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  1. Mi riallaccio alle ineccepibili analisi di Diablero e posso confermare che funziona esattamente così, per esperienza diretta (una MAREA di amici e conoscenti hanno abbandonato, ed erano texiani "duri e puri"!). Il modo migliore per convincere un lettore che sta "lì lì" per mollare a compiere il passo fatidico, è quello di fargli balenare la giustificazione mentale di non essere più in grado, per motivi di costi o di spazio (...attenzione anche a questo fattore: ma avete idea di cosa comporti, in termini di stoccaggio, un anno di Tex nel 2022, rispetto a trent'anni fa?), a proseguire la collezione. Venuto meno l'automatismo del "che vuoi che sia, è un albo al mese", è un attimo (per l'appunto, il primo Tex lasciato lì) a far crollare il castello di carte: via il dente, via il dolore. Quanto ai nuovi lettori.....ma chi potrà mai, in futuro, decidersi a collezionare un personaggio che si avvia - surrettiziamente, ma sostanzialmente - a divenire un settimanale? Per come la vedo io, esauritosi lo "zoccolo duro" (per ragioni non solo anagrafiche, ma anche legate al voler "tirar troppo la corda"), nessuno potrà più anche solo pensare di ricostruire una raccolta completa di Tex, oramai dispersa tra mille rivoli di molteplici edizioni che (cosa da non sottovalutare) si intrecciano l'una con l'altra per esigenze di continuity, inibendo ancor di più i velleitari "completisti". Il tutto, tralasciando il fatto che il livello medio qualitativo delle storie non può che calare, all'aumentare della quantità. La cosa è matematica.
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  2. Ho un po’ di tempo, ma non ho gli albi sottomano, quindi non posso essere preciso e spero di non commettere troppi errori e di non dimenticarne troppi. I ranger sono tantissimi, li possiamo suddividere in due categorie: “importanti” e “comprimari”. Vediamo quelli importanti: - Dan Bannion, se non ricordo male appare in: “La legge del deserto” (Almanacco 2001), i cartonati 6 e 7, ma credo solo ne “Il vendicatore”, e in “Buffalo Soldiers”, la parte in flashback in cui compare anche Bill Johnson. -Lo storico Jim Callahan e qui devi vedere “Il vendicatore”. - Neanche a dirlo, Kit Carson. - Arkansas Joe, in particolare vedi “Bill Mohican”, “La grande invasione”, “I razziatori del Nueces” e la recente “Il mio amico Hutch” (recupera la discussione sul forum. Postai le varie versioni di Joe, tra cui quella sbagliata di Valdambrini). - Piccolo ruolo, ma di fondamentale importanza per l’economia della seria: Jeff Weber! Lo rivedremo più avanti, il famoso ranger senza rango. - Lo zagoriano Adan Crane. Appare nelle due storie di Zagor ristampate recentemente e nello speciale Tex Willer dello scorso Dicembre. - Gli storici: Milton Faver, Buck Barry e Rip Ford che compaiono qui, nel caso del primo, e nello speciale Tex Willer, se non sbaglio. - Tra gli storici cito anche Ben Mculloch che compare in questa storia e Ben Dragoo. - Poi c’è quello che personalmente preferisco ovvero: Jesse Hawks (il primo piano è sotto spoiler sopra)! Due apparizione da anziano prima di questa: “Il ritorno del Morisco” e “Un ranger ha tradito”. - Da citare ovviamente Herbert Marshall. Tra quelli che non vedremo, almeno per ora, o forse per sempre ricordo: - Joe Beauregard apparso nel cartonato del Febbraio scorso (2021). - Gus Bailey da “Luna Insaguinata”. - Il particolarissimo Juan Raza, vedi le stesse storie di Hawks. Non so chi ho dimenticato.
    4 points
  3. Beh, in qualche modo Boselli doveva spiegare perchè Mefisto aveva aspettato VENT'ANNI prima di ricomparire... Perché il "finale tarallucci e vino" della Mefistolata (termine che ho coniato io quasi vent'anni fa e di cui ho il copyright e concedo di usarlo solo per la storia di Nizzi, chi ha orecchie per capire intenda...) non ridicolizza solo Tex e pards, ridicolizza pure Mefisto. Ridotto a fare scherzi e dispettucci ma anche ad essere tanto inoffensivo che Tex la lascia andare in giro tranquillo... Cosa ha fatto Mefisto per vent'anni (per noi, ovvio) invece di vendicarsi? Si vede qui che ha pensato di crearsi un suo "impero del male" prendendo poco a poco e con estrema prudenza prima il controllo del Manicomio e trasformandolo nella sua fortezza personale, poi riempiendola con criminali ai suoi ordini, con l'intenzione poi di prendere tatta San Francisco. Ricordiamoci che già una volta Mefisto era scappato cercando di "rifarsi una vita" lontano da Tex, e che perdeva il controllo quasi a sentire il suo nome (Black Baron). Credo che sia chiaro che "prima o poi" intende vendicarsi, ma prima vuole rafforzare il suo dominio e i suoi poteri (e, per me, ha chiaramente timore di essere fermato di nuovo) Il fatto che cerchi di "guarire" Yama con la tecnologia e la magia invece di catturare Tex mi pare conseguente: Mefisto è proprio nel logo dove, in teoria, si curano i matti. Non è disposto a perdere tutto di nuovo "solo" per salvare Yama... Quando (pagina 72 del primo albo) scopre non solo di avere davanti Tex, ma che con le sue azioni l'ha già messo in allarme, la cosa lo fa infuriare. Se la prende con il folle assassino che ha fatto scarcerare, perchè "è colpa sua", questo scontro con Tex che vorrebbe evitare. È furioso. Perché? Anche se lo avesse saputo, il farlo scarcerare avrebbe comunque allarmato Tex. È chiaro invece che Mefisto avrebbe, con il senno di poi, preferito evitare lo scontro con Tex, a costo di lasciare in carcere la sua ultima recluta. Ma qui, forse perchè ha avuto anni di tempo per agire lontano da Tex, è ancora razionale. Si fanno spesso battute sul cliché del "cattivo" che tiene vivo l'eroe "perchè per lui una morte rapida è troppo poco", consentendogli di fuggire e di vincere. All'inizio Mefisto non fa questo errore, decide freddamente di uccidere Tex e Carson senza tante lungaggini. Ma si vede anche, a pagina 75-84, che sta perdendo l'autocontrollo. Fino a questo momento, a parte Medina, nessuno dei suoi sottoposti sa il suo vero nome. Tiene segreta la sua identità e i suoi piani. Dopo aver rivisto Tex, inizia a fare scene da "mad doctor", esclamando a destra e sinistra che lui, il potente Mefisto, compirà una vendetta terribile sui pards. il fatto che a parte Medina, il più fidato, nessuno, nemmeno la sua fida Ruth, fino a questo memento sappia che è Mefisto, fa capire come non gli sia capitato prima d'ora di fare simili discorsi di fronte ai suoi sottoposti... Ma pare solo un momentaneo attacco di megalomania. Il giorno dopo è di nuovo lucido. Progetta di uccidere Tex lontano dal manicomio, e non fare nulla contro di lui finché si trova fra quelle mura (confrontare il suo comportamento nel terzo albo). Si preoccupa di creare la messinscena per i pards. Se il suo piano avesse successo, la morte di Tex e degli altri sembrerebbe un "normale" incidente, senza portare sospetti su di lui. Il fallimento di quel piano provoca un 'altro scatto d'ira. Accusa gli Angeli Neri, che gli ribattono le sue colpe e i suoi errori, facendolo infuriare. Diventa più imprudente. Rapisce personalmente Devlin, e nel farlo dichiara un'altra volta la sua identità non solo a Devlin ma anche ai suoi sottoposti. Stavolta LASCIA una traccia fatta di diversi testimoni che potrebbero condurre le indagini fino al suo manicomio (e infatti, le sbrigative indagini dei forzuti amici della palestra giungono subito al suo nome). Poi tenta di nuovo di uccidere i pards. Ed effettivamente, se il piano riuscisse perfettamente, il "macellaio" li ucciderebbe, ma dubito che Mefisto lo ritenga in grado di farlo. E infatti ha subito pronto il piano b, il gas. Che gli consegna Tex e Carson vivi. Notare che Mefisto è sempre meno razionale. Lascia sempre più tracce. Fa sempre più errori. Come se la presenza di Tex gli impedisse di ragionare razionalmente. Alla fine del secondo albo, anche se ha lasciato troppi indizi e la polizia indagherà al manicomio, almeno contro Tex e Carson ha vinto. La scena successiva con Yama fa vedere che solo uno stregone che comanda i demoni può risvegliare Carson (e quindi anche Tex) Ma è Mefisto stesso a svegliare Tex. Perchè non può bastargli sconfiggere Tex, ha BISOGNO che Tex veda il suo VERO trionfo. Così risveglia il suo peggior nemico. Di fronte a Tex, Mefisto regredisce man mano alla sua "solita" folle megalomania. Ricomincia a comportarsi da "mad docton". Tenta di far rapire Kit e Tiger in città, di fronte a numerosi testimoni, dai riconoscibilissimi criminali che ha "salvato" dal carcere, travestiti da poliziotti. Dopo progetterà di sterminare tutta la pattuglia di poliziotti che arriva al manicomio, anche se al comando sicuramente sanno dove sono andati. Più si infuria, più Mefisto diventa irrazionale, imprudente, e fa errori. E nulla lo fa arrabbiare più di Tex. Per questo le sue azioni alla fine non collimano con quelle iniziali. Perché dopo anni di totale segretezza fa cose così appariscenti? Perché sta perdendo la testa. Perché prima razionalmente tenta di uccidere Tex senza creare sospetti, e poi lo cattura e addirittura lo libera dal sogno e gli lascia una lama vicina? Perché sta sempre più perdendo la testa. Per questo non condivido la critica sul fatto che il suo piano sia "incoerente". La sua discesa nell'irrazionalità invece è perfettamente coerente e progressiva. Sarebbe incoerente se Mefisto alternasse azioni razionali a folli senza un ordine preciso, ma qui l'ordine c'è, e abbastanza evidente...
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  4. (in realtà non avevo finito, ma ho preferito dividere il post per rischiare di meno di perdere tutto cliccando il tasto sbagliato) -fine parte uno - inizio parte 2: dove vado dal generale alle risposte ai messaggi precedenti: ...che in gran parte vendono meno dei Bonelli. E se fosse solo questione dei video su You Tube, ce ne sono tantissimi anche dedicati ai fumetti Bonelli, mi sa che ci sono serie che hanno più video su you tube che lettori... L'approccio "facciamone parlare su You Tube, così vende di più" ha avuto un sostenitore alla Bonelli, che l'ha messa in atto: Recchioni su Dylan Dog. "far parlare di Dylan Dog" è stata dall'inizio la sua strategia, e ha funzionato benissimo... nel far PARLARE di Dylan Dog. Non si è mai parlato tanto di Dylan Dog come adesso. (ai tempi delle 500.000 copie non esisteva ancora il web). Solo che, come hanno scoperto alla Bonelli, far PARLARE non corrisponde direttamente a FAR VENDERE... Alla fine, "le parole stanno a zero", il punto è... quel fumetto PIACE? Se piace, la gente ne parlerà da sola, senza bisogno di fare polemiche in cerca di pubblicità... se NON PIACE, se ne parlerà comunque male, e crei solo pubblicità negativa. La Francia è un mercato diverso da sempre. Non so perchè. Hanno sterminato per tempo tutti i pedagoghi? Chissà, ma in generale, in Francia leggono di più. Punto. In Italia abbiamo percentuali di analfabeti funzionali terrificanti, e culturalmente da sempre c'è l'idea che chi legge è un fesso, che va deriso (secondo un monologo televisivo di Saviano, in Campania "leggere molti libri" sarebbe considerato segno di essere "ricchione". Non so se è vero, io non sono campano, lui sì. Qui al nord hanno fatto più danni i pedagoghi spandendo le loro farneticazioni sui fumetti, se ti vedono leggere in un autobus la Divina Commedia pensano sei un professore o qualcuno che, poveretto, lo deve fare per lavoro, se ti vedono leggere Dampyr o Maus pensano che sei un bambinone. E questa è l'opera della scuola e dei pedagoghi, che ti devono insegnare che leggere è uno schifo faticoso che devi fare solo per trovare lavoro tramite una laurea, e che i fumetti sono solo per i bambini meno intelligenti perchè non ti servono per prendere il pezzo di carta) È vero che si citano oggi spesso numeri trionfanti sulla quantità dei libri per bambini venduti (sempre una miserie rispetto a quelli venduti in Francia), ma il fatto che questo si associa all'aumento continuo degli analfabeti funzionali mi fa sospettare che ai libri VENDUTI (magari ai genitori) magari non corrispondono libri LETTI. E il fatto che molti di questi libri sembrano fatti sulle indicazioni "formative" di pedagoghi garantisce che chi li leggerà odierà in breve tempo anche solo l'idea di leggere un libro. (sarei molto, molto più ottimista sul futuro della lettura in Italia se mi dicessero che i libri consigliati dai pedagoghi non vendono più un tubo mentre sta aumentando il numero di pornazzi letti da minorenni: abbiamo bisogno di più lettori entusiasti e soddisfatti e di meno pedagoghi...) Ma insomma, il riassunto è: in Italia si venera l'ignoranza, l'analfabetismo è un vanto, la scuola deve servire da parcheggio dove pescare schiavi obbligati a lavorare gratis, e poi ci si meraviglia che in Francia leggano di più? Sui cinecomics, il loro paradosso dimostra un fatto semplicissimo: il film di qualcosa non basta a far vendere quella cosa. Il film di Thor incassa oltre un miliardo di dollari (sono oltre cento milioni di spettatori...) e il suo fumetto non aumenta le vendite, anzi calano ancora, meno di uno spettatore ogni mille probabilmente compra Thor. Perchè? Perché il fatto che qualcuno abbia voglia di andare al cinema non vuol dire che solo per questo abbia voglia di leggere fumetti. I casi di fumetti che hanno avuto un boom di vendite dopo un film sono legati a STORIE (il Corvo, Watchmen - che comunque aveva già superato due milioni di copie senza il film - Scott Pilgrim, Sin City etc.) mentre i film legati ai PERSONAGGI non ne hanno in genere alcun beneficio (e qui si vede un possibile motivo per cui invece gli anime avvantaggino spesso i manga: di solito si tratta appunto di storie, con un inizio e una fine...) Ma qualunque si la causa... i film Marvel sono stabili al top degli incassi, ma i fumetti Marvel non vendono un tubo (fanno eccezione i fumetti classici ristampati come allegati con un certo successo, ma lì scatta la nostalgia per fumetti che all'epoca vendevano molto di più). Con gli Anime c'è un aumento di vendite, ma partendo da cifre piccole, a parte pochi casi eclatanti di grandissimi successi internazionali spinti da film , serie TV, videogiochi, etc (investimenti totalmente fuori dalla portata della Bonelli) rimangono comunque cifre piccole. E SEMPRE anche nel caso dei giapponesi, PRIMA una serie a fumetti ha un grandissimo successo (che da quelle parti può voler dire milioni di copie, lì vale lo stesso discorso della Francia, tutti i pedagoghi saranno stati costretti a fare harakiri dopo i loro primi spettacolari fallimenti), POI si investe in film, videogiochi, etc. Insomma, con il tempo, "i soldi veri" hanno capito che non ha alcun senso sperare di promuovere le vendite di un fumetto con un film o una serie, avrebbe lo stesso senso del costruire a debito una portaerei sperando di vendergli poi un portacenere. Con le vendite dei fumetti un film non te lo paghi, stop, basta sognare. Quello che funziona invece è guardare i fumetti che GIÀ vendono, perchè significa che la storia piace, e quindi ha senso farci un film, ma PER GUADAGNARCI CON IL FILM, non certo con il fumetto... Un boom molto gonfiato. Prendi le cifre (giustamente trionfali) che pubblica la BAO sulle loro vendite. E guarda le cifre che pubblica sulle vendite di Zerocalcare. Togli alle vendite sbandierate di "tutta la Bao" le vendite sbandierate del solo Zerocalcare (che ormai vende duecentomila copie di ogni nuovo libro e continua a vendere anche i vecchi, quindi la cifra è in continuo aumento). La differenza dividila per il numero dei volumi NON di Zerocalcare, e guarda quanto vendono, IN MEDIA (quindi, molti vendono meno) gli altri. il risultato che ottieni è "o è una ristampa che hanno pagato pochissimo, e quindi forse qualcosina hanno guadagnato, o l'autore ci prende meno che se fosse andato a raccogliere pomodori in nero" (e qui forse intuite come mai i disegni delle graphic novel sono via via sempre più stilizzati: necessità artistiche? No, necessità che l'autore se vuole campare deve andare di corsa a fare un altro lavoro e quindi disegna in fretta nei ritagli di tempo fra la consegna di una pizza e l'altra...) Non esiste nessun boom delle graphic novel in Italia. Esistono invece due fenomeni che vengono raccontati come "boom delle graphic novel" dai giornalisti che fanno marchette pubblicitarie: 1) Un boom, stratosferico, di Zerocalcare, e solo di Zerocalcare. (associati a piccoli successi di altri autori come Gipi, ma molto inferiori, e sono anche questi pochissimi) 2) Molti editori si sono accorti che se pubblicano "a graphic novel" possono (1) prendere i diritti all'estero pagandoli ancora meno (un singolo volume costa meno di una serie) o (2) scaricare le scarse vendite sull'autore, pagandolo molto meno (a percentuale), guadagnandoci qualcosina anche da un libro che venda pochissimo. Se ne pubblichi 200 senza spendere praticamente un soldo per la promozione ci paghi tutte le spese della casa editrice... Si era già visto, con il boom delle "scuole di fumetto", che in Italia in tanti sono disposti a pagare loro nella speranza di diventare un giorno un "autore di fumetti" (ma pensano di riuscirci seguendo gli insegnamenti di qualcuno che nel settore non lavora più perchè non vende e quindi insegna, piuttosto che studiarsi i pochi fumetti che possono ancora offrire lavoro). di gente disposta a fare "graphic novel" praticamente gratis se ne troverà sempre... Ecco, qui finalmente per me tocchi il punto dolente. Lasciamo stare il paragone con manga e supereroi (ristampare non è produrre), lasciamo stare voli pindarici sui film (i film fanno storia a parte), lasciamo stare il boom delle Graphic Novel (che non esiste), la cosa davvero assurda è questa: Hai, in un momento in cui praticamente NIENTE vende, alcuni casi di grandi successi. Nel caso di Zerocalcare, un successo che non si era mai visto in Italia, e... il mondo del fumetto "popolare" chiude gli occhi e strilla "la la là non sento, non sento, non mi riguarda!"