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  1. Visto la lieve attinenza col genere western, mi fa piacere condividere con voi un mio recente disegno, esuguito a china e tempera su cartoncino grigio.
    6 points
  2. A me, a dire il vero, piace poco il tono provocatorio del post di Diablero. Sotto un'indubbia capacità dialettica, maschera un sottile attacco a chi non la pensa come lui, del tutto fuori contesto in questo topic. Le critiche, anche quelle motivate o acute, rimangono sempre soggettive e definire "branco" chi la pensa diversamente, non lo condivido. Non credo che qui ci si associ per andare contro o a favore di quell'utente, ogni persona ha le sue idee e capacità critiche. Come è ovvio che nessuno ha la verità in tasca, di conseguenza catalogare i lettori in "furbi" e "sempliciotti che non capiscono quello che leggono" mi pare quanto meno bizzarro per non definire ingeneroso. In merito al maxi sono molto combattuto, i disegni di Casertano meritano, ma temo la tenuta dell'ultimo Nizzi su una storia con così tante pagine.
    6 points
  3. Buongiorno a tutti i pards del forum, finalmente ho trovato l'occasione per un disegno con 4 i pards riuniti sulla pista.. Un saluto!
    6 points
  4. Letto e gustato. Strepitosi disegni di Gomez, un'autentica gioia per gli occhi. Bella anche la prova di Giusfredi. Forse qualche dialogo in più e qualche scena d'azione in meno sarebbero stati meglio, ma noi lettori non siamo mai contenti, di solito ci lamentiamo del contrario. Un cartonato che merita, uno dei migliori. Gomez deve tornare assolutamente. Per lui e per Breccia è doveroso scrivere altre storie. Il dialogo: Kit Carson a Tex: "Dovresti fidarti sempre del mio istinto" Tex: "Più di così? Tu sei il mio faro. Il mio maestro da più di vent'anni, ormai" Carson: "Spudorato mentitore! Suonare il violino non è mai stato il tuo mestiere. Sei molto più intonato quando fai cantare le colt".
    5 points
  5. Proviamo a farlo con i voti Bonelli padre (non si può dare un voto) Ha creato Tex e questo basterebbe perché questo personaggio ha regalato emozioni a generazioni intere di persone. Ma non ha fatto solo questo. Ha scritto grandi capolavori, ha fatto la storia del fumetto in Italia, credo di dire senza torto, in un modo difficile da replicare anche per i suoi successori. E il suo Tex è uno dei miei preferiti insieme a quello di Borden. Duro, giusto, leale, intelligente, fallibile se serve ma con gran stile, che è ciò che lo rende davvero diverso e migliore rispetto al Tex di Nizzi, per esempio, fallibile ma senza stile. Non tutte le sue storie sono perfette, e ci mancherebbe, e nel non dare un voto esprimo semplicemente l'incapacità di classificare chi ha creato qualcosa. Si può forse dare un voto al creatore e al suo giardino dell'Eden? No. Ma possiamo votare chi ha messo piede in quel giardino dopo di lui. Leggendario Nizzi (voto 7) Scindiamo lo sceneggiatore dalla persona (che non conosco ma che in alcune sue dichiarazioni non ha dato gran prova di simpatia e ci sta possa suscitare emozioni contrastanti). Nizzi è un ottimo sceneggiatore, ha scritto Tex dopo ed in contemporanea con il creatore del personaggio, una roba da far tremare i polsi e ha traghettato Tex con migliaia di tavole e storie sicuramente meritevoli, ma tanti bassi dopo gli alti. Ammetto che Nizzi è l'autore che ho letto meno in proporzione tra i fantastici 4 citati nel topic (ma di Nolitta ci sono meno storie che degli altri), perché mi piace meno come stile e non mi entusiasma quasi mai. Ma da quel che ho letto ad oggi, sono più le storie di Nizzi poco riuscite, con un Tex poco fedele all'originale, quasi ridicolizzato e ridotto a commedia western. Da amante di Carson, non perdono a Nizzi l'averlo ridotto a macchietta troppe volte e no, non riesco ad affrontare la lettura di Tex come un diversivo senza troppe pretese, perché in molti casi il Tex Nizziano è questo, un passatempo disimpegnato. Il voto è più per la riconoscenza di essersi fatto carico di una gran mole di lavoro (pagata eh) e di aver provato ad emulare GLB, ma ahimè senza migliorare il personaggio, anzi impoverendolo. Non condivido le accuse di chi afferma che Nizzi abbia intenzionalmente ridicolizzato il personaggio, credo sia avvenuto per mancanza di idee, forse perdita di passione e ispirazione, ma non credo che alcun artista ami fare un lavoro di bassa qualità. Tra le storie da lui scritte, la mia preferita resta quella sul primo Texone, con un Tex esplosivo e violento. Fa strano sentir dire a Nizzi che il suo Tex era quello più bilanciato, che non menava le mani se non strettamente necessario, rispetto al Tex di GLB. Il miglior Nizzi è proprio quello che porta in scena un Tex rustico ed efficace. "Può la perpetua felicità del Giardino dell'Eden essere diventata tanto noiosa che mangiare la mela fu un atto giustificato?" Boselli (voto 9.5) A lui il voto lo do. Nel giardino dell'Eden ci è finito e non si è limitato a rinverdire un prato ingiallito, ma ha anche messo giù qualche nuova specie di fiore (penso a Tex Willer ma in generale alla freschezza che si respira su Tex). Non sono d'accordo con Nizzi, Boselli scrive un Tex diverso da GLB, si, ma nello stile e non nell'essenza del personaggio. Boselli da l'impressione di essere un uomo d'azienda se paragonato a Nizzi, ma la sensazione è che il suo vero atto di fedeltà sia verso Tex e il suo creatore. E poi, il Carson di Boselli è davvero un piacere da leggere per chi ama il personaggio e direi che tra i lettori di Tex siano pochi a non amare in modo viscerale il buon vecchio Kit. Grande scrittore, soggetti freschi e mai banali, ma a suo agio anche con il classico. Capace di gestire trame lunghe con tanti personaggi, ottimo anche su storie brevi e classiche (l'Agente Indiano per citarne una recente), qualche volta un po' verboso, ma in fondo le storie meno riuscite di Boselli sono proprio queste, quelle un po' pesanti nei dialoghi. Direi che se questo è il peggio che può capitargli, Tex è in una botte di ferro. Talento ce n'è a volontà e quando mancano l'ispirazione o la ciambella ha un buco un po' storto, l'amore e la passione per Tex permettono a Boselli comunque di portare a casa storie che si salvano e che meritano la sufficienza e in una collana seriale che esce da 70 anni ogni mese, non è una cosa da poco, ma un mezzo capolavoro. Il voto è anche per questo. Siede alla destra del [Bonelli] padre. Nolitta (senza voto) Senza voto per l'enorme rispetto verso un grande editore e sceneggiatore (ma non di Tex) che per il suo lavoro sia di editore che di sceneggiatore merita solo un grazie enorme. Fatico a dir qualcosa, o a giudicare Nolitta su Tex, perché Nolitta Tex non lo ha mai scritto o compreso (e fa strano perché è stato personaggio di punta della sua casa editrice), ha forse scritto storie sul cugino di Tex, un pistolero pavido e isterico, e un po' sborone. Ammetto che di lui ho letto tutto tranne "El Muerto". Potrebbe ribaltare il mio giudizio? Ha anche scritto meno degli altri e forse lo ha fatto solo per assicurare la continuità della serie e dar mano forte a Nizzi. Trovo anche ingeneroso impuntarsi troppo contro il suo Tex, è in fondo un qualcosa di particolare e a parte. Non lo considererei nemmeno tra gli sceneggiatori principali di Tex ad averne fatto la storia, al pari dei tre sopra citati. E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: "Signore Gesù, accogli il mio spirito". Poi piegò le ginocchia e gridò forte [ultime parole]: "Signore, non imputar loro questo peccato". Detto questo, morì. ( dagli Atti degli Apostoli)
    4 points
  6. Beh, ovvio che è quasi d'obbligo indicare il creatore del personaggio come il migliore. In fondo ciò che Tex e gli altri sono lo ha deciso lui. Ma GLB è anche figlio del suo tempo. Le trame erano spesso lineari, poi quasi basilari verso fine carriera. A volte erano invece già sorprendentemente variegate. Ma la gran parte era lineare. GLB era un grande narratore di pancia, di istinto. Quasi sempre azzeccava la cosa giusta. Un Boselli è molto più tecnico a mio parere, ma GLB aveva "l'istinto teatrale". Il Tex tagliato un pò con l'accetta di GLB, visto oggi da un novellino della lettura, potrebbe apparire eccessivo e terribilmente fuori tempo. Un ranger che agisce spesso contro la legge, con i suoi metodi, che tortura, picchia, incendia, distrugge, insulta oggi ha necessitato di un restiling e infatti i vari "limoncino" "palla di neve" et similia o non ci sono più o sono molto limitati. Le torture quasi scomparse, i cazzotti sempre meno, non si vede più Tex entrare in un saloon e in un nanosecondo mettersi a menare chi lo guarda di traverso. Non so bene quanto per il carattere dei nuovi sceneggiatori e quanto per i tempi che cambiano, ma insomma è così. In questo senso ha ragione Grande Tex (col quale concordo abbastanza raramente, è troppo estremo con Nizzi, così come altri lo sono allo stesso modo ma nel verso opposto) dicendo che in un certo periodo l'unico a seguire abbastanza questa strada fu Nizzi. Parlo soprattutto del periodo inoltrato del centinaio 300 (e dei relativi speciali da lui scritti in quel periodo). Il Nizzi iniziale era lontano...troppo investigativo e caratteriale quel Tex, e quello poi del declino diventa una sorta di Nolitta 2, ma il Nizzi del periodo Sioux-Leggenda vecchia missione-Uomo con la frusta-Furia Rossa e simili è quanto di più vicino alla tradizione di qualità ci è stato proposto dopo GLB. Boselli ha una capacità di sviluppo delle vicende superiore agli altri due. Nessuno può stargli dietro quanto a intreccio, controllo, modernità, idee. Non è un autore classico, il suo Tex somiglia pochissimo a quello originale, non tanto per i caratteri dei personaggi, sostanzialmente rispettati anche se è completamente sparito tutto l'armamentario guascone che dicevo più sopra (e anche l'ironia, che invece Nizzi ha magistralmente ripreso da GLB finendo pure per esagerare, dandoci al meglio il Carson più bello e divertente e poi invece più brutto e ridicolo della storia della serie), quanto per tutto l'impianto delle sue storie. La linearità sostanziale diventa intreccio a volte complicatissimo (per quanto di solito magistralmente gestito con enorme talento), la centralità di Tex diventa marginalità, il bianco e il nero diventano grigio, i cattivi un pò buoni, i buoni un pò cattivi, il numero di personaggi in scena esplode tipo le Aide di Zeffirelli dove non si trova più un buco libero in palcoscenico e Aida fatichi ad individuarla. Ma è un Tex molto moderno, dove puoi apprezzare vicende degne di romanzi di avventura e un talento non comune di scrittura e gestione delle storie, che francamente non era così sviluppato nei due autori precedenti. Non che Boselli non sappia scrivere classico (vedi alcune storie minori dei 400 e 500 o vedi il Texone di Villa), ma centellina questa cosa come se si vergognasse di essere semplice e diretto, cosa che è al contempo il suo forte e il suo limite secondo me. In conclusione, è difficilissimo dire chi sia il migliore, come già dicevo darei sempre la palma a GLB, anche se a volte lo trovo troppo antico, troppo diretto, troppo violento (amo i pestaggi e gli incendi, ma talvolta letto oggi siamo ben oltre la ragionevolezza), e non riesco a rileggere le sue prime storie fino al numero 80 circa e dopo il 200 se non poca roba. Quello che però ha tirato fuori nel centinaio 100 basta e avanza per perpetuarne il Mito. Gli altri due li metto al secondo posto alla pari, ognuno con le sue caratteristiche, i loro pregi, i loro limiti. Sul terzo gradino, staccato, c'è Nolitta, che pur non azzeccando minimamente il personaggio era un ottimo narratore e di riffa o di raffa ha indovinato un paio almeno di quasi capolavori, cosa che i vari Ruju, Manfredi, Faraci e gli altri manco ci sono mai andati vicini in anni e anni ormai di onorata carriera Texiana.
