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TWF - Tex Willer Forum

LA LUNGHEZZA DELLE STORIE DELLA SERIE TEX WILLER


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<span style="color:red">21 minuti fa</span>, frank_one dice:

almeno dalla saga di Xipe che ad ogni fine di capitolo si può sovrapporre senza troppo scarto l'inizio del capitolo successivo,

Ed è proprio questo aspetto che sta facendo lievitare ulteriormente il livello della narrazione. Oltre a tante altre cose, naturalmente. 

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Ripeto, Tex Willer a volte ha anche oltre 350 pagine per raccontare una storia. Il ragionamento sul ritmo varrebbe se gli episodi del singolo albo di 60 pagine fossero tutti autoconclusivi, allora si che lo scrittore sarebbe costretto a un determinato ritmo, ma così non è.

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Posted (edited)

Solo volendo considerare i primi 100 numeri, ma sappiamo che la serie andrà abbondantemente oltre, 60 x 100 = 6000 pagine: quale deve essere il ritmo di una storia di oltre 6000 pagine? Lo so, detta così è una provocazione, ma è proprio in virtù del continuum che la si può azzardare. Se io mi spazientisco perché una singola avventura della serie occupa anche 5 o 6 albi sto ancora perdendo di vista l'insieme. In passato Tex Willer ha avuto alcune storie "di stacco" dove il continuum si prendeva una relativa pausa. Principalmente erano quelle di altri autori ma ad esempio, se a Pinkerton Lady dei numeri 10-13 fosse seguito subito "l'agente federale" dei numeri 18-23 ci sarebbe stato un accumulo eccessivo di elementi narrativi. I due episodi "secondari" che ci stanno in mezzo hanno una funzione strategica di "pausa". Ma questi aspetti sfuggono nell'approccio per singole storie che vale in genere per la serie regolare. 

Edited by Tracce358
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Posted (edited)

Il fumetto seriale deve appassionare, non mortificare la pazienza del lettore. Mentre la striscia seguiva imperterrita questo iter: toglieva l'eroe dal pericolo della precedente e preparava il campo (nel giro di 25 strisce) per il guaio da cui sarebbe uscito nella successiva (cosa che accadeva la settimana dopo, non dopo un mese!).

Magari ogni tanto scappava la storiella più leggera che in un mesetto scarso si risolveva e scaldava i motori per l'avventura da antologia.

Oggi invece questa saga si può leggere soltanto in due modi: albo per albo, perdendosi la visione generale e incappando spesso in episodi dove succede poco o niente, oppure aspettare l'albo con la parola "fine" e dedicare una giornata intera a "levarsi di torno" il polpettone.

Una volta, con una sola collana ci si poteva permettere il lusso di leggere a puntate per poi rileggere tutto d'un fiato, ma oggi?

Edited by Dix Leroy
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Non litigate, esiste una soluzione che salverebbe capra e cavoli: fare storie di 60 pagine ma meno "decompresse" in maniera che avvengano molte più cose e si debbano attendere meno mesi...  :P

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Premesso e ribadito che @borden abbia dimostrato di saper scrivere storie brevissime e lunghe saghe con la medesima bravura, la questione principale per una testata come Tex Willer è se considerarla o meno un continuum, oppure una serie ad episodi divisi in capitoli, ma comunque ad episodi.

 

Una serie quasi completamente impostata come un continuum è Dragonero che, almeno nella prima e seconda serie, sfruttava al meglio questa sua peculiarità, ovvero albi densi di fatti in una cornice più ampia che in televisione chiameremmo "stagione". Quale risultato? Flotte di lettori anche fra coloro che mal digerivano da sempre il fantasy.

 

La situazione si è involuta nelle serie successive. Ovvero, rimasta l'impostazione a stagione progressivamente dilatata, cosa è rimasto del continuum per albo? Praticamente il nulla, ovvero albi in cui non succede niente di veramente appassionante... tanto il tutto si deve risolvere in una stagione di oltre 50 numeri.

 

Questo lo ritengo eticamente scorretto e totalmente fuori dallo schema a stagione tipico della televisione dove, se non vi sono telespettatori a seguire, puoi chiudere.

 

A mio avviso Tex Willer è una storia in continuum, ad episodi da più albi e non a stagione. Quindi non abbisogna costantemente di ritmo e densità di fatti eccessivi. Fosse stato così, come Dragonero, dopo un picco di lettori ci sarebbe stata una sorta di sopravvivenza.

