Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

[Romanzi A Fumetti 21] Lozen, nata dalla tempesta!


Sam Stone

Recommended Posts

Mai sentito definirlo così. Se avessi curato quella rubrica (intendo la prefazione firmata Davide) avrei tagliato quell'inciso senza alcuna pietà. 

 

Edited by borden
Link to comment
Share on other sites

  • 3 weeks later...

Allora...Tra Storia e leggenda si dipana la vicenda di Lozen, sorella di Victorio, con intrighi, vendette e fughe.

I meravigliosi pennelli di Del Vecchio (uno dei miei disegnatori preferiti), arricchiti dai colori di Laura Piazza, danno lustro alla narrazione di Barbieri.

Sceneggiatura forse che fa emergere il personaggio di Lozen e forse rende meno accattivanti gli altri. Tex e Tiger si limitano in fin dei conti a un po' d'azione e più che altro a inseguire, condurre ed ascoltare.

Ho letto cartonati migliori e quindi Barbieri non mi ha "catturato".

Globalmente non malaccio ma è il comparto grafico ad eccellere.

Il 17/09/2025 at 23:02, Poe dice:

A me invece questo cartonato "alla francese" non è piaciuto, anzi secondo me è uno dei peggiori usciti finora.

Storia noiosa, piatta, senza suspense, senza pathos, con poca azione (e quella poca fatta male) e tanti, troppi flashback (per una storia di 46 pagine) che spiegano a Tex cosa sta succedendo. Tex arriva e Webster gli riassume la storia del profeta Nokadelklinny (tra l'altro nei flash back non ci viene neanche mostrato), poi arriva l'indiana Nitika e gli riassume le ultime vicende di Lozen, poi il gestore del Trading Post gli dà ulteriori informazioni, poi Lozen gli racconta tutta la sua storia e quella di Victorio, infine ancora Webster che riassume a Tex che fine ha fatto Enapay. Praticamente Tex, a parte impiombare due o tre tizi per aiutare Lozen in appena un paio di pagine, non fa che ascoltare qualcuno che gli racconta la storia. (E i riassunti della vicenda di solito non è che entusiasmino molto il lettore.)

Tiger poteva benissimo non essere della partita che non sarebbe cambiato assolutamente niente.

Si cita anche Geronimo, ma senza motivo, visto che non comparirà.

 

Tra personaggi amici e nemici, tutti piuttosto scialbi e piatti (compresi Tex e Tiger), resta solo Lozen a dare un po' di brio a questa storia, forse anche troppo, visto che da sola sfugge e tiene testa a una decina di malviventi, gettandosi in modo improbabile in un dirupo con le mani legate e uscendone bella fresca, per poi liberarsi con facilità degli avversari (piuttosto addormentati) con una mazza e poi con un fucile, che neanche Tex...

Anche il tentativo di rendere il personaggio epico e leggendario, a mio parere, fallisce. Non basta l'incipit "omerico" a rendere Lozen interessante, per non parlare dell'esodo della sua tribù in Messico risolto in due paginette (p. 45-46) che dicono ben poco in termini di pathos (sembra più una scampagnata che un drammatico esodo).

Anche il di solito bravo Pasquale Del Vecchio in questa storia non brilla (compresa la copertina e il retro-copertina).

 

"Rio Blanco" mi era piaciuta abbastanza, questo cartonato a mio parere è un passo falso. Niente a che vedere con "Pearl" o "La leggenda di Yellow Bird".:indianovestito:

Concordo su molte cose (tranne che su Del Vecchio) però sono meno "cattivo".

Non il peggiore tra i cartonati per me, poi la figura di Lozen emerge molto ed è fondamentalmente la protagonista.

Non mi ha infastidito molto la sua efficacia perché la ragazza tra mistico, magico e pratico deve essere un po' sopra le righe.

