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TWF - Tex Willer Forum

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Showing content with the highest reputation since 06/29/2021 in all areas

  1. Se fossi un tizio suscettibile, potrei risentirmi un po' di questa risposta che mal cela l'intento di mettere in dubbio le mie capacità cognitive, su un punto poi che ho sempre condiviso in passato, ma non lo sono e ci passo sopra, a maggior ragione del fatto che reputo che tu sia un utente preparato e interessante, ma credimi, il confine fra l'arroganza ed essere il primo della classe a volte diviene molto labile. Ecco un punto su cui mi trovi d'accordo, ma è anche vero che noi ragioniamo da lettori, gli addetti ai lavori devono considerare altri aspetti che esulano da quello s
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  2. Eravamo palesemente of topic. Pur non piacendomi per nulla il tono Magistrale che stai usando ultimamente (lascai stare Giovenale, per cortesia ;-), personalmente preferisco Plauto) ti sono grato per aver creato questa nuova discussione. e ora imbracciamo le colt bene. mi tocca obtorto collo fare pre l'ennesima volta l'avvocato difensore di Nizzi (per quello c'è comunque il mio concittadino Guarino, che vorrei ogni tanto vedere prendere posizione sul forum) Vastità selvagge e civiltà sono presenti in tutte le storie indiane di Nizzi. Da le Colline del Vento fino alle storie india
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  3. Sì, perchè Boselli e Dotti possono anche fare ALTRE 300, 400, 500 pagine, che ci vuole! Sono fumetti, si fanno anche 400.000 pagine all'anno, è come bere un bicchier d'acqua, mica è un lavoro! ...... ------- Ma è proprio così difficile da capire, il fatto che l'attuale drastico calo sulla serie regolare è una conseguenza OVVIA E INEVITABILE della sovrapproduzione, e che non è che basta fare numeri "speciali" a raffica per avere belle storie? E che avere un albo "bis" come questo, vuol dire avere 110 pagine in meno di Dotti e Boselli sulla serie regolare, e
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  4. Partiamo dalle note positive: Casertano. Che va al di là delle mie aspettative. Certo, è un disegnatore che mi è sempre piaciuto, sin dai suoi primi mitici Dylan Dog (di cui ha disegnato gran parte delle storie migliori), ma temevo che il suo tratto fosse troppo "grottesco" per Tex. Inoltre, avevo visto un netto calo (IMHO) nelle sue ultime opere, su Dylan Dog e su Le Storie, un tratto molto più "grossolano". Che però potrebbe essere stato causato dai noti problemi recenti della Bonelli sugli scan fatti male e frettolosamente delle tavole, un problema che, quando vedi i
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  5. Mi intrufolo nella discussione e provo a dire la mia. Per me lo sa scrivere. Certo è un western che ha caratteri personali ma questo sta alla base della sensibilità e della formazione di ogni sceneggiatore. Hai citato il Tex di GLB: la sua formazione avventurosa si sente decisamente nelle sue storie seppur calata (per me benissimo) in un contesto tipicamente western. Pensa al cinema: tutti i film di genere western sono uguali e hanno lo stesso canovaccio? Certo che no! Ogni regista ha il proprio stile. Da Ford a Hawks, passando per Mann e Walsh (tanto per citar
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  6. Che il calo progressivo dei lettori di Tex diventi una slavina, così come è già successo praticamente sempre nella storia del fumetto ogni volta che c'è stato uno sfruttamento così intensivo di un personaggio (tradurre con "spremimento lettori") Non parlo solo della Bonelli. Ribadisco. SEMPRE. OGNI VOLTA. OVUNQUE (e lo sanno benissimo gli editori, semplicemente preferiscono i guadagni a breve termine rispetto alla durata delle serie). La Bonelli attuale guarda soprattutto alle cose fatte dalla Marvel americana trent'anni fa, ma proprio all'epoca il Punitore divenne uno straordinari
