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TWF - Tex Willer Forum

Il sassaroli

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Posts posted by Il sassaroli

  1. Forse non vi siete accorti che Tex mette a terra el Lobo. Fisicamente e in combattimento gli è superiore. 

    Poi sono uno di fronte all'altro con un arma in mano: non è più un confronto, è uno stallo che l'autore decide di risolvere come ha fatto. Non piace? Lecito, ma non si può dire che lo scontro tra i due sia alla pari. Lo scontro è già finito con la vittoria di Tex, quando arriva la moglie del Lobo.

  2.  

    5 minuti fa, Landi dice:

    Sinceramente mi era piaciuto di più il primo albo. Nel secondo ci sono troppe cose fuori posto, situazioni e dialoghi, già sottolineati da chi mi ha preceduto nei commenti. Il duello (di parole) tra Tex e il Lobo non mi convince proprio. Dello spiegone (con flashback) avremmo fatto a meno. In generale tutto troppo “telefonato”, anche i colpi di scena

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    (perché a Tex morto ovviamente non ci crede nessuno). 


     

    VOTI: 6 storia (media tra 7 primo albo e 5 il secondo) 7 disegni (media tra 6 per il volto di Tex e 8 per il resto).

     

     

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    Non sei tu lettore a dover credere che Tex è morto, ma gli avversari. A te lettore è richiesto di apprezzare l'escamotage trovato da Tex.

     

     

     

  3. Che grande conclusione! 

    Sicuramente una delle migliori storie di Ruju.
    Un Tex massiccio. Alla faccia di chi dice che non spara più per primo. 

    Non mancano scene un po' tamarreggianti (Tex contro tutti) ma ormai Ruju le costruisce in maniera convincente (sì, Tex è da solo contro tutti però ha costruito una situazione che gli permette di avere comunque un vantaggio).

    Mi ha irritato la pagina di flashback verso la fine (sai, Pasquale, noi lettori non siamo tanto rincoglioniti da non aver capito cos'era successo), ma poi invece mi è piaciuto tanto il colpo di scena dell'ultima vignetta.

     

     

  4. Scusatemi, ma per conto mio state usando le AI esattamente al contrario di come si dovrebbe fare. L'idea buona dovrei averla io umano e poi alla AI farei fare il lavoro sporco. Quindi faccio processare alla AI l'idea e la sinossi mie per sviluppare lo storytelling. A questo punto revisione umana e per ultimo di nuovo i dialoghi alla AI con ulteriore revisione umana.

     

     

  5. <span style="color:red">18 minuti fa</span>, Angelo1961 dice:

    Il cartonato e’ “alla francese” solo per numero di pagine, non certo per stile. Il più delle volte è semplicemente un bonelliano accorciato. Se vuoi “essenzaliato” 😄

    Per leggere un Tex cartonato ci metto 15 minuti, per leggere un francese ci metto 3 volte tanto. Proprio perché non è lo stesso modo di raccontare una storia. 
    Geronimo, per me la storia verrebbe arrotondata per eccesso perché ci metterebbero qualche pagina di cornice con i pard attorno al fuoco con Tex che racconta…

    Molto vero, ma non sempre. Non ho il quadro completo, però negli albi che ho letto si alternano storie brevi raccontate in stile Bonelli e storie robuste raccontate alla francese. 

  6. 17 minuti fa, Tracce358 dice:

    La "difficoltà" a mio avviso nasce dalla tendenza a considerare Tex Willer ancora come una serie di avventure "chiuse" che può anche essere una chiave di lettura legittima per carità, ma nel complesso la serie racconta una storia unica a puntate che è la biografia giovanile di Tex. In questa ottica la foliazione di 60 pagine diventa funzionale, se fosse più consistente diventerebbe più appesantita...

    Proprio no.

    Sono in assoluto e totale disaccordo con te :P

    Primo perché Tex Willer non è un continuum, ma una serie a episodi. Divisi in capitoli, ma a episodi.

    Secondo perché, se anche fosse come dici tu, non è il numero di pagine che appesantisce o snellisce, ma come quelle pagine sono scritte.

  7. 54 minuti fa, Carlo Monni dice:

     

    Per curiosità, per caso leggi solo albi Bonelli? mi sembrerebbe la sola spiegazione logica del perché una debba trovare poco corposo un albo con 62 pagine di fumetti. In circa 62 annoi di letture ho avito albi di ogni formato e foliazione e mi andavamo benissimo. 