 

Tex Willer alterna storie a episodi più dense ad altre più diluite. E questo sicuramente è un bene per la serie nel lungo periodo. La fa vivere più a lungo e si può entrare e uscire quando si vuole, completata una storia.

 

Devo ammettere, infine, che la tendenza rispetto all'inizio, è di mettere meno carne al fuoco per singolo albo nelle storie ad episodi, benché il lettore richieda oggi più che mai stimoli incessanti, indipendentemente dal numero di pagine di ogni albo, ma soltanto per il fatto di pagare cifre sempre più alte per questo "servizio" non considerato quasi più Arte.

 

Un consiglio finale? Tutto bene finora, ma qualche albo cerchiamo di renderlo leggermente più denso, senza snaturare le intenzioni dello sceneggiatore.

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<span style="color:red">7 ore fa</span>, frank_one dice:

Secondo te un film ed una serie tv hanno lo stesso ritmo?

Le serie tv, almeno quelle francesi, inglesi o americane che guardo, sono episodi completi, al limite con sottotrama. Come ho già detto, concorderei se ogni albo fosse un episodio completo, ma così non è. E’ il più delle volte una storia che si dipana anche su 6 albi.
 

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<span style="color:red">6 ore fa</span>, Diablero dice:

Non litigate, esiste una soluzione che salverebbe capra e cavoli: fare storie di 60 pagine ma meno "decompresse" in maniera che avvengano molte più cose e si debbano attendere meno mesi...  :P

Ma poi non avrebbe più ragione di esistere il cartonato alla francese ;)

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Sarebbe però interessante immaginare se la storia di 372 pagine del Tex Willer, se finisse sulla serie regolare diventerebbe una storia di 330 pagine o di 440 pagine. 

La storia in Florida disegnata da Rubini era 310 e quindi facile immaginare che diventasse di 330 (visto che avevano cominciato a lavorarci che era ancora destinata alla serie regolare... 

Ma quelle da 6 albi? 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Il sassaroli dice:

Ma poi non avrebbe più ragione di esistere il cartonato alla francese ;)

Il cartonato e’ “alla francese” solo per numero di pagine, non certo per stile. Il più delle volte è semplicemente un bonelliano accorciato. Se vuoi “essenzaliato” 😄

Per leggere un Tex cartonato ci metto 15 minuti, per leggere un francese ci metto 3 volte tanto. Proprio perché non è lo stesso modo di raccontare una storia. 
Geronimo, per me la storia verrebbe arrotondata per eccesso perché ci metterebbero qualche pagina di cornice con i pard attorno al fuoco con Tex che racconta…

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<span style="color:red">18 minuti fa</span>, Angelo1961 dice:

Il cartonato e’ “alla francese” solo per numero di pagine, non certo per stile. Il più delle volte è semplicemente un bonelliano accorciato. Se vuoi “essenzaliato” 😄

Per leggere un Tex cartonato ci metto 15 minuti, per leggere un francese ci metto 3 volte tanto. Proprio perché non è lo stesso modo di raccontare una storia. 
Geronimo, per me la storia verrebbe arrotondata per eccesso perché ci metterebbero qualche pagina di cornice con i pard attorno al fuoco con Tex che racconta…

Molto vero, ma non sempre. Non ho il quadro completo, però negli albi che ho letto si alternano storie brevi raccontate in stile Bonelli e storie robuste raccontate alla francese. 

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Posted (edited)

Ehm.... discussione densa ma...... le anteprime??? Come al solito si va nettamente Off topic :P

 

Perché non creare thread a parte come buona regola ogni volta che si crea un tema? 

 

Se no si finisce sempre con l'intasare pagine e pagine di "non anteprime" :old:

 

Per correttezza aggiungo che in questo caso all'OT ho contribuito anch'io 

Edited by Tracce358
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<span style="color:red">10 ore fa</span>, Diablero dice:

Non litigate, esiste una soluzione che salverebbe capra e cavoli: fare storie di 60 pagine ma meno "decompresse" in maniera che avvengano molte più cose e si debbano attendere meno mesi...  :P

All'annuncio di questa collana di 64 pagine ero a dir poco emozionato e come sapete ho comprato i primi albi due volte per sostenerla. Al di là della prima avventura troppo estesa (ma lo dovevo sospettare) mi aspettavo appunto episodi autoconclusivi, volti appunto a narrare episodi "intermedi" tra una avventura classica e l'altra, soprattutto nei casi in cui veniva scritto che era passato diverso tempo. Invece spesso sono state inserite avventure ben più importanti di quelle raccontateci da Bonelli, come dire che quello che sapeva su Tex erano soltanto aneddoti sparsi e neanche del tutto veritieri.

