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TWF - Tex Willer Forum

[780/781] L'argento di Socorro


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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Ruju è sì "tarantiniano", ma nel senso dei tanti, tantissimi che nei fumetti cercano di copiare solo le cose più esteriori.

Mi riferivo proprio a questa sfumatura, pard 

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Diablero dice:

 

No, Tarantino spiazza, Ruju è sì "tarantiniano", ma nel senso dei tanti, tantissimi che nei fumetti cercano di copiare solo le cose più esteriori. Vista la tamarraggine esibita e il suprematismo femminile, lo assocerei più a Zack Snyder...

È un po' come il proliferare di spaghetti Western seguito ai capolavori di Sergio Leone. Da stereotipati a mediocri fino a delle autentiche schifezze. 

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Letta questa prima parte. Mi ha intrattenuto, ma non mi è particolarmente piaciuta. Qualcuno ha detto che le scene d'azione sono ben sceneggiate, vero. Ma la storia di fondo non mi è sembrata particolarmente appassionante.

 

Fatemi fare chiarezza:

- Dutch ha un contratto d'affitto per sfruttare la miniera, che scade fra 15 giorni. Se non paga, la gestione torna al proprietario della miniera.

- Glidden gestisce i contratti d'affitto tramite la sua agenzia.

- Fergus mette i bastoni tra le ruote a Dutch per impedirgli di pagare l'affitto.

- Fergus e Glidden sono pagati dal colonnello Larkin.

- Il colonnello Larkin è il proprietario della miniera.

 

Mi spiegate quindi che bisogno c'è di mettere in scena pestaggi, rapimenti di famigliari e sparatorie che coinvolgono un'intera comunità? Larkin è già il proprietario della miniera. Glidden è già in combutta con lui. Probabilmente il contratto a Dutch lo hanno fatto loro. Non basterebbe semplicemente non rinnovare il contratto a Dutch il mese successivo con una scusa? Oltretutto, scatenano l'inferno solo perchè sospettano che ci sia l'argento, ma non ne hanno nemmeno la certezza. Ed è lo stesso Dutch a dirci che l'agenzia di Glidden prende una parte del ricavato della miniera (quindi Dutch è tenuto per contratto a dire all'agenzia di Glidden quanto argento estrae), quindi se l'argento c'è sia Glidden che Larkin ci guadagnerebbero comunque, senza bisogno di fare tanto baccano. Infine, se tanto sospetta che nella miniera ci sia una montagna d'argento, perchè Larkin non ci manda un perito a controllare? Quella dannata miniera è sua!

Praticamente questi cattivoni sono disposti ad ammazzare decine di persone ma hanno paura a rescindere un contratto.

 

Kit e Tex mi sono parsi particolarmente spietati e qualche scena un po' più cruda del solito mi ha colpito. Ho pensato subito che fosse per il fatto che Boselli non è più il curatore, ma a quanto dite questo albo è stato concepito ancora sotto la sua gestione. Non dico che mi abbiano dato fastidio, ma sono contento che il tono delle storie di Tex non sia sempre così, non è quello che cerco in questi fumetti.

 

Disegni di Majo approvati. È decisamente cambiato dai tempi di "Transylvanian Express", ma il suo tratto è ancora riconoscibile nonostante si sia reso più sporco e meno preciso. Davvero belle le scene nella nebbia verso la fine.

 

Nel complesso comunque un albo decisamente sopra la sufficienza.

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  • 3 weeks later...

Letto anche il secondo albo. 

Manfredi confeziona una buona storia, scritta bene, snella ed efficace.

 

In questo secondo albo, come auspicavo, ci sono meno scene d’azione e più approfondimento psicologico (soprattutto dell’interessante Larkin)

 

Nessuno spiegone superfluo, i dialoghi sono secchi, diretti ma non per questo incompleti, i comprimari sono ben delineati, Tex e Carson duri al punto giusto.

 

Mi è piaciuta, anche dal lato disegni. Ho trovato alcune vignette leggermente meno curate di altre. 
 

Che perdita per Tex un autore così, mancherà. 
 

Storia dunque per me approvatissima, confidiamo nella prossima di Ruju (speriamo) e in quella di Nizzi (preghiamo)
 

 

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Il 23/10/2025 at 17:14, frank_one dice:

Letta questa prima parte. Mi ha intrattenuto, ma non mi è particolarmente piaciuta. Qualcuno ha detto che le scene d'azione sono ben sceneggiate, vero. Ma la storia di fondo non mi è sembrata particolarmente appassionante.

 

Io mantengo questo giudizio anche per la storia nella sua interezza, e neache Majo mi è sembrato al suo meglio:deserto:

 

Il 23/10/2025 at 17:14, frank_one dice:

Fatemi fare chiarezza:

- Dutch ha un contratto d'affitto per sfruttare la miniera, che scade fra 15 giorni. Se non paga, la gestione torna al proprietario della miniera.

