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[774/775/776] Rick Master, Detective


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Trovo che Fortunato abbia tradito se stesso con questa monocorde e fiacca imitazione di Toppi. 

E la sceneggiatura dovrebbe essere avvincente. Invece è noiosa

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Ritorno un attimo su questo punto...

 

13 hours ago, Magic Wind said:

La differenza tra la gabbia della bd e quella Bonelli è che in Francia credo che i disegnatori siano liberi di decidere la composizione della tavola, cioè dove e come posizionare le varie vignette sulla pagina, mentre in Italia questa viene decisa in maniera precisa dallo sceneggiatore (poi anche in Italia c'è chi lascia più libertà e chi meno) 

 

Mi sto guardando l'intervista a Gomez di 9-bit di un paio di anni fa, in cui racconta la sua carriera (e conferma quanto poteva essere "insistente" Sergio Bonelli quando voleva che un disegnatore lavorasse per lui...  :lol: )

 

E Gomez descrive il lavorare per la Francia come un INCUBO, in cui doveva mandare per l'approvazione i disegni IN OGNI FASE: doveva mandargli i bozzetti DI OGNI PAGINA, se approvati doveva mandare poi le matite, solo se approvate gli mandava le chine...  e in diverse di queste fasi gli hanno fatto rifare ogni singola pagina. Dice che ha dovuto rifare ogni pagina almeno due volte!

 

(E qui si capisce come mai non lavora più per la Francia, e addirittura preferisca lavorare sotto Boselli...  :P )

 

 

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<span style="color:red">8 ore fa</span>, borden dice:

Trovo che Fortunato abbia tradito se stesso con questa monocorde e fiacca imitazione di Toppi. 

E la sceneggiatura dovrebbe essere avvincente. Invece è noiosa

 

Per me c'è Fortunato in grande spolvero, che però ha imbastito il proprio lavoro come fosse Toppi e in questo posso darti ragione. Sua libera scelta o indicazioni di Manfredi... Valerio Massimo, chissà !

A me piace.

<span style="color:red">3 ore fa</span>, Diablero dice:

Ritorno un attimo su questo punto...

 

 

Mi sto guardando l'intervista a Gomez di 9-bit di un paio di anni fa, in cui racconta la sua carriera (e conferma quanto poteva essere "insistente" Sergio Bonelli quando voleva che un disegnatore lavorasse per lui...  :lol: )

 

E Gomez descrive il lavorare per la Francia come un INCUBO, in cui doveva mandare per l'approvazione i disegni IN OGNI FASE: doveva mandargli i bozzetti DI OGNI PAGINA, se approvati doveva mandare poi le matite, solo se approvate gli mandava le chine...  e in diverse di queste fasi gli hanno fatto rifare ogni singola pagina. Dice che ha dovuto rifare ogni pagina almeno due volte!

 

(E qui si capisce come mai non lavora più per la Francia, e addirittura preferisca lavorare sotto Boselli...  :P )

 

 

 

Riguardo Gomez e la Francia, non dobbiamo dimenticare cosa abbia disegnato per la nostra sorella d'oltralpe. Tutti album dedicati a personaggi della Storia di Francia, ovvero qualcosa a cui i Francesi tengono in maniera quasi patologica, anche perchè album destinati principalmente alle nuove generazioni della Nazione (nei film invece sembrano godere nella dissacrazione della Storia e dei classici della loro letteratura). Con queste premesse, mi sembra questo un lavoro certamente più impegnativo, in termini di aderenza storica, delle tavole per Dago, oppure quelle di carattere Western con un curatore come @borden, per quanto studiate sempre con grande impegno e professionalità.

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  • 2 weeks later...

Salve a tutti, ho terminato poco fa la lettura di questa storia e devo dire di averla apprezzata molto, ho scoperto i personaggi di Rick Master e Yoko Shimitzu grazie a questi tre albi e spero di rivederli in futuro sulla serie :)
 

Edited by LacoWiller371
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Il sommo Boselli non finisce di stupirmi con le sue molteplici vastissime conoscenze - qui Carville, di cui non avevo mai sentito parlare malgrado sia stato a San Francisco almeno 20 volte. Per chi ne sia interessato, ho trovato questo interessante articolo su Carville: https://www.outsidelands.org/sw19.php

 

  • Thanks (+1) 1
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  • 1 month later...
Il 25/7/2025 at 12:20, Otami dice:

Il sommo Boselli non finisce di stupirmi con le sue molteplici vastissime conoscenze - qui Carville, di cui non avevo mai sentito parlare malgrado sia stato a San Francisco almeno 20 volte. 

 

 

Non ne hai mai sentito parlare perchè quel quartiere oggi non esiste più...

