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TWF - Tex Willer Forum

Leo

Ranchero
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Everything posted by Leo

  1. Innanzitutto tutto un doveroso ringraziamento a Ymalpas per tutto il lavoro svolto. Anche se non è più un ranger e posta un pò meno, continua ad essere una colonna indispensabile di questa nostra casa virtuale, come dimostrano queste iniziative che sono poi il sale del forum. Grazie davvero, Ym! Gli Oscar consentono di tirare le somme dell'anno appena trascorso, e di rendersi conto, a mente fredda, di ciò che è stato per noi Tex nell'anno che ci siamo lasciato alle spalle. La serie regolare, purtroppo, ha goduto di fortuna alterna, riprendendosi solo nel finale, con la perla boselliana ambientata al Polo Nord. Per il resto, annata anonima, che si fa ricordare per la sconcertante storia del Pistolero Vudu (lo sconcerto sta nel fatto che nonostante tutto l'ho apprezzata!) e per il buon esordio del nostro pard @Barbanera, che finalmente ieri è tornato a scrivere, rientrando dall'esilio che si era autoimposto per l'amarezza suscitatagli da alcuni post infelici in merito ad un suo commento alla storia di Ruju: non vale la pena prendersela, pard! Bentornato! Meno fortunato l'esordio di un altro pard, @Carlo Monni, il cui tentativo di riesumare Manuela Montoya è comunque da applaudire, e se la ciambella non è riuscita col buco a mio parere la colpa è più della sceneggiatura che del soggetto. Come miglior copertina, avrei messo quella de La strega della palude, che mi piace tantissimo. Purtroppo non posso invece non scegliere La campana nella nebbia, la cui immagine resterà scolpita nel mio personale immaginario, come tutta la storia che quella copertina rappresenta, del resto, con buona pace di chi ritiene questa avventura come troppo atipica per l'ambientazione insolita. Boselli ha raccontato la storia della Erebus e lo ha fatto egregiamente, ed è da elogiare la sua ricerca continua di soggetti interessanti e originali. La sopravvivenza della serie passa anche da questi aspetti, ed è un bene che ci siano. Ancora complimenti a Boselli! E a Villa per la splendida copertina. Sull'alto Missouri, invece, è il mio Oscar per la collana TexWiller, che anche quest'anno è stata un susseguirsi di gioielli: è come se Boselli e collaboratori si divertissero di più, o semplicemente si sentissero più liberi, a scrivere per questa collana rispetto alla più impegnativa regolare. L'esito è una sequela di storie belle qui, che fanno da contraltare alle pagine poco ispirate della collana principale. Purtroppo, anche gli albi speciali mi hanno deluso, incluso il Texone, che è la mia pubblicazione preferita. Sono costretto a ripiegare allora su La leggenda della missione spagnola, che rispolvera un vecchietto apparso in gran forma (Nizzi) coadiuvato da un Torti dinamico e molto western. Come copertina degli albi speciali, ho dato la mia preferenza a quella, bellissima, di Mississippi ring, molto suggestiva. Di Mississippi Ring è anche il personaggio migliore, per me, delle storie speciali, vale a dire l'assassino Drunky, che affianca Tornuak quale miglior comprimario della regolare e, ça va sans dire, il "caro, vecchio Ray", qui ancora giovane e coprotagonista di una storia molto ispirata.
  2. Per ribadire significa che devi aver già detto, solo che io non ho letto e me ne scuso. Il fatto che il comportamento del pack nella tua storia non abbia nulla di anomalo la rende ancora più preziosa ai miei occhi perché plausibile, e non ti immagini il piacere che questa cosa mi fa
  3. Oggi leggevo i commenti su Facebook, dove c'è una nutrita comunità di texiani, e a parte alcuni che lamentavano i troppi personaggi e un Tex poco presente, la storia in argomento è piaciuta molto. Mi ci sono fermato a rifletterci: gli andirivieni sull'oceano ghiacciato dell'ultimo albo, l'ho già detto più volte, non mi hanno convinto, così come la superficie del mare che cambia di stato "a comando". Insomma, non proprio elementi di secondo piano, per il mio modo di "vivere" le storie. Tuttavia, mi accorgo a distanza di una decina di giorni dalla lettura che questa storia mi ha molto affascinato, per la sua eccezionale ambientazione, per i tanti personaggi - non solo Tornuak ma anche i professori, Hillary in primis - per i tanti eventi che si susseguono senza sosta. La scena della "fata morgana", poi, è qualcosa che resta dentro, e che resterà incisa nel mio immaginario individuale grazie alla potenza di quell'immagine: pensateci: la Terror, davvero poi trovata lì, che proietta nel cielo gelido dell'artico la sua immagine, il suo legno marcio e le sue vele in brandelli che però troneggiano imperiose all'orizzonte, con la loro materia in rovina frammista a qualcosa di arcano e "magico", relitto mitico che simboleggia l'eterna lotta dell'uomo con la natura più estrema. Sia il disegno interno di Bruzzo che la copertina sono qualcosa di spettacolare, e davvero - consentitemelo- non capisco chi rimproveri a Boselli di aver messo Tex in secondo piano. Ma cavolo! Qua Tex ha forse meno spazio, ma è testimone e protagonista di una vicenda straordinaria, e noi con lui siamo là, sotto quel cielo, ad ammirare quell'incredibile fenomeno atmosferico, a trovare anche noi la Terror scomparsa, a "tremare" per i Mahah e l'orso maledetto. Ma cosa si vuole da questa che è una vera e propria opera di letteratura disegnata?
