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TWF - Tex Willer Forum

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  1. Yesterday
  2. Globalmente mi ha catturato, a livello emotivo, Per l'onore del Texas. Storia ambiziosa da tanti punti di vista. Avidità mi è piaciuta molto nonostante abbia tanti elementi visti e già visti e nonostante Tex e Carson un po' più defilati. Anche con pochi ingredienti "nuovi" Boselli e Rubini mi hanno tenuto incollato alle pagine, di questi tempi è tanta roba. P.S. Non ricordo chi lo ha scritto ma forse l'unica pecca di Rubini è di aver fatto un po' troppo simili due personaggi ma è roba di poco conto.
  3. Allora...Seconda lettura completata. Eh sì, me lo ero divorato la prima volta, me lo sono goduto la seconda. I magnifici disegni di Rubini meritavano una lettura bis e più accurata. Il nostro Bos in grande spolvero, tanti personaggi, trama coivolgente, finale al fulmicotone.😁
  4. Attento che adesso borden si incazza anche con te!
  5. Il Texone lo devo ancora leggere. Riguardo il problema delle reaction, noi admin e mod tendiamo a dimenticare che il semplice utente non può vedere chi le "somministra". Le soluzioni sarebbero due: - levarle, lasciando solo quella positiva e reintroducendo quella negativa - renderle pubbliche a tutti per obbligare certi utenti di cui eviterò di fare i nomi di non esprimersi più da anonimi (tranne che per noi dello staff) senza lasciare contributi. Ne discuterò nelle "segrete stanze".
  6. Last week
  7. Splendida trama da romanzo western, ottimamente sceneggiata dal principale autore della Bonelli che non smette di stupire piacevolmente con le sue storie piene di personaggi, ognuno dei quali viene sempre ben caratterizzato, e con varie ministorie che si intrecciano fino a giungere all’unica conclusione, mai scontata. E’ un piacere poter continuare a leggere albi come questo e, allo stesso tempo, dispiace non poter gustare alla stessa maniera le storie dell’altro longevo eroe bonelliano. So di andare fuori tema, ma ovviamente sto parlando di Zagor, e pertanto rientro subito in argomento augurandomi che il Boss, ora che non è più Curatore (anche se so che scrive contemporaneamente su 3 serie), riesca a trovare il tempo di scrivere qualcos’altro sull’eroe di Darkwood. Sono certo che, se solo volesse, ci riuscirebbe anche agevolmente. Sottolineo, infine, i buoni disegni di Rubini, autore non tra i miei preferiti a causa dei suoi tratti tendenti al supereroistico, che qui fa un pregevole lavoro in supporto a cotanta sceneggiatura. Voto alla storia: 8,6 Voto ai disegni: 8
  8. Letto. Bella storia, un ottimo speciale, punto e basta. Peccato solo che sia semestrale e. Fosse almeno trimestrale sarei felicissimo.
  9. 👍 Concordo su molti aspetti. ATTENZIONE CONTIENE SPOILER S P O I L E R Credo che la ricostruzione sia: 1 Chasko non ricordava nulla, poi ha costruito la capanna prima dell'inverno (Il primo immagino visto che è sopravvissuto). 2 Si nascondeva (era 'tocco' ma non un guerrigliero folle)e nel mentre gli tornava la memoria un po' alla volta (in pratica ricordava solo d'essere soldato?) e 3 infine, dopo qualche anno -pochi giorni prima della storia credo(vedi poi)- è tornato al villaggio dove ha visto la moglie col fratello (cui vuole ancora bene, anche per questo non uccide la recluta, oltre al fatto che Ronnie si è dato prigioniero e lui è un soldato non un assassino, nonostante la caratterizzazione al limite). 