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TWF - Tex Willer Forum

[248/249] Il Marchio Di Satana


ymalpas

Voto alla storia  

46 members have voted

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  • Sceriffi

Che bella questa storia, cupa e lugubre come gli abitanti di Quemado! Sequenza iniziale da brividi, con la bella copertina di Galep che ci porta già nel clima della storia ancora prima di aprire l'albo. La storia si legge davvero tutta d'un fiato fino al rocambolesco epilogo. Curiosi i continui riferimenti dei nostri a Mefisto, ne ho contati ben quattro all'interno della storia.
Il tratto di Fusco è magnifico, si notano le differenze rispetto alla storia precedente e la sua evoluzione verso quello che sarà il suo stile personale più maturo.
Voto 8.

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  • 3 years later...

Molto carina questa storia per l'aria di mistero che si respira e per il soggetto, non frequente nella saga del ranger. Un intero paese contro i due pards che riescono a spuntarla, ma non a salvare il loro amico allevatore. E questa è l'unica cosa che mi è veramente dispiaciuta: se si era salvato dall'agguato degli incappucciati, perché farlo morire nel rogo?
Voto alla storia: 6,7
Voto ai disegni: 8

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Una storia che sembra fantasiosa ma in verità realistica in modo inquietante!le sette sataniche,negli States e non solo,sono purtroppo una realtà storica e difficilmente sradicabile...GLB come al solito è un precursore della Storia reale e descrive le uccisioni di squaw tali e quali a quelle che avvengono con terribile e assidua frequenza a Ciudad Juarez,nel Chihuahua...cambiano i soggetti, giovani messicane invece che indianine,ma uccise nello stesso macabro rito.

Per il resto la storia scorre in modo lineare, lasciando ben poco spazio ai colpi di scena.un po' ingenui i pard a non capire che il Ranchero è in realtà uno dei capi della setta,Padre Crandall inquietante...bello il percorso nella cripta, stupendo il fuoco purificatore che distrugge Quemado.errore in una tavola:una donna e un bambino disegnati quando si parla invece di un villaggio di soli uomini...

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Uccisioni di messicane alle quali Roberto Bolano ha, se mi si concede un OT, dedicato un bellissimo e labirintico, anche se certo ostico, romanzo: "2666". Particolarmente incentrata sul tema, al tempo stesso simbolica e di una crudezza quasi insostenibile, la quarta parte del romanzo, "La parte dei delitti".

  • +1 1
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  • 2 months later...

Ci troviamo al cospetto di una storia più unica che rara.

G.L. Bonelli, nei panni di un estroso stregone, riversa nel calderone un pizzico di western, horror, noir e dopo aver mescolato con maestria, tira fuori una pozione esplosiva, che lascia al palato quell’essenza tipica dei romanzi gotici.

L’atmosfera che aleggia tra le pagine è cupa, asfittica; lo sviluppo narrativo incute ansia al lettore che, man mano che procede nella trama, sente un forte senso di repulsione verso le atrocità commesse dai fanatici. Non è certo la prima volta che l’autore inserisce nelle sue opere ombre demoniache, basti pensare le formule magiche e i riferimenti ai cieli neri di Mefisto, ma mai come in questo episodio il male radicato nella mente degli abitanti di Quemado fa rabbrividire.

Si capisce fin dall’incipit che la faccenda delle squaw Zuni rapite, nasconde un macabro mistero, reso ancor più acceso dal rinvenimento dell’atipico casolare sull’altura, pieno di simboli esoterici e ceppo sacrificale.

I due pards giunti a Quemado, hanno la perfetta percezione di aver messo piede in un’autentica anticamera dell’inferno e i sinistri personaggi come Crandall, Prescott e Turok non fanno che confermare che la puzza di marcio si sprigiona proprio dalle costruzioni di quel tetro villaggio.

L’atroce ritrovamento dei resti delle povere donne (scena molto forte e dalle marcate venature splatter), indirizzerà i due rangers sulla giusta pista e decisi come non mai, intraprenderanno l’opera di distruzione della sanguinosa setta.

Le scene finali tra la cripta e il tempio del male (con tanto di vetrate sataniche e statue demoniache) sono molto adrenaliniche e spettacolari, con il fuoco purificatore che metterà fine a questo piccolo regno del male.

Storia davvero notevole, che tiene inchiodati alle pagine in apnea e suscita forte emozioni; alla fine anche il lettore sembra tirare il fiato appena Tex e Carson sfuggono dall’inferno di fiamme volando dal rosone.

Non mancano alcune piccole imperfezioni ma che tirando le somme non influiscono troppo nel buon esito nella prova. Certamente non brilla di ingegno la trovata di Crandall di far dar fuoco al casolare, dopo averne parlato con i nemici, mossa che non ottiene altro esito che attirare sul suo villaggio le mire dei due rangers. Anche Tex stranamente perde qualche colpo, non fiutando subito il marcio dal presunto prete e da Prescott, e dire che la croce di fuoco che gli fanno trovare davanti la porta della sua stanza in segno intimidatorio, sia identica a quella cucita sul petto del “testa pelata” in saio nero. Anche lasciare il povero Grady ferito nelle mani di Prescott, sembra proprio una stonatura, per non parlare dell’inaudita ferocia con cui spara quasi alle spalle del fratello di Lennox, ma alla fine lo sfolgorante epilogo cancella tutto, pure le eventuali imperfezioni. La totale assenza di donne e bambini nel villaggio è una licenza narrativa che si prende Bonelli; ovviamente la circostanza è assurda, ma se notate anche nell’episodio “Il linciaggio” in cui i beceri sentimenti di razzismo serpeggiano fra gli abitanti della cittadina, del gentil sesso non c’è nemmeno l’ombra: l’autore cavallerescamente sembra voler preservare di coinvolgere il genere femminile in simili brutture collettive.