    4 points
  7. Il problema di questo albo (e del precedente e di quello prima ancora) per me è soprattutto uno. Davvero troppe, troppe, troppe spiegazioni, e in gran parte inutili, con estenuanti spiegazioni di cose ovvie o di dettagli inessenziali, di come funziona il potere x e perchè non ha usato il potere y (ma quando mai Mefisto ha spiegato al lettore perchè usava un potere invece di un altro?) E purtroppo, non è solo un difetto di Boselli (o almeno di quello attuale): TUTTI i fumetti che leggo in giro ormai, tranne poche eccezioni, sono così: puntigliosamente spiegano ogni singolo passaggio narrativo, trattando il lettore come un noioso essere privo di fantasia a cui devi spiegare tutto sennò qualcuno non capisce e ti critica su Facebook. È una moda? È un segno dei tempi? Hanno abituato i lettori così e ormai se non lo fanno i lettori si lamentano? Quest'ultima è la solita giustificazione, ma poi vedo che nei romanzi e nei film il livello di spiegazioni rimane grosso modo quello di sempre. Sono solo i lettori di fumetti che non capiscono se non gli spieghi tutto per filo e per segno? O sono solo gli autori di fumetti che sono così insicuri da ammorbare pagine e pagine con inutili spiegoni per paura delle critiche di chi "non capisce"? Se questa tendenza è già abbastanza fastidiosa, ma sopportabile, nelle storie "normali", diventa davvero insostenibile con le storie "magiche". In una storia "normale" quando devi spiegare solo perchè Slim sia passato da Tucson dove ha incontrato Tex te la cavi con poche parole e non allunghi troppo il brodo. In una storia dove c'è mai e demoni e poteri, se ti metti a spiegare come funziona la magia e perchè ha fatto questo e non quello e cosa può fare e cosa no... diventa una storia di Martin Mystere. E non diventi manco più colto perchè Mefisto non esiste. (e comunque anche nel famigerato Martin Mystere, accusato di essere il fumetto più logorroico della Bonelli, Castelli non spiegava davvero TUTTO, non a questi livelli) Immagina di scrivere una storia "normale" di Tex... in cui però ogni volta devi spiegare cos'è una pistola, come funziona, a che distanza tira, come si spara, che precisione ha, come sono fatte le pallottole, perchè usa la pistola di una marca invece di un altra, etc etc... Come ho scritto sopra, non è solo Boselli. Questa cosa colpisce TUTTE le storie dei generi dove un tempo regnava la fantasia e l'immaginazione del lettore. Il fantasy attuale lo trovo praticamente illeggibile, con dialoghi in cui due personaggi a caso ogni volta che si incontrano devo spiegare tutta la storia del regno di G-torr degli ultimi due millenni, ogni mago legge ad alta voce il libretto di istruzioni della sua bacchetta ogni volta che la usa, e gli eroi devono temere il colpo di sonno durante gli estenuanti spiegoni più che i mostri infernali. Ormai temo sarà troppo tardi per "salvare" questa storia con energiche sforbiciate sui dialoghi, ma davvero, Borden: reagisci! Non lasciarti trascinare da questo andazzo! Se fai storie con magie, lascia alla magia il mistero, l'ignoto, il dubbio,l la FANTASIA! Abbi un minimo di fiducia nella fantasia del lettore! L'alternativa è smettere di fare storie "magiche" su Tex, perchè con il manuale di istruzioni di magico non gli rimane niente...
    4 points
  8. Lungi da me difendere Diablero, che si sa difendere da solo, ma Diablero ha esordito in questo topic con un commento di una riga, ironico, ma per nulla offensivo. Non gli piace Nizzi, e finché non offende o usa modi impropri, per me è libero di commentare dove vuole, a maggior ragione se ironico e leggero. Non mi pare poi che abbia fatto partire alcun flame, oltre a un paio di commenti di Diablero, sempre piuttosto ironici, in risposta ad altri utenti che lo hanno quotato, l'unico che ha espresso qualche perplessità mi pare sia stato io o forse anche qualcun altro, ma credo di poter dire, il tutto in modo rispettoso senza stroncare una storia di cui non sappiamo nulla. Siamo lettori di Tex, se permetti sono libero di dire che sono preoccupato da una storia così lunga di Nizzi (pur comprando probabilmente l'albo). Vi è forse il delitto di lesa maestà? Non significa essere prevenuti, mentre per Diablero la sua "prevenzione" mi pare una roba normale. Se un autore non ti piace non lo compri, se un personaggio non ti piace non lo compri. Lo fate anche voi immagino con le cose che non vi piacciono. Quel che vi da fastidio è che lui lo dice e ripete, ma finché argomenta o riesce a produrre dei contenuti ironici, e senza risultare offensivo, io direi che tentare di impedirgli l'accesso ad un topic sia alquanto fuori luogo. Questa la mia opinione da semplice utente. Il flame semmai rischia di partire da chi fa del vittimismo per far passare l'interlocutore come offensivo, o chi addirittura paventa l'esclusione di utenti da specifici topic in base a regole inesistenti. Nizzi è un argomento divisivo pare di capire. Ci sono due opzioni, o non ci si parla tra visioni opposte per paura del confronto o lo si accetta perché è così E @Gunny scusami ma tu fai come il bue che da del cornuto all'asino. Dici che Diablero dovrebbe aver la decenza di non commentare nei topic delle storie di Nizzi, quando Diablero ha esordito in questo topic con una linea per dire che non lo comprerà. Beh, tu di Maxi non ne hai comprati altri sulla base di un pregiudizio verso Zamberletti e non hai certo fatto a meno di farcelo sapere Non siamo giustizialisti, io sono dell'idea che sia il tuo che il post di Diablero fossero ok, anche se tu ci sei andato forse più diretto contro l'autore di quanto fatto da Diablero che è stato perlomeno ironico. Anche tu volevi far partire un flame? Anche tu dovresti essere escluso da certi topic? Direi di no, viva la libertà di espressione entro limiti dettati dal buon senso, e soprattutto viva l'onesta intellettuale di applicare agli altri le stesse regole che applichiamo a noi stessi
    4 points
  9. Letto. Gomez è una garanzia e basta a dare un ampia sufficienza ad una trama un po' esile (anche se Giusfredi ci prova a complicarne la spiegazione per millantare una maggiore complessità). Ma sta bene così, tanto è un albo da guardare più che da leggere. Però su un paio di scene arrivo a tirare le orecchie a Giusfredi: come ha già rilevato Poe, ci sono punti all'inizio in cui i nostri eroi sono eccessivamente "tamarri", tanto che sono tornato a verificare i credits per assicurarmi che non l'avesse scritto Recchioni (e invece era davvero Giusfredi, boh, sarà un fatto generazionale, questa tamarraggine onnipresente) Cosa intendo per scene tamarre? Quelle che tempo a borden stigmatizzava (giustamente) a Faraci, scene in cui i pards fanno "gli sboroni" con la tranquillità di chi sa che è l'eroe della storia e che vincerà. Per esempio, Carson che a pagina 20 esce, completamente allo scoperto, illuminato nella notte da una lampada (quindi è piuttosto improbabile che possa vedere nell'oscurità) ad affrontare 3 tipi in agguato. Pur sapendo che c'è una porta sul retro (ci manda il suo amico) Il Carson che conosco io li affronta sì 3 tizi appostati, ma non è scemo: è quello che ne "il passato di Carson", di fronte ad UN SOLO avversario in agguato, esce LUI dal retro per prenderlo alle spalle. Perché essere abili e coraggiosi non è uguale ad essere scemi. E il rischio (anzi, la certezza) dei personaggi tamarri è questo: si comportano da scemi. Le due cose sono indissolubilmente legate:un tamarro è uno tanto sicuro di sè che "fa lo scemo", correndo rischi assolutamente inutili, convinto che tanto essendo l'eroe non rischia nulla. Quella scena è il top della tamarraggine, ma ce ne sono altre: Tex che cavalca allo scoperto contro un gruppo di indiani che potrebbe sforacchiare a distanza, Yellow Bird che attacca con un bastone un gruppo di indiani armati di fucili a ripetizione, Tex che sfida a duello il capo indiano per impedire che inseguano il caporali... dopo che li ha appiedati facendo fuggire i cavalli (e non capisco cosa impedisce comunque agli indiani di inseguire il caporale) Molto meglio i dialoghi, non solo lo scambio finale fra Tex e Carson già citati, ma un po' tutti i dialoghi nel corso della storia. Per me già adesso Giusfredi "fa parlare" i pard meglio di tanti altri, dovrebbe solo stare attento alla tamarraggine...
