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TWF - Tex Willer Forum

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  1. Today
  2. Credo che l'anno prossimo ci saranno delle sorprese. La scomparsa del Magazine è tutt'altro che certa comunque. Staremo a vedere come cambierà
  3. Yesterday
  4. Rapporto incestuoso fra i due fratelli? Avevo letto questa ipotesi in un altro forum dopo l'uscita dell'albo Mefisto! In effetti ci sarebbero degli elementi che portano a formulare questa congettura.
  5. Una storia molto bella, ben sceneggiata e sviluppata da Boselli, partendo già da un capolavoro di GL Bonelli. Nell'insieme, mi è decisamente piaciuto come sono state accentuate e ampliate alcune parti rispetto all'originale: solo su un punto (a mio discutibile gusto) non sono particolarmente convinto. POSSIBILE SPOILER In quest'ultimo episodio, Tex e Montales (soprattutto il primo) sembrano sempre totalmente padroni della situazione e ben al corrente di tutti movimenti dei loro avversari (anche se il lettore può essere indotto a pensarla altrimenti, viste le considerazioni svolte dai presuntuosi soldati messicani) e questo, per me, toglie un po' della componente più avventuriera dell'episodio originale, in cui magari Tex è più avventato, ma anche abilmente capace di accogliere degli elementi di novità che possano sopraggiungere. Cito un caso solo: quando Tex si reca ad Hermadina, (il cui assedio qui assume caratteri quasi epici), sa già che deve liberare la bella Lupita per impedirle di finire tra le grinfie di Steve Dickart e quindi l'incontro con la sfortunata ragazza messicana non gli rivela nulla che lui già non sappia. Invece, con GL Bonelli era proprio il fortuito incontro con questo presidio militare e la scoperta che la ragazza sia destinata, senza l'intervento provvidenziale di Tex, ad essere forzatamente mandata a Mefisto, che permetteva a Tex inaspettatamente di ritrovare le tracce del suo avversario e da qui ad imbastire immediatamente un piano di vendetta e di cattura impeccabili. Boselli si è divertito ad impreziosire la figura della giovane ragazza, dandole un rilievo (anche quanto a numero di tavole dedicatele) che era assente nell'originale, provocando tra l'altro una reazione indiretta da parte di Lily Dickart, che appare evidentemente gelosa del fatto che, se i progetti del fratello dovessero andare in porto, in quella casa a quel punto lei non sarebbe l'unica donna avente un certo ruolo di spicco. Questo dà ulteriore luce al ruolo tutt'altro che marginale della sorella di Mefisto, che anche in altri episodi Boselli ha sapientemente saputo arricchire di nuove e sinistre sfumature, rendendola non soltanto la "fatalona" di turno, ma una persona scaltra, arrivista e votata al male quasi quanto il diabolico fratello.
  6. Non leggo gli articoli del Magazine da anni ormai (perché non ho molto tempo) e quindi l'interesse dell'albo per me si risolve praticamente nelle due storie che contiene. Della prima, "Il massacro di Agua Verde", incoraggiato dalla presenza di Rauch alla regia, mi sarei aspettato molto di più. Si parte con la tratta degli schiavi (indiani e peones), ma il massacro di inermi non trova troppe giustificazioni, giusto un "inizia la fiesta". Il momento topico è la rivelazione del tradimento di Angel che si conclude con il suo sacrificio finale come segno di ultima redenzione e pentimento (svaniti gli effetti dell'alcol diventa insomma un altro uomo). Caratterizzazione del personaggio discutibile, su cui aleggia un po' di buonismo. La banda di Carreras è una banda di scannagatti, poteva rappresentare per Tex e Tiger un elemento più ostico da dominare in questa esile trama. Trama che dato il numero delle pagine, non poteva però avere molte pretese. E questo è un po' il problema delle storie brevi, o meglio del tentativo di condensare una storia che avrebbe il respiro dei due o tre albi in uno solo. E quello che rimprovero forse di più a questa modesta avventura. Cambiamo registro con la storia di