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LA LUNGHEZZA DELLE STORIE DELLA SERIE TEX WILLER


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Non so se l’ho già detto, ma a livello tipografico come faranno a mettere le tre cifre su Tex Willer? Due ci entrano ma tre sono tante, soprattutto in alcuni casi. Tipo 103, 108, 109… 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, MacParland dice:

Non so se l’ho già detto, ma a livello tipografico come faranno a mettere le tre cifre su Tex Willer? Due ci entrano ma tre sono tante, soprattutto in alcuni casi. Tipo 103, 108, 109… 

Esistono quattro strade, le ultime due poco in linea con la tradizione:

 

riducono la font (strada in passato usata dalla serie gigante)

restringono la font (i caratteri saranno grandi uguali ma più appiccicati)

lo scrivono in verticale:

1

0

0

infine scrivono il numero ruotandolo come il titolo

 

Spero di non aver dato io la soluzione alla redazione.

 

 

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Mi hanno fatto notare che (sul numero di giugno di Tex, chi l'ha ricevuto in abbonamento) non è presente ma su altri personaggi si ci sia un QR Code che rimanda ad un sondaggio della SBE su tutte le pubblicazioni, i loro metodi di comunicazione e i possibili consigli da offrire, al completamento danno sulla propria mail un mese gratis da riscattare per l'utilizzo del Bonelli Digital Classic. 

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6 ore fa, MacParland dice:

Non so se l’ho già detto, ma a livello tipografico come faranno a mettere le tre cifre su Tex Willer? Due ci entrano ma tre sono tante

Ci penso anche io a queste cose :P

Penso che una soluzione perfetta non ci sia, nemmeno tra quelle proposte da @Dix Leroy, perché la differenza rispetto agli altri albi della serie balzerà comunque agli occhi. Potrebbero rimpicciolire il font E avvicinare le cifre (ovvero ridurre la cosiddetta crenatura dei caratteri), così da non doverlo rimpicciolire troppo.

Ruotare i numeri non so se produrrebbe un effetto piacevole, più interessante sarebbe l'opzione di mettere una cifra sopra l'altra:

1

0

2

Perché permetterebbe di lasciare invariata la dimensione del font, ma bisognerebbe fare delle prove.

 

Oltre a quelle proposte da Dix, c'è anche l'opzione "a gradini": le cifre vengono avvicinate orizzontalmente, ma ciascuna viene rialzata leggermente rispetto alla precedente. Questa soluzione richiederebbe comunque una riduzione delle dimensioni del font ma visivamente gli farebbe occupare più o meno lo stesso spazio verticale e orizzontale che occupa ora.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, frank_one dice:

Ci penso anche io a queste cose :P

Penso che una soluzione perfetta non ci sia, nemmeno tra quelle proposte da @Dix Leroy, perché la differenza rispetto agli altri albi della serie balzerà comunque agli occhi. Potrebbero rimpicciolire il font E avvicinare le cifre (ovvero ridurre la cosiddetta crenatura dei caratteri), così da non doverlo rimpicciolire troppo.

Ruotare i numeri non so se produrrebbe un effetto piacevole, più interessante sarebbe l'opzione di mettere una cifra sopra l'altra:

1

0

2

Perché permetterebbe di lasciare invariata la dimensione del font, ma bisognerebbe fare delle prove.

 

Oltre a quelle proposte da Dix, c'è anche l'opzione "a gradini": le cifre vengono avvicinate orizzontalmente, ma ciascuna viene rialzata leggermente rispetto alla precedente. Questa soluzione richiederebbe comunque una riduzione delle dimensioni del font ma visivamente gli farebbe occupare più o meno lo stesso spazio verticale e orizzontale che occupa ora.

Ce ne sarebbe un'altra soluzione, ma sa tantissimo da americanata.

dopo il 99 arriva il numero 1 della seconda serie.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Dix Leroy dice:

Ce ne sarebbe un'altra soluzione, ma sa tantissimo da americanata.

dopo il 99 arriva il numero 1 della seconda serie.

 

Quella che tu chiami americanata era già stata adottata dall'allora Redazione Audace fin dal 1949 nel caso ri fosse sfuggito.

  • +1 1
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Un'ulteriore soluzione sarebbe quella di aumentare il numero delle pagine e fare diventare la costina più ampia :P

(Nel numero 100 lo fanno)

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<span style="color:red">7 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

Questa è la soluzione migliore 

 

Ma sappiamo tutti che non accadrà. 

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Peccato… ma lasciatemi almeno la speranza 

Perché 60 pagine sono una miseria, comincio a leggere ed è già finito l’albo. Per gustare la storia devo aspettare di avere in mano tutti gli albi… 

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  • Collaboratori
<span style="color:red">5 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

Peccato… ma lasciatemi almeno la speranza 

Perché 60 pagine sono una miseria, comincio a leggere ed è già finito l’albo. Per gustare la storia devo aspettare di avere in mano tutti gli albi… 

 

Questo è uno dei suoi punti deboli o chissà? forse anche la sua fortuna!