? Ora, i grandi Editori del passato erano soprattutto grandi fiutatori di qualsiasi moda o novità che potesse vendere. Poi la copiavano, magari in maniera cialtrona, ma a volte no. Il Piccolo Sceriffo vende? La Bonelli lancia subito una nuova serie in quel formato (forse la conoscete, si chiama Tex), usando il "genere" che vende di più in quel periodo, il western. Nasce Diabolik? Subito partono Kriminal, Satanik, Zakimort. E il più grande successo degli anni 80 per l'ediperiodici probabilmente è stato "il paninaro". Non dico che dovrebbero scopiazzare Zerocalcare, creando serie con personaggio romani che parlano a vari animali invisibili. Sarebbe ridicolo e anche patetico. No. Quello che dovrebbero fare è analizzare il successo di Zerocalcare, per vedere se può dargli informazioni su quello che cerca quel pubblico. Oppure, meglio ancora... poteva pubblicarlo direttamente la Bonelli. Zerocalcare si autopubblicava. La Bao ha avuto le antenne pronte e quando ha saputo di questo nuovo autore, l'ha cercato e gli ha proposto di pubblicare le sue opere. Avrebbe potuto anche essere la Bonelli. Se qualcuno alla Bonelli avesse guardato qualcosa fuori dalla Bonelli. Mentre invece mentre Zerocalcare aveva già passato le centomila copie a volume e veniva intervistato in TV, la maggior parte degli autori Bonelli o cadeva dalle nuvole ("Zerocalcare chi?") o minimizzava ("è una moda, fra cinque anni non se lo ricorda nessuno" - in realtà cinque anni dopo è a 200.000 a volume e ha prodotto la serie Netflix italiana di maggior successo, e sta venendo pubblicato in Francia e negli USA), o peggio ancora sparava le solite quattro fregnacce marcie sul "fumetto d'autore" ("noi non facciamo fumetto d'autore, facciamo fumetto popolare" - ma che vi siete fumati, Giuda ballerino? Pubblicate roba che non se la fila nessuno e pensate di essere "popolari"? Zerocalcare, LUI è "popolare" e vende "al popolo", voi fate roba che se la leggono al massimo al circolino dei fanzinari amici vostri. Chi sarebbe "popolare" qui?) Autoreferenzialità, incapacità di vedere cosa c'è fuori, disinteresse verso le tendenze del pubblico (e in generale per il pubblico)... boh, mi sembra la descrizione di un impiego statale. E se alla Bonelli si vedono come impiegati statali, non mi meraviglia l'ostilità di tanti verso Zerocalcare: se hai un impiego statale non te ne importa tanto della soddisfazione del pubblico, ti importa soprattutto che non arrivino altri magari più bravi di te che non ti portino via la promozione... TUTTE le idee sono VECCHIE! Le idee sono ad un soldo la dozzina. Non valgono niente. Pensi che se ti veniva l'idea "faccio un fumetto con protagonista un romano lamentone che parla con un animale invisibile" avresti venduto tanto quanto Zerocalcare? (e poi, per me la vera grande idea geniale di Zerocalcare è l'Amico Cinghiale. Quello per me sono in tanti a mordersi le mani per non averlo inventato. E il bello è che Zero insiste che esiste veramente...) E poi... "animale immaginario parlante" sarebbe un'idea nuova e innovativa? Calvin & Hobbes? Francis? Pinocchio? Le idee sono ad un soldo la dozzina. Tutti ne hanno centinaia, gratis. Se ti pare originale ce l'hanno avuta già in mille. E se è anche una BUONA idea, vuol dire che è vecchia perchè avrà funzionato anche in passato. "filmarmi su you tube mentre faccio a testate contro un intercity in corsa" è un idea innovativa (anche se comunque non originale, per me qualcuno l'ha già fatto), nessuno l'ha avuta prima che inventassero gli intercity. "esprimo la mia visione del mondo facendo finta di parlare con esseri invisibili" è un idea vecchissima che ha già dato vita a moltissimi best-seller (e anche a diverse religioni) In genere, se un idea è buona, è vecchia. Quindi la ricerca di "idee innovative" non ha senso. Pensi che certi autori siano scarsi perchè non sono stati forniti di adeguate "idee innovative"? No, sono scarsi perchè sono scarsi. Puoi dargli l'idea che ti pare, il livello del risultato non cambia. Mentre se un autore è bravo ti tira fuori una bella storia da idee vecchissime. Il problema non sono le idee, è la bravura di chi le dovrebbe mettere in pratica. E se hai autori che rovinano qualunque idea, producendo roba noiosa, finisce che ti allevi un pubblico che pensa che la colpa di quelle ciofeche sia delle idee, e non degli autori che le hanno realizzate...
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  5. Scusa, ma fatico a capire il senso di questa affermazione. Cioè, c'è una logica dietro? O è una frase fatta? Perché dire che oggi ci sono sempre più "competitor" (verissimo) significa che il lettore ha sempre meno tempo e più alternative, quindi dovresti aumentare la QUALITÀ, non la QUANTITÀ. Aumentare la quantità abbassando la qualità è controproducente se hai dei concorrenti. Infatti, non è MAI una strategia per "battere la concorrenza", perchè si basa sul fatto che NON HAI CONCORRENTI su un "qualcosa" (Tex) che puoi produrre solo tu, e nessun altro, e che ha un valore affettivo per molti acquirenti. In pratica "svendi" per far cassa la benevolenza che altri hanno accumulato nel corso di decenni. Guarda, io invece mi sono reso conto che "essere criticone" (cioè AVERE DEGLI STANDARD E CERCARE LA QUALITÀ) è un elemento ESSENZIALE per "godersi la vita". Perché una vita passata ad accettare DI TUTTO, per paura che gli altri ti dicano che sei "criticone"... vuol dire ingoiarsi tanta ma tanta di quella robaccia, che la vita te la godi ben poco! Col in tempo e i soldi risparmiati non comprando un maxi di Nizzi, mi compro una bella pizza napoletana e poi un bel gelato! E mi sa che la vita me la godo più io del poveraccio che quel mattone se lo deve pagare, leggere e poi trovargli posto in casa!
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  6. Io invece mi sa che lo lascio in edicola, anche se non sono sicuro che non cambierò idea (magari attendo che ci siano le recensioni nel forum) Gli autori Bonelli e i critici che di fronte alle lamentele sulla proliferazione delle uscite rispondono "che problema c'è, se non lo vuoi non comprarlo" dimostrano purtroppo (purtroppo per la sopravvivenza della casa editrice, intendo) una preoccupante mancanza di comprensione di come funziona l'impulso all'acquisto nei "fan" (e quindi, nei loro lettori). A dirla tutta, una mancanza di comprensione molto strana per gente il cui mestiere dovrebbe basarsi proprio sul comprendere certi meccanismi. (poi però vedi l'andamento delle vendite e cominci ad intuirne le cause...) Un "fan", contando fra questi anche i semplici lettori regolari, acquista in automatico. È una cosa abbastanza ovvia e normale: se ti piace Harry Potter ne compri tutti i romanzi che escono, non uno sì e uno no. Aumentando le uscite, specie se viene fatto chiaramente per "spremere il limone" senza una motivazione basata sulle storie, è nella normalità delle cose che ci siano cose che non piacciono, e all'aumentare delle uscite saranno sempre di più. Fino al momento in cui il "fan" decide di lasciare una di quelle cose in edicola. Forse certi "esperti di marketing" della domenica pensano che questa cosa non cambi niente, e poi rimangono ogni volta stupiti di come, storicamente, queste manovre facciano crollare le vendite in maniera più che proporzionale (cioè, si è visto che se aumenti le uscite man mano, una volta superata la soglia di tollerabilità di troppi lettori, un aumento del 5% ti fa perdere il 10% delle vendite. Cioè non ti comprano nemmeno albi che ti avrebbero comprato senza quell'aumento). Non capiscono che quando lasci in edicola il primo albo, cambia tutto l'atteggiamento mentale. PRIMA ti chiedevi "ci sono motivi per cui NON dovrei comprare questo albo? Gli altri li ho già tutti...", e quindi, nel dubbio o nell'indifferenza per un dato autore o un dato albo, compravi. DOPO ti chiedi "c'è un motivo PER comprare questo albo? Tanto già me ne mancano, cosa conta se me ne manca uno in più? Così risparmio soldi e spazio...", e quindi, nel dubbio o nell'indifferenza per un dato autore o un dato albo, NON COMPRI. Io mi sono comprato un sacco di ciofeche di Nizzi che non ho letto e non leggerò mai, per non avere "buchi nella collezione" (il costo, in termini di soldi e spazio, all'epoca era ridicolo, erano 12 albi all'anno, non 40, e costavano molto meno di oggi rispetto all'inflazione), e in base a quello che so di TUTTI i miei amici che leggono fumetti Bonelli, fino ad un certo punto abbiamo fatto cosi, anche se c'era un autore non gradito non si lasciava un "buco" nella collezione. Poi alla fine ti stufi e non lo fai più. E parte la frana. Faccio l'esempio personale con Dylan Dog. Per anni li ho comprati tutti, anche se c'erano autori che non gradivo (Chiaverotti per esempio). Poi quando hanno iniziato con special, maxi, dylandogoni, Color Fest, etc ad un certo punto mi sono stufato e ho iniziato a non comprare quelli di Chiaverotti e Montanari e Grassani e altri autori che non gradivo. Ma a quel punto scatta il cambio di prospettiva che citavo prima: se lascio lì quelli di Chiaverotti perchè comprare gli altri? Devo avere una ragione. Quindi sono passato in fretta dal "non comprare quelli di X, ma comprare gli altri" a "comprare SOLO quelli di Y e Z, e lasciare lì tutti gli altri di A, B, C, D, E, F, G, H.....". Dopo un po' compravo solo un Dylan Dog all'anno, forse meno. Dopo un po' non sono stato nemmeno più a controllare gli autori, non ho più nemmeno preso in mano un Dylan Dog in edicola... (questo è accaduto ANNI prima dell'arrivo di Recchioni, non c'entra niente, quando è arrivato - e la cosa è stata tanto strombazzata che mi ha incuriosito - gli ho dato una possibilità e ho ripreso ma poi ho perso qualunque fiducia visti i risultati e ho smesso d nuovo)
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  7. Concordo. E subito dopo da due iniziali capisce subito chi è il morto (non "sospetta", che dopo l'indizio delle iniziali sarebbe quasi ovvio: no, è proprio sicuro e sa già tutto quello che è successo... ) E non è l'unico "miracolo" che vediamo avvenire: i contadini pregano DISPERATI per la mancanza di pioggia, arriva Tex e DOPO DIECI MINUTI C'È UN TEMPORALE... da cui si capisce che Manfredi non ha mai fatto il contadino in vita sua, se pensa che le nubi temporalesche arrivino in cinque minuti senza essere annunciate nemmeno da un cambio di temperatura... Non ho molto altro da dire sulla storia, nel bene o nel male: non pessima, non eccezionale, dubito che la ricorderò in futuro, quindi meglio che ne parli adesso per un aspetto che mi pare quello più peculiare. Peculiare come le (non) reazioni che ha provocato in giro. Mi immagino così la scena: Manfredi legge le recensioni di qualche Tex di Boselli, e gli va di traverso il caffè, a leggere che nessuno mette più comprimari di lui, che nessuno ci mette i personaggi "grigi" come fa lui... e Manfredi si sente punto sul piano professionale. E fra lampi, tuoni e fulmini (che non mancano mai nelle scene di giuramento), grida che saprà scrivere una storia con tanti comprimari da fare il record su Tex! Contiamo i personaggi che sono (1) identificati e (2) parlanti (i due criteri di solito usati per distinguere i veri e propri personaggi dai passanti sullo sfondo): Abbiamo Billy, Martin e Josephine, la madre di Billy, e poi... quanti membri della banda di Wade? Erano in 14 (12 tolti Billy e Martin), 3 vengono stecchiti da Tex e Carson, hanno delle battute, viene detto il loro nome e quanto valgono. Non sono personaggi che appaiono più volte ma non sono nemmeno comparse sullo sfondo. Per adesso li tengo e mi riprometto di fare una scrematura più avanti considerando solo i personaggi più importanti. Comunque sono finora 16 personaggi. Non metto il ragazzino che chiama lo sceriffo anche se parla e ha un nome, non esageriamo, ma ci metto lo sceriffo che parla un sacco con i pards ed è caratterizzato individualmente. e siamo a 17. Poi arrivano Jeff Barnes e i suoi cacciatori di taglie (e sono 5, e facciamo 22 in tutto). Poi c'è Gordon Wills, Murray, Doc Spaulding, Johnson il barman, Rose, Yancey, Theo, Silver Kane e Gilbert, In tutto sono 31 PERSONAGGI nominati e caratterizzati! Per fare un confronto, nella recente storia di Mefisto in cui molti si sono lamentati per "i troppi personaggi", i nuovi personaggi erano : Ruth, il dottor Crane, Gradmore, Willy, Mister Morryson, Medina, London Crabbe, Hsiang Tao, Somerset, Duke e Lorna, il giudice Matthews, Madame Li. SOLO 13 PERSONAGGI. Meno della metà. Perché allora "il manicomio del Dottor Weyland" sarebbe una storia "con troppi personaggi", e la stessa cosa non si dice di questo texone? Forse perchè nella storia di Mefisto ci sono anche vecchi personaggi? Non trovo molto corretto sommarli, non sono la stessa cosa: i nuovi personaggi vanno presentati e caratterizzati e il lettore deve fare uno sforzo di memoria per ricordarseli poi, mentre su Tex tutti sanno già che sono Yama e Mefisto (e paradossalmente, se contassimo anche i vecchi personaggi dovrei contare anche Tex e Carson e questo texone raggiunge i 33 personaggi, praticamente un record!). Ma dai, leviamoci la curiosità e sommiamo pure quelli: sono Mefisto, Yama, Tom Devlin, Mike, Mandip, Tony Bamonte, Angelo, Bingo, Lefty, e Sam (e gli ultimi 4 per me sarebbero un unico personaggio, "la palestra Hercules", ma vabbè...). Contando anche questi dieci sono 23 personaggi. Contro 31. La differenza rimane notevole. Vogliamo contare i luoghi? Praticamente tutta la storia di Mefisto si svolge in un unica città e in un manicomio. Quante città tocca il Texone? Guardiamo le vicende? OK, sfido chiuque a fare lo schemino degli spostamenti dei 31 personaggi nel Texone con le varie motivazioni. "Personaggi grigi"? Nel Texone ci ne sono Billy, Martin, Doc Spaulding, Silver Kane e il cacciatore di taglie indiano. Nella storia di Mefisto non ce n'è nemmeno uno (anche se Duke e Lorna tradiscono Mefisto, lo fanno solo per avidità e paura) Chiarisco una cosa: NON SONO RIMASTO CONFUSO DAGLI AVVENIMENTI DEL TEXONE, E NEMMENO DI QUELLI DELLA STORIA DI MEFISTO! Entrambe le trame presentano complicazioni, ma non certo al livello di essere poco comprensibili. Solo che mi chiedo come sia possibile che ci siano tante proteste per i "troppi personaggi" (13) e non ce ne siano per 31.... Se la storia dei troppi personaggi è una critica reale e non una "frase fatta" tirata fuori quando si parla di Boselli, per me vuol dire che il problema in realtà è un altro: cioè, se effettivamente c'è qualcosa che rende poco comprensibili al "lettore medio" le storie di Boselli... si vede che non è il numero di personaggi il problema. A parte queste comparazioni numeriche, ne ho una qualitativa: Per molti aspetti, questo Texone mi ricorda il primo di Manfredi, "Verso l'Oregon". Entrambi sono dei viaggi, di diversi personaggi che si incontreranno solo nel finale. Un viaggio in cui i pards vengono ostacolati non solo dalle persone ma anche dagli eventi naturali, frane, alluvioni, etc. In entrambi ci sono continui cambi di location e cambiano le persone che i pard incontrano. E le similitudini finiscono qui... mentre le altre differenze sono tutte "negative" per questo Texone. Mentre in "Verso l'Oregon" la destinazione e le motivazioni erano chiarissime, e tutti puntavano dritti come un fuso sin dall'inizio perso un punto, qui i personaggi vagano un po' come api impazzite. Se in "Verso l'Oregon" da una parte imparavano a conoscere le compagne di viaggio di Tex e Carson, e Tex e Carson erano personaggi a tutti gli effetti di quella carovana, con le loro reazioni e i loro sforzi, qui i vari personaggi sembrano sagome, anche Spaulding che dovrebbe essere borderline alla fine si mostra una pasta d'uomo che potrebbe tranquillamente anche essere un serial killer, la sua (assente) caratterizzazione giustificherebbe entrambe le cose. Tex e Carson qui non sono personaggi, sono una "funzione narrativa", servono a sfoltire man mano i cattivi e non fanno altro. Come dicevo, non un pessimo texone, anche se abbastanza arzigogolato e di sicuro non memorabile. Ma il confronto con Verso l'Oregon, proprio anche solo a livello di caratterizzazione dei personaggi, fa vedere quanto sia calato ultimamente Manfredi come sceneggiatore...
