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TWF - Tex Willer Forum

[778/779] L'orrendo massacro


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La penso come Sartana, la storia mi ha preso poco o niente in questo secondo albo, anche la conclusione finale non mi ha soddisfatto.🙋‍♂️

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Appena finita. Storia debole, con troppe situazioni "telefonate" e fin troppo esclusivamente funzionali al proseguo della trama. Avrei sicuramente approfondito il coinvolgimento degli indiani nella vicenda, dando più sostanza alle motivazioni di Lunga Ombra e al suo desiderio di vendetta su Deadrick.

 

La storia mi ha comunque divertito, forse perché fin da subito ho capito che le mie aspettative dovevano essere basse e per questo mi ha sicuramente deluso meno degli episodi dello Scorpione o delle vedove. O forse perché John Ware in fondo mi è risultato simpatico.

 

Adorabile il minimalismo di Civitelli, in particolare nei paesaggi. Dovrebbe fare degli albi da colorare per bambini. Sul serio, non è un'offesa: ne comprerei due copie (una da tenere intonsa, l'altra da pasticciare).

Spero di non dover aspettare troppo per poter leggere un'altra storia disegnata da lui.

 

Storia: 6 ½

Disegni: Dal 7 ½ all'8.

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12 ore fa, Il sassaroli dice:

Mica ho capito perché trovi la storia insufficiente, sai?

A me non è dispiaciuta. Lineare, certo, ma non erano le tamarrate di Ruju a dare fastidio? Beh, questa volta tamarrate non ce ne sono e poi spiegatemi perché una valanga in una montagna innevata non va bene. Troppo funzionale al racconto? Ma, vivaddio, ogni singola scena di ogni opera narrativa deve essere funzionale alla storia!

Difficile capire dei perché che non ho ancora spiegato. La valanga, poi, è l'ultimo dei problemi, per me.

Edited by San Antonio Spurs
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<span style="color:red">20 ore fa</span>, frank_one dice:

Spero di non dover aspettare troppo per poter leggere un'altra storia disegnata da lui.

 

Da un minimo 21 mesi ad un massimo tre anni esatti per la storia che sta disegnando adesso.

 

A me la storia è piaciuta. Non è un capolavoro e non voleva esserlo, ma l'ho trovata comunque piacevole da leggere.

Ho la sensazione che alcuni di voi abbiano alzato un po' troppo l'asticella delle loro aspettative. Questa è una classica storia di ordinaria amministrazione e non pretende di essere altro.

In ogni caso Civitelli meriterebbe i complimenti anche solo per l'ultima vignetta.

  • +1 2
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Carlo Monni dice:

Da un minimo 21 mesi ad un massimo tre anni esatti per la storia che sta disegnando adesso.

Attesa interminabile. Vorrà dire che pescherò dal passato al prossimo giro su eBay :P

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Carlo Monni dice:

In ogni caso Civitelli meriterebbe i complimenti anche solo per l'ultima vignetta.

Vero, un bel modo di concludere la storia!

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Allora...Se la base sono i disegni di Civitelli la storia parte già con un bonus per me. In primis perché fa parte del mio battesimo con Tex, primi albi che lessi erano del 1993, poi perché la qualità dell'artista toscano è innegabile.

Forse può non piacere la troppa "pulizia" ma per il resto non si può essere indifferenti alle tavole affrescate da Civitelli.

Bufere, valanghe, vento, paesaggi, fisicità dei corpi, dinamicità, c'è una po' di tutto nello suo stile e Ruju ha sviluppato una storia ad hoc.

Passando allo sceneggiatore sardo devo ammettere che la storia non mi è dispiaciuta, il personaggio di John Ware (storico) e la sua epopea mi hanno coinvolto ed incuriosito.

Non malaccio il cattivo Deadrick, un po' in sordina invece Carson.

Dialoghi essenziali ed efficaci , ogni tanto le solite Rujiate (apparazioni improvvise dei personaggi, buonismo, pard che non inseguono le prede preferendo commemorare la dipartita di un personaggio).

Al netto di qualche nota stonata questa doppia Ruju-Civitelli la promuovo.

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L'aver affidato a Civitelli questa storia è sicuramente uno dei motivi per cui mi è piaciuta. Non solo perché ho apprezzato i disegni di per sé, ma soprattutto perché, così chiari e puliti, li ho trovati perfetti per la linearità della storia.