- Glidden gestisce i contratti d'affitto tramite la sua agenzia.

- Fergus mette i bastoni tra le ruote a Dutch per impedirgli di pagare l'affitto.

- Fergus e Glidden sono pagati dal colonnello Larkin.

- Il colonnello Larkin è il proprietario della miniera.

 

 

Anche per me la questione è un po' forzata: se non ho capito male il colonnello per verificare che ci fosse l'argento sfruttava i poveracci a cui concedeva l'affitto delle miniere,  piuttosto che assumere direttamente lavoranti. In sostanza invece di sborsare e magari non cavare un ragno dal buco introitava con gli affitti e stava pronto a scacciare gli affittuari in caso di filoni promettenti. Minima spesa massima resa, se non fosse che comunque la banda di bravacci doveva pur sovvenzionarla...non so, ci può anche stare, pero non mi ha convinto più di tanto.

Poi, sempre in merito al colonnello, viene buttata un po' li l'ossessione per il suo vecchio avversario apache, certo per dare  maggiore caratterizzazione al personaggio, ma anche qui l'effetto finale non mi ha soddisfatto granchè. 

In generale durante la lettura ho avuto la sensazione che qualcosa non tornasse, non so bene spiegarlo...tante scelte nerrative un po' così...come detto, storia che può anche intrattenere, ma non convince.

La cosa migliore dei due albi è per me la battuta di Carson al doc "Ogni tanto qualcuno lo risparmiamo...a voi non capita mai dottore?":D

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<span style="color:red">24 minuti fa</span>, Il Biondo dice:

se non ho capito male il colonnello per verificare che ci fosse l'argento sfruttava i poveracci a cui concedeva l'affitto delle miniere,  piuttosto che assumere direttamente lavoranti. In sostanza invece di sborsare e magari non cavare un ragno dal buco introitava con gli affitti e stava pronto a scacciare gli affittuari in caso di filoni promettenti

Spiegata così ha senso!

 

Sono a metà del secondo albo e l'impressione è molto buona. I dialoghi sono tra le cose che sto apprezzando di più.

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Il 23/10/2025 at 17:14, frank_one dice:

 

Mi spiegate quindi che bisogno c'è di mettere in scena pestaggi, rapimenti di famigliari e sparatorie che coinvolgono un'intera comunità? Larkin è già il proprietario della miniera. Glidden è già in combutta con lui. Probabilmente il contratto a Dutch lo hanno fatto loro. Non basterebbe semplicemente non rinnovare il contratto a Dutch il mese successivo con una scusa? Oltretutto, scatenano l'inferno solo perchè sospettano che ci sia l'argento, ma non ne hanno nemmeno la certezza. Ed è lo stesso Dutch a dirci che l'agenzia di Glidden prende una parte del ricavato della miniera (quindi Dutch è tenuto per contratto a dire all'agenzia di Glidden quanto argento estrae), quindi se l'argento c'è sia Glidden che Larkin ci guadagnerebbero comunque, senza bisogno di fare tanto baccano. Infine, se tanto sospetta che nella miniera ci sia una montagna d'argento, perchè Larkin non ci manda un perito a controllare? Quella dannata miniera è sua!

Praticamente questi cattivoni sono disposti ad ammazzare decine di persone ma hanno paura a rescindere un contratto.

 

Io l'ho vista così: Larkin non può, legalmente, revocare la concessione facendo decadere l'affitto a meno che l'affittuario non sia inadempiente. Ha le mani legate, e peraltro non farebbe nulla, tantomeno "ammazzare decine di persone", nella fase in cui inizia il racconto, se non bullizzare con prepotenza il locatario Dutch con i suoi sgherri. Sono questi ultimi che, inizialmente, prendono l'iniziativa sentendosi sfidati da due pistoleri che loro ritengono chiamati da Dutch. Quando lo dicono a Larkin, che viene reso edotto anche della tremenda "professionalità" di questi due gunmen, il colonnello si convince che in effetti la miniera di Dutch forse si è rivelata redditizia, e chiede a Fergus di fare fuori i due pistoleri. Solo loro però.

 

Fergus e i suoi sgherri prendono quindi in ostaggio la famiglia di Alicia, la giovane moglie di Dutch, ma di fatto non fanno loro nulla, nonostante le minacce di dar fuoco al saloon con loro dentro. In realtà li prendono prigionieri solo per usarli come ostaggi, al fine di prendere in trappola Tex e Carson, naturalmente fallendo.

 

In definitiva, non sono poi così sanguinari, sono cattivi sostanzialmente di mezza tacca, balordi più che davvero malvagi.

