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TWF - Tex Willer Forum

[214/215] I Due Rivali


ymalpas

Voto alla storia  

40 members have voted

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Storia riletta dopo una buona manciata di secoli nella tarda mattinata di oggi, complice la scarna lunghezza, e per quanto mi riguarda, non fosse stato per il fuggevole inciucio sentimentale di Kit Willer con la bella Manuela Montoya e la sua relativa rivalità con Pedro Cortez, l'avrei catalogata senza mezzi termini come una di quelle brevi storie puramente riempitive, magari di passaggio tra due avventure ben più memorabili.

 

Trama senza troppi fronzoli né considerevoli sorprese, ma al contempo scorrevole e priva di grossi difetti. Unico elemento di interesse, ripeto, la rivalità che viene a crearsi tra Kit e lo snobissimo Pedro Cortez, un idiota con la I maiuscola che, geloso del rivale, ha la brillante idea di assoldare una scalcinata banda di fuorilegge che finga di rapire Manuela affinché lui possa poi fingere di liberarla eroicamente. Un'idea talmente idiota da essere smascherata immediatamente da Tex e Carson, e che costa a Cortez una meschina figura.

 

Avrebbe invece potuto essere un po' approfondita meglio gestita la palese incompatibilità tra Tex e don Carlos Montoya, padre di Manuela ed anch'egli pieno di spocchia da nobiluomo. In particolare, forse proprio il personaggio di don Carlos avrebbe potuto essere reso diversamente: a mio avviso sarebbe stato lecito aspettarsi che, coerentemente alla puzza sotto il naso che manifestava in continuazione (anche senza farlo volutamente), permettesse malvolentieri a Tex ed i pards di collaborare alle ricerche della figlia, per poi ringraziarli con gratitudine mista a freddezza una volta salvata la ragazza. Ma è probabile si tratti più semplicemente del classico gentiluomo col cervello di gallina...

 

In ogni caso, credo sia a maggior ragione lecito aspettarsi che la storia del ritorno di Manuela Montoya, stando al tabellone di prossima uscita, sia di un livello nettamente superiore a questa. E chissà che non ricompaia anche quel bellimbusto di Cortez...  

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, juanraza85 dice:

In ogni caso, credo sia a maggior ragione lecito aspettarsi che la storia del ritorno di Manuela Montoya, stando al tabellone di prossima uscita, sia di un livello nettamente superiore a questa. E chissà che non ricompaia anche quel bellimbusto di Cortez...  

Sarebbe Manuela Montoya 2, il ritorno. Speriamo di no. 

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

Sarebbe Manuela Montoya 2, il ritorno. Speriamo di no. 

 

Onestamente mi ero posto problema se utilizzare anche lui ma era davvero troppo stupido per essere il cattivo principale e per altri ruoliimportanti  e così non l'ho nominato nel soggetto. Nemmeno io ao se Boselli gli ritagliato una parte nella sceneggiatura.

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  • 10 months later...

Ho ripreso questa storia prima di leggere quella in edicola in questi giorni. Una trama molto esile, probabilmente perché poco gradita a Glb, che in fatti di amore fa comportare Kit esattamente come il Tex dei primordi: davanti alle donzelle che vogliono ingabbiarli, meglio la fuga. 

Nonostante l'intreccio striminzito (le altre storie che vedono Kit innamorato o invaghito hanno ben altro respiro, ad esempio), "i due rivali" ha il merito di non annoiare, proponendo anzi dei bei characters nei personaggi di Don Carlos Montoya e del contrabbandiere testa fina. Il primo, pur essendo un prodotto della società in cui vive, riesce a non essere detestabile, perché l'altezzosita' derivante dal suo ambiente sociale non diventa mai davvero arroganza, e lo stesso suo razzismo non lo porta mai ad essere veramente offensivo. Un gentiluomo, insomma, anche se non privo dei retaggi culturali della propria epoca: pur essendo imbevuto delle idee della classe cui appartiene, si mantiene sempre al di qua di una certa linea di confine, risultando alla fine un uomo per bene, pur nei limiti di un mondo e di una mentalità ai quali non può sottrarsi.

 

E poi il contrabbandiere: una gran faccia di bronzo, che con il suo ragionamento sul povero peone e sul nobile che sente di avere il diritto di vita e di morte sui propri "sudditi", riesce a convincere i due satanassi circa la grave minaccia che pende sul suo povero capo di plebeo miserando, captando in tal modo la benevolenza dei pards che, solidali con il povero contro il ricco, con il disgraziato contro il baciato dalla fortuna, lo lasciano andare, con una scenetta davvero gustosa.

 

Più che Manuela, mera vittima da salvare e pretesto della storia, o Don Pedro, scialbo pretendente di costei, i veri personaggi da ricordare sono loro due, Don Carlos e il contrabbandiere: sono loro che rendono la storia degna di essere ricordata, ed è con loro che Glb, abbandonando l'indigesto tema della storia amorosa, torna sul suo terreno di conoscitore di uomini, in cui galoppa sicuro e disinvolto, riuscendo a dare corpo e nerbo, come sapeva fare lui, a due personaggi indubbiamente minori ma resi in maniera come sempre felice.

Edited by Leo
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  • 6 months later...

Allora...Letta questa storia per poter poi leggere il seguito. La forza di GLB sono sempre i dialoghi e le espressioni, ed ogni volta che le leggo (o rileggo), pur preferendo io altri autori (Boselli), non posso negare il divertimento. La storia è abbastanza lineare e i nostri pards non sono messi minimamente in difficoltà però è gustoso e sfizioso l'intreccio. Poi c'è la storia d'amore di Kit. Lui vuole solo un'avventura mentre gli propongono i fiori d'arancio e la prospettiva di una vita da signorotto locale.