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  • co fondatore
Il 07/09/2025 at 21:33, Il sassaroli dice:

Beh, questa volta tamarrate non ce ne sono e poi spiegatemi perché una valanga in una montagna innevata non va bene.

Infatti.

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20 ore fa, Diablorojo82 dice:

ogni tanto le solite Rujiate (apparazioni improvvise dei personaggi, buonismo, pard che non inseguono le prede preferendo commemorare la dipartita di un personaggio).

La storia, purtroppo, non mi ha appassionato. Non è da bocciare anzi, ma il secondo albo è peggio del primo, anche per i motivi espressi dal pard Diablorojo. 
Alla fine finisci per empatizzare con John Ware, ma i difetti sono comunque indigesti. 
I disegni sono eccellenti, ma a tratti troppo puliti, soprattutto nei volti. A titolo puramente personale, preferisco tratti più “sporchi”, nonostante Civitelli mi abbia lasciato di stucco nel rappresentare gli scenari innevati con tormente annesse.

 

Ho di gran lunga preferito il BIS e lo Speciale Tex Willer, secondo me degli albi complessivamente migliori e riusciti di quello della regolare. Confidiamo nell’ultima di Manfredi, memore della sua ultima storia che, seppur con giudizi non unanimi, mi piacque moltissimo. 

Edited by Arthur_Morgan
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E venne il giorno. Citazione presuntuosa del primo Tex Color. E venne il giorno auspicato dal Sassaroli, amico del forum che stimo fin dal nick, che mi aspetta al varco dopo che ho dato l'insufficienza alla sceneggiatura. Sulle incongruenze della prima parte non ritorno, ma si parte comunque da un assassino che torna e si specializza in brutalità verso i bianchi dopo aver fatto pratica contro gli indiani. Non si sa quanta se non per due casi specifici, il secondo dei quali induce lo sceriffo a chiamare Tex e Carson. Perché? Perché la riserva Navajos è vicina e allora John Ware secondo lui potrebbe essere andato a nascondersi là. A parte che i Navajos non erano i Seminoles e l?Arizona non è la Florida, il tutto mi ricorda, come credibilità, Wilt Chamberlain, il fuoriclasse del basket NBA (quello dei 100 punti in una sola partita) che negli anni '50 venne a giocare in Italia esibendosi con gli Harlem Globetrotters. Impenitente donnaiolo, raccontava che di sera e di notte, a Milano, scappava per avventure galanti in incognito. 216 centimetri, "colored", anni 1958 e 1959: come poteva essere notato? La storia prosegue, la valanga di neve ci serve soprattutto per ammirare la maestria di Civitelli,

 

(SPOILER ALLA MIA MANIERA)
(SPOILER ALLA MIA MANIERA)
(SPOILER ALLA MIA MANIERA)
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(SPOILER ALLA MIA MANIERA)
(SPOILER ALLA MIA MANIERA)
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(SPOILER ALLA MIA MANIERA)
(SPOILER ALLA MIA MANIERA)

 

