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  1. Francamente mi sorprende questo gorgo di polemiche su Ombre di morte. Viene rinvenuta una storia inedita di Gian Luigi Bonelli, incompleta ma provvista dei disegni di un grande artista come Tarquinio. La storia non è evidentemente pubblicabile sulla serie regolare. Non solo è incompleta, problema a cui si potrebbe rimediare, come in effetti si rimedierà. Ma i disegni, a quanto scrive chi ha visto il volume, non sono in linea con gli standard del Tex di oggi (valutazione che, ovviamente, non attiene alla qualità del disegno, ma solo alle sue caratteristiche). Ancor più, la storia presenta degli elementi che la rendono eccentrica rispetto alla continuity (blanda, ma esistente) che si è venuta a formare in mezzo secolo di storia del ranger. Che si fa? Si rimette tutto nel cassetto? Che spreco! Si corregge e si completa Bonelli, affidando i disegni dell'intera avventura a un altro disegnatore? Scelta possibile, ma che cancella proprio quello che rende straordinario il ritrovamento. Ecco allora che la Bonelli decide di pubblicare in volume speciale, fuori serie, sceneggiatura originale e tavole (cui viene aggiunto il lettering; scelta legittima, ma così come sarebbe stato legittimo - e forse anche filologicamente più corretto - pubblicare le tavole senza lettering). Il volume si rivolge, evidentemente, non alla generalità dei lettori di Tex, ma a un nucleo di appassionati che non vedono l'ora di studiare - o semplicemente gustarsi - come il grande vecchio sceneggiava le storie del nostro eroe preferito. Tale scelta penalizza gli "ordinari" lettori di Tex? Certo che no, visto che si trova regolarmente in edicola tanto la serie ordinaria, tanto Tex Willer, a cui si aggiungono - in questi mesi - il Cartonato di Civitelli, il Maxi, il Color e perfino un Magazine straordinario. E allora perché tutte queste critiche? Non sarebbe stato piuttosto criticabile l'ipotetica scelta di pubblicare sulla serie ordinaria di una storia monca e datata, o - secondo un'altra possibilità - una storia di GLBonelli platealmente adulterata? Attenzione, allora, che il nostro amore per Tex non diventi un amore tossico.
    6 points
  2. Il comitato citato poteva anche andare al mare quel giorno. In un gruppo di persone con 10 donne e 9 uomini, se qualcuno dice: "Allora, ragazze, che facciamo oggi?", si mettono tutti con la pancia per terra per le risate e sghignazzano per tre giorni di fila. Finché ci sarà il femminismo ci sarà il maschilismo. Ci saranno veramente pari opportunità quando chi parlerà di pari opportunità sarà guardato come si guarda un dinosauro. Ci sarà parità tra uomini donne quando nei documenti il dato relativo al sesso sarà indispensabile come il dato relativo al numero di capelli in testa.
    4 points
  3. Italo Calvino diceva che “di un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima.” E questa è la sensazione che mi ha dato “Terra promessa” dopo chissà quanto tempo non la riprendevo in mano, quella di un classico che sembra sempre nuovo e inaspettato, e che conserva il suo fascino intramontabile, come certi film western del passato. E infatti la sensazione del lettore, mentre sfoglia le pagine, è proprio quella di una sceneggiatura e di disegni estremamente cinematografici. Cinema western classico, anni ‘50- inizio '60, però, nonostante “Terra promessa” sia del 1972/1973, con situazioni tipiche del genere: carovane di pionieri verso la California, indiani feroci in agguato, guide traditrici e speculatori senza scrupoli. Tema texiano fin dai tempi di Lupo Bianco (Tex n. 18/19), sceneggiato in modo diverso ma altrettanto meraviglioso, dall’inizio alla fine un’avventura epica e avvincente, senza un attimo di noia, con i quattro pards che agiscono in perfetta sintonia, e soprattutto con un Tex da incorniciare. Ogni tanto si legge che qualcuno rimpiange i siparietti nizziani tra Tex e Carson, oppure il Tex glbonelliano manesco che sbatacchia e pesta gli avversari come tappeti, be’ io invece ho piuttosto nostalgia di questo Tex glbonelliano, che è sì grintoso e sbrigativo nei modi, ma è soprattutto un uomo sicuro di sé, intelligente, beffardo, abile, capace in una scazzottata o in un duello di far fuori l’avversario semplicemente con un pugno e una mossa astuta, inaspettata, senza scomporsi più di tanto, affrontando ogni impresa coll’acume, l’esperienza e i nervi d’acciaio di un consumato conoscitore del West, che valuta ogni decisione con sagacia strategica, mantenendo sempre un sorriso ironico, come un gatto che gioca col topo, e che sa trattare con quaccheri, sceriffi, pellerossa e uomini di Frontiera con discernimento e umanità. In questa storia non ci sono personaggi “grigi”, ci sono buoni e malvagi, ma i malvagi non sono caricati o eccessivi, sono uomini comuni, banalmente ma realisticamente dediti all’omicidio per soldi. GLBonelli qui non ha bisogno di avversari carismatici, di geni del male o indiani pittoreschi, gli bastano normali delinquenti, che diano il senso (o l'illusione) di un’avventura western il più possibile “realistica”. E i disegni di Ticci in questa storia sono eccezionali, tra i migliori dell’intera serie, sia nei paesaggi che nei volti, sia negli interni che negli esterni, sempre dinamici, evocativi, con un gran senso della profondità spaziale. Io sono tra quelli che preferisce il primo Ticci al secondo, anche se apprezzo e amo anche quello successivo, più stilizzato. Ma al di là dei gusti personali, è un fatto che i volti e le espressioni del primo Ticci sono indubbiamente migliori: gli avversari - bianchi o indiani che siano - non hanno il perenne ghigno che caratterizza le canaglie e i violenti del Ticci più maturo, spesso raffigurati con tratti caricati, in certi casi enfatici oppure melodrammatici, coi lineamenti deformati dalla cattiveria o dalla stupidità. Qui i suoi disegni - in accordo con la sceneggiatura - sono “classici” nel senso migliore del termine, i delinquenti non hanno il marchio dell'infamia stampato in faccia, e anche il viso di Tex è più aperto, davvero quello di un uomo saldo e coraggioso, con lo sguardo, quando serve, duro, ma molto più spesso ironico e beffardo, mai cupo. Insomma questa storia è un capolavoro da tutti i punti di vista.
    4 points
  4. Certo che, se vogliamo una storia di Tex, non abbiamo che l'imbarazzo della scelta. Non mi metto a contare le pubblicazioni annue di Tex perché altri l'hanno già fatto e non mi piace ripetere. Questa non è una storia di Tex, è un reperto archeologico, è una rarità, un evento particolare e (temo) irripetibile. Che poi vi si racconti una storia di Tex è un fatto marginale. Il volume va preso perché imperdibile e non certo perché siamo curiosi di leggere la storia e vedere come [non] andrà a finire. Va preso per saperne di più sul metodo che usava il Grande Vecchio per scrivere le sceneggiature e per bearsi delle sue immagini frettolose e appena abbozzate. Va preso per gustare appieno il miracolo del ritrovamento. Che si racconti una storia di Tex o di un qualsiasi altro suo personaggio minore, ripeto, è un fatto marginale. Naturalmente, non mi stancherò mai di ripeterlo, è quello che penso io.
    4 points
  5. Poco prima di morire, quando ormai aveva capito che sarebbe successo, Sergio ha fatto solo due richieste al figlio: non vendere mai l'azienda e non licenziare nessuno e Davide le ha seguite scrupolosamente Tutti i dipendenti sono rimasti ai loro posti tranne quelli che sono andati nel frattempo in pensione o che hanno avuto contrasti personali con la casa editrice oppure hanno deciso volontariamente di seguire altre strade. Questo vale anche per i collaboratori ossia Sceneggiatori, disegnatori, coloristi ecc. Diversi di voi hanno un'idea sbagliata di Davide Bonelli attribuendogli in toto la responsabilità di ciò che a loro non piace dell'attuale SBE, giudicandolo solo interessato ai profitti o, peggio ancora, un burattino nelle mani di Simone Airoldi. Non è così. L'ho già detto altre volte, ma forse vale ripeterlo: voi non l'avete visto al funerale di suo padre parlare con ognuno degli autori dimostrando di sapere benissimo chi stava facendo cosa . Nemmeno lo avete visto lasciare la sede della casa editrice con un pacco di fumetti sotto il braccio. Quanto all'essere influenzato da Airoldi, vi ricordo che Boselli ci ha raccontato che in Redazione tutti erano contrari alla sua proposta delle Grandi Storie Bonelli. Tutti tranne Davide e, guarda un po', la collana delle Grandi Storie è in edicola. Una cosa che apprezzo di Davide è che da qualche anno porta con sé i figli alle mostre a cui partecipa e l'anno scorso ho pure incontrato le due più giovani al padiglione SBE a Lucca. Sarò un sentimentale ma mi piace che cerchi di farli familiarizzare con il suo lavoro.
    4 points
  6. CONTIENE SPOILER Le prime tavole sembrano proporre la solita storia di una faida tra due famiglie confinanti, a cui poco dopo si aggiunge l'elemento dei ladri di bestiame: due temi classici, che forse non sono estranei alla destinazione di questa sceneggiatura su un Maxi. Pensateci bene: da quant'è che sulla regolare non leggiamo una storia classica, una storia western old style? Forse, tali tematiche sono considerate talmente demodé da non poter più trovare asilo tra le pagine del mensile, e allora ecco che interviene il nostro bel Maxi, per giunta disegnato anche lui da un artista demodé, non fosse che per gli anni sul groppone, ad accogliere a braccia aperte questi "scarti di produzione". Più tardi, al "festival dell'ordinaria amministrazione" si aggiunge anche, del tutto avulsa peraltro dal resto della storia, la scena del regolamento di conti nei confronti di un baro, con l'unico elemento inconsueto nel protagonista di questa che resta tutto sommato una bella parentesi, Kit Willer al posto del già notissimo baro Tex. Il ritorno sui binari principali di questa avventura è cupo, con la morte del giovane figlio di Alan Foster: un uomo, quest'ultimo, tutto d'un pezzo, un duro e anche uno dei due contendenti della faida, quello tuttavia destinato a giocare la parte del "buono" agli occhi del lettore: la morte di suo figlio colpisce quindi, sia per le modalità con cui avviene che per le successive scene originate da questa giovane vita spezzata: la madre distrutta dal dolore e i sensi di colpa del cowboy Dixon, uno degli uomini di Templeton. Più volte Ruju indugerà sui rimorsi di quest'uomo, rimorsi che avranno un risvolto concreto nel finale. Nel frattempo Templeton, l'altro contendente, esce allo scoperto assoldando la posse di Cougar, protagonista di una bella parte in occasione dell'uccisione del ladro di bestiame Corrigan: sorridente, gioca al gatto col topo in maniera spietata e poi si fregia con Tex di stare dalla parte della legge. A proposito di legge, altrettanto riuscita è la scena della deposizione dello sceriffo McKay, anch'essa ordita dall'anima nera Templeton. E sempre a Templeton è legata un'altra bella sequenza, quella in cui Carson (che bello vederlo agire una volta tanto senza Tex!) va a parlargli in tutta franchezza di quello che potrebbe accadere se il ranchero si mettesse contro i pards. Il gran finale, in cui i vari nodi di questa avventura si sciolgono, l'ho trovato sbrigativo e un po' confusionario, non all'altezza del resto della storia. Non tale tuttavia da compromettere la riuscita di quest'albo, che con le sue tante belle sequenze e il suo ritmo frenetico si aggiunge ad una ormai nutrita schiera di bei Maxi scritti da @PRuju, che qui cito appositamente per fargli pervenire i miei più sentiti complimenti per l'ennesima bella prova su questa pubblicazione. Già, il negletto Maxi. Disegnato spesso da Diso e Cossu. Eppure i loro Maxi, grazie soprattutto alla penna di Ruju (ma anche Nizzi e Manfredi non se la sono cavata male), sono stati tra le cose più belle lette negli ultimi anni, e credo di non esagerare se dico che mi sono piaciute moltissimo storie come Il Ponte della Battaglia, Caccia a Tiger Jack, Dopo la Tempesta, Il Boss di Chicago. Storie ordinarie, d'accordo, ma scritte bene, texiane, senza fronzoli o grandi velleità ma comunque oneste, robuste, solide, appassionanti. Le storie vanno lette per essere giudicate. Certo, la pregiudiziale sui disegni la capisco. Ma a parte il fatto che anch'essi mi sono parsi tutto sommato adeguati, a mio parere resta apprezzabile una casa editrice che non lascia a terra nessuno, che trova sempre un posticino per coloro che meritano riconoscenza per quanto fatto in passato, che hanno contribuito anch'essi, nel loro piccolo, a mandare avanti la baracca di questo piccolo miracolo italiano. E se il maestro Diso, con tutta la sua veneranda età, non vuole saperne di andare in pensione, e trova ancora autori disposti a scrivergli belle storie e curatori a pubblicargliele, ebbene sappia che trova anche lettori pronti a sciropparsi quei gloriosi e stanchi segni, con affetto e - storia permettendo - gusto.
