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TWF - Tex Willer Forum

I colori violentati delle copertine di Claudio Villa


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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

 

E bisogna ricordare che all'epoca si stampava in quadricromia con quattro lastre (una per il nero e le altre tre per i tre colori primari

 

Allora ritiro quanto ho detto rispetto alle scansioni di Villa (che a differenza di quanto sapevo consegna in redazione la tavola in bianco e nero e la fotocopia colorata): il grafico scansionerà il bianco e nero e poi pazientemente si metteranno a rifare la colorazione in digitale.

Che poi si stravolga tutto per ordini superiori non è dato sapere, magari c'è già una serie di istruzioni a cui attenersi, di sicuro la camicia tutta gialla.

 

Per la stampa a colori, tranne rari casi (tipo le copertine della collezione storica Repubblica in cui il blu e il titolo in argento erano a parte) viviamo ancora nella fase a quattro inchiostri. Soltanto la precisione di registro e tenuta delle sfumature è migliorata rispetto allo scorso secolo, oltre che alla definizione e qualità costante delle incisioni su lastra di alluminio anodizzato rispetto ai cliché in magnesio o le care vecchie pellicole.

 

Che la copertina di Tex non attiri più il lettore occasionale posso essere d'accordo, ma per i vecchietti (come anch'io mi reputo) è molto comodo andare in edicola e puntare su quella specifica selezione di tinte, loghi e mi permetto anche stile nei titoli.

 

Io vado (andavo) sempre a colpo sicuro e quasi mai ho adocchiato per sbaglio un TuttoTex o una Nuova Ristampa confondendoli con l'inedito.

 

Quando compravo anche Dragonero dovevo invece perderci un po' più di tempo: dovevo cercare un logo sempre in color pastello o comunque chiaro con attorno una confusione totale di disegni piccoli e colori sbiaditi.

 

Che l'epicità delle prime copertine sia dovuto alla nostra passione giovanile questo non posso affermarlo. A me rimangono tutte nel cuore almeno fino ai primi 199 albi (il 200 non è mai piaciuto). Chiediamo aiuto ai lettori più, giovani che sapranno dare un giudizio obiettivo.

 

Sapendo che tante sono state ricalcate da manifesti cinematografici e copertine di romanz,i oltre che da vecchi albi d'oro un po' di magia si è persa...

<span style="color:red">2 ore fa</span>, Magic Wind dice:

 

Quelle lì di Villa, con i colori fatti da lui, se non sono arte ci si avvicinano molto però...

 

E a noi lettori ci tocca vedere la versione con i colori appiattiti dal computer :rolleyes:

 

 

 

L'originale in bianco e nero (ma per me anche la fotocopia colorata a mano dal maestro) è arte commissionata.

La copertina che avvolge l'albo... è una copertina!

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25 minutes ago, Dix Leroy said:

Per la stampa a colori, tranne rari casi (tipo le copertine della collezione storica Repubblica in cui il blu e il titolo in argento erano a parte) viviamo ancora nella fase a quattro inchiostri. Soltanto la precisione di registro e tenuta delle sfumature è migliorata rispetto allo scorso secolo, oltre che alla definizione e qualità costante delle incisioni su lastra di alluminio anodizzato rispetto ai cliché in magnesio o le care vecchie pellicole.

 

La differenza fondamentale è che quando la separazione era "manuale", si usavano come dicevo percentuali fisse a scaglioni del 25% (questi sono i numeri per le copertine dei comic book USA anni 60 e 70, non so se in Italia si usasse la stessa divisione in scaglioni del 25% ma penso di sì), oggi invece con la stampa in digitale si possono ottenere molte più sfumature di colore che non 125.

 

E sul fatto che le copertine non sono arte...  :lol:

 

OIP.-uEPDyXCDwEyjxq62a_9SAHaJW?cb=12%26p

 

OIP.gVmP7W2OmUDbF__-P34eSAHaI3?cb=12%26p

 

Certo, A RIGORE "l'opera d'arte" è l'originale dipinto a mano (così come nei fumetti è la tavola originale), ma nessuno direbbe che l'arte di un fumetto si può apprezzare solo se appendi l'originale al muro...

