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TWF - Tex Willer Forum

[88/90] Montales!


MacParland

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Le ombreggiature a mio avviso, contribuiscono ad arricchire le tavole e "sporcare" il tratto per adeguarlo al genere.

Brindisi fa bene a usarle, in alcuni casi, vedi le divise dei militari danno un bell'effetto.

Forse nell'ultimo albo, soprattutto negli sfondi della villa di Mefisto, in qualche vignetta ha esagerato, sia in termini di riempimento che intensità.

In questi casi ciò influisce nella leggibilità del disegno e appiattisce lo spazio, rendendo la vignetta troppo piena e poco tridimensionale.

 

 

 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, borden dice:

Non passa mese che io non gli dica di ridurre quelle ombreggiature che prima faceva in dosi meno abbondanti e che mi infastidiscono.

Oh, bene. Se pure tu che sei il curatore mal sopporti quelle ombreggiature pure io come lettore mi sento più giustificato nel non gradirle. Questione di gusti ovviamente.

 

Se non l'hai già fatto, fagli notare che sulla versione stampata vengono più scure ed appesantiscono ulteriormente le tavole. Oppure fallo notare alla redazione, ancora meglio, così aumentano un po' la luminosità delle scansioni prima di mandarle in stampa.

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1 ora fa, Condor senza meta dice:

Le ombreggiature a mio avviso, contribuiscono ad arricchire le tavole e "sporcare" il tratto per adeguarlo al genere.

Brindisi fa bene a usarle, in alcuni casi, vedi le divise dei militari danno un bell'effetto.

Forse nell'ultimo albo, soprattutto negli sfondi della villa di Mefisto, in qualche vignetta ha esagerato, sia in termini di riempimento che intensità.

In questi casi ciò influisce nella leggibilità del disegno e appiattisce lo spazio, rendendo la vignetta troppo piena e poco tridimensionale.

 

 

 

Ma infatti ho solo detto che a mio parere ha un po' esagerato e lui si è detto d'accordo.

27 minuti fa, frank_one dice:

Oh, bene. Se pure tu che sei il curatore mal sopporti quelle ombreggiature pure io come lettore mi sento più giustificato nel non gradirle. Questione di gusti ovviamente.

 

Se non l'hai già fatto, fagli notare che sulla versione stampata vengono più scure ed appesantiscono ulteriormente le tavole. Oppure fallo notare alla redazione, ancora meglio, così aumentano un po' la luminosità delle scansioni prima di mandarle in stampa.

Facile a dirsi, non altrettanto a farsi. L'inchiostro è fisico, non virtuale. Su centomila copie stampate, la differenza tra la prima e l'ultima in ordine di tempo può essere notevole. Infatti la mia obiezione a Brindisi è stata tecnica, non estetica. 

Edited by borden
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3 hours ago, borden said:

È Brindisi stesso a fare le scansioni delle tavole da lui disegnate a mano. 

 

 

Ma poi come vengono trattati quei files?

 

Basta che vengano esportati in jpg o in un altro formato "più comodo" in maniera maldestra nel mezzo della lavorazione per provocare gli effetti che si sono visti...

 

È vero che anche la stampa ci può mettere il suo, ma i difetti di stampa sono diversi e si riconoscono (neri sbiaditi, linee che scompaiono, macchie, pieghe, etc.) e quando ci sono disegni pixellati, come ho visto in diversi volumi Bonelli, NON è il tipografo... (a meno che non abbiano alterato i files in tipografia), sono i files di stampa.

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11 ore fa, Diablero dice:

 

Ma poi come vengono trattati quei files?

 

Basta che vengano esportati in jpg o in un altro formato "più comodo" in maniera maldestra nel mezzo della lavorazione per provocare gli effetti che si sono visti...

 

È vero che anche la stampa ci può mettere il suo, ma i difetti di stampa sono diversi e si riconoscono (neri sbiaditi, linee che scompaiono, macchie, pieghe, etc.) e quando ci sono disegni pixellati, come ho visto in diversi volumi Bonelli, NON è il tipografo... (a meno che non abbiano alterato i files in tipografia), sono i files di stampa.

Il fatto che Brindisi provveda a sue spese a realizzare le scansioni vuol dire gran poco, dipende che impostazioni usa, che apparecchio adopera, qual'è la qualità del sensore... Poi se vi arrivano jpg compressi il danno è alla fonte. Disegni come i suoi vanno "scannati" alla massima risoluzione possibile, senza aggiustamenti cromatici automatizzati, salvati in png o tiff in scala di grigio e poi in stampa le zone grigie andranno retinate.

Tale e quale la prima storia dello Zagor+ N°19 che ha una resa eccellente.

Presumo invece che i disegni di Brindisi vengano processati come normali disegni a china vecchio stile: tutto nero senza alcuna sfumatura (con l'effetto fotocopia, appunto).

Siamo sempre lì: occorre metterci più cura, occorre più tempo ma a volte la regola dall'alto è: muoversi e costare poco!

