinamento verso il risultato finale sotto la supervisione umana, in cui digitalmente saranno create decine di prove di una stessa tavola fino a raggiungere il risultato sperato. Questo è il confine ultimo e estremo dell'uso dell'IA in questo campo.

 

Non è detto che ci si arrivi o ci si voglia arrivare. 

 

Ci saranno presto delle normative internazionali a legiferare in questo ambito che metteranno inevitabilmente dei paletti.

 

Restano un insieme di altre opportunità per cui l'IA resti alla fine solo un supporto per il disegnatore o lo sceneggiatore, uno strumento potente nelle loro mani, come un tempo fu la fotografia (disegnatori che facevano degli scatti con determinate pose da ricalcare poi sulla tavola, come quelli dello studio Giolitti che usava la fotografia prima di internet).

 

Immaginate un IA aziendale vergine, che contenga cioè solo materiale texiano e GLBonelliano, cosa potrebbe suggerire?

 

1) come avrebbe scritto GLB una determinata pagina, come l'avrebbe scritta negli anni Cinquanta o come l'avrebbe scritta negli anni Sessanta;

 

2) proporre situazioni, sequenze di poche pagine, tipicamente bonelliane;

 

3) prendere in esame una sceneggiatura nuova, scritta per esempio da Claudio Nizzi, dire in che modo e misura si discosti dal canone bonelliano;

 

4) suggerire a un autore possibili soggetti, con certi personaggi o ambientazioni;

 

5) in un momento di impasse, dare allo sceneggiatore delle idee su come sviluppare la trama proponendo diverse alternative, pensiamo anche ai finali.

 

Sono solo delle possibilità che nel giro di qualche anno, per forza di cose, rivoluzioneranno anche il fumetto.

 

E lo faranno in meglio. Tutto dipende dall'uso che se farà.

 

Certo, gli studenti che elaborano la loro tesina copiandola di sana pianta dall'IA, fanno una cosa sbagliata. Potrebbero servirsene invece per evitare di fare lunghe ricerche nelle biblioteche come capitava a noi quando dovevamo scrivere su un determinato argomento.

 

Nei giorni scorsi interrogavo Gemini sui "Vers de la mort" di Hélinand de Froidmont, poema di 50 strofe della fine del XII secolo che ebbe nel medioevo una fortuna duratura (pensiamo a Dante Alighieri), oggi poco conosciuta.

 

Nel giro di un'oretta, opportunamente stuzzicata, mi ha fornito una miriade di informazioni che avrei spesso giorni, se non mesi, di ricerca snervante.

Per esempio, il significato simbolico del numero 50, perché proprio 50 strofe.

Oppure il passaggio verso l'aldilà rappresentato da un ponte che si allarga o si restringe, precipitando le anime da dannare all'inferno (di fiamme o ghiaccio): mi ha dato in dieci secondi tutte le fonti da cui l'autore ha ripreso l'idea del ponte: dall'Apocalisse di Paolo, da Matteo, da San Gregorio Magno e infine dalla tradizione celtica, per esempio i romanzi di Chretien de Troyes (Lancelot).

 

L'IA commette anche degli sbagli: gli ho chiesto di rappresentare l'opera di Hélinand in un disegno e qui l'ho colta in castagna nel momento in cui mi ha rappresentato la morte con lo scheletro e la falce, come nei tarocchi, immagine che si cristallizza però nell'immaginario comune solo nel XIV secolo dopo la peste nera, ma l'IA mi risponde che è lo stesso autore che in un certo verso suggerisce ante litteram la morte con una falce che miete le anime. Mi ha comunque fornito subito i tre modi in cui la morte veniva rappresentata prima e dopo.

 

Insomma, sbalorditivo. Continuiamo a fare le operazioni a mano o usiamo la calcolatrice?

 

 

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, ymalpas dice:

Insomma, sbalorditivo. Continuiamo a fare le operazioni a mano o usiamo la calcolatrice?

AI=Aiuto al lavoro umano e non sostituzione della sua opera, in modo da far meglio e in minor tempo, ma in modo da avere più tempo libero e non più carico di lavoro!

Come per tutte le invenzioni c'è un lato buono e uno cattivo, sta a noi scegliere la strada giusta e non scegliere la via più facile che spesso ci si rivolta contro.

Poi ci sarà l'inevitabile diga dell'Ai a pagamento: chi può paga e ne gode i benefici, gli altri al palo o con funzionalità limitate, ma per questo siamo nelle mani di chi gestisce l'offerta...