4¿Nello stesso giorno? (le scene sono nello stesso ricordo in flashback e tra l'altro che sfortuna: la moglie ha sposato il fratello appena "la scorsa estate"p65) incontra i soldati e li uccide, 'perchè si erano avvicinati troppo a lui' dice, evidentemente aveva subito 'cancellato' dalla sua mente quanto appena scoperto (a Ronnie dice di non sapere se suo fratello sia morto...poi alla fine dice:'Io volevo nasconderlo anche a me stesso, ma adesso ricordo...ricordo tutto!' [cioè che il fratello ha sposato sua moglie]e probabilmente-deduco anch'io- in realta ha sparato ai soldati anche per rabbia e per 'fare qualcosa') e 5 di fronte al dolore insostenibile del ricordo decide di farsi ammazzare. Ha senso? Non troppo, ma è l'unica ricostruzione che riesco a fare per far combaciare i pezzi e dare un senso alla figura di Chasko. Infatti da rinsavito dice al suo capo (cui dice:'Ubbidirò ai tuoi ordini come sempre'p116) cose di assoluto buon senso, come:'Se è vero quel che dite per le giacche azzurre sarò solamente un assassino!'p118 e 'Devo arrendermi...consegnarmi a loro.In questo modo la mia gente sarà salva' p120. Per cui si può solo ipotizzare un crollo quando, ritrovando la memoria, passa dalla modalità soldato a quella marito e padre finito/cancellato, però, per me così come sceneggiata la cosa non tiene molto. Problema aggiuntivo è che attorno alla centrale figura di Chasko gli altri svaniscono da Ronnie che risulta più evanescente del caporale Smith, alle altre figure di contorno; concordo che anche Stand Watie si sarebbe potuto utilizzare meglio e quanto a Tex... Avventura con Tex e non di Tex e ci sta anche.Poi Tex fa tutte le cose giuste: soccorre Smith, si offre per la missione di mediazione, salva Watie e stende Chasko. PERÒ l'impressione che mi ha dato è che, se Chasko è un superguerriero, allora Tex sarà un superguerriero+1, e ne avrei fatto a meno se non nel solo confronto diretto. [Tex ha anche altre qualità, tra cui la lungimiranza e una chiara comprensione degli avvenimenti che qui invece NON brillano e temo sia anche per questo che il Tex 'laterale' sia stato enfatizzato nel suo lato superomistico]. Invece succede che Tex 1 entra nel bosco e invece di spiegare subito 'La tribù corre un grave pericolo, devo parlare subito a Watie!', la prende da lontano in pratica per poter accettare la rissa:'Non ho un invito...Ma incontrerò il tuo capo, che tu lo voglia o no', e stendere i tre malcapitati indiani pp49-53. È già successo, certo, ma è il tono della scena e dei dialoghi che non mi torna (specie perchè Tex HA fretta di vedere Watie), l'avrei evitata per approfondire altri aspetti. 2 idem il giochino finale quando salva Chasko estraendo davanti a un plotone(!) e minacciando il capitano che cede, prima che Chasko...ricordi. Per il resto Tex pur superguerriero +1 PERDE: non solo si fa sorprendere da Chasko mentre soccorre Watie (ma poi è vero che lo suona e gli spara anche durante la fuga), ma 'perde' perché, come gli altri, nemmeno lui SA quale sia il motivo per cui Chasko afferra il fucile, quindi il finale [e concordo che la battuta 'Ora la guerra civile è davvero finita' ci stia poco: di fatto era un disperso alla macchia non un guerrigliero, almeno fino a pochi giorni prima] è 'FALSO': è vero che Ronnie 'ha fatto ciò che riteneva giusto' e forse lo ha fatto anche Chasko, ma non, come ritiene Tex solo perchè 'ha scelto una morte da guerriero.Era l'ultimo rimasto, fra i combattenti del sud!', quanto perchè vedeva la sua vita ormai priva di prospettive. Tra l'altro quella di Chasko è una scelta spettacolare ma non saggia: gli ha precluso di salutare moglie, fratello e figli prima di essere fucilato o, magari, anche salvato da Tex e Watie, come sarebbe potuto accadere sulla regolare ove avremmo potuto avere 'Il ritorno dell'ultimo guerriero'. Dopo tutto si tratta di un soldato per quanto un po' berserker, mica di un serial killer... Battute a parte trovo che il soggetto ci stesse, ma che la sceneggiatura dovesse chiarire meglio diversi punti, così tutto gira intorno al personaggio principale che però rischia fortemente di essere percepito come incoerente... Per il resto la sceneggiatura ha un buon ritmo e belle scene, tuttavia, oltre a rallentare un attimo per trovare le vignette in cui chiarire i punti in questione, io avrei sfrondato i dialoghi che talora mi sono sembrati troppo verbosi. Invece visti dal vero i disegni sono tutti belli e rendono bene le dinamiche. Per me Soggetto 7-(per le pecche), Sceneggiatura 5, Disegni 7 per un 6,5 totale.