Boselli. "Vudu Dolls" è un gioiellino racchiuso in meno di 50 pagine che invece risponde perfettamente al taglio che si è voluto dare a questo genere di avventure senza Tex, con uno degli amici (lo sceriffo Nat MacKenneth) protagonisti, assecondato però da personaggi ricorrenti come Chabrol. O la bella Thérèse: all'autore serviva un personaggio simile per giocare con lo spettro di Marie Laveau, poco importa, ha dato vita così a un personaggio che meriterebbe di essere riproposto come Chabrol nelle prossime avventure a New Orleans. La storia gioca sulle classiche atmosfere del giallo e del gotico, nel primo caso Boselli se la cava discretamente mentre con le storie di fantasmi è visibilmente a casa sua, e lo stesso si può dire di un fenomenale Carnevale ai pennelli (probabilmente la storia è stata impostata con il tema del voodoo proprio sapendo di poter contare su queste tavole. Il personaggio - haut en couleur - di questo B movie (nella sua accezione positiva) è il dottor Jean, lui siamo sicuri che lo rivedremo più, ma è il vero protagonista di questa storia meta teatrale, come spesso accade con Boselli, dove il confine tra la vita e l'oltretomba non appare nitido e scivola gustosamente, dopo una sequenza in cui lo sceriffo e suoi uomini impersonano davanti a Pickett degli zombi, apertamente nel fantastico con la vignetta finale del funerale. Una storia d'atmosfera, anche dotta, ricca di dettagli etnografici (il flauto africano fula oppure il mito delle bamboline vudu che danno il titolo alla storia), con la città di New Orleans, specialmente in notturna, che come sempre è capace di regalare degli scenari che fanno sognare. Nelle cui strade si aggirano curiosi personaggi come il meticcio Laach, un po' razzista, splendidamente caratterizzato da Carnevale. Sono anni che Boselli inanella sui personaggi degli amici di Tex storie una più bella dell'altra, pensate a quella di Jim Brandon o a quella dell'anno scorso a Frisco, che meriterebbero il volume cartonato. Non so se con la scomparsa del Magazine ci sarà ancora spazio per queste avventure, ma per concludere devo dire che l'unico motivo di interesse di queste pagine è proprio la presenza di una storia come questa, che giustifica l'acquisto di un prodotto che a partire dalla carta è un po' di serie B (nella sua accezione negativa).
  7. Bellissima definizione, molto azzeccata!
  8. Last week
  9. Finito di leggere ora il terzo e ultimo albo. Premesso che non sono un esperto, ovviamente anche a me è saltata all'occhio una resa dei disegni inferiore rispetto al passato. Non voglio sindacare sulle ragioni, però è chiaro che non può esistere che io paghi un prodotto oltre il doppio di quanto lo pagavo una volta, ma ottenendo in cambio una qualità inferiore. Probabilmente, ma, ripeto, non sono un esperto, è una serie di concause: tecniche di stampa odierne incompatibili con lo stile dei disegnatori e conseguenti salti mortali dei grafici. Ricordo un Dylan Dog disegnato da Giorgio Santucci che uscì letteralmente massacrato dalla resa di stampa finale (sarà stato il 2017 o il 2018) al punto che per l'albo successivo dovette alleggerire, seppur di poco, lo stile per evitare che facesse la stessa fine (spoiler: il risultato fu migliore, ma non poi così tanto). Chiusa questa parentesi, veniamo alla storia in quanto tale che, a mio avviso, termina degnamente il ciclo di remake più o meno ampliati che hanno interessato la serie Tex Willer negli ultimi anni. Non mi interessa mettermi lì con il microscopio ad analizzare le singole differenze con la storia originale, ma ho apprezzato il fatto che, nonostante il passaggio di testimone da De Angelis a Brindisi e nonostante un "fine dell'episodio" messo alla fine dell'albo 87, questa trilogia e la precedente formano a tutti gli effetti un'unica storia, proprio come in quelle vecchie avventure di GLB in cui era difficile stabilire dove finisse una e dove iniziasse l'altra. Non gestendo più la continuità su Dampyr, Boselli sta ora tessendo su Tex Willer