Alcuni primi di Nicolò sono bellissimi, il tratto  lo trovo più di mio gusto rispetto a Galep ad esempio, ma gli preferisco altri disegnatori (in primis il Ticci della storia successiva).

Il 1/8/2021 at 17:59, Leo dice:

Ho ripreso questa storia prima di leggere quella in edicola in questi giorni. Una trama molto esile, probabilmente perché poco gradita a Glb, che in fatti di amore fa comportare Kit esattamente come il Tex dei primordi: davanti alle donzelle che vogliono ingabbiarli, meglio la fuga. 

Nonostante l'intreccio striminzito (le altre storie che vedono Kit innamorato o invaghito hanno ben altro respiro, ad esempio), "i due rivali" ha il merito di non annoiare, proponendo anzi dei bei characters nei personaggi di Don Carlos Montoya e del contrabbandiere testa fina. Il primo, pur essendo un prodotto della società in cui vive, riesce a non essere detestabile, perché l'altezzosita' derivante dal suo ambiente sociale non diventa mai davvero arroganza, e lo stesso suo razzismo non lo porta mai ad essere veramente offensivo. Un gentiluomo, insomma, anche se non privo dei retaggi culturali della propria epoca: pur essendo imbevuto delle idee della classe cui appartiene, si mantiene sempre al di qua di una certa linea di confine, risultando alla fine un uomo per bene, pur nei limiti di un mondo e di una mentalità ai quali non può sottrarsi.

 

E poi il contrabbandiere: una gran faccia di bronzo, che con il suo ragionamento sul povero peone e sul nobile che sente di avere il diritto di vita e di morte sui propri "sudditi", riesce a convincere i due satanassi circa la grave minaccia che pende sul suo povero capo di plebeo miserando, captando in tal modo la benevolenza dei pards che, solidali con il povero contro il ricco, con il disgraziato contro il baciato dalla fortuna, lo lasciano andare, con una scenetta davvero gustosa.

 

Più che Manuela, mera vittima da salvare e pretesto della storia, o Don Pedro, scialbo pretendente di costei, i veri personaggi da ricordare sono loro due, Don Carlos e il contrabbandiere: sono loro che rendono la storia degna di essere ricordata, ed è con loro che Glb, abbandonando l'indigesto tema della storia amorosa, torna sul suo terreno di conoscitore di uomini, in cui galoppa sicuro e disinvolto, riuscendo a dare corpo e nerbo, come sapeva fare lui, a due personaggi indubbiamente minori ma resi in maniera come sempre felice.

Concordo...Sono loro a dare gusto alla pietanza e a GLB certe cose venivano proprio bene.:) 

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  • 3 months later...

Confesso di avere un debole per questa storia dall'insolita trama. Certo ci sono GL Bonelli ai testi e Nicolò ai disegni, la mia coppia preferita, e questo basterebbe per rendermi soddisfatto. Ma qui c'è anche altro.

Innanzitutto Kit Willer che, come successo a tutti noi, vive la sua prima avventura sentimentale, in un'età in cui l'attrazione per l'altro sesso è cosa ben nota.

Siamo su Tex e quindi non c'è, fortunatamente, nulla di esplicito: l'affettuosa amicizia tra i due giovani ci viene mostrata con brevi e scarni dialoghi e con allusioni più o meno velate. Cosa ci sarà stato tra la bella Manuela (come al solito Nicolò ci mostra una bellezza notevole) e l'impavido Kit?

Non ci è dato sapere e, probabilmente, nemmeno vogliamo saperlo: ci basta lo sguardo malizioso della ragazza che, all'arrivo del baldo Cortez, guarda di sbieco Kit e gli chiede: "Geloso?".

Il massimo per il Tex di GL Bonelli!

Non conoscevo la genesi di questa storia e quindi non comprendevo il quasi imbarazzo dell'autore nel raccontare l'intreccio amoroso tra i due rampolli, imbarazzo ben rappresentato da Kit quando deve raccontare al padre come stanno le cose: "Se mi prometti di non ridere, ti racconto".

E cosa risponde Tex alla fine del racconto? "E' roba seria per te?"

E il carico da undici lo butta Carson: "Che io sia dannato! Proprio un bel pasticcio".

Immagino la gioia di Kit nel sentire queste comprensive risposte! :D

Anche in queste piccole cose GL Bonelli riusciva ad essere unico ed inimitabile: quando la bella ed educata ereditiera risponde allo yaqui che la tiene prigioniera "Che l'inferno ti inghiotta" stavo per morire dalle risate.

Lo sviluppo della storia è interessante ma non certo indimenticabile: tra la boria e l'arroganza di Don Carlos (che un bello sganassone se lo sarebbe stra-meritato), la sfortunata e in parte scalcinata banda Cordura e la figura da peracottaro di Don Pedro la storia va avanti senza troppi scossoni.

E purtroppo l'idillio tra i due giovani rimane sullo sfondo e viene progressivamente dimenticato, fino a quel "Solo le montagne non si incontrano" pronunciato da Kit al momento dell'addio con Manuela.

Infine un ricordo personale: le mie prime letture di Tex avvenivano prendendo gli albi in un capiente ma disordinato negozio di libri/fumetti usati.