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  • Collaboratori

è un peccato che Claudio Villa non bazzichi più in questi paraggi, perché essendo abbonato alla sua pagina facebook, mi è capitato spesso di imbattermi nella sua reazione come dire irritata, verso certe rielaborazioni dell'IA delle sue copertine, per carità comprensibilissime. Senza il lavoro del disegnatore, da cui l'IA materializza poi le sue opere, non ci sarebbe sviluppo possibile:

 

Dalla sua pagina facebook, la copertina originale:

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

 

 

L'IA al lavoro:

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

 

Riporto il suo commento, per me perfetto nella sua lucida analisi:

 

Sottolineo che senza immagini di riferimento la AI è un burattino immobile a terra , mentre la poesia di un artista si esprime attraverso tratti, segni magari non convenzionali, ma che derivano da un sogno.
La differenza è tra chi sa sognare e chi no.
In questo la AI è battuta in partenza, per ora.
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<span style="color:red">34 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

AI=Aiuto al lavoro umano e non sostituzione della sua opera, in modo da far meglio e in minor tempo, ma in modo da avere più tempo libero e non più carico di lavoro!

È molto vera questa cosa. Ogni volta che arriva uno strumento che permetterebbe di lavorare meno lo si usa invece per lavorare e produrre ancora di più, ma a costi ridotti e quindi peggio. Per me questo è uno dei principali rischi dell'arrivo dell'IA nelle aziende. 

Esempio: un'azienda realizza un prodotto. Grazie all'IA potrebbe mettere i suoi dipendenti nelle condizioni di migliorarlo, ma nel frattempo visto che l'IA riduce i tempi l'azienda decide di realizzare non uno ma dieci prodotti. Risultato: l'azienda realizza dieci prodotti mediocri e i dipendenti sono stressati.

4 ore fa, ymalpas dice:

Continuiamo a fare le operazioni a mano o usiamo la calcolatrice?

Occhio che ci sono pro e contro. Se uno strumento mi permette di fare una cosa più velocemente non è detto che sia la scelta migliore. La velocità non è l'obiettivo dell'umanità, ma è l'obbiettivo della nostra società malata di produzione.

Con l'intelligenza artificiale hai potuto fare quella ricerca in pochissimo tempo, fantastico. Se l'avessi fatta tu c'avresti messo mesi, già. Ma pensa a quante più cose avresti potuto imparare e scoprire in quei mesi, cose che ora non saprai MAI, perché l'intelligenza artificiale ti ha già fornito una risposta soddisfacente, mettendo a riposo la tua curiosità sull'argomento. Qual'era l'obiettivo? La velocità o la conoscenza?

 

Ogni volta che un nuovo strumento viene messo nelle mani dell'uomo quest'ultimo delega allo strumento delle sue capacità ed inevitabilmente le perde. È arrivata la calcolatrice ed abbiamo perso la capacità di fare calcoli, è arrivato il GPS ed abbiamo perso la capacità di orientarci su una mappa. Con l'IA riusciremo a fare un sacco di cose più velocemente, al prezzo di non saperle più fare realmente.

 

Quindi wow, ma sempre con occhio critico.

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<span style="color:red">6 ore fa</span>, ymalpas dice:

Giungerà il momento, ancora non ci siamo, in cui una tavola creata digitalmente sarà indistinguibile da una realizzata a mano. Dietro ci sarà il lavoro dell'IA, un lungo lavoro di affinamento verso il risultato finale sotto la supervisione umana, in cui digitalmente saranno create decine di prove di una stessa tavola fino a raggiungere il risultato sperato. Questo è il confine ultimo e estremo dell'uso dell'IA in questo campo.

 

Non è detto che ci si arrivi o ci si voglia arrivare. 

 

Ci saranno presto delle normative internazionali a legiferare in questo ambito che metteranno inevitabilmente dei paletti.

 

Restano un insieme di altre opportunità per cui l'IA resti alla fine solo un supporto per il disegnatore o lo sceneggiatore, uno strumento potente nelle loro mani, come un tempo fu la fotografia (disegnatori che facevano degli scatti con determinate pose da ricalcare poi sulla tavola, come quelli dello studio Giolitti che usava la fotografia prima di internet).

 

Immaginate un IA aziendale vergine, che contenga cioè solo materiale texiano e GLBonelliano, cosa potrebbe suggerire?