poi due indiani Soshones si fanno sorprendere come polli a causa di due uccelli (forse quelli che stavano cacciando, la natura a volte...), uno scappa e va ad avvertire Lunga Ombra. Staranno attenti i vendicatori? Il tempo di trovare il povero Joe torturato e di pronunciare due frasi cult ("Il Grande Spirito lo ha preso con sé" e "Non... Non meritava di morire" ed eccoli tutti infilzati come tordi (sono avicolo nel descrivere questa tribù). Una pagina 54 densa di dialoghi sull'acqua calda dei pard che arrivano di nascosto all'accampamento già preso da Deadrick e poi la loro irruzione con uno stratagemma che riguarda lo stesso genere di albero alle fiamme visto nella penultima avventura civitelliana con Yama, il solito bang bang con l'insolita fuga kulazzara del cattivo. Insolita... Siamo solo a pagina 63 e nelle successive otto c'è un inatteso - quello sì - faccia a faccia fra il Lunga Ombra che morto non era e che prima di diventarlo con tanto di atto bagnato dalle lacrime della tenera betulla Gaagi prova a dare a Deadrick l'opportunità di usare in seguito il nickname Scarface. Ci si ritrova tutti in Canada nello stato dell'Alberta, che a me rimanda al doppio oro olimpico di Tomba a Calgary 88. Di oro in forma di pagamento per la mandria ne entra tanto nelle tasche dei cowboy buoni che naturalmente la sera festeggiano. All'uscita dal saloon qualcuno inquieta sia Tex che Ware, che già nelle prime pagine del numero precedente aveva mostrato un sesto senso per i criminali. Non si sa chi sia né dà motivo ai nostri di particolare preoccupazione oltre al normale. E qui, a pagina 81, il bianco e nero di Civitelli lascia intendere note rosa. Ware si fa intomellare da tale Mildred Lewis, che dopo solo sette vignette passa dal voi al tu e lasciando intendere canti di pettirosso chiede al galletto venuto da lontano se si fermerà a lungo da quelle parti. "Credo di aver trovato un ottimo motivo per farlo" è la risposta da colpito dal fulmine. "Ottima" la definisce Mildred che al fruttarolo che le chiede se deve dare il solito risponde che passerà più tardi. Il perché più tardi diventerà un sospetto. Giunge Tex che ha notato la scena e ci si rammarica che non ci sia Carson, perché era già pregustatile un colloquio sul tema "vecchi reprobi". In ogni caso il nostro parte da solo. Passa un imprecisato "tempo dopo" e i due piccioncini (ricordate l'ornitologo che è in me?) si fanno beccare da Deadrick e dalla sua rinnovata combriccola. I dialoghi fra i due spasimanti sono gestiti male perché l'indecisione di lei pare essere giustificata dall'irruzione verbale dello sfregiato, lasciando intendere - ma il particolare resta sospeso - che lei possa aver avuto parte nel raggiro, magari perché costretta. Non è così, non del tutto e per salvarla Ware la fa capitolare giù per la collina per planare su un rovo che provoca lo stesso rumore fruush causato dagli uccellini di cui qualche riga sopra. A John sparano allora in cinque, almeno un colpo lo fa rotolare ma in un amen eccolo scappare con decine di metri di vantaggio e falcata alla Marcel Jacobs quando vinceva. Di Mildred non c'è traccia, ma eccola imbattersi in Tex che la rende edotta: è amico di John, è tornato sulle tracce dei coyotes e poi ha sentito degli spari. Dice a Mildred di fare come Fidippide da Atene a Sparta in vista di Maratona e di andare in città a cercare Kit Carson. Che non arriva in tempo, anche perché siamo già a 101 e se togli le sei finali di commiato a bestie nel recinto, poco manca per l'Ah! Ah! di Deadrick che non ha ispirato il nome della band rock di Morten Harket. Gran finale dei nostri con Tex che a proposito di Ware loda il Canada con una frase della quale oggi Donald Trump rivendicherebbe la proprietà intellettuale: "Questo è il paese giusto per lui. Il posto dove i suoi sogni possono avverarsi". Il commento di Carson ("Bah! Se lo dici tu!) è contraddistinto da un punto esclamativo finale che non ha alcun ragione di essere in quel contesto: provate a pronunciarla a voce alta con enfasi.
Serve che precisi perché sono rimasto deluso? Credo che i miei commenti accessori ai fatti lo abbiano spiegato in corso d'opera: troppi elementi che non si amalgamano fra di loro, diverse incongruenze, l'impressione che certe scelte non siano state ben ponderate e altre un po' superficiali. Poi, certo: io non avrei avuto le idee di base e nel caso le avrei sviluppate peggio. Qualcuno ha scritto che non bisogna prendersela troppo, perché è una storia di passaggio ed è certo che in quasi 800 numeri qualche cosa di livello inferiore ti capita. Del resto, non è che in tutti i tre "Amici miei" ci sono per forza solo scene capolavoro e monologhi indimenticabili come quello del Sassaroli davanti alla tomba di Evelina.
«Adelina le voleva molto bene sa… Che importa il nome? Ormai di fronte alla morte non resta che la comprensione e il perdono. Tutti e due l'abbiamo amata. E lei ci ha amati tutti e due. Me più fisicamente, più carnalmente. Te più... spiritualmente, Paolo. Amante e sposa impareggiabile». 

  • Confused (0) 1
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<span style="color:red">9 ore fa</span>, San Antonio Spurs dice:

E venne il giorno...

 

Sai che ancora non ho capito cosa non va? :D

 

Tutto quello che ti è indigesto io l'ho digerito senza bisogno del bicarbonato ;)

 

Alla fine penso che ognuno abbia le proprie idiosincrasie e che qualcosa sia intollerabile per alcuni e non per altri. 