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  7. C'è, e purtroppo è abbastanza diffusa, una strampalata maniera di pensare secondo cui "l'importante è la storia" e che se anche è disegnata male, la storia dovrebbe rifulgere di luce propria, arrivando telepaticamente nelle menti dei lettori. E non capisco come sia possibile che chi lo dice non si renda conto di dire una evidente e plateale puttanata. Il "disegno" in un fumetto non è un abbellimento, una cornice floreale attorno al quadro: è il quadro. Se paragoniamo il fumetto all'altro media che unisce immagini e testo, il cinema, sarebbe come dire che "l'importante è la storia",
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  8. "Il mistero della montagna" è disegnata da Bocci ed è il seguito della storia sul monte Rainer. Dell'altra non so molto,ma mi sembrava di aver capito che prevedeva il ritorno di Nick Castle
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  9. Una buona storia autoconclusiva, di quelle che una volta si usavano nella collana per i numeri a colori che inauguravano il nuovo centinaio. Il pregio migliore è che come storia riesce benissimo a rievocare le atmosfere degli albi dei primi cento numeri, come se la nuova serie Tex Willer avesse voluto dare questa volta una mano d'aiuto alla serie regolare. Alla serie Tex Willer ruberei anche il linguaggio che Mauro Boselli usa felicemente, sciolto e diretto, molte tavole sono qui troppo parlate, consiglierei modestamente di sforbiciare i dialoghi. Bah, è solo un'appunto, potrei dir
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  10. Per idealismo, o forse solo per farmi definitivamente del male, ho deciso di scorporare questi messaggi dal topic dell'albo in edicola e creare una nuova discussione, perché il tema è secondo me molto interessante. Certo, oltre al tema interessante ci vuole anche altro... ma va be', andiamo oltre. Come giustamente notava @pecos, il messaggio originale di @Diablero non ha ricevuto risposte in tema; e la stessa cosa è accaduta anche al suo messaggio in cui approfondisce la sua osservazione sul fatto che nelle storie di Nizzi non ci siano elementi western: @Grande Tex ha solo negato s
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  11. @Barbanera, cos'è per te un western? Una storia basta che sia ambientata nel 1885 in Arizona con la gente armata di colt mentre gira a cavallo per essere un western? Se basta questo, è ovvio che Nizzi scrive western. Ma per me non basta che una storia d'amore, un giallo, un documentario sulla coltivazione delle barbabietole o un altro genere sia ambientato lì per definirlo "western". Il genere western ha i suoi canoni, i suoi temi (civiltà e vastità selvagge, uomo e comunità, e l'uomo fuori dalla comunità, etc.) e sono tanto caratteristici che è
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  12. È curioso come della lunga e precisa disamina di Diablero, voi non cogliate che una mezza frasetta su Nizzi e vi mettiate a polemizzare su quella
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  13. Sono tornato sul forum dopo parecchio tempo di assenza spinto dalla curiosità di leggere come era stata commentata la storia dell'amico Carlo, ma devo ammettere che dopo le prime tre pagine di post non ho resistito alla tentazione di saltare rapidamente di pagina in pagina dando solo una lettura veloce a qualche post. Troppe polemiche inutili su cose di poco conto, parere personale ovviamente, ma senza voler offendere nessuno la penso esattamente come Sam Stone, si dovrebbe tornare al sano divertimento di leggere un fumetto senza volerlo analizzare come un trattato di filosofia o voler per for
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  14. La storia mi è piaciuta molto. Per me è almeno da 7 e mezzo. E' senz'altro atipica, ma questo me l'ha fatta apprezzare di più. In genere non amo i ripescaggi di character storici, in quanto si rischia di focalizzarsi troppo sul personaggio in questione trascurando la storia vera e propria. Era successo con Il ritorno di Lupe, danneggiata da una trama davvero troppo banale e condotta col pilota automatico. Qui non è successo, e ho letto entrambi gli albi volentieri e d'un fiato. Solo la prima metà era a tratti un po' lenta e dispersiva. Qualche osservazione...
