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TWF - Tex Willer Forum

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  2. Se da un lato sono curioso di leggere la versione ufficiale secondo cui si narrano le origini dei poteri di Mefisto, dall'altro potrei restarne deluso in quanto verrebbero a cadere le ipotesi e le vicende immaginate da noi lettori. Come scritto da Diablero (mi sembra) si perderebbe il fascino del mistero legato al personaggio.
  3. Ciao, certamente. Le fotografie sono su un altro sito o sono salvate sul tuo PC?
  4. Io a dire il vero ricordo più di una scena in cui, nei bivacchi, Carson si improvvisa cuoco, tra l'altro a sentire i pards con risultati. Mi sovviene, in particolare, quando nel numero 500 Kit e Tiger giungono all'appuntamento con Tex e Carson trascinando con sé un bighorn che hanno beccato poco prima, che un entusiasta Vecchio Cammello si premura di cuocere allo spiedo. Anche se, va sottolineato, ad aver raggiunto una notevole nomea è il suo caffè.
  5. Eppure mi ricordo una scena in "Oltre la frontiera" in cui Carson, prima di andare a dormire, si reca alla vicina sorgente del luogo di bivacco per lavare la padella, specificando al pard che l'indomani la troverebbe incrostata. Scena che anticipa un agguato, ma alquanto simpatica.
  6. Beh, visto che nei fumetti, nei film o nei telefilm nessuno trova mai un minuto per alimentarsi in maniera dignitosa (però il tempo per sbaciucchi e stropicci di lenzuola lo trovano sempre), vedere Tex e pard indaffarati nella preparazione di bistecche e arrosti potrebbe essere una novità quasi geniale. Poi però a qualcuno toccherà anche lavare i piatti, e quello si che è noioso.
  7. Hanno fatto il grembiule da cucina di Zagor e Cico (due, uno per Zagor e uno per Cico), immagino non sia stato un grande successo, altrimenti adesso avevamo il grembiule di Carson e quello di Mefisto...
  8. Ciao,

    rieccomi. Mi spieghi com fare ad inserire immagini o foto? 

    Grazie

    Un caro saluto

     

