Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

[Magazine N.12 - 2025] Mistero sui monti Colorado - Barbary Coast


MacParland

Recommended Posts

  • Sceriffi

1736591360120-776x1024.jpg

 

 

Soggetto:  Rauch Jacopo,  Boselli Mauro

Sceneggiatura:  Rauch Jacopo, Boselli Mauro

Disegni:  Torricelli Marco,  Venturi Andrea

Copertina:  Villa Claudio

 

1736591476087-776x1024.jpg

 

1736591476087-776x1024.jpg

 

1736591474686-776x1024.jpg

 

1736591475417-776x1024.jpg

 

1736591471136-776x1024.jpg

 

1736591471749-776x1024.jpg

 

1736591472397-776x1024.jpg

 

1736591473219-776x1024.jpg

 

1736591474004-776x1024.jpg

 

 

Il menu dell’appuntamento annuale con il magazine dedicato a Tex e a tutto quanto fa west oltre a due storie inedite e complete del Ranger del Texas prevede gli approfondimenti dedicati alle consuete novità cinematografiche, letterarie, ludiche dell'annata western, un reportage di Raffaella Milandri sulla vita dei nativi americani negli Stati Uniti di oggi, avventure nella neve e un approfondimento dedicato alla figura di Tom Devlin.

 

L’epopea western di Tex Willer non ha per sfondo soltanto verdi praterie o deserti assolati. Ci sono anche – lo vediamo in questo Magazine – storie dove i ghiacci e la neve nascondono insidie mortali e altre ambientate in città caotiche, strette fra le grinfie del crimine, come San Francisco. Qui, però, Tex può contare su un amico, il Capo della Polizia Tom Devlin, pronto a vivere la sua prima avventura da protagonista assoluto!

 

Link to comment
Share on other sites

Il 18/1/2025 at 17:18, Tracce358 dice:

Mi sembrano molto promettenti gli articoli, in particolare attendo con grande interesse quello sulla situazione odierna dei nativi

Condivido, sperando che negli ultimi tempi sia un pò migliorata.

Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">18 ore fa</span>, Winter Snake dice:

Condivido, sperando che negli ultimi tempi sia un pò migliorata.

Ne dubito ahimè comunque è bene documentarsi 

Link to comment
Share on other sites

Sono molto contento che, finalmente, sia tributato anche a Tom Devlin l'onore di una storia da protagonista assoluto. E' sempre stato tra i miei comprimari occasionali preferiti: integerrimo, coraggioso, e soprattutto dorato di una grande dose di buonsenso e di sana "elasticità". Di conseguenza, confido in una bella storia imbastita da Boselli e Venturi, così come confido possa essere di pari livello quella di Rauch e Torricelli, di stampo più classico.

 

Certamente, è di assoluto impatto e di alto livello la copertina di Villa, quasi a voler ricordare la salda amicizia tra Tex ed il capo della polizia di Fisco (come del resto accaduto coi comprimari che hanno preceduto il buon Tom).

Link to comment
Share on other sites

Il 21/01/2025 at 14:33, Tracce358 dice:
Il 20/01/2025 at 20:14, Winter Snake dice:

Condivido, sperando che negli ultimi tempi sia un pò migliorata.

Ne dubito ahimè comunque è bene documentarsi 

 

Dipende da caso a caso. Sia la Nazione Cherokee dell'Oklahoma che la Tribù Seminole della Florida se la passano piuttosto bene. La prima possiede un network di industrie tecnologiche, sanitarie ed altro che lavorano perlopiù con il Dipartimento della Difesa e per il settore aerospaziale ed hanno un fatturato medio annuo di 600 milioni di dollari ed un profitto netto intorno ai 50 milioni. La seconda possiede la catena Hard Rock Café che fattura intorno al miliardo di dollari. I redditi netti sono distribuiti, non so in che percentuale, tra i membri della Tribù.

Al contrario, i Lakota hanno seri problemi di disoccupazione ed alcolismo.

Link to comment
Share on other sites

Il 24/01/2025 at 09:46, Carlo Monni dice:

 

Dipende da caso a caso. Sia la Nazione Cherokee dell'Oklahoma che la Tribù Seminole della Florida se la passano piuttosto bene. La prima possiede un network di industrie tecnologiche, sanitarie ed altro che lavorano perlopiù con il Dipartimento della Difesa e per il settore aerospaziale ed hanno un fatturato medio annuo di 600 milioni di dollari ed un profitto netto intorno ai 50 milioni. La seconda possiede la catena Hard Rock Café che fattura intorno al miliardo di dollari. I redditi netti sono distribuiti, non so in che percentuale, tra i membri della Tribù.