 

Il colonnello Larkin, a quel punto, attende al forte per difendersi e, quando si convince che i due rangers non arriveranno, decide di fuggire prima che lo catturino. I suoi comportamenti non sono peraltro lineari, come spesso accade ai personaggi di Manfredi, sempre un po' sopra le righe. Tuttavia, in questo caso c'è una precisa scelta narrativa dell'autore di proporre un personaggio tormentato da un trauma non superato, e anche da una vita alla frontiera a fronteggiare per lungo tempo un demonio come Pietra di Luna, poi infatti divenuta una nemesi fantasma. Notevole il fatto che non sia Tex ad uccidere l'invalido avversario, ma che sia quest'ultimo a suicidarsi con modalità sansoniane...

 

Alcune storie di Manfredi in Tex le ho detestate. Una in particolare su un color Tex mi era parsa semplicemente assurda, impubblicabile, scritta da un autore confuso dalle proprie stesse trame inverosimili. Altre invece le ho amate, prima tra tutte Verso l'Oregon, che reputo un capolavoro. Sono contento, davvero sinceramente contento, di poter dare un giudizio positivo a questa storia, orchestrata bene a mio parere anche nella sopra criticata sparatoria, che a me sembra invece scritta con ritmi e lunghezza giusta, e nelle attenzioni dedicate ai personaggi secondari, da Taff alla famiglia di origine di Alicia allo stesso Dutch. Un giudizio positivo quindi senza alcuna traccia di benevolenza postuma, senza alcuna necessità di indulgenza dettata dal compianto, perché il congedo è assolutamente valido, solido, del tutto all'altezza della carriera di questo grande professionista del fumetto, lontano anni luce da quegli incidenti di percorso che io ritengo di aver individuato nel suo cammino di autore texiano. E io ne sono sinceramente felice, felice di poter promuovere a pieni voti questo finale, così come feci molti anni fa con la prima storia di Tex che lessi di Manfredi, pubblicata su un maxi disegnato da Repetto che mi piacque molto. Un cerchio si è chiuso quindi, con una linea forse non perfettamente rotonda in tutti i suoi punti ma marcata, di personalità. Tex può salutare con virile affetto questo suo compagno di strada.

 

Non posso negare però che il gradimento per questa storia sia stato anche influenzato da disegni portentosi. Nelle grinte dei personaggi, nei costumi, negli interni, nella superba sparatoria nella main street, nel forte. Mai mai mai ho visto un Majo in queste condizioni, le altre sue apparizioni (me le ricordate tutte per favore?) non mi avevano impressionato in questo modo. Questo è un grande disegnatore. 

 

Infine, una nota finale sulla testata Tex. Il corso recente boselliano lontano dal western e più incentrato su ritorni e avventura, mi aveva un po' stancato. Sempre si percepisce nelle storie bordeniane un'ambizione, una generosità, una voglia di stupire e fare bene. Ma questo ritorno al western, da L'orrendo massacro a questa di Manfredi, passando per il Grande Rodeo di Mignacco, in definitiva mi ha soddisfatto, mi ha fatto nuovamente respirare la frontiera. 

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<span style="color:red">10 ore fa</span>, Leo dice:

Non posso negare però che il gradimento per questa storia sia stato anche influenzato da disegni portentosi. Nelle grinte dei personaggi, nei costumi, negli interni, nella superba sparatoria nella main street, nel forte. Mai mai mai ho visto un Majo in queste condizioni, le altre sue apparizioni (me le ricordate tutte per favore?) non mi avevano impressionato in questo modo. Questo è un grande disegnatore.

Beh, sul fatto che sia un grande disegnatore non ci piove. Però addirittura mai visto un Majo così?

Messa a confronto con il suo Texone, altro di suo su Tex al momento non lo ricordo, o con tanti lavori su Dampyr questa storia non spicca particolarmente, secondo me. 

<span style="color:red">10 ore fa</span>, Leo dice:

Infine, una nota finale sulla testata Tex. Il corso recente boselliano lontano dal western e più incentrato su ritorni e avventura, mi aveva un po' stancato. Sempre si percepisce nelle storie bordeniane un'ambizione, una generosità, una voglia di stupire e fare bene. Ma questo ritorno al western, da L'orrendo massacro a questa di Manfredi, passando per il Grande Rodeo di Mignacco, in definitiva mi ha soddisfatto, mi ha fatto nuovamente respirare la frontiera. 

Qui invece mi trovi d'accordo, spero sempre in qualche nuova storia boselliana puramente western :colt:

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Majo è un grandissimo, uno dei migliori disegnatori di tutta la Bonelli (non è una novità), e vederlo sulla regolare di Tex è una bella soddisfazione.