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<span style="color:red">17 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

raccontateci da Bonelli, come dire che quello che sapeva su Tex erano soltanto aneddoti sparsi e neanche del tutto veritier

Ma nessuno credo abbia mai interpretato che Bonelli "non sapesse" cose su Tex. Ne ha raccontate quelle che erano funzionali in un'epoca in cui il personaggio non era nemmeno inizialmente concepito per durare decenni. Ora, quasi un secolo dopo quel lascito di personaggi e situazioni risuona ancora talmente potente dal costruirci sopra una epopea che certamente non era all'epoca nelle intenzioni. 

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Il sassaroli dice:

Ma poi non avrebbe più ragione di esistere il cartonato alla francese ;)

Bè, però i cartonati, oltre al formato sono solo due all'anno e sono a colori senza gabbia: direi che si distinguono più che bene!

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3 minutes ago, Tracce358 said:

Ma nessuno credo abbia mai interpretato che Bonelli "non sapesse" cose su Tex. Ne ha raccontate quelle che erano funzionali in un'epoca in cui il personaggio non era nemmeno inizialmente concepito per durare decenni. Ora, quasi un secolo dopo quel lascito di personaggi e situazioni risuona ancora talmente potente dal costruirci sopra una epopea che certamente non era all'epoca nelle intenzioni. 

"L'epopea" (o meglio, l'Epica) l'ha costruita GL Bonelli, proprio "una storia per volta" (come sono nate TUTTE le grandi epopee). Senza perdere tempo a "fissare le minuzie", a stabilire cosa ha fatto Tex fra i 13 e i 13 anni e mezzo, ma raccontandone le imprese, il matrimonio, e la vita per decenni. 

 

L'epopea di Tex era già lì, finita, quando GL Bonelli ha finito di scriverlo. 

 

La serie Tex Willer aveva un obiettivo dichiarato, uno implicito e uno che si è infilato strisciando...

1) dichiarato: inserire nuove storie negli spazi vuoti delle prime storie, creando una "cronologia burocratica" con date ed eventi storici compatibile con le prime storie.

2) implicito: visto che il Tex delle origini non è pienamente compatibile con le storie attuali (se ti rileggi le prime storie, non era un ragazzino, aveva come minimo venticicinque-trent'anni, quindi nelle avventure recenti dovrebbe averne più di cinquanta), creare una continuity "coerente"

3) strisciante: visto che tanto qualche modifica andava fatta, mettersi tipo maestrina dalla penna rossa a "correggere gli errori" percepiti di GL Bonelli, tipo un Mefisto senza poteri, i vasi da fiori che non sparano alla fine della storia, e mille altre minuzie per "adeguare GL Bonelli al bon ton corrente della scrittura standard", e da lì poi si passa a "questa cosa io l'avrei fatta diversa, cambiamola"

 

NULLA di tutto questo è definibile come "la creazione di un epopea", è la creazione di una puntigliosa e nerdistica cronologia DA UN EPOPEA PRE-ESISTENTE.

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<span style="color:red">13 minuti fa</span>, Tracce358 dice:

Ma nessuno credo abbia mai interpretato che Bonelli "non sapesse" cose su Tex

Sono contento che tu la pensi così e che altri abbiano preso bene questa storia. Ma io che ho sempre considerato Tex "uno di casa" di cui il "nonno" mi aveva raccontato le più mirabolanti avventure, poi mi arrivano gli "zii" che mi fanno vedere che non mi era stato raccontato tutto e quello che sapevo erano vicende in qualche modo "minori".

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<span style="color:red">11 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

Il fumetto seriale deve appassionare, non mortificare la pazienza del lettore. Mentre la striscia seguiva imperterrita questo iter: toglieva l'eroe dal pericolo della precedente e preparava il campo (nel giro di 25 strisce) per il guaio da cui sarebbe uscito nella successiva (cosa che accadeva la settimana dopo, non dopo un mese!).

Magari ogni tanto scappava la storiella più leggera che in un mesetto scarso si risolveva e scaldava i motori per l'avventura da antologia.