Davvero efficienti i disegni di Fusco; le sue vignette inquietanti arricchiscono all’ennesima potenza, una sceneggiatura già travolgente di suo, rendendo la storia una delle chicche della saga.

Il mio voto finale è 8

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  • co fondatore
On 23/9/2018 at 20:42, Barbanera dice:

errore in una tavola:una donna e un bambino disegnati quando si parla invece di un villaggio di soli uomini...

Corretto nelle ristampe.

Lo ripeto, l'ultima storia oltre l'8 di GLB, a mio avviso.

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  • 1 year later...

Si tratta forse di una delle ultime storie valide di GLB.

Storia bella, scritta bene, appassionante e anche un pò inquietante. Un intero paese coinvolto a far parte di una setta assassina, e una avventura che non lascia fiato.

Molto bello soprattutto il finale, davero coinvolgente.

C'è il Tex incazzoso e manesco di GLB, c'è un ottimo Carson, ci sono i soliti attentati in cui i nostri si prendono una pallottola sul cappello (e vabbè...) e una atmosfera decisamente gotica e ansiogena, creata con estrema maestria.

Estrema maestria che si nota anche nei disegni del sempre ottimo Fusco.

Bonelli: 8.50

Fusco 8.50

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Anche qui mi trovo perfettamente d'accordo con te, pard. Sarà che la lessi in terza media, ma rimasi davvero colpito dall'atmosfera ansiogena e malata, davvero sulfurea, che si sprigionava dal paese... atmosfera resa, per giunta, magistralmente dal grande Fusco, qui non ancora al suo apice forse, ma comunque in grande spolvero.

Probabilmente l'ultima storia davvero bella di Gianluigi Bonelli, sì.

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  • 8 months later...

Appena riletta, storia piacevole e oscura, vedere carson e tex alle prese con questa setta di assassini è stupendo, finale bellissimo, forse accorciato come fatto notare... Mi è dispiaciuto solo per i dialoghi eccessivi che tolgono un po di ritmo all'azione, per il resto bene, disegni ottimi (con i frequenti animali in primo piano come marchio di fabbrica di fusco) 

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  • 2 weeks later...

Questa storia è una delle più insolite di GL Bonelli. L’originalità risiede in due fattori: l’atmosfera tenebrosa, malata, claustrofobica (ottimamente resa da Fusco), e il fatto che i colpevoli sono tutti gli abitanti del paese, non una parte sola, una setta, ma l’intera cittadina di Quemado.

Da questo punto di vista il soggetto è un po’ l’opposto di alcune storie di Boselli, dove di solito i malvagi vogliono distruggere una città e Tex la deve difendere (I sette assassini, Missouri, la città di Canaan…); qui i cattivi, invece, SONO la cittadina, che alla fine proprio Tex e Carson distruggeranno con un incendio purificatore.

 

Di storie orrorifiche con atmosfere cupe e angoscianti se ne contano parecchie in Tex, ma questa si contraddistingue per il senso di disagio che comunica al lettore fin dall’inizio, che nasce oltre che dall’efferatezza dei delitti, dal contrasto tra l’apparente normalità degli assassini e la loro vera natura perversa.

Insomma un horror molto terreno, realistico, non sovrannaturale, dove l’avversario non è un pazzoide come Mefisto o Yama, né un serial killer solitario come nella “Voce misteriosa”, né un mostro come Diablero, o un qualche inquietante fantasma come in altre storie, ma dei sadici omicidi che di notte si riuniscono per tagliare teste a giovani squaw e di giorno vivono la loro normale vita in una comune cittadina del West, come se niente fosse.

 

Da notare anche un aspetto poco evidenziato ma, secondo me, non casuale: il discorso sui soldi. I satanisti sono mossi da fanatismo e credenze esoteriche, ma i loro interessi sono molto, molto terreni: il motivo per cui uccidono tutti i cowboy è solo quello di volersi riprendere il denaro con cui hanno pagato la mandria; appena arrivato in città Tex litiga con lo stalliere che ha prezzi esorbitanti; il barista prima di versargli da bere vuole essere pagato in anticipo, e così via.

Insomma GL Bonelli sembra voler abbozzare il ritratto di una comunità gretta e meschina, di corte vedute, chiusa in se stessa, diffidente verso gli stranieri, misogina (le vittime sono giovani donne e la comunità è di soli uomini), probabilmente anche razzista (le donne sono indiane, i loro costumi da satanisti assomigliano molto a quelli del Ku Klux Klan, così come la croce in fiamme che piantano davanti alle porte come avvertimento).

 

Alla fine Tex e Carson non salvano nessuna ragazza - la tragedia è già compiuta quando arrivano loro - e nemmeno si salva Grady, il cowboy ferito che li aiuta. Così i due pards, nel bellissimo finale ansiogeno, ormai unici superstiti, fuggono via lasciandosi alle spalle solo fiamme e distruzione.

Siamo nel 1981 e le storie di GL Bonelli - è stato notato - sono sempre meno ottimistiche (vedi qualche tempo prima “Linciaggio”, anche lì una comunità “posseduta” dall’odio). Pochi anni dopo - forse non è un caso - arriverà Dylan Dog, anche lui alle prese con mostri nascosti nelle pieghe della normalità.  

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  • 1 year later...

