Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

Leo

Ranchero
  • Posts

    2,634
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    103

Posts posted by Leo

  1. <span style="color:red">6 minuti fa</span>, Letizia dice:

    Una mezza calzetta, che vuol fare bella impressione con i suoi superiori e che paga di tasca sua l'incredibile cifra di 10 dollari (anche se, forse, a cranio) contando di rifarsi abbondantemente per il servizio reso, è poco credibile?

    Sai quanti ne conosco di tipi così, tipi che prendono iniziative non richieste, sperando in chissà quali benefici e che invece combinano solo guai?

     

    Mi è parsa una scorciatoia, ma nulla di davvero clamoroso. Una scelta che reputo discutibile, ma non necessariamente sbagliata.

  2. CONTIENE 

    SPOILER

     

    Il 9/11/2022 at 20:01, Diablero dice:

     

    Fosse solo Carson...  le due "giovani amiche" a pagina 15-16 hanno gli occhi così spalancati e un espressione così innaturale da sembrare sotto controllo mentale...

     

    In generale Mastantuono fa in questa storia un ottimo lavoro., e lo trovo persino migliorato rispetto alle prove precedenti su Tex...  TRANNE quando usa quell'espressione. La mette in faccia a Carson e alle "giovani amiche", con effetti abbastanza ridicoli.

     

    In generale, "carica" molto le espressioni, e questo è un suo PREGIO: i suoi personaggi "recitano" con la faccia, dimostrano emozioni, abbandonando magari un "realismo fotografico" oggi troppo comune, e questo è un pregio di Mastantuono: ma deve stare attento a non esagerare, e quando mette gli occhioni spalancati come fanali esagera.

     

    Quindi, anche sui disegni, difficile dare un voto univoco, in un albo dove i disegni generalmente sono ottimi, e poi ogni tanto trovi quei fanali...

     

    Credo che Mastantuono in questo albo sia stato semplicemente superlativo. Un grandissimo narratore per immagini, con i vari personaggi resi graficamente in maniera perfetta. Tuttavia, concordo che quei fanali sono molto infelici nella resa delle espressioni dei volti, e delle ragazze e dello stesso Carson. E sempre a proposito di Carson, trovo la sua rappresentazione molto discontinua: in alcune vignette pare un vecchietto in pensione, in altre l'aitante ranger che deve invece essere. 

    Da migliorare quindi Carson e le scelte caricaturali, per il resto da applausi.

     

    Passando a Ruju, lo trovo molto in forma. La scena del flashback di Carson con Angela è molto bella, così come la successiva, tragica, scena che vede coinvolto l'ingegner Flynn. Emozionante anche la vignetta in cui Angela, con la voce strozzata per l'emozione, abbraccia Carson nel silenzio rispettoso degli altri pards. 

     

    Oltre ad Angela, la storia è bella anche per gli altri personaggi, che si preannunciano particolarmente gustosi: non solo Joe Capilano e il già protagonista John Stewart, ma anche i vilain sembrano all'altezza, sia quelli già presentati, come il corpulento Warberg, che quelli solo evocati, vale a dire il "macellaio" Kircher, che spero sia all'altezza della sua terribile fama e possa così costituire un avversario davvero rognoso per i nostri. 

     

    Le scene d'azione mantengono alto il ritmo della narrazione. Sull'intervento di Ross, concordo con Diablero: è singolare e probabilmente poco credibile che l'ultima ruota del carro (come sembra apparire) prenda un'iniziativa così decisa contro due sconosciuti che fanno qualche domanda, finendo presumibilmente per fornire una pista a Tex (soluzione troppo semplice, a mio modo di vedere). Tuttavia, messa da parte questa scelta discutibile - discutibile soprattutto perché è forse una scorciatoia dell'autore per mettere i nostri sulla strada giusta - continuo a godermi la storia, inclusa quella che Diablero definisce una "tamarrata". È vero che sono due contro quattro, ma non è la prima volta che Kit o gli altri accettano lo scontro ad armi pari pur in inferiorità numerica: a maggior ragione lo può fare Kit, più giovane e scapestrata testa calda. Diverso è il discorso circa l'abuso dello stesso espediente (scontro senza armi) nel giro di poche pagine: qui sono molto più d'accordo, anche se ritengo ci possa comunque stare per giustificare la morte di Ross, che probabilmente serviva a Ruju per lo svolgersi della trama. 

     

    In estrema sintesi, albo molto bello, che mi rende ottimista per il prosieguo.

  3. <span style="color:red">2 ore fa</span>, MarrFarr dice:

     

    Ussignur! Ma ciofeche come La belva umana, Il veleno del cobra, Figlio del vento, Alaska, Il boss di Chicago me le ricordo solo io?
    Questo maxi ha un sacco di luoghi comuni texani, delle classiche scene nizziane che avete già citato più volte, però l'ho letto con gusto (a differenza dei balenotteri elencati sopra) non mi sono pentito dell'acquisto.
    La sceneggiatura scorre benissimo, non ci sono tempi morti, oltre agli origlioni e alle torte di mele ci sono anche diversi elementi originali e il finale mi ha fatto apprezzare anche di più questo maxi.