    4 points
  7. Finalmente sono andato a ritirare il volume che mi aspettava da quasi una settimana. Bellissimo. Davvero, un miracolo, un tesoro ritrovato. Sono quasi 40 anni che non leggevo un nuovo Tex di GL Bonelli. E questo non è nemmeno il Tex di 40 anni, è il Tex di 60 anni fa. Quello che leggevo da bambino prima ancora di iniziare a comprarli da solo. Quel Tex che, davvero, nessun altro sa o sapeva scrivere a quel modo. I Tex di GL Bonelli li ho letti e riletti fino a consumarli, ma da decenni non avevo di nuovo l'emozione di leggerne uno senza sapere già come proseguiva. E per l'occasione, ritrovato il Tarquinio con cui aveva già lavorato con storie con indiani e storie urbane di cinesi e fumerie d'oppio... gli confeziona una storia con indiani, cinesi e oppio! Mi ha fatto tornare ad un Tex antico pre-stravolgimenti nolittiani e nizziani: pards abili e audaci ma non infallibili, un kit spericolato e avventato, che Tiger ancora vuole proteggere. Ma non solo i testi: i disegni di Tarquinio, è vero, sono "antiquati": sono fatti TROPPO bene per il fumetto moderno: sintetici, leggibili, evocativi. Magari gli indiani non sono iconograficamente esatti, ma sono gli indiani dei film western, dell'avventura. Quando iniziano le pagine di Torricelli, sono fatte anche bene, per gli "standard attuali", sono dettagliatissimi e pieni di tutte le righine giuste pretese dal "lettore moderno"... ma che claustrofobia, dopo l'ariosità delle pagine precedenti! Nell'arco di pochissime pagine, uno stacco che rende benissimo il desolante vicolo cieco in cui si è infilato oggi il "fumetto popolare".... La sceneggiatura di GL Bonelli? Divertente come il fumetto! Con le note a "Tarquinio", poi a "Tarquinius" e poi "a tutta la stirpe Tarquiniana"... Ti fa pensare a come potevano essere le sceneggiature di tante storie che ho letto tante volte... che indicazioni avrà dato a Ticci nella scena dell'abbandono di Fraser? Come avrà descritto a Galep la morte di Mefisto? Quanti tesori perduti... Un dettaglio nella sceneggiatura mi ha ricordato che il lettering troppo "moderno" non è proprio quello "corretto": all'epoca su Tex i balloon erano in alto, in "nuvolette" vere e proprie. L'ingombrante e invasivo lettering "moderno" con le ellissi tutte fatte con il goniometro non c'era ancora. Avrebbe dovuto essere letterato con lo stile dell'epoca, ma chi ormai saprebbe farlo? Alcune note sparse: 1) non solo torna Sagua (risolvendo la questione finale di "Zhenda") e "l'antico degli antichi", ma si vede per la prima volta il luogo dove anni dopo finirà la storia di "Dugan il bandito", le grotte dell'Arcobaleno: e si chiarisce in che rapporto "geografico" sono con la grotta dell'Antico (chiarendo che sono lo stesso identico abisso dove cadde Zhenda: e allora davvero non ha alcun senso che nessuno si fosse accorto che mancava il corpo nella storia di Nizzi...) 2) Questa storia non solo è il seguito di Zhenda, ma è stata annunciata già in "Zhenda" (il dialogo finale di Walcott nel numero 71), diventando il secondo tempo di una lunga cronologia, la "saga dell'oro dei Navajos", che comprende "Zhenda", questa storia, "Dugan il bandito" e "la cella della morte", tutte non solo collegate insieme ma ciascuna "preannunciata" nella storia precedente. La mancata pubblicazione di questa storia "spezza" quella catena nascondendo il legame fra Dugan e Zhenda. 3) Boselli nell'introduzione "data" questa sceneggiatura a non prima dell'aprile 1965 (data in cui muore Zhenda nell'albo a striscia 9 della collana Pueblo), ma nella sceneggiatura GL Bonelli non dice "walcott, già visto nell'albo 9 collana pueblo", ma dice "già visto nell'albo 70". Il numero 70 di Tex Gigante che ristampa la storia di Zhenda esce solo nell'Agosto 1966, questa sceneggiatura non può essere precedente. Non solo: nella sceneggiatura GL Bonelli allega una pagina di "riferimenti iconografici" su Walcott con vignette prese da "Zhenda" e i NUMERI DI PAGINA dove compare Corvo Nero... numeri di pagina che arrivano al numero 72 dell'ottobre 1966!!! Riguardo agli albi a striscia è vero che finirono a giugno 1967 ma bisogna anticipare di qualche tempo la decisione per "tempi tecnici". Riguardo a Tarquinio, il suo primo albo della Storia del West è il 4 (il 6 nelle ristampe ampliate successive), "Comancheros" del settembre 1967. Erano 96 pagine, ci avrà messo circa 5 mesi come minimo, più le 80 disegnate per Tex ottenuta la sceneggiatura... dubito che abbia iniziato Tex dopo novembre 1966, a stare proprio stretti. Secondo me quindi la datazione di questa sceneggiatura può essere molto più precisa: è stata scritta nel periodo che va al massimo da Ottobre 1966 a Novembre 1966! E la decisione di Sergio Bonelli (solo lui poteva prenderla, Canzio ancora non c'era, la casa editrice era ancora molto piccola) di interromperla e spostare Tarquinio sulla SdW non può essere stata presa se non nel periodo che va da Febbraio 1967 a marzo 1967. Guarda caso, è il periodo in cui presumibilmente si decide di chiudere le strisce di Tex e passare alla pubblicazione su albi giganti da 110 pagine, cosa che provoca un CALO della produzione... che la "bocciatura" di Tarquinio sia stata una delle cause della decisione? 4) Guardando queste date, si può fare una serie di ipotesi sull'idea di base della storia... io me la immagino così: GL Bonelli a ottobre 1966 legge il numero 72, con il finale di Zhenda, si dà un colpo da solo sulla testa ed esclama "Sangue di Giuda! Ho lasciato aperto il finale di questa storia! Devo fare una nuova storia dove faccio vedere che fine fanno Walcott, Sagua e l'Antico degli Antichi!!" 5) Se fosse stata pubblicata, ipotizzando la conclusione a metà 1967, sarebbe stata pubblicata dopo il numero 100. Questa è una storia che avrebbe fatto parte a pieno titolo del "periodo d'oro" 6) Le facce dei pards è vero che all'epoca "non assomigliavano", ma pensando ai Tex pubblicati da allora anche sulla serie regolare.... potevano anche farla finire a Tarquinio la storia! (certo però che se gli imponevano le faccine copia-incollate di Galep come a Muzzi, ha fatto bene a rifiutare...) 7) Mia ipotesi sul perchè la storia non sia stata riassegnata a qualcun altro e sia stata conservata così: la Storia del West era un azzardo, temevano non trovasse pubblico e dovesse chiudere presto. E D'Antonio non ero contento dell'arrivo di Tarquino. Può darsi che il nuovo incarico di Tarquinio fosse visto come "temporaneo", e che a breve forse avrebbe potuto proseguire lui stesso la storia, se accettava di mettere le faccine di Galep. Quindi si sono tenuti la storia e la sceneggiatura incomplete (la sceneggiatura era necessaria per poterla letterare) e dopo un po' si sono tutti dimenticati che esisteva... 8) Guardando com'era divertente anche solo la sceneggiatura di GL Bonelli... ma possibile che nessuno ne abbia mai conservata una? 9) Non ci sono incongruenze con storie successive se non con "il ritorno di Zhenda" di Nizzi. Che era già incompatibile con la storia originale (annulla la profezia e tutto il finale). Come al solito a causare problemi è sempre Nizzi...
    3 points
  8. Ritrovare (un) GLB è talmente bello che non noto come deambula.
    3 points
  9. Io credo che la SBE e in particolare le serie di Tex abbiano trovato un equilibrio perfetto: - serie regolare con continuità vaga ma presente, tanto da permettere ad un novizio di leggere ed apprezzare una storia qualsiasi senza troppe perplessità e ad un esperto di cogliere piacevoli riferimenti al passato del personaggio - serie Tex Willer con continuità più stringente, ma essendo una serie più giovane non è impossibile recuperare i numeri precedenti, nonostante non sia strettamente necessario - serie collaterali non indispensabili, acquistabili se si è già letto il resto e se ne vuole ancora A confronto le serie DC e Marvel sono un inferno, con saghe che per essere apprezzate costringono il lettore ad acquistare una ventina di albi sparsi tra varie testate. Dannazione, godiamoci il nostro bel Tex e non lamentiamoci sempre
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  10. Ma non si potrebbe indire una raccolta firme sul forum, per chiedere la reintegrazione di Mauro? In effetti si sente molto la sua mancanza.
    3 points
  11. Lo scrivo contro l'interesse del forum: ma Mauro fa bene a prendersi una vacanza. A leggere certi commenti che distruggono ogni lavoro e ogni sforzo della redazione per portare ancora Tex in edicola, c'è da farsi venire il vomito e chiedersi che razza di appassionati lettori ci siano in questo luogo. Veramente c'è da farsi venire una crisi di nervi a star dietro a certe sparate!
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  12. Concordo sulla sceneggiatura di Boselli allegata, come qui è stato fatto con quella di Bonelli. Sarebbe un ottima maniera per caratterizzare questa mini-collana e vedere come sceneggia Boselli dopo aver visto quella di GL Bonelli. Però vogliamo la sceneggiatura originale senza censure: Borden, non censurare le parolacce! Su Lucca... io spererei che il volume esca MOLTO prima, è lunga attendere un anno, e così si rischia di spegnere l'hype su questo ritrovamento. Sì, ho letto cosa ha dichiarato al riguardo: in pratica non ricorda nulla (tieni presente che ha 98 anni, non ha più fatto niente per la Bonelli da quasi 40 anni, per lui il fumetto è una pagina chiusa, e avrà disegnato migliaia di tavole per decine di testate nella sua carriera. Quelle tre strisce le avrà fatte in pochi mesi nell'ambito di un lavoro di ruotine contunuo durato decenni) Però guardate cosa ho trovato! Un video di CINQUE ANNI FA (quando Tarquinio ne aveva "solo" 93 in cui parla della sua esperienza... "con Tex" e si vedono LE TAVOLE ORIGINALI DI QUESTA STORIA! LE AVEVA TARQUINIO! Altro che "ritrovamento nei cassetti della Bonelli"... Le ha conservate per tutti questi anni Tarquinio insieme alla sceneggiatura! Un altro motivo per dire "grazie" a questo GRANDISSIMO disegnatore! (altro che "datato"... la PRIMISSIMA tavola originale che comprai in vita mia fu proprio una di Tarquinio, dalla "Collana Rodeo"...)
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  13. Ma certo! Ritroviamo un Bonelli/Tarquinio dopo 60 anni e lo modifichiamo, che problema c'è? Alcuni nelle pagine scorse hanno fatto sostanzialmente DUE ipotesi su questo famoso "errore" di continuity. Ci avete preso. È una delle due. E comunque non è solo la questione della continuity. Il disegno è irrimediabilmente datato (bello finché si vuole, eh, sia chiaro), le strisce sono già impostate per il tipo di pubblicazione dell'epoca e potrei continuare. Per i tempi in cui è uscita, Tarquinio era un disegnatore alieno alla tradizione di Tex. Non è da escludere che abbiano tirato dentro Ticci proprio in seguito al passaggio di Tarquinio a Storia del West, a questo punto. Il Tex di Tarquinio suonerebbe "estraneo" a buona parte del pubblico se proposto sul mensile. Dedicare a questa storia e al suo seguito una collocazione extra per pochi super appassionati è la soluzione migliore, secondo me.