    3 points
  10. In questo topic verranno segnalate le disponibilità degli albi delle diverse testate di Tex. La SERIE REGOLARE inizia ad essere disponibile dal 575, lo speciale per i sessant'anni. Di lì in poi, solo due albi non sono reperibili: il 637 "El Supremo!", prima parte della storia con il cattivo che prende il nome dall'albo e il 704 "Spalle al muro" atto finale dell'ultima storia con Bowen. La TuttoTex è disponibile a partire dal 539, il secondo albo della storia "Colorado Belle". E lo è fino al numero uscito questo mese in edicola. La Nuova Ristampa ha praticamente tutti gli albi sempre disponibili, ogni tanto qualcosa risulta "Non disponibile", ma tornano sempre disponibili. L'unico buco presente sullo shop è quello che va dal numero 485 al 538: ovvero l'ultimo albo non pubblicato dalla nuova ristampa fino all'ultimo non disponibile della collana TuttoTex. Ma la serie regolare è l'unica che non ha problemi, tutti gli albi e tutte le storie in continuity e non sono disponibili online per pochi euro, senza contare tutte le ristampe Gazzetta/Corriere/Repubblica... oltre al Tex Classic. La SERIE TEX WILLER è tutta disponibile. Ogni tanto alcuni numeri vanno e vengono, soprattutto in passato con il famoso numero 17, con aste chiuse a settanta/ottanta euro. In più, tutte le storie lunghe sono state ristampate nei cartonati, anche questi spesso ristampati. Quasi tutti i TEXONI non sono disponibili. Si possono acquistare tutti a partire da "L'Inesorabile". Prima soltanto: "Tempesta su Galveston" e "I Rangers di Finnegan". "Il magnifico fuorilegge" è stato ristampato nella collana TEX WILLER EXTRA l'anno scorso. Tutti gli altri possono essere recuperati online in diverse versioni: La ristampa Repubblica a colori arrivata al numero 29, la serie TEX STELLA D'ORO fino al 24 e le ristampe Bao e Rizzoli per alcuni albi particolari. "La valle del terrore" e "Il cavaliere solitario" sono disponibili in versione gigante sullo store. I MAXITEX sono reperibili sullo shop dal numero 22, eccezion fatta per il 26 "Caccia a Tiger Jack" uscito in periodo di pandemia. Il 21 "Nueces Valley" e "Oklahoma!" sono stati ristampati in cartonato e il primo è attualmente in edicola con la ristampa Tex Willer Extra. Gli altri verranno rieditati nella serie SUPER TEX che attualmente ha ristampato "Il cacciatore di Fossili", unico Maxi uscito anche negli Oscar Mondadori. Gli ALMANACCHI DEL WEST disponibili sono: 2002, 2004, 2005, 2006, 2008, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015. Mentre "La legge del deserto" è stata pubblicata nel "Ranger Box" qualche anno fa. Tutti gli Almanacchi verranno ristampati nella stessa collana dei Maxi: Super Tex attualmente arrivata alla ristampa della prima parte dell'albo del 1999. Ovviamente non saranno presenti i redazionali e gli articoli. Sia i COLOR TEX brevi che a storia unica sono tutti disponibili. Per i ROMANZI A FUMETTI il discorso si complica. "L'eroe e la leggenda", "Frontera!", "Sfida nel Montana" e "Il Vendicatore" non sono disponibili. Il primo albo è fuori continuity, ma disegnato dal maestro Serpieri. Il secondo e il quarto sono importanti per la storia di Tex, attualmente più il secondo. Il terzo è quello più costoso da recuperare in rete, ma è stato riassunto nel primo albo della storia "Sull'alto Missouri" numero 29 di Tex Willer. I TEX MAGAZINE sono tutti disponibili. Gli SPECIALI TEX WILLER sono attualmente 4. Il primo non è più disponibile sullo shop e deve essere recuperato in altre sedi. Il secondo va e viene, attualmente è disponibile. Gli altri due pure. Però è una serie dalla presenza instabile. Man mano le serie verranno aggiornate.
    3 points
  11. Vabbè, la prima volta ho scherzato perchè mi pareva una domanda troppo ovvia, dopo tre pagine scrivo la risposta seria. Ovviamente, contro GL Bonelli non c'è storia. Nessuno ha saputo scrivere Tex come lui, nemmeno autori molto più osannati dalla critica: il suo Tex ha sempre una marcia in più. E non si tratta nemmeno del dire solo "scriveva bene Tex perchè era lui", o del dire che magari in generale altri erano molto più bravi, ma su Tex... No. Per me quando si valuta GL Bonelli si tende a fare lo stesso errore che si fa quando si valuta Galep (anche se con tempistiche rovesciate: GL Bonelli dà il meglio alla fine quando Galep ormai è quasi al tramonto, mentre il Galep migliore è quello degli anni 50). Non si considerano le condizioni in cui lavoravano e per quale mercato. Se si guardano le storie che ha scritto per altri personaggi, o quelle iniziali di Tex, si nota in GL Bonelli un linguaggio estremamente più "moderno" e incisivo rispetto ai suoi contemporanei (andatevi a vedere com'erano gli altri fumetti italiani, prima che arrivassero Diabolik, Kriminal e compagnia - a proposito, Max Bunker ha sempre detto che lo sceneggiatore a cui si ispirava era GL Bonelli...), storie più drammatiche e violente, più sesso (negli strettissimi limiti di quello che era consentito, oggi è roba per educande, ma lui ha messo Mary Gold nuda in un fumetto per bambini...) e sadismo: eroi meno candidi e puri, anzi, diversi erano praticamente criminali (compreso Tex) che però avevano come vittime solo criminali peggiori. Dicono che si ispirasse a Spillane, che effettivamente leggeva ed apprezzava, ma aveva iniziato a scrivere così anche prima... Sono, quelli che ho elencato, meriti che lo elevano rispetto ai suoi contemporanei, ma che si noterebbero di meno oggi (anche se comunque, come può testimoniare Boselli, è ancora estremamente difficile trovare qualcuno che sappia scrivere così), e oggi piuttosto si parla di "ingenuità" delle trame (che erano fantasiose, non ingenue) o di ripetitività (certo, a leggere in un ora un albo che contiene 15 albi pubblicati in origine in 15 settimane...). Non c'è dubbio comunque che le storie del "periodo d'oro" siano in generale superiori alle precedenti (e ovviamente alle successive, quando era già malato). Ecco: per me il periodo d'oro non è stato un periodo in cui per uno strano miracolo lo Spirito Santo è apparso ad uno sceneggiatore che aveva già quasi 60 anni per raddoppiargli la bravura: a 60 anni non cambi così dall'oggi al domani. Per me il Periodo D'oro è stato quando GL Bonelli, forte del successo sempre crescente di Tex, e senza più la preoccupazione dell'allontanare un pubblico di soli bambini con storie più adulte, ha potuto finalmente scrivere le storie che voleva. Senza più doversi attenere a formule consolidate per far stare a galla una testata a striscia che in quel formato non era mai stata uno straordinario successo, senza piu il vincolo di dover inserire un cliffhanger ogni 10 pagine e dover metterci una scazzottata o una sparatoria ogni albo a striscia. È una cosa molto comune nei grandi autori dell'epoca. La bravura di Galep la vedevi soprattutto nelle copertine o nelle cose a cui poteva dedicare più tempo come Occhio Cupo, ma su Tex doveva pedalare e quindi usava altri inchiostratori (o altri alle matite) e sorvolava sugli sfondi. Jack kirby idem, doveva macinare 60 pagine al mese, si dice che non cancellasse mai nulla, non ne aveva il tempo (ci pensava poi Vince Coletta a cancellare parte dei disegni perchè a quei ritmi non riusciva a fare in tempo ad inchiostrarli). Per gran parte della sua storia il fumetto è stata una catena di montaggio in cui dovevi solo macinare pagine. Quelli che, macinando pagine, si sono elevati con le loro opere, hanno fatto un miracolo, che ne dimostra la grandezza.
    3 points
  12. Storia stroncata ancora prima di uscire. Complimenti.
    3 points
  13. Ho letto questa storia per la prima volta negli ultimi due giorni, nell'ambito delle mie letture di Tex comprati ai mercatini anni fa e mai letti, negli archi dal 300 al 330 e dal 501 a storie come Muddy creek, anche con lo scopo di approfondire e ripassare il lavoro di Nizzi su Tex. Che dire, parto dai due aspetti migliori della storia, i disegni e il soggetto. Galleppini sarà stato non più quello giovane delle prime storie ma nei suoi disegni comprendo appieno la poesia del fumetto, con ambientazioni tra foreste, fiumi, labirinti sotterranei e scene di naufragi, dove Galep si supera. Le riprese, le angolazioni sono capolavori, e Galep in questo non ha perso neanche per un po' (anzi tutto il contrario) la capacità di far sognare, come nessun altro è stato capace di fare per me su Tex. Le prime due copertine della storia molto belle, specialmente la seconda davvero suggestiva, la terza meno di mio gusto... Il soggetto aveva il potenziale per una storia memorabile, tra le migliori possibili, perché offre dei personaggi insoliti, delle ambientazioni particolari e lo spunto per una trama sicuramente brillante, ma la sceneggiatura di fatto è da storia piacevole ma alla fine dimenticabile con le solite pecche. Il Tex di Bonelli (ma correggetemi se sbaglio) è un gran conoscitore dell'animo umano, sicuramente sa leggere negli occhi di un uomo e al 99% capisce se ha di fronte un farabutto. Non è inverosimile, è un eroe del fumetto con altre qualità fuori dal normale e con un'esperienza enorme sul campo (la serie Tex Willer ci mostra come l'esperienza di Tex affondi le radici in tantissime avventure inedite nella sua fase giovane). Con Nizzi, almeno in questa storia (ma l'ho notato in altre dato che sto rileggendo tantissimo di Nizzi ultimamente su Tex) Tex diventa un veggente. All'inizio della storia gli basta un fazzoletto con due nodi e un professore che ipotizza la presenza dei Thugs in America (di per se un evento non proprio scontato) che Tex non solo la da per scontato (e fin qui ci può anche stare per dare una spinta alla trama) ma addirittura ha già capito tutto. Tex è in arrivo a Galvestone e non solo è certo che vi troverà dei Thugs (ripeto solo sulla base di un fazzoletto, ma nessun segno di strangolamento sul cadavere che lo impugnava a inizio storia), ma è sicuro che i Thugs devono avere delle spie a Galvestone (ed è così), ed è sicuro e fonda il suo piano sul fatto che le spie a Galvestone avranno sicuramente saputo del suo arrivo e dei suoi pards e quindi li aspettano in città. Tutto sulla base di un fazzoletto con due nodi. Praticamente dopo poche pagine di una storia di 3 albi, Tex ha capito tutto e deve solo sgominare la banda dei Thugs e i loro fiancheggiattori. Il lettore quindi sa tutto, Tex sa tutto, i suoi nemici sanno tutto. Calo della suspance inevitabile. Non basta, Tex arriva in città e che succede? Doppia origliata. Un fiancheggiatore li segue e origlia cosa Tex, Carson e Kit dicono allo sceriffo sui loro sospetti riguardo i Thugs (e fa parte del piano di Tex che praticamente sembra muovere i suoi nemici come burratini), ma poi arriva la contro origliata, con Tiger jack che segue l'uomo e scopre dove si nasconde il capo dei fiancheggiatori, origliando e scoprendo che si trama un attentato verso i pards quella notte stessa. Tutto dopo poche pagine. Tutti sanno tutto. La sceneggiatura diventa banale e a poco serve la bella scena della casa in fiamme con Tex e i pard che si fingono morti (espediente migliore della sceneggiatura). La storia prosegue senza alti ne bassi particolari fino a quanto di bassi ne intravedo due; Tex che trova la santabarbara piena di dinamite nelle caverne dei Thugs ma piena anche di fucili (passi la dinamite che i Thugs usano per allargare la caverna, ma anche qui Tex da per scontato che ci sia della dinamite da qualche parte scommettendo tutto su questo, ma i fucili in mano ai thugs??? Non li usano mai nella storia e non potrebbero per il loro credo). Infine le due tigri che potendo avere un