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TWF - Tex Willer Forum

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Showing content with the highest reputation since 12/20/2021 in all areas

  1. Certo, ma ribadirlo a ogni messaggio di @Dix Leroy in merito, con tanto di battutina sarcastica ogni volta, è stucchevole, soprattutto perché non mi risulta che Dix abbia mai fatto altrettanto nei confronti di chicchessia, dimostrandosi anzi uno degli utenti più rispettosi e pacati del forum. Da quale pulpito tu distribuisca patenti di bigottismo e sessuofobia agli altri, poi, mi sfugge. Proprio in virtù della libertà di espressione, qui sopra Dix deve sentirsi libero di esprimere le proprie opinioni senza che nessuno lo stigmatizzi o si permetta di affibbiargli epiteti la cui natura offensiva è ben nota. E questa no, non è libertà di espressione.
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  2. Esco dal mio perenne lurkaggio per spezzare una lancia in favore del bistrattato Muzzi, che probabilmente ha subito la sorte di molti artisti di essere sottovalutato nel periodo di attività e rivalutato in seguito (ricordo un editoriale di Sergio Bonelli molto accalorato in occasione della sua scomparsa). Oltre ad avere disegnato alcune storie che - pur essendo probabilmente definibili "minori" in termini di lunghezza, ambientazione e articolazione della trama - rientrano a mio avviso a pieno titolo tra le pietre miliari del periodo d'oro (si pensi a "La dama di picche" e a "Canyon Diablo"), e benché l'apprezzamento o meno del suo stile rientri inevitabilmente nel campo delle opinioni personali (a me piace), penso sia oggettivo e condivisibile il fatto che il suo lavoro sia, senza mezzi termini, inevitabilmente sfregiato e rovinato dai faccioni di Galep, che ovviamente rompono l'unitarietà stilistica del disegno e sono pure quasi sempre sproporzionati, generando un effetto finale che è un vero e proprio "pugno in occhio" (questo contrariamente ad interventi successivi già richiamati, quali i rifacimenti di Monti sui volti di altri professionisti, che sono generalmente ben amalgamati e non disturbano il lettore occasionale che non si soffermasse a indagare) e che squalifica inevitabilmente l'insieme. Sono convinto che tutti giudicheremmo il lavoro di Muzzi con più obiettività e con maggiore profondità, pur ovviamente mantenendo il proprio parere, se potessimo soffermarci su ogni aspetto del suo stile senza dover ogni volta confrontarci con il pensiero "è quello a cui rifacevano la faccia di Tex perchè non gli veniva bene", che rischia di condurre immediatamente e senza possibilità di obiezioni all'etichetta di peggior disegnatore di sempre. Se davvero la preoccupazione dei Bonelli, all'epoca, era che il volto di Tex non dovesse risultare troppo differente dai parametri stabiliti per anni dal creatore Galep (spiegazione che però può reggere per le prime precoci storie di Muzzi, ma non riesco a capire come potesse essere reiterata in seguito all'ingresso di più disegnatori nello staff, ognuno col proprio volto di Tex ben diverso e ben riconoscibile), mi stupisce come - pur con la diversa sensibilità dell'epoca - non si fosse riuscito a realizzare come il rimedio fosse ben peggiore del male. Concludo, per rinforzare la mia opinione, invitandovi a cercare semplicemente "Tex Virgilio Muzzi" su "Google immagini", e partendo da lì poi indagare scavando fra le pagine dei risultati. Tex Virgilio Muzzi Si trovano numerose tavole, provenienti perlopiù dai volumi "Cavalcando con Tex", degli anni Novanta, in cui Muzzi ha potuto illustrare alcune scene della storia di Tex finalmente con il suo stile compiuto, volto di Tex compreso. Ditemi voi se quel volto aveva davvero qualcosa di così sbagliato da meritare i pessimi rifacimenti coi quali alcune bellissime storie ci sono state tramandate.
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  3. Grazie @Don Fabio Esquedae a quanti hanno espresso la loro solidarietà. Anche se le condizioni del mio papà sono quelle che sono me lo tengo ben stretto fino a quando sarà possibile. Spesso non occorre vedere con gli occhi o parlare con la bocca ma è sufficiente stringere una mano e accarezzare un viso. Anche se non ci siamo mai "incrociati" nel forum, mi fa piacere rileggere un tuo post. Leggendo vecchie discussioni, in particolare i commenti alle storie meno recenti, leggevo spesso il tuo nome accanto a quello di altri che oggi non vedo più (compreso il povero Ulzana). Curioso anche il motivo di questa tua pausa, ovvero.... non c'è un motivo preciso Mi associo all'invito del buon @Leo a tornare in prima linea sul fronte texiano!
    5 points
  4. Sono da tempo assente dal forum, anche se non manco, ogni tanto, di passare per una lettura. Che dire, mi tocca tornare per una ragione assai brutta, di cui vengo a conoscenza solo oggi. E' in effetti stranissimo trovarsi di fronte ai drammi della vita reale in un contesto, quello di Tex e del suo mondo, che li esorcizza: Tex e i suoi pard non possono morire, né invecchiano (da un po' di tempo almeno!), sanno risolvere le ingiustizie con una bella scazzottata, salvo poi offrire da bere a tutto il saloon. E, per quanto razionalmente sappiamo che tutto ciò nella vita reale non accade e non può accadere, magicamente ci sembra vero e proprio per questo ci rassicura. Possiamo mandarci al diavolo tra chi preferisce Boselli e chi Nizzi, tra chi ama Font e chi non lo regge, ma come reagire di fronte ad una notizia del genere? E' come se due mondi, quello di noi appassionati lettori e quello della vita reale, si siano mischiati, e ne avrei davvero fatto volentieri a meno. Un abbraccio alla famiglia e a tutti coloro che hanno conosciuto Emanuele/Ulzana, così come un grande in bocca al lupo a Juan Ortega e al suo papà!
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  5. Chiedersi se Nizzi o gli altri sceneggiatori di Tex abbiano scritto storie western è un assurdo, sarebbe come chiedersi se gli autori di Paperino hanno scritto storie Disney. Sul giudizio di merito su Nizzi, solito discorso. Nè con la fronda degli haters (Diablero, Monni e via dicendo)a cui non piacciono nemmeno le storie migliori, nè con la fronda dei lovers (Grande Tex e via discorrendo) a cui piacciono le peggio boiate dell'autore. Una bella via di mezzo, in cui si loda ciò che c'è da lodare e si critica ciò che c'è da criticare, è la via maestra.
    3 points
  6. Io sono davvero rammaricato a dovermi contrapporre così marcatamente al resto del forum, ma temo che questa storia sia onestamente fra le prove texiane meno riuscite degli ultimi quindici anni. A parer mio, beninteso. Da qui in poi, contiene SPOILER Per una valutazione generale occorrerebbe rileggerla integralmente e non me la sento. Essendomi già espresso un mese fa sulle criticità riscontrate nel terzo albo, mi focalizzo invece sul conclusivo, che già non è agevolato dai disegni di Bruzzi, le cui ricorrenti ispirazioni mi hanno irritato. Se non altro, mostra di avere fra i propri riferimenti non solo le famose e amate piste del nord, ma addirittura maestri del calibro di Alberto Breccia. Quanto al lavoro dell'autore, i testi sono pesanti. Il numero di personaggi è eccessivo e va a detrimento sia della storia sia dell'approfondimento degli stessi: la presenza di Jim Brandon, ad esempio, a cosa serve? Avendo un ospite d'eccezione come lui, meglio sarebbe stato (ma qui esercito il mio diritto ad esprimere un parere individuale, lecitamente sindacabile) rinunciare ai tanti vari personaggi di contorno sciapi e zavorranti: Dawn, Dallas, Mike, ... Tex e Tiger Jack si dedicano al triplo salto carpiato fra i ghiacci, e ovviamente "Tu e io possiamo farlo, Tex", dice Tiger. E Kit, che è ben più giovane del padre? Kit però è trattato come lo scemo del villaggio: vedasi la frecciatina che gli riserva il padre a pagina 70. Kit Carson, invece, si dedica a brontolare a più non posso e gli si evita il ritorno all'accampamento di Hillary perché "bisogna correre sulla neve e contro il vento ghiacciato", insomma... Carson, saresti d'intralcio. Non ho mai visto Carson perdere il passo di Tex in un albo che sia uno, in passato, ma evidentemente qui è il più normale del gruppo, visto che l'idea di ributtarsi in marcia sotto una bufera di neve con giusto un cappello da cowboy in testa (e l'indiano manco quello) è una delle cose più normali che si vedono fare a Tex in queste pagine esagerate. Esagerate per i limiti umani, sì, iperboliche più di un racconto di Verne, ma anche insensate, onestamente: prima tutti di qua, poi tutti di là... Tex come una scheggia impazzita si fa circa sei ore di camminata, in condizioni meteo così pazzerelle che manco nella Londra dei giorni migliori: bufera di neve che va e viene, mare che disgela, poi gela di nuovo poi disgela nuovamente, tutto nell'arco di mezza giornata. E che comporta anche il fatto che una nave bloccata nei ghiacci da 40 anni torni a muoversi (e affondi) esattamente sotto gli occhi delle persone venute a cercarla. Degno dei Goonies. Nuovamente alcuni personaggi rubano la scena ai nostri nei momenti clou, osservate: Tex e Tiger Jack arrivano in ritardo per salvare la metà dell'accampamento di Hillary, inseguono i restanti in condizioni proibitive, ma anche risibili (Tornuak sta seguendo da vicino i corridori Mahaha eppure non perde terreno anche se si ferma ogni tot metri per erigere ometti di pietra alti un metro), dopodiché è Tornuak ad abbattere l'orso e di fatto a distogliere i cannibali dal loro intento di pasteggiare coi restanti membri della spedizione. Tex e soci arriveranno solo in quel momento, sostanzialmente a dar man forte. Kit Carson arriverà ancora dopo, e teniamo conto che partiva da un altro punto: ipotizzando che si siano mossi ai primi spari, avvenuti a pagina 91, quanto hanno corso per poter arrivare in tempo a pagina 96? L'azione compressa tra queste due pagine sembra non durare più di pochi minuti. Con questi presupposti, Carson mostra a Tex e agli altri pard che il vero centometrista del gruppo sia lui... Sono convinto di aver tralasciato diversi altri aspetti che fanno sì che quest'albo imbarchi più acqua della Terror, ma mi soffermo un attimo sul finale: Tornuak ha colpito l'orso al cuore prima e al cervello poi. L'orso giace morto, nella vignetta successiva. Accanto a indigeni cannibali che si aggirano a torso nudo per i ghiacci abbiamo anche un orso zombie? Il finale potrà anche esser stato diverso dal solito, però è sembrato chiaverottiano più che boselliano o texiano. Rileggo sempre i miei messaggi perché ogni volta che esprimo critiche temo di aver ecceduto in irrispettosità in qualche modo. Non mi è parso, ma non ho messo faccine, quindi la accludo ora, per rammentare a tutti che in fondo sto esprimendo, seppur con forza, un parere personale su un personaggio che amo.