Per anni ho sempre letto solo la fine della storia, dato che il primo albo "I due rivali" era introvabile in negozio, fantasticando su come fosse nata la relazione amorosa tra i due.

Erano i tempi in cui maledicevo le storie a metà nell'albo: curioso invece che oggi per quelle storie abbia quasi un pizzico di malinconia.

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  • 1 year later...

Oggi, per caso seguendo un link a una cosa diversa, mi è capitato di trovare un articolo su questa storia di Marco Gremignai, risalente a ben tre anni fa, sul "nuovo" uBC, qui:

https://magazineubcfumetti.com/2021/07/26/tex-i-due-rivali/

 

L'articolo fa considerazioni interessanti e consiglio di leggerlo, e Gremignai fa un opera più che meritoria: si è messo a confrontare l'edizione originale di questa storia con quella sulla "nuova ristampa". Ed è un massacro...  hanno cambiato i testi un po' ovunque! Sapevo dei balloon cambiati, e di "alcune" modifiche, ma non avendo mai comprato ristampe di storie così tarde non sapevo che ci fossero tante modifiche nei numeri dopo al 200!

 

Cito:

[...]

Sfogliando l’edizione “Tex Nuova Ristampa” della storia in oggetto, notiamo diverse modifiche rispetto all’originale, a parte il rifacimento dei balloon e molte correzioni e/o aggiunte riguardanti le onomatopee. Riportiamo qui di seguito alcune tra le modifiche più significative.
N.214: la domanda di Carson “A che guardi?” diventa “Cosa guardi?” (pag.5);
alla frase di Carson viene aggiunto un “allora” finale (pag.6, vignetta in alto a sinistra);
la frase “Veloce come il fulmine, è stato” viene ribaltata, facendola cominciare con il verbo (pag.7);
viene eliminato l’“Ugh!” pronunciato dall’indiano (pag.8);
“fuori dalla riserva” viene sostituito con “girovagando” (pag.14, vignetta centrale);
“che” viene sostituito con “cosa” (pag.19 in basso a sinistra; 68 centrale);
dal pensiero di Don Pedro “…quanto costa lo sfidare e insultare un Don Pedro Cortez!” vengono eliminati “lo, un” (pag.24);
“Buen dia” pronunciato da Don Carlos diventa “Buenos dias” (pag.25);
“quel” viene sostituito con “quello” (pag.27, 30 e 75 vignetta centrale; 77 e 112 in basso a sinistra);
la battuta “… non vedo il momento in cui arrivi…” pronunciata da Kit diventa “Non vedo l’ora che arrivi…” e “batterie” viene sostituito con “carte” (pag.28);
la frase di Kit “Manuela è una bella ragazza e per di più la sola ereditiera del patrimonio dei Montoya…” diventa “Manuela è una bella ragazza e, pur essendo la sola ereditiera del patrimonio dei Montoya, è un tipo molto modesto ed è priva della solita boria dei ricchi” (pag.39);
vengono sostituiti “Buen dia” con “Salve!” (pag.44), “voler” con “volere” (pag.46), “avevamo” con “abbiamo” (pag.48), “Ch’io sia…” con “Che io sia…” (pag. 67), “anch’io” con “pure” (pag.83), “col” con ““con il” (pag.85), “Valle de los caballos” con “Valle de los caballeros” (pag.92), “sino” con “fino” (pag.110), “buttar” con “buttare” (pag.112, 114);
“bellissima ragazza” diventa “bellissima e bravissima ragazza” (pag.53);
viene aggiunto “avremo” prima di “parlato” nella frase di Don Carlos (pag.64,centrale);
la battuta “mi lascia tutto sconvolto” viene sostituita da “è sconvolgente” (pag.77);
la frase di Tex “Di esser prima o poi inseguiti, devono averlo pensato…” viene modificata in “Devono aver pensato che prima o poi sarebbero stati inseguiti…” (pag.81);
“soliloquio” viene sostituito con “pensieri” (pag.93);
l’esclamazione di Manuela “Mio Dio!” viene sostituita con “?!” (pag.105);
viene eliminata la domanda di Tex “Tutto bene?” mentre alla risposta di Carson viene aggiunto all’inizio un “Qui” (pag.107).
N.215: “la mia banda” viene sostituito con “i miei ragazzi” (pag.13), “fu” con “è stato” e “aveva detto” con “ha detto” (pag.14);
la parte finale della frase pronunciata da Don Carlos “…sarebbe un’impresa quasi disperata il ritrovarli” diventa “…ritrovarli sarebbe un’impresa quasi disperata” (pag.17);
anche la parte finale della frase pronunciata da Carson “…al primo gesto ostile con una bella scarica di piombo!” viene invertita (pag.25);
“metter” viene sostituito con “mettere” (pag.26);
viene eliminato “señor” all’interno della frase pronunciata da Tex (pag.38, in basso).

 

-------------------------------------

 

Per albi così recenti, che si trovano a pochi euro usati, NON FIDATEVI DELLE RISTAMPE BONELLI, MAI!

 

Meglio avere il VERO albo uscito ORIGINALE all'epoca, anche magari in condizioni non perfette, che avere queste versioni rimaneggiate, apocrife e "riscritte" anche se nuove luccicanti...

 

  • +1 1
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6 minutes ago, Diablero said:

Meglio avere il VERO albo uscito ORIGINALE all'epoca, anche magari in condizioni non perfette, che avere queste versioni rimaneggiate, apocrife e "riscritte" anche se nuove luccicanti...

Ma perché sprecare tempo e denaro per mettere mano a dei testi che andavano già bene?