Finora aveva disegnato un ottimo Texone "I rangers di Finnegan" e due brevi storie per il color, "Yavapai" e "L'ultimo dei Mimbres" , scritte, sceneggiate e disegnate tutto da solo (due color non molto adatti a un maestro del chiaroscuro come lui).

I suoi capolavori sono comunque su Dampyr, quattro su tutti: "Il grande fiume", "I lupi mannari", "Le terminatrici" e "Lamiah" (ma tutte le storie disegnate da lui sono uno spettacolo).

La serie regolare di Tex guadagna un altro grande artista, e mi viene da dire che mai come in questo periodo (se si esclude l'età d'oro di Galep-Ticci-Letteri-Nicolò) Tex ha avuto così tanti bravi disegnatori: Gomez, Majo, Cestaro, Mastantuono, Andreucci, Font, Dotti, Benevento, Villa, De Angelis su Tex Willer, ecc. ecc. ecc. Il meglio del meglio.

 

La storia di Manfredi, invece, non convince del tutto. E' un po' così così...  Parte molto bene (la prima metà del primo albo), poi si dilunga in una sparatoria eccessivamente dilatata e noiosa (Tex e Carson non sono mai davvero in difficoltà), per poi nel secondo albo ruotare tutta attorno al passaggio segreto del forte, che oltre a essere un'idea ben poco originale (usata per esempio anche da Faraci ne "I valorosi di Fort Kerney") non entusiasma molto.

Anch'io ho trovato l'ossessione di Larkin per il suo vecchio avversario apache un po' appiccicata lì, tanto per dargli un carattere.

E anche alcuni passaggi narrativi sono un po' forzati e incoerenti (ad esempio se la concessione mineraria di Dutch scade fra appena due settimane, e poi torna in mano a Larkin che può non rinnovarla, che bisogno c'è di minacciarlo e spaventarlo? In due settimane, visto anche i suoi poveri mezzi, non credo che esaurisca il filone d'argento). Anche la fuga improvvisa di Larkin e il tradimento finale di Fergus, che spara ai suoi alleati invece che a Tex, sembrano dettati più dal fatto che la trama debba andare in quella direzione, piuttosto che da reali motivazioni.

Insomma Manfredi si congeda con una storia discreta, ma nulla più. Una storia che, comunque, contiene, come in tutte le sue, un messaggio di giustizia sociale, sempre in difesa degli sfruttati (i minatori e i lavoratori cinesi che si riscattano nel finale).

Anzi - a ripensarci - "quasi sempre" presente, perché la precedente "I dimenticati" invece era decisamente pessimista.

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Finito il secondo albo. Concordo anche io sul fatto che la storia di fondo sia deboluccia. Non mi è chiaro nemmeno come sia possibile che nel forte convivano soldati e banditi senza che nessuno dei soldati abbia da ridire. O forse ufficialmente non è nemmeno più un forte, ma allora perché ci sono soldati in divisa? La trovata del tunnel è banale, oltretutto perché Tex non lo blocca una volta entrato nel forte così da bloccare una via di fuga per Larkin? Ad un certo punto si vede Larkin che svuota la cassaforte e Fergus si riferisce al denaro come "malloppo". Ma da dove proviene quel denaro? Larkin ha altri traffici illegali? Tutto ciò che sappiamo è che paga il gruppo di Fergus per far sloggiare gli affittuari indesiderati, il resto delle sue attività dovrebbero essere legali.

La sua ossessione per il capo indiano che gli ha rovinato il braccio è un po' troppo comoda, andava introdotta fin dal primo albo.

 

Detto ciò.. ottima doppietta! Sì, perché le debolezze della trama sono spazzate via CLAMOROSAMENTE da una sceneggiatura solida e ricca di dialoghi frizzanti che farebbero impallidire il miglior Ruju!

Anche Majo mi è parso in forma, anche se non raggiunge i livelli di qualche anno fa. Comunque ancora godibilissimo!

 

Per me siamo ben oltre il 7.

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<span style="color:red">9 ore fa</span>, Il Biondo dice:

Messa a confronto con il suo Texone, altro di suo su Tex al momento non lo ricordo, o con tanti lavori su Dampyr questa storia non spicca particolarmente, secondo me. 

 

Nel Texone secondo me non era stato così forte, anche se pure quello era stato un gran bel lavoro. Su Dampyr non l'ho mai visto, ne ho letti pochi.

 

<span style="color:red">9 ore fa</span>, Poe dice:

Finora aveva disegnato un ottimo Texone "I rangers di Finnegan" e due brevi storie per il color, "Yavapai" e "L'ultimo dei Mimbres" , scritte, sceneggiate e disegnate tutto da solo (due color non molto adatti a un maestro del chiaroscuro come lui).

 

Grazie! Non ricordavo che avesse sceneggiato delle storie. Forse non l'ho mai saputo.

