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TWF - Tex Willer Forum

[787/788] La Caccia del Lupo


I Voti dei lettori a questa storia:  

22 members have voted

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<span style="color:red">11 ore fa</span>, frank_one dice:

Giudizio condivisibile su Lobo. Quella più scaltra si è rivelata la moglie.

Sì, condivisibile anche sul mancato aspetto meticciato di quel zuccone monodimensionale de il Lobo.

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Ruju con l'ultima sua fatica sulla regolare, conferma di essere in netta ripresa rispetto ad ampi periodi di appannamento del passato.

 

L'episodio mi è piaciuto meno dei "I due sceriffi" ma tirando le somme l'esito è alquanto soddisfacente.

 

Recuperando personaggi già apparsi nel suo Texone "Tempesta su Galveston" Pasquale imbastisce una classica storia di vendetta, organizzata dal figlio del defunto villain e perpetrata con l'ausilio di un personaggio particola quale "Il Lobo".

 

A rendere tutto più affascinante, il carisma della moglie del Lobo e l'esotica ambientazione fra alligatori, paludi e selva selvaggia.

 

Il primo albo è decisamente migliore e più ritmato, mentre ho riscontrato un netto rallentamento nel secondo, come se l'autore fosse costretto a ricalibrare il tutto per riempire le 110 tavole.

Tutto sommato comunque la storia scorre e si fa leggere, con l'inevitabile alleanza tra Tex e Lobo, dopo essere arrivati a un passo dal duello, in una scena ad alto impatto ma un po' forzata.

 

L'epilogo è carico di azione è conferma il trionfo della giustizia e la sconfitta dell'odioso Woodlord, Tex ha anche il modo di favorire una seconda vita a Leonidas, simulandone il seppellimento per il mondo dei bianchi e destinandolo alla riserva di Cochise.

 

Come già detto, episodio piacevole ma che, con una maggiore cura soprattutto nel secondo albo, poteva anche raggiungere vette più alte.

 

Come nel texone, la continuity del soggetto è garantita pure dalla presenza di Rotundo ai pennelli, che nel caso specifico debutta ufficialmente sulla serie regolare del nostro amato ranger.

 

Stile molto particolare e nervoso, che ben si presta per l'ambientazione esotica della prova.

Molto belli gli sfondi, il ricco campionario di tratteggi e la dinamicità di alcune sequenze di azione, di contro mi ha convinto meno la regolarità che subisce un lieve calo nel finale e alcune sproporzioni anatomiche sia fisiche che facciali.

 

Anche il bilanciamento dei neri spesso è sacrificato, con tavole molto chiare in alcune sequenze e sfondi monotematici pieni in altre.

 

Prova grafica ampiamente riuscita ma che evidenzia quanto lo stile di Rotundo sia molto particolare e si stacca dalla tradizione texiana a cui eravamo abituati fino a pochi anni fa.

Personalmente a me i disegni son piaciuti, ma non mi stupisce se uno stile simile possa dividere le platee di lettori. Il mio voto finale è 7

  • Confused (0) 1
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  • Sceriffi

@borden primo seguito Texone/regolare, mentre il seguito di "Doc!" è un progetto fallito o c'è speranza?

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<span style="color:red">17 minuti fa</span>, MacParland dice:

@borden primo seguito Texone/regolare, mentre il seguito di "Doc!" è un progetto fallito o c'è speranza?

 

C'è speranza, ma non sulla regolare.

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Il 21/06/2026 at 21:05, borden dice:

 

C'è speranza, ma non sulla regolare.

 

Texone disegnato da un altro? Leggenda o cartonato sempre con la Zuccheri? So di chiedere troppo, ma a tentazione è stata troppo forte.;)

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Texone disegnato da un altro? Leggenda o cartonato sempre con la Zuccheri? So di chiedere troppo, ma a tentazione è stata troppo forte.;)

 

Troppo presto.

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Riletto il secondo volume, a parte lo stucchevole personaggio particolare di El Lobo, troppo sopra le righe, la storia si fa leggere e in realtà ho apprezzato più il secondo volume dove si viene al dunque (confesso che, del resto, oltre che del primo volume non avevo nemmeno un buon ricordo dell'antefatto 'Tempesta su Galveston').

 

Per i pochi che  dovessero ancora leggerlo potrebbe contenere SPOILER

 

I personaggi hanno quasi tutti un loro perchè (bè, protagonista escluso che continua a rimanermi titanicamente, ma ottusamente monodimensionale e violento; tranne nel duello con Tex dove le prende e poi sproloquia con un Tex che lo asseconda).

Molti dialoghi sono sì secchi, ma sopra le righe per non dire superomistici (tutto ciò che dice El Lobo e molto di ciò che dice Tex), tuttavia Ruju dà ritmo e ha sempre cura di giustificare quanto accade ad esempio la lenta uscita 'a sorpresa' uno per uno di Tex, sceriffo etc dalla botola PRECEDE il mostrarsi dell'esercito di Woodlord (e apprezzabile comunque l'intervento di Carson senza il quale non sarebbe mai potuta finire bene) o l'uccisione del superstite nel Bayrou ('giustificata' dall'aver comunicato la presenza della moglie e del figlio rapiti).

