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TWF - Tex Willer Forum

[777 bis] La rapina della Wells Fargo


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Soggetto: Rauch Jacopo

Sceneggiatura: Rauch Jacopo

Disegni: Scascitelli Sandro

Copertina: Villa Claudio

 

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Alla fine dell’audace colpo al convoglio della Wells Fargo, la banda Mason rimane con un pugno di mosche in mano… Il bottino è nelle mani di una donna e qualche tempo dopo tutti le danno la caccia, chi per il malloppo, chi per vendicarsi dello smacco subito… Tex e Carson seguono la pista di sangue per dipanare l’intricata matassa di misteri e tradimenti e capire chi nasconde la famigerata rapina…

 

 

 

Per la storia c'è tempo, qui e ora bisognerebbe solo salmeggiare fra i paletti di uno Spoiler Speciale. Quindi, i disegni: Scascitelli si conferma abile nel gioco delle righe per gli sfondi o per le cose di una certa dimensione e l'effetto è una piacevole/ingannevole quasi tridimensionalità dei soggetti. Ma sono efficaci anche i fondi vuoti negli spazi aperti. C'è una certa libertà nelle sembianze dei personaggi, pards compresi, non sempre simili, e il gioco "provocatorio" del ldisegnare personaggi di volti famosi: in questo caso Ernest Borgnine, mentre lo sceriffo ha le fattezze di un altra star di Hollywood e pur avendo colto la somiglianza mi sfugge il nome dell'attore traslato qui. Ultima nota: il Kit Carson dell'ultima vignetta assomiglia poco a quello delle precedenti e anche qui la memoria non mi aiuta se immagino che anche per lui siano state proposte fattezze di personaggi veri. In ogni caso, un lavoro da 8 pieno, anche sei il cosiddetto stile engrave sembra essere adatto a storie non eccessivamente lunghe: un albo e via con altro fino al prossimo lavoro di Scascitelli.

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19 ore fa, San Antonio Spurs dice:

Per la storia c'è tempo, qui e ora bisognerebbe solo salmeggiare fra i paletti di uno Spoiler Speciale. Quindi, i disegni: Scascitelli si conferma abile nel gioco delle righe per gli sfondi o per le cose di una certa dimensione e l'effetto è una piacevole/ingannevole quasi tridimensionalità dei soggetti. Ma sono efficaci anche i fondi vuoti negli spazi aperti. C'è una certa libertà nelle sembianze dei personaggi, pards compresi, non sempre simili, e il gioco "provocatorio" del ldisegnare personaggi di volti famosi: in questo caso Ernest Borgnine, mentre lo sceriffo ha le fattezze di un altra star di Hollywood e pur avendo colto la somiglianza mi sfugge il nome dell'attore traslato qui. Ultima nota: il Kit Carson dell'ultima vignetta assomiglia poco a quello delle precedenti e anche qui la memoria non mi aiuta se immagino che anche per lui siano state proposte fattezze di personaggi veri. In ogni caso, un lavoro da 8 pieno, anche sei il cosiddetto stile engrave sembra essere adatto a storie non eccessivamente lunghe: un albo e via con altro fino al prossimo lavoro di Scascitelli.

Beh, mister Lennox è tale e quale a Edward G. Robinson, mentre lo sceriffo mi ricorda a volte Richard Wildmark e a volte David Mc Callum. Basarsi sulle foto di attori famosi non è una tecnica nuova, ma è sempre un po' rischioso: prima o poi si "cicca" e le fattezze specifiche di un'attore famoso sono difficili da mantenere ma le imperfezioni si notano subito. Sono contento che Scascichelli abbia trovato nel bis la sua "nicchia":  pur non essendo adattissimo al fumetto d'azione una sua storia la prendo sempre a colpo sicuro (non è mai lunga!). Come per Civitelli ogni vignetta sembra una fotografia d'annata.

