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I colori violentati delle copertine di Claudio Villa
Black Jim replied to ymalpas's topic in La Serie e i Personaggi
👍 Grandissimo artista e che grande competenza di pensiero e di parola! ❤️ -
I colori violentati delle copertine di Claudio Villa
Jeff_Weber replied to ymalpas's topic in La Serie e i Personaggi
Quel verde come sfondo al maxi è stato un obbrobrio, ma anche tanto altro ... -
Un degnissimo commiato del Maestro Manfredi, molto probabilmente la migliore storia del Ranger da lui sceneggiata: pur mantenendosi entro i canoni della texianità, il compianto Manfredi ha attinto a tutti i capisaldi del suo stile, soprattutto per quanto riguarda la caratterizzazione della personalità dei personaggi, notoriamente il suo marchio di fabbrica, sviscerati in maniera assai approfondita. Un lavoro, questo, non percepibile tanto in Tex e Carson, per il semplice fatto che trattasi di due personaggi dalle caratteristiche estremamente definite, quanto nei comprimari come Ben Taff e negli antagonisti quali l'ex comanchero Fergus, squallido approfittatore sempre pronto a cambiare casacca, ed il colonnello Larkin, individuo disturbato ma al contempo freddo calcolatore, che dietro la facciata di colonnello dell'esercito si occupa soprattutto di affari, comprando terreni minerari a prezzo vantaggioso (con l'ausilio dei bravacci di Fergus) per poi rivenderli a grandi compagnie. Ulteriore tocco di classe, a mio avviso, l'atmosfera cupa di cui è ammantata l'intera doppia, grazie anche all'ausilio di Majo, che è stato in grado di regalarci tavole di livello assoluto, nelle quali è mostrata in tutta la sua crudezza la realtà di Fort Pardusco, comunità di minatori sorta nei pressi di un presidio militare senza uno straccio di sceriffo, popolata di profittatori come Larkin e la banda di Fergus sempre pronti a speculare a spese di individui onesti ma decisamente privi di polso come Dutch. Capitolo a parte merita il simpatico oste Taff, gran furbacchione ben consapevole di doversi muovere con cautela in una realtà tanto complicata che tuttavia, al momento del dunque, non esita a schierarsi con Tex e Carson, che dal mio punto di vista non devono nemmeno sudare più di tanto per sconfiggere Larkin e compagnia e riaffermare la giustizia e la legge a Fort Pardusco.
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Dev'essere stata l'ultima malia di Mefisto... O di Nizzi Più seriamente: analisi da vero segugio. I mie complimenti. Anche questa ricostruzione dimostra ciò che, a mio giudizio di lettore, rende intollerabili molte sceneggiature di Nizzi. Non è la figura da palta che fa fare a Tex o Carson. Quella è solo la conseguenza. L'errore (sì: errore!) è quello di utilizzare snodi narrativi da Commedia in storie di Avventura. Qualche volta Nizzi ha creato una buona commedia (Barbanera), qualche volta la commistione è stata deleteria. Certo che poi ogni lettore ha una sua sensibilità e proprio per questo di Nizzi esistono frotte di estimatori. Sarebbe interessante scoprire quante volte Nizzi è andato oltre il limite della tolleranza (posto già piuttosto in alto) di Bonelli-Canzio.