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  8. non sono un fan di Mefisto, come non sono un fan delle storie magiche. detesto il "gotico" e non mi piacciono le ambientazioni a sfondo "psichico", con manicomi e affini. però... però ho deciso di leggere la "Mefistolata" (in questo caso non uso il termine con accezione negativa come fa Diablero) in modo tranchant, senza volontà aprioristica di rigetto, e... per me invece, al netto che la precedente mefistolata non mi è mai piaciuta (e qui uso il termine con accezione negativa) fu una felice idea di Nizzi non riprendere Yama insieme a Mefisto...la figuraccia di Blacky in questi tre albi è dovuta al fatto che la presenza "in scena"del figlio di Mefisto sia ovviamente messa in subordine a quella del padre. Borden, per non affievolare il carisma e la centralità del Demonio Padre, mette in nuce la debolezza del figlio, cosa che avviene anche con Kit Willer, che "manca" anche in questa storia la sua piena maturità,non capendo nell'ultimo albo, nonostante le raccomandazioni di Tiger Jack, che Tom Devlin è sotto l'influsso di Mefisto... Borden in ciò ha sbagliato?ni...è vero che così facendo ha bruciato un bel personaggio come Blacky (posso dire? a me Blacky nelle precedenti storie di Glb piaceva più di Mefisto) ma allo stesso tempo ha rappresentato nuovamente Mefisto come la perfetta nemesi di Tex: uomini superiori, quasi perfetti, uno il bene l'altro il male ma due facce di una stessa medaglia....il rapporto di superiorità tra padre e figlio in questa storia è lampante per entrambi i personaggi principali (Tex e Mefisto). Per concludere: una buona storia, con picchi alta classe ma che anca dcisamente il capolavoro con l'ultimo albo
    3 points
  9. Storia che possiede luci e ombre notevoli, per mio conto. Diciamo subito che potrebbe esserci qualche spoiler, quindi se non l'avete letta non andate avanti in queste righe. I primi due albi sono, a mio parere, magistrali. L'atmosfera malata del manicomio (coadiuvata dai notevoli disegni dei Cestaro), è davvero convincente. I pazzi sono da brividi. Mefisto, più invasato e deciso che mai, fa davvero paura e la vicenda è snodata con grande padronanza di ogni momento narrativo....per i primi due albi. Si arriva all'ultimo albo con entrema curiosità, ma qui avviene ciò che talvolta accade con Borden, ovvero la vicenda si intrica, succedono troppe cose che lasciano anche confusi e soprattutto si cade a capofitto in incongruenze od errori che invece non sono consueti. Intanto la polizia, gli amici della palestra, Kit e Tiger, Tex, Carson, Mefisto e Yama tutto assieme in questo albo finale, dentro il manicomio, è troppa roba. Borden perde a volte il senso della misura e qui ci cade a capofitto. Poi...ok che Yama è un pirla, ma qui si esagera. Sa fare solo danni. Addirittura risveglia Carson da un sonno ipnotico che lo avrebbe certamente portato alla follia permanente e permette a Tex di liberarsi (in modo comico...tramite un pugnale incandescente che va a sciogliere dei legacci che solo pochi minuti prima aveva definito praticamente impossibili da far cedere, e ovviamente senza bruciarsi lui, non sia mai...). Yama chiamato inetto anche dal padre, un vero e proprio ragionier Ugo Fantozzi che si aggira per la storia cone un deficiente. Mefisto fa due errori capitali. Il più importante è quello di aver richiamato al mondo reale Yama, vera sciagura. Ma anche lasciare il pugnale di fianco a Tex è una bella boaiata. Ovvio, Mefisto DEVE sbagliare, sennò vince, coi suoi poteri, ma magari non finire nel mondo del Ragionier Ugo sarebbe meglio. Ma la figura peggiore la fa il povero Kit Willer. Mi perdoni Borden, ma quando l'ho visto avvicinarsi al finto pazzo sul letto, incalzato da "non ti preoccupare, per il riconoscimento ti devi avvicinare", mi sono sentito più o meno come nel famoso "Tex sei tu?" del Mefisto! di Nizzi. Una scena surreale, che il figlio di Tex non si dovrebbe consentire. A questo punto ho davvero faticato a proseguire con l'ultimo albo, al punto che nella parte finale sono anche andato di corsa per concluderlo. Yama deficiente totale e combinaguai di professione, Mefisto che se ne va e lascia Tex con un pugnale a un centimetro dalle mani, Carson che viene svegliato in quel modo dagli inferi della pazzia, Kit che fa la figura del fesso completo e tutto quel casino assurdo quando arrivano gli amici della palestra disarmati, che non subiscono nemmeno un graffio, mi hanno proprio tolto le sensazioni positive dei primi due albi, bellissimi. I disegni molto bene, a parte i volti dei pards che non mi convincono pienamente. Villa, però, e il miglior Galep, nelle storie di Mefisto, la spuntano decisamente. Storia da 9 nei primi due albi e da 5 nel terzo.
    3 points
  10. Terzo albo letto, dopo aver riletto le prime due parti. Scrivo la mia, anche io ho diversi dubbi, con possibili SPOILER . . . . . . . . . . Il terzo albo si mantiene su buoni livelli ma a mio avviso se questa storia avesse l'aspetto di un oggetto sarebbe quello di una campana. Parte come un diesel, fa scaldare il lettore nel primo albo, introducendo tutto ciò che c'è da introdurre e lo fa bene. Ti fa venir voglia di leggere il continuo e l'attesa di un mese si sopporta davvero a fatica. Disegni belli, giusti per la storia, anzi direi proprio al servizio della storia che per me è uno dei migliori complimenti si possano fare a un disegnatore (in questo caso disegnatori). Il secondo albo raggiunge vette davvero alte a mio avviso, con tantissima azione, dalla folle corsa sul promontorio con annessa apparizione della morte e di un diavolo, spaventosi, perfetti, scena davvero suggestiva, passando dal rapimento di Devlin, alla trappola quasi fatale per Tex e Carson nel vecchio edificio abbandonato. Quest'ultima scena del secondo atto è spettacolare, terrificante, angosciante, ma i nostri si battono fino all'ultimo, spettacolare Carson che spezza la corda al secondo colpo di pistola (si contano i millisecondi in questa scena), e il ragazzo che si cala dall'edificio ormai in fiamme dondolando alla campana, i cui rintocchi fanno da eco agli spari. Un richiamo della recente "le navi perdute" con la campana nella nebbia a fare da richiamo? Bello bello. Dopo le altissime vette, si scivola verso il terzo atto, vissuto in tempo reale o quasi (con i minuti che si sovrappongono alle vignette), quasi per intero nel manicomio. Terzo atto buono, ma più da storia normale che eccezionale (come invece si può supporre leggendo il secondo albo). Nel terzo albo qualche nota stonata a fronte comunque di una storia godibile e con degli ottimi disegni (anche se leggermente tirati via rispetto alla quasi perfezione del secondo albo). Note stonate che fanno si che per me, questa storia che ha sfiorato un 9 pieno, si assesti su una media di 8 (7 per il primo albo e il terzo, 9 per il secondo+ un bonus per la storia nell'insieme). - Si parte con la quasi inutilità di Tiger e Kit Willer. Si battono un po', più Kit che Tiger ma oltre a sfuggire ad un primo rapimento (per merito anche della polizia), comunque poi finiscono per farsi catturare alla seconda occasione utile (pur avendo la certezza di aver a che fare con Mefisto e avendo Tiger capito che Devlin non è chiaramente se stesso), e vengono liberati solo grazie all'intervento dei ragazzi della palestra. Forse invece di dare tanto rilievo a così tanti personaggi secondari, si poteva dare a Tiger e Kit Willer un ruolo maggiore nel liberare Devlin e mettere Mefisto tra due fuochi. - Tex si libera in modo troppo banale. Bella la tortura di Carson, ma difficile da comprendere il modo di agire di Mefisto, che torna ad essere terrificante per davvero rispetto alla macchietta Nizziana, ma non sembra averci guadagnato poi così tanto in termini di intelligenza. Alterna lo scherno e l'amore per il figlio, ma di fatto lo considera un imbecille eppure lo lascia da solo a controllare Tex e Carson. Risultato: Yama è un imbecille per davvero, e comunque il lettore non lo prende mai per un attimo sul serio. - Mefisto lascia un coltello piantato a pochi centimetri dalla mano di Tex. No no no non ci siamo Steve, mi sa che l'imbecille sei anche un po' tu. Lasciando perdere Tex in versione Hulk, che allunga le cinghie all'inverosimile, forse si poteva trovare un'altra via di fuga. - Mefisto rivela la sua identità a mezza San Francisco, sicuro di non pagarne le conseguenze. Risultato: tutta la polizia e un'intera palestra di forzuti invadono il suo manicomio. Well done Mefisto. Avrei comunque trovato più poetico vedere i 4 pard districarsi nel covo di Mefisto tra agguati e pazzi assassini senza tutto quel supporto, ma attraverso una sfida giocata tra passaggi segreti di un manicomio che deve averne molti. -Yama, per me totalmente inutile (almeno per questa prima parte della storia) se non a liberare di fatto i pards con le sue azioni da imbecille. Sarà meno forte del padre, ma di fatto non ne è nemmeno l'ombra. Un pazzo come molti altri (anzi meno temibile) all'interno di un manicomio. Ordinario rispetto a tanti criminali presenti nella storia. Tempo dieci minuti e tempo di fare una cazzata di troppo e Yama torna a fare il pazzo. Finora il peggiore della storia per distacco, sarà una palla al piede anche nel secondo? Magari Mefisto alla fine della storia in sette albi uscirà sconfitto male ma non morirà del tutto, in modo da poter tornare tra vent'anni. Ma questa rappresentazione di Yama come un pazzo all'ultima spiaggia mi fa pensare che forse almeno lui verrà ammazzato per sempre (e ci starebbe), così da accontentare almeno in parte chi vuole il mondo di Mefisto fuori dal mondo di Tex senza far danni irrimediabili e sacrificando una pedina sacrificabile. Una possibile morte di Yama potrebbe dare a Mefisto una ragione di ritorno tra tanto tempo, con l'odio per il ranger ogni oltre confine immaginabile. Mefisto dice chiaramente di voler ammazzare l'unico figlio di Tex di fronte al ranger, chissà magari subirà una sorta di beffa subendo proprio lui questa sorte (in fondo Yama è l'unico figlio di Mefisto). Sembrano dettagli abbastanza pesanti per come riportati e dal mio punto di vista lo sono se messi a confronto con la quasi perfezione del secondo albo, ma nonostante questi aspetti che non ho molto gradito, la storia nel complesso è riuscita bene, non era facile infatti trattare il ritorno di Mefisto, e soprattutto andrà rivista in parte dopo averne letto il seguito che sicuramente ci terrà incollati alle pagine!