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  15. La lettura del secondo albo ha finito con il confermare le impressioni della prima parte. Personalmente la storia in questione non mi ha preso e come assai di rado mi accade con Boselli, sono arrivato a fatica all'ultima pagina. Non so, forse per via di una trama non eccessivamente ricca, o avversari non indimenticabili, ma soprattutto ho trovato troppo pesanti i dialoghi e pedanti alcune scene contraddistinte da una lunghissima sequenza di spiegazioni, commenti e dettagli sul piano che alla lunga mi hanno stancato. Un piano tutto sommato nella media sulla saga che a furia di essere decritto e
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  16. A proposito di finali in cui Tex si fa giustizia da solo, c'è anche quello della storia "L'oro del Colorado/Grand Canyon" in cui le carogne che hanno ucciso gli indiani del Pueblo vengono lasciati in balia delle onde, senza pagaie, ad affrontare le rapide del Grand Canyon, senza nessunissima possibilità di salvarsi. E Tex lo dice chiaramente: impossibile che sopravvivano senza pagaie. Non è la stessa cosa che lasciarli in mano a chi li vuole linciare, ma il risultato non cambia. E comunque, era per dire che GL Bonelli non aveva paletti fissi, quando la storia lo richiedeva sceglieva
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  17. Ma infatti. Tex fa di queste cose; e la scena di Tucson è pure di un GLB pienamente maturo. Fermo restando che, come dici giustamente tu, il Tex dei primissimi numeri È Tex, altro che personaggio acerbo e in via di definizione. Me lo sto rileggendo con gusto supremo, divertendomi come un matto come non mi capitava da anni con un fumetto; e tutte le volte che vedo qualcuno scrivere qui sul forum che GLB non sapeva bene che cosa stava facendo e Galep era ancora grezzo mi viene voglia di... ammazzarlo facendolo volare dalla finestra. I primi numeri di Tex sono capolavori e per i t
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  18. Era il Tex di GLB, altro che embrionale, il più genuino. Nel numero quattro fa a fette i cinesi con lo spadone. Nella storia ''Tucson'' ammazza un tizio facendolo volare dalla finestra. Per una volta che Borden fa una scelta puramente glbonelliana, lasciare un verme nelle mani della povera gente, me lo contestate pure ?
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  19. Al di là delle diatribe sulle precedenti esperienze amorose di Kit Willer e su confronti vari in questo ambito, a me la storia nel complesso è piaciuta. Le due vicende (quella "amorosa" di Kit e Manuela e quella della rapina) si intrecciano in modo da dare sia al giovane Willer sia alla coppia dei più "anziani" rangers un ruolo attivo e di primo piano (anche Carson svolge una funzione tutt'altro che irrilevante). La chiusura dell'albo lascia comunque aperte possibili continuazioni del rapporto fra Kit e Manuela, senza peraltro implicare obblighi narrativi eccessivi che possano stravo
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  20. Premesso che ogni albo in più di Tex che esce è un piacere, la storia è bella. E disegni di Dotti ci rifanno gli occhi dopo Laurenti nel mensile. Anche io noto una raffigurazione di Kit come dodicenne, mentre nel n° 16 sembrava invece sedicenne e già da tempo partecipava alle avventure con padre e padrino. Anche se Tex si riferisce a lui come se avesse davvero 16 anni e partecipasse alle decisioni importanti della tribù ("avvisa mio figlio e Nuvola Rossa") ("Kit controlla che scriva tutto...")non come un dodicenne (oltretutto in quel periodo Kit dovrebbe anc
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  21. Per quanto possa servire una fredda media matematica per descrivere il gradimento soggettivo di un'opera artistica come il fumetto, finora il quadro della discussione in oggetto è la seguente: - Poe 6,45 - Jim Brandon 6,08 - Barbanera 6,40 - Condor Senza Meta 6,30 - Grande Tex 6,80 Medie non trascendentali, ma finora non fallimentari.
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  22. storia che lascia ancora volutamente "lontano" il momento in cui i due Satanassi di Tex e Carson si incontreranno di persona. finale che lascia aperto il seguito de Gli Innocenti e spiega il modo in cui Ray ha conosciuto Lena e diventerà sceriffo Mi ha fatto realmente impressione vedere la nascita de il rapporto tra Tex e Skinner, ben sapeno di che razza di carogna sia stato il vecchio Cyrus...pazzesco vedere come Tex, pur mantenendo inalterati i suoi principi e la su moralità, riesca comunque a legare anche per poche pagine con tali personaggi grigi che in futuro diventeranno neri
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  23. Ma secondo voi tutta la robaccia extra che negli ultimi anni hanno proposto (box, carte, medaglie, edizioni specialissime dei Texoni, Monopoli, magliette e tazze, gioco da tavolo, variant di qualsiasi tipo) è stata davvero pensata "per andare incontro alle tendenze del mercato di oggi" o piuttosto è un sintomo palesissimo di una crisi texiana sempre più nera per cui servono esclusivamente per spennare quanti più polli possibili e raccattare soldi finchè sono in tempo? La serie regolare è oggi come oggi uno scempio. E' chiaro che tutti gli sforzi sono deviati verso il fratellino pic