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  7. Era El Muerto, e per chi volesse leggersi il confronto, lo trovate qui: https://texwiller.ch/index.php?/topic/882-190191-el-muerto/&do=findComment&comment=163571 Non starò a rifare un confronto qui, perché ho visto che è TOTALMENTE INUTILE... anche in quel thread, subito dopo, c'era chi negava ogni differenza. L'evidenza non basta, non conta di fronte al pregiudizio personale... Anche qui... è mai possibile che OGNI SINGOLA FOTTUTA VOLTA che si fanno affermazioni OVVIE su un testo CHE CHIUNQUE PUÒ CONTROLLARE, saltano sempre fuori i NEGAZIONISTI AD OLTRANZA? Perché ogni singola fottuta volta devo essere IO ad andare a fare gli scan e a postarli, per dimostrare quello che CHIUNQUE AVREBBE POTUTO SEMPLICEMENTE ANDARE A CONTROLLARE DA SOLO? Grande Tex, davvero non vedi la differenza fra questi dialoghi e quelli di GLBonelli? E anche rispondendo a MacParland.... cosa devo fare? Devo postarvi TRENTA SCAN DI PAGINE CONSECUTIVE per farvi vedere il numero di pagine consecutive dedicato a pallosissimi dialoghi innaturali con balloon ipertrofici che occupano gran parte della pagina, o facciamo che almeno per una volta vi alzate e andate a rileggere direttamente l'albo? O vogliamo parlare delle azioni dei "cattivi"? Non ho voglia di RISCRIVERE tutto il testo che ho perso sul fatto che compagnia "cattiva" tenta di ammazzare chi porta il messaggio all'inventore e solo in seconda battuta l'inventore (che è come se la mafia invece di ammazzare un testimone ammazzasse tutti i postini che gli devono portare l'ingiunzione di presentarsi in tribunale), o su Tex che fa il riassunto quello che avvenuto tre pagine prima sbagliandolo e assumendosi l'uccisione di tre banditi che sono stati uccisi da altri. Ma voglia parlare delle assurde azioni dei messicani? Che prima (con un CANNONE assurdamente portato fin lì... perché non un galeone già che ci siamo? A chi gli serviva un cannone?) sparano tre "colpi di avvertimento", e poi dicono che...non vogliono fare trattative, il loro scopo è ammazzarli e basta? (Allora PERCHÉ CAVOLO LI AVVERTI, per farli fuggire???) E come è possibile che si continui a parlare del Tex di Nolitta come "più realistico" o addirittura "più umano"... quando È TALMENTE INVULNERABILE CHE UNDICI COLPI DA TRE METRI NON GLI FANNO NIENTE? (a parte che sa che ha di fronte tre assassini mandati lì per uccidere... e si fa prendere completamente di sorpresa da loro quando estraggono, facendogli sparare QUATTRO COLPI prima di riuscire a sparare. Ma d'altronde è il Tex di Nolitta, che considera troppo vecchie e impossibili da seguire tracce vecchie di tre ore, è già molto che sappia cos'è una pistola, figurati saperla usare...) Stavolta ho postato le immagini in anticipo. Vediamo se negate anche stavolta... (ma non si può andare avanti così, che ogni singola volta bisogna postare le immagini contro i negazionisti...)
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  8. Grazie per la segnalazione e il link, non avevo mai visto quell'intervista, in cui Roi senza "peli nella lingua" dice un sacco di cose interessanti, è un peccato che l'audio degli ultimi minuti sia perso. (peccato anche che l'intervistatore, anche se è ovviamente da ringraziare perché l'ha fatta, a volte si dimostra fin troppo "fan" di Roi e della Bonelli in generale... quando Roi inizia a parlare del miglioramento degli scan della Bonelli nel 2020, si riferisce ovviamente ai pessimi scan usati dalla Bonelli negli anni immediatamente precedenti, che avevano massacrato i suoi disegni come quelli di tutti - per un pessimo esempio su Tex, guardate come è stato massacrato il tratto di Venturi nella storia di Faraci sulla città nascosta. E invece di lasciarlo parlare l'intervistatore si affretta a zittirlo lanciandosi in una sbrodolata su quanti sono sempre stati ottimi gli scan della Bonelli, che avrebbe rischiato di farlo prendere a botte se l'avesse detto di persona ad un gruppo di disegnatori nel 2019... ) Sulla qualità della carta attuale, garantisco che non sono pochi i disegnatori che se ne lamentano... ovvio che se non gli fanno domande al riguardo non lo dicono, ma provate a parlare della carta attuale a quelli che lavorano da più di 20 anni e non usano il digitale, li vedrete dire peste e corna della carta attuale e rimpiangere la carta che usavano una volta... conosco disegnatori che fanno cose assurde per procurarsi carta decente, dal farsela portare direttamente dal Giappone, a cercarla nei vecchi magazzini, comprando migliaia di fogli per far scorta quando trovano miracolosamente qualche rimanenza... più di dieci anni fa ho accompagnato personalmente un amico disegnatore a Bologna a cercare per tutti i negozi della città tutte le rimanenze di un tipo di carta di cui avevano cessato la produzione, trovando comunque poche risme. Mi sa che fra un po' se la qualità continua a peggiorare torneranno a fare come nel medioevo con i palinsesti, prenderanno vecchie tavole e raschieranno via la vecchia china per ridisegnarci sopra... Passando al tema del Texone... l'ha dovuto fare in 6 mesi? Quasi 40 tavole al mese? Allora davvero tanto di cappello, secondo qualunque logica avrebbero dovuto essere molto peggio, è già un miracolo che sia a quel livello... Però... onestamente... PERCHÉ quando Marcheselli si è trovato a dover trovare qualcuno capace di fare un Texone in 6 mesi, ha pensato a Roi? Perché Roi ha la "fama" di uno che se glielo chiedi te lo fa, altri disegnatori l'avrebbero mandato a quel paese o non ne sarebbero stati nemmeno capaci (o ci avrebbero provato lo stesso disegnandolo tipo Il Pittore dei Santini dell'Omino Bufo...) È un discorso controverso, e anche un po' contraddittorio, che fa discutere critici a fan da decenni. Fan e critici preferiscono in genere gli "artisti" che producono poco pur di fare belle tavole. Gli editori invece amano quelli che ti rispettano le consegne. A qualunque costo. Che sono necessari perché capita sempre qualche ritardo e si rischia di non avere niente da pubblicare alla data scadenza. Un caso abbastanza famoso è quello di Vince Colletta, famigerato inchiostratore oggi vituperato perché se non faceva in tempo a chinare tutto prima della scadenza, cancellava le matite invece di chinarle. Confrontando le fotocopie che faceva Jack Kirby delle sue tavole a matita con la tavola chinata da Colletta, si nota la scomparsa di passanti, edifici, e altri dettagli che Kirby aveva disegnato ma che Colletta cancellava perché non aveva il tempo di chinarli. Oggi Colletta è appunto vituperato come un vandalo distruttore di opere d'arte, ma Stan Lee e gli altri editori lo adoravano, e lo cercavano sempre perché c'era sempre un albo di 24 pagine da inchiostrare in due giorni. E Colletta non solo te lo faceva in 2 giorni ma lo faceva BENE, che piaceva ai lettori (per me, nonostante i passanti cancellati, è stato il migliore inchiostratore di Kirby su Thor, dava lui alla serie quell'aspetto quasi "barbarico" così diverso dai fantascientifici Fantastici Quattro inchiostrati da Sinnott). Il risultato della sua rapidità è che ha sempre avuto un sacco di lavoro (è stato l'unico disegnatore della Marvel dell'epoca che guadagnò abbastanza da comprare una villa con piscina alla sua famiglia, e le cronache dell'epoca raccontano di un uomo che vestiva sempre elegantemente mostrando una certa disponibilità economica). E senza di lui molti albi Marvel non sarebbero mai usciti o sarebbero usciti in ritardo intervallati da dei fill-in. L'aspetto negativo, per la memoria di Colletta, è che appunto perché era così veloce... lo cercavano solo per quello. Visto che c'era SEMPRE un albo da inchiostrare in 2 giorni, non gli davano mai più di 2-3 giorni. Ho visto le cose che disegnava Colletta negli anni 50, ed era davvero un gran disegnatore. Poi quando gli editori hanno scoperto la sua velocità gli hanno dato sempre più spesso l'incarico di chinare storie di altri disegnatori. E ogni volta che dimostrava di poterlo fare in meno tempo, gli davano la volta dopo meno tempo. Gli editori erano contenti, lui non so se era felice della cosa o se ne soffrisse, ma intanto a chinare quella quantità mostruosa di tavole aveva fatto abbastanza soldi da comprare una villa con piscina. In ogni caso, il risultato finale è che storie disegnate come quelle di Colletta degli anni 50, non ne ha più fatte. È il destino di quelli che si adattano, e sono indispensabili in una casa editrice che deve uscire con centinaia di periodico puntuali ogni anno. Non so adesso quanti soldi faccia Roi (non sono più quei tempi, i disegnatori più pagati riescono a vivere bene anche senza quei ritmi, specie alla Bonelli), ma un po' di frustrazione si vede in questa intervista, sul fatto che gli danno sempre poco tempo. L'editore è contento che riesce ad uscire in edicola alla data stabilita, ma noi finisce che vediamo sempre disegni di Roi frettolosi. E rimane il rimpianto di cosa avrebbe potuto fare se gli avessero dato davvero l'incarico di disegnare un texone con i dovuti tempi, invece di fare da tappabuchi in fretta e furia...
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  9. Grazie mille, Leo! Devo dire che leggo poco Tex, ma moltissimo Tex Willer, che a mio parere è davvero su livelli magnifici. Non so perché in realtà io abbia smesso di partecipare attivamente al forum, così come tante volte mi è capitato nella vita quotidiana di non frequentarmi più con alcuni amici: hai presente quando magari non ci si sente per due giorni, e i giorni poi diventano tre, e poi un mese e infine cinque anni? Quién sabe... però dai, provo a reinserirmi, e comunque come vostro lettore non sono mai andato via!
