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Primo Texone da quando papà non c'è più, anzi primo Tex in assoluto che compro dopo che se n'è andato (gli son sempre piaciuti, praticamente mi ci ha fatto imparare a leggere, ma dalla pensione in poi si vergognava a comprarli ancora quindi glieli prendevo io. Apparteneva ad una generazione abituata a considerare i fumetti una cosa da bambini, solo negli ultimi tempi accettava di parlarne come un'altra forma di letteratura...). Gli sarebbe piaciuto. D'accordo, forse non è una storia di Tex, forse l'ispirazione delle varie scene o situazioni a volte è davvero troppo facile da individuare, forse si parla un po' troppo. Ma penso gli sarebbe piaciuto. A me anche. Forse non il miglior Boselli, ma comunque di qualità. E i disegni di Rubini sono splendidi.9 points
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Un Texone di altissimo livello quello di quest’anno, tanto per la storia quanto per i disegni. Su questi ultimi non mi soffermo, mi sembra che la qualità dei disegni di Rubini sia evidente: perfetti sia nelle ambientazioni sia nelle scene dinamiche, con una caratterizzazione di Tex e Carson ineccepibile. La storia è puro Boselli: personaggi delineati con maestria nonostante il loro ampio numero, e le cui motivazioni danno vita ad un intreccio ricco ma, almeno per me, non confuso; e se è vero che l’avidità è il tema dominante della storia, tanto da dargli il titolo, è altrettanto vero che due dei personaggi principali sono mossi da tutt’altro intento, la vendetta. Aggiungo che la verbosità di cui a volte Boselli viene accusato in questa storia non l’ho trovata, mentre quello che mi ha colpito (favorevolmente) è stato il grado di violenza: dalla testa mozzata che rotola giù al capo dei desperados crivellato di colpi e trascinato per la prateria legato al cavallo. Mi sembra insomma che Boselli abbia voluto imbastire un western duro e molto realistico, una trama che non fa sconti a nessuno (a ben pensarci nemmeno al bandito che resta a vivere con gli indiani, vista la perdita della memoria e dunque della propria identità). Tra i tanti personaggi che si lasceranno ricordare – d’obbligo citare almeno Shaman – per me su tutti spicca il già visto Silent Foot, forse il più affascinante dei “comprimari ricorrenti” creati negli ultimi anni: tutta la sequenza iniziale è, dal punto di vista della sceneggiatura, bellissima. Insomma, io sono totalmente soddisfatto, per cui mi complimento con gli autori.4 points
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Diamine, scopro solo adesso che Mario Uggeri durante la Seconda Guerra Mondiale venne fatto prigioniero nel campo di concentramento di Dachau e vi trascorse ben due anni. Incredibile e scioccante... P.S. Lo riporto qui perché purtroppo non esiste un topic (o quantomeno non l'ho trovato) dedicato al disegnatore.3 points
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È un discorso che ho fatto nel topic delle domande a Boselli. Oggi bisogna sapersi vendere e c’è gente che non ha fatto un tubo ma che riesce a scalare i vertici e a richiedere cifre grosse sia dalle case editrici che dai privati (noi). Ma in realtà il lavoro poi, il concreto dietro il fumo è ben poco (e infatti il mercato americano non lo apprezzo proprio) e il ramo in cui questa pratica si è diffusa di più in Italia è la Disney. Ginosatis è un disegnatore eccellente che ha fatto bei Tex, ed è molto più bravo del 99% degli autori che si sentono in giro nel mondo, ma qualcuno ne parla? No, non è manco sui social. Ho preso lui come esempio proprio perché non è social.3 points
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Boom! Mi pare un pochino azzardata, come affermazione, tenendo conto che il periodo "ultimi 40 anni" comprende TUTTO il Dylan Dog di Sclavi... (oltre a serie come Magico Vento e Volto Nascosto...)3 points
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SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Silent Foot è il miglior personaggio di questo Texone, anche se in realtà mai come questa volta più che un personaggio sembra il deus ex machina della situazione, quasi una metafora dello stesso sceneggiatore che intreccia i vari fili narrativi conducendoli dove vuole lui. “Stanotte sognerò tutte queste piste che s’intrecciano e in sogno cercherò di districarle”, dice Silent Foot. E infatti Boselli è abilissimo a tessere la sua trama complicata e a districarsi tra decine di personaggi che alla fine devono convergere tutti nello stesso punto, però in modo naturale e senza pestarsi i piedi a vicenda. Si è allenato per anni, d’altra parte, non solo con Tex ma anche con Dampyr, scrivendo storie che, con abili montaggi alternati, mettono in scena una moltitudine di personaggi senza perderne per strada nemmeno uno e dando rilievo a tutti: da questo punto di vista – narrativo - "Avidità" è senz’altro una delle sue storie più riuscite. Dal punto di vista invece dei personaggi e delle scene invece no, questo non è uno dei migliori Texoni secondo me: molto meglio Patagonia, Gli assassini, Il magnifico fuorilegge, La vendetta delle ombre, Tex l’inesorabile, Per l’onore del Texas, Doc, ecc. ecc. che hanno soggetti più originali, personaggi più convincenti, scene più memorabili. Per esempio il soggetto di partenza di “Avidità” sa molto di già visto: una rapina al treno, i banditi che si dividono, alcuni cercano di fregare gli altri, lungo la strada compaiono altri personaggi attirati dai soldi che poi cominciano ad ammazzarsi tra loro prima ancora che arrivi Tex… Quante storie abbiamo letto con soggetti simili? Per restare solo ai Texoni c’è “La grande rapina”, anche lì - per quanto ovviamente molto diversa – incentrata sull’avidità che porterà alla morte di tutti i banditi (con Tex che nel finale, nel vedere i due amanti morti e ricoperti di monete, dice: - Volevano l’oro e l’hanno avuto…) Anche il bianco ferito e curato dalla bella indianina che s’innamora di lui, per fare un altro esempio, è un cliché ormai troppo abusato, un po’ da tutti (solo di recente lo ha usato Nizzi nella storia disegnata da Bruzzo sul soldato scomparso e Ruju nella storia di Font con la pattuglia scomparsa, tutti amorevolmente aiutati da indianine crocerossine. E senza dimenticare Kit Willer e Fiore di Luna!). Ok, la narrativa seriale è fatta di cliché, ma ce ne sono alcuni più usati e abusati di altri: questo mi sembra ormai uno dei più logori… Detto questo, confermo comunque che questa è una gran bella lettura, che merita l’acquisto, una storia di buon livello che viene voglia di rileggere, e un western veramente western come ormai solo Boselli, con questa intensità, sa scrivere. Concludo dicendo che probabilmente la “morale” della storia, ossia che solo gli indiani Zuni si salvano perché non contagiati dall’avidità dell’oro e dall’idea del possesso, sarebbe piaciuta molto a Gianfranco Manfredi.3 points
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Mi rendo conto, però, che in ogni caso un - 1 sarebbe offensivo. Condor ha commentato, con il consueto trasporto, una storia che gli è piaciuta, approfondendo da par suo situazioni e personaggi. In questi casi, qualsiasi - 1 sarebbe antipatico. Che vorrebbe dire? Non mi piace che la storia ti sia piaciuta? Non mi piace la storia in sé? Non sono d'accordo con te sul fatto che sia una buona storia? Quest'ultima posizione a mio parere andrebbe argomentata, anche perché nel modo in cui funziona oggi il giudizio di quella faccina sembra un giudizio contro il post. Sembra dire: ma che ti sei fumato? Questa è l'espressione che ha quell' emoticon. Non ha senso. Un'alternativa potrebbe essere di vincolare l'utilizzo di certe faccine alla redazione di un post. Vuoi usare la faccina? Ok,ma scrivi, palesemente e senza nasconderti dietro l'anonimato, per quale ragione la stai utilizzando. Scrivi perché mi stai dando del fumato. Anche questa, scrive Condor sopra, è l'ennesima spia del declino del forum. Ha ragione. Dietro l'anonimato oggi si può sbeffeggiare qualunque post - anche ottimamente costruito come quello dell'amico Condor - con una faccia confusa (che sembra dire: ma che c...hai scritto?) o piangente (ma non per esprimere tristezza: sta dicendo che fai piangere per quello che scrivi). E non è questione di essere permalosi. È solo che ci si pone una domanda: ma faccio bene a condividere qui ancora