       Letizia

  9. Gentilmente puoi dirmi come faccio a caricare delle immagini o delle foto? Grazie
  10. Ma la vedrai in TEX WILLER, ovviamente. E ampiamente.
  11. Rileggere la striscia "Lupe, la messicana" (Collana del Tex n. 28), questa settimana in edicola, è davvero uno spasso! Lupe Velasco è secondo me il miglior personaggio femminile creato da GL Bonelli su Tex: giovane e sensuale ragazza del popolo, ingenua e candida per certi aspetti, già precocemente cresciuta per altri (orfana dei genitori e maltrattata dal padrone), allegra e piena di entusiasmo, coraggiosa e pronta a qualsiasi cosa per il nostro eroe di cui si innamora perdutamente, è veramente una forza della natura al suo primo apparire. Meravigliosa e divertente la famosa scena del suo primo incontro con Tex, con lei che dichiara la sua volontà di lasciarsi morire di fame (per i soprusi subiti) e - dopo che lui le ha preparato un veloce pasto - con la bistecca in mano gli chiede: "Muy bien, senor, non voglio più morire: volete sposarmi?". A Tex va di traverso il caffè, ma lei insiste: "Se tu mi sposi quel brutto porco di Don Esteban non oserà più darmi fastidio e così io non avrò più bisogno di morire!". Risata di tutto cuore di un Tex che appare visibilmente attratto dalla bella e semplice ragazza. Poi comincerà una girandola di avventure e colpi di scena... Speriamo di rivederla presto Lupe, magari in un Magazine o in uno Speciale a lei dedicato (la Lupe di quel periodo). Da notare che nella versione censurata c'è scritto "quel prepotente di Don Esteban", invece dell'originale e più esplicito "quel brutto porco"...
  12. Continua a mantenersi alto l'interesse per l'episodio in questione, contraddistinto da una trama molto intricata e una congiura che promette sviluppi degni di nota. Rimango sempre più colpito dall'abilità mostrata da Brindisi a "sporcare" il suo proverbiale tratto per renderlo adeguato alle tematiche western della serie. Ulteriore conferma di quanto il talento possa aiutare a superare ogni tipo di ostacolo; d'altronde di talento Brindisi ne possiede a iosa e il suo ingaggio per "Tex Willer" è stato un colpo vincente. Esilarante la scena che vede Tex travestito da anonimo campesinos entrare nel saloon e fingersi sordomuto per non insospettire Jonas. "Conto sul fatto che non sia tanto sveglio e sia rintonato dalla botta in testa" pensa fra se Tex transitando dinanzi a Jonas e in effetti questi non brilla d'intuito nella sequenza successiva: Tex finge di essere sordomuto e di comprendere l'interlocutore solo leggendone il labiale, ma lo sgherro di Lange non si domanda come mai il giovane, poco prima, richiamato alle spalle, ferma il suo incedere e si volta nella sua direzione . "Allora non è poi così scemo" pensa Tex nel doverlo affrontare, ma proprio per questo sarebbe stato meglio evitare una scusa così "rischiosa" dopo il suo gesto. Povero Jonas, deve pure subirsi uno sganassone da Pedro e un mezzo infarto nel vederlo in quelle vesti, ma avrà la sua rivalsa nella pagina finale: rintronato sì, ma non del tutto!
  13. Beh, messa così la faccenda cambia completamente aspetto. Se Borden o un altro autore decidono di inserire in una storia delle scene che indugiano sull'aspetto culinario, per me non ci sono problemi di alcun tipo. La mia avversione è rivolta a eventuali iniziative tipo "in cucina con Tex" oppure " nel west mangiavano così". Non me ne vogliate se anche nel TWmagazine ho saltato a pie' pari l'articolo culinario.
  14. Però vedere per una volta Tex e/o Carson che ad un raduno indiano o di trapper partecipano in prima persona a preparare e cuocere un tipico pranzo del west, diciamo una megagrigliata di carni, pesci e verdure su un barbecue fumante, condendo il tutto con deliziose salse e svuotando nei boccali dei commensali intere botti di birra tenute in fresco nelle acque di un fiume, lo troverei finalmente originale e divertente. Cosí una buona volta scopriremmo cosa si mangiava davvero nelle grandi occasioni conviviali e riveleremmo un lato nascosto dei nostri (poi mica tanto: Tex é cresciuto tra ranch e rodei, é probabilissimo che abbia avuto dimestichezza con gli spiedi!) E comunque basta con i "pasti frugali" e il solito "caffé nero bollente" in mezzo alla radura, oppure le "bistecche alte tre dita sepolte da una montagna di patatine fritte" nel miglior ristorante del paese! E poi é mai possibile che non si bevesse altro che birra o whisky? @borden , facci un pensierino in una prossima storia!