    E poi ci sono i disegni dell'immenso Giampo che sono una vera e propria gioia per gli occhi. Si è già detto della caratterizzazione dei comprimari e delle comparse, ma quello che mi piace ancora di più di questo disegnatore è la costruzione delle tavole, la sua abilità nella trasposizione della storia in disegni rendendo ogni scena interessante con cambi di inquadratura continui.

     

    Insomma, si è letto certamente di meglio ma I quattro vendicatori sono un maxi pregevolissimo.
     

     

    Concordo assolutamente 

    • +1 1
  4. <span style="color:red">9 ore fa</span>, valerio dice:

    Per quanto mi riguarda considero questa storia da 6.50/7, ed è una sorpresa parlando di uno sceneggiatore ultra ottantenne e decisamente non più "nei suoi cenci" da molto tempo.

    Fatico a capire chi definisce questo maxi una truffa

     

    Un 6,5 onesto, se glissiamo su un incipit veramente molto molto infelice (pista trovata subito e scena del capostazione). Per il resto, ci si diverte pure, anch'io reputo la parola "truffa" profondamente sbagliata, al pari di "mefistronzata".

  5. <span style="color:red">19 ore fa</span>, F80T dice:

    Non è semplice cercare di ragionare su una storia che ha ottenuto già ben 23 pagine di commenti, in cui tutte le possibili opinioni sono state già proposte.

    Ma mi ci provo ugualmente, visto che il senso principale della partecipazione al forum è, a mio giudizio, proprio quello di condividere le impressioni sulle varie pubblicazione.

     

    Mi scuso, però, per il fatto che la recensione vera e propria sarà più breve di tre, lunghe premesse.

     

    I) Più volte ho affermato che, pur riconoscendo la canonicità della magia - o meglio, del soprannaturale - su Tex, nondimeno le storie in cui essa appare sono quelle che meno si accordano con i miei gusti. Anzi, devo essere più preciso: il soprannaturale può anche piacermi, ma se si colloca in quella striscia crepuscolare che esiste tra racconto verisimile e racconto fantastico. La già citata Colorado Belle è l'esempio paradigmatico del soprannaturale che a me piace trovare su Tex. Quindi, il mio approccio ai sette volumi sullo scontro definitivo tra Tex e Mefisto è viziato da questo bias cognitivo.

     

    II) Come detto anche da Boselli, l'ultima apparizione di Mefisto, a cura di Nizzi e Villa, aveva lasciato un grave strappo nella serie. La nemesi di Tex che fugge alla cattura, senza che il nostro eroe e i suoi compagni si preoccupino minimamente di andare alla sua ricerca, adagiandosi sulla convinzione che tanto sarebbe tornato a cercarli, ma senza pensare a tutto il male che egli avrebbe potuto fare a innocenti. Un affronto al senso di giustizia di Tex. Così come un affronto alla storia della serie è la beffa finale di Mefisto.

    Ebbene, riconosco a Boselli il coraggio di tentare la sutura di questo strappo, cogliendo l'occasione per rimettere insieme le varie smagliature che le epopee di Mefisto e Yama avevano lasciato. E' un po' il lavoro che sta facendo sul passato di Tex, dove sta rimettendo insieme una biografia tutto sommato coerente, facendoci dimenticare che, in realtà, le prime avventure del nostro fuorilegge sono ambientate sul crepuscolo del XIX secolo.

    Devo inoltre riconoscere al nostro Curatore anche un impegno e una dedizione fuori dal comune. La cura con cui ha messo mano alla saga di Mefisto è evidente. Trasuda (troppo, come dirò ultra) da ogni vignetta.

     

    III) Infine, è mia opinione che il battage pubblicitario che la Casa editrice ha messo in piedi sulle due storie dedicate a Mefisto abbia penalizzato la valutazione dell'opera realizzata. Se le aspettative vengono fatte artificialmente lievitare, è poi difficile soddisfarle in pieno.

     

    Veniamo, dunque, alla valutazione.

    Gli aspetti negativi che ho riscontrato nei due capitoli dell'unica storia si possono facilmente evincere già dalle mie premesse.

     

    In primo luogo, l'uso del soprannaturale è sfacciato. Non si colloca nella zona d'ombra di cui ho parlato. E nemmeno, aggiungo, si tratta di forze magiche, orrende e oscure, che anche l'inconscio di una persona razionale può comprendere  istintivamente e temere.

    No, qui si vedono poteri magici da Dragon Ball Z e scontri tra Super Sayan (nella specie Padma e Yama), che mai avrei voluto vedere sulla saga del mio ranger preferito.

     

    Il secondo difetto si àncora al primo e già tanti lo hanno sottolineato: tutto il soprannaturale viene spiegato per filo e per segno; siamo di fronte a una specie di Manuale delle Giovani Marmotte della Magia Nera. Ecco, se ancora posso accettare che nel mondo di Tex operino presenze oscure, mi sembra poi eccessivo giungere a un soprannaturale perfettamente codificato.

     

    Allo stesso modo, la grande cura nel dare coerenza a tutte le storie su Mefisto e Yama che si sono succedute nel tempo ha finito per rendere troppo, come dire, meccanico lo sviluppo della storia. Mi spiego meglio: poiché occorreva rimettere insieme i vari pezzi, la fantasia di Boselli mi è sembrata imbrigliata in una gabbia che ha finito per penalizzarla.

