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  1. O nessuna, considerata la sua ignoranza circa l'esistenza di Kircher prima e le sue intenzioni incendiarie poi. Il fatto che non la citi non vuol dire che lo abbia dimenticato. Come non ha dimenticato che non solo Taki, ma tutto un intero villaggio è stato trucidato da quegli assassini. Non c'è bisogno di citare nulla, basta il desiderio di vendetta, che Carson ha. E ce lo ha anche nell'intento di umiliare Kircher, non solo di ucciderlo o arrestarlo, accettando il duello. Le fasi di questa battaglia fluviale sono concitate e ci sta che il vilain riesca a fuggire. Forse le canoe andavano disegnate più lontane (ma forse il disegnatore voleva solo rendere l'idea, concentrando nella vignetta le due imbarcazioni che duellavano), forse un colpo di Tex sarebbe potuto andare a vuoto (consentendo ai fuorilegge di recuperare tempo e di portarsi fuori tiro in un intervallo di tempo più plausibile), forse la situazione poteva essere limata meglio. Ma io non credo che questi particolari possano pregiudicare il giudizio su una storia che non è, come la definisci tu, ma è una delle storie più apprezzate degli ultimi tempi. Utilizzare aggettivi così veementi, così lapidari, così stroncanti è a mio parere una grossa ingiustizia nei confronti di questa fatica rujana, considerato che le tue chiavi di lettura, dalle stragi causate dal Tex fesso alle assurdità spazio-fisiche della battaglia sul fiume sono come mimino opinabili, per non dire sbagliate, e considerato inoltre che con questo metro ben poche storie di Tex (Glb e Boselli compresi) passerebbero al vaglio della tua censura. Senza offesa, ma quei tuoi giudizi tranchant sono veramente esagerati, Diablo.
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  2. @Diablero Senza offesa, ma mi sembra che tu non ne abbia detta una giusta. SPOILER Per prima cosa, sei subito partito da una base sbagliata, dicendo che questa storia non va bene perché ha un finale a sorpresa. Questa è una storia di MISTERO. Se a te piacciono di più le storie di semplice azione, benissimo, ma in una storia di mistero, la rivelazione finale con twist è d'obbligo. A maggior ragione in questa caso che la storia è pure breve!... Non è una ricerca sensazionalistica a tutti costi dell'autore, è semplicemente che una storia del genere si scrive così. Senza un minimo di pepe e di rimescolio di carte, diventa piatta e prevedibile, e questo è un difetto che una storia di mistero NON DEVE avere. Inoltre non ha un finale frettoloso proprio per nulla. E se te lo dico io, da autore ultradecennale e con qualche migliaia di tavole all'attivo, mi sa che ti tocca darmi ragione a scatola chiusa. Per il resto, mi sa che è il tuo approccio metodologico alla critica che è un po' contorto. Tu parli di presunti errori nella storia, fondandoti su delle motivazioni che presenti come oggettive, ma che invece di oggettivo non hanno proprio nulla. Esempio. Il fucile. Tu dici che non è credibile né che l'abbia gettato, né che poi non l'abbia ritrovato. Ma scusa. Da dove l'hai dedotto che l'ha 'gettato' a caso? E in un luogo in cui era facile recuperarlo? Se nel testo ci fosse stato scritto che l'ha gettato nella prateria, potrei anche darti ragione, ma Tex usa invece queste parole "RECUPERATO" "NELLA PALUDE" ed "ERA NELL'ACQUITRINO". Dal che si deduce semmai, com'è logico, che l'abbia gettato in un luogo inaccessibile. E proprio perché ci sono le sue iniziali scritte sopra e nessuno deve ritrovarlo mai più. Ora, tutto questo non c'è bisogno di spiattellarlo in sceneggiatura. Uno dei lavori dello sceneggiatore è sfrondare e ripulire, essere sintetico ed essenziale, perché la narrazione deve rispettare dei tempi per essere efficace, e se mi fossi impelagato a spiegare per filo e per segno tutte le cose di cui sopra, ci avrei messo tre vignette e il climax sarebbe andato a farsi friggere. Basta invece dire "RECUPERATO" "NELLA PALUDE" ed "ERA NELL'ACQUITRINO" e tutto è più che esplicito. Stop. Non c'è bisogno di aggiungere altro. Tutte le altre tue osservazioni sono su questa stessa falsa riga e, per fortuna, ci hanno già pensato @Poe e @Letizia a riponderti nel merito in maniera più che egregia. Su Zagor, infine, mi permetto di dirti che sono abbastanza sicuro che tu non abbia mai letto una mia storia. Perché, sebbene io su Zagor faccia abbondante uso del soprannaturale, non l'ho mai presentato come cosa normale, per Zagor e soci. E questo, se vuoi risparmiarti una rilettura della saga, puoi anche verificarlo andando a leggerti i commenti sui forum dello Spirito con la Scure. Detto tutto ciò (senza alcuna venatura polemica, beninteso) chiudo qui la conversazione, perché so per esperienza che parlare delle mie storie coi lettori conduce solo a battibecchi che detesto e che mi drenano energie e tempo che non ho in abbondanza. E anche perché in fondo un lettore deve essere libero di dire quello che cavolo gli pare senza sentirsi redarguito dall'autore di turno. Un saluto e un abbraccio. Caro @Exit, ti ringrazio molto del tuo consiglio, ma io sono già un profondo conoscitore dell'opera texiana di GL, che leggo fin dalla più tenera età e che considero caposaldo della mia formazione professionale (e non solo). Ciao J
    5 points
  3. Eh, magari i continui paragoni con GLB non interessano o vengono considerati ormai stucchevoli, anche. Con questo non sto dicendo che non va sempre tenuto il piede sul personaggio originale, ma i tempi cambiano, così come le tecniche narrative e soprattutto cambiano gli sceneggiatori. Non ritengo che Ruju non conosca Tex e non abbia nulla a che spartire col personaggio. Anzi, Ruju conosce molto bene Tex. Il problema che ha sempre avuto è che non è in grado di costruire storie epiche e spesso si accontenta. Fino a qualche anno fa gli riconoscevo anche la capacità di non scrivere mai storie davvero pessime, mantenendosi su standard sempre accettabili. Purtroppo negli ultimi anni ha collezionato qualche caduta molto fragorosa e il mio giudizio è peggiorato. Ma qui, a me pare tornato su livelli ottimi, anzi superiori a quasi tutte le sue storie. Scrivesse sempre così io sarei molto soddisfatto. La vivisezione è certamente un modo come un altro di giudicare le storie, ma non lo condivido.
    5 points
  4. Ho fatto qualche ricerca in giro. Allora, trovo eccessivo dire che i confederati abbiano anticipato i nazisti: i campi di concentramento (e di sterminio) avevano uno scopo preciso, esattamente come i gulag sovietici e tanti altri posti infami tipici delle dittature. Qui si sta parlando di campi di prigionia e di trattamento dei prigionieri di guerra. La storia FDA fa chiaramente riferimento al campo di Andersonville, dove morirono circa 13.000 prigionieri nordisti sui 45.000 che ci entrarono. Una percentuale mostruosa, di cui i vertici sudisti ebbero una grande responsabilità. Andersonville infatti conteneva il quadruplo delle persone per cui era stato progettato, ed i rifornimenti che vi venivano inviati erano piuttosto scarsi anche per gli stessi confederati (cosa di cui si lamentarono loro stessi più volte). Solo che per i prigionieri la situazione era decisamente peggiore. Chiaramente, per la confederazione la cura dei prigionieri nemici in una guerra che stava perdendo (il campo fu aperto nel 1864) non era in cima alle sue priorità, oltretutto in una generale situazione di scarsità dei rifornimenti. Per la cronaca, il comandante del campo, tale Henry Wirz, venne impiccato per crimini di guerra al termine del conflitto. Il dibattito sulle sue reali responsabilità è ancora aperto. Da parte nordista la situazione era solo poco migliore: Camp Douglas è stata chiamata l'Andersonville del Nord, e pare che ci morirono da 4.000 a 6.000 confederati su circa 26.000 internati. Per non parlare della prigione di Elmira, soprannominata anche Hellmira, dove in un anno morirono quasi 3.000 prigionieri su 12.000. Cosa voglio dire con tutto questo? Che per entrambi i contendenti, la cura dei prigionieri era in fondo alle loro priorità, e probabilmente non erano nemmeno in grado di gestirne così tanti. Se infatti andiamo a vedere, le cause di morte più frequenti erano in tutti i casi malattie e malnutrizione, segno di scarsa organizzazione e pochi rifornimenti. Voglio giustificare i confederati? No. Voglio accusare i nordisti? Nemmeno. Voglio solo dire che la scarsa cura dei prigionieri era colpevolmente diffusa da entrambe le parti. Quanto alle accuse di torture sui prigionieri, non ho approfondito ciò che accadde nella guerra civile, ma ci terrei a far notare una cosa. La guerra è interessante da leggere, da raccontare e da studiare, ma nella realtà è uno schifo: tira fuori il peggio dalle persone, ed accanirsi sui nemici inermi è purtroppo una cosa frequente. Sono cose che non dovrebbero MAI accadere, ma in guerra accadono, ed i colpevoli non sono mai da una parte sola. Se ho usato termini eccessivi o sono andato OT mi scuso, ma non avevo altre parole per esprimere certi concetti.
    4 points
  5. Perché l'ha perso: era dentro l'acquitrino. L'ha cercato più volte in tempi diversi senza successo (per quello che ne sappiamo, non possiamo escludere che sia ritornato a cercarlo). Io ho visto che ne ha almeno altri due, uno l'ha preso il ragazzo e l'altro è quello a canne mozze, ma magari ne ha altri 3 o 4. Perché era dentro l'acqua. Tex non trova nulla, glielo dice Zina. Il ragazzino, visto che Zachary era in pericolo, doveva aspettare la pagina 112. Infatti non esistono, si tratta solo di rimorso e suggestione dovuta anche ai luoghi. Zina poi non vede fantasmi ma sente delle presenze: è una sensitiva paranormale. Cose cui non credo minimamente ma che ammetto in un'opera di fantasia. Colpa di Corrado? I fantasmi, che non esistono, non parlano. Zina ha delle percezioni extrasensoriali che, appunto perché fantastiche, non possono essere fallaci. Le informazioni che Zina percepisce sono un po' troppe e un po' troppo particolareggiate? E Allora? Se utilizzo il paranormale, devo farlo con parsimonia? Il corpo non presenta segni di ferite di armi da fuoco, presenta evidenti segni di avvelenamento (labbra scure per esempio), sospetta di... caspita, è un bel problema, ci sono troppi sospettati (il ragazzo e Zachary, magari anche il ragazzo era complice). E per quanto riguarda il fucile, già detto, non ci inciampa. Quando si fanno le pulci, dobbiamo stare attenti di non cadere nello stesso tranello: potrebbero fare le pulci a noi. Origlioni e colpi di scena non ti piacciono? Benissimo. Ma io a dire il vero non ho visto né i primi né i secondi. Il coinvolgimento di Zachary nell'eccidio, almeno per me, è stato palese, fino dalla sua prima apparizione. Il paragone poi con SS e resistenza è fuori luogo. Mia nonna paterna, sfollata a Seravezza, ha rischiato, se non veniva avvisata della presenza di tedeschi nella zona, di finire tra le vittime di Sant'Anna.