un affascinante mosaico dove le vecchie storie di GLB e le nuove avventure confluiscono e si incastrano alla perfezione andando a comporre una biografia giovanile del ranger che ha il sapore di un poema cavalleresco. Probabilmente il merito maggiore della serie Tex Willer è proprio aver recuperato il carattere epico delle storie di GLB e averlo riproposte in chiave contemporanea, il tutto mentre la serie madre sta volando un po' basso. Tuttavia mi prendo la responsabilità di dire che la storia classica di GLB vince, anzi, stravince su almeno un punto, ovvero la conclusione. Abbiate pazienza, non metto lo spoiler perché quello che succede lo sanno anche i sassi: mi riferisco alla celeberrima scena di Tex mascherato che perseguita Mefisto e Lily durante la logo fuga dalla villa. I disegni di Galep, seppur ancora lontani dalle vette successive, hanno quel tocco gotico, quasi horror in alcune vignette, che le figure tratteggiate (benissimo, sia chiaro) da Brindisi non hanno. Detto ciò, chiudiamola così: ennesima grande storia che testimonia, ancora una volta, come la serie Tex Willer sia la migliore tra quelle dedicate al ranger attualmente in edicola.
  10. Proseguendo nella rilettura dei vecchi Almanacchi del west mi sono imbattuto nel debutto di Boselli sul format. Bad River è una tipica storia che possiede in se tutte le caratteristiche dell'autore, all'epoca ancora nei primi anni alle prese con Tex, ma già a suo agio e mai banale. Più che la trama in se, un classico western piacevole ma non del tutto originale, quello che colpisce è lo stile di scrittura di Borden; personaggi assortiti e ben rappresentati, sequenze sceneggiate con cura, trama ben bilanciata e ritmata, dialoghi efficienti e ancora abbastanza asciutti. Troviamo Tex in solitaria (suppongo fosse una sorta di diktat velato della serie allora) che si mostra in tutto il suo splendore decisionale e operativo. Non può mancare la figura interessante di Clint, uomo ingiustamente accusato dell'omicidio del "cognato" Adams soprastante del ranch di proprietà del vecchio Stoddard, uomo questi tutto d'un pezzo e affarista ma vecchio stampo e leale. Tex fin dal principio, appena incontra Clint di ritorno dalla sua villeggiatura a Yuma, è portato a credere della sua innocenza e in fondo gli crede pure l'ex fidanzata Linda, che sebbene nel frattempo è convolata a nozze col giovane Stoddard, non ha mai smesso d'amarlo e la scena della vecchia baracca tenuta in ordine in ricordo di lui, ne è la prova assoluta. Borden ci dona altri personaggi ben riusciti che arricchiscono la trama, quali l'infido Valens che si rivelerà come prevedibile una delle anime nere dell'episodio, il simpatico Carlos, per non tacere dello splendido stallone nero che farà da cornice con la sua azione alla storia. A tal proposito davvero bella e adrenalinica la sequenza con Tex che dimostra tutto il suo talento con lazo, riuscendo a imbrigliare con una manovra complicata le zampe anteriori del cavallo, salvando così la vita di Luke Stoddard. Sarà comunque destino che il rampollo di casa, reo di aver congiurato contro Clint, debba finire la sua esistenza sotto gli zoccoli dello stallone, in un epilogo avvincente e tutto sommato a lieto fine per i "buoni". Una piccola curiosità: in una scena Tex offre a Clint una sigaretta e quest'ultimo lo ringrazia specificando che lo aiuterà a rilassarsi, in pratica una sequenza uguale a quella che porterà molti "grattacapi" sulla regolare pochi mesi dopo, evidentemente o ancora i bacchettoni dell'associazione consumatori non avevano tempo da perdere in simili querelle o non leggevano l'Almanacco. Chiudendo questa breve parentesi ironica, riassumo ribadendo il mio gradimento per la storia e la sceneggiatura di Mauro, che risollevò il livello che Nizzi (escluso il gioiellino di Zeke Colter) aveva via via fatto scivolare su una svogliata sufficienza. Il merito dell'ottima riuscita Mauro lo divide con il compianto Capitanio, autore di una prova grafica di grande spessore. L'artista