Edited by Dix Leroy
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Ho appena terminato la lettura di questo albo, storia con un bel ritmo e disegni molto particolari, avevo già avuto modo di vedere precedenti lavori di Sandro Scascitelli e l’utilizzo di “righe” applicate su scenari e personaggi  fanno sembrare le singole vignette delle fotografie come già diceva qualcuno, i personaggi sembrano “legnosi”, ma lo dico con accezione positiva.

Mi piacerebbe anche parlare di una scena nello specifico, ma non ho capito bene come fare il testo spoiler coperto e quindi evito :)

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Piaciuta. Non una storia particolarmente elaborata, ma molto ben raccontata e disegnata. Tra i bis di quest'anno sicuramente è la più riuscita (ma ancora mi manca di leggere Dragonero).

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Sono a circa metà albo, per ora esprimo solo una considerazione sui disegni

 

A me il tratto di Scascitelli piace, la resa grafica complessiva è positiva, ma trovo incostante la cura con cui passa dal realizzare volti elaboratissimi, tra dettagli e ombreggiature, a paesaggi (edifici, rocce) più “rozzi” e spogli, con una china molto spessa. Credo che utilizzi lo stesso espediente di Gomez, disegnando in grande formato (digitale) e poi riadattandolo sulla tavola

 

Cosa ne pensate?

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1 hour ago, Arthur_Morgan said:

A me il tratto di Scascitelli piace, la resa grafica complessiva è positiva, ma trovo incostante la cura con cui passa dal realizzare volti elaboratissimi, tra dettagli e ombreggiature, a paesaggi (edifici, rocce) più “rozzi” e spogli, con una china molto spessa. Credo che utilizzi lo stesso espediente di Gomez, disegnando in grande formato (digitale) e poi riadattandolo sulla tavola

 

Cosa ne pensate?

 

Penso che non utilizzi per nulla la tecnica di Gomez, ma per i volti si limiti a ricalcare fotografie (spesso di attori famosi). lo stile "fotografaro" è tipico con quell'effetto, e una volta su Monello o Intrepido erano in tanti a disegnare così.

 

Ovvio che non stai a fotografare una roccia, quella la disegni davvero...

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Grazie @Diablero

Per le rocce a questo punto avrei preferito una china meno spessa, per dare maggiore uniformità al disegno.


La storia l’ho trovata abbastanza scorrevole, certo ho riscontrato un abuso di “vecchio cammello” varie ed eventuali che a volte mi facevano storcere un po’ il naso. Complessivamente resta a mio parere una buona prova per Rauch. Ritmo serrato e alcuni colpi di scena riescono a tenere in piedi una storia che non si ricorderà, ma che almeno non delude.

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Resta da capire come spiegare agli sceneggiatori (specie italiani) che 110 pagine di fumetto sono tantissime e non è che per forza una storia contenuta in un albo debba obbligatoriamente essere intesa come un riempitivo senza pretese. L'adattamento a fumetti di un film (quando si facevano) ci stava abbastanza bene in una ottantina di tavole e ho letto diversi romanzi tratti dal film che raccontano belli larghi con approfondimenti e interi capitoli neanche presenti nella sceneggiatura in meno di 200 pagine!

  • +1 3
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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

che 110 pagine di fumetto sono tantissime e non è che per forza una storia contenuta in un albo debba obbligatoriamente essere intesa come un riempitivo senza pretese

Concordo. Attualmente sto recuperando Ken Parker con la ristampa bonelli, (Lo trovo perfetto, e ho letto solo i primi 4 numeri… e a detta di molti, il meglio inizia dal quinto episodio) e in meno di 100 pagine, gli autori raccontano in maniera egregia avventure che paiono di amplissimo respiro. 
Se si vuole, se si sa farlo, si può 

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Il 30/07/2025 at 01:39, Diablero dice:

 

Penso che non utilizzi per nulla la tecnica di Gomez, ma per i volti si limiti a ricalcare fotografie (spesso di attori famosi). lo stile "fotografaro" è tipico con quell'effetto, e una volta su Monello o Intrepido erano in tanti a disegnare così.