le mie sensazioni su una storia? Se in un forum di appassionati, tra i quali dovrebbe esserci credo la cordialità tra buoni amici che discutono su una comune passione, se non appena provo a parlare mi si dice: ma che vai dicendo? Mi fai piangere... che senso ha continuare a scriverci? Se non so nemmeno chi mi sta criticando e perché? Anche questo è declino, ha ragione Condor. In un altro post in questo stesso topic, ho letto che molti si lamentano di Diablero. Certo, esaspera i toni, e a volte ho la sensazione che non possa fare a meno di avere l'ultima parola. In un paio di circostanze, io stesso ho soprasseduto facendo cadere la discussione di fronte a un approccio talebano e irriducibile, che non avrebbe portato a nulla. Mi pare Travaglio, che non coltiva mai il dubbio ma ha certezze su tutto . Ma almeno Diablero ci mette la faccia. Non si nasconde dietro una faccina, e se lo fa poi interviene subito con un commento esplicativo. Magari talebano, ma palese. E palesemente ti dice: ma che c... dici? E qui sbaglia per me, perché l'ho detto a iosa che il suo stile urticante è respingente, ma questo comunque accade tra persone che parlano e si infervorano e si mandano pure a quel paese. Non come persone che lanciano una pietra e nascondono una mano.3 points
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D'accordo con te. La faccina è irrispettosa ed è l'antitesi di ciò che dovrebbe essere un forum di discussione. Un post articolato come il tuo, come sempre scritto con accuratezza e passione, non può essere liquidato con una faccina squinternata che non si capisce bene cosa voglia esprimere, visto peraltro che il tuo post è chiaro (e a mio parere anche condivisibile). Andrebbe eliminata questa possibilità di liquidare in tal modo i post di un utente. Spero che i moderatori ci pensino su.3 points
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CONTIENE SPOILER CONTIENE SPOILER CONTIENE SPOILER Un mondo fatto di piste, che si incrociano e si sovrappongono nelle praterie e nel deserto. Piste di violenza, piste di sogni invecchiati senza realizzarsi, piste tracciate dal dovere di portare giustizia. In questo universo di polvere e sentieri, si erge, monolitico e minuto, il signore delle piste, cercatore inesorabile. Il vecchio Silent Foot. Con la sua andatura ieratica, percorre sentieri invisibili, tra bianchi e messicani che si trucidano reciprocamente, un giovane cherokee che insegue la sua vendetta massacrando coloni, una vecchia storia di guerriglieri sanguinari. Decine di uomini, che si muovono nel teatro desolato di un Sud-Ovest dimenticato da Dio, che come tanti raggi di una ruota convergono verso il mozzo, un mozzo fatto di quel metallo giallo che ottenebra le menti. Avidità è il titolo non a caso, perché questa è il motore. Non risparmia nessuno, non i banditi, messicani o americani che siano. Non il vecchio cercatore né il suo giovane compagno: la scena nel retro del saloon di Nothing ne è l'emblema: due vecchi amici, una donna in là con gli anni, un giovane ingenuo, trasformano quei pochi metri quadri in un ring dissennato. Anche Shaman è avido, a suo modo; non mira all'oro, ma alle vite umane. Una forma di avidità perversa, irrazionale e altrettanto distruttiva. Ha comunque un suo personale codice, come dimostra il fatto che non uccide Silent Foot. A proposito di quest'ultimo, mai come stavolta sembra un essere soprannaturale. Sembra muovere magicamente le fila di tutto. Quasi che non fosse un uomo, ma uno spirito guida. Ed è significativo che sia proprio lui a salvare i nostri, e che l'occhio semiaperto di un Tex in fase di risveglio veda come prima cosa il sorriso sornione di questo suo strano amico, il cui destino è quello di errare nella prateria. Come è evidente dal commento, ho trovato la storia molto bella. Tanti personaggi orchestrati magistralmente, siano essi bastardi assoluti come Felten e Cascabel o antagonisti problematici come gli altri. Una storia errante, come Silent Foot, una storia di ricerca. Dell'oro. Di una vendetta. Di un uomo. Dei graal che ciascuno insegue nella vita, con alcuni destinati a essere raggiunti, e altri che resteranno sepolti sotto qualche buon metro di roccia, con le illusioni di chi li ha inseguiti.3 points
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Ciò che si pubblica su Tex Willer Extra delle storie classiche è quanto @borden ritiene congruente con il Canone della sua serie. Ed io, infatti, pur avendo quelle storie in tutte le salse, le sto riacquistando con piacere per avere l'intero panorama di ciò che entra di diritto in questo Canone, oltre che per le bellissime copertine di Carnevale.2 points
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Se mi è permesso, ho notato che ultimamente, dopo aver preso una determinata posizione, non vi è mio commento (che sia recensione o no) in cui non appare sistematicamente la reazione con la faccina confusa. () Premetto che non è affatto mia intenzione atteggiarmi da vittima, ci vuole ben altro per urtarmi , ma stento a capire una cosa: in un dibattito acceso può capitare che due utenti non si trovino d'accordo e si usi una tale reazione, ma nelle recensioni lo comprendo poco. Ovvio che si può avere gusti diversi e non concordare su una recensione, ma invece di intervenire in anonimo con la faccina di scherno, perchè non rispondere e spiegare per quale motivo non la si condivide? Motivando magari le proprie idee? O la si mette solo quando un commento è positivo e magari non si è nemmeno letta la storia? Le discussioni costruttive sulle storie (che sono la linfa vitale di un forum tematico come questo) si alimentano anche con questi dibattiti di idee diverse, ma se ci si nasconde dietro faccine di scherno (sistematiche), che senso ha? Ho in questi anni recensito centinaia e centinaia di storie e tante volte le miei idee sono state criticate, non condivise e discusse, ma ultimamente, che siano pareri positivi su Ruju, Borden o Almanacchi, la notifica è sempre la stessa faccina che mi sembra posta per prendermi per i fondelli. Mi spiace dirlo, ma anche questi "mezzucci" mi inducono a credere che il Forum è in netto declino. Peccato! Così passa pure la voglia di scriverli i commenti.2 points
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Mi maledico da solo per il fatto che ora passo sul forum solo sporadicamente. Diablero è sin troppo eccessivo (anche se sul discorso delle punzecchiature un po' di ragione ce l'ha) e quindi lo invito a darsi una calmata, principalmente quando si confronta con gli autori. Invito gli utenti timorosi di scrivere di uscire allo scoperto che se Diably li attacca si becca una sospensione. Però... anche Tracce potrebbe essere un po' meno polemico, a un certo punto tra lui e Diablero sembrava una lotta a chi volesse avere l'ultima parola. Con questo ho chiuso.2 points
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Al contrario di @Carlo Monni non ho apprezzato molto la storia, tutto ben congegnato, ottimi disegni, bel soggetto anche, ma appunto A è una storia di vendette incrociate proprio 'senza sconti'. Per me semplicemente troppo dura (non per il numero in sè di morti, ma per il 'come' e per l'enorme spreco di vite umane per le varie scaramucce, vendette e controvendette). B Come osservato anche da @Poe , prima del finale esplosivo la vendetta di Shaman sconfina nell'horror (e io odio l'horror: capisco bene come gli Zuni avessero incaricato Silent Foot della caccia). Bello il personaggio di Silent Foot, ma il suo riepilogo preliminare mi è rimasto un po' troppo onirico, l'ho apprezzato molto di più in azione quando ha salvato Linder e Tawa rinunciando momentaneamente alla propria missione, e quando ha fatto recuperare Tex e Carson. Va da sè che per quanto ci siano diversi personaggi interessanti -lo stesso indio per quanto si faccia liquidare troppo facilmente, Cascabel, Cuero- ho apprezzato veramente solo le vicende di Clay e Old Timer (il cui destino appariva già segnato da titolo, anche se più che di 'semplice' avidità cone afferma lo stregone, qui occorre dare ragione alla superstizione che i banditos attribuiscono agli Zuni e parlare proprio di una vera maledizione dell'oro!) e quella di Linder-Lenny e Tuwa e per quanto Lenny si sia felicemente accasato perdere la propria identità non è bello.Domanda, ma il fatto che lo sciamano dica che qualcosa come 'se