Bruno stesso dovrebbe accorgersi di lavorare inutilmente, speriamo rinsavisca, il suo stile ai tempi di Nick Raider piaceva, ma mi piaceva anche Ramella, oggi invece non lo riconosco più!

Edited by Dix Leroy
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  • Collaboratori
<span style="color:red">2 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

Il fatto che Brindisi provveda a sue spese a realizzare le scansioni vuol dire gran poco, dipende che impostazioni usa, che apparecchio adopera, qual'è la qualità del sensore...

 

Il problema è che non lo sai, quindi parti da premesse totalmente sbagliate, almeno a priori. In tribunale faresti, come avvocato, ben poca strada.

 

Il problema c'è, se persino Mauro Boselli si espone in un forum a dire che stanno cercando di correggerlo, ma con tutta la buona volontà che ci vogliamo mettere non si possono sparare ipotesi costruendo castelli nel cielo senza prima avere come minimo qualche certezza su come si sia davvero arrivati allo stato finale rappresentato dalle pagine dell'albo che risultano poco soddisfacenti una volta stampate.

 

Il rischio che la discussione diventi surreale è altissimo.

 

Brindisi deve rinunciare a questo accorgimento e rendersi conto che così facendo sta solo sporcando le sue tavole. Io partirei da qui, mi sembra che l'80 per cento del problema sia rappresentato dall'uso eccessivo dei neri che fa.

 

Per il resto posso dire che un tipografo esperto sa fare magie e lo so per esperienza diretta, proprio sulla base delle tonalità di nero divergenti che con qualche trucco del mestiere possono correggersi, come nel caso del libro che ho fatto stampare, o al contrario accentuare.

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<span style="color:red">15 minuti fa</span>, ymalpas dice:

Brindisi deve rinunciare a questo accorgimento e rendersi conto che così facendo sta solo sporcando le sue tavole. Io partirei da qui, mi sembra che l'80 per cento del problema sia rappresentato dall'uso eccessivo dei neri che fa

Per me deve solo ridurne l'uso, come saggiamente consigliatogli da Mauro, prestando particolare attenzione anche all'intensità dell'effetto.

Nei primi albi l'equilibrio fra bianchi ed effetti era del tutto funzionale, ora forse si è un po' fatto prendere la mano o magari è una soluzione che gli fa risparmiare tempo rispetto a campiture più classiche.

In effetti cosa strana per un autore preciso e impeccabile come Bruno, negli ultimi albi, alcune vignette sono "troppo pasticciate" e vedendo come finiscono stampate, forse sarebbe il caso di trovare un rimedio.

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È un peccato che un artista debba cambiare il suo stile perché la casa editrice non ha le competenze per riprodurre degnamente le sue tavole.

Gridiamo allo scandalo? No, è il mondo reale, sono cose che succedono. Il mondo dei fumetti stampati è sempre stato un compromesso.

 

Per mio gusto personale preferirei che Brindisi abbandonasse del tutto le ombreggiature fatte in quel modo e.. passerei ai retini :lol: Non so se ci sono precedenti su Tex.

Questa è una tavola originale che Brindisi ha fatto per il numero 27, quindi è passato un po' e forse nel frattempo il suo uso delle ombreggiature si è accentuato. L'effetto visto qui è decisamente più piacevole.

https://www.finarte.it/auction/original-comic-arts-illustrations-rome-2021-11-27/bruno-brindisi-tex-willer-i-trafficanti-di-coffin-71891

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3 ore fa, ymalpas dice:

Il problema è che non lo sai, quindi parti da premesse totalmente sbagliate, almeno a priori. In tribunale faresti, come avvocato, ben poca strada.

Ci lavoro con gente che fa del suo meglio per non dover far fare a chi è del mestiere. Non sto facendo l'avvocato dell'accusa, ma sto solo mostrando agli utenti del forum le possibilità reali che potrebbero causare il problema. Che poi a qualcuno la discussione non piaccia è un suo problema, visto che altri utenti dicono la propria in merito. Il tipografo (come giustamente dici tu) fa le magie, ma solo se ha tempo e per quelle grandissime perdite di tempo ci guadagna qualcosa, altrimenti (e ammetto alla corte la mia colpevolezza perché mi succede tutti i giorni), lascio correre imperfezioni, aggiustamenti e perfino errori di ortografia. Se dobbiamo finire il lavoro stasera e sono le 18.00 salvo e mando avanti, non mi daranno una medaglia al valore, ma non ero tenuto a sistemare!

Abbiamo stampato depliant a colori con immagini a 72dpi in RGB, perché quello avevamo. Se le foto si vedono sgranate e si permettono di contestarle e dire che è stata colpa mia, allora come mi insegnano Tex e Carson, piovono legnate!

Schermata-2026-03-24-alle-17-36-39.png

 

E questo mostra che la tavola originale poco a che fare con quello che si vede sul "giornaletto".