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<span style="color:red">3 minuti fa</span>, Diablero dice:

 

La differenza fondamentale è che quando la separazione era "manuale", si usavano come dicevo percentuali fisse a scaglioni del 25% (questi sono i numeri per le copertine dei comic book USA anni 60 e 70, non so se in Italia si usasse la stessa divisione in scaglioni del 25% ma penso di sì), oggi invece con la stampa in digitale si possono ottenere molte più sfumature di colore che non 125.

 

E sul fatto che le copertine non sono arte...  :lol:

 

OIP.-uEPDyXCDwEyjxq62a_9SAHaJW?cb=12%26p

 

OIP.gVmP7W2OmUDbF__-P34eSAHaI3?cb=12%26p

 

Certo, A RIGORE "l'opera d'arte" è l'originale dipinto a mano (così come nei fumetti è la tavola originale), ma nessuno direbbe che l'arte di un fumetto si può apprezzare solo se appendi l'originale al muro...

Ecco, queste illustrazioni che posti sono qualcosa di completamente diverso. Qui di base non c'è un disegno a china, siamo in presenza di quadro!

 

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P.S.:

Sul fumetto americano si trovano davvero un sacco di articoli ben scritti e ben spiegati, mentre sul fumetto italiano non c'è nulla...  quindi io PRESUMO che usassero tecnologie simili.

 

Ecco un bell'articolo che spiega come venivano colorati i fumetti (e le copertine) negli anni 60 negli USA. Ci sono informazioni curiose, tipo che il costume grigio di batman era R2B2 (25 rosso e 25% ciano) mentre il mantello di Superman era 100% rosso e 100% giallo, e che, prima che Neal Adams alla fine degli anni 60 non li spingesse a sperimentare, la DC effettivamente usava solo TRENTADUE colori, non utilizzando mai certe combinazioni (tipo quelle con giallo al 25% o 50%).

https://scarysarah.medium.com/a-brief-and-broad-history-of-post-golden-age-pre-digital-comic-book-coloring-9fe9e386149a

 

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23 minuti fa, Diablero dice:

 

P.S.:

Sul fumetto americano si trovano davvero un sacco di articoli ben scritti e ben spiegati, mentre sul fumetto italiano non c'è nulla...  quindi io PRESUMO che usassero tecnologie simili.

 

Ecco un bell'articolo che spiega come venivano colorati i fumetti (e le copertine) negli anni 60 negli USA. Ci sono informazioni curiose, tipo che il costume grigio di batman era R2B2 (25 rosso e 25% ciano) mentre il mantello di Superman era 100% rosso e 100% giallo, e che, prima che Neal Adams alla fine degli anni 60 non li spingesse a sperimentare, la DC effettivamente usava solo TRENTADUE colori, non utilizzando mai certe combinazioni (tipo quelle con giallo al 25% o 50%).

https://scarysarah.medium.com/a-brief-and-broad-history-of-post-golden-age-pre-digital-comic-book-coloring-9fe9e386149a

 

Bello, grazie.

Ho fatto ricerche anche io e certo occorreva qualcosa che smuovesse la tecnologia, altrimenti a tutti fa comodo vivere e lavorare in comodità (anche adesso!)

Quando per un po' ho dovuto adoperare retini meccanici (non per realizzare fumetti ma ahimè cataloghi per imprese funebri), cercare di assemblare fondini in vari colori e percentuali o semplicemente aggiungere un'ombra a un titolo era una esperienza da una parte elettrizzante e dall'altra dispendiosa in termini di tempo, materiale e strategia. Quello che oggi si fa in pochi click una volta era frutto di ore, con passaggi (anche 12 esposizioni) in camera oscura con un bel po' di ragionamenti prima per evitare di trovarsi con un risultato completamente sbagliato. Ero giovane allora ma anche chi aveva più esperienza di me spesso si trovava in difficoltà.