    4 points
  6. Un antagonista, Artiglio d'orso, decisamente memorabile; Kit Carson che non è il vecchio lamentoso e un po' ottuso raccontatoci in tante avventure, ma un uomo affascinante, coraggioso e possente; dei disegni maestosi, con personaggi che recitano in maniera credibile. Che altro chiedere a un fumetto? io promuovo con buon voti la storia di Ruju e Mastantuono. Poi, certo, qualche difetto c'è. In particolare, il Tex di altre epoche se ne sarebbe infischiato di estorcere con l'inganno la confessione di mister Warberg, ma lo avrebbe punito direttamente; inoltre, qualche scena, anche il duello tra Kit Carson e Kircher, è forzata. Ma, dopo diversi anni di frequentazione di questo forum, che tanto mi ha arricchito come texiano e - più in generale - come lettore di fumetti, mi sto chiedendo se l'esame critico di ogni minuzia mi renda un lettore più consapevole e felice, o semplicemente non finisca per rovinarmi il piacere della lettura di Tex. Certo, ci saranno storie più efficaci (e questa, a mio parere, è un storia efficace) e storie che mi prendono di meno (così come a lunga saga di Mefisto); continuerò a rilevare implausibilità, errori di sceneggiatura e di disegno. Ma, come ho scritto in altro post, non mi sembra sensato impiegare il mio tempo a criticare la misura delle scarpette di Cenerentola
    4 points
  7. Anche il duello di Ruju serve, invece. Kircher si è rivelato un grande avversario, sadico, disumano. Per due albi ha tenuto la scena come pochi vilain, ha fatto breccia nel lettore. A cosa serve un duello? Serve anche a eliminare - o a umiliare, come in questo caso - un grande avversario: a non sconfiggerlo banalmente in una sparatoria, a non farlo marcire tra le mura di una cella. Il duello serve allora a regalargli quella "bella morte" che un personaggio come lui merita. E poi serve anche a mettere in luce, per una volta, Carson in quella che è una "sua" storia dall'inizio alla fine. Serve a farne risaltare la grandezza, troppe volte messa in ombra dal suo più giovane e ingombrante pard. Serve ad ingigantire Carson e lo stesso Kircher. E se molti hanno apprezzato, qui come su facebook, significa che ha funzionato. Che è piaciuto. E quindi un duello può servire anche a questo, in definitiva: piacere. come sarebbe fuggito in barca? gli avrebbero sparato prima ancora che potesse fare alcunché. Non c'è nessun errore dei pards, la barca è anche legata saldamente al molo. Nessuna via d'uscita, dunque. In realtà Tex non sbaglia un colpo, ma appena si accorge che la sua barca sta affondando quelli si portano fuori tiro e lui non può più fare nulla. Anche qui, Ruju è attento nel farci vedere tutta questa sequenza. Circa il fatto invece che i due uomini riescano a non farsi raggiungere dagli indiani, sono in realtà gli Squamish a rinunciare all'inseguimento, perché ritengono che Kircher e il suo socio siano diretti all'arcipelago, dove non riuscirebbero più a trovarli. Nessuno sa che stanno andando ad appiccare l'incendio. Tex pensava che Angela sarebbe stata al sicuro perché protetta da diversi guerrieri. Non può immaginare che i rapitori siano una posse così ben organizzata di assassini. Solo quando viene a sapere di Kircher capisce di aver sottovalutato la minaccia. Una minaccia, tuttavia, di cui fino a quel momento non conosceva la reale entità. Vedi sopra. Interviene solo DOPO aver saputo di Kircher. Non "perché sì". Su questo siamo d'accordo, ma è un peccato veniale veniale veniale. Utilizzi spesso l'aggettivo "assurdo" e l'avverbio "assurdamente". Colpisci l'autore, il curatore che avalla, i lettori che apprezzano. Per te... ...non solo Ruju, ma neanche Boselli, e neanche io, e tanti altri qua dentro, hanno mai letto GLB. Ma non c'è nulla di assurdo nel comportamento di Carson. Kircher merita la forca, ma Carson vuole punirlo lui. E non per difendere l'onore dell'amata, o tante altre romanticherie. Kircher è un bastardo, e merita di morire. Avesse chiesto un duello a Tex, questi lo avrebbe accettato senz'altro, come ha fatto innumerevoli volte. Solo che stavolta il provocato è Carson. E il Vecchio Cammello non è meno da Tex. Vuole punirlo, vuole ammazzarlo, a quel bastardo di Artiglio d'Orso. E si toglie la soddisfazione di umiliarlo. Con il duello, Carson la fa pagare a Kircher. Non lo pesta, ma gli trafigge una mano. Lo umilia. Vince. Carson vince. Certo che Kircher è sempre soltanto prigioniero, ma se nel duello questi non muore è solo perché lo scontro si sviluppa diversamente e Carson lo ferisce soltanto (ma in maniera conclusiva per il duello). D'accordo con te, soluzione gestita male. *** Io credo, Diablo, che, semplicemente, ci sono soluzioni narrative che non ti piacciono, ma da qui a definirle assurde e anti-texiane (e a considerare questi tuoi giudizi come definitivi e insindacabili) ce ne corre. Credo che tu abbia perso fiducia in Ruju, come tu stesso hai ammesso, e che questo ti porti a non perdonargliene nessuna. Vivisezioni la storia col bisturi del chirurgo, vedendoci chissà quali parti da asportare, e non ti avvedi che l'insieme, al netto di qualche sbavatura, funziona e che il paziente non è poi così moribondo. Svilisci il lavoro di un autore la cui presenza io ritengo sia invece una piccola fortuna per Tex perché, pur non avendo mai raggiunto i picchi dei suoi predecessori, pure sta traghettando bene il suo Tex in questo fiume vorticoso degli anni Venti del ventunesimo secolo.
    4 points
  8. E meno male che ci sei tu che hai spiegato a Rauch che le sue INTENZIONI erano di scrivere una storia di fantasmi, e invece GLI E' VENUTA FUORI una storia di partigiani!!! L'eroico partigiano Zachary che quasi quasi i Mccullen dall'aldilà dovrebbero ringraziare! Così adesso Rauch ha finalmente capito che dovrà rileggersi tutto GLB, che forse non aveva mai letto attentamente prima d'ora! Lo sbadato... P.S.: tra le tante inesattezze scritte nei vari post, c'è anche quella che in Ken Parker Berardi non utilizzerebbe i colpi di scena finali, che tanto le sue storie erano belle lo stesso. Peccato che sia stato proprio Berardi, all'interno della Bonelli, quello che ha cominciato a scrivere storie con finali a sorpresa: una buona metà delle storie di Ken Parker, o forse anche più, ne fa uso! In "Sciopero" alla fine si scopre che l'operaio amico non era un operaio ma un infiltrato della Pinkerton. Nella "ballata di Pat O'Shane" la giubba rossa alla fine si rivela un criminale. In "Omicidio a Washington" l'agente indiano è in realtà un sicario, e così via nella "Città calda" (il rapinatore che in realtà è un infiltrato), nei "Gentiluomini", "Sotto il cielo del Messico" nel "Poeta", ecc. tutte storie con twist finali, in cui qualcuno si scopre non essere quello che dice di essere. Per non parlare delle ultime, da Boston in poi, in cui Ken Parker fa il detective: colpi di scena e controcolpi di scena a go go... (Sclavi, secondo me, si è ispirato molto ai finali kenparkeriani).
    3 points
  9. @Diablero il tuo modo scorretto di portare avanti le discussioni è estremamente irritante. Mi sembra che tu sia uno che pur di non ammettere di aver detto mezza castroneria (e qui, perdonami, ma ne hai dette una quantità industriale) sarebbe capace persino di raccontare di aver visto volare gli elefanti a pallini blu. Mi vedo perciò costretto a intervenire nuovamente. SPOILER Io non ho detto che i fantasmi nella storia sono reali. Ho detto che tra i sensi di colpa degli assassini e la possibilità che i fantasmi siano reali (ipotesi ENTRAMBE POSSIBILI nella storia), io PREFERISCO pensare che sia vera la seconda. Capitolo Zachary. Proprio non ti entra nella testa. Ammazzare il colonnello Warren non gli è imputato come colpa, ma come RESPONSABILITA'! Discutere (con questa foga) sul fatto che abbia fatto bene o male a sparare al colonnello stragista, è cosa che non frega a nessuno (e neanche ai fantasmi!). Non è questo il punto!... Il punto è che il suo gesto ha causato la strage e dunque, per questo, è perfettamente logico che i fantasmi abbiano rancore per lui. Questa dei fantasmi che dovrebbero essere comprensivi delle buone intenzioni di Zachary, mi sembra una cavolata tutta da ridere, scusa la franchezza. Il resto delle controargomentazioni su altri punti (comprese quelle assurdità sui fantasmi che non si dovrebbero vedere in una storia a fumetti o che dovrebbero essere addirittura disegnati in modo diverso a seconda del punto di vista dei personaggi) non le ho lette perché sinceramente sono un po' scoraggiato. Mi sembra tempo perso discutere con chi fa finta di non capire perché vuole avere ragione a tutti i costi. L'unica cosa giusta che hai detto è che le tue sono percezioni personali. Se una storia non ti piace, infatti, nessuno te lo contesta. Altra cosa è, invece, cercare con puntiglio di dare valenza assoluta ai propri deliri per stroncare pervicacemente una storia. Ciao J
    3 points
  10. Certo, e infatti ho premesso nel mio commento che la situazione è texiana. Ma è un abuso che io credo vada corretto e non riproposto. Io non credo che il problema sia una conoscenza di facciata, che tu imputi ad autori di cui non fai nomi ma che sono ovviamente riconoscibilissimi. E ti dico che mi è parso curioso - e poco rispettoso - il tuo consiglio non richiesto a Rauch: mai mi sarei sognato di dirgli di rileggersi queste o quelle storie. Per due ragioni: 1) Rauch è un professionista e già lo avrà fatto di suo 2) Immagino che già Borden gli abbia detto cosa leggere se vuole scrivere Tex, e probabilmente gli avrà detto di leggersi sì le storie di GLB ma anche quelle degli ultimi trenta anni, cioè tutte le sue e anche quelle di Nizzi. Ora, Exit, io sono un vecchio utente del forum e chi mi conosce sa che non amo polemizzare; riconosco peraltro la tua buona fede nel dare questo consiglio (per me infelice, non il consiglio ma proprio il fatto di darlo), ci vedo in questo tuo desiderio di darlo la tua passione, la tua speranza che le nuove generazioni seguano il solco dei padri. Se però mi va di risponderti è perché in questo consiglio io ci vedo tutto il tuo misconoscimento nei confronti di ciò che è venuto dopo GLB, vale a dire innanzitutto il detestato Nizzi e poi, in tempi più recenti, il buon Ruju. Ora che c'è Rauch, la storia non l'hai letta, però ti senti di dare dei consigli e dici: Conoscendo Diablero immagino che leggendo il racconto è possibile che rimarrei insoddisfatto. Qui siamo alla bocciatura preventiva. Ma perché? Perché Rauch è il nuovo, che forse si conforma o forse no ai dettami del grande vecchio? E dalle osservazioni di Diablero, arguisci che anche qui siamo sulla falsariga di Ruju? Peccato che Diablero si soffermi soprattutto sulla storia di Rauch, e peccato che le sue rimostranze siano legate principalmente alle scelte narrative contingenti dell'autore (per inciso, non concordo di una virgola con le osservazioni di Diablero su questa storia, a differenza di quanto era accaduto con quella di Ruju, sulla quale alcune questioni poste dal Diablo le ho trovate condivisibili, pur non apprezzando la bocciatura complessiva che quest'ultimo ne fa). Io capisco il tuo piacere nel rileggere le vecchie storie, ma ora ci sono altri autori, che portano il proprio bagaglio di esperienza, il proprio vissuto, la propria personalità, il proprio stile. E portano, io questo non lo metto assolutamente in dubbio, una professionalità che li rende degli "scienziati" di Tex, che di sicuro conoscono benissimo, meglio di tanti di noi. Poi ne danno una loro interpretazione, quanto più possibile aderente all'originale, ma sempre loro, soggettiva, figlia dei loro tempi, delle loro esperienze, dei loro studi. Se hanno passato il vaglio di Borden, questi autori conoscono perfettamente il Tex di GLB. Solo che, non essendo lui, ne scrivono una propria versione. Scusa se il tono ti sembra antipatico, non vuole essere un attacco personale, ma una critica al tuo post di prima e un rimbrotto per un certo modo di vedere il nuovo Tex che tu (e anche Diablero) spesso avete O forse i fantasmi si palesano davvero. La storia è bella anche per questa ambiguità. Per me anzi è proprio questa "fumosità" il punto di forza. Ricordi Chester de Il Passato di Carson? Non lo vedo così diverso. Chissà che anche questo garzone non fosse un orfano e le storie non possano dirsi simili.
