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Il sassaroli

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Everything posted by Il sassaroli

  1. Riformulo invertendo l'ordine dei fattori La copertina de "I due sceriffi" NON è come quella dei Maxi, perché è come quella della serie regolare.
  2. Rileggi quello che ho scritto: non è quello che hai capito
  3. Non c'è nessuna differenza nella carta tra la copertina de I dire sceriffi e quelle della serie regolare. Rispetto ad altri collaterali o alle ristampe Tutto e NR, questa copertina non è plastificata.
  4. Entrambe Da colophon risulta: TEX LA LEGGENDA N. 1 MAGGIO 2026 In seconda di copertina Davide Bonelli dice: "avrà una cadenza annuale". Però sul colophon, più sotto e in caratteri microscopici, c'è scritto anche: SBE presenta n. 11. Pubblicazione semestrale. Registrazione Tribunale di Milano n.204 del 28/03/2006. Quindi un semestrale del quale sono usciti 11 numeri in vent'anni
  5. Storia ben congeniata, avvincente, con personaggi interessanti e ben caratterizzati. Un po' sottotono Carson. Le vedove nelle trame di Ruju stanno diventando come gli origlioni in quelle di Nizzi ma non infastidiscono allo stesso modo. Il volto di Tex di Casertano non mi entusiasma, ma le tavole sono perfettamente funzionali al racconto. E poi se il suo Tex mi risulta poco riconoscibile, tutti gli altri personaggi magnifici! P.S. Il pueblo su cui tanto si è insistito nella presentazione dell'albo e su cui sono centrati i redazionali, in realtà è solo una delle location. Non la più rappresentativa, non essenziale nella vicenda e neppure quella cui Casertano dedica maggior attenzione. P.S.2 Dal vivo la copertina (non plastificata) è ancora meno accattivante che in foto: non buca l'edicola, né fa venir voglia di prenderle in mano l'albo.
  6. Se la storia è ottima, non posso dire lo stesso del disegno di copertina. Ci sono copertine che catturano un momento e copertine che raccontano una storia. Questa fa parte del secondo tipo. È composta da tre elementi separati tra loro: il Tex (gigantesco!), El Lobo monocromatico rosso in primo piano (minuscolo rispetto a Tex) e lo sfondo monocromatico azzurro col personaggio in fuga. È, come ho detto, una copertina che racconta molto, ma personalmente non gradisco questo tipo di impostazione: l'effetto è quello di un collage con elementi non coerenti tra loro. Un "copiaincolla" inevitabilmente disarmonico, che non risulta anche illeggibile solo per la colazione diversa dei tre elementi grafici. Sì, questa volta il colorista (Villa stesso o un oscuro redattore, chissà) è stato decisamente abile a salvare il salvabile. Già si sono viste copertine con più elementi non amalgamati (la peggiore in assoluto, per me, rimane "La leggenda di Yellow Bird", ma anche "Rick Master, detective" va ricordata) e quindi evidentemente a qualcuno (forse anche a molti) queste copertine piacciono, mentre io le trovo inadatte a rappresentare il contenuto dell'albo. L'immagine narrativa (come questa) frammenta l'attenzione tra i diversi piani temporali e d'azione, smorzando l'impatto emotivo di chi quell'immagine scorge in edicola. Al contrario una copertina focalizzata su un singolo momento cattura l'occhio e "spara" un'emozione a chi la vede. Questo in generale. Dal punto di vista "filosofico" (Kairos vs Chronos), se volete. Scendendo nel particolare, queste copertine "collage" hanno sempre qualcosa che non va. In questa ci sono troppe pistole (l'effetto è quello di una dea Kali armata) e un Tex focomelico: dov'è il suo braccio destro? Il corpo di El Lobo non è abbastanza grande per nasconderlo. In conclusione direi che questa copertina ci ricorda che "di più" non significa quasi mai "meglio". Raccontare una storia è il compito delle pagine interne; il compito della copertina è catturarti in un istante. È sempre di sorprendente attualità il celebre motto della Bauhaus "Less is more"
  7. Primo albo decisamente riuscito. Nel secondo può ancora succedere di tutto. Mi sbilancio a dire che sarà una delle migliori prove di Ruju
  8. Personalmente non sono infastidito dallo strillo in sé. Mettere in evidenza quello che l'albo contiene non è mai sbagliato. Però la grafica... Dai, guardate cosa c'è oggi in edicola con strilli fatti a quel modo: l'ultimo Alan Ford del Bunker e l'ultimo Dago Nuovifumetti. Due editori che raramente vengono presi a esempio per la cura grafica dei loro albi. Da SBE è lecito pretendere di più.
  9. La grafica (logo, titolo e strillo) è da stagista. Peccato. Mi pareva che le con ultime produzioni il livello si fosse un pelo alzato. La copertina invece mi lascia molto perplesso. Cioè, vista così è una colorazione ignobile: un fondo pastello e Tex sparaflashato sopra non si può proprio vedere. Però mi chiedo: non è che il Tex viene stampato su una sovracoperta in acetato trasparente? Allora il tutto avrebbe un senso. La storia invece mi pare interessante: western dcazione classico. Una di quelle storie che a Ruju riescono bene.