    3 points
  10. Non capisco questo odio a prescindere verso N***i, ma nemmeno chi fa l'avvocato del precedentemente citato N***i. Dato che siamo in un topic su N***i non capisco poi perché non lo si possa nominare, ma io evito usando la dicitura N***i, che spero non offenda nessuno. Ma penso che western o non western, N***i abbia tenuto la baracca in piedi per diversi anni, sfornando grandi storie, ma che abbia anche subito un declino e sia lecito criticarne lavori meno riusciti (cosa che ho fatto su un topic riguardante Mefisto a riguardo della sua ultima apparizione). Dal lato umano, bisognerebbe conoscerlo per giudicare, ma da alcuni video visti in giro e dichiarazioni rilasciate anche su altri autori, non mi pare un gran campione di simpatia. Ci sta che a qualcuno stia più sulle scatole per questo, magari in aggiunta al fatto che le sue storie possano non piacere ad alcuni. Ho comunque provato a leggere questo topic, e fatico a capire il senso dell'argomento. N***i ha scritto un fumetto che per definizione è inquadrato nel genere western (anche se non è solo questo), fa sorridere chiedersi se ci siano elementi western nelle sue storie come non capisco il senso di disquisire a fondo su cosa sia il genere western, quando esiste a riguardo una marea di materiale ed il genere si inquadra abbastanza facilmente. Inoltre, molte opere non sono semplicemente western, o semplicemente horror, o semplicemente gialli, ma spesso film, libri o fumetti possono godere di più di una definizione. Zagor lo definireste western? Western fantastico? Ma soprattutto, chissene frega se il risultato è una zuffa sull'autore stesso che si risolve in post privi di contenuto. In generale scaldarsi, a destra o a sinistra, su dei fumetti che dovrebbero farci rilassare...fino a darsi del troll a vicenda, o addirittura, peggio ancora, incacchiarsi e legarsela al dito per essere stato definito "troll" , beh.... fa pensare che N***i non sia il vero problema qui. Comunque per non essere OT, a me le storie di N***i piacciono come quelle di Boselli e altri autori, a patto che ci sia Tex e che Carson non venga dipinto come un rin*********o o un pigro incorreggibile, e che possibilmente ci sia una trama solida e credibile, cosa che in diverse fasi della loro vita, tutti gli autori hanno saputo fare alla grande dando un enorme contributo a Tex
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  11. La mia esperienza di lettore texiano ha l'imprinting di Nizzi, di cui all'epoca della mia iniziazione venivano pubblicate La tigre Nera, Furia Rossa, Il testimone. Riconosco di essere nizziano, quindi, tanto quanto sono boselliano. GL Bonelli, invece, è una scoperta tardiva. Da buon nizziano ho letto con piacere, come ho già scritto, anche la storia di cui si parla. Mi ha fatto sentire "a casa". Ma, sulla scena di Tex in mutande, ha ragione da vendere @Diablero. Non è Tex in mutande che si finge inoffensivo, il problema. Il problema è l'intera costruzione della scena. I pards si dimenticano il motivo per cui si trovano in Canada e vanno a dormire sereni; faticano a realizzare cosa sta accadendo; Tex si fa sorprendere dai manigoldi senza accorgersi del loro arrivo per un lungo corridoio; chiede scusa, senza che ce ne fosse una ragione strategica. In somma, un disastro! Penso che l'apprezzamento per Nizzi non debba passare dalla negazione dell'evidenza.
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  12. Interessante però questa discussione . Ma, ragionando da sempliciotto, dico che GLB ci ha portato in Canada, Messico, Yucatan (sempre Messico comunque), Isole caraibiche, Isole "kanakike", Bolivia, New Orleans e San Francisco, Florida, Nolitta ci ha portato a Panama, sull'isola di Provvidencia, Boselli fino a Cuba e Patagonia (oltre che New York, New Orleans ecc...ecc...), Ruju in Guatemala... E chissà quanti posti non "west" dimentico... Per ribadire (ripeto, da sempliciotto) che Tex non è western, ma è tutto. Per cui io non i chiederei se Nizzi sa scrivere storie western, ma se sa scrivere storie di Tex. SE stringiamo troppo l'obiettivo dovremmo dire che neanche Soldati a cavallo di John Ford è un western... Mente wikipedia, par quanto sia più o meno credibile dice: "Soldati a cavallo (The Horse Soldiers) è un film western del 1959 di John Ford"
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  13. Beh, finché si usano contro Yama, che non è certo il più potente stregone del mondo, ci sta anche. Il bello de "il figlio di Mefisto", la genialata, è che invece di farci vedere da subito un mago potentissimo senza spiegarci perché, ci mostra praticamente un "principiante raccomandato" che scopre quel mondo un po' alla volta insieme al lettore.. Ci sta che possa essere ostacolato dagli amuleti di un vecchio stregone, e oltretutto quella è la miccia per la discesa agli inferi di Yama, che è una delle scene più belle. C'era potenzialmente una scena molto "forte", nel vedere Mefisto imporsi travolgendo le difese dei bracciali dicendo "io non sono mio figlio". Una delle tante occasioni sprecate da Nizzi nella Mefistolata...
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  14. Recentemente, in altri thread (e non in questo dove sono stati già adeguatamente smentiti) i fan di Nizzi hanno ricominciato con il "negazionismo ad oltranza" su questa storia, contro ogni evidenza, con un totale e assoluto rifiuto della realtà, negando cose che sono perfettamente controllabili sulle pagine stampate (quelle vere, non quelle nel boschetto della loro immaginazione) Allora, visto che insistono, ritorno su un discorso che avevo lasciato cadere per non umiliarli troppo ed evitare altre polemiche... Per un riassunto puntate precedenti: https://texwiller.ch/index.php?/topic/5053-714715-la-rupe-del-diavolo/&do=findComment&comment=154468 https://texwiller.ch/index.php?/topic/5053-714715-la-rupe-del-diavolo/&do=findComment&comment=154477 https://texwiller.ch/index.php?/topic/5053-714715-la-rupe-del-diavolo/&do=findComment&comment=157439 https://texwiller.ch/index.php?/topic/5053-714715-la-rupe-del-diavolo/&do=findComment&comment=157399 Ecco la famigerata scena in cui Tex chinando la testa chiede umilmente scusa in mutande: Ma quello che interessa far notare, avviene PRIMA.... Guardiamo la pagina precedente, in cui già Tex, da vero Fesso, NON SI ACCORGE DEI BANDITI CHE GLI ARRIVANO DAVANTI PERCORRENDO UN LUNGO CORRIDOIO.... E cosa succede dopo.... Guardate la quinta vignetta, quella a cui si aggrappano disperatamente i difensori ad oltranza di questa storia e di Nizzi... non notate niente di strano? Qualunque disegnatore vi direbbe che È SBAGLIATA! Tex viene inquadrato, senza alcun motivo, dal lato sinistro, mentre prima e dopo si vede sempre dal lato destro. Se fosse un film sarebbe un vorticoso movimento di camera di quelli da mal di mare, completamente inutile. È una di quelle cose che insegnano, davvero, alle scuole di fumetto (una delle poche cose davvero utili che vi insegnano) Mi rifiuto di credere che un autore professionista bravo come Mastantuono possa fare un errore simile, e infatti, nella pagina successiva c'è la spiegazione: La quarta vignetta di questa pagina è IDENTICA a quella di cui parlavo prima. È la prova CERTA, al di là di qualunque dubbio, di un INTERVENTO REDAZIONALE. (un intervento redazionale fatto anche di fretta e in tempi stretti, altrimenti avrebbero fatto ridisegnare la vignetta originale a Mastantuono. Vuol dire che SI SONO ACCORTI DI QUALCOSA QUANDO ORMAI I TEMPI ERANO STRETTI). E così, in fretta e furia, hanno fatto una copia della vignetta 4 di pagina 73 e l'hanno INCOLLATA al posto della vignetta 5 di pagina 72, aggiungendo dei dialoghi. Perchè fare un lavoro simile? Se nella vignetta 5 originale c'era Tex, bastava cambiare il testo dei ballon, oppure aggiungerli... l'unica spiegazione è che nella vignetta 5 originale, Tex non c'era... Ora, rileggete la sequenza COME PROBABILMENTE L'AVEVA SCRITTA NIZZI... Capite adesso perché probabilmente Boselli avrà fatto un salto sulla sedia e abbia immediatamente fatto modificare la quinta vignetta per cercare di mitigare il più possibile la figuraccia di Tex? A costo di fare una "toppa" tanto evidente da essere chiaramente visibile tipo copia-incollare una vignetta della pagina successiva? (segno appunto che non c'era il tempo per modificare davvero la storia a quel punto) Una toppa che comunque, non riesce a mitigare il fatto che anche davanti ad una pistola e con un ostaggio, Tex non si è MAI comportato così! Nemmeno Nolitta era mai arrivato a tanto!
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  15. bah,io le critiche a quella storia le capisco fino a un certo punto.È vero che i pards non fanno bella figura,ma Mefisto è comunque meglio che in Black Baron,dove era terrorizzato che i pards provassero a contrastarlo.Dopo essete addirittura morto a causa loro,un odio così spropositato è ovvio.