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Grazie al video di una recente intervista a Claudio Villa, abbiamo finalmente LA PROVA di una "voce di corridoio" che si sussurrava da anni! La voce? Che il lavoro di "totale sputtanamento e umiliazione" compiuto da Nizzi in questa storia non solo su Tex ma anche su Mefisto, andasse PERSINO OLTRE a quanto abbiamo letto. Che nel finale della storia, Mefisto fosse VESTITO DA DONNA e con quel "divertente travestimento" avesse beffato Tex che non l'aveva riconosciuto. Sempre secondo queste voci, Sergio Bonelli, che non ha mai fatto una piega di fronte a decenni di storie in cui Tex veniva ridicolizzato, umiliato, sconfitto, fatto passare per scemo, per poi dimostrarsi effettivamente scemo, etc, lì ha tirato la riga, per Mefisto era troppo essere travestito da donna! (notare che non ha fatto una piega quando Nizzi ha fatto travestire Kit da donna...), e ha imposto un cambio di sceneggiatura. Io ho sentito all'epoca questa voce, ma quando l'ho accennata ad alcuni "nizziani sfegatati" l'hanno sempre negata come una voce malevola e tendenziosa. E invece, oggi Villa in una intervista video CI FA VEDERE LA SCENEGGIATURA ORIGINALE DI NIZZI! Il video è questo: Andate al minuto 22 circa, e vedete comparire a schermo la sceneggiatura della pagina 351 della storia. Visto che in ogni albo ci sono 110 pagine di storia ma bisogna considerare i raccordi fra un albo e l'altro, ottenuti in questo caso aggiungendo una striscia - e quindi una pagina - fra il 501 e il 502, fra il 502 e il 503 e fra il 503 e il 504, corrisponde alla pagina 28 dell'albo 504. Andate a verificare quella pagina. Pagina 28 del 504. E confrontatela con la pagina della sceneggiatura originale. Non notate nulla di diverso? Alla fine abbiamo LA PROVA! Nella sceneggiatura originale di Claudio Nizzi, MEFISTO SI VESTIVA DA DONNA! E quindi nella scena successiva cinque pagine dopo (da pagina 33 in poi) Tex non incontrava un frate lebbroso, ma incontrava MEFISTO VESTITO DA MAGA E FATTUCCHIERA! E tonto com'è, NON LO RICONOSCEVA! Sergio Bonelli (secondo questa voce, ma questo non è dimostrato dal video e dalla sceneggiatura che non riporta la modifica, quindi potrebbe essere anche stato Canzio) interviene in due maniere: 1) Mefisto non è vestito da donna, ma da frate. 2) È anche travestito da lebbroso, quindi il suo viso è completamente coperto. Ma la maga e fattucchiera del travestimento originale NON POTEVA ESSERE UNA LEBBROSA! Aveva il carro con l'insegna, riceveva clienti, era Mefisto semplicemente Mefisto vestito da donna! Notare che che Villa mostra una sceneggiatura che non presenta correzioni di sorta, segno che lui HA DISEGNATO MEFISTO DONNA, e la correzione è stata fatta successivamente. Fa impressione pensare a che livello arrivava l'ossessione di Nizzi per deridere e svilire ogni singolo aspetto di Tex e del suo mondo, pensare che quello che abbia dovuto vedere per anni era ancora una versione mitigata nei suoi eccessi! Grazie al video di una recente intervista a Nizzi, abbiamo finalmente LA PROVA di una "voce di corridoio" che si sussurrava da anni! La voce? Che il lavoro di "totale sputtanamento e umiliazione" compiuto da Nizzi in questa storia non solo su Tex ma anche su Mefisto, andasse PERSINO OLTRE a quanto abbiamo letto. Che nel finale della storia, Mefisto fosse VESTITO DA DONNA e con quel "divertente travestimento" avesse beffato Tex che non l'aveva riconosciuto. Sempre secondo queste voci, Sergio Bonelli, che non ha mai fatto una piega di fronte a decenni di storie in cui Tex veniva ridicolizzato, umiliato, sconfitto, fatto passare per scemo, per poi dimostrarsi effettivamente scemo, etc, lì ha tirato la riga, per Mefisto era troppo essere travestito da donna! (notare che non ha fatto una piega quando Nizzi ha fatto travestire Kit da donna...), e ha imposto un cambio di sceneggiatura. Io ho sentito all'epoca questa voce, ma quando l'ho accennata ad alcuni "nizziani sfegatati" l'hanno sempre negata come una voce malevola e tendenziosa. E invece, oggi Villa in una intervista video CI FA VEDERE LA SCENEGGIATURA ORIGINALE DI NIZZI! Il video è questo: Andate al minuto 22 circa, e vedete comparire a schermo la sceneggiatura della pagina 351 della storia. Visto che in ogni albo ci sono 110 pagine di storia ma bisogna considerare i raccordi fra un albo e l'altro, ottenuti in questo caso aggiungendo una striscia - e quindi una pagina - fra il 501 e il 502, fra il 502 e il 503 e fra il 503 e il 504, corrisponde alla pagina 28 dell'albo 504. Andate a verificare quella pagina. Pagina 28 del 504. E confrontatela con la pagina della sceneggiatura originale. Non notate nulla di diverso? Alla fine abbiamo LA PROVA! Nella sceneggiatura originale di Claudio Nizzi, MEFISTO SI VESTIVA DA DONNA! E quindi nella scena successiva cinque pagine dopo (da pagina 33 in poi) Tex non incontrava un frate lebbroso, ma incontrava MEFISTO VESTITO DA MAGA E FATTUCCHIERA! E tonto com'è, NON LO RICONOSCEVA! Sergio Bonelli (secondo questa voce, ma questo non è dimostrato dal video e dalla sceneggiatura che non riporta la modifica, quindi potrebbe essere anche stato Canzio) interviene in due maniere: 1) Mefisto non è vestito da donna, ma da frate. 2) È anche travestito da lebbroso, quindi il suo viso è completamente coperto. Ma la maga e fattucchiera del travestimento originale NON POTEVA ESSERE UNA LEBBROSA! Aveva il carro con l'insegna, riceveva clienti, era Mefisto semplicemente Mefisto vestito da donna! Notare che che Villa mostra una sceneggiatura che non presenta correzioni di sorta, segno che lui HA DISEGNATO MEFISTO DONNA, e la correzione è stata fatta successivamente. Fa impressione pensare a che livello arrivava l'ossessione di Nizzi per deridere e svilire ogni singolo aspetto di Tex e del suo mondo, pensare che quello che abbia dovuto vedere per anni era ancora una versione mitigata nei suoi eccessi! Uffahh... volevo editare l'inizio del post, visto che anche se è stata segnalata in questo forum pochi mesi fa, ho notato che l'intervista (e il video) non erano recenti ma di due anni fa. E quindi visto che ancora il forum mi mostrava il tasto "edit", ho cliccato, e cambiato l'inizio in : "Grazie al video di una intervista a Claudio Villa risalente a circa due anni fa, ma che ho visto solo ora" Solo che il tempo per editare deve essere scaduto proprio in quel momento, il forum mi ha dato errore, e mi ha riproposto il testo precedente non editato, io non me ne sono accorto, ho cliccato di nuovo e invece di fare l'edit mi ha ri-postato l'intero post, e poi li ha concatenati insieme. E visto che l'ha concatenato con un post non più editabile, non mi lascia editare più niente... @Mister P puoi sistemare questo casino per piacere?