gli dei l'hanno salvato vuol dire che c'è ancora qualcosa di buono in lui' è genericamente riferito a una sua generosità (ad es verso Tawa anche se la rapisce e le impedisce di avvisare la tribù...)o NON aveva tradito Fenton e si era semplicemente scontrato coi banditos messicani di Cuero? Ho trovato, invece, un po' sacrificato il personaggio di Rogers, se non altro in ricordo della moglie, dopo il suo doppio gioco avrei voluto vederlo alle prese con Shaman al posto di Fenton, così ha avuto anch'egli la sua vuota vendetta postuma, ma è stato trafitto dopo due secondi dall'accordo con Tex... Anche qui sequenze più da horror o thriller che d'avventura, non che siano state rese male, ma non riesco ad apprezzarle. In pratica chi ne esce meglio sono i tre sgherri scampati: quello rilasciato dagli Zuni, che credo sia Kane (?) e i due precedenti prigionieri Miles e Ray, quando si dice meglio essere arrestati che impiombati... Quanto all'oro, ormai plurimaledetto qualcuno tornerà pure a scavarlo, ma, del resto, anche il nostro ranger non avrebbe il preciso dovere di segnalarne l'ubicazione alle autorità? Mi associo all'invito alla pacificazione, del resto, per quanto uno possa aver ragione vendette e controvendette lasciano solo più croci sul terreno; polemiche e contropolemiche lasciano più vuoto il forum. Quanto al problema in sè segnalato da @Diablero, @Jeff_Weber e me io due righe su F alla Bonelli le ho scritte: speriamo possano servire per l'anno prossimo.2 points
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Io non taglio e non sposto nulla. Ma… se qualcuno dovesse continuare anche per un paio di messaggi io sposto tutto. Perché trovo quantomeno ingiusto che post ben scritti e di analisi alla storia (che non ho ancora letto, tra l’altro) o addirittura messaggi sentiti come quello di Piesse, si perdano in mezzo a discussioni assurde su odori e sapori della carta.2 points
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Preferirei veder tornare la moglie e il figlioletto, hanno un maggior potenziale. Leonidas mi è risultato tra l'indifferente e il repellente: un po' nero, un po' indiano, un po' rambo.. un po' feroce assassino, un po' pentito. Sinceramente mi è sembrato un po' tutto e il suo contrario, un personaggio scritto in modo piuttosto confuso, così come il ricordo che ne rimane al lettore. Poteva almeno morire, non è riuscito nemmeno in quello.2 points
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I problemi nel settore cartario esistono eccome e ora ci si mettono anche i trasporti (col caro carburante). Per lo stesso prezzo dell'anno scorso (ma non certo a meno) si trovano partite realizzate chissà come, oppure si acquistano partite di tonnellate di carta di un certo tipo, ma non è detto che tutta la produzione sia realizzata assieme e con la stessa procedura. A volte entro la mattina in magazzino e sembra di essere in un allevamento di polli oppure di bisonti. Ora col caldo (non tutti i magazzini sono climatizzati e di certo non lo sono i camion) le cose peggiorano. Stesso discorso per gli inchiostri, sia chiaro. Mettete l'albo in un cassetto al riparo dall'umido e dal sole e procuratevi uno spray germicida (da non spruzzare direttamente sulla copia), oppure avvolto da uno straccio per non intaccare i colori, fategli fare un trattamento in uno di quei aggeggi a raggi UV che adopera ancora qualche barbiere. In certi negozi vedo degli apparecchi a Ozono, anche quelli possono aiutare a debellare la puzza. Per gli altri resta sempre fratello tempo.2 points
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Soggetto e Sceneggiatura: Mauro Boselli Disegni e Copertina: Michele Rubini Data di uscita: 20/06/2026 Avidità Per l’oro gli uomini bianchi impazziscono, uccidono e muoiono... Silent Foot segue una pista, quella di Shaman il vendicatore. Tex e Carson cercano la banda di Jeff Felton. Ma intorno a un bottino perduto, altre piste s’intrecciano: quelle di Linder il traditore, di Duane Rogers il bounty hunter, dei desperados di Cuero e di due ostinati cercatori d’oro. Su tutti incombe il destino. E sotto il sole spietato del deserto l’avidità per l’oro porta quasi sempre alla morte...1 point
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Allora...Seconda lettura completata. Eh sì, me lo ero divorato la prima volta, me lo sono goduto la seconda. I magnifici disegni di Rubini meritavano una lettura bis e più accurata. Il nostro Bos in grande spolvero, tanti personaggi, trama coivolgente, finale al fulmicotone.😁1 point
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Il Texone lo devo ancora leggere. Riguardo il problema delle reaction, noi admin e mod tendiamo a dimenticare che il semplice utente non può vedere chi le "somministra". Le soluzioni sarebbero due: - levarle, lasciando solo quella positiva e reintroducendo quella negativa - renderle pubbliche a tutti per obbligare certi utenti di cui eviterò di fare i nomi di non esprimersi più da anonimi (tranne che per noi dello staff) senza lasciare contributi. Ne discuterò nelle "segrete stanze".1 point
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Inizio il commento con una considerazione: continuo a reputare eccessiva la cadenza semestrale di un simile Special. Oltre a perdere così quell'essenza che uno special dovrebbe avere, una maggiore produzione costringe gli autori a incrementare lavoro e idee che, oltre a influire sulla qualità delle storie, mina pure la varietà, visto che è ovvio che i soggetti interessanti e originali diventano sempre più difficili da escogitare. Mauro furbescamente ha optato sulla libertà cronologica e narrativa su questo format, se no non se ne usciva, tuttavia alla lunga i filler rischiano di scivolare sotto il livello di guardia ed è un peccato a mio avviso, per la salute della collana. Per la seconda volta Ruju viene chiamato a scrivere uno speciale Tex Willer, (il precedente a dire il vero fu facilmente dimenticabile), anche stavolta la trama è slegata dalla cronologia della serie regolare e ci ritroviamo catapultati dopo la guerra di Secessione, con Tex già sposato, come da lui ammesso in un dialogo. Pasquale fa leva sul suo mestiere per partorire una sceneggiatura funzionale, con i giusti tempi narrativi, buona tensione e scene alquanto avvincenti. Purtroppo ciò che mi è piaciuto poco è il soggetto che al netto di una buona costruzione di trama, si rivela comunque una zavorra. Cercherò in breve di spiegare i motivi che mi hanno indotto a pensare e scrivere questo. In primis, lo stile dell'autore è quello di popolare le sue storie con comprimari particolari e che lascino il segno. Non sempre riesce, è vero, comunque gran parte delle sue opere fanno leva su simili personaggi che siano uomini o grandi donne coraggiose. Stavolta il tentativo, secondo il mio giudizio, fallisce, visto che Chasko alla fin dei conti si rivela troppo contraddittorio per convincere il lettore. Ma è tutto il soggetto che mi pare traballante: già l'espediente dell'uomo che si nasconde convinto che la guerra sia ancora in corso (che richiama la storia poco riuscita "La sentinella" di Nizzi) richiede parecchia fantasia per essere accettato. Rispetto alla modesta prova nizziana, qui Ruju si difende meglio con la sceneggiatura, ma i tempi non quadrano. Chasko salta fuori dopo anni dalla fine del conflitto e in quell'arco di tempo non ha mosso un dito, tanto è vero che tutti lo considerano morto. Di colpo trucida una pattuglia di soldati, e il lettore scopre che questa sorta di Rambo ante litteram, nella sua mente offuscata dalla follia è convinto di essere ancora in un campo di battaglia, tanto è vero non ha nemmeno smesso la divisa confederata, evidentemente l'esplosione non l'ha affatto sgualcita. La violenza e l'odio con cui elimina gli avversari lo mostrano come un villain assetato di sangue o che persegue una sua vendetta, ma di colpo risparmia una recluta e se la porta dietro come ostaggio (grave errore visto che sarà proprio questo giovanotto a indicare il suo nascondiglio ai soldati sul finale). Tex in compagnia di Stand Watie (personaggio realmente esistito, la cui caratterizzazione si mostrerà molto più riuscita rispetto a Chasko) si mette sulle tracce dell'ex confederato ma non riuscirà a impedire la sua eliminazione nell'epilogo. Ho accennato più volte all'incoerenza di Chasko e Ruju l'accrescerà ancora nei