Oggi invece questa saga si può leggere soltanto in due modi: albo per albo, perdendosi la visione generale e incappando spesso in episodi dove succede poco o niente, oppure aspettare l'albo con la parola "fine" e dedicare una giornata intera a "levarsi di torno" il polpettone.

Una volta, con una sola collana ci si poteva permettere il lusso di leggere a puntate per poi rileggere tutto d'un fiato, ma oggi?

Come al solito. Non leggi la serie e ti permetti di dire che ci sono episodi dove succede poco o niente.  Dovresti dirmi quali, così mi correggo. 😉

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Si può anche chiamare epopea parallela quella frutto dello straordinario lavoro di @borden per Tex Willer, ma definirla "puntigliosa e nerdistica" a me sembra totalmente fuori luogo. 

 

Secondo una mia personalissima visione, esiste l'epopea di Tex scritta da GL Bonelli, valida, mitica e con qualche incongruenza sparsa.

 

E poi esiste la versione raccontata da un altro "testimone" delle avventure di Tex e quel signore lì lo chiamiamo qui @borden. E' vero, ha modificato, rettificato, ma anche talvolta migliorato qualcosa dell'epopea classica, ma è il suo punto di vista e credo abbia fatto finora non soltanto bene, ma benissimo.

 

Quante belle storie ha inserito negli anfratti della saga classica? Veramente tante, per non dire tutte. E anche quelle di Ruju hanno il loro perché. Un pò meno quelle di altri autori.

 

Certe storie di Tex Willer dovrebbero varcare tutti i confini geografici del fumetto.

 

Poi, che @borden si sia macchiato anche della colpa capitale di aver scritto su Tex quella storia della cavalcata del destino, poco congruente con il passato stabilito da GL Bonelli, e certe altre cose su Mefisto, è tutt'altra storia. Io comunque ritengo che entrambe quelle dibattuta storie, seppure non entusiasmanti al massimo, potrebbero essere in continuity con Tex Willer e se così non fosse, beh ... francamente me ne infischio !

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  • Collaboratori

Anche a me soddisfa poco il numero di pagine che ha oggi la serie. Mi piacerebbe che dal numero 101 ogni albo fosse stampato con un'ottantina di pagine, una decina o quindicina in più sarebbero benvenute, non stravolgerebbe niente nella serie, sarei disposto a pagare l'albo anche 5 euro. Meglio più pagine su questa serie che improbabili uscite come Tex La Leggenda tirate fuori dal cilindro.

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A me 62 pagine non solo bastano ma mi sembrano il numero perfetto per questa testata. Anzi, propongo quella che potrebbe sembrare una follia: portiamo le pagine a 32 per albetto e rendiamo la serie quindicinale. Sarà quanto di più vicino alla serie originale a striscie.

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<span style="color:red">9 ore fa</span>, Diablero dice:

"L'epopea" (o meglio, l'Epica) l'ha costruita GL Bonelli, proprio "una storia per volta" (come sono nate TUTTE le grandi epopee). Senza perdere tempo a "fissare le minuzie", a stabilire cosa ha fatto Tex fra i 13 e i 13 anni e mezzo, ma raccontandone le imprese, il matrimonio, e la vita per decenni. 

 

L'epopea di Tex era già lì, finita, quando GL Bonelli ha finito di scriverlo. 

 

La serie Tex Willer aveva un obiettivo dichiarato, uno implicito e uno che si è infilato strisciando...

1) dichiarato: inserire nuove storie negli spazi vuoti delle prime storie, creando una "cronologia burocratica" con date ed eventi storici compatibile con le prime storie.

2) implicito: visto che il Tex delle origini non è pienamente compatibile con le storie attuali (se ti rileggi le prime storie, non era un ragazzino, aveva come minimo venticicinque-trent'anni, quindi nelle avventure recenti dovrebbe averne più di cinquanta), creare una continuity "coerente"

3) strisciante: visto che tanto qualche modifica andava fatta, mettersi tipo maestrina dalla penna rossa a "correggere gli errori" percepiti di GL Bonelli, tipo un Mefisto senza poteri, i vasi da fiori che non sparano alla fine della storia, e mille altre minuzie per "adeguare GL Bonelli al bon ton corrente della scrittura standard", e da lì poi si passa a "questa cosa io l'avrei fatta diversa, cambiamola"

 

NULLA di tutto questo è definibile come "la creazione di un epopea", è la creazione di una puntigliosa e nerdistica cronologia DA UN EPOPEA PRE-ESISTENTE.