     

    Infine, mi pare che una caratteristica tipica di Boselli, la presenza di molti personaggi nelle sue storie e l'intreccio di vicende autonome, sia stata in questi sette volumi accentuata sino a divenire un difetto. Ci sono quasi tutti: Mefisto e Yama, Padma e Narbas, Lily e Morisco, Tom Devlin e gli amici energumeni di Frisco. Troppi per la credibilità della storia.

     

    E' tutto da buttare, dunque? Penso di no. La sceneggiatura non ha non sense narrativi (i proiettili deviati dal Pistolero Vudu, il cannone di Old South) e, comunque, leggere i sette albi - che pur non penso di riprendere presto in mano - non mi è costata fatica.

    Tutto sommato, concluderei per un 5,5, pur provando rammarico per non poter premiare di più il sincero sforzo dello sceneggiatore.

     

    Poche parole per il comparto disegni.

    Molto, molto bene i Cestaro.

    Sbagliata, per la seconda parte, la scelta di Civitelli, che ha reso molto bene nelle scene ariose, ma che non mi pare a suo agio con il mostruoso, tanto che assegnargli questa storia è stato forse un torto nei suoi confronti.

     

     

    Quoto tutto quello che hai scritto. I tuoi messaggi mi piacciono sempre molto e qui hai centrato in pieno le motivazioni per le quali non ho apprezzato questa storia, incluso il comparto disegni. Civitelli è un gigante ed è fuori discussione, ma anch'io credo che il suo tratto non lo aiuti a rendere nelle storie magiche (anche se qui il magico sconfina in superpoteri ben poco inquietanti). 

  6. 2 ore fa, Gunny dice:

    Non mi pare che Borden abbia preso il termine come un insulto personale, cosa che state cercando voi di far passare e cosa che invece non è assolutamente. Capisco che vogliate farvi belli agli occhi di Mauro ma così vi rendete solo ridicoli. Addirittura scomodare la netiquette! :lol: Non vi dimenticate di alzare il mignolo quando bevete il tè, mi raccomando :P

     

    Non vuoi capire, evidentemente. Ti dico di moderare i termini. Mefistronzata è un'offesa.   Così come ridicolo rivolta a me. Se anche Borden non se la prende, resta un'offesa. Il lavoro di mesi e mesi, suo e dei disegnatori,è liquidato come una stronzata. Non mi voglio fare bello agli occhi di Mauro, se lo volessi gli liscerei sempre il pelo, invece gli ho dato del sadico per averci "sequestrati" 7 mesi e ho bocciato la storia. Solo che eviterei certi epiteti. 

    <span style="color:red">15 minuti fa</span>, Mister P dice:

    L'utente Gunny è pregato di smettere di fare sarcasmo fuori luogo.

     

    Ho letto il tuo intervento dopo aver scritto il mio post. Altrimenti non lo avrei scritto. Grazie

  7. <span style="color:red">43 minuti fa</span>, Gunny dice:

    Buono a sapersi. La prossima volta, prima di utilizzare il termine "mefistronzata", manderò una richiesta in carta bollata al Ministero (scegliete voi quale) per evitare che i principini del forum si scandalizzino e comincino a piangere perchè secondo loro ho insultato il loro eroe. Paradossalmente è stato proprio Borden ad aver capito l'utilizzo del termine, anche se l'espressione leone da tastiera poteva risparmiarsela.

     

    Gunny, non c'è bisogno che ti faccia saltare la mosca al naso. Qua non è questione di principini, ma di rispetto per il lavoro dell'autore. Non hai insultato nessun nostro eroe, hai usato un'espressione irriguardosa per una storia e di conseguenza per il suo autore. 

     

    Io ho detto di essere deluso da questa storia e da questa performance di Borden. Un'altra cosa è definire la storia una stronzata (perche l'espressione mefistronzata questo dice) o una puttanata. 

     

    Esiste o no una netiquette qua dentro? Io credo che qui siamo liberi di criticare, anche ferocemente, la testata e la casa editrice, ma non possiamo far finta che l'autore non ci sia e non ci legga, così da regolare i toni di conseguenza.

     

    Poi, Borden è uno sportivo e si sa difendere da solo, ma io con questo pippone non voglio difendere solo lui; mi piacerebbe solo si adoperasse un altro linguaggio, senza per questo essere chiamato principino

  8. 10 minuti fa, Poe dice:

    Ok, Leo, però adesso non drammatizziamo troppo. :lol:

    Per chi non ama Mefisto ci sono state tante altre "consolazioni" in questi 7 mesi: "Tex Willer", Maxi, Color, Cartonati, Texoni... e chi più ne ha più ne metta. Un bel po' di roba con cui sfuggire a Mefisto.

     

    In passato, quando c'era solo la serie regolare, sì che sarebbe stato un tormento, se non ti piace il genere...

    Pensa come dev'essere stata dura per i lettori sopportare per mesi e mesi quella maratona che è "Il segreto del Morisco" di Nolitta, senza alcuna alternativa. Un incubo.:lol:

     

     

    <span style="color:red">2 minuti fa</span>, valerio dice:

    Ma infatti quella storia di Nolitta è l'incubo maximo della storia di Tex.:P

    Intendiamoci: w le storie lunghe. Ma devono essere di un certo tipo...

     

    Eppure a me non dispiacque, sempre a proposito delle aspettative... 