    3 points
  11. Per come è stata montata e illustrata la scena, Carson avrebbe dovuto realmente sparare alle spalle (sia per ferire o accoppare il feroce avversario) e per quanto sarebbe stato un gesto giustificabile visto il bieco nemico, "puzza" sempre un pizzico di vigliaccheria e credo che Ruju non se la sia sentita di proporla come sequenza. Magari si poteva subito dopo escogitare che Kircher, allertato dall'arrivo del Vecchio Cammello, cercasse di estrarre la colt voltatondosi, venendo puntualmente disarmato, in una azione che già richiama un duello più pulito e frontale ma l'autore ha scelto altrimenti e adesso diviene inutile discuterne per pagine e pagine. Il grande Bonelli, avendo creato il personaggio, poteva liberamente renderlo implacabile giustiziere o clemente a seconda delle situazioni, in fondo non doveva dare conto a nessuno, era suo diritto farlo; non è più lo stesso per gli autori attuali che si trovano costretti sempre a maneggiare con cura il prezioso eroe ereditato. Qui si accusa Ruju di aver reso troppo compassionevole Carson, ma se avesse deciso il contrario e realmente avesse scaricato un caricatore alle spalle del verme, son certo che un'altra flangia di lettori avrebbe chiesto la "crocifissione" dell'autore e del curatore. Chi accontentare? Per una sigaretta citata da Mauro, anni fa si scatenò un putiferio, se oggi si usassero con nonchalance gli epiteti razzisti di bonelliana memoria, sappi che fulmini e terminali sulla redazione. Secondo me nessuno vuol cancellare quarant'anni di gioielli bonelliani, è solo che i tempi sono realmente cambiati e gli adetti ai lavori (vuoi o non vuoi) sono costretti ad adeguarsi per andare incontro alla società e gusti attuali. Unica sorta di compromesso per cercar di coniugare l'ideologia originaria del personaggio con la mentalità e moda attuale (giuste o sbagliate che siano). O noi "boomer" ci rassegniamo o realmente possiamo smettere di comprare gli albi inediti e chiediamo una ristampa integrale delle storie di Bonelli.
    3 points
  12. Dove era la Fata Madrina quando Cenerentola veniva maltrattata? Perché si è decisa a intervenire solo per consentirle di partecipare al gran ballo e non già prima per evitarle violenze ed umiliazioni? E perché mai fare un incantesimo "a tempo"? Non poteva forse consentire a Cenerentola di concludere la sua serata speciale? Ancora, perché carrozza, cocchieri, vestiti tornano ad essere quel che erano prima dell'incantesimo, e le scarpette no? Infine, che numero di piede doveva avere Cenerentola per essere l'unica a cui le scarpe di cristallo calzavano? Scarpe di cristallo, poi,,, chi sa come le dovevano dolere i piedi! Le mie figlie tutte queste domande non se le pongono, e guardano il cartone animato della Disney ancora incantate. Ecco, a volte in questo forum facciamo come quelli che si pongono un sacco di domande sulla coerenza della fiaba nella versione Disney, e si perdono la magia del capolavoro di animazione! Come giustamente osserva Borden, la saga del Tex è fatta di incoerenze: il telefono a New York, mentre nelle praterie ancora vivono liberi i Comanche; trappers che vanno a caccia nei boschi del nord, mentre Pat guida la Ford T; un cavallo di nome Dinamite, quando ancora la dinamite non era stata brevettata. E Montales? Vogliamo interrogarci sulla plausibilità storica di Montales? Aspettiamo di leggere l'avventura con Pearl Hart: se la storia sarà bella, ci importa così tanto dell'anacronismo?
    3 points
  13. Ah be se siete tu e Diablero a pensarlo... la stragrande maggioranza qui pensa il contrario
    3 points
  14. Grazie, mi basta. Senza voler fare polemica con alcuno, non credo che in nessuna altra storia si sia mai fatto il calcolo della velocità media di una canoa e quanto influirebbero tutte le eventuali ulteriori variabili per poterne raggiungere un'altra in certe condizioni meteo e sotto l'influsso astrale di Sirio E tantomeno, nonostante Tex sia un bravissimo super-eroe, abbia il dono della preveggenza conoscendo già cosa accadrà nella vignetta successiva, evitando sempre e comunque qualche passo falso Non avveniva durante la gestione di GL Bonelli, non vedo perché non debba accadere in storie scritte da Ruju od altri, compreso @borden Infine, considerare una perdita di tempo (ve ne sono ovviamente in questa storia come in quasi tutte ormai, come ho segnalato io stesso) la scena di quel tizio che vuol salire per primo sull'imbarcazione di salvataggio, quando serve invece ad umanizzare tutta la vicenda a tratti delicata anche per la storia di Carson e Angela, mi sembra proprio fuori luogo Spero tanto che Ruju non diventi il nuovo bersaglio di una critica fine a se stessa. Non tutte le sue storie a me sono piaciute, ma questa non credo possa meritare certe forme di accanimento. Scusate ...
    3 points
  15. Ma consegna Angela agli indiani quando ancora non sa nulla della presenza di un Kircher che, con la sua banda, potrebbe assaltare un intero villaggio indiano. Crede di avere a che fare con dei bianchi di Vancouver, che difficilmente potrebbero rintracciare Angela, a differenza di Kircher che invece è un uomo dei boschi e bazzica gli indiani. Non c'è nulla di sbagliato nell'affidare Angela a Capilano, e se gli eventi daranno torto a Tex è solo perché quest'ultimo non sa di Kircher. La situazione delle canoe è inestricabile. Ma, anche qui, Tex è preda degli eventi. Non c'è il tempo per pianificare un'azione: Kircher ha preso Angela, va inseguito come prima cosa. Non ci sono alternative, e che l'azione sia molto rischiosa lo intuisce anche Tex. Che però non può fare diversamente. Le circostanze obbligano Tex ad inseguire, lo rendono in qualche modo impotente a fare altro. E non concordo sul fatto che questo non sia Tex e che andasse cambiata la sceneggiatura: Tex è un uomo e come tale può trovarsi con le spalle al muro, a prescindere dalla sua abilità. Circa il fatto che non spari a Kircher, a me pare che il nostro cerchi di mettere fuori gioco gli sgherri che hanno un fucile a ripetizione e che sono quindi nell'immediato più pericolosi. Se non colpisce Kircher è perché non fa in tempo, posto che la canoa imbarca acqua e lui deve pensare a salvarsi. Circa gli squamish che arrivano dopo, è vero che avrebbero potuto inseguire Kircher, ma essi valutano di non farcela più per via della vicinanza con l'arcipelago. Nessuno può immaginare la missione incendiaria di Artiglio d'orso. Con Angela salva, c'è tutto il tempo per mettere il sale sulla coda del sadico criminale. Dire che andava preso subito, nonostante le difficoltà ambientali spiegate dagli Squamish, significa ragionare col senno di poi: va preso sennò incendia la città. Peccato che Tex non potesse saperlo.
    3 points
  16. I documenti sono la pianificazione edilizia della ricostruzione dopo l' incendio nei terreni di propietà di Warberg. il marito di Angela aveva scoperto che voleva costruire in quella sua zona e intuito che ci fosse sotto qualcosa di illegale, per questo trafugato i documenti. L' incendio era programmato ancor prima che Flynn trafugasse i documenti.
    3 points
  17. E' verissimo, e non ho mai capito perché non si veda più Tex in seria difficoltà. Visto che lo scopo principale delle copertine è quello di attirare l'attenzione dei lettori, anche quelli occasionali, le scena drammatiche sicuramente colpiscono di più. E Villa le sa fare bene (vedi le prime splendide copertine di Dylan Dog). Se poi non corrispondono esattamente a quello che si trova nella storia, chi se ne frega! Secondo me quelle postate qui sotto (ma ce ne sarebbero tante altre) fanno venir voglia di comprare l'albo anche a chi non ha mai letto Tex! Come riuscirà a cavarsela?, viene da chiedersi: compriamolo per saperlo...
    3 points
  18. Per me ottima storia questa di Ruju, perfettamente assecondata dai disegni dei Mastantuono. Finché continua su questa strada il buon Pasquale da me riceverà solo applausi!
    3 points
  19. Negli anni '70 le copertine erano più drammatiche, mentre adesso il Tex delle copertine guarda quasi sempre immobile e impassibile, e non si stupisce più di niente.
    3 points
  20. Posso confermare che in Bonelli Digital Classic Tex c'è, anche se ovviamente i numeri "freschi" sono indietro di qualche mese. Ad oggi sono disponibili: Tex (fino al 744 Il Trionfo di Mefisto) Tex Willer (fino al 49) Texoni (38, tutti quelli usciti fino ad ora) Speciale Tex Willer (Fino al 4, manca Rancheras) Maxi Tex (Fino al 31, I quattro vendicatori) Tex Romanzi a Fumetti (15, Fino a Yellow Bird) Color Tex (21, fino alla Gazza Ladra) Tex Classic (fino al 148) Tex Magazine 8 (fino al 2022, quello con Montales) Almanacco del West (22, serie conclusa) Super Tex (fino al 12) Tex Willer Extra (fino al 7)
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  21. Ciao e benvenuto. Ti suggerisco di seguire Tex mensile serie regolare (ovvero il Tex che trovi in edicola e che viaggia oltre il numero 740). Al momento trovi ancora l'ultimo albo (Il Grande Incendio) atto conclusivo di una storia molto bella e lunga tre albi in tutto. Tra qualche giorno uscirà un numero dove inizierà una nuova storia. Questa serie è quella più longeva, è il Tex per antonomasia e racconta le storie di Tex adulto (sui 40-45 anni). Soltanto nei primi numeri di questa serie (molto datati ma che sono stati anche ristampati più volte e in forma di ristampa si trovano disponibili anche sul sito Bonelli) Tex è più giovane, Kit Carson (suo fedele pard) ovviamente anche e il figlio di Tex deve ancora nascere o apparirà come adolescente per qualche numero fino al salto temporale che porterà tutti i pards (compagni di Tex, incluso il non citato Tiger Jack e Tex stesso) alla loro età ormai fissata per convenzione nella serie. Io seguo ovviamente questa serie e da un annetto la ricompro (dopo aver smesso di leggere Tex per 20 anni). Nel frattempo ho recuperato vecchi numeri ai mercatini (si trovano facilmente e a prezzi ridicoli). Per cui se questo Tex maturo e "regolare" ti piace puoi valutare di recuperare vecchie storie senza grossi patemi sia come ristampe varie che come originali (che dal numero 100 in poi costano veramente poco). Ti segnalo che Tex per ovvi motivi è un po' cambiato nel tempo, lo scrive gente diversa e cambiano i tempi in generale. Ma le storie più vecchie e le storie di Gianluigi Bonelli, che ha creato il personaggio, sono davvero meritevoli di recupero per capire appieno la filosofia di Tex. Da valutare per eventuali recuperi anche le storie scritte dal curatore attuale, Boselli (che nel forum si cela sotto il nome di Borden e che spesso interviene discutendo con noi del personaggio e delle storie). Tex, avendo riscosso enorme successo negli anni ha dato vita a serie speciali e collaterali. Tra queste si deve citare il Texone, albo annuale pubblicato ormai per oltre 30 numeri. Contiene singola storia esce intorno a giugno ed è disegnato da vari disegnatori che offrono prove di gran qualità, essendo poi particolarmente apprezzata dai fan ed in formato più grande. Te lo consiglio quando uscirà e magari di recuperare belle storie del passato sempre ai mercatini o se disponibili sul sito Bonelli. Degna di nota in questa collana "Tex l'inesorabile" capolavoro recente di Boselli e Villa, puro western, ma anche "La Vendetta delle Ombre" di Boselli e Carnevale, con contaminazioni horror. Sono i miei Texoni preferiti e forse disponibili ancora su internet al sito Bonelli. Ci sono poi i Maxi Tex, i Color Tex e il Magazine annuale (fino a qualche anno fa pubblicato con il nome di Almanacco del West). Sono uscite caratterizzate da vari