 

<span style="color:red">9 ore fa</span>, Poe dice:

anche alcuni passaggi narrativi sono un po' forzati e incoerenti (ad esempio se la concessione mineraria di Dutch scade fra appena due settimane, e poi torna in mano a Larkin che può non rinnovarla, che bisogno c'è di minacciarlo e spaventarlo? In due settimane, visto anche i suoi poveri mezzi, non credo che esaurisca il filone d'argento).

 

Se Dutch inizia a sfruttare il filone, può prorogare la concessione. E addio argento. Per questo Larkin vuole impedirgli di agire. È una variante dello schema dell'"ipoteca che scade tra un po' e devo fare di tutto per non consentire al mio debitore di saldarla", già vista molte altre volte, l'ultima delle quali proprio nel maxi in edicola.

 

<span style="color:red">9 ore fa</span>, Poe dice:

Anche la fuga improvvisa di Larkin e il tradimento finale di Fergus, che spara ai suoi alleati invece che a Tex, sembrano dettati più dal fatto che la trama debba andare in quella direzione, piuttosto che da reali motivazioni.

 

Larkin fugge perché l'attesa lo sta logorando, ed è già logorato di suo. Fergus non è un gran cattivo, è solo un balordo che ormai si infischia dei suoi vecchi alleati. 

 

<span style="color:red">9 ore fa</span>, Poe dice:

Una storia che, comunque, contiene, come in tutte le sue, un messaggio di giustizia sociale, sempre in difesa degli sfruttati (i minatori e i lavoratori cinesi che si riscattano nel finale).

 

Sì, anche stavolta inserisce il messaggio sociale, e un finale col sorriso. Anche questa è una bella coincidenza. 

 

<span style="color:red">5 ore fa</span>, frank_one dice:

Non mi è chiaro nemmeno come sia possibile che nel forte convivano soldati e banditi senza che nessuno dei soldati abbia da ridire.

 

Sono pochi soldati, proni al volere del loro comandante, in un distaccamento semiabbandonato che ricorda tanto la fortezza Bastiani. E quei banditi sono più dei perdigiorno che dei veri banditi. Io li ho visti più come balordi di mezza tacca, non del tutto fuori posto nel frequentare un forte di frontiera abbandonato a sé stesso e a un colonnello mezzo pazzo e ormai fuori dalle gerarchie che contano. 

 

<span style="color:red">5 ore fa</span>, frank_one dice:

Ad un certo punto si vede Larkin che svuota la cassaforte e Fergus si riferisce al denaro come "malloppo". Ma da dove proviene quel denaro? Larkin ha altri traffici illegali? Tutto ciò che sappiamo è che paga il gruppo di Fergus per far sloggiare gli affittuari indesiderati, il resto delle sue attività dovrebbero essere legali.

 

Ma il malloppo potrebbe consistere anche nei proventi dei canoni. Poiché Fergus in teoria si sente parte del gioco, come nel gioco sporco sta pure il notaio, ecco che si sente legittimato a prendere il denaro per sé, anche se non gli spetta per nulla. Essendo un balordo, non ha bisogno di legalità per reclamare un "malloppo".

 

<span style="color:red">5 ore fa</span>, frank_one dice:

La sua ossessione per il capo indiano che gli ha rovinato il braccio è un po' troppo comoda, andava introdotta fin dal primo albo.

 

A me è piaciuta, anche se concordo che non sia troppo profonda. 

 

<span style="color:red">6 ore fa</span>, frank_one dice:

Detto ciò.. ottima doppietta!

 

Decisamente ;)

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<span style="color:red">15 ore fa</span>, Leo dice:

Su Dampyr non l'ho mai visto, ne ho letti pochi.

Piccolo O.T. 

Se ti interessa recuperare un po' di Majo, anche se mi sembra di ricordare che non ti piace troppo il genere, prova con gli albi citati da Poe, tutti scritti da Boselli, che apprezzi, a parte "Lamiah" di Colombo, e magari anche "I cacciatori di fantasmi", "La colonna infernale" o "Via del sortilegio". Sicuramente almeno a livello grafico resterai soddisfatto.

 

 

 

 

 

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Letta questa doppia.

Storia discreta... eviterei di gridare al miracolo come qualcuno ha fatto. A lettura ultimata mi sono sentito moderatamente appagato. La deriva "fuoriditesta" di Larkin non mi ha entusiasmato. Ho notato nuovamente, era accaduto spesso in estate, che i cattivi di turno durano mediamente meno di 3 vignette... anche quelli che dovrebbero essere i cattivi piu seri della storia.

 

Ci sono, è vero, dei dialoghi frizzanti qua e la che si fanno apprezzare. Giudizio complessivo 6,5 alla sceneggiatura.