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  11. Ti consiglio di recuperare le sue prime storie (anzi, di recuperare in generale TUTTO il Tex di GL Bonelli). Sui motivi della creazione di Kit Willer ne ho lette tante, ma ci sono troppe cose che non tornano. Dicono che è stato creato sull'influenza del successo degli "eroi ragazzini" tipo Capitan Miki (il vero, grande successo dell'epoca, aveva vendite altissime e Sergio Bonelli ha ammesso diverse volte che le invidiava e lo studiava per capirne il successo. Alla fine l'ha capito: ha assunto gli autori (la esseGesse) mentre senza di loro Capitan Miki crollava nelle vendite... ). Però le date non tornano. GL Bonelli fa dire a Tex che ha un figlio all'inizio del 1951. Lo vediamo per la prima volta a Maggio del 1951. Ma il PRIMO NUMERO di Capitan Miki è del LUGLIO 1951, quindi Kit Willer è nato PRIMA! Si può quindi pensare che sì, le vendite di Capitan Miki possa aver influenzato il fatto che Kit Willer avesse il ruolo da "protagonista" più del padre nelle storie del 1952, ma non possono essere state il motivo della sue creazione. E poi negli anni dopo mentre Capitan Miki vende sempre di più, perchè Kit Willer torna in secondo piano? Certo, c'erano state altre serie di successo con personaggi bambini tipo il Piccolo Sceriffo o Sciuscià, ma non con QUEL successo, e soprattutto, non erano recenti, erano uscite prima di Tex, e GL Bonelli se ne era fregato e aveva creato un personaggio adulto. Perché cambiare nel 1951? Boh, spero che Bono parli un po' di questo nei redazionali della ristampa anastatica quando arriveranno a quelle storie, ci sono davvero un sacco di "verità rivelate" che si raccontano spesso nel mondo del fumetto solo perchè "le dicono tutti" che poi se vai a controllare sono impossibili e smentite da date e cifre Di sicuro c'è che all'inizio del 1951, metà della seconda serie, Tex si mette a fare il Lone Ranger con un simil-Tonto (non è un insulto, il partner indiano di Lone Ranger si chiama così, che ci posso fare?) chiamato Tiger Jack, mai visto né sentito prima, ed è rimasto vedovo di Lilith (si erano sposati 18 albi, cioè 18 settimane prima, nemmeno 5 mesi! poi dicono che in Tex non cambia mai niente, all'epoca i cambiamenti erano vorticosi!). Tex incontra Kit Carson, parlano brevemente del fatto che è vedovo, anche nei dialoghi con Tiger non si nominano mai figli... poi, qualche mese dopo, in una situazione di pericolo Tex pensa che "non rivedrà suo figlio" (immagino lo sconcerto nei lettori dell'epoca). Kit non si vede mai, è solo citato nei dialoghi. Maggio 1951, inizia la terza serie di Tex, e finalmente vediamo Kit, da bambino, che fa tiro a segno con arco e frecce mirando al cappello di Carson. Il fatto che sia chiamato "Kit" in onore di Kit Carson (con il vecchio cammello che si commuove) fa pensare che ancora all'epoca Bonelli considerava Carson una guest star ricorrente ma non un comprimario fisso, e non aveva pensato alla difficoltà di avere due personaggi con lo stesso nome (cosa che costringerà il povero Carson a farsi chiamare per cognome per il resto della sua carriera) e infatti qui Carson fa il Generale Davis, arriva, molla la grana a Tex e scompare dall'avventura. (In effetti, il gruppo si forma reclutando prima Tiger, poi Kit Willer, poi Carson per ultimo, che è abbastanza strano pensando che quest'ultimo diventerà il partner principale ed è quello apparso per primo) Gennaio 1952, quarta serie... e si potrebbe chiamare "Kit Willer prima serie, ospite d'onore Tex", visto che per gran parte della serie il vero protagonista è Kit. Che avrà 13-14 anni, quindi è giovanissimo (ma bisogna pensare che all'epoca quella era l'età in cui la maggior parte della popolazioni andava già a lavorare, la scuola dell'obbligo finiva a 12 anni). Ha il suo cavallo-meraviglia personale (Diablo, che verrà presto dimenticato), e la sua caratteristica principale è che un folle incosciente (ma non stupido, anzi la sua intelligenza risolve casi e salva Tex più volte, è "solo" imprudente, irruento e spericolato), con Tex ridotto a fare il "padre saggio e prudente" Questo è il periodo in cui kit è maggiormente caratterizzato, ma mostra un problema: una caratterizzazione simile impone che sia Kit a gettarsi nella mischia per primo, a rischiare per primo, con Tex che arriva per secondo: anche se poi è Tex che risolve la situazione, finisce comunque per metterlo in secondo piano e un po' a snaturarlo (mentre con Carson è lui che può fare il folle incosciente senza essere snaturato), e forse per questo Kit Willer rientra presto "nei ranghi". Però comunque per anni, successivamente, un suo ruolo ce l'ha. Oltre a quello che purtroppo ricopre più spesso, di "ostaggio catturato" (ma all'epoca era un ostaggio di tutto rispetto che non era facile da catturare e che aveva comunque la scena per gran parte del tempo, come in "Pony Express" o nella storia di Zhenda), aveva comunque scampoli in cui ricompariva la vecchia irruenza, oppure si sottolineava nelle storie come fosse l'unico dei pards che era davvero andato a scuola, facendo in pratica il ruolo delle giovani marmotte spiegando le cose ai pards meno acculturati (soprattutto Carson). Però, come avevo sottolineato prima... sono cose che rendono simpatico un RAGAZZINO. Se un ragazzo di 13 anni fa la Giovane Marmotta con Carson che è ignorante come un vero "uomo del west" dell'epoca, è divertente e sono entrambi simpatici: se lo fa un giovanotto di 20 anni è un saccente sapientone. Se ad essere catturato è un ragazzo di 14 anni, è eroico, se è uno di vent'anni ad essere sempre catturato è una palla al piede. Insomma, per me è stato un errore, temo irreversibile, l'averlo fatto crescere... si vede in alcune storie di Boselli come cerchi di ridargli un po' dell'ingenuità del ragazzino dell'epoca, come quando in "Winnipeg" si inventa (non si capisce bene da dove)che provi simpatia per il giovane pistolero, ma non funziona, se ti ricordi che dovrebbe ormai avere più di 20 anni, sembra scemo: se ne avesse ancora 14 sarebbe totalmente diverso...
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  12. Concordo in pieno. E aggiungo che nel Tex "classico", quello "vero", quello "tradizionale", si sono visti: 1) Mostruosi gorilla assassini (nel 1950) 2) misteriose civiltà segrete (diverse volte dal 1952) 3) Folli "mad doctor" che costruiscono mostruosità per dominare il mondo (dal 1957, Hellinger arriva dopo) 4) Mefisto con poteri medianici e magici (dal 1958) che evoca demoni (dal 1965) 5) Streghe immortali eternamente giovani che dominano i coyote (1959) 6) Dinosauri e trogloditi (dal 1960) 7) Mummie ritornate in vita che rifondano un impero (dal 1961) 8) Meteoriti dai misteriosi poteri (dal 1962) 9) Alieni extraterrestri armati di pistole a raggi (dal 1963) 10) Un armata di pellerossa comandata da capi indiani che indossano armature medievali che li rendono invulnerabili ai colpi di fucile. (dal 1965) 11) streghe che comandano lupi a distanza, profezie oscure che si avverano sempre (dal 1965) e poi via via demoni, stregoni, pietre che mummificano, zingare che tornano dalla morte, licantropi, un invasione di forme di vita aliene vegetali assassine, zombie, etc. Ora, capisco che oggi molti lettori hanno iniziato a leggere Tex tardissimo, con la "pallida imitazione" di Nizzi che era uno "sbirro realista che indaga su casi facili facendosi dare l'imbeccata dal soffia di turno" tipo un Nick Raider del west, e capisco (anche se un po' di meno) che quello sia il Tex che preferiscono, ma.... NEMMENO LEGGERSI GLI ARRETRATI PRIMA DI DIRE CHE SU TEX NON C'È L'HORROR? Attenzione, i "lettori tradizionalisti" SIAMO NOI, (o almeno, io mi ritengo tale) che vogliamo un "ritorno alle sue origini e alle sue radici" per Tex, che vuol dire anche un ritorno di certe tematiche e di Mefisto. Sono quelli che vogliono un Tex "sbirro realista" che sono i "lettori moderni che vogliono snaturarlo", sulla scia degli snaturamenti fatti nel corso degli anni soprattutto da Nolitta e Nizzi. Concordo anche qui. L'idea che Mefisto avrebbe IL MINIMO PROBLEMA a prendere il controllo di un manicomio con i poteri che ha, è più irrazionale e irrealistica di qualunque cosa presente finora in questa storia. Insomma... se accetti Mefisto (cioè, accetti il Tex "tradizionale"), accetti anche demoni, magia, controllo mentale, ipnotismo, illusioni... ma se poi mi dici nella storia che Mefisto, con i poteri che ha, ci mette più di cinque minuti a spacciarsi per direttore di un manicomio, QUELLO distruggerebbe la mia sospensione dell'incredulità! Fra l'altro, spacciarsi per un medico di paese come Fiesmot è MOLTO MA MOLTO PIÙ RISCHIOSO E DIFFICILE! Un direttore di un manicomio isolato fra le montagne? Mefisto non ha nemmeno bisogno di fingere o travestirsi, tutti quelli che ci vivono o sono al suo servizio e ai suoi ordini o sono imprigionati, non riceve visitatori, il giudice gli manda direttamente i nuovi pazienti senza che i secondini debbano mai vederlo... non deve nemmeno fare la fatica di travestirsi, è più isolato e al sicuro che quando era nascosto fra gli Hualpai. È il nascondiglio PERFETTO, dove può fare esperimenti in tranquillità e ci pensa la legge a rifornirlo di seguaci! Come Fiesmot, era costretto a VIVERE IN UN PAESINO DOVE SI CONOSCONO TUTTI, SEMPRE TRAVESTITO 24 ORE SU 24, sempre in mezzo a gente non controllata che non doveva sospettare nulla, e con malattie REALI che doveva guarire, non con malattie mentali dove la guarigione non è prevista... cosa fa il Dottor Fiesmot la prima volta che deve aiutare una donna a partorire, con una levatrice esperta che lo guarda e capisce subito che non ne sa mezza?
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  13. E infatti, per me è un errore "pompare" troppo Mefisto. Il Mefisto di GLBonelli è potente e sano di mente solo in "incubi", e lì viene sconfitto da un mago più forte di lui. Eppure credo che tutti i lettori di Tex concordino che la storia in cui è più minaccioso, apparentemente invincibile e dove Tex e pards se la passano peggio è "la gola della morte" dove non era tanto potente. Ma in quelle storie, Mefisto è come Yama. Fa errori, perde la testa, è "il vecchio pazzoide" come lo chiama Tex. Leggendo quelle storie non ho mai percepito come "strano" che Tex vincesse. Mefisto sembrava potente, ma non invincibile. I suoi poteri erano variabili, incostanti, limitati, la sua sanità mentale discutibile. GLBonelli si rende conto benissimo per me che a perdere sempre Mefisto viene sminuito, e punta tutto sull'effetto contrario: lo ingigantisce facendolo morire. Nel capolavoro "il figlio di Mefisto" Mefisto non viene ucciso da Tex, viene abbandonato dalle potenze infernali, fa una fine "epica" e spaventosa, e trasmette la sua eredità al figlio. Non è mai stato prima così epico, potente e sinistro come in quel momento. GLBonelli crea la leggenda di Mefisto proprio mentre lo elimina. E crea un avversario dichiaratamente "fallibile" in Yama, che paradossalmente, come ho già descritto in diversi post... dimostra di avere molti più poteri di Mefisto! Se stai a guardare quello che fanno nelle storie, Yama è molto, molto più potente di Mefisto! Ma può esserlo, perchè viene caratterizzato come uno che può fare tranquillamente tutte le cazzate necessarie per far vincere Tex. "Mica come suo padre" (che le faceva anche lui le cazzate, ma adesso tutto è dimenticato, con la sua morte Mefisto è entrato nella mitologia). Io onestamente fino al "figlio di Mefisto" compreso non ho MAI avvertito questa cosa che "sono troppo potenti per essere sconfitti". Mefisto non è mai stato poi così potente, Yama viene mostrato fare errori su errori da subito, è uno "studente" e viene tradito ripetutamente dai suoi stessi uomini. Purtroppo nelle due storie successive Yama non è caratterizzato così bene, da "studente" diventa semplicemente "coglione" e viene troppo sminuito come villain. Così si fa tornare Mefisto come demone fra i demoni, elevandolo ancora di più a "mito"... Mi si accuserà ancora una volta di avercela con Nizzi (in realtà è lui che se le tira, come si fa a fare tanti danni per tanti anni?), ma il problema attuale nasce da lui e dalla Mefistolata. Anche se poi lo fa agire da guardone nascosto in un sottoscala usando come complici semplici banditi da strada come se fosse un normalissimo signorotto locale (è chiaro per me che Nizzi all'epoca già sceneggiava a macchinetta senza manco pensare a che scriveva), ha fatto l'emerita cazzata di far risorgere Mefisto potentissimo e senza debolezze. È un errore da sceneggiatore dilettante. Tutti i grandi sceneggiatori da Caniff in poi si sono sempre preoccupati di creare villain con debolezze sfruttabili, fosse anche solo "è un idiota". Poteva far tornare Mefisto reso folle dall'aver "vissuto" all'Inferno per anni. Poteva essere tormentato dai demoni che reclamavano il suo ritorno negli abissi. Poteva avere la voce del mago di cui aveva preso il posto che cercava di tornare ad avere il controllo. Poteva essere indebolito nel fisico tanto da non avere il pieno controllo dei suoi poteri. O poteva semplicemente copiare GLBonelli anche lì e rendere i suoi poteri incerti in base ad altri fattori. Tutte cose che non avrebbero reso Mefisto meno "larger than life" ma anzi l'avrebbero fatto giganteggiare ancora di più (come sanno tutti gli sceneggiatori bravi: credete che il Dottor Destino sia meno epico perchè è sfigurato?). Ma no, Nizzi di cose inutili come la caratterizzazione dei villain se ne sbatte, deve fare la solita storiellina con il boss di paese che manda come emissari dei cowboys, anche se si chiama Mefisto chissenefrega... Con un Mefisto presentato come nel pieno dei poteri e senza debolezze, allora sì si avverte la cosa che dici. Nella Mefistolata Nizzi risolve con una gara a chi è più idiota fra Mefisto e Tex (faccio idiozie e mi faccio scoprire, ma io sono più idiota di te e non ti inseguo nemmeno). Qui Boselli per non far apparire troppo idiota Mefisto fa apparire come un totale idiota Yama. Avrei preferito un altra soluzione. Mah, nella prossima storia torna il mago più potente di Mefisto, spero che almeno per questo gran finale Mefisto e Yama non debbano mostrarsi troppo idioti per giustificare la sconfitta...
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  14. i manga soprattutto sono UN SISTEMA. Che lavora in modo industriale. Ogni editore ha delle riviste (di solito economiche con un numero spropositato di pagine, ma anche è se il modello di rivista più famoso non è l'unico. Per semplicità parlerò solo del modello più comune) su cui c'è una continua rotazione di autori. Storie finiscono e devono essere sostituite da altre storie. Si fanno continui sondaggi fra i lettori (ogni numero c'è la cartolina pre-affrancata per votare le storie partecipando a concorsi a premi), se una serie non piace ai lettori e/o non vende quando viene ristampata in volume deve poter essere chiusa in tre volumi esatti, il lettore non deve mai trovare storie senza conclusione. Se un autore non vende abbastanza la sua carriera è finita, avanti un altro. La concorrenza è spietata, e se sei fra quelli che vende poi devi produrre una puntata a numero, contrattualmente (poi per riuscirci puoi pagare di tasca tua assistenti anonimi, stroncarti di anfetamine o più spesso entrambe le cose, diversi ci lasciano la pelle come l'autore di Berserk). Su cento autori che arrivano alle riviste (che già è un traguardo che screma gran parte degli aspiranti) solo 2-3 riescono a proseguire, gli altri 98 vengono "scartati" perchè non vendono abbastanza e devono cambiare mestiere. Secondo voi quanti autori bonelli farebbero ancora fumetti con un sistema del genere? Per loro fortuna, un sistema industriale come questo richiede una massa enorme di gente che ci lavora oltre agli autori, prezzi bassissimi ed efficienza, e per funzionare richiede davvero MILIONI di lettori: in Italia per i motivi già citati non c'è mai stato un numero di lettori nemmeno lontanamente sufficiente per instaurare un industria simile, anche se qualcuno avesse voluto. Insomma, non basta disegnare gli occhioni grandi e i fumetti che si leggono a rovescio: devi avere anche tutto il Giappone, i giapponesi e la cultura giapponese attorno. C'è un fumetto molto divertente, "Mamma questa è l'Italia", che mostra (anche se non è specificamente dedicato a quello) lo "shock culturale" di un autrice di manga giapponese di fronte alla totale diversità del lavoro del "fumettaro" in Italia, l'ha scritto la moglie (giapponese) di Andrea Venturi, quindi sì, parla anche di Tex, (vi tocca comprarlo ) , ecco una rece con titolo e informazioni (troppe per metterle qui): https://www.tomshw.it/culturapop/mamma-questa-e-litalia-recensione/ In breve quindi: i manga giapponesi che ci arrivano solo i più venduti e famosi fra quelli selezionati fra quel 2% che riesce a lavorare perchè vende più degli altri. Togli questo sistema industriale di selezione, e fai fare ad un autore Bonelli un "fumetto stile manga", e sarà appassionante e divertente esattamente quanto quelli che faceva prima. Non diventerà più bravo o più divertente perchè fa gli occhioni tondi. Ma avrà molti meno lettori perchè i lettori Bonelli non sono abituati alle scorciatoie usate nei manga. Il fumetto italiano è artigianale, non industriale. Si tira su selezionando bravi artigiani (se ne esistono ancora...)