sciorina fra le tavole la sua innata eleganza di tratto, la ricchezza di particolari che lo contraddistingue, l'ottima resa di personaggi e panneggi da urlo, per non tacere della buona dinamicità e costruzione narrativa di ogni singola vignetta, con sfondi sempre puliti e accurati. A tratti si rimpiange solo che il formato più ridotto dell'albo rispetto a un texone non dia giustizia a tavole così superbe e in alcuni casi parecchi dettagli si perdono e delle sequenze rischiano di divenire poco leggibili. Sebbene non al livello del suo texone o del piccolo capolavoro con Guerrero, i Montoya e le corride, Capitanio cesella una prova d'autore e il rimpianto della sua prematura morte si fa sempre più tangibile: visto l'alto livello di talento sarebbe stato davvero bello poter ammirare a lungo le sue storie su Tex, purtroppo il fato ha voluto altrimenti e possiamo solo consolarci con opere simili, che rappresentano il suo prezioso testamento artistico. il mio voto finale è 8
  11. Finalmente ho avuto il tempo di rileggere questa storia. L'ho trovata piacevole. Molto classica ma altrettanto ben raccontata, con personaggi perfettamente delineati e dialoghi davvero brillanti. Spiace solamente che nella prima sparatoria Tex si lasci sospendere come il tipico pollastro nizziano. Zaniboni incostante: alcune tavole meravigliose e altre più tirate via. Sulla collezione confermo il giudizio già espresso qui sopra.
  12. Storia immensa alla quale per niente al mondo potrei dare meno di 9 1/2. Grandissima prova anche per Nicolò, qui semplicemente perfetto. Beato chi se l'è goduta nel 1972!
  13. Credo, molto salomonicamente e pure un po' banalmente, che ogni lettore abbia la propria parte di avanguardismo e integralismo, sia pure in dosi molto variabili da persona a persona. Io, per esempio, sono molto integralista sullo status quo dei personaggi: per me che un giorno Tex si accasi di nuovo o che Tiger Jack si unisca al circo Barnum per un viaggio in Europa sono stravolgimenti incomprensibili e nocivi per l'essenza stessa della serie. Sono altrimenti avanguardista per quanto riguarda la struttura delle storie, il carattere dei comprimari e il tono delle storie. O meglio, sono talmente avanguardista che faccio il giro e divento integralista perché diversi elementi di modernità e freschezza c'erano già nelle storie di GLB: penso a "Il figlio di Mefisto" dove Tex compare solo a fine albo, al carattere epico de "Gli eroi di Devil Pass" o alla solidità narrativa de "La legge del più forte". Ecco, diciamo che l'avanguardismo che intendo io è più un recupero e una modernizzazione di quell'approccio. Ovvero ciò che sta avvenendo sulla serie Tex Willer, dove si è recuperato quell'afflato epico che contraddistingueva il vecchio GLB e lo si è adattato ai tempi che corrono senza snaturarlo. Certo che è diverso, non può essere altrimenti, e questo porta a cambiamenti anche nelle storie, ma non viene perso, a mio avviso, lo spirito della serie. Personalmente credo sia impossibile che in una serie così lunga e complessa non ci siano delle retcon più o meno intenzionali, piccole incongruenze tra una storia e l'altra. Ci sono in Nathan Never, che della continuity ha fatto il suo tratto distintivo per tanto tempo, ci sono in Dylan Dog, ci sono in One Piece, in Berserk, in Dragon Ball. Se si passa al setaccio ogni serie a fumetti con un certo numero di annate alle spalle queste incongruenze saltano fuori, c'è poco da fare. Chiaro che nessuno è obbligato a farselo piacere. Si può essere allergici alle retcon, si possono trovare insostenibili le variazioni rispetto alle storie classiche, ma non si può pretendere che non ci siano perché sono intrinseche della serialità (a fumetti e non solo). Personalmente amo la serie Tex Willer (sono un po' indietro con la lettura per svariati motivi, ma riprenderò a brevissimo), quindi se il prezzo da pagare per leggere una serie che mi piace così tanto sono alcune piccole incrinature nel canone originale, beh, lo pago volentieri.