Personalmente questa storia di Riju non mi è dispiaciuta mentre ho trovato inaccettabilmente slapstick il suo ultimo Color. Ecco, Kit che rimane sepolto vivo qualche ora e poi viene tirato fuori vispo come una rosa è proprio una scena da Looney Tunes e non mi capacito di come possa essere passata.

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Il sassaroli dice:

Ecco, Kit che rimane sepolto vivo qualche ora e poi viene tirato fuori vispo come una rosa è proprio una scena da Looney Tunes e non mi capacito di come possa essere passata.

Fortuna che l’ho saltato. Ci sarei rimasto secco

  • Haha (0) 1
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Forse il merito maggiore del mio apprezzamento a questa storia è che ai pennelli c'è Civitelli, un grande, un altro disegnatore che quando lo vedi sulle pagine del nostro ti senti a casa, e possono avere contribuito anche l'ambientazione nordica e l'atmosfera plumbea appunto rese ottimamente dall'artista toscano. 

Quindi questa scorrevole (e lineare as usual) storia me la sono letta con piacere, al contrario di altre (troppe?) doppie rujane o nizziane degli ultimi anni...certo, alla fine è una di quelle vicende made in Ruju che tanto piacciono a Diablero in cui la storia è incentrata su altri ed i veri protagonisti non sono i nostri eroi, però in questo caso John Ware viene caratterizzato abbastanza bene e risulta essere un buon personaggio.

Niente di miracoloso ma tutto sommmato una gradevole lettura sulla quale non pesano troppo alcune forzature e scelte narrative di comodo, comunque presenti e già evidenziate.

Un buon 7 complessivo direi che può starci.

 

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2 ore fa, Il Biondo dice:

Forse il merito maggiore del mio apprezzamento a questa storia è che ai pennelli c'è Civitelli, un grande, un altro disegnatore che quando lo vedi sulle pagine del nostro ti senti a casa, e possono avere contribuito anche l'ambientazione nordica e l'atmosfera plumbea appunto rese ottimamente dall'artista toscano.

Concordo pienamente

 

2 ore fa, Il Biondo dice:

me la sono letta con piacere, al contrario di altre (troppe?) doppie rujane o nizziane degli ultimi anni...certo, alla fine è una di quelle vicende made in Ruju che tanto piacciono a Diablero in cui la storia è incentrata su altri ed i veri protagonisti non sono i nostri eroi, però in questo caso John Ware viene caratterizzato abbastanza bene e risulta essere un buon personaggio.

Qui invece, concordo in parte, perché ho apprezzato molto di più altre opere di Ruju. John Ware è sicuramente ben caratterizzato, ma vorrei che la storia e le storie in generale ruotassero maggiormente attorno a Tex. Non sono contro le storie con comprimari forti, anzi… amo le storie corali, se scritte bene come dimostrano alcuni ottimi lavori di @borden. Ma sono storie DI Tex, non con Tex

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1 ora fa, Arthur_Morgan dice:

ho apprezzato molto di più altre opere di Ruju.

 

Anche io, claro.

Ma ritengo questa complessivamente migliore rispetto a diverse altre delle sue ultime, al di là della maggiore o minore centralità di Tex e pards.

 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Arthur_Morgan dice:

amo le storie corali, se scritte bene come dimostrano alcuni ottimi lavori di @borden. Ma sono storie DI Tex, non con Tex

 

Sulle storie DI TEX o con Tex, questa è più della seconda categoria, chiaro, ma è un argomento sul quale si è dibattuto e si dibatterà ancora in futuro.

Non aprimo parentesi pericolose:D

Io questa storia l'ho gradita senza gridare al miracolo, e per oggi tanto mi basta:)

Edited by Il Biondo
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<span style="color:red">59 minuti fa</span>, Il Biondo dice:

Non aprimo parentesi pericolose:D

Io questa storia l'ho gradita senza gridare al miracolo, e per oggi tanto mi basta:)

Gettiamo acqua sul fuoco:D 

 

Comunque grazie per il tuo punto di vista, che rispetto.


Ad esempio, “La pattuglia scomparsa” “Guatemala” “La pista dei Forrester” “L’onore di un guerriero” le ho trovate una spanna sopra.
Anche i maxi “Laramie County” e l’ultimo “Occhi nel buio” sono stati gradevolissimi alla lettura

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<span style="color:red">10 minuti fa</span>, Arthur_Morgan dice:

Comunque grazie per il tuo punto di vista, che rispetto.