  10. Finalmente sono riuscito a leggere il Texone. Sicuramente il migliore degli ultimi 5-6 anni per quanto mi riguarda. La storia è ben costruita; tanti personaggi ottimamente caratterizzati; dialoghi efficaci e non prolissi. La trama è ovviamente intricata, dato il numero elevato di protagoniti coivolti, ma si segue molto bene e la lettura non risulta mai difficile. Tantissima azione, ben bilanciata con qualche breve momento tranquillo. Unica cosa che avrei evitato è di salvare Felton (se non sbaglio si salva lui, che resta con l'indiana dopo aver perso la memoria); questo in quanto se tutti quelli che bramavano l'oro sono morti, anche lui doveva fare la stessa fine). I disegni li ho trovati davvero fantastici; Tex e Carson ottimamente caratterizzati. Voto 9 mi correggo; è Linder che si salva, non Felton
  11. Inizio il commento con una considerazione: continuo a reputare eccessiva la cadenza semestrale di un simile Special. Oltre a perdere così quell'essenza che uno special dovrebbe avere, una maggiore produzione costringe gli autori a incrementare lavoro e idee che, oltre a influire sulla qualità delle storie, mina pure la varietà, visto che è ovvio che i soggetti interessanti e originali diventano sempre più difficili da escogitare. Mauro furbescamente ha optato sulla libertà cronologica e narrativa su questo format, se no non se ne usciva, tuttavia alla lunga i filler rischiano di scivolare sotto il livello di guardia ed è un peccato a mio avviso, per la salute della collana. Per la seconda volta Ruju viene chiamato a scrivere uno speciale Tex Willer, (il precedente a dire il vero fu facilmente dimenticabile), anche stavolta la trama è slegata dalla cronologia della serie regolare e ci ritroviamo catapultati dopo la guerra di Secessione, con Tex già sposato, come da lui ammesso in un dialogo. Pasquale fa leva sul suo mestiere per partorire una sceneggiatura funzionale, con i giusti tempi narrativi, buona tensione e scene alquanto avvincenti. Purtroppo ciò che mi è piaciuto poco è il soggetto che al netto di una buona costruzione di trama, si rivela comunque una zavorra. Cercherò in breve di spiegare i motivi che mi hanno indotto a pensare e scrivere questo. In primis, lo stile dell'autore è quello di popolare le sue storie con comprimari particolari e che lascino il segno. Non sempre riesce, è vero, comunque gran parte delle sue opere fanno leva su simili personaggi che siano uomini o grandi donne coraggiose. Stavolta il tentativo, secondo il mio giudizio, fallisce, visto che Chasko alla fin dei conti si rivela troppo contraddittorio per convincere il lettore. Ma è tutto il soggetto che mi pare traballante: già l'espediente dell'uomo che si nasconde convinto che la guerra sia ancora in corso (che richiama la storia poco riuscita "La sentinella" di Nizzi) richiede parecchia fantasia per essere accettato. Rispetto alla modesta prova nizziana, qui Ruju si difende meglio con la sceneggiatura, ma i tempi non quadrano. Chasko salta fuori dopo anni dalla fine del conflitto e in quell'arco di tempo non ha mosso un dito, tanto è vero che tutti lo considerano morto. Di colpo trucida una pattuglia di soldati, e il lettore scopre che questa sorta di Rambo ante litteram, nella sua mente offuscata dalla follia è convinto