 

I disegni mi sono piaciuti; quello di Majo è un tratto che su Tex trovo molto interessante.

 

 

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Il Biondo dice:

Piccolo O.T. 

Se ti interessa recuperare un po' di Majo, anche se mi sembra di ricordare che non ti piace troppo il genere, prova con gli albi citati da Poe, tutti scritti da Boselli, che apprezzi, a parte "Lamiah" di Colombo, e magari anche "I cacciatori di fantasmi", "La colonna infernale" o "Via del sortilegio". Sicuramente almeno a livello grafico resterai soddisfatto.

 

 

 

 

 

 

Grazie Il Biondo. In realtà io adoro il genere vampirico, e dello stesso Dampyr alcune storie mi sono anche piaciute. Ma non sono mai riuscito a legarmici da un lato per la continuity molto serrata, e poi perché sono legato alla figura del vampiro come non morto, mentre qui ci sono i Maestri della Notte che mi pare che provengano da un'altra dimensione, non sono non morti nel senso letterale del termine. Inoltre, amo i vampiri calati nel settecento/ottocento, come Dracula, Louis e Lestat della Rice, Carmilla di Le Fanu. Vederli nel XXI secolo - non so spiegare perché, è una fisima mia - non mi appassiona.

<span style="color:red">1 ora fa</span>, cuervojones dice:

gridare al miracolo

 

Non l'ho fatto, visto che ti rivolgi a me definendomi "qualcuno". Ho solo detto che mi è piaciuta molto, e che ne sono felice. Significa "gridare al miracolo", simpaticone? 

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Leo dice:

Non l'ho fatto, visto che ti rivolgi a me definendomi "qualcuno". Ho solo detto che mi è piaciuta molto, e che ne sono felice. Significa "gridare al miracolo", simpaticone?

Poteva riferirsi anche a me, che l’ho definita “approvatissima”. Ma anche nel mio caso, non mi sono certo strappato i capelli. I capolavori sono altri, questa è “solo” una buona, classica storia

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qui comunque c'è sempre questa tendenza al risentimento personale che travarica la realtà... non mi riferivo a nessuno in particolare, non volevo attaccare nessuno e in tutta sincerità prendersela per "gridare la miracolo" ... boh... "simpaticone" ...boh... ma che è la scuola materna?? 

 

 

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<span style="color:red">22 ore fa</span>, Leo dice:

Ma non sono mai riuscito a legarmici da un lato per la continuity molto serrata

Ti capisco, acquistandolo saltuariamente è difficile entrare in sintonia con la serie. Io l'ho apprezzata maggiormente quando ho recuperato i primi 100 in sequenza.

 

 

 

 

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<span style="color:red">23 ore fa</span>, cuervojones dice:

qui comunque c'è sempre questa tendenza al risentimento personale che travarica la realtà... non mi riferivo a nessuno in particolare, non volevo attaccare nessuno e in tutta sincerità prendersela per "gridare la miracolo" ... boh... "simpaticone" ...boh... ma che è la scuola materna??

Hai ragione pard, appianiamo tutto davanti a una bella bistecca alta tre dita e una montagna di patatine! E birra fresca per tutti, ovviamente :cowboy:

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Allora...Manfredi per la sua ultima fatica si lascia andare ad un primo albo straricco di sparatorie e da azione. Nel secondo cerca di tirare un po' il freno e di chiudere il cerchio degli eventi.

 

Così e così i disegni di Majo (me lo ricordavo meglio), globalmente la storia è dinamica e un po' stile Magico Vento (sul sociale), Tex e Carson sono efficaci e non stonano, in generale una storia che non ruba l'occhio ma non annoia.

 

Farò una seconda rilettura sicuramente e già è un buon segnale.

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L'impalcatura della storia regge su alcuni pilastri fondamentali del canone texiano e si avvantaggia di dialoghi spediti e di primi piani di Majo molto efficaci, da considerare insieme all'ottimo lavoro nei chiaroscuri. Nella sceneggiatura un po' di brodo allungato per i due trafficoni che vorrebbero liberare Fergus, una guarnigione del forte della quale il massimo in grado sembra essere il sottufficiale Shannon, i deliri di Larkin che non aggiungono nulla di davvero importante al personaggio (che si capisce essere megalomane di suo e furfante non a causa di Pietra di Luna. poi finisce tutto a tarallucci e vino, con gioia di proprietari e nuovi assunti. Splendida vignetta conclusiva, direi esemplare nel riassumere un aspetto del rapporto fra Tex e Carson, così diversi, così vicini. Un buon voto, anche per il ritmo della narrazione e la sapienza alternanza di inquadrature nei disegni. A proposito, anche le copertine di Villa seguono una rotazione: una "quattro stagioni" quella di questo mese, con Tex a mezzo busto a riempire la pagina e dunque completo scollegamento con il titolo e le vicende interne; preceduta e seguita invece da due immagini allargate all'ambiente circostante e con più personaggi  raffigurati. Non ho preferenze di base, certamente quella di "Dollari insanguinati" è molto bella