Sembra che la vignetta sia stata rimaneggiata molto e quello che era un paio di jeans grigi è diventato l'odioso scarabocchio nerastro di cui stiamo parlando. Poi c'è da capire com'è questa scansione da originale, che sembra veramente appena abbozzato, ma forse è stata troppo schiarita da chi l'ha postata. Insomma che il discorso piaccia o no ce n'è da approfondire, senza dover per forza sfociare in caciara o denigrare le competenze o i pareri altrui.

perfino il contorno della vignetta è stato rifatto!

Edited by Dix Leroy
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Dix Leroy dice:

Ci lavoro con gente che fa del suo meglio per non dover far fare a chi è del mestiere. Non sto facendo l'avvocato dell'accusa, ma sto solo mostrando agli utenti del forum le possibilità reali che potrebbero causare il problema. Che poi a qualcuno la discussione non piaccia è un suo problema, visto che altri utenti dicono la propria in merito. Il tipografo (come giustamente dici tu) fa le magie, ma solo se ha tempo e per quelle grandissime perdite di tempo ci guadagna qualcosa, altrimenti (e ammetto alla corte la mia colpevolezza perché mi succede tutti i giorni), lascio correre imperfezioni, aggiustamenti e perfino errori di ortografia. Se dobbiamo finire il lavoro stasera e sono le 18.00 salvo e mando avanti, non mi daranno una medaglia al valore, ma non ero tenuto a sistemare!

Abbiamo stampato depliant a colori con immagini a 72dpi in RGB, perché quello avevamo. Se le foto si vedono sgranate e si permettono di contestarle e dire che è stata colpa mia, allora come mi insegnano Tex e Carson, piovono legnate!

Schermata-2026-03-24-alle-17-36-39.png

 

E questo mostra che la tavola originale poco a che fare con quello che si vede sul "giornaletto".

Sembra che la vignetta sia stata rimaneggiata molto e quello che era un paio di jeans grigi è diventato l'odioso scarabocchio nerastro di cui stiamo parlando. Poi c'è da capire com'è questa scansione da originale, che sembra veramente appena abbozzato, ma forse è stata troppo schiarita da chi l'ha postata. Insomma che il discorso piaccia o no ce n'è da approfondire, senza dover per forza sfociare in caciara o denigrare le competenze o i pareri altrui.

perfino il contorno della vignetta è stato rifatto!

Intanto non vi siete neppure accorti che quella tavola non corrisponde affatto alla tavola pubblicata.

 

E' diurna e non notturna e soprattutto non ha la corretta divisione in strisce!

 

 

Boh! Forse, credo, Brindisi ha poi rilavorato la tavola in digitale prima di inviarla in Bonelli. Di sicuro non ha inviato quella, che avremo respinto, perché è scorretta due volte.

 

Se davvero rilavora le tavole digitalmente prime di inviarcele, cosa che non so, questo spiega le differenze.

 

 

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Finito di leggere il secondo albetto, #89 "I due comandanti". Non delude, pur non presentando sequenze particolarmente avvincenti, come a volte accade negli albi di mezzo. Apprezzo molto il lavoro di @borden nel collocare perfettamente questa storia Bonelliana in un intreccio più ampio, costruito anno dopo anno, tessera dopo tessera. Un lavoro davvero ben fatto che continua a dare dignità a questa testata e al nome di Tex. Mi auguro che la serie stia vendendo bene, in Italia e all'estero.

Adesso so che devo recuperare lo Speciale dedicato a Mefisto e lo farò volentieri. Mi piace come vengono anche in questo albo seminati dei sassolini per costruire l'evoluzione del personaggio da semplice prestigiatore a maestro delle arti occulte sempre più capace. Avanti così!

 

Per i disegni di Brindisi ormai è tardi ed anche nel prossimo albo dovremo "sopportare" (c'è di peggio nella vita!) le vignette un po' caotiche. Sarebbe però bello se per la versione da libreria la Bonelli provasse a correggere il tiro ottenendo nuove scansioni delle tavole e intervenendo dove necessario nei processi successivi. Sperare è gratis.

<span style="color:red">50 minuti fa</span>, borden dice:

Intanto non vi siete neppure accorti che quella tavola non corrisponde affatto alla tavola pubblicata.

Tex è stato leggermente rimpicciolito!

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6 hours ago, ymalpas said:
9 hours ago, Dix Leroy said:

Il fatto che Brindisi provveda a sue spese a realizzare le scansioni vuol dire gran poco, dipende che impostazioni usa, che apparecchio adopera, qual'è la qualità del sensore...

 

Il problema è che non lo sai, quindi parti da premesse totalmente sbagliate, almeno a priori. In tribunale faresti, come avvocato, ben poca strada.

 

Io invece lo so. Non riguardo a Brindisi, che non conosco, ma su altri. Non posso fare nomi, a parte quelli di chi già si è "esposto" come Frisenda, ma conosco molti disegnatori, all'epoca ho chiesto a tanti di loro.