di essere ancora in un campo di battaglia, tanto è vero non ha nemmeno smesso la divisa confederata, evidentemente l'esplosione non l'ha affatto sgualcita. La violenza e l'odio con cui elimina gli avversari lo mostrano come un villain assetato di sangue o che persegue una sua vendetta, ma di colpo risparmia una recluta e se la porta dietro come ostaggio (grave errore visto che sarà proprio questo giovanotto a indicare il suo nascondiglio ai soldati sul finale). Tex in compagnia di Stand Watie (personaggio realmente esistito, la cui caratterizzazione si mostrerà molto più riuscita rispetto a Chasko) si mette sulle tracce dell'ex confederato ma non riuscirà a impedire la sua eliminazione nell'epilogo. Ho accennato più volte all'incoerenza di Chasko e Ruju l'accrescerà ancora nei titoli di coda, quando in un flashback ci spiega che in fondo il suo odio non è dovuto a nessuna vendetta contro i soldati dell'unione, ma una reazione alla scoperta che la moglie si è rifatta una vita con il suo fratello minore, dopo che è stato dato per morto. Dunque niente vendetta, non vera convinzione di essere ancora in guerra, ma una sorta di riflesso introspettivo che gli fa sentire le voci e lo porta a sfociare il suo odio non con chi gli ha rubato il passato ma verso degli incolpevoli soldati. Jesus Zane nel texone di Parlov era più credibile, qui si fatica a capire le azioni di Chasko; la pazzia è pazzia ma qui non vi è nessun barlume di logica. Dobbiamo credere che il suo piano era quello di farsi uccidere per finire di soffrire? Non bastava spararsi un colpo nella tempia? Perchè salvare il giovane soldato? Se gli ricordava il fratello doveva odiarlo, quindi perchè risparmiarlo? Troppe sfaccettature che non mi convincono e che non mi aiutano ad apprezzare questo soggetto alquanto sbilenco che non rende giustizia alla prova. Buoni invece i disegni di Zaghi, un autore dotato che con regolarità si è espresso bene lungo lo sviluppo della sceneggiatura, con vignette pulite, sfondi curati, buona dinamicità e recitazione dei personaggi. Prova brillante che mostra quanto Roberto abbia tutte le carte in regola per rimanere nello staff texiano in pianta stabile. Il voto finale deriva da una media aritmetica stavolta: sette la sceneggiatura, quattro il soggetto e mezzo punto in più per la buona riuscita grafica. Il mio voto finale è 6
  12. In effetti questo avrebbe potuto dare all'episodio un collegamento più importante con uno dei temi forti della serie.
  13. È sicuramente semplicistica ma forse in questo senso si potrebbe dire che il soggetto avrebbe meritato una sede diversa da quella dello Speciale Tex Willer. Avendolo inserito qui, hai di fatto rinunciato a quell'approfondimento che magari non sarebbe stato male, e che si poteva dispiegare meglio su un texone o sulla regolare. Io, come già detto, la ritengo comunque una buona storia, una variante del plot del reduce tutto sommato credibile, senza ambizioni da parte dell'autore di proporre una storia antibellica (il Rod di GLB è lontanissimo a mio parere dalle intenzioni di Ruju) ma solo quelle di scrivere una storia d'azione che potesse appassionare. Il personaggio di Stand Watie è anch'egli per me un valore aggiunto, non certo uno spreco, essendo perfettamente funzionale allo scopo.
