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Le storia che iniziano o finiscono a metà albo


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Quello che non sono mai riuscito a digerire, in realtà, non é tanto la lunghezza regolare o irregolare delle storie, quanto quella che sul vecchio forum di TWO qualcuno definiva, a torto o a ragione, l'imposizione delle storie preconfezionate in due albi, che hanno caratterizzato buona parte della produzione post numero 500, con le dovute eccezioni. Quanto deleteria sia stata questa scelta non lo sapremo mai.

 

La considerazione che Sergio come editore nutriva per Nizzi, negli anni '90, era tale che mi stupisce che a un certo punto lui si sia adattato cosi facilmente alle 220 tavole. Sarebbe una bella domanda da fargli.

 

<span style="color:red">5 ore fa</span>, Jeff_Weber dice:

Questo topic sta facendo conoscere interessanti aspetti inediti delle dinamiche editoriali.

 

Topic frivolo ma dal punto di vista storico ed editoriale assolutamente da appuntare!

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3 ore fa, ymalpas dice:

Quello che non sono mai riuscito a digerire, in realtà, non é tanto la lunghezza regolare o irregolare delle storie, quanto quella che sul vecchio forum di TWO qualcuno definiva, a torto o a ragione, l'imposizione delle storie preconfezionate in due albi, che hanno caratterizzato buona parte della produzione post numero 500, con le dovute eccezioni. Quanto deleteria sia stata questa scelta non lo sapremo mai.

 

La considerazione che Sergio come editore nutriva per Nizzi, negli anni '90, era tale che mi stupisce che a un certo punto lui si sia adattato cosi facilmente alle 220 tavole. Sarebbe una bella domanda da fargli.

 

 

Topic frivolo ma dal punto di vista storico ed editoriale assolutamente da appuntare!

 

 

Mi devi spiegare in che senso ti pare che le storie siano peggiorate per colpa del nuovo sistema. TUTTE, ma proprio tutte, le mie storie, in ogni serie, sono state scritte così, tanto per dire... :lol: E, sebbene non in Tex, anche quelle di Sclavi.  Di Berardi. Di D'Antonio!:rolleyes:

 

In quanto a Nizzi, la sua famosa crisi è anteriore al cambiamento. Non credo comunque che questo sistema abbia influito sulla sua qualità (e, se c'è stato, il suo calo che molti di voi notano prescinde da questo) visto che Nizzi da professionista era perfettamente in grado di scrivere storie complete in un numero di pagine prefissato.

Dunque la tua impressione è sbagliata, ma proprio sbagliata alla grande, e non vedo come possa basarsi su fatti reali, a meno che tu non voglia considerare pessime tutte le mie storie e quelle di altri sceneggiatori come i tre grandi citati sopra, che hanno SEMPRE scritto per Dylan Dog, Ken Parker, Storia del West, eccetera, con numero fisso di pagine.

 

La seconda osservazione su Nizzi proprio non l'ho capita. Ammesso e non concesso che la considerazione di Sergio per Nizzi fosse grande (lo era, ma non certo assoluta, come non era per nessuno), Nizzi doveva come tutti adattarsi alle richieste dell'Editore e non avrebbe potuto esserci eccezione per lui. Ma scherziamo? Comandava Sergio e, checchè ne pensiate per le battute dette in pubblico anche vent'anni dopo (io non le ho sentite, ma sono plausibili), Sergio approvava in toto la scelta fatta dalla redazione. Fingere la fronda per compiacere i lettori (e divertirsi a criticare i suoi collaboratori) era un vezzo. Divertente.

 

Edited by borden
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2 hours ago, borden said:
5 hours ago, ymalpas said:

Quello che non sono mai riuscito a digerire, in realtà, non é tanto la lunghezza regolare o irregolare delle storie, quanto quella che sul vecchio forum di TWO qualcuno definiva, a torto o a ragione, l'imposizione delle storie preconfezionate in due albi, che hanno caratterizzato buona parte della produzione post numero 500, con le dovute eccezioni. Quanto deleteria sia stata questa scelta non lo sapremo mai.

 

La considerazione che Sergio come editore nutriva per Nizzi, negli anni '90, era tale che mi stupisce che a un certo punto lui si sia adattato cosi facilmente alle 220 tavole. Sarebbe una bella domanda da fargli.

 

 

Topic frivolo ma dal punto di vista storico ed editoriale assolutamente da appuntare!