Solleticato dal ritorno di Mefisto, mi sono riletto questo classico del Tex demoniaco/esoterico. Qui non c'è nulla di fantastico/sovrannaturale, ma la storia è caratterizzata da un costante e crescente senso di perturbante che tutto avvolge. Il Lava Flow è come un terreno "alieno" e lunare, attraversato il quale Tex e Carson entrano in una dimensione di sottile spaesamento e onnipresente paranoia. Quemado è all'apparenza un "normale" paesino del Nuovo Messico, che però nasconde da subito una moltitudine di segnali destabilizzanti : il fienile/tempio adornato di simboli esoterici, il non meglio specificato culto seguito dai suoi abitanti (di cui vengono fornite informazioni frammentate e contraddittorie), il sinistro sacerdote e la chiesa "ribaltata," decorata di affascinati e terribili vetrate e affreschi satanici. La popolazione è composta da soli uomini ostili e abbrutiti, come negazione totale della Grazia del Femminino e di ogni speranza per il futuro. La dimensione infernale si sviluppa verso il basso, e sotto una facciata di blanda normalità, Tex e Carson verranno ad imbattersi prima nel macabro scantinato/fossa comune del fienile (nella scena più lugubre e sinistra della storia), poi nei labirintici e immaginifici  sotterranei del paese.

Da segnalare il rito recitato nella scena iniziale del sacrificio, che cita il "Paradiso Riconquistato" di John Milton. E la resa dei conti finale, totalmente esaltante, dove Tex e Carson si trovano, per una volta a corto di munizioni, a fronteggiare la moltitudine di fanatici incappucciati, in una caotica zuffa a base di cazzotti, armi bianche, una balestra e il fuoco che tutto divora.

Inoltre abbiamo una delle scene a base di bistecche e patate tra le più liriche di tutta la saga, con Tex che declama, estasiato :"Bistecche che hanno ancora il profumo della prateria, e patatine dorate che si sciolgono in bocca come burro"...almeno qualcosa di buono in quel mefitico paese sapevano farlo !

Una storia grandiosa, e probabilmente una delle ultime grandi storie di G.L. Bonelli.

Ai disegni un Fusco in stato di grazia, che nelle atmosfere di sottile decadenza, nei temporali scroscianti, nei lugubri sotterranei e nell'incendiario e infernale finale da il meglio.

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  • 9 months later...

Senza dubbio alcuno, ed anzi nettamente di gran lunga, l'avventura di Tex che si contraddistingue per l'atmosfera più cupa e tenebrosa, con una fortissima componente horror e noir, capace di suscitare inquietudine dalla prima all'ultima pagina. Merito sia di GLB, la cui sceneggiatura caratterizza in tutta la loro follia i fanatici satanisti che Tex e Carson si trovano costretti ad affrontare, sia di Fusco, che con piglio e tratto sempre più sicuri valorizza al meglio il lugubre contesto che fa da teatro all'avventura dei due pards.

 

Se la sceneggiatura di GLB, come detto, valorizza abbastanza bene il fanatismo degli adoratori di Satana che popolano il desolato villaggio di Quemado (ai margini della zona desertica del Lava Flow e lontano da tutto), a mio avviso non cura altrettanto la gestione dei due pards, che in più di una circostanza mi hanno dato l'impressione di fare un po' i "finti tonti", o quantomeno di temporeggiare un po' troppo (anche in rapporto alla fulminea risolutezza che in genere dimostrano ed adoperano), consentendo in tal modo ai satanisti guidati dal funereo padre Crandall di creare loro ben più problemi di quanti, sulla carta, questi avrebbero potuto davvero creare a due raddrizzatorti esperti e navigati come loro. In altre parole, pur arrivando a comprendere le "esigenze di copione" che potrebbero avere indotto GLB a dilungare la vicenda, io ho trovato questa sorta di gioco a rimpiattino dei due pards un tantino forzato, quando già in occasione del rinvenimento della catena col caprone indossata da Bart Lennox avrebbero potuto e dovuto rivoltare come un guanto quello sputo di paese, popolato da quattro gatti (tutti uomini, di donne neanche l'ombra a parte i cadaveri decapitati di alcune povere squaws), che tanto non avrebbero certo faticato troppo a dedurre che tutti i pochi abitanti di Quemado fossero implicati in quei macabri e sanguinosi delitti.

 

Viceversa, ho trovato abbastanza azzeccata la caratterizzazione dei leaders dei satanisti: il già citato padre Crandall, lugubre anche nell'aspetto fisico (secco come un chiodo, calvo, sin troppo austero nei modi e funereo nel vestiario), leader assoluto della sanguinaria setta, cui i fedeli attribuiscono vari epiteti tanto inquietanti quanto altisonanti ("voce del grande capro nero", "nobile figlio della Notte", solo per citarne un paio), guida con folle determinazione i suoi accoliti, anche grazie al supporto dell'allevatore Sam Prescott - di fatto, il capo del villaggio - e del burbero barista Turoldo (forse il più "trasparente" tra i tre), ed ordisce una trappola apparentemente perfetta - per quanto, torno a ripetere, Tex e Carson avrebbero dovuto avere buon naso per prevenirla - che, tuttavia, fallisce grazie all'ostinata tenacia di Tex, in grado letteralmente di ricavare una via di fuga dal sotterraneo dell'inquietante chiesa del villaggio, e di condurre il fido pard più lo sfortunato Tom Grady nella sala principale per la resa dei conti con Crandall e soci.

 

Proprio il finale rappresenta il culmine narrativo della vicenda, a mio parere comunque azzeccato e molto coerente con l'andamento della vicenda fino a quel momento: nel momento in cui capisce che i suoi accoliti nulla possono più contro la determinazione dei due rangers, Crandall, ormai giunto oltre la fatidica soglia della lucida follia, decide di onorare comunque a suo modo il Maligno e blocca con una grata l'ingresso della chiesa affinché chiunque si trovi al suo interno, che siano i due pards o i fanatici superstiti, brucino avvolti dalle fiamme che nel frattempo si sono sviluppate. Ovviamente, anche stavolta il lugubre individuo non tiene in debito conto la capacità di reazione di Tex e Carson, che lo affrontano e, dopo aver assistito impotenti ad una trave che lo travolge, fuggono attraverso il rosone dell'edificio, lasciando i fanatici a bruciare da soli (del resto, dal loro punto di vista una morte del genere avrebbe dovuto certo avvicinarli al loro idolo cornuto :P).