ruolo interessante si limitano a saltare in aria con la dinamite (perché non farle ribellare contro il padrone e capo dei Thugs, che magari crederà si tratti di una vendetta della dea Kalì per la distruzione del tempio sotterraneo?). Non serve citare che i Thugs vengono mostrati come una setta super segreta di cui tutti ignorano l'esistenza, ma molti ne sono a conoscenza tra i fiancheggiatori. A nessuno di loro è mai scappata una parola da ubriachi. Continuando a leggere questo autore mi convinco sempre più che... Si, può piacere a molti lettori, e posso capirne le motivazioni, senza dubbio, la lettura è spensierata. Il suo Tex non è pero quello di GLB, e se ne distanzia anche abbastanza, non è sufficiente richiamare le prime storie come il buon Nizzi fa per creare una mini continuitiy. Nizzi non sembra ispirarsi a Bonelli padre, semplicemente cerca di imitarne alcune cose, ma dall'imitazione si finisce spesso alla parodia, con un Tex macchietta (non in questa storia) e diverso dal vero Tex in certi comportamenti, un Carson rimbambito, mega mangiate e l'utilizzo di soltanto alcune espressioni tipiche del repertorio Bonelliano. La scrittura è molto diversa, Bonelli non era così spiegone e il suo Tex aveva qualità innate credibili, Tex era Tex per definizione, con Nizzi Tex cerca di fare il Tex. Diverso ad esempio dal Tex di Boselli, che è Tex ma scritto un po' diversamente (trame intricate, dialoghi mai banali anche se a volte un po' pesanti), ma il personaggio è quello delle origini solo con un autore che ha il suo stile (che a me piace solitamente). Dire che quel Nizzi si mascherava bene e sembrava Bonelli, tanto da diventarne l'erede, mi pare un'eresia. Nizzi ne è l'erede come numero di tavole, e per il passaggio al timone in termini storici, ma non in termini di filosofia del personaggio. Fossi stato un lettore dell'epoca, mi sarei chiesto cosa stava succedendo a Bonelli padre, e perché il suo modo di scrivere Tex fosse cambiato, e la prova è che oggi da lettore non navigatissimo appena prendo un albo di quell'epoca sgamo al volo se dietro alla firma di Bonelli si nasconde qualcun altro. Sia chiaro, questo non è un difetto che attribuisco a Nizzi, e non è un difetto, ma sono due Tex abbastanza diversi e se qualcuno preferisce lo spunto Nizziano ci mancherebbe! Detto questo, qui si va meglio, molto meglio della storia sul Ritorno della Mano Rossa, pubblicata poco prima, e ho letto con piacere la storia al netto dei punti sopracitati. Disegni: 9 (Galep parte da 8 a prescindere, i suoi disegni vanno oltre la tecnica, sono pura magia, espressività, roba che non descrivi con il righello) Soggetto: 8.5 Sceneggiatura: 6
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  14. Temo che ormai sia diventata una questione "generazionale", fra i lettori che, soprattutto, fra gli autori. Il punto è: cosa è ammirevole? Cosa ti fa vedere un personaggio come larger-than-life, il migliore, quello che spicca fra tutti? All'epoca in cui è stato creato Tex, in genere, era l'abilità e l'intelligenza. Tex e Carson erano presentati come abili e coraggiosi, ma anche intelligenti. La parte di quello che si vanta e si gloria senza alcuna prudenza o piano era riservata per il comic relief, per lo sbruffone da deridere. E questo appunto non solo in Tex o altri personaggi dei fumetti, ma soprattutto nella letteratura, o nel cinema. C'è una vecchia storia di Conan ("Shadows in Zamboula" di Robert E. Howard) in cui, per tutta una notte, sembra che Conan si faccia manipolare e sfruttare da gente più sveglia di lui. Finché nelle ultimissime pagina il lettore si rende conto che invece è stato Conan a manipolare tutti, e se ne va con il bottino senza che nessuno lo sappia. "Closing the door behind him, Conan returned to his horse, mounted and turned westward, toward the open desert, swinging wide to skirt the sinister belt of palm groves. As he rode, he drew from his belt a ring in which gleamed a jewel that snared the starlight in a shimmering iridescence. He held it up to admire it, turning it this way and that. The compact bag of gold pieces clinked gently at his saddle-bow, like a promise of the greater riches to come. 'I wonder what she'd say if she knew I recognized her as Nafertari and him as Jungir Khan the instant I saw them,' he mused. 'I knew the Star of Khorala, too. There'll be a fine scene if she ever guesses that I slipped it off his finger while I was tying him with his sword-belt. But they'll never catch me, with the start I'm getting.' He glanced back at the shadowy palm groves, among which a red glare was mounting. A chanting rose to the night, vibrating with savage exultation. And another sound mingled with it, a mad, incoherent screaming, a frenzied gibbering in which no words could be distinguished. The noise followed Conan as he rode westward beneath the paling stars." Per l'epoca (e per i decenni successivi), Conan qui è esaltato come scaltro e intelligente, chissenefrega se ha dovuto fingere di farsi manipolare? Ha ottenuto quello che voleva. Per molti lettori attuali credo sarebbe un comportamento incomprensibile. Conan se ne va tranquillo con il tesoro senza vantarsi di fronte a tutti, senza scena madre in piazza mentre fa fuori i nemici a dozzine dicendo battutine alla Schwarzenegger, I suoi nemici credono di averlo fregato, e lui glielo lascia credere. Chi trovate oggi che scrive una scena simile? L'eroe oggi non deve essere scaltro o intelligente, deve essere maraglio e fare battute in favore di telecamera. Conan, non facendo battute in favore di telecamera, non si comporta "da eroe" Il cambio al cinema lo vedi negli anni 80 soprattutto (anche se si vedono film simili anche prima, è negli anni 80 che si impone il clichè). , e nei fumetti (sempre in ritardo) negli anni 90. I protagonisti diventano sempre più tamarri, cioè sempre più "protagonisti" perchè sparano battute maraglie in favore di telecamera, senza dimostrare mai particolare scaltrezza o intelligenza. Mi sa che è uno dei tantissimi motivi per cui oggi è difficilissimo trovare sceneggiatori capaci di scrivere Tex, o, in generale, storie di avventure non post-moderne, non decostruzioniste, non moralistiche e non tamarre: non è solo questione di saper scrivere un western, è cambiata proprio l'idea di eroe: essere scaltri e intelligenti non è più di moda, essere pomposi e maragli sì.
    2 points
  15. Non per disturbare, ma nella sezione anteprime di Tex 2022, sul sito della Sergio Bonelli Editore, scorrendo le immagini appaiono tutte in bianco e nero e ci sono anche quelle del Cartonato di Gomez.
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  16. Sì, è assolutamente ovvio e il disegno lo evidenzia bene (pure troppo, il fatto che non si siano resi conto delle orme che lasciavano descrive in pratica i tre come davvero piccioni di paese totalmente sprovveduti, tanto che Carson probabilmente avrebbe potuto limitarsi a sculacciarli. Significa anche che si sono messi d'accordo sulla soglia, invece di allontanarsi, parlare fra loro senza farsi sentire e tornare, ma la mia critica era sul comportamento di Carson non quello dei tre piccioni, quindi lasciamo stare. Quindi, nessuna dimenticanza e disattenzione, le orme le ho notate anch'io, come tutti, grazie. Solo che sono totalmente IRRILEVANTI. Carson non deve sparare alle orme. Le orme non sparano a Carson. Carson sapeva già benissimo che si erano messi in agguato, già prima di uscire dal saloon. Le ormi gli dicono solo la DIREZIONE in cui sono. O meglio, glielo dicono finché le vede. Cioè per pochi metri al massimo. Non so se abiti in città o in campagna. Ma se sei mai stato in campagna, ti sei mai trovato nel buio, con una luce sopra di te, uscire da una casa, a guardare nella notte (e non nei lampioni di una città)? L'hai visto a quanti metri vedi? Carson esce da solo. Le orme sono un "bonus" che lo aiuta, ma ATTENZIONE, ragionaci un minimo: quando Carson decide di USCIRE SOLO in una SOGLIA ILLUMINATA contro TRE KILLER IN AGGUATO, ancora non sa che le orme gli daranno un aiuto. Per questo sono totalmente irrilevanti nel fatto che Carson si comporta da TAMARRO. Cioè DA SCEMO. Buttando via (almeno qui) l'immagine di esperto Ranger che ne sa una più del diavolo, si mostra invece borioso e sbruffone come un piscialetto appena arruolato. Ma sul fatto che Carson si comporti da EMERITO COGLIONE non devi fidarti di me: TE LO MOSTRA LA STORIA. Perché, mentre io ho notato benissimo le orme, tu non hai notato a pagina 21, prima striscia, un bandito che SPARA 2 COLPI ALLA SCHIENA DI CARSON DA 4 METRI e, incredibilmente... lo manca! È la stessa storia a farci vedere che Carson si fa sparare alle spalle come un cretino (essendo TAMARRO, i due termini sono sinonimi), e si salva SOLO PERCHÉ È IL PROTAGONISTA DELLA STORIA. Che è quello su cui contano i personaggi tamarri per salvarsi nonostante agiscano da scemi boriosi.. Insomma, una purissima "Recchionata", assolutamente indifendibile. Non rendiamo il vecchio cammello l'ennesimo tamarro da "fumetto moderno", please.... P.S.: In b/n? Migliori. Ho letto migliaia di pagine di Gomez, quasi tutte in b/n, ma anche a colori, colorati da vari coloristi alla Eura, Aurea, da vari coloristi francesi e ora dalla Bonelli. In b/n sono meglio. Come la maggior parte dei disegnatori di scuola italiana o argentina, disegnano in b/n, pensano in b/n, bilanciano la tavola per il b/n. Il colore li "copre" e basta. Poi, ci saranno coloristi migliori o peggiori, che fanno più danni o meno danni, ma per me Gomez è sempre meglio in b/n (e infatti mi dispiace abbastanza che la sua prossima storia sia pubblicata su un color, preferirei che la colorazione fosse messa sulle tavole dei disegnatori peggiori, o si scegliessero disegnatori che si colorano da soli o che disegnano per il colore, tipo quelli Disney)
    2 points
  17. Nonostante sul personaggio abbia visto numerosi video e abbia letto tanti saggi, Sergio Bonelli riesce sempre ad affascinarti e stupirti. Ma soprattutto emozionarti, perché la sua è una di quelle figure sempre più rare al giorno d'oggi. Questa bella intervista a 360° propone il Bonelli pensiero su tanti aspetti del suo lavoro e non: dalla politica nei fumetti ("negli albi di Tex c'è una pagina che va bene per i comunisti e una che va bene per i democristiani") al tanto amato cinema western dei tempi d'oro, dal rapporto con i collaboratori e amici alla finta querelle sul fumetto erotico, dalle fosche previsioni future sul fumetto all'amico e compagno di ufficio Giuseppe Verdi. Indimenticabile Sergio!
    2 points
  18. Stavo per rispondere, poi ho letto il testo di LedZepp e onestamente non saprei che dire di diverso. (solo una cosetta su Nolitta: secondo me, consapevolmente o inconsapevolmente Tex lui lo odiava. Problemi col padre, presumo: Tex era costruito a immagine e somiglianza di GLB, e credo che come per tutti i figli di padri troppo prorompenti Sergio Bonelli facesse fatica a confrontarsi- e forse non gli ha mai perdonato la separazione da Tea Bonelli. Come editore, non poteva strozzare la gallina dalle uova d'oro; ma se putacaso Mister No si fosse messo a vendere tanto da sostituire Tex... Salverei di suo "El Muerto", quello sì: un Tex crepuscolare, diverso dal solito, magari un po' troppo piccione. Ma quando la lessi da bambino mi piacque molto quel Tex più malinconico e non imbattibile (i difetti della storia ho cominciato a vederli da un po' più grande, ma le sensazioni del bambino restano tutta la vita). Fosse rimasta un unicum, come storia, sarebbe stata perfetta. Ma poi Nolitta prese a darci dentro...