Al contrario, i Lakota hanno seri problemi di disoccupazione ed alcolismo.

È vero che ci sono nazioni native che sono state anche più abili o disincantate o anche fortunate a non farsi schiacciare e crearsi una certa autonomia. Proprio i Lakota che furono gli ultimi ad arrendersi all'epoca sono fra quelli che hanno più difficoltà. L'alcolismo è certo un indicatore drammatico. Come voler affogare un passato che non ritorna e una totale mancanza di futuro. 

Link to comment
Share on other sites

Letto il magazine.

 

Prima storia passabile con alcuni colpi di scena, anche se un pò telefonati, e una scena finale che vira sul "vietato ai diabetici". Disegni discreti.

 

Secondo storia penalizzata dalla sua brevità. Con un'alleanza decisiva per la causa finale che nasce un pò troppo dal nulla... Devlin gagliardo all'inizio, polleggiante nel mezzo e "texiano" nel finale. Tante sfaccettature in poco tempo/spazio. Forse troppe.

I disegni veramente buoni.

 

Interessanti gli articoli sugli indiani e sugli western movies ambientati nel freddo.

 

Voto all'albo: 6+

Edited by cuervojones
Link to comment
Share on other sites

Spoiler

Il fratello va in galera, la sorella, che già ha ereditato metà azienda adesso si ritrova tutto quanto, almeno fino a quando il fratello non esce da Yuma.

Il sergente sembra che se la passerà benino.

Il che tradotto significa: storia senza finale (ed era già debole così).

La seconda, nella sua brevità, arranca nella sospensione dell'incredulità.

Spoiler

Non si è mai visto un numero di imbarcati a forza così alto da superare di gran lunga i membri dell'equipaggio.

Ammutinamento sicuro.

Non altrettanto sicura la sorte dell'equipaggio lasciato in mezzo al Pacifico su una barchetta.

Qui poi non c'è un capo solo, ma ce ne sono un mucchio che, tutti quanti sommati insieme, non valgono quanto Abelarda.

La brevità non c'entra: in così poche pagine ci poteva stare anche qualcosa di meno melenso.

Link to comment
Share on other sites

concordo... e poi 

 

Spoiler

il marinaio che si allea con Tom (salvandogli il culo) solo perche Tom l'ha colcato de botte è il punto più forzato a mio avviso...

 

Link to comment
Share on other sites

Spoiler

Leggere il finale della prima storia, puntando tutto sulla confessione di un moribondo e sul complice che svuota il sacco dietro minacce verbali mi ha fatto cadere le spalle, se non di peggio. Era la parola di tex contro quella del fratello della donna liberata dagli indiani. Avrebbe potuto testimoniare il sergente, certo, ma praticamente Tex ha fatto ammettere la colpevolezza a suon di minacce e di pugni. Un pò troppo esile come finale, che butta tutto in caciara.

 

Link to comment
Share on other sites

Un magazine interessante, con dei servizi che ho apprezzato, facendomi venir voglia di rivedere “Il grande silenzio” e “The hateful eight”.  Bello il reportage sulla situazione dei nativi oggi. Per quanto riguarda le storie, la prima carina, i disegni di Torricelli a volte a fuoco a volte meno. Non credo ci fosse il bisogno di tutta quella ridondante conversazione iniziale (leggi”spiegone”) a spiegare quello che si sarebbe potuto desumere tranquillamente da poche semplici parole dopo una ventina di pagine. Una buona storia dunque.. Colpi di scena qui e lì, buttati in un finale troppo facile.

La seconda, gradevole. Buono lo spunto del soggetto, la caratterizzazione dei personaggi (protagonista e cricca di antagonisti capeggiata dalla riuscita, pericolosa e cinica vegliarda) e ottimi i disegni di Venturi. Forse troppa carne al fuoco per così poche pagine.

Il 27/01/2025 at 17:59, cuervojones dice:

il marinaio che si allea con Tom (salvandogli il culo) solo perche Tom l'ha colcato de botte è il punto più forzato a mio avviso...