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"Il marchio di Satana" è stato il primo albo di Tex che ho comprato in edicola. Una folgorazione. Da lì è iniziata la cavalcata che mi ha portato a ricercare per bancarelle e annunci sui giornali inserzionistici (comoda la vita oggi, con ebay...) tutti gli arretrati, rigorosamente "costola bianca", del nostro eroe.

Il grande merito di questa storia è quello di aver adescato un nuovo adepto. Quell'adepto, allora adolescente, ancora oggi mantiene immutata la passione per il personaggio e il suo mondo, anche se rispetto a 40 anni fa sono cambiati (e tanto!) i tempi.

Voto alla storia: 9

Voto ai disegni di Fusco (il mio disegnatore texiano preferito, Galep classico è fuori concorso ma lo faccio rientrare nel voto per le due stupende copertine della storia): 9.

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Una storia molto bella, "rovinata" per i miei gusti, da Fusco, che è bravissimo, ma a me ricorda troppo l'Intrepido (Lone Wolf) e mi sà poco di Tex...

 

Stesso discorso che farei per la meravigliosa storia canadese di Nolitta!

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  • 1 year later...

La cosa che più mi è piaciuta di questo episodio è l'atmosfera "maledetta" che adombra tutta la città di Quemado. 

È evidente fin dall'inizio che, dietro l'apparente normalità della vita di un villaggio del west e i discorsi accomodanti di Prescott e Crandall,

si nasconde qualcosa di malvagio. Questo contrasto è molto suggestivo ed inquietante e tiene alta l'attenzione: il pericolo può venire da ogni parte.

Bene quindi l'ambientazione, bene anche i disegni di Fusco che sanno rendere l'inquietante drammaticità della storia.

I fanatici assassini corrispondono allo stereotipo della setta satanica del Fumetto. Individui che fanno riti segreti, ovviamente crudeli e sanguinari,

senza che si capisca perchè lo fanno. Adorano il diavolo e il Male, ma dovrebbero adorare se stessi, perchè in questo caso sono loro i veri diavoli.

Le frasi altisonanti degli adepti, che pronunciano in modo un pò automatico, fanno parte del repertorio satanico di GianLuigi Bonelli e mi ricordano quelle di Mefisto e& C.

Il finale è da cardiopalma e se l'autore fosse riuscito a dare una maggiore caratterizzazione alla setta, questa avventura sarebbe stata un autentico gioiello.

Il mio voto è 7,5.

Edited by Sharp
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  • 6 months later...

Rileggere “Il marchio di Satana” è sempre un grande piacere. La storia, d’altra parte, è apprezzata un po’ da tutti, basta dare un’occhiata ai commenti dei forumisti qui sopra, senza eccezione largamente positivi, se non entusiasti. Per me è una delle migliori della fascia 200 e l’ho sempre vista come l’ultima avventura significativa di GLBonelli (siamo nel 1981), anche se GLB continuerà a scriverne ancora altre di discrete.

 

Nella rilettura si scoprono sempre cose interessanti, come il fatto che a p. 8 del primo albo il canto lugubre dei satanisti che stanno per sacrificare la giovane squaw è tratto dal "Paradiso riconquistato" di John Milton. La traduzione in italiano è: "Belial, lo spirito più dissoluto che cadde, il più sensuale, e dopo Asmodai l'incubo più carnale", che lascia facilmente intuire come le squaw non venissero solo uccise... Subito dopo avviene la decapitazione della ragazza, in una scena tra le più orrorifiche della serie.

 

Oltre ai pregi (di cui ho già scritto in un post poco più sopra), si notano però anche diversi difetti, che in parte ha già segnalato il sempre attento Condor :lol::

Il 24/11/2018 at 21:53, Condor senza meta dice:

Non mancano alcune piccole imperfezioni ma che tirando le somme non influiscono troppo nel buon esito nella prova. Certamente non brilla di ingegno la trovata di Crandall di far dar fuoco al casolare, dopo averne parlato con i nemici, mossa che non ottiene altro esito che attirare sul suo villaggio le mire dei due rangers. Anche Tex stranamente perde qualche colpo, non fiutando subito il marcio dal presunto prete e da Prescott, e dire che la croce di fuoco che gli fanno trovare davanti la porta della sua stanza in segno intimidatorio, sia identica a quella cucita sul petto del “testa pelata” in saio nero. Anche lasciare il povero Grady ferito nelle mani di Prescott, sembra proprio una stonatura, per non parlare dell’inaudita ferocia con cui spara quasi alle spalle del fratello di Lennox, ma alla fine lo sfolgorante epilogo cancella tutto, pure le eventuali imperfezioni.

 

Sono d’accordo: le imperfezioni non influiscono sull’ottimo esito della prova, ma ci sono e - a voler essere pignoli - non sono difetti da poco, anzi…

Il più grave, come fatto anche notare da Condor, è quando i satanisti per spaventare Tex piantano nottetempo davanti alla porta della camera d’albergo una croce di fuoco (la croce di Lorena) che è identica al simbolo cucito sul petto del tetro padre Crandall: mossa poco astuta che rivela a Tex chi è il mandante dell’intimidazione, ma che - con grande sorpresa del lettore - non gli impedisce di continuare a fidarsi di padre Crandall e di farsi catturare in modo un po’ troppo ingenuo.

Anche affidare a Prescott (personaggio fortemente sospetto) il ferito Grady, consegnandolo di fatto ai suoi carnefici, è un errore di valutazione non da poco per Tex.