 

La maggior parte di loro non aveva idea di cosa fosse successo (avevano mandato semplicemente gli originali in redazione, come al solito, e SENZA FARE MODIFICHE STILISTICHE come ha fatto Brindisi, e dopo ANNI di ottime riproduzioni si erano ritrovati in edicola albi stampati di ##rda e con fan che davano la colpa a loro (in generale scan fatti male possono facilmente essere scambiati per un disegnatore che "tira via") senza che loro avessero alcuna colpa. L'incazzatura era generale.

 

Alcuni, lavorando in parte in digitale o scannerizzando da soli le loro tavole, mi avevano detto che avevano avuto richieste "strane" su risoluzione e tipo di scan, confrontate con il tipo di scan chiesti da qualunque altro editore con cui avevano lavorato. Uno aveva a sua volta fatto domande e aveva capito, con le sue indagini, cosa era successo alle sue tavole che aveva mandato scannerizzate che si vedevano i dettagli e se le era viste stampate irriconoscibili. Più che incazzato, lui era molto perplesso, nessun editore di sua conoscenza, manco il più scrauso e scalcinato, lavorava così. Mi aveva spiegato i dettagli tecnici, ma io non ho le competenze di Dix Leroy, ci ho capito poco e quel poco non saprei ripeterlo, mi ha fatto un lungo discorso a base di pixel, scan al tratto, modifiche di formato ai files, etc. di cui il succo era: "lavorano in una maniera che non ho mai visto da nessuna altra casa editrice al mondo, i disegni li massacrano". E la colpa era TUTTA di chi trattava i files, erano arrivati in tipografia così (poi non so, e non lo sapeva nemmeno lui se la tipografia ci avesse aggiunto del suo, ma come dicevo si distinguono bene, i "danni" sui files vengono scambiati dai profani per "il disegnatore disegna male", NON da "il tipografo si è messo a cancellare una riga sì e una riga no a mano"...

 

Sono info vecchie, "L'indagine" l'avevo fatta quando ci fu il crollo verticale della qualità degli albi Bonelli poco dopo l'arrivo di Airoldi, circa attorno al 2017-2018 mi pare (ma avevo iniziato a chiedere quando era un bel po' che si vedeva roba riprodotta male), crollo che portò allo "scandalo Deadwood Dick" che per un po' sembrava aver portato un miglioramento. Non so se questi problemi attuali sono causati dagli stessi comportamenti ritornati in auge, ma sul fatto che i problemi dell'epoca fossero causati da chi alla Bonelli faceva gli scan e lavorava i files sono SICURO avendo avuto testimonianze dirette. E questi problemi attuali mi pare che somiglino davvero un sacco a quelli dell'epoca...

 

Ora, la cosa che fa girare le scatole è che per DECENNI la Bonelli ha pubblicato albi che, anche se scontavano il tipo di carta "economica" e le altissime tirature (che portavano a uno scadimento della stampa verso le ultime copie), erano stampati benissimo. In modo quasi miracoloso, confrontato al prezzo (ovviamente, nulla di paragonabile a fumetti venduti in libreria a dieci volte il prezzo dell'epoca di un Bonelli, ma bastava fare un confronto ad occhio con gli altri Bonellidi da edicola di altri editori e la differenza era lampante). Erano cioè stampati BENE, o almeno "meglio di quanto ci si sarebbe potuti aspettare per il prezzo", quando costavano UNA MISERIA.

 

OGGI, che costano molto di più, e sono aumentati molto più dell'inflazione, posizionandosi a livello di prezzo quasi da volumi da libreria... sono stampati PEGGIO, probabilmente per fare economia... 

 

Si stanno concentrando sempre di più su speculazioni per collezionisti, spremitura lettori con mille serie spin-off, tirature limitate, gadget, figurine, medagliette, cartoni animati, etc... e stanno ignorando la qualità calante del loro fumetti...

 

6 hours ago, ymalpas said:

Brindisi deve rinunciare a questo accorgimento e rendersi conto che così facendo sta solo sporcando le sue tavole. Io partirei da qui, mi sembra che l'80 per cento del problema sia rappresentato dall'uso eccessivo dei neri che fa.

 

 

Io questo lo trovo inaccettabile. Un artista deve ADEGUARSI A CHI MASSACRA I FILES DELLE SUE TAVOLE?

 

Un conto è fare i conti con le limitazioni di stampa, date dalla tecnologia e quindi non risolvibili (Ferri quando arrivò dalla Francia, e quindi abituato a ben altra qualità di stampa, ebbe problemi all'inizio con Zagor, su quelle economiche strisce molti dei suoi dettagli sparivano o venivano impastati, si dovette adeguare lui perché lì non c'era qualcuno che rovinava le sue tavole, la tecnologia di stampa era quella), ben altro è dire "visto che in redazione gli rovinano le tavole e comunque poi sembra che tiri via... tanto vale che non ci metta tanto impegno..."

 

Anche perché questa "gara al ribasso" NON HA FINE. Noi "vediamo" le ombreggiature che sembrano fotocopiate con una fotocopiatrice scrausa e ci accorgiamo che qualcosa non va, ma se invece di una ombreggiatura, fosse una riga fine? Semplicemente quella riga SCOMPARE, noi NON LA VEDIAMO, non ne sospettiamo minimamente l'esistenza, il disegno ci pare "normale"... ma è danneggiato lo stesso!