  9. 47 minuti fa, Jeff_Weber dice:

     

    Intervengo tuttavia e per l'ultima volta su questo topic per manifestare il mio disagio e profondo dolore per certe offese gratuite al lavoro di @borden definito una "mefistost******a" che a mio avviso avrebbero d

     

    Anch'io ho biasimato questa uscita, perché la trovo irrispettosa nei confronti dell'autore della storia. Così come la parola "puttanata" usata dopo in un altro post. Ma al di là del mio modo di essere, che mi porta a rifuggire certe espressioni troppo forti e offensive nei confronti del lavoro di una persona, vedo in quegli interventi il trasporto e l'accaloramento di alcuni lettori per un personaggio, e magari anche per un autore, che amano e che stavolta li ha profondamente delusi. Perché non sempre i lavori riescono e gli esiti sono all'altezza delle aspettative, ma c'è modo e modo di vivere la delusione, e questa è tanto più forte quanto più alte erano appunto le aspettative, quanto più forte era stato il can can sul ritorno di Mefisto, quanto più ampia è stata la durata della storia. 

     

    Ecco, questo è un punto dolente: la durata. Per chi non ama Mefisto, questi sette mesi sono stati una prigionia texiana. Ogni 7 del mese l'attesa di passare in edicola era per me depotenziata dalla consapevolezza su quello che avrei trovato sullo scaffale. Una sensazione vissuta già venti anni fa, quando iniziava una storia dell'ultimo Nizzi. Il primo mese, non sapendo se vi avrei trovato Nizzi o Boselli, entravo in edicola ansioso di leggere il nome sul tamburino; il secondo mese di una storia di Nizzi sapevo già quello che vi avrei trovato, e ci andavo senza piacere né voglia: le stesse sensazioni di questi mesi.

     

    Vuoi fare una storia di Mefisto? Fa pure. Ma tenere imprigionata una fetta di lettori per sette mesi è sadismo.

     

    Poi la storia l'ho letta, a cervello spento e col pilota automatico. Mi sono disposto a leggere con maggiore attenzione solo l'albo finale, che credevo sarebbe stato incentrato sul trionfo annunciato in pompa magna. Credevo in un VERO trionfo, che in qualche modo sarebbe stato ribaltato strada facendo. Vista la copertina, il titolo, le pagine in più, ho pregustato qualcosa di veramente drammatico, una situazione veramente al limite e senza via d'uscita, con un colpo di reni disperato finale che riportava i nostri a vincere. Invece del trionfo non c'è nemmeno l'ombra. Dura talmente poco che all'inizio, giuro, non l'avevo nemmeno colto. Ho dovuto rileggere la sequenza due volte per registrare ciò a cui non volevo credere: il trionfo si consumava in due vignette, durava il tempo di un battito di ciglia. Dov'era la vittoria tanto attesa? Dove era il dramma, lo sconforto, la rivalsa finale? Tutto condensato in un paio di pagine, tutto sprecato in modo anonimo. Quanto stridore tra lo strombazzare della copertina e la soluzione della storia, quanta delusione. 

     

    Speriamo di non vedere mai più Mefisto e Yama. Non hanno portato fortuna ai successori di Bonelli. 

    • +1 2
  10. <span style="color:red">5 ore fa</span>, Jeff_Weber dice:

     

    Non credo di dovermi vergognare dicendo che non ho sprecato 8.90 euro con questo acquisto di ordinario intrattenimento. 

     

    L'operazione Mefisto di Borden è stata a mio parere azzardata. Azzardata non tanto per il ritorno del vilain principe, quanto perché ha praticamente privato di Tex per più di mezzo anno quei lettori che Mefisto proprio non lo digeriscono, come me. Ho letto la storia, ma non con piacere, e non entro nemmeno nei meriti e nei demeriti di Borden, perché sono io che ho e ho sempre avuto un problema con i personaggi di Mefisto e Yama, sin dai tempi di Glb.

     

    Ecco perché leggere questo maxi non mi è dispiaciuto. È una storia western, con un buon ritmo, dialoghi simpatici e un bel finale. L'inizio è orrido (dalla pista trovata in tre minuti alla scena del capostazione) ma poi la storia si incanala bene e riesce anche a divertire, facendoci finalmente tornare a respirare quell'aria western che per sette mesi ci è stata sottratta dalla cattiva magia mefistiana. 

     

    L'operazione è stata peraltro apprezzata anche dai lettori, a giudicare dai commenti di Facebook. 

     

    • +1 1
  11. Ti ringrazio per il bel post, Condor. Credo di avere senso dell'umorismo e in teoria dovrei avere sufficiente conoscenza degli uomini per passar sopra a certi piccoli ma fastidiosi gesti, ma la derisione di un mio post, scritto con sincera emozione e con trasporto, mi infastidisce non poco. Né trovo corretto l'anonimato, perché mi piacerebbe sapere con chi ho a che fare e chiedere conto della presa per i fondelli delle mie parole, che non erano offensive né ironiche nei confronti di nessuno. 

     

    La verità è che quelle risate le vedo come una mancanza di rispetto. Verso di me lettore e il mio modo di percepire una storia. Se uno, qui dentro, non è più libero di scrivere con una certa passione per paura di essere canzonato, mi chiedo cosa stia diventando questo luogo virtuale. Chiedo agli amici che si sono fatta una risata, di uscire allo scoperto e di spiegarmi cosa ci sia di comico nel mio intervento. Magari le loro intenzioni non erano poi negative o sarcastiche e siamo noi che stiamo equivocando, ma se almeno lo spiegassero... 

