giulpo
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Si ma anche gli autori devono leggere prima di dire agli altri che non han capito niente
Perché lo scrivo che è stato
Spoilerpagato...O.o e non capisco cosa non hai capito. E' abbastanza trasparente il tranello e mi piace come sia costruito su più livelli di inganno con il "montaggio" che hai scelto: lo scrivo acciderbolina !
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Anche perché è proprio questo il punto che mi interessa capire: come hai pensato sta scena ?
Ripeto riformulo e semplifico, che lo scrittore ha dei doveri e forse non ci siamo capiti: quando pensi le scene, specie quelle di azione come questa, lavori con in testa due Tex diversi, uno più giovane e uno più vecchio, oppure questo stesso meccanismo l'avresti potuto usare in una eventuale storia di Tex adulto?
Non so cosa c'entri chatgpt o il resto, boh... O.o
Sulla valutazione di Tex non tamarro, bah non sono d'accordo e son in disaccordo anche con Diablero ; non è il tuo Tex, sicuro, ma Tex è anche bello tamarro e ha una tradizione da tamarro (ma da tamarro italiano, non da tamarro da film d'azione anni '80); sta tradizione esiste, tanto che mi sembra difficile negare che esista in BonelliPadre pure, e esiste tanto che altri autori pure (quelli che diablero non ama, ognuno i suoi) l'han, in parte, coltivata.
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E grazie davvero per il resto della risposta ! Troppo gentile !
Pensavo proprio a quell'ingarbugliamento di situazioni. - quindi, per riattualizzare le storie, parti dai buchi di sceneggiatura e eventuali assurdità tipiche dell'epoca pioneristica di Tex (cosa che in effetti avevi già detto mi sembra) e cerchi di ricucire semplicemente? E quindi, ripeto la domanda cosi non dovrebbero esserci davvero equivoci: ci sono cose che al Tex giovane faresti fare in una storia che non faresti fare all'adulto e viceversa ?(al di là di quelle ovvie
).
Hai in testa una psicologia di quel personaggio particolare che è Tex giovane che non è ancora diventato quello che è diventato oggi, o no?-
Ma a me piace proprio il fatto che l'abbia scritto "a spregio"
quel finale, Berardi.
E' quello a renderlo originale, degno, unico e poetico. Estremizzando un po' per fare polemica: il resto sarebbe stata roba per nerd :p -
A proposito dell'attitudine da lettore di cui parla Borden -anche se, lo ammetto, essendo cittadino della Repubblica dei Lettori sul punto son in disaccordo con lui; penso che al contrario il lettore sia sovrano fra le pagine
e abbia diritto di immaginare, essere deluso etc etc. ( e il finale di Ken è il finale più bello e giusto mai scritto !)- mentre mi immergevo fra le pagine di questa seconda parte mi sono chiesto proprio come sia stato ripensato lo scontro con gli sgherri di Don Lopez. Ma non per dire che l'avrei voluto diversamente, ma chiedendomi perché tu abbia fatto proprio quelle scelte.
Perché inserire ilSpoilervecchietto che si lascia sfuggire tutto piano piano, per esempio? Con il montaggio quando veniamo a sapere che era in realtà d'accordo, l'effetto complessivo è davvero originale!, ma perché e come hai pensato sta cosa? Da quale elemento sei partito? Bisognava ritrovarsi con uno dei banditi per terra e ferito pronto a parlare come nell'ultima vignetta e hai semplicemente inventato il resto?
Insomma, capisco che lo scontro originale fosse da aggiornare, è la cifra di questa serie e mi piace, ma perché "cosi"? CertoSpoileril vecchietto è un modo meno banale - ma potenzialmente nizziano
- del solito lampo del fucile controsole o del solito bandito scemo che muove un piede al momento sbagliato facendo cadere non so cosa e facendo svolazzare due piccioni. Ma mi resta la curiosità di come affronti decisioni di trama all'interno di un soggetto che non è tuo.
Lo so è una domanda cretina, in qualche modo. Ma in fondo quello che mi incuriosisce, ripetendomi ma cercando di chiarire, è se nel rivisitare i classici cerchi una coerenza con le vecchie avventure, o se le affronti come affronteresti una nuova avventura di Tex.
Mi son detto che per esempioSpoilerla scena nell'arroyo, quando li prende per il naso, non sarebbe possibile con il Tex adulto (forse con Kit!) ché Tex adulto di solito- non sempre- tende ad affrontare i suoi nemici in modo più diretto e franco.
E anche se capisco l'utilità di costruire la scena in questo modo - si evita di cadere in stereotipi da superman che farebbero storcere il naso oggi- mi chiedo se non si perda troppo lo spirito di Tex che affronta 20 100 nemici d'un colpo come nei primi numeri.