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  16. Ho visto nell'utilissimo primo post un riassunto delle apparizioni di Mefisto e Yama. Se non chiedo troppo, per chi può andare anche a memoria, a quali numeri corrispondono queste storie nella serie gigante di Tex? Ieri ho recuperato la storia dal 501 che se non sbaglio è l'ultima apparizione di Mefisto. L'avevo già letta anni fa ma l'avevo rimossa completamente. Devo dire che mi trovo d'accordo anche con alcune critiche lette proprio in questo topic sulla storia in questione. Il primo albo sicuramente piacevole, con la resurrezione di Mefisto sicuramente ben descritta. Poi però si perde un po' tutta l'atmosfera. I pard vengono tutti beccati come fossero dei novellini, a partire da Carson che si infila nella trappola come fosse uno di primo pelo, dopo essere stato forse l'unico ad intuire che ci fosse proprio Mefisto a dirigere il tutto, Kit Willer che praticamente si fa fregare come un povero scemo e non ha alcuna utilità nella storia (anzi diventa un problema appena entra in scena), e Tiger che dopo essere sfuggito si fa anche lui fregare come mai dovrebbe accadere ad un indiano col suo udito e abilità. Già qui si storce il naso. Poi Mefisto stesso, pare un isterico incapace di reprimere ogni emozione, ok la pazzia, ok l'odio, ma uno stregone per quanto potente perde di credibilità se non ha un minimo i nervi saldi. Poteva essere caratterizzato diversamente. E poi tutti i suoi poteri, fermati da un bracciale che da quel che ho capito era stato forgiato per bloccare Yama, certamente non potente come suo padre! Boris stesso, rappresentato come un demonio che se la intende con Mefisto da subito, non sembra fare una piega nella bettola Black Baron mostrando una freddezza invidiabile, per poi sudare freddo di fronte a Tex ed essere disposto a parlare quasi senza colpo ferire, pur sapendo di cosa Mefisto è capace. Non condivido invece la critica al finale, dove Mefisto si prende gioco dei pards, ci può stare perché comunque alla fine lo sconfitto è lui e ci sta lasciarlo scappare per lasciare aperto un suo possibile ritorno. Anche se, stride il mancato tentativo di Tex di inseguirlo dopo la fuga. Alla fine il vero punto debole della storia è che Mefisto non è il nemico numero uno, ma bensì è sua sorella, Lily, a elaborare il piano per catturare i pards, a riportare in vita Mefisto stesso, ma soprattutto a compiere forse l'azione più spregevole e degna di una persona senza scrupoli della storia, ovvero non esitare ad uccidere il marito, quando persino Mefisto sembra mostrare un barlume di perplessità e ben maggiore umanità nella circostanza (considerando che si parla di Mefisto). Per me resta una storia godibile, perché a prescindere dove c'è Tex e dove c'è azione si riesce sempre a passare del tempo in totale relax, ma se questo può valere per una storia qualunque, non può essere accettabile quando si rimette in campo il nemico numero 1 di Tex. Persino i disegni del grande Villa sembrano risentire della storia non proprio eccelsa e seppure belli (perché Villa anche quando non sforna capolavori resta un maestro) sicuramente non spiccano e non riescono a tirare in alto il voto finale. In effetti Mefisto sembra più pazzo che malvagio, e quasi privo di controllo senza l'aiuto di Lily e Boris. Un nevrotico con complessi di inferiorità. Peccato...bella la scena finale della tempesta di sabbia, da quel che ho letto in giro richiesta da Villa a Nizzi per dare un finale in crescendo. Almeno Mefisto lascia il segno con un colpo di coda. In sostanza, in questa storia, ad eccezione di Lily si comportano un po' tutti da imbecilli, Tex che fino all'ultimo pare non voler ammettere che ci sia Mefisto dietro a tutto e non prova nemmeno ad inseguirlo, Carson e gli altri pard che si fanno fregare come degli scemi, Boris che fa lo svelto per quasi tre albi per poi farsela addosso di colpo, Mefisto che si scorda di controllare Tex tramite lo specchio proprio nei momenti in cui Tex sta agendo contro di lui, e che in generale è una comparsa più che l'attore principale e si fa sconfiggere da un bracciale. Speriamo il Mefisto in arrivo in edicola tra pochi mesi sia caratterizzato meglio e non una macchietta
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  17. Stabilito che Tex non "scappa con la coda tra le gambe" come avevi scritto tu, ma se ne va dalla stanza per non sparare a un possibile innocente (interpretazione piuttosto diversa), ora il fatto che un personaggio si getti attraverso una finestra infrangendo i vetri non mi pare una scena comica, anzi è un classico di tanti film e fumetti d'azione (anche in Tex), senza bisogno di scomodare la parodia dei Simpson. E Tex si getta non perché preso dal panico, ma perché deve fare presto e perché è più d'effetto infrangere una vetrata per uscire (o entrare) di scena, invece che andarsene quatti quatti. Ripeto: è un classico di tanti film d'azione. L'intenzione di GL Bonelli era quella di far vedere un Tex agile e scattante, non certo un Tex maldestro, come hai interpretato tu... Anche sul razzismo... tu avevi scritto che Tex (e GL Bonelli) aveva lanciato "insulti razzisti verso i messicani". E' come dire che Mister No quando chiama "crucchi" o "mangiapatate" i tedeschi è un razzista... Tex è così razzista verso i messicani che, a breve, lotterà insieme a Montales, rischiando la pelle per la libertà dei messicani, diventando un rivoluzionario e finendo su tutti i giornali come "L'eroe del Messico".... Ce ne fossero anche oggi di razzisti così!
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  18. Ma davvero... DAVVERO in quella scena tristissima e umiliante, in cui Nizzi 1) fa dimenticare a Tex perche si trova lì (sanno già che i banditi agiranno quella notte. Sono sicuri, è l'unica notte di viaggio. Hanno fatto centinaia di miglia apposta. Poi arriva sera e TUTTI vanno a dormire, e quando vengono svegliati da uno scossone (che si dovevano aspettare, vuoi che ci sia un sabotaggio senza scossone?) Tex esce DISARMATO. a chiedere in giro cosè... ... tu invece di chiederti "ma come si fa ad accettare storie così stupide e ridicole", pensi "è uguale al Tex di GL Bonelli, anche lui dormiva, e anche lui a volte era disarmato"... Ma CI SEI O CI FAI??????????????????????????????????????? 2) Con una coincidenza assurda (i banditi non hanno alcun motivo per farlo) Nizzi fa scenere i banditi sottocoperta, armati, con un ostaggio MENTRE TEX CHIEDE IN GIRO, PERPLESSO E RINTRONATO E ANCORA INCAPACE DI CAPIRE CHE SUCCEDE, e mentre TEX NON SI ACCORGE CHE STA ARRIVANDO GENTE CHE PARLA AD UN OSTAGGIO, gli arrivano davanti e sventagliano la pistola. ...e tu invece di chiederti "ma come hanno fatto in redazione a far passare stà roba?" pensi "è uguale al Tex di GL Bonelli, anche lui ogni tanto aveva delle pistole puntate addosso"... 3) I banditi vogliono solo che i passeggeri rientrino nelle stanze. Il fatto che Tex, in mutande, CHIEDA UMILMENTE SCUSA è una SUA INIZIATIVA PERSONALE e NON SERVE A INGANNARE I BANDITI, visto che non è che lasciano libero l'ostaggio per quello... Ora, visto che neghi la mia ipotesi, che stai a cagare il cazzo per non ammettere l'EVIDENZA, e visto che insisti, vorrei chiederti UNA COSA PRECISA! CITAMI LA STORIA SCRITTA DA GLBONELLI (o anche da Boselli o Ruju) IN CUI, DI FRONTE A PISTOLE PUNTATE, TEX HA CHIESTO UMILMENTE SCUSA! Perché per sparare paragoni simili, significa che CE L'HAI un esempio, no? O sei un quaraquaquà,e mi chiederai scusa TU umilmente davanti a tutto il forum? Io sono qui che aspetto. BASTA CON STÀ STORIA che IO devo stare a fare scan, postare immagini, e fare la fatica per smontare le stupide bestialità dei nizziani: MUOVETE UN PO' IL CULO VOI A DIMOSTRARE LE VOSTRE SPARATE! P.S.: la rassegna delle differenze fra strisce e ristampe, che sarebbe stata molto più in topic che questi insulti alla memoria di GL Bonelli (da gente che poi si ritiene "texiana..") anche oggi salta. Che debba essere inseguito dalle post dei fanatici fan di nizzi anche in questo thread creato da me per onorare GL Bonelli mi fa davvero girare le scatole.
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  19. Più che rileggerle, queste storie, sembra che tu ne abbia solo guardato le immagini... Tex non "scappa con la coda tra le gambe" all'avvicinarsi di Mefisto ma - come spiegano i balloons - Tex dice tra sé: "Sta venendo qui... e non posso certo sparargli addosso... dopotutto quel Mefisto potrebbe anche essere un onesto cittadino e i miei sospetti sono soltanto sospetti..." Quindi si getta dalla finestra in fretta perché Mefisto sta entrando nella stanza, e lo fa non perché ha paura ma per non essere costretto a scontrarsi con qualcuno che potrebbe essere innocente... Cosa c'è di strano? E soprattutto cosa c'entra il riferimento al Tex di Nizzi che resta in in mutande? (Scritto tra l'altro 70 anni dopo). Boh! Questi paragoni non hanno senso. Il razzismo non c'entra proprio niente: i messicani hanno appena messo a ferro e fuoco la cittadina, uccidendo e saccheggiando, dopodiché Tex e i superstiti - distrutti e con le vesti lacere - ne catturano uno. Vista la situazione, qualche imprecazione contro il nemico mi sembra il minimo! Che dovevano dirgli? I messicani hanno appena distrutto un villaggio ammazzando più gente possibile!!! "Mangiatopi" poi non lo dice Tex ma un altro personaggio. E poi questo linguaggio si sa che Tex lo usa con chiunque: scarto di verme, immenso imbecille, ecc. Anche questo lo devi spiegare... In queste prime storie Tex è un ranger in incognito, che agisce senza farsi riconoscere. Tutti pensano che sia un fuorilegge, rischia persino di farsi arrestare dagli sceriffi che non lo conoscono e le poche volte che tira fuori la patacca è solo perché non può farne a meno. Cioè, il contrario di quello che sostieni tu....
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  20. E se anche fosse sono fatti suoi e ha tutto il diritto di esserlo, dato che non viviamo in un Paese totalitario. Però se mi sbaglio correggetemi pure.
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  21. Concordo assolutamente. L'illustrazione è questa:
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  22. Allora...In tre giorni ho letto la quadrupla completa e sono soddisfatto. È stato un bel viaggio, il freddo attuale ha reso l'avventura ancora più realistica. Il Bos è ambizioso e mette sul piatto un'affascinante storia, qualche bel personaggio, il cacciatore orbo su tutti, scontri, cannibali e i nostri pard s su tutti i fronti. Alla fine forse manca il graffio emotivo, forse le ultime vignette ( suggestive) danno qualcosa in questo senso ma è poca roba. È stato comunque un viaggio piacevolissimo con tutti i personaggi che rileggerò sicuramente in futuro. Buoni i disegni di Bruzzo, rendono l'atmosfera e fanno sentire freddo. Questa si candida ad avere ottimi voti nel sondaggio. Sì... Uno dei difetti è il troppo affollamento. La parte del Tex riflessivo in un ambiente non suo mi è piaciuta. Ho pensato la stessa cosa sul finale...Un b-movie horror americano con la sorpresa dell'ultima inquadratura. Al netto dei difetti è stata una storia piacevole ed interessante. Ho avuto la stessa "voglia" di rileggerla non appena l'ho finita. Se questo non è un buon segno... Eh sì... Concordo.
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  23. Come penso alcuni di voi avranno notato, durante le vacanze natalizie ho letto molto Mister No, tornando a una lettura continuativa dei fumetti come non mi accadeva da un pò di tempo. Per ora, Mister No si è rivelata un'ottima lettura, ma nessuna sua storia mi ha portato al coinvolgimento di questa avventura; l'unica che di recente è stata altrettanto coinvolgente è Fratelli di Sangue, sempre di quel diavolo di Boselli... Io ci metto la mano sul fuoco, che ci pensa. Ha molto presenti le idiosincrasie di noi utenti (in termini generali, non associandole ai nomi magari) e le cose che ci piacciono, e sono convinto che quando scrive già pensa, divertito, alle reazioni di noi nerd che ci accapigliamo per le sue scelte narrative
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  24. Un mulo non diventa un cavallo. Frase con diverse sfumature.
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  25. Evviva lo spirito critico!!! Ragionando così anche "Oltre il fiume" finisce per essere un capolavoro! Basta turarsi il naso e tutto va bene...
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  26. Non mi interessa discutere i gusti. Se ti piacciono certi dialoghi, accomodati, meglio per te che ti godi anche certe storie. Quello che mi interessa, invece, è DIMOSTRARE (con estrema facilità, visto che le prove sono stampate alla portata di chiunque voglia leggerle) che la gran parte delle "verità rivelate" che si dicono "in giro", e che vengono ripetute acriticamente, sono UNA MONTAGNA DI BALLE! Sono decenni che si continua dire che il Tex di Nolitta era "più realistico" mentre quello di GLBonelli era un supereroe invulnerabile infallibile che sparava 13 colpi con una sei-colpi senza ricaricare, quando la realtà è L'OPPOSTO! Il Tex di Nolitta è assolutamente irrealistico, con cose assurde fino al ridicolo! Come è nata questa favoletta? Credo dai fanzinari lecchini che volevano ingraziarsi Sergio Bonelli e che il Tex di GLBonelli in realtà non l'avevano mai letto. E a furia di ripeterlo, ignoranti e adoranti, l'hanno fatta diventare "verità rivelata" Una "verità rivelata" detta acriticamente a pappagallo non solo da questi sedicenti "critici" che non leggono nemmeno i fumetti di cui parlano, ma persino nei forum dedicati ai personaggi creati da GL Bonelli... Ma un conto sono "i gusti", un altro conto sono LE BALLE. Quelle sì che vanno contestate...