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Il 09/11/2025 at 23:28, Leo dice:

 

Io l'ho vista così: Larkin non può, legalmente, revocare la concessione facendo decadere l'affitto a meno che l'affittuario non sia inadempiente. Ha le mani legate, e peraltro non farebbe nulla, tantomeno "ammazzare decine di persone", nella fase in cui inizia il racconto, se non bullizzare con prepotenza il locatario Dutch con i suoi sgherri. Sono questi ultimi che, inizialmente, prendono l'iniziativa sentendosi sfidati da due pistoleri che loro ritengono chiamati da Dutch. Quando lo dicono a Larkin, che viene reso edotto anche della tremenda "professionalità" di questi due gunmen, il colonnello si convince che in effetti la miniera di Dutch forse si è rivelata redditizia, e chiede a Fergus di fare fuori i due pistoleri. Solo loro però.

 

Fergus e i suoi sgherri prendono quindi in ostaggio la famiglia di Alicia, la giovane moglie di Dutch, ma di fatto non fanno loro nulla, nonostante le minacce di dar fuoco al saloon con loro dentro. In realtà li prendono prigionieri solo per usarli come ostaggi, al fine di prendere in trappola Tex e Carson, naturalmente fallendo.

 

In definitiva, non sono poi così sanguinari, sono cattivi sostanzialmente di mezza tacca, balordi più che davvero malvagi.

 

Il colonnello Larkin, a quel punto, attende al forte per difendersi e, quando si convince che i due rangers non arriveranno, decide di fuggire prima che lo catturino. I suoi comportamenti non sono peraltro lineari, come spesso accade ai personaggi di Manfredi, sempre un po' sopra le righe. Tuttavia, in questo caso c'è una precisa scelta narrativa dell'autore di proporre un personaggio tormentato da un trauma non superato, e anche da una vita alla frontiera a fronteggiare per lungo tempo un demonio come Pietra di Luna, poi infatti divenuta una nemesi fantasma. Notevole il fatto che non sia Tex ad uccidere l'invalido avversario, ma che sia quest'ultimo a suicidarsi con modalità sansoniane...

 

Alcune storie di Manfredi in Tex le ho detestate. Una in particolare su un color Tex mi era parsa semplicemente assurda, impubblicabile, scritta da un autore confuso dalle proprie stesse trame inverosimili. Altre invece le ho amate, prima tra tutte Verso l'Oregon, che reputo un capolavoro. Sono contento, davvero sinceramente contento, di poter dare un giudizio positivo a questa storia, orchestrata bene a mio parere anche nella sopra criticata sparatoria, che a me sembra invece scritta con ritmi e lunghezza giusta, e nelle attenzioni dedicate ai personaggi secondari, da Taff alla famiglia di origine di Alicia allo stesso Dutch. Un giudizio positivo quindi senza alcuna traccia di benevolenza postuma, senza alcuna necessità di indulgenza dettata dal compianto, perché il congedo è assolutamente valido, solido, del tutto all'altezza della carriera di questo grande professionista del fumetto, lontano anni luce da quegli incidenti di percorso che io ritengo di aver individuato nel suo cammino di autore texiano. E io ne sono sinceramente felice, felice di poter promuovere a pieni voti questo finale, così come feci molti anni fa con la prima storia di Tex che lessi di Manfredi, pubblicata su un maxi disegnato da Repetto che mi piacque molto. Un cerchio si è chiuso quindi, con una linea forse non perfettamente rotonda in tutti i suoi punti ma marcata, di personalità. Tex può salutare con virile affetto questo suo compagno di strada.

 

Non posso negare però che il gradimento per questa storia sia stato anche influenzato da disegni portentosi. Nelle grinte dei personaggi, nei costumi, negli interni, nella superba sparatoria nella main street, nel forte. Mai mai mai ho visto un Majo in queste condizioni, le altre sue apparizioni (me le ricordate tutte per favore?) non mi avevano impressionato in questo modo. Questo è un grande disegnatore. 

 

Infine, una nota finale sulla testata Tex. Il corso recente boselliano lontano dal western e più incentrato su ritorni e avventura, mi aveva un po' stancato. Sempre si percepisce nelle storie bordeniane un'ambizione, una generosità, una voglia di stupire e fare bene. Ma questo ritorno al western, da L'orrendo massacro a questa di Manfredi, passando per il Grande Rodeo di Mignacco, in definitiva mi ha soddisfatto, mi ha fatto nuovamente respirare la frontiera. 