 

Ovvio che non stai a fotografare una roccia, quella la disegni davvero...

 

Letta finalmente questa storia.

Vicenda classica e cupa con un finale di "redenzione" tipico delle storie di GL Bonelli, senza traccia di umorismo brillante tipico di @borden o stereotipato come quello di Nizzi. Per la lunghezza della storia, vicenda ben costruita, sebbene un nulla di nuovo sceneggiato con molta azione e qualche ricostruzione a ritroso per articolare leggermente il tutto. In termini grafici, evidente l'uso massivo di fotografie di attori hollywoodiani del passato. Un Kit dopotutto ben rappresentato, Tex molto meno.

 

Voto complessivo: 6

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Allora...Disegni a volte interessanti, a volte "legnosi" e poco dinamici. È sempre questa l'impressione che ho con Scascitelli.

Rauch costruisce la storia partendoda una classica rapina al treno, ci mette un paio di situazioni emotive e un po' di azione.

Storia da relax estivo.

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Solo a me risultano esserci James Coburn per Kenny Spears, in particolar modo in una vignetta dentro l'hotel, Charles Bronson a tratti nello sceriffo e per Lennox, invece, Pedro Armendariz? In ogni caso si lascia leggere e mi ha lasciato un buon "sapore" al termine della lettura. Colpi di scena sopra colpi di scena. Rauch promosso e Scascitelli non mi dispiace. La tecnica, non solo sua, di aggiungere volti famosi ai personaggi non l'ho mai trovata indigesta. 

Edited by Doudou
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Io invece la penso come Dix: Lennox è ispirato a "piccolo Cesare" Edward G. Robinson, mentre lo sceriffo è uguale al grande Richard Wildmark !

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, laredo dice:

Io invece la penso come Dix: Lennox è ispirato a "piccolo Cesare" Edward G. Robinson, mentre lo sceriffo è uguale al grande Richard Wildmark !

 

Certo, sono loro !

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Ecco io ad esempio trovo un pochino fastidioso questo vezzo di rappresentare volti celebri dentro le storie. Che i disegnatori siano bravi e siano capaci di questo e altro è fuori di dubbio ma quanto meno la storia dovrebbe perlomeno essere non dico all'altezza di ciò che viene citato ma non proprio così distante. Hitchcock firmava i suoi film con l'immancabile apparizione e sono quasi tutti capolavori.

 

Ma la recente "il soldato fuggiasco" di Nizzi cita apertamente nei volti i personaggi de il massacro di fort Apache di John Ford. Basta la presenza di militari e Apaches nella storia a rendere la citazione meno imbarazzante rispetto al livello della storia?

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Secondo il mio giudizio personale, anche quest'anno il "Bis" è dignitoso e piacevole.

 

Rauch si conferma un autore affidabile e concreto.

L'episodio ha nerbo e si legge volentieri. Non siamo di certo ai livelli delle storie più celebri della saga e nemmeno a quelli dell'Agente Indiano (a mio avviso il miglior Bis pubblicato finora negli anni), ma per la vetrina estiva fa la sua figura.

 

Una ben studiata rapina al convoglio della Wells Fargo, porta al primo colpo di scena, visto che la bella Virginia, sfruttando il doppiogioco del complice, beffa sia complice che banda Mason, sparendo con la refurtiva.

Ovviamente una simile onta non può passare senza reazione e i banditi, con molta pazienza, svariati anni dopo ritrovano il bandolo della matassa e si rimettono a caccia del bottino. Nel frattempo anche Tex e Carson sono della partita e inizia così una sequenza di avvenimenti ben calibrati che caratterizzano l'albo.