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Mi devi spiegare in che senso ti pare che le storie siano peggiorate per colpa del nuovo sistema. TUTTE, ma proprio tutte, le mie storie, in ogni serie, sono state scritte così, tanto per dire... :lol: E, sebbene non in Tex, anche quelle di Sclavi.  Di Berardi. Di D'Antonio!:rolleyes:

 

Da questo punto di vista, io sono in regola: ho sempre criticato anche all'epoca i tuoi finali (spesso, non sempre) affrettati! :lol:

 

(poi, come ho scritto nel mio commento dell'epoca al Charro Negro che ho riletto ieri, hai iniziato a farli "lunghi"... e adesso rimpiango quando li facevi "corti"...  :rolleyes: )

 

È ovviamente impossibile dimostrare che con maggiore libertà sulla lunghezza avresti scritto storie migliori, siamo dalle parti di "se mia nonna avesse le ruote".. magari è proprio falso, magari il limite ti serve per non allungare troppo, chi può dirlo? Da lettore, posso solo parlare delle mie impressioni DA LETTORE. Che sono che una volta avevi spesso conclusioni troppo drastiche, mentre oggi hai spesso conclusioni troppo lunghe. Cosa che POTREBBE essere dovuta alla lunghezza fissa, ma magari invece senza la lunghezza fissa le avresti fatte sempre lunghe anche all'inizio, e semplicemente avevi meno pratica nel valutare la distanza... o forse le avresti fatti comunque così perché era come ti piacevano nei vari periodi.

 

Ma, sempre da lettore, posso dire altre cose che ho potuto osservare: un DRASTICO calo qualitativo su Martin Mystere, immediato, da un mese all'altro, con l'arrivo delle storie a lunghezza fissa, Probabilmente perché, a differenza di Tex, Martin Mystere aveva storie e lunghezze meno variabili, aveva un suo "ritmo" specifico, e le nuove lunghezze erano troppo diverse. Vallo a capire.

 

È difficile stabilire, per il consumatore, dove ha sbagliato il salumiere. Si sa solo che il prosciutto non è venuto benissimo... E sia pure in maniera diversa (Martin Mystere è la serie più danneggiata, seguita da Mister No, entrambe snaturate, mentre su Tex e Zagor ha portato soprattutto ad una "standardizzazione" della lunghezza comunque fastidiosa), le storie poi in generale mi piacevano di meno. (notare che non vedevo questo effetto in serie NATE a lunghezza fissa, perché ovviamente non potevo fare confronti fra un "prima" e un "dopo"). E su Tex ovviamente c'è anche il fatto che le storie di Nizzi avevano tali e tante magagne che la lunghezza fissa al confronto era un problema trascurabile.

 

Riguardo a Berardi, da lettore ricordo anche come all'epoca del passaggio di Ken Parker alle riviste d'autore, fra i motivi parlò anche della liberazione degli standard di un albo Bonelli, e mi pare avesse citato esplicitamente anche la lunghezza.(sarà un caso che la primissima storia, un principe per Norma, è di 124 pagine e quasi contemporaneamente scrive la prima storia de "il respiro e il sogno" di 18 pagine?

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Questa è la riprova che professionisti come @borden e Berardi sappiano scrivere storie di qualsiasi lunghezza.

 

Soprattutto il nostro Bos ha ampiamente dimostrato, e nessuno sano di mente potrebbe negarlo, di essere sempre stato a suo agio con storie da un albo (ovviamente più presenti in Dampyr), multipli di 110 pagine, con storie a ridotta foliazione in più albi (Tex Willer), texoni e altri speciali, album alla francese, maxi e storielle brevi del Color Tex. 

 

Riguardo a Nizzi, tralasciando le storie a volte diluite e al netto della gestione talvolta superficiale del plot, le migliori sue cose erano texoni e storie brevissime, queste ultime frutto della sua pregressa esperienza rispetto a Tex.