 

Alla fine l'unica maniera di "disegnare bene" diventa... disegnare CON UN PENNARELLO BELLO GROSSO, non metterci troppi dettagli, e via...

 

E alla fine di questa "gara al ribasso", in cui i disegnatori man mano tolgono dettagli, chi tratta i files continua a cancellarglieli, e i disegnatori ne mettono ancora sempre di meno... alla fine i danneggiati siamo NOI LETTORI... e dovremmo pure incoraggiare i disegnatori ad "adeguarsi"?

 

Ha fatto BENISSIMO Frisenda piuttosto a incazzarsi e a postare pubblicamente gli scan delle sue tavole, facendo vedere il disastro che avevano combinato alla Bonelli. Così, svergognata, la Bonelli ha ri-scannerizzato le sue tavole, stavolta bene, per il volume (mentre il volume di Ticci di poco precedente era addirittura pixellato da quanto avevano lavorato in maniera maldestra e tirata via), e noi abbiamo potuto leggere la sua storia di Deadwood Dick in maniera decente.

 

 

 

 

Edited by Diablero
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, frank_one dice:

Finito di leggere il secondo albetto, #89 "I due comandanti". Non delude, pur non presentando sequenze particolarmente avvincenti, come a volte accade negli albi di mezzo. Apprezzo molto il lavoro di @borden nel collocare perfettamente questa storia Bonelliana in un intreccio più ampio, costruito anno dopo anno, tessera dopo tessera. Un lavoro davvero ben fatto che continua a dare dignità a questa testata e al nome di Tex. Mi auguro che la serie stia vendendo bene, in Italia e all'estero.

Adesso so che devo recuperare lo Speciale dedicato a Mefisto e lo farò volentieri. Mi piace come vengono anche in questo albo seminati dei sassolini per costruire l'evoluzione del personaggio da semplice prestigiatore a maestro delle arti occulte sempre più capace. Avanti così!

Intanto per stare alla storia sottolineo appunto il progressivo intreccio di fili che vengono da albi anche molto precedenti. In quello che già altre volte ho apprezzato come il "filo rosso" della minacciosa organizzazione del cerchio d'oro sta lievitando l'importanza del colonnello Ramirez come villain in prima fila. Dalle anticipazioni colgo come questa importanza potrà toccare il suo culmine fra qualche episodio. La sua crescita come personaggio negativo è passata da quando trafficava con Coffin a quando si serviva delle squadriglie di El Diablo poi sbaragliate da Tex per arrivare agli episodi attuali. 

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<span style="color:red">17 ore fa</span>, Diablero dice:

Io questo lo trovo inaccettabile. Un artista deve ADEGUARSI A CHI MASSACRA I FILES DELLE SUE TAVOLE?

 

Però da lettore di Tex, abituato da mezzo secolo a una linea chiara e NON sporcata, se Brindisi riconsiderasse il suo approccio alle tavole, visto anche la penosa resa che si ha sull'albo stampato, lo troverei molto accettabile e gliene sarei grato. Civitelli ha trovato con il puntinismo una soluzione efficace anche se molto laboriosa. Quello che chiedo agli autori e ai disegnatori è di lavorare in funzione di Tex e non della loro arte, ma evidentemente ci troviamo in perfetto disaccordo.

 

 

<span style="color:red">17 ore fa</span>, Diablero dice:

Un conto è fare i conti con le limitazioni di stampa,

 

Abbiamo avuto albi con pagine sfuocate, la storia finale con il Maestro a New York, con i tipografi che apparentemente avevano le loro grosse responsabilità, dal momento che non tutte le copie dello stesso albo erano rovinate allo stesso modo.

 

I grafici della Bonelli, ho aperto diverse discussioni mettendoli sotto accusa, ne hanno sempre combinato di tutti i colori, per esempio sulle copertine strapazzate come questa:

 

 

cacciatori cover cacciatori e preda

 

 

 

<span style="color:red">21 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

Che poi a qualcuno la discussione non piaccia è un suo problema, visto che altri utenti dicono la propria in merito.

 

Ti ha risposto Mauro Boselli sulle immagini che hai postato: bisognerebbe che si esponesse anche Brindisi per avere un' idea a tutto tondo, cioè se tra l'originale che hai postato e la stessa vignetta tratta dall'albo (MA in notturna) i suoi interventi siano dovuti alla sua voglia di sporcare ulteriormente il suo tratto o all'incapacità della redazione di rendere appieno invece la sua arte, perché le due vignette sono un pugno in un occhio. Io non ho elementi per avvalorare nessuna delle due tesi, da qui la mia cautela. Non è un problema di discussione che piaccia oppure no. Ma su una cosa abbiamo tutti ragione: le pagine di questo albo sono pessime nella resa.