  15. Alla fine ho seguito il consiglio di @LedZepp, leggendo almeno il primo numero della nuova saga dedicata al ritorno di Mefisto anziché aspettare la fine del primo ciclo. Mi sono già pronunciato positivamente relativamente alle magnifiche tavole dei Cestaro che avrebbero diritto, a mio avviso, ad un maggiore formato (anche se immagino ci sarà una riedizione cartonata al momento opportuno). L'albo ha una funzione sostanzialmente introduttiva, tutto scorre alla perfezione, senza rallentamenti, ogni personaggio appare, come consuetudine di @borden, sempre ben caratterizzato e l'ambientazione alterna sapientemente luoghi tenebrosi ad altri fatti da spaccati di vita cittadina ben rappresentati in termini di sceneggiatura e disegni, ben lontani dagli ormai classici paesaggi del Texas o dell'Arizona. Da fanatico lettore di Dampyr ritengo comunque che almeno questa primissima parte potrebbe essere trasformata facilmente in un albo dell'altra magnifica serie, dove ciascuno dei personaggi di Tex trovi una controparte o doppio in quelli di Dampyr. Per citare soltanto il più importante ... Mefisto, potrebbe essere a tutti gli effetti Nergal. Anche Nergal è morto, ma è noto quei tipini che bazzicano gli ambienti infernali tendono a tornare. Spassosa, anche se pateticamente reale la combinazione "doccia gelata, salasso e purga" per calmare i bollenti spiriti degli alienati o ritenuti tali. Potrei sbagliarmi, ma ritengo invece meno frequente l'utilizzo di bagni di ghiaccio come si vede far subire ad una donna. Il ghiaccio a quell'epoca non era così facile da produrre e costava veramente tanto anche trasportarlo. Mi fermo qui ... leggerò il secondo albo certamente prima che esca il successivo.
  16. Ecco, a costo di sembrare il classico rompiballe bastiancontrario dico che preferisco un articolo di Frediani piuttosto che leggere di cucina e ricette anche qui. Scusate lo sfogo ma l'argomento mi da la nausea.
  17. Anche io penso le stesse cose. Dato il loro rapporto così stretto, è facile immaginare che Steve Dickart abbia subìto un contraccolpo non indifferente dal distacco forzato dalla sorella, per cui è ancora più facile ipotizzare che ciò abbia avuto un certo peso specifico nell'originale sin da subito un grande odio nei confronti di Tex, odio che poi è sempre più aumentato dopo ogni sconfitta.
  18. @Gunny Se non c'è già perché non apri una sezione sulla cucina del vecchio west? @bordenSuggerimento: non si potrebbe realizzare un manuale sui "piatti di Tex" come hanno fatto per tanti manga?
  19. Confesso di essere affetto da "originite", almeno per i personaggi principali della saga. Non mi pare strano che un appassionato lettore desideri sapere di più di certi personaggi di cui sono lasciati in ombra molti periodi od aspetti. Come ho già detto, spero che prima o poi ci sia anche un Nueces per Kit Carson. Per quanto riguarda Mefisto, devo dire che sia la nuova versione di Boselli ambientata nel presente texiano a San Francisco sia la versione del giovane Dickart, sono superbe. Molto intenso, poi, il rapporto tra Steve e la sorella Lilly, direi quasi con risvolti morbosi. Forse il grande odio per Tex Willer derivò anche dalla forzata separazione dalla sorella? A differenza del fratello, poi, mi pare che vi sia ancora margine per attribuirle qualche sentimento non del tutto malvagio.
  20. Ho studiato a lungo la "gastronomia" del vecchio West e questa cosa non mi pare sia mai esistita. Semmai il cuoco dei cowboy (o i pionieri di una carovana) teneva sempre pronto, sul chuck wagon, un barattolo di lievito madre con cui fare il pane per il giorno dopo, ma non ho mai sentito di cowboy solitari trasportare l'impasto con sè. Quello descritto, comunque, è il "pane del trapper": i cacciatori di pellicce mischiavano farina e acqua in un impasto, lo attorcigliavano intorno ad un ramo e lo cuocevano sul fuoco da campo, ma era comunque una pratica comune nel West.
  21. In effetti la rubrica della Settimana Enigmistica si intitola "Leggendo qua e là..." e sarebbe stato utile sapere la fonte da cui hanno tratto la curiosità (ma quella rivista non lo fa mai). Grazie per l'indagine, probabilmente hanno un po' semplificato la cosa per renderla leggibile e interessante per il lettore comune, però una base fondata sembra esserci: sapere di poter contare in emergenza su una specie di pane e non solo su radici e bacche faceva certamente comodo.
