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TWF - Tex Willer Forum

Leo

Ranchero
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About Leo

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    Leo

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    334
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  1. Ma io non vorrei liberarmene... solo che finiscono le feste e si torna al brutale lavoro. Non duro, proprio brutale...
  2. Sono in viaggio con amici in posti bellissimi e non posso rispondere a dovere. Aspetta che mi liberi (martedì) e ne parliamo in duello
  3. Diablero, non tu, ho letto altri post che proponevano questo. Il post non era rivolto a te, era una risposta a una summa di quanto avevo letto... a te era rivolta la parte del Tex gallinaccio...
  4. Sono in vacanza e avrei dovuto pensarci prima di scrivere questo post perché sono in viaggio con amici e per un po non potrò rispondere. Mi chiedo però se possa passare veramente tutto in questo forum.o chiedo a tutti i moderatori. Per un po non mi collego, ma qui non si può più parlare senza essere offesi. Forse è meglio. Ah ecco, non avevo letto l'intervento di Valerio. Comunque ritiro il mio richiamo dei moderatori, fatto a caldo. Sono solo triste per i toni che si usano qui, non troppo dissimili da quelli di Nizzi praticamente...
  5. La scena del Carson posseduto era già in qualche modo presente nel soggetto? Poteva essere rivista in fase di sceneggiatura? Io capisco che il curatore non debba riscrivere le storie, ma un intervento su aspetti eccessivi non dovrebbe farlo? Su Mississippi ring, l'intervento lo ha fatto: non riscrivendo la storia, ma dirottandola sul Maxi. Non voglio rinfocolare vecchie polemiche sulla bontà di questa storia, ma le caratteristiche della stessa - ed in particolare determinati atteggiamenti troppo carichi dei personaggi - hanno spinto Borden a non pubblicare la storia sulla regolare. Questo per dire che Ruju e Manfredi a volte sono poco canonici, per Tex, e non sempre gli interventi di Borden sono quelli che noi lettori ci attenderemmo. E Nizzi? Mutandate e color breve a parte (su quest'ultimo Boselli doveva intervenire) Nizzi dava tranquillità a Boselli. Gliela dava perché SAPEVA SCRIVERE TEX. Lo ha sempre saputo scrivere, tranne che nei momenti peggiori (post 500), in cui non è che non sapesse scrivere Tex, semplicemente non sapeva più scrivere. Qui invece sta passando il concetto che Tex non abbia mai saputo trattarlo, qui perché si fa fregare da Macready, lì perché urla come un gallinaccio, insomma gettando il bambino con l'acqua sporca, dimenticando che il bambino è stato La salvezza di Tex in quegli anni. Non ci sto, come direbbe Scalfaro, al massacro del Nizzi scrittore che qui si sta facendo: si sta rendendo un pessimo servizio alla storia della saga. Ed io sono un FAN (lo dico senza paura) della saga, non certo di Boselli o di Nizzi o di Glb. Sono un fan di tutti loro, e in quanto tale li magnifico e li esalto, o li critico per onestà se c'è da farlo. Un fan della saga, non un tifoso di questo contro quello è viceversa. Boselli è d'accordo con me. Non lo tiro io per la giacchetta, lo desumo solo dal suo comportamento concludente: l'aver richiamato Nizzi. L'impatto del suo breve rientro potrà giudicarsi solo dopo che anche le sue ultime storie saranno pubblicate, senza interventi censori o dirottamenti su collane minori che qui vagheggiate (sarebbe meglio dire: vaneggiate!). Giudicheremo l'opera, insieme a ciò che ha già pubblicato, a prescindere dal giudizio sulla persona. Giudizio sulla persona che d'altro canto non deve essere attenuato dalle considerazioni sull'età. Perché anni fa, quando Nizzi ruppe i rapporti con Sergio Bonelli (senza mai più ricucirli per la morte dell'editore), Nizzi non era ancora anziano, ma era già stato in grado di sputare nella greppia da cui si era nutrito per decenni, e in cui avevano tollerato senza colpo ferire Donegan e affini. Bell'ingrato! Nel libro di Guarino è apparso contrito, poverino, per non aver saputo o potuto fare pace con Sergio, ma se fosse stato davvero pentito non sarebbe ricaduto nella trappola di sparare a zero su tutti. Si sarebbe morso la lingua, prima di ripetere lo stesso errore con Boselli. La sua intervista è molto triste perché qualifica l'uomo. L'uomo appunto, non lo scrittore: teniamoli separati.
