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LA MIGLIOR STORIA DI NOLITTA - GIRONE 3


MacParland

MIGLIOR STORIA DI NOLITTA  

35 members have voted

  1. 1. GIRONE 3

    • f8042124c0dae2348b86a2e01ef30637.jpg--il IL SEGNO DI CRUZADO
    • f92126497d8cff8dd097420fc20fe52d.jpg--mi MISSIONE SUICIDA
    • 0add40f8435c1e47da92a66b1485c218.jpg--go GOLDEN PASS
    • 1695129293897.jpg--el_muerto.jpg?1695129 EL MUERTO

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  • Sceriffi

Terzo girone del torneo. Passano le prime due.


GIRONE 1
I RIBELLI DEL CANADA
 

GIRONE 2
GIUNGLA CRUDELE
 

SPAREGGIO PRIMI DUE GIRONI
CACCIA ALL'UOMO
MERCANTI DI MORTE
IL SEGRETO DEL MORISCO

Ricordo di votare anche il quarto girone. Lo spareggio avverrà in contemporanea con l'uscita dell'ultimo girone (il quinto).

 

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"Golden Pass" non la considererei di Nolitta: ha sceneggiato solo il primo centinaio di pagine e per sua stessa ammissione ha cincischiato per tutte quelle pagine con scenette "alla Cico" (usando Pat) perchè "non aveva idee per andare avanti", in pratica alla fine non solo la sceneggiatura dei 2/3 delle pagine ma pure il soggetto è di Boselli...

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Concordo con Diablero, Golden Pass non la considererei di Nolitta. Quando la lessi comunque non mi dispiacque.

Prevedo invece finalissima Giungla Crudele (mia preferita in assoluto) vs El Muerto, se non si incontrano prima.

 

 

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El Muerto vincerà senza problemi il girone, e probabilmente anche il torneo, quindi preferisco votare quella che si qualificherà per seconda.

 

Di Golden Pass Nolitta scrive solo il primo centinaio di pagine, quindi non la si può considerare appieno come una storia sua.

 

Missione suicida narrativamente mi è sempre sembrata un po' "sballata" (si vede che Nolitta l'ha scritta a braccio senza soggetto): parte come un remake western di Quella sporca dozzina con il reclutamento dei carcerati per una missione disperata, ma poi Nolitta scarta subito questa idea e la missione la fanno solo Tex e Carson.

 

Quindi voto quella che al netto di un paio di momenti fin troppo criticati mi sembra più compatta e affascinante, con un riuscitissimo climax alla Sentieri selvaggi: Il segno di CruzadoB)

 

 

 

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Voto "El Muerto". Penso di aver visto la versione animata su Supergulp, prima ancora di averla letta.

In "Missione suicida" anche io sono stato spiazzato dalla missione abortita con i carcerati, come dice Magic WIND.

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Indian Agency contiene il personaggio più bello, coerente e psicologicamente interessante mai descritto da Nolitta su Tex: il twenty-mule train. Potrei seriamente votarla per questo motivo.

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Rileggendo vecchie interviste ne ho trovata una del maggio 2010 in cui Sergio Bonelli parla de "Il segno di Cruzado":

 

DOMANDA:  Lei per Galleppini realizzò due storie di Tex che mi colpirono particolarmente: una, El Muerto, segnò la mia adolescenza fumettistica. Ma l’altra fu davvero particolare: Il segno di Cruzado.

SERGIO BONELLI: Quella dei ragazzi indiani…

 

Si! Una storia davvero forte perché, quando la leggi, non sai da che parte stare, sei diviso a metà e non riesci a prendere una posizione. Alla fine resti del tutto neutrale.