    3 points
  14. Sono mesi che attendevamo soltanto queste due righe, invece di tanta nebbia sugli occhi. Per pagine e pagine si è discusso anche animatamente di NULLA. Questa è l'unica anteprima che si doveva dare prima dell'uscita del volume.
    3 points
  15. Io voglio sapere anno, giorno, date, durate, e persino quando è stato disegnato, non solo quando è stato scritto. Perché? Oh bella, che domande: PERCHÈ MI INTERESSA LA STORIA DI TEX. È lo stesso motivo per cui gli storici cercano di capire cosa mangiavano a colazione nel 1400, e anche lì ci sarà gente che dirà "ma cosa ve ne frega, non basta sapere che nel 1492 hanno scoperto l'america? Poi per quel secolo siamo a posto" (al che ci sarà qualcuno che risponde "ma sei matto? Chissenefrega di quando hanno scoperto l'america, l'importante è solo a che ora gioca oggi il Milan!". Stranamente poi in Italia sapere a memoria le formazioni delle squadre di calcio è importantissimo e nessuno darà mai del fissato per quello, quella è conoscenza indispensabile, altro che la storia!) Più che altro quello "strano" mi sembri tu... io almeno voglio sapere qualcosa relativo a GL Bonelli... tu vuoi sapere PERCHÈ CI INTERESSA, che davvero siamo nel ramo "informazioni futili e inutili" anche per me...
    3 points
  16. Buona giornata a tutti, Una recente illustrazione che ho dedicato ai mitici Ranger. "Al galoppo verso l'avventura".
    3 points
  17. Senza voler risultare antipatico, ma è così difficile entrare in una libreria?
    3 points
  18. Sahuara è uno dei tanti personaggi nelle storie di GL Bonelli che ha un contatto con un mondo "sovrannaturale" appena dietro un sottile velo, non fa "magie" nel grezzo senso comune oggi del "fantasy", non spara raggi fotonici: però "percepisce". Presentimenti, simboli, profezie, caratterizzano tutto il mondo di Tex per GL Bonelli (e su tutto questo purtroppo passera come uno schiacciasassi il "cattolicissimo" Nizzi che oltre a far sposare in chiesa Mefisto per far di lui uno stregone onesto che non vive nel peccato, si è premunito di cancellare più profezie possibile...) E anche mentre Ruby Scott va a tendere la trappole che dovrebbe far preoccupare noi lettori, lei lo dice, che su di lui aleggia la morte: "RINUNCIA A SFIDARE AQUILA DELLA NOTTE". Il consiglio che avrebbe salvato un bel po' di gente dal camposanto... Non è paragonabile il Tex di GL Bonelli con Zagor. Zagor è un uomo. Il Tex di GL Bonelli no. Sia pur fallibile, e a volte sconfitto (ma non da Ruby Scott: non ha potuto salvare la moglie, non ha potuto salvare Goldeena, non ha potuto salvare Apache Kid, queste sono le VERE sconfitte di Tex, non un banale "duello" con trucchetto...), Tex è la giustizia, è la voce di GL Bonelli, è la volontà del lettore (per questo Tex non può essere antipatico come lo rendeva Nolitta: un Tex che non fosse "la mano del lettore che desidera la giustizia", diventa lo sbirro odioso descritto da Nolitta...) La vendetta di Sahuara è perfettamente logica e conseguente in questo mondo: il vero responsabile della morte di Ruby non è Tex: una volta che si è messo sulla sua strada per Ruby non c'è scampo. Ruby è già morto non appena accetta l'incarico. Per questo chi l'ha ucciso è chi gliel'ha dato.
    2 points
  19. SPOILER SPOILER SPOLIER SPOILER SPOILER SPOILER “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una VALLE D’OMBRA che la diritta via era smarrita…” Sì, la Valle dell’Ombra in cui si perde Tex è un po’ come la selva oscura di Dante, un luogo interiore più che reale, da cui il Nostro eroe deve uscire per raggiungere la salvezza. E la storia è un viaggio attraverso l’Inferno dei ricordi, ricordi di alcune delle situazioni e avversari più pericolosi, che lo porteranno fino al Pueblo del Sole, una sorta di Paradiso Terrestre dove potrà rivedere finalmente, anche se per poco tempo, Lilyth / Beatrice, la donna amata e precocemente perduta, che però Tex dovrà a malincuore lasciare se vuole tornare alla realtà, se vuole risvegliarsi ancora vivo. Qualcosa di simile era avvenuto anche in un Maxi di Segura, “I due volti della vendetta”, quando Tex, morso da un serpente a sonagli, nel delirio rivedeva Lilyth e camminava con lei nelle celesti praterie, "finalmente di nuovo insieme", ma lì erano poche vignette, qui abbiamo una lunga storia ben costruita ed emozionante, soprattutto nel finale disegnato da Villa, quando Tex e Lilyth riescono finalmente a vivere il loro amore. Tavole stupende e poetiche (che sarebbero state adatte anche a “La cavalcata del destino” e l’avrebbero sicuramente migliorata, se anche lì si fosse dato più risalto ai ricordi e ai sogni, invece che a Higgins!), e che resteranno tra le più belle di tutta la serie a testimoniare il rapporto affettivo tra Tex e la dolce Lilith. Ovviamente questa storia ha senso solo in un numero speciale, troppo fuori dai canoni per poter comparire sulla serie regolare, ma appunto su un Magazine celebrativo ci sta benissimo ed è veramente un esperimento riuscito, che Boselli - ha già scritto nella postfazione onde evitare critiche preventive - non ripeterà. P.S.: le storie brevi del Color Tex invece non mi sono piaciute. Da dimenticare. E in effetti le ho lette ieri e le ho già dimenticate.
    2 points
  20. Letto…sinceramente, un color che non riprenderò più in mano. Anche la (le) parte grafica, purtroppo, non mi è piaciuta, magari penalizzata dal colore(soprattutto quella di Alessandrini).
    2 points
  21. Leggendo il tuo commento e quelli precedenti non posso che essere d'accordo. Le storie del vecchio Sud mi sono sempre piaciute sia quando ne portano il ricordo, come nel recente maxi "I quattro vendicatori", che quando vi sono immerse come in questo. Inoltre è da tenere presente come sia Segura che Nizzi nelle storie di questo tipo abbiano sempre lasciato la "riflessione aperta" sulla guerra di secessione, prendendo in considerazione i punti di vista di vincitori e vinti. Chi ha approfondito la storia di quella guerra sa che i soldati spesso non si battevano per la schiavitù ma più in generale per quella che consideravano la loro terra e il loro sistema di valori. Senza entrare troppo in merito, per noi ora è facile ergerci a giudici del passato e dire: qui erano tutti cattivi li tutti buoni. Invece la grandezza delle storie di questo tipo è ricreare le atmosfere con sottigliezza, mettere i lettori nei panni dei personaggi e creare in loro delle domande. In questo certamente i disegni di Ortiz e Casertano si sono rivelati ottimi. Nell'ultimo Tex gigante di Boselli e Dotti che mi è comunque piaciuto, specialmente la parte iniziale molto narrativa (ricordo la scena del generale Johnston che attacca i soldati nel fossato) ho percepito invece a tratti una maggiore tendenza al moralismo nei confronti degli sconfitti, ma sono interpretazioni.
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  22. Questa è una risposta che ho postato in un altro topic, ma direi che è un argomento che merita un topic dedicato (sperando che non ce ne sia già uno) ------------------ Vediamole una per una. Le strisce pubblicate terminano a pagina 68 del numero 96 ("La caccia"), la storia successiva è di Muzzi: Muzzi: l'inizio de "la caccia" era sicuramente a striscia (c'è ancora la testatina) e il primo "cambio" doveva avvenire a pagina 95 (le tre strisce "uniche" e ripetitive sono un chiarissimo indizio), e infatti l'80-ma striscia è la seconda di pagina 95. Anche il "cambio" successivo, terza striscia di pagina 12 del 97, è evidentissimo. Idem per quello della striscia 2 di pagina 39. A pagina 67 il "cambio" non è più tanto chiaro, la striscia di mezzo sembra aggiunta ma dal dialogo non si direbbe. Idem a pagina 94, c'è la striscia finale ma non è chiaro dov'è l'iniziale. Passando al numero 98 il cambio si vede a pagina 10 e fra la 36 e 37, e a pagina 63. A pagina 90 non è tanto evidente e la storia finisce nella prima striscia (segno evidente che era sceneggiata ancora a strisce) a pagina 99. Mia ipotesi: sono 747 strisce (328 per albo x2 + 91 finali) che sarebbero 9 strisce (ricordiamo che le strisce andavano a 3 per 3) + 27 strisce (quelle finali) che sono state o sceneggiate "liberamente" senza più il limite delle 80 strisce, oppure sono state aggiunte per arrivare di precisione al numero 100 (o forse, entrambe le cose) Galep: "Silber Bell" inizia a pagina 99 del 98, e a pagina 17 del 99 addirittura c'è ancora la testatina di "tramonto rosso!" (cancellata nelle ristampe successive). Non corrisponde a 80 strisce precise, probabilmente sempre per arrivare con precisione a fine del 99. A pagine 43 il secondo "cambio", a pagina 70 dovrebbe esserci il terzo ma non lo vedo (in poche pagine comunque ci sono un sacco di strisce "larghe" che si presterebbero) e in ogni caso il conto non torna con la durata totale (328+46=374 strisce) assolutamente incompatibile con blocchi di tre strisce, secondo me le prime 240 strisce sono state sceneggiate per il formato a striscia, le successive no. (Galep aveva disegnato le ultimissime strisce, quindi era probabilmente quello che aveva disegnato meno tavole per la storia successiva quando fu deciso il cambio, direi quindi che come minimo ne avevano fatte 3 tutti) Successivamente c'è "SuperTex", fatta evidentemente per la pubblicazione in albo. La successiva, "Il giuramento", idem, per me è stata fatta per la pubblicazione in albo gigante. Letteri: la storia "el morisco" inizia evidentemente a striscia, con i cambi ben visibili (fine pag. 31, pag.58 2a striscia, 85 1a striscia, poi pagina 111 o pagina 113, direi la seconda ma non è chiaro, pagina 30 del 102, pag 56 o 60, e da lì non è più chiarissimo, è chiaro che ci sono strisce aggiunte o tolte, ma il finale "a un terzo di pagina" di pagina 107 del 103 fa pensare che tutto sia stato realizzato fino alla fine a striscia (sarebbero 962 strisce, pari a 12 albi netti + 2 strisce aggiunte, direi che la cosa più probabile è che questa storia fosse stata finita ancora con la sceneggiatura "a strisce", troppo precisa come durata come multiplo di 240 strisce...) La storia successiva di Letteri, "Chinatown", conferma l'impressione, ci sono tracce di "strisce" nei primi 2 albi, segno che il supervelocissimo Letteri aveva fatto almeno 15 o 18 strisce già pronte all'epoca del cambio, ancora da pubblicare! Diavolo di un Letteri! Nicolò: "Pista di Morte" nel numero 106 (più conosciuta come "Gilas") è a striscia (primo cambio a pagina 109, poi a pagina 27 del 107, pag 54, 80, 107, pag 24 del 108, ma poi non coincide con il finale. Ipotesi: avevano 6 strisce pronte, chiusura della storia sceneggiata direttamente in albo gigante (altro indizio, la storia termina a fine pagina). Ticci, "Territorio Apache", inizia nel numero 108 a pagina 45 "a striscia" con una strip aggiunta ad inizio storia e cambio a fine pagina 71 poi a pag 98, pag 14 del 109, forse pag 41, forse 68 e termina a pagina 89, totale 462 strisce. Secondo me ci sono 3 strisce come Galep (ma Ticci era più lento) e poi si prosegue sulla tavola. Insomma, secondo me è vero che si è arrivati con le strisce fino a "Chinatown", ma solo perchè quel diavolo di supervelocista di Letteri era in vantaggio di almeno 15 albi strisce all'epoca del "cambio". Gli altri sono durati meno! Galep aveva solo tre strisce (fino al numero 99), idem Ticci (numero 109), Nicolò ne aveva 6 (numero 108), Muzzi aveva una storia quasi completa con 9 strisce ed è stata pubblicata subito e completata già nel 98. Quindi: prima sceneggiatura "a tavola" già nel numero 98, con Muzzi, poi ancora con Galep (numero 100 e poi numero 103) con in mezzo il velocissimo Letteri ancora a finire le strisce, poi l'ultima a strisce di Nicolò terminata a tavole nel 108, poi quella iniziata a strisce e terminata a tavole di Ticci (massacro) e infine le ultime a striscia di Letteri. Quando sono finite le strisce? "Chinatown", numero 110. Quando sono iniziate le tavole? "Lo straniero", numero 98. Escluderei che "fra due bandiere" (citata in precedenza) sia mai stata a strisce, Galep aveva già fatto due storie precedenti a tavole.