 

   

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1 ora fa, ymalpas dice:

Ti ha risposto Mauro Boselli sulle immagini che hai postato: bisognerebbe che si esponesse anche Brindisi per avere un' idea a tutto tondo, cioè se tra l'originale che hai postato e la stessa vignetta tratta dall'albo (MA in notturna) i suoi interventi siano dovuti alla sua voglia di sporcare ulteriormente il suo tratto o all'incapacità della redazione di rendere appieno invece la sua arte, perché le due vignette sono un pugno in un occhio. Io non ho elementi per avvalorare nessuna delle due tesi, da qui la mia cautela.

 

   

 

 

 

 

 


cacciatori cover cacciatori e predaTi ha r

 

 

 

LE DUE TAVOLE (della storia di Coffin) SONO DIVERSISSIME TRA LORO. in Bonelli QUELL' ORIGINALE non è mai arrivato.

Vi è chiara o no 'sta cosa? Mi pare di parlare a sordi.

 

L'originale venduto non è neppure diviso in strisce regolari. Tavole "non finite" non ne accettiamo. Quindi... SONO DUE TAVOLE DIVERSE.

 

Il motivo lo ignoro. Ma non voglio entrare in polemica, tantomeno con Diablero che mette assieme cose diverse. La resa di quel libro di Frisenda non c'entra nulla con l'attuale stile di Brindisi, che si correggerà e l'ha GIA' deciso lui stesso.

Edited by borden
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29 minutes ago, borden said:

LE DUE TAVOLE (della storia di Coffin) SONO DIVERSISSIME TRA LORO. in Bonelli QUELL' ORIGINALE non è mai arrivato.

Vi è chiara o no 'sta cosa? Mi pare di parlare a sordi.

 

L'originale venduto non è neppure diviso in strisce regolari. Tavole "non finite" non ne accettiamo. Quindi... SONO DUE TAVOLE DIVERSE.

 

Ad occhio (e tirando un po' a indovinare perché non è che si possa capire molto con un semplice confronto fra le immagini) Brindisi adesso fa una lavorazione "mista" fra china e digitale.

 

Cioè, il primo disegno senza il cielo nero mi pare abbastanza indicativo: i neri li sta mettendo in digitale (con notevole risparmio di tempo rispetto al vecchio e noioso lavoro del riempire a mano tutte le aree nere). Prima fa la tavola a china al tratto senza riempimenti, la scannerizza, e poi in digitale mette le campiture nere e fa eventuali altre correzioni, velocizzando il lavoro.

 

Il dubbio principale è sulla figura di Tex: l'ha rimpicciolita Brindisi o è un intervento redazionale? Boselli è rimasto il curatore della Tex Willer e dice che non ne sa niente, e quindi probabilmente l'ha rimpicciolita Brindisi in digitale, ma pare un intervento "maldestro" tipico dei rattoppi redazionali fatti in fretta e furia...  Nell'originale a matita la figura di Tex è troppo grande (a causa di quello "sciaff", la prospettiva andrebbe bene se Tex fosse distante metri dal cavallo, ma se arriva a dargli uno schiaffo tutto salta), ma poi nella versione modificata è troppo piccolo e in basso! La correzione migliore sarebbe stata la prima versione togliendo lo "sciaff"

 

 

Edited by Diablero
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1 ora fa, Diablero dice:

 

Ad occhio (e tirando un po' a indovinare perché non è che si possa capire molto con un semplice confronto fra le immagini) Brindisi adesso fa una lavorazione "mista" fra china e digitale.

 

Cioè, il primo disegno senza il cielo nero mi pare abbastanza indicativo: i neri li sta mettendo in digitale (con notevole risparmio di tempo rispetto al vecchio e noioso lavoro del riempire a mano tutte le aree nere). Prima fa la tavola a china al tratto senza riempimenti, la scannerizza, e poi in digitale mette le campiture nere e fa eventuali altre correzioni, velocizzando il lavoro.

 

Il dubbio principale è sulla figura di Tex: l'ha rimpicciolita Brindisi o è un intervento redazionale? Boselli è rimasto il curatore della Tex Willer e dice che non ne sa niente, e quindi probabilmente l'ha rimpicciolita Brindisi in digitale, ma pare un intervento "maldestro" tipico dei rattoppi redazionali fatti in fretta e furia...  Nell'originale a matita la figura di Tex è troppo grande (a causa di quello "sciaff", la prospettiva andrebbe bene se Tex fosse distante metri dal cavallo, ma se arriva a dargli uno schiaffo tutto salta), ma poi nella versione modificata è troppo piccolo e in basso! La correzione migliore sarebbe stata la prima versione togliendo lo "sciaff"

 

 

Come al solito l'ex curatore si inalbera per sciocchezze e non vede mai il punto del discorso, quindi lasciate perdere, comprate Tex Willer e statevene zitti, soprattutto sul forum. Io se devo commentare Tex vado in edicola. Là mi danno spesso ragione e non si arriva mai a male parole come succede sempre qui. Le tavole le scansiona Brindisi e sono perfette, in redazione le trattano come fosse oro e in tipografia fanno gli straordinari controllando con una lente di ingrandimento grande un metro che siano uguali all'originale che viene loro fornito per fare il confronto. E fino alla conclusione dell'avventura (con lodi per la splendida storia) non c'è niente altro da aggiungere.