     

    Cos'è che vi ha divertito? La parola "olimpo"? La parola "amicizia", che magari ritenete detta a sproposito? Solo per saperlo, così la prossima volta evito di rendermi ridicolo ai vostri occhi.

  12. <span style="color:red">2 ore fa</span>, juanraza85 dice:

    Memorabili ed incredibilmente toccanti le parole con cui Tex illustra l'epilogo finale della vicenda: "E' una verità che ti lascia un sapore di veleno in bocca, anche se è servita a restituirmi intatto il ricordo della mia amicizia con John Walcott". Parole che dicono tutto sulle sensazioni che questa storia lascia ad un lettore.

     

    Mi emoziona sempre, anche se la conosco a memoria. Piu' che un personaggio, John è stato un amico, personaggio alla pari con un Ray o con uno Shane. Olimpo texiano.

    • Like (+1) 1
    • Thanks (+1) 1
    • Haha (0) 2
    • +1 1
  13. <span style="color:red">13 ore fa</span>, virgin dice:

    Ecco, il problema di Lamantuono sono proprio le scene d'azione: nelle colluttazioni spesso le anatomie sono incomprensibili e non capisci le posizioni dei personaggi, né dove finisce il corpo di uno o dell'altro; nelle sparatorie (vedere qui, nella terza tavola, tanto Tex quanto il tizio col fucile a canne mozze), le mani che tengono le armi sono regolarmente in posizioni impossibili per tenere le quali bisognerebbe fratturare ogni singolo osso dal polso alle falangette. Tutte le volte che le vedo mi viene male alla mano.

     

    Probabilmente hai ragione su tutto, caro pard, ma i disegni di Mastantuono per me esprimono potenza. Sono potenti, duri, ariosi, dinamici. Io lo adoro...

    <span style="color:red">4 minuti fa</span>, Letizia dice:

    Per cortesia, lo chiamiamo tutti quanti Corrado, con la speranza che nessuno lo scriva con una R sola o magari con tre?

     

    :D :D :D

  14. CONTIENE 

    SPOILER

    CONTIENE 

    SPOILER 

     

    Tex e Carson sono chiamati dall'esercito perché non ci sono cercatori di piste abili come loro. L'assurdità è che i nostri ritrovano ciò che devono ritrovare praticamente dopo dieci minuti! 

     

    Poi si recano da un capostazione, a chiedergli dove fosse finito un certo carro. E quello gli dice: qua non è passato nessun carro. 

    Ma sì che è passato, insistono i nostri. 

    Ma vi dico di no, guardate il registro. 

     

    E i nostri guardano il registro, non c'è traccia di passaggi di carro, e concludono: beh, è vero, non c'è traccia, scusate tanto. 

     

    Non volevo credere ai miei occhi! Possibile che Nizzi ormai veda Tex e Carson come due rincitrulliti? E sì che ci ho speso dei soldini per questo Maxi, ed è così lungo... ma chi me lo fa fare? 

     

    E invece, da quel momento in poi comincia una storia dinamica, agile, scoppiettante, piena d'azione e con i soliti inserti umoristici nizziani brillanti. 

     

    Alla fine di una lunga e movimentata avventura, c'è anche lo spazio per un finale inaspettato, tragico e in una certa misura nobile, sul quale tuttavia nutro alcune riserve: perché mai, infatti, il Colonnello continua ancora a perseguitare Ethan quando ormai conosce il suo destino e sembra essere, al cospetto dei due pards, sinceramente pentito? C'è in questo comportamento una qualche contraddizione, anche se non si può escludere che il vecchio confederato abbia continuato con i suoi atteggiamenti finché ha potuto, per poi rinsavire al momento della sconfitta, quando ha preso atto, definitivamente e una volta per tutte, di essere arrivato al capolinea. 

     

    Una storia come questa, non lo nego, mi lascia qualche rimpianto, perché l'ottuagenario Nizzi, incredibilmente, poteva ancora essere utile alla causa. Si è fatto fuori da sé, con la sua protervia e il suo "non saper stare al mondo" (se mi passate l'espressione), ma dal punto di vista dei contributi a Tex, stupefacente a dirsi nel 2022, è un piccolo peccato. 

     

     

     

    • +1 1
  15. Io ho sempre paura dei Maxi, perché spesso qui ci dirottano le storie che non si vuole pubblicare sulla regolare (per l'ultimo di Manfredi, se non vado errato, andò così).

     

    C'è da dire che l'ultimo di Maxi di Nizzi, quello sulla missione spagnola, propose un'ottima storia, divertente e frizzante. Strizzava l'occhio a certe grandi storie del Nizzi che fu (la leggenda della vecchia missione, ad esempio) ma non cadeva nella sterile scopiazzatura, risultando invece brillante, una bella zampata di un leone vecchio ma sostanzialmente in forma.

  16. <span style="color:red">48 minuti fa</span>, Letizia dice:

    Come come come?

    I soldati dell'Unione avrebbero potuto pensare che John sarebbe potuto essere innocente perché il colpevole sarebbe potuto essere stato qualche confederato che avrebbe potuto sgraffignare l'oro senza che nessuno se ne fosse mai accorto, forte (il qualche confederato) del fatto che nessuno avrebbe mai potuto neanche lontanamente pensare che un confederato avrebbe mai potuto sgraffignare l'oro perché c'era già bell'e pronto il colpevole servito su un piatto d'argento?