    2 points
  19. Sarà difficile per tutti scrivere Mefisto, ma conto che almeno borden ci risparmi un Tex che rinuncia ad inseguire Mefisto perchè ormai ha 5 minuti di vantaggio e trovare le tracce dopo cinque minuti nella prateria è impossibile, un Tex che poi si fa prendere in giro da Mefisto aiutandolo persino a fuggire meglio, e che poi fa spallucce e torna alla riserva, tanto che gli importa se mefisto è in giro libero? Sulla qualità della storia si possono avere (incredibilmente) opinioni diverse (mi illudevo che una roba simile lo sdegno fosse unanime, e invece... ) ma indipendentemente da questo, il finale è assurdo, contraddicendo totalmente non solo tutte le storie di Tex e Mefisto precedenti, non solo tutte le storie di Tex di GL Bonelli, ma persino le premesse di QUESTA storia.... Anche a darla ad altri, magari Faraci farebbe una storia soporifera, Recchioni farebbe un Mefisto supertamarro, etc, ma dubito che qualcun altro possa pensare che "Mefisto scappa prendendo in giro Tex che si dimostra un incapace" sia un buon finale per una storia...
    2 points
  20. Stavolta la domanda diretta e senza puntini di sospensione, mi dovrebbe impedire di "raggirarla" come feci nel simile topic relativo ai disegnatori. Ma da buon testa dura, lo faccio ugualmente. Sceneggiatore migliore (vecchia guardia): Gian Luigi Bonelli - [non potrebbe essere altrimenti visto che è il creatore del celeberrimo personaggio che adoriamo e non potremo mai ringraziarlo abbastanza per la sua opera.] Sceneggiatore migliore (nuova guardia): Mauro Boselli Sceneggiatore a cui sono particolarmente legato: il primo Claudio Nizzi - [ci son cresciuto con le sue storie del centinaio 300-400] Sceneggiatore che mi piace meno su Tex: Tito Faraci Sceneggiatore che più mi ha fatto sognare: Mauro Boselli - [storie come "Il passato di Carson" "Morte sul fiume" "Patagonia" "Gli invincibili" e "Gli eroi del Texas" sono un patrimonio artistico preziosissimo] Sceneggiatore poco adatto a Tex: Guido Nolitta - [grande autore ma mai in sintonia col personaggio anche al netto di qualche bella storia] Sceneggiatore più lineare: Pasquale Ruju - [ormai è nota la "zona Ruju" da me coniata per descivere quel limbo senza infamia nè grandi lodi in cui si attestano la stragrande maggioranza delle sue storie.] Sceneggiatore che potrebbe dare di più su Tex visto il suo valore: Gianfranco Manfredi Sceneggiatore che mi ha più deluso: l'ultimo Claudio Nizzi - [la seconda fase della sua carriera post 500 è stata una caduta costante e purtroppo non mi è piaciuto il suo inelegante commiato recente.] Sceneggiatore che non mi convince su Tex: Roberto Recchioni Sceneggiatore più simpatico: Giorgio Giusfredi Sceneggiatore presunta promessa per il futuro: Jacopo Rauch Sceneggiatore che rappresenta un grande rammarico: Giancarlo Berardi Sceneggiatore che mi incuriosirebbe su Tex: Alfredo Castelli Le mie scommesse per il futuro: Antonello Rizzo (Alias Barbanera), Carlo Monni e "Il suo vero nome" (Alias Letizia ) - [Faccio il tifo per voi pards]
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  21. Castelli usato come metro di paragone negativo...adesso le ho viste veramente tutte...mi viene da piangere
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  22. Appena letto anche questo albo. Una sorta di giro dell'oca con più spiegazioni del numero precedente e nulla più. Non vedo neppure il loro nesso con le motivazioni dei personaggi ... sempre che ve ne siano. Nei dialoghi fortunatamente tre soli "sinché" in tutto l'albo. Per la parte grafica, a parte alcuni primi piani molto ispirati, Civitelli continua a presentare uno stile paragonabile a Montanari e Grassani dei vecchi Maxi di Dylan Dog, svogliato e senz'anima. Continuo a non capire come @borden si sia incartato in tutto questo guazzabuglio che consiglierei di rinnegare come proprio, summa dei peggiori albi di Castelli, Burattini, Faraci e Gualdoni messi insieme. Spero proprio che l'ultimo numero della saga possa salvare tutto il resto e chiudere definitivamente con Mefisto, riprendendendo ai massimi livelli come accade negli albi diTex Willer.
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  23. Tu che sei così bravo a fare le pulci, trova la riga dove ho detto che non va bene evitare di comprare l'albo. Ho solo detto che è inutile fare recensioni pre-pubblicazione, se poi tu sei in grado di farne, accomodati. Ah, ti faccio presente che continui ad insultare, per esempio hai appena detto che dico sciocchezze e vorrei farlo presente ai moderatori. Oltretutto non mi sono per niente rivolto a te, ma, si sa, il vittimismo non si risolve facilmente. Manco ti avevo letto, non perdo il mio tempo inutilmente leggendo commenti interminabili e ripetitivi. Avevo letto Letizia e Virgin e su quello facevo la mia riflessione.
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  24. Almeno i thread a cui rispondi, leggili con un minimo di attenzione. Io ho solo detto che non lo compravo. Una riga. Punto. Se ti lamenti di quella per un minimo di coerenza dovresti inveire contro tutti i post (compresi i tuoi) nei thread di tutte le storie fatti solo di "lo comprerò!" "non me lo faro scappare!", "non vedo l'ora!", etc. E con quella per me il thread era finito. Non avendo nemmeno intenzione di leggere l'albo non avevo intenzione di postarci altro. Letizia poi mi ha fatto ha fatto una domanda, e ho risposto, dicendo cose che per me CHIUNQUE ha potuto osservare avvenire, regolarmente, in ogni singola discussione di una storia di Nizzi. Non illazioni, non insinuazioni: una semplice osservazione sulla base dell'esperienza, su cose tranquillamente visibili a tutti, da anni. E anche quella risposta era un semplice "ecco perchè non mi interessa minimamente nemmeno comprarlo per criticarlo, visto che tanto non serve a niente". E anche quello per me era una pietra tombale sul thread. Poi arriva un altro a darmi del prevenuto in due post, con affermazioni strampalate e illogiche che sono sicuro che nemmeno lui segue (alla faccia della coerenza) e gli ho risposto. Adesso arrivi tu a scatenare la solita polemica "alla persona", ovviamente atteggiandoti a povera vittima dei miei "sermoni". Si può dire che questo atteggiamento vittimistico passivo-aggressivo dei fan di Nizzi ha ampiamente rotto le scatole? E immagino ormai non solo a me? Ma davvero credete che ci sia ancora qualcuno che ci casca in queste pantomime? Impedire che questo thread diventi sede delle solite stantie polemiche provocate ad arte da voi è facilissimo: lasciatemi mollare il thread smettendomi di dire bestialità sul mio conto perchè ho semplicemente osato dire che un albo di Nizzi non lo compro e non lo leggo. Smettete di attaccarmi, di insultarmi, di inalberarvi a vanvera (e semplicemente attendete che esca, quando potrete scatenare le vostre solite polemiche passi-aggressive su chiunque osi criticarlo. Io non sarò fra questi) Ma non ce la fate proprio, eh? Ormai ve la siete legata al dito, e come sempre insisterete fino a stracciare i coglioni a tutti, ovviamente sempre atteggiandovi a povere vittime... Provo a farla davvero semplice: se davvero vorresti evitare la lite e il flame, basterebbe che mi lasciassi abbandonare il thread senza scatenare i soliti attacchi personali. Troppo difficile? Davvero non ce la fai?
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  25. Noi saremmo pure incoerenti ma tu sei ossessionato direi a livelli di patologia, a sto punto. Se non compri gli albi di Nizzi almeno abbi la decenza di non venire a commentare nei topic delle sue storie per fare il tuo solito sermone d'accatto e far partire, invariabilmente, flame infiniti (come infatti sta già succedendo in questo topic... ben 2 pagine ad un mese dall'uscita dell'albo).
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  26. se qualcuno muove una critica e la argomenta e la tua risposta è "non me ne importa molto" quella del tuo interlocutore rimane una critica valida mentre la tua non è una opinione ma l'assenza di un'opinione o il disinteresse a farti un'opinione, ergo perdi il diritto però di smontare la critica altrui con un semplice "per me non è un difetto o non mi importa". Un po' come dire "cazzo mi frega se aumenta il prezzo della benzina, tanto io vado a diesel", questo non toglie che il prezzo della benzina è spropositato. Se poi un problema di sceneggiatura o un personaggio stravolto nelle sue caratteristiche fondamentali per te non è un difetto, vuole dire che leggi i fumetti o ti approcci all'arte senza alcuna pretesa, o più semplicemente che non ti interessa approfondire. Ma questo non cambia che Nizzi in molte storie tratti Tex in modo ridicolo. Se tu ti diverti con storie sgangherate, questo non rende quelle storie oggettivamente ben fatte, ma soggettivamente per te piacevoli. Diversamente molte storie di Tex oltre a essere piacevoli sono oggettivamente ben fatte perché in linea col personaggio, coerenti e senza scene e situazioni assurde. Concordo infine che puoi anche non divertirti esercitando una critica eccessiva come Diablero (anche se spesso si limita a riportare cose condivisibili), ma fatico a capire come un adulto possa all'opposto divertirsi anche quando una storia non ha senso o vengono create delle incongruenze e scenette surreali in un fumetto che cerca di essere un minimo reale e credibile (per quanto possibile). Che poi se tu sei un fan di Nizzi (uso il termine fan in modo positivo e non per sfottere) e il tuo livello di critica è "non me ne importa o questo non è un difetto" non è che fai un gran servizio a Nizzi....
