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TWF - Tex Willer Forum

[88/90] Montales!


MacParland

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<span style="color:red">45 minuti fa</span>, Tracce358 dice:

Sono spiazzato dalla capacità di creare un polverone per una questione che non nego possa avere una sua importanza, ma che comunque è molto relativa nella valutazione d'insieme del prodotto.

La qualità di stampa dei disegni in un albo a fumetti non è una questione relativa, è una questione fondamentale.

Ci vengono venduti come prodotti di alta qualità e fatti pagare come tali, è lecito pretendere che lo siano o quantomeno sollevare certe criticità, quando rilevate.

 

Nessuno qui vuole fare polemiche, stavamo solo cercando di capire perché un albetto pagato 4,50€ sembra stampato con una fotocopiatrice da ufficio.

Vogliamo bene a questi personaggi e a chi li scrive e disegna, per questo ci sembra importante che il loro lavoro venga valorizzato e non sminuito per mancanza di cura o incompetenza.

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31 minuti fa, Black Jim dice:

Concordo sul cercare di evitare toni polemici che nello scritto dei forum possono perfino essere equivocati, però, personalmente, trovo la discussione molto interessante.

 

Va da sè che, come tutti, auspico ci possa sempre essere la miglior resa delle tavole.

Non si può non essere d'accordo con tutto. Si pensava di poter "osare" di più perché essendo una questione "tecnica" e non "artistica" non si andava a urtare la suscettibilità di nessuno, ma soltanto occupandoci del modo in cui la casa editrice pensa di limitare la qualità di realizzazione per motivi economici, negligenza o anche selezione tra disegnatori di fascia alta o meno.

Il caso Frisenda (di cui avevo già sentito) purtroppo fa pensare male, ma come ipotizzavo io poteva esserci una possibilità che Brindisi stesso non sia nella possibilità di scansionare i suoi disegni in maniera ottimale.

Edited by Dix Leroy
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Il 25/03/2026 at 21:31, Diablero dice:

 

Il fumetto è disegno oltre che testo. Fregarsene di come viene stampata una storia è come andare al ristorante, ti bruciano la bistecca carbonizzata, il cameriere la fa cadere per terra, per pulirla la sciacqua dentro al water e te la porta, e tu dici "che problema c'è? A me interessa solo il che prezzo sia abbastanza alto..."

Infatti ho detto che la questione ha una sua importanza in proporzione all'insieme 

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  • 3 weeks later...

Finito di leggere ora il terzo e ultimo albo.

 

Premesso che non sono un esperto, ovviamente anche a me è saltata all'occhio una resa dei disegni inferiore rispetto al passato. Non voglio sindacare sulle ragioni, però è chiaro che non può esistere che io paghi un prodotto oltre il doppio di quanto lo pagavo una volta, ma ottenendo in cambio una qualità inferiore. 

Probabilmente, ma, ripeto, non sono un esperto, è una serie di concause: tecniche di stampa odierne incompatibili con lo stile dei disegnatori e conseguenti salti mortali dei grafici.

Ricordo un Dylan Dog disegnato da Giorgio Santucci che uscì letteralmente massacrato dalla resa di stampa finale (sarà stato il 2017 o il 2018) al punto che per l'albo successivo dovette alleggerire, seppur di poco, lo stile per evitare che facesse la stessa fine (spoiler: il risultato fu migliore, ma non poi così tanto).

 

Chiusa questa parentesi, veniamo alla storia in quanto tale che, a mio avviso, termina degnamente il ciclo di remake più o meno ampliati che hanno interessato la serie Tex Willer negli ultimi anni. Non mi interessa mettermi lì con il microscopio ad analizzare le singole differenze con la storia originale, ma ho apprezzato il fatto che, nonostante il passaggio di testimone da De Angelis a Brindisi e nonostante un "fine dell'episodio" messo alla fine dell'albo 87, questa trilogia e la precedente formano a tutti gli effetti un'unica storia, proprio come in quelle vecchie avventure di GLB in cui era difficile stabilire dove finisse una e dove iniziasse l'altra.

 

Non gestendo più la continuità su Dampyr, Boselli sta ora tessendo su Tex Willer un affascinante mosaico dove le vecchie storie di GLB e le nuove avventure confluiscono e si incastrano alla perfezione andando a comporre una biografia giovanile del ranger che ha il sapore di un poema cavalleresco. Probabilmente il merito maggiore della serie Tex Willer è proprio aver recuperato il carattere epico delle storie di GLB e averlo riproposte in chiave contemporanea, il tutto mentre la serie madre sta volando un po' basso.