A questo punto ben venga una ristampa anastatica, al posto di una "ristampa" che in realtà dovrebbe chiamarsi "riedizione rivista e corretta".

  • +1 1
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Il 5/5/2024 at 08:40, Diablero dice:

Per albi così recenti, che si trovano a pochi euro usati, NON FIDATEVI DELLE RISTAMPE BONELLI, MAI!

 

Meglio avere il VERO albo uscito ORIGINALE all'epoca, anche magari in condizioni non perfette, che avere queste versioni rimaneggiate, apocrife e "riscritte" anche se nuove luccicanti...

Ricordo bene quell'articolo, anche perché ci rimasi di stucco nel leggerlo.

Non ci potevo credere, un'operazione inutile se non dannosa.

Il 5/5/2024 at 08:40, Diablero dice:

“bellissima ragazza” diventa “bellissima e bravissima ragazza” (pag.53);

Questa l'ho sempre trovata meravigliosa. :D

Ci mancava solo l'aggiunta di "casta e pia" e poi eravamo a posto!

Il 5/5/2024 at 09:39, Paxa dice:

A questo punto ben venga una ristampa anastatica, al posto di una "ristampa" che in realtà dovrebbe chiamarsi "riedizione rivista e corretta".

Effettivamente....

Il 5/5/2024 at 08:40, Diablero dice:

L'articolo fa considerazioni interessanti e consiglio di leggerlo, e Gremignai fa un opera più che meritoria: si è messo a confrontare l'edizione originale di questa storia con quella sulla "nuova ristampa".

Piccola precisazione.

In realtà tutta la scheda (davvero bella) è di Michela Feltrin, Gremignai la ripropone nel formato grafico del "nuovo" uBC.

Giusto per dare a Michela ciò che è di Michela.:)

 

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Just now, Juan Ortega said:
On 5/5/2024 at 8:40 AM, Diablero said:

L'articolo fa considerazioni interessanti e consiglio di leggerlo, e Gremignai fa un opera più che meritoria: si è messo a confrontare l'edizione originale di questa storia con quella sulla "nuova ristampa".

Piccola precisazione.

In realtà tutta la scheda (davvero bella) è di Michela Feltrin, Gremignai la ripropone nel formato grafico del "nuovo" uBC.

Giusto per dare a Michela ciò che è di Michela.:)

Gasp! Se Michela scopre questo sgarro, mi spara! :blink::lol:

  • Haha (0) 1
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Non lo so, con il mio abbandono del forum e poi la sua chiusura l'unico contatto era quando li incontravo a Lucca ma non ci vado più da anni... :(

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Michela ha smesso di leggere Tex, pare e definire pessima la sua opinione sulla gestione di Boselli in retorica si chiama delicato eufemismo.

Del resto basta ricordare il clima su Tex Willer Online nel periodo che ha portato alla sua chiusura.

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Il 5/5/2024 at 08:40, Diablero dice:

Oggi, per caso seguendo un link a una cosa diversa, mi è capitato di trovare un articolo su questa storia di Marco Gremignai, risalente a ben tre anni fa, sul "nuovo" uBC, qui:

https://magazineubcfumetti.com/2021/07/26/tex-i-due-rivali/

 

L'articolo fa considerazioni interessanti e consiglio di leggerlo, e Gremignai fa un opera più che meritoria: si è messo a confrontare l'edizione originale di questa storia con quella sulla "nuova ristampa". Ed è un massacro...  hanno cambiato i testi un po' ovunque! Sapevo dei balloon cambiati, e di "alcune" modifiche, ma non avendo mai comprato ristampe di storie così tarde non sapevo che ci fossero tante modifiche nei numeri dopo al 200!

 

Cito:

[...]