     

    Non è tanto una questione di pagine, ma di quanto "dense" siano queste pagine. Lo stile narrativo Bonelli è indubbiamente diluito, rispetto ad altre realtà. Senza pensare subito gli americani del secolo scorso, che in 20 pagine raccontavano la nascita dell'universo, lo sviluppo di una civiltà e la sua decadenza, anche in Italia c'è un modo di raccontare molto più conciso. Angelo cita giustamente il Comandante Mark, ma vorrei ricordare l'autore più essenziale di tutti: tale GLB, conoscete? Oggi è ancora così in ambito Disney o nei pocket AF e DK, e persino nel recente Toni Bellasalma. I francesi, che concisi lo erano, ora stanno un po' sbrodolando, mentre tra i giapponesi ho raramente trovato il dono della sintesi.

    Non è certo un difetto la "narrazione decompressa" è uno stile. Può piacere o meno. Può essere ben padroneggiata da uno sceneggiatore e magari un altro può trovarsi meglio quando le pagine lo costringono a condensare. Boselli ha dimostrato nei fatti di essere a proprio agio sia con le 400 pagine come con le 40.

    Il problema però c'è se scrivi in maniera decompressa e hai poche pagine a disposizione. In questo caso, da lettore, non c'è la soddisfazione abituale. Certo, basterebbe leggere la storia quando è finita, ma chi ha voglia di aspettare? Quando ho un albo in mano c'è il piacere di leggere quell'albo, bella o brutta che poi risulti la storia. 

    • +1 2
  8. <span style="color:red">4 ore fa</span>, frank_one dice:

    - Si scopre che Tex da giovane ebbe una figlia con Lupe.

    - Questa figlia riappare e diventa il primo pard femminile.

    - Tex e Lupe si riavvicinano e quest'ultima in parte colma il vuoto lasciato da Lilith.

     

    Sarebbe una bella svolta, un cambiamento allo status quo che accetterei. Dopo 75 anni ci può anche stare.

    Spero che per tornare a casa, ieri notte, tu abbia fatto guidare un altro :P

    • Haha (0) 4
  9. <span style="color:red">6 minuti fa</span>, Tex_Willer90 dice:

    Strano perchè ho preso in mano questo e il maxi ma continuo a notare una diversità di morbidezza tra i due, poi a me manco dispiace eh visto che a volte devo appoggiarmeli addosso leggendo da sdraiato però per me qualcosa l'hanno cambiata, o magari è stato il tempo avverso di questi giorni qui al nord. 

    Rileggi quello che ho scritto: non è quello che hai capito ;)

  10. Non c'è nessuna differenza nella carta tra la copertina de I dire sceriffi e quelle della serie regolare.

    Rispetto ad altri collaterali o alle ristampe Tutto e NR, questa copertina non è plastificata.

  11. Entrambe :D

     

    Da colophon risulta: 

     

    TEX LA LEGGENDA N. 1 MAGGIO 2026

     

    In seconda di copertina Davide Bonelli dice: "avrà una cadenza annuale".

     

    Però sul colophon, più sotto e in caratteri microscopici, c'è scritto anche:

     

    SBE presenta n. 11. Pubblicazione semestrale. Registrazione Tribunale di Milano n.204 del 28/03/2006.

     

    Quindi un semestrale del quale sono usciti 11 numeri in vent'anni :lol:

  12. Storia ben congeniata, avvincente, con personaggi interessanti e ben caratterizzati. Un po' sottotono Carson. Le vedove nelle trame di Ruju stanno diventando come gli origlioni in quelle di Nizzi :P ma non infastidiscono allo stesso modo. Il volto di Tex di Casertano non mi entusiasma, ma le tavole sono perfettamente funzionali al racconto. E poi se il suo Tex mi risulta poco riconoscibile, tutti gli altri personaggi magnifici!

     

    P.S.

    Il pueblo su cui tanto si è insistito nella presentazione dell'albo e su cui sono centrati i redazionali, in realtà è solo una delle location. Non la più rappresentativa, non essenziale nella vicenda e neppure quella cui Casertano dedica maggior attenzione. 

     

    P.S.2

    Dal vivo la copertina (non plastificata) è ancora meno accattivante che in foto: non buca l'edicola, né fa venir voglia di prenderle in mano l'albo.

    • +1 2
  13. Se la storia è ottima, non posso dire lo stesso del disegno di copertina. Ci sono copertine che catturano un momento e copertine che raccontano una storia. Questa fa parte del secondo tipo. È composta da tre elementi separati tra loro: il Tex (gigantesco!), El Lobo monocromatico rosso in primo piano (minuscolo rispetto a Tex) e lo sfondo monocromatico azzurro col personaggio in fuga.

