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TWF - Tex Willer Forum

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  1. Today
  2. Bè, ci sono divergenze di obiettivi, chiaramente: noi vogliamo delle belle storie in cambio dei nostri soldi; la Bonelli vuole i nostri soldi in cambio di brutte storie. Noi vogliamo leggere delle avventure appassionanti, loro vogliono fare delle speculazioni. Difficile trovare dei punti di accordo, a queste condizioni...
  3. Come non concordare con Diablero... le storie cittadine di GLB e Muzzi (la superlativa La caccia e in parte il gioiello che inizia in Sunset Ranch, oltre a questa) sono tra le più belle e ingiustamente poco citate tra i "capolavori" bonelliani. Per merito del mitico papà di Tex ma anche del bistrattato disegnatore che si sarebbe meritato almeno una volta di fare tutto il lavoro da solo. Sono puro divertimento, ovvero quello che manca da troppo tempo. E sono d'accordo anche sullo choc che molti di noi avemmo leggendo la storia successiva con Faccia d'Angelo. Non si può valutare in maniera corretta Una stella per Tex perché il campionato in cui giocava era di livello troppo elevato rispetto al grigiume (per non dire peggio) attuale che un range da zero a dieci non rende l'idea.
  4. Sulle strisce: io sono anni che sentivo diversi fan e autori proporre un ritorno al formato a striscia, ma l'avevo sempre sentito proporre con scopi completamente diversi. Visto il successo degli allegati ai quotidiani, li vedevo proporre l'idea di strisce ULTRAECONOMICHE da ALLEGARE AI QUOTIDIANI (quanto sia "vecchia" questa idea si capisce anche dal fatto che consideravano i quotidiani un traino, oggi sono in crisi anche loro...). Un albetto a striscia "promozionale", a 1 euro o addirittura meno , per cercare di attirare nuovi lettori. Non so se era una buona idea o una fesseria, se era fattibile come spesa o no, però è vero che qualcosa di simile (un albo speciale promozionale a 1 euro) la Bonelli l'ha fatto, ed era molto più costoso da produrre di una striscia essendo in formato bonellide. Quando annunciarono le strisce di Zagor pensai che avessero messo in pratica quell'idea. E ci rimasi sorpreso quando vidi il prezzo e la distribuzione in fumetteria (del perchè la considero un esempio della straordinaria abilità di questa dirigenza Bonelli di far incavolare i lettori ho già parlato) Quando proponete idee varie che la Bonelli attuale "dovrebbe fare", ricordatevi che questa dirigenza probabilmente la volgerà "in senso speculativo": se diminuirà il numero di pagine per esempio potrebbe aumentare la periodicità (quindicinale?) per far spendere comunque di più i lettori...
  5. Il costo per pagina ahimè è il problema principale. La striscia oggi è un formato speciale, la tiratura è bassa e la diffusione minima (fumetteria e non edicola). Ma il punto focale per me è un altro. Quando una storia è costruita per una testata mensile a molte pagine diventa pesante da seguire e difficilmente porta il lettore a seguire più testate contemporaneamente. Quando Tex era a strisce innanzitutto era molto più semplice da seguire, offriva un intrattenimento per al massimo una decina di minuti, e il lettore a questo punto contava i giorni che mancavano all'acquisto del successivo numero. Per ingannare l'attesa niente di meglio di comprarsi (o recuperare tramite scambio) un'altra collana, con un'altra vicenda altrettanto lineare e altrettanto appassionante. Nel giro di qualche mese il nostro fumettologo seguiva dalle quattro alle sei testate contemporaneamente, magari foraggiando un paio di case editrici e non soltanto una. Non dico di tornare alle strisce, ma gli albetti da 64 pagine dovrebbero imparare quella lezione. Quando la DC e Marvel sfornavano ottime storie (e venivano tradotte in italiano), piano piano andò a finire che compravo 15 fumetti al mese. Ogni testata Star o PlayPress ospitava puntate da 22 tavole di due o tre personaggi. Poi c'era Alan Ford, che pur inconcludente e con storie in cui il succo della storia erano le gag e non la vicenda in sé si potevano divorare in un quarto d'ora aspettando la cena. O le strisce di Lupo Alberto o Sturmtruppen. Perfino Nick Raider (scritto da Nizzi) era agevole da seguire, pur con i difetti che poi mi portarono a mollare. Indovinate invece qual'era (già allora) quella in cui spesso gli albi venivano comprati e non letti. Risposta esatta.