Sfogliando l’edizione “Tex Nuova Ristampa” della storia in oggetto, notiamo diverse modifiche rispetto all’originale, a parte il rifacimento dei balloon e molte correzioni e/o aggiunte riguardanti le onomatopee. Riportiamo qui di seguito alcune tra le modifiche più significative.
N.214: la domanda di Carson “A che guardi?” diventa “Cosa guardi?” (pag.5);
alla frase di Carson viene aggiunto un “allora” finale (pag.6, vignetta in alto a sinistra);
la frase “Veloce come il fulmine, è stato” viene ribaltata, facendola cominciare con il verbo (pag.7);
viene eliminato l’“Ugh!” pronunciato dall’indiano (pag.8);
“fuori dalla riserva” viene sostituito con “girovagando” (pag.14, vignetta centrale);
“che” viene sostituito con “cosa” (pag.19 in basso a sinistra; 68 centrale);
dal pensiero di Don Pedro “…quanto costa lo sfidare e insultare un Don Pedro Cortez!” vengono eliminati “lo, un” (pag.24);
“Buen dia” pronunciato da Don Carlos diventa “Buenos dias” (pag.25);
“quel” viene sostituito con “quello” (pag.27, 30 e 75 vignetta centrale; 77 e 112 in basso a sinistra);
la battuta “… non vedo il momento in cui arrivi…” pronunciata da Kit diventa “Non vedo l’ora che arrivi…” e “batterie” viene sostituito con “carte” (pag.28);
la frase di Kit “Manuela è una bella ragazza e per di più la sola ereditiera del patrimonio dei Montoya…” diventa “Manuela è una bella ragazza e, pur essendo la sola ereditiera del patrimonio dei Montoya, è un tipo molto modesto ed è priva della solita boria dei ricchi” (pag.39);
vengono sostituiti “Buen dia” con “Salve!” (pag.44), “voler” con “volere” (pag.46), “avevamo” con “abbiamo” (pag.48), “Ch’io sia…” con “Che io sia…” (pag. 67), “anch’io” con “pure” (pag.83), “col” con ““con il” (pag.85), “Valle de los caballos” con “Valle de los caballeros” (pag.92), “sino” con “fino” (pag.110), “buttar” con “buttare” (pag.112, 114);
“bellissima ragazza” diventa “bellissima e bravissima ragazza” (pag.53);
viene aggiunto “avremo” prima di “parlato” nella frase di Don Carlos (pag.64,centrale);
la battuta “mi lascia tutto sconvolto” viene sostituita da “è sconvolgente” (pag.77);
la frase di Tex “Di esser prima o poi inseguiti, devono averlo pensato…” viene modificata in “Devono aver pensato che prima o poi sarebbero stati inseguiti…” (pag.81);
“soliloquio” viene sostituito con “pensieri” (pag.93);
l’esclamazione di Manuela “Mio Dio!” viene sostituita con “?!” (pag.105);
viene eliminata la domanda di Tex “Tutto bene?” mentre alla risposta di Carson viene aggiunto all’inizio un “Qui” (pag.107).
N.215: “la mia banda” viene sostituito con “i miei ragazzi” (pag.13), “fu” con “è stato” e “aveva detto” con “ha detto” (pag.14);
la parte finale della frase pronunciata da Don Carlos “…sarebbe un’impresa quasi disperata il ritrovarli” diventa “…ritrovarli sarebbe un’impresa quasi disperata” (pag.17);
anche la parte finale della frase pronunciata da Carson “…al primo gesto ostile con una bella scarica di piombo!” viene invertita (pag.25);
“metter” viene sostituito con “mettere” (pag.26);
viene eliminato “señor” all’interno della frase pronunciata da Tex (pag.38, in basso).

 

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Per albi così recenti, che si trovano a pochi euro usati, NON FIDATEVI DELLE RISTAMPE BONELLI, MAI!

 

Meglio avere il VERO albo uscito ORIGINALE all'epoca, anche magari in condizioni non perfette, che avere queste versioni rimaneggiate, apocrife e "riscritte" anche se nuove luccicanti...

 

Attualizzazioni penose nella loro pratica ente assoluta inutilità!

Alcune correzioni poi d

sono addirittura peggiorative...☹️

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  • 1 year later...

Se anni fa apprezzai poco il sequel, nato dallo spunto del nostro caro Carlo, non fu solo per la scarsa vena di Laurenti ai pennelli o la sceneggiatura non riuscitissima di Borden, il problema di fondo, a mio avviso, fu che riprendeva quella che era già una storia debole alle origini.

 

La storia ha un soggetto originale e rivoluzionario per quello che era fino allora lo standard della saga, ma Bonelli è palese di quanto avesse preso il suggerimento del figlio controvoglia e la sua opera in cabina di regia tradisce lo spirito di un autore non a suo agio con la tematica.

 

Se osi intavolare un coinvolgimento affettivo di Kit, non puoi esimerti di donare più corposità e pathos alla vicenda.

Mi direte: "Tex non è un Harmony" ed è vero, però è inconcepibile che si liquidi tutto a un flashback e pochi dialoghi di una sequenza iniziale per poi rimettere sui consueti binaria di azione l'episodio.

 

Nella storia di Nizzi, è nettamente migliore la sessione che ci mostra il lento ma forte innamoramento di Kit con Fiore di Luna, qui di punto in bianco il lettore scopre che il rampollo, dopo aver salvato, la bella Manuela, ha iniziato una relazione e chiama il padre per conferire col padre di lei.

 

Zero atmosfera, zero coinvolgimento, solo i dubbi di Tex e il razzismo di classe dell'odioso Montoya. Manuela tolta la scena del rapimento, diviene contorno, Kit con il suo atteggiamento menefreghista e superficiale, finisce col farsi criticare dal lettore. Se il suo è amore, verrebbe di mangiarsi un cactus.

 

"E' sempre spinoso trattare questi argomenti su Tex" mi direte e io anche stavolta vi rispondo che avete ragione, ma visto l'esito, mi chiedo che senso ha scrivere una storia del genere.

 

In fondo si riduce solo al salvataggio della bella Manuela, rapita da quattro rubagalline su ordine del geloso Don Pedro che crea uno dei piani più stupidi della saga, mostrando tutta la sua mediocrità e scarsezza di materia grigia.

 

Cosa rimane dopo aver letto questa storia, dal soggetto ardito ma sviluppo inadeguato? Niente! La consapevolezza che Bonelli incappa in un autentico passo falso e fa fare a Kit una parte odiosa e immatura. Tex e Carson agiscono bene ma anche loro appaiono fuori contesto in una trama simile. Don Pedro è un presunto villain da osteria, e se non fosse per il poco di sale in zucca del contrabbandiere da lui incaricato, che capisce che aria tira e si fa aiutare da Tex a evitare guai per un piano assurdo, sembrerebbe quasi una trama ironica.

 

Inconpiuta pure la scena di addio fra i due piccioncini, anche qui assistiamo a un Kit che quasi "sbeffeggia" la presunta amata con la "poetica" frase delle montagne che non s'incontrano, per quello che si rivela un epilogo davvero pessimo e inconcludente.