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  27. ATTENZIONE SPOILER Non me ne voglia Boselli, ma mentre leggevo la sua storia mi è venuta davanti agli occhi la sua immagine ai fornelli, intento, con fare divertito, a preparare una prelibata cena per i suoi commensali. Questi ultimi saremmo noi del forum, ai quali secondo me Boselli ogni tanto pensa mentre scrive le storie, riflettendo sul fatto che quel particolare elemento potrebbe far divertire qualcuno di noi e quell'altro farci invece incacchiare, e magari se la ride sotto i baffi compiaciuto. Gli ingredienti del pasto, che con tocco sapiente dispensa qua e là, sono invece le tante situazioni messe in scena in questa sua ultima fatica texiana pubblicata. Da un lato, mettiamoci il redivivo Mike, che cerca la femme, dall'altro i nostri insieme a Jim, che cercano un'altra femme; e poi i professori della spedizione scientifica, anch'essi alla ricerca del loro personale graal, vale a dire le leggendarie navi scomparse della spedizione Franklin. E poi mettiamo un tocco di Tornuak qua, anch'esso alla ricerca di colei che potrà rimpiazzare nel suo cuore la moglie uccisa e di un orso assassino, e i misteriosi Mahaha la', così da aggiungere un tocco di mistero e di inquietudine all'intera vicenda. Con così tanti attori, suddivisi in più gruppi, ognuno dei quali intento alla propria ricerca, non era facile strutturare una trama che filasse fluida e leggera. Ci vuole maestria, a far giostrare tutti questi personaggi, ma Boselli, non nuovo a tali imprese, conferma ancora una volta la propria vocazione per le storie corali, dando vita a un'avventura che è un grande romanzo: il tema della ricerca, declinato in più modi, unito a taluni elementi arcani e svolto nel contesto estremo e tremendamente affascinante del grande Nord, consente a un ispiratissimo Boselli lo svolgimento di una trama che è bellissima da leggere, nonostante larghi tratti della stessa siano occupati da pagine "normali", e finanche gratuite, già viste in svariate salse sugli albi del ranger: si pensi al primo albo, pressoché integralmente occupato dai Fox, con lo sciamano ostile. Questi a un certo punto muore, e la sottotrama dei Fox muore con lui! Essi infatti non torneranno più nel prosieguo, e di fatto la loro "storia nella storia", che come detto occupa larga parte della prima parte, non ha alcun peso nell'economia di questa avventura, rappresentando invece solo l'ennesima variante degli scontri tra i nostri e nativi ostili. Ma nonostante questo, nonostante la gratuità, nell'economia della storia, di tutte queste pagine che costituiscono circa un quinto dell'intera avventura, nonostante questo a noi questi rimandi a Le Piste del Nord sono piaciuti, e quel sapore, qui rigustato, dei territori del Grande Nord glbonelliani ha rappresentato il giusto antipasto, per rimanere nella metafora culinaria, di quello che sarebbe venuto dopo. Di tutto quel lugubre, magnifico gelo. Di quel mare placido e mortale, oscuro abisso sormontato da un deserto di un bianco abbacinante, all'orizzonte del quale, in alto nel cielo, si staglia una delle navi della sfortunata spedizione, per via dell'effetto ottico della "fata morgana" che regala una delle scene più belle di tutta questa straordinaria epopea: quel veliero splendente nel cielo - riprodotto anche nella copertina dell'albo, una delle piu belle di sempre, e che mi ha richiamato il veliero di Xabaras del Dyd n.100 - è una sorta di magia che da un lato intimorisce i metis e dall'altro suscita invece eccitazione negli scienziati, esaltati dal fatto di essere al cospetto dell'obiettivo della loro recherche. E la loro eccitazione è quella del lettore, avvinto da una storia bellissima, emozionato per una scoperta epocale che, in contemporanea con la realizzazione di questa storia, avveniva davvero in quelle sperdute e gelide latitudini. Ma la nave ha in serbo altre sorprese, come il suono irreale della campana, che rimanda al ricordo de I predatori del deserto e de La leggenda della vecchia missione, con scene altrettanto inquietanti e misteriose e bellissime. Si arriva così all'epilogo, con un quarto albo eccezionale, ma eccezionale letteralmente. Oltre ad essere appassionante come poche altre volte, esso mi appare anomalo per i suoi tratti particolarmente forti e quasi splatter: è vero che protagonista è una tribù cannibale, ma francamente fa sensazione vedere sulle pagine di Tex bambini che mangiano dita umane, o la carcassa del professore appena spolpata, o un orso polare gigantesco che fa un sol boccone della testa di un malcapitato, con abbondanti schizzi di sangue sull'inuit Yotimo al momento del morso della bestia. Altrettanto anomala, per le pagine del ranger, è quella seconda fine quasi horror, con un effetto sorpresa a cui si è fatto ricorso pochissime volte nella saga, e che rimanda piuttosto a quei b-movie che cercano il colpo a effetto. Un Boselli, insomma, atipico, a tinte davvero forti, piu' dampyriane che texiane, cosa che da un lato non nego mi abbia sconcertato ma dall'altra non mi è nemmeno dispiaciuta, e che senz'altro contribuisce alla peculiarità di questa lunga avventura. Devo però ammettere di essermi un pò perso, nell'ultimo albo: il mare prima è navigabile (tanto che la spedizione arriva alla nave in barca), poi diventa completamente ghiacciato, poi si apre di nuovo, con la Terror che scompare nelle acque: è realistico che ci siano tali variazioni di temperatura che portano le acque, nel giro di pochi giorni, a gelare e poi al disgelo e poi di nuovo al gelo? E poi, alla fine ho avuto la sensazione che tra la nave e l'isola della tribù cannibale, o tra queste e la postazione della spedizione di terra, non ci fossero che poche miglia, che peraltro i nostri riescono a percorrere come se stessero facendo jogging domenicale, quando inizialmente avevo avuto invece la sensazione che tra le due spedizioni ci fosse una distanza più importante, che non consentisse di raggiungersi reciprocamente così facilmente o di sentire ad esempio il suono della campana. Insomma, un pò di fatica l'ho fatta, lo ammetto, devo rileggere il quarto albo per decifrare meglio alcune situazioni. In conclusione, però, non posso esimermi dal complimentarmi con entrambi gli autori per aver dato vita a una delle storie più esaltanti e più belle degli ultimi anni!
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  28. Che storia! "La cella della morte", dalla mole di ben 511 pagine, è probabilmente la vicenda più complessa creata da Gianluigi Bonelli per Tex, un capolavoro assoluto di ritmo narrativo, intreccio e suspense. Partiamo subito dalla sceneggiatura e dai dialoghi: entrambi perfetti. La storia, nonostante i balloons non siano pochissimi, è scorevolissima, grazie alla bravura di GLB nello scrivere dialoghi. La storia parte con un misterioso uomo d'affari di Flagstaff che ordisce un diabolico complotto per accusare Tex di omicidio e mandarlo in carcere, in modo da poter impadronirsi dell'oro dei Navajo. Memorabile la scena ricca di pathos in cui Tex, prima di entrare nel carcere di Vicksburg, si separa dai suoi pards: Molto belle le scene all'interno del carcere, soprattutto quando Tex fa lo spiritoso e lo spavaldo con lo spietato capocarceriere Murdock (divertentissime le sue prese in giro, come "Se invece che in una galera tu fossi in un circo, con una grinta come la tua avresti un successone"!). Anche gli altri pards sono gestiti alla perfezione e grintosissimi; da manuale pure la scena all'inizio della storia in cui Tiger, dopo aver saputo dell'arresto di Tex, dà del serpente a sonagli a Myra e, alla reazione furiosa di questa, le risponde: "Calma, donna bianca! Dopotutto, toccherebbe ai serpenti a sonagli offendersi per il paragone"! I personaggi di contorno, numerosissimi, sono ottimi: dalla femme fatale Myra al perfido Murdock (un cattivo davvero odioso), da Clem a Victorio, da Finney a Fred Redwood, senza dimenticare Marcus Parker, l'uomo di Flagstaff, che pur dimostrandosi un "signor nessuno" al termine della storia, per me è uno dei migliori nemici mai apparsi su Tex. Nonostante la complessità della storia, Bonelli padre non perde mai le redini della sceneggiatura e non incorre in grosse incongruenze o buchi di trama, firmando così una Pietra Miliare del tutto priva di difetti della saga di Tex. Mi sono piaciuti i disegni di Nicolò: semplici, ma precisi, curati e leggibili. Peccato che in alcune vignette si noti anche il tratto di Gamba (non accreditato), il cui stile non mi piace proprio. Galep realizza delle grandi copertine; quelle che preferisco sono "In nome della legge" e "L'ombra del patibolo". In conclusione, una delle tre migliori storie scritte da Gianluigi Bonelli in tutta la sua grandiosa carriera. Storia: 10 Disegni: 8
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  29. Tornando alla valutazione complessiva del fumetto: per chi volesse capire certi meccanismi della storia editoriale di Tex: va letto. Il mese successivo arriva la prima storia di Nizzi pubblicata. Se non si capisce a che livello di stravolgimento ed irriconoscibilità era arrivato Tex con storie come questa, è difficile capire come mai Nizzi, pur con i suoi stravolgimenti del personaggio, fu accolto come il Salvatore della Patria (dai lettori, fra cui me, e persino dallo stesso Sergio Bonelli): le sue modifiche al personaggio furono molto graduali e all'inizio era molto più "somigliante" al vecchio personaggio ancora ricordato dai lettori, che non a questa versione totalmente stravolta e irriconoscibile sin dall'inizio.