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  24. Scusate se mi permetto: ma oltre ai contenuti, per mantenere sana e costruttiva una discussione, necessita pure che ci siano i giusti toni e una buona dose di rispetto per l'interlocutore. E' fuori dubbio che Diablero sia una risorsa per il forum, poichè è una mente brillante e molto competente in materia (io adoro leggere i suoi commenti, sempre e comunque) tuttavia un minimo di impulsività in meno sarebbe gradita. Come sosteneva Camilleri "le parole diventano pietre" e se tu preso dalla foga, dai dell'idiota o dell'incompetente al prossimo che non la pensa come te , rischi di scatenare una "
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  25. il commento è equilibrato e condivisibile da me al 110%...ed è questo che intendevo prima. io ho capito perfettamente il post di Diablero,caro Virgin...se avessi trovato qualcosa di non condivisibile avrei rimbeccato sul punto Diablero come mi è capitato spesso in passato di fare. Fai tu invece uno sforzo e tenta un momento di capire il motivo del mio intervento, che Zagor 70 ha invece capito subito benissimo: per l'ennesima volta l'utente Diablero ha attaccato un autore di Tex in modo capzioso e polemico, dicendo sostanzialmente che ha sbagliato mestiere...Un conto è dire che un auto
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  26. Perché con Nizzi usa un tono diverso: gli altri che ha citato non sono adatti per Tex, ma lui non ha mai capito nulla del western e praticamente ha sbagliato mestiere. Forse ci sarà qualcosa di personale, non ne ho idea. Il che è strano, perché se si esclude Nizzi, per il resto lo trovo sempre equilibrato, con disamine ben articolate, e quasi sempre largamente condivisibili. Per ultima la sua critica sulle scelte editoriali della SBE, che sta pubblicando sempre più albi a discapito della qualità, e che a lungo andare stancherà i lettori completisti.
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  27. SPOILER Recensione Tex Willer n.29-33 "Sull'alto Missouri"
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  28. Spoiler Una premessa: nel recente passato si è discusso qui sul forum in merito alla presenza dei lettori “dinosauri”, insofferenti alle novità editoriali della saga; il sottoscritto può essere annoverato in questa categoria, se le iniziative sono rappresentate da trovate un po’ fini a sé stesse come le figurine o le medagliette, ma di certo, al cospetto di albi speciali come questo o ristampe particolari, non ha nulla da eccepire, anzi! Mi sembra di capire che l’iniziativa del "bis" sia un unicum per i festeggiamenti degli ottant’anni della casa editrice, ma visto il risultato, mi viene
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  29. E pensare che all'annuncio dell'uscita di un numero bis quasi tutti avevano (avevamo) storto il naso, pensando a una storia "riempitivo". Invece questa rischia addirittura di essere la migliore storia dell'anno di Tex! (Ma speriamo anche in "Erebus". E senza dimenticare la piccola perla di "Giubba rossa" di Boselli/Biglia vista sul Magazine). Ottima veramente da tutti i punti di vista: sceneggiatura e disegni. Interessante il nuovo personaggio di Hubbell, che si spera di rivedere. Felice di rivedere un Tiger in gran forma! Per quanto riguarda la cronologia, sono d'accordo
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  30. @betta53 Un commento molto equilibrato (che riporta fra l'altro la discussione all'interno del suo argomento specifico) e che condivido in pieno, soprattutto nella sua capacità di mostrare alcuni tratti della personalità di Manuela e del suo modo di ragionare da donna passionale e non sempre lineare, ma nemmeno isterica, come qualcuno ha preteso di definirla. L'esplorazione dei sentimenti dei due non è amplissima, ma fornisce degli accenni per me gradevoli e motivati e che non stonano in questo particolare tipo di avventura (peraltro, bilanciati dalle vicende del tentativo di rapina in banca).
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  31. Per le storie di Tex ci puo' anche stare, per il resto delle storie reali, non funziona.
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  32. Concordo in pieno: storie sicuramente molto valide. Però dopo il 700 non ho ancora letto storie che posso considerare molto buone, non mi era dispiaciuta la storia con El Morisco e la strega maya. E anche Guatemala non mi è dispiaciuta, complice anche l'ambientazione esotica.
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  33. Ovviamente. Spero vivamente che ne venga fuori una buona storia, che tiri un po' su la serie regolare, in fondo dopo le ultime storie, non sembra una cosa impossibile. Forza Barbanera e comunque tanti auguri.