titoli di coda, quando in un flashback ci spiega che in fondo il suo odio non è dovuto a nessuna vendetta contro i soldati dell'unione, ma una reazione alla scoperta che la moglie si è rifatta una vita con il suo fratello minore, dopo che è stato dato per morto. Dunque niente vendetta, non vera convinzione di essere ancora in guerra, ma una sorta di riflesso introspettivo che gli fa sentire le voci e lo porta a sfociare il suo odio non con chi gli ha rubato il passato ma verso degli incolpevoli soldati. Jesus Zane nel texone di Parlov era più credibile, qui si fatica a capire le azioni di Chasko; la pazzia è pazzia ma qui non vi è nessun barlume di logica. Dobbiamo credere che il suo piano era quello di farsi uccidere per finire di soffrire? Non bastava spararsi un colpo nella tempia? Perchè salvare il giovane soldato? Se gli ricordava il fratello doveva odiarlo, quindi perchè risparmiarlo? Troppe sfaccettature che non mi convincono e che non mi aiutano ad apprezzare questo soggetto alquanto sbilenco che non rende giustizia alla prova. Buoni invece i disegni di Zaghi, un autore dotato che con regolarità si è espresso bene lungo lo sviluppo della sceneggiatura, con vignette pulite, sfondi curati, buona dinamicità e recitazione dei personaggi. Prova brillante che mostra quanto Roberto abbia tutte le carte in regola per rimanere nello staff texiano in pianta stabile. Il voto finale deriva da una media aritmetica stavolta: sette la sceneggiatura, quattro il soggetto e mezzo punto in più per la buona riuscita grafica. Il mio voto finale è 61 point
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E' lui o non è lui? Elaborazione mediante IA del personaggio di El Morisco partendo da un semplice disegno. Personalmente ritengo il risultato non male, anche se c'è qualcosa che non mi soddisfa in pieno e non riesco a capire cosa: forse troppo giovane?1 point
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Agli inizi le storie degli Almanacchi erano tutte di un certo spessore, andando avanti inesorabilmente la qualità è andata calando e l'episodio in questione rimarca questa mia considerazione. Comprendo che in una saga come Tex, non sempre si riesce a far bene in albi autoconclusivi di 110 tavole, ma purtroppo il Nizzi che si affacciava al secondo decennio del 2000 mostrava palesemente la corda e le sue sceneggiature apparivano sempre più piatte e sciatte. Il soggetto, almeno nell'incipit, poteva pure sembrare interessante, con un bandito catturato durante una rapina che minaccia di trascinare con se i complici durante il processo, se questi non si fossero impegnati a farlo evadere. Ovviamente, prevedendo un tentativo di fuga o di soppressione del testimone, la legge affida a Tex il compito di scortare il prigioniero "scottante" al penitenziario di Yuma. Il colpo di scena della morte per avvelenamento del bandito prima della partenza e il piano rischioso di Tex che vuole comunque prendere in trappola i banditi, sostituendo il figlio Kit con la stessa vittima con tanto di benda all'occhio, può pur starci, anche se è un po' assurdo che gli assassini non si informino come mai il loro tentativo di omicidio al veleno sia fallito. Pure un po' forzato il fatto che nessuno si accorga che Kit non sia il giovane Bonner, a sorvoliamo pure su questa forzatura. Però la storia finisce quasi qui, visto che il proseguo è un'accozzaglia di agguati, fra pallottole e pecore e cani di guardia. Gli avversari si rivelano tutte mezze cartucce e pure la fantomatica banda di messicani, a cui si rivolge Duncan per vendicarsi di Tex è davvero risibile e si scioglie come neve al sole. Trama che si rivela piatta e prevedibile e la sceneggiatura col pilota automatico la rende pure noiosa. Se non fosse per il fatto che è l'ultima storia illustrata dal grande Fernando Fusco, una simile trama verrebbe dimenticata quasi subito. Il compianto artista ligure si congeda con una prova degna del suo blasone; lo stile conseva tutte le caratteristiche che lo hanno reso celebre in quasi quattro decenni di carriera texiana, la continuità grafica garantita e quella sensazione "di casa" che provo ogni volta che mi immergo tra le vignette illustrate dal grande Fernando è quasi intatta. Peccato solo che la sua storia d'addio sia stata così anonima, ma il suo contributo mi induce ad alzare di un voto la valutazione complessiva, altrimenti insufficiente. Il mio voto finale è 51 point
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Diciamo anche che tra i "fotografari" Deodato è il peggiore, nel senso che non è mai stato capace di fare recitare i personaggi. Gente come Greg Land e Salvador Larroca (nel secondo ciclo della sua carriera), sono fotografari che comunque realizzano una tavola funzionale alla narrazione per indagini. Deodato no. Semplicemente mette i personaggi in pose plastiche e ciao ciao alla narrazione. Oh, intendiamoci: le sue pin-up sono da urlo. Ma una serie di pin-up non è arte sequenziale.1 point
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Che edizione hai letto del Ritorno Del Cavaliere Oscuro? Perché la traduzione della prima puntata, pubblicata su Corto Maltese, è ancora oggi dopo decenni una delle traduzioni più scandalose mai viste in Italia per opere di questo livello... era una traduzione totalmente DEMENZIALE, che dimostrava come il traduttore NON STESSE CAPENDO COSA TRADUCEVA e non si fosse minimamente curato di dare un senso alla propria traduzione. Parole a casaccio, letteralmente, come tradotte una ad una dal dizionario senza dare senso alle frasi. Quando l'opera fu ripubblicata in edizioni successive l'intera prima puntata (e parte delle altre) fu ritradotta di nuovo, ma in generale lamentele alle varie traduzioni ce ne sono sempre state (anche se nessuno mai si è più avvicinato al livello di totale incompetenza di quella prima pubblicazione. E pensare che il traduttore era pure famoso... per me fu un esempio di quanto la redazione "puzza al naso" di Corto Maltese, imbevuta di cazzate autocelebrative sul "fumetto d'autore", in realtà disprezzasse i capolavori di Miller e Moore che la Rizzoli gli aveva regalato immeritatamente, e l'avranno tradotto in una mattinata...) (Io The Return of the Dark Knight l'avevo letto anni prima, in originale, ed era effettivamente in un inglese più ostico rispetto a quello a cui ero abituato, ma alla fine se facevi lo sforzo per me era più comprensibile del cercare di capire cosa c'era dietro le traduzioni italiane maldestre...)1 point
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Una storia scorrevole che reputo buona e ben riuscita, niente di eccezionale, con tutte queste uscite forse si sta perdendo quel fascino "speciale", visto che parliamo di uscita fuori serie, però qui le caratteristiche speciali ci sono.1 point
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Però se lo fanno vorrei davvero dei "falsi d'autore": magari fuori il cellophane con i dati reali del prezzo e la data, ma dentro dovrebbe essere tutto "retrodatato" alla ultima serie a striscia, come se fosse la trentasettesima serie pubblicata nel 1967...1 point
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E siamo un bel po' che la pensiamo così: non solo io che ho subito una marea di fischi solo per averlo scritto qui, ma soprattutto chi il libro (e il precedente) lo ha lasciato sullo scaffale o non ha neanche saputo che era uscito.1 point
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Io sto aspettando una pubblicazione da Edicola che ci offra le due storie. Il fumetto , seppur ha fatto passi da gigante ed e ormai considerato espressione e sintesi artistico letterario, non deve perdere il suo aspetto popolare e la SBE deve continuare ad offrire ai lettori anche la versione da edicola. Considerato anche che molti lettori hanno iniziato da tempo a selezionare gli acquisti , soprattutto per motivi di bilancio familiare da far quadrare. Io acquisto ancora tutti gli inediti , a prescindere, di Tex proposti in edicola, anche se a volte resto deluso. Tuttavia rispetto le scelte della SBE di cercare nuove proposte e nuove strade, ma spero non si dimentichi dei lettori che seguono le varie collane e speciali proposti in edicola e non li penalizzi pubblicando "materiale inedito" solo in libreria.1 point
