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TWF - Tex Willer Forum

sergej

Cowboy
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Messaggi pubblicato da sergej

  1. Signori, Segura è un genio! Finalmente qualcuno che riesce nell'impresa di Nolitta di proporre un suo Tex che regge il paragone perfettamente con GLB, personale ma da applausi allo stesso tempo.

    Perfettamente d'accordo, quindi non posso che quotare. La stessa identica impressione che ho avuto io.
  2. L'ho trovato in edicola ieri. Senza dubbio un Tex un po' insolito, con una forte dose di sangue e violenza, com'? usuale in Segura, ma secondo me molto riuscito. L'espediente narrativo è semplice ma efficace: una serie di episodi più o meno indipendenti l'uno dall'altro, uniti però da un filo narrativo comune (Tex che insegue una banda di spietati rapinatori... "lungo i sentieri del West", per l'appunto). Quanto a Ortiz: personalmente preferivo il suo stile di qualche anno fa, ma devo dire che è ancora insuperabile quando si tratta di rendere il senso di certe atmosfere e certi paesaggi: Tex che vaga sotto la pioggia torrenziale, o in mezzo alla neve, o sotto il sole del deserto. Insomma, casomai non si fosse capito: mi è proprio piaciuto. :D

  3. Ho trovato stamattina "Il castello nero" e gli ho dato una prima lettura. Devo dire che l'ho trovato molto moscio, prevedibile, e in alcuni punti - oserei dire - involontariamente comico. Il duello tra Tex e la Tigre Nera è risolto come peggio non si poteva. Non dico di più per non spoilerare, e anche perchè vorrei rileggerlo prima di commentare in maniera più approfondita, comunque se il primo albo mi era sembrato leggibile, questo è stato proprio una delusione. Speriamo migliori rileggendolo... :(

  4. P. S.: Capisco le motivazioni di Ymalpas circa la scelta di non firmare gli articoli, però anche secondo me non ci sarebbero problemi a farlo...

    Infatti, colgo la palla al balzo. Perchè non scrivi un tuo bell'intervento e lo sottoscrivi? Io ho fatto così, a quanto pare, sia pure inconsapevolmente. In questo caso, se qualcosa non ti convince, semplicemente puoi impegnarti perchè sia diversa. Lo spazio non manca, visto che la "redazione" si è assottigliata e non poco. ;)
    In questo periodo sono pieno di lavoro fin sopra i capelli, ma appena avrà un attimo di respiro, mi impegno a prendere in considerazione la proposta. :trapper: A proposito, non ho capito se il Magazine avrà una periodicità fissa (o forse c'era scritto da qualche parte e mi è sfuggito, in tal caso chiedo venia).
  5. Ho dato solo un'occhiata al magazine, dato che ho sempre difficolt? a leggere sul computer e in questo momento non posso stamparlo perchè ho finito l'inchiostro... :( Comunque mi sembra fatto davvero molto bene. Complimenti a tutti gli autori. Un solo appunto a livello grafico: ho trovato la pagina un po' troppo "ingolfata" di testo. Forse sarebbe più leggibile spaziando di più le colonne, o mettendoci una linea divisoria in mezzo. Di nuovo complimenti per la bella iniziativa, e mi riservo di commentare in maniera più approfondita appena avrà letto il tutto. P. S.: Capisco le motivazioni di Ymalpas circa la scelta di non firmare gli articoli, però anche secondo me non ci sarebbero problemi a farlo...

  6. Io sono tra coloro che su TWO erano sempre stati molto critici nei confronti dell'ultimo Nizzi, ma le sue ultime 3-4 storie le avevo trovate decisamente migliori. Certo, niente di paragonabile al Nizzi dei tempi d'oro, ma avevo colto una volont? di tornare a scrivere come si deve. Quest'albo segue un po' quella scia: la storia non è niente di trascendentale, difetti ne ha, ma devo ammettere che sono arrivato alla fine senza annoiarmi, e anzi anche divertendomi in parecchie sequenze. Insomma, mi pare chiaro che Nizzi non torner? mai più a scrivere come faceva 20 anni fa, ma se le sue ultime storie manterranno almeno questo livello, gli concedo volentieri l'onore delle armi.

  7. La speranza è l'ultima a morire... Le ultime storie di Nizzi (Dieci anni dopo, Lo squadrone infernale, Capitan Blanco, Sul sentiero dei ricordi) mi erano sembrate decisamente meglio della sua media degli ultimi anni. Dieci anni dopo, in particolare, mi sembra la sua cosa migliore da almeno 7-8 anni. Spero proprio che questa storia dia una degna conclusione al personaggio della Tigre Nera.
    Venturi, a quanto vedo, ha fatto un ottimo lavoro.