Sai che abbiamo visioni nettamente divergenti su questo e continueremo ad averle, amen!

 

Per me era una epopea all'epoca di Gian Luigi Bonelli ed è una epopea anche adesso con Tex Willer. Proprio perché era potentissima quella è potentissima anche questa. E tutto quello che la' non c'era e qui c'è non è certo uno sterile e pretestuoso voler mostrare ora cose non mostrate allora. Nell'arte di qualsiasi genere esiste un patrimonio di storie personaggi temi musicali e quant'altro che ha una sua universalità che non si esaurisce in una unica versione. Quante creazioni o temi musicali ritornano rivivono e variano da epoche e anche generi diversi? Il punto è il livello qualitativo di una qualsiasi riproposizione di un soggetto o di un tema già esistente in precedenza. Può essere una schifezza puo' essere un capolavoro anche superiore alla versione preesistente e può essere una via di mezzo infinita fra questi due estremi. 

L'idea che non possa esistere una versione nuova diversa alternativa variata etc di qualcosa di preesistente semplicemente perché "là c'è già tutto" è semplicemente contronatura e contrario alla creazione artistica in quanto tale. 

<span style="color:red">9 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

Sono contento che tu la pensi così e che altri abbiano preso bene questa storia. Ma io che ho sempre considerato Tex "uno di casa" di cui il "nonno" mi aveva raccontato le più mirabolanti avventure, poi mi arrivano gli "zii" che mi fanno vedere che non mi era stato raccontato tutto e quello che sapevo erano vicende in qualche modo "minori".

È tutto un fraintendimento non sono minori quelle perché arrivano queste. Mi pare che alcuni tra voi si autolimitino da soli nel poter gustare quel che di buono può ancora arrivare che poi è merce sempre più rara.....

<span style="color:red">7 ore fa</span>, Jeff_Weber dice:

può anche chiamare epopea parallela quella frutto dello straordinario lavoro di @borden per Tex Willer, ma definirla "puntigliosa e nerdistica" a me sembra totalmente fuori luogo. 

 

Secondo una mia personalissima visione, esiste l'epopea di Tex scritta da GL Bonelli, valida, mitica e con qualche incongruenza sparsa.

 

E poi esiste la versione raccontata da un altro "testimone" delle avventure di Tex e quel signore lì lo chiamiamo qui @borden. E' vero, ha modificato, rettificato, ma anche talvolta migliorato qualcosa dell'epopea classica, ma è il suo punto di vista e credo abbia fatto finora non soltanto bene, ma benissimo.

 

Quante belle storie ha inserito negli anfratti della saga classica? Veramente tante, per non dire tutte. E anche quelle di Ruju hanno il loro perché. Un pò meno quelle di altri autori.

 

Certe storie di Tex Willer dovrebbero varcare tutti i confini geografici del fumetto.

Questa è una lettura che mi trova concorde al 1000 x 1000

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<span style="color:red">12 ore fa</span>, frank_one dice:

A me 62 pagine non solo bastano ma mi sembrano il numero perfetto per questa testata.

 

Idem.

Aumentare stabilmente il numero di pagine sarebbe secondo me controproducente...avvicinarsi al numero di pagine di altre collane storiche e andare ancora più in "concorrenza" con la serie regolare...non so.

 

<span style="color:red">12 ore fa</span>, frank_one dice:

Anzi, propongo quella che potrebbe sembrare una follia: portiamo le pagine a 32 per albetto e rendiamo la serie quindicinale. Sarà quanto di più vicino alla serie originale a striscie.

 

Probabilmente richiamerebbe davvero i tempi eroici delle strisce, (formato che ho comunque abbandonato, nella forma della attuale ristampa, perchè troppo distante dalla mia abitudine e affezione all'albo bonelliano gigante) ma al giorno d'oggi sarebbe fattibile? Certo per le storie più lunghe il tempo che passa tra l'uscita del primo e dell'ultimo albo è importante, ma il compromesso attuale tra numero di pagine e periodicità mi sembra comunque azzeccato, posto che ognuno è libero di scegliere la modalità di lettura che più lo aggrada: albo per albo con o senza rilettura complessiva a episodio completo, o lettura a storia conclusa (secondo caso per me).

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