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Diablero dice:

 

Da questo punto di vista, io sono in regola: ho sempre criticato anche all'epoca i tuoi finali (spesso, non sempre) affrettati! :lol:

 

(poi, come ho scritto nel mio commento dell'epoca al Charro Negro che ho riletto ieri, hai iniziato a farli "lunghi"... e adesso rimpiango quando li facevi "corti"...  :rolleyes: )

 

È ovviamente impossibile dimostrare che con maggiore libertà sulla lunghezza avresti scritto storie migliori, siamo dalle parti di "se mia nonna avesse le ruote".. magari è proprio falso, magari il limite ti serve per non allungare troppo, chi può dirlo? Da lettore, posso solo parlare delle mie impressioni DA LETTORE. Che sono che una volta avevi spesso conclusioni troppo drastiche, mentre oggi hai spesso conclusioni troppo lunghe. Cosa che POTREBBE essere dovuta alla lunghezza fissa, ma magari invece senza la lunghezza fissa le avresti fatte sempre lunghe anche all'inizio, e semplicemente avevi meno pratica nel valutare la distanza... o forse le avresti fatti comunque così perché era come ti piacevano nei vari periodi.

 

Ma, sempre da lettore, posso dire altre cose che ho potuto osservare: un DRASTICO calo qualitativo su Martin Mystere, immediato, da un mese all'altro, con l'arrivo delle storie a lunghezza fissa, Probabilmente perché, a differenza di Tex, Martin Mystere aveva storie e lunghezze meno variabili, aveva un suo "ritmo" specifico, e le nuove lunghezze erano troppo diverse. Vallo a capire.

 

È difficile stabilire, per il consumatore, dove ha sbagliato il salumiere. Si sa solo che il prosciutto non è venuto benissimo... E sia pure in maniera diversa (Martin Mystere è la serie più danneggiata, seguita da Mister No, entrambe snaturate, mentre su Tex e Zagor ha portato soprattutto ad una "standardizzazione" della lunghezza comunque fastidiosa), le storie poi in generale mi piacevano di meno. (notare che non vedevo questo effetto in serie NATE a lunghezza fissa, perché ovviamente non potevo fare confronti fra un "prima" e un "dopo"). E su Tex ovviamente c'è anche il fatto che le storie di Nizzi avevano tali e tante magagne che la lunghezza fissa al confronto era un problema trascurabile.

 

Riguardo a Berardi, da lettore ricordo anche come all'epoca del passaggio di Ken Parker alle riviste d'autore, fra i motivi parlò anche della liberazione degli standard di un albo Bonelli, e mi pare avesse citato esplicitamente anche la lunghezza.(sarà un caso che la primissima storia, un principe per Norma, è di 124 pagine e quasi contemporaneamente scrive la prima storia de "il respiro e il sogno" di 18 pagine?

 

 

Non condivido una sola parola. Non sono d'accordo con i tuoi giudizi. E soprattutto non hai afferrato il punto. Molto spesso nella storia editoriale, i fumetti hanno dovuto avere lunghezze fisse per ragioni di impaginazione ecc. I limiti non vanno a discapito della creatività, ma anzi possono alimentarla. Ma scoprendo ora che hai sempre trovato tutti questi difetti nelle mie storie, beh, come dicevo, non si può piacere a tutti.

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Vero. Le serie Bonelli a lunghezza libera (Tex, Zagor, Mister No, Martin Mystère) erano un’eccezione nel mondo del fumetto. Proprio per questo mi chiedo perché omologarle agli altri prodotti? E mi chiedo anche: quale sceneggiatore potendo scrivere senza vincoli di lunghezza preferisce invece dover chiudere a un numero di pagine prestabilito? Tu controbatti che con le storie a lunghezza fissa hai scritto i tuoi capolavori, ma lo avresti fatto anche se fossero state a lunghezza libera (anzi certe tue storie capolavoro – una per tutte La laguna dei morti viventi – per me soffrono della mancanza di almeno 20-30 pagine in più). Chi invece non era in grado di scrivere capolavori con la lunghezza fissa è stato penalizzato, e si sono cominciati a vedere i famosi “allungamenti del brodo”. Riguardo a Martin Mystère: lo scrisse lo stesso Castelli nella Posta Mysteriosa quando passò al formato a 164 pagine che per come era strutturata la serie le storie di 100 pagine o suoi multipli con MM non funzionavano. Se ne sono accorti e hanno cercato di correggere il tiro, ma ormai il danno era fatto. Dylan Dog, Ken Parker e Storia del West sono serie nate per essere raccontate in un unico episodio, hanno una costruzione narrativa e un respiro del racconto totalmente diversi da quelli di Tex e Zagor. 