  6. E già che ci sono, ne approfitto per dire che DISSENTO anch'io con la mia stessa affermazione del 2012... Ah, vedo che avevo già dissentito
  7. Ma è quello che scriveva su uBC o è un caso di omonimia? Nessuna omonimia: è lui. Per come la vedo io, i soggetti in sé non erano male, ma le sceneggiature potrebbero essere utilizzate in un manuale per spiegare come si può rovinare una buona idea . Mi sa che sono poche le storie di Blueberry non "riutilizzate" da Nizzi... ci vorrebbe un articolo comparativo con la corrispondenza texiana di ogni storia (o un articolo più generale che identifichi la provenienza del soggetto in ogni storia di Nizzi, almeno quando sia nota...) Riciclare un'idea, uno spunto, ecc... è una cosa che hanno fatto tutti. Il punto è sempre come lo si fa. In ogni caso, non è male la tua idea .
  8. Il rapporto qualità/prezzo è un problema vecchio come il mondo. Capisco l'osservazione di Letizia (no alla diminuzione delle pagine, perchè, a causa dell'inflazione, alla fine abbiamo dei numeri di Tex con poche pagine allo stesso prezzo di prima, se non di più), ma lo scopo della diminuzione delle pagine è proprio il contenimento dei prezzi: se questo non accade, vuol dire che si è presa la strada sbagliata. Permettetemi una mia esperienza personale, senza pretendere che sia il modello per tutti: io comperavo diversi fumetti, sia bonelli che manga e altro, ma adesso compero molto poco e ho tagliato molte serie, riducendomi all'osso. Perchè questo? Perchè i prezzi sono aumentati all'inverosimile. E non parlo solo della Bonelli: parlo per tutti i fumetti (rendetevi conto: è assurdo che un fumetto base come Topolino, uno dei più diffusi in assoluto, costi 3 euro e 50, l'equivalente di 7.000 lire!). In sostanza, se la Bonelli (e gli altri, manga compresi) non fanno qualcosa per diminuire i prezzi, tipo diminuire le pagine, i fumetti diventeranno (anzi, siamo onesti, lo sono già) roba da ricchi che si parlano tra di loro in un forum. Cioè, per pochissimi. Mentre un fumetto dovrebbe essere alla portata di tutti. Ma con prezzi simili diventa per pochi. Soprattutto, Diablero ha sottolineato il problema a un livello più alto: non tanto il numero di pagine di un albo di Tex, ma il numero di albi di Tex prodotti in un anno. Cioè, un numero incommensurabile di pagine all'anno, in un blob mostruoso di pubblicazioni che si ostacolano a vicenda. E non parlo solo di Tex: Topolino ha innumerevoli serie e collane prodotti a valanga, i manga sono impossibili da contare tutti (ci ho provato e alla fine ho lasciato perdere), e così via. Se non si diminuisce il numero di serie di Tex pubblicate, la qualità di tutte le storie ne risentirà: è come un brodo allungato che alla fine diventa insipido, quasi come bere dell'acqua. Immagino che lo scopo della Bonelli sia quello di guadagnare di più nel breve tempo possibile: ma questa tattica, se permette guadagni rapidi all'inizio, a lungo andare porta alla disaffezione e alla diminuzione sempre più drastica delle vendite. E' la qualità delle storie che fa vendere una collana, non la quantità di pagine pubblicate. Sarebbe come fare della moneta falsa, che alla fine scaccia la moneta vera, come sanno gli economisti. Come ultima cosa, il racconto a strisce: può darsi che abbia una narrazione più veloce (a me non sembra, ma sono gusti), ma resta sempre un prodotto che costa troppo (le strisce anastatiche allegate alla Gazzetta costavano 4,99 euro, quindi come un fumetto normale di Tex; lo Zagor formato striscia inedita costa 2 euro e 50, la metà di un albo Bonelli). E così torniamo al punto di prima.
  9. Finché ci sarà qualcuno che acquisterà ristampe di Tex in tutte le salse, auguro alla Bonelli di guadagnare il più possibile per far fronte al calo generale dei lettori di fumetti. A me non interessa in generale, sebbene qualche ristampa per motivi da collezionista fissato l'abbia presa anch'io. Per il resto, a parte la mia provocazione sulla riduzione a 96 pagine di Tex pur di avere un prezzo non maggiorato per 4/5 anni (sono consapevole che la garanzia non verrebbe rispettata) sinceramente far uscire due volte l'anno maxi, speciali, poi il bis e il color... è veramente troppo. Oltre le regolari, non abbandonerei mai 1 speciale per serie, 1 maxi, 1 texone e 1 album alla francese. Non basta?