  6. Storia minore letta stanotte in un attacco di insonnia. Il solito, inimitabile linguaggio glbonelliano, al servizio di un'interessante per quanto poco originale storia di affaristi che insidiano le terre di una povera fanciulla indifesa. Azzeccate le figure dell'avvocato Burnett, che da rappresentante degli Standish sceglie di parlare senza peli sulla lingua dando vita a ottimi dialoghi con Tex, e di Sam Warton, bandito vecchio avversario di Tex, di cui conosce la letalita'. Nel finale, Tex si fa prendere di sorpresa, dapprima ammettendo di aver creduto che gli Standish avrebbero fatto un passo indietro - non dimostrandosi in questo caso buon giudice di uomini - e poi avendo quasi la peggio nell'attacco dei banditi, che pure era atteso e non l'aveva colto di sorpresa. Eppure, i nostri a un certo punto sembrano davvero in difficoltà, con Tex che impreca per aver finito le pallottole e che poi viene anche ferito e di fatto messo fuori gioco. Veri risolutori della vicenda diventano così Kit e Tiger, con una comparsata provvidenziale e decisiva, mentre Tex è costretto a letto da due brutte ferite. Insomma, stavolta il ranger ha sofferto più del dovuto ed è significativo che alla fine venga a patti con i due fratelli Standish, dal letto nel quale è costretto per gli esiti del precedente scontro a fuoco. Uno dei pochi casi in cui Tex non va fino in fondo, motivo per il quale questa storia, comunque piacevole, si fa ricordare.
  7. Io non parlo del profilo della Bonelli, ma di quello di un gruppo di appassionati che conta circa 15.000 iscritti e che non ha nulla a che vedere con la Bonelli. Chi commenta sono poche centinaia, non certo tutti i 15.000, ed è ovvio che nemmeno quelle poche centinaia siano rappresentative da un punto di vista statistico. Ma io credo che in qualche modo anche quelle poche centinaia riescano a fornire un'idea del "sentiment" che si crea attorno a una storia. E mentre qui sul forum Mezcali, ad esempio, ha ricevuto molte stroncature per il comportamento schizofrenico dei personaggi alla fine, su Facebook i commenti più critici si sono persi in un contesto di post molto più benevolo. E questo qualcosa vorrà pur dire, e ribadisco che se così non fosse Boselli avrebbe sbagliato a richiamare Nizzi su tutta la linea: solo che questa è la tua opinione, che Boselli come curatore non condivideva e io credo semplicemente che lui avesse ragione e tu torto Completamente d'accordo. Non un commiato all'altezza della sua storia. Ma tu non le hai nemmeno lettere, le storie. Come puoi giudicare?????? Dovresti farla finita con questa tua non lettura e riprendere con gli inediti. All'epoca del mio ingresso nel forum (ho appena fatto dieci anni! 😯, incredibile), i commenti alle storie più divertenti erano di Jack65, che non posta più da anni. Dato il tenore comico di molti tuoi post, e la tua profondità di lettore, potresti dare al forum un contributo contenustico e ironico elevato anche sulle nuove pubblicazioni. Riprendi, sceriffo!
  8. Ma non è solo letame. Il color lungo e il maxi sono oneste storie seriali. Nel color breve ci ho visto il dolo di cui parla Diablero (Tex beone che si infischia degli assassini), nelle storie della regolare due buone avventure e soprattutto non dobbiamo dimenticare che sono state apprezzate molto dai lettori, da quel che si legge su Facebook. Facebook è molto più rappresentativo di questo nostro forum, ricordiamocelo. È probabilmente la ricostruzione più plausibile
  9. Questo però non sposta molto il nocciolo della questione, cioè la frustrazione di Nizzi di non poter FIRMARE le sue storie. La prima firma sarà quella del Texone di Buzzelli appunto, e almeno su questo punto non si può non dare ragione a Nizzi. Su Facebook, nel frattempo, Guarino soffia sul fuoco, scrivendo che il curatore non può correggere "il più grande degli sceneggiatori viventi di Tex" e adombrando malcontenti di altri sceneggiatori che, a differenza di Nizzi, non possono rendere pubblica la loro posizione. Assume quindi contorni più netti l'attacco all'attuale curatore, a cui a questo punto dobbiamo addebitare il grave errore di aver richiamato Nizzi a scrivere Tex. Ma non per le ragioni di Diablero, che non ha tollerato il ritorno di Nizzi perché si aspettava che le sue sceneggiature sarebbero state insufficienti, ma perché a mio parere ha evidentemente sottovalutato la psicologia dello scrittore modenese: come in molti altri contesti lavorativi, probabilmente Nizzi ha trovato insopportabile l'essere "sottoposto" a quello che ai suoi tempi era il n.2. Solo così si spiega l'uscita di Guarino sul fatto che Boselli non può correggere il grande Nizzi. Quello è il pensiero di Nizzi, oltre che di Guarino. Siamo cresciuti con Tex. Lui è stato parte integrante della nostra vita, delle nostre esperienze, del nostro modo di percepire il mondo. Credo che leggere Tex sia stato, oltre che divertente, istruttivo, anzi educativo. I suoi autori sono stati tra i nostri "buoni maestri". Ciò non toglie che anche loro possono avere i loro limiti, le loro idiosincrasie, le loro meschinità. Quelle di Nizzi non sono cosa nuova, ma fino ad ora le avevo sempre interpretate come boutade del vecchio contro il nuovo. Qui invece ci vedo un attacco in piena regola, un sorta di escalation, con tanto di carri armati ad attaccare per interposta persona. È l'ennesima caduta dei miti dell'infanzia. Non inattesa, ma comunque triste.
