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TWF - Tex Willer Forum

Leo

Ranchero
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  1. Io ho sempre paura dei Maxi, perché spesso qui ci dirottano le storie che non si vuole pubblicare sulla regolare (per l'ultimo di Manfredi, se non vado errato, andò così). C'è da dire che l'ultimo di Maxi di Nizzi, quello sulla missione spagnola, propose un'ottima storia, divertente e frizzante. Strizzava l'occhio a certe grandi storie del Nizzi che fu (la leggenda della vecchia missione, ad esempio) ma non cadeva nella sterile scopiazzatura, risultando invece brillante, una bella zampata di un leone vecchio ma sostanzialmente in forma.
  2. Non ci ho capito nulla. Ergo non capisco neanche quello che dico io stesso
  3. Completamente d'accordo. E cerca di restare sul forum, stavolta Ma era più facile (come poi è stato) che il trafugamento fosse avvenuto da parte confederata no? Il piacere è reciproco
  4. Quelle faccine non mi sono simpatiche e andrebbero abolite. Meglio una faccina incazzata che una come quella che sembra suggerire che uno dice cose senza senso. Detto questo, sono faccine, non è che me la prenda più di tanto. Per i punti di vista che hai espresso su questo topic (sempre corretti e ben argomentati, anche se a volte con toni un pò perentori ), se le faccine le avessi messe tu, anche se come detto le ritengo personalmente infelici, non avrei avuto nulla da ridire. Ma ho visto che sono state messe nello stesso orario dell'intervento di Don Fabio, e volevo solo sapere se fossero sue. E volevo saperlo non perché non potesse metterle, ci mancherebbe, ma perché mi sembrano in contraddizione con il suo post successivo. Volevo solo capire, niente di più La tua versione mi piace di più, e non avrebbe fatto perdere in pathos. Quello che però intendo dire è che all'epoca a Nizzi è venuta così, e io concordo con Thor e Don Fabio quando difendono quella scelta o perlomeno non la trovano così scandalosa. Ho ammesso più volte (l'ultima nel mio post di stamattina) che la scena può destare perplessità. Solo che a me la sequenza va bene comunque, non mi chiedo come poteva essere fatta in alternativa (e ripeto che la tua alternativa è sicuramente più felice e azzeccata), ma prendo atto della scelta dell'autore che non mi scandalizza perché non la ritengo lesiva della texianita' (diciamo che è al limite). Non puoi fucilarlo per dei sospetti. Chissà cosa potrebbe essere accaduto in campo confederato, le autorità non sanno nulla. Nessuno lo sa. Nessuno ci si raccapezza. Lo stesso Tex, anche se ancora giovane, e' già un buon giudice di uomini e dentro di sé ritiene John un buono, ma nemmeno lui alla fine sa davvero cosa pensare. Per una volta, Tex non è il mago di cui spesso tutti gli autori hanno abusato. È un uomo, anzi poco più di un ragazzo.
  5. Lo speriamo tutti, caro Giacomo D'accordo con te. Hai esposto come meglio non si potrebbe le ragioni per le quali non trovo sbagliate le scene incriminate: 1) con Tom Tex non si comporta da codardo ma semplicemente capisce che il suo destino è segnato e che per non rendere vano il suo sacrificio deve abbandonarlo. 2) il dilemma di John è impossibile da risolvere e ciò tormenta Tex nei giorni e anni a venire. 