 

Ancora più grave, a mio parere, il comportamento del nostro ranger quando SPARA ALLE SPALLE a un bandito in fuga e disarmato. È vero che il delinquente aveva precedentemente cercato di uccidere i due pards, ma ormai era ferito e innocuo (la pistola gli era caduta in precedenza), e nonostante questo Tex e Carson, per fermarlo (ma tanto era ferito e l'avrebbero acchiappato lo stesso), GLI SPARANO ALLA SCHIENA coi fucili, uccidendolo. [scusate la qualità delle immagini non eccelsa]

IMG-20241007-232219-1.jpg     IMG-20241007-232334-1.jpg

Se questa scena la scrivesse oggi qualcun altro non oso immaginare il fiume di critiche per settimane e settimane…:lol:

 

Altro aspetto discutibile sono alcuni dialoghi un po’ troppo ripetitivi e in qualche caso un po’ assurdi, per esempio questo:

IMG-20241007-222820-1.jpgIMG-20241007-222833-1.jpg

Insomma, Carson sta chiedendo a Tex se è sempre deciso nel voler continuare a cercare gli assassini... Ma che domanda è? Sono settimane che danno la caccia ai rapitori di squaw e ora che finalmente hanno trovato una traccia (i cadaveri vicino al paese) Carson chiede se è il caso di continuare?!?:rolleyes:

E Tex gli risponde con una frase altrettanto assurda: "Mi sentirei un verme se non lo facessi", "non devono sfuggire alla giusta punizione". Ma c'era bisogno di dirla, una simile ovvietà...:dubbioso:

 

Sia chiaro: il giudizio globale rimane inalterato: “Il marchio di satana” è e resta una storia stupendamente tenebrosa, piena di atmosfera e di suspense, una grande prova di Fusco e ormai un classico della serie. Eppure, un classico con qualche imperfezione di troppo.

Edited by Poe
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Il testo nelle nuvolette della seconda scena mi sembra davvero scritto da Nolitta: la situazione (Tex e Carson che si chiedono se andare a fondo in un caso dove vengono assassinate giovani donne? Mi sembra Tex che si chiede se è il caso di inseguire chi ha pestato Tiger in El Muerto...), lo stile prolisso e "contabile"... mi puzza davvero tanto di una modifica redazionale fatta direttamente da Sergio Bonelli!

 

Poi, guardiamo alle date. Nizzi viene pubblicato nel numero 273, meno di due anni più tardi... e GL Bonelli non lo sa nemmeno. C'è la testimonianza di Boselli sul fatto che all'epoca non gli fu detto nulla, ancora non l'albo in edicola non gli venne detto che c'era un nuovo sceneggiatore. Cioè viene considerato così "fuori dai giochi" che il figlio non gli dice nemmeno che ha affidato il personaggio a qualcun altro, e a chi.

 

L'ultima storie precedente di GL Bonelli era stata quella con il pipistrello parlante, una storia con problemi anche maggiori del solo volatile invadente e che che mostra un GL Bonelli in netta crisi: è stata pubblicata dal numero 265, poco più di un anno dopo questa (ed essendo molto lunga e disegnata da un Galep ormai lento e non dal velocissimo Fusco, mi sa che avrebbe potuto essere contemporanea a questa o quasi). È credibile che invece questa storia sia stata subito "buona da pubblicare" senza interventi redazionali?

 

Io sospetto ormai da tempo che gli interventi redazionali siano iniziati ben prima di quanto si pensa normalmente, perchè sono iniziati in una redazione ancora molto piccola in cui probabilmente ancora se ne occupavano Bonelli e Canzi, che non ne parlavano: si sono saputi dopo, quando Nizzi se ne lamenta rumorosamente del doverli fare, e non sono più sufficienti a coprire abbastanza le magagne, ma finché se ne occupavano direttamente Bonelli o Canzio e con sceneggiatura che avevano bisogno di meno interventi, è più facile che passasse tutto sotto silenzio.

 

Notare per esempio il dialogo analogo di pagina 14 del 249, questo sì chiaramente di GL Bonelli: non sanno nulla della sorte delle ragazze, potrebbero essere state semplicemente vendute come mogli o schiave a qualche altra tribù, Carson dice semplicemente che trovarne le tracce sarà molto difficile e costerà un sacco di tempo (senza mettere minimamente in dubbio che lo faranno) e Tex ribadisce che ha dato la sua parola. Punto. E la questione è chiusa.

 

(piccola parentesi: qui GL Bonelli insiste che trovare tracce nei lava flow è impossibile ANCHE PER TEX...  ma non per Super-Higgins, che sa trovare le tracce di un uomo A PIEDI anche seguendole DI NOTTE nello stesso terreno, in una famigerata storia molto più recente...quindi Super-Higgins non smentisce solo "il giuramento", ma pure questa storia...)

 

È quando arrivano a Quemado che il comportamento di Tex sembra molto strano: la maniera in cui attacca briga con tutti (fosse solo il barman, anche con lo stalliere, e solo per il prezzo senza essere stato offeso) "puzza" davvero tanto di "Tex di Nolitta", pare preso pari pari da "Caccia all'uomo".

 

Poco dopo però si torna a riconoscere la "mano" di GL Bonelli, il dialogo con l'incappucciato di pagina 59 è inconfondibile.  Anche la seconda lite con il barman è diversa: notare come stavolta, invece dei pipponi di un Tex gradasso, ci sono battute secche e rapide (in generale la lunghezza dei balooon, prima che svelassero i nomi nelle ristampe, era un buon metodo per distinguere al volo Nolitta da Bonelli: grossi baloon strapieni di discorsi quasi "notarili", contro sequenze di diverse nuvolette con frasi secche e dirette). Notare anche come sia completamente diverso il carattere di Turok, tanto che Carson dice che inizia a stargli simpatico...  è inconciliabile con i discorsi della rissa precedente, che per me sono stati riscritti.