L'aspetto 'violento' degli albi è invece quello che ho apprezzato meno. Per quanto probabilmente abbia ora un livello di tolleranza MINORE rispetto a quando ero adolescente, lo trovo ancora normale in un Nick Raider ma meno su Tex, in particolare non tanto l'uccisione dei due marinai (per quanto El Lobo non si risparmi) e certo non le sparatorie o l'uomo 'disgraziatamente' sparato mentre era legato alla sedia o l'uomo divorato dagli alligatori (chi è causa del suo mal...), quanto lo strangolamento di Clementine operato a freddo da Woodlord e soprattutto la sua battutina sul cadavere MOSTRATO nella scena seguente e infine la coltellata di El Lobo al superstite di cui sopra; ecco  probabilmente con quella coltellata in passato El Lobo avrebbe decretato il proprio destino di personaggio, un personaggio magari poi morto eroicamente, ma morto defunto.Qui purtroppo sopravvive.

Ora auguro a moglie e figlio che Leonidas Haley abbia una lunga vita e ri-rimetta la testa a posto, ma mi auguro anche che El Lobo non sia ripescato o che nel caso muoia (El Lobo non necessariamente Leonidas 😅), sicuramente amerà moglie e figlio (non ne fa parola in realtà), ma rimane violento e impulsivo e, come osservato da alcuni, sostanzialmente si adegua al piano di Woodlord senza cercare soluzioni diverse fatto salvo la probabile idea di scambiare i suoi familiari con gli ostaggi.

Il fato ha fatto pagare a Clementine il suo tradimento e lui se la cava con la sola perdita del ranch...come minimo, se torna, deve essere ucciso dal fantasma di Kid Rodelo.

 

Detto questo la sceneggiatura ha i suoi pregi, direi la migliore delle ultime di Ruju se solo non avessi apprezzato di più I Due Sceriffi (location a parte); belli i disegni di Rotundo, sì 'distorti' ma molto belli davvero.

Nel complesso la storia per me rimane discreta, ma capisco @ymalpas.

Soggetto 5.

Sceneggiatura 7

Disegni 9.

 

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  • Collaboratori
<span style="color:red">19 ore fa</span>, Black Jim dice:

ma mi auguro anche che El Lobo non sia ripescato

 

Il pericolo, mi sa, è in agguato!

  • +1 1
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<span style="color:red">31 minuti fa</span>, ymalpas dice:
19 ore fa, Black Jim dice:

ma mi auguro anche che El Lobo non sia ripescato

 

Il pericolo, mi sa, è in agguato!

 

Un personaggio che sopravvive può sempre ritornare, ma a patto che si abbia una buona idea per farlo.

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  • Sceriffi

Ma solo a me Rotundo sembra in continua evoluzione? Il tratto qui, rispetto al Texone, è molto più fitto e ricco. Nel secondo albo tutto è più sfumato, con neri non proprio pieni, ma più tendenti al grigio, siamo proprio su un altro disegno e io ho apprezzato moltissimo sia il Texone che il Maxi. E il suo cartonato è forse il migliore dal punto di vista grafico (già che se l'è colorato lui...)

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<span style="color:red">17 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Un personaggio che sopravvive può sempre ritornare, ma a patto che si abbia una buona idea per farlo.

Auguriamoci di no, Carlo, la prima apparizione di El Lobo mi è talmente piaciuta che mi auguro resti l'unica!:lol:

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Il personaggio è stato tanto "pompato" nella presentazione e nel primo albo (non ho letto il secondo), che chiaramente nelle intenzioni di Ruju doveva essere un personaggio ricorrente, o almeno averne la potenzialità.

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Preferirei veder tornare la moglie e il figlioletto, hanno un maggior potenziale. Leonidas mi è risultato tra l'indifferente e il repellente: un po' nero, un po' indiano, un po' rambo.. un po' feroce assassino, un po' pentito. Sinceramente mi è sembrato un po' tutto e il suo contrario, un personaggio scritto in modo piuttosto confuso, così come il ricordo che ne rimane al lettore. Poteva almeno morire, non è riuscito nemmeno in quello.

  • +1 2
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  • 1 month later...

Come La Tempesta di Galveston, trovo che anche questa storia sia ben riuscita. Il primo albo è molto bello, pieno d'azione, con tanti teatri e personaggi diversi: il nuovo Woodlord, una versione forse anche più sadica e malata del primo, che incarna lo spirito schiavista impenitente post guerra civile e la più classica espressione della vendetta; Tex e Carson, che reincontrano i vecchi amici della prima avventura narrata nel Texone nella sempre evocativa località portuale di Galveston; El Lobo e la sua carismatica moglie, quest'ultima persa e ritrovata tra le mefitiche e spettacolari paludi del Bayou. E che rappresentano rispettivamente i cattivi, i buoni e i "grigi" di una storia molto movimentata e che proprio nella presenza dei grigi di cui sopra ha uno dei suoi punti di forza.

Come La Tempesta di Galveston, trovo che anche questa storia sia ben riuscita. Il primo albo è molto bello, pieno d'azione, con tanti teatri e personaggi diversi: il nuovo Woodlord, una versione forse anche più sadica e malata del primo, che incarna lo spirito schiavista impenitente post guerra civile e la più classica espressione della vendetta; Tex e Carson, che reincontrano i vecchi amici della prima avventura narrata nel Texone nella sempre evocativa località portuale di Galveston; El Lobo e la sua carismatica moglie, quest'ultima persa e ritrovata tra le mefitiche e spettacolari paludi del Bayou. E che rappresentano rispettivamente i cattivi, i buoni e i "grigi" di una storia molto movimentata e che proprio nella presenza dei grigi di cui sopra ha uno dei suoi punti di forza.