Io scrivevo nei tempi morti, quando il lavoro d’ufficio me lo permetteva. Forse per una questione d’imbarazzo, non sapevo se esaltare la conquista o la resistenza degli indiani. Però ho sempre preferito il western crepuscolare, perché già ti fa capire quali saranno i vinti e i vincitori e personalmente sono più dalla parte dei vinti, di quelli che devono sopravvivere. Mio padre (Gianluigi Bonelli), ad esempio, aveva un carattere totalmente diverso dal mio, a lui piaceva la conquista, lo affascinava che ci fosse un vincitore alla fine di ogni storia. Io invece, per diversità di carattere, sono più affascinato dalla tragedia di questo popolo che vive i suoi ultimi anni con la consapevolezza di essere destinato a scomparire.

 

Infatti colpisce più Il segno di Cruzado rispetto a un’altra grande storia di Tex, Sangue Navajo scritta da suo padre Gianluigi. Uno legge la storia ed è portato a stare dalla parte degli indiani, poi si vede quel gruppo d’indigeni impazzito seminare morte e dentro il lettore è come se si scatenasse una crisi di coscienza. E’ davvero un capolavoro, una delle mie storie preferite e una delle più belle di Tex in assoluto, perché ti lascia l’amaro in bocca…

Infatti! E facevo fatica (così come molti altri) a continuare Tex proprio per questo motivo. Mio padre invece non aveva dubbi da che parte stare. A parte la bella intuizione di quando Tex sposa Lilith, la giovane indiana navajo, che rappresentò una svolta importante tanto da precedere anche un film come L’amante Indiana. Lui amava dire che erano i personaggi che agivano da soli e che gli trasmettevano le varie sensazioni da inserire nella storia. Dal canto mio io non avevo la sicurezza di essere bravo. Lui, da grande professionista qual era, invece sì.

 

---------------

In realtà - commento mio - anche GLBonelli negli anni Settanta aveva cominciato a scrivere storie che lasciavano l'amaro in bocca (per il destino tragico degli indiani), ad es. "Apache Kid" e "Il tesoro di Victorio", ma anche, per certi versi, "Una campana per Lucero".

 

Resta il fatto che Sergio Bonelli era probabilmente lo sceneggiatore meno indicato per continuare la tradizione del padre, vista la sua preferenza per il western crepuscolare e per i vinti. Eppure nell'intervista che ho postato due giorni fa di GLB lui afferma - dopo aver stroncato "I ribelli del Canada" - che nonostante tutto  "comunque, la collaborazione fra me e Sergio ha dato spesso buoni frutti". E usa proprio la parola "collaborazione"...

 

P.S.: a scanso di equivoci, non sono un fan del Tex di Nolitta :lol:, apprezzo solo alcune sue storie (o parti di storie).

Edited by Poe
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Il 05/11/2024 at 12:31, Poe dice:

In realtà - commento mio - anche GLBonelli negli anni Settanta aveva cominciato a scrivere storie che lasciavano l'amaro in bocca (per il destino tragico degli indiani), ad es. "Apache Kid" e "Il tesoro di Victorio", ma anche, per certi versi, "Una campana per Lucero".

 

Apache Kid si basava su una storia vera, in cui Tex non può modificare gli eventi (è il problema di base di questo tipo di storie); Il tesoro di Victorio è una storia di vendetta, simile alla "Dama di Picche"; "Una campana per Lucero" è una storia di caduta ed espiazione. Non sono proprio delle store da "amaro in bocca": Nolitta, a differenza del padre, aveva una visione più pessimistica, più cupa, della vita, cosa che non si coglie nelle storie GLbonelliane, che sono più solari anche nei momenti più drammatici.   

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<span style="color:red">24 minuti fa</span>, joe7 dice:

Nolitta, a differenza del padre, aveva una visione più pessimistica, più cupa, della vita, cosa che non si coglie nelle storie GLbonelliane, che sono più solari anche nei momenti più drammatici.   

Questo è verissimo. Però nell'ultimo periodo anche in GLBonelli si vedono affiorare qua e là storie meno ottimistiche rispetto al passato. Visto che abbiamo parlato tempo fa de "Il marchio di Satana", be' quella è una: alla fine le indiane Tex e Carson le trovano tutte morte e nessuno si salva, tranne loro. "Il tesoro di Victorio" è tutta basata sullo stregone Nana che viene torturato per giorni e giorni e poi ucciso, con i due pards che arrivano a cose finite senza poter far niente, e così "Linciaggio", ecc. ecc.