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  27. Riassunto a modo mio Irrisolto il dubbio su come Mefisto e la sua band abbiano toccato terra lasciando i resti del relitto nel lago sparsi e a spargere false certezze, ecco Padma che elogia le Poste americane ritenendo un telegramma strumento migliore di informazione della sua immagine astrale. Che Tom Devlin sapeva benissimo che cosa fosse e ci piacerebbe sapere quanto sarà costato allo stato della California informare via telegrafo Tex & C. di quello che era successo. Manco il tempo di riflettere su una folgorazione (come se la caveranno gli amministratori della riserva Navajo nella normale ma ormai semestrale amministrazione, in assenza del principale azionista e dei suoi tre soci?), che la scena diventa la prigione di Yuma. Frequentata come la Bastiglia il 14 luglio 1789 (sette detenuti e quattro di quelli della nostra storia li vediamo sgranchirsi le gambe a pagina 11) ha un direttore che ha perso la testa per Lily Dickart, altra classe rispetto alle «ragazzette messicane giù al villaggio»: si suppone per un qualche “Mais oui” o “Je t’aime” infilato ogni tanto, si maligna per qualche artefizio di quelli che il pettegolezzo storico attribuì a Wallis Simpson come elemento perturbatore dell’algido Eduardo VIII. Mal gliene incolse e farà una brutta fine annunciata, poco dopo che i due fratelli Dickart si sono ritrovati, con lei imbronciata per il ritardo nella liberazione e lui che prima la prende in giro («Per curare la misteriosa forma di follia che ti affligge… La convinzione di essere la sorella di un mago tornato dalla morte Ah! Ah! Ah!». E qui Mefisto - anzi Steve, come si ostina a chiamarlo lei facendogliele girare - racconta di come in sintesi avesse cambiato vita, chiudendo nel cassetto i ricordi di Tex e dei suoi pards per dedicarsi unicamente a far soldi e a divertirsi sfruttando la Top of the Tops dei delinquenti in giro per gli States. Proprio ai suoi storici nemici non ci pensava, quando questi globetrotters arrivano a sfiorarlo a San Francisco provocandogli uno stranguglione e un ritorno alle antiche passioni: catturarli un po’ alla volta e poi anticipare di un secolo abbondante il canaro della Magliana, anche per dare una mano a Cretinetti Yama, che è pur sempre suo figlio anche se è evidente che come tutti i maschi deve aver preso dalla mamma. Gli scazzi fra fratelli continueranno lungo tutto il viaggio, con Lily che soffre il mal di mare e si deve sentire presa per i fondelli quando approda nell’isola misteriosa dopo che il fratello le ha promesso qualcosa di meglio di Parigi. Là vivono i Komkaak, gli Hualpai del terzo millennio ma con facce meno truci e senza bonghi (dunque non possono suonare la canzoni di Battisti per le turiste davanti ai falò, la sera, sulla spiaggia) e Lily incontra Ruth in una scena da Eva contro Eva: «Sono certo che diventeremo amiche», «Mmm… sicuro! - ribatte la Dickart - Sei stata su quest’isola tutto questo tempo da sola insieme ai selvaggi, carina!» e immaginiamo il tono di voce della doppiatrice di Marlene Dietrich mascherata in “Testimone d’accusa” («Un bacetto, cocco?»). L’ipotesi che le due finiscano con lo strapparsi i capelli non è quotata dai bookmakers del Regno Unito. Nel frattempo arriva il nipotino Blacky («Puoi chiamarmi Yama, zia Lily», che è come chiamarsi Reginaldo e presentarsi come Macho 23), odore di the e biscotti la domenica pomeriggio guardando i cartoni animati di Gustavo. Piccolo spazio per una scena di razzismo e con il tasto Rewind la linea torna al pokerissimo dei nostri eroi, tale perché arricchito da Padma,il bisnonno del Tai Mei visto in Kill Bill. Da pagina 26 fa parte del gruppo, a pagina 29 Kit Willer lo chiama “Mister Padma”, due vignette prima di un fatto clamoroso: Tiger chiama Tex con il suo nome di battesimo, venendo meno alle consegne boselliane di riferirsi a lui solo come Aquila della Notte. Più tardi, mentre i pards mangiano e bevono e Carson vede proiettata nella vedova Morales la procace Maria Pilar della sua gioventù (Magazine n.1), il santone digiuna e prova un primo viaggio extracorporeo, fallito il quale loda la saggezza di Tiger definito “fratello navajo”. Gli va bene il secondo tentativo. In tutti i sensi, perché serve ad avvertire il Morisco del loro appropinquarsi all’ora di cena. Si ignora se nel contatto sia compresa anche la condivisione del menu che però viene affidato ad Eusebio e che annaffiato dal consueto Sangre de Toro viene gradito anche da Padma: niente germogli e acqua di fonte, ci sta che ci scappi anche il caffè e l’ammazzacaffè, mentre fuori nella prateria ci sono già due scagnozzi di Mefisto (uno, in verità, l’altro è il classico sfigato di passaggio, unico a ignorare che farà la fine che merita chi si imbarca da peon in certe imprese criminose). Dopo il ruttino, Padma si prepara al secondo viaggio negli allegri luoghi del resort chiamato “2 novembre” con El Morisco, Tex e Carson assistenti ciascuno per il suo genere di saggezza. Quella di Tex «interpreta il mondo e somministra la giustizia», Padma dixit, mentre per Carson si parla in maniera fra l’inatteso e il mieloso di «Saggezza di chi vive il mondo con innocenza, senza tuttavia farsi invischiare dalla sua rete di illusioni». Kit e Tiger vanno fuori a farsi una paglia e Padma torna a canticchiare strofe in stile “Gangnam Styile di Psy, ma mentre il suo viaggio nell’aldilà fra i sette saggi di pietra e Mazinga Robot sembra concludersi con un altro fallimento ecco che riappare Narbas, il soggetto della ricerca negli abissi. Un Festival della Magia che neanche quello del circo nel principato di Monaco e l’alleanza si amplia e si rafforza, con un “ma” grande quanto il reggiseno della mamma di Blacky-Yama («La megera», secondo la cognata Lily: Narbas ha bisogno di ripercorrere il cammino inverso a quello che aveva visto Mefisto tornare dall’inferno e prendere il suo posto/il suo corpo. Così vuole la promessa che venga trovato un corpo in cui reincarnarsi. Fortunati Kit e Tiger che sono fuori a battagliare con due spie; Tex finge di guardare un quadro appeso alla parete, Carson toglie della polvere inesistente dagli stivali, El Morisco fischietta l’inno nazionale egiziano ed Eusebio invoca tutti i suoi antenati dal Big Bang in poi. Pronostico: nessuno dei buoni ammazzerà qualcuno per consentire a Narbas di rubargli anema e core, sarà uno dei ribaldi a fare da contenitore per il ritorno in vita, Pedro, dopo che la sua l’avrà persa a causa del serpentuoso compare Kino, autorizzato da Mefisto (che ha appreso della presenza di Padma) a sterminare tutti i presenti in casa. Arrivederci al prossimo numero, dove compariranno rurales ostili ed è quasi certo che Mefisto baci finalmente Ruth mentre Lily fa un pensierino a Mandip che però vive solo per Yama al quale ogni sera canta la canzone che Oronzo Canà dedicava ad Aristoteles per farlo addormentare senza saudade. Giudizio parziale, perché limitato ad un albo su quattro: ottima narrazione per numerosi personaggi che non si sovrappongono mai e che hanno ciascuno una funzione importante (a livelli diversi, ovviamente). Anche l’arrapato direttore Behan ha un suo perché, come il Pedro vittima sacrificale e il Kino ambiguo e viscido Q.B. In quanto a Yama, o per meglio dire al suo ologramma, Mefisto non perde l’occasione di ricordargli il suo status a mezza via fra il gregario e l’apprendista: «Tu fallisti dove io riuscirò». Mai un calo di tensione e presenze dei personaggi ben calibrate. Civitelli conferma la sua straordinaria poliedricità di rappresentazione sia dei volti che dei diversi ambienti e sfondi, particolarmente nella parte in notturna a casa del Morisco. Mi hanno colpito le quasi tridimensionalità dell’ultima vignetta di pagina 109 e della prima di pagina 113; e la gamma di espressioni attribuite a Carson: ultima vignetta a pagina 30 e 32, quarta a 37, ultime due a 63, quarta a 64 e 80, prime tre a 81, seconda a 85, 93 e 97, quinta a 110, quarta a 111 e terza a 112 dove però il top è la faccia sorpresa e un po’ sbigottita di Tex. Magistrale anche quella conclusiva l’albo: una porta che si apre nel buio: miglior “continua” non poteva esserci.
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  28. 1 - L'uomo con la frusta 2 - Il passato di Carson Le migliori in assoluto Per il terzo posto se la giocano in tante...una per genere dai 100 in su citerei: El Morisco (soprannaturale),I ribelli del Canada (ciclo del grande nord), Santa Cruz (Messico e desperados), Fuga da Anderville (guerra di secessione) La congiura (poliziesco e avventura), Sioux (pellerossa), La tigre Nera (esotico)
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  29. Io ho già ottenuto l'autorizzazione da parte di Texfanatico per aggiungere le copertine delle prime 4 serie a striscia nel topic iniziato da @ymalpas. Ci sto lavorando perchè ci sono problemi nell'inserimento "reale" dell'immagine che non è su un sito, ma sul mio pc. Mi chiedevo se usare un qualche sito come Postimage .
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  30. Come si fa a non darti un cuoricino. Complimenti.
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  31. Il post di Diablero mi trova molto d'accordo. Sia sui colori (anche se in questa collana i colori sono pensati fin dall'inizio, non aggiunti in un secondo momento a tavole che in origine erano in b/n--ma potrei sbagliarmi su questo punto), sia sull'horror vacui. Molti disegnatori "moderni" ricercano l'iperrealismo (e qui sto parlando in generale, non solo di questa collana), rendendo le tavole pesanti e togliendo all'immaginazione del lettore il compito di "riempire i buchi". E, a parte le tavole affollate, si aggiunge talvolta una tecnica "digitale", in cui i tratti sono perfetti, senza sbavature, che rende l'effetto "patinato" e meno "reale" (lo so, non sono in grado di spiegarmi meglio). Una cosa, poi, che personalmente non mi piace affatto è quando il lettering all'interno dei balloons è fatto con un font invece che a mano (e i balloons stessi che sono delle ellissi perfette), rendendo l'impressione di asetticità ancora più marcata.
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  32. Appunto. Gomez è bravissimo (vi ricordate Verso l'Oregon)? E apprezzo molto le sue tavole. Ma quella di Vattani è pura magia.
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  33. Nolitta come un Ciclone debuttava su Tex in CACCIA ALL'UOMO .... Subito PLATINO!! Capolavoro senza Tempo....rileggerlo Oggi e' ancora ATTUALE....Cinematografico....quello che GLB non lo e' (era) mai stato.... Certe Critiche proprio non riesco a capirle.... VOTO : 10 ++ con LODE!