  14. SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER Sì, non ho mai letto il libro "Terra di nessuno" ma il tema dei soldati e dei reduci della Prima Guerra Mondiale è tristemente noto. Ho visto diversi video sull'argomento, per esempio sui cosiddetti "scemi di guerra", soldati distrutti psicologicamente dalle atrocità del conflitto. Dovrebbero farli vedere nelle scuole, sono molto più utili e convincenti di tanti discorsi o pagine di libri sulla guerra e sulla pace. Per esempio questo, di soli 4 minuti, terribile e commovente https://www.youtube.com/watch?v=zT-hjBAsFdE Detto questo, però, sinceramente non mi sembra che si possa fare un paragone con la figura del reduce presente ne "L'ultimo guerriero", anche perché Chasko non è un povero contadino a cui hanno messo in mano un fucile e buttato in una trincea, ma un guerriero esperto, abituato alla guerra probabilmente anche prima della Guerra Civile, e infatti Ruju ce lo mostra come valoroso, eroico, che addirittura si butta da solo contro le postazioni nemiche! Da solo!!! Se voleva fare una critica della guerra, Ruju poteva risparmiarsi questa retorica da "il migliore dei guerrieri" "forte e indomabile", "l'ultimo dei combattenti del Sud", e fare come il buon GLBonelli in "Tramonto rosso" che ci mostra un campo di battaglia e un soldato (Rod) che muore appoggiato a un albero, rimpiangendo di essersi arruolato. "L'ultimo guerriero", per quanto mi riguarda, mi sembra molto semplicistico. D'accordo che "Tex Willer" non è un libro di storia e neanche Storia del West di Gino D'Antonio, ma se decidi di affrontare un argomento impegnativo (il tema del reduce) e utilizzi anche eventi realmente accaduti e personaggi esistiti (Stand Watie) fallo almeno con un minimo di approfondimento. Altrimenti si possono benissimo usare personaggi di fantasia... Per esempio, qualcuno ha capito perché i Cherokee (almeno una parte di loro) si schierarono con il Sud? Perché erano a favore della schiavitù dei neri, anzi loro stessi avevano degli schiavi al loro servizio (nel 1860 la Nazione Cherokee possedeva 2511 schiavi, il 15% della loro popolazione), credo addirittura lo stesso Stand Watie che - udite udite! - fece parte persino dei Cavalieri del Cerchio d'Oro, gli acerrimi avversari di Tex!!!... Magari tutto questo, nei dialoghi tra Tex e Stand Watie, poteva anche venire fuori (visto che di fatto erano stati su fronti opposti), invece di far dire al capo indiano come in fondo lui e Chasko sono "nati per combattere" e fargli ammettere che un pochino rimpiange il brivido di quei bei momenti in cui si trovava con le armi in pugno insieme ai suoi soldati... (pag. 74)
  15. É un gioco! Per il resto ho l'immagine del Morisco come di una persona vissuta, con i lineamenti che tradiscono stanchezza, dal viso gioviale ma non sorridente. Vallo a spiegare all'IA.
  16. Seppur a saltare (purtroppo non possiedo tutti gli Almanacchi), procedo con la rilettura degli albi di questo format. Anche la storia in questione mi conferma un'impressione che sto maturando lettura dopo lettura: dopo un'ottima partenza il livello degli episodi si è attestato su una media appena sufficiente, di fatto, col senno di poi, posso pure comprendere l'esigenza di variare la formula, come effettivamente accadde qualche anno dopo. Stavolta la prova fu affidata alla strana coppia Faraci-Danubio. Il buon Tito su Tex ha sempre sofferto i soggetti, lineari e alquanto ripetitivi. Stavolta trova uno spunto alquanto originale, con la presenta di un sedicente dottore che possiede una pozione quasi miracolosa, che gira il west con il suo carretto carico d'intrugli e un complice che recita la parte del miracolato, per gabbare la platea dei presenti. Purtroppo le bugie hanno le gambe corte, e quando il "ciarlatano" viene rapito per curare Rud Bolton, ferito grave da una pallottola di Tex, dopo uno scontro al fuoco durante la rapina a una diligenza, i nodi vengono al pettine. Angus Mc Peterson in fondo ha solo qualche nozione infermieristica, s'impegna ma non può salvare il bandito. Solo