    No no no, è un ragionamento troppo complicato per un povero ufficialetto sudista.

     

    Forse Tex sarebbe potuto arrivarci se...

    Ma no, no: il ragionamento era troppo complicato anche per lui.

     

    Ma mi meraviglio che tu possa aver pensato che:

    i soldati dell'Unione avrebbero potuto pensare che John sarebbe potuto essere innocente perché il colpevole sarebbe potuto essere stato qualche confederato che avrebbe potuto sgraffignare l'oro senza che nessuno se ne fosse mai accorto, forte (il qualche confederato) del fatto che nessuno avrebbe mai potuto neanche lontanamente pensare che un confederato avrebbe mai potuto sgraffignare l'oro perché c'era già bell'e pronto il colpevole servito su un piatto d'argento

     

    e invece Tex 

    non avrebbe potuto pensare che John sarebbe potuto essere innocente perché il colpevole sarebbe potuto essere stato qualche confederato che avrebbe potuto sgraffignare l'oro senza che nessuno se ne fosse mai accorto, forte (il qualche confederato) del fatto che nessuno avrebbe mai potuto neanche lontanamente pensare che un confederato avrebbe mai potuto sgraffignare l'oro perché c'era già bell'e pronto il colpevole servito su un piatto d'argento.

    :blink:

     

    Non ci ho capito nulla. Ergo non capisco neanche quello che dico io stesso :D :D :D

  17. <span style="color:red">28 minuti fa</span>, Don Fabio Esqueda dice:

    Quanto alla prima parte, non l'ho probabilmente specificato bene nel mio post, ma sono pienamente d'accordo con te: penso sia un Tex nolittiano, ma del Nolitta migliore. È un Tex la cui umanità non consiste certo nell'ingenuità o nell'inerzia, come avviene in tante storie di SB. Con l'eccezione del finale, che onestamente vede Tex come non dovrebbe essere mai: fuori controllo.

     

    Completamente d'accordo. 

     

    E cerca di restare sul forum, stavolta ;)

    <span style="color:red">19 minuti fa</span>, Letizia dice:

    Yppiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiieeeeeeeeeeeeeeeeeee

     

    :D :D :D

     

    <span style="color:red">20 minuti fa</span>, Letizia dice:

    ?

    Io, se avessi avuto i sospetti che non ho, lo avrei impiccato e, mentre stava per tirare le cuoia, gli avrei acceso un fuoco sotto i piedi e poi lo avrei fucilato, ma con tutti colpi non mortali (sennò il divertimento durava poco).

    Credi che in tempo di guerra gli sarebbe stato d'aiuto il beneficio del dubbio?

    Lo avrebbero fucilato e poi gli avrebbero trattenuto il costo delle pallottole dalla busta paga (e non gli avrebbero neanche pagato i contributi).

     

    Ma era più facile (come poi è stato) che il trafugamento fosse avvenuto da parte confederata no?

     

    <span style="color:red">20 minuti fa</span>, Letizia dice:

     

    Leo, è sempre un piacere "litigare" con te. :lol2:

     

    Il piacere è reciproco ;) :)

  18. 17 minuti fa, Letizia dice:

    Leo, scusami, non vorrei essere una spaccamarroni caparbia ed insistente, ma vorrei dire un paio di cosette.

    Lo so che excusatio non petita, accusatio manifesta, ma io lo dico lo stesso: le faccine perplesse non sono nel mio stile, se devo spaccare i marroni, li spacco senza nascondermi dietro l'anonimato.

    Non so se gli amministratori possono vedere l'autore di queste reazioni poco piacevoli, ma penso di sì, nel qual caso sono autorizzati, nel caso, a svergognarmi.

     

    Quelle faccine non mi sono simpatiche e andrebbero abolite. Meglio una faccina incazzata che una come quella che sembra suggerire che uno dice cose senza senso. Detto questo, sono faccine, non è che me la prenda più di tanto. Per i punti di vista che hai espresso su questo topic (sempre corretti e ben argomentati, anche se a volte con toni un pò perentori ;) ), se le faccine le avessi messe tu, anche se come detto le ritengo personalmente infelici, non avrei avuto nulla da ridire. Ma ho visto che sono state messe nello stesso orario dell'intervento di Don Fabio, e volevo solo sapere se fossero sue. E volevo saperlo non perché non potesse metterle, ci mancherebbe, ma perché mi sembrano in contraddizione con il suo post successivo. Volevo solo capire, niente di più :)

     

    17 minuti fa, Letizia dice:

     

    Con Tom, Tex non si comporta da codardo, assolutamente no.

    Si comporta da John Doe, ma non si comporta da Tex.

    Tex sarebbe tornato indietro a cercare di salvarlo.

    Hai letto il mio commento con la mia versione alternativa?

    Dimmi solo che preferisci alla mia la versione originale di Nizzi e io mi taccio.

    (Belin, questa osa paragonarsi a Nizzi!!!)

    Mi si perdoni l'intercalare, accettato anche dalla Crusca.