 

Proprio sulla caratterizzazione di questi, o su alcune situazioni che li riguardano, ho letto in questo topic le critiche più importanti a questa storia.

 

Il duello con El Lobo, ad esempio, secondo Ymalpas farebbe apparire Tex addirittura "wokista" e sarebbe comunque un tradimento del personaggio, tanto da rendere questa una "storiaccia". Io francamente ci vedo un Tex che batte il suo avversario, e che solo dopo averlo battuto gli lascia estrarre la pistola perché non può sparargli: ha appena salvato la sua famiglia e compreso che anche El Lobo è una vittima della situazione. Si crea lo stallo di cui parla il sassaroli, che non è una situazione anti-texiana. E' semplicemente qualcosa che può accadere anche a Tex e che il nostro avrebbe comunque risolto da par suo: non dice infatti da nessuna parte che è pronto a morire, anzi dice che non intende farlo, confermando che per lui la situazione è sotto controllo e che non siamo nella situazione suicida di cui parla Poe. Tex ha anche capito che con quello non ci si può ragionare, e che la de-escalation fallirà, da qui la necessità di "accettare" il duello (che probabilmente si concluderà con una pallottola nella mano o sul calcio dell'arma di El Lobo).

 

Più convincente quanto dice frank-one sull'inutilità del duello, ma anche qui l'autore decide di aggiungere azione (perché parlare di suspence in Tex sarebbe troppo) basandosi su una caratterizzazione di El Lobo come personaggio impetuoso, ramboide, non troppo intelligente. Ma è una caratterizzazione, per l'appunto. Se tutti i personaggi fossero razionali e si muovessero in modo ponderato, non avremmo probabilmente alcuna scena "forzata" e "inutile" ma avremmo forse ben poche scelte narrative per i nostri bistrattati autori.

 

I tempi sbagliati di cui parla Poe: in realtà la moglie di El Lobo probabilmente gira in tondo, perché a un certo punto dice chiaramente di essersi persa: è stravolta, in un ambiente che non è il suo, con un bambino da salvare. Anche se è una squaw, che dovrebbe avere senso dell'orientamento, può anche starci che alla fine non sia riuscita ad allontanarsi troppo dal luogo della sua prigionia. Forzato invece è che Tex arrivi a cavallo bello lindo, ma il nostro ci ha abituato a ben altre forzature: quindi, registro anche questa e la faccio filare. 

 

Poi, intendiamoci: come sempre, le vostre critiche non sono affatto prive di fondamento, però non mi paiono giustificare la definizione di "sbobba" che ne dà Ymalpas francamente. Prendiamo atto che il nostro fumetto è molto anziano, che c'è penuria di sceneggiatori e che la casa editrice ha deciso di spolparlo (e spolparci) fino all'osso. In tempi come questi, una storia con le qualità di quest'ultima è grasso che cola. 

 

Un'ultima annotazione riguarda il post di Black Jim sulla violenza: pur avendo apprezzato il commento nella sua sincerità, io sono in totale disaccordo. L'omicidio di El Lobo verso il Cajun è perfettamente in linea con il personaggio: un esaltato poco intelligente e furioso, che si vendica con uno degli aguzzini o presunti aguzzini della moglie. Siamo in un contesto di rabbia estrema provata dal personaggio che, trovandosi di fronte uno dei rapitori della moglie (o che lui crede tali) non ci pensa due volte ad ammazzarlo come un cane. Soprattutto, però, mi è piaciuta la scena di Clementine, del tutto gratuita nell'economia della storia e per questo scientemente volta a caratterizzare ulteriormente Woodlord figlio: un sadico assassino, la cui perversione si innesta nei meccanismi psicologici che lo muovono a dar vita a tutta questa storia, che affondano in un sentimento di vendetta sostanzialmente rozzo ed elementare.

 

Concludo dicendo che a mio parere i personaggi di questa storia sono tutti, con l'eccezione della squaw, rozzi ed elementari. Ma non lo è la storia in sè. Che non è una storia con Tex e non di Tex, come vorrebbe Ymalpas. E' una storia corale in cui Tex si muove da par suo. E anche in questo caso vale il discorso dei quasi 80 anni e del grasso che cola.

 

Discontinui i disegni di Rotundo? Forse. Ma a me sono piaciuti tantissimo, sporchi e cattivi. Ottimi per l'ambientazione e per la resa dei personaggi. Avercene!    

Scusate, ho fatto un mezzo casino col post di sopra e l'inizio si ripete. Non riesco più a modificarlo...

  • +1 2
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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Leo dice:

Soprattutto, però, mi è piaciuta la scena di Clementine, del tutto gratuita nell'economia della storia e per questo scientemente volta a caratterizzare ulteriormente Woodlord figlio: un sadico assassino, la cui perversione si innesta nei meccanismi psicologici che lo muovono a dar vita a tutta questa storia, che affondano in un sentimento di vendetta sostanzialmente rozzo ed elementare.

Anche a me è piaciuta quella scena, anche per il fatto che il corpo venga lasciato lì come se fosse una questione di poco conto.