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Considera che il romanzo è stato scritto da @borden prima che iniziasse la serie Tex Willer. Fu proprio la stesura di questo romanzo a porre le basi per questa serie, richiesta espressamente dalla SBE. Ma con una diversa finalità, ovvero riscrivere interamente la gioventù di Tex in una sorta di reboot simile a quelli tipici dei fumetti Marvel e DC, oppure come il Mister No della miniserie omonima. La cosa non andò a genio a @borden che decise di far uscire la serie con le caratteristiche che conosciamo. Qualcosa non sempre collima perfettamente con le storie di GL Bonelli, ma si può definire la serie migliore degli ultimi 40 anni in casa SBE, con capolavori assolutamente indiscussi. Per quanto mi riguarda, le preferisco per un pelino Dampyr, anche se lì la qualità non è sempre stata così elevata come in Tex Willer. Dragonero e Julia che erano partiti molto bene, si sono persi nella ripetizione di cliché ormai senza fine.1 point
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Cioè, dovrebbe mettere remake di TUTTE le storie della guerra di secessione? Nuove versioni di Fuga da Anderville? Glorieta Pass? Che senso ha? Per me non avrebbe senso. Semplicemente, sono tutte storie che puoi tranquillamente IGNORARE perché se le citi provocano più casini che altro (fuga da Anderville contraddice Fra Due Bandiere per esempio) ma se le ignori puoi tranquillamente fare finta di niente perché non hai mai bisogno di farci il minimo riferimento. Fra Due Bandiere oltretutto è già stato pubblicato su Tex Willer Extra quindi "è già stato pubblicato", fai qualche paginetta riassuntiva per spiegare che è passato qualche anno e sei a posto... (Ah, i tempi in cui ai lettori potevi far crescere kit Willer di diversi anni in una singola striscia senza che dicessero "no, devi farci vedere ogni singola settimana!!! )1 point
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A onor del vero, la questione olfattiva dell'albo è stata presa con eccessivo dileggio da chi, fortunatamente per loro, non si è imbattuto in copie "petrolifere" come quella di @Diablero e mia. Nel mio caso, pur aspettando con trepidazione un texone che sapevo per certo avesse impegnato @borden non poco e forse ancor di più il disegnatore, ho finito per non leggerlo. La frustrazione è tanta, aspetto di trovarlo da qualche parte in digitale, ma spendere dei soldi per qualcosa che sai ti piacerà e poi conservarla soltanto, non credo debba essere oggetto di facile ironia. Assicuro la mia buona fede e quella di @Diablero, almeno relativamente a questo aspetto dell'acquisto.1 point
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Dai Diablo, esageri quando descrivi il forum come un covo di Boselliani acritici! Certo, visto la qualità media di quello che ha scritto negli anni per Tex ma non solo è un autore che gode di meritato credito, ma questo non vuol dire che sia esentato dalle critiche...anche per la storia in questione finora non si sono lette recensioni forzatamente entusiastiche. Forse tu ed altri non l'avete mai "perdonato" per la discutibilissima "Cavalcata", e lui probabilmente se l'è presa un tantino per un certo tipo di critiche reiterate, però potreste seppellire l'ascia di guerra. Siete tutti e due utenti importanti per il Forum che, come da @borden evidenziato, non è proprio più vivo che mai. Negli ultimi due o tre anni troppi pards ahimè hanno abbandonato, compresi tanti storici, sicuramente per i motivi più vari e disparati, ma probabilmente anche a causa di un certo clima di polemiche gratuite, tipo quest'ultima sulla puzza dell'albo, alla quale poi agganciare le solite questioni. Anche il mio Texone aveva un odore non proprio piacevole, e come gia' detto non è neanche la prima volta che succede, ma la prima risposta di Borden era una palese battuta, far partire l'ennesimo battibecco anche no suvvia Mi rendo conto che io stesso non dia chissà che contributo alle discussioni, e appunto per questo mi dispiace se utenti di ben altro peso lasciano o intervengono meno, quindi dai, partecipiamo numerosi, discutiamo con costrutto e senza timore di scrivere quello che pensiamo, ma mettendo da parte la voglia di pizzicarci ad ogni occasione. Per quello c'è già il mondo la fuori...1 point
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@borden chi ha scelto Civitelli come illustratore? Insomma, c'erano Villa, Ticci, Di Gennaro (dal romanzo), però penso che alla fine è stata la scelta più azzeccata. Civitelli è stato il primo disegnatore attento alla cronologia con il 575, gli altri come Galep e Ticci ritraevano un Tex 40enne anche nella guerra civile.1 point
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Ho molto apprezzato questa storia, dura, violenta e che non fa sconti a nessuno. Ogni personaggio ha le sue motivazioni, ma alla fine nessuno è senza peccato e tutti scontano i propri. Shaman persegue una comprensibile vendetta, ma lo fa anche a spese degli innocenti come la moglie di Duane Rogers ad esempio e devo ammettere che sono rimasto colpito che sia morta in un modo atroce. Tutti gli altri pagano il prezzo della loro avidità e poche volte c'è stato un titolo più azzeccato per una storia. I disegni di Rubini sono semplicemente ottimi e qualunque cosa stia facendo adesso, mi auguro abbia testi all'altezza della sua bravura. P.S. La mia copia aveva un odore normalissimo.1 point
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La mia copia puzza, e anche molto. E' proprio la carta che emana un intenso odore sgradevole, ma non è una novità per i Texoni, non so perché ma è già capitato altre volte per questa pubblicazione, per es. il Texone "I due fuggitivi"; se ne parlò anche qui nel forum (vedere il topic apposito), con toni più sereni: chi aveva la copia "puzzolente" lo faceva notare e chi non l'aveva se ne stava zitto... SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Venendo ad "Avidità" a me è piaciuto, me lo sono letto tutto d'un fiato, una piacevolissima lettura, è scritto bene, molto meglio degli ultimi tre (quelli di Palumbo, Biglia e Altuna), piuttosto fiacchi. Però non è tra i Texoni migliori di Boselli. Il problema non sono i tanti personaggi (che vengono presentati un po' alla volta e non creano confusione), ma il fatto che a volte sanno di già visto (sia i personaggi che le situazioni), non spiccano come invece avviene altre volte nelle storie di Boselli. Inoltre Tex e Carson fanno veramente poco o nulla, se non sbatacchiare tre pesci piccoli all'inizio e dare una mano agli indiani contro i desperados. Non sono per niente "la mano del destino" come dice di loro Silent Foot, perché nel finale i cattivi si ammazzano praticamente tutti tra di loro e i Nostri eroi arrivano a fatti avvenuti, limitandosi a dare il colpo di grazia a Shaman, che però di fatto era ormai ferito mortalmente. Detto questo, ribadisco che è comunque sempre una lettura piacevole. Belli i personaggi di Shaman e di Silent Foot (che contrariamente a quello che chiede qualcuno spero non venga approfondito come personaggio, il suo bello è proprio essere misterioso e sfuggente, chi se ne frega del suo passato). Da notare che questa è sì una classica storia western, ma le due scene migliori sono quasi horror: la tortura delle mietitrici rosse (che impressiona davvero) e lo scontro finale nella miniera con Shaman, che uccide all'improvviso sbucando dal buio, come un pazzo assassino di un film (appunto) horror. Bravissimo Rubini, anche se non è tra i miei disegnatori preferiti, e anche se i volti di alcuni personaggi si assomigliano un po' troppo tra loro. Soggetto: 7 Sceneggiatura: 8 Voto: 7,51 point