 

Non trovo invece nulla di strano nello sparare a chi ha tentato di ucciderli, da lontano. Il fatto che ormai sia disarmato è falso: ha chiaramente ancora il fucile nella sella. Tex sa che non solo ha tentato di ucciderli ma probabilmente è complice dell'omicidio di diverse donne, e quante volte abbiamo già visto Tex sparare ad avversari in fuga, senza che la cosa scandalizzasse nessuno?

 

Perché stavolta la cosa ci mette a disagio, quando invece di solito non facciamo una piega? io credo sia per la didascalia a pagina 113, una LUNGA E PROLISSA didascalia, fatta con "voce pensiero" (cosa più nolittiana...), in cui con tono notarile Tex chiarisce che "avrebbe preferito prenderlo vivo"... E paradossalmente quella didascalia, che probabilmente è stata aggiunta per chiarire che Tex "avrebbe preferito prenderlo vivo, ma è costretto..."...  ci dice invece che adesso Tex lo vuole MORTO.

Togliete la didascalia. Seguite la scena: Tex spara per fermarlo. Ovvio che non si sta preoccupando troppo della sua salute, ed è disposto a correre il rischio di ammazzarlo...  ma senza la didascalia lo scopo `e impedirgli di sfuggirgli. Con la didascalia, sembra che miri apposta ad ucciderlo (anche se poi la maggior parte dei colpi non va neanche a segno, come potevano mirare a punti vitali?)

Cosa penso? il solito maldestro intervento "censorio" redazionale che ha fatto più danno che altro.

 

Cosa è successo? Vallo a sapere. L'impianto generale della storia è chiaramente di GL Bonelli, ma molti dialoghi sono stati altrettanto chiaramente aggiunti o riscritti. Forse c'era già i primi errori di continuity e le incongruenze che caratterizzano le sue ultime storie? O forse era il tema "scottante" di una setta satanica a rendere magari troppo prudente e a voler "censurare" alcune cose Sergio Bonelli? (il baloon aggiunto all'inseguimento pare messo per giustificare lo sparare alle spalle... peggiorando le cose, per esempio). Si aggiunga che le sette segrete erano un tema "delicatissimo" all'epoca...  (si era in tempi di scandalo P2, una setta segreta di massoni - cioè incappucciati nell'immaginario comune - che si era infiltrata nello stato, tanto che tutti i capi della polizia e dei servizi segreti ne facevano parte, politici, padroni di giornali...  c'era davvero l'idea che l'Italia fosse stata dominata da anni da una setta segreta esoterica).

 

Su altri aspetti:

2 hours ago, Poe said:

Oltre ai pregi (di cui ho già scritto in un post poco più sopra), si notano però anche diversi difetti, che in parte ha già segnalato il sempre attento Condor :lol::

On 11/24/2018 at 9:53 PM, Condor senza meta said:

Non mancano alcune piccole imperfezioni ma che tirando le somme non influiscono troppo nel buon esito nella prova. Certamente non brilla di ingegno la trovata di Crandall di far dar fuoco al casolare, dopo averne parlato con i nemici, mossa che non ottiene altro esito che attirare sul suo villaggio le mire dei due rangers. Anche Tex stranamente perde qualche colpo, non fiutando subito il marcio dal presunto prete e da Prescott, e dire che la croce di fuoco che gli fanno trovare davanti la porta della sua stanza in segno intimidatorio, sia identica a quella cucita sul petto del “testa pelata” in saio nero. Anche lasciare il povero Grady ferito nelle mani di Prescott, sembra proprio una stonatura, per non parlare dell’inaudita ferocia con cui spara quasi alle spalle del fratello di Lennox, ma alla fine lo sfolgorante epilogo cancella tutto, pure le eventuali imperfezioni.

 

Sono d’accordo: le imperfezioni non influiscono sull’ottimo esito della prova, ma ci sono e - a voler essere pignoli - non sono difetti da poco, anzi…

Il più grave, come fatto anche notare da Condor, è quando i satanisti per spaventare Tex piantano nottetempo davanti alla porta della camera d’albergo una croce di fuoco (la croce di Lorena) che è identica al simbolo cucito sul petto del tetro padre Crandall: mossa poco astuta che rivela a Tex chi è il mandante dell’intimidazione, ma che - con grande sorpresa del lettore - non gli impedisce di continuare a fidarsi di padre Crandall e di farsi catturare in modo un po’ troppo ingenuo.

Anche affidare a Prescott (personaggio fortemente sospetto) il ferito Grady, consegnandolo di fatto ai suoi carnefici, è un errore di valutazione non da poco per Tex.

 

1) Tex sospetta che in paese CI SIA una setta segreta, non che TUTTO IL PAESE faccia parte di una setta segreta...  ovvio che affida Grady non "a Prescott" ma a TUTTO IL PAESE: lo "affida a lui" mentre corre alla caccia dei criminali, ma IMMEDIATAMENTE con Tex davanti a lui, Prescott chiama ovviamente il dottore, ci sono un sacco di testimoni...  come fa Tex a sospettare che, per la prima volta in tutta la sua carriera di cacciatore di sette segrete... NON CI SIA NEMMENO UN INNOCENTE? Tornate alle vecchie storie del Drago, quante volte ha affidato feriti al dottore del paese... che li hanno semplicemente curati?

 

2) Non è vero che "si fida ciecamente di Crandall". Anzi, sospetta di lui dall'inizio, o almeno, lo trova cordialmente antipatico. Nella scena della trappola non dice frasi "alla Nizzi" tipo "questo è sicuramente al di sopra di ogni sospetto" come farà con la Tigre Nera travestita: stanno semplicemente guardando, sempre più perplessi, le vetrate con le loro immagini. Stanno andando a controllare il corpo di Grady. Non sappiamo quanto sospettino di Crandall ormai (per me TANTO, gli avrebbero sicuramente fatto molte domande su quelle vetrate e sulla setta...), ma non hanno ragione di fermarsi mentre vanno a controllare il corpo di Grady.  E la trappola non è una botta in testa dopo aver detto "cucù", è una ENORME botola che gli si apre sotto i piedi!