l'arrivo di Tex e l'amico/complice Barry lo salva dalla morte. La storia è carina e scorre, ma di certo non può essere definita straordinaria. Faraci purtroppo, a mio avviso, incappa in quelle che sono le sue lacune caratteristiche in Tex. Già la scena della diligenza, la trovo alquanto "pompata" con Tex che spunta dal nulla e che sbaraglia un numero notevole di avversari sparando assolutamente allo scoperto. Altro aspetto che di Tito non apprezzo è la costruzione delle sparatoie: scene molto lunghe e ripetitive con tanti "bang", un sacco di morti ma nessun briciolo di costruzione logica e strategica, che di fatto rende poco avvincenti le sequenze. Inoltre mi è piaciuta poco la scena della tentata impiccagione di Mc Peterson dopo la morte di Rud. Tutta la sceneggiata di Nick Bolton, che prima spara al suo uomo, reo del suggerimento errato, e poi il teatrino della corda e nodo scorsoio, suona di pretesto per allungare i tempi e permettere a Tex di intervenire in tempo per sparare al cappio (con tanto di mirino di winchester alzato in quella che pare una scena unicum sulla saga). Colpo di scena telefonato e poco credibile, visto che in simili questioni la logica vorrebbe che il bandito si liberi della sua vittima con uno sparo a bruciapelo e buonanotte. Riassumendo, episodio comunque sufficiente ma decisamente lontano dalla media iniziale del format. Danubio è un disegnatore che non mi fa impazzire; abile nei contrasti e nel riempimento delle vignette, ma perde parecchio nella costanza dei personaggi, che variano troppe volte aspetto in una storia. Anche le anatomie sono a tratti approssimative, con uno stile che è un misto fra Ticci, Monti e primi piani villiani. Autore che finì fortuitamente sulla regolare per un episodio breve, ma che comunque reputo più adatto ai collaterali. Tuttavia, dopo i suoi seri problemi di salute recenti, che pare fortunatamente siano stati superati, gli auguro di cuore di rivederlo presto alle prese col nostro Tex. Il mio voto finale è 6
  17. A rischio di passare per bastian contrario, toglietegli quel fez e d'incanto per me é invece Montales!
  18. Non è lui. El Morisco è un personaggio dei fumetti. Farne una versione con l'IA è come fare una foto a un tizio che gli assomiglia.
  19. boh per me il Rambo di First Blood è di un livello neanche paragonabile a questa storia. 1000 volte sopra... poi da Rambo 2 in poi fa un altro sport
  20. Ho trovato questo speciale Tex Willer nel complesso positivo, anche se un po' monocorde. POSSIBILE SPOILER Il tema che Ruju ha scelto di illustrare è quello del reduce che, finita la guerra, non riesce a ritornare alla "sua normalità" precedente al conflitto, ma rimane intrappolato in quella situazione. Si sa che alcuni soldati giapponesi, a secondo conflitto mondiale ampiamente concluso, sono rimasti a lungo su isolette nel Pacifico senza alcuna notizia, persuasi che la guerra fosse ancora in corso... Chasko non è così isolato dal resto dell'umanità, ma è lui che ha eretto una barriera invalicabile dagli altri, anche perché un trauma lo ha subito senz'altro - non proprio una barzelletta essere stato colpito da un'esplosione che lo ha lasciato incredibilmente sopravvivere, quando tutti lo davano per morto, ma che lo ha anche minato dentro. Perché Ruju ce lo presenta con le caratteristiche psicologiche che purtroppo tanti soldati hanno vissuto sulla loro pelle, ossia persone ormai talmente alterate dalle condizioni della guerra, dall'avere subito ed esercitato violenze efferate, da non avere più la loro identità precedente al conflitto. Ossia, anche se fuori la guerra è finita, per lui è come se non fosse così, perché dentro di sé mantiene quella rabbia, quella tensione continua che sfoga solo con il linguaggio che ha appreso durante la guerra, quello di una violenza cieca e irrazionale e che non riesce a gestire se non isolandosi da tutto e da tutti. Perché il primo a non riconoscersi più è lui stesso. Se uno si legge il bel testo di Eric J. Leed, Terra di nessuno. Esperienza bellica e identità personale