Il 20/09/2025 at 00:00, Carlo Monni dice:

Io personalmente ho apprezzato sia la citazione di Laredo che la presenza dell'agente indiano Webster e di Nitika. A qualcuno la cosa non piace, ma io apprezzo questa coerenza.

 

Ci può stare ma secondo me le note non avrebbero stonato, sia per chi non le ha lette, sia per chi è curioso o smemorato (io ad esempio).

Link to comment
Share on other sites

  • 4 months later...

Con il volume in questione, completo il quadro delle recensioni pure per i cartonati, usciti finora.

Serie regolare e cartonati, non c'è che dire, non vi libererete tanto facilmente dai commenti del sottoscritto. :P:D

 

A parte le battute, il format "alla francese" (in effetti definirlo Texino come fa Davide Bonelli nella prefazione mi pare troppo diminuitivo per la qualità finora espressa)

si è rivelato un'autentica fucina di autori, nonchè soprattutto molto ricco di sceneggiatori vari.

In una ventina di numeri troviamo tra i crediti nomi del calibro di Serpieri, Borden, Manfredi, Ruju, Giusfredi e anche Gian Luigi Bonelli nelle due ristampe.

 

Ultimo ad aggiungersi a questa veloce diligenza in corsa è Barbieri, autore della storia in topic.

 

Finora l'autore non mi è dispiaciuto su Tex, però ammetto che Lozen è una storia che non mi ha affatto convinto.

Una trama piatta, soporifera, che ho letto a fatica.

La sceneggiatura è poco ardita, la gabbia poco originale ma soprattutto anch'io, come altri utenti che hanno commentato prima di me, trovo che troppi flashback occupano l'esiguo numero di pagine a disposizione.

 

La storia, a mio avviso, non spicca mai il volo e si trascina stancamente tra le pagine (e racconti vari ai protagonisti) verso un epilogo poco incisivo e alquanto sommesso.

 

Tex e Tiger fanno davvero poco, la figura della bella Lozen ha un trattamento di maggiore attenzione da parte di Barbieri, ma finito l'albo rimane ben poco di memorabile e soprattutto si soppesa la scarsa presenza di pathos e suspance, azzerata dai continui flashback esplicativi.

 

Ammetto di essere rimasto un po' deluso, soprattutto alla luce della bella prova del giovane sceneggiatore sullo special Tex Willer; ulteriore aggravante per il volume è quello di seguire una sequenza di albi di grande spessore, come quello del Charro Negro, Pearl e anche Yellow Bird.

 

Sotto l'aspetto grafico, Del Vecchio svolge egregiamente il suo compito, mostrandosi autore affidabile in tutti i formati.

Stile pulito ed elegante e rappresentazione di Tex che è quella che più preferisco fra le giovani leve di disegnatori (ho avuto modo di poterglielo confidare di presenza quando lo incontrai a Etnacomics lo scorso anno).

Il suo stile da linea chiara si presta alla colorazione che caratterizza il format ma stavolta sono rimasto alquanto freddino al cospetto del lavoro cromatico di Laura Piazza.

 

Non so se è una scelta concordata, ma la colorazione fra quelle viste finora è la più monocorde e piatta, non dico ai livelli della CSAC, ma di certo non paragonabile ai cartonati precedenti, soprattutto quelli di Vattani.

 

Poche sfumature nei volti, anche gli abiti sono molto uniformi nella scala cromatica e poche soluzioni sui paesaggi di sfondo.

Scelta artistica o fretta realizzativa? Di certo ritrovarsi una colorazione così lineare dopo l'ottima prova manuale di Rotundo, mi ha un po' lasciato insoddisfatto, a maggior ragione che i disegni di Del Vecchio meritavano un apporto cromatico migliore, comunque sono opinioni soggettive che possono benissimo non essere condivise. Il mio voto finale è 5 

  • Thanks (+1) 2
Link to comment
Share on other sites

  • Recently Browsing   0 members

    • No registered users viewing this page.
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.