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  30. Attenzione spoiler-attenzione spoiler-attenzione spoiler- Degna conclusione dell'avventura nei ghiacci.Finalmente con piglio e decisione Tex prende totalmente in mano la situazione,dettando i tempi e ciò che bisogna fare per districare la difficile matassa.Strategia e astuzia lo mettono in condizione di risolvere le varie situazioni che si son create ed affrontare con successo lo scontro con i Mahaha. Il suo senso della giustizia,permette inoltre di riconoscere a Tournak il cacciatore Inuit i meriti di aver agevolato il loro compito.Tournak non subisce nessuna conseguenza da parte dei nostri,in merito alle violenze che ha creato,ma,nella scrittura di Boselli pagherà comunque il prezzo di ciò che ha compiuto negli episodi precedenti,salvaguardando così il senso di giustizia di Tex,( ripeto questa cosa,perchè è vicina la lettura dell'ultimo Maxi "Mississippi ring" dove ogni e quando sbandiera la patacca da ranger che non è cosa da Tex ),,ma non lasciando impunito il cacciatore Inuit per ciò che aveva fatto.Ottimo sviluppo del testo da parte di Boselli,che mi ha fatto apprezzare molto questa avventura,sopratutto se considero che lo sviluppo su più albi è il mio preferito.I coprotagonisti della storia,sono presenti ognuno con le loro ragion d'essere,senza mai intaccare il protagonismo di Tex che è sovrastante ad ogni avvenimento. La verità sulle origini e sull'amalgama dei Mahaha con i superstiti della spedizione Franklin di quarant'anni prima viene a galla in modo specifico,confermando i sospetti generati nel penultimo albo della storia. Paradossale e intrigante la conclusione in cui,ormai morente,il cacciatore viene assalito da un orso sulla lastra di ghiaccio. Una soluzione stilistica diversa dal solito,ma piacevole e sorprendente,proprio perchè diversa dal solito. In conclusione un eccellente storia di Boselli che definirei un capolavoro di sceneggiatura e dei bellissimi disegni di Bruzzo,che mi piacerebbe vedere di più nella serie.
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  31. Forse ti confondi con Nizzi e Faraci... Lo so, l'hai scritto tre anni fa, spero che da allora ti sia riletto le storie di GLBonelli, così da sapermi dire in quale storia sua Tex "fa tre capriole in aria e poi vola"... Boh, ci si lamenta delle ristampe delle storie "classiche" ma vedo che poi tanto comunque non le legge nessuno, si va per frasi fatte che si ripetono da decenni, che non sono mai state vere ma sembrano diventarlo perché "lo dicono tutti".... Tra l'altro, quella frase non indica solo una scarsa conoscenza delle storie di GL Bonelli ma pure una scarsissima conoscenza dei supereroi. Con i suoi pianti, le continue crisi, la fragilità psicologica, l'incapacità di salvare amici e parenti, l'Uomo Ragno e gran parte dei supereroi post-1960 somigliano davvero molto al Tex di Nolitta, più che ad ogni altro Tex... Se il Tex di Nolitta non è in grado di trovare tracce vecchie di tre ore sul terreno della prateria, come certificato per sua diretta ammissione nero su bianco, non è un Tex più "umano", visto che ogni umanissimo indiano della tribù saprebbe farlo. È solo un Tex incapace....
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  32. Per quello, sicuramente (molti degli ultimi anni di attività Galep li ha passati con gravi problemi di vista e non solo, forse dovuti anche agli sforzi che ha fatto per Tex, che credo già dagli anni 70 lo avevano portato a disegnare su fogli più grandi per riuscire a vedere quello che faceva, ma rendendo così più pesante il segno e falsando le proporzioni), ma non solo per quello, temo. Io quando parlo di Galep e di altri artisti della sua epoca, da Raymond a Caniff e Crane, etc, parlo di "eleganza", "equilibrio", e mi rendo conto che queste parole hanno cambiato significato con gli anni. Il nostro gusto e il nostro concetto di "bello" si basano su quello che ci viene presentato come tale, e la TV e la moda degli ultimi decenni per me hanno devastato questi concetti. Sono diventati concetti quasi "numerici", cumulativi, "più roba c'è meglio è", il 3x2 del discount del gusto. Alex Toth ha detto che ha passato anni a cercare di "disegnare meno", di ridurre il numero di segni alla ricerca dell'essenziale (Milazzo ha detto che fatto la stessa ricerca, ma per me solo per pigrizia, infatti non ha ridotto i segni, ma solo la cura con cui li fa). Ma vedo che di fronte ai disegni di Alex Toth il "gusto moderno" dice che c'è troppo spazio vuoto, mentre un tempo l'eleganza era sottrazione e semplicità, oggi è data da quanta roba riesci a ficcarci dentro a calci. Non riguarda solo il disegno. In un film una scena non può più essere troppo lunga, e non deve passare troppo tempo senza che qualcuno parli, i dialoghi devono essere "naturali" cioè confusionari, ripetitivi e incoerenti come il parlato normale e non più essere sintetici, nella moda hai la pacchianità elevata a oggetto di idolatria, ovunque vedo che ormai l'ideale estetico è "l'abbuffata di roba" In una simile ottica, come fa questo (notare la semplicità con cui sono abbozzati i personaggi ed è resa l'atmosfera): A competere con questo? (non sto parlando della "somiglianza" dei personaggi, è ovvio che su questo Galep è avvantaggiato su Ortiz avendoli creati e caratterizzati, no, sto parlando del livello di dettaglio con cui sono rappresentati i loro abiti, con ogni piega al suo posto, ogni bottone, ogni ombra, aggiungendo anche segni in più del necessario per dargli "pesantezza" e concretezza. Per molti lettori moderni, questo equivale ad una maggiore qualità, "guarda quanti dettagli ha disegnato, Galep mica le disegnava tutte le pieghe" Poi, ovviamente, dicono anche che i fumetti oggi sono più pesanti da leggere, ma danno la colpa solo allo sceneggiatore... (sono stato buono, ho scelto come esempio uno bravo come Ortiz, il problema è che lo dicono anche con quelli molto meno bravi di Ortiz...) P.S.: postato subito dopo la discussione con Diablorojo82, mi accorgo che questo potrebbe essere letto come un attacco a lui e al fatto che preferisca Ortiz a Galep, in cui ho la presunzione di dire di sapere i motivi per cui lo preferisce. No, non lo e. Non sto più parlando di Diablorojo82, che non ha spiegato i motivi per cui ne preferisce uno all'altro e quindi non ho idea se corrisponda a questa descrizione o meno. Sto rispondendo a Condor Senza Meta e al suo post che condivido, e parlando in generale di tante discussioni che ho fatto, online o di persona, con lettori nati dagli anni 80 in poi e che magari adoravano il numero di tasche disegnato da Liefeld... L'unico "aggancio" con la risposta a Diablorojo82 è che ho usato Ortiz perché me l'aveva fatto venire in mente lui, ma forse a scanso di equivoci avrei dovuto usare qualcun altro...
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  33. Spiace constatare che il grandissimo talento grafico di Galep sia stato così tanto svalutato negli anni dalle nuove generazioni di lettori. Non riesco a capire da cosa possa dipendere: forse dal fatto che per ragioni anagrafiche parecchi di noi lo abbiamo "vissuto in diretta" solo negli ultimi anni di carriera, periodo segnato da un palese declino artistico dovuto ai noti motivi di salute, o forse per quell'impronta classica che oggi appare datata (ma a mio avviso conserva intatto tutto il suo fascino). Eppure per chi ama il disegno e si diverte a cimentarsi con matita e china, appare subito chiaro che lo stile di Galep sia davvero molto difficile da imitare; un unicum molto espressivo, che coniuga una sintesi perfetta tra dinamismo, narrazione grafica, resa e celerità di realizzazione. Non mi soffermo sui numeri (lo ha già fatto ben dettagliatamente Diablero) ma la media realizzativa di Galep in quegli anni era a dir poco impressionante! E il rapporto qualità-quantità davvero notevole, impensabile al giorno d'oggi. Ma poi, prendendo come esempio gli anni del suo apice creativo, come non amare storie del calibro del "Il ponte tragico", "Il Grande Re", "Sangue Navajo"? E la rappresentazione dei cavalli? A mio avviso nessuno come lui (solo Ticci si avvicina) riesce a rappresentarli con tale magia. La recitazione dei personaggi? Gli scorci marinari? La sessione nel pacifico di "Lotta sul mare" è un autentico capolavoro! Un talento innato e multiforme (basti vedere quanto fosse straordinario pure nelle vesti di pittore) Concordo con Diablero: se Tex ha sbaragliato l'affollatissima concorrenza editoriale di quegli anni lo deve pure al suo papà grafico e dispiace notare che in troppi oggi lo snobbino.
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  34. Secondo la biografia ufficiale di Sergio Bonelli, la prima cosa che ha "scritto" per la casa editrice sarebbe stata con lo pseudonimo Annalisa Macchi: le didascalie di Ciuffetto Rosso, riduzione illustrata da Roy D'Amy, apparsa nel sesto numero della seconda serie della Collana Capolavori nel 1955 Però ho trovato questo, pubblicato a pagina 11 dell'Audace numero 6 (una ristampa delle avventure di Furio Almirante) dell'ottobre 1945 (quando appunto Sergio Bonelli aveva 13 anni): Caveat (1): lo scan non è preso da un originale, ma da una ristampa anastatica. Dovrebbe essere fedele, ma la certezza non si ha mai... Caveat (2): è pratica comune nell'editoria pubblicare finte lettere con mittenti inventati o presi da conoscenti. Però si fa di solito con le lettere, questo è un racconto, e l'età indicata corrisponde. Credo sia probabile sia proprio di Sergio Bonelli, ma potrebbe anche essere di qualcun altro in redazione, vallo a sapere con certezza... Essendo un racconto, e non una sceneggiatura o un testo da mettere in un fumetto, tecnicamente in ogni caso il primo "fumetto" rimane Ciuffetto Rosso. Ma è sempre stata una data per me molto opinabile, Sergio Bonelli raccontava di aver scritto personalmente i titoli in copertina di un sacco di albi a striscia, e non erano parte di un fumetto quelli? P.S.: Per quel racconto, il giovane Sergio Bonelli vinse il secondo premio del concorso dell'Audace. Qui c'è l'elenco dei vincitori da "l'audace 21" dell'aprile 1946. Era un po' sospetta la cosa? Beh, direi, visto che nella pagina prima il nome della "Gerente Responsabile" indicato era "Tea Bonelli", oggi si griderebbe subito al "complotto"
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  35. Mi fa piacere che sei ancora un lettore. Ora devi ridiventare anche pard attivo, magari proprio per il TexWiller che ormai a detta di molti di noi si fa apprezzare quanto e anche più della regolare.