Poi però, è vero, le atmosfere cupe e negative di Nolitta non le batte nessuno su Tex. Sergio Bonelli - lo ammetteva lui stesso - era più affine, come sensibilità, ai film western crepuscolari degli anni '70.

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GL Bonelli nelle storie più cupe come Apache kid fa fare a Tex la cosa giusta, ma non basta a salvare Apache kid (o, nel Marchio di Satana, l'intero paese è cosi corrotto che va distrutto)

 

Nelle storie di Sergio Bonelli è l'imbecillità di Tex a CAUSARE il male. Il Caccia All'Uomo è lui a provocare la morte di Andy. Ne "il segno di Cruzado" ospita una banda di predoni, li lascia andare via, addirittura lasciando che dei Navajos si uniscano a loro: quando gente più sveglia va al loro inseguimento, LI FERMA, dicendo "lasciateli andare, che danno possono fare? Ruberanno due galline", e subito dopo il fumetto mostra case e fattorie distrutte, gente sterminata, solo per colpa di Tex...

 

Il Tex di GL Bonelli combatte contro il male, e può vincere più o meno completamente.

 

Nel mondo di Guido Nolitta, Tex È IL MALE, e causa danni: il mondo sarebbe migliore senza Tex.

 

Come disse Marcheselli (ovviamente, PRIMA di essere assunto in Bonelli per poi diventarne direttore editoriale), il Tex di Caccia all'Uomo è "un volgare mascalzone".

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<span style="color:red">24 minuti fa</span>, Diablero dice:

Nelle storie di GL Bonelli è l'imbecillità di Tex a CAUSARE il male.

Dapprima pensavo che avessi bevuto o ti era dato di volta il cervello, poi mi sono reso conto che era solo un refuso e tirato un sospiro di sollievo. :P:lol:

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7 minutes ago, Condor senza meta said:
32 minutes ago, Diablero said:

Nelle storie di GL Bonelli è l'imbecillità di Tex a CAUSARE il male.

Dapprima pensavo che avessi bevuto o ti era dato di volta il cervello, poi mi sono reso conto che era solo un refuso e tirato un sospiro di sollievo. :P:lol:

È la prova che anche solo parlare delle storie di Nolitta provoca grande confusione mentale! :old:

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1 ora fa, Poe dice:

Poi però, è vero, le atmosfere cupe e negative di Nolitta non le batte nessuno su Tex. Sergio Bonelli - lo ammetteva lui stesso - era più affine, come sensibilità, ai film western crepuscolari degli anni '70.

 

Più che ai western crepuscolari, Nolitta è contrario alla chiarezza: ama l'ambiguità, rifiuta di chiamare il bene col suo nome e il male col suo nome. I western crepuscolari, come "Sfida sull'Alta Sierra", "Il grande Jake",  "L'uomo dai sette capestri", "Il pistolero", eccetera, non sono così: il protagonista sa comunque dov'è il giusto e dov'è lo sbagliato, pur essendo consapevole di far parte di un mondo che non c'è più. E' tutta un'altra cosa da Nolitta (tanto che mi chiedo se i western crepuscolari lui li abbia davvero visti, li abbia davvero capiti, o li abbia citati solo perchè contengono la parola "crepuscolo").

 

Per spiegarmi meglio, metto a confronto le origini del nolittiano Zagor e del GLBonelliano Tex.