 

1) come avrebbe scritto GLB una determinata pagina, come l'avrebbe scritta negli anni Cinquanta o come l'avrebbe scritta negli anni Sessanta;

 

2) proporre situazioni, sequenze di poche pagine, tipicamente bonelliane;

 

3) prendere in esame una sceneggiatura nuova, scritta per esempio da Claudio Nizzi, dire in che modo e misura si discosti dal canone bonelliano;

 

4) suggerire a un autore possibili soggetti, con certi personaggi o ambientazioni;

 

5) in un momento di impasse, dare allo sceneggiatore delle idee su come sviluppare la trama proponendo diverse alternative, pensiamo anche ai finali.

 

Sono solo delle possibilità che nel giro di qualche anno, per forza di cose, rivoluzioneranno anche il fumetto.

 

E lo faranno in meglio. Tutto dipende dall'uso che se farà.

 

Certo, gli studenti che elaborano la loro tesina copiandola di sana pianta dall'IA, fanno una cosa sbagliata. Potrebbero servirsene invece per evitare di fare lunghe ricerche nelle biblioteche come capitava a noi quando dovevamo scrivere su un determinato argomento.

 

Nei giorni scorsi interrogavo Gemini sui "Vers de la mort" di Hélinand de Froidmont, poema di 50 strofe della fine del XII secolo che ebbe nel medioevo una fortuna duratura (pensiamo a Dante Alighieri), oggi poco conosciuta.

 

Nel giro di un'oretta, opportunamente stuzzicata, mi ha fornito una miriade di informazioni che avrei spesso giorni, se non mesi, di ricerca snervante.

Per esempio, il significato simbolico del numero 50, perché proprio 50 strofe.

Oppure il passaggio verso l'aldilà rappresentato da un ponte che si allarga o si restringe, precipitando le anime da dannare all'inferno (di fiamme o ghiaccio): mi ha dato in dieci secondi tutte le fonti da cui l'autore ha ripreso l'idea del ponte: dall'Apocalisse di Paolo, da Matteo, da San Gregorio Magno e infine dalla tradizione celtica, per esempio i romanzi di Chretien de Troyes (Lancelot).

 

L'IA commette anche degli sbagli: gli ho chiesto di rappresentare l'opera di Hélinand in un disegno e qui l'ho colta in castagna nel momento in cui mi ha rappresentato la morte con lo scheletro e la falce, come nei tarocchi, immagine che si cristallizza però nell'immaginario comune solo nel XIV secolo dopo la peste nera, ma l'IA mi risponde che è lo stesso autore che in un certo verso suggerisce ante litteram la morte con una falce che miete le anime. Mi ha comunque fornito subito i tre modi in cui la morte veniva rappresentata prima e dopo.

 

Insomma, sbalorditivo. Continuiamo a fare le operazioni a mano o usiamo la calcolatrice?

 

 

Mah. Ho colto in castagna la IA diverse volte, facendo domande storiche e ottenendo risposte spesso inventate di sana pianta o addirittura deliranti. Per me non si arriverà mai alla perfezione e non sarà mai davvero intelligente. 

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  • Collaboratori

Lo stesso è capitato a me! Ogni informazione va verificata. A seconda di quello che si pretende, l'IA incappa troppe volte in quelle che definisce ''allucinazioni''. Chatgpt è molto più affidabile di Gemini, il cui input non è il rigore quanto dare risposte ''compiacenti''. Ma siamo solo agli inizi, penso che sia anche un fatto normale. 

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<span style="color:red">13 ore fa</span>, ymalpas dice:

Giungerà il momento, ancora non ci siamo, in cui una tavola creata digitalmente sarà indistinguibile da una realizzata a mano. Dietro ci sarà il lavoro dell'IA, un lungo lavoro di affinamento verso il risultato finale sotto la supervisione umana, in cui digitalmente saranno create decine di prove di una stessa tavola fino a raggiungere il risultato sperato. Questo è il confine ultimo e estremo dell'uso dell'IA in questo campo.

 

Non è detto che ci si arrivi o ci si voglia arrivare. 

 

Ci saranno presto delle normative internazionali a legiferare in questo ambito che metteranno inevitabilmente dei paletti.

 

Restano un insieme di altre opportunità per cui l'IA resti alla fine solo un supporto per il disegnatore o lo sceneggiatore, uno strumento potente nelle loro mani, come un tempo fu la fotografia (disegnatori che facevano degli scatti con determinate pose da ricalcare poi sulla tavola, come quelli dello studio Giolitti che usava la fotografia prima di internet).

 

Immaginate un IA aziendale vergine, che contenga cioè solo materiale texiano e GLBonelliano, cosa potrebbe suggerire?