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2 ore fa, Magic Wind dice:

Vero. Le serie Bonelli a lunghezza libera (Tex, Zagor, Mister No, Martin Mystère) erano un’eccezione nel mondo del fumetto. Proprio per questo mi chiedo perché omologarle agli altri prodotti? E mi chiedo anche: quale sceneggiatore potendo scrivere senza vincoli di lunghezza preferisce invece dover chiudere a un numero di pagine prestabilito? Tu controbatti che con le storie a lunghezza fissa hai scritto i tuoi capolavori, ma lo avresti fatto anche se fossero state a lunghezza libera (anzi certe tue storie capolavoro – una per tutte La laguna dei morti viventi – per me soffrono della mancanza di almeno 20-30 pagine in più). Chi invece non era in grado di scrivere capolavori con la lunghezza fissa è stato penalizzato, e si sono cominciati a vedere i famosi “allungamenti del brodo”. Riguardo a Martin Mystère: lo scrisse lo stesso Castelli nella Posta Mysteriosa quando passò al formato a 164 pagine che per come era strutturata la serie le storie di 100 pagine o suoi multipli con MM non funzionavano. Se ne sono accorti e hanno cercato di correggere il tiro, ma ormai il danno era fatto. Dylan Dog, Ken Parker e Storia del West sono serie nate per essere raccontate in un unico episodio, hanno una costruzione narrativa e un respiro del racconto totalmente diversi da quelli di Tex e Zagor. 

Beh, però non si può fare la Storia con i se e i ma... Secondo me i limiti sono più un pungolo che un problema. Anzi, le storie a lunghezza variabile sì che potrebbero soffrire di pisciosità e lungaggini. Mi avrebbero abituato alla pigrizia e alla sciatteria. Invece, ancora adesso, a volte sto attento persino alla cesura tra un albo e l'altro. Come farei a scrivere, a ottenere il ritmo desiderato, NON SAPENDO se in Casa editrice mi spezzano una scena o un dialogo arbitrariamente a metà?? E aggiungendo redazionalmente la famosa "striscia di raccordo" inutile e spuria? Questo non lo sapevate? Le facevo anch'io, quelle strisce su storie altrui. Beh, "artisticamente", se posso usare questa parola, per ottenere l'effetto narrativo voluto, sono felice di aver sempre  lavorato sapendo dove finivano o iniziavano un albo o una storia. Sin da River Bill. 

Edited by borden
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  • Collaboratori
<span style="color:red">12 ore fa</span>, borden dice:

Mi devi spiegare in che senso ti pare che le storie siano peggiorate per colpa del nuovo sistema. TUTTE, ma proprio tutte, le mie storie, in ogni serie, sono state scritte così, tanto per dire... :lol: E, sebbene non in Tex, anche quelle di Sclavi.  Di Berardi. Di D'Antonio!:rolleyes:

 

Io non parlo delle tue storie, ma delle storie dell'altro che scriveva Tex, che pure scrisse APPENA tre storie di tre o più albi come "Il mercante francese", "Il lungo viaggio", "Athabasca Lake" e altre VENTIDUE di 220 pagine o raramente di 110 pagine (Pioggia, Moctezuma, Sul sentiero dei ricordi).

 

Prima della crisi, Nizzi si concentrava su grandi storie come "Guerriero Apache" (352 tavole), "La Tigre Nera" (322 tavole), "Furia rossa" ( 340 tavole), "Yukon selvaggio" (302 tavole); oppure su storie di due o meno albi che erano meno ambiziose: "Soldati a cavallo" (157 tavole), "Intrigo a Santa Fe (252 tavole), "Il testimone" (237 tavole), "Topeka" (213 tavole) oppure "Missione a Boston" (232 tavole). Ho scelto un lasso di tempo in cui ha scritto le sue cose migliori, sarebbe utile ma troppo dispendioso di tempo fare il calcolo anche sulla base delle altre storie, si fa quel che si può. 

 

Chiaramente Nizzi mi pare più a suo agio su storie lunghe e ariose. Una volta confinato nello schema delle 220 tavole, come succede soprattutto dalla fascia 500 in poi, i risultati sono sempre più deludenti. Il cambiamento ha influito su di lui oppure no? Ho cercato di spiegartelo, ma non ho nessuna certezza che il suo calo non dipenda anche da altri fattori.

 

<span style="color:red">12 ore fa</span>, borden dice:

La seconda osservazione su Nizzi proprio non l'ho capita. Ammesso e non concesso che la considerazione di Sergio per Nizzi fosse grande (lo era, ma non certo assoluta, come non era per nessuno), Nizzi doveva come tutti adattarsi alle richieste dell'Editore e non avrebbe potuto esserci eccezione per lui. Ma scherziamo?