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  34. "Verso l'Oregon" è uno dei miei Texoni preferiti, sia come storia, che come disegni. Manfredi e Gomez non sono solo bravi, sono in sintonia tra loro. I personaggi, ben delineati, recitano come attori di un film. Tex, un po' diverso dal solito, sembra John Wayne, Kit Carson non è una semplice spalla, è un personaggio autonomo non dipendente da Tex, perfettamente reso da Gomez in tutta la gamma delle sue espressioni: a volte determinato, a volte riflessivo, oppure beffardo, protettivo, preoccupato, persino malinconico nel finale. Non sempre Manfredi fa esprimere Carson a parole, ma gli sguardi che gli conferisce Gomez sono più eloquenti di tante frasi. E' lui che convince Tex a proteggere la carovana delle donne, che salva Brenda all'inizio, che tiene testa a Tex nei battibecchi, che si interroga su tutti, anche sul pard ("di rado ho visto Tex così preoccupato", pensa osservando l'amico), e che si dimostra sensibile e cavaliere con le donzelle ma senza fare il galante (non era questa la storia in cui farlo, visto il destino poco allegro che avranno le ragazze). Interpretazione memorabile, questa di Carson, anche graficamente. Quella di Tex un po' meno. Questo Texone è un riuscito mix di western classico e western moderno, in certi momenti crepuscolare, con personaggi alla John Ford insieme a tipi invece piuttosto insoliti (il killer psicopatico e l'indiano Bisonte Bianco, altrettanto folle). Le sei ragazze da marito sono l'aspetto più originale: forse potevano essere maggiormente approfondite, ma si sarebbe rischiato una storia alla Ken Parker, quindi alla fine Manfredi ha fatto bene così. Ognuna di loro ha comunque una sua personalità, anche se a spiccare è soprattutto Emma. Nell'interpretazione di Manfredi Tex e Carson sono fondamentalmente una coppia di rangers. Questo in quasi tutte le sue storie (vedi anche l'ultimo Texone o il Maxi "Mississippi Ring"). Sono come due agenti in missione, dei professionisti. Qui la vicenda inizia infatti nel comando dei rangers, quasi una centrale di polizia, dove i Nostri ricevono l'incarico di acciuffare il killer, e con cui restano sempre in contatto durante il viaggio con telegrammi che aggiornano sulla missione o che li informano sul passato del killer. Di solito i nostri, invece, se ne fregano di riferire ai superiori e fanno i rangers "indipendenti". Strano che l'autore di Magico Vento non abbia mai messo in luce l'aspetto indiano di Tex, o quello "anarchico", ma prevalentemente quello dell'uomo di legge (ovviamente in difesa dei deboli). Gomez è bravissimo. Da lui ci si aspettano ancora grandi cose, a partire dal cartonato sceneggiato da Giusfredi.
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  35. Ho letto finalmente anche questo Texone e che dire, ho davvero apprezzato il tratto di Bernet. Non sono d'accordo con chi dice che il tratto sia fuori canone o non adatto, anzi, paradossalmente il volto spesso longilineo e asciutto di Tex mi ricorda molto, seppur con le dovute differenze stilistiche, il primo Galep, quello delle strisce e mi piace pensare che Bernet voglia aver omaggiato proprio Galep, caratterizzando il personaggio con stile ma ricordando la tradizione. D'altronde proprio a Galep, nell'intervista precedente la storia, Bernet dedica (col permesso di Nizzi) questo Texone. Fantastica Lola come anche la fisionomia dei cattivi e di Kogan e le scene dei paesaggi. Graficamente un albo da sfogliare e risfogliare e sicuramente azzeccato all'interno di una collana dove si lascia ampio spazio all'interpretazione grafica del mondo di Tex. Da sottolineare lo strafalcione di Frediani (mi pare si tratti di lui) che nella rubrica pre-.storia, parla (penso di Bernet ma non ricordo) e usa l'espressione "avere un cromosoma in più" per descrivere un valore aggiunto, una qualità straordinaria. Senza nulla togliere alle persone affette da trisomia (come la sindrome di Down), ma mi pare davvero una roba scritta male. Pazienza. Sulla sceneggiatura, nel complesso una prova di Nizzi interessante, direi non noiosa ma scorrevole e piacevole. Non mancano però le solite ingenuità/facilonerie, come Lola che origlia nel saloon, una scena che ho trovato imbarazzante per come gestita. I due cattivi si incontrano in un luogo pubblico (un saloon) per discutere dell'evasione di un criminale di guerra e nell'incontrarsi fanno finta di non conoscersi e di voler solo condividere un tavolo per ammazzare la noia con una bottiglia. Ma non si accorgono o se ne accorgono e se ne fregano, di Lola che si siede abbastanza vicina a loro e nonostante ciò parlano tranquillamente dei loro affari, seppur in un codice alquanto comprensibile. Bah. Di nuovo Nizzi si serve dell'origlione per mettere in mano a Tex il piano dei nemici. Ad un certo punto, vista la follia di questa scena, mi sarei aspettato nel più classico Nizzi la controorigliata, con i due cattivi che fanno seguire Lola e la rapiscono o la sentono riferire ai due ranger il contenuto della conversazione del saloon. Nizzi fa lo sforzo di far scivolare via questa unica origliata senza peggiorare la situazione e portando la storia alla fine tra una quantità notevole di azione, buoni dialoghi, e tutto sommato una storia con qualche colpo di scena seppur telefonato. Il finale tuttavia rappresenta una macchia sulla storia, infatti Nonostante tutto, una buona prova di Nizzi se la confronto con alcune sue storie che sto leggendo di recente sulla regolare. Disegni: 8.5 Soggetto: 8 Sceneggiatura 7- (voto pesato su altre prove di Nizzi che ho a memoria, su cui grava però quel finale e quella origliata davvero sceneggiata male)
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  36. Si, discorso che fila, probabilmente quella di Boselli ha qualcosa in più, appunto perchè è azzeccato Mefisto e molto azzeccata la location. Ma non è azzeccato Yama, mai così bischero e ridicolo, l'ultimo albo è molto molto deludente e pure la scena di Kit che si fa fregare così la trovo molto indigesta e non troppo dissimile da quella del Tiger Nizziano. Diciamo che tra le due è un pò meglio quella di Borden. Comunque continuo a ritenerle entrambe più che sufficienti pur presentando parecchi errori e ingenuità e un prosieguo (in Nizzi più lungo) non all'altezza delle premesse.
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  37. Io penso che Boselli, con questo ritorno di Mefisto avesse intenzione di regalarci qualcosa di epocale e monumentale (ben 7 albi totali), con il consueto intreccio narrativo affollato da un nutrito numero di comprimari (sua cifra stilistica), con location accattivanti e scene ben orchestrate ma, secondo me non vi è riuscito appieno, ho avuto l’impressione che, già a partire dal terzo albo dei Cestaro, sia rimasto prigioniero di un plot complesso e un po' macchinoso e che, per uscirne fuori, abbia utilizzato soluzioni che mi hanno lasciato qualche dubbio, tipo le mosche infernali che attaccano e uccidono solo il messicano e l’indiano papago senza neanche toccare i quattro pards ed il Morisco o il frequente uso della “pistola laser” da parte di Padma per risolvere le situazioni pericolose. Personalmente ho trovato che questa seconda parte del ritorno di Mefisto sia un po' lenta e prolissa, anche perché, sembra quasi che Boselli debba attenersi ad una regola non scritta in cui bisogna sopperire all’uso, ritenuto ormai demodé, delle didascalie con dialoghi, per l’appunto, didascalici (se si sente il bisogno di spiegare le cose con dialoghi ripetitivi e ridondanti, tanto vale usare le care vecchie didascalie che faranno anche fumetto anni ’70 ma risulterebbero meno pesanti). E proprio a causa di questo eccessivo spiegazionismo, come sottolineato nei post precedenti anche da altri utenti, se la storia risulta un po’ verbosa ma, a mio parere, non lo è soltanto per la quantità, forse, eccessiva di dialoghi, ma anche per la qualità degli stessi che non raggiunge il livello cui ci ha abituato Boselli. Una scrittura avvincente rende la lettura piacevole e scorrevole, che poi è quello che mi sembra sia un po’ mancato a questi tre albi, ed è, probabilmente, proprio per questo motivo se alcuni frequentatori di questo forum nutrono molte aspettative sull’ultimo albo con la speranza che riesca a “salvare tutto il resto“ (cit. @Jeff_Weber), ma un bel finale dovrebbe essere la naturale conseguenza di una storia bella e avvincente e non una sorta di esame di riparazione per salvare il risultato degli albi precedenti. Per quanto riguarda i disegni di Civitelli sono sempre di altissimo livello, l’unico difetto, per me, è che sono troppo puliti, a volte quasi asettici, soprattutto se paragonati a quelli dei Cestaro, più cupi e sporchi e, probabilmente, più adatti a questo tipo di storie.
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  38. Verissimo. Ne sono piene zeppe persino le sue prime storie. D'altra parte così come il Bos l'eltro ieri diceva che il suo marchio di fabbrica sono le storie ingarbugliate piene zeppe di personaggi con Tex sullo sfondo, il marchio di fabbrica di Nizzi sarà l'origlione. Comunque, certo che rimettersi a leggere anche il Mefisto! in piena Mefisteide interminabile è davvero da indigestione. Questa storia paga lo scotto di una enorme aspettativa. L'ultimo e unico a scrivere di Mefisto fu GLB e trovare un altro ad occuparsene parve un evento incredibile. E le aspettative e i fucili puntati furono a livelli mai visti. Tutta la frangia anti Nizziana parlò ovviamente di disastro epocale, in realtà è una storia più che discreta, con una parte iniziale eccezionale e un prosieguo di livello più basso, con alcune cadute (talune piccionate, tipo quella di Tiger), la banalità di Mefisto chiuso in un retro negozio (cosa che toglie molta "poesia" dalla vicenda) e qualche scena ancora notevole (quella della finta pazzia di Tex, ad esempio). Nel complesso qualcosa di simile all'ultima di Mefisto conclusasi 3 mesi fa, anche quella troppo attesa, anche quella con un inizio folgorante, anche quella con piccionate maldigeribili (Kit, il coltello lasciato a un cm da Tex legato male, Yama-Fantozzi e pirla oltre ogni ragionevolezza) e un finale caotico. Difficile scrivere di Mefisto, d'altra parte non ci riusciva nemmeno GLB, finito il suo periodo di massimo fulgore.
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  39. In realtà i personaggi sono fin troppo spiegazionisti, spiegando e rispiegando nei dialoghi con la massima chiarezza a cosa gli serve Narbas, perchè deve stare nascosto, e come mai nel carro è nascosto. Ed è una delle descrizioni eccessive che ho trovato fastidiose! Per me in parte era ovvio (se Mefisto non sa che sei vivo nasconditi, no?) e in parte poteva essere svelato più tardi. Quando IMMANCABILMENTE quando troveranno Mefisto sarà ripetuta tutta la spiegazione di come Narbas possa rintracciare Mefisto. Qui immagino che borden stia saltando sulla sedia dicendo "ecco! Hai visto Diablero!? Le spiegazioni servono, altrimenti i lettori non capiscono"... Ma invece, se ci riflette un attimo... questa invece è la prova che tante spiegazioni NON SERVONO! Non fanno diminuire i post dei lettori che non capiscono certi passaggi! L'azione è immediatamente comprensibile o non lo è. Se il testo è lungo molti lettori lo saltano o lo leggono in fretta. È inutile rendere i dialoghi pesanti e farraginosi con tante spiegazioni, alla fine ottieni l'effetto contrario: è più facile che lo saltino o che non notino la spiegazione!
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  40. Indiscutibilmente Gian Luigi Bonelli. La golden age di Tex porta la sua firma. Sono indimenticabili storie come "La trappola", "Tra due bandiere", "El Morisco", "Sulle piste del Nord", "Il figlio di Mefisto", "Diablero", Il ritorno di Montales" "Il giuramento" "Terra promessa" "Chinatown" "Sangue Navajo" "Il Grande Re" ecc. ecc. Non nego che anche il primo Nizzi e Boselli abbiano fatto la loro parte con storie che hanno lasciato il segno, mi vengono in mente "Territorio nemico" del primo e "il passato di Carson" e "Gli invincibili " del secondo, ma è innegabile che GLB è Tex.