  8. Concordo con chi dice che la storia ricorda le migliori del Nizzi dei bei tempi, e per me questo è il miglior complimento che si possa fare a Manfredi (io sono cresciuto con il Nizzi anni '80-'90, e devo ammettere che per me Tex è quello di quelle storie, ancor più che quello di GLB). Del resto avevo fiducia cieca in Manfredi. Penso che, nel campo del fumetto "popolare", oggi davvero pochi sceneggiatori possano stargli alla pari. Quanto alla storia: classica nell'impianto, pienamente rispettosa delle tipiche atmosfere texiane, ma con un tocco "manfrediano" inconfondibile (la minuziosa ricostruzione storico-sociologica, le scene di duello secche, rapide e violente, ecc.). Un Tex perfetto, duro, ma anche ironico quando serve. Un Carson da antologia. I disegni: Civitelli impeccabile come al solito, ma devo confessare che per una storia del genere avrei preferito un segno più sporco e dinamico: un po' alla Ortiz, tanto per fare un esempio.

  9. Contiene
    S
    P
    O
    I
    L
    E
    R

    Altre cose sono davvero assurde: tiratissima la figura di Mendoza, militare idealista al punto di trasgredire le regole: dove si è mai visto?

    Secondo me Mendoza è il personaggio più bello e più umano dell'albo, proprio per il suo essere lacerato tra la fedelt? al suo giuramento di soldato e gli ideali di giustizia che gli ha insegnato Tex.

    Fra l'altro

    la trasgressione delle regole vera e propria arriva solo alla fine, quando lascia andare Tex e i superstiti della battaglia. Prima c'è stato un lungo conflitto interiore, che l'ha portato addirittura a scontrarsi con l'uomo che fino ad allora era stato il suo eroe.

    L'ultima vignetta che lo raffigura, con quello sguardo triste, secondo me dice tutto: l'amarezza, la delusione per aver visto i suoi ideali andare in frantumi.


    E poi, vi sembra normale che lo stesso personaggio (sempre Mendoza, si intende) prima discuta con Tex per ore dell'uguaglianza di tutti gli esseri umani, e poi guidi i soldati contro gli indios al grido di :'Diamo una lezione a quei selvaggi ' ?

    Beh, è una battaglia, un po' di pathos ci sta bene, no? Bisogna pur stimolare i soldati...


    Di fondo, un grave problema: è una storia di Tex? Non mi sembra proprio: se il nostro ranger non ci fosse, la storia non cambierebbe di una virgola. Tex non è il motore della storia, è una comparsa.

    E' vero per altre storie di Boselli, ma in questo caso dissento nella maniera più assoluta. Tex E' il protagonista, e tutta la storia ruota attorno a lui.


    quando mai si è vista una battaglia in una pagina di nove vignette senza didascalie?

    Mai, ma se la scena è bella e ben riuscita (e secondo me lo ?, anzi è tra le più belle di tutto l'albo), che problema c'è?

    La tua obiezione mi ricorda quella frase di G. B. Shaw: "un conservatore è uno che crede che niente si debba mai fare per la prima volta".

    La scelta stilistica di Boselli è più moderna, non vi sono più certezze, e nasce dalla stessa ottica da cui nacquero molte avanguardie del primo '900: ma è adattabile con Tex, che è l'uomo delle certezze ( a volte, è vero, ha dei dubbi, nelle storie più belle, ma insomma, alla fine decide! ) .

    In realtà qui le certezze ci sono: Tex si mette senza esitazioni dalla parte dei deboli e degli oppressi, come ha sempre fatto. E per me, basta e avanza.


    Comunque, per quanto mi riguarda alla fine conta questo: che la storia mi ha coinvolto, appassionato, persino commosso, e che Tex, dopo tanti anni di cinturoni abbassati, torna ad essere l'eroe che era ai bei vecchi tempi.
    Di fronte a questo, tutte le altre considerazioni passano in secondo piano.

  10. Per quel che mi riguarda, questo Texone e` senza dubbio al livello dei capolavori di Boselli, e una delle storie piu`belle degli ultimi 20 anni. Un albo perfetto, disegnato in maniera magistrale. Il presunto "voltafaccia" di Tex, secondo me, non e` affatto tale, anzi e` proprio li` che Tex dimostra di essere VERAMENTE Tex:

    sceglie di fare la cosa che ritiene piu` giusta, anche a costo di mettersi contro l`amico Mendoza. Fino a quel momento l`aveva aiutato perche` era convinto, facendo cosi`, di aiutare anche gli indios. Quando capisce che Mendoza collaborera` con il governo e si rendera` complice di un genocidio, decide di stare dalla parte dei deboli, degli oppressi, anche a costo della vita. Insomma, se non e` Tex questo...
  11. Mah, dire che "si perde il filo della storia" per un paio di flash-back mi sembra eccessivo, tanto più che si capisce benissimo dove cominciano e dove finiscono. Forse l'effetto che Peppino definisce "confusionario" deriva dal fatto che l'analessi è poco frequente in Tex (GLB e Nizzi tendono a scrivere storie molto lineari, mentre Boselli la usa più spesso, ad esempio negli albi di gennaio-febbraio), ma in questo caso, personalmente, non ho avuto nessuna difficolt? a seguire la trama. Quanto alla scena del pestaggio del ragazzo nero, l'effetto era proprio quello: uno scoppio di brutalit? del tutto ingiustificata, che descrive bene il carattere del personaggio, figlio di pap? viziato e violento, abituato a sfogare la propria rabbia sui più deboli senza subirne le conseguenze (tranne quando si trova davanti un osso duro come Tex, ovviamente...).