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In realtà, come capita praticamente SEMPRE quando si "tocca la Bonelli", è il contrario. Se vai a vedere il mio primo post, io CHIEDO se ANCHE le copie degli altri puzzano come quelle (tutte) che sono arrivate nella mia edicola. Quindi nessuna "pretesa che tutte puzzino", come fantasiosamente ti sei inventato. E ho subito avuto conferma da altri due che anche in altre zone d'Italia erano arrivate copie puzzolenti. La "polemica è stata "innescata" da chi ha subito NEGATO questa cosa (perché se non capita a loro, non può essere capitata a nessuno) E no, non è un "odorino"... manco lontanamente. Io sono un COLLEZIONISTA DI FUMETTI STORICI: sai cosa vuol dire? Che per DECENNI ho risposto ad annunci, ho esplorato cantine, ho esaminato fumetti AMMUFFITI con il proprietario che insisteva che erano perfetti, ho visto fumetti praticamente MARCI con le pagine NERE INCOLLATE INSIEME DALL'UMIDITÀ. E PUZZAVANO MENO DI QUESTO. Davvero, qui il discorso non è per nulla "io voglio farvi credere che anche la vostra copia puzza". STAI TRANQUILLO CHE TE NE ACCORGERESTI, SI SENTE A TRE METRI DI DISTANZA. E non è un "odore lieve", È UN COPERTONE BRUCIATO. il discorso è opposto, e molto più squallido. Io e altre tre persone abbiamo descritto UN PROBLEMA CARTOTECNICO con dettagli precisi, ho detto che si sentiva fortissimo. E sono scattati i soliti "aziendalisti" a DERIDERCI e a NEGARE IL PROBLEMA. Negarlo NON sulle loro copie ma SULLE NOSTRE. Lo strano fenomeno che descrivi, "gente secondo cui tutte le copie ovunque sono così" è una tua strana percezione che non ha nulla a che vedere con la realtà. Basterebbe che rileggessi il thread, è evidente. Quello che è avvenuto è il contrario: gente che dice che NESSUNA COPIA PUZZA. (oppure, come te, sostieni SENZA MANCO AVERLA ANNUSATA, che "siamo noi ad avere la consueta puzza sotto il naso"... MA COME CAZZO TI PERMETTI? Davvero, io mi immagino gli strilli isterici degli "aziendalisti a oltranza" se mai un giorno GLI SI RISPONDESSE CON LO STESSO TONO CHE USANO LORO CON GLI ALTRI) Ma ho già imparato che quando scatta il branco, la realtà non esiste. Chiunque può semplicemente rileggere il thread, ma nessuno lo farà. Ciascuno si fa la sua "realtà personale" in base ai suoi pregiudizi e alla sua "fedeltà aziendalista" per attaccare quelli che hanno "osato criticare"... (poi ovviamente se il forum decade è SEMPRE colpa di chi posta critiche, per definizione, mentre quelli che difendono a spada tratta l'editore sempre e comunque attaccando chiunque critichi qualcosa fanno gli innocentini... ma chi vorrebbe postare in un forum dove se critichi qualcosa ti salta addosso il branco?)1 point
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Senza aver letto il post di @Diablero, anch'io quest'oggi ho ripreso l'albo, almeno per leggere per adesso soltanto la saggistica, avendo visto immagini di Conan e la firma di Contro che come sappiamo sta ormai gestendo la serie di Dampyr, ideata da @borden e Colombo. Appena aperto la zaffata petrolifera è stata micidiale. Quindi la fonte maggiore di cattivo odore sono le pagine e non la copertina o il film che avvolgeva i lotti. Ho imbustato l'albo perfettamente nuovo e aspetterò che compaia da qualche parte in versione digitale per leggerlo. Non mi sono mai voluto iscrivere a Facebook e non sarà questa cosa qui che mi convincerà a farlo, soltanto per lamentarmi con la SBE. Bellissimi i disegni. Pazienza, di certo se ricapiterà... non acquisterò più nulla se vi fosse il rischio di inalare qualcosa di potenzialmente tossico.1 point
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… comunque, più seriamente, non solo il Texone “puzza”. Se provate ad acquistare la rivista Linus, ultimamente, noterete che ha un odore insopportabile (non più il buon odore dei libri). Mia moglie l’ha sentito nella stanza dove la stavo sfogliando, parlando proprio di odore di “petrolio”. Molto probabilmente la produzione cartaria sta cambiando le materie prime di produzione. Dopo le considerazioni “olfattive” sarebbe bello parlare di questo Texone veramente di alto livello.1 point
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Il DNA del personaggio. Per rispondere alla tua domanda. Poi Tex può essere salvato dalla cavalleria, può subire pestaggi (Gli spietati), ma cosa fa Ruju? Si spende a favore del suo personaggio, che ha creato, e fa fare a Tex cose che con GLB non avremmo mai visto. L'abbiamo già visto all'opera con il pistolero vudu e la strega che si impossessa demoniacamente del corpo di Carson. Autore recidivo, che non capisce il danno che fa alla testata per cui scrive. Se per qualcuno questo è normale, vi meritate questo Tex. Però non è campato 80 anni facendo queste figure. Che il lettore debba fare ragionamenti arzigogolati per assolverlo, ha torto l'autore o ha torto il lettore ? Comunque la chiudo qui. La mia l'ho detta e ripetuta. Storiaccia.1 point
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Non dobbiamo pensare che i lettori di Tex siano tutti super-appassionati che sanno le storie a memoria e sanno il curriculum di ogni autore, è vero. Ma non bisogna nemmeno deragliare dal lato opposto, pensando (in maniera spesso altezzosa, come se si parlasse di una massa di semi-analfabeti) che "gli altri" siano dei bovini che si leggono tutto senza giudicare. Io di "lettori comuni" ne conoscevo tantissimi. Lo leggevo negli anni 70, non ricordate? Quell'epoca assolutamente inimmaginabile da chi ha iniziato dopo, abituato a vedere il fumetto come una cosa per nerd... all'epoca leggevano TUTTI!!!! C'era solo la RAI e le trasmissioni iniziavano la sera. E per passare il tempo, la gente LEGGEVA. Tex lo leggevano metà dei miei compagni di classe, i miei zii, i miei nonni, i miei vicini, c'era la pila dal barbiere (di fianco ai Lando e al Tromba). E la gente che davvero leggeva senza distinguere gli autori, l'ha mollato allora. Non è vero che "solo noi appassionati ci lamentiamo". È vero piuttosto che solo noi appassionati ci lamentiamo ANNI PRIMA DI SMETTERE. Conosco un lettore che ha la collezione completa migliore della mia. Li prendeva tutti originali da prima che nascessi. Sapete quando ha smesso? "Caccia all'Uomo". Dice che è "per i disegni". Non gli piaceva Fusco, dice. Non sa chi era Fusco, cosa aveva fatto nel fumetto prima, ma "quello non è Tex". Sospetto che la storia, con quel Tex imbelle e disgustoso, abbia influito di più,. ma qui per me si confonde il fatto che "il lettore comune non sa identificare se in una storia gli fanno schifo più i disegni o i testi, l'intreccio o il soggetto, il linguaggio o lo storytelling", con "il lettore comune non sa stabilire se un fumetto gli fa schifo" Io, essendo un appassionato, invece ho tirato dritto, turandomi il naso. È vero che c'è gente che non saprebbe distinguere una merda da un diamante. Ma esiste in tutti gli ambiti. Esiste fra i lettori comuni come fra gli appassionati, esiste fra chi legge fumetti come fra chi va all'opera o ascolta musica classica. Ma non è quella la differenza. La differenza è che storicamente, su Tex i lettori comuni hanno smesso PRIMA. ANNI PRIMA. Sono rimasti SOLO gli appassionati. Con differenze di "cultura" (e interesse) fumettistico, è vero, ci sono quelli che leggono mille altri fumetti e quelli che sono appassionati SOLO DI TEX. Ma non chiamateli "lettori comuni". Quelli sono spariti da DECENNI. Una volta chi comprava Tex per leggerlo poi lo rivendeva nei negozietti dell'usato. Portavi due tex che avevi già letto e te ne davano uno che dovevi ancora leggere. Oggi quei negozietti sono SPARITI. Non hanno più pubblico, non hanno più nessuno che gli porta copie lette in cambio di altre copie. Sono state sostituiti dalle FUMETTERIE, cioè da negozi dedicati ai COLLEZIONISTI. Perchè sono rimasti solo quelli. Chi continua a comprare Tex tutti i mesi senza leggerlo per riporlo nella "collezione" non è un "lettore comune"!. Ma quando mai??? È la COSA PIÙ DISTANTE DI TUTTE DA UN LETTORE COMUNE. È un COLLEZIONISTA. E oggi, chi compra Tex ha SEMPRE la collezione, anche se non completa, di ristampe, etc. Chi compra Tex Nuova Ristampa scambiandolo per un inedito non è un lettore comune, è un lettore con l’Alzheimer (c'è pure scritto sopra "ristampa") Se alla Bonelli si cullano pensando che "il lettore comune se ne frega del livello delle storie", non hanno capito nulla. (ma non credo pensino questo, visto che stanno speculando su Variant e limited HANNO INVECE CAPITO BENISSIMO CHE SONO RIMASTI I COLLEZIONISTI DA SPENNARE) I "lettori comuni" sono stati i PRIMI ad andarsene. In gran parte già decenni fa. Senza protestare, senza lamentarsi, senza scrivere nei forum: smettono e basta. A frotte, a centinaia, a migliaia, a CENTINAIA DI MIGLIAIA. Hanno smesso e basta. Per primi. Poi ci sono gli appassionati, che scrivono, che hanno resistito, ma stanno smettendo anche loro (guardate anche solo questo forum...) Resteranno alla fine solo i collezionisti. La cosa più lontana dal mondo dai lettori comuni. Quelli che si comprano fumetti senza leggerli. Gli unici per cui davvero "i disegnatori non contano"1 point