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  23. Non sono molto contento di questi cross-over, ho sempre visto Tex e Zagor in due mondi diversi e un po' atemporali, secondo me questo incontro rompe un po' la magia dei due personaggi, ripeto per me alla Bonelli stanno un po' esagerando, il dover fissare ogni storia in un dato momento, dare un senso cronologico a tutto, a mio avviso i personaggi come Tex devono vivere un po' fuori dal tempo, senza necessariamente una continuity ad ogni costo, ho smesso di leggere Marvel e alcuni fumetti Bonelli proprio per i continui incroci o "what if", a mio avviso tutto questo porta inevitabilmente alla fine di un personaggio. Comunque vedremo, spremo un po' il portafoglio e comprerò anche questo.
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  24. Storia che all’epoca scatenò uno spaventoso flame , soprattutto nel mese intercorso tra il primo e il secondo albo, che portò ad una “auto-sospensione” di @borden che se ne andò sbattendo la porta stanco delle critiche, invero ripetute “a disco rotto”, di alcuni forumisti (aveva ragione Vico, la storia si ripete). Sullo (scarso) merito della diatriba, che occupa la maggior parte della pagine del thread, non mi esprimo, preferisco parlare della storia, che a me è piaciuta molto a livello di sceneggiatura ed ha fatto impazzire a livello di disegni, ora proverò a spiegare perché. - Tex e Carson sono dannatamente in parte e la loro gestione del Giudice Bean l’ho personalmente trovata ottima. Non ho visto “deferenza” nel primo albo, più l’assecondare con ironia uno svitato salvo bloccarlo in maniera decisa ogni volta che le sue stramberie rischiano davvero di fare danni, ma allo stesso tempo ho visto il “rispetto affettuoso” per la sua folle cotta per l’attrice. - Il personaggio Lily Langtry, che poteva “zuccherare” la storia, è gestito dal Bos con sapienza, e il sogno finale è un tocco delicato ed ironico azzeccatissimo. - C’è un sacco di azione, e anche se gli avversari non sono forse dei pesi massimi sono davvero tanti e Moon in particolare è sgusciante come un serpente. - Frisenda. Frisenda. Frisendaaaaa! Se non sono bastati Ken Parker, Magico Vento e Patagonia questa prova è un altro motivo per amare Frisenda. Come sempre strepitoso nel gioco dei bianchi e dei neri, delle ombre e delle luci, guardi le sue tavole e senti la polvere in gola, vedi gli insetti che svolazzano intorno ai bandidos sudati, le pallottole che trapassano i corpi portandosene dietro un pezzetto. In questa occasione, il suo West non è pulito, non è quello dei film classici, ma non è nemmeno quello scanzonato e iperbolico degli spaghetti western, di Tarantino (regista che amo incondizionatamente) o Lansdale (di cui Frisenda in seguito illustrerà una storia di Deadwood Dick), quanto piuttosto quello del capolavoro “Gli spietati” o della serie TV “Deadwood”. Realistico, sporco, polveroso, violento ma non eccessivo. Mi manca Frisenda, dov’è Frisenda? (avevo letto da qualche parte che stava disegnando per la Bonelli una riduzione del “Deserto dei tartari” di Buzzati, spero sia vero). In sintesi: ottima storia, fantastici disegni, una pacchia. P.S. Ho anche la versione cartonata “costa rossa” a colori e, nonostante uno sforzo apprezzabile in fase di colorazione, a mio avviso i disegni ne risentono. Se avete perso la versione in B/N tra pochi mesi sarà possibile ritrovarla in Tutto Tex.
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  25. Mi viene da dire: povero Boselli! Stretto tra un forum di appassionati che gli creano attorno un "clima tossico" (sono le sue parole) e un ambiente di lavoro che sicuramente è molto diverso da quello sergiobonelliano in cui ha lavorato per molti anni, ci credo che veda la pensione come un traguardo agognato.
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  26. Letto questo volume. Partiamo dalle cose positive, a cui non si può non dare il massimo dei voti, perchè parliamo di una storia nel più puro stile GLB, magistralmente disegnata da Tarquinio, proseguita brevemente da Boselli con un sapore che ricrea sapientemente quello di GLB, mentre lo stacco si nota ovviamente sui disegni di Torricelli. Il valore del volume non risiede solo nella storia in sè (peraltro coinvolgente, specie se letta subito dopo "Sinistri presagi" (Tex gigante 70-71-72), ma anche (direi soprattutto) nell'importanza storica del ritrovamento e nella carica sentimentale e affettiva che suscita. Per intendersi, l'inedito dei Beatles "Now and then" appena pubblicato non è musicalmente ai livelli dei capolavori, ma un beatlesiano che ama le composizioni di John Lennon lo compra anche e soprattutto per il valore storico-affettivo, a scatola chiusa, un critico musicale lo valuta nel merito. La breve prosecuzione pubblicata con la sceneggiatura di Boselli ha, nella mia percezione, un duplice scopo: interrompere in modo meno incompiuto la storia di GLB e allo stesso tempo introdurre delle succose premesse al futuro completamento della storia. Ovviamente Boselli dovrà fare in modo che questo completamento si incastri senza incongruenze tra la prima apparizione di Zhenda e Walcott in "Sinistri presagi" e il loro ritorno nella storia di Nizzi. Esercizio non semplice ma stimolante per un autore, nonchè portatore di curiosità per un attento lettore texiano. Una probabile riduzione al formato bonelliano da edicola, una volta che la storia sarà completata, è ragionevole se conterrà solo le tavole disegnate, in quanto ridurre la sceneggiatura di GLB alle dimensioni del formato bonelliano penalizzerebbe la leggibilità di testi e commenti di GLB. Il formato del "texone" sarebbe certamente preferibile. Veniamo ora all'unica vera grossa nota negativa: SBE non dichiara, nè sul suo sito nè nel retro del volume, che si tratta di una storia INCOMPLETA; inoltre, nei credits in copertina e sul sito non si citano neanche Boselli-Torricelli come autore-disegnatore del breve seguito. Questo nascondere la natura del contenuto non mi pare proprio indice di correttezza verso il potenziale acquirente: le esigenze di marketing (leggi vendibilità del prodotto) non giustificano il minare il rapporto di trasparenza tra editore e platea.
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  27. Per me va benissimo il ritorno di Lena e Donna; anzi, a me va benissimo qualsiasi ritorno (chiaramente, coerente con le storie passate) ... unica discriminante: che sia una bella storia. Non riesco a capire come fanno certi forumisti a dire no ad una storia (che, addirittura, per alcuni, non andrebbe scritta) soltanto per la presenza (e il ritorno) di personaggi "provenienti" da altre storie. Se c'è un ritorno è perchè la storia, la narrazione, ne aveva necessità; sarà poi il modo in cui viene sviluppata a dirci se è valida, se è una buona storia A PRESCINDERE dal fatto che ci sia un ritorno. Del resto, la narrativa seriale è fatta anche di ritorni, di personaggi che si erano lasciati indietro e che l'autore riprende per scoprire che hanno fatto nel frattempo... come un vecchio amico che incontriamo dopo tanto tempo e a cui chiediamo cos'ha fatto nel periodo in cui non ci siamo visti.
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  28. Da quanto è stato detto la storia del volume E' completa, nel senso che è stata completata da Boselli e Torricelli. Questa discussione comunque mi sembra lunare. Un Tex inedito di GL Bonelli è un ritrovamento altrettanto se non più clamoroso di quello del Sandokan di Pratt di qualche anno fa. Anche lì c’erano poco più di una cinquantina di pagine ma giustamente lo hanno presentato comunque in pompa magna in un’edizione di pregio con ampio corredo critico e iconografico (ed è andato pure a ruba). I lettori che invece avrebbero preferito per questa storia di Tex la pubblicazione in una collana da edicola pot-pourri come il Magazine secondo me non si rendono conto appieno della portata dell’evento, fumettisticamente questa è una cosa tipo il Santo Graal...
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  29. E io che mi chiedevo perchè la Bonelli avesse mantenuto tanto segreto il contenuto del volume... Ecco perchè... Mi devo rassegnare, si vede che conoscono il loro pubblico... non a caso hanno fatto un nuovo album di figurine...
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  30. Di ritorno da Lucca posso dirvi che ancora non è stata presa una decisione definitiva sul come pubblicare il cosiddetto seguito ad opera di Boselli e Civitelli. L'idea che va per la maggiore è di farne un volume strutturato allo stesso modo ossia storia più sceneggiatura originale. Si sta studiando anche una possibile soluzione da edicola. Ognuno di voi potrà, al momento opportuno, fare come gli pare, io ho già deciso che se davvero si farà un volume con storia più sceneggiatura prenderò quello a prescindere dal fatto che ne esca o meno una versione da edicola senza sceneggiatura. Di una cosa sono abbastanza sicuro: la storia di Boselli e Torricelli sarà strutturata in capitoli di 80 strisce come avrebbe dovuto essere l'originale Applausi. Idem
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  31. @DiableroMi dispiace fortissimo deluderti, ma quelle che si vedono nel video NON sono le tavole della storia pubblicata. Può essere che si tratti di un albo di Storia del West con in mezzo il ku klux klan o lo schiavismo in generale? Sono un po' indietro con la lettura dell'edizione a colori. E comunque, visto che l'avete voluto voi...
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  32. Ahaha questa discussione è fantastica! Non so nulla di dinamiche relazionali tra disegnatori e autori, da osservatore esterno ed ignorante posso solo dire che Letteri, dopo averci regalato grandi capolavori (tra tutti i disegnatori dea scuderia se penso al volto di Tex il primo disegnatore che mi viene in mente è proprio Letteri), gli ultimi anni era in fase nettamente calante dal punto di vista qualitativo. Non può essere semplicemente questa la ragione dell' ostracismo di Nizzi nei suoi confronti? Sempre da osservatore esterno, mi chiedo che capolavori assoluti sarebbero stati le prime storie di Boselli se disegnati da altri autori, o da un Letteri con qualche anno di meno. Infine, riguardo il disegnare animali, la polemica mi sembra stucchevole, mi viene in mente "La piramide misteriosa" dove su testi di Bonelli Letteri ci presentò un intero branco di scimmie, lupi, elefanti e chi più ne ha più ne metta 😆
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  33. A casa ho tutti gli albi di questa collana e molte storie sono dei gioiellini, però è incredibile come questa colorazione non mi faccia capire nulla sul disegnatore e anzi lo peggiora! L'altro giorno mi sono imbattuto in una tavola di Di Gennaro in bianco e nero, poi l'ho confrontata con quella dell'albo: la seconda mi dava l'impressione di un qualcosa fatto da un disegnatore normale, la prima era stata fatta da un maestro che si meriterebbe il Texone. E qui con Pedro Mauro e Sal Velluto la stessa cosa.
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  34. Hanno scritto tutto e il contrario di tutto, soltanto per depistare e far confusione con la convinzione che questo avrebbe aumentato la curiosità. Tra due giorni qualcuno lo comprerà e ci farà sapere. Per quello che mi riguarda se qualcuno penserà di regalarmelo prima gli dirò che sono un ignorante presuntuoso (me l'ha detto il curatore in persona) e poi glielo spaccherò sulla testa! E se lo trovate insensato, tranquilli è tutto nella norma... L'unica cosa certa è che il cartonato... è cartonato! Non si troverà in edicola, che è uno dei principali motivi per cui da settimane questa pubblicazione comincia a starmi sui cosiddetti.
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  35. Cartonato che mi è stato regalato insieme alla "Valle del Terrore" (che accoppiata!!!). Lo sto sfogliando, leggendo la storia disegnata e in parallelo, pagina per pagina la sceneggiatura. Devo dire che è una chicca, ti permette di entrare nell'ufficio di Bonelli padre per qualche minuto ed immaginarlo alla macchina da scrivere mentre si diverte nel raccontare storie fantastiche e di altri tempi. Davvero consigliata, tra l'altro la storia è anche molto interessante e i disegni li trovo di mio gradimento e non per nulla datati. Unica riflessione, forse avrei trovato ancora più comodo alternare le tavole alla sceneggiatura per avere una di fianco all'altra sceneggiatura e tavola corrispondente. Ma va bene anche così. Se non lo avessi ricevuto per regalo (espressamente richiesto) lo avrei comprato io. Non compro mai cartonati a questi prezzi, ma questo ne vale la pena
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  36. Io non voglio discutere minimamente nè di Tarquinio nè del volume che (non l'ho ancora preso) considero un gioiello. Ma citare il cavalierato di Tarquinio è come dire: è laureato quindi deve essere intelligente per forza. Io conosco dei laureati trogloditi e dei cavalieri della repubblica che sono tali solo perché quel giorno i cavalierati li davano gratis.