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I colori violentati delle copertine di Claudio Villa
Diablero replied to ymalpas's topic in La Serie e i Personaggi
Ho visto solo ora il video con l'Intervista a Villa postato qualche mese fa... e ho scoperto che C'È LA PISTOLA FUMANTE! La PROVA di una voce sussurrata per anni! Ne parlo più nei dettagli nel post che sto per scrivere nel thread sulla "Mefistolata"... P.S.: nel video fanno vedere anche la copertina originale del color Tex 21 "la gazza ladra" (si vede dal minuto 42 e mezzo circa) e parla delle modifiche successive. Confrontate con la copertina pubblicata e con i ragionamenti in base alle scelte di Villa: le sue copertine vengono rovinate non solo tramite colorazioni sbagliate, ma anche tramite interventi redazionali che le snaturano... -
Forse è funzionale alla vicenda 😆😉
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La cosa veramente bizzarra è che nella prima storia dopo circa un anno e mezzo in cui in teoria c'erano tutti e quattro i pards in pratica "non ci sono" ben di più che nelle storie precedenti 😂
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I colori violentati delle copertine di Claudio Villa
Valter Favaro replied to ymalpas's topic in La Serie e i Personaggi
Se la SBE pubblicasse periodicamente dei volumi coi disegni delle copertine di Villa così come sono stati realizzati (e ovviamente colorati) dall'autore e quindi privi di tutti gli elementi che poi vanno aggiunti in copertina, io sarei il primo ad acquistarli. Trovo strano che non abbiano ancora pensato di sfruttare questo aspetto, perché penso che ci sarebbe un riscontro positivo in fatto di vendite ... a patto che non esagerino col prezzo. -
I colori violentati delle copertine di Claudio Villa
juanraza85 replied to ymalpas's topic in La Serie e i Personaggi
Effettivamente, tra le versioni originali e quelle poi "aggiustare" per le uscite vi è un enorme abisso, purtroppo al ribasso. Le versioni originali sono di gran lunga migliori, fossi nella SBE apporterei giusto modifiche minime ma cercherei in tutti i modi di conservarle e proporle nella modalità proposta da Villa. -
Era chiaramente un mio vecchissimo post 😜... Comunque grazie della tua calorosa riaccoglienza 😉! Grazie mille anche a te, Condor 😃..! Confido di poter essere più presente, d'ora in avanti. Forse non con la frequenza di un tempo, ma cercherò di fare la mia parte!
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Peccato, il secondo albo abbatte le speranze che avevo avuto dopo aver letto il primo.. Storia a mio parere moscia, peccato perché gli ingredienti c’erano: un cattivo furibondo dopo essere stato doppiamente tradito, una forte protagonista femminile centrale per la vicenda, indiani, bandidos... peccato mancava il resto, pards in primis
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Storia piuttosto fiacca. Il suo difetto principale è che imbocca quasi subito la via della massima prevedibilità e non ne esce più. Non pretendo certo che ogni avventura di Tex sia rivoluzionaria, ma qui tutto è davvero troppo ovvio. Ogni svolta narrativa si può tranquillamente prevedere con 10-15 pagine d'anticipo. Come è stato giustamente detto, Tex e compagni sono in secondo piano. Non "agiscono": reagiscono. Sono sempre gli altri, sia buoni che cattivi, a prendere l'iniziativa. Loro passano tutto il tempo a inseguire e a metterci una pezza. Ho trovato bizzarri un paio di dettagli. 1. Tex capisce subito che Hanger chiederà l'aiuto di Mendez. Ci può stare, sappiamo che il nostro ranger ha un intuito infallibile. Ma Mendez se ne sta con l'intera banda in un covo facile da trovare (infatti Tex lo individua in quattro e quattr'otto) a breve distanza dal territorio Piutes e quindi dei Navajo. In pratica Tex ha permesso a Mendez di fare il comodo proprio per chissà quanti anni pur intuendo che era a un tiro di schioppo?! 2. Non capisco la tattica di Tateh contro gli uomini di Mendez. Arrivano i nemici a cavallo sparando all'impazzata... e i Piutes se ne stanno lì belli belli, allo scoperto, a far da bersaglio?! Non cercano nemmeno di utilizzare dei ripari improvvisati? Forse aveva ragione Nakash, Tateh non è adatto a fare il capo... Curiosità lombrosiana: in questa storia tutti i cattivi irredimibili che non siano indiani hanno i baffi.
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Cover davvero clamorosa! Disegni di Volante molto buoni. Ma non giudichiamo quest’albo, letteralmente, dalla copertina. Anche se del ritorno di Nizzi apprezzai pochissime storie, e ultimamente la regolare é in fase altalenante, non smetto di pensare che la miglior storia sia quella che devo ancora leggere
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Il cavallo in copertina ha qualcosa che non mi convince. Forse la testa e il collo. Peccato perché altrimenti sarebbe clamorosa.