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Ecco : questa a mio avviso andrebbe presa a esempio della genialità incontenibile del primo GLB : che, pur partendo da un soggetto debole, e oltre i limiti del delirante (la banda che compie rapine indossando zampe d'orso per sviare le indagini !!) riesce a tirarne fuori una storia non solo molto divertente, ma piena di cose, spunti, e suggestioni "cangianti" in linea con lo stile "free" che contraddistingueva questo suo periodo. Moto interessante la prima parte, in cui GLB scrive a tutti gli effetti un crime-noir incentrato sui membri della banda (e in cui Tex e Gros Jean rimangono spesso sullo sfondo), le gelosie, sotterfugi e tradimenti che portano al bel climax drammatico di "Troppo Tardi". La parte finale è più canonica, e ci presenta un altro assedio esplosivo (in tutti i sensi), con Tex tra gli assedianti stavolta... e una bella e veloce chiusa marittima su vascello. Tra le scene più esilaranti : le uova di Olaf lo svedese, e soprattutto Tiger che si libera di uno scagnozzo tramortito gettandolo in mare : "Ora lui essere tranquillo per sempre".1 point
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Uno dei migliori mix di puro western e soprannaturale che abbiamo mai potuto leggere sulle pagine di Tex. L'incontro in sogno di Tex col frate ucciso da Pepe Cardenas, che poi è il perno intorno cui regge l'intero impianto narrativo imbastito da GLB, risulta estremamente suggestivo e ben calibrato, poiché appunto trattasi di un soprannaturale che si manifesta in maniera non plateale né tantomeno prolungata su troppe pagine; una trovata a mio avviso da applausi, che giunge a sublimazione allorquando, la mattina successiva al bivacco presso le rovine della missione, Tex e Carson assistono alla fragorosa caduta della campana: segno evidente di come l'anima del povero frate, in pena per essere morto in terra sconsacrata ed in modo decisamente orribile, ha finalmente raggiunto l'agognata pace dopo aver trovato due persone disposte ad accogliere il suo appello per portare a pentimento i suoi due assassini, rei soprattutto di aver compiuto un gesto così immondo perché accecati dalla cupidigia. Tex e Carson, invero, non spandono eccessivo sudore per onorare la promessa fatta a padre Matias, soprattutto per "colpa" degli stessi fratelli Cardenas, i quali, forse colti impreparati dall'arrivo dei rangers (in quanto, non a torto, ritenevano di essere ormai al sicuro da guai con la giustizia per l'assassinio del frate), e forse anche poiché non circondati di scagnozzi particolarmente agguerriti, alla prova dei fatti risultano avversari poco ostici. Spalleggiati dall'onesto e simpatico sceriffo O'Connor, difatti, Tex e Carson sanno approfittare senza difficoltà delle circostanze che vengono a crearsi per rendere giustizia a padre Matias, Molto toccanti, in particolare, gli ultimi attimi di vita di Pepe Cardenas, che in punto di morte si pente del delitto commesso e dispone di lasciare i beni in suo possesso, ottenuti grazie al tesoro sottratto a padre Matias, alla missione da cui egli, il fratello ed il frate erano partiti in origine. Un grande contributo all'ottima riuscita di questa storia che rasenta il capolavoro lo danno senza dubbio gli splendidi disegni di Giovanni Ticci, autore forse di una delle migliori performances nella sua lunghissima carriera texiana. I suoi disegni, ricchi di espressività e contraddistinti da certosina minuziosità, rendono al meglio le forti sensazioni che suscita questa storia, nella quale forse stona solamente la sequenza in quel di Morelos: passi il trattamento che Tex e Carson riservano ai bulli del villaggio, che strappa sicuramente un sorriso, tuttavia dal mio punto di vista nulla toglie e nulla aggiunge all'economia di una sceneggiatura per il resto impeccabile, in cui grazie agli scambi di battute tra i due pards e lo sceriffo O'Connor non viene meno neanche qualche momento di ironia, che sicuramente non guasta in una storia dalle tinte così cupe.1 point
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Lo scontro di boxe è la scena principe dell'ultimo albo e dell'intera storia, così come la scena a teatro lo è del terzo albo... Anzi, ho l'impressione che Boselli abbia pensato questa storia fin dall'inizio in vista di queste due scene (magari lui stesso può confermarlo), da qui l'inserimento dei personaggi di Pat, Buffalo Bill e Ned Buntline. Magnifico esempio di personaggi perfettamente funzionali alla trama, e di una trama costruita attorno ai personaggi. Ovviamente si poteva anche eliminare Pat e scrivere un finale del tutto diverso, eh. Ma questo avrebbe significato scrivere UN'ALTRA storia; per QUESTA storia, Pat è fondamentale, e davvero non capisco come si possa affermare che togliendolo dalla storia non cambierebbe niente. Allora forse diamo significati diversi alla parola "buonista"... Il finale è buonista perché vincono i buoni? La scena dei cinesi può forse essere vista come contraddittoria (ed è stata appunto criticata in quanto tale qui sul forum), ma non capisco perché buonista...1 point
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Beh, il Maestro, fin dalla sua prima apparizione, è proprio modellato sullo stereotipo dello scienziato pazzo e ambizioso, il tipico genio del crimine che sfrutta la sua intelligenza per i suoi scopi personali. Sarà forse un tipo abbastanza comune nei fumetti americani, ma su Tex è un unicum. Che proprio per questo ad alcuni piace, ad altri per niente. Non sono d'accordo su questo, Castle finora si è sempre appoggiato a qualcuno dotato di mezzi e risorse straordinari. Rimane un'incognita cosa possa combinare da solo, che forse solo la prossima storia potrà svelarci. Ma mi spieghi come avrebbe fatto a soggiogare le gang di New York tutto da solo? L'alleanza col Maestro funziona grazie all'alone di mistero e di paura che incute quest'ultimo, soprattutto grazie al suo fluido micidiale... La storia è costruita proprio su questo... Qui posso concordare che la scena dell'evasione dà l'impressione di essere un po' artificiosa. Ma a me non è dispiaciuta. Pat è un amico storico di Tex. Come ho già detto ad un altro forumista che faceva la tua stessa affermazione, Pat è FONDAMENTALE per lo sviluppo della storia: come fai a dire che togliendolo dalla storia non cambierebbe niente, quando la scena clou del quarto albo, e quindi dell'intera storia, è proprio l'incontro di boxe al Madison Square Garden?!? In che momenti è buonista questa storia? Puoi essere più specifico?1 point
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Storia che si mantiene bella, anche se non tutto mi è piaciuto. S P O I L E R 1) Non mi è piaciuto il piano di Durango sull'attacco ai minatori che comportava lo spreco di tutto quell'oro. E' poco verosimile che dei fuorilegge, sia pure animati dallo scopo della vendetta e non solo da quello dell'arricchimento, concepiscano un piano che preveda un sacrificio (di oro) così grosso. Lo stesso Borden si sente in dovere di giustificarsi facendo apparire Kid e Dallas in disaccordo con il piano di Durango: si tratta però di spiegazioni postume che non mi convincono appieno. 2) Non mi è piaciuta l'esageratissima preveggenza di Tex riguardo al piano suddetto, tanto più perchè questo piano, nella sua "originalità", era troppo poco prevedibile. Tex intuisce che stavolta i ragazzi attaccheranno l'oro PRIMA che questo venga depositato in banca ed intuisce pure, nonostante la pioggia torrenziale, che la frana sia artificiale e non causata dalle avverse condizioni atmosferiche. Un'intuizione va bene se verosimile, Tex ha più fiuto del normale, d'accordo, ma qui mi pare esagerato. 3) Mi pare esagerata anche la preveggenza dei "giovani assassini" quando intuiscono, solo perchè hanno sentito una voce gridare "fuoco" dalla boscaglia, che ad inseguirli siano Tex e soci. Qui, come nel punto 2, mi sembra che manchino dei passaggi narrativi, che tutto sia iper accelerato con delle poco giustificabili scorciatoie che consentono agli uni di capire cosa sta per accadere e agli altri di sapere con chi hanno a che fare: scorciatoie, appunto, che mettono il lettore di fronte al fatto compiuto, ma che sono, a ben guardare e secondo il mio parere, ben poco verosimili. 