  22. Mi sembra di ricordare che anche parecchie copertine di Jonathan Steel fossero "omaggi" a quelle di Tex. Era la norma nel passato e non dobbiamo dimenticare, prima di allora, quante del grande Galleppini derivino da locandine cinematografiche, fumetti e pulps oltreoceano.
  23. E per evitare altre... polemiche , ricordo che dopo "Le origini del male", Nathan Never inizia un'altra mini che si chiama "Oscura rinascita"... Un titolo, quindi, da evitare... Peraltro, come si vede, anche Nathan ha "rubato" un titolo a Tex...
  24. Ed è banalmente la mia spiegazione, come vi anticipo e chiarisco nello Special TW.
  25. Storia recuperata nelle ultime due serate. Aspetti positivi; - la ricerca di un tesoro è sempre affascinante; - a maggior ragione se ci sono di mezzo popoli del centro America; - ancor di più se ci mettiamo una bella cripta dove andare a recuperare una mappa sbiadita, cucita nel saio di un monaco; - meglio se quella mappa ti porta nel mezzo di un arcipelago e per riconoscere l'isola, scolpita a forma di serpente devi servirti di una mongolfiera. - questa storia è sicuramente migliore di quella precedente sempre di Nizzi; Aspetti negativi; - sarà migliore della precedente storia di Nizzi, ma non è che ci volesse tanto -primo albo un po' troppo allungato; -Tex mansueto che si lascia seguire dai banditi nel primo albo senza sgominare la banda prima e portandola per le lunghe - Tex che in generale si fa seguire per tutta la storia dai contrabbandieri, ripetendosi dopo il primo albo dove si era fatto seguire/era scappato dai banditi, quando avrebbe potuto affrontarli a muso duro tante volte, e magari trovare altri nemici o difficoltà una volta giunto nell'arcipelago; - Carson che sparla di Montales senza motivo a inizio storia - Montales che poi scompare - origlioni ovunque; in pratica la trama va avanti solo e soltanto col trucchetto di spie e controspie, alcune inverosimili, come il portiere dell'università nascosto dietro a una tendina - finale che da l'impressione di essere un po' frettoloso in confronto all'inizio prolisso della storia - Tex e Carson che non si pongono il problema, dopo essersi imbarcati sulla mongolfiera, di lasciare da solo il prof. universitario che li ha aiutati a decifrare la mappa. Sul serio non viene in mente loro che i nemici di turno una volta accortisi della loro fuga nella notte non sarebbero andati a far visita al professore rimasto in città per estorcere l'unica informazione fondamentale che conferisce un vero vantaggio a Tex, ovvero il luogo di sepoltura del tesoro? Sono fumetti, ed in genere li leggo con leggerezza e senza fissarmi troppo sulle incongruenze, quando queste sono di piccolo peso e non rischiano di rovinare l'avventura. Ma alcuni degli aspetti negativi evidenti e macroscopici ti portano a leggere questa storia come si stesse sulle montagne russe, si alternano momenti di entusiasmo per scene ad effetto e di grande fascino o bei dialoghi, a momenti in cui cadono le braccia per l'assenza di fantasia, la ripetizione di escamotage, ed errori grossolani. Ho dato 7 per il soggetto e per i disegni, la ricerca di un tesoro lo merita a prescindere, ma al tempo stesso girano le scatole per come un soggetto tanto interessante e affascinante alla fine non sia sfociato in una storia epica come poteva certamente essere. Degne di nota le copertine del magnifico Villa, in particolare quella de La Cripta, di grande effetto
  26. Concordo con te Diablero. Sono classici "svarioni" nizziani, comprensibili se il faceva (anche più gravi) GLB, quando la saga non provava a seguire (o almeno ad accennare) un filo temporale logico, ma incomprensibili per storie degli anni duemila. Per fortuna c'è Boselli che, per quanto possibile, mette a posto queste incongruenze. Diciamo che LiIly si è confusa, erano vent'anni che non si vedevano, forse 25, ma non 30 che sono troppi... E diciamo anche che Steve a vent'anni aveva avuto, all'insaputa della sorella (che aveva 8-10 anni), una rapida storiella con Myriam da cui era nato Blacky. E' anche più accettabile che Lily abbia quindi 40-42 anni... Scusa non l'ho letto perchè, se lo hai postato nel topic sull'ultima maxistoria di Mefisto, evito di entrarci per non avere spoiler nell'attesa.
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