La carta dei fumetti americani era terribile (i nostri Topolino e i fumetti Corno erano nettamente stampati meglio e su carta migliore) e anche quando i fumetti erano diventati una industria e non solo un modo per non tener ferme le rotative dei quotidiani durante il giorno non si faceva quasi nulla per fare in modo che i lettori non perdessero le diottrie tra scritte e tratti sbiaditi e colori fuori posto di millimetri!

Un giorno qualcuno ebbe la brillante idea di realizzare una storia di Topolino ispirata al film "Casablanca", colorando la storia in variazioni di grigio ma usando tutti i colori per aumentare la resa estetica: non c'era una pagina uguale all'altra, qualcuna tendeva al viola, molte erano sul verdastro, altre quasi paonazze. Non ricordo se era ancora il periodo Mondadori o c'era già la Walt Disney Italia, fatto sta che il risultato era imbarazzante.

Qualcosa di molto simile successe nei primi albi di Hulk in Usa qualche decennio prima: non si riusciva mai a bilanciare il tono di grigio ipotizzato, tanto che si ripiegò nel tingerlo di un bel verde. E quello lo rese leggenda.

 

I nostri fogli di retini meccanici (religiosamente conservati in quelle cartelline bianche ondulate usate anche dagli scolari per i loro album da disegno) partivano dal 10% fino al 90% quindi con scarto del 10%. Si trattava di valori negativi: se volevo un 20% finale dovevo prendere il foglio con l'80%. Quelli bravi, giocando sul tempo di esposizione dello "scatto" riuscivano a realizzare un 15% o un 23/24%, ma in genere in questa fase di lavorazione si tendeva a essere quanto più precisi possibile.

Ci pensavano poi i colleghi in fase di lastra o di stampa a combinarne letteralmente di tutti i colori.

Edited by Dix Leroy
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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

Che la copertina di Tex non attiri più il lettore occasionale posso essere d'accordo, ma per i vecchietti (come anch'io mi reputo) è molto comodo andare in edicola e puntare su quella specifica selezione di tinte, loghi e mi permetto anche stile nei titoli.

 

Io vado (andavo) sempre a colpo sicuro e quasi mai ho adocchiato per sbaglio un TuttoTex o una Nuova Ristampa confondendoli con l'inedito.

 

Quando compravo anche Dragonero dovevo invece perderci un po' più di tempo: dovevo cercare un logo sempre in color pastello o comunque chiaro con attorno una confusione totale di disegni piccoli e colori sbiaditi.

In pratica preferisci copertine peggiori perché tu quando vai in edicola ti lanci a razzo sullo scaffale e devi arraffare a colpo sicuro la tua copia senza nemmeno interrompere la corsa per mezzo secondo :o

Giuro che vorrei vederti :P

 

Peccato che poi bisogna comunque stare 5 minuti a controllare che la copia non abbia sbeccature, costine decentrate o segni del taglierino.

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A proposito di copertine rovinate

https://shop.sergiobonelli.it/tex/2025/10/09/albo/il-grande-rodeo-1026571/

Solo a me nell'ultimo Maxi sembra che l'azzurrino del cielo avrebbe dovuto proseguire anche nella parte superiore della copertina. Quello stacco netto sul bianco in alto è un pugno in un occhio degno di Mike Tyson.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, frank_one dice:

A proposito di copertine rovinate

https://shop.sergiobonelli.it/tex/2025/10/09/albo/il-grande-rodeo-1026571/

Solo a me nell'ultimo Maxi sembra che l'azzurrino del cielo avrebbe dovuto proseguire anche nella parte superiore della copertina. Quello stacco netto sul bianco in alto è un pugno in un occhio degno di Mike Tyson.