4) La sparatoria coi buonties killer: come giustamente dice Havasu, una feritina a uno dei pards ci poteva stare: sotto quella grandine di piombo in quello spazio così circoscritto, è molto improbabile che il quartetto se la cavi senza nemmeno un graffio (che non sia quello della camicia di Kit)! In nome dello verosimiglianza (lo so che in Tex ce n'? sempre stata poca, da questo punto di vista, e che di questo tipo di situazioni ne abbiamo viste a iosa, però...), altre soluzioni potevano essere a mio avviso preferibili. Sulla menomazione di Kid Rodelo: devo ammettere che anche a me è sembrato anomalo il braccio amputato di Kid, e certo non mi ha fatto piacere vederlo. Sicuramente è inconsueto, ma in definitiva ci può stare, è una scelta narrativa come un'altra. Purtroppo sono fatto così: se una storia mi piace ma vi sono dei punti che considero negativi, non riesco a non parlarne e a non sottolinearli. Per questi motivi non sono d'accordo con Waco Dolan quando definisce questa storia all'altezza delle marcelliane. A parte la sequenza dell'attacco ai minatori (tre dei quattro punti da me menzionati si riferiscono unicamente a quella sequenza), la storia si mantiene bella, come già era stata nei primi due albi. I dialoghi fra i fratelli e il finale adrenalinico sono memorabili, nella migliore tradizione boselliana. Su Font mi ripeto per ribadire la mia completa dissonanza con la maggioranza del forum: alcune proporzioni nei personaggi non saranno il massimo, ma io trovo il disegnatore spagnolo molto efficace nella resa delle scene e soprattutto nelle espressioni dei personaggi. Mi piace il suo Tex, duro e ironico, ma mi piace anche il Vecchio Cammello, che forse appare più vecchio del solito, ma anche più tosto.1 point
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Finalmente, grazie alla Nuova Ristampa, ho colmato un buco nella mia collezione e ho potuto leggere I Diavoli Rossi. Storia dal soggetto ultra classico, è sceneggiata in maniera magnifica. Per la verità, mi sembrava di leggere una storia di Boselli per via dei numerosi comprimari, e soprattutto per il fatto che Nizzi tratteggia per ciascuno di essi un passato, una psicologia, una spiccata personalit?. Mi è piaciuta tantissima la coppia della Wells Fargo, il vecchio postiglione (tipico personaggio alla Sergio Leone) e il capo scorta giovane e un po' fifone. Ma, se questo duo fa colore, altri sono i personaggi destinati ad incidere sulla storia, e almeno due di essi sono tipicamente boselliani: il capitano Fremont, vecchio e distinto gentiluomo dallo sguardo dignitoso e triste e il giovane fuorilegge Ray Benton. Quest'ultimo, pur essendo un fuorilegge, muore da eroe durante l'assedio. Il primo, invece, ha un'ombra nel proprio passato, occhi (superbamente resi da Galep) velati di tristezza e rassegnazione. Qui l'artista sardo è superlativo nel rendere la figura del capitano: il lettore capisce immediatamente di trovarsi di fronte ad un uomo pieno di dignit? ma con qualcosa di sfuggente e di triste dentro di sè. Nizzi, nel libro di Guarino, elogia Galep per la figura di Bellamy, per come Galep è riuscito a rendere la sua lucida follia: ebbene, se anch'io penso che Galep sia stato molto bravo nel tratteggiare Bellamy, credo però che il suo capolavoro in questa storia sia stato invece Fremont. Nizzi fa di Fremont un personaggio profondo, con un suo spessore, un suo passato, una sua dignit? e personalit? (e in ciò a me pare un personaggio molto boselliano), ma questa profondit? e dignit? sono rese vive proprio dalla grandezza di Galep. Se qui si comincia a vederne la decadenza (e si vede eccome, ragazzi, in molte vignette davvero poco guardabili), si riesce comunque a scorgere ancora la grandezza dell'artista, che riesce a conferire ai suoi personaggi una vera e propria ANIMA. Questa storia dimostra appieno come Nizzi, quando vuole scavare nella vita degli altri personaggi, quando vuole dare risalto ai comprimari, sa essere anche lui un grande. Già lo aveva fatto anni prima con Fuga da Anderville, e questa storia ne è un'altra testimonianza. Se Nizzi non ha voluto ricorrere spesso a questi schemi narrativi (a differenza di quanto ha fatto Boselli) è perchè la sua "poetica" prevedeva un grande Tex al centro e personaggi manichei e comunque poco approfonditi psicologicamente sullo sfondo. Era una sua scelta, una sua convinzione, un suo "credo" (lui stesso dice che sa di cosa parla, al riguardo, e fa l'esempio dei cittadini di Fiumalbo che vogliono storie molto avvincenti e poco complicate). Leggendo questa storia, mi viene un po' di rammarico per le storie che Nizzi avrebbe potuto scrivere se non avesse avuto salde queste convinzioni. I Diavoli Rossi dimostra che, percorrendo questa strada, averebbe potuto darci anche altre soddisfazioni, oltre alle tante che già ci ha dato. E' vero che ci ha pensato Boselli a sdoganare un certo modo di scrivere Tex, ma I Diavoli Rossi mi fa pensare che, se lo avesse voluto, anche Nizzi avrebbe saputo rendere al massimo con questo tipo di storie.1 point
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L'almanacco dell'avventura è quello su cui trovi una storia di Zagor, negli anni 90 prima era dedicato a Mister No poi si sono alternati per poi essere dedicato a Zagor. L'almanacco del 2013 è un caso a parte perchè è stato dedicato a Sergio Bonelli. All'interno ci trovi la riedizione a colori di una storia di Mister No e articoli dedicati a Sergio Bonelli fatti da amici di Sergio, sia persone della SBE sia persona che non lavorano alla SBE.1 point
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Esatto al 100%. P. S. Ecc. sarebbero L'Almanacco del Mistero, e quello della Fantascienza. :lol2:L'Almanacco dell'Horror è in realtà l'Almanacco dela Paura. La sequenza d'uscita ?... Gennaio: Almanacco del WestMarzo: Almanacco della PauraMaggio: Almanacco del GialloLuglio: Almanacco dellla Fantascienza Settembre: Almanacco dell'AvventuraNovembre: Almanacco del Mistero Gli Almanacchi di settembre e novembre, per motivi distributivi, portano in copertina il riferimento all'anno successivo. La redazione è composta da: Graziano Frediani, curatore, Maurizio Colombo (rubriche cinematografiche), Luca Crovi (libri ed altro) ed altri collaboratori anche esterni. I curatori delle serie di cui si pubblca una storia negli Almanacchi si limitano a fornire la storia e la copertina, ma non sono per nulla coinvolti nel resto delle decisioni che riguardano la collana.1 point
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Questi numeri sono mitici anche per me, ricordo che Santa Cruz fu tra i primissimi albi che mi capit? tra le mani da piccolo!! :)Ho sempre apprezzato il modo perfetto con cui GLB riusciva a inserire gli elementi "fantastici", in storie dall'apparenza "normali"!!E difatti questa comincia in modo semplice: Tex e Carson giungono ad una povera missione, e dopo il racconto del Padre Maggiore, decidono di aiutarlo partendo alla ricerca del frate Matias e dei due fratelli ovejeros Pepe e Josè Cardenas, partiti un anno prima alla ricerca del leggendario tesoro di Santa Cruz. Leggendo questo inizio sembrerebbe la classica storia del solito gruppo di uomini che dopo aver trovato un tesoro, sono stati depredati e uccisi dai soliti "bandoleros". Quindi sembrerebbe la classica ricerca dei dispersi e relativa vendetta. Finch? i due pards ascoltano la strana storia dalla voce di uno sceriffo, con strane uccisioni, campane che si mettono a suonare improvvisamente e l'accenno ai fantasmi che abitano ancora nella missione!!Ovviamente Tex vuole indagare su questi fatti e giunti alla missione in rovina di Santa Cruz, si imbattono immediatamente in fenomeni che di normale non hanno nulla: la campana che suona improvvisamente senza motivo, l'ombra di un frate incappucciato sul muro della missione e l'angosciante sogno (originalissimo nella serie), in cui Tex incontra il frate Matias, che gli racconta tutto ciò che gli è accaduto e dove trovare i due fratelli Cardenas. Il seguito a El Paso è abbastanza veloce, ma ricco di scene indimenticabili, tra cui spicca la toccante fine di Pepe Cardenas, il cui pentimento in punto di morte può essere associato alla stessa fine di Lucero. Il sogno e la fine di Pepe Cardena sono per me i due punti più belli della storia!!Dando dei voti: 9 alla storia!!I disegni di Ticci, mi sembrano particolarmente ispirati, soprattutto perfetta è la rappresentazione di Tex e Carson, tanto che trovo questa storia tra i migliori lavori dell'artista senese!!!1 point