 

Zagor è figlio di un ex sterminatore di indiani, che però era stato un buon padre e ha vissuto una vita onesta; si vendica di chi lo ha ucciso, che però aveva solo vendicato gli indiani che suo padre aveva ucciso e poi aveva fatto una comunità di indiani pacifici, dei quali Zagor ha fatto uno sterminio come il padre. Inoltre, Solomon Kinski, l'assassino di suo padre, nella vendetta aveva anche ammazzato sua madre che non c'entrava niente. E poi ha anche ammazzato Wandering Fitzy, l'uomo che lo aveva salvato e lo aveva fatto crescere come un nuovo padre. E il pacifico Fitzy ha ammazzato Kinski. Insomma, un tal ginepraio di situazioni dove il personaggio non ci capisce più niente e non capisce bene chi ha torto e chi ha ragione. Quindi diventa lo Spirito con la Scure per valutare i pro e i contro di tutti. Resta sempre comunque un'ambiguità di fondo in Zagor: non sempre sa distinguere il bene e il male quindi diverse volte fa l'Amleto.

 

Tex è il figlio di un allevatore ammazzato da dei ladri di bestiame. Lui li fa secchi tutti. Va al rodeo dove scopre un giro di minacce e ricatti gestiti dal baro Luca e Clem Tilden. Lui li fa fuori tutti. Viene  a sapere che Tom Rebo, il capo di un paese, ha ammazzato suo fratello. Lui fa fuori Tom Rebo e tutti i suoi uomini. Insomma, si vede bene che Tex sin dall'inizio è la Giustizia, e basta. 

 

Nel leggere le origini dei personaggi, si capisce bene l'enorme differenza del modo di pensare di Nolitta e GLBonelli.

Edited by joe7
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50 minuti fa, joe7 dice:

Nolitta (tanto che mi chiedo se i western crepuscolari lui li abbia davvero visti, li abbia davvero capiti, o li abbia citati solo perchè contengono la parola "crepuscolo"

Prima di dare dell'ignorante a Sergio Bonelli io ci penserei due volte... anche tre... visto che tutti sanno che aveva un'ottima cultura cinematografica. :rolleyes:

Se ti rileggi l'intervista che ho postato più sopra, spiega bene a cosa si riferiva

Il 05/11/2024 at 12:31, Poe dice:

Però ho sempre preferito il western crepuscolare, perché già ti fa capire quali saranno i vinti e i vincitori e personalmente sono più dalla parte dei vinti, di quelli che devono sopravvivere. Mio padre (Gianluigi Bonelli), ad esempio, aveva un carattere totalmente diverso dal mio, a lui piaceva la conquista, lo affascinava che ci fosse un vincitore alla fine di ogni storia. Io invece, per diversità di carattere, sono più affascinato dalla tragedia di questo popolo che vive i suoi ultimi anni con la consapevolezza di essere destinato a scomparire.

Si riferiva ai film che parlano della sconfitta degli indiani d'America, del tramonto di quella civiltà, e del crepuscolo del West. In "Mercanti di morte" si vede bene come ormai gli indiani sono dediti soprattutto all'alcool, il West è ormai frequentato da delinquenti e da falliti, o da prostitute tristi che vivono di rimpianti (e così anche ne "Il cowboy senza nome"). Tutti personaggi tipici dei film western di Altman, Peckinpah, Aldrich, ecc.

 

2 ore fa, Diablero dice:

Nel mondo di Guido Nolitta, Tex È IL MALE, e causa danni: il mondo sarebbe migliore senza Tex.

Queste sono le tue solite esagerazioni: che il Tex di Nolitta sbagli troppo spesso e volentieri è risaputo, ma bisogna valutare storia per storia, non tutte sono uguali. In molte Tex, nonostante gli sbagli, alla fine è decisivo. Senza Tex il colonnello Watson non sarebbe stato arrestato, i mercanti di whisky venderebbero ancora la loro merce, EL Muerto sarebbe ancora vivo, molti nella spedizione di Panama senza Tex sarebbero morti, il giudice Maddox ammazzerebbe ancora innocenti, Sasquatch sarebbe stato catturato dagli scienziati, ecc.

In altre in effetti non ne combina una giusta: "Cruzado", "La grande minaccia", "La strage di Red Hill", "Il disertore"...

Edited by Poe
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