 

<span style="color:red">2 ore fa</span>, Leo dice:

Concludo dicendo che a mio parere i personaggi di questa storia sono tutti, con l'eccezione della squaw, rozzi ed elementari. Ma non lo è la storia in sè.

La storia è sicuramente una delle migliori dell'ultimo periodo e decisamente sopra la media del Ruju degli ultimi anni. Il primo albo in particolare è eccezionale, il secondo purtroppo ridimensiona l'entusiasmo. Come dici tu, i personaggi della storia sono tutti rozzi ed elementari e personalmente credo che questo sia stato un punto a sfavore di tutta la vicenda. Ok avere un nemico accecato dal desiderio di vendetta, ma nella sua follia mi sarei aspettato un qualche piano più complesso, qualcosa di meno banale che "voglio ammazzare tutti e per farlo assumerò un tizio a caso", premessa che in fondo poteva anche rivelarsi ottima, ma su cui bisognava lavorarci un po' di più.
Ma il vero problema è El lobo, personaggio che come dicevo nel mio commento è un po' tutto e un po' niente. L'autore ce lo descrive come una figura mitica: mezzo nero, mezzo indiano, ex criminale, ora padre di famiglia. Però in sostanza nella storia non fa nulla che soddisfi le aspettative create, è anche lui banale. Non c'è un dialogo che lo elevi a uomo eccezionale, un suo discorso che ci permetta di cogliere qualche elemento degno di nota della sua psicologia. Ci sono tante storie in cui un uomo comune si ritrova in una situazione più grande di lui e ne esce da eroe (e questo solitamente entusiasma il lettore), qui la situazione è paradossalmente opposta: abbiamo un uomo che ci viene presentato come dotato di grande esperienza, ma poi fa la figura dell'uomo qualunque e la moglie è quella che ne esce più a testa alta. Il personaggio avrebbe potuto riscattarsi in extremis dicendo qualche parola rilevante e morendo, ma Ruju non gli concede nemmeno quello, viene salvato da Tex e Carson e sparisce senza nemmeno dire grazie, trascinato dalla moglie. Boh, meno male che era un lupo. La moglie si da da fare e salva il figlioletto, lui non riesce nemmeno a salvare se stesso.

Mi ha ricordato un altro personaggio di Ruju, il John Ware visto in Tex 778-9 "L'orrendo massacro", anche lui abbastanza piatto e dotato di un'unica caratteristica, essere di colore. John Ware però mi sembra ne uscisse meglio.

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Concordo che Lobo sia debole e che potesse essere caratterizzato meglio. In compenso, la moglie ha carisma per entrambi.

 

In generale, non credo che la storia sia esente da difetti, tra i quali la debolezza del Lobo. Credo però che non possa nemmeno definirsi "storiaccia" perché, pur migliorabile, propone comunque una vicenda avvincente e sostenuta da un ritmo sostenuto, con personaggi la cui unica pecca è che sono un po' tagliati con l'accetta ma che non per questo non assolvono in maniera degna alla funzione di antagonisti che funzionano.

  • +1 1
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3 ore fa, Leo dice:

Credo però che non possa nemmeno definirsi "storiaccia"

Ci mancherebbe. È una buona storia tutto sommato, soprattutto la prima parte. Nel complesso le avevo dato un 8-.

  • +1 1
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  • 2 weeks later...

Allora...Ruju non butta via niente e si porta a spasso ogni tanto qualche ideuzza su vecchi personaggi e/o situazioni.

Stavolta si torna a Galveston, città portuale in Texas, dove in un Texone disegnato da Rotundo sviluppò una storia intrigante tra boss locali, piantagioni di cotone, schiavi neri, e personaggi interessanti (la signorina Hood).

Lo sceneggiatore sardo, sempre coadiuvato da un buon Rotundo (il suo stile sembra a tratti un Ortiz più pulito), ci riporta a Galveston, dove ritroviamo vecchi personaggi e ne scopriamo di nuovi (El Lobo).

Tra gruppi di agguerriti cajun, coccodrilli, incendi, sparatorie, inseguimenti, colpi di scena (per le serie il buon Ruju non butta via niente), l'azione non manca per Tex e Carson.

Globalmente la storia è stata discreta, e probabilmente la rileggerò, non annoia ma forse paga un po' dazio in certe scelte di sceneggiatura (alcuni personaggi nel Texone sono gestiti meglio).


 

Il 08/08/2026 at 14:53, Leo dice:

Concordo che Lobo sia debole e che potesse essere caratterizzato meglio. In compenso, la moglie ha carisma per entrambi.

 

In generale, non credo che la storia sia esente da difetti, tra i quali la debolezza del Lobo. Credo però che non possa nemmeno definirsi "storiaccia" perché, pur migliorabile, propone comunque una vicenda avvincente e sostenuta da un ritmo sostenuto, con personaggi la cui unica pecca è che sono un po' tagliati con l'accetta ma che non per questo non assolvono in maniera degna alla funzione di antagonisti che funzionano.

Concordo...Meglio la moglie come personaggio, el lobo poteva essere un po' più consistente. La vicenda è avvincente seppur migliorabile. Poi un po' troppo in secondo piano stavolta la Hood, molto più presente e coinvolta nel Texone.