formati, diverse colorazioni, presenza di editoriali sul west, ma ovviamente c'è sempre almeno una storia dentro, se non due di Tex. Fino ad ora, la maggior parte delle storie parlano del Tex maturo e adulto ma ci sono storie in flashback dove si narrano eventi della sua giovinezza. Ci sono poi i cartonati a colori, storie relativamente brevi ma in un formato molto accattivante e bei disegni. Puoi valutare queste uscite di volta in volta se la storia e i disegni ti intrigano. Ma conoscerei Tex un minimo leggendo come detto la serie regolare e la serie Tex Willer di cui ti parlo qui sotto. Sotto la cura di Boselli poi si sta cercando anche di mettere coerentemente insieme la biografia di Tex e recentemente ha visto la luce una specie di spin off chiamato Tex Willer. Qui si narrano le storie di Tex (ma in parte compare anche Kit Carson) da giovane. Siamo arrivati al numero 51 e capirai che recuperare questi albi è ancora semplice, ed esistono anche ristampe in forma di cartonato. La prima storia come citava @MacParland rinarra, in modo fedele con l'aggiunta di qualche elemento, la prima storia di Tex che fu scritta da Gianluigi Bonelli (GLB per semplicità da ora), creatore di Tex, e contenuta nell'albo "La mano rossa" (numero 1 della serie regolare di cui ti parlavo sopra). Ma in generale, in questa collana "giovanile" si narrano episodi inediti che si intrecciano con storie già note e scritte da GLB nella prima fase del Tex ancora giovane dei primi numeri, cercando di "tappare" tanti bucchi e salti temporali in cui GLB semplicemente non aveva inserito storie. Tex di fatto nel giro di pochi numeri (parlo della serie regolare storica) passava dall'essere scapolo, senza figli, ad avere moglie e un figlio, che sempre in pochi numeri viene fatto crescere di diversi anni). Capirai che in questa nuova serie spin off in tutti questi salti temporali si possono creare nuove storie che raccontino cosa faceva Tex in quegli anni. Qui Tex è più guascone, impulsivo (come in fondo ce lo raccontava il primo GLB che vale la pena leggere sulla serie regolare nelle sue vecchie e tante storie) e devo dire che è davvero una bella serie. Esce mensilmente e conta 64 pagine a differenza della regolare che ne conta 114. Giungo a un riassunto su ciò che consiglio. Seguirei la serie regolare mensile di Tex adulto, soprattutto se alla sceneggiatura leggi il nome di Boselli (ma vale la pena vedere come ti trovi con tutti gli scrittori, Ruju ha di recente tirato fuori una storia bellissima, e mentre io però preferisco il Tex di Boselli, molti si riconoscono in quello di Ruju). Ma Tex lo scrivono anche altri, seppur con minor frequenza. Sicuramente ti suggerisco di leggere qualche vecchia storia di GLB senza farti scoraggiare dal fatto che magari come formato il Tex del 1948 e dei primi numeri era un po' diverso. Le storie sono fantastiche e quel Tex è esplosivo, diretto e senza fronzoli. Nel mezzo ci sono centinaia di albi, magari col tempo puoi recuperarli se ti affezioni al personaggio e recuperarti così storie epiche e fondamentali che qui gli esperti sapranno consigliarti. Dando secondo me la priorità alle storie di GLB e di Boselli ma anche alcune belle di Nizzi (altro storico sceneggiatore di Tex). Il Texone (ufficialmente chiamato Tex Speciale), se ti piace Tex lo comprerei. Esce una volta all'anno. Seguirei poi sicuramente la serie Tex Willer, che ha anch'essa degli speciali semestrali (prima erano annuali), per ora pochi. Di questa serie, essendo recente si recupera tutto con facilità e se ti appassiona in un mese ti leggi praticamente tutti gli arretrati. Insomma, serie regolare e serie Tex Willer con i loro speciali (annuali o semestrali) valgono la pena di essere presi. Sugli altri speciali ed Extra (Maxi, cartonati, color, magazine), beh se ti appassioni a Tex puoi valutare l'acquisto se magari la storia ti stuzzica sulla base delle preview di sceneggiatura e disegni che trovi sul sito. Ma ti consiglio di partire con calma e acquistare le storie che ti interessano, nuove e vecchie delle due serie top di Tex, dove a mio avviso, oltre al Texone si esprime ancora oggi il meglio degli sceneggiatori e che credo siano anche le serie che vendono di più. ps: dimenticavo. Tex, nonostante il lavoro di Boselli/Borden di dare una continuità e fissare una biografia coerente del personaggio, incastrando gli eventi della vita di Tex, non ha una continuity serrata e rimane ancora oggi una serie dove le singole storie si possono apprezzare anche leggendola qua e là. Ciò significa, che se leggi il numero XXX di Tex, comunque la storia la capisci, magari c'è qualche richiamo a storie vecchie, magari hai bisogno di una rilettura per fissare in mente i personaggi principali, ma vai tranquillo che non devi partire dal numero 1 per capire tutto. Per la serie Tex Willer invece, magari si segue meglio partendo dal numero 1, essendoci maggiore continuity te la godi di più, ma alla fine segui comunque tutto bene anche se prendi una storia a caso. Facci sapere come va!
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  22. Disclaimer: tutto quel che segue è un’opinione personale. Ma che bellezza, ma che piacere. Letta come al solito tutta d’un fiato dopo aver atteso di avere la storia completa... mi sono proprio divertito. Soggetto e sceneggiatura hanno tutto, l’ambientazione canadese, la “Storia”, un cattivo cattivissimo, un personaggio femminile scintillante, i 4 pards al completo (e Carson in gran spolvero), comprimari per cui provare empatia, violenza a volontà, inseguimenti, scazzottate, sparatorie, un buon ritmo… Non so, e francamente non mi interessa, dove si collochi come “valore” all’interno della produzione di Ruju, questa per me è semplicemente una bella storia punto e basta. E poi ci sono i disegni. Semplicemente strepitosi, Mastantuono fa mirabilie con i neri e con il tratteggio, ci regala “semi-splash pages” favolose, caratterizza i personaggi splendidamente (si, anche quando li disegna lombrosianamente come Bailey e Warberg, con quest’ultimo in particolare che sembra uscito dal Dick Tracy di di Chester Gould). Un capolavoro di espressività e dinamismo. Sono sempre stato un suo fan ma nell’ ottima scuderia di disegnatori texiani lui in questo momento è il mio preferito. Mancano i difetti? No, certo che no, difficile che accada in 330 pagine, soprattutto se esaminate con il microscopio, ma sono veramente delle quisquilie. Personalmente mi piacerebbe non vedere più duelli al coltello almeno fino al 2028 e qualche ferita di striscio in meno non guasterebbe, ma d’altra parte stiamo leggendo una serie periodica che ha passato da anni il numero 700 e riguardo alla salute dei protagonisti sappiamo già come va a finire (a questo servono i comprimari), se voglio un finale veramente inatteso mi rileggo la Trilogia di Marsiglia di Izzo o l’ultimo libro di Hans Tuzzi… Altre cose mi lasciano totalmente indifferente: le canoe troppo veloci/troppo lente, Kircher che spara a Bailey invece che ai pards, Tex che arriva sempre al momento giusto per salvare la situazione e così via… Sono un lettore ingenuo e quando leggo un fumetto o una storia di avventura sospendo l’incredulità, altrimenti mi dedico ad un libro di storia o di true crime. Per concludere un’ottima prova dei due autori, che a mio giudizio ha tutto per meritarsi tra qualche anno una ristampa in altro formato (ma NON a colori!). Voto 9 (Ottima).
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  23. Senza voler rinfocolare la solita polemica Nizzi/GLB (il cielo me ne scampi!), questi dialoghi di Nizzi erano improntati a certe storie classiche, ispirati per esempio a "La legge del più forte" n. 117-120 (quella col giudice Bean), e a scene memorabili come quella con Carson e Tex chiusi nella vasca che si riempie e, mentre sono con l'acqua alla gola, a un passo dalla morte, ancora si sfottono e scherzano. Tex: - Di' la verità, Kit, che tu in questa vasca ti stai sollazzando un mondo! Oppure alla scena con Carson incatenato all'albero: "Da questa parte Tex, sono sotto l'albero!" "Mi venga un colpo!... Ma che cosa fai?" "Non lo vedi? Mi hanno messo di guardia a questo dannato mesquite!" "E ti hanno incatenato per paura che la pianta scappi?" "L'hai detto... Pare che in questo paese ci tengano molto alle piante." O al processo farsa del Giudice Bean, scena altamente comica e spassosa. Ma tutta "La legge del più forte", secondo me, è stata apprezzata da Nizzi, per i numerosi battibecchi e per il tono da commedia. GLB aveva tante scene e personaggi con aspetti divertenti, vedi il primo Gros-Jean o Pat MacRayan, ma poi non eccedeva (tranne forse solo con Pat l'irlandese). Come dice giustamente Leo, i dialoghi ironici Nizzi ci ha aggiunto un tono da commedia all'italiana. GLb era più ironia da western classico americano. Ogni sceneggiatore ha il suo stile. Boselli ne ha giustamente un altro ancora.
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  24. Il tuo messaggio era condivisibile al 100 percento, fino a questa frase. Perché Boselli dovrebbe arrabbiarsi? Non credo che debba invidiare Nizzi o arrabbiarsi per chissà che cosa; ha dimostrato, oltre che di essere un grande sceneggiatore, di non avere alcuna animosita' verso il suo predecessore, addirittura richiamandolo nello staff texiano. Su Diablero, non ci tornerei sopra. È un grande utente, un cultore, uno con una cultura fumettistica immensa; su Nizzi però non è equilibrato, per lui nulla di ciò che ha fatto Nizzi va bene: non Fuga da Anderville, non La Congiura, nemmeno Zeke Colter. Detto questo, io i suoi giudizi su Nizzi non li guardo più. Quindi, Andrea, esalta pure Nizzi, senza fare richiami a utenti o autori, sennò si rinfocolano solo vecchie, ma soprattutto sterili, discussioni (nessuna discussione dovrebbe essere sterile, ma quelle su Nizzi spesso lo sono). Superlativa, come tutta quella storia.
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  25. @Diablero Mi tocca intervenire ancora, mio malgrado. Io non ho detto che le storie con il SOPRANNATURALE devono avere per forza un twist. "Mistero", nel contesto del mio discorso, non significava 'Sopprannaturale'. Significava 'giallo'. Storie con un mistero da svelare. Infatti si parlava della MIA storia, che è una storia GIALLA (nella fattispecie anche con il soprannaturale) e di storie di QUEL TIPO. Non facciamo a non capirsi, per favore. IN PIU', è una storia BREVE! Quindi, cosa c'entrano "Diablero" e "il Figlio di Mefisto"? Quelle sono storie d'AZIONE+, con elementi soprannaturali. Hanno un altro tipo di struttura rispetto alle storie DEL TIPO de La Palude del morto. SI SCRIVONO IN UN ALTRO MODO! Eccerto che non hanno bisogno del twist! Sono storie d'avventura! Inoltre, ti ci voglio proprio vedere a scriverle in 78 pagine!!! L'unica corretta che hai citato è La dama Di Picche, il cui soggetto ridotto all'osso però è il seguente: 'un tizio viene ucciso e derubato, e il suo spirito torna a vendicarsi dei suoi assassini'. Secondo te, se io presento un soggetto del genere a Boselli cosa succede? Ovvio. Mi ride dietro. E FA BENE! Perché è un soggetto piatto, trito e ingenuo. E infatti, se mi permetti, l'unica cosa che salva quella storia è che di GLB, perché altrimenti, 'ciao core'. Inoltre, si sviluppa in una lunghezza che permette di migliorare con la sceneggiatura, la banalità del soggetto. Tu butti lì senza renderti conto. Un po' come la boutade dei fantasmi che si possono rappresentare con degli 'occhi nell'ombra', delle 'ombre' ecc... Fidati. Una soluzione del genere è una cacchiata. Non ci si capisce nulla. Lascia fare il loro mestiere agli sceneggiatori.