Concordo, ma tolto questo, una buona storia breve

Link to comment
Share on other sites

SPOILER SPOILER SPOILER

SPOILER

SPOILER

 

BARBARY COAST

Anche a me è suonato strano che più della metà dell'equipaggio della nave fosse composto da marinai arruolati a forza (e quindi con un rischio di ammutinamento decisamente alto), ma chissà, forse nella realtà storica a volte accadeva davvero, forse quando i comandanti avevano urgente bisogno di uomini erano disposti a correre il rischio. Non so. A volte la realtà supera la fantasia, vedi la vecchietta arcigna con la pipa in bocca, Miss Piggott, che sembrerebbe un personaggio da fumetto, invece è esistita realmente e faceva proprio quello di mestiere, sbronzava i marinai e poi li vendeva alle navi.

 

Invece il fatto che il marinaio Jock prima si azzuffi con Tom Devlin e poi si allei con lui non mi sembra così strano. A parte che è un un cliché vecchio come il cucco (al primo incontro si prendono a pugni e dopo un po' si stimano), Il marinaio aveva tutto l'interesse ad allearsi con Tom Devlin, entrambi volevano tornare a Frisco, no? Che senso aveva odiarsi per un paio di pugni presi, quando la cosa più urgente era liberarsi? Jock vede in Devlin il capo carismatico che li può guidare nella rivolta.

Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">12 ore fa</span>, Poe dice:

Il marinaio aveva tutto l'interesse ad allearsi con Tom Devlin, entrambi volevano tornare a Frisco, no? Che senso aveva odiarsi per un paio di pugni presi, quando la cosa più urgente era liberarsi? Jock vede in Devlin il capo carismatico che li può guidare nella rivolta.

 

Il punto non è che l'alleanza non ci sta, perchè ci può stare... è che non viene sviluppata a dovere la trama per giustificare tale alleanza, per mancanza di spazio piu che altro, e quindi la cosa succede di botto e con poca efficacia a livello di credibilità a mio avviso.

 

Ho avvertito il problema e lo ritengo un limite della storia. Tutto qui.

Link to comment
Share on other sites

  • 4 weeks later...

Arrivo con un po' di ritardo, ma arrivo.

 

Un buon magazine con parecchi articoli interessanti, soprattutto quello sui nativi americani e sul loro status odierno, ben lontano dalla retorica che li vorrebbe praticamente quasi estinti. 

 

Sulle due storie, boh, "Mistero sui monti Colorado" mi è piaciuta. Magari un po' telefonati certi passaggi, ok, ma si è rivelata una lettura piacevole. Non mi hanno convinto i disegni di Torricelli: quando prova a "galepeggiare" gli viene male, quando invece si concede il "lusso" di essere se stesso il risultato è molto migliore.

 

Meno convincente "Barbary Coast", sicuramente penalizzata dal risicato numero di pagine per cui i vari passaggi di trama avvengono un po' forzatamente e con Devlin che passa da abile stratega a piccione fino al finale quasi dinamitardo nel giro di poche pagine. Venturi ottimo come sempre.

  • Like (+1) 1
Link to comment
Share on other sites

  • Collaboratori

Lette le due storie circa una settimana fa, della prima incredibilmente non ricordo più nemmeno la trama, della seconda di Boselli invece ricordo tutto, con la simpatica carrellata di nemici, in particolare la signoria Piggott, i tipacci della palestra che è sempre piacevole rivedere, e le disavventure di Devlin che riesce comunque a uscire a testa alta. Tutti i personaggi andrebbero riproposti in una nuova avventura di cui questo breve episodio andrebbe a costituire l'antecedente, con Tex e i pards, ovviamente. Spero che Boselli ci pensi!

  • Like (+1) 1
Link to comment
Share on other sites

  • MacParland changed the title to [Magazine N.12 - 2025] Mistero sui monti Colorado - Barbary Coast
  • 2 months later...

Ultimo Magazine che possiedo, me ne mancano due per completare la collezione, vedrò se riuscirò a procurarmeli in futuro.

Di fatto con questa recensione chiudo con questo format.

Magazine sufficiente ma meno valevole, secondo i miei gusti, rispetto a quello col Morisco.

Entro brevemente nel dettaglio dei due episodi a fumetti.