3) sono contento che parli di "costruzione psicologica" di Leslie, segno che non sono il solo a pensarla in un certo modo. Per aver detto questa stessa cosa ho subito qui critiche che mi hanno fatto girare le scatole non poco. Circa il fatto che Tex qui non è quello di Glb, non sono del tutto d'accordo. Tex è quello di Glb, solo che è calato in situazioni tormentate, nolittiane appunto. Ma mentre il Tex di Nolitta, anche nelle reazioni alle situazioni in cui si trova, spesso non è Tex (suda per la tensione perdendo il proverbiale sangue freddo, fa errori di valutazione), questo di FDA è invece Tex in tutto e per tutto, solo calato in circostanze che lo mettono spalle al muro. Non è il personaggio che è cambiato, ma le trame. E quando si dice che l'autore non deve mettere il personaggio in determinate situazioni, a mio parere si sta entrando nella sfera delle scelte narrative: su queste io credo che l'autore debba avere la massima libertà, mentre non deve snaturare (come invece faceva Nolitta) il carattere del personaggio, le sue valutazioni, le azioni che ci si aspetta che lui faccia (qui potremmo dire che il Tex di Glb avrebbe provato a salvare Tom, questo è un punto di vista che capisco; tuttavia, il Tex di Glb non è un suicida e il fatto che qui Tex accetti il rimorso a vita per Tom lo rende un buon giudice di situazioni: poiché non posso salvarlo, almeno non ne vanifico il sacrificio). Sulla reazione isterica, sul fatto che sia sconfitto, siamo tutti d'accordo. A me, vista l'eccezionalità della vicenda e la bellezza della storia, questa parte non disturba molto. Però è chiaro che qui Tex non è il solito Tex che conosciamo. Bellissimo aneddoto, caro pard. Prezioso. PS. Mi sono arrivate due notifiche di faccine perplesse per due miei post allo stesso orario (5 ore fa) in cui hai scritto il tuo messaggio. È chiaro che questo non significa automaticamente che sia stato tu a esprimere disappunto per quei miei due post, ma te ne chiedo comunque conferma per due ragioni: 1) l'orario appunto è lo stesso 2) in quei due post mi sembra di esprimere concetti non molto dissimili da quelli da te espressi nel tuo commento, quindi se così fosse non li capisco. O forse, al contrario, non ho capito proprio il senso finale del tuo post, il che è peggio perché vuol dire che le vacanze (e gli annessi orari da nottambuli che alcuni amici sconsiderati mi stanno costringendo a fare) mi stanno mandando in pappa il comprendonio
  6. Per te fa la figura del pirla, per me semplicemente viene fregato ma non da pirla, bensì da personaggio credibile.
  7. Concordo sulla debolezza della soluzione "radio carcere". Ma la storia è talmente bella, Barbanera un personaggio talmente forte, che qui mi faccio andare tutto liscio e mi godo la storia, pur nella consapevolezza dell'esistenza della forzatura...
  8. Inutile dire che concordo con Thor. L'indagine di Tex era difficile, per non dire impossibile. Solo al lettore può apparire facile. Prima di deporre in commissione d'inchiesta, si sarà lambiccato il cervello pur di arrivare a una conclusione, non riuscendoci. È amareggiato, e lo dice allo zio Walcott, per non aver potuto fornire una versione diversa, che avrebbe potuto riabilitare John. Lo dice chiaramente, e dietro quelle parole si legge il dispiacere per non aver saputo fare di più. Immagino quindi, per come è scritta quella sequenza, che Tex abbia pensato a come trovare la quadra, ma con i due cugini morti e in un ambiente a lui precluso (quello confederato) non ha potuto fare di più. Per me ci sta. Anzi, sta proprio lì - anche lì- una certa bellezza della storia. La chiudo qui sennò gli altri forumisti ci azzannano perché andiamo in loop (ci sta, non ci sta, ecc.). Non l'ho capita.
  9. Ma Tex poteva svolgere indagini, in zona di guerra, non essendo nemmeno un ranger? Il tuo è un discorso col senno di poi, che fai alla luce del Tex successivo, ranger e mastino. Ma all'epoca Tex non era un ranger né poteva indagare sullo stato maggiore confederato. No. E ci sta.