  10. Riprendo un vecchissimo post di Leo perchè mi pare che nessuno gli abbia risposto nel frattempo. Confermo che nella versione originale è "mille" in entrambi gli albi, nessun errore di GL Bonelli, ma i soliti pasticci che hanno combinato nella tuttotex per "migliorarlo"... ...e già che ci sono, ne approfitto per dire che DISSENTO nella maniera più assoluta con questa affermazione. Se volessi le avventure (?) di un personaggio flemmatico e posato, magari mentre sorseggio una camomilla corretta col bromuro, non leggerei certo Tex (al massimo, quello di Nizzi...) E più invecchio, più ne sono convinto! [a proposito, la scena della stanza d'albergo mettetela a confronto con la scena ne "La Tigre Nera" dove Tex mette un testimone proprio davanti alla finestra, e dopo che gli hanno sparato dalla casa di fronte TORNANO A DORMIRE NELLO STESSO LETTO NELLA STESSA STANZA, dice tutto sulla differenza fra il Tex di GL Bonelli e quello di Nizzi, e sul senso e la logica delle rispettive storie...] Riguardo alla storia, concordo con Mister P: Peccato però per le fastidiosissime faccine di Galep appiccicate ai disegni di Muzzi, che Tex lo sapeva disegnare benissimo (e davvero Sergio Bonelli era convinto che i lettori si sarebbero indignati di più a vedere la faccia di Tex di Muzzi che non a vedere i disegni di Fusco che ancora lo faceva tipo Lone Wolf sulla sua sceneggiatura strampalata del Giudice Maddox??) Ci avete fatto caso comunque a come GL Bonelli spesso riservasse queste storie "urbane" con un Tex straripante proprio a Muzzi? Questa storia per me ha poi un significato particolare: è l'ultima del "periodo d'oro" di Tex, l'ultima volta in cui ho comprato un albo inedito di Tex sicuro che ci avrei trovato QUEL Tex, quello vero: finita questa storia, arriva Nolitta, e inizia un nuovo periodo, in cui troppo spesso Tex è irriconoscibile.
  11. Ma è quello che scriveva su uBC o è un caso di omonimia? Mi sa che sono poche le storie di Blueberry non "riutilizzate" da Nizzi... ci vorrebbe un articolo comparativo con la corrispondenza texiana di ogni storia (o un articolo più generale che identifichi la provenienza del soggetto in ogni storia di Nizzi, almeno quando sia nota...)
  12. Il nome è Mauro Traversa. Oltre a lui, ha scritto un soggetto, quello di "Delitto nel porto" anche lo scrittore Stefano Di Marino, meglio noto agli appassionati del genere, come Stephen Gunn, per anni colonna di Segretissimo. "L'oro dei Monti San Juan" è invece ispirato da "Generale Testa Gialla" di Jean Michel Charlier
  13. Non sarà un capolavoro, su questo non ho difficoltà a concordare, ma in questa storia c'è comunque tutto il Tex di GLB: deciso, risoluto, sfrontato e pronto a tutto perché trionfi la Giustizia, capace di essere tanto letale con la colt quanto sferzante con l'ironia che riserva agli antagonisti di turno, su tutti il boss Tom Clebber. Da applausi anche i dialoghi che GLB imbastisce tra Tex e Carson e, successivamente, coinvolgendo anche Kit e Tiger, che entrano in scena in un secondo momento: dialoghi pieni di tanta ironia e tante frecciatine, specie in riferimento all'età relativamente avanzata del Vecchio Cammello (ed a ben rifletterci, arrivare al mezzo secolo nel Vecchio West doveva essere tutt'altro che un traguardo banale), elementi che però denotano senza tema di errore il grande affiatamento che contraddistingue il quartetto, caratteristica che si palesa in maniera ancora più evidente nei momenti in cui i Nostri devono dare la parola alle armi. Poggiando su fatti che hanno attinenza storica, pur concedendosi qualche licenza, GLB inserisce Tex in un contesto assai spinoso: la boom town di Canyon Diablo, sorta presso i lavori interrotti di una ferrovia, è preda della più totale anarchia, cui nessuno dei precedenti quattro sceriffi hanno saputo porre rimedio (hanno fatto tutti e quattro una brutta fine), e la dislocazione delle baracche rende pressoché impossibile il prosieguo dei lavori. Da qui la richiesta, avanzata direttamente dal gran capo della compagnia che intende completare il tracciato, affinché Tex si rechi sotto falso nome a Canyon Diablo e si faccia appuntare sul petto la stella di sceriffo (contraddistinta da un evidente buco di proiettile), col fido Carson a fargli da vice. Alleatisi con la parte onesta della cittadina, Tex e Carson non tardano ad entrare in urto con la cricca criminale che spadroneggia, naturalmente