 

Da salvare solo i disegni di Nicolò, che con eleganza e tratto pulito (nonchè una realizzazione davvero fascinosa di Manuela) tirano un po' a galla un episodio che fa acqua da parecchie parti e mi inducono ad alzare di un voto pieno, il mio giudizio finale, se no insufficiente. Il mio voto finale è 5

 

  • +1 2
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Premesso che concordo con lo scarso interesse di GL Bonelli per il tema (ma che razza di suggerimenti gli davano? "fai perdere Tex", "fai innamorare Kit", capirei fossero i suggerimenti di un fan sprovveduto su facebook oggi, ma glieli dava l'editore...), leggere il commento di Condor Senza Meta mi ha fatto soprattutto pensare a come sono cambiati negli anni le percezioni dei comportamenti maschili.

 

Oggi siamo abituati a maschi che piangono per amore, si disperano, non capiscono più niente, fanno scene madri che un tempo sarebbero state considerate eccessive per un attrice. Ed è "normale".

 

Pensare alla storia d'amore più famosa di tutta la storia del cinema, che negli anni 30 incassò l'equivalente attuale (contando l'inflazione) di 5 miliardi di dollari. Via Col Vento. Pensate come sarebbe stata gestita OGGI la separazione fra Clark Gable o Ressella.

Lui dice "Francamente, me me ne infischio", e lei dopo un brevissimo e misurato pianto, dice "domani è un altro giorno".

 

Oggi la reazione di ROSSELLA sarebbe considerata "troppo misurata" e "poco credibile" per l'attore UOMO! 

 

Siamo abituati a storie dove i personaggi sono tutta emotività e melodramma, se un personaggio è mosso dalla razionalità vuol dire che è uno psicopatico o è il criminale o comunque ha qualcosa che non va (come il recente Reed Richards del film dei F4 che viene rimproverato da sua moglie perché sta pensando alle possibili soluzioni razionali invece di piangere e basta e lui chiede scusa)

 

Ma ancora negli anni 70 non era così. Pensate a come si comportano i personaggi maschili innamorati anche solo nelle storie di Ken Parker (Ken Parker compreso), scritti da un autore poco più che ventenne.

 

GL Bonelli aveva già 70 anni ed era della generazione che si era visto Via Col Vento a vent'anni.

 

È verissimo che alla fine non ha avuto nessuna voglia di rappresentare DAVVERO Kit innamorato. (e per me ha fatto benissimo, era il suggerimento che non aveva senso), quindi mette TUTTA la fase dell'innamoramento come già avvenuta (grazie al cielo), e Kit già impelagato in una relazione romantica che non ha futuro. Perché Kit non solo non sarebbe mai accettato dalla famiglia di Manuela (un mezzosangue!) ma passato il primo momento di passione dove il cervello non funziona, si rende conto che non ha la minima voglia di mollare la sua vita di avventure per accasarsi diventando "una persona rispettabile".

 

Tex qui fa la persona matura, che parla a a kit e gli dice che deve capire cosa vuole fare, e che deve dirlo a Manuela. E lì si vede la differenza fra Tex e il Padre di Manuela: entrambi capiscono che è una fiammata di passione senza futuro, ma il padre di Manuela oltre ad esserci arrivato per la strada sbagliata (pensa solo al "ceto sociale" di Kit) vuole imporsi con la forza sulla figlia. Tex invece rispetta Kit e gli parla, e gli dice in pratica "sei una persona adulta, questa situazione devi risolverla tu"

 

E quindi Kit, da persona adulta, tronca la relazione. Cosa sta provando in quel momento? Sta soffrendo? È sollevato? Chi lo sa, NON LO LASCIA CAPIRE, si tiene i sentimenti per sé, comportandosi "da uomo". (In altre parole, ogni lettore si può immaginare la sua versione)

 

Oggi, ripeto, è inconcepibile che un personaggio non STRILLI A PIENA VOCE OGNI SENTIMENTO. Quindi il fatto che Kit non strilli sentimenti a squarciagola, non pianga, viene visto come... il fatto che NON ABBIA SENTIMENTI. O, se li ha, `"è scritto male, dovrebbe strillarli"

 

Non dovremmo mai scordarci che quando leggiamo un Tex di cinquant'anni fa...  è un fumetto di cinquant'anni fa. Con stilemi, comportamenti, identità maschili e femminili dell'epoca.

 

(e in ogni caso, mille volte questa storia, che considero una delle più "deboli" di GL Bonelli proprio perché fatta chiaramente di malavoglia, che non la telenovela brasiliana con Fiore di Luna Zuccherosa e le botte in testa accendi-spegni memoria... Ecco, QUELLA è una buona rappresentazione di cosa sarebbe potuta essere anche questa storia con uno sceneggiatore più dozzinale da fotoromanzo...)

 

P.S.: ma quanto è più "matura" e adulta, la scelta di rappresentare una relazione come finita, e i due che semplicemente SI LASCIANO, piuttosto al solito banale clichè di "lei che muore"?

 

In Italia il fumetto Bonelli vive in una bolla, ma già dal 2001 (quando si diffuse il termine "fridging" e vennero stilate liste di proscrizione di storie e autori, con oltre dieci anni di anticipo sul Me too) una storia come quella di Nizzi negli USA sarebbe stata MASSACRATA. Troppi, decisamente TROPPI autori di scarse capacità nei fumetti hanno abusato della scorciatoia "faccio una bella storia d';amore, chemmenefrega se il personaggio deve restare single, tanto poi la faccio morire subito dopo!"