Poi Ruju si lascia sempre qualche spiraglio per il futuro...;)

Il 08/08/2026 at 10:28, Leo dice:

Come La Tempesta di Galveston, trovo che anche questa storia sia ben riuscita. Il primo albo è molto bello, pieno d'azione, con tanti teatri e personaggi diversi: il nuovo Woodlord, una versione forse anche più sadica e malata del primo, che incarna lo spirito schiavista impenitente post guerra civile e la più classica espressione della vendetta; Tex e Carson, che reincontrano i vecchi amici della prima avventura narrata nel Texone nella sempre evocativa località portuale di Galveston; El Lobo e la sua carismatica moglie, quest'ultima persa e ritrovata tra le mefitiche e spettacolari paludi del Bayou. E che rappresentano rispettivamente i cattivi, i buoni e i "grigi" di una storia molto movimentata e che proprio nella presenza dei grigi di cui sopra ha uno dei suoi punti di forza.

Come La Tempesta di Galveston, trovo che anche questa storia sia ben riuscita. Il primo albo è molto bello, pieno d'azione, con tanti teatri e personaggi diversi: il nuovo Woodlord, una versione forse anche più sadica e malata del primo, che incarna lo spirito schiavista impenitente post guerra civile e la più classica espressione della vendetta; Tex e Carson, che reincontrano i vecchi amici della prima avventura narrata nel Texone nella sempre evocativa località portuale di Galveston; El Lobo e la sua carismatica moglie, quest'ultima persa e ritrovata tra le mefitiche e spettacolari paludi del Bayou. E che rappresentano rispettivamente i cattivi, i buoni e i "grigi" di una storia molto movimentata e che proprio nella presenza dei grigi di cui sopra ha uno dei suoi punti di forza.

 

Proprio sulla caratterizzazione di questi, o su alcune situazioni che li riguardano, ho letto in questo topic le critiche più importanti a questa storia.

 

Il duello con El Lobo, ad esempio, secondo Ymalpas farebbe apparire Tex addirittura "wokista" e sarebbe comunque un tradimento del personaggio, tanto da rendere questa una "storiaccia". Io francamente ci vedo un Tex che batte il suo avversario, e che solo dopo averlo battuto gli lascia estrarre la pistola perché non può sparargli: ha appena salvato la sua famiglia e compreso che anche El Lobo è una vittima della situazione. Si crea lo stallo di cui parla il sassaroli, che non è una situazione anti-texiana. E' semplicemente qualcosa che può accadere anche a Tex e che il nostro avrebbe comunque risolto da par suo: non dice infatti da nessuna parte che è pronto a morire, anzi dice che non intende farlo, confermando che per lui la situazione è sotto controllo e che non siamo nella situazione suicida di cui parla Poe. Tex ha anche capito che con quello non ci si può ragionare, e che la de-escalation fallirà, da qui la necessità di "accettare" il duello (che probabilmente si concluderà con una pallottola nella mano o sul calcio dell'arma di El Lobo).

 

Più convincente quanto dice frank-one sull'inutilità del duello, ma anche qui l'autore decide di aggiungere azione (perché parlare di suspence in Tex sarebbe troppo) basandosi su una caratterizzazione di El Lobo come personaggio impetuoso, ramboide, non troppo intelligente. Ma è una caratterizzazione, per l'appunto. Se tutti i personaggi fossero razionali e si muovessero in modo ponderato, non avremmo probabilmente alcuna scena "forzata" e "inutile" ma avremmo forse ben poche scelte narrative per i nostri bistrattati autori.

 

I tempi sbagliati di cui parla Poe: in realtà la moglie di El Lobo probabilmente gira in tondo, perché a un certo punto dice chiaramente di essersi persa: è stravolta, in un ambiente che non è il suo, con un bambino da salvare. Anche se è una squaw, che dovrebbe avere senso dell'orientamento, può anche starci che alla fine non sia riuscita ad allontanarsi troppo dal luogo della sua prigionia. Forzato invece è che Tex arrivi a cavallo bello lindo, ma il nostro ci ha abituato a ben altre forzature: quindi, registro anche questa e la faccio filare. 

 

Poi, intendiamoci: come sempre, le vostre critiche non sono affatto prive di fondamento, però non mi paiono giustificare la definizione di "sbobba" che ne dà Ymalpas francamente. Prendiamo atto che il nostro fumetto è molto anziano, che c'è penuria di sceneggiatori e che la casa editrice ha deciso di spolparlo (e spolparci) fino all'osso. In tempi come questi, una storia con le qualità di quest'ultima è grasso che cola. 

 

Un'ultima annotazione riguarda il post di Black Jim sulla violenza: pur avendo apprezzato il commento nella sua sincerità, io sono in totale disaccordo. L'omicidio di El Lobo verso il Cajun è perfettamente in linea con il personaggio: un esaltato poco intelligente e furioso, che si vendica con uno degli aguzzini o presunti aguzzini della moglie. Siamo in un contesto di rabbia estrema provata dal personaggio che, trovandosi di fronte uno dei rapitori della moglie (o che lui crede tali) non ci pensa due volte ad ammazzarlo come un cane. Soprattutto, però, mi è piaciuta la scena di Clementine, del tutto gratuita nell'economia della storia e per questo scientemente volta a caratterizzare ulteriormente Woodlord figlio: un sadico assassino, la cui perversione si innesta nei meccanismi psicologici che lo muovono a dar vita a tutta questa storia, che affondano in un sentimento di vendetta sostanzialmente rozzo ed elementare.