     

    La tua versione mi piace di più, e non avrebbe fatto perdere in pathos. Quello che però intendo dire è che all'epoca a Nizzi è venuta così, e io concordo con Thor e Don Fabio quando difendono quella scelta o perlomeno non la trovano così scandalosa. Ho ammesso più volte (l'ultima nel mio post di stamattina) che la scena può destare perplessità. Solo che a me la sequenza va bene comunque, non mi chiedo come poteva essere fatta in alternativa (e ripeto che la tua alternativa è sicuramente più felice e azzeccata), ma prendo atto della scelta dell'autore che non mi scandalizza perché non la ritengo lesiva della texianita' (diciamo che è al limite).

     

    17 minuti fa, Letizia dice:

    dilemma di John impossibile da risolvere è una interpretazione personale.

    Tex si comporta come nel finale della storia in cui Mefisto ritorna in vita: Tex è scarsamente interessato a inseguire Mefisto, così come qui è scarsamente interessato a scoprire la verità sull'oro trafugato.

     

    A proposito, perché John è ritornato nell'esercito nordista?

    Non era ricercato dall'Unione, non temeva di essere arrestato per il furto dell'oro di cui era così sospettato che era stato già giudicato colpevole da tutti, Tex compreso?

     

    Ci voleva la mente di Sherlock Holmes per capire che lo aveva fatto perché era innocente?

    Ma no, John aveva una mente così sopraffina e diabolica da escogitare: se mi presento al mio esercito, nessuno potrà mai pensare che sono colpevole perché, se lo fossi, non sarei certo così cretino da ritornare da chi mi vuole mettere davanti a un muro bucherellato da palle di piombo.

     

    Non mi si dica che Tom ignorava di rischiare la pelle per il furto dell'oro (in tempo di guerra c'era la fucilazione per un reato così grave).

     

    Non puoi fucilarlo per dei sospetti. Chissà cosa potrebbe essere accaduto in campo confederato, le autorità non sanno nulla. Nessuno lo sa. Nessuno ci si raccapezza. Lo stesso Tex, anche se ancora giovane, e' già un buon giudice di uomini e dentro di sé ritiene John un buono, ma nemmeno lui alla fine sa davvero cosa pensare. Per una volta, Tex non è il mago di cui spesso tutti gli autori hanno abusato. È un uomo, anzi poco più di un ragazzo.

  19. <span style="color:red">5 ore fa</span>, Don Fabio Esqueda dice:

     

    Torno a scrivere dopo un secolo, chissà che sia la volta buona per tornare su questi lidi attivamente.

     

    Lo speriamo tutti, caro Giacomo ;)

     

    <span style="color:red">5 ore fa</span>, Don Fabio Esqueda dice:

     

    E tuttavia tenderei a distinguere tra le varie scene incriminate: se è vero che Gian Luigi non avrebbe posto il nostro ranger in una situazione simile, con Tom Tex non si comporta da codardo, ma si rende conto che, pur pronto a tornare indietro a morire con lui, il destino del suo compagno di viaggio è segnato, e che il consiglio di John è saggio. Non è una resa, né una fuga (tipica del Tex di Nolitta, vedasi ne I Ribelli del Canada come si comporta nell'agguato); quanto ai suoi tormenti interiori, al dubbio su John e sulla loro amicizia, anche qui non è il Tex di Gian Luigi, ma mi piace: è umano, ma non debole, si trova impossibilitato a risolvere un dilemma e lo fa suo: lo accetta con tormento ma non con inerzia; quanto infine alle critiche sulla rappresentazione semplicistica dei sudisti, con tutta franchezza mi sembrano del tutto gratuite, e bastano la costruzione psicologica di Leslie e Howard e le scene (splendide) nella palude per accorgersene.

     

    D'accordo con te. Hai esposto come meglio non si potrebbe le ragioni per le quali non trovo sbagliate le scene incriminate:

     

    1) con Tom Tex non si comporta da codardo ma semplicemente capisce che il suo destino è segnato e che per non rendere vano il suo sacrificio deve abbandonarlo.

     

    2) il dilemma di John è impossibile da risolvere e ciò tormenta Tex nei giorni e anni a venire.

     

    3) sono contento che parli di "costruzione psicologica" di Leslie, segno che non sono il solo a pensarla in un certo modo. Per aver detto questa stessa cosa ho subito qui critiche che mi hanno fatto girare le scatole non poco.

     

    Circa il fatto che Tex qui non è quello di Glb, non sono del tutto d'accordo. Tex è quello di Glb, solo che è calato in situazioni tormentate, nolittiane appunto. Ma mentre il Tex di Nolitta, anche nelle reazioni alle situazioni in cui si trova, spesso non è Tex (suda per la tensione perdendo il proverbiale sangue freddo, fa errori di valutazione), questo di FDA è invece Tex in tutto e per tutto, solo calato in circostanze che lo mettono spalle al muro. Non è il personaggio che è cambiato, ma le trame. E quando si dice che l'autore non deve mettere il personaggio in determinate situazioni, a mio parere si sta entrando nella sfera delle scelte narrative: su queste io credo che l'autore debba avere la massima libertà, mentre non deve snaturare (come invece faceva Nolitta) il carattere del personaggio, le sue valutazioni, le azioni che ci si aspetta che lui faccia (qui potremmo dire che il Tex di Glb avrebbe provato a salvare Tom, questo è un punto di vista che capisco; tuttavia, il Tex di Glb non è un suicida e il fatto che qui Tex accetti il rimorso a vita per Tom lo rende un buon giudice di situazioni: poiché non posso salvarlo, almeno non ne vanifico il sacrificio).