a proprio modo, ossia senza attendere al varco gli avversari ma provocandoli deliberatamente ed in maniera abbastanza pesante, minandone i nervi e, di fatto, anche i rapporti intestini, tanto che il gran capo Tom Clebber viene financo gabbato da tre suoi sottoposti, senza che alcuna contromossa attivata si riveli efficace per contrastare i Nostri: nessuno dei killer più o meno professionisti incaricati di saldare il conto ai pards ha infatti fortuna, ed ancora peggio va al piccolo esercito assoldato nel gran finale da Clebber, letteralmente schiantato da un treno lanciato in corsa su richiesta di Tex (senza eccessivo dispendio in termini di vite umane, invero) insieme alle baracche abusivamente costruite sui binari, compreso il saloon Devil's Luck di proprietà dello stesso Clebber. Pur non valorizzandoli più di tanto sul piano individuale, GLB lavora bene sui delicati equilibri e sulle farraginose dinamiche su cui regge la cricca di Clebber, unita ed affiatata fin quando gli affari prosperano, ma fatalmente pronta a sfaldarsi, tra tradimenti e defezioni, ai primi segnali avversi. Buona, nel complesso, anche la prova ai disegni di Galep e Muzzi, che tenta dal canto suo di adeguarsi il più possibile all'illustre collega, benché magari si denoti qualche imprecisione qua e là.
  14. Ho votato per la riduzione di pagine anche se ritengo che la cosa più giusta da fare sia l'eliminazione graduale delle testate "In più" a prezzi ormai quasi inaccessibili, quando ci sono 13+12 numeri regolari ed il Texone ogni anno secondo me è più che sufficiente.
  15. Letizia ha straragione. Se riducono le pagine lo faranno per sempre e quello diveterà il format normale. Poi il prezzo aumenterà lo stesso. Teniamoci stretto il "tesoretto" delle 100 pagine, qualunque sia il prezzo, tanto quello aumenta comunque.
  16. La diminuzione delle pagine è assolutamente necessaria per non distruggere Tex. Anzi, forse è troppo tardi! Ma parlo della diminuzione delle pagine COMPLESSIVE, non è sostenibile una produzione annua di oltre 4000 pagine: la qualità va a farsi friggere definitivamente, si pubblica di tutto, e la prolissità delle ultime storie del bos per me indica che non ha più manco il tempo di rivedere i SUOI di dialoghi, figurati gli altri... Si potrebbe raggiungere questo calo di pagine calando il numero di pagine di ogni testata? Ne dubito. Per calare a sufficienza non basterebbero certo le 16 pagine mensili (192 annuali, 208 con il bis) che si taglierebbero passando a 112 a 96 pagine. Ma credo che comunque, sarà la strada che seguiranno con i prossimi aumenti. Tex è arrivato vicino alla soglia psicologica dei 5 euro, gli speciali sono in gran parte ormai vicini alla soglia dei 10 Euro. Non penso che alla Bonelli attuale della qualità freghi qualcosa, o almeno non gliene frega abbastanza da calare la produzione, ma se abbastanza persone si stuferanno di comprare certa roba, saranno costretti o a calare il numero di maxi/color/bis/tris etc o a calarne le pagine (non penso che proveranno a prezzare i maxi sopra i 10 euro, farebbe capire a troppa gente quanto sono spremuti) Riguardo al ritmo rispetto al numero di pagine, vedo che in tanti citato come "smentita" proprio la serie che... smentisce loro! Mi pare innegabile che Tex Willer con le sue 62 pagine abbia un ritmo molto più rapido del Tex regolare, tanto che vedo spesso avvenire più cose in un Tex Willer che in un albo della serie regolare. O, per fare un esempio clamoroso, sapete qual è la storia di Zagor con il ritmo migliore scritta da Burattini negli ultimi 10 anni? La prima serie di Zagor a strisce. Lì, senza tutte le pagine che ha normalmente a disposizione, è stato costretto ad usare didascalie e troncare (quasi) tutte le divagazioni. Il formato CONTA, e certi brodi allungati te li puoi permettere solo quando hai davvero un sacco di pagine (in certi albi di Nizzi in 60 pagine ci sarebbe solo posto per i pards al ristorante...). Detto questo, questi sono esempi di cali DRASTICI di durata e formato (nel caso della serie Zagor a strisce si passava da 288 strisce a 60, praticamente UN QUINTO! ), non credo che ridurre le pagine da 112 a 96 faccia una differenza avvertibile in pratica (e ci sono numerosi esempi che dimostrano come gli autori Bonelli attuali siano perfettamente in grado di fare estenuanti allungamenti del brodo anche senza quelle 15 pagine, vedi appunto Burattini...)