 

L'editore aveva molta stima del lavoro di Nizzi, fatto innegabile.

 

Il fatto che sia passato tardivamente a scrivere storie in due albi a metà anni novanta dimostra che c'era tolleranza da parte dell'editore, visto che tu stesso ci hai detto che a te chiedeva storie che andassero con il loro numero di pagine a colmare il gap per arrivare a pagina 114: non mi pare una deduzione sbagliata.

 

Il fatto, infine, che nella fascia 500 scriva praticamente solo storie di 220 pagine, tanto che all'epoca si parlava di diktat redazionale, dimostra che si è sottomesso eccome: mi interrogavo semplicemente se a ciò Nizzi fosse arrivato anche consensualmente o se il fatto potesse averlo, almeno all'inizio, infastidito, salvo poi rassegnarsi. Non parlo di un autore che impone le sue scelte all'editore, forse mi sono espresso male nel messaggio precedente. Bisognerebbe chiederlo a Nizzi se queste storie a lunghezza fissa di 220 pagine le trovasse congeniali oppure no. Io in ogni caso non posso esprimermi se non considerando il numero di pagine prodotte prima e quelle prodotte in un periodo veramente deludente per noi lettori (la sua fascia 500).

 

Quando è tornato a scrivere Tex nel 2017, il modello delle 220 o 330 tavole, così a memoria, non mi pare l'abbia mai smesso. Glielo hai chiesto tu (non credo) oppure lui dava per scontato che ormai le storie si scrivevano di quella lunghezza "regolare" ? Non ti sto accusando di niente, lo premetto, è solo pura curiosità, tanto più che così a occhio gli strappi alla regola li abbiamo avuti in tempi recenti anche con alcune delle tue storie.

 

 

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<span style="color:red">7 minuti fa</span>, ymalpas dice:

Chiaramente Nizzi mi pare più a suo agio su storie lunghe e ariose. Una volta confinato nello schema delle 220 tavole, come succede soprattutto dalla fascia 500 in poi, i risultati sono sempre più deludenti. 

 

Innegabile. Da quel punto in poi ha cominciato a produrre storie che sembrano fatte in serie (infatti mi pare che scrivesse a blocchi di 110 pagine, tipo catena di montaggio). Però Nizzi, tranne che su Tex e Mister No, ha sempre scritto storie a lunghezza fissa, prima sul Vittorioso e sul Giornalino e poi anche su Nick Raider. Quindi non è che non sapesse farlo... 

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1 ora fa, ymalpas dice:

 

Io non parlo delle tue storie, ma delle storie dell'altro che scriveva Tex, che pure scrisse APPENA tre storie di tre o più albi come "Il mercante francese", "Il lungo viaggio", "Athabasca Lake" e altre VENTIDUE di 220 pagine o raramente di 110 pagine (Pioggia, Moctezuma, Sul sentiero dei ricordi).

 

Prima della crisi, Nizzi si concentrava su grandi storie come "Guerriero Apache" (352 tavole), "La Tigre Nera" (322 tavole), "Furia rossa" ( 340 tavole), "Yukon selvaggio" (302 tavole); oppure su storie di due o meno albi che erano meno ambiziose: "Soldati a cavallo" (157 tavole), "Intrigo a Santa Fe (252 tavole), "Il testimone" (237 tavole), "Topeka" (213 tavole) oppure "Missione a Boston" (232 tavole). Ho scelto un lasso di tempo in cui ha scritto le sue cose migliori, sarebbe utile ma troppo dispendioso di tempo fare il calcolo anche sulla base delle altre storie, si fa quel che si può. 

 

Chiaramente Nizzi mi pare più a suo agio su storie lunghe e ariose. Una volta confinato nello schema delle 220 tavole, come succede soprattutto dalla fascia 500 in poi, i risultati sono sempre più deludenti. Il cambiamento ha influito su di lui oppure no? Ho cercato di spiegartelo, ma non ho nessuna certezza che il suo calo non dipenda anche da altri fattori.

 

 

L'editore aveva molta stima del lavoro di Nizzi, fatto innegabile.

 

Il fatto che sia passato tardivamente a scrivere storie in due albi a metà anni novanta dimostra che c'era tolleranza da parte dell'editore, visto che tu stesso ci hai detto che a te chiedeva storie che andassero con il loro numero di pagine a colmare il gap per arrivare a pagina 114: non mi pare una deduzione sbagliata.