 

Con una metodologia che mi ha ricordato il "Passato di Carson", Ketchum, il bandito che ha scoperto l'identità della ballerina che anni prima aveva giocato il colpo basso alla sua banda, avvisa i complici. Tuttavia un misterioso killer fa fuori, prima lui che altri due componenti, giunti alla missione, luogo dell'appuntamento.

 

Tex e Carson riusciranno ben presto a risalire la china e scoprire l'identità del killer, che altri non è che lo sceriffo della cittadina, ex amante di Virginia e depositario del bottino, dopo la morte della ballerina avvenuta per malattia.

 

Sul finale trovo che l'episodio si afflosci un po', visto che alcune scelte dell'autore (vedi il fatto che il bottino è quasi intatto, o la riabilitazione troppo a buon mercato dello sceriffo dopo l'ennesimo colpi di scena finale con gli sgherri dell'infido padrone dell'hotel) sembrano essere dovute all'intenzione di donare un lieto fine zuccheroso alla trama, ma tutto sommato ci può pure stare.

 

Un buon Bis che tirando le somme, svolge il suo compito, di uscita aggiuntiva nella produzione editoriale estiva.

 

I disegni di Scascitelli mi convincono molto per i ricchi tratteggi, che donano l'effetto di una classica illustrazione; purtroppo pagano una certa staticità nelle scene d'azione e questo è un peccato. I volti dei personaggi secondari ricordano anche a me le grinfie di attori già intravisti, ma nel complesso non mi disturbano più di tanto.

Migliorabile, a mio avviso, la resa dei due pards, ma per il resto il comparto grafico è del tutto accettabile.

 

Finita la lettura dell'albo, ho nuovamente pensato che, in mezzo alla proliferazione di uscite collaterali, a volte non del tutto il linea con la qualità media e il blasone del ranger, la "tredicesima" della regolare si riconferma una delle meno peggio. Il mio voto finale è 7 

  • +1 3
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  • 2 months later...

Storia abbastanza impalpabile, proprio da ombrellone estivo.

 

Mentre Rauch su Zagor ha preso benissimo le misure del personaggio e del suo “world building” e varia moltissimo i canovacci, su Tex non mi sembra riuscire ancora ad uscire dallo schema banditi / rapine / inseguimenti / bang bang.

 

Tantissime sparatorie, una figura di sceriffo che non mi ha convinto per niente (buono? Cattivo? Una via di mezzo?) e dei passaggi di trama parecchio artificiosi (il bandito che riconosce la ballerina da un ritratto in un saloon).

 

Scascitelli ha un segno molto particolare, con un tratteggio fitto e retrò, in un certo modo affascinante, ma i volti dei personaggi ripresi dagli attori del cinema è roba da Intrepido degli anni ’80…

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A me la storia è piaciuta, raramente sono insoddisfatto della storia autoconclusiva dei bis e anche stavolta mi sono divertito nel leggerla, ottimi disegni di Scacitelli particolarmente di mio gusto e dettagliati. 

Edited by Tex_Willer90
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<span style="color:red">12 ore fa</span>, Magic Wind dice:

su Tex non mi sembra riuscire ancora ad uscire dallo schema banditi / rapine / inseguimenti / bang bang.

Aggiungerei anche il pilota automatico "Tex e Carson vanno di qua, Tex e Carson vanno di là" che ultimamente affligge la serie regolare e diversi albi fuori serie 

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Storia buona fino a 3/4 poi.... termina con una morale assurda: siccome lo Sceriffo tiene al futuro di sua figlia è libero di tenersi il bottino e uccidere tutti i componenti della banda (anche alle spalle) con Tex e carson che hanno poco o nulla da ridire. Subito dopo la confessione, sigarettina per lo sceriffo e amiconi.

Per far parlare Ketchum il buon Sceriffo lo ha torturato sicuramente; che poi si sia liberato, visto com'era legato, è una trovata molto fantasiosa.

 

Espressivi i disegni di Scascitelli, buona prova.

 

Voto 5,5

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