  10. Ok. Però è un tuo punto di vista. I tuoi toni, invece, sono ultimativi, hanno una pretesa di oggettività che io, francamente, non vedo. Forse difettero' di capacità logiche, ma bisogna prendere atto che una cosa è oggettiva se è univocamente interpretabile, ed io questa inequivocabilita' non la vedo John deve essere escluso di default dal novero dei colpevoli e Tex deve necessariamente scoprire tutto da sé solo se è il personaggio onnisciente che spesso vediamo. All'epoca di Fuga da Anderville, invece, è un giovane uomo provato dalle vicende del conflitto e da questa in particolare, in cui non ci ha capito una mazza. Non ci ha capito nulla perché era inimmaginabile l'inghippo che c'era dietro, pensare che sin dall'inizio l'oro era stato trafugato, e non lo avevano mai avuto non solo John, ma nemmeno Leslie all'inizio di tutto. Per come Tex ha vissuto la vicenda, l'unico colpevole non può che essere John, e un ragazzo ancora non scafato come Tex non può che pensare questo. Certo, anche se ha un'esperienza ancora limitata, egli è già per caratteristiche innate un buon giudice di uomini, e dentro di sé sente che John non può essere quella carogna che appare. Ma non ne è certo, le evidenze sono tutte contro il cugino bruno. Ci avrà rimuginato all'infinito, ma poi la vita lo ha portato lontano dalla Virginia, e il mistero è rimasto irrisolto. Nulla di scandaloso o di non canonico. Ma tanto nessuno dei due cambierà idea. Una cosa che mi ha fatto incazzare nel flame con Diablero è quando lui ha detto che dicevo cazzate nel difendere Leslie, e che lo definivo un personaggio positivo solo perché appariva in questa storia. In quanto tale, era un santino da difendere. Questo mi ha fatto incazzare, più di ogni altra cosa. Anni fa, in tempi non sospetti, scrissi un articolo per il Magazine del Forum su Fuga da Anderville, in cui dipingevo Leslie esattamente nello stesso modo. E non lo facevo per difendere il santino, perché questa logica da ultrà proprio non mi appartiene. Lo facevo perché ero fermamente convinto che il personaggio fosse quello, e a tutt'oggi ritengo che la storia non sia solo bellissima, ma funzioni perfettamente, pur nella sua atipicita' ed "ereticita'" rispetto al canone. Semplicemente, qui Tex perde, ma non è colpevole della sua sconfitta. Tu, Letizia, la vedi diversamente, ma le mie motivazioni, ai miei occhi e anche a quelli di qualcun altro (credo) non sono proprio campate in aria. Se ti va puoi riscriverla, quegli aspetti non ti sono andati giù e vorresti una tua versione. Legittimo, come legittime sono le scelte narrative di Nizzi che, nella sua libertà autoriale, ha voluto scegliere una cosa invece che un'altra, facendolo però sempre nei limiti del personaggio, senza alcuna violazione clamorosa.
  11. Ma nemmeno lui ce l'ha fatta, stavolta. Anche perché non esclude il coinvolgimento di John...
  12. Non la cerca perché non sa dove trovarla, Letizia. È un rompicapo per lui irrisolvibile, ci si sarà arrovellato allo sfinimento, senza cavare un ragno dal buco. Perché non può immaginare, né lui né John prima della morte, quale abominio si celi dietro l'enigma. E poi gli resta il dubbio che la soluzione al mistero sia la più semplice, e cioè che sia stato John. Perché il dubbio non è fugato dalle parole dell'amico morente, lo stesso John lo sa. Si arrende alla sua impotenza, all'inspiegabilita di quanto accaduto, e chiede a Tex di conservare un buon ricordo di lui. Ma sa che Tex sospetta di lui
  13. Non poteva farlo, essendo il vecchio malato terminale. Di una malattia che lo sta consumando e che rappresenta la vera condanna per le malefatte del vecchio. Da qui l'impotenza di Tex e quella sua isteria. La penso come te.
  14. John è franco con Tex, ma non fuga tutti i suoi dubbi. John non dice: "Tex, non sono stato io a rubare l'oro, credimi, sto morendo e non mento". Chiede solo a Tex di conservare un buon ricordo di lui. John non fuga i dubbi, è in qualche modo ambiguo. Sa che Tex sospetta di lui, e non cerca di convincerlo della sua innocenza, anche perché non ne ha più il tempo né saprebbe dare una spiegazione di ciò che è accaduto, perché anche lui ha tante domande nella testa. John sa che i tarli che gli rodono il cervello sono gli stessi che ha Tex, e non dice nulla che possa giovargli davvero. Chiede solo che Tex conservi un buon ricordo di lui, ma è troppo poco, per i dubbi di Tex. Quest'ultimo nella testa ha troppe domande: chi ha ucciso Leslie? Perché John è fuggito? Domande alle quali non sa dare risposta, e quel sorriso finale di John non gli basta, anche se Tex vorrebbe farselo bastare eccome. Anche per questo, adoro questa storia...
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