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  34. Si, esatto, un willerino con il pistolino 😂 Borden pensaci, invece di lanciare una collana Tex as a young man Airoldi ti chiederà forse una serie fantascientifica ambientata ai primi del novecento con Tex e Carson vecchi filibustieri che scappano dall'ospizio, Kit Willer capo dei navajos collegato con il telegrafo 'a distanza' da Nogales, e Willerino che tira la treccia alla sorellina e ruba le uova dal pollaio, come un Tom Sawyer qualsiasi. Da Joyce a Twain il passo sarebbe breve!
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  35. A me pare che ci si stia fissando su una questione (quella del "linciaggio"), esasperandone le valenze... Il richiamo a "Giovani assassini" non mi pare calzante: anzitutto, in quella circostanza si trattava anzitutto di una decisione interna al solo quartetto dei pards (più un personaggio esterno) e comunque i tempi in cui assumere la decisione erano completamente diversi. Qui Kit non può confrontarsi con i suoi più fidati amici/parenti. Deve decidere da solo, e per di più di fronte ad una comunità di villaggio che già si è schierata chiaramente in una ben precisa direzione, quindi deve anche
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  36. Ma che vuol dire fase embrionale? E la fine di Colbert nel numero 63, allora? Non è chiaramente la prassi, ma una giustizia sommaria non è la prima volta che si vede sulle pagine di Tex, e francamente mi auguro anche che non sia l'ultima, se no sai che noia.
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  37. Anche Giungla Crudele con i disegni di Ticci per me é quasi un capolavoro
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  38. Ma che dici Grande Tex? Ha minacciato di uccidere la sua ragazza,e lui dovrebbe ancora degnarlo di una risposta? "Spiacente, parola di Lupetto Navajo, vorrei tanto ma non posso aiutarti mio caro furfante, anche se hai ferito mio padre alle spalle,ti sei fatto scudo di una donna, hai ucciso un inerme cittadino...rimarrai sempre nel mio cuore"...
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  39. Storia interlocutoria. Intanto i disegni nulla di che. Un solido professionista, certo, ma nulla che faccia gridare non dico al miracolo, ma che ci lasci davvero soddisfatti, a cominciare dai volti dei pards. Poi la storia. Io non sentivo granchè la mancanza di Manuela Montoya. Tuttavia ci sta riproporre vecchi personaggi apparsi di sfuggita. Anzi, a volte è anche una buona idea approfondire figure non ben sviscerate, tanto più che ormai potrebbero mancare gli spunti e il ripescare dei personaggi consente di trovarli. Però la Montoya è tutto fuorchè simpatica, e in questa s
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  40. Segnalo questa bellissima intervista di un divertito e divertente Giampiero Casertano (t shirt da URLO) sul suo lavoro con il Texone. https://www.youtube.com/watch?v=yasAXiGZj2A&t=637s Veramente gustosa, la consiglio a tutti. Ad un certo punto, rispondendo a Giovanni Boninsegni (responsabile ufficio stampa SBE), prorompe con: "Non lo smetterò mai di dire, noi stiamo facendo il lavoro più bello del mondo!" Mitico!
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  41. Altra buona storia quella attualmente in corso! Abbastanza lineare ma avvincente, trovo che funzioni meglio della seconda parte di quella con Coffin. Molto bella l’atmosfera da vecchia frontiera con i rapporti tra pionieri e vari gruppi indiani non ancora tesi ed esasperati, con tuttavia l’imminente corsa all'oro che cambierà rapidamente la situazione. Il giovane Tex si dimostra già un grande conoscitore delle popolazioni indigene anche al
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  42. Riprendo la lettura di Tex dopo un paio d’anni di pausa (niente di personale contro il ranger, ho solo staccato un po’ coi fumetti) e quale migliore occasione della storia dell’Avvocato Monni? Facendo innanzitutto i complimenti a Carlo , devo dire che per adesso non mi sta entusiasmando. Da un lato sono abbastanza allergico a questi ritorni dopo decenni di personaggi ormai cristallizzati nella memoria dei lettori, da un lato quando li scrive mi pare che Boselli (s)cada sempre un po’ nel feuilleton. La sceneggiatura peraltro mi pare penalizzata in più parti da dialoghi
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  43. Anche io l'ho pensato... Ma credo lo abbiamo pensato un po' tutti noi che abbiamo letto l'albo .