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Magic Wind dice:
Il 25/07/2025 at 12:20, Otami dice:

Il sommo Boselli non finisce di stupirmi con le sue molteplici vastissime conoscenze - qui Carville, di cui non avevo mai sentito parlare malgrado sia stato a San Francisco almeno 20 volte. 

 

 

Non ne hai mai sentito parlare perchè quel quartiere oggi non esiste più...

 

Esattamente come a New York non esiste più il quartiere di  Five Points. 

Le città cambiano con il tempo.

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  • 11 months later...

Nel mio lento recupero delle storie di questi ultimi anni, ho finalmente letto questa bella storia di Boselli e Benevento, senza dubbio uno delle migliori della fascia 700-800.

Boselli come al solito è maestro nel creare trame corpose e articolate, dei veri e propri romanzi, ed è altrettanto bravo nella caratterizzazione dei personaggi di contorno (molto simpatico il capo della tong cinese) nonché di cattivi realmente tosti, che ti danno la sensazione vera del pericolo (molto ben riuscita in questo senso la scena col cattivo che in punto di morte quasi ride in faccia ai nostri senza rivelargli il nome).

In questo caso poi Boselli è riuscito nel compito non facile di far convivere Rick Master, che chiaramente doveva essere un co-protagonista e non un semplice comprimario, con quello che comunque, almeno secondo me, doveva rimanere il protagonista, Tex naturalmente. A mio avviso è fondamentale che Tex resti sempre un passo avanti agli altri, che sia il più gamba di tutti: Rick Master non poteva ovviamente sfigurare, ma tutto il momento verso la fine del secondo albo in cui Tex capisce che il detective sta per cadere in trappola, e la scena stessa in cui gli salva la vita avvertendolo dell’esplosione, in questo senso mi hanno soddisfatto. Resta il fatto che Master è un gran bel personaggio, e sarà un piacere rivedere lui e il suo assistente, tanto più nel seguito, che si preannuncia imperdibile, di questa storia.

C’è un’altra cosa che voglio sottolineare: oltre all’intreccio narrativo, ricco e strutturato (ma, almeno per me, di lettura scorrevole: in questa storia non ho visto la prolissità verbale di cui Boselli viene spesso accusato), Boselli è altrettanto bravo nelle scene d’azione, e qui la lunga battaglia tra Tex, Carson e i membri della banda dentro e fuori il saloon, è davvero memorabile, complici i magnifici disegni di Benevento.

C’è da augurarsi che anche i nuovi sceneggiatori sappiano imbastire storie di questo calibro, di ampio respiro e struttura complessa: al momento mi pare che è riuscito a rendere bene su una lunghezza superiore ai due albi solo Ruju, ma due volte su tre (molto belle “Attentato a Montales” e “Vancouver”, decisamente meno riuscita la storia delle vedove); non resta che vedere all’opera Barbieri e Giusfredi (su Faraci, lo ammetto, non ho praticamente speranze).

Capitolo disegni. Benevento è semplicemente uno dei migliori disegnatori attuali, mi piacerebbe molto vedere i suoi Kit e Tiger.

  • +1 1
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Grazie del positivo giudizio. Sappi che, per prolissità, i detrattori intendono esattamente questo tipo di storie complesse. Non avendo essi proprietà di linguaggio, vorrebbero dire che sono troppo pesanti per loro e le definiscono verbose. 

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Beh, non dargli retta :lol:

Scherzi a parte, per leggere questa storia tutta intera ci ho messo, facendo pause e nel giro di due giorni, un paio d'ore, e non mi è costato fatica. 

Le storie veramente illeggibili per me erano quelle tutte Bang Bang zip zip di Faraci, con trame ridotte all'osso e la metà delle parole. 

 

  • +1 1
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<span style="color:red">4 ore fa</span>, paco ordonez dice:

Beh, non dargli retta :lol:

Scherzi a parte, per leggere questa storia tutta intera ci ho messo, facendo pause e nel giro di due giorni, un paio d'ore, e non mi è costato fatica. 

Le storie veramente illeggibili per me erano quelle tutte Bang Bang zip zip di Faraci, con trame ridotte all'osso e la metà delle parole. 

 

Concordo...Poi a volta la torta riesce meglio ma ci vogliono storie più elaborate, epiche, ambizose. Detto questo anche le storie "semplici" hanno il loro pubblico, il loro "perchè" e il loro momento.

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<span style="color:red">6 ore fa</span>, paco ordonez dice:

Beh, non dargli retta :lol:

Scherzi a parte...

 

 

 

Concordo... e non scherzo :D

Comunque, nel sottolineare che anche a me questa storia è piaciuta e anche tanto, mi piace anche scoprire che c'è anche chi è ancora più in arretrato di me nella lettura delle storie ;)

Ciao Paco :cowboy:

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