 

Mistero sui Monti Colorado

Rauch conferma la sua affidabilità in cabina di regia, ma pecca di poca ambizione, soprattutto in episodi simili.

Storia lineare che porta a casa il risultato ma non rimane scolpita nella memoria del lettore.

Ancora una volta Tex agisce in solitaria e ciò alla lunga, almeno a me stufa, per non tacere della scena del salvataggio della diligenza, che ricorda molto la sequenza che Ruju propose nella sua prova con le due prigioniere.

Mary McKenzie mi è sembrata la versione al femminile del "ragazzo selvaggio" di nizziana memoria, più empatico invece il personaggio del sergente Scott O'Malley.

Dopo essere sfuggiti all'attacco degli Utes diretti da Coltello Nero, anche grazie all'aiuto del "misterioso" Jim Coley, la vicenda prosegue senza scossoni fino ai chiarimenti finali.

 

Coley si rivela un killer prezzolato, assoldato dal fratello di Mary, per liberarsi della ragazza e non doverne dividere l'eredità.

Ovvio finale con la punizione del villain e l'adozione della bella fanciulla da parte del sergente.

Trama semplice, sviluppata in maniera sufficiente per una storiellina che si fa leggere, ma nulla più.

 

I disegni di Torricelli non mi hanno mai del tutto convinto. Tratto classicissimo che si rifà al volto di Galep, ma tra le vignette le influenze di disegnatori storici si sprecano (a tratti riscontro pure alcune fattezze alla Letteri).

Le vignette sono pulite e abbastanza dinamiche, tuttavia le fattezze di Tex cambiano troppe volte in poche pagine e questo crea qualche disorientamento durante la lettura.

Prova non da bocciatura, ma ammetto che preferisco altri canoni di disegnatori su Tex. Il mio voto finale è 6

 

Barbary Coast 

Tocca ancora a Mauro affrontare la breve storia col comprimario storico.

Stavolta è il turno di Tom Devlin, che onestamente è forse quel personaggio fra gli amici meno dinamico.

Tuttavia l'episodio, sebbene non memorabile, è ritmato e molto bonelliano, con tanto di trappole, rapimenti, ammutinamenti e un finale scoppiettante con la scena della distruzione della locanda direttamente col veliero lanciato, che rievoca la mitica scena di Canon Diablo.

 

Magari se Borden avesse avuto a disposizione più pagine, avrebbe potuto caratterizzare meglio il "ring" di Frisco e costruire a fasi l'alleanza con Jock, ma lo spazio quello era e alcune sequenze così appaiono accelerate.

 

Finale pirotecnico per una storia abbondantemente sufficiente, che si vede abbuonare un voto in più grazie all'ottima interpretazione grafica di Dotti, che in simili tematiche e scenari (vedi la lunga maratona col Supremo) si trova perfettamente a nozze.

Disegni efficaci, stile dinamico e personale, ottimi gli sfondi e le scene marinare, in poche parole trentadue tavole notevoli che non fanno altro di confermare l'estremo talento dell'artista e far crescere in me il rammarico di non averlo potuto incontrare due anni orsono a Etnacomics per conoscerlo di persona e fargli autografare qualche albo :D. Il mio voto finale è 7

 

Giudizio riassuntivo finale: Magazine promosso ma di certo non il migliore del lotto

Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">50 minuti fa</span>, Condor senza meta dice:

Ultimo Magazine che possiedo, me ne mancano due per completare la collezione, vedrò se riuscirò a procurarmeli in futuro.

Di fatto con questa recensione chiudo con questo format.

Magazine sufficiente ma meno valevole, secondo i miei gusti, rispetto a quello col Morisco.

Entro brevemente nel dettaglio dei due episodi a fumetti.

 

Mistero sui Monti Colorado

Rauch conferma la sua affidabilità in cabina di regia, ma pecca di poca ambizione, soprattutto in episodi simili.

Storia lineare che porta a casa il risultato ma non rimane scolpita nella memoria del lettore.

Ancora una volta Tex agisce in solitaria e ciò alla lunga, almeno a me stufa, per non tacere della scena del salvataggio della diligenza, che ricorda molto la sequenza che Ruju propose nella sua prova con le due prigioniere.

Mary McKenzie mi è sembrata la versione al femminile del "ragazzo selvaggio" di nizziana memoria, più empatico invece il personaggio del sergente Scott O'Malley.