  12. Concordo con i giudizi precedenti: un bell'inizio di storia, che spero avrà una seconda parte altrettanto bella. Una vicenda classica, ma rinnovata con dei tocchi psicologici molto azzeccati (il rapporto di Tex con lo sceriffo indiano) e con una grande attenzione agli scenari naturali, esaltata dai bei disegni dei Cestaro. Mi pare che i due gemelli stavolta si siano spostati verso uno stile che si rif? a certi maestri sudamericani (Bernet, ad esempio). Forse non tutto è ancora equilibrato, ma mi sembra un'evoluzione stilistica molto interessante. Tex è davvero molto simile a quello di GLB, con una sfumatura di ironica spacconeria che mi piace molto.

  13. Ho letto oggi la storia e mi è sembrata abbastanza scorrevole, piacevole, molto classica. La qualità è discreta, anzi considerando che si tratta di Nizzi è piuttosto buona. Mi è piaciuto il personaggio del tenente, che è descritto bene anche dal punto di vista psicologico. Sommer ancora abbastanza in gamba, anche se ogni tanto si notano un po' di sproporzioni. Ma del resto stiamo parlando di un disegnatore anziano e malato, quindi direi tutto sommato una buona prova. Invece i disegni di Leomacs non mi sono sembrati un granch?, anzi ogni tanto sembrano un tantino tirati via. Strano, perchè le sue prove su Magico Vento e Volto Nascosto invece le ricordavo molto buone.

  14. Ho letto da qualche parte che Boselli ha in progetto una sceneggiatura da dedicargli.

    Qualche tempo fa sono andato a un incontro con Fabio Civitelli in occasione di una mostra, e lui ha confermato che il soggetto di Boselli sulla fine di Dinamite effettivamente esiste, ma non ha ancora avuto l'imprimatur di Sergio Bonelli. Pare anche che fosse stato proposto (e poi bocciato) come soggetto per il numero 600. Comunque Civitelli ha detto che secondo lui la storia prima o poi si farà di sicuro.
  15. Quanto alla bella Mercedes, la sua presenza in quest'albo mi è sembrata abbastanza decorativa e priva di reale incidenza sugli avvenimenti; ha comunque consentito a Carson di mostrare uno degli aspetti più tipici della sua personalit?, quello di "vecchio galletto" e di portare una nota più gaia nella cupa vicenda ( va comunque detto che Boselli ha recuperato in quest'albo anche altri aspetti più consueti del carattere del vecchio pard: anche se non ha fatto cenno a bistecche alte tre dita e a patatine fritte, Carson ha potuto di nuovo lamentarsi delle ammaccature alle sue vecchie ossa  e delle punture di zanzara senza che nessuno dei critici abituati a censurare particolari del genere parlasse di svilimenti macchiettistici ).

    A me sarebbe piaciuto un ruolo un po' più articolato di Mercedes, ma capisco che probabilmente la vicenda era già complicata così com'?. Quanto alle patatine e ai reumatismi, non c'è "svilimento macchiettistico" perchè poi Carson al momento di passare all'azione tira fuori i cosiddetti ;). Complimenti a Boselli: bella storia e bel finale.
  16. Secondo me un altro indizio strano a proposito di Carfax, oltre a quelli citati, è anche

    la scena della cantina, dove lui svelle da solo la grata dal muro (e in una vignetta si vede che l'acciaio è praticamente piegato come burro, mentre Tex con il coltello non lo aveva nemmeno scalfito). Se ci si aggiunge l'insospettabile forza mostrata nella scazzottata del numero scorso, la sua ripresa sorprendentemente rapida dopo le ferite, l'osservazione del dottore ("una cosa che non ho mai visto nella mia carriera...) e il suo pensiero mentre osserva i libri ("se loro sapessero...")... beh, secondo me il buon Carfax ci riserver? una bella sorpresa!
  17. A me piacerebbe davvero vedere cosa ha fatto dai missionari Kit Willer, e magari, chissà, ce lo faranno vedere proprio in una futura storia di Tex.

    Sarebbe anche l'occasione per far uscire Kit dalla solita routine da controfigura di Tex o da appendice di Tiger Jack (o, volendo essere cattivelli, da portasfiga universale...).
  18. A me la storia all'epoca era piaciuta molto, ma c'è anche da dire che allora avevo 13 anni e leggevo Tex da 4 o 5, quindi non è che avessi tutto 'sto gran senso critico. Saranno minimo 10-15 anni che rileggo la storia, mentre invece ho sfogliato più spesso le pagine per i disegni. A me piacciono molto (anche se non sono i migliori in assoluto di Buzzelli), però va anche detto che ho una parzialit? per Buzzelli che è un disegnatore che adoro. Comunque capisco anche che siano parecchio fori degli standard texiani... insomma, in fondo non do tutti i torti a Sergio Bonelli per aver avuto un po' di incertezze. Non assegno voti perchè dovrei prima rileggere la storia, e per il momento non posso (l'albo è a casa dei miei, a 450 km di distanza, insieme ai 2/3 della mia collezione di Tex).

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