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  26. Curiosamente, non ho mai commentato questa storia, nonostante essa sia stata la prima che ho letto per intero. Dopo La leggenda della vecchia missione (mio primo albo in assoluto), acquistai La maledizione di Escondida, un vero capolavoro. Il Carson della vecchia missione è timoroso del soprannaturale, è più superstizioso di quanto non sia Tex, e però poi assurge al rango di grande protagonista nei panni di Frate Carson: uno spettacolo. Dopo questa storia, a tema soprannaturale (in realtà poi si vedrà che di soprannaturale non c'è nulla), eccone stranamente un'altra inverosimile, anche se anch'essa si rivelerà un bluff. Ricordo me ragazzino semplicemente entusiasta di questa avventura, con quella spaventosa miniera, i capelli di uno dei minatori che in una notte diventano bianchi come la neve, quell'orrido buco e quel tanfo infernale: sono indimenticabili per me le emozioni di quei giorni, in cui leggevo e rileggevo il primo numero di questa storia, in attesa del mese successivo. Assaporavo in quei mesi il piacere della scoperta non solo di un nuovo personaggio, ma anche di un nuovo mondo, il West, e di un diverso modo di leggere, non più il mondo fantastico di paperi e topi, ma un contesto realistico che mi faceva sentire più grande, come se stessi muovendo i miei primi passi nel mondo letterario degli adulti, perché così all'epoca percepivo il Tex. Oggi guardo a questa storia con un sorriso. L'entusiasmo del bambino che ero non può essere condiviso dal me odierno, ed anzi non posso reprimere per l'appunto un sorriso di indulgenza verso quel lettore in erba della fine degli anni '80 e verso l'ingenuità un pò naif di questa trama nizziana. Eppure, credo che essa abbia ancora una sua efficacia, sia narrata bene nonostante tutto, e rientri a pieno titolo nel periodo d'oro nizziano, quando era raro che le storie di questo autore ci deludessero.
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  27. Mah... io sinceramente di tutti questi difetti non ne ho visto neanche uno... Senza offesa, ma mi pare che a volte ci si perda in elucubrazioni che non hanno riscontro nella storia, che in realtà è molto semplice e immediata. SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Una cosa non esclude l'altra: Hogan è stato avvelenato, poi come si vede nella prima sequenza gli spettri (o la loro proiezione immaginata da Hogan) hanno completato l'opera. Zachary l'ha gettato nella fuga (ci può stare no? per scappare veloce) in un acquitrino dove nessuno sa che c'è e nessuno riuscirà a recuperarlo. Una volta data la colpa ai Mc Cullen nessuno s'è messo a fare indagini. E vallo a trovare immerso in un acquitrino! Forse ne ha comprato un altro, appena messosi al sicuro? Tex lo trova SOLO GRAZIE A ZINA, che è una sensitiva, altrimenti non l'avrebbe trovato neppure lui nascosto nella palude. Il ragazzo spara perché è complice di un pluriomicida: rischia anche lui l'impiccagione. Cosa dovrebbe fare? Se i suoi colpi vanno a segno fa fuori Tex e poi Zachary l'aiuta a far fuori gli altri. Tutto normalissimo, secondo me. Gli spettri potrebbero esistere o essere una proiezione delle paure dei personaggi. Zina è una sensitiva e riesce a percepire cosa è successo vent'anni prima, cosa ha fatto Zachary e dov'è il suo fucile. L'elemento sicuramente magico qui sono le "percezioni" di Zina. I fantasmi forse esistono, forse no. Zachary è colpevole: 1) di avere ucciso i viandanti che si fermavano alla locanda 2) di aver provocato indirettamente la morte degli innocenti McCullen (non di aver ucciso l'ufficiale nemico). Poteva scagionarli dalle accuse , invece non l'ha fatto, quindi è colpevole della loro morte. Nella storia non si dice da nessuna parte che gli spettri volevano punire Zachary, è solo una tua impressione. Quando Zina dice che la storia non è ancora finita non si riferisce al fatto che gli spettri devono uccidere ancora Zachary, ma che Tex deve fare giustizia di un pluriomicida. E l'ultima frase di Tex lo conferma: ha fatto giustizia, spettri o non spettri, e infatti nel finale loro non compaiono (spariscono dopo la morte di Spade e non compaiono più). Zachary ha provocato la morte degli innocenti McCullen. Ha lasciato che venissero accusati ingiustamente e li ha lasciati ammazzare. E' questa la sua colpa. E le SS non c'entrano molto. Magari Zina ha avuto la "percezione" che dopo vent'anni tutti i responsabili sono passati a miglior vita. Oppure sono morti i principali responsabili del gruppo di irregolari, e dei pesci piccoli chi se ne frega (mentalità, tra l'altro, tipicamente texiana)... La battuta finale di Tex non c'entra niente con gli spettri, anche perché Tex non crede agli spettri. Quella frase vuol dire semplicemente che I Mac Cullen hanno ottenuto giustizia perché sono morti i loro assassini diretti e quello indiretto (Zachary), e soprattutto hanno ottenuto una riabilitazione, perché finalmente si è detta la verità sulla vicenda, e ci sono persino le prove (il fucile). E i partigiani e le SS ancora una volta non c'entrano molto... Infine una piccolo commento alla storia di Mefisto Bella ma troppo corta. Il problema non è che chi non conosce Mefisto non la capisce (secondo me si apprezza lo stesso, anche se ovviamente chi non conosce i precedenti si perde tutte le sfumature), il problema è che è una storia sospesa. Sembra l'incipit, il prologo, di una storia di 3 albi, non ha un finale, come invece per esempio le precedenti storielle sul Magazine di Montales (l'anno scorso) o Jim Brandon l'anno prima. Qui, appunto, sembra il prologo di una futura storia che sicuramente vedremo, magari in un prossimo Speciale Tex Willer (magari con De Angelis ai disegni?). Comunque, anche se sospesa, a me è piaciuta. Due osservazioni: 1) i Cestaro sono bravissimi come sempre, tranne per una cosa: lo scimmione che appare a Myriam. Poco impressionante. Potevano fare meglio. Sarà che ho in mente quelli di Galep, che erano veramente inquietanti (vedi quello che appare dall'oblò ne "I quattro amuleti"). 2) non mi appassiona molto il tema "poteri di Mefisto", ma mi sorge spontaneo: non ne ha un po' troppi in questa storia? Uccidere a distanza un generale...??!
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  28. Salve a tutti. Mi presento qui. Sono Jacopo Rauch. Di solito non lo faccio, ma questa volta intervengo, perché mi pare che a forza di voler far le pulci alle virgole, a volte si finisca per andar fuori dal seminato. SPOILERISSIMO @Laramie. La tua interpretazione (molto libera) del finale, è del tutto sbagliata. Prima di tutto, Zachary riceve la giusta paga perché è un farabutto che ammazza i viaggiatori solitari per derubarli (e chissà quanti ne ha seppelliti nella palude, dando la colpa ai fantasmi). Altro che "intascarsi il bottino della rapina!" In secondo luogo, è del tutto indifferente che abbia fatto ricadere la colpa dell'omicidio sui McCullen in maniera involontaria. Il responsabile della strage è lui! Perché quei poveretti se ne stavano tranquilli a coltivare patate, fino a quando all'egregio Zachary non è venuta la bella pensata di sparare una fucilata contro il colonnello Warren. Non pensi dunque che dal loro punto di vista, avessero un tantino di ragione ad avercela con lui (ma giusto un tantinello, eh)? Ultimo, ma non da ultimo, alle anime inquiete non interessa solo la vendetta, ma anche, e soprattutto, il ripristino della verità, per riposare in pace (e cioé che loro erano innocenti!). Ed è giusto quello che sottolinea Tex nell'ultima frase, usando non a caso il termine 'giustizia' e non 'vendetta' . Saluti
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  29. SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Il consueto Magazine invernale si ripresenta con la solita veste grafica e la serie di articoli e approfondimenti dedicati al western nelle sue varie forme. Presente, ovviamente, un articolo-riassuntone su Mefisto. Il tuttologo texiano/western-dipendente non troverà niente di nuovo sotto il sole, ma sta di fatto che si tratta pur sempre di una lettura piacevole. Voto al prodotto in quanto tale: 8 "La palude del morto" di Jacopo Rauch e Corrado Mastantuono è una storia di 78 molto weird e horror, valorizzata soprattutto dal lavoro del disegnatore romano che si conferma un maestro. Tex è sulle tracce di un gruppo di banditi e la sua missione lo porta nei pressi della Dead Man Swamp, palude dove, molti anni prima, si era verificato un massacro ai danni di una famiglia di persone pacifiche, i McCullen, perché erano accusate, ingiustamente, di aver ucciso un comandante nordista. La sceneggiatura di Rauch si presenta liscia e scorrevole senza troppi fronzoli e, soprattutto, senza grossi inciampi. L'unica nota un po' stonata, ma riconosco che è una fisima mia, è il finale. SPOILERISSIMO Io capisco la volontà di stupire il lettore con gli effetti speciali, capisco che il colpo di scena finale faccia sempre il suo effetto, ma stavolta no, non ci siamo proprio. Alla fine si scopre che l'oste Zachary ha fatto secco il colonnello nordista e che si è disfatto del fucile con cui ha sparato. Zachary è tutt'altro che un santo perché ha cercato di intascarsi il bottino della rapina, ma il finale della storia lascia suggerire che la sua morte abbia "liberato" gli spiriti dei McCullen e che ora possano riposare in pace. Scusate, ma no! Zachary era in guerra e ha accoppato un colonnello nordista responsabile di saccheggi e chissà quali tipi di uccisioni, torture e violenze. Fosse per me gli avrei dato una medaglia! Zachary non può essere considerato responsabile della morte dei McCullen perché la loro morte è stata decisa dai soldati della compagnia, i quali sospettavano comunque che l'assassino non fosse fra loro. Nella storia non è presente niente, ma proprio niente, che faccia supporre che Zachary abbia volontariamente fatto ricadere la colpa dell'uccisione del colonnello nordista Warren sui McCullen. Voto alla storia: 7 Voto al "colpo di scena" finale: 4 "La strada del male" di Mauro Boselli e dei Cesari è un racconto breve sul passato di Mefisto che si aggiudica il premio come miglior storia del volume. Il suo unico difetto, se vogliamo chiamarlo così, è che è una storia per aficionados che di Mefisto sanno più o meno tutto, o perlomeno che hanno letto "Fuorilegge" e le storie su Tex Willer perché i collegamenti sono tanti. A parte questo, Boselli sceneggia con la consueta maestria inserendo un gran numero di scene in sole 32 pagine. La storia è narrativamente inattaccabile e si preannuncia come la prima di una serie di vicende, per quanto brevi, destinate a collegare il finale di "Fuorilegge" con il ritorno in pompa magna di Mefisto alla testa degli Hualpai e, soprattutto, con la leggendaria "Il figlio di Mefisto". I Cestaro ormai sono i nuovi interpreti del negromante (ben più indicati del pur bravissimo Civitelli e strappano il premio anche a Roberto De Angelis, che pure lui ha interpretato benissimo lo storico nemico) e chissà che dopo il Texone non vi sia qualche altra loro incursione con il vecchio mattoide. Voto: 8
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  30. Quoto tutto. Personalmente ho deciso che d'ora in poi acquisterò solo : Tex Willer mensile - Quasi sempre una garanzia, almeno quando lo scrive Boselli Tex mensile - Anche se per ogni tanto mi è balenata una mezza idea di mollarla, ma l'uscita di "Alla ricerca delle navi perdute" e "Vancouver" mi hanno ricordato che grandi storie sono ancora possibili, anche qui... Texone - Collana che in virtù della sua storia ha assunto connotati leggendari...e capace ancora di regalare grandi cose (su tutte il capolavoro "Tex l'inesorabile" negli ultimi anni), anche se la qualità si è fatta più altalenante, e concordo sulla considerazione di Gunny...venendo a mancare i grandi disegnatori esterni alla casa editrice e i mostri sacri dall'estero, è un po' venuta meno anche la ragione d'essere che rendeva davvero speciale questa uscita... Cartonati - L'unico speciale davvero peculiare e innovativo, graficamente e, perché no, narrativamente, data la brevità che "costringe" gli autori ad altri ritmi ed approcci narrativi. Senza contare che ha, almeno in parte, preso il posto del Texone come punto d'incontro tra Tex e grandi disegnatori extra-bonelliani. Anche qui la qualità è altalenante, anche più che nel Texone...ma alcune delle cose più belle degli ultimi anni sono passate da qui (L'eroe e la Leggenda, Cinammon Wells, Snakeman). Discorso maxi : quelli a due storie li ho già mollati da anni...ho deciso di smettere anche con quelli a storia singola, non perché non siano uscite storie belle ultimamente (Nueces e Tre Bill su tutti) ma trovo anche qui sia un po' venuta a mancare la peculiarità che rendeva questa uscita speciale, e il più delle volte ci si trova tra le mani semplicemente "storie lunghe" che potrebbero stare lì come sulla regolare... Degli speciali di Tex Willer non ce n'è uno che mi sia particolarmente piaciuto (in parte quello di Mefisto, ma crolla sul finale), quindi mollo anche su quello... Magazine e color li ho cassati già da tempo... Purtroppo tempo e spazio costringono ad essere più selettivi e a fare delle scelte...