Ammetto, a volte mi sembra che questa serie cerchi in modo troppo forzato di ricostruire una coerenza fra il carattere di Tex adulto e Tex dei primi numeri. Ma magari è una caxxata.Poi, se non ricordo male, ci stava pure la questione uomini dello sceriffo da gestire, essendo la scena dopo rapimento costruita diversamente; per cui immagino sia rientrato nell'equazione pure il fatto di dover mettere gli uomini dello sceriffo da qualche parte, al momento di ricostruire il tutto.
Sia chiaro, vado a memoria, perché non ho sottomano il numero 82, cosa che rende ancora più imbarazzante e balbuziente la mia domanda. E so anche che magari il prossimo numero risponderà a tutte le mie domande e queste scelte si giustificheranno guardando all'insieme della storia. O che la risposta è semplicemente: "cosi, m'è venuto in mente e l'ho scritto"
Ma decido di farla lo stesso, confidando nella clemenza e nella misericordia che tutti i Vecchi Maestri hanno ascoltando le parole e le idee sghembe, informi e claudicanti dei loro allievi e lettori.
(ho trasformato il thread in 'domande per Boselli', nessun problema a spostare sto post nell'apposita sezione se gli admin lo richiedono e impongono) -
Bella storia, disegni meravigliosi e, concordo con il commento che mi precede, Tesah acquista sempre più spessore come personaggio : cosa chiedere di più ?
SpoilerSe proprio proprio, per rompere le scatole, forse, come altri sottolineano, sarebbe stato bello mantenere una Yogar più distaccata e fredda e lontana; la scena nel carro un grosso meh di spiegone e chiacchiere che toglie tutto il fascino di un personaggio ambiguo che qui diventa piatto.
Confido negli episodi successivi per restituirgli un po' di "grandezza" e tragicità. -
Il 16/08/2025 at 04:57, Lorenzot dice:
Salute a tutti
io che non sono fine dicitore ne fine pensatore vedo in John Ware un elemento rivoluzionario che potrebbe aprire a nuovi orizzonti letterari ed avventurosi.....fare di John il quinto e stabile Pard vorrebbe dire dare una svolta massiccia all'intera Storia del Nostro,portare un elemento di novita' concreto,ampliare gli spazi artistici sia in ambito grafico che contenutistico,essere in linea con la "filosofia Texiana" che riabilita John sia come innocente che come uomo di colore.
Immaginate una copertina con John ed i Pards da oggi all'infinito.....ecco...all'infinito!
Hai ragione, sarebbe fico, ma cambierebbe totalmente Tex: cosa impossibile da immaginare.
Il canone è quello, i 4 moschettieri etc etc; e mi sembra ormai impossibile e assurdo pensare di cambiarlo.
Considerando poi il pubblico di riferimento, assai maturo e tradizionalista, l'idea vale, ahimé!, solo una risata qui sul forum.
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Come personaggio saltuario ci starebbe: una storia di tanto in tanto (ogni 10 anni, come per altri) non mi sembra sconvolgente e potrebbe raccontare quel black far west che altrove si è riscoperto da quasi 30 anni e ha molte storie da raccontare (non solo parlando dei minstrel o dei Buffalo Soldiers... ) e che qui da noi, comunque passa ancora poco (per quanto Tex sia stato, a suo modo, per quello che i tempi consentivano, in questo, all'avanguardia)
Senza considerare che si son rivisti personaggi recentemente ben più mosci di John Ware !
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Detto questo, ottimo numero di Ruju, mi convince molto, anche se alcune situazioni diventano un po' legnose (il coinvolgimento degli Shoshone); ho apprezzato anche il gioco sul doppio massacro che la storia rivela. I cattivi, davvero cattivi, dan soddisfazione. -
A me ha convinto proprio perché ambigua, strana e senza giustificazioni.
Spoilercrepano uno dopo l'altro senza essere mai davvero un pericolo, sono cattivi quasi senza ragione, o meglio, la ragione ci appare paradossale e incomprensibile (come dice giustamente Borden), non sono perfidi, o lo sono in modo strano, e ci si puo' quasi parlare (la vecchia!), dall'altro lato i Mormoni sono un po' scemotti, un po' crudeli pure loro e poco degni di essere salvati.
Tex sembra quasi confuso a momenti, anche se prosegue deciso perché come sempre sa cosa fare (giustizia), ma in fondo non capisce bene cosa sia successo, o meglio, cerca di capirlo (guarda i graffiti etc), ma poi si arrende e si tiene all'essenziale a cio' che contza;
e ti chiedi sti qui cosa vogliano; si potrebbe pensare che il capo li ha un pochino tutti soggiogati in una setta sanguinaria (i graffiti con il sangue dove tutti seguono un uomo a cavallo come lui, non sono li per dirci sta cosa ?), e credo che sia in fondo questa la chiave della loro crudeltà stupida, accentuata dall'isolamento.