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Ben tornato Juan
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Lunga assenza? Ma se proprio questa mattina ti ho letto qui: https://texwiller.ch/index.php?/topic/1077-371373-thonga-il-tiranno/page/2/#comment-219334 Comunque BENTORNATO!
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Torno a scrivere qui sul TWF letteralmente dopo una vita, ed è anzitutto mia premura scusarmi per la lunga assenza e rivolgere un caloroso saluto a tutti i pards! Ciò detto, credo proprio di aver scelto il tipico adatto per riprendere la mia attività di frequentatore del forum. Dal mio punto di vista, sono a questo momento la fascia 700 si sta nel complesso mantenendo su un buon livello, per quanto non ho potuto evitare di rilevare, al contempo, una certa qual discontinuità di rendimento. Si va da storie che, se non segnano un'epoca, poco ci manca (senza dubbio la doppia con antagonista Mefisto, al cui livello io citerei La Tigre colpisce ancora e La maschera di cera), ad altre che per quanto mi riguarda hanno rasentato il disastro (due in particolare, La Rupe del Diavolo e L'assedio di Mezcali, che penso mi rifiuterò di rileggere in avvenire), passando poi per tante avventure di ottimo livello cui però manca il guizzo per la gloria (personalmente citerei Rick Master, detective o anche Il mostro del Gran Lago Salato), e concluderei ricordando una storia che da quel che rammento risultò piuttosto divisiva come La cavalcata del destino, nella quale Tex torna a dover fare i conti con un fantasma del passato, una storia che fece storcere il naso a molti pards ma che a me - oltre che ad altri - piacque parecchio. Un centinaio non ancora concluso, chiaramente, che sinora è stato di buon livello ma non è stato privo di delusioni. Di certo, il proliferare di tante uscite extra mal si concilia con il mantenimento di uno standard qualitativo elevato, ma a mio avviso non è da escludere che ciò possa dipendere anche dalla progressiva uscita di scena del nostro Mauro Boselli, il cui recente abbandono della carica di curatore per motivi pensionistici (pensione indubbiamente sacrosanta, beninteso 😉!) potrebbe aver lasciato una sorta di "vuoto di potere", che però non dispero possa essere presto colmato, magari dal fidato Giorgio Giusfredi.
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Che tavole! Questa doppia si prende sicuramente, chissà cosa ci mettono tra questa e Shark island.
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Che sia d'impatto non c'è dubbio. Però mi pare che Tex, di fronte a questa scena, abbia l'espressione di un pesce lesso... I disegni di Volente, invece, mi piacciono tantissimo La storia occupa due albi interi?
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Copertina di forte impatto, persino troppo forse! I disegni, invece, così a prima vista non mi prendono. Però aspettiamo di avere l'albo in mano, chiaramente.
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[371/373 ] Thonga Il Tiranno
Il sassaroli replied to Pedro Galindez's topic in Le Storie dal 301 al 400
Per godersi questa storia, al lettore viene chiesta una bella dose di "sospensione dell'incredulità": accettare che nel cuore del Texas ottocentesco esista una enclave africana perfettamente preservata, con tanto di tiranno, costumi e tradizioni tribali... Beh, è decisamente poco verosimile. La spiegazione fatta da Nizzi, poi, introduce altri aspetti che rendono ancora più difficile giustificare la situazione. Ad esempio, se questa tribù vive isolata, com'è che parlano spagnolo senza problemi? Se gli unici bianchi che hanno conosciuto sono gli schiavisti, com'è che l'eremita cura fraternamente Tex e subito si fida di lui? Ma cerchiamo di superare questo scoglio perché poi la storia funziona. Funziona sia per merito (un po' sorprendentemente) di Nizzi che (ovviamente) di Marcello. Nizzi, dunque. Viene naturale confrontare