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  37. Peccato che una 'continuity' ab origine non esiste e non sia mai esistita, soprattutto da parte di GLB, che faceva un po' come gli pareva (e faceva bene). Boselli tenta di 'riannodare' un po' di fili ma certi nodi gordiani si possono tranciare solo con la spada.
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  38. Mi auguro vivamente che tu stia scherzando. Se lo avesse detto chiunque altro ne sarei stato sicuro, ma con te onestamente il dubbio mi sorge, dopotutto sei quello che con le sue uscite proprio in questo thread è riuscito a far scappare Boselli dal forum quindi nulla mi sorprenderebbe di meno dello scoprire che eri serio. Ora che mi sono sfogato, ritorniamo alle cose serie. A me sembra ragionevole che per il prosieguo della storia si adotti la stessa veste grafica e che per un'eventuale edizione da edicola si adotti invece la formula della storia completa con un apparato redazionale ridotto al minimo indispensabile. Di una cosa sono ragionevolmente certo: Boselli ha sceneggiato la sua parte a blocchi di 80 strisce rispettando la scansione che la storia avrebbe avuto se fosse stata scritta nel 1966. Dopo aver acquistato il volume, posso dire che effettivamente quella scelta è stata la soluzione migliore possibile per presentare degnamente questa storia perduta e ritrovata e tanto peggio per coloro a cui interessa solo leggere una storia e non riescono a capire perché non sia stata semplicemente completata e presentata direttamente in edicola come si è fatto in altre occasioni. La differenza è molto semplice: sono passati 57 anni non pochi mesi. E qui chiudo.
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  39. Sempre per stare sul paragone Ombre di morte-Beatles Now and then….La parte di GLB è tutta qui, quindi dal punto di vista “filologico” non c’è bisogno di un seguito. Se invece lo ritieni “soltanto “ un racconto di Tex, allora sì, dovrai spendere altri soldini. E comunque, anche Now and then, al pari di Ombre di morte, ha avuto bisogno di aggiunte😎
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  40. Letto anche io l albo.Bello sicuramente,ben scritto,ben disegnato,Boselli é (come quasi sempre) una garanzia. Però io mi chiedo: già due albi,metà storia...e nel Borneo ancora non ci siamo arrivati? Senza contare poi che finora la Tigre...quanto l abbiamo vista? In quest albo giusto tre pagine Insomma io ci vedo un forte disequilibrio.Forse sarebbe stato meglio far disegnare la prima parte a un disegnatore e quella nel Borneo ad un altro,così da avere un numero maggiore di albi su cui far dispiegare la vicenda
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  41. Ricorda sempre quello che sto dicendo continuamente da mesi: il cartonato è una cosa, è uscito e va bene così: io mi batto per una pubblicazione nel mensile o speciale da edicola. Se la storia ha un piccolo difetto (colorita metafora) si sistema, e non è la prima volta. I disegni sono brutti (sinonimo di datati), sono 80 tavole. Torricelli dovrebbe rifarle: con altre 200 in arrivo per il seguito dove sta il problema? Che verrà pubblicata fra 2 anni invece che tra 1? A questo punto è una ripicca bella e buona. Non si vuole che il grande pubblico (il suo pubblico) legga un inedito di Bonelli. In caso contrario ci sarebbe anche una grande mancanza di rispetto, Laramie: controlla appena puoi...
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  42. PRIMO DI QUATTRO GRUPPI CHE RAGGRUPPANO LE MIGLIORI ANNATE COME SONO STATE VOTATE PER DECENNIO PRIMA DELL'ESTATE. Si possono votare solo due annate tra le seguenti uscite dal sorteggio: 1959 1969 1988 1999 2008 2016 Passano le migliori due più votate. Clicca sulle immagini per ingrandirle e vedere gli albi che contengono le storie per ogni annata. 1959 1969 1988 1999 2008 2016 Le votazioni si concludono venerdì prossimo.
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  43. "chi non c'è più" diceva anche che dovevi comprare il prossimo numero di Tex, perchè non li compri più allora? Davvero, è da inizio thread che ci si arrampica sugli specchi per criticare il volume, ma non pensavo si arrivasse a invocare messaggi dall'aldilà... Facciamo così, il volume lo compra chi vuole leggersi una storia di GL Bonelli e Tarquinio, e gli altri magari, giusto così come ipotesi buttata là, se non lo vogliono comprare se ne stanno tranquilli e smettono di rompere le scatole? Troppo difficile? Se il volume farà schifo per qualche motivo, sarò il primo a criticarlo e (come avete visto recentemente) posso arrivare anche a 30 pagine di critiche, ma qui non si critica il volume, si contesta il semplice fatto di PUBBLICARLO, una storia inedita di GL Bonelli? Non andava pubblicata? È come venire nel forum a dire "Tex fa schifo, GL Bonelli non andava pubblicato e dovreste vergognarvi a leggerlo", ormai è puro trolling...
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  44. Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli Disegni: Alfonso Font Periodicità annuale : Febbraio 2000 Le rubriche che segnalano i libri, i film, i video e i cd-rom dell'anno aprono un Almanacco che approfondisce, con articoli e dossier, tre temi-chiave: gli scout indiani, la Frontiera raccontata dal romanziere Louis L'Amour, la carriera cinematografica dell'indimenticabile attore Randolph Scott. Nella storia a fumetti, una gang di ladroni, dopo aver rapinato la banca di Wellton, fugge in Messico portandosi dietro come ostaggio il giovanissimo Johnny Ellison. Il piccolo pare essersi affezionato a Dave Rogers, uno dei criminali, a suo modo leale, che più volte protegge il ragazzino anche dai suoi stessi complici. Sulla pista dei gaglioffi c'è un gruppo di volontari guidato da Tex e dal padre del bambino. Lungo infuocati e polverosi deserti, alla luce delle stelle e sotto il sole cocente, insidiati da feroci bandoleros, gli inseguitori e i braccati giocano un'infernale partita senza esclusione di colpi! © Sergio Bonelli Editore
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  45. Altra storia che rileggo sempre con grandissimo piacere...pura commedia, ritmo incredibile, e un meccanismo narrativo implacabile ! GLB qui era in grazia di Dio, e si vede anche dai dialoghi ai livelli massimi concepibili...tutta la parte "paesana" a Mohawk tocca vette da delirio, col "povero" sceriffo deriso e umiliato a più riprese (quando intima a Tex di abbandonare il paese il giorno dopo, e si sente rispondere da Tex che farà un nodo al fazzoletto), e con la notte incredibile dove succede di TUTTO : Tex e Carson partecipano a 2 sparatorie, 3 pestaggi, e riducono in cenere un saloon un albergo e un ranch ! La seconda parte in aperta campagna invece registra un vertiginoso scarto di tempi narrativi, dalla "densità" della prima parte, la vicenda si srotola qui su più giorni che scorrono alla velocità della folgore, mentre entra in gioco tutto l'acume strategico dei ranger, intenti a tessere la rete... Il trappolone finale culmina con un godurioso pestaggio del losco Farriman, tra le ovazioni festanti di tutto il corpo dei rangers (impagabile Tex che da un'altro cazzottone al decaduto signorotto, solo per fare un favore all'amico Horne)...ed è la degnissima conclusione di una storia a mio avviso tra i punti più alti di questo filone "paesano", assieme a "L'aquila e la folgore". Infine assolutamente da menzionare la terribile vedova Payson, l'unica in grado di mettere in riga i due pards che stanno rivoltando il paese...e un Carson a livelli stellari, sempre alla ricerca di saloon e bistecche alte tre dita ogni volta che mette piede in un centro abitato, come tradizione vuole. Belli i disegni solidi e ultra-tradizionali di Muzzi : peccato per l'insensato innesto delle correzioni di Galep su tutti i volti di Tex.
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  46. Ho aggiornato e apportato qualche modifica alle prime parti della biografia e aggiunto il capitolo riguardo la Guerra Civile. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Biografia di Tex Prima parte (1827-1858) Dopo aver cercato di fare un po' di luce sulla biografia di Tex secondo il suo curatore Mauro Boselli, a distanza di circa due anni, sulla base degli ultimi e densi contributi, ho provveduto ad aggiornare ed arricchire quella stesura che vi propongo ora in singole parti. La prima riguarda l'antefatto, ovvero tutto ciò che è accaduto prima della prima striscia, ovvero "Il totem misterioso". La successive parti, che seguiranno, tratteranno degli eventi narrati in presa diretta fino all'epoca contemporanea. 1827 circa – Nasce Kit Carson. NOTA n. 1: Il personaggio è solo nominalmente ispirato al Kit Carson del West storico. NOTA n. 2: L’anno di nascita di Carson non è finora stato svelato, ma può essere dedotto da alcuni riferimenti cronologici apparsi nella serie a fumetti. a) Il personaggio viene indicato “trentenne” nel 1857. (“Maria Pilar”, Tex Magazine 2016, pag. 145) b) Carson avrebbe 56 anni (“Alcatraz”, Tex Gigante n. 355, pag. 40), mentre Tex 45. (Tex Willer n. 0, pag. 17). Poiché quest’ultimo è nato nel 1838, le avventure in contemporanea si svolgerebbero dunque nel 1883 e ciò confermerebbe il 1827 quale anno di nascita di Kit Carson. 1835-36, Guerra d’Indipendenza del Texas - Gunny Bill combatte a fianco del generale texano Sam Houston. (“Il passato di Tex”, Tex Gigante n. 83, pag. 129) 1836 circa – Dopo aver combattuto per l’Indipendenza del Texas, Gunny Bill è nel Wyoming a caccia di pellicce. Jim Bridger lo salva dalle grinfie di un grizzly. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 74) 1838 – Carovane di pionieri guidati dal Maggiore Leavitt sono in viaggio per la valle del Nueces, una regione pianeggiante del Texas sudorientale ideale per pascoli e coltivazioni. Tra i coloni ci sono Ken e Mae Willer, una giovane coppia in attesa di un bambino. Dopo essersi scontrati con i Comanche di Buffalo Tail, vinti grazie al provvidenziale aiuto del leggendario mountain man Jim Bridger e del suo pard Jim Baker, i coloni riescono nell’impresa e si insediano nella valle. Ken Willer costruisce con le proprie mani una piccola casa, sognando un giorno di allargarsi e di costruirne una più grande. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 61-62) Il piccolo ranch è situato nei pressi di Rock Springs, poco lontano dalle sorgenti del Nueces (“Il passato di Tex”, Tex Gigante n. 83, pag. 129; “Ritorno a Culver City”, Tex Gigante n. 511, pag. 24) 1838, maggio - Mae dà alla luce il suo primo figlio: Tex Willer. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 63) 1938-49 - La verde e fertile Nueces Valley è infestata da continui attacchi di indiani, comancheros e desperados e il ranch di Ken Willer deve più volte respingere l’attacco di bande di razziatori. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 6, pag. 66, 80) 1939 – Un anno dopo di Tex, nasce Sam Willer. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 70) 1841 circa - Kit Carson lascia la casa materna (“Golden Pass”, Tex Gigante n. 466, pag. 10) Non è ancora un abile pistolero, sa solo condurre le vacche sui pascoli. (“Il figlio di Tex”, Tex Gigante n. 12, pag. 89) NOTA n. 3: L’età di Carson qui è messa in relazione a quella di Kit Willer, possibilmente quattordicenne ne “Il figlio di Tex”. Come ulteriore conferma, sempre intorno ai quattordici anni Tex imparava a sparare e a stare in sella. 