Dimenticavo: Frank_One (che saluto e spero non me ne voglia anche lui) va cacciato e denunciato, in quanto ha postato e pubblicizzato un sito dove vendono dei falsi

Edited by Dix Leroy
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<span style="color:red">42 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

Come al solito l'ex curatore si inalbera per sciocchezze e non vede mai il punto del discorso, quindi lasciate perdere, comprate Tex Willer e statevene zitti

A questo giro non sono d'accordo. Mauro è stato onesto, ha esposto il problema ed ha fornito una soluzione.

La tecnica di ombreggiatura di Brindisi è difficile da rendere bene perché le copie stampate possono venire leggermente più o meno chiare e basta davvero poco per passare da un effetto piacevole ad un effetto caotico. È una variabile che alla Bonelli non sono in grado di gestire, per limiti tecnici ( o anche di tempo e di voglia, ma questo non lo sappiamo). Nonostante questo, Brindisi ha proseguito a proporre questa tecnica e Boselli gli ha chiesto di ridurla, risolvendo il problema in partenza. Ci è stato detto che nelle prossime storie disegnate da Brindisi questi problemi non ci saranno.

 

Io non ci vedo nessun tono polemico. Pure Mauro non deve essere felice che le sue storie arrivino in edicola con disegni che non soddisfano i lettori. Ovviamente vorremmo tutti che alla Bonelli lavorassero nel migliore dei modi per portarci dei fumetti scansionati e stampati nel migliore dei modi: non mi sembra che Mauro si stia mettendo di traverso per impedirlo.

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Dix Leroy dice:

Dimenticavo: Frank_One (che saluto e spero non me ne voglia anche lui) va cacciato e denunciato, in quanto ha postato e pubblicizzato un sito dove vendono dei falsi

Sono già ventre a terra verso un battello che mi porterà a Tampa (passando per New Orleans) :)

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, frank_one dice:

A questo giro non sono d'accordo. Mauro è stato onesto, ha esposto il problema ed ha fornito una soluzione.

La tecnica di ombreggiatura di Brindisi è difficile da rendere bene perché le copie stampate possono venire leggermente più o meno chiare e basta davvero poco per passare da un effetto piacevole ad un effetto caotico. È una variabile che alla Bonelli non sono in grado di gestire, per limiti tecnici ( o anche di tempo e di voglia, ma questo non lo sappiamo). Nonostante questo, Brindisi ha proseguito a proporre questa tecnica e Boselli gli ha chiesto di ridurla, risolvendo il problema in partenza. Ci è stato detto che nelle prossime storie disegnate da Brindisi questi problemi non ci saranno.

 

Però potrebbe esserci di aiuto nel capire cosa nelle informazioni che abbiamo o che erroneamente ipotizziamo invece di farci passare per deficienti. Così quel pochissimo che abbiamo per animare il forum viene tacciato sul nascere e ci troviamo non solo senza argomenti ma anche restiamo col dubbio nella discussione in corso. Ma non è la prima volta e non mi arrabbio più come un tempo, perché è solo tempo sprecato.

Io evinco ancora che il tratto di Brindisi in quella tavola (di prova? Ridisegnata? Stampata e venduta come originale?) ha un tratto molto più gradevole di quello che vedo nelle anteprime Bonelli e negli albi stampati (il 27 ce l'ho). Si tratta solo di una matita? La zona grigia dei pantaloni di Tex sembra avere il medesimo effetto "carboncino", solo che meno marcato. Su quello ci voleva chiarezza da parte dell'"addetto ai lavori". E poi si, sono sordo e ho anche l'acufene a 8500hz (si tratta di una nota MI).

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Penso che Mauro abbia detto quello che sa o che può dire:

- Brindisi fornisce alla redazione le tavole già scansionate

- Boselli ha chiesto più volte a Brindisi di ridurre le ombreggiature, facendoci capire che nemmeno a lui piace come appaiono sugli albi

Sono due informazioni che ha deciso di condividere con noi, cosa non banale.

 

Per saperne di più bisogna contattare Brindisi.

 

Sto sfogliando i numeri 26 e 27 (con la lettura sono arrivato al 20) e mi sembra che qui le ombreggiature, pur molto presenti, erano meno invadenti. Ho una copia più buona di altre? Brindisi qui calcava meno la mano?

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Vi state concentrando (pure Boselli) solo sulle ombreggiature, che sono solo una minima parte del problema.

 

Anche se Brindisi avesse usato solo righe fatte a mano per simulare le ombre, in piena tradizione Galeppiniana... tanto alla fine sono venute stampate male pure quelle!

