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[Magazine N.13] Il massacro di Agua Verde - Vudu Dolls


Sam Stone

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Tutto il Selvaggio West vi aspetta in edicola dal 24 Gennaio 2026 , nel nuovo Tex Magazine 2026 

 

Una storia inedita di Tex, “Il massacro di Agua Verde”, e la prima avventura in solitaria di Nat Mac Kennet, lo sceriffo di New Orleans, coinvolto in misteriosi riti vudu. In più, i canti, le leggende, le cerimonie dei nativi americani; i nuovi film e serial tv ambientati nelle terre di Frontiera; bandidos, spalle comiche e rivoluzionari, dal Messico con furore!

 

Il massacro di Agua Verde

Scritto da Jacopo Rauch, disegnato da Alfonso Font

 

Vudu Dolls

Scritto da Mauro Boselli, disegnato da Massimo Carnevale

 

 

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  • 2 weeks later...

Mi dispiace aver dovuto leggere quei tanti errori nella sceneggiatura trascritta nella macchina da scrivere e che è stata immessa nell'albo per Carnevale. Parlando delle storie,

Spoiler

la prima ha visto la redenzione di un ladro e di una forzata spia, con un bel messaggio di fondo dove ognuno deve pagare le sue colpe mentre nella seconda si è trattata di una pantomima che però ha avuto un colpo di scena finale, con l'anima ed il corpo di Docteur Jean ancora sulla terra per adempiere all'ultimo compito importante prima di salire ufficialmente in cielo. Mistero a più non posso,

 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Doudou dice:

Mi dispiace aver dovuto leggere quei tanti errori nella sceneggiatura trascritta nella macchina da scrivere e che è stata immessa nell'albo per Carnevale. Parlando delle storie,

 

Pensavi che Boselli fosse infallibile? :lol:

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16 minuti fa, Carlo Monni dice:

 

Pensavi che Boselli fosse infallibile? :lol:

 

 

Vado in fretta. Non lascio errori nel dialogo, ovviamente, ma la descrizione chissenefrega. In effetti non è previsto che occhi indiscreti la vedano.:P

Edited by borden
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<span style="color:red">56 minuti fa</span>, borden dice:

 

 

 

Vado in fretta. Non lascio errori nel dialogo, ovviamente, ma la descrizione chissenefrega. In effetti non è previsto che occhi indiscreti la vedano.:P

 

Non hai bisogno di giustificarti. Sei un un essere umano, e gli esseri umani fanno errori.:lol:

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Letto il magazine. Direi buone entrambe le storie. Entrambi i disegnatori hanno offerto a mio avviso una prova molto valida. 

 

Interessanti gli articoli, specie quello sui messicani.

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  • 2 weeks later...

Articoli molto interessanti, su tutti quelli sul misticismo dei nativi.

 

Sul versante storie, le ho trovate entrambe gradevoli. Ben scritte e ben disegnate, anche se con un Font più appesantito. Non regge il confronto con se stesso, nella parallela storia che ho letto seguendo la “Nuova Ristampa”, Lupi Rossi di @borden. Colgo l’occasione per complimentarmi con lui per questa bella storia di qualche anno fa

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  • 3 weeks later...

Allora...Letto il magazine con servizi sempre interessanti e sfiziosi. Passando alle due storie ecco qualche cosiderazione.

 

Quella di Rauch, coadiuvato dai disegni "sporchi" di Font,  è una storia con un cattivo poco consistente, più concentrata sull'aspetto psicologico di Angel e della comunità di Agua Verde. Bello vedere ogni tanto la coppia Tex - Tiger, meno battute e siparietti ma più sostanza ed azione. Globalmente storia valida e con scene anche forti ma alla fine troppo "debole" il teorico antagonista principale.

 

Quella di Boselli è di grande fascino e atmosfera. Carnevale ai pennelli è una garanzia, New Orleans è come al solito accattivante. In "poche" pagine il Bos ci mette azione, mistero, misticismo. Non ho mai dato molto peso a Nat come personaggio (diversamente da Tom Devlin ad esempio) e magari non sentivo l'esigenza una storia così, però è ben fatta, mi è piaciuta e quindi bene così.

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Una parola sull'autore zagoriano più "in palla" del momento. Questa per Rauch è una storia minore. Come dice giustamente Diablorojo, tutto ruota attorno alla psicologia di Angel e l'avventura di Tex e Tiger passa in secondo piano. Scelta non certo sbagliata per un magazine, che in qualche modo deve differenziarsi dalla regolare, dai maxi, dai texoni, dai color.

Se devo trovare una critica, vedo un paio di "burattinate" che mi hanno stupito, perché su Zagor, di solito, Rauch non le fa. 

La prima è tutta la seconda tavola della storia: un flashback assolutamente inutile perché mostra ciò che già si era intuito.

Un paio di dialoghi soffrono della stessa inutilità, in quanto dichiarano cose già comprese.

C'è anche un anacoluto, che un po' di fastidio mi ha dato: se tutti i personaggi parlano un italiano letterario, non ci può essere posto per anacoluti.

Nel complesso mi pare che Rauch sia pronto per qualcosa di ben più impegnativo su Tex.

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<span style="color:red">55 minuti fa</span>, Il sassaroli dice:

Una parola sull'autore zagoriano più "in palla" del momento. 

 

L'ultima con Kandrax e i vichinghi l'ha cannata però... 

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"Cannata" direi proprio di no. Se proprio proprio bisogna trovarci un difetto diciamo che il terzo albo è più prevedibile degli altri due, però nel complesso io l'ho trovata una storia riuscita. 