 

Ognuno ha i suoi gusti, poi si discute in tranquillità:ok:

Mi riferivo comunque più che altro alle ultime uscite sulla regolare...

Per me con questa siamo dalle parti della pattuglia scomparsa, ecco.

Ma le altre che citi, a parte i maxi che non ho letto, ormai non sono così recenti: l'onore di un guerriero è uscita nove anni fa, i forrester 8 e tra l'altro non ne ho un grande ricordo, anche perchè mal digerisco Filippucci.

Guatemala era invece una storia più ambiziosa e corposa, ma non riuscita alla perfezione.

Post settecento secondo me le migliori di Ruju rimangono quella con Bowen e Vancouver.

Le sue storie di raccordo sulla Tex Willer non mi sono dispiaciute, mentre gli ultimi Texoni li ho trovati generalmente un po' fiacchi, al limite della sufficienza visto il prestigio della collana.

  • +1 2
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<span style="color:red">22 ore fa</span>, Il Biondo dice:

Mi riferivo comunque più che altro alle ultime uscite sulla regolare...

Effettivamente sono andato a pescare un po’ troppo lontano. Quella su Vancouver mi manca, la recupererò. Concordo su quella di Bowen. Sicuramente questa storia di agosto/settembre l’ho trovata meno fiacca di quella delle vedove. E peccato per il morso dello scorpione, era partita anche abbastanza bene.

 

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<span style="color:red">24 minuti fa</span>, Arthur_Morgan dice:

Effettivamente sono andato a pescare un po’ troppo lontano. Quella su Vancouver mi manca, la recupererò. Concordo su quella di Bowen. Sicuramente questa storia di agosto/settembre l’ho trovata meno fiacca di quella delle vedove. E peccato per il morso dello scorpione, era partita anche abbastanza bene.

 

Recupera Vancouver...Una storia che ha scatenato confronti frizzantini sul forum.😉😁

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Il 07/08/2025 at 17:56, LacoWiller371 dice:

John Ware é un personaggio interessante in questo primo albo, un cowboy tutto d’un pezzo molto bravo 

Sì, e in base al primo albo -e prima di sapere da @Carlo Monni (grazie!) che si tratta di un personaggio storico- non mi sarebbe dispiaciuto vederlo tornare come personaggio occasionale semi-ricorrente (del resto amo le ambientazioni Canadesi e/o nevose), ma non certo come membro del "quartetto dei tre moschettieri glbonelliani"!

Comunque mi pare che l'ultima (bellissima) vignetta che "storicizza" anche nel fumetto la sua figura tagli la testa al toro, niente è impossibile, ma John non tornerà.

Nel secondo albo invece mi sembra che si perda un po'anche Ware come tutta la storia, niente di tragico, ma da una storia interessante e più che discreta è uscita una cosa un po' sfilacciata.

Il 07/08/2025 at 17:56, LacoWiller371 dice:

 

 

Il 10/08/2025 at 19:48, frank_one dice:

"Il mio nome è Tex Willer e sono qui per incontrarti!"

 

Solo a me suona dannatamente male questa frase?

Anche a me !😅

Il 10/08/2025 at 19:52, Carlo Monni dice:

Solo se saranno ambientate in Canada, perché Ware vi si stabilì nel 1882 dopo avervi guidato una mandria, guarda caso. 

 

Il 11/08/2025 at 15:20, dario63 dice:

Forse occorrerebbe aggiungere un dettaglio: la vignetta citata è proprio l'ultima dell'albo. Tex e John Ware (che si vedono per la primissima volta) si stanno tenendo reciprocamente sotto tiro con le loro armi. Ovviamente, il lettore ha già capito che John è innocente e che Tex e Carson lo stanno seguendo per scagionarlo e per individuare i veri colpevoli, ma John non può sapere che non si tratti di cacciatori di taglie o di nemici e quindi è giustamente guardingo.

Ecco, la frase a mio avviso traduce l'imbarazzo di Ruju che non vuole far emergere immediatamente che Tex ha già assunto una posizione "di parte" (grazie al suo fiuto e al suo innato senso di giustizia...) e quindi usa questa espressione "incontrarti", che è piuttosto neutra se non ambigua. Non gli dice: sono qui per arrestarti, né per parlarti del massacro. E' un termine interlocutorio che appunto vorrebbe lasciare il lettore in sospeso in attesa che l'albo successivo venga a sciogliere questo "nodo". Ma a mio avviso, la narrazione di quest'albo ha già fatto capire bene come si colloca Tex. Alla fine, si sarebbe potuto dire qualcosa di più preciso e non sarebbe cambiato poi molto a livello di verosimiglianza del dialogo e della situazione, anzi.