  10. Il contributo di Nizzi dal suo rientro nel 2017 a mio modo di vedere non è stato male. Le due storie sulla regolare sono sufficienti, con una leggera prevalenza della seconda sulla prima perché, al di là delle mutandate aveva un buon ritmo e buoni personaggi. Il primo color mi piacque e la storia sul Maxi disegnata da Torti fu a mio parere una zampata da vecchio leone, nulla di originale ma ben raccontato. Insomma, credo che Boselli avesse visto giusto a far tornare Nizzi perché, in un periodo di penuria di sceneggiatori per la testata ammiraglia della casa editrice, questi ha fatto il suo. Ciò detto, le sue intemperanze lo pongono fuori gioco, ma a parte tutto a 84 anni non è che potessimo attenderci ancora chissà cosa. Ora Boselli ha un dovere, quello di trovare degli sceneggiatori capaci: compito arduo, perché "l'eterno Berardi" è bizzoso anche lui per quel che ne sappiamo, Medda ha già dimostrato di non volersi mettere al servizio del personaggio, e Faraci... beh, non sono d'accordo sull'avverbio "frettolosamente" usato da Ym: Faraci ha avuto tante occasioni per cambiare marcia, e se non ce l'ha fatta è perché il ranger non è nelle sue corde. Anche con Capitan Jack ha fallito la prova, perché avrebbe potuto, con quel materiale, scrivere una storia epica ed invece ci ha proposto solo troppi bang bang e un Tex rambo fastidioso e improbabile. Nel suo libro, Faraci racconta il suo rapporto con il curatore, e Boselli in questo forum ha detto che evidentemente Tito non aveva proprio capito il personaggio, perché il ranger non è quello che racconta lui nel suo romanzo. Insomma, io credo che Faraci sia un fior di sceneggiatore, che però non ha Tex nelle sue corde: ci sta, non c'è nulla di scandaloso, ma proprio per questo insistere con lui avrebbe significato perdurare in un accanimento che non avrebbe fatto bene né al personaggio né allo stesso sceneggiatore: meglio tagliarla lì.
  11. Altrove dove? Comunque la tua perplessità è segno di grande intelligenza, orgoglioso di averti sempre seguito. Ok, appena letto il tuo messaggio sull altro topic.
  12. Utilizzare un aggettivo così forte non è la stessa cosa di ciò che diceva negli anni 90, perché anche la forma è sostanza. Da fan di Nizzi, avrei fatto di tutto per tutelare l'immagine del vecchio leone, per non mostrare quanto un grande autore quale Nizzi è stato possa cadere in basso, per non palesare come non riesca a sottrarsi a sentimenti che non dovrebbero albergare in uomini di cultura come lui. E lo dico dispiaciuto, da amante di Nizzi, perché tale rimango.
  13. Si, ma le storie di oggi le scrive o le fa uscire Boselli. Di fatto l'attacco è tutto a lui.
  14. Non concordo minimamente con Grande Tex, non solo perché Nizzi scalpitava in maniera evidente sin dall'inizio non vedendo l'ora di (s)parlare di Boselli, ma anche perché, per la prima volta, parla davvero male di Boselli, ed è questo che non accetto. Io fino ad ora ho sempre sentito Nizzi dire che Boselli scrive un Tex diverso da quello di Glb e quindi anche dal suo, un Tex più serioso, meno protagonista, che non sa parlare il linguaggio glbonelliano, ecc. Critiche ingiuste e ingenerose che però vertevano sul modo di Boselli di scrivere Tex, non sulle capacità di sceneggiatore di Boselli. Qui invece Nizzi ha detto chiaramente che Boselli scrive storie pessime. Ha utilizzato proprio questo aggettivo, e mai si era spinto prima a tanto. Non ha mai messo in discussione in passato le capacità di Boselli come scrittore, ne ha "solo" criticato il suo modo di intendere il personaggio. Qui invece ci è andato giù pesantissimo: Boselli scrive storie pessime. Questo ha detto. Se volete lo ripeto ancora, una terza volta. Ne' è stato meno tenero con il Boselli curatore, peggiore a suo dire anche di un Queirolo da lui semplicemente demolito in questa occasione. Quindi non è vero che ha detto le solite cose, perché non le ha dette, ha detto altro, ha parlato con un livore che non gli fa onore. Che lo fa apparire misero, da compatire. E un vero fan di Nizzi dovrebbe addolorarsi di questa performance indegna, non tentare di difendere ciò che non può, proprio non può essere difeso!
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