 

Concludo dicendo che a mio parere i personaggi di questa storia sono tutti, con l'eccezione della squaw, rozzi ed elementari. Ma non lo è la storia in sè. Che non è una storia con Tex e non di Tex, come vorrebbe Ymalpas. E' una storia corale in cui Tex si muove da par suo. E anche in questo caso vale il discorso dei quasi 80 anni e del grasso che cola.

 

Discontinui i disegni di Rotundo? Forse. Ma a me sono piaciuti tantissimo, sporchi e cattivi. Ottimi per l'ambientazione e per la resa dei personaggi. Avercene!    

Scusate, ho fatto un mezzo casino col post di sopra e l'inizio si ripete. Non riesco più a modificarlo...

Dopo 80 anni e con un genere come il west (ed un personaggio come Tex) non è affatto semplice.

Quindi o sei ambizioso come il Bos (e questo non lo salva da critiche più o meno  condivisibili) o ci metti mestiere.

Mestiere nel riprendere vecchie situazioni o personaggi, mestiere nel metterci azione, colpi di scena, un buon numero di personaggi. 

A volte la minestra risulta insipida (anche troppo), a volte mangiabile, qualche volta con un po' di gusto.

Ruju stavolta per me un po' di gusto riesce a garantirlo. Idem i disegni di Rotundo, sporchi e cattivi alla Ortiz.

Il 19/06/2026 at 22:06, Condor senza meta dice:

Ruju con l'ultima sua fatica sulla regolare, conferma di essere in netta ripresa rispetto ad ampi periodi di appannamento del passato.

 

L'episodio mi è piaciuto meno dei "I due sceriffi" ma tirando le somme l'esito è alquanto soddisfacente.

 

Recuperando personaggi già apparsi nel suo Texone "Tempesta su Galveston" Pasquale imbastisce una classica storia di vendetta, organizzata dal figlio del defunto villain e perpetrata con l'ausilio di un personaggio particola quale "Il Lobo".

 

A rendere tutto più affascinante, il carisma della moglie del Lobo e l'esotica ambientazione fra alligatori, paludi e selva selvaggia.

 

Il primo albo è decisamente migliore e più ritmato, mentre ho riscontrato un netto rallentamento nel secondo, come se l'autore fosse costretto a ricalibrare il tutto per riempire le 110 tavole.

Tutto sommato comunque la storia scorre e si fa leggere, con l'inevitabile alleanza tra Tex e Lobo, dopo essere arrivati a un passo dal duello, in una scena ad alto impatto ma un po' forzata.

 

L'epilogo è carico di azione è conferma il trionfo della giustizia e la sconfitta dell'odioso Woodlord, Tex ha anche il modo di favorire una seconda vita a Leonidas, simulandone il seppellimento per il mondo dei bianchi e destinandolo alla riserva di Cochise.

 

Come già detto, episodio piacevole ma che, con una maggiore cura soprattutto nel secondo albo, poteva anche raggiungere vette più alte.

 

Come nel texone, la continuity del soggetto è garantita pure dalla presenza di Rotundo ai pennelli, che nel caso specifico debutta ufficialmente sulla serie regolare del nostro amato ranger.

 

Stile molto particolare e nervoso, che ben si presta per l'ambientazione esotica della prova.

Molto belli gli sfondi, il ricco campionario di tratteggi e la dinamicità di alcune sequenze di azione, di contro mi ha convinto meno la regolarità che subisce un lieve calo nel finale e alcune sproporzioni anatomiche sia fisiche che facciali.

 

Anche il bilanciamento dei neri spesso è sacrificato, con tavole molto chiare in alcune sequenze e sfondi monotematici pieni in altre.

 

Prova grafica ampiamente riuscita ma che evidenzia quanto lo stile di Rotundo sia molto particolare e si stacca dalla tradizione texiana a cui eravamo abituati fino a pochi anni fa.

Personalmente a me i disegni son piaciuti, ma non mi stupisce se uno stile simile possa dividere le platee di lettori. Il mio voto finale è 7

Con questa doppia, il bis e lo Speciale Tex Willer lo sceneggiatore sardo si sta un po' riprendendo secondo me.

 

  • +1 2
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<span style="color:red">12 ore fa</span>, Diablorojo82 dice:

Dopo 80 anni e con un genere come il west (ed un personaggio come Tex) non è affatto semplice.

Quindi o sei ambizioso come il Bos (e questo non lo salva da critiche più o meno  condivisibili) o ci metti mestiere.

 

Io penso che Boselli, per ruolo e per personalità (si pensi a quello che fece con Il Passato di Carson, la sua prima storia in cui introdusse addirittura la paternità di Kit: genio e sregolatezza :D), si senta di osare di più. Poi magari è anche solo questione di estro, non possiamo escluderlo. Le ultime sue avventure sono state spesso più avventurose che western, alcune hanno colto nel segno e altre meno. 

Ruju ci ha portato negli ultimi mesi a respirare invece nuovamente atmosfere più prettamente "western", e quando dico che lo ha fatto con mestiere non sto facendo una critica, ma sto rimarcandone l'elevata dose di professionismo che gli consente di portare a casa il risultato anche con storie teoricamente più semplici o meno sfidanti rispetto alle trame che imbastisce Borden. 

Peraltro, questa storia ambientata nel Bayou è tutt'altro che semplice, visti i diversi personaggi, l'ambientazione, ecc. 