 

Tuttavia mi prendo la responsabilità di dire che la storia classica di GLB vince, anzi, stravince su almeno un punto, ovvero la conclusione. 

Abbiate pazienza, non metto lo spoiler perché quello che succede lo sanno anche i sassi: mi riferisco alla celeberrima scena di Tex mascherato che perseguita Mefisto e Lily durante la logo fuga dalla villa. I disegni di Galep, seppur ancora lontani dalle vette successive, hanno quel tocco gotico, quasi horror in alcune vignette, che le figure tratteggiate (benissimo, sia chiaro) da Brindisi non hanno.

 

Detto ciò, chiudiamola così: ennesima grande storia che testimonia, ancora una volta, come la serie Tex Willer sia la migliore tra quelle dedicate al ranger attualmente in edicola. 

  • +1 3
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<span style="color:red">18 ore fa</span>, Laramie dice:

andando a comporre una biografia giovanile del ranger che ha il sapore di un poema cavalleresco.

Bellissima definizione, molto azzeccata!

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Una storia molto bella, ben sceneggiata e sviluppata da Boselli, partendo già da un capolavoro di GL Bonelli. Nell'insieme, mi è decisamente piaciuto come sono state accentuate e ampliate alcune parti rispetto all'originale: solo su un punto (a mio discutibile gusto) non sono particolarmente convinto.

 

POSSIBILE SPOILER

 

 

 

 

 

In quest'ultimo episodio, Tex e Montales (soprattutto il primo) sembrano sempre totalmente padroni della situazione e ben al corrente di tutti movimenti dei loro avversari (anche se il lettore può essere indotto a pensarla altrimenti, viste le considerazioni svolte dai presuntuosi soldati messicani) e questo, per me, toglie un po' della componente più avventuriera dell'episodio originale, in cui magari Tex è più avventato, ma anche abilmente capace di accogliere degli elementi di novità che possano sopraggiungere.

Cito un caso solo: quando Tex si reca ad Hermadina, (il cui assedio qui assume caratteri quasi epici), sa già che deve liberare la bella Lupita per impedirle di finire tra le grinfie di Steve Dickart e quindi l'incontro con la sfortunata ragazza messicana non gli rivela nulla che lui già non sappia. Invece, con GL Bonelli era proprio il fortuito incontro con questo presidio militare e la scoperta che la ragazza sia destinata, senza l'intervento provvidenziale di Tex, ad essere forzatamente mandata a Mefisto, che permetteva a Tex inaspettatamente di ritrovare le tracce del suo avversario e da qui ad imbastire immediatamente un piano di vendetta e di cattura impeccabili.

Boselli si è divertito ad impreziosire la figura della giovane ragazza, dandole un rilievo (anche quanto a numero di tavole dedicatele) che era assente nell'originale, provocando tra l'altro una reazione indiretta da parte di Lily Dickart, che appare evidentemente gelosa del fatto che, se i progetti del fratello dovessero andare in porto, in quella casa a quel punto lei non sarebbe l'unica donna avente un certo ruolo di spicco. Questo dà ulteriore luce al ruolo tutt'altro che marginale della sorella di Mefisto, che anche in altri episodi Boselli ha sapientemente saputo arricchire di nuove e sinistre sfumature, rendendola non soltanto la "fatalona" di turno, ma una persona scaltra, arrivista e votata al male quasi quanto il diabolico fratello.

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Il 19/04/2026 at 12:28, dario63 dice:

Una storia molto bella, ben sceneggiata e sviluppata da Boselli, partendo già da un capolavoro di GL Bonelli. Nell'insieme, mi è decisamente piaciuto come sono state accentuate e ampliate alcune parti rispetto all'originale: solo su un punto (a mio discutibile gusto) non sono particolarmente convinto.

 

POSSIBILE SPOILER

 

 

 

 

 

In quest'ultimo episodio, Tex e Montales (soprattutto il primo) sembrano sempre totalmente padroni della situazione e ben al corrente di tutti movimenti dei loro avversari (anche se il lettore può essere indotto a pensarla altrimenti, viste le considerazioni svolte dai presuntuosi soldati messicani) e questo, per me, toglie un po' della componente più avventuriera dell'episodio originale, in cui magari Tex è più avventato, ma anche abilmente capace di accogliere degli elementi di novità che possano sopraggiungere.