 

Tutto vero, ma mi suona male ugualmente 😅, peccato veniale eh, ma avrei preferito anche un banale "Il mio nome è Tex Willer, scendi da cavallo e parliamo!".

Il 11/08/2025 at 16:21, frank_one dice:

È un peccato anche che la questione razziale non venga realmente affrontata, come se dovesse essere il lettore a darla per scontata. Quanto mi sarebbe piaciuto leggere Tex che dice allo sceriffo che sta accusando Ware senza avere prove qualcosa del tipo:

Tex: Cos'è, sceriffo, il colore della pelle di quell'uomo vi da prurito?

Sceriffo: non dite sciocchezze, Willer e lasciatemi fare il mio lavoro!

 

Sembra invece che certi dialoghi non si possano più leggere, come se bisognasse mantenere tutto su un livello più vago, di superficie.

Bè, mi sembra comunque abbastanza esplicita per il lettore, certo si sarebbe perfino potuto "dare una spazzolata" allo sceriffo (già visto del resto), ma lo di sarebbe dovuto caratterizzare in maniera ancor più ottusa, razzista e brutale, probabilmente la scelta dello sceneggiatore è stata quella di non eccedere con l'intermezzo e seguire la storia principale (magari l'avesse fatto di più nel secondo albo!) 

Il 12/08/2025 at 13:20, frank_one dice:

Io ho pensato che lo scopo fosse proprio attirare i cowboy per farli fuori ed eliminare ogni testimone.

👍 Idem, però queste scene un po' "aggiunte" passando al secondo albo (specie la strage del gruppo di indiani) mi hanno reso lettura sempre più pesante e meno coinvolgente.

Il 16/08/2025 at 16:05, borden dice:

Né pard occasionale né tantomeno quinto pard fisso.  Che assurdità!

😅

Il 17/08/2025 at 13:01, Condor senza meta dice:

John è un valente cowboy (vedasi la scena dello stallone domato), un uomo pratico e sveglio, ma soprattutto leale e che sa accattivarsi il bene delle persone a lui vicine (la coppia anziana di ex datori di lavoro). Oltretutto l'autore ci ha pure mostrato scene di umanità e sensibilità particolari, quando sfama il lupo che si avvicina al suo bivacco o dopo l'eccidio del ranch. Direi che è un personaggio non del tutto anonimo e il colore della pelle e dietrologie varie sono irrilevanti.

 

Personalmente mi ha convinto e creato empatia, ma ogni cosa è soggettiva. 

Come sempre illuminante @Condor senza meta, trovo che la scena col lupo mostri bene il sentimento di solitudine/abbandono di John e il carattere del personaggio: in quelle condizioni o ci di abbruttisce o si sviluppa ulteriore empatia, diciamo che Ware ha personalità!

Il 17/08/2025 at 23:09, frank_one dice:

...entrambi accusati ingiustamente e in fuga. Che poi, se poi ci pensate è anche la storia del Tex degli esordi: accusato ingiustamente diventa fuorilegge in fuga, ma grazie alle sue capacità riesce a riscattarsi.

Chissà, forse è proprio per questo che Tex crede nell'innocenza di John, perché un po' si rivede in lui, c'è già passato. Sarebbe interessante vedere approfondito questo aspetto, vedere evolversi la relazione tra Tex e John fino a sfociare in una sincera amicizia, con Tex nel ruolo di mentore. Purtroppo però temo che questo non avverrà.

Sarebbe piaciuto anche a me.

Il 07/09/2025 at 08:16, San Antonio Spurs dice:

Seconda parte della storia largamente insufficiente per quello che riguarda la sceneggiatura, mentre i disegni di Civitelli sono sempre di altissima qualità. 

Sottoscrivo!

Il 07/09/2025 at 15:46, frank_one dice:

Vogliamo parlare della valanga fatta su misura per permettere a John di fidarsi di Tex? 

"Ah, c'è stata una valanga"

"Ah, mi hai portato sulle spalle" (ma non era svenuto?)

"Ok, allora posso fidarmi di te"

L'episodio ci stava (anche se avrei preferito delle "banali" chiacchiere tra i due) ma concordo che sia stato reso in maniera troppo didascalica e pesante.