  14. Penso anch’io fosse per la regolare. Peccato perché é la migliore di Ruju degli ultimi due anni
  15. La storia principale era quasi sicuramente stata pensata per la serie regolare per essere poi dirottata sul Maxi presumibilmente perché della lunghezza giusta per essere accoppiata con quella di Kit Willer che a sua volta era stata pensata per il Magazine. Se è così, credo anche di aver individuato le due strisce aggiunte, una a pag. 114 ed una a pag. 155 per renderle entrambe a tre strisce.ù Voi che dite?
  16. Pensare che gli sceneggiatori di oltre mezzo secolo fa e quelli odierni possano scrivere storie inserendo gli stessi ingranaggi narrativi è molro difficile. Un tempo per realizzare una storia erano necessarie meno conoscenze, meno tecnica e "bastava" scrivere fino al momento finale della storia quando i torti venivano raddrizzati senza se e senza ma. Non erano necessari dubbi, tormenti. Credo che i tanti decenni di storie con l'alternanza di tanti scrittori abbiano dato spessore ai personaggi senza stravolgerli adeguandoli ai tempi e non alle mode. Tex accorrerà sempre in soccorso di chi subisce un torto, ma se si fa qualche domanda sulle proprie azioni e conseguenze me lo rende più vicino. Cercare di dare una cronologia coerente agli eventi di tanti anni è un esercizio che non deve diventare una gabbia. Narrare con uno stile moderno le storie degli anni 50 non è fare lesa maestà, ma un esercizio di capacità, tecnica, riferimenti culturali e storici che oggi hanno un senso e che al tempo non erano necessari e nemmeno richiesti.
  17. Pure su questo concordo a grandi linee. Meglio comprimari ricorrenti come peraltro già avviene che nuovi pards che il mitico quartetto ultimamente già si vede poco al completo e forse quella era veramente una caratteristica di forza dell'epoca di Glb soprattutto della fascia 100-200 più alcune memorabili storie boselliane successive. Su "cambiamenti" nello status dei nostri sono personalmente un pochino incuriosito dall'annunciato e lunghissimamente atteso ritorno di Lena e Donna, lì potenzialmente potrebbe "succedere qualcosa" ma credo che il nostro grande narratore ci terrà magari col fiato sospeso ma alla fine nulla in concreto mutera' La questione della "fedeltà" di Tex è un tema sul quale certamente non sarebbe giusto entrare per così dire... a gamba tesa perché ormai appare chiaro che sia un valore profondo che il nostro eroe si porta nel cuore _ e in questo per me proprio le "serate distensive" tradirebbero l'essenza profonda della memoria di Lilyth _ e non può essere calpestato così a bella posta. Questo però non vuol dire in assoluto che Tex in futuro non potrebbe risposarsi, potrebbe anche succedere a patto che si tratti di un incontro con una figura femminile intensa e portatrice di quei valori che potrebbero fare pensare che la compianta Lilyth non potrebbe che benedire la nuova unione. Mi viene sempre in mente la Alyson della storia dei numeri 475-477, aveva potenzialmente tutte le caratteristiche per poter sposare Tex, aveva perso il marito proprio all'inizio della storia a causa dei Navajos ribelli, era rimasta col figlio, le circostanze della storia l'avevano portata ad assaggiare una possibile nuova vita al villaggio centrale di cui il figlio sarebbe stato entusiasta, era visibilmente innamorata di Tex e avrebbe potuto benissimo condividerne la duplice dimensione che porta il nostro un po' nel mondo dei bianchi e un po' in quello degli Indiani. Avrebbe potuto diventare una insegnante o un medico o comunque una figura di spessore anche professionale in tutto complementare e non subalterna a Tex. Purtroppo era davvero troppo chiedere a Nizzi, dopo aver creato forse il suo più bel personaggio di sempre, di non massacrarlo nell'ennesimo finale disastroso in cui Tex appare come un