nella I Guerra Mondiale, pubblicato dal Mulino già nel 1985 (e più volte riedito), può rendersi conto di quanto non sia affatto un caso isolato quello di cui si sta parlando: soldati che, durante il corso della I Guerra Mondiale, pur avendo diritto a periodi di licenza, paradossalmente non ne usufruiscono, perché si rendono conto (nella loro mente purtroppo profondamente alterata) che non sarebbero più riconoscibili dalle persone a loro care e vogliono in un certo senso evitare loro questa sofferenza. Perché la guerra ti ha reso mostruoso, non più un vero essere umano e quindi tu stesso non ti puoi più staccare da questo meccanismo che ti ha preso e da cui non puoi più tornare indietro. Quanti soldati - anche non per loro decisione - finita la guerra si sentono dei disadattati, delle persone che non riescono o comunque faticano a rientrare nella vita civile, nei "normali" rapporti sociali e produttivi. C'è qualcosa dentro di loro che si è irrimediabilmente rotto. Poi magari non trovano più un posto di lavoro e magari nemmeno riescono a ricucire rapporti consueti perché la donna che amavano nel frattempo si è sposata con un altro (spesso perché non aveva più notizie del disperso in guerra o più semplicemente perché non ha più saputo reggere la distanza anche affettiva). E questo genera in chi ritorna (e non trova affatto la sua Penelope pronta ad accoglierlo amorevolmente) un'ulteriore rabbia verso gli altri, gli "Imboscati", quelli che, mentre lui ogni giorno tentava di sopravvivere e combatteva per tutti e per la "Patria", almeno nella sua mente ne hanno approfittato in modo così sfacciato. E' un po' quello che succede a Chasko, quando tenta di ritornare al suo villaggio e vede che la sua squaw non pensa più a lui (perché tutti lo pensano non più esistente) e quindi lui realizza che non ha più un posto, non ha più un ruolo riconosciuto. Non intende vendicarsi su quelle persone, a lui ancora care e che "gli hanno fatto del male", ma inconsapevolmente. E allora, nella sua follia, per lui l'unica via di uscita da questa situazione è la morte, da lui costantemente ricercata e che vorrebbe avere una sorta di tragico valore catartico, cosa che però non accade... Ma, per quanto la sceneggiatura di Ruju non sia un capolavoro, personalmente lo ritengo un personaggio più credibile rispetto a un Rambo e ne apprezzo maggiormente, pur negli eccessi e in alcune condizioni un po' forzate, i comportamenti rispetto ai muscoli ostentati e alle smorfie proprie di Stallone...
  21. E' lui o non è lui? Elaborazione mediante IA del personaggio di El Morisco partendo da un semplice disegno. Personalmente ritengo il risultato non male, anche se c'è qualcosa che non mi soddisfa in pieno e non riesco a capire cosa: forse troppo giovane?
  22. Letto lo speciale. La trama non ha entusiasmato neanche me onestamente. Peccato perchè Stand Watie era un personaggio molto interessante che si sarebbe prestato ad un utilizzo migliore e poteva venire fuori una bella cosa. Ho capito/accettato il comportamente di Chasko fino a che non è venuta fuori, nel finale, la storia della memoria ritrovata e della scopertella della moglie col fratello, da cui nasce tra l'altro tutta la faccenda dell'attacco ai soldati. Perchè fino a li Chasko da quel che ho capito non aveva fatto fuori nessuno dopo essersi ripreso dalla caduta nel fiume. Quindi questa cosa di fatto elimina tutta la questione del perche si credesse, fino a quel punto, che Chasko combatteva (cioè perdita memoria e convinzione che la guerra fosse ancora in corso). La conseguenza è il tracollo della sceneggiatura. Chasko da guerriero indomabile diventa cosa? Marito geloso in collera col mondo anziche con moglie e fratello? Quindi ammazza 20 persone a caso prima di farsi sparare volontariamente e nel frattempo mente al giovane soldato dicendogli che pensa che la guerria sia ancora in corso? Più frustrato e falso che indomabile anche se un pò tocco (tocco ci stava essendo saltato per aria)... NON CI SIAMO... I disegni nel complesso mi sono invece piaciuti.