 

Il fatto, infine, che nella fascia 500 scriva praticamente solo storie di 220 pagine, tanto che all'epoca si parlava di diktat redazionale, dimostra che si è sottomesso eccome: mi interrogavo semplicemente se a ciò Nizzi fosse arrivato anche consensualmente o se il fatto potesse averlo, almeno all'inizio, infastidito, salvo poi rassegnarsi. Non parlo di un autore che impone le sue scelte all'editore, forse mi sono espresso male nel messaggio precedente. Bisognerebbe chiederlo a Nizzi se queste storie a lunghezza fissa di 220 pagine le trovasse congeniali oppure no. Io in ogni caso non posso esprimermi se non considerando il numero di pagine prodotte prima e quelle prodotte in un periodo veramente deludente per noi lettori (la sua fascia 500).

 

Quando è tornato a scrivere Tex nel 2017, il modello delle 220 o 330 tavole, così a memoria, non mi pare l'abbia mai smesso. Glielo hai chiesto tu (non credo) oppure lui dava per scontato che ormai le storie si scrivevano di quella lunghezza "regolare" ? Non ti sto accusando di niente, lo premetto, è solo pura curiosità, tanto più che così a occhio gli strappi alla regola li abbiamo avuti in tempi recenti anche con alcune delle tue storie.

 

 

 

Credo come ho detto che Nizzi abbia fatto resistenza per qualche mese e poi abbia dovuto cedere. Ma erano storie iniziate PRIMA che l'esperimento (da me condotto su Zagor) diventasse regola assoluta in Tex, Già avevo scritto due o tre storie (WWS, IDDS, BSMR) per pareggiare le sue, ma questo doveva finire... E si adattò... La sua crisi e malavoglia c'erano già. Io come il severissimo Diablero ne avevo già visto le avvisaglie da subito, ma tant'è... Credo dunque che il format non c'entri affatto. 

Ma, come ho cercato di spiegare, Sergio non era un tiranno. Si adattava anche lui agli ordini della Redazione, Capito? Si adattava LUI. Perché mai avrebbe dovuto spendersi per Nizzi contro la sua stessa Redazione? Nizzi non glielo chiese e lui non lo fece. Altrimenti dipingeresti un Nizzi capriccioso che si nasconde dietro il Capo e un Sergio che fa delle preferenze per il suo preferito! Tratti negativi per entrambi, lo capisci? E' fantascienza!:lol:

 

E ne consegue che al suo ritorno a Nizzi non passò manco p'a capa di cambiare  regole che erano fisse da trent'anni! Un po' di sano realismo, dai...:D  Primadonna, non non fino a questo punto. Poi, però, certo malissimo consigliato, ha perso la bussola.

 

 

56 minuti fa, Magic Wind dice:

 

Innegabile. Da quel punto in poi ha cominciato a produrre storie che sembrano fatte in serie (infatti mi pare che scrivesse a blocchi di 110 pagine, tipo catena di montaggio). Però Nizzi, tranne che su Tex e Mister No, ha sempre scritto storie a lunghezza fissa, prima sul Vittorioso e sul Giornalino e poi anche su Nick Raider. Quindi non è che non sapesse farlo... 

Appunto.

Edited by borden
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Curiosità inedite da parte di @bordenda leccarsi i baffi, molte soltanto intuite e adesso avallate da risposte di prima mano. Tutto logico e in linea con le personalità dei protagonisti, senza tesi cervellotiche o teorie complottistiche.

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On 2/27/2026 at 8:25 AM, borden said:

Ma scoprendo ora che hai sempre trovato tutti questi difetti nelle mie storie, beh, come dicevo, non si può piacere a tutti.

Ma come "lo scopri adesso"? Ma se già ai tempi di Two criticavo (in recensioni per il resto quasi entusiastiche, se non proprio entusiastiche in molti casi) la maniera "frettolosa" in cui i tuoi villain venivano fatti fuori! (senza dare la "soddisfazione" al lettore di vederli adeguatamente sbatacchiati). Ma allora non mi leggevi! :P

 

Confesso che io invece non mi ricordavo del numero di pagine "esatto per finire a fine albo" delle tue storie dell'epoca. E quindi su questo mi arrendo: è la prova che davvero le preferisci così! 