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  31. Ogni epoca ha formati più adatti o meno. le strisce erano adattissime al dopoguerra, quando c'erano pochi soldi, ancora meno ne davano ai ragazzi e se li beccavano con il "troppo violento e peccaminoso" Tex magari il prete li menava. Si sono estinte poi negli anni 60 non per una cospirazione degli editori (che anzi per me Bonelli guadagnava di più in percentuale dalle strisce, visto che avevano un prezzo per pagina superiore) ma per i gusti del pubblico, che a quel punto preferiva albi più corposi e "collezionabili". Anche il formato Maxi è nato in tempo di "vacche grasse", per gente che stav al mare per settimane e voleva qualcosa di corposo da leggere. Oggi la gente non ha tempo, in vacanza non legge niente perchè sta tutto il giorno sullo smartphone come al solito (e comunque al mare ci vanno per un weekend per volta), la carta costa un botto... per me oggi il formato "Maxi" è obsoleto come negli anni 70 le strisce. Dare un numero di pagine inferiore a Tex Willer per me è sta un ottima idea (anche perchè tanto a che serve fare albi di 110 pagine se poi ti rendi conto che hanno "allungato il brodo" per arrivarci? Meglio 62 pagine con un ritmo meno sonnolento,,,). prevedo che man mano che il costo aumenterà, i Maxi caleranno le pagine per non superare la "soglia psicologica" dei 10 euro. Il colore è un tasto dolente... per decenni, stampare a colori costava UN CASINO. Quindi l'editoria italiana, che mirava a tenere bassi i prezzi (a differenza di quella Francese) ha puntato sul b/n. E questo ha portato allo specializzarsi di veri e propri "maestri del b/n", da Pratt a Battaglia a Galep a Ticci etc etc. Con l'avvento della stampa in digitale, quella differenza si è appiattita. Certo, stampare a colori costa ancora di più, ma non tantissimo di più. Visto che il pubblico italiano era abituato a pagare un sacco il colore, associandolo a "lusso e ricchezza", le cosiddette "edizioni da siuri" (di solito orrende), molti editori hanno pensato che fosse l'uovo di Colombo: stampare robaccia rovinata da colore economico e dato frettolosamente (che ormai costa così poco stampare a colori che il costo del colorista è diventato un fattore importante, metterci "tuo cuggino" per fargli fare una pagina in 5 minuti conviene), cioè dare roba peggiore che a loro costa praticamente uguale o poco più, ma farla pagare molto di più al lettore che si lascia abbindolare da specchietti e perline colorate. Da qui il boom di fumetti a colori, ristampe a colori di fumetti in b/n, etc in genere colorati malissimo e frettolosamente, a danneggiare ancora di più il senso estetico dei lettori abituandoli a cose sempre più pacchiane. Insomma, "come buttare a mare una "scuola" fumettistica che ha fatto grande il fumetto italiano per buttarsi a pesce sull'imitare gli americani"... Con l'inflazione che torna a crescere, la carta che costa sempre di più, paghe sempre più basse in termini reali, assistenza sanitaria praticamente eliminata per far largo ai privati e demonizzata assieme ad ogni altri tipo di assistenza alle fasce sociali meno abbienti, e una "forbice" sempre più allargata fra chi guadagna cifre assurde e non sa come spenderli e chi non avrà più manco i soldi per i fumetti, per me i formati del futuro" sono di due tipi: ultraeconomici, poche pagine (li voglio vedere però gli sceneggiatori attuali, abituati a praterie e lungaggini per allungare il brodo, ad imparare la sintesi...), bianco e nero, e ogni altro modo per ridurre il prezzo, e dall'altra parte albi costosissimi per chi vuole oggetti di lusso che magari non leggerà neanche. Quindi, per me formati come il Maxi o l'almanacco sono già obsoleti, e lo saranno sempre di più. Altro che aggregare più storie per fare "mallopponi" (che oltretutto il pubblico italiano non gradisce le "riviste contenitore" e le ha fatte fallire praticamente tutte...)
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  32. Tra i capolavori indiscussi dell'ultrasettantennale saga texiana, una storia contraddistinta da fortissime emozioni e da un fortissimo sapore crepuscolare, una resa dei conti definitiva con il passato: questa, in sintesi, l'essenza dell'avventura in cui, più di tutti, Kit Carson è davvero a tutti gli effetti protagonista assoluto, riuscendo per una volta a scalzare dal trono Tex, per effetto della valorizzazione che gli riserva Boselli, autore di una delle sue migliori sceneggiature di sempre (sono sempre stato un grande estimatore delle trame che, come questa, si dipanano tra "passato" e "presente" texiano), e coadiuvato dai disegni di un eccelso Marcello, in grado di suscitare al contempo ed in maniera quasi palpabile nostalgia e spirito d'avventura. Imbattutosi casualmente in fantasmi del passato, il Vecchio Cammello assurge come meglio non potrebbe al ruolo di colonna portante della storia, decidendo senza esitazione di recarsi fin su nel Montana per il "funerale" di un vecchio amico/nemico, Ray Clemmons. Quest'ultimo è, senza ombra di dubbio, uno dei personaggi più interessati scaturiti dall'inventiva di Boselli: personalità estremamente complessa, perennemente in bilico tra Bene e Male, ex sceriffo di Bannock nonché leader nell'ombra della famigerata Banda degli Innocenti, ambiguo ed opportunista, capace tanto di fregare e/o uccidere a sangue freddo i complici vecchi e nuovi quanto di dimostrare slanci di genuino affetto nei confronti di Carson (assai indicativa, in tal senso, la frase che Clemmons Usa spesso nei suoi riguardi: "Per un amico, questo ed altro!"). Parimenti interessante il variegato campionario di pendagli da forca ex complici di Clemmons, che i due (ex?) amici per diverse ragioni si ritrovano ad affrontare: Boone "Il Cannibale", Waco Dolan, il sioux One-Eyed Hawk, l'ex bottegaio Grimes, il suo ex garzone Chester, il gambero Roger Laval, Larry "il Contabile" e lo zoppo Johnny Lame,, tutti individui segnati da una vita dura, ognuno con la propria storia e tutti con il dente avvelenato nei confronti di Clemmons. I soli superstiti superstiti degli oltre 100 membri della banda (insieme agli impalpabili Jess e Reuben ed a Rafe ed Otis, intercettati e neutralizzati da Tex e Kit Willer), decisi a vendicarsi dell'ex capo e, soprattutto, a riprendersi il bottino che questi aveva sottratto loro 25 anni addietro, fregando loro ed anche Kit Carson. Un rapporto inevitabilmente improntato al contempo all'amore ed all'odio, quello tra il ranger e l'ex sceriffo, ma nel quale è comunque impossibile non ravvisare un profondo e sincero legame, che emerge distintamente tra le pagine sia nei ricordi del passato che in "presente", ed al netto della legittima diffidenza di Carson e, benché la circostanza sia poco valorizzata, della presenza di Lena, da sempre contesa tra i due (così come la paternità di Donna, che Lena rivela ma non rivela in una toccante vignetta). Fondamentale perché il Vecchio Cammello chiuda a suo favore tale pagina del proprio passato, risulta però fondamentale l'apporto di Tex e Kit, a loro volta prontissimi a scapicollarsi in quel di Bannock non appena giunti a conoscenza di quanto accaduto, per dare manforte al loro pard. Tex, ovviamente, si incarica della parte più rognosa, spacciandosi per un reduce degli Innocenti per minarli dall'interno, ma non da meno è il rischio assunto dal giovane Kit nel liberare Donna dalle grinfie di Boone ed Hawk. Memorabile e degno di applausi scroscianti il confronto finale, lungo la main street della città fantasma, tra Tex, Carson e Clemmons da una parte e Boone e Waco Dolan dall'altra (con Kit e Donna loro ostaggi): Clemmons tenta uno dei suoi tiri per mettere in salvo i due ragazzi, segue una selvaggia sparatoria in cui i due fuorilegge hanno la peggio, non prima però che Boone riesca a colpire a morte l'ex sceriffo, che in un commovente commiato ringrazia dell'aiuto Carson, il quale a sua volta non manca di sottolineare che avrebbe fatto "questo ed altro, per un amico".
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  33. Visto che la motivazione è puramente economica, dubito molto che la direzione della SBE sia minimamente interessata a "quello che i lettori vogliono" La cosa importante è "quello che i lettori COMPRANO" Questo sondaggio mi sembra utile PER NOI, per capire se poi è vero che quelli che si lamentano sono quattro gatti mentre il 99.99999% dei lettori vorrebbe raddoppiare o triplicare le uscite. Ma il VERO e UNICO voto che sarebbe ascoltato dalla Bonelli, è quello che si fa con il portafoglio. io per anni ho comprato cose che non mi ispiravano per nulla (Nizzi...) perchè (1) era una spesa minima, (2) occupavano poco spazio, e soprattutto (3) mi pareva... brutto mollare Tex, visto il legame affettivo che avevo (e ho) per il personaggio. Ma la proliferazioni delle testate è un atto ostile da parte della casa editrice, che vuole speculare sui miei affetti. Ad ostilità si risponde con ostilità, e i miei acquisti "Bonelliani" saranno MOLTO ridotti in futuro...
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  34. Sono dell'idea che le circostanze non lo richiedessero, che Kircher non avrebbe potuto uccidere Kit prima che Carson lo freddasse. È vero, come dice Diablero, che su questo si può dibattere anche perché il tutto è concentrato in poche vignette, ma la scelta narrativa dell'autore parla da sé, e a meno di non volerci vedere l'errore a tutti i costi, l'errore non c'è. Premesso quanto ho scritto sopra, e cioè che le circostanze non lo richiedono, ecco che diventa ozioso chiedersi perché Carson non ha sparato nella schiena. Poi, è vera una cosa: che negli ultimi decenni (glb non scrive più dagli anni '80) Tex da questo punto di vista si è ammorbidito. La scena di Hanubi oggi difficilmente la vedremmo. E, cavolo, bisogna prendere atto anche di questo. Richiamarsi a una purezza primigenia del personaggio non è più possibile, perché decenni di storie scritte da altri e in altri tempi hanno addolcito alcuni tratti del personaggio. Dopo 40 anni, sarebbe opportuno prendere atto, altrimenti la soluzione è una sola, e la dà proprio Diablero: Forse quella è la soluzione: rileggersi solo le vecchie storie, perché le nuove non le si accettano. Non per Nizzi né per Ruju. E ribadisco che con il metro usato da Diablero e Exit per questa storia può andare tranquillamente stroncato anche Boselli, che per quanto abbia saputo tenere a modello il solo grande vecchio, è stato anche lui, con buona pace dei puristi, influenzato da decenni di Nizzi e dai tempi nuovi, e una rilettura delle sue storie non reggerebbe alle tante critiche piovute a Ruju per questa sua, in verità bella, storia.
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  35. Kircher era stato IN QUEL MOMENTO allontanato da un violento pugno di Kit. Chi ti dice che è così vicino a Kit da poterlo ammazzare prima che Carson abbia il tempo di sparargli? E' evidente che Carson ha valutato che aveva tutto il tempo di freddare Kircher prima che quest'ultimo potesse nuocere a Kit. E invece Carson è strasicuro che lo umilierà. E lo fa davvero. Senza bisogno di bucargli le mani da posizione di vantaggio. E' un bel Carson, anche meglio di quello che conosco io. Sono d'accordo con l'intero tuo post. D'accordo anche con questa tua osservazione. Eccessivo, quel guanto nel duello. Vergognati Posizione che ritengo equilibrata. Ma quale piacere, è nna faticaccia Sull'ultimo commento di @Diablero, che fa vedere tante scene di Tex e pards che sparano senza tanti complimenti: Semplicemente non mi sembra che nella storia di Ruju ci sia questa necessità. Come ho detto all'inizio del presente post, Kit lo aveva già allontanato con un potente sganassone, e Carson lo ha ritenuto sufficientemente lontano dal suo figlioccio da potergli dare voce senza sparargli immediatamente. Non c'è errore.