Mmm...Su Majo non sono allineato. Mi era piaciuto di più sul Texone.

Manfredi ha fatto una storia solida, con pochi fronzoli, con temi sociali e anche qualche introspezione.

Sicuramente si respira la frontiera, e la polvere che c'è.

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Il 21/10/2025 at 15:19, Magic Wind dice:

Cannonata di albo.

 

Manfredi, al solito, centra perfettamente la coppia Tex - Carson e il loro modo di agire: del Carson pigro, crapulone e pusillanime qui non c’è nemmeno l’ombra, non ci sono salamelecchi o complimenti per esaltare la letalità dei due pards nonostante sbaraglino da soli mezzo esercito (basta un semplice, e perfettamente bonelliano, “quei due sono puro veleno”) e non ci sono nemmeno scene ad effetto (o “tamarre” direbbe Diablero) nella lunghissima e memorabile sequenza della sparatoria, in cui i nostri, vivaddio, sparano per primi e non per secondi. Anzi, il tutto è improntato alla massimo asciuttezza ed essenzialità stilistica.

 

Il tocco di discontinuità manfrediano è, anche qui, il cotè politico (dopo l’acqua e il petrolio, l’argento) e la raffigurazione di un West brutto, sporco e cattivo, nel quale i nostri dispensano giustizia ed eliminano i fuorilegge con l’implacabilità di due cavalieri dell’Apocalisse.

 

Un West crudo e realistico esaltato dai disegni di Majo che sporca il suo tratto, rendendolo più stilizzato ed essenziale, ma con delle maschere grottesche dei personaggi di enorme effetto.

 

Chapeau!

Ha già detto tutto Magic Wind.

 

Storia spettacolare, con il giusto mix di azione e personaggi, la prima esaltata da una sceneggiatura da maestro del fumetto e da trovate forse non originalissime ma di sicuro quel tanto che bastano per non rendere le scene un continuo e soporifero "Ah!", peraltro aiutata da dialoghi unici, secchi, evocativi, funzionali e mai banali. I due pards finalmente fanno Tex e Carson QUELLI VERI - eroi western e d'avventura - non i tamarri di Ruju, gli idioti di Nizzi o i noiosissimi di Boselli. Se cercate la coerenza perfetta in una storia così forse vi conviene lasciare stare e leggervi un bel saggio, e se non la apprezzate evidentemente siete stati abituati (male) dai racconti-fiume di Boselli, dove l'unica cosa che spicca è la pesantezza.

 

Peccato che Manfredi ci abbia lasciati. Grazie Gianfranco per averci salutato con questa splendida storia (e con la precedente tua).

  • +1 2
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<span style="color:red">3 ore fa</span>, Gunny dice:

e se non la apprezzate evidentemente siete stati abituati (male) dai racconti-fiume di Boselli, dove l'unica cosa che spicca è la pesantezza.

Rispetto il tuo punto di vista, spero solo tu ti riferisca alle ultime produzioni di Boselli (e mi troveresti in parte d’accordo) e non ne faccia di tutta l’erba un fascio. Perché Boselli ha dimostrato nella sua carriera di saper scrivere storie classiche, puramente western e dai dialoghi diretti. Inutile che faccia degli esempi

Sul tuo commento (e quello di Magic Wind) relativo alla storia di Manfredi (e a quella precedente) concordo

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<span style="color:red">11 minuti fa</span>, Arthur_Morgan dice:

Rispetto il tuo punto di vista, spero solo tu ti riferisca alle ultime produzioni di Boselli (e mi troveresti in parte d’accordo) e non ne faccia di tutta l’erba un fascio. Perché Boselli ha dimostrato nella sua carriera di saper scrivere storie classiche, puramente western e dai dialoghi diretti. Inutile che faccia degli esempi

Sul tuo commento (e quello di Magic Wind) relativo alla storia di Manfredi (e a quella precedente) concordo

Sì, in generale alle ultime produzioni, anche se "ultime" sembra un termine troppo ristretto visto che secondo me il "fascio d'erba" comincia con la storia del ritorno di Lupe (mi pare del 2017 o 2018).

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Gunny dice:

il "fascio d'erba" comincia con la storia del ritorno di Lupe (mi pare del 2017 o 2018).

D’accordo, da lì le storie prendono una piega più verbosa per i miei gusti, con evitabili spiegoni per me (vedasi ad esempio le prime pagine dello speciale Tex Willer su Jesse James, storia comunque da me molto gradita).


Anche se c’è una virtuosa eccezione, “L’ombra del maestro”, per me al pari di altri suoi capolavori. Ed è del 2018/2019

 

Altra eccezione è per me il ritorno della tigre nera, molto bella, ma il primo albo è afflitto da prolissità e spiegazionismo ai limiti

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