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  44. Addirittura! Oltre alla sfida notturna al battello che durerà si e no 16 pagine di nuovo che c'è? Vediamo Hannigan, Laplace e Gomez, ma gli ultimi due stanno seduti ad un tavolo ed ascoltano la storia di Hannigan. Inoltre, di Gomez (se non ricordo male) sapevamo già tutto: è un bandito, ricercato a Sud e Carson gli dà la caccia. Non conoscevamo il volto, ora sì. 47 pagine su 62 sono esattamente il 75,8% della storia. All'inizio ci viene presentato Gomez, lo conosciamo ed impariamo chi è e che carattere abbia ed in quale contesto si muoverà, cose molto importanti per il dispie
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  45. Una gran bella storia che a me ha sempre ricordato i film western degli anni '50, come atmosfera e come personaggi, ma anche per la sceneggiatura sobria ed equilibrata, come nei film di una volta. Un Tex indimenticabile, duro come non mai nei modi e nei dialoghi, un infiltrato perfetto nel covo dei banditi (che infatti non lo scopriranno). Una trama lineare ma scorrevole, ben orchestrata, senza sbavature, "classica". E poi sì, un insolito pard, un compagno che diventa quasi amico e che piano piano assume il ruolo di coprotagonista, il contadino messicano Juan Ortega, diventato band
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  46. Storia a cui sono particolarmente affezionato essendo la prima che ricordo distintamente di avere letto. La ricordo fondamentalmente perché mi rimase impresso il Tex guercio che, a memoria, non ricordo più di aver visto. Rileggendola oggi riesco a cogliere tante sfumature che in precedenza non avevo colto. Innanzitutto i dialoghi, dove GLB è maestro nel dare quel sapore colorito e spumeggiante alle battute di Tex. "Ehi non cominciamo con le domande! Vengo da una parte e vado dall'altra". "Smettiamola di recitare la parte dei gentiluomini! Nessuno di noi lo è" "Bas
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  47. Quoto i commenti rispettivamente di Ymalpas e Pedro: hanno già detto tutto quello che penso anch'io di questa storia, e non aggiungo altro. Per le stesse ragioni non sono d'accordo con Paco e con West10: io mi aspetto tanto da Tex, e non è un mistero che le storie di Boselli mi scaldino il cuore tanto che io le ritengo alla pari di altre grandi opere di narrativa di tutti tempi che pure mi hanno appassionato. Per me una grande storia di Tex è una grande opera, non è la soddisfazione di un momento, è un piacere intellettuale che ritengo importante. Ecco perchè mi aspetto
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  48. Ho appena riletto questa storia che per la prima volta lessi circa quindici anni fa. La ricordavo come una storia emozionante, con un Tex strepitoso nei panni sempre avvincenti dell'infiltrato. Ma devo ammettere che oggi mi sono un p? annoiato. Tex è in forma strepitosa, intendiamoci, e le sue battute sono gustosissime. Ma la trama è poca cosa, Lingo è un cattivo per niente convincente, i dialoghi alla lunga mi sembrano un p? ripetitivi. E' straordinario come la percezione di una storia possa cambiare a seconda del momento (e forse della maturit??) in cui la leggi.
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  49. Semplicemente, questa storia è un assoluto Capolavoro!Una delle storie più drammatiche, tese, violente, di tutta la saga!Ci sono alcuni momenti da assoluta antologia:1)la distruzione della fattoria da parte degli apache è forse la più drammatica tra tutte le distruzioni di ranches e fattorie viste su Tex;2)la scena in cui Tiger, senza pensarci due volte, raggiunge Tex e il capitano in battaglia, subito seguito da un Carson che non ha la minima idea di abbandonare i suoi amici:eroismo allo stato puro!3)Il massacro di Aultman, violentissimo e terribile, e la conseguente distruzione della pattugl
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  50. Ho letto anch'io, con un colpevole ritardo, l'inedito attualmente in edicola. Una sola domanda: perchè Nizzi le sue storie non le scrive tutte così ?Mi devo cospargere il capo di cenere in quanto dopo un primo albo monotono e a dir poco noioso, il secondo si dimostra pienamente all'altezza del mito texiano. Dove il precedente aveva preso "cinque", questo "Sangue in paradiso" merita davvero un bel "sette" come voto, dimostrandosi l'albo di Nizzi più riuscito della fascia 500, se escludiamo ovviamente il numero 501. C'è molta, tanta azione, un Tex che predilige le vie spiccie, i metodi violenti
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