Cosa c'è di debole in questa storia? Forse solo la grossolanità di El Lobo. Questo è l'aspetto meno digeribile di una trama per altri versi riuscita: una caratterizzazione esagerata che fa il pari con certe uscite ramboidi di Tex che fanno urlare - legittimamente - alla tamarragine un critico spesso a mio parere troppo duro come Diablero. Anche qui certe uscite del Lobo sono francamente tamarre, e questo è l'aspetto meno gradevole, a mio parere, della vicenda. 

Che poi questo non è nemmeno un errore tecnico, che noi lettori non sapremmo riconoscere e comunque non avremmo titolo per riconoscerlo o per salire sul pulpito a giudicare. È invece una caratterizzazione così voluta dall'autore, che tuttavia - in questa come in altre circostanze - fa spesso scelte così "cariche" (a volte anche per quanto riguarda Tex, con scene inaccettabili in cui il nostro o è un pazzo suicida o ha "solo" la consapevolezza di non poter morire, divenendo così una marionetta di carta e non un personaggio verosimile), da risultare a tratti improbabile e forzato. Se tentasse di limare questi aspetti io lo apprezzerei ancora di più.

 

<span style="color:red">12 ore fa</span>, Diablorojo82 dice:

Con questa doppia, il bis e lo Speciale Tex Willer lo sceneggiatore sardo si sta un po' riprendendo secondo me.

 

Sì. E ho letto recensioni lusinghiere anche per I Due sceriffi, che ancora non ho letto (ho un po' di arretrato e sto cercando di mettermi al pari, piano piano...)

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<span style="color:red">4 minuti fa</span>, Leo dice:

 

Io penso che Boselli, per ruolo e per personalità (si pensi a quello che fece con Il Passato di Carson, la sua prima storia in cui introdusse addirittura la paternità di Kit: genio e sregolatezza :D), si senta di osare di più. Poi magari è anche solo questione di estro, non possiamo escluderlo. Le ultime sue avventure sono state spesso più avventurose che western, alcune hanno colto nel segno e altre meno. 

Ruju ci ha portato negli ultimi mesi a respirare invece nuovamente atmosfere più prettamente "western", e quando dico che lo ha fatto con mestiere non sto facendo una critica, ma sto rimarcandone l'elevata dose di professionismo che gli consente di portare a casa il risultato anche con storie teoricamente più semplici o meno sfidanti rispetto alle trame che imbastisce Borden. 

Peraltro, questa storia ambientata nel Bayou è tutt'altro che semplice, visti i diversi personaggi, l'ambientazione, ecc. 

Cosa c'è di debole in questa storia? Forse solo la grossolanità di El Lobo. Questo è l'aspetto meno digeribile di una trama per altri versi riuscita: una caratterizzazione esagerata che fa il pari con certe uscite ramboidi di Tex che fanno urlare - legittimamente - alla tamarragine un critico spesso a mio parere troppo duro come Diablero. Anche qui certe uscite del Lobo sono francamente tamarre, e questo è l'aspetto meno gradevole, a mio parere, della vicenda. 

Che poi questo non è nemmeno un errore tecnico, che noi lettori non sapremmo riconoscere e comunque non avremmo titolo per riconoscerlo o per salire sul pulpito a giudicare. È invece una caratterizzazione così voluta dall'autore, che tuttavia - in questa come in altre circostanze - fa spesso scelte così "cariche" (a volte anche per quanto riguarda Tex, con scene inaccettabili in cui il nostro o è un pazzo suicida o ha "solo" la consapevolezza di non poter morire, divenendo così una marionetta di carta e non un personaggio verosimile), da risultare a tratti improbabile e forzato. Se tentasse di limare questi aspetti io lo apprezzerei ancora di più.

 

 

Sì. E ho letto recensioni lusinghiere anche per I Due sceriffi, che ancora non ho letto (ho un po' di arretrato e sto cercando di mettermi al pari, piano piano...)

Ruju secondo me non è uno sprovveduto ma qualcosa deve inventarsi per non essere piatto. Quindi "carica" a turno o in contemporanea i personaggi, le situazioni e Tex.

Poi miscelare tutto non è semplice a volte esagera e gli sfuggono le dosi.

I due Sceriffi non male neppure quella ma secondo me un po', per alcune trovate, inferiore a quelle citate.

 

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<span style="color:red">15 ore fa</span>, Diablorojo82 dice:

Con questa doppia, il bis e lo Speciale Tex Willer lo sceneggiatore sardo si sta un po' riprendendo secondo me.

Anch'io lo penso.

Dopo un periodo di evidente appannamento creativo, sembra che l'autore stia risalendo la china e tornando a raggiungere un livello adeguato.

Non a caso ho da tempo coniato l'espressione "zona Ruju", poichè sebbene non raggiunga mai vette da far gridare al capolavoro, le sue storie rimangono sempre su una media adeguata, un western comunque credibile e fruibile; opere che assolvono a pieno il compito di alternare le trame più complesse e ambiziose di Mauro.

Una costanza qualitativa che andrebbe apprezzata, se consideriamo le cadute che hanno avuto altri autori prima di lui, ad esempio Nizzi.

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17 hours ago, Leo said:

Cosa c'è di debole in questa storia? Forse solo la grossolanità di El Lobo. Questo è l'aspetto meno digeribile di una trama per altri versi riuscita: una caratterizzazione esagerata che fa il pari con certe uscite ramboidi di Tex che fanno urlare - legittimamente - alla tamarragine un critico spesso a mio parere troppo duro come Diablero. Anche qui certe uscite del Lobo sono francamente tamarre, e questo è l'aspetto meno gradevole, a mio parere, della vicenda. 