 

GL Bonelli l'aveva fatto per Lilyth, ma erano gli anni 50, e lì non gli serviva una storia breve, doveva essere un matrimonio (vedi palo della tortura) e non poteva mostrare Tex che abbandonava sua moglie. Ma poi, negli anni 70, non ricicla quel bane clichè ormai già abusato e già oggetto di derisione. Mostra una relazione dove due persone adulte semplicemente si separano (quanti precedenti ci sono nel fumetto bonelliano? Mi viene in mente Frida con Zagor ma non sono sicuro sia arrivata prima o dopo...e anche lì i nerd hanno preteso di farla tornare)

 

Nizzi invece non ha mai visto un clichè banale che non gli piacesse. Il "Fridging" l'ha usato DUE VOLTE, e per fortuna che su Carson è arrivato prima Boselli, sennò trovava una vecchia moglie morta anche a lui... :lol:

Edited by Diablero
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Ripeto: che senso ha scrivere una storia così? Poi, capisco evitare scene stucchevoli su Tex ma davvero Kit fa una bella figura? 

Sembra il bulletto che dopo essersi fatto i suoi porci comodi, non vede l'ora di togliersi di torno ed evitare ogni coinvolgimento o responsabilità. Io ci vedo un maschilismo di fondo che mi disturba, poi ovviamente i tempi erano diversi e bla bla, ma se proprio non era a suo agio, Bonelli poteva esimersi da scrivere questa roba, coinvolgendo uno dei pard principali. Difenderlo sempre è comunque lo trovo fuori luogo.

 

Borden non è di certo uno scrittore di Harmony, ma quando si è preso la briga di inserire una vena sentimentale nelle sue trame lo ha fatto sempre con classe e modo credibile. Vedi Lena con Carson, Donna con Kit o la bellissima storia d'amore fra Liz e Laredo che cresce pagina dopo pagina fra incomprensioni, bluff e tanta avventura. Punti di vista.

 

 

 

Edited by Condor senza meta
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Gli ultimi tre interventi (cioè quello di @Diablero, quello di @Condor senza meta e il presente) sono un'ottima dimostrazione circa la validità della teoria delle generazioni nel mondo occidentale.

 

- Boomer (Diablero): sbadila ottanta righe di post analizzando il topos alla base della storia e situandone il trattamento all'interno dell'evoluzione della sensibilità narrativa negli ultimi decenni;

- Generazione X (Condor): "La storia secondo me non è riuscita benissimo, è insoddisfacente e anche un po' maschilista";

- Millenial (il sottoscritto): "Kit Willer ha sborrato, ma quanto è costato?"

Edited by virgin
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<span style="color:red">34 minuti fa</span>, virgin dice:

- Millenial (il sottoscritto): "Kit Willer ha sborrato, ma quanto è costato?"

Ahahaha bravo Kit, ma fra una vignetta e l'altra ovviamente e senza sborsare un quattrino.

Gli studi d'infanzia dai "missionari" sono serviti a qualcosa, almeno imparare la loro posizione. :P:lol2: 

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A proposito dell'educazione dai missionari (bravo, Condor!): poiché ogniqualvolta il nostro bravo Kit finalizza col gentil sesso finisce a schifio, viene il forte sospetto che avrebbe fatto meglio a restarsene dai padri, prendere i voti e raggiungere la pace suprema dei sensi*.

 

*: la scena in cui fa da novizio a Padre Carson, nella meravigliosa "La leggenda della vecchia missione", potrebbe darci un'idea di quello che sarebbe accaduto se la sliding door si fosse aperta. Piuttosto che venire disprezzato da latifondisti messicani, restare vedovo e beccarsi botte in testa da dottoresse ambigue, secondo me si sarebbe pure divertito di più.

Edited by virgin
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<span style="color:red">2 ore fa</span>, virgin dice:

A proposito dell'educazione dai missionari (bravo, Condor!): poiché ogniqualvolta il nostro bravo Kit finalizza col gentil sesso finisce a schifio, viene il forte sospetto che avrebbe fatto meglio a restarsene dai padri, prendere i voti e raggiungere la pace suprema dei sensi*.

 

*: la scena in cui fa da novizio a Padre Carson, nella meravigliosa "La leggenda della vecchia missione", potrebbe darci un'idea di quello che sarebbe accaduto se la sliding door si fosse aperta. Piuttosto che venire disprezzato da latifondisti messicani, restare vedovo e beccarsi botte in testa da dottoresse ambigue, secondo me si sarebbe pure divertito di più.

Ricordo un novizio, tale Adso da Melk, che in effetti si divertì alquanto

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4 hours ago, Condor senza meta said:

Ripeto: che senso ha scrivere una storia così?

 

Nessuna. Tex non è un fumetto per "svenevolezze", non avrebbe avuto alcun senso mostrare un Kit innamorato fare scenette tipo Capitan Miki e Claretta... (notare, sempre parlando di epoche, che quando la EsseGesse fa vedere Miki innamorato, lo fa con intenti comici, con Doppio Rhum e Salasso che lo deridono: è vero che era un fumetto per bambini, ma l'idea in generale è che un uomo innamorato è ridicolo)

 

Notare come anche la storia fra Tex e lilith ci era stata mostrata "a posteriori": in pratica vediamo Tex e lilith fare un matrimonio "finto" senza nessuna intenzione di consumarlo...  poi c'è un salto temporale e stanno insieme sul serio! Tutta la fase dell'innamoramento viene saltata (e poi dopo Lilyth muore fuori campo)

 

Anzi, proprio l'antipatia dichiarata di GL Bonelli verso le sottotrame "romantiche" nei vecchi film western mi fa pensare che la vecchia volpe non abbia mai davvero avuto l'intenzione di mostrare Kit innamorato (la storia mostra davvero un flirt di breve durata), e sia stata una maniera per "fare finta di accontentare" quelli che la chiedevano, senza in realtà accontentarli.