 

1) come avrebbe scritto GLB una determinata pagina, come l'avrebbe scritta negli anni Cinquanta o come l'avrebbe scritta negli anni Sessanta;

 

2) proporre situazioni, sequenze di poche pagine, tipicamente bonelliane;

 

3) prendere in esame una sceneggiatura nuova, scritta per esempio da Claudio Nizzi, dire in che modo e misura si discosti dal canone bonelliano;

 

4) suggerire a un autore possibili soggetti, con certi personaggi o ambientazioni;

 

5) in un momento di impasse, dare allo sceneggiatore delle idee su come sviluppare la trama proponendo diverse alternative, pensiamo anche ai finali.

 

Sono solo delle possibilità che nel giro di qualche anno, per forza di cose, rivoluzioneranno anche il fumetto.

 

E lo faranno in meglio. Tutto dipende dall'uso che se farà.

 

Certo, gli studenti che elaborano la loro tesina copiandola di sana pianta dall'IA, fanno una cosa sbagliata. Potrebbero servirsene invece per evitare di fare lunghe ricerche nelle biblioteche come capitava a noi quando dovevamo scrivere su un determinato argomento.

 

Nei giorni scorsi interrogavo Gemini sui "Vers de la mort" di Hélinand de Froidmont, poema di 50 strofe della fine del XII secolo che ebbe nel medioevo una fortuna duratura (pensiamo a Dante Alighieri), oggi poco conosciuta.

 

Nel giro di un'oretta, opportunamente stuzzicata, mi ha fornito una miriade di informazioni che avrei spesso giorni, se non mesi, di ricerca snervante.

Per esempio, il significato simbolico del numero 50, perché proprio 50 strofe.

Oppure il passaggio verso l'aldilà rappresentato da un ponte che si allarga o si restringe, precipitando le anime da dannare all'inferno (di fiamme o ghiaccio): mi ha dato in dieci secondi tutte le fonti da cui l'autore ha ripreso l'idea del ponte: dall'Apocalisse di Paolo, da Matteo, da San Gregorio Magno e infine dalla tradizione celtica, per esempio i romanzi di Chretien de Troyes (Lancelot).

 

L'IA commette anche degli sbagli: gli ho chiesto di rappresentare l'opera di Hélinand in un disegno e qui l'ho colta in castagna nel momento in cui mi ha rappresentato la morte con lo scheletro e la falce, come nei tarocchi, immagine che si cristallizza però nell'immaginario comune solo nel XIV secolo dopo la peste nera, ma l'IA mi risponde che è lo stesso autore che in un certo verso suggerisce ante litteram la morte con una falce che miete le anime. Mi ha comunque fornito subito i tre modi in cui la morte veniva rappresentata prima e dopo.

 

Insomma, sbalorditivo. Continuiamo a fare le operazioni a mano o usiamo la calcolatrice?

 

 

A mano!

Ma sono solo le medie dei miei studenti 😅

<span style="color:red">9 ore fa</span>, frank_one dice:

È molto vera questa cosa. Ogni volta che arriva uno strumento che permetterebbe di lavorare meno lo si usa invece per lavorare e produrre ancora di più, ma a costi ridotti e quindi peggio. Per me questo è uno dei principali rischi dell'arrivo dell'IA nelle aziende. 

Esempio: un'azienda realizza un prodotto. Grazie all'IA potrebbe mettere i suoi dipendenti nelle condizioni di migliorarlo, ma nel frattempo visto che l'IA riduce i tempi l'azienda decide di realizzare non uno ma dieci prodotti. Risultato: l'azienda realizza dieci prodotti mediocri e i dipendenti sono stressati.

Occhio che ci sono pro e contro. Se uno strumento mi permette di fare una cosa più velocemente non è detto che sia la scelta migliore. La velocità non è l'obiettivo dell'umanità, ma è l'obbiettivo della nostra società malata di produzione.

Con l'intelligenza artificiale hai potuto fare quella ricerca in pochissimo tempo, fantastico. Se l'avessi fatta tu c'avresti messo mesi, già. Ma pensa a quante più cose avresti potuto imparare e scoprire in quei mesi, cose che ora non saprai MAI, perché l'intelligenza artificiale ti ha già fornito una risposta soddisfacente, mettendo a riposo la tua curiosità sull'argomento. Qual'era l'obiettivo? La velocità o la conoscenza?

 

Ogni volta che un nuovo strumento viene messo nelle mani dell'uomo quest'ultimo delega allo strumento delle sue capacità ed inevitabilmente le perde. È arrivata la calcolatrice ed abbiamo perso la capacità di fare calcoli, è arrivato il GPS ed abbiamo perso la capacità di orientarci su una mappa. Con l'IA riusciremo a fare un sacco di cose più velocemente, al prezzo di non saperle più fare realmente.

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