perfetto stoccafisso.... Viene da pensare che quando la serie Tex Willer arriverà a farci vivere (non rivivere perché di fatto a parte qualche flashback di quegli anni non abbiamo mai visto nulla e non si tratta di volersi fare "spiegare" tutto o volere sdolcinature "indegne" del carattere tutto d'un pezzo dell'eroe "canonico", quanto di dare vita e dignità a un personaggio che merita di vivere la sua esistenza da personaggio, la moglie di Tex santo cielo mica chissà chi, e non sta scritto da nessuna parte che siccome il supposto canone originale avrebbe ritenuto che un lettore "maturo" avrebbe solo dovuto immaginare quello che si era deciso di non narrare lì veniva posta una pietra sepolcrale che nessuno avrebbe dovuto permettersi di rimuovere!) quei fatidici due anni in cui Tex e Lilyth furono felicemente sposati non mancheranno di emergere nuove sfumature psicologiche che potranno anche illuminare i "paletti" che nella maturità futura del personaggio potrebbero creare i presupposti di un nuovo, profondo legame, cosa rispetto alla memoria indelebile della sposa perduta avrebbe senso e dignità e cosa no. Anche in precedenza l'incontro con Lupe Velasco potrebbe arricchirsi di tali sfumature utili per l'evoluzione futura del personaggio Tex nella chiave di un suo eventuale nuovo legame con una donna. Mi è capitato più di una volta di citare il Tex "alternativo" della compianta Letizia, ecco direi che soprattutto l'evoluzione che lei fa compiere al personaggio di Kit Willer mi augurerei davvero possa essere ispiratrice di più di uno spunto. Attualmente vedo che al nostro giovincello si fanno sempre più spesso incontrare fanciulle e il copione (l'inarrivabile poesia boselliana del recente Cassie la strega è una gemma perfetta conchiusa in sé stessa, non andrei certamente a toccarla con un seguito salvo ulteriori eventuali ispirazioni dello stesso autore non di altri) ricade invariabilmente nella medesima inconcludenza. Invece Letizia era riuscita a far evolvere Kit come marito, successore di Tex alla guida dei Navajos e anche portatore di idee innovative per fare interagire a livello sociale ed economico la realtà dei nativi con quella della ormai affermata nuova società americana. È una soluzione che sarebbe meritevole di essere presa in esame per il futuro, con una capacità di elaborarla all'altezza del suo potenziale però, vien da sé.
  18. Bellissimo intervento il tuo, @valerio E concordo totalmente anche sul tuo pensiero per Kit Willer
  19. Sì questo rimane fondamentale e penso condivisibile da tutti
  20. Topic stimolante, quindi mi va di intervenire. Personalmente sono un lettore che sta nel mezzo tra le due parti. Desidero un Tex piuttosto canonico sulle basi, ma mi piace anche qualche novità. Soprattutto non mi fossilizzo su eventuali cd "errori" se questi contribuiscono a rendere la storia più appassionante. Per dire...non mi scandalizza vedere Tex fare qualche sbaglio di valutazione ogni tanto, se questo rende la storia più movimentata. Detto questo, io credo che dopo tutti questi anni sia indispensabile guardare avanti. I paletti su Tex credo siano diversi e questo limita inevitabilmente il raggio di azione degli autori e la loto inventiva. I temi restano sempre gli stessi eccetera. Tex, parliamoci chiaro, non vive un momento particolarmente brillante. Si sta un pò avvitando si se stesso. La regolare non offre storie esaltanti da diverso tempo, il Maxi che è una collana che in linea di massima mi piace, sia come formato che come idea, ultimamente ha perso molto...spesso storie doppie con disegnatori un pò in là con gli anni o non proprio in forma o adatti, storie medie. Resta il Texone ma non sempre. E Tex Willer che non leggo ma pare sia ormai la collana migliore. Forse latitano le scelte narrative, si è scritto di tutto e di più