Cito un caso solo: quando Tex si reca ad Hermadina, (il cui assedio qui assume caratteri quasi epici), sa già che deve liberare la bella Lupita per impedirle di finire tra le grinfie di Steve Dickart e quindi l'incontro con la sfortunata ragazza messicana non gli rivela nulla che lui già non sappia. Invece, con GL Bonelli era proprio il fortuito incontro con questo presidio militare e la scoperta che la ragazza sia destinata, senza l'intervento provvidenziale di Tex, ad essere forzatamente mandata a Mefisto, che permetteva a Tex inaspettatamente di ritrovare le tracce del suo avversario e da qui ad imbastire immediatamente un piano di vendetta e di cattura impeccabili.

Boselli si è divertito ad impreziosire la figura della giovane ragazza, dandole un rilievo (anche quanto a numero di tavole dedicatele) che era assente nell'originale, provocando tra l'altro una reazione indiretta da parte di Lily Dickart, che appare evidentemente gelosa del fatto che, se i progetti del fratello dovessero andare in porto, in quella casa a quel punto lei non sarebbe l'unica donna avente un certo ruolo di spicco. Questo dà ulteriore luce al ruolo tutt'altro che marginale della sorella di Mefisto, che anche in altri episodi Boselli ha sapientemente saputo arricchire di nuove e sinistre sfumature, rendendola non soltanto la "fatalona" di turno, ma una persona scaltra, arrivista e votata al male quasi quanto il diabolico fratello.

 

Condivido alla lettera il giudizio di @dario63, pro e contro della scelta di @borden di rendere coprotagonista Lupita, interessantissima nello svolgimento delle dinamiche di questa più articolata storia rispetto alla versione originale, sebbene venga un pò meno l'effetto sorpresa.

 

Complessivamente gran bella storia, intrigante anche per chi come noi texiani, conosce già la vicenda.

 

Spiace che le tavole di Brindisi anche in quest'ultimo albo risultino penalizzate dalla qualità di stampa e credo anche, in tale specifica occasione, dalla carta ancora più sottile, grezza e porosa.

 

Chiedo a tal proposito anche ad altri lettori se soltanto questo numero capitato a me e facente parte di un preciso lotto, presenti carta peggiore del normale o sia una caratteristica generalizzata.

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Allora...Già con i disegni di Brindisi si parte bene, è uno dei miei artisti preferiti, quindi questo trittico (a parte un paio di vignette tirate via) mi è piaciuto.

Brindisi ci mette espressività, dinamismo e non a scapito dei particolari.

Venendo alla sceneggiatura di Boselli, in parte "imbragliata" da GLB, ho apprezzato la parte fino alla villa, quindi ultimo albo.

Non mi ha convinto come Tex chiude i conti con Mefisto.

Ho apprezzato di più altre storie su Tex Willer ma è oggettivamente difficile accontentare tutti quando si tocca Mefisto, figuriamoci quando hai un filino le mani legate.

Globalmente bene ma non benissimo per me

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Mentre leggevo questo ultimo numero mi sono venute in mente le fanzine amatoriali che con mezzi di fortuna pubblicavano materiale proveniente dagli USA o dal Giappone non ancora edito in Italia. Anche quelle onomatopee disegnate un po' male mi hanno fatto pensare ai primi manga che mi capitavano sottomano negli anni '90, quando i redattori cercavano alla meglio di sostituire le scritte giapponesi che indicavano i suoni. Nella loro versione originale i manga contenevano pagine a colori, sopprattutto quando venivano pubblicati a puntate su rivista, e la riduzione in bianco e nero proprosta dalla versione italiana lasciava spesso a desiderare, con vignette troppo scure e impastate.

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  • 3 weeks later...

Letta volentieri, Brindisi continua a piacermi, al di là della diatriba sulla qualità di stampa, ma sicuramente concordo in pieno con Laramie

 

Il 18/04/2026 at 15:57, Laramie dice:

Tuttavia mi prendo la responsabilità di dire che la storia classica di GLB vince, anzi, stravince su almeno un punto, ovvero la conclusione. 

Abbiate pazienza, non metto lo spoiler perché quello che succede lo sanno anche i sassi: mi riferisco alla celeberrima scena di Tex mascherato che perseguita Mefisto e Lily durante la logo fuga dalla villa. I disegni di Galep, seppur ancora lontani dalle vette successive, hanno quel tocco gotico, quasi horror in alcune vignette, che le figure tratteggiate (benissimo, sia chiaro) da Brindisi non hanno.

 

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