Ma di solito sti tipi di cattivi sono ben raccontati; al centro il loro carisma e la loro capacità di tenere sotto controllo gli adepti che si sacrificano per loro. Qui l'apparizione del kattivone è rapida: rapidissima.
Per me la storia vale proprio perché sembra quasi mettere Tex e Carson che risultano terribili e efficaci, tanto da farmi paura in certi momenti, di fronte a una realtà difficile da accettare e capire, dove tutti sono ambigui. Pure Toby, il giovane apache, risulta ambiguo; da un momento all'altro mi attendevo una rivelazione che mostrasse lui come il vero cattivo; e come non sorprendersi della sottotrama vecchia Toby ?
Manfredi ci mostra i limiti dei personaggi che amiamo. Non so se era questo che voleva Manfredi, ma questo mi lascia sta storia: di fronte alla realtà complessa e senza facili risposte, la giustizia è l'unica risposta, ma ci lascia insoddisfatti; ci sembra di non aver capito un granché.
Oppure, più semplicemente, Manfredi non c'aveva spazio per delineare bene trame e sottotrame e personaggi che aveva immaginato più complessi.
Non lo sapremo mai, credo.
E ovvio, voglio dialoghi cosi ogni volta: rapidi ironici decisi intensi. Una goduria leggerli.
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Letizia dice:
Ma come, prima parli di evidente ingenuità e poi parli di microscopio?
Non ci vuole il microscopio per trovare cose evidenti.
Un vecchio adagio dice: se sei in India e vedi tutto grigio, stai guardando il culo di un elefante.
E non ci vuole il microscopio per vederlo.
E poi le storie non devono piacere a Ben, devono piacere a me.
XD ma il microscopio è vostro, mica il mio

Mica deve piacerti per forza.-
Il microscopio rende incapaci di vedere il quadro che si svela in modo EVIDENTE alla fine, attardandosi su dettagli tipo la criticaSpoileral tipo che ha la lampada e si fa impallinare nel buio della grotta.
Certo che la storia del ponte è "naif", ma è proprio un classico di sto tipo di avventura; suvvia avete una conoscenza vasta di stratagemmi letterari e narrativi vari no? Non vedete che è troppo evidente ?
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E in fondo, se sei d'accordo nel definirlo ingenuo è proprio perché il ponte sospeso dal quale il cattivo cade, HA una storia e questa storia è quella delle avventure semplici dirette e senza fronzoli che diventeranno poi i fumetti che conosciamo etc etc.
Potrei dire, come te: se sei in India e pensi di vedere tutto grigio, è perché stai guardando il culo di un elefante.
Per Diablero: Non vedo il problema dei racconti di Ben son sincero... Va da sé che quelli sono i racconti nel racconto, e andavano differenziati dal resto del
Spoilermacroracconto di Ben.
Poi rido, permettimi, quando dici che la mia teoria non ha basi
Stiamo parlando di letteralmente la fine della storia.
Cioè sei capace di negare che il quadro della narrazione sia Ben che racconta sta storia ? Davvero? Pure di fronte alle 3 pagine finali e la didascalia ci accompagna nella cucina di Ben e della moglie, che stan raccontando la vicenda ai loro figli...Dire che è senza basi, è un affronto alla mia e tua intelligenza.
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<span style="color:red">15 minuti fa</span>, Letizia dice:
E il fatto che sia Ben a raccontare giustifica la piattezza della storia e la mancanza di logica degli avvenimenti?
A questo punto
Tex poteva anche cadere nel burrone sepolto sotto una bella frana, tanto era tutta una montagna di frottole.
Ma in fondo lo sai che hai ragione?
La storia è una vera schifezza perché non c'è niente di vero, è tutto inventato, è tutto parto della fantasia ingenua e infantile di Ben il bugiardo.
E io, furba, che ho speso 11 euro credendo di acquistare un texone di Ruju e invece mi trovo tra le mani una dime novel di un certo O'Leary dal valore di 10 centesimi.
Farò causa alla SBE e chiederò indietro € 10,90.
Si ma non è che devi prenderla sul personale, eh.
Non l'ho trovata piatta, ma lo stile che tu citi come piatto e la mancanza di logica è parte di quello stile di storie che piacciono a Ben... Non ci vuole UmbertoEco per capirlo. Ma davvero
Spoileril ponte sospeso non vi ha fatto suonare nessun campanello proprio per la sua voluta e ricercata ingenuità come soluzione?