in questi decenni...gli sceneggiatori bravi non nascono ogni giorno. Non voglio tirare la croce su Ruju e sugli altri sceneggiatori degli ultimi tempi. Fanno quello che possono ma è evidente che quello che possono non regge con Bonelli, con il miglior Nizzi e con il miglior Borden. Borden è sempre la nostra ancora, ha scritto in passato cose leggendarie e spero che possa tornare a farlo. Sulla regolare, recentemente mi è parso meno brillante. Ma certo, nessuno dgli altri pare in grado di raggiungere quei livelli e Tex NECESSITA di raggiungere quei livelli, almeno ogni tanto. Non ci si può accontentare di una aurea mediocritas, spesso nemmeno aurea. Se per uscire da questo stallo, è utile toccare qualche paletto, che lo si tocchi. Si trovino nuovi stimoli, nuovi personaggi. A me va bene. Non so bene come accetterei un nuovo pard o un nuovo amore, ma ci si potrebbe provare. Io eliminerei Kit Willer, che, è una mia opinione, dopo il boom iniziale è sempre stato un pò una palla al piede, utile solo a farsi catturare quasi ad ogni storia, oppure limitato a rimanere dal doc a curarsi le ferite o relegato alla riserva, a parte poche storie in cui è stato possibile valorizzarlo, ma non è facile valorizzarlo. Tiger, invece, potrebbe essere più utilizzato, credo possa garantire più varianti rispetto a Kit. Su altri pards, ripeto, bisogna vedere...se qualcuno ha il coraggio di provarci io sono possibilista. Ritengo che l'eccessivo arroccarsi su barricate tradizionaliste sia ormai controproducente. Tex è già un personaggio fuori moda se vogliamo, un personaggio del west, un cowboy, cosa che nel 2026 è assolutamente fuori tempo massimo (e resiste proprio perchè è un mito e ha sempre garantito qualità superiore), se poi lo blocchiamo completamente al momento in cui è stato concepito non vedo come possa proseguire la sua corsa ancora a lungo.
  21. Sono d’accordo con voi pards @Tracce358 @Angelo1961 e @frank_one. Avete espresso perfettamente quello che è il mio pensiero sulla questione. A me importa leggere storie avvincenti, di qualità, che ti venga voglia di rileggere e che si lascino ricordare. Il mio unico “paletto”, la cosa che per me conta davvero, é che non venga tradita, toccata, compromessa L’ESSENZA del nostro eroe di carta. Valori e caratteristiche inviolabili, motivi per cui dopo svariati anni ancora lo amiamo e leggiamo. Per rispondere a @frank_one Non vedo l’esigenza di altri pard. É difficile già gestirne quattro… anzi a volte preferisco avventure condue pards alla volta o addirittura storie di Tex in solitaria. Possono però benissimo esserci comprimari ben caratterizzati, amo le storie corali di @borden. Sul matrimonio sono contrario. Tex potrebbe concedersi delle “serate distensive”, passatemi la citazione, ma la fedeltà profonda, diciamo spirituale a Lilith non andrebbe per me contraddetta. Kit poi per quanto mi riguarda può fare quel che vuole
  22. Come vedete il fatto che dopo Bonelli lo status quo di Tex si sia cristallizzato? Vi piacerebbe che fosse introdotto un nuovo pard? Tex dovrebbe risposarsi? E se Kit lo rendesse nonno? Come prendereste dei cambiamenti irreversibili di questo o altro tipo. Credete che ce ne sia bisogno al giorno d'oggi e dopo tanti decenni o rimanete fedeli all'idea del fumetto popolare che dice che lo status quo non debba mai cambiare?
  23. Direi che hai descritto in modo molto efficace gli effetti di questo assai strano 'culto" su chi lo pratica
  24. Se quel che ha scritto GLB diventa un dogma e quindi un paletto, limita i confini della creatività e questo diventa negativo. Sclererei se mi fissassi sul Vangelo secondo GLB e non mi godrei la storia. Se i “paletti” limitano la storia ne limitano anche la bellezza. Topolino ci ha racconta decine di alternative alla storia dei paperi e nessuno si lamenta.