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Il 03/03/2026 at 13:09, Il sassaroli dice:

"Cannata" direi proprio di no. Se proprio proprio bisogna trovarci un difetto diciamo che il terzo albo è più prevedibile degli altri due, però nel complesso io l'ho trovata una storia riuscita. 

 

Sono assolutamente d'accordo. Altro che cannata.

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Per me l'ha cannata e lo dico a malincuore perchè è l'unico che scrive ancora belle storie su Zagor. Un minestrone in cui mette dentro Kandrax, Guthrum e i suoi vichinghi, il mago Starkad, gli agenti di Altrove, New York in preda alla follia omicida, varchi dimensionali, reincarnazioni, spade magiche, dialoghi e spiegoni lunghissimi e innaturali (“coloro i quali” ripetuto almeno un paio di volte) alternati a combattimenti in cui nessuno ammazza nessuno. Farei un torto a Rauch se considerassi questa storia all’altezza della Figlia di Dharma e Il passato di Tonka

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Hai usato l'inciso giusto a inizio frase: "Per me". Per te,  appunto. Io la vedo in maniera diversa e mi è piaciuto il modo in cui Rauch ha gestito tutti questo elementi. Spoegoni innaturali non ne ho visti e mi sa tanto che ormai siano una fissa di certi lettori che li vedono anche in un paio di frasi. E cos'ha che non va "coloro i quali"? Può esere un pò in disuso, ma è Italiano impeccabile e lo uso anch'io quando capita.

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  • 1 month later...
  • Collaboratori

Non leggo gli articoli del Magazine da anni ormai (perché non ho molto tempo) e quindi l'interesse dell'albo per me si risolve praticamente nelle due storie che contiene. 

 

Della prima, "Il massacro di Agua Verde", incoraggiato dalla presenza di Rauch alla regia, mi sarei aspettato molto di più.

 

Si parte con la tratta degli schiavi (indiani e peones), ma il massacro di inermi non trova troppe giustificazioni, giusto un "inizia la fiesta".

 

Il momento topico è la rivelazione del tradimento di Angel che si conclude con il suo sacrificio finale come segno di ultima redenzione e pentimento (svaniti gli effetti dell'alcol diventa insomma un altro uomo). Caratterizzazione del personaggio discutibile, su cui aleggia un po' di buonismo.

 

La banda di Carreras è una banda di scannagatti, poteva rappresentare per Tex e Tiger un elemento più ostico da dominare in questa esile trama. Trama che dato il numero delle pagine, non poteva però avere molte pretese. E questo è un po' il problema delle storie brevi, o meglio del tentativo di condensare una storia che avrebbe il respiro dei due o tre albi in uno solo. E quello che rimprovero forse di più a questa modesta avventura.

 

Cambiamo registro con la storia di Boselli. "Vudu Dolls" è un gioiellino racchiuso in meno di 50 pagine che invece risponde perfettamente al taglio che si è voluto dare a questo genere di avventure senza Tex, con uno degli amici (lo sceriffo Nat MacKenneth) protagonisti, assecondato però da personaggi ricorrenti come Chabrol. O la bella Thérèse: all'autore serviva un personaggio simile per giocare con lo spettro di Marie Laveau, poco importa, ha dato vita così a un personaggio che meriterebbe di essere riproposto come Chabrol nelle prossime avventure a New Orleans. La storia gioca sulle classiche atmosfere del giallo e del gotico, nel primo caso Boselli se la cava discretamente mentre con le storie di fantasmi è visibilmente a casa sua, e lo stesso si può dire di un fenomenale Carnevale ai pennelli (probabilmente la storia è stata impostata con il tema del voodoo proprio sapendo di poter contare su queste tavole. 

 

Il personaggio - haut en couleur - di questo B movie (nella sua accezione positiva) è il dottor Jean, lui siamo sicuri che lo rivedremo più, ma è il vero protagonista di questa storia meta teatrale, come spesso accade con Boselli, dove il confine tra la vita e l'oltretomba non appare nitido e scivola gustosamente, dopo una sequenza in cui lo sceriffo e suoi uomini impersonano davanti a Pickett degli zombi, apertamente nel fantastico con la vignetta finale del funerale.

 

Una storia d'atmosfera, anche dotta, ricca di dettagli etnografici (il flauto africano fula oppure il mito delle bamboline vudu che danno il titolo alla storia), con la città di New Orleans, specialmente in notturna, che come sempre è capace di regalare degli scenari che fanno sognare. Nelle cui strade si aggirano curiosi personaggi come il meticcio Laach, un po' razzista, splendidamente caratterizzato da Carnevale. 

 

Sono anni che Boselli inanella sui personaggi degli amici di Tex storie una più bella dell'altra, pensate a quella di Jim Brandon o a quella dell'anno scorso a Frisco, che meriterebbero il volume cartonato.

 

Non so se con la scomparsa del Magazine ci sarà ancora spazio per queste avventure, ma per concludere devo dire che l'unico motivo di interesse di queste pagine è proprio la presenza di una storia come questa, che giustifica l'acquisto di un prodotto che a partire dalla carta è un po' di serie B (nella sua accezione negativa).

 

 

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<span style="color:red">22 ore fa</span>, ymalpas dice:

Non so se con la scomparsa del Magazine ci sarà ancora spazio per queste avventure,

 

Credo che l'anno prossimo ci saranno delle sorprese. La scomparsa del Magazine è tutt'altro che certa comunque. Staremo a vedere come cambierà

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