 

As-cores-originais-de-Claudio-Villa-para

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<span style="color:red">19 ore fa</span>, frank_one dice:

In pratica preferisci copertine peggiori perché tu quando vai in edicola ti lanci a razzo sullo scaffale e devi arraffare a colpo sicuro la tua copia senza nemmeno interrompere la corsa per mezzo secondo :o

Giuro che vorrei vederti :P

 

Peccato che poi bisogna comunque stare 5 minuti a controllare che la copia non abbia sbeccature, costine decentrate o segni del taglierino.

Le copertine di Tex mensile hanno un dono oggi come ieri: non ho mai perso più di due secondi a individuarle nella rivendita, in qualsiasi rivendita. In passato certo potevo sbagliare e trovare prima un Tre Stelle invece che l'inedito. I rifacimenti per la Tutto e la NR sono molto peggio e anche quelle le vedo subito ma per evitarle. Praticamente mai ho confuso uno Zagor con un Tex (al massimo si poteva confondere un Mister No con un Zagor, ma quando erano entrambi copertinati da Ferri).

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A proposito di Zagor, secondo voi il colorista è un'altra persona rispetto a quello di Tex?

 

<span style="color:red">10 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

Le copertine di Tex mensile hanno un dono oggi come ieri: non ho mai perso più di due secondi a individuarle nella rivendita

Questo poteva avere valore soprattutto decenni fa, quando i fumetti costavano meno e un bambino poteva talvolta andare in edicola senza un preciso obiettivo e farsi trasportare dagli stimoli visivi per indirizzare il suo acquisto, districandosi così tra le centinaia di uscite. Quell'epoca però credo sia finita, oggi i bambini in edicola vanno meno, i fumetti costano di più e grazie ad internet si conoscono già perfettamente le uscite che si troveranno sugli scaffali. Chi va in edicola ci va per comprare la testata che gli interessa, se non gli balza all'occhio la cerca tra le altre.

Soprattutto per fumetti come Tex, quelli che comprano il fumetto di questo mese sono gli stessi che lo hanno comprato il mese scorso e alla fine apprezzano più una bella copertina che ogni tanto torneranno a rimirare togliendola dalla loro collezione piuttosto che una copertina che attiri la loro attenzione in quel mezzo secondo mentre guardano lo scaffale dell'edicola.

Ammetto però che il tuo discorso possa avere senso nel caso del reparto edicola di alcuni supermercati, dove effettivamente la gente passa di fretta e può trovarsi in quella corsia per caso. O anche nelle librerie, dove una persona può trovarsi a scandagliare gli scaffali alla ricerca di un regalo.

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<span style="color:red">40 minuti fa</span>, frank_one dice:

A proposito di Zagor, secondo voi il colorista è un'altra persona rispetto a quello di Tex?

Secondo me chi colora le copertine di Zagor non è quello assegnato a Tex. Sono poche le cose che me lo fanno dire, spero di non essere smentito.

In caso contrario vuol dire che è capace di dare una "personalità" diversa a seconda della collana.

Per chiudere la questione colore copertine (da parte mia, ovviamente) credo che rispetto al passato le copertine di Tex si siano molto evolute nel tempo. Esperimenti e modi diversi di affrontare il colore lo vediamo nel Tex Willer o nei tanti collaterali. Per vedere un Villa come piacerebbe a tutti abbiamo i ColorTex estivi e le occasioni speciali, non ci possiamo lamentare troppo.

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<span style="color:red">43 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

non ci possiamo lamentare troppo

O forse il problema è che non ci lamentiamo abbastanza :rolleyes:

 

Secondo voi quando esattamente le copertine della serie regolare hanno iniziato ad essere colorate male?

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Segnalo in via aneddotica quest'intervista a Claudio Villa. Al minuto 48:30 discute una sua copertina su un recente Maxi Tex, mostrando prima la sua colorazione e poi quella effettuata dalla SBE. La reazione del pubblico è piuttosto eloquente... :D 

 

  

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