  23. Questo Speciale secondo me è la conseguenza della superproduzione texiana. Troppe storie da scrivere tra Tex e Tex Willer, troppi maxi, bis, Speciali, ecc., e il risultato è che alcuni devono per forza essere scritti in fretta e tirati via: come appunto questa specie di Rambo nel West… SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER La storia non sta in piedi fin dall’inizio (un soldato cherokee mezzo smemorato che, nonostante la fine della Guerra Civile, continua a combattere e ad ammazzare dopo anni (non settimane o mesi, ma anni) durante i quali non si capisce bene cosa abbia fatto, cosa abbia ricordato e cosa no, e come nessuno si sia accorto di lui (né bianchi nè indiani). Il personaggio principale, Chasko, appartiene alla categoria dei guerrieri grandi, grossi, muscolosi (Tex lo chiama “bestione”), di poche parole e poco cervello (in questo caso per colpa di un trauma di guerra) che piace molto ultimamente (vedi il recente El Lobo su Tex, ma a ben pensarci ce n’erano anche in passato, Chogan, Wasape, o simili). Un grande guerriero monodimensionale tanto elogiato, che però non sa neanche per cosa sta combattendo (e anche di fronte a un civile senza uniforme, come Tex, è solo capace di sparare e uccidere, senza nemmeno prima chiedergli chi sia). La trama e i personaggi (Tex compreso) sono semplicistici. Il finale è fastidiosamente melodrammatico e retorico. L’ultima vignetta con Tex che dice: “Ora la Guerra Civile è davvero finita” non ha alcun senso. E poi almeno in Rambo 1 il protagonista aveva una speranza di redenzione, qui il suo capo Stand Watie all’inizio si augura persino che il suo grande guerriero sia morto (meglio per lui e per tutti). E infatti alla fine Chasko si suicida. (Non era meglio, invece, se andava a far visita alla sua tomba, come il fu Mattia Pascal? ) Per fortuna, invece, la serie “Tex Willer” sta attraversando una fase di miglioramento. Direi che rabbia e istinti suicidi in Chasko vanno insieme.
  24. Agli inizi le storie degli Almanacchi erano tutte di un certo spessore, andando avanti inesorabilmente la qualità è andata calando e l'episodio in questione rimarca questa mia considerazione. Comprendo che in una saga come Tex, non sempre si riesce a far bene in albi autoconclusivi di 110 tavole, ma purtroppo il Nizzi che si affacciava al secondo decennio del 2000 mostrava palesemente la corda e le sue sceneggiature apparivano sempre più piatte e sciatte. Il soggetto, almeno nell'incipit, poteva pure sembrare interessante, con un bandito catturato durante una rapina che minaccia di trascinare con se i complici durante il processo, se questi non si fossero impegnati a farlo evadere. Ovviamente, prevedendo un tentativo di fuga o di soppressione del testimone, la legge affida a Tex il compito di scortare il prigioniero "scottante" al penitenziario di Yuma. Il colpo di scena della morte per avvelenamento del bandito prima della partenza e il piano rischioso di Tex che vuole comunque prendere in trappola i banditi, sostituendo il figlio Kit con la stessa vittima con tanto di benda all'occhio, può pur starci, anche se è un po' assurdo che gli assassini non si informino come mai il loro tentativo di omicidio al veleno sia fallito. Pure un po' forzato il fatto che nessuno si accorga che Kit non sia il giovane Bonner, a sorvoliamo pure su questa forzatura. Però la storia finisce quasi qui, visto che il proseguo è un'accozzaglia di agguati, fra pallottole e pecore e cani di guardia. Gli avversari si rivelano tutte mezze cartucce e pure la fantomatica banda di messicani, a cui si rivolge Duncan per vendicarsi di Tex è davvero risibile e si scioglie come neve al sole. Trama che si rivela piatta e prevedibile e la sceneggiatura col pilota automatico la rende pure noiosa. Se non fosse per il fatto che è l'ultima storia illustrata dal grande Fernando Fusco, una simile trama verrebbe dimenticata quasi subito. Il compianto artista ligure si congeda con una prova degna del suo blasone; lo stile conseva tutte le caratteristiche che lo hanno reso celebre in quasi quattro decenni di carriera texiana, la continuità grafica garantita e quella sensazione "di casa" che provo ogni volta che mi immergo tra le vignette illustrate dal grande Fernando è quasi intatta. Peccato solo che la sua storia d'addio sia stata così anonima, ma il suo contributo mi induce ad alzare di un voto la valutazione complessiva, altrimenti insufficiente. Il mio voto finale è 5
  25. Una domanda ai forumisti, sotto spoiler (dico solo che la basa è stata utilizzata anche nell'albo "La sentinella"):
  26. In realtà per il matrimonio dovrebbero bastare poco più di due anni da adesso, dalle anticipazioni che abbiamo dovrebbe avvenire intorno al numero 120.
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