  17. Yesterday
  18. La riduzione pagine/aumento prezzi non ha niente a che vedere con il ritmo. Il ritmo si può avere in 110 pagine come in 64. Il problema invece è un altro. Si riducono le pagine e poi, dopo poco tempo, aumentano i prezzi. Ci si ritrova infine con albetti inconsistenti che costano una cifra. Negli anni i prezzi sono aumentati non so dirvi quante volte e in futuro aumenteranno ancora. Se ogni volta avessero diminuito le pagine adesso pagheremmo per avere solo le copertine. Quindi no alla diminuzione delle pagine. Inoltre se si vuol aumentare i prezzi ci si deve pensare a lungo perché ad ogni aumento c'è sempre una fetta di lettori che se ne va. Da una bottiglia si possono riempire bicchieri finché c'è vino. Quando il vino è finito, si diventa astemi.
  19. Zagor è lì a dimostrare che non funziona come dici tu Questo è vero, però non succede. Quello che intendo è che molti autori sono abituati a scrivere in un certo modo: se gli dimezzi le pagine, racconteranno metà cose, non le stesse cose in metà spazio.
  20. È già stato detto da altri in passato, ma, anche se da ragazzino mi dava fastidio avere le storie interrotte a metà albo senza sapere "come finiva" (e spesso come iniziava!), tornare a non fare albi completi sarebbe un incentivo a fare ANCHE storie più brevi o -ove necessario- da quattro albi e mezzo senza giocarsi i finali. Non basterebbe, ma sarebbe qualcosa.
  21. Sì e no. Dipende da come li racconti quasi eventi. Ci sono autori che padroneggiano lo stile narrativo dilatato (Boselli, tanto per essere chiari) e difficilmente risultano noiosi. Se Tex e Carson impiegano 10 pagine per attraversare il deserto dipinto è noioso? Dipende da chi scrive la storia.
  22. È ANCHE quello. Di una storia noiosa non si dice infatti che "non ha ritmo"? Se gli stessi identici eventi li racconti in 5 albi invece che in due, la differenza si nota, eccome...
  23. Non è il ritmo a fare la differenza tra una storia buona e una noiosa.
  24. Non voglio offendere nessuno e rispetto l'opinione e i gusti di tutti, anche di quelli che la trovano bella: ma la serie di Tex Willer io personalmente l'ho trovata davvero noiosa. Più addirittura del Tex attuale. Infatti non la prendo più.
  25. Secondo me la riduzione delle pagine può far bene al ritmo delle storie ed un esempio lo abbiamo tutti i mesi con la serie Tex Willer.
  26. Beh a stampare un albo di 64 pagine ci vuole meno tempo: magari salta fuori qualche ora di ferie a questi poveretti che stampano tutto l'anno (con albi supplementari proprio nel periodo estivo). Poi, anche se i fatti tendono a dimostrare il contrario, sono convinto che anche ai disegnatori farebbe bene produrre storie più corte. Ritengo malsano che si passino anni a realizzare una singola avventura, perlopiù dimenticabile nella maggior parte dei casi. Lo scrittore sarà pagato a pagina sicuramente, ma in questo caso più la fa durare e meno si dovrà impegnare a breve termine per immaginarsene una nuova, cosa sicuramente più impegnativa. Nessuno si senta offeso, la mia è solo una constatazione, come lettore invece desidero vicende interessanti e sbrigative, difficilissimo da trovare in produzioni recenti. Spesso quando ho voglia di leggere un fumetto rispolvero una vecchia striscia, uno dei primi volumi della collezione storica (dove ne trovo almeno un paio), o un vecchio Comic, spesso firmato da Stan Lee. Il prezzo a questo punto è il male minore: una brutta storia o una noiosa costa sempre troppo, rispetto a un capolavoro a cui sono disposto ad allargare i cordoni della borsa, a costo di rinunciare a qualcos'altro.
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