  25. Maxi superiore alle attese La prima storia riprende i temi del "ring" di Tucson . Ottima sceneggiatura di Ruju che si sviluppa con un ritmo icalzante e coinvolgente seppur con un soggetto classico. Mi ha fatto piacere rivedere lo sceriffo Tom Rupert che svolge un ruolo attivo . Disegni di Ramella: altalenanti. Alcune tavole sono veramente belle e curate, altre un po' tirate tuttavia ho gradito il rispetto dei "Topoi" classici di Tucson come la citazione della taverna " Vieja Sevilla" ed altro. la seconda scorre tranquilla , i testi sono gradevoli, tuttavia i disegni non mi piacciono. Penso che Tex non sia nelle sue corde , resti con Zagor che è meglio
  26. Earlier
  27. Anzitutto grazie per aver spostato la discussione in una sede appropriata. Bisognerebbe sempre che ci fosse equilibrio e misura nel valutare le cose. Io posso anche dare atto a chi sostiene il tema retcon su Tex Willer o altrove di dire tecnicamente qualcosa di corretto. Il punto però non è questo ma un approccio integralista per cui il tex di G L Bonelli diventa un totem canonico che non permette sgarri in nessuna direzione. Non si rende un buon servizio ritengo a chi poniamo oggi voglia conoscere il Tex delle origini o sue versioni "alternative" più recenti se proprio così vogliamo definirle. Il "buon senso" vorrebbe che il criterio dirimente sia se mi trovo davanti a un prodotto di qualità o no e la qualità è un insieme di fattori in cui rientra il coinvolgimento del lettore, la cura dei personaggi anche e soprattutto nella loro evoluzione psicologica nel corso delle storie o su come reagiscono rispetto alle situazioni che li coinvolgono, l'attenzione al quadro storico che oggi a mio avviso non può non essere superiore rispetto al passato e che solo un grande autore come Boselli riesce a fare interagire con la leggenda al punto che nelle storie la commistione fra l'una e l'altra si alimenta da ambo i lati. E poi ancora potrei domandarmi non se questo Tex è il "vero" Tex ma se questo Tex è vivo vero credibile mi coinvolge ne voglio sapere di più attendo sempre un nuovo capitolo e non solo per lui che è l'attore principale ma per tutti i personaggi più o meno primari e secondari, fra i quali ultimi spesso si trovano ritratti umani di grande interesse e spessore umano e psicologico, non di rado protagonisti di un tormento o di una evoluzione interiore rispetto alle situazioni che affrontano. E ancora, per i fili narrativi che spesso annodano e rilanciano temi personaggi e situazioni a molti episodi di distanza all'interno di una continuity non fine a sé stessa e un po' attaccaticcia come spesso può accadere altrove, ma per una pulsazione interna alle trame che solo un grande narratore è in grado di costruire sostenere e alimentare sulla distanza di molti episodi. Bene, la mia risposta è che se trovo tutto questo francamente che sia una retcon di qualcosa d'altro lo ritengo totalmente irrilevante.
  28. Riporto a galla questa discussione per far confluire qui alcune riflessioni partite nel topic delle anteprime 2026 e per evitare di farlo deragliare. In sostanza, secondo voi nel corso degli anni Tex ha subito dei retcon che ritenete importanti a tal punto da minare l'identità del personaggio o pensate che le modifiche apportate agli eventi di storie del passato dagli autori che hanno raccolto il testimone da GL Bonelli siano fisiologici, naturale conseguenza dei differenti gusti dei vari scrittori e comunque di poco conto? Insomma, quanto siete integralisti in fatto di Tex? Ritenete il Tex di GL Bonelli l'unico vero Tex? Pensate che la serie Tex Willer sia un oltraggio alla continuity originale? Vi va bene tutto basta che siano buone storie?
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