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Ricordava a tratti certe ingenuità del primo Bonelli, che in effetti da quella tradizione lunga veniva. Certo, i lettori smaliziati di oggi lo possono digerire solo come pastiche e come gioco nel gioco, perché esaminano tutto al microscopio del loro nerdismo, ma ripeto, non pensavo che sto microscopio li rendesse talmente ciechi da non riuscire più a vedere in quale contesto si inserisce una storia. A parziale scusante, possiamo dire che la scelta di Biglia per questa sceneggiatura non ha aiutato. Ci voleva qualcuno di molto più astratto e sognante o molto classico.-
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Texone godibile e trama originale e ingegnosa per come ci ripresenta i personaggi che conosciamo in stile dime novel. I disegni di Biglia sono meravigliosi, ma forse davvero poco adatti all'intento rischiesto. Ci voleva qualcuno con uno stile più classico western, che ricordasse di più le copertine e l'immaginario di quel momento storico.
--incredibile che nessuno qui, o quasi, dei commentatori abbia capito la cornice entro cui sta storia si dipana...
Spoilereppure è abbastanza chiara e si rende esplicita del tutto alla fine, quando scopriamo che è Ben che ci ha appena raccontato la sua storia...
davvero siamo tutti cosi smaliziati da fare analisi per ogni centimetro di dialogo e ogni microdettaglio di scena -moda e attitudine, ahimé legata al nerdismo imperante- ma siamo allo stesso tempo incapaci di cogliere l'ovvio, cioè CHI sta parlando/raccontando la storia? Ecco, in sto caso non è l'onnisciente narratore d'abitudine, ma Ben il bugiardo, e questo fa tutta la differenza.
Complimenti a Ruju anche per la scelta dello snodo narrativo di Gato che sa apprezzare la narrazione e la parola e risparmia Ben. Che lo storytelling sia parte costitutiva e fondamentale di molte culture nord-americane si è detto mille volte. Ma di solito se ne accenna solo per far la scenetta di Carson che ne ha piene le scatole di lunghi discorsi; qui invece diventa parte del meccanismo della storia.
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, borden dice:
La serie di Tex classico non ha una cronologia precisa. Gli avvenimenti degli anni 1870, 80, 90 avvengono nello stesso "presente".
Ok, grazie per la risposta! Nella mia testa erano storie non in ordine cronologico, ovvio, ma tutte comunque comprese fra '70 e 85 massimo.
Quindi la cronologia è solo per il periodo fino alla secessione in pratica, e ti è servita per mettere insieme il Tex giovane più che altro?
Spero tu non l'abbia detto già 100 volte... al caso chiedo perdono! -
Seguo da tempo, ma non scrivo mai.
La storia pero' è davvero ottima
SpoilerRuju è capace di restare nello schema classico della serie, innovando con piccoli accorgimenti, senza stravolgere.
Bellissima la scena dei due Kit con le ballerine intorno e l'arrivo di Tex. E' un buon esempio di come Ruju abbia saputo con questa sceneggiatura risollevare e riprendere dei topoi di Tex (il vecchio reprobo Vs il puro Tex) che cominciavano a essere un po' stantie e ridicole (come in certe derive di Nizzi), nuove e interessanti. Ma le ha rese interessanti anche perché arricchiscono la psicologia dei personaggi, evitando di farne macchiette.
In un certo senso, permettetemi, mi sembra che Ruju qui abbia trovato finalmente la quadra: lasciatemi esagerare. Perché questa mi pare quasi una sintesi fra il classicismo di Nizzi e certe idee e spunti di Bonelli figlio e di Boselli (vedi il personaggio di Angela).
Anche nel linguaggio mi pare si possa riscontrare sta cosa: per esempio, ho apprezzato alcune battute che ho salutato con piacere durante la lettura, ché sembravano uscite dalla penna feroce e ironica di Bonelli padre.
Aspetto con ansia il resto per vedere dove ci portano queste premesse !
L'unico dubbio che ho è cronologico, ed è una domanda per Boselli che so che a volte passa da qui.
Ho visto l'anteprima del 747 girare: ma il grande incendio di Vancouver non è troppo tardo come evento rispetto alla cronologia di Tex? O è al limite limite?
Non ritrovo sul forum la cronologia proposta e la mega discussione in cui stava e magari ricordo semplicemente male io.
un saluto a tutti; son contento di scrivere il mio primo vero commento in una bella occasione come questa.
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[82/84]Xipe lo scorticatore
in Le Storie dal 1 al 100
Posted
No, facevo giustamente una battuta sul fatto che il vecchietto fosse "quasi" nizziano (scrivevo, potenzialmente, cioè in potenza nizziano: tu l'hai salvato dal suo triste destino fumettistico).
non o definireri tamarro, ma capisco perché alcuni dicono "tamarro")
Detto questo, grazie per le risposte ! E non vedo l'ora di leggere le nuove vecchie avventure in Messico !!
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(no, per me tamarro non è quella roba li, o meglio non è solo quella roba li; e quando penso all'attitudine incoscente e generosa di Tex, che puo' sembrare ad alcuni tamarra, non penso a quel tipo di tamarro li