     

    <span style="color:red">5 ore fa</span>, Don Fabio Esqueda dice:

    Ma veniamo al grande tasto dolente: il finale, in cui Tex è proprio il Tex di Nolitta quando non mi piace.

    Non è certo il non essersi reso conto del segreto nascosto dal vecchio Walcott ad infastidirmi: è la sua reazione emotiva da sconfitto, identica guarda caso a quella delle ultime pagine di Caccia all'Uomo. E' un Tex che impreca, e quindi non è solido. Nella sua maschera di finta imperturbabilità, intrisa di rassegnazione e di rimorsi, Howard si dimostra forte, laddove Tex si dimostra debolissimo. E questo non va proprio bene.

     

    Sulla reazione isterica, sul fatto che sia sconfitto, siamo tutti d'accordo. A me, vista l'eccezionalità della vicenda e la bellezza della storia, questa parte non disturba molto. Però è chiaro che qui Tex non è il solito Tex che conosciamo. 

     

    <span style="color:red">5 ore fa</span>, Don Fabio Esqueda dice:

     

    Ciò detto, resta una storia magnifica per intreccio, sottigliezze, atmosfere, rese in modo straordinario da Ticci, ça va sans dire. Nonché una storia a cui sono umanamente legatissimo, memore delle sere passate da infante (e ancora analfabeta :D) a farmela leggere da mio padre, che non aveva mai letto Tex e mai l'avrebbe più fatto in seguito. Ma ok, sto andando troppo sul personale! 

     

    Bellissimo aneddoto, caro pard. Prezioso.

     

    PS. Mi sono arrivate due notifiche di faccine perplesse per due miei post allo stesso orario (5 ore fa) in cui hai scritto il tuo messaggio. È chiaro che questo non significa automaticamente che sia stato tu a esprimere disappunto per quei miei due post, ma te ne chiedo comunque conferma per due ragioni:

     

    1) l'orario appunto è lo stesso

     

    2) in quei due post mi sembra di esprimere concetti non molto dissimili da quelli da te espressi nel tuo commento, quindi se così fosse non li capisco. O forse, al contrario, non ho capito proprio il senso finale del tuo post, il che è peggio perché vuol dire che le vacanze (e gli annessi orari da nottambuli che alcuni amici sconsiderati mi stanno costringendo a fare) mi stanno mandando in pappa il comprendonio :D

    • Confused (0) 1
  20. <span style="color:red">9 minuti fa</span>, Letizia dice:

    Nizzi la storia l'ha voluta in un certo modo e, a mio avviso, ha fatto fare a Tex la figura del pirla, intenzionalmente o no.

     

    Per te fa la figura del pirla, per me semplicemente viene fregato ma non da pirla, bensì da personaggio credibile.

    • Confused (0) 1
  21. <span style="color:red">9 minuti fa</span>, Laramie dice:

    La seconda cosa che ho notato è che la premessa generale della storia mi pare un po' traballante: Tex e Carson arrivano a San Francisco una decina di giorni dopo la sparizione di Tom Devlin, e fin qui ok. Mike e Brennan li informano che ad avere notizie scottanti sul rapimento è Barbanera, il quale è al gabbio da circa un anno. E già qui viene da chiedersi come abbia fatto a saperlo, ma ok, magari viene spiegato. Poi arriva il momento del colloquio proprio con Barbanera e mi aspetto che Drake riveli in modo dettagliato come è entrato in possesso delle informazioni che ha. Invece tutto si risolve in un "in carcere si chiacchiera spesso e se hai un coltello puoi spremere un po' di gole" (ho sintetizzato). Boh, a me sembra che tutte le premesse narrative siano un po' deboli

     

    Concordo sulla debolezza della soluzione "radio carcere". Ma la storia è talmente bella, Barbanera un personaggio talmente forte, che qui mi faccio andare tutto liscio e mi godo la storia, pur nella consapevolezza dell'esistenza della forzatura...

    • Like (+1) 2
    • +1 1
  22. Inutile dire che concordo con Thor. L'indagine di Tex era difficile, per non dire impossibile. Solo al lettore può apparire facile.

    Prima di deporre in commissione d'inchiesta, si sarà lambiccato il cervello pur di arrivare a una conclusione, non riuscendoci. È amareggiato, e lo dice allo zio Walcott, per non aver potuto fornire una versione diversa, che avrebbe potuto riabilitare John. Lo dice chiaramente, e dietro quelle parole si legge il dispiacere per non aver saputo fare di più. Immagino quindi, per come è scritta quella sequenza, che Tex abbia pensato a come trovare la quadra, ma con i due cugini morti e in un ambiente a lui precluso (quello confederato) non ha potuto fare di più. 

     

    Per me ci sta. Anzi, sta proprio lì - anche lì- una certa bellezza della storia. La chiudo qui sennò gli altri forumisti ci azzannano perché andiamo in loop (ci sta, non ci sta, ecc.). 

     

    <span style="color:red">1 ora fa</span>, Letizia dice:

    Specialmente (direbbe Diablero) quando il tutto viene da Nizzi.

     

    Non l'ho capita.

    • Confused (0) 1
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.