Il 07/09/2025 at 22:18, Sartana dice:

In particolare mi ha lasciato perplesso la caratterizzazione degli indiani...

 

Seguono piccoli

SPOILER

 

Prima si fanno scoprire come pivelli mentre spiano i banditi. Poi cascano nella trappola da perfetti sprovveduti e si fanno bellamente impiombare tutti quanti come piccioni.

Capisco che la loro sconfitta fosse inevitabile, dato che "deve" essere Tex a uccidere il cattivo, ma secondo me Ruju ha esagerato. Fanno la figura degli stupidi e il loro massacro sa di riempitivo per rimpolpare una trama troppo semplice.

 

Già, qui mi è caduta definitivamente la storia, il soggetto per me c'era tutto, ma AL LIMITE, gli indiani potevano non esserci e rimanere solo nel flashback o aiutare Tex nel finale o, che so, accogliere Ware.Con questo intermezzo anche un po' telefonato, nonostante la brutalità delle uccisioni, paradossalmente si è persa anche la tensione sul villain che in definitiva si comporterà solo da "malvagio con lo stampino" per poi farsi impallinare.

Anche la fuga dalla collina dell'agguato mi è parsa un filo troppo irrealistica, ma ci può stare, è come è stata gestita tutta la seconda parte che non mi ha convinto.

Il 07/09/2025 at 23:38, Piombo Caldo dice:

La penso come Sartana, la storia mi ha preso poco o niente in questo secondo albo, anche la conclusione finale non mi ha soddisfatto.🙋‍♂️

Cioè, appunto!

Il 08/09/2025 at 01:50, frank_one dice:

Appena finita. Storia debole, con troppe situazioni "telefonate" e fin troppo esclusivamente funzionali al proseguo della trama. Avrei sicuramente approfondito il coinvolgimento degli indiani nella vicenda, dando più sostanza alle motivazioni di Lunga Ombra e al suo desiderio di vendetta su Deadrick.

 

La storia mi ha comunque divertito [... ]e per questo mi ha sicuramente deluso meno degli episodi dello Scorpione o delle vedove. O forse perché John Ware in fondo mi è risultato simpatico.

 

Il 10/09/2025 at 10:23, Arthur_Morgan dice:

La storia, purtroppo, non mi ha appassionato. Non è da bocciare anzi, ma il secondo albo è peggio del primo, anche per i motivi espressi dal pard Diablorojo. 
Alla fine finisci per empatizzare con John Ware, ma i difetti sono comunque indigesti. 

 

Il 11/09/2025 at 00:06, San Antonio Spurs dice:

(SPOILER ALLA MIA MANIERA)

 