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  36. Giuro che ho riso per un quarto d'ora nel sentire un Carson così logorroico e mi è venuta in mente una storia, letta molti anni fa, in cui Alan Ladd, leggendo nel copione una sua lunga battuta in cui minacciava il cattivo di turno di non ricordo quali violenze se non si fosse tolto subito dai piedi, tirò una riga lungo tutta quella frase e la sostituì con un laconico "out". Quando mi sono ripresa, sono andata a controllare e ho riletto la scena (sai, ho poca memoria): Carson arriva alle spalle di Kircher e, se il Carson che conosci tu avrebbe sparato alla mano del bandito, il Carson che conosco io, no. Sparare alle spalle, ancorchè alla mano per disarmare, Carson non lo fa (e, se in qualche storia passata lo ha fatto, è stato un errore di sceneggiatura, un grave errore). Per fermare qualsiasi atto di violenza di Kircher su Kit, basta una voce. Carson non accetta una sfida con un essere spregevole per non scendere al suo livello? Cosa deve fare un povero farabutto, assassino uccisore di donne inermi, verme e vigliacco per poter sfidare a duello Carson? Deve passare un esame a quiz di ammissione? E Carson che fa, duella solo con avversari degni? Vincevo io? Ma cos'è, una gara a rubabandiera in una scuola d'infanzia? Una cosa del genere non si sarebbe pensata nemmeno su Topolino. Non capisco proprio il tuo concetto per cui un eroe positivo agirebbe da eroe solo per dimostrare di essere er mejo. E' talmente bravo che non sente il desiderio di dimostrarlo, dice John Wayne parlando di Colorado in Rio Bravo. Carson è così (e anche Tex & C, naturalmente). Non ha bisogno di dimostrare niente e se tu pensi il contrario, sei in errore, sempre a mio modesto avviso. Possibilità di fuga? Ma stai scherzando? La probabilità di fuga di Kircher, in una scala da 0 a 10, è -12 (leggasi meno dodici, 12 punti sotto lo zero). Carson non spara alle spalle, Carson accetta il duello, Carson non uccide perché sarebbe peggio che rubare le caramelle a un bambino. Io penso addirittura che il duello fosse obbligatorio, che Ruju non poteva evitare di metterlo. Poi, molte delle tue argomentazioni sono validissime come quella relativa a Kit che non spara a Kircher (anche se le vignette non sono tre) o Kircher che non spara a Kit (anche se quello che a me pare "strano" è che il long rifle c'è a pag. 96 e a pagg. 97 e successive non c'è più). Infine un consiglio: se vuoi che le tue giuste argomentazioni non siano contestate perché assurde, non esagerare nelle esposizioni (tipo 200 metri in un batter d'occhio, che l'hai misurati? o il macinino stracarico contro la ferrari), sii obiettivo e preciso nell'esposizione dei fatti, non hai bisogno di ingigantire le cose per dimostrare che hai ragione e poi, mai e poi mai, osservare le cose da un unico punto di vista: si perdono un sacco di particolari estremamente utili.
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  37. Solo la scorsa notte sono riuscito a completare la lettura dell'ultimo albo che chiude la storia ambientata a Vancouver. Certamente non è semplice commentare un episodio, dopo che si è praticamente sviscerato tutto punto per punto; posso solo ribadire che, tutto sommato, le impressioni positive dei primi due albi sono state preservate e sebbene il terzo albo cali un po' di tono e mostri qualche punto labile, la prova di Ruju si mantiene di buon spessore. Già l'ambientazione e la trama più ambiziosa, fa sì che l'episodio assuma un'importanza maggiore rispetto alla consueta media "rujana". L'autore costruisce bene l'ossatura della trama, donando una caratterizzazione valida alla bella Angela, mantenendo al contempo discreto il ritmo narrativo e l'azione dei pards. Anche la presenza di Kircher è un punto di forza, visto che il villain si rivela una bel fiore di canaglia ed estremamente pericoloso. Se non fosse stato per un terzo albo meno lucido e ispirato, che sciupa la possibilità di sfruttare l'episodio storico dell'incendio e defila Angela sullo sfondo, stemperando troppo il pathos emotivo col Vecchio Cammello, avremmo potuto asserire di trovarci al cospetto della migliore storia di Ruju sulla testata. Purtroppo l'autore sardo nuovamente sul più bello, manca la zampata decisiva per raggiungere il suo agognato capolavoro e, personalmente, mi dà l'impressione di soffrire le scene epiche e di azione pura. Non mi va di entrare nel merito nelle tante disamine delle sequenze; a dire il vero avevo cercato di recuperare la lettura di tutti i commenti precedenti ma ho finito per desistere. Per me la verità sta sempre nel mezzo: da un lato si può anche concordare sul fatto che l'autore utilizzi uno stile compositivo molto atto all'eclatanza scenica che a tratti può risultare stucchevole e controproduttivo, ma è pur vero che il ricercare sempre il verbo bonelliano a distanza di quattro decenni dalla sua uscita di scena è pura utopia. Ci sono autori (vedi Mauro) che riescono, in qualche modo, a coniugare innovazione e tradizione, ma non si può pretendere che ogni sceneggiatore che si approcci a Tex, possa reincarnare Gian Luigi Bonelli. I tempi cambiano, i personaggi del fumetto pure. Possiamo giustamente interrogarci quanto lo stile moderno di scrittura e il politicamente corretto di oggi, possa via via allontanare il nostro eroe dalla visione del suo padre creatore, ma in fondo è una legge naturale che tutto si trasformi per adattarsi e anche un fumetto longevo e celebre, non scappa alla regola. Chiusa parentesi, Ruju promosso con qualche riserva, ma la sua attuale ripresa fa ben sperare per un livello qualitativo idoneo per il futuro. Pazienza se non uscirà il suo capolavoro, ma se le storie si mantengono così, metto una firma. Chiudo con un elogio strameritato a Mastantuono. Il suo processo di evoluzione è sorprendente e lo sta portando a diventare un disegnatore cardine della saga. Tavole espressive, una maestria non comune nell'utilizzo dei neri e dei chiaroscuri (a tratti mi ricorda il miglior Ortiz su questo aspetto), una buona dinamicità di narrazione e paesaggi da urlo. Mi piacciono moltissimo gli effetti che utilizza per tratteggiare le chiome dei suoi personaggi e tutto il campionario delle retinature manuali è molto valido. Tratto che si sta arricchendo ma non perde minimamente il suo fascino e lo "sporco" che contribuisce a far fare il salto di qualità a parecchie sceneggiature. In primis non lo apprezzavo un granchè, lo ammetto, ma oggi è riuscito a rapirmi e lo annovero nella lista dei migliori disegnatori della scuderia. Il mio voto finale è 8
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  38. Vorrei farvi notare che l'episodio degli Squamish che salvano una parte degli abitanti di Vancouver (una parte, ovviamente, non tutti!) è realmente avvenuto. C'è addirittura una festa ancora oggi che ricorda quel fatto: https://www.ammsa.com/publications/ravens-eye/community-celebrates-history-canoe-ceremony "Seguendo gli insegnamenti tradizionali degli Anziani Squamish - l'aiuto è sempre dato a chi è nel bisogno - la comunità si riunì, furono varate le canoe, fu composta una canzone sacra e attraversata la pericolosa Burrard Inlet. Molti sopravvissuti all'incendio furono portati al sicuro sulla North Shore." Naturalmente la maggior parte degli abitanti di Vancouver si salvò in altri modi, o fuggendo a piedi lungo la costa o con imbarcazioni proprie. Ruju fa vedere solo un aspetto, quello che gli interessa e quello in cui sono coinvolti gli Squamish. Certo, poteva raccontare anche il resto del Grande Incendio di Vancouver, attingendo ai resoconti dell'epoca, ma poi qualcuno avrebbe sicuramente commentato: "Che palle! Tex sta diventando un fumetto troppo legato alla Storia! Noi vogliamo invece la fantasia, come faceva GLB!" Capilano semplicemente si fa convincere da Tex, che gli dà buoni consigli. Non fa la figura dell'inetto, ma del saggio, come è capitato tante altre volte in passato ad altri capi indiani convinti da Tex a non combattere o a non vendicarsi per evitare guai con i bianchi. In altre trecento storie di Tex prima di questa, come minimo! Non hai capito l'obiezione che ti si fa: fai bene a non guardare solo le figure, ma se ti metti ad analizzare ogni scontro a fuoco od ogni scena per vederne la plausibilità e la perfetta ricostruzione realistica, la maggior parte delle storie di Tex non si salva! Secondo me se analizzi così anche "Uno contro venti", "Sangue Navajo", "Sulle piste del Nord" o "Tucson" la trovi qualche scena in cui non si capisce come Tex faccia a sbagliare un colpo o gli avversari in buona posizione a mancarlo, vedi per esempio il finale di "Tucson" dove dei killer professionisti piazzati in buona posizione sono talmente scarsi che non colpirebbero neanche un elefante, o Gros-Jean che viene infilzato da un coltellaccio a un albero ne "Il tranello" come faccia poco dopo a rimettersi in sesto come niente fosse, ecc. ecc. Gli esempi potrebbero essere migliaia di sparatorie poco credibili e costruite con difetti o dello sceneggiatore o del disegnatore, salvataggi impossibili, incongruenze qua e là che sono sfuggite, ecc. Praticamente in tutte le storie. Però siccome adesso bisogna piano piano distruggere questa, di storia, va bene tutto...
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  39. Non sono d' accordo. Kircher ha sempre ucciso chiunque gli si fosse avvicinato. Non sono 4 contro 1, ma 1 contro 2. 1 contro 1- 1. contro 1.- 1contro 1. Tiger si scontra "in contemporanea" con 2 avversari, si difende ma poi sviene senza essere ferito dagli artigli. Kit sventa la trappola e uccide Bertrand, poi lotta contro Kircher riportando solo qualche graffio e assestando dei bei calci e pugni. Carson sconfigge Kircher nel duello che quest' ultimo ha voluto pensando che Carson fosse l' avversario più debole, dove oltre al coltello usa anche l' artiglio, e ci rimette solo la camicia. Tex, vigile non si fa fregare ed è più veloce di lui con la pistola. Considerato che ha sempre ucciso i suoi avversari, Kircher ha fallito con tutti e 4. E' un finale diverso dal solito duello tra Tex e il cattivo di turno. Un finale che riconosce a Carson il ruolo di "pari a Tex".
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  40. Più che diventata una seccatura, credo che possa essere diventato un riferimento meno pedissequo. In fondo Ruju non mette Tex che si fa la ceretta e va al night invece di inseguire il nemico. Se incongruenze ci sono, sono minime ed accettabili per la grande massa. Se si va a ricercare la pedissequa adesione all'originale si butta via tutto, ma proprio tutto quello che non è GLB, a partire anche da Borden (tu stesso parli di TUTTI i successori), che invece fa spesso delle gran belle storie per quanto personalissime, ed è giusto che sia così. Poi c'è il solito dualismo tra lettori intransigenti conservatori e lettori un pò più aperti a qualche novità (senza esagerare). Io credo di far parte della seconda schiera, anche perchè se voglio il Tex di GLB mi prendo i giornalini di 50 anni fa e me lo leggo. Li ho tutti qui conservati. Voglio leggere anche altro.
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  41. In questi giorni ho contattato il servizio clienti per segnalare l'errore di stampa. All'inizio mi era stato risposto di attendere perchè stavano valutando la situazione, e oggi mi hanno risposto: Gentile cliente, ringraziandola per la sua segnalazione, le confermiamo che stiamo provvedendo alla ristampa corretta della striscia n. 4 della serie 4 (distribuita all'uscita 60 della collana), che verrà allegata all'uscita 72.
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  42. Vorrei sottolineare che l'oscenità non è UNA patacca ma DODICI patacche, una per ogni mese dell'anno in corso. Ma i compleanni non si celebrano nella sola specifica data in cui cade la ricorrenza? I 75 anni editoriali di Tex cadrebbero il 30 settembre 2023. Pericoloso precedente, se giungesse alle orecchie di mia moglie, che potrebbe pretendere 12 regali all'anno per ogni suo compleanno...