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  15. Buongiorno! In qualità di quasi-ex-giovane (compirò 32 anni a ottobre) e di quasi-ex-lettore di manga (quando One Piece sarà finito lo diventerò ufficialmente), mi sento di dire la mia in merito agli ultimi commenti e magari dare un piccolo contributo. (chiedo scusa se parte il pippone) La mia biografia fumettistica è la seguente: ho iniziato leggendo letteralmente di tutto come Topolino, Zagor, Il comandante Mark, qualche Tex sparso (che da bambino mi piaceva poco) e qualche manga come Dragon Ball. Nell'età dell'adolescenza le letture erano fondamentalmente divise in due: vari manga e qualche Bonelli. Pian piano, i Bonelli e qualche altro autore come Pratt, Manara e Crepax hanno preso il sopravvento al punto che oggi di manga leggo solo One Piece, cioè una volta ogni tre mesi circa, per il resto solo roba nostrana o francese. I manga che leggevo una volta o sono finiti o si sono interrotti da anni, mentre i nuovi non mi interessano. Da quasi-ex-lettore di manga (One Piece, L'attacco dei giganti, Berserk, Alita, Vagabond fra i principali) posso dire che quello che mi attirava inizialmente erano sì le trame avvincenti e le ambientazioni fantasiose, ma ciò che affascinava me e, per testimonianza diretta, i miei coetanei del periodo e ci convinceva a continuare a leggere quei fumetti era il fatto che i protagonisti fossero spesso degli adolescenti che crescevano e maturavano nel tempo man mano che proseguiva la storia e facevano esperienze di vita. Esattamente come accadeva a noi a 15/16 anni. Gatsu di Berserk è un ragazzo chiuso, scontroso e incarognito con il mondo, poi l'inserimento in un gruppo di compagni lo porta a crescere e a sentirsi parte di una comunità (ho semplificato scandalosamente, andatevi a leggere il fumetto); Mikasa de L'attacco dei giganti all'inizio è chiusa e repressa emotivamente a causa di un trauma infantile, poi lo supera e si apre alle altre persone; Usop di One Piece è un bugiardo fifone con complessi di inferiorità che, spronato dai compagni, trova le proprie qualità, le coltiva e le fa crescere. Sono questi personaggi imperfetti, acerbi e in divenire che popolano i manga e sono personaggi che crescono e cambiano, pur rimanendo sempre loro, esattamente come fanno gli adolescenti ed è per questo che risultano così affascinanti per quel target. Poi iniziano le esperienze di vita vera ed è il lettore stesso che cresce e matura e pian piano abbandona certe letture perché è andato avanti. A volte le abbandona del tutto, e io conosco gente che ha riempito la casa di manga per anni e adesso si legge al massimo la fattura del commercialista, oppure passa ad altro. Tex, ma in generale tutta la Bonelli, non offre personaggi di questo tipo: o meglio, quelli che cambiano e si evolvono sono casomai i comprimari della singola storia. Tex e i pards sono così, hanno il loro carattere e non cambiano più. Il che, per me, VA BENISSIMO, io non voglio che Tex cambi personalità e parta per un viaggio in montagna in cerca di se stesso, voglio che rimanga così com'è. Nei limiti del possibile dettati dalla rotazione degli autore, ma che non diventi un bounty killer! Però i manga hanno quest'arma in più: propongono dei protagonisti che sono in qualche misura uguali a loro e li inseriscono in un contesto fantasioso e non convenzionale. I lettori vengono attratti dal contesto del fumetto, e ci sta, ma se rimangono per 10, 50, 100 numeri, è per i personaggi. Ergo, i lettori di 15/16 anni in larga parte non leggono Tex perché non gliene frega niente: io stesso ricordo che da ragazzo provai a convincere alcuni amici (lettori di manga) a leggere Tex dicendo che era disegnato benissimo e che aveva storie avvincenti. Il tenore dei commenti fu il seguente: "Indiani e cowboy? Bah!" Da lì ho capito che quella del venditore non sarebbe stata la mia strada, ma ho capito anche che la percezione (che sia del tasso di criminalità, del clima o dei fumetti Bonelli) è il male del mondo e che per cambiare la percezione dei lettori o, più in generale, dei consumatori ce ne vuole. Significa investire una barca di soldi in marketing e comunicazione senza avere la certezza di un ritorno economico, roba che in tempi come questi ci vuole un gran coraggio a fare. Che poi, a ben vedere, la Bonelli a intercettare il pubblico degli adolescenti ci ha provato con Dragonero Adventures, 4Hoods e Creepy Past. Sono passati anni, ma secondo me in redazione ancora piangono al pensiero dei soldi che hanno buttato dalla finestra.
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  16. Primo voto! Ho comprato e comprerò tutta la serie, perchè rispetto al gigante è completamente un'altra esperienza di lettura. P.s. spero che in coda a questa serie sarà possibile ristampare altre avventure brevi a striscia di GLB come "la pattuglia dei senza paura"
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  17. Boh, sarà che non sto leggendo queste storie, ma ho visto l'interazione @borden-GLB nei primi quattro bellissimi numeri di Tex Willer e... Non mi ha dato il minimo problema. Sono cresciuto con i miti greci che, ogni volta che vengono raccontati da un nuovo autore, acquisiscono e perdono dettagli, ma mantengono il medesimo spirito e la medesima verità di fondo; solo, la pluralità delle versioni li rende più universali, molteplici, complessi. Non diciamo sempre che Tex è un mito?
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  18. Interessante... Quindi tu sei in possesso di un albo inedito di Tex, scritto da GL Bonelli, e che nessuno di noi ha mai visto? Una specie di "primissima edizione prima ancora della non censurata sulle strisce"? E come hai fatto ad impossessartene? Ci puoi fare gli scan? Perché nell'albo numero 3 che ho letto io, che è quello che hanno letto tutti gli altri che non si sono scandalizzati per quella scena, NON SI VEDE cosa fa Tex fuori dal saloon. Mentre invece, se dici che "è diverso" e che "contraddice" la scena fuori dal saloon, vuol dire che tu HAI quella scena scritta di GL Bonelli? Perché se non ce l'hai... ti stai arrampicando sugli specchi. Sulla base di una conversazione SUCCESSIVA in cui Tex STA LAVORANDO NEL CONTROSPIONAGGIO e quindi È SOTTO COPERTURA, Tex FA CONVERSAZIONE CON UN BARMAN che gli spiega chi sono Mefisto e Lily. Tu, partendo da questa scena, presupponi (perchè te l'ha detto il fantasma di GL Bonelli, immagino) che: 1) Tex se avesse visto il cartello fuori avrebbe INTERROTTO SCORTESEMENTE IL BARMAN per dirgli "GUARDI CHE LO SO GIÀ, STIA ZITTO" in un momento in cui il suo "lavoro" consiste nel FAR PARLARE IL BARMAN. 2) A Tex non può essere accaduto, in nessun caso, che qualcosa lo abbia distratto dall'ingresso al barman. Magari si è fermato venti minuti e si è scordato il manifesto. Nella storia originale si vede solo il dialogo con il barman. A parte tutto... qualunque sceneggiatore te ne trova MILLE di maniere per eliminare la tua presunta "contraddizione". Perché la tua "contraddizione" non si basa su quello che EFFETTIVAMENTE si legge nel fumetto originale, ma sulla TUA PERSONALE IDEA di come è andata quella scena PRIMA CHE INIZI IL FUMETTO. Secondo te (e non secondo GL Bonelli) Tex è entrato dritto come un fuso senza vedere cartelli, e adesso ti lamenti perchè la versione pubblicata non coincide con la tua... Fai così, la prossima volta per non correre rischi, scrivo alla Bonelli come devono svolgersi le scene NON mostrate da GL Bonelli, affinchè Boselli si possa sincronizzare con la maniera in cui le immagini tu...
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  19. La notizia di una seconda prova di Freghieri sulle pagine di Tex, per quanto mi riguarda, non può che essere accolta con estremo piacere. I suoi disegni saranno certamente, se non il quid in più, uno degli aspetti di maggiore rilevanza in una storia che, dalla breve anticipazione di trama, non sembra in tutta sincerità promettere di rimanere negli annali, in quanto sa molto di già letto e di trito e ritrito (unica parziale eccezione, forse, la presenza di una piacente vedova). Con ciò non intendo bocciarla a prescindere, aspetto anzi che esca in edicola per poterla leggere nella speranza di essere smentito, tuttavia una storia dalla trama simile mi induce a pormi alcune domande. In primis: era davvero il caso di pubblicarla in un'uscita bis, dunque de facto un'uscita straordinaria? Di conseguenza, se le uscite bis (tolta la meravigliosa storia sul bis dello scorso anno) devono essere di carattere così ordinario, vale davvero la pena proporre questo tredicesimo numero?
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  20. Siamo al solito copione che si ripropone, periodicamente, da qualche anno a questa parte. Cioè ogni volta che la Bonelli ci mette di fronte all'ennesima uscita extra di Tex, di cui ormai ho perso il conto. E come ogni volta devo leggere i commenti degli "ingenui" per i quali "che problema c'è, se non lo vuoi comprare lascialo in edicola", tanto l'importante è che ci siano sempre più storie da leggere, e pazienza se alcune faranno c..are perché sono scritte male e in fretta. Poi, come ogni volta, comprerò anche questo albo, ormai più per collezionismo che per reale interesse, dato che non mi aspetto poi molto da questa storia. Ma anche per me la corda comincia ad essere al limite della tensione e lì lì per spezzarsi, e temo che verrà presto il momento in cui comincerò a lasciare tutto in edicola fuorché le storie di Boselli.
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  21. In riferimento alle tante uscite proposte dalla SBE , IN PARTICOLARE IN ESTATE, di cui il TEX bis ne rappresenta l'ultima, voglio dire la mia . Sono un lettore di Tex da circa cinquant'anni , quindi si intuisce anche la mia età anagrafica ha questa passione ed oggi ha la fortuna di potersi permettere di spendere questi pochi euro per comprare le avventure del suo eroe . La SBE propone ed investe per produrre ed ottenere anche un utile d'impresa, Ci offre la possibilità di trascorrere una mezz'ora di serenità. Non obbliga nessuno! Non penso di rischiare un "overdose" leggendo 4/5 fumetti in un mese . lggo anche alche altra prosposta della SBE ed in Estate avendo più tempo compro anche le proposte a colori degli altri eroi. Certo a volte la qualità ne risente ed aumentando l'offerta aumenta anche la possibilità di sbagliare . Tuttavia mi sembra che ultimamente ci si lascia andare a considerazioni che vanno oltre misura, rispetto al prodotto fumetto. Il fumetto è un intrattenimento popolare , un tempo diffusissimo ! oggi sempre più di nicchia e non può lasciare , paradossalmente, il mercato sfornito , considerata la presenza di sempre maggiori competitor multimediali ( giochi, serie TV , manga, ... e chi più ne ha più ne metta) Quindi io comprerò tutto quanto la SBE pubblicherà di inedito su TEX, apprezzo lo sforzo di offrire prodotti diversi per qualità ( Oggi il TEXONE è considerato uno dei prodotti di maggior prestigio, ma all'epoca nacque per non pubblicare Buzzelli sulla serie normale, ... ). Grazie alle tante pubblicazioni stiamo scoprendo aspetti al contorno che sicuramente sulla serie regolare non ci sarebbero state (vedi lo speciale sul fratello di Tex, o quello su Mefisto (splendido nei disegni e nei testi) o Zagor, inoltre abbiamo la possibilità di apprezzare un parco disegnatori tra i migliori al mondo, di cui Freghieri è l'ultimo acquisto . Spero e penso che parecchi , la famosa maggioranza silenziosa, la pensino come me. Abbiamo la fortuna che il curatore si interfaccia con noi e a volte lascia anche trasparire le tante dinamiche e difficoltà a cui deve rispondere. Siate meno "CRITICONI" E GODETEVI LA VITA anche in compagnia del ns. eroe saluti
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  22. "lettori"? Ah ah ah ah! La necessità l'avverte l'editore, su consiglio del suo commercialista! Secondo me, se siamo "solo" a 40 Tex pubblicati all'anno, il merito è di Boselli che ancora tenta di resistere. Se fosse stato per Airoldi e l'editore a questo punto avremmo già avuto nuove serie del tipo: "Tex Team-up", una collana mensile di avventure di Tex con altri eroi Bonelli, da Gea agli Orfani (che ci vuole? Basta che trovi una macchina del tempo...) "Old Man Tex" serie mensile con la storia del Tex di 70 anni che va in Europa a combattere un invasione di licantropi proto-nazisti durante la prima guerra mondiale "Tex What If", Mefisto tipo Osservatore osserva realtà alternative in cui Tex è una donna, o un criceto... Ovviamente, la serie regolare sarebbe già diventata settimanale. Per risparmiare i disegnatori li avrebbero trovati in Cina...
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  23. Non ho commentato la storia perché come sempre mi accade, se la storia mi piace e non trovo in essa niente di anomalo, mi viene difficile scrivere delle righe di semplice approvazione. A me, parlando in generale, la storia piace soprattutto criticarla, ma qui c'è poco o niente da mettere all'indice. Prima di leggere Bedlam pensavo che il finale sarebbe stato pilotato, cioè era chiaro per me che gli amici di Frisco avrebbero risolto in qualche modo la situazione, poi invece mi sono dovuto ricredere, Tex e Carson si sono tirati fuori da soli dai guai. E Yama ha fatto una figura davvero misera, ma ci sta perché è nel DNA del personaggio, dello sfigato Blacky lanciatore di coltelli nel carrozzone ambulante della madre. Piccolo colpo di genio di Boselli è stato semmai di inserire nella storia la piccola infermiera Ruth, lei si diabolica, satanica, senza scrupoli, lei si degna aspirante al ruolo di ''figlia'' di Mefisto, anche se non potrà mai esserlo dal punto di vista biologico. E il finale è stato bellissimo, con lei che si mette pienamente in luce e mantiene quello che prometteva sin dalle prime pagine. E Mefisto che si trascina dietro il figlio, perché anche se è un gran coglione gli è pur sempre figlio (e la lettura dello speciale Le origini del male conferma questo aspetto dell'importanza degli affetti cari per l'antagonista di Tex) è un aspetto che Boselli ha introdotto e che trovo azzeccato, perché conferisce un gramo di umanità a un personaggio che è prima di tutto un megalomane. Tre albi perfetti per me, e complimenti ai fratelli Cestaro, con Raul avevo avuto anche uno scambio di battute quando la storia era stata affidata a loro ormai molti anni fa, non ce li vedevo a disegnare Mefisto e invece il cieco ero io: bravissimi, cupi, gotici, a loro agio in una storia tenebrosa che così poco spazio concede alla luce. Stanno disegnando se non ricordo male una storia breve proprio con la nemesi di Tex che leggeremo l'anno prossimo e sono curioso di sapere di cosa parlerà.