 

Ma allo stesso tempo, credo a GL Bonelli (anche perché DAVVERO in quel periodo quelle sono fra le storie peggiori) e credo all'evidenza di quello che ho visto su Martin Mystere (e potrei aggiungere anche Mister No ma in quel caso c'erano altri fattori, come pure per il Tex di Nizzi). E pure Nolitta per me su Zagor ha realizzato le storie migliori solo una volta "libero" dal ritmo delle strisce. Ma devo ricordare anche la EsseGesse e le storie di Mark tutte di lunghezza fissa...

 

Penso che in generale è verissimo che "restriction foster creativity" (la dico in Inglese perché lì è proprio un detto comune) ma che autori diversi reagiscono diversamente a diversi tipi di restrizioni. E che fra le CARATTERISTICHE di una serie a fumetti, c'è anche la lunghezza tipica delle storie: per usare ancora l'esempio più grave, Martin Mystere aveva una durata tipica delle storie, un ritmo, che pativa sia le 94 pagine (troppo poche) che le 188 (troppe) e Castelli scriveva molto meglio con più libertà.

 

Su Tex, che aveva già nel suo "DNA" storie anche molto lunghe, non c'è stato un simile stravolgimento, ma certo una "omologazione", prima le storie potevano avere 100, 120, 140, 160, 200, 300, 400 pagine...  dopo potevano averne (con Nizzi) solo 220 o in rari casi 330, con sporadici numeri "anniversario" da 110.

 

Infine c'è l'impressione da lettore, e le mie preferenze: a me piaceva avere due storie nello stesso albo. Leggere senza sapere già che prima di altre 110 pagine (esatte) la storia non poteva finire. Mi piaceva avere storie lunghe e storie corte, insieme. E quindi è perfettamente possibile che il calo qualitativo che ho visto arrivare con questa "imposizione" sia solo nei miei occhi e non sia reale. Ma quello che mi pare invece sia peggiorato con gli anni alla Bonelli è, in generale, il ritmo: storie sempre più prolisse e allungate, per "riempire pagine": magari non a tutti, ma a molti ha fatto molto male l'idea di "devo tirare ad arrivare fino a pagina 220 con questa idea esile esile..."

Edited by Diablero
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Mi sembra di ricordare (ma prendetelo col beneficio del dubbio- magari @Carlo Monni o lo stesso @borden potrebbero confermarlo) che a ridosso del numero 500, ci fu la richiesta della redazione, di produrre storie in 2 albi, perché c'era pochissimo magazzino. 
I lupi rossi e la diligenza di Sommer, vennero dirottati dai Maxi alla regolare per questa ragione (mi sembra che Boselli su TWO, abbia anche detto che la storia di Sommer, originariamente pensata per il Maxi venne ridotta a due albi... Poi posso ricordare male, o anche malissimo...). 
Ecco perché Nizzi produsse tantissime storie di 220 pagine... 

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25 minuti fa, Geronimo dice:

Mi sembra di ricordare (ma prendetelo col beneficio del dubbio- magari @Carlo Monni o lo stesso @borden potrebbero confermarlo) che a ridosso del numero 500, ci fu la richiesta della redazione, di produrre storie in 2 albi, perché c'era pochissimo magazzino. 
I lupi rossi e la diligenza di Sommer, vennero dirottati dai Maxi alla regolare per questa ragione (mi sembra che Boselli su TWO, abbia anche detto che la storia di Sommer, originariamente pensata per il Maxi venne ridotta a due albi... Poi posso ricordare male, o anche malissimo...). 
Ecco perché Nizzi produsse tantissime storie di 220 pagine... 

 

 

Un po' è vero. Non c'è mai stata tanta scorta per Tex e mai di certo una sovrabbondanza di magazzino come per altre serie (cosa che crea ben diversi problemi, come si è visto anche di recente). Ma fu più che altro ansia della Redazione (leggi Baitelli) , più che un reale pericolo. Nizzi ottemperò subito (il che dimostra che si metteva al servizio, non era affatto un capriccioso artista ;)), e per quanto riguarda I Lupi Rossi, metterla nella regolare fu sicuramente una scelta che ci concesse tre mesi di respiro. Mi spiacque perché doveva essere una storia unica e cambiai anche lo stile in corsa, in un certo senso. Su Ultima Diligenza il fattore principale fu legato allo stato di salute di Sommer. Però fui a conoscenza abbastanza presto del cambio di lunghezza, quando ero a due terzi del primo albo. E tutto sommato...

Edited by borden
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