 

3) Dopo la croce fiammeggiante sospettano ovviamente di Crandall, ma accusarlo per il simbolo non sta in piedi: sanno già che praticamente tutto il paese appartiene alla religione di Crandall, e "mica potranno essere colpevoli tutti in paese" (la cosa che li inganna per gran parte della storia). Se tutto il paese venera quella croce, userà quella croce, come i membri del Ku klux klan usano la croce cristiana: di fronte ad una croce fiammeggiante del Ku-Klux-Klan Tex dovrebbe... andare ad arrestare il parroco?

 

Infine...

 

Questione "nessuna donna in paese"...  non sarebbe stata troppo sospetta?

 

Fateci caso, Fusco DISEGNA DONNE E BAMBINI. Mentre il fatto che ci siano solo uomini... è solo detto in un balloon, di Tex, a pagina 53 del numero 250, in maniera abbastanza innaturale. Notare che Fusco disegna una donna e un bambino SUBITO DOPO, a pagina 55.

Cosa sappiamo di GL Bonelli e di come sceneggiava? Che le vignette le abbozzava. Se c'era una donna da disegnare l'abbozzava lui. E che SCRIVEVA I TESTI IN QUEGLI SCHIZZI. È credibile che se Fusco dopo aver letto negli schizzi di GL Bonelli "non ci sono donne" poi DUE PAGINE DOPO abbia aggiunto di sua iniziativa una donna e un bambino non presenti negli schizzi di GL Bonelli?

 

E se donne e bambini ci fossero stati (la maggior parte delle scene sono in situazioni notturne o di sparatorie dove ha senso che non ci fossero, sarebbero state poche), ma poi sono stati fatti cancellare o cambiati in uomini (dimenticandosene qualcuna), e il testo nel balloon dove Tex di colpo si accorge dopo diversi giorni che non ci sono donne, sia stato aggiunto?

 

Di sicuro ce n'erano pochissime (il villaggio è davvero piccolo) ma senza quella frase in quel balloon, il crollo e l'incendio avrebbero ucciso anche loro...

 

Penso sia più plausibile che GL Bonelli non abbia pensato a questa cosa nel finale della storia, e che anche questa sia stata una "correzione" redazionale.

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Riflessione che facevo dopo aver scritto questo post. L'ispirazione dalla setta deviata P2 era evidente all'epoca, veniva citata in tutte le recensioni (poche comunque, non c'era il web e le fanzine e le riviste che recensivano Tex non erano molte).

 

Se la setta è la P2, vuol dire che Quemado è l'Italia, o almeno la parte d'Italia che faceva parte della P2, cioè gran parte della classe dirigente politica e finanziaria.

 

Cosa fanno? Uccidono e speculano (spremendo chi passa in paese chiedendo tariffe da taglieggiatori - e chissà perchè questa parte ha i testi modificati...)

 

Cosa fa Tex? Dopo anni e anni in cui ha salvato paesi dalle "poche mele marce", stavolta la storia finisce SENZA SUPERSTITI: Tex stavolta non ha salvato nessuno, nessuno meritava di essere salvato (tranne le vittime della setta, già morte). Quemado merita solo di essere distrutta con tutti i suoi abitanti.

 

D'altronde, "Quemado" significa "bruciato" in spagnolo: come a profetizzarne il destino.

 

Ho idea che GL Bonelli fosse diventato molto più pessimista con gli anni sull'Italia, o sulla classe dirigente italiana...

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Mmm... Diablero, ti stai arrampicando sugli specchi come un fan di Nizzi qualunque. :lol:

Praticamente le cose che non funzionano in questa storia, secondo te, sono tutta colpa della redazione o di altri, senza che tu abbia uno straccio di prova per quello che dici... Mah! :dubbioso:

 

7 ore fa, Diablero dice:

Non trovo invece nulla di strano nello sparare a chi ha tentato di ucciderli, da lontano. Il fatto che ormai sia disarmato è falso: ha chiaramente ancora il fucile nella sella. Tex sa che non solo ha tentato di ucciderli ma probabilmente è complice dell'omicidio di diverse donne, e quante volte abbiamo già visto Tex sparare ad avversari in fuga, senza che la cosa scandalizzasse nessuno?

 

Ora, la vignetta che ho postato è chiarissima e parla da sola: Tex e Carson uccidono un ragazzo sparandogli alle spalle. Il ragazzo è ferito al braccio destro, sta scappando, si vede benissimo che non ha nessun'arma in mano, non è più un pericolo né per loro né per nessun altro. Il ragazzo ha cercato di ucciderli, è vero, ma non c'è riuscito e ora si limita a fuggire verso il paese dove i due rangers non avranno difficoltà ad acciuffarlo (il paese è piccolo, lui è ferito e farà fatica a nascondersi, lascerà tracce, e comunque qualcuno lo noterà no? Non dimentichiamo che i rangers non sanno ancora che in paese sono tutti complici tra loro).

Qui Tex e Carson lo vogliono chiaramente uccidere! Non è solo il ballon della vignetta precedente, è tutta la scena che lo fa capire, per esempio sparano sempre al corpo del ragazzo e non al cavallo. Insomma, qui Tex fa lo sbirro, il giudice e il boia allo stesso tempo (per un accusa di tentato omicidio di un tizio che neanche conoscono e non sanno cos'ha fatto). A me sembra un evidente atteggiamento non-texiano (anche se lo ha scritto GLB).