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

Peccato… ma lasciatemi almeno la speranza 

Perché 60 pagine sono una miseria, comincio a leggere ed è già finito l’albo. Per gustare la storia devo aspettare di avere in mano tutti gli albi… 

 

Per curiosità, per caso leggi solo albi Bonelli? mi sembrerebbe la sola spiegazione logica del perché una debba trovare poco corposo un albo con 62 pagine di fumetti. In circa 62 annoi di letture ho avito albi di ogni formato e foliazione e mi andavamo benissimo. 

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Il bello della Tex Willer è che ha episodi più snelli e, in teoria, un ritmo più concitato. Portare questa serie alla stessa foliazione della serie principale vorrebbe dire privarla di una delle sue caratteristiche peculiari. Secondo me sarebbe un errore.

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Leggo soprattutto Bonelli, ma la questione è diversa. Bonelli proponeva anche le 60 pagine del comandante Mark, ma erano alte tempi, altri ritmi di lettura e rilettura e rilettura per un adolescente ed era comunque una storia completa.  

Non condivido quanto dice Frank perché le storie di Tex Willer si dipanano anche su 5-6 albi per cui sono lunghe. Se le stesse 372 pagine (6x62) fossero raccolte in meno albi il ritmo sarebbe sempre lo stesso. 

Perché la storia sarebbe sempre la stessa, mica cambierebbe 

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54 minuti fa, Carlo Monni dice:

 

Per curiosità, per caso leggi solo albi Bonelli? mi sembrerebbe la sola spiegazione logica del perché una debba trovare poco corposo un albo con 62 pagine di fumetti. In circa 62 annoi di letture ho avito albi di ogni formato e foliazione e mi andavamo benissimo. 

 

Non è tanto una questione di pagine, ma di quanto "dense" siano queste pagine. Lo stile narrativo Bonelli è indubbiamente diluito, rispetto ad altre realtà. Senza pensare subito gli americani del secolo scorso, che in 20 pagine raccontavano la nascita dell'universo, lo sviluppo di una civiltà e la sua decadenza, anche in Italia c'è un modo di raccontare molto più conciso. Angelo cita giustamente il Comandante Mark, ma vorrei ricordare l'autore più essenziale di tutti: tale GLB, conoscete? Oggi è ancora così in ambito Disney o nei pocket AF e DK, e persino nel recente Toni Bellasalma. I francesi, che concisi lo erano, ora stanno un po' sbrodolando, mentre tra i giapponesi ho raramente trovato il dono della sintesi.

Non è certo un difetto la "narrazione decompressa" è uno stile. Può piacere o meno. Può essere ben padroneggiata da uno sceneggiatore e magari un altro può trovarsi meglio quando le pagine lo costringono a condensare. Boselli ha dimostrato nei fatti di essere a proprio agio sia con le 400 pagine come con le 40.

Il problema però c'è se scrivi in maniera decompressa e hai poche pagine a disposizione. In questo caso, da lettore, non c'è la soddisfazione abituale. Certo, basterebbe leggere la storia quando è finita, ma chi ha voglia di aspettare? Quando ho un albo in mano c'è il piacere di leggere quell'albo, bella o brutta che poi risulti la storia. 

  • +1 2
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<span style="color:red">15 minuti fa</span>, Angelo1961 dice:

Leggo soprattutto Bonelli, ma la questione è diversa. Bonelli proponeva anche le 60 pagine del comandante Mark, ma erano alte tempi, altri ritmi di lettura e rilettura e rilettura per un adolescente ed era comunque una storia completa.  

Non condivido quanto dice Frank perché le storie di Tex Willer si dipanano anche su 5-6 albi per cui sono lunghe. Se le stesse 372 pagine (6x62) fossero raccolte in meno albi il ritmo sarebbe sempre lo stesso. 

Perché la storia sarebbe sempre la stessa, mica cambierebbe 

Sostanzialmente concordo, ma credo che Frank e gli altri intendano che anche storie lunghe 5-6 albi per essere 'correttamente' dipanate su episodi di 60 pagine 'debbano' e, in effetti 'siano' scritte con un ritmo più serrato: non si possono scrivere 60 pagine di spostamenti, chiacchiere etc o non si vende piú.

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Bene, ma lo stesso stile lo si può usare anche su 100 e oltre pagine. Come dice il Sassaroli, è questione di stile in fondo.

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<span style="color:red">16 minuti fa</span>, Black Jim dice:

Sostanzialmente concordo, ma credo che Frank e gli altri intendano che anche storie lunghe 5-6 albi per essere 'correttamente' dipanate su episodi di 60 pagine 'debbano' e, in effetti 'siano' scritte con un ritmo più serrato: non si possono scrivere 60 pagine di spostamenti, chiacchiere etc o non si vende piú.