  10. Con Tex e pards a prendere il sole a Venice Beach? Sarebbe stato favoloso
  11. No, no. Voglio dire che le immagini dovrebbero essere funzionali a esplicitare il testo. Attualmente pare che il testo sia una didascalia per le illustrazioni di Aldo De Gennaro. Probabile Quasi niente di quello che vorrei trovo in edicola come lo vorrei Però, parlando adesso di comics, se gli esperti del marketing mi hanno perso, ho l'impressione che non siano riusciti a sostituirmi...
  12. L'Enciclopedia della Paura di DD ha una formula interessante: l'esplorazione dei topoi accoppiando storie e articoli. Per qualche anno potrebbe funzionare anche per Tex, ma è una formula destinata all'esaurimento. Mi attira di più l'idea di un Magazine con più storie, meno articoli e, soprattutto, niente illustrazioni (!), rispetto a quello odierno. Mi piacerebbe anche che venisse invertita l'importanza delle storie: lunga quella del comprimario, breve quella (o, meglio, quelle) di Tex. Un magazine così, magari semestrale, che, come conseguenza, si mangiasse il Color di storie brevi (non verserei una lacrima) sarebbe per me interessante.
  13. Finalmente ho avuto il tempo di rileggere questa storia. L'ho trovata piacevole. Molto classica ma altrettanto ben raccontata, con personaggi perfettamente delineati e dialoghi davvero brillanti. Spiace solamente che nella prima sparatoria Tex si lasci sospendere come il tipico pollastro nizziano. Zaniboni incostante: alcune tavole meravigliose e altre più tirate via. Sulla collezione confermo il giudizio già espresso qui sopra.
  14. Personalmente ho trovato lo stile di scrittura totalmente privo di spigoni, anzi con ampio spazio lascialo alla fantasia del lettore per quello che riguarda i passaggi narrativi, quanto di più innovativo si sia visto in un albo SBE negli ultimi 2-3 anni. Da solo questo vale il mio voto.
  15. Stella d'argento non ti è piaciuto?
  16. Ho preso la ristampa colorata in formato 16x21 del Super Tex Speciale. È già il secondo texone in cui i colori della GFC sono allo stesso livello della Tex Classic (ovvero della Collezione Storica). I primi due texoni erano in po' più curati, sembravano avere una mano artistica, qui si percepisce un lavoro "industriale". Pensavo però che questi colori piatti potessero adattarsi allo stile di Zaniboni e invece non è affatto così. Fondi di cartone con un protagonista giallo canarino sopra e blu fluo sotto. Una roba inguardabile che soffoca la linea chiara di Zaniboni.
  17. "Cannata" direi proprio di no. Se proprio proprio bisogna trovarci un difetto diciamo che il terzo albo è più prevedibile degli altri due, però nel complesso io l'ho trovata una storia riuscita.
  18. Una parola sull'autore zagoriano più "in palla" del momento. Questa per Rauch è una storia minore. Come dice giustamente Diablorojo, tutto ruota attorno alla psicologia di Angel e l'avventura di Tex e Tiger passa in secondo piano. Scelta non certo sbagliata per un magazine, che in qualche modo deve differenziarsi dalla regolare, dai maxi, dai texoni, dai color. Se devo trovare una critica, vedo un paio di "burattinate" che mi hanno stupito, perché su Zagor, di solito, Rauch non le fa. La prima è tutta la seconda tavola della storia: un flashback assolutamente inutile perché mostra ciò che già si era intuito. Un paio di dialoghi soffrono della stessa inutilità, in quanto dichiarano cose già comprese. C'è anche un anacoluto, che un po' di fastidio mi ha dato: se tutti i personaggi parlano un italiano letterario, non ci può essere posto per anacoluti. Nel complesso mi pare che Rauch sia pronto per qualcosa di ben più impegnativo su Tex.
  19. La gag cichiana introduceva un'avventura che poteva essere leggera o drammatica. Se era leggera magari alla fine c'era un'altra gag. Non ho ricordi di una storia drammatica che si chiuda con una gag, se non la marcia della disperazione e lì Zagor che scappa dalla finestra mi è sempre sembrato fuori luogo. Stessa cosa per la morte di Jenny, che già nella pagina successiva (nuova storia) non lascia nessuno strascico emotivo.
  20. Qualunque sia il motivo che ha portato a storie di lunghezza "giusta", faccio notare che qualche volta attaccare due storie porta a conseguenze spiacevoli. Faccio una esempio recente e clamoroso capitato su Zagor: muore Jenny per opera di quattro baldi e Zagor è preda di un rimorso cupo. La pagina dopo una spiritosa gang di Cico da inizio all'avventura successiva. Una cosa decisamente fuori luogo. Aver lasciato decantare un mese gli eventi avrebbe reso l'inizio dell'avvenuta successiva meno fastidioso.
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