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  36. Finalmente con l'avvicinarsi delle feste ho trovato il tempo e la serenità per gustarmi i primi tre albi di questa storia che attendevo da anni. La vicenda della Erebus e della Terror mi affascinava da tempo, e nell'attesa ho letto anche un libro sull'argomento che ricostruisce la storia della spedizione perduta del capitano Franklin; ma è ancora meglio andare alla ricerca delle navi perdute accompagnati dalla fantasia di Boselli, che racconta e reinventa la storia arrivando con la fantasia laddove mancano i documenti e le testimonianze, e attraversare grazie ai pennelli di Bruzzo le solitudini della tundra selvaggia e desolata. La storia forse stenta un po' a decollare nel primo albo, e sinceramente faticavo a capire dove volesse andare a parare Boselli, e cosa avrebbero trovato i nostri ad attenderli nell'estremo Nord. Chi sarebbe stato l'antagonista in uno scenario del genere? Il pur temibile Tornuak non mi sembrava certo un avversario all'altezza, in grado di sostenere da solo il ruolo di avversario principale in una storia ambiziosa come questa. Davvero, per due albi interi sono rimasto nella nebbia, senza capire cosa aveva in mente Boselli e come si sarebbe sviluppata la storia. Ma proseguendo con la lettura, Borden scopre le sue carte e svela a poco a poco il mistero, che al termine del terzo albo è ormai chiaro, anche se dovremo aspettare l'ultima parte per la conferma definitiva. Davvero una bella costruzione della storia e un bel colpo di scena! Certo, alcuni saranno scontenti per la relativamente scarsa presenza di Tex al centro dell'azione, ed in effetti critiche in questo senso ne ho lette nei post precedenti. Che dire, da un certo punto di vista sono anche giustificate - dal punto di vista di chi vorrebbe che la telecamera fosse sempre fissa sull'eroe. Però questa è una storia corale, di quelle puramente boselliane, con tanti gruppi di personaggi che si muovono in uno scenario inedito, affascinante ed estremo, oltre il circolo polare. Un appunto, però, lo devo muovere. Boselli rimane fedele alla realtà storica, con diversi accenni a ciò che negli anni è stato scoperto sulla spedizione perduta di Franklin (il biglietto di Victory point, la morte di Franklin, il possibile avvelenamento da piombo...). Dal momento del ritrovamento della Terror, e con la lettura del diario di bordo del capitano Crozier, parte invece con la fantasia e inventa un epilogo alternativo, senza fondamento storico, per la spedizione perduta. Ecco, forse sarebbe stato il caso di sfruttare l'inutile rubrica di Frediani per dare qualche indicazione al lettore sullo sfondo storico di questa vicenda; spiegare cosa c'è di vero e a che punto la storia si discosta dalla realtà; magari fornire qualche suggerimento di lettura al lettore incuriosito dalla storia della spedizione di Franklin. A mio avviso, in occasioni come queste, dove le vicende narrate hanno come sfondo un preciso episodio storico, sarebbe doveroso spendere qualche parola per informarne il lettore. Invece, anche questa volta, non è stato fatto.
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  37. Dal Post che ha scritto s'intuisce che a lui piacciono i disegni con un Tex canonico, quello della serie regolare. Non concordo minimamente, i disegni migliori quasi sempre si trovano sul Texone. Quella su Magnus, a me suona come una bestemmia, "La Valle del Terrore" si mangia TUTTE le storie di Tex a livello grafico. Per fare due albi i disegnatori ci mettono massimo due anni, mentre Magnus che poteva permettersi il lusso di ritardare le scadenze ci ha messo sette anni. Ogni vignetta è studiata nei minimi particolari lui si è messi lì ed ha studiato ogni foglia, ogni inquadrature, ogni posa. E' la storia di Tex che è stata ristampata più volte, da varie case editrici. Magnus ha fatto una cosa che non fa nessun disegnatore, si è complicato il lavoro. Nizzi scrive "Grotta" e lui fa una cava strutturata in un modo complessissimo. Nizzi scrive "Attacco all'alba" Magnus lo fa di notte e sotto la pioggia. Storia che è stata oggetto di un libro "Al Servizio dell'eroe" insomma per me ci sono i migliori disegni di sempre. Che poi all'utente non piaccia lo stile di Magnus va bene.
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  38. Guarda, con tutto il rispetto, ma io non direi mai che un disegnatore professionista con anni di lavoro alle spalle e anche su testate come Zagor, non sia adatto a Tex, sulla semplice base di di qualche anteprima o di una storia durante la cui lavorazione possono esserci anche problemi che non conosci. I disegni di Laurenti forse erano un po' fuori dai canoni, sicuramente criticabili, ma non erano certo quel disastro che qualcuno insiste a voler dire. Stroncarlo come "non da Tex" è ingeneroso e direi dimostra anche una scarsa capacità di giudizio. Stroncare un autore per una performance sottotono è per me assurdo. Non ho voglia di riprendermi quella conversazione ma ricordo, che senza aver letto la storia, già ti eri lanciato in commenti del tipo "Carson al limite della decenza", "Laurenti per me è rimandato", " non ho mai visto tanta ignoranza in un forum". Tutti questi commenti sulla base di due tavole di anteprima. Uscito l'albo ti sei parzialmente ricreduto ma nel frattempo avevi espresso alcuni commenti secondo me, quelli si indecenti, ma soprattutto a valanga intasando il topic. A me questo fa pensare che dovresti rivedere un po' il tuo modo di porti nelle discussioni, perché purtroppo o per fortuna esistono tante opinioni diverse, e non tutte sono bianco o nero, e se ognuno si ostinasse a spargere il proprio pensiero con le tue stesse modalità, finirebbe che ognuno fa il suo monologo e non c'è conversazione. Ma soprattutto finisce che ti becchi con gente che ha toni anche sopra le righe e non si giunge a nulla di utile per nessuno. Comunque non vado oltre OT e rientro nei ranghi, ma ci tenevo a scriverti queste due righe perché quei tuoi interventi erano veramente al limite della sopportazione e della provocazione E credo che questo capiti un po' a tutti i grandi. Credo sia davvero difficile avere una carriera costellata di soli successi, in qualsiasi campo. Per questo trovo sbagliato osannare come un Dio qualcuno che si, ha fatto tanto per Tex ma ha comunque avuto delle cadute, e anche frasi poco piacevoli. Ma al tempo stesso trovo scorretto demolirlo in considerazione di ciò che ha dato a Tex. C'era un periodo in cui leggevo Tex senza prestare attenzione a chi fossero autori e disegnatori e con molta leggerezza spesso nemmeno notavo tutte queste enormi differenze stilistiche e nemmeno mi ponevo il problema di stroncare disegnatori e criticare il pelo del c**o di una sceneggiatura. Anche oggi, fatico a capire la distinzione delle storie per autore. Si avranno stili diversi, ma sempre Tex è. Alcune volte un po' più umano, altre più gradasso, ma sempre Tex è....
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  39. Cioè, ammetti che ti diverte fare il troll, solo per provocare, anche in thread che non hanno nulla a che fare con Nizzi, perché ti rode ancora il c**o che ti abbiano demolito la storielletta ridicola del tuo idolo... Se non lo "devi fare più", non è per "suscettibilità" di quei "permalosoni che non stanno allo scherzo", ma per il SEMPLICE RISPETTO DEL REGOLAMENTO, per il RISPETTO DEL FORUM E DEGLI ALTRI UTENTI! Ma tanto lo sappiamo già tutti che per certi nizziani, sono concetti senza senso. Non riuscite a capire il senso di quello che leggete in fumetto (vedere tutte le spiegazioni scritte sopra da Poe, riguardo ad un testo semplicissimo scritto in origine per bambini, che non eri riuscito a capire), effettivamente è sperare troppo che riusciate a capire i concetti di "regolamento" e di "rispetto delle regole"
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  40. @Diablero, su, moderiamo i toni. Capisco il disorientamento di fronte a certe posizioni preconcette e impermeabili alle argomentazioni; ma non penso che qualcuno diventi più propenso a cambiare idea se gli ingiungi di chiedere scusa in ginocchio. @Poe, giustissimo distinguo il tuo. Si potrebbe parafrasare tramite il formato di un meme di grande successo oggidì: "Tu sei antirazzista perché vuoi denunciare chi dice -negro-. Io perché sostengo i diritti dei negri. Non siamo uguali".
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  41. Ma anche oggi. Basta sapere l'italiano. Poi, va be', visti gli psicopatici che ci sono in giro se un autore oggi scrive "nero" non me la sento di biasimarlo. Forse il nostro amico di oltreoceano è influenzato dalla valenza dell'inglese "nigger", che però niente ha a che fare con l'italiano "negro". Ma è una questione già ampiamente dibattuta qui sul forum, che eviterei di riprendere, visto il numero di sordi al riguardo, oggi inopinatamente alto.
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  42. [Prologo] Signori ricordiamoci che Montanari e Grassani prendono 2000 euro al mese e rischiano la vita!! ecchecaxxo .... ecchecaxxo
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  43. Nelle migliori storie texiane Nolitta riesce più o meno a far parlare Tex da Tex. La sua scrittura mi piace, su Zagor in particolare. Non capisco le critiche di Diablero, parla di "mostruosi balloon ipertrofici che coprono diverse vignette di Tex il volto di Tex che non c'era abbastanza spazio dove metterli". Quando, sempre lui fece i complimenti a Borden perché riusciva a far i discorsi in una sola vignetta. E Boselli non ha da meno quando si parla di vignettoni. Per fortuna mi piacciono tutti e due.
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  44. Peccato per questi errori che stanno davvero minando la serietà dell'operazione. Peccato soprattutto per quel nome e cognome che la casa editrice ha nella propria intitolazione: un signore, ancor prima di un imprenditore, che ha sempre trattato il lettore con enorme rispetto. Ecco, questo mi succedeva, quando compravo gli albi Bonelli, una volta: magari la storia era brutta, sì; ma sentivo, acquistando l'albo, di essere trattato dall'editore non solo come un cliente, ma come qualcosa di più. Quando acquisto gli albi negli ultimi anni, invece, oltre all'apprezzamento per il lavoro e l'impegno degli autori non percepisco anche quell'altra cosa. Sergio Bonelli avrebbe di sicuro pubblicato un editoriale di scuse da qualche parte (si scusò perfino per Ortiz che disegnò il Campidoglio al posto della Casa Bianca!), oggi con mille socialetti tramite i quali autori e redattori possono offrirci la live di ogni propria visita alla prostata... nisba.