1943, inverno – Cinque anni dopo la nascita di Tex, Mae Willer, per quanto forte e coraggiosa, muore di febbre. La contea del Nueces si stringe commossa in un funerale a cui partecipano anche i due figlioletti. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 63-65) NOTA 4: Precedentemente nel libro di narrativa “Tex Willer. Il romanzo della mia vita”, Boselli aveva scritto che Mae era morta quando Tex aveva 3 anni (pag. 21) 1943-49 – Ken Willer, che ha inculcato ai suoi figli il valore dell’uguaglianza, ha scelto di non risposarsi restando fedele al ricordo della povera Mae. Ad aiutarlo nel suo ranch c’è solo un vecchio cowboy tuttofare, Gunny Bill. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 73) Se Ken Willer si occupa dell’istruzione dei figli, Gunny Bill fa da cuoco, domatore di cavalli e mandriano (“Il passato di Tex”, Tex Gigante n. 83, pag. 129; “Tex Willer. Il romanzo della mia vita”, pag. 21) Tex e Sam sono soliti andare a pescare nel Nueces. E quando devono fare acquisti, i Willer si spostano in paese, con un carro, (“Ritorno a Culver City”, Tex Gigante n. 511, pag. 25-26) Gunny Bill racconta a Tex del suo passato avventuroso entusiasmandolo e distogliendolo dall’aspirare ad una vita sedentaria da allevatore (“Tex Willer. Il romanzo della mia vita”, pag. 22) 1949 - Bridges e Baker fanno ritorno nella valle del Nueces, venendo incontro alla richiesta di Gunny Bill. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 74) I due esploratori fanno conoscenza con il piccolo e già vivace Tex, che con il più posato Sam era in giro a caccia di anatre. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 70) Bridges e Gunny Bill convincono un riluttante Ken a portare il bestiame a Corpus Christi, dove si fermano I convogli dei cercatori d’oro diretti in California. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 79) Qualche giorno più tardi Ken Willer, a cui le famiglie della Contea hanno affidato i loro capi di bestiame, parte per Corpus Christi con i figlioli al seguito, 11 uomini e una mandria di 600 manzi. E così ad undici anni Tex partecipa come cowboy al primo “cattle drive” del Texas meridionale. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 89) Dopo uno scontro a fuoco con una banda di desperados, che vede partecipe anche Tex, gli uomini di Ken Willer entrano finalmente in Corpus Christi e concludono felicemente la vendita del bestiame (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 123) Dopo una generale scazzottata in un saloon in difesa dello schiavo nero Joey, gli uomini di Willer fanno ritorno alla Nueces Valley e a Joey viene resa la libertà dal suo nuovo padrone per la felicità del piccolo Tex. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 135) Alla fine dell’avventura, terminata con una splendida festa, Bridges e Baker salutano la contea. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 138) 1850-52 – Tex cresce sognando una vita avventurosa con i suoi eroi d’infanzia, Bridges e Baker, vivendo con gli indiani e affrontando gli orsi. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 139) 1852 circa - Gunny Bill, appassionato di armi, insegna ai giovani Willer a sparare. Tex dimostra di essere subito portato, al contrario di Sam, assai diverso caratterialmente, che preferisce aiutare il padre riguardo alla mandria e alle faccende del ranch (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 140; "Il passato di Tex", in Tex Gigante n. 83, pag. 129; “Tex Willer. Il romanzo della mia vita”, pag. 21-22) 1852 – Quattordicenne, Tex fa amicizia con i coetanei Clarence “Hutch” Hutchenrider e Rod Vergil. Il primo era un giovane cowboy arrivato a lavorare al ranch del padre, mentre il secondo era figlio di uno dei pionieri del Nueces. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 145) 1852-1853 - Tex e Hutch imparano a stare in sella, a bere whisky, a dar la caccia ai vitelli. E a quindici anni prendono la prima sbornia insieme (“Gli Invincibili”, Tex Gigante n. 438, pag. 41, 46) 1853 circa - Lilyth, figlia del capo navajo Freccia Rossa, viene mandata a studiare alla missione dei frati di San Joaquin. (“Sul sentiero dei ricordi”, Tex Gigante n. 575, pagg. 9-10) NOTA n. 5: L’avvenimento avviene una “dozzina d’anni” prima del matrimonio con Tex. NOTA n. 6: In origine, la missione è delle suore di Alamosa. (“Il salto del diavolo”, Tex Gigante n. 7, pag. 80) 1854 - A sedici anni Tex ha una testa piena di sogni e poco tempo per le ragazze, compresa la giovane e bella Edith che ha un debole per lui dall’epoca dell’avventura a Corpus Christi. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 88, 144) Standogli stretta la vita al ranch, per la quale invece Sam è portato, Tex programma con Hutch e e Rod di portare una mandria in California dove impazza la corsa all’oro. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 148) Grazie all’intercessione di Gunny Bill, Tex vince le iniziali resistenze paterne e insieme ad Hutch, Rod, due altri giovani ma già veterani cowboys, e il vecchio amico Joey, parte per la grande avventura. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 151) Giunti in Arizona ed essersi imbattuti in un gruppo di innocui Pima, Tex e i suoi, che sono stati costretti a lasciare qualche capo di bestiame lungo il cammino, fanno la conoscenza di un tipo sveglio e simpatico proveniente dal Messico di nome Dick Dayton, soprannominato “Damned” Dick. Dick, che ha qualche anno in più di Tex ed una certa autorevolezza, sta cercando di sfuggire agli Apaches si aggrega al gruppo consigliando loro il miglior modo di affrontare un attacco indiano che si profilava imminente. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 161) 1854 circa - Lilyth torna al villaggio Navajo di Freccia Rossa. (“Sul sentiero dei ricordi”, Tex Gigante n. 575, pag. 12) 1855 - Superato non senza difficoltà il pericolo e subìto altre perdite di bestiame, Tex e i suoi uomini si fermano a Fort Yuma e dopo aver affrontato altre peripezie arrivarono ai campi auriferi della California avendo perso un terzo della mandria. Per quanto sfiduciati e stanchi, Tex e i suoi riescono a spuntare un ottimo prezzo nella vendita e decidono di far festa concedendosi qualche giorno di svago nella vicina e famosa San Francisco e poi a Frisco, dove si davano appuntamento i cercatori d’oro arricchiti. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 178-179) Durante una notte, per ingenuità, Tex e i suoi pards, vengono messi in trappola da una giovane donna e quindi derubati. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 194) Coi suoi amici imprigionati e dopo una scazzottata su una nave che vede Tex protagonista, il giovane ritrova sulla sua strada Jim Bridges grazie al quale capisce di essere stato raggirato. Tex e Bridges riescono a liberare gli altri pards e quindi a recuperare il maltolto. Quindi, festeggiato il ritrovamento del denaro e salutato per l’ennesima volta Bridges, Tex si mette in viaggio per la prateria con Rod, Hutch e Dick, mentre Joey, con il suo banjo, viene scritturato in un locale di Frisco. (“Nueces Valley”, Maxi Tex n. 21, pag. 220) 1856 circa - Tex ha un amico Birdy, il cui padre ha un ranch nella Nueces Valley. La sera i due giovani si ritrovano al saloon in compagnia di una ragazza, Lily. Quando Birdy si mette nei guai per un furto di cavalli, Tex fa fronte ai legittimi proprietari, permettendo all’amico di fuggire in tutta fretta (“Sfida nel Montana”, Romanzo a fumetti n. 4, pag. 16-19) NOTA n. 7: L’azione si svolge “anni prima” del 1858. (pag. 16) 1856 circa - Birdy si stabilisce in Montana, facendosi raggiungere da Lily, che ha un debole per lui e gli porta il ricavato della vendita del ranch. Birdy scrive a Tex alcune lettere in cui afferma di essersi ben sistemato. (“Sfida nel Montana”, Tex, Romanzi a fumetti n. 4, pag. 27, 30) 1857 circa – Nel Montana, durante la corsa all’oro, Bannock è una popolosa e turbolenta Boom-Town. La sua ricchezza attira una rete di criminali che si raccoglie sotto il nome di Banda degli Innocenti e ha in pugno l’intero territorio. (“Il passato di Carson”, Tex n. 407) 1857 - Kit Carson, ranger trentenne, negli intervalli delle guerre contro i Comanches, aiuta Maria Pilar e il gruppo di texani di origine messicana cui si è messa a capo (Tex Magazine 2016) 1857 - Come già accaduto ad altri allevatori della zona, Ken Willer viene sorpreso ai pascoli da una banda di razziatori e per difendere la mandria rimane ucciso. ("Il passato di Tex”, Tex Gigante n. 83, pag. 130) Tex e Gunny Bill decidono di inseguire i razziatori fino in Messico, al contrario di Sam, che resta al ranch per non infrangere la legge. Giunti a Jimenez, Tex e Gunny raggiungono i banditi in un saloon e in uno scontro a fuoco li uccidono. Mentre sono in fuga, una pattuglia di rurales li sorprende e nella sparatoria Gunny viene colpito a morte. Tex riesce a varcare la sponda texana del Rio Grande, lo seppellisce. ("Il passato di Tex”, Tex Gigante n. 84) NOTA n. 8: Alla morte del padre, Tex ha diciannove anni. (“Tex Willer. Il romanzo della mia vita”, pag. 22) 1857 - Quando Tex fa ritorno al ranch, la notizia della morte di Gunny Bill mette in conflitto i due fratelli. Tex lascia il ranch a Sam, vendendogli la sua metà di quote, e il giorno dopo i funerali del padre se ne va per la propria strada. (“Il Vendicatore”, Tex Romanzi a fumetti n. 6, pag. 18; "Il passato di Tex”, Tex Gigante n. 84) NOTA n. 9: Ne “Il passato di Tex” Sam dice che dopo la morte di Gunny Bill, Tex lascia il ranch a Sam, prendendo per se solo “la metà del denaro rimasto in casa”. ("Il passato di Tex”, Tex Gigante n. 84) 1857 - Tex ha fatto giustizia degli assassini di suo padre, questi erano solo parte di una potente banda di razziatori facente capo al ranchero Bronson alleato il bandito messicano Benitez. Ritrovatosi con una taglia sulla sua testa, Tex varca di nuovo il confine e alleatosi col ranger Jim Callahan ed il desperado Juan Cortina riesce a sgominare i suoi nemici. Ritorna in Texas dove è considerato un fuorilegge. (“Il Vendicatore”, Tex Romanzi a fumetti n. 6) 1857 – Tex è ancora sulle tracce dei razziatori che l'hanno falsamente accusato, ma ha bisogno di prove e testimoni. Alla fine Tex, spalleggiato dai suoi amici Rangers e dal suo fratello Sam, riesce ad affrontare i capi della banda in uno scontro a fuoco nelle vie di Corpus Christi. Dopo di che le strade sue e di Sam si separano nuovamente. (“Giustizia a Corpus Christi”, Tex Romanzi a fumetti n. 7) 1857 - Tex giunge a San Antonio. Qui si unisce al Rodeo dei fratelli Corliss, diventando in breve tempo una pubblica attrazione. Al rodeo riesce a domare un focoso bronco, Dinamite, che sarà il suo fedele compagno di avventure negli anni a venire. A causa di Dinamiite, Tex si scontra con un cowboy del rodeo, un certo Clem Tilden. Questi, inseguito da Tex per aver rubato la cassa del rodeo, muore in acqua trascinato dalla corrente ("Il passato di Tex”, Tex Gigante n. 84) Intanto, Sam informa Tex per lettera di aver venduto il ranch di famiglia e di averne preso uno più grande nella città di Culver City ("Il passato di Tex”, Tex Gigante n. 85, pag. 7) NOTA n. 10: In origine, Tex, trascorre al seguito del rodeo “quasi tre anni” (“Il passato di