    È, come ho detto, una copertina che racconta molto, ma personalmente non gradisco questo tipo di impostazione: l'effetto è quello di un collage con elementi non coerenti tra loro. Un "copiaincolla" inevitabilmente disarmonico, che non risulta anche illeggibile solo per la colazione diversa dei tre elementi grafici. Sì, questa volta il colorista (Villa stesso o un oscuro redattore, chissà) è stato decisamente abile a salvare il salvabile.

    Già si sono viste copertine con più elementi non amalgamati (la peggiore in assoluto, per me, rimane "La leggenda di Yellow Bird", ma anche "Rick Master, detective" va ricordata) e quindi evidentemente a qualcuno (forse anche a molti) queste copertine piacciono, mentre io le trovo inadatte a rappresentare il contenuto dell'albo. L'immagine narrativa (come questa) frammenta l'attenzione tra i diversi piani temporali e d'azione, smorzando l'impatto emotivo di chi quell'immagine scorge in edicola. Al contrario una copertina focalizzata su un singolo momento cattura l'occhio e "spara" un'emozione a chi la vede. 

    Questo in generale. Dal punto di vista "filosofico" (Kairos vs Chronos), se volete. Scendendo nel particolare, queste copertine "collage" hanno sempre qualcosa che non va. In questa ci sono troppe pistole (l'effetto è quello di una dea Kali armata) e un Tex focomelico: dov'è il suo braccio destro? Il corpo di El Lobo non è abbastanza grande per nasconderlo. 

    In conclusione direi che questa copertina ci ricorda che "di più" non significa quasi mai "meglio". Raccontare una storia è il compito delle pagine interne; il compito della copertina è catturarti in un istante. È sempre di sorprendente attualità il celebre motto della Bauhaus "Less is more"

    • +1 2
  14. <span style="color:red">6 minuti fa</span>, frank_one dice:

    Mi immagino il dialogo più o meno così:

    "Devi scrivere una storia per una nuova collana!"

    "Benissimo, c'è qualcosa che devo sapere? Uno specifico argomento da trattare, un'impostazione diversa alla narrazione, la presenza di determinati personaggi.."

    "Ah, no, no. Tu fai finta che sia una storia per la serie regolare in due albi. Anzi, forse facevo prima a non dirti nulla. Scrivi, scrivi!"

     

     

    :lol::lol::lol:

  15. Personalmente non sono infastidito dallo strillo in sé. Mettere in evidenza quello che l'albo contiene non è mai sbagliato. 

    Però la grafica... Dai, guardate cosa c'è oggi in edicola con strilli fatti a quel modo: l'ultimo Alan Ford del Bunker e l'ultimo Dago Nuovifumetti. Due editori che raramente vengono presi a esempio per la cura grafica dei loro albi. Da SBE è lecito pretendere di più.

    • Like (+1) 2
  16. La grafica (logo, titolo e strillo) è da stagista. Peccato. Mi pareva che le con ultime produzioni il livello si fosse un pelo alzato. 

     

    La copertina invece mi lascia molto perplesso. Cioè, vista così è una colorazione ignobile: un fondo pastello e Tex sparaflashato sopra non si può proprio vedere.

    Però mi chiedo: non è che il Tex viene stampato su una sovracoperta in acetato trasparente? Allora il tutto avrebbe un senso.

     

     

     

    La storia invece mi pare interessante: western dcazione classico. Una di quelle storie che a Ruju riescono bene.

  17. 5 ore fa, frank_one dice:

    Cioè, vorresti un magazine con articoli di solo testo senza immagini a corredo?

     

    No, no. Voglio dire che le immagini dovrebbero essere funzionali a esplicitare il testo. Attualmente pare che il testo sia una didascalia per le illustrazioni di Aldo De Gennaro.

     

    1 ora fa, Mister P dice:

    Qualunque esperto di marketing vi direbbe che state inseguendo modelli editoriali superati. E per quanto anche i suddetti esperti prendano a volte topiche pazzesche, stavolta avrebbero ragione.

     

    Probabile :lol: 

    Quasi niente di quello che vorrei trovo in edicola come lo vorrei

    Però, parlando adesso di comics, se gli esperti del marketing mi hanno perso, ho l'impressione che non siano riusciti a sostituirmi...

     

     

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