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  41. Perdonami Gunny, ma è troppo facile dire "io sapevo di non far partire un flame". Perché così fai il processo alle intenzioni a Diablero e lo scrivi anche (per te lui agisce sapendo di creare flame ma tu sei al di sopra di ogni sospetto) su un comportamento identico al tuo (anzi il tuo post era sicuramente meno carino verso l'autore). La differenza è che io reputo ok entrambi i post, tu pensi che solo Diablero sia meritevole di censura. Quindi io che ho commentato in risposta a Diablero per il mio primo post qui ho alimentato un flame cascando nella sua trappola? Sarei complice? E lo siete voi che solo in presenza di una sana ironia avete iniziato una polemica sfociata in accuse personali come in quest'ultimo post? Pur non amando Nizzi, io ho argomentato dicendo che invece lo comprerò questo albo. Non ho visto flame e offese personali, al massimo uno scambio tra me e Grande Tex che reputo comunque entro i limiti del rispetto (anche se lui ha provato a farmi passare per lo snob che reputa inferiori i Nizziani senza alcuna base, ma lasciamo correre). Al massimo vedo un OT o un po' di bagarre, ma flame proprio no, lo stai cercando tu ora ma io di sicuro chiudo qui la mia presenza su questo topic e mi appello all'intelligenza di Diablero di non cadere nella provocazione e rischiare magari qualche richiamo! Non vedo nei comportamenti di Diablero atteggiamenti da flame, se poi tu vivi la sua ironia come una cosa personale e inizi a dargli corda conoscendolo, l'ingenuo (detto con accezione bonaria) sei tu che ti ci butti in piedi. Questo tuo ultimo post a me personalmente non piace e lo trovo fuori luogo perché fino ad ora è l'unico vero attacco personale e l'unico che in forum di gente adulta merita di essere riportato e lo faccio io! Mi piace come si esprime Diablero a volte? No, tanto che al mio esordio sul forum gli risposi stizzito ad un suo post un po' perculante. Ma siamo adulti, finisce li e ci si confronta e sono più le volte che ho apprezzato i suoi interventi. Vedo verso di lui un atteggiamento davvero pesante, anche andandomi a rileggere vecchi post dove sempre riportate, insieme ad alcuni volti noti, all'attenzione degli admin il comportamento di Diablero anche su topic di chiarimenti su altri utenti, o anche quando Diablero si esprime seppur in modo critico nei limiti del rispetto. Un tentativo costante di metterlo sotto la lente di ingrandimento che trovo davvero spiacevole. Sarà una mia personale sensazione ma percepisco un astio personale verso qualcuno che semplicemente esprime delle opinioni su un autore che evidentemente per voi è intoccabile. E penso valga sempre la regola... vi sta sul cazzo? bloccatelo, silenziatelo, ci sarà un modo per ignorare i suoi post, che però non mi sembrano un pericolo per il forum e che a me non scandalizzano e quindi vorrei che si evitassero censure psicologiche e linciaggi. Finiamola, Diablero non compra l'albo, io lo compro con un po' di timore, voi altri evidentemente volete godervi appieno il canto del cigno di cui molti lettori ne hanno invece abbastanza. Il mondo è bello perché vario, evitiamo censure preventive sui topic o intimidazioni a non partecipare alle conversazioni però!
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  42. Sì, e poi avrei la "soddisfazione" di vedere un sacco di post di un branco che si dà man forte a dire "non è vero, non è vero, non è vero, non succede, non lo dice, dimostralo!" Al che io posterei lo scan della pagina e allora partirebbe il coro "per una volta, per una pagina, per una volta può succedere, stai esagerando, tutte le volte a cercare il pelo nell'uovo, sei prevenuto" Al che io posterei le cifre sulle decine di volte in cui la cosa si ripete, pagina dopo pagina, e allora partirebbe la solita sfilza di "buuh! L'arte non è matematica! Se hai contato le volte, non si fa, sei arido, non si legge con il pallottoliere" (a parte che non serve il pallottoliere, basta essere in grado di ricordarsi quello che si è letto cinque minuti prima...) Al che io posterei il link al messaggio in cui mi dicevano che quella cosa non c'era o c'era solo una volta, e sarebbero tutti estremamente offesi che mi sono permesso di recuperare quello che avevano scritto, come se richiedere coerenza sia un offesa mortale. Cambiassero almeno la scaletta. Almeno mi chiederei cosa si inventano questa volta. Ma no, sempre le stesse cose. D'altronde, gli piacciono storie noiose... Mi annoia anche solo pensare di rifare di nuovo questa ridicola trafila che si ripete uguale ogni volta.... Oltretutto, è inutile: Boselli si è già reso conto, spero, della minchiata che ha fatto a richiamare Nizzi, solo per farsi insultare poi da lui in mondovisione. Sottolineare l'infimo livello delle sue storie ormai è pleonastico. E, onestamente, se qualcuno in pieno 2022 si compra ancora una storia di Nizzi sono cavoli suoi. Perché dovrei avvertirlo? Mi hai già visto, mica è la prima storia di Nizzi che salto...
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  43. Speriamo che il quarto albo risollevi le sorti di questa storia, che per mè finora è risultata molto pallosa. Gli ultimi due albi ho dovuto leggerli a più riprese perché non riuscivo ad andare avanti, e i disegni di Civitelli non hanno aiutato. Da dire però che io non sono un sostenitore delle storie di Mefisto, ( anche se le prime da piccolo mi piacevano) ,e che Civitelli non è tra i miei preferiti.🖐
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  44. Ottima idea @LedZepp, a mio avviso però questo topic dovrebbe essere più facilmente accessibile dalla schermata principale e contenere anche le copertine di Strisce e Albi d'Oro. Sono certo che gli Amministratori saranno d'accordo con la tua iniziativa e potranno darti una mano.
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  45. Domanda: dove va messo nella collezione il numero bis? A logica direi tra il 741 e il 742, ma così va a finire in mezzo a due albi che contengono una storia in continuità, non va bene… Forse la collocazione migliore è davvero lasciarlo in edicola
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  46. Non sono d'accordo con i giudizi nettamente negativi dati su questa storia. Certo, non voglio dire che la storia è bella, brillante, ma certamente non é al di sotto della sufficienza. Ha il difetto dell'eccessiva lunghezza e verbosità d'accordo, ma per quanto riguarda gli agguati in cui cadono i pards, non le classifico come Nizzate, ma normali soluzioni narrative. Analizzandoli uno per volta: - il primo agguato, ad inizio storia, nel quale perdono i cavalli, proviene da "persone" che loro hanno appena intravisto e, pertanto, non possono immaginare quello che a breve gli capiterà; - il secondo, a seguito del rapimento del ragazzo, è molto ben organizzato ed é difficile non cascarci, però c'é da dire che, prima di entrare nella gola dove sono appostati i banditi, Tex e Carson prendono in mano i fucili presagendo, quindi, un eventuale tranello; - il terzo ed ultimo agguato, al solo Tex, ha il pregio di mettere in risalto il suo pard Carson, più volte accantonato dall'Autore. Per finire, la storia é sicuramente un pò noiosa, ma non é peggiore di alcune analoghe avventure scritte da GLB. Disegni di Fusco all'altezza della storia. Voto alla storia: 6,4 Voto ai disegni: 7
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  47. una storia ben narrata che si avvale di uno straordinario Dotti per quanto riguarda la parte puramente grafica. Aspetto un'altra sua prova per Tex e ritengo il genere western più adatto al suo stile, nonostante su Dampyr se la sia cavata bene. Mi sorprende che qualcuno abbia votato "impubblicabile" questa saga ma come si fa (mi è caduto l'occhio entrando nel topic e vedendo la colonna con i voti)? Se questa è un'avventura impubblicabile allora quelle pubblicabili quali sono??? Ma gustarsi un'avventura senza troppe pippe mentali i lettori di Tex non possono farlo? C'è avventura, azione, personaggi epici bonelliani che ritornano, scazzottate, il cattivo megalomane... beh quello non mi ha convinto ma El Supremo mica è Mefisto che deve avere un suo PERCHE'... però senza di lui non ci sarebbe stata tutta questa grande avventura dislocata tra New Messico e California. Per il resto mi piace come gestisce i pard Boselli, dando spazio a Kit e Tiger che non sono le solite marionette di turno da impiegare giusto in qualche sparatoria solo per far numero. Naturalmente c'è il cattivo che si redime anche qua, però non lo ritengo un difetto in questa storia, ci può stare, è un elemento che ha una sua coerenza per il proseguo stesso delle vicende.
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  48. Non ancora metabolizzata una storia misteriosa e drammatica e di nuovo siamo nelle spire della tragedia. Tutto in una notte il mondo di una famiglia di pionieri crolla e il cielo sembra versare secchiate di acqua e alluvione per lavare come un novello diluvio la cattiveria degli uomini. E il tratto di Mastantuono è parte integrante della storia. Delicati i passaggi sullo stupro e quello sputo del mandriano sul "specie di fidanzato" è il nostro sputo. Il silenzioso dolore di Tex per la morte del compagno che ci rendiamo conto resterà una ferita aperta sul suo animo, il pensiero alla famiglia di costui, pensando al proprio bambino, ormai senza madre, che lo aspetta, ma il dovere di ranger e la sete di giustizia prevale su ogni legame e affetto che ti farebbe restare a casa con i tuoi cari, ma il futuro ai tuoi cari lo garantisci lottando per un mondo più giusto. Premesse grandiose per lo sviluppo della storia e mi è piaciuta l' entrata in scena di Tex alla fine, vicino alle tombe prima che farsi riconoscere dai vivi. Forse nei prossimi albi vedremo la differenza di crescita di un meticcio, frutto di violenza di una etnia sull'altra, da quella di un meticcio frutto dell' amore fra due appartenti ad etnie diverse (Tex e Lilyth). Mi viene in mente la tragedia degli stupri etnici della ex-Joguslavia.
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  49. Anch'io non la ritengo una storia da dieci. Nei precedenti post avevo sottolineato quello che non mi era andato già, alcuni aspetti che mi erano parsi un po' forzati, e in questo albo se ne aggiungono degli altri, in particolare tutta la scena di Kit che salva la bella donzella: si arrampica su pareti che non sembrano avere alcun appiglio (Kit ha praticamente le capacità di un geco) e soprattutto, dopo aver divelto le sbarre della cella, lega la corda a quelle stesse sbarre riuscendo tranquillamente a scivolar già attraverso quella stessa corda. Sono singoli aspetti di una storia che nel complesso è molto buona e ben costruita. Donen e soprattutto Nick Castle sono personaggi convincenti, mentre El Supremo si rivela vacuo, inconsistente, non per una debolezza della storia quanto per una precisa scelta (magari discutibile ma legittima) di Borden. Ribadisco che la ritengo comunque una bella storia ma senz'altro, come dice West10, difetta di quel pathos che è elemento indispensabile (a mio parere) perchè una storia sia un capolavoro. Sui disegni: ho apprezzato anch'io Dotti, salvo che per i primi piani di Tex, in molte vignette da rivedere.
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  50. il mio primo TEX l'ho letto all'età di 5anni!! si può dire che io ho iniziato a leggere con TEX!!! si trattava del numero 400, nel lontano 1994!!!
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