questa sua storia con un'altra minaccia esotica, ovvero la "Fantasmi nel deserto" di Bonelli, che soffre di alcuni passaggi narrativi un po' lenti e ripetitivi, cioè di una narrazione decisamente meno energica dello standard bonelliano. "Thonga il tiranno" invece gode di un ritmo serrato e, bisogna riconoscerlo, Nizzi riesce in quello che a Bonelli era mancato: creare un mondo "alieno" che resti minaccioso fino alla fine. Poi, certo, la componente esotica è sovrastrutturale e la storia avrebbe potuto essere raccontata uguale identica con una tribù di Comanche, ma questo non è importante, perché la vicenda è una avventura perfetta per Tex e Carson, che ci vengono restituiti volitivi ed eroici, alle prese con un avversario pericoloso (due in realtà) che viene sconfitto con strategia e cervello. Mi pare persino impossibile di star parlando di Nizzi! Ma quelle volte in cui non ci metteva origlioni, quando a Tex faceva fare Tex e Carson non veniva descritto come un mentecatto, Nizzi scriveva storie ben congeniate. Ma veniamo a Marcello. Quanto sia efficace la sua tavola e quanto sappia far recitare i personaggi è persino banale dirlo. Vorrei invece riflettere sull'approccio del disegnatore all'irrealismo della situazione. Io mi immagino che leggendo la sceneggiatura abbia pensato: "È impossibile! Quindi come è giusto disegnare una vicenda irrealistica? Giocando con questa impossibilità. Portando la sensazione di straniamento al massimo livello concepibile. E come posso fare questo? Contaminando." Ecco allora che il villaggio delle tribù pare africano, ma i due personaggi saggi hanno l'aspetto di aborigeni e Thonga quello di un polinesiano. Se Marcello avesse disegnato guerrieri Zulu o Masai da enciclopedia, il lettore avrebbe ricondotto tutto a qualcosa di noto, invece utilizzando tratti aborigeni e hawaiani per personaggi che la trama suggerisce africani, Marcello sposta la storia in una dimensione "altra", quasi fuori dal tempo e dallo spazio. È questa totale anarchia etnico-geografica, supportata da disegni magistrali, dalla cura maniacale per le fisionomie, le posture, l'abbigliamento, che rende gustosissima questa storia. Prendiamo ad esempio Thonga. Il Thonga di Marcello è un gigante di muscoli, ciccia, presunzione e follia. È un villain meraviglioso perché buca la pagina. Quando vedi Thonga, non pensi: "È impossibile che sia qui", ma pensi: "Lui è qui, ed è un bel problema". La qualità del segno rende reale ciò che logicamente non lo sarebbe. È la dimostrazione che quando il disegno non si limita a illustrare ma "interpreta" il cattivo, l'intera storia ne guadagna in spessore. È il trionfo della fantasia sulla verosimiglianza. In conclusione direi che questa è una storia anomala nell'epopea texiana, perché dice chiaramente al lettore: "Dimentica le mappe e la storia, e lasciati trascinare in questo incubo meraviglioso". E grazie ai villains "recitanti" di Marcello, il trucco riesce perfettamente. -
I regolatori La legge del più forte contro la giustizia di Tex! Soggetto e Sceneggiatura: Claudio Nizzi Disegni: Frederic Volante A Kanonville, in Montana, il colonnello Cavendish comanda un gruppo di pistoleri chiamati "Regolatori", che spadroneggiano tenendo in scacco piccoli allevatori e asservendo i cittadini al pugno di ferro del patriarca Kanon e del suo lacchè, lo sceriffo Braddok... Finché un cavaliere solitario giunge in città... Ha una stella d'argento sul petto e il suo nome è Tex Willer!
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Dal numero 500. Perché ricordavo quella di Nel campo nemico. Magari settimana prossima potrei dare una sgrossata fino ai numeri recenti. Peccato che il sito Bonelli sia lentissimo, per passare da un albo all'altro... Uff! Sono arrivato al numero 700, cambiando metodo. E a parte Moctezuma, nulla da segnalare. Qualche Carson in pericolo qua e là, un tentativo di impiccagione di Kit willer, ma niente di più