Tex”, Tex Gigante n. 85, pag. 6-7). Successivamente per esigenze cronologiche il tempo in questione si riduce a “qualche mese”. (“Tex Willer. Il romanzo della mia vita”, pag. 30) 1857 circa – Birdy deve fronteggiare l’arrivo In Montana di Theodore Tirrell, il nuovo rappresentante dell’American Fur Company. Alla partenza di questi, Birdy scrive a Tex chiedendo il suo aiuto (“Sfida nel Montana”, Tex, Romanzi a fumetti n. 4, pag. 31, 34) 1858 circa - Al rodeo di Laredo, Tex è in concorrenza col celebre Moss Keegan per il titolo di campione. La loro rivalità sfocia in uno scontro aperto. Tex riesce però a salvare la vita di Moss che stava per essere falciato da un toro. (“L’ultima vendetta”, Tex Gigante n. 695, pag. 42) 1858 circa - Sam Willer viene ucciso da Tom Rebo e della sua banda di Culver City, che miravano ad impadronirsi del suo ranch. Raggiunto dalla notizia, Tex si congeda dai fratelli Corliss e a Culver City sgominando la banda di Rebo. Solo il braccio destro di questi, John Coffin, si mette in salvo e così lo sceriffo corrotto Steve Mallory, che fa mettere sulla testa del nostro una sostanziosa taglia. A causa di ciò, Tex diventa suo malgrado un fuorilegge. ("Il passato di Tex”, Tex Gigante n. 85) 1858 circa - Braccato dalla legge per colpa del bieco sceriffo Mallory, Tex ritrova Keegan sulla sua strada come alleato. E insieme riescono a vendicare la morte di Sam. (“L’ultima vendetta”, Tex Gigante n. 695, pag. 86) 1858 - Tex raggiunge in Montana Birdy e lo aiuta a far fronte a Tirrell, il nuovo rappresentante dell’“American Fur Company”. Alla fine dell’avventura lo lascia in procinto di costruirsi un futuro con la compagna Lily. (“Sfida nel Montana”, Tex, Romanzi a fumetti n. 4) NOTA n. 11: Nell’introduzione si parla di “un giovane Tex ventenne (siamo nel 1858 o giù di lì), reduce dalla vendetta contro gli assassini del fratello e in fuga dalla giustizia” (pag. 4) 1858 - Tex è un fuorilegge e scorrazza tra il New Mexico e l’Arizona. ("Il magnifico fuorilegge", Tex Speciale n. 32, pag. 32) Viene incolpato ingiustamente di aver rubato l’oro di Pinos Altos ed è costretto, per discolparsi, ad andare alla caccia dei veri responsabili. Scopre un pericoloso triangolo che coinvolge una banda di comancheros, il villaggio di Robber’s Nest e gli indiani Chiricahuas, capitanati dal fiero Cochise. Tex salva la figlia della sorella del capo indiano e la loro amicizia è suggellata da un patto di sangue. ("Il magnifico fuorilegge", Tex Speciale n. 32, pag. 183) Riepilogo per punti salienti: (1827-1858) 1827 circa – Nasce Kit Carson. 1835-36 – Gunny Bill partecipa alla Guerra d’Indipendenza del Texas. 1836 – Gunny Bill conosce Jim Bridger. 1838 –Carovane di pionieri guidati dal Maggiore Leavitt, grazie all’aiuto di Jim Bridger e del suo pard Baker, fondano una contea nella valle del Nueces. Tra di loro c’è una giovane coppia, Ken e Mae Willer, in attesa di un bambino. - Mae Willer dà alla luce il suo primo figlio: Tex. 1838-49 - La Nueces Valley è infestata da continui attacchi di indiani, comancheros e desperados. Il ranch dei Willer deve più volte respingere l’attacco dei razziatori. 1839 – Nasce il secondo figlio dei Willer: Sam. 1841 circa - Kit Carson lascia la casa materna. 1843 –Mae Willer muore di febbre. 1843-49 –Ad aiutare Ken Willer c’è solo un vecchio cowboy tuttofare: Gunny Bill. 1849 –Ad undici anni Tex partecipa come cowboy al primo “cattle drive” del Texas meridionale guidato dal padre Ken. 1852 – Gunny Bill, insegna a Tex l’uso delle armi. Sam, meno portato, preferisce aiutare il padre nelle faccende del ranch. Tex fa amicizia con i coetanei Clarence “Hutch” Hutchenrider e Rod Vergil. 1853 - Tex e Hutch prendono la prima sbornia insieme. - Lilyth, figlia del capo navajo Freccia Rossa, viene mandata a studiare alla missione dei frati di San Joaquin. 1854 - Tex insieme ad Hutch e e Rod di portare una mandria in California dove impazza la corsa all’oro. Nel tragitto si unisce a loro “Damned” Dick. - Lilyth torna al villaggio Navajo di Freccia Rossa. 1855 - Tex riesce a vendere bene la mandria ma a Frisco si fa derubare. Grazie a Jim Bridges, recupera il maltolto e si mette in viaggio per la prateria con Rod, Hutch e Dick. 1856 - Tex aiuta l’amico Birdy a fuggire per via di un furto di cavalli. - Birdy si stabilisce con Lily nel Montana. 1857 - Kit Carson aiuta Maria Pilar e il gruppo di texani di origine messicana cui si è messa a capo. - Ken Willer muore per mano di una banda di razziatori. Tex e Gunny raggiungono in Messico i banditi e li uccidono. Sulla via di ritorno, Gunny viene colpito a morte dai rurales. - Tex lascia il ranch a Sam e se ne va per la propria strada. - Tex continua la sua vendetta riguardo gli assassini del padre, uccidendo il ranchero Bronson e il bandito messicano Benitez. Si ritrova però con una taglia sulla sua testa. - Tex sgomina i capi della banda dei razziatori e si separa da Sam. - Tex diventa una star del Rodeo e si guadagna il possesso del focoso bronco Dinamite. Sam vende il ranch di famiglia e ne prende uno più grande in Culver City. - Birdy, nuovamente nei guai, chiede aiuto a Tex. 1858 - Tex è in competizione con un’altra star di rodeo, Moss Keegan. - Sam viene ucciso da Tom Rebo e Tex, lasciato il rodeo, lo vendica. Ma lo sceriffo corrotto Mallory gli sfugge e fa nuovamente di lui un fuorilegge. – Tex insieme all’ex nemico Keegan uccide Mallory e vendica Sam. - Tex raggiunge Birdy e dopo averlo tolto dai pasticci lo lascia in procinto di costruirsi un futuro con Lily. - Tex incontra per la prima volta Cochise, capo degli Apaches Chiricahuas, che diventerà uno dei suoi amici più fidati. Cronologia degli albi 1) Nueces Valley, Maxi Tex n. 21 – Epoca 1838-1855, Tex anni 1-17. 2) Maria Pilar, Tex Magazine 2016 – Epoca 1857, Kit Carson anni 30 circa. 3) Il passato di Tex, Tex Gigante nn. 83-84 (fino a quando Tex lascia a Sam la sua parte del ranch) – Epoca 1857, Tex anni 19. 4) Il Vendicatore, Tex Romanzi a fumetti n. 6 – Epoca 1857, Tex anni 19. 5) Giustizia a Corpus Christi, Tex Romanzi a fumetti n. 7 – Epoca 1857, Tex anni 19. 6) Il passato di Tex, Tex Gigante n. 84 (dall’arrivo di Tex in San Antonio alla morte di Sam) – Epoca 1857, Tex anni 19. 7) L’ultima vendetta, Tex Gigante n. 695 - Epoca 1858, Tex anni 20. 8) Sfida nel Montana, Tex Romanzi a fumetti n. 4 – Epoca 1856-58 – Tex anni 18-20. 9) Il magnifico fuorilegge, Tex Speciale n. 32 – Epoca 1858 – Tex anni 20. Biografia di Tex Seconda parte (1858-1861) 1858 - Tex è divenuto ormai famoso come il “fuorilegge solitario”. Salva Tesah, figlia di Orso Grigio, sakem dei Pawnee, dalla banda criminale di John Coffin e risolve l'enigma del totem misterioso. Coffin è lasciato bruciare tra le fiamme. (“Il totem misterioso”, Tex Gigante n. 1) NOTA n. 1: Nelle ristampe della serie Tex Gigante, “fuorilegge” è diventato “giustiziere” (pag. 4). NOTA n. 2: Tex avrebbe conosciuto Tesah “dieci anni” prima al campo dei Pawnee (pag. 4), ma è poco verosimile in quanto il nostro avrebbe avuto 10 anni. Ne sapremo di più su Tex n. 700, di imminente pubblicazione. NOTA n. 3: In una storia successiva, l'avvenuta morte del bandito è sottolineata dalle parole del dottore della cittadina di Lineville, (“La banda del Rosso”, Tex Gigante n. 4, pag. 82). E’ probabile però che le cose siano andate diversamente, visto che la sua presenza è annunciata nella serie “Tex Willer”, di imminente pubblicazione. 1858 - Tex viene ingiustamente accusato di aver assassinato e derubato il portavalori Joe Scott, crimini dei quali è colpevole la banda de la Mano Rossa. Tex fa giustizia dei banditi e malgrado non agisca in conformità alla legge si cattura la stima di alcuni tutori dell’ordine, come il Colonnello Hogart. (“La Mano Rossa”, Tex Gigante n. 1) Nota n. 4: Hogart è il primo uomo di legge che si muove per liberare Tex dall’accusa di fuorilegge. Nel romanzo viene detto che in seguito alla confessione di Burke, uno dei banditi de La Mano Rossa, Hogart non solo assolve Tex in merito a Joe Scott, ma promette di fargli ottenere la grazia e il reintegro nella vita civile. (“Tex Willer. Il romanzo della mia vita”, pag. 49) 1858 circa – Kit Carson, già famoso come ranger e pistolero, è a Bannock, Montana, sulle tracce della famigerata Banda degli Innocenti. (“Il passato di Carson, Tex Gigante n. 407) NOTA n. 5: Quando Carson era a Bannock, Tex aveva “i suoi problemi” (pag. 111) 1858 circa – A Bannock, Carson ritrova Ray Clemmons, lo sceriffo suo amico, e Lena, cantante del Golden Northern Saloon che è la donna di Clemmons ma ha anche una relazione con Carson. Il ranger scopre che il capo degli Innocenti è proprio lo sceriffo. Questi tradisce i propri compagni e fugge con l’oro della banca, grazie all’intervento di Lena che mette fuori gioco Carson. Dopo che la banda degli Innocenti viene sgominata, Carson lascia Bannock. (“I fuorilegge del Montana”, Tex Gigante n. 408, pag. 64) 1858 -1860 circa – Tex collabora con Jeff Weber, agente segreto dei Texas Rangers, per incastrare El Diablo, un ambiguo desperado che si è messo a capo di un esercito personale impegnato in azioni di guerriglia contro gli Stati Uniti. Grazie all’intercessione di Jeff e alla positiva relazione del Colonnello Hogart, il capo del West Department, il Maggiore Herbert Marshall, arruola l’ex fuorilegge nei Rangers con la stella n.3. Nell’occasione, Tex conosce i celebri Kit Carson e Arkansas Joe, che operano anche loro per il servizio segreto. (“Sul sentiero della morte”, Tex Gigante n. 1, pag. 137) Alla sua prima missione, Tex mette fuori gioco Bill Mohican, un rapitore di fanciulle. (“Sul sentiero della morte”, Tex Gigante n. 1) - Tex si reca a Silver City e sgomina l’intera banda di Bud Lowett, artefice della morte dell’amico Jeff. (“Uno contro cinque”, Tex Gigante n. 2) - Marshall invia Tex in aiuto di Kit Carson, caduto nelle mani di Kid Billy mentre stava indagando su un traffico di bestiame. Insieme sconfiggono i banditi e gli indiani loro alleati. (“La banda di Kid Billy”, Tex Gigante n. 2) - Tex manda all’aria i piani di Don Felipe Fuentes, che ha fatto credere agli indios Blancos di essere il condottiero delle loro profezie al fine di impossessarsi di un tesoro nascosto. (“Il mistero dell’idolo d’oro”, Tex Gigante nn. 2-3) NOTA n. 6: Questi eventi non sono narrati nel libro “Tex Willer. Il romanzo della mia vita” probabilmente per una semplificazione narrativa. NOTA n. 7: Nel romanzo di Boselli, Tex conosce Kit Carson in un momento successivo, ossia quando si troverà incarcerato, ad El Paso, nell’avventura che lo vedrà contrapposto a Steve e Lily Dickart. (pag. 62, in riferimento a “Fuorilegge”, Tex Gigante n. 3, pag. 94) L’arruolamento nei Rangers, in presenza di Carson e Arkansas Joe, avverrebbe ancora dopo, immediatamente dopo la fine della Guerra Civile, ovvero sette anni più tardi. (“Tex Willer. Il romanzo della mia vita”, pag. 79). Aspettiamo gli sviluppi della serie Tex Willer per appurare quale delle due versioni sia da considerarsi ufficiali. Per il momento, riteniamo faccia fede l’episodio riportato in Tex Gigante n. 1. NOTA n. 8: Ne “Il mistero dell’idolo d’oro” è nuovamente presente Tesah. 1859 circa – A Bannock, che è divenuta una città morta, è rimasta Lena, divenuta madre di una bambina: Donna. (“I fuorilegge del Montana”, pag. 107) NOTA n. 9: Come si capirà in seguito, la piccola Donna, ufficialmente figlia di Ray Clemmons, è nata dalla relazione di Lena con Carson. 