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  24. Eh, con tutto il politicamente corretto imperante, io sogno il ritorno, con Garth Ennis ai testi, di uno dei personaggi più scandalosi del fumetto italiano, che invece di affidarsi a spalle "famose", promuoveva la segregazione delle donne, il militarismo, il consumo di alcool, l'esercizio abusivo della professione medica, il lavoro minorile, l'uso delle armi per risolvere ogni problema, tranne quelli che si risolvono con l'alcool, sonniferi o altre sostanze stupefacenti... ma temo che oggi l'Italia non reggerebbe allo scandalo del ritorno di Capitan Miki...
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  25. Ormai avete già detto tutto a proposito di questa storia, ma lascio anch'io qualche piccola osservazione. 1) Per quanto ne dicano i suoi detrattori e quei lettori che proprio non lo possono soffrire, il buon vecchio Mefisto aveva ancora qualcosa da dire. Questa storia dimostra che uno sceneggiatore ispirato poteva ancora tirare fuori qualcosa che valesse la pena di raccontare, muovendosi tra cliché delle vecchie storie (i pard catturati) e situazioni inedite (l'ambientazione al manicomio). 2) Anch'io condivido i molti giudizi che vedono i primi due albi - ma soprattutto il secondo - superiori al terzo, un po' meno riuscito. Il secondo albo, appunto, è davvero notevole per la gestione del ritmo narrativo per le due scene-madri - la corsa pazza delle carrozze demoniache, e la trappola nella vecchia caserma dei pompieri - che sono davvero coinvolgenti e ti tengono incollato alle pagine. Il terzo albo, pur rimanendo una lettura più che piacevole, è però un po' più farraginoso, e non solo per qualche piccola incertezza di sceneggiatura che è già stata sottolineata (la "trovata" di Borden per far liberare Tex questa volta non è così felice come al solito). Quella che dovrebbe essere la scena-madre del terzo albo risulta eccessivamente frammentata e caotica per l'accavallarsi di scene e personaggi che, se da un lato sono funzionali nell'economia della narrazione a distrarre Mefisto e a fargli perdere la concentrazione necessaria per mantenere il controllo della situazione, dall'altro spezzettano in maniera forse eccessiva il finale. 3) Kit e Tiger. Non al meglio della forma: si fanno abbindolare un po' troppo facilmente una volta arrivati al manicomio, soprattutto dato che si sono convinti (anche in questo caso, un po' troppo facilmente) che ci sia Mefisto dietro la scomparsa di Tex e Carson. 4) Mefisto e Yama. Mi è molto piaciuto come Borden ha ripreso e ha gestito i due grandi nemici di Tex. Mefisto è lucidissimo, ma ha anche un paio di sprazzi di quella follia improvvisa che lo ha sempre accompagnato e che lo ha portato alla rovina in passato. Molti invece hanno parlato di Yama ridotto a macchietta; dissento ed anzi ho trovato azzeccata la scelta di giocare sulla sua mente ottenebrata ed imprigionata dalle "sentinelle di pietra", ed il modo in cui Tex riesce ad approfittarne. Sono curioso di vedere quale sarà l'evoluzione di Yama nella seconda parte della storia... 5) I disegni. Quando ero piccolo - erano gli anni '90 e mi ero letto tutto il Tex di GLB, mentre seguivo l'inedito in edicola mese per mese - chiesi a mio papà perché Mefisto non tornasse più nelle nuove storie. La sua risposta: "Perché nessuno lo sa più disegnare come lo faceva Galep". Ecco, io credo che in fondo qualcosa di vero ci sia in questa affermazione e che il successo di questo personaggio debba comunque tanto anche alla matita di Galleppini, che con "Black Baron" e "Il figlio di Mefisto" ha creato scene ed atmosfere indimenticabili. I Cestaro fanno comunque un egregio lavoro soprattutto per l'atmosfera gotica che sanno creare - in questo sono senza dubbio fra i migliori dello staff di Tex, insieme direi a Carnevale. Un po' meno bene invece nella caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quelli secondari, a volte poco distinguibili. In conclusione, se la storia fosse a sé stante e si concludesse qui, ci sarebbe un po' di insoddisfazione per un terzo albo sotto tono rispetto alle grandi cose viste nei primi due. Ma il bello è proprio che non finisce qui, anzi credo che non si possa davvero valutare compiutamente questa storia prima di averne letto anche la seconda parte. Per fortuna non c'è troppo da aspettare
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  26. Il 2022 verrà ricordato da noi lettori texiani come l'anno di Mefisto. In effetti è una scelta redazionale forte quella di sfoderare, in rapida sequenza, una minisaga di sette albi riguardante lo scontro (finale?) fra Tex e il suo acerrimo nemico. (con tanto di bollino in copertina che un po' ci ha fatto discutere ) Il primo capitolo di tre albi, si è concluso e adesso, a bocce ferme, provo a recensirlo, sebbene non sia affatto facile farlo dopo che è stato in lungo e in largo analizzato dagli altri utenti prima di me. Per la prima volta mi avvalgo pure del comando "spoiler", visto che reputo doveroso evitare che qualcuno che ha intenzione di leggere solo alla fine dei sette mesi tutta la storia, possa rischiare di incorrere in qualche elemento spoilerante nel mio commento.
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  27. Al di là del fatto che in parte la penso come te, proponine qualcuna. Beh, qualcuna l'ha già proposta Poe (potevano essere liberati da Kit e Tiger che non cadevano nell'agguato o, aggiungo io, invece di entrare dalla porta principale potevano farlo di nascosto approfittando della distrazione fornita dai poliziotti e dai forzuti della Hercules, oppure potevano essere liberati da Lorna e Duke. In entrambi i casi ci sarebbero state comunque molte proteste, da parte della frangia di lettori che non sopporta che Tex venga salvato da qualcun altro, una frangia che comprendo perchè di questa cosa se ne è fatto un abuso assurdo sotto Nizzi, decenni di storie in cui Tex veniva sempre salvato da qualcun altro, da un bambino, da un cane, da un paralitico, dal primo che passava, etc, e capisco che molti lettori siano "sensibilizzati" su questa cosa, però adesso non è che si passi dall'eccesso all'altro, dopo anni di storie rigide in cui Tex veniva sempre salvato si passa ad anni di storie in cui non può essere salvato, le storie diventano prevedibili in entrambi i casi. Anch'io però preferisco soluzioni in cui Tex si salvi per la sua abilità e non per l'intervento di altri. un altro metodo che usava GFL Bonelli era la variabilità dei poteri di Yama e Mefisto, una variabilità tranquillamente giustificata in fiction: serve che Yama non riesca a fare una cosa? È passata una nuvola davanti alla luna. O Mefisto deve mantenere la concentrazione per tenere Tex nel delirio e l'arrivo di kit e degli altri rompe la concentrazione e Tex si sveglia, ma da solo senza altra gente nella cella a parte Carson. O semplicemente la forza di volontà di Tex è tale che Mefisto non può tenerlo lì a lungo e dopo un po' torna in sè. Oppure, per dimostrare la superiorità di Tex su Yama, gli riesce ciò che Yama non è riuscito a fare... fuggire dall'incubo in cui è confinato, da solo! (in pratica è sempre il caso della forza di volontà, ma più spettacolare, invece di vedere Tex che si sforza nel sonno si vede Tex nel sogno che stende demoni a cazzotti e pistolettate) O magari, più prosaicamente, quello che avevo suggerito nella mia recensione, il tavolo su cui si trova Tex è chiaramente regolabile, se fosse stato fissato male nella fretta di andarsene bastava che Tex rovesciasse il tavolo e lo rompesse o liberasse il pugnale (richiede comunque una distrazione di Mefisto, ma "per la fretta causata dall'arrivo dei poliziotti non fissa bene fino in fondo la ruota di regolazione del tavolo" mi pare molto più accettabile del "lascia apposta la lama che servirà a Tex per liberarsi, lama che si sposterà da sola per poter essere afferrata" Ma alla fine, il punto è che PRIMA di far catturare Tex devi avere una buona idea su come liberarlo, senza che la cosa faccia perdere la sospensione dell'incredulità al lettore. Se non ce l'hai, allora è semplicemente meglio non farlo catturare... (ho l'impressione che qui Boselli invece si sia fidato troppo del fatto che in seguito avrebbe trovato qualche maniera e si sia allargato troppo con la vittoria - temporanea - di Mefisto)
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  28. Sì, siamo in molti, mi sembra, a dire che la scena della fuga di Tex e l'eccesso di pazzia (chiamiamola così) di Yama, non abbiano funzionato come dovevano, ma Boselli aveva tante altre possibilità per risolvere la questione. Poteva per esempio rendere Kit Willer e Tiger meno pirla, visto che conoscevano bene la capacità di Mefisto di ipnotizzare le persone (in questo caso Devlin) e di trasformarsi in un altro personaggio (il direttore del manicomio) e renderli molto più pericolosi (di fatto sono inutili) e - una volta tanto! - decisivi per la storia. Oppure poteva far liberare Tex e Carson dai traditori (Lorna e Duke) che avevano bisogno di un diversivo per fuggire da Mefisto, o altre soluzioni che io non so immaginare ma meno improbabili del coltello a pochi centimetri dalla guancia di Tex... Per quanto io non abbia apprezzato la Mefistolata, non si può sempre dare tutta la colpa a Nizzi: qui Boselli, secondo me, non ha "chiuso" bene la storia e amen. Capita anche a lui. Il terzo albo poi ha troppi personaggi (il manicomio è affollatissimo!), l'"arrivano i nostri" si poteva evitare, una storia con atmosfera horror doveva avere pochi personaggi e momenti più di suspense, a mio modesto parere. (Nonostante questo comunque io la ritengo un'ottima storia). Complimenti ancora ai Cestaro, che spero si mettano presto a disegnare un Texone.
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  29. Mefisto non mi piace. Ma come, Letizia, proprio tu con la tua passione per il paranormale? Ebbene sì. E vi spiego perché. Tex non è un fumetto Marvel o DC, dove gli eroi hanno i superpoteri e i villain non devono essere da meno. Tex non ha superpoteri, ma solo abilità, con le armi, con i pugni e con il cervello. E anche con queste abilità non esagererei troppo: la colt, si sa, è precisa da qui a lì, ma da lì in poi non colpisci neanche una mucca; ma va bene così. I cattivi di Tex non devono essere in grado di compiere mirabilia perché altrimenti Tex fa la figura di Thor+Superman+Hulk. Sappiamo tutti che nel West è più facile accoppare qualcuno che accendersi una sigaretta. Se qualcuno volesse far fuori Tex o Carson o chiunque altro, non c'è cosa più facile. Non c'è protezione da una pallottola a tradimento nella schiena. Tutti quelli che hanno provato a tendere un agguato ai nostri erano dei pirla patentati o più scalognati di Paolino Paperino quando ce la mette tutta. La storia insegna: Bill Hickok e Jesse James sono due esempi di come fosse facile uccidere persone che non avresti mai voluto avere di fronte con la colt in pugno. Un avversario senza scrupoli e troppo abile diventa automaticamente un idiota se non riesce nemmeno a ferire Tex. Non c'è poi nulla di più patetico del cattivo di turno che ha nelle sue mani, legati con filo spinato e inermi che più di così non si può, Tex e/o i suoi pard, tutti o in parte e che si domanda: che faccio, li accoppo subito o aspetto almeno un paio di giorni? No, che dico mai; aspetto, così, quando si saranno liberati, ci sarà più soddisfazione a spedirli all'inferno; se poi saranno loro a spedire me all'inferno, pazienza, bisogna essere sportivi. Se poi questo capita al furfante una volta sola, ci può stare; è un pirla ma, se campa, in futuro non ci casca più. Ma no, ti capita ogni volta, sempre sempre, e tu che fai? Hai imparato dagli errori precedenti e non ci caschi più? No no, ormai la patente (di pirla) l'hai presa, scade tra dieci anni e la sfrutti più che puoi. Anzi, cerchi di recuperare punti persi con le rare azioni intelligenti. E allora pianti un coltello affilato per aiutare il prigioniero a liberarsi, lasci come sorvegliante un figlio decerebrato appena uscito dal coma e pensi "speriamo che Tex si liberi alla svelta ché siamo appena a pagina 28". Se si vogliono evitare situazioni ridicole, si devono scegliere sapientemente gli avversari di Tex, si devono costruire caratteri e comportamenti plausibili. Gli argomenti ci sono, anzi abbondano: rapine, rapimenti, vendette, indiani buoni bistrattati, indiani feroci, galeotti evasi, amori contrastati, padroni e servi, prepotenti... e chi più ne ha più ne metta. Certo tutta roba già vista, ma quel che conta è come lo si conta. Non vedremo più sparatorie, scazzottate ecc. perché ne abbiamo già viste troppe? Speriamo di no. Insomma non voglio più vedere Mefisto perché è una grandissima contraddizione: ingegnoso fino al punto di catturare i nostri e poi idiota nel farseli scappare? Ma Mefisto è così, lucido nella sua follia. No, troppo comodo. In questa storia l'unica follia è quella di Yama. Mefisto è solo un avversario sano di mente che fa errori incredibili solo perché è richiesto dalla trama, solo perché Tex non può morire. Un avversario ricorrente, che perde sempre, è molto difficile da gestire. Una volta perde perché commette un errore, un'altra perché è sfortunato. Ma poi? Ma, perbacco, perché Tex è bravo! No, non regge. Se Tex è bravo, non si fa catturare. Mefisto sta diventando ridicolo. E' stato un errore riproporlo mediante Yama che ne è la fotocopia, e successivamente con il suo ritorno dagli inferi. E' stato un bel personaggio che doveva terminare con Black Baron. Indietro tutta insegna. Naturalmente, a mio modesto avviso.
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  30. Un aspetto per il quale non mi è mai piaciuto Boselli é quello di costruire trame con troppi personaggi, non in sé e per sé, ma in rapporto alle pagine a disposizione; con la conseguenza - al fine di dedicare a ciascuno di loro uno spazio significativo minimo, nelle fasi salienti - di comprimere troppo i finali e, soprattutto, di creare diversi storytelling e cambi di fronte che, se nel corso della narrazione possono certamente appassionare e fanno tanto "moderno", nel momento della resa dei conti spezzano però la tensione e risultano "annacquanti" (vedasi il "telefonatissimo", già dagli albi precedenti, tradimento di Duke e Lorna, in un momento in cui vi erano già il fronte di Tex e Carson contro Mefisto - e dici poco! - ed i ragazzi della "Hercules" a portare scompiglio in altra zona, aiutati dalla provvidenziale rivolta dei pazzi). Non a caso, la storia dei dannati dell'Artico, per me non migliore di questa in quanto a soggetto a sceneggiatura, semplicemente è alla fine riuscita meglio perché sviluppata su quattro albi. Ma questa è proprio una "cifra stilistica" dell'Autore, quindi amen; a mio modestissimo parere, con una sceneggiatura maggiormente rilassata staremmo parlando di suoi capolavori molto piu numerosi, a partire dai demoni del nord del n. 600 che, per me - come poi dimostrato dalla bellissima storia al Polo, che ne riprende alcune tematiche - è stata la "madre" di tutte le occasioni perse. Venendo ai "commenti sui commenti" (non si dovrebbe mai compiere un'operazione del genere, ma arrivo troppo in ritardo per sviluppare argomentazioni nuove), condivido la pecca di sceneggiatura sulla liberazione di Tex (andava fatto piantare il coltello a Mefisto in maniera equidistante tra volto e polso, anziché vicinissimo al volto di Tex; la qual cosa ha poi costretto i Cestaro ad avvicinare graficamente di parecchio coltello e polso imprigionato - vedasi ad esempio le distanze, ben diverse, tra pag. 28 e pag. 53 - al fine di far quadrare il tutto). Per quanto riguarda il rapporto Mefisto/Yama, che é potenzialmente il vero epicentro e la straordinaria novità di questo nuovo episodio (quando mai si sono visti i due concretamente, e contemporaneamente, in azione?), bisogna sospendere il giudizio sino all'esito dei prossimi quattro albi. Nell'unica, breve fase in cui i due sono stati a contatto, e pienamente coscienti di sé, si sono viste scintille; perfettamente coerenti, peraltro, con le storie passate, che Boselli dimostra di conoscere alla perfezione. E dunque, abbiamo un Mefisto legato a Yama ma...non troppo (in fondo se ne era ricordato, in passato, solo per passargli il testimone della sua vendetta), che non dimentica i continui fallimenti del figlio ma che, comunque, gli assegna un ruolo volutamente responsabilizzante (laddove Yama vorrebbe delegare a ciò Mandip) nel controllare i suoi storici nemici, sia pur resi impotenti. Dall'altro lato, abbiamo Yama che lascia intravedere tratti da presuntuoso (prontamente ripresi dal padre), che già varie volte lo avevano condotto al disastro, ed una insicurezza di fondo subito strumentalizzata da Tex (che gli fa malissimo, dandogli del perdente, "ripescato" dal padre solo per necessità), che lo conduce a mettersi alla prova per verificare lo stato attuale delle sue capacità di magia nera (a loro volta: annullate e svanite, o anche esse "convalescenti"?), con il risultato di favorire la fuga dei pards. Mi aspetto, nel prosieguo, punzecchiature e battibecchi tra i due, e forse anche colpi di scena maggiormente clamorosi (l'uno contro l'altro, gelosi reciprocamente dei loro progetti di vendetta? Chissà...), per quello che è uno spunto potenziale assolutamente esplosivo e che credo Boselli saprà gestire come si conviene.