IMG-20241007-232334-1.jpg

 

7 ore fa, Diablero dice:

3) Dopo la croce fiammeggiante sospettano ovviamente di Crandall, ma accusarlo per il simbolo non sta in piedi: sanno già che praticamente tutto il paese appartiene alla religione di Crandall, e "mica potranno essere colpevoli tutti in paese" (la cosa che li inganna per gran parte della storia). Se tutto il paese venera quella croce, userà quella croce, come i membri del Ku klux klan usano la croce cristiana: di fronte ad una croce fiammeggiante del Ku-Klux-Klan Tex dovrebbe... andare ad arrestare il parroco?

Sospettano di Crandall ma si fanno fregare facilmente da lui. Capita anche a Tex, per carità, ma non mi venire a dire che in un paese di pochi abitanti come Quemado Tex sa che ci sono dei satanisti che usano la croce di Lorena come simbolo e il capo della setta non ne sa nulla? Non è ovvio che sia lui il mandante? :rolleyes:

Il paragone che hai fatto con il Ku Klux Klan e il parroco non c'entra niente: Tex se in un paese si scontra con alcuni membri del Klan non è che sospetta del parroco del paese per via della croce fiammeggiante, ma sospetta piuttosto del capo del Ku Klux Klan locale come mandante, no? E magari cercare di incastrarlo o sbatacchiarlo, piuttosto che seguirlo con la guardia abbassata come fa qui...

 

Se vogliamo fare i pignoli, poi, c'è un altro aspetto della trama che lascia un po' a desiderare... I satanisti che bruciano la chiesa nei cui sotterranei ci sono i cadaveri delle squaw. Be', così facendo non fanno altro che alimentare i sospetti di Tex, invece di sviarli, e infatti Tex si mette a cercare tra le macerie e trova la botola, che senza l'incendio forse non avrebbe nemmeno cercato... Non molto furbi questi satanisti...

 

Resto comunque dell'idea che le imperfezioni di cui sopra non la rovinano, il giudizio dev'essere globale e nell'insieme questa è veramente una bella storia.

Edited by Poe
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5 ore fa, Poe dice:

A me sembra un evidente atteggiamento non-texiano (anche se lo ha scritto GLB).

IMG-20241007-232334-1.jpg

 

 

Il Tex post-200 di GLB era molto violento (un po' come quello dei primi numeri): vedi Grand Canyon dove mette 4 uomini su una canoa e li butta in mezzo alle rapide o Tucson! dove ammazza un tizio scaraventandolo fuori dalle finestra e poi tornandosene a letto tranquillo.

 

Non ci vedo la mano di Nolitta nei dialoghi comunque...

Edited by Magic Wind
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<span style="color:red">20 minuti fa</span>, Magic Wind dice:

Non ci vedo la mano di Nolitta nei dialoghi comunque...

 

Io la vedo parecchio, invece.

 

Non ci avevo mai fatto caso prima, ma le osservazioni di Diablero erano giuste: diversi dialoghi della storia sono davvero nolittiani. Anche a me stonava il tono delle discussioni tipo:

 

"Vale la pena andare a cercare degli sporchi assassini satanici di squaw?"

"No, quella potrebbe essere una falsa pista, bisogna riflettere profondamente, andiamo a parlarne davanti a una bisteccona con una montagna di patatine! Mi hanno suggerito il nuovo ristorante La Mama a Bomba City, delizioso!"

"Hai ragione, fratello! A pancia piena si ragione meglio! Giddap!"

 

Questo è il Tex rimbambito di El Muerto e il Segno di Cruzado che parla (a dire il vero, è anche il Tex rimbambito di Nizzi, ma siamo comunque lì). E meno male che non hanno messo questi dialoghi qui: ma già il fatto di Kit Carson che pone una domanda simile fa già vedere il taglio nolittiano...:D

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Può anche darsi che alcuni dialoghi siano stati ritoccati in redazione, non stupirebbe affatto, ma non credo che sia stata stravolta la sceneggiatura.

Passaggi labili come l'incendio del casolare o la troppa fiducia in Crandall non li vedo "manomessi" da un censore.

 

Che poi, ripeto, non è che ciò inficia sull'altissima qualità della storia.

 

Purtroppo anche Bonelli ebbe un declino dovuto all'età in quegli anni, non era di certo un supereroe, e nelle storie successive divenne sempre più evidente.

Oltretutto non abbiamo prove sulla tesi che Nolitta revisionò pesantemente l'episodio, se si ragionasse così anche scene famigerate come il Tex in mutande potremmo dire che furono corrette da un redattore ubriaco. :D

 

Nulla togliendo al grandissimo talento di Bonelli e al rispetto che ognuno di noi gli porta, anche lui era umano e col passare delle primavere più fallibile.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, joe7 dice:

Io la vedo parecchio, invece.

 

Non ci avevo mai fatto caso prima, ma le osservazioni di Diablero erano giuste: diversi dialoghi della storia sono davvero nolittiani. 

 

Se Diablero scrivesse che i dialoghi di questa storia li ha scritti Zerocalcare usando la macchina del tempo saresti d'accordo anche su quello. :rolleyes:

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<span style="color:red">39 minuti fa</span>, Magic Wind dice:

 

Se Diablero scrivesse che i dialoghi di questa storia li ha scritti Zerocalcare usando la macchina del tempo saresti d'accordo anche su quello. :rolleyes:

 

La tua osservazione sarcastica dimostra che che non hai seguito il mio commento al riguardo. 

<span style="color:red">1 ora fa</span>, Condor senza meta dice:

Oltretutto non abbiamo prove sulla tesi che Nolitta revisionò pesantemente l'episodio

 

Non parlo di "pesante revisione", ma di "intromissione": frasi non adatte al personaggio, pensieri non adatti al personaggio, scene poco convincenti inserite ogni tanto che stonano con la narrazione generale, senza però stravolgerla. L'ipotesi di Diablero dell'intromissione di Nolitta è convincente: ho riconosciuto certi dialoghi.

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