 

Al massimo, le ombreggiature rendono EVIDENTE CHE È UN PROBLEMA DI RIPRODUZIONE, perché è evidente che c'è qualcosa che non va, mentre se Brindisi avesse disegnato le righe e fossero scomparse o si fossero impastate...  tutti avrebbe semplicemente dato "la colpa" a Brindisi, "che non disegna più con la cura dei dettagli di una volta".

 

Ora, immaginate quante volte può succedere a disegnatori che NON fanno le ombreggiature, e quindi non ve ne accorgete...

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Non voglio fare la figura del "fanzinaro" come direbbe qualcuno, ma muovere solo un appunto molto sommessamente. Sono spiazzato dalla capacità di creare un polverone per una questione che non nego possa avere una sua importanza, ma che comunque è molto relativa nella valutazione d'insieme del prodotto. Non si parla più della storia ma solo delle ombreggiature, più o meno come nelle trasmissioni calcistiche si parla per ore di arbitri e non del valore intrinseco delle squadre. 

Edited by Tracce358
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16 minutes ago, Tracce358 said:

Non voglio fare la figura del "fanzinaro" come direbbe qualcuno, ma muovere solo un appunto molto sommessamente. Sono spiazzato dalla capacità di creare un polverone per una questione che non nego possa avere una sua importanza, ma che comunque è molto relativa nella valutazione d'insieme del prodotto. Non si parla più della storia ma solo delle ombreggiature, più o meno come nelle trasmissioni calcistiche si parla per ore di arbitri e non del valore intrinseco delle squadre. 

 

Il fumetto è disegno oltre che testo. Fregarsene di come viene stampata una storia è come andare al ristorante, ti bruciano la bistecca carbonizzata, il cameriere la fa cadere per terra, per pulirla la sciacqua dentro al water e te la porta, e tu dici "che problema c'è? A me interessa solo il che prezzo sia abbastanza alto..."

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27 minuti fa, Tracce358 dice:

Non voglio fare la figura del "fanzinaro" come direbbe qualcuno, ma muovere solo un appunto molto sommessamente. Sono spiazzato dalla capacità di creare un polverone per una questione che non nego possa avere una sua importanza, ma che comunque è molto relativa nella valutazione d'insieme del prodotto. Non si parla più della storia ma solo delle ombreggiature, più o meno come nelle trasmissioni calcistiche si parla per ore di arbitri e non del valore intrinseco delle squadre. 

C'è del vero in quello che scrivi e che pensi, ma come si discute della sceneggiatura, delle sue pecche o dei suoi pregi o del tratto eccelso o "tirato via" di quello o di quell'altro disegnatore, perché (in una storia che non si è conclusa e quindi non se ne può dare un giudizio definitivo) non soffermarsi anche su particolari più tecnici? Un fumetto deve essere gradevole da ammirare, ma se il risultato finale non è quello che l'artista si aspettava, non è come se lo aspettava il curatore della testata e in più colpisce negativamente il lettore più attento, mi sembra un argomento abbastanza importante.

<span style="color:red">29 minuti fa</span>, Diablero dice:

Vi state concentrando (pure Boselli) solo sulle ombreggiature, che sono solo una minima parte del problema.

 

Anche se Brindisi avesse usato solo righe fatte a mano per simulare le ombre, in piena tradizione Galeppiniana... tanto alla fine sono venute stampate male pure quelle!

 

Al massimo, le ombreggiature rendono EVIDENTE CHE È UN PROBLEMA DI RIPRODUZIONE, perché è evidente che c'è qualcosa che non va, mentre se Brindisi avesse disegnato le righe e fossero scomparse o si fossero impastate...  tutti avrebbe semplicemente dato "la colpa" a Brindisi, "che non disegna più con la cura dei dettagli di una volta".

 

Ora, immaginate quante volte può succedere a disegnatori che NON fanno le ombreggiature, e quindi non ve ne accorgete...

Io vedo una ingrossatura sistematica del tratto, voluta o non voluta che sia, e quello rende brutta l'ombreggiatura e anche tutto il resto. Lasciando perdere la "tavola originale" il cui mistero resta avvolto nelle nebbie... Come ho detto ieri (o l'altro) in altri contesti ma sempre Bonelli tavole a mezzatinta esistono eccome, e vanno trattate in maniera diversa da come si tratta un disegno "a tratto".

Peccato che l'artista non sia dei nostri: facesse un piccolo schizzo per noi in esclusiva potrei processarlo in vari modi e farvi vedere quanti risultati si possono ottenere da uno stesso originale.

Edited by Dix Leroy
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<span style="color:red">28 minuti fa</span>, Tracce358 dice:

... Sono spiazzato dalla capacità di creare un polverone per una questione che non nego possa avere una sua importanza, ma che comunque è molto relativa ...Non si parla più della storia ma solo delle ombreggiature... 

Concordo sul cercare di evitare toni polemici che nello scritto dei forum possono perfino essere equivocati, però, personalmente, trovo la discussione molto interessante.

 

Va da sè che, come tutti, auspico ci possa sempre essere la miglior resa delle tavole.

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