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  31. Il casino (come al solito) l'ha combinato Nizzi! GLBonelli aveva lasciato Yama prigioniero, senza poteri, in un antro sotterraneo, ad attendere il "perdono" delle forze infernali (probabilmente c'era un servizio catering infernale, o se il perdono non arrivava presto, non so quanto poteva sopravvivere lì...). Secondo me era una maniera per terminare lo scontro con Yama senza doverlo uccidere un'altra volta, che tre volte di fila era un po' esagerato... Anni dopo, arriva la Mefistolata, e Nizzi, con la solita cura verso le cose scritte da GL Bonelli (cioè, nessuna) probabilmente le storie di Yama non se le rilegge nemmeno (da qui anche gli altri errori, tipo i bracciali, e si libera di Yama semplicemente dicendo che è andato in depressione e ora vive con la madre.... Insomma, quella che Boselli vede come un opportunità (se Mefisto è vivo, farlo interagire con Yama) per Nizzi è una bega e una fatica, dovrebbe sceneggiare un mago in più, rileggersi pure le sue storie, no, troppa fatica, scrive quelle due righe ed elimina Yama. Quando Boselli riprende Yama molti anni dopo, non si mette a spiegare gli svarioni di Nizzi (cioè come mai Yama sia dove non deve essere) ma pone almeno rimedio alla distruzione del "personaggio" Yama, descrivendo come la sua depressione abbia una causa magica, e "curandola"...
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  32. E un peccato che si sia persa l'abitudine di segnalare nel forum le interviste agli autori... questo video (quello che ho già segnalato nel post precedente), https://www.youtube.com/watch?v=Gkowl-7oVQE è stato postato il 5 aprile, più di due mesi fa, e ci sono già le risposte a cose che si sono discusse nel forum in seguito... Almeno Boselli potrebbe postare quando c'è lui e dircelo, "ehi, guardate questo, così poi non mi fate le stese domande nel forum!" Ne parlo qui perchè la "scusa" per il ritrovo online era l'uscita della storia di Mefisto, ma poi si parla di un po' di tutto. Ho trovato buffa una cosa: al minuto 57, che lui e Ruju si sono divisi le storie sul "Tex Classico", con Ruju che fa il "western classico" e Boselli che fa le cose strane, borderline, sovrannaturali, etc. Dopo averlo sentito ho ripensato alle ultime storie di Ruju... la setta di assassini agli ordini di un "mostro" mascherato, il pistolero invincibile protetto dal voodoo, la strega che entra nella mente di Carson, la cospirazione politica con (anche qui) sette religiose e sacrifici umani... Ehi, borden, dovresti parlare di nuovo con Ruju, mi sa che non vi siete mica capiti riguardo a questa "divisione dei temi"... Poi, anche se era prevedibile che accadesse visto che era un dialogo con "lo spazio Bianco", mi ha un po' irritato l'insistere sulle domande sugli "autori" che volessero fare Tex. Intendendo con "autori" gli "AUTORONI", non "semplici fumettari". Non ci libereremo mai dunque di questa sesquipedale FESSERIA che è nata e si è diffusa SOLO in Italia, perchè solo in un paese spaventosamente ignorante, retrogrado, ostile alla cultura vera poteva nascere questa strampalata idea secondo cui alcuni "autori" sono AUTORI VERI (tipo le decine e decine che imitavano Pratt o Moebius sulle rivistone, tipo fotocopia e al limite del plagio), mentre chi fa "fumetto popolare" (GL Bonelli, Galep, Ticci, Magnus, Barks, Kurtzmann, Kirby, Adams, etc) non sarebbe un "vero autore" perchè si tratterebbe di prestatori d'opera intercambiabili... Un giorno, quando avrò MOLTO più tempo di oggi, posterò sul perchè, terrorizzata dall'idea di considerare "robaccia" tipo i fumetti come "arte", ma vedendo sgretolarsi il muro del ghetto con le picconate di Eco, Buzzati, Del Buono, etc, la casta degli ignorantoni semianalfabeti con la puzzetta al naso si sia inventata questa ultima fesseria pur di non ammettere l'evidenza, e si sia inventata che vabbè, Pratt era arte, ma lo era SOLO perchè "non era un fumetto normale, era un fumetto d'autore". Del perchè una simile ridicola idiozia sia stata accolta con tanta gioia dalle riviste italiane (per soldi, sostanzialmente, che volete che contasse insultare Barks se voleva dive spacciare robaccia ai gonzi?), perchè sia stata accolta dai lettori (perchè la maggior parte erano ignoranti provinciali con la puzza al naso anche loro e volevano sentirsi superiori a chi comprava robaccia come Barks o Magnus invece di Chiappori) e dei danni terrificanti che quella leggendaria idiozia ha provocato al fumetto italiano (gran parte dei problemi attuali della Bonelli derivano dall'avere una o due generazioni di "autori" cresciuti credendo a quelle minchiate). Borden, la prossima volta che qualcuno ti fa domande simili, mi fai un favore? Rispondigli dicendo <ma i grandi autori STANNO GIÀ FACENDO TEX, regolarmente, cosa sono per voi Villa, Ticci, i Cestaro, Majo, De Angelis, etc? O parlate solo di quelli pubblicati regolarmente su certe specifiche riviste che esaltavano i loro autori come facenti parte di una casta superiore, come Cossu e Mignacco? Sono quelli per voi gli unici "autori"?>
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  33. La risposta sull'importanza di Ruth la dà direttamente Boselli in questa conversazione su you tube, circa dopo il minuto 35: https://www.youtube.com/watch?v=Gkowl-7oVQE Dice che l'importanza di Ruth nella storia è aumentata da "semplice infermiera" per come l'hanno disegnata i Cestaro (in effetti, è inquietante, fa più paura lei di Mefisto), e quindi il suo ruolo nella storia è stato ampliato. Non mi pare però che Ruth sia affascinata a livello "erotico" da Mefisto (diciamocelo, anche se si è rimesso un po' in tiro e veste elegante, il vecchio pazzoide non è proprio un divo del cinema). Non c'è nulla che lo faccia nemmeno supporre nella storia, i loro rapporti sono molto formali, anche se lei è una fedelissima esecutrice dei suoi ordini. Mi parer che sia affascinata dalla sua malvagità. E questo la rende molto più inquietante...
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  34. OK, ecco le mie prime impressioni. Ovviamente tutto sotto il tag "spoiler": Dimenticavo: la storia contiene (almeno) uno spoiiler per la serie Tex Willer: Angolo marketing e idee relative:
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  35. Io spero di no, anche perché il fascino e soprattutto il prestigio del Texone credo siano ben altri rispetto a quelli di un cartonato, con tutto il rispetto.
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  36. Nelle mie prime letture di Tex, "Santa Cruz" superava tutte le altre con ampio distacco. Una storia affascinante, piena di mistero, a tratti persino inquietante. La rileggevo in continuazione, in particolare il primo albo, quello della visita dei due pard alla vecchia missione diroccata. E ancora oggi me la gusto alla grande, cogliendo tutti i particolari costruiti con grande meticolosità da GL Bonelli, a partire dalla visita casuale a "San Domingo" e all'incontro col vecchio frate, dalla breve ma intensa permanenza nello scalcinato covo di ladroni di Morelos, fino all'arrivo a "Santa Cruz". Qui il climax di paura e mistero è realizzato con grandissima maestria: prima i sinistri rintocchi della campana, poi l'inquietante ombra del frate e infine il sogno rivelatore che farà scoprire a Tex e Carson l'orrore subito dal povero Padre Matias. Il dialogo tra Tex e lo stesso frate, in una dimensione onirica ma nello stesso tempo reale, è da manuale. Prima c'è il comprensibile timore del Ranger difronte a quella sinistra figura ("Buon Dio, un'apparizione!" esclama) poi torna il solito inscalfibile personaggio che ben conosciamo: "I vostri messicani vi avevano abbandonato ... cuore piuttosto peloso quei due fratelli" "Dio li aiuti a pentirsi prima che sia giunta la loro ultima ora" replica il frate. "Stesse in me il pentimento glielo farei arrivare di corsa, scritto sulla punta di una calda pallottola" Il crollo della campana, quasi una sorta di sinistro requiem, convincerà rapidamente i due pard a lasciarsi alle spalle quel lugubre luogo di morte. Il proseguo della storia forse è sin troppo breve, tanto che lo stesso Tex afferma: "Immaginavo di dover spremere ancora un po' di sudore prima di poter mettere alle strette i due Cardenas". Ma forse è giusto così, il finale era ampiamente scritto da quando Padre Matias ha deciso di mettere sulla loro strada la miglior coppia di giustizieri che ci potesse essere. Allungare la storia non avrebbe avuto tanto senso. Disegni di Ticci superlativi; per me una delle sue prove migliori!
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  37. Tenete presente che se "l'arcinemico" è un organizzazione, TEX NON PUÒ SGOMINARLA (altrimenti, che arcinemico è?), quindi se si facesse, aspettatevi "vittorie di Pirro", storie alla Ken Parker o Magico Vento (intendo con i finali tragici o perdenti, non che li disegna Milazzo), cattivi che alla fine della storia se la cavano mentre Tex non può fargli niente. Prima di pensare "che figo un cattivo come questo, su James Bond o su Magico Vento funziona benissimo" riflettete sul TIPO DI STORIE che un cattivo come quello si porta dietro. Anche il Dottor Destino è un grandissimo villain, ma se fosse l'arcinemico di Tex avremmo su Tex storie sui viaggi nel tempo, robot, campi di forza impenetrabili, astronavi, etc. Mefisto ha funzionato come "arcinemico di Tex" (per quei 5-6 anni di attività prima che Tex lo facesse fuori) perchè come spiegavo in un post precedente, per molti aspetti è il suo opposto e agendo a distanza può evitare di affrontare Tex direttamente. Ma la sua introduzione non è stata "indolore" per la serie: Mefisto ha fatto entrare su Tex la MAGIA VERA. Prima bene o male era tutto "scientifico", si erano viste cose "weird" tipo civiltà perdute e mostri, e "mad doctor", ma è solo con Mefisto che il sovrannaturale entra davvero nella serie. Un organizzazione segreta farebbe entrare nella serie un altra cosa: Tex che non sconfigge il suo avversario, Tex che non punisce i colpevoli, Tex che fa fuori i pesci piccoli ma nulla può contro i capi, Tex in un mondo "realistico" dove i "cattivi" comandano e lui non può farci niente. Se voglio un mondo così, mi leggo Ken Parker, non Tex. Le organizzazioni segrete su Tex funzionano se sono come il Drago: dopo il passaggio di Tex non rimane manco l'erba, le sedi e i locali distrutti, i sicari ammazzati a dozzine, i capi stecchiti... e dopo qualche anno se si vuole far tornare, si dice "oh, sono arrivati altri cinesi e hanno fatto una nuova organizzazione con lo stesso nome..."
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  38. In effetti l'idea di Letizia non sarebbe del tutto da buttare. Far morire Kit la trovo una soluzione troppo forte e non credo che personalmente l'accetterei volentieri (già in DyD si è fatta una cosa simile con Groucho ed è un pugno nello stomaco per una saga e i suoi lettori storici) Ben diverso sarebbe farlo crescere su un binario diverso dal consueto, farlo maturare, renderlo più autonomo e fuori dal cono d'ombra del padre, fargli metter su famiglia e utilizzarlo sporadicamente nelle avventure, ma sotto un'altra luce. Scelta pure forte, ma meno drastica della sua morte.
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  39. La soluzione migliore, a mio avviso, sarebbe quella di mettere Kit in un cassetto facendolo con una storia memorabile per poi usarlo con molta parsimonia in futuro, quando ti arrivano in testa buone idee. Facciamo una bella storia con damigella navajo in pericolo, trafficanti, esercito, riserva navajo minacciata, fate voi. Poi Kit corona la sua storia d'amore con la bella navajo salvata, la sposa e spariscono tutti e due. E, mi raccomando, niente nipotini per Tex.
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  40. Ma la magia nera non è stata introdotta adesso, basta pensare a "Il figlio di Mefisto" (ma anche prima) dove vediamo Yama parlare con esseri oscuri e signori della morte, addentrarsi nei riti più paurosi e viaggiare addirittura nei mondi inferi per avere le risposte dai sette saggi di pietra, far uccidere Yampas da Loa a distanza, utilizzare la magia voodoo con tanto di zombie, ecc. ecc. Questi sarebbero esempi di razionalità, contrapposta all'irrazionalità del Mefisto di oggi? A me sembra invece che Boselli non faccia altro che seguire il solco tracciato da GL Bonelli, con Mefisto che comunica attraverso gli specchi con demoni, angeli neri, signori delle tenebre, e quant'altro... come faceva appunto GL. E così per quanto riguarda l'horror: non c'è bisogno di scomodare Dylan Dog, perché quando Mefisto muore mangiato vivo dai topi, tra castelli in rovina, paludi, scheletri e zombi siamo già nell'horror puro (era il 1971, Dylan Dog arriva nel 1986). Anzi a me sembra il contrario: che Boselli qui, nelle scene paurose, non stia calcando troppo la mano (almeno finora), probabilmente proprio per non turbare i lettori tradizionalisti. Addirittura!... Non so, io non ho mai visto Tex come un supereroe che non può delirare sotto l'effetto di droghe o visioni... Nel suo primo incontro con El Morisco lo vediamo persino mangiare del peyote, avere allucinazioni e sparare a casaccio nel delirio. Questa è la critica che meno capisco. Perché un geniale criminale dotato di incredibili poteri di ipnotismo non potrebbe prendere il controllo di un manicomio? La sospensione dell'incredulità il lettore la compie nel fingere di credere a un personaggio come Mefisto, ma una volta accettato, perché non fargli gestire un manicomio (come se nell'800 poi i manicomi avessero tutta questa importanza)? Gli Hualpai sì, un castello in Florida sì, templi nella giungla e nel deserto sì, ma un manicomio no?