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  45. Come hanno detto già altri, la fine di un epoca. Nelle davvero sorprendenti lodi in diversi post precedenti (questo il "vero Tex"? Solo se Tex l'hai sempre letto su Zagor e credi che giri con la scure...) prima o poi salta quasi sempre fuori che chi lo scrive ha iniziato a leggere Tex con Nolitta, magari proprio con questa storia. E Allora è chiaro che se già le prime volte che ti hanno presentato Tex te ne hanno presentato uno fasullo che fa l'opposto di quello di G.L. Bonelli, ecco che questo Tex "fasullo come una banconota falsa" (come ben dice Ymalpas) diventa "il vero Tex" e quello di G.L. Bonelli una roba immagino superata, con quel ranger che si permette di saper giudicare gli uomini, non è un bastardo ottuso e prepotente, non si fa piccionare da tutti, e soprattutto gira senza manette... Quando lessi questa storia avevo 12 anni ma leggevo Tex da prima che imparassi a leggere (credo di aver imparato a leggere da bambino sugli albi di Tex, mia madre si ricorda quando andavo da lei a farmi spiegare cosa voleva dire una parola...). Con il Tex di G.L.Bonelli ero cresciuto, era il mio personaggio preferito. Il mio giudizio critico su questa storia, per quello che posso ricordare oggi, fu "questa è una merda". Era chiaro che non poteva essere opera di G.L.Bonelli (con il senno di poi, tanti indizi avrebbero dovuto indirizzarmi su Nolitta, ma Nolitta su Zagor era bravo, quindi sospettai piuttosto che avessero preso il primo scalzacani di passaggio, che non doveva aver mai letto un albo di Tex in vita sua). Soprattutto, provai un indicibile DISGUSTO per il protagonista. Perché il problema principale, di questo Tex, è che è DISGUSTOSO. E lo era SPECIALMENTE negli anni 70! Oggi, un sacco di lettori anche di Tex tendono molto a "legge e ordine", votano a destra, vorrebbero molta più polizia nelle strade. Ma quella storia è uscita nel 1976! Quando l'argomento di punta nei dibattiti era la brutalità della polizia. Era stata appena istituita la Legge Reale, era stato introdotto il fermo di polizia, solo due mesi prima dell'uscita in edicola un diciottenne era stato ucciso dalle revolverate della polizia durante una manifestazione di sinistra, e due mesi prima ancora un ventiseienne era stato travolto e ucciso da una camionetta dei carabinieri. C'erano manifestazioni praticamente tutti i giorni contro la brutalità della polizia! Io all'epoca ero troppo giovane per seguire la politica e la cronaca, probabilmente se mi avessero chiesto cos'era la legge Reale non avrei saputo rispondere, ma ero influenzato dal clima culturale come tutti: oggi, forse qualcuno potrebbe pensare che Nolitta descrivendo Tex in quel modo volesse rappresentarlo come "integerrimo", ma è una lettura che non trova riscontro in come è scritta la storia: è chiarissimo, e all'epoca lo era ancora di più, che Tex è descritto come un personaggio NEGATIVO, Uno SBIRRO ODIOSO CHE ABUSA DEL SUO POTERE PORTANDO ALLA MORTE UN GIOVANE INNOCENTE. Il disprezzo dell'autore tracima da ogni pagina, nella maniera arrogante di parlare, accentuata dal fatto che subito dopo venga piccionato. Dal disprezzo che TUTTI in questa storia provano per lui, con tutto un primo albo in cui tutti quanti (non solo i delinquenti) quando lo vedono gli augurano di morire ammazzato al più presto. Davvero, non capisco come qualcuno, leggendolo all'epoca, non avvertisse come venga posto in "negativo" il personaggio. Il TEMA della storia è che questo personaggi, alla fine, PRENDE COSCIENZA DELLA SUA IMPOTENZA, DEL FATTO CHE NON SERVE A NIENTE E FA SOLO DANNI! (`e questo viene ribadito anche nel "cappello" finale con il commerciante,) Questa alla fine è una storia che rappresenta perfettamente il suo tempo. Nolitta che già su Zagor e Mister No trattava temi anche politici, qui entra nel dibattito politico nazionale dell'epoca, e si schiera decisamente a favore dei ragazzi nelle strade che venivano trattati come "delinquenti" dai media e bastonati dalla polizia. Questa storia è la storia di un "celerino" che si trova a parlare, per la prima volta, con un giovane accusato di colpe che non ha mai commesso, "incastrato dal sistema", e che viene poi giudicato e condannato senza essere ascoltato. È la presa di coscienza di un agente di polizia, nell'Italia degli anni 70. E vista come tale, è anche una bella storia (ovviamente, sono stato in grado di fare questa lettura dell'opera solo quando l'ho riletta vent'anni dopo, all'epoca avevo 12 anni e capivo solo che come storia di Tex era una merda...) La cosa imperdonabile è che per interpretare la parte del celerino ottuso e prepotente, tutto leggi e regolamenti e che non vuole ragionare, perchè ci pensano i suoi superiori a ragionare per lui... ci mette Tex Willer. L'eroe anarchico (secondo le dichiarazioni stesse del suo creatore) che se ne è sempre fregato di leggi e di regolamenti, amato da tutta la brava gente, e che per far avere giustizia ai suoi Navajos era stato disposto a dichiarare guerra agli Stati Uniti... Io ancora mi chiedo... Nolitta con Tex ci era cresciuto. Come poteva avere quella visione del personaggio? Credo che ci siano di mezzo relazioni famigliari e personali che non sapremo mai, che hanno pesato molto di più del mero "rispetto del personaggio". In ogni caso... quel Tex era disgustoso. Era il "villain" delle sue stesse storie. Io che con Tex c'ero cresciuto non potevo tollerare quello che ne faceva Nolitta. Prima di questa storia, ero un lettore fanatico di Tex che rileggeva più e più volte ogni albo in attesa del successivo, e che aveva risparmiato persino sulla paghetta per potersi comprare tutti gli albi pubblicati (saltavo la merenda delle volte se non potevo aspettare di leggere il seguito di una storia, era l'epoca in cui le edicole avevano tutti gli arretrati, mi tenevo la fame e con i soldi comprato Tex...). Meno di due anni dopo, ero un ex lettore di Tex. Questa e le successive storie di Nolitta mi avevano disgustato al punto da smettere di leggerlo e comprarlo. Poi ripresi (ma dopo più di 6 mesi di pausa, recuperando poi gli arretrati), trovai una storia di G.L.Bonelli ricominciai a comprarli, poi arrivava una storia di Nolitta e rismettevo (non ricordo più gli albi esatti e quante volte smisi e ricominciai prima dell'arrivo di Nizzi, ma erano parecchie. E sì, pur con tutte le colpe che posso dare a Nizzi per gli ultimi vent'anni di storie, è verissimo che all'epoca almeno per me, salvò Tex. lo salvò da un destino peggiore della morte, perchè piuttosto che vedere pubblicate su Tex altre storie come questa o come Il Segno di Cruzado, era meglio chiuderlo...
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  46. perchè probabilmente era già stata scritta la seconda parte che sarebbe poi sfociata ne "La leggenda della vecchia missione". Insomma, una sorta di 'primo tempo' cinematografico. In effetti non sarebbe una pessima idea vedere le due storie raccolte in unico volume (se non è già stato fatto).
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  47. Storia partita benissimo ma finita in modo pessimo.cerco di spiegarmi:ottima l idea della compagnia di forniture militari corrotta che vuole eliminare la possibile concorrenza del fucile del tenente Morriwow.bell inizio scoppiettante con agguati nella neve e un Tiger in ottima forma, non male la puntata al villaggio dei bandidos.Ma qualcuno mi deve spiegare come fa il buon Tex a salvare un ufficiale che non solo ha disertato ma in più ha promesso di vendere un progetto militare ai Messicani?!in più i rurales vengono massacrati dai nostri quando in realtà erano giustamente vogliosi di vendicarsi di un traditore che aveva intascato già del denaro e stava facendo la bella vita in un pulcioso villaggio di desperados...tutto sommato il finale con l.intervento di Pedroza è ancora capibile e funzionale alla trama.un inizio da 8 ma un finale da 5
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  48. Premetto che stimo e ammiro Mauro Boselli come autore, e le sue storie sono la maggior parte delle volte piacevoli e interessanti. Però, come già avevo scritto nel post di agosto, il finale della storia del ritorno di Lupe mi ha lasciato l'amaro in bocca, e questa delusione l'ha indubbiamente avuta la grande maggioranza dei lettori. Mi sono chiesto perchè e leggendo anche le opinioni di Mauro stesso e di altri membri del forum, mi son fatto l'idea che il motivo è... Lupe!! Lupe Velasco non è paragonabile agli altri pard, perchè è un personaggio del tutto particolare nel mondo texiano: innanzitutto perchè è donna (ma diversa da tutte le altre donne che il giovane Tex ha incontrato nei primi albi) non tanto perchè tremendamente sexy ma perchè è carismatica ed in grado di tenere testa al nostro. Gli salva la vita e poi è lasciata dal nostro in una maniera un pò..discutibile, per motivi di copione ma questo non è il problema. E' stato un grave errore pensare al suo ritorno in scena (dopo una attesa di decenni) come ad un ritorno di un qualsiasi Pat, o morisco, o jim brandon, con tutto rispetto. Non si tratta di essere sentimentalisti (come qualche membro ha superficialmente scritto). Non è sentimentalismo ma era, fino al mese scorso, realismo. Perchè Lupe è (anzi era) diversa, il rapporto che c'era tra lei e tex era diverso da una amicizia in senso lato, e il primo album del ritorno di Lupe ce la fa annusare questa differenza, quando tex rievoca i ricordi passati davanti al fuoco dell'hogan e quando fa di tutto per salvarla, e quando si dispera per non averla ritrovata dalle rapide ove lei era caduta. Ci fa capire, o meglio io ho dedotto, un rapporto a metà stada tra amicizia e amore, chiamatelo "affetto particolare", come ci può essere tra un uomo e una donna che reciprocamente si stimano e si apprezzano in quanto tra loro v'è sintonia di pensiero e d'azione. Son d'accordo con chi ha scritto che a Boselli nel secondo album sia venuto il braccino, la paura di osare o di doversi redimere dall'avere osato troppo nel primo albo. Di cosa poi? Ciò si collega al fatto che i lettori puristi integralisti e in fondo a ragione anche Mauro, sono fermi al Tex pensato e progettato dal creatore GLBonelli nel lontano 1948. (69 anni fa, 69 anni fa). Benissimo, giusto non snaturare le caratteristiche di Tex ci mancherebbe. Tex duro e puro, integerrimo, o bianco o nero. Ma a volte, in storie come questa, con personaggi unici come Lupe, senza cambiare il risultato finale, si possono inserire le sfumature di grigio, vignette in cui uno sguardo particolare, un silenzio ad una domanda, una inquadratura particolare possono fare capire al lettore qualcosa che di esplicito non si può dire e che fanno risaltare il lato più umano dell'eroe. A tal proposito, aveva più pathos il rapporto platonico di una qualsiasi Allison con Tex (dove si percepisce l'interesse che lei prova per lui, e che lui capisce ma non può contraccambiare) che non le scene che rivedono Tex salvare Lupe dopo anni che la credeva morta annegata. Sembra che Tex e Lupe del secondo albo siano alienati rispetto agli stessi Tex e Lupe del primo e forse era proprio questo l'obiettivo dell'autore. Ma bastava qualche sguardo in piu, qualche vignetta studiata meglio e meno superficialmente (il passato di carson docet) per rendere la storia un capolavoro. Penso che il ritorno di Lupe meritasse di più, molto di più e mi farebbe piacere che Mauro in futuro, se Lupe mai dovesse ritornare, osasse di più nelle sfumature, nel detto/non detto (e perchè no, nel vedo/non vedo) della bella Lupe.
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  49. Nella recensione di uBC, Marco Migliori scrive testualmente:"... E' da notare anche come Kit sia "potuto sparire", solo perchè suo padre era ferito e non poteva soccorrerlo. Nizzi si preoccupa quindi molto di rispettare l'"invincibilit?" di Tex: Carson e Tiger potevano anche non trovarlo, Tex no. "E' un aspetto interessante, che non salta subito all'occhio, ma che sottolinea la bravura di Nizzi.
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