poi due indiani Soshones si fanno sorprendere come polli a causa di due uccelli (forse quelli che stavano cacciando, la natura a volte...), uno scappa e va ad avvertire Lunga Ombra. Staranno attenti i vendicatori? Il tempo di trovare il povero Joe torturato e di pronunciare due frasi cult ("Il Grande Spirito lo ha preso con sé" e "Non... Non meritava di morire" ed eccoli tutti infilzati come tordi (sono avicolo nel descrivere questa tribù). Una pagina 54 densa di dialoghi sull'acqua calda dei pard che arrivano di nascosto all'accampamento già preso da Deadrick e poi la loro irruzione con uno stratagemma che riguarda lo stesso genere di albero alle fiamme visto nella penultima avventura civitelliana con Yama, il solito bang bang con l'insolita fuga kulazzara del cattivo. Insolita... Siamo solo a pagina 63 e nelle successive otto c'è un inatteso - quello sì - faccia a faccia fra il Lunga Ombra che morto non era e che prima di diventarlo con tanto di atto bagnato dalle lacrime della tenera betulla Gaagi prova a dare a Deadrick l'opportunità di usare in seguito il nickname Scarface. Ci si ritrova tutti in Canada nello stato dell'Alberta, che a me rimanda al doppio oro olimpico di Tomba a Calgary 88. Di oro in forma di pagamento per la mandria ne entra tanto nelle tasche dei cowboy buoni che naturalmente la sera festeggiano. All'uscita dal saloon qualcuno inquieta sia Tex che Ware, che già nelle prime pagine del numero precedente aveva mostrato un sesto senso per i criminali. Non si sa chi sia né dà motivo ai nostri di particolare preoccupazione oltre al normale. E qui, a pagina 81, il bianco e nero di Civitelli lascia intendere note rosa. Ware si fa intomellare da tale Mildred Lewis, che dopo solo sette vignette passa dal voi al tu e lasciando intendere canti di pettirosso chiede al galletto venuto da lontano se si fermerà a lungo da quelle parti. "Credo di aver trovato un ottimo motivo per farlo" è la risposta da colpito dal fulmine. "Ottima" la definisce Mildred che al fruttarolo che le chiede se deve dare il solito risponde che passerà più tardi. Il perché più tardi diventerà un sospetto. Giunge Tex che ha notato la scena e ci si rammarica che non ci sia Carson, perché era già pregustatile un colloquio sul tema "vecchi reprobi". In ogni caso il nostro parte da solo. Passa un imprecisato "tempo dopo" e i due piccioncini (ricordate l'ornitologo che è in me?) si fanno beccare da Deadrick e dalla sua rinnovata combriccola. I dialoghi fra i due spasimanti sono gestiti male perché l'indecisione di lei pare essere giustificata dall'irruzione verbale dello sfregiato, lasciando intendere - ma il particolare resta sospeso - che lei possa aver avuto parte nel raggiro, magari perché costretta. Non è così, non del tutto e per salvarla Ware la fa capitolare giù per la collina per planare su un rovo che provoca lo stesso rumore fruush causato dagli uccellini di cui qualche riga sopra. A John sparano allora in cinque, almeno un colpo lo fa rotolare ma in un amen eccolo scappare con decine di metri di vantaggio e falcata alla Marcel Jacobs quando vinceva. Di Mildred non c'è traccia, ma eccola imbattersi in Tex che la rende edotta: è amico di John, è tornato sulle tracce dei coyotes e poi ha sentito degli spari. Dice a Mildred di fare come Fidippide da Atene a Sparta in vista di Maratona e di andare in città a cercare Kit Carson. Che non arriva in tempo, anche perché siamo già a 101 e se togli le sei finali di commiato a bestie nel recinto, poco manca per l'Ah! Ah! di Deadrick che non ha ispirato il nome della band rock di Morten Harket. Gran finale dei nostri con Tex che a proposito di Ware loda il Canada con una frase della quale oggi Donald Trump rivendicherebbe la proprietà intellettuale: "Questo è il paese giusto per lui. Il posto dove i suoi sogni possono avverarsi". Il commento di Carson ("Bah! Se lo dici tu!) è contraddistinto da un punto esclamativo finale che non ha alcun ragione di essere in quel contesto: provate a pronunciarla a voce alta con enfasi.
Serve che precisi perché sono rimasto deluso? Credo che i miei commenti accessori ai fatti lo abbiano spiegato in corso d'opera: troppi elementi che non si amalgamano fra di loro, diverse incongruenze, l'impressione che certe scelte non siano state ben ponderate e altre un po' superficiali. Poi, certo: io non avrei avuto le idee di base e nel caso le avrei sviluppate peggio...

Salvo la scena del villaggio, ma concordo con @San Antonio Spurs sul resto, in particolare sui "troppi elementi che non si amalgamano" e il fatto che "certe scelte mon diano state ben ponderate"!

Il 08/09/2025 at 22:38, Carlo Monni dice:

In ogni caso Civitelli meriterebbe i complimenti anche solo per l'ultima vignetta.

Assolutamente sì, e ben meritati anche.

Il 08/09/2025 at 22:38, Carlo Monni dice:

A me la storia è piaciuta. Non è un capolavoro e non voleva esserlo, ma l'ho trovata comunque piacevole da leggere.

Ho la sensazione che alcuni di voi abbiano alzato un po' troppo l'asticella delle loro aspettative. Questa è una classica storia di ordinaria amministrazione e non pretende di essere altro.

Piacevole sì e anche un bel soggetto, il problema è che l'ho trovato "calante", forse, chissà, limitando la parte sugli indiani lo scontro finale sarebbe stato più meditato o forse no, chissà.

Per me resta una sufficienza tra primo albo discreto e secondo albo insufficiente.Belli i disegni però!

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablorojo82 dice:

Recupera Vancouver...Una storia che ha scatenato confronti frizzantini sul forum.

Corro!😏

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Mi accodo a chi parlava bene del Maxi Tex dello scorso Aprile, "Gli occhi nel buio": un Ruju sopra la media, meglio di quanto abbia fatto sulla regolare negli ultimi due anni.

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