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  41. A causa di alcune vicissitudini sono in po' in ritardo con la lettura, inizio ora la storia con Lylith. Io me le sto godendo, con calma,e mi sento anche appagato dal piccolo formato che è una curiosa novità per me. Sicuramente proseguirò fino alle preventivate 66 uscite. La voce di corridoio del prolungamento (tra l'altro se ricordo bene non si trattava di poche uscite, ma di triplicare la lunghezza) mi ha lasciato un po' spiazzato. La spesa non è indifferente se si vuole completare la raccolta già così, e un prolungamento sarebbe abbastanza oneroso. Inoltre anche io ho iniziato usando i tanto vituperati raccoglitori (e lasciatemelo dire, occupano spazio è vero, ma da sfogliare quando c'è da prendere una striscia sono un piacere e usa di un sistema a doppia busta proteggo tutto dalla polvere). È chiaro che in caso di prolungamento la soluzione potrebbe diventare non più gestibile. Per questo potrei decidere di completare le prime 4 serie e poi fermarmi (un pot a malincuore). Tuttavia aspettiamo di arrivare alla 66ma uscita e si vedrà
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  42. Ti ho messo un + 1, ma se fosse stato possibile te ne avrei dato 10
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  43. Su Facebook si sarebbe aperto dibattito a 360°: da Almirante (Furio) a Capanna (dello Zio Tom), il 68 e il 77, gli Anni di Piombo e Dario Argento, #Texèdidestraodisinistra, il Maggio francese e chi è nato in Maggio (io, Carlo Monni e lo stesso Tex). Torniamo "a bomba". Pollice alto per la caratterizzazione di tutti i "brutti, sporchi e cattivi", anche se Freghieri ha una certa discontinuità che peraltro ho apprezzato in Tex e Carson. Oso dire, come se l'aspetto venisse cambiato e forgiato per aumentare il significato della loro presenza in quel momento, adattato. Anche così non fosse, mi piace crederlo. Magistrale la figura del Doc, arguto e cazzuto. Da rivedere: non nel senso di correzione ma di auspicabile ritorno sulle scene dai che il pretesto si trova. Così così: i due piccioncini, che dovrebbero essere come Sailor e Lula in "Cuore Selvaggio" di David Lynch (Road Movie capolavoro) e che invece io "riduco" ad un Benjamin ed Elaine nella prosecuzione mai vista de "Il Laureato": felici ma spaesati e a zig zag verso il futuro (esiste un sequel scritto per necessità finanziarie da Charles Webb, ma è da lasciar perdere. Basti dire che la coppia è un po' hippy e la Signora Robinson, riappacificata, li frequenta nella loro casetta sulla Costa Est. La Signora Robinson: la prima e inimitabile Milf, anche se la gamba nel manifesto del film non era di Ann Bancroft ma di Linda Gray, la Sue Ellen di "Dallas"). Pollice verso: una vicenda come un fiume che scorre lento e monotono in pianura verso la foce e che ogni tanto si apre per tanti corsi secondari che poi vanno a morire. Un'attesa prolungata e scontata, "colorata" da qualche personaggio che almeno non scade nella banalità di diventare o tornare ad essere quello che tu ti immaginavi. Anche il lieto fine si finisce per darlo scontato e il perdono di lui mezzo bamboccione e con lei a rischio di diventare sartina grazie ai consigli della suocera (ma il Doc proverà ad evitare l'imborghesimento riporta alla citazione iniziale su Manfredi, a chi nasce incendiario e muore pompiere e alla assai più greve: «Mario Capanna ha fatto il '68, io il 69, meglio io».
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  44. Kane viene presentato all’inizio (nella descrizione del macchinista) come il tipico "ricco prepotente" che fa il bello e il cattivo tempo nel paese. Anche GL Bonelli aveva questa vena un po' "anarchica" e gli stavano sulle scatole quelli che si atteggiavano a granduomini, e ne ha fatti pestare tanti a Tex. Solo che GL Bonelli era meno "teorico" e gli faceva fare qualcosa di PRATICO per dare lo spunto a Tex per menarli... Non so se qui Manfredi abbia cambiato idea, o se si sia dimenticato di fargli fare qualcosa per meritarsi l'atteggiamento di Tex (tutta la storia mi ha dato l'impressione di essere stata scritta "a braccio", gli arzigogolamenti sembrano decisi sul momento e non parte di un piano), o se riteneva che bastasse essere ricco e potente per essere trattato male. Quello che so è che i pezzi si amalgamano male. All'inizio Tex e Kane si affrontano come persone pratiche, a Tex interessa trovare i fuggiaschi e i rapinatori, a Kane interessa (pare all'inizio) che Tex si levi dai piedi. Poi cambiano atteggiamento tutti e due. Cosa sappiamo del "regno" di Kane? Che è ricco e potente, ha dei pistoleri ai suoi ordini (lo dice, anche se poi pare che abbia solo il poveraccio che si becca la pallottola), che quando passa un elemento che disturba la pace del suo regno ("un criminale" dice lui, ma dubito aspetti il giudizio di un tribunale) lo fa pestare come una bistecca dai suoi sottoposti e lo fa buttare fuori dal paese. Per me ce n'è può che a sufficienza perchè Tex non lo abbia in simpatia. Non so cosa gli avesse fatto dire Manfredi a pagina 164. Se avesse fatto dire a Tex qualcosa tipo che Kane era peggio di quelli che inseguivano o che Kane era comunque un criminale, non avrebbe avuto senso vederli andarsene senza intervenire. Ma anche la correzione (suppongo che sia qui) stona, è una toppa che non ha lo stesso colore di quello che si è visto prima. Tex che dice che Kane "è un tipo a posto?". Se si è vantato in sua presenza di far pestare la gente di passaggio che non gli garba dai suoi uomnI? (notare il plurale: per l'immagine che ho io di Tex non si scandalizza se un criminale viene preso a bastonate e cacciato via, ma gli girano i coglioni se vede un gruppo di persone che tutte insieme ne pestano una, magari anche legata, non importa se è un criminale) Per giustificare una frase come "è un tipo a posto" (che comunque per me in bocca a Tex stona se riferita ad un boss di paese) bisognava cambiare anche il dialogo precedente in cui Kane si vanta del far pestare la gente dai suoi sgherri. Sarebbe stata comunque una frase "strana" in bocca a Tex, ma sarebbe stata meno stonata. Insomma, prima Kane è presentato come un gangster che tiene in pugno la città avendo a libro paga i peggiori pistoleri (descrizione del macchinista e primo incontro, lo dice lui stesso), poi è solo un proprietario di saloon modesto e simpatico che non fa male ad una mosca, aiuta la legge, ha un solo aiutante che non è manco abile con le armi e gli dispiace che Tex e Carson non vivano lì a difenderlo dalla gentaglia... Molto probabilmente l'incongruenza è anche nella sceneggiatura originale di Manfredi (non ce lo vedo Boselli a far cancellare una banda di pistoleri solo per rendere Kane simpatico), come ho detto la storia sembra scritta molto "a braccio" improvvisando e i personaggi che fanno cose strano sono diversi (perchè Theo spara a Memphis che stava già tornando indietro? Non fa nemmeno parte della banda...), ma anche dopo l'intervento redazionale rimane, anche se magari di segno opposto. O si cambiavano anche i dialoghi precedenti (il macchinista consiglia solo un buon albergo, Kane non si vanta di far pestare la gente), o Tex non doveva esagerare così con Kane nell'altro verso...
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  45. Faccio l'avvocato e posso testimoniare che è già tanto che i poliziotti sappiano riconoscere un criminale della propria città.
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  46. La matxona de ta germana .
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  47. Non capisco chi lamenta l'assenza di una narrazione delle origini. Vediamo chiaramente come Mefisto inizia ad operare il male, chi è il suo maestro e si intuisce senza troppa fatica che la carriera di Mefisto, quella criminale, ad alti livelli inizia a partire da questo incontro. Prima Mefisto aveva si quei poteri, ma poco sviluppati. Onestamente chissene di sapere se Mefisto si è svegliato di colpo una mattina con quei poteri, oltre all'alzabandiera che nei fumetti non si può vedere, o se lo ha morso un pipistrello radioattivo. Credo che questa roba sia roba non utile, quello che al massimo andava fatto, e @borden lo ha fatto alla grande, era mostrare come Mefisto fosse finito a fare il criminale usando i suoi poteri e incrementandoli al servizio dello scopo criminale, passando dall'essere un prestigiatore/illusionista di rango regionale e magari un piccolo truffatore ambizioso, a quello che si vede già nella parte seconda dell'albo, dove il suo futuro sembra grandioso (fino all'incontro con il suo arcinemico). Queste sono le origini del male, di Mefisto. Poi magari faranno una storia sull'infanzia di Mefisto dove acquisisce i poteri, ma non sarebbero le origini del male. Il male è dato dall'uso che fa di quei poteri, e questo lo vediamo narrato proprio in questo speciale Per me questa è una storia anche sul libero arbitrio. Mefisto non è pazzo e non è impossessato dal male. Lo sceglie, lo abbraccia, è ambizioso. In questo vi è l'origine del male, l'origine di Mefisto. Se vogliamo identificare la nascita dei poteri di Mefisto con le origini del male, dovremmo assumere che ogni persona andrebbe condannata a prescindere per una predisposizione o un segno premonitore di un possibile futuro criminale, chiunque abbia una predisposizione ad una determinata malattia la svilupperà etc.. Certo, qualcuno poteva trovare interessante conoscere l'origine dei poteri, ma a mio avviso, non dettagliare quella parte ha dato maggiore risalto a quello che io ho inteso essere l'origine del male; ovvero il momento in cui Dickart diventa Mefisto e prende consapevolezza del suo futuro
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  48. Un terzo episodio della prima parte molto discutibile. Attenzione, nell'accezione originale del termine, perché fornisce molti spunti di discussione in una trama articolata ma non frammentata. Uno, in particolare: le situazioni incrociate all'elemento base, che è la sfida fra Tex e Mefisto. Tanti personaggi fluttuanti intorno mi hanno ricordato certi romanzi d'appendice ottocenteschi. Non ho detto "Il conte di Montecristo" di Dumas, ma nemmeno "Francesco Lennois" di Mastriani. Ne riparleremo, annacquato il rischio spoiler.
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  49. Oggi si pensa subito a "serial killer", perchè vanno di moda, sono delle superstar (e il fenomeno mi fa abbastanza schifo, anche perchè ne genera altri). All'epoca di questa storia di Tex non esisteva nemmeno il termine o il concetto. Si conoscevano casi anche famosi ma non erano una "categoria". Quindi quando dicono di una locandiera che avvelenava i clienti, è oggi che spinti dalla moda e dalla TV pensiamo allo stereotipo del serial killer. Quando la motivazione più ovvia è la rapina, specie in tempi in cui un viaggiatore portava con sé i soldi per il viaggio e non una carta di credito. Idem per uno "strangolatore", perchè dovrebbe essere un serial killer e non un sicario, un rapinatore, un venditore di cadaveri, o altro?
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  50. Un commento, si spera, interessante anche a questa storia dei vecchi tempi. Per la seconda volta G. L. Bonelli affronta il tema dell'espansione ferroviaria, ma lo fa non solo da un'angolazione insolita, ma mescolando anche il tutto con un po' di elementi da feuilleton, come all'epoca gli piaceva spesso fare. Ma veniamo a qualche dettaglio: 1) Innanzitutto una noterella geografica: siamo in Colorado e questa non è un'incongruenza: il Territorio del Colorado fu costituito nel febbraio 1861 unendo la parte più occidentale del Territorio del Kansas (la restante sarebbe stata ammessa nell'Unione in aprile come Stato del Kansas), della zona sudoccidentale del Territorio del Nebraska, un pezzetto del Territorio del New Mexico (la restante parte oggi costituisce gli Stati di new Mexico e Arizona) ed una buona parte del settore più orientale del Territorio dello Utah (oggi gli Stati di Utah e Nevada). Il territorio fu costituito per meglio controllare zone in cui era stato scoperto l'oro. Ma a noi che interessa tutta questa pappardella, mi chiederete? Nulla in fondo, era solo per dire che una volta tanto in quel periodo G. L. Bonelli aveva un'idea azzeccata del contesto in cui faceva muovere i suoi personaggi. 2) In ogni caso, non cercate Union City e Brush sulla cartina geografica, non avreste molta fortuna. :generaleN: 3) Tex, Kit e Carson accettano di occuparsi degli attentati alla ferrovia per fare un favore ad un amico ufficiale di cavalleria. 4) Per agire meglio decidono di separarsi: Tex si farà assumere alla ferrovia col nome di Tiger Jack (ma guarda un po' ), Carson, col nome di Kansas Bill e Kit con quello di Kit Miller faranno indagini presso la vicina Union City. 5) Questa non è la prima avventura che ha per soggetto attentati ai danni di una compagnia ferroviaria, ma è la prima che mette sotto i riflettori il classico personaggio dell'eroico ingegnere. La ferrovia è vista, comunque in chiave positiva, apportatrice di progresso. 6) Il salvataggio della giovane Nita Horton da quello che sembra un tragico incidente col calesse, porta Kit e Carson a smascherare i loschi traffici dell'ambiguo Pablo Valverde e della sua bella ma infida sorella Rosita, seconda moglie del proprietario delle miniere di Union City per impadronirsi delle miniere. 7) La prima moglie di Horton, a quanto pare, è anche lei morta in un incidente circa un anno prima e Horton da vedovo inconsolabile è caduto resto preda delle arti di seduzione della bella Rosita. 8) In realtà Carol Horton non è morta, è riuscita a sopravvivere all'attentato apparentemente riuscito, ai suoi danni. Ora, in preda ad una forte amnesia, è custodita dal giovane Pawnee Volpe Rossa e dal di lui padre Corvo Grigio in una grotta dove scorre un fiume sotterraneo, lo stesso da cui Carol è stata salvata. 9) Quando lo viene a sapere, Tex si improvvisa psichiatra e riesce a restituire ragione e memoria facendole rivivere il trauma subito (Freud morditi le mani laughing). 10) Come scopriremo nel corso della storia, dietro gli attentati ci sono gli interessi congiunti di Osborne, proprietario della linea di diligenze che unisce Union City alla vicina Brush, e dei Valverde. L'avvento della ferrovia, infatti, farebbe cessare il loro traffico per impadronirsi dell'oro di Horton organizzando rapine più o meno finte alle spedizioni di oro via diligenza. 11) Da ricordare di quest?episodio: la lunga sequenza dell'incendio nel bosco realizzata in modo decisamente drammatico ed avvincente; la reazione di Kit Carson quando crede che il giovane Kit sia morto nel suddetto incendio e la sua successiva, reazione quando invece scopre che, grazie alla sua inventiva, il ragazzo è sopravvissuto. Degna di nota anche l'arrivo provvidenziale di Carson a salvare Tex assediato dagli uomini di Osborne (che Tex aveva comunque già provveduto a falcidiare abbondantemente). 12) Anche lo scontro cittadino con il prepotente Osborne si chiude con un incendio. Decisamente GLB si sentiva Nerone. 13) Alla fine, per smascherare i Valverde, Tex escogita l'apparizione di Carol Horton in veste di fantasma, uno stratagemma che sarebbe piaciuto a Edgar Wallace, che li fa crollare entrambi pressoch? immediatamente. 14) Quanto a quel brav'uomo di Horton, si rende conto di aver fatto la figura del fesso e c'è da star sicuri che d'ora innanzi Carol lo terr? d'occhio molto da vicino, giusto in caso che qualche bellezza esotica ricapiti da quelle parti. :capoInguerra: 15) Per sua esplicita ammissione Mauro Boselli ha voluto citare l'apparizione di Carol Horton nel finale di questa storia nella scena dell'apparizione di Anita De Villahermosa in ?Vendetta per Montalesè. 16) C?? chi si è lamentato della brevit? del finale. Odio farlo, ma devo rammentare ancora una volta come il formato a striscia da 32 pagine imponesse fatalmente ritmi serrati e finali bruschi. Semplicemente non c'era spazio. 17) Quest'avventura inizia con la seconda vignetta di pag. 8 dell'albo a striscia "La fine di Lupo Bianco". Si tratta dell'ultima volta in cui si passa da un'avventura all'altra senza soluzione di continuit?. D'ora innanzi, ogni episodio avrà un inizio ed una fine ben delimitati. 18) Stando ad autorevoli fonti, in questo episodio oltre all'ormai consueta (e, come di consueto, non accreditata) presenza di Pietro Gamba come inchiostratore delle matite di Galep, vi sarebbe anche il debutto di suo cugino Francesco Gamba, (anche lui non accreditato) in veste di inchiostratore. In sintesi: non un capolavoro, ma una storia gradevole. ::evvai::
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