Dopo essere sfuggiti all'attacco degli Utes diretti da Coltello Nero, anche grazie all'aiuto del "misterioso" Jim Coley, la vicenda prosegue senza scossoni fino ai chiarimenti finali.

 

Coley si rivela un killer prezzolato, assoldato dal fratello di Mary, per liberarsi della ragazza e non doverne dividere l'eredità.

Ovvio finale con la punizione del villain e l'adozione della bella fanciulla da parte del sergente.

Trama semplice, sviluppata in maniera sufficiente per una storiellina che si fa leggere, ma nulla più.

 

I disegni di Torricelli non mi hanno mai del tutto convinto. Tratto classicissimo che si rifà al volto di Galep, ma tra le vignette le influenze di disegnatori storici si sprecano (a tratti riscontro pure alcune fattezze alla Letteri).

Le vignette sono pulite e abbastanza dinamiche, tuttavia le fattezze di Tex cambiano troppe volte in poche pagine e questo crea qualche disorientamento durante la lettura.

Prova non da bocciatura, ma ammetto che preferisco altri canoni di disegnatori su Tex. Il mio voto finale è 6

 

Barbary Coast 

Tocca ancora a Mauro affrontare la breve storia col comprimario storico.

Stavolta è il turno di Tom Devlin, che onestamente è forse quel personaggio fra gli amici meno dinamico.

Tuttavia l'episodio, sebbene non memorabile, è ritmato e molto bonelliano, con tanto di trappole, rapimenti, ammutinamenti e un finale scoppiettante con la scena della distruzione della locanda direttamente col veliero lanciato, che rievoca la mitica scena di Canon Diablo.

 

Magari se Borden avesse avuto a disposizione più pagine, avrebbe potuto caratterizzare meglio il "ring" di Frisco e costruire a fasi l'alleanza con Jock, ma lo spazio quello era e alcune sequenze così appaiono accelerate.

 

Finale pirotecnico per una storia abbondantemente sufficiente, che si vede abbuonare un voto in più grazie all'ottima interpretazione grafica di Dotti, che in simili tematiche e scenari (vedi la lunga maratona col Supremo) si trova perfettamente a nozze.

Disegni efficaci, stile dinamico e personale, ottimi gli sfondi e le scene marinare, in poche parole trentadue tavole notevoli che non fanno altro di confermare l'estremo talento dell'artista e far crescere in me il rammarico di non averlo potuto incontrare due anni orsono a Etnacomics per conoscerlo di persona e fargli autografare qualche albo :D. Il mio voto finale è 7

 

Giudizio riassuntivo finale: Magazine promosso ma di certo non il migliore del lotto

Il disegnatore di Barbary Coast è Venturi. 

Link to comment
Share on other sites

Chiedo venia Mauro, hai perfettamente ragione. :lol:

Perdo decisamente colpi, avevo letto i giorni scorsi la storia e appena scritta la recensione, non ho più controllato e la memoria mi ha fatto difetto. :azz::craniate:

Mi scuso per la figuraccia, e non me ne voglia Venturi per lo scambio, autore d'altronde che stimo quanto Dotti.

Ora mi posso imbarcare su un veliero in rotta per l'Australia per nascondermi per la vegogna. :D

 

 

Link to comment
Share on other sites

Ma cosa dice Condor, mi sono detto leggendo il suo post, la storia non è di Carnevale? 

Sto perdendo colpi anche io.:wacko:

Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Piombo Caldo dice:

Ma cosa dice Condor, mi sono detto leggendo il suo post, la storia non è di Carnevale? 

Sto perdendo colpi anche io.:wacko:

Ahaha leggendola mi sa che ci siamo narcotizzati col lautano anche noi. 😂

Ci toccherà offrire una cena a Venturi per scusarci. E dire che lo seguo sin dagli esordi su Dyd. 😂

 

A parte le battute, mi scuso ancora per il grosso svarione (mi chiedo cosa sia passato nel mio cervello per autoconvincermi a distanza di giorni che si trattasse di Dotti) evidentemente dopo centinaia di recensioni comincio perdere lucidità nei commenti. Forse dovrei smettere 😏

Link to comment
Share on other sites

  • Recently Browsing   0 members

    • No registered users viewing this page.
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.