Che poi questo non è nemmeno un errore tecnico, che noi lettori non sapremmo riconoscere e comunque non avremmo titolo per riconoscerlo o per salire sul pulpito a giudicare. È invece una caratterizzazione così voluta dall'autore, che tuttavia - in questa come in altre circostanze - fa spesso scelte così "cariche" (a volte anche per quanto riguarda Tex, con scene inaccettabili in cui il nostro o è un pazzo suicida o ha "solo" la consapevolezza di non poter morire, divenendo così una marionetta di carta e non un personaggio verosimile), da risultare a tratti improbabile e forzato. Se tentasse di limare questi aspetti io lo apprezzerei ancora di più.

 

Che "limi" questi aspetti, non ci spero manco più. Ormai Ruju l'ho dato per perso.

 

Dopo tanti anni (e dopo che immagino abbia letto questa critica, se non fatta dal curatore almeno da un sacco di recensioni) e ancora fa fare a Tex certe "tamarrate", i casi sono solo 2:

1) O per lui i critici sbagliano, è Tex è così, un tamarro da borgata di periferia con la moto smarmittata...

2)... o sa solo scrivere così.

 

In entrambi i casi, diventa inutile continuare a comprare tamarrate sperando invano che una non lo sia. Risparmio tempo e soldi e non compro più nulla di Ruju (tranne per adesso i Texoni, ma non so per quando se inizia a farne troppi)

 

P.S.: questa storia come avevo già detto l'ho letta "in parte", non l'ho comprata ma un mio amico mi ha messo davanti il primo albo dicendo "leggi questa roba". Non sono riuscito manco ad arrivare in fondo.

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Il 18/08/2026 at 03:24, Diablero dice:

In entrambi i casi, diventa inutile continuare a comprare tamarrate sperando invano che una non lo sia.

 

Anche se in alcune storie ci sono scelte "tamarre", io credo che queste non si estendano automaticamente al giudizio su tutta la storia. Alcune sequenze poco felici possono essere prese per quelle che sono, senza per questo buttare tutto il resto. Certo, dipende anche dal peso specifico di quella scena nella storia, ma Ruju a mio parere non merita mai una "non lettura". Non è "sbobba", è un autore che, sia pure senza estri particolari ma con solido mestiere, sta traghettando Tex in una fase complicata.

 

Come ho detto sopra, scrivere qualcosa di nuovo su Tex oggi deve essere complicatissimo. Tra l'altro, c'è già un autore che cerca di farlo, e io credo che, implicitamente o esplicitamente, si chieda a Ruju di restare nei consueti binari, così da consentire a Boselli di esplorare le residue potenzialità narrative che il nostro fumetto può avere (storie non western, come quella del Maestro, de La Tigre nera, o storie western che affondano nel passato remoto all'insegna dei ritorni dei personaggi glbonellianj). Poi magari non sarà nemmeno così, non c'è alcuna richiesta esplicita o implicita, è Ruju che non strafa, che non vuole o non sa o per l'appunto non può farlo: non lo sappiamo. 

 

Quello che so è che spesso porta a casa il risultato. Senza tradire Tex, ragazzi, non scherziamo su questo. Non bastano il finto stallo di questa storia o il fatto che Tex a volte non spari per primo per portare l'autore sardo sul banco degli imputati per lesa texianita'. Né basterebbe il tanto vituperato, per dirla con lessico diableriano, "colpetto di scenetta", a volte tamarro e a volte no, talvolta riuscito e talvolta meno. 

 

GLB era fulmicotone. Nolitta l'autore editore che non riusciva a mettersi al servizio del personaggio. Nizzi, quello degli inizi, era puro divertimento. Boselli è stato il momento della maturità, della sublimazione, con le sue storie solenni ed epiche, col suo registro più alto, con i suoi personaggi problematici e a più dimensioni. 

Cosa è Ruju? Ruju è la roccia levigata su cui si regge oggi il vetusto castello, le fondamenta nude, la solida pietra forse non così spettacolare a vedersi ma che regge botta, in questo periodo di decadenza mondiale che coinvolge politici, società civile, autori e lettori. Lettori, sì. Perché noi non siamo altro rispetto a queste letture e alle tante storture - o presunte tali - che denunciamo su questi topic. Siamo diventati forse più esigenti, più attenti, più puntigliosi. Meno tolleranti. Non perdoniamo nulla agli autori di oggi, e forse non ci rendiamo conto che parte della nostra insoddisfazione, delle nostre frustrazioni, non vengono (solo) dal fumetto in sé, ma dal nostro modo di essere oggi lettori,  e dalle nostre percezioni, che invecchiano con noi. 

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Io invece penso che anche il me stesso di 50 anni fa, se in edicola avesse trovato il Tex di Ruju (ma anche quello di Nizzi o Faraci), col cavolo che si sarebbe appassionato al personaggio. Anche all'epoca certi fumetti, tipo "Ringo" o "Jesus", non mi piacevano.

 

invece, mi sono letto non molto tempo fa "L'Uomo che ha ucciso Lucky Luke", e guarda un po' è possibile scrivere belle storie anche di un personaggio western che ha circa l'età di Tex...

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