Sì, intendevo esattamente questo, ed aggiungevo che questo è quello che dovrebbe succedere "in teoria", perché nella pratica mi è successo di trovare degli albi di Tex Willer in cui succedeva davvero poco ed è il motivo per il quale per un periodo decisi di abbandonare la serie. Penso sia anche il problema riscontrato da Angelo.

Quello che dico è: aumentare il numero di pagine lo risolverebbe? Non credo, darebbe anzi modo agli sceneggiatori di essere ancora più decompressi!

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<span style="color:red">11 minuti fa</span>, frank_one dice:

Quello che dico è: aumentare il numero di pagine lo risolverebbe? Non credo, darebbe anzi modo agli sceneggiatori di essere ancora più decompressi!

Sono d'accordo. Non c'è più la mentalità di raccontare una storia serrata. L'altro giorno ho visto un film del 1941 tratto dai romanzi di Salgari. A parte una scena di combattimento finale troppo caotica e la recitazione adatta al pubblico di quei tempi, ho trovato lo svolgimento praticamente perfetto. La durata totale 67 minuti (compresi i titoli).

C'è anche un sequel e non vedo l'ora di vederlo. E la scena di sesso? i due protagonisti si baciano nell'ultimo secondo, rigorosamente uomo e donna. Se non ci fosse stato un regime totalitario e una guerra mondiale alle porte mi sarei convinto di essere nato nel secolo sbagliato.

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La "difficoltà" a mio avviso nasce dalla tendenza a considerare Tex Willer ancora come una serie di avventure "chiuse" che può anche essere una chiave di lettura legittima per carità, ma nel complesso la serie racconta una storia unica a puntate che è la biografia giovanile di Tex. In questa ottica la foliazione di 60 pagine diventa funzionale, se fosse più consistente diventerebbe più appesantita...

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17 minuti fa, Tracce358 dice:

La "difficoltà" a mio avviso nasce dalla tendenza a considerare Tex Willer ancora come una serie di avventure "chiuse" che può anche essere una chiave di lettura legittima per carità, ma nel complesso la serie racconta una storia unica a puntate che è la biografia giovanile di Tex. In questa ottica la foliazione di 60 pagine diventa funzionale, se fosse più consistente diventerebbe più appesantita...

Proprio no.

Sono in assoluto e totale disaccordo con te :P

Primo perché Tex Willer non è un continuum, ma una serie a episodi. Divisi in capitoli, ma a episodi.

Secondo perché, se anche fosse come dici tu, non è il numero di pagine che appesantisce o snellisce, ma come quelle pagine sono scritte.

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Sono possibili entrambe le letture secondo me. Puoi estrarre e gustare i singoli episodi, ma il continuum c'è e personalmente è l'approccio che apprezzo :rolleyes:

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<span style="color:red">3 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

Non condivido quanto dice Frank perché le storie di Tex Willer si dipanano anche su 5-6 albi per cui sono lunghe. Se le stesse 372 pagine (6x62) fossero raccolte in meno albi il ritmo sarebbe sempre lo stesso. 

Perché la storia sarebbe sempre la stessa, mica cambierebbe 

 

Sbagliato. Il ritmo di una storia dipende dal numero di pagine che si ha a disposizione. Anche con la stessa trama una storia sarebbe narrata diversamente se divisa in capitoli da 62 pagine piuttosto che da 110.  Le prime storie di Tex ne sono l'esempio lampante. Quando scriveva in capitoli da 32 pagine a striscia (poco meno di 11 pagine odierne) G.L. Bonelli scriveva in modo più serrato, in ogni capitolo succedeva qualcosa e non c'era spazio per lunghe chiacchierate ad un tavolo di ristorante tanto per dire. Quando si passò a 80 pagine (pari a quasi 27 odierne la narrazione si fece più rilassata, ma non troppo. La produzione mensile equivaleva alle 110 pagine odierne, ma era più serrata, più densa. Lo stesso accade con Te Willer.

  • +1 1
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È una serie a episodi, ma gli episodi sono decisamente collegati tra loro ed avvengono chiaramente in stretta successione temporale. È almeno dalla saga di Xipe che ad ogni fine di capitolo si può sovrapporre senza troppo scarto l'inizio del capitolo successivo, sebbene ogni capitolo abbia una sua autonomia. Sulla serie principale di Tex tutto ciò non avviene. Se questo non è un continuum poco ci manca.

<span style="color:red">2 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

Il ritmo di una storia dipende dal numero di pagine che si ha a disposizione. Anche con la stessa trama una storia sarebbe narrata diversamente se divisa in capitoli da 62 pagine piuttosto che da 110.  Le prime storie di Tex ne sono l'esempio lampante.

Perfettamente d'accordo.

  • +1 1
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