 

7 hours ago, Condor senza meta said:

Poi, capisco evitare scene stucchevoli su Tex ma davvero Kit fa una bella figura? 

 

No, nemmeno all'epoca, ma meglio di come appare oggi.

 

All'epoca si dimostrava ancora un po' troppo dipendente dal padre (cosa abbastanza ovvia visto che il padre è Tex), fino al punto che è il padre a dovergli dire che se non ha intenzione di fare seriamente con Manuela, dovrebbe troncare. Avrebbe dovuto arrivarci da solo.

 

Tutto il resto? il fatto che non strilli, non pianga, non declami il suo amore magari mentre tiene il corpo di Manuela morta per salvarlo? Tutta "roba" moderna che sarebbe stata considerata molto strana all'epoca (se non ridicola)

 

Quindi, all'epoca risultava un kit magari ancora un po' immaturo e poco indipendente (bisogna anche dire che non era chiarissima l'età che aveva all'epoca, oggi a vedere un tizio a cui danno il permesso di girare a cavallo da solo pensiamo abbia come minimo 21 anni e la patente da minimo 3 anni, all'epoca a 14 anni lasciavano la famiglia per fare i cowboy, qui Kit potrebbe benissimo non avere ancora 17 anni), ma tutto il resto è una sovrastruttura mentale moderna che nasce dal leggere le storie di 50 anni fa come se fossero state scritte oggi.

 

(c'è anche da segnalare che questa storia è stata pesantemente modificata nelle varie ristampe, quindi andrebbe letta negli albi originali dell'epoca o al massimo nelle prime ristampe "non dichiarate" più o meno identiche)

 

7 hours ago, Condor senza meta said:

Sembra il bulletto che dopo essersi fatto i suoi porci comodi, non vede l'ora di togliersi di torno ed evitare ogni coinvolgimento o responsabilità.

 

Non viene detto (non ce n'era bisogno) ma essendo Manuela una "brava ragazza" e Kit uno che le sue responsabilità se le assume, per l'epoca era praticamente scontato che non avessero "consumato" (e anzi non erano andati oltre qualche bacio). Nota che anche se Boselli oggi mostra di più sulle relazioni dei pards (e di Tex giovane) non "prendono in giro" brave ragazze, sono comunque storie con "donne di facili costumi" se non prostitute.

 

La stessa Lena che citi era una "donna di facili costumi", cantante da saloon (e quindi sai quante dicerie), ha una relazione (e probabilmente non la prima) con lo sceriffo ma non sono sposati nè fidanzati, ha una figlia fuori dal matrimonio...  è la classica "donnaccia" stigmatizzata nella "buona società" da cui viene Manuela, che mai e poi mai potrebbe farsi vedere a parlare con donne come lei.

 

Oggi tutto viene piallato e cancellato da "trope" moderni" che annullano le differenze e fanno comportare tutte le donne nella stessa identica maniera (quella "corretta", ovviamente), ma questo nelle vecchie storie annulla le difficoltà dei vari personaggi femminili. Non si capiscono le difficoltà che può avere avuto Lena e il tipo di riprovazione sociale che sta sfidando Manuela ostinandosi a farsi vedere con Kit, con Kit che deve assumersi la responsabilità di troncare anche per proteggerla.

 

4 hours ago, virgin said:

- Boomer (Diablero): sbadila ottanta righe di post analizzando il topos alla base della storia e situandone il trattamento all'interno dell'evoluzione della sensibilità narrativa negli ultimi decenni;

- Generazione X (Condor): "La storia secondo me non è riuscita benissimo, è insoddisfacente e anche un po' maschilista";

- Millenial (il sottoscritto): "Kit Willer ha sborrato, ma quanto è costato?"

 

Manca la Gen Z però...  :lol:

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Gen Z: "che cringe Kit Willer, è proprio un Boomer"

 

P.S.

Per la Gen Z siamo tutti boomer. Boomber propriamente detti, Gen X, Millenial, per la Gen Z non fa differenza: siamo boomer e pertanto facciamo tutti cose cringe.

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11 ore fa, Juan Ortega dice:

Ricordo un novizio, tale Adso da Melk, che in effetti si divertì alquanto

 

Amen, fratello!

 

11 ore fa, Diablero dice:

Manca la Gen Z però...  :lol:

 

Volevo giustappunto chiamare in causa @MacParland, ma temevo che quel fulmine lubrificato mi avrebbe risposto seriamente.

Edited by virgin
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Visto che questa storia è tornata nella lista dei thread caldi, sono andato a leggermela. Beh, certo non è tra le prime dieci, ma non è neppure malaccio. Mi ha fatto un po' l'effetto di leggere le storie romantiche di Jack Kirby: romantiche sì, ma, appunto alla Jack Kirby. In questo caso alla Gianluigi Bonelli. La cosa più interessante è la caratterizzazione dei personaggi, in particolare del contrabbandiere, capace di convincere persino Tex a lasciarlo scappare. 

Insomma non direi che sia una storia inutile, piuttosto un intermezzo inusuale. 

 

P.S.

Personalmente mi pare che Kit Willer, di comprarti esattamente come Kit Willer dovrebbe fare 

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