1860 circa – Lo spostamento del tesoro degli indios Blancos negli Stati Uniti scatena una controffensiva dell’esercito messicano, che attraversa la frontiera e assedia Fort Wellington. Tex, in missione per conto dei Rangers, aiuta i soldati americani a sconfiggere le truppe nemiche. Tuttavia la guerra si trasforma in guerriglia e per conto del Messico agisce una coppia di spie: Steve Dickart, alias il prestigiatore Mefisto, e sua sorella Lily. Tex scopre il loro gioco, ma i Dickart riescono a fuggire incolpando il ranger di un delitto da loro commesso. Sopraggiunge Carson, che si fida della parola di Tex e aiuta quindi l’amico a fuggire dalla prigione nella quale è rinchiuso. (“Attacco a Santa Fe”, Tex Gigante n. 3) NOTA n. 10: Prima apparizione di Mefisto (pag. 40) NOTA n. 11: Nel romanzo di Boselli, Tex aspettando che gli cadano tutte le accuse di fuorilegge, ripara in Messico dove infuria la Guerra Civile tra i conservatori governativi e liberali ribelli di Benito Juarez (storicamente avveratasi negli anni 1860-61). Contrario ad ogni tirannia, Tex decide di appoggiare questi ultimi. (“Tex Willer. Il romanzo della mia vita”, pag. 50) 1860 circa - Tex torna ad essere un fuorilegge. Nuovamente braccato, Tex libera El Paso dal corrotto sceriffo Benis. Sulle tracce di Mefisto, torna nuovamente in Messico e si lega a Montales, un rivoluzionario in lotta contro il regime messicano. (“Fuorilegge!”, Tex Gigante n. 3) 1860-61 - Tex aiuta Montales e riesce a ritrovare Mefisto e Lily, che vengono catturati e rispediti negli Stati Uniti con le prove della loro colpevolezza. Tex resta in Messico e combatte al fianco di Montales. Insieme riescono a rovesciare il governo messicano, sfruttatore del popolo, permettendo al democratico Manoel Perez di diventare Presidente del Messico. Divenuto l’”Eroe del Messico”, Tex si congeda da Montales, divenuto Governatore, e fa quindi ritorno negli Stati Uniti. (“Montales, El Desperado”, Tex Gigante nn. 3-4) NOTA n. 12: Nel romanzo Tex e Montales “dopo pochi mesi” permettono ai guerriglieri di Juarez (la cui figura si sovrappone a quella di Perez) di entrare in Città del Messico (storicamente datata l'11 gennaio 1861). La cattura dei fratelli Dickart avviene qui di seguito e non in precedenza alla Rivoluzione. La vicenda termina qui con Tex, libero da ogni accusa sul suo conto, che rifiuta l’offerta di Carson e Marshall di entrare a far parte dei Texas Rangers. (“Tex Willer. Il romanzo della mia vita”, pagg. 67-68) 1861 – Mentre negli Stati Uniti soffiano i venti di guerra tra Unionisti e Confederati, Tex è tornato a fare il cowboy coi suoi vecchi amici Rod Vergil e “Damned” Dick, coi quali ha messo su un allevamento di bestiame in una vallata a sud di Palo Pinto. (“Tra due bandiere”, Tex Gigante n. 113, pag. 36) NOTA n. 13: Gianluigi Bonelli riscrive completamente l’occasione la partecipazione di Tex alla Guerra di Secessione, dopo che questa aveva fatto capolino nella storia “Gli sciacalli del Kansas” (Tex Gigante n. 17) NOTA n. 14: Boselli inserisce le vicende belliche, nel suo romanzo, subito dopo la partecipazione di Tex alla Rivoluzione messicana. Il ritorno alla vita di cowboy, con Rod e Dick, è giustificato dall’Autore come il tentativo da parte del futuro ranger di “mettere la testa a posto” e di soddisfare un bisogno di pace e insieme quello che era stato il sogno della sua famiglia. (“Tex Willer. Il romanzo della mia vita”, pagg. 68-69) Riepilogo per punti salienti: (1858-1861) 1858 - Tex è famoso come il “fuorilegge solitario”. Ritrova Tesah, una giovane indiana conosciuta anni prima. 1858 - Il ranger Kit Carson sgomina la Banda degli Innocenti, ma il capo di questi, Clemmons, fugge con l’oro di Bannock. 1858 -1860 circa –Grazie all’intercessione di alcuni uomini di legge, Herbert Marshall arruola l’ex fuorilegge nei Rangers. Nell’occasione, Tex conosce i celebri Kit Carson e Arkansas Joe. - Le prime missioni per conto dei Rangers vedono Tex contro nemici quali Bud Lowett, Kid Billy, Don Felipe Fuentes. 1859 – La donna di Clemmons, Lena, ha una figlia, Donna. Il vero padre della bambina potrebbe essere Carson. 1860 circa – Tex si trova nel mezzo di uno scontro tra l’esercito messicano e quello americano e deve contrastare una coppia di spie al soldo dei messicani: Steve Dickart, alias il prestigiatore Mefisto, e sua sorella Lily. - Accusato ingiustamente, Tex si trova nuovamente nei panni di un fuorilegge. 1860-61 - Tex riesce ad assicurare Mefisto e Lily alla giustizia americana. - Discolpatosi, aiuta quindi il desperado Montales nella lotta contro il regime messicano e a far trionfare la democrazia. 1861 – Mentre negli Stati Uniti soffiano i venti di guerra tra Unionisti e Confederati, Tex è tornato a fare il cowboy coi suoi vecchi amici Rod Vergil e “Damned” Dick. Cronologia degli albi: 1) La Mano Rossa, Tex Gigante n. 1 (fino a “La Mano Rossa”) – Epoca 1858 – Tex anni 20. 2) Il passato di Carson, Tex Gigante nn. 407-409 – Epoca 1858, Kit Carson anni 31 circa. 3) La Mano Rossa, Tex Gigante n. 1 (da “La Mano Rossa” in poi) – Epoca 1858-60 circa – Tex anni 20-22. 4) Uno contro venti, Tex Gigante n. 2 - Epoca 1858-60 circa – Tex anni 20-22. 5) Fuorilegge, Tex Gigante n. 3 – Epoca 1860 circa – Tex anni 22. 6) L’Eroe del Messico, Tex Gigante n. 4 (fino al ritorno in patria dal Messico) – Epoca 1860-61 – Tex anni 22-23. 7) Tra due bandiere, Tex Gigante n. 114 (immediatamente prima della Guerra di Secessione) – Epoca 1961 – Tex anni 23. Biografia di Tex Terza parte (1861-1865) 1861, aprile – Tex e i suoi vecchi amici “Damned” Dick e Rod Vergil hanno messo su uno sfortunato tentativo di allevamento. Mentre negli USA scoppia la Guerra Civile, i tre stanno conducendo una piccola mandria verso il Red River con l’intento di vendere i capi a Wichita. Le vicende belliche scuotono in particolar modo Rod, divenuto un acceso fautore della Secessione. (“Tra due bandiere”, Tex Gigante n. 113, pag. 36) NOTA n. 1: In precedenza, la Guerra di Secessione aveva fatto la sua comparsa in Tex Gigante nn. 17-21. Nelle storie in questione, cronologicamente di poco posteriori a “Il figlio di Tex”, Kit Willer è adolescente. Questa prima partecipazione, peraltro indiretta, di Tex alla Guerra è stata scalzata e successivamente “dimenticata” dall’Autore e dagli stessi lettori, per l’importanza assunta da “Tra due bandiere”, uno dei capolavori della saga di Tex, che ha riscritto e riposizionato la vicenda nella biografia del personaggio. 1861 – Arrivati a Bowie, Rod viene a conoscenza che i Confederati stanno arruolando uomini e propone ai soci di vendere la mandria sul posto e di entrare nella milizia che si sta formando. Tex e Dick rifiutano, per non svendere il bestiame, ma anche in virtù delle loro salde posizioni antischiaviste. Dopo un’accesa discussione, Rod lascia gli amici e presa con se la propria parte di bestiame corre ad arruolarsi nell’esercito sudista. (“Tra due bandiere”, Tex Gigante n. 113, pag. 37-41) 1861 – Tex e Dick riprendono il viaggio e, dopo uno scontro con i soldati confederati, decidono di liberarsi della mandria nei pressi di Abilene e di proseguire a cavallo fino a Saint Louis, dove lo zio di Dick ha un allevamento di cavalli. Lungo il percorso tuttavia i due si trovano ad aiutare un soldato nordista in fuga dai sudisti e finiscono per arruolarsi tra gli esploratori dell’esercito dell’Unione. ("Quando tuona il cannone…", Tex Gigante n. 114, pag. 17) 1862, 6-7 aprile - Nel corso della battaglia di Shiloh, Tex e Damned Dick ritrovano morente il loro vecchio compagno Rod. Dopo averlo seppellito, Tex giura di non usare più un'arma contro un altro americano se non per ragioni di giustizia o legittima difesa. ("Tramonto rosso", Tex Gigante n. 115, pagg. 110-114) 1862-1865 – Tex e Damned Dick sono coinvolti in altri episodi della Guerra Civile. (“Territorio nemico”, Tex Gigante nn. 298-299; “Glorieta Pass”, Almanacco del West 1998; “Missouri”, Tex Gigante nn. 583-584) 1865, 9 aprile – Alla fine della guerra, Tex e “Damned” Dick si perdono di vista e prendono vie differenti. NOTA n. 2: Tex ritroverà il suo ex-compagno d’armi, Damned Dick, in due occasioni, riconducibili entrambe all’epoca contemporanea. (“Missouri”, Tex Gigante n. 584, pag. 95; “Tra due bandiere”, Tex Gigante, pag. 24) Cronologia degli albi: Tra due bandiere, Tex Gigante nn. 113-115 – Epoca 1861-1865 – Tex anni 23-27 (Continua.)
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  47. Io, invece dissento. Non sulla bontà della storia, che trovo onesta e nulla di più, ma sull'ossessione della correttezza politica che diventa ossessione dell'anti correttezza politica. In pratica si vede la correttezza politica dappertutto anche dove, a mio parere, c'entra poco o nulla. Da che leggo Tex, GLB è sempre stato attento a mettere Tex dalla parte degli oppressi senza distinzione di razza, sesso e religione e questo decenni prima che il termine correttezza politica fosse inventato. Tex picchiava i negri? Certo, ma quando stavano dalla parte sbagliata, come gli adepti del voodoo alleati di Mefisto e poi di Yama, come ha fatto coi cinesi o gli indiani in analoghe circostanze. Allo stesso modo si è sempre schierato dalla loro parte quando erano oggetto di ingiustizie. La correttezza politica non c'entra un accidente. In questo caso la comunità oggetto di soprusi è composta in massima parte da neri invece,. che so, da Quaccheri, Ebrei, immigrati dalla Svezia e allora? Mi state dicendo che per farvi piacere Tex deve usare epiteti insultanti con gli appartenenti alle etnie diverse dalla sua anche quando sono suoi alleati o è politicamente corretto. Ebbene ditemi quando è stata l'ultima volta in cui riferendosi ai Navajos li ha chiamati musi rossi? Si è mai rivolto a Min Li chiamandola faccia di limone? Ha mai chiamato Pat Mac Ryan mangiapatate o Montales magniatortillas o greaser? Beh, scommetto che dovete andare molto indietro per trovare esempi simili Si può discutere del risultato ma bocciare la storia e definirla perbenista perché gli oppressi sono negri o indiani, perché questa è l'impressione che si ricava dal post di Ymalpas, è sbagliato.
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  48. Letto questo mio 1° maxi e ne sono rimasto entusiasta!Ho eletto da tempo Ortiz come mio disegnatore preferito assieme a Fusco, in questo maxi da veramente il massimo non c'è che dire, stupendo. La storia l'ho trovata gradevole e con alcuni spunti interessanti, quali ad esempio il personaggio di Red Barnum e della sua evoluzione nel corso della storia o di Four Bears e del suo odio senza fine per l'uomo bianco tout court. Trovo molto realistiche le scene in cui un pazzo come lui, animato da intenti bellicosi trovi sempre all'interno di una comunit? di pellerossa pacifici un gruppo di teste calde pronto a seguirlo ciecamente; ho letto da poco la storia in Tex NR "Il segno di Cruzado" e vi ho trovati numerosi parallelismi, compreso haim? il Carson spalla al 100% e poco più. La rivalit? tra il cacciatore di fossili e il facoltoso invidioso/pazzo sa di già visto ma nemmeno troppo, ed è stata resa meravigliosamente l'ossessione a cui si può arrivare per una passione. Storia : 8Disegni : 9
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