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  43. Non sono d'accordo, secondo me qua il duello ci sta tutto (a differenza, per esempio, di quello estemporaneo di Tiger Jack nella storia del Guatemala, quello si davvero campato per aria). Per due motivi : 1) Kircher non è un nemico qualsiasi, agli occhi di Carson...ha rapito la sua donna amata, ne ha minacciato la vita, e non pago l'ha oltraggiata verbalmente ! Una serie di sfregi che trasformano la faccenda in qualcosa di dannatamente personale, per un uomo dal cavalleresco codice d'onore come Carson, che come unico e più logico esito sfida il nemico in singolar tenzone... 2) Un personaggio come Kircher, descritto per tutta la storia come amante delle armi da taglio e dotato dell'invitante guanto artigliato non poteva assolutamente sfuggire ad un duello all'arma bianca, sarebbe stato uno spreco imperdonabile. Sul fatto che l'esito sia scontato...ma c'è una situazione di conflitto in Tex, il cui esito oramai non sia purtroppo scontato ? Qui addirittura qualcuno lamenta che alcuni pellirosse vengano uccisi, addebitanto a super-Tex e super-pards la "colpa" di non essere riusciti a salvarli. Ma io dico : ben venga una volta tanto un po' di dramma ! Poi se un giorno qualche prode avesse l'ardire di sceneggiare una storia in cui Tex se ne esce-anche parzialmente-sconfitto sarei il primo a gioirne, ma temo che il giorno dopo ci sarebbero i picchetti fuori dalla Bonelli.
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  44. Sul forum spiritoconlascure un attento utente segnala che a febbraio Burattini sarà contemporaneamente presente su Zagor e su Tex. E' solo la quarta volta che accade nella storia della Bonelli e fu con GLB con gli albi Squali e La lancia spezzata (dicembre 1965), con Nolitta con Caccia all'uomo e Agli ordini dello Zar (gennaio 1976) e con Boselli (poteva mancare? ) settembre '94, Il passato di Carson e I Guerrieri del tuono. Un autentico evento!
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  45. Sembrerebbe impossibile per un fotografo fare arte. Prende la natura così com'è e clic... la foto è fatta. Sembrerebbe. Un artista prende una cosa (perché quella e non un'altra?), la riproduce e fa arte. E magari l'originale è una ciofeca. O magari, nel caso di una foto, io riprendo la solita scena ripresa dall'artista e il risultato è un aborto. Lasciatemi stare Galep e il suo Tex dagli occhi storti.
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  46. Io non ho creduto nemmeno per un secondo che il commento di Borden fosse in qualche modo riferibile a Galep, perché Borden mi da sempre l'idea di essere molto rispettoso verso chi ha creato e dato tanto a Tex, sia perché ha gusto e di fumetti penso ne capisca, e Galep, anche quello meno bello da vedere era Galep, un maestro indimenticabile. Se arriviamo a criticare il Galep copertinista....davvero, resta poco da criticare. Le sue copertine poi, ispirate, copiate, ritagliate o create di sana pianta sono dei capolavori, anche nelle semplicità di molte. Sono evocative e hanno contribuito in modo fondamentale a creare la leggenda e il mito di Tex, a mio avviso al pari delle epiche storie narrate all'interno degli albi. Villa a mio avviso, con uno stile anche più moderno ha lasciato da parte la vera epicità come è da me intesa per far spazio ad una celebrazione del personaggio che è già epico ed ora impossibile da scalfire, almeno nelle cover, dove assume pose eroiche e leggendarie. Al di là dei gusti, sono entrambi dei miti, e se da un lato preferisco il sudore, la polvere e il sangue di Galep (molto più west), la bellezza e il genio di Villa sono fuori di dubbio. Il suo Tex è anche in linea con quello delle storie. Tex è sempre più invincibile e impeccabile, si sporca meno (tranne quando Borden lo butta a nuotare nelle fogne di Frisco) per cui Villa credo segua anche lo sviluppo del personaggio. Non ho dubitato che il messaggio di Borden fosse solo un "pro-Villa" senza voler dire nulla su Galep, perché di recente lo stesso Borden ha rivendicato nella copertina di Bedlam una doppia citazione ispirata e dichiarata sia per il titolo che per la cover. E dopo essere anche stato criticato per questo, vi pare che potesse ritenere fuori luogo omaggiare o attingere anche a piene mani da opere di altri per dar loro nuova linfa? E se anche Galep avesse preso in prestito per mancanza di tempo, evidentemente non poteva far altro per reggere quei ritmi infernali. Basta poi sfogliare qualunque storia di Galep per scoprirci dentro una capacità di catturare l'avventura ed il west che di certo non mi fa pensare che Galep fosse poco fantasioso.
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  47. Ritengo questa di Ruju e Mastantuono un'ottima storia, con personaggi importanti e calati in un contesto affascinante, sia dal punto di vista ambientale che storico. Credo che anche a Villa sia piaciuta molto, perché ha disegnato due copertine - la prima e la terza - davvero ispirate, con la prima soprattutto che, tra i colori del cielo e la lapidarieta' del titolo, ha un sapore al contempo malinconico ed epico, e che mostrandoci la quiete richiama sinistramente la tempesta, o meglio le tempeste, che davvero nei tre albi non mancano. Innanzitutto l'omicidio dell'ingegner Flinn e della domestica, in una scena drammatica e appassionante, con Angela che si salva per il rotto della cuffia. Più tardi, il rapimento della stessa Angela e l'uccisione di Taki e di tanti altri Squamish, eventi preceduti dall'assassinio del vecchio cercatore d'oro, che muore col rimpianto di non aver potuto avvertire Joe e Tex; e poi ancora, il gigantesco incendio di Vancouver, con l'intervento salvifico degli indiani. A collegare questi punti nodali della storia, c'è una trama ricca di azione e dal gran ritmo, con Carson sugli scudi, protagonista di un bel doppio confronto, all'inizio e alla fine di questa avventura. Il primo, non lo definirei nemmeno un duello: è solo una ripassata ad uno zoticone e prepotente di paese, a cui Angela ha fatto girare la testa. Non lo conto dunque nel novero dei duelli, essendo questa una scena funzionale essenzialmente ad avviare il rapporto tra il ranger e la ballerina, con il primo nelle vesti di cavalier servente e l'altra in quelle di fanciulla da salvare. Da qui, l'ennesima relazione del vecchio reprobo, che non perde occasione di conquistare le donne da saloon, evidentemente per lui una vera e propria passione. Quello finale, invece, è un duello con tutte le carte in regola, e l'originalità sta nel rendere protagonista della tenzone stavolta proprio il vecchio Cammello. Diciamo la verità, quante volte abbiamo visto Carson prendersi prepotentemente la scena? oltretutto non contro un avversario qualsiasi, ma contro un pazzo sadico che durante la storia, anche grazie a un monumentale Mastantuono, è parso terribile e massimamente feroce? Questo, a mio parere, è stato l'unico duello degno di nota e che meriti di essere definito tale, ed è a suo modo avvincente, per quanto può esserlo uno scontro che coinvolga direttamente i pards. E' stato bello, per una volta, vedere Carson nei panni di Tex; certo, stride un pò qui il comportamento del Carson di Ruju rispetto a quello di Boselli ne I Sette Assassini: in quest'ultima storia, come in quella di questo mese, il vecchio ranger è chiamato a battersi da un avversario ormai disperato che ripone le sue ultime speranze in una provocazione: in Vancouver è Kircher, nella storia boselliana era Kid Rodelo. Con il Kid, però, Carson non volle prendersi rischi inutili, e si limito' a schiaffeggiare il ragazzo, in tal modo umiliandolo; qui, invece, si assume l'onere di un combattimento dall'esito per nulla scontato. Laddove la soluzione di Boselli era stata improntata al buon senso e in un certo qual modo poteva dirsi elegante, questa è invece, per usare un termine "diableriano", più tamarra e anche meno credibile. Ciononostante, personalmente ho apprezzato anche questa scelta narrativa, anche perché il Kid era solo un ragazzo cui impartire una lezione, mentre Kircher è a tal punto odioso che è comprensibile e giustificabile la rabbia di Carson nei suoi confronti, e quindi il suo desiderio di distruggerlo definitivamente, e di farlo di propria mano. Concordo invece con chi dice che l'incendio poteva essere sfruttato meglio. In definitiva, una storia avvincente e ben orchestrata, assistita in maniera superlativa da una parte grafica semplicemente spettacolare, sontuosa, magnifica. Chiudo con la patacca: è bella. Mi piace il giallo-nero, che fa molto Tex, richiamando la sua immancabile camicia e il suo svolazzante fazzoletto. E mi piacciono anche le celebrazioni, mi piace che si renda evidente, manifesta, la ricorrenza di quest'ennesimo traguardo, di questo nuovo lustro da aggiungersi quale nuova tacca al calcio della pistola dei nostri, perché è un mezzo miracolo (per non dire intero) che dopo 75 anni Tex stia ancora cavalcando a spron battuto, pur tra insidie forse ben più letali degli avversari di carta affrontati centinaia di volte tra le vignette. E questo miracolo va ricordato, mese dopo mese, va ripetuto ai quattro venti, va per l'appunto celebrato. Con il legittimo orgoglio di chi, nonostante il contesto avverso e i tempi grami, combatte ancora.
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  48. Le vecchie copertine erano più drammatiche perchè potevano mostrare un Tex ferito, sofferente, erano più drammatiche le SITUAZIONI. Adesso al massimo si vede Tex in pericolo perchè c'è qualcuno in agguato, ma non si vede mai in difficoltà. Il poter far vedere un Tex febbricitante o spaventato o attonito è un corollario di questa maggiore libertà. Ho sempre pensato però che fosse la richiesta della casa editrice (anche implicita, senza dirglielo ma gliele bocciano tutte e ha smesso di farle), non una scelta di Villa. Altro problema, non può più usare la fantasia con scene che nell'albo non ci sono ma evocano il tipo di storia. E qui mi sa che buona parte della "colpa" ce l'hanno i lettori che vogliono per forza la vignetta interna ingrandita e si lamentavano che in "massacro" Tex e Carson non fossero mai circondati da indiani e in "Chinatown" Tex non si vedeva mai lacero....
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  49. Filosoficamente (o se preferite eticamente) @Diablero ha ragione, credo che questo non sia nemmeno in discussione. Solidarizzo quindi con la sua "indignazione", capisco il suo "ironico" sfogo, anzi io amplierei il topic a "La lussuria sfrenata dei markettari per le markette in qualsiasi ambito della società" (guardate quanti iscritti ci sono a "Marketing e comunicazione", come se servissero 10 markettari a fronte di un solo ingegnere, medico, operaio specializzato o conducente di mezzo pubblico e non il contrario). Ma questa cosa non cambierà come, per rimanere nelle cose che mi fanno "arrabbiare ardentemente", non cambierà l'atteggiamento da "colonizzati culturali" che porta ad usare anglicismi, spesso errati o fraintesi, al posto di parole che esistono nell'uso comune italiano (o a storpiare un latinismo, come il "vairus" di Di Maio o il "plas/mainus" di qualche altro genio). A me le patacche salvo rarissime eccezioni non piacciono (ma non scandalizzano), la proliferazione delle testate texiane mi piace ancora meno, ma personalmente dubito che parlarne e "lamentarsene" serva a fermarle. Di conseguenza alla prima cosa cerco di reagire in modo zen e alla seconda lasciando le pubblicazioni che non mi interessano (e le loro patacche) in edicola. La "politica della patacca" porterà la Bonelli verso vette di vendita inimmaginabili? Ad un aumento dei prezzi? Alla chiusura delle serie meno vendute? Alla chiusura totale? Comunque vada pazienza, la Bonelli non è un ente di beneficenza e io non sono obbligato a comprare i suoi prodotti. Scegliere le cose per la loro "qualità" e non per l'ossessione/compulsione della "collezione" è sempre la scelta migliore. E se per qualcuno la "collezione" di Tex è solo un "investimento", allora si merita le patacche e altre 20 nuove serie di Tex...
    2 points
  50. Si ma erano le strie di Nizzi dal 300 al 400 avevano battute fra i due pards memorabili Ne cito una su tutte Quando capitan Barbanera invita Tex e Carson alla caccia alla Balena,tutta la sequenza è uno spasso anche mentre sempre Barbanera in barca li zittisce chiamandoli figli d'uno squalo Sono e saranno sequenze sempre memorabili
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