  4. Come penso alcuni di voi avranno notato, durante le vacanze natalizie ho letto molto Mister No, tornando a una lettura continuativa dei fumetti come non mi accadeva da un pò di tempo. Per ora, Mister No si è rivelata un'ottima lettura, ma nessuna sua storia mi ha portato al coinvolgimento di questa avventura; l'unica che di recente è stata altrettanto coinvolgente è Fratelli di Sangue, sempre di quel diavolo di Boselli... Io ci metto la mano sul fuoco, che ci pensa. Ha molto presenti le idiosincrasie di noi utenti (in termini generali, non associandole ai nomi magari) e le cose che ci piacciono, e sono convinto che quando scrive già pensa, divertito, alle reazioni di noi nerd che ci accapigliamo per le sue scelte narrative
  5. Non la vedo così. Il ghiaccio scivoloso, il pastrano che infagottisce, i guanti, la fatica già fatta per il lungo tragitto percorso, sono tutti elementi che hanno contribuito ad affaticare il Vecchio Cammello. È il mio idolo, ma ha pur sempre quasi 60 anni!
  6. Personalmente, ho trovato i testi molto buoni e non a caso nel mio precedente commento ho parlato di "romanzo": ho trovato l'albo denso, fitto, con testi corposi ma scorrevoli, che consentono di fruire dell'opera in un certo lasso di tempo e con un certo impegno, cosa che a me piace. Non concordo nemmeno sui personaggi sciapi: Dawn e Dallas, per quanto sia poco credibile che due donne partecipino a questa impresa titanica in quell'epoca, sono invece due punti di forza del racconto, sia nelle vesti di vittime (vedi Dawn rapita da Tornuak) che di eroine o più in generale donne coraggiose. Da carsoniano, ho trovato questo punto credibile. Le condizioni sono davvero proibitive, e il fatto che Tex decida di risparmiare al suo amico quella faticaccia, non fa che confermare l'assoluta difficoltà del momento. Per quanto Carson sia una pellaccia, ha pur sempre diversi anni sul groppone in più di Tex, e il fatto che si decida di tutelarlo in quelle condizioni estreme ha reso a mio parere la vicenda più credibile esaltandone, per certi versi, la componente epica. Questi sono punti che non convincono neanche me. Sul disgelo già pecos ha proposto una spiegazione, tuttavia ho ancora delle riserve sul punto. Sulle passeggiate, anch'io ho parlato di "jogging domenicale" nel mio post, di distanze che sembravano infinite e che si rivelano poche miglia, di campane e di spari che si sentono con un po' troppa facilità. Come ho detto, sarebbe da leggere meglio, ma ho paura che, anche ad una seconda lettura, mi ritroverei d'accordo con te. Sulla nave che affonda, non ne ho parlato nel mio post perché mi sembrava un particolare poco importante: visto che ne hai parlato tu, dico che anch'io ho trovato la scena infelice, sarebbe stato meglio che la nave restasse li dov'era, troppo cinematografico il fatto che, dopo quaranta anni, decida di scomparire proprio davanti agli occhi dei nostri. Già nel tuo post precedente a questo, parlavi dell'assenza di Tex per larghi tratti, e del fatto che questa storia sia la versione di Boselli sulla Erebus nella quale ha dovuto ficcarci Tex per giustificare il nome sulla costa degli albi. Probabilmente è così, anche perché lo scenario è talmente inconsueto che metterci dentro Tex non è una cosa del tutto naturale. Tuttavia, se anche fosse così, se anche Tex risente in questa avventura dei tanti personaggi a cui si lascia spazio, a mio parere questo non è un motivo che mi fa andare di traverso la storia. Come ho detto altre volte, se la storia è bella, mi sta bene un parziale sacrificio dei nostri: se questa è la storia dei Tornuak, della spedizione di scienziati, delle navi scomparse, di Dawn e Dallas, dell'Orso mostruoso, dei mahaha, e poi anche di Tex, a me va bene anche così. È un grande romanzo, è una storia insolita, per la serialità c'è sempre tempo... B-movie, mi ha molto sorpreso questa scelta di Boselli. È come se il nostro avesse perso qualche freno inibitore e si sia dato al più "sfrenato" divertimento. A me la scena dell'orso ha sconcertato. Ma subito dopo mi ha divertito! Ed è un bel parere, per quanto io non sia d'accordo su tutto, scritto bene e con un bel post Io sono tra quelli che purtroppo non riesce a mettere del tutto da parte la sospensione dell'incredulita'. Una storia esagerata per me è una storia che non funziona. Per il mio personale gusto, intendo. Per questo concordo con alcune riserve di Vecchio Serpente. Così come non mi piace vedere scene come quella della parte iniziale della storia, quando Tiger uccide lo sciamano Fox con un colpo perfetto rischiando di uccidere Mingan, o come quando Tex devia una lancia con i proiettili: farei volentieri a meno di tali assurdità, mi fanno storcere il naso senza che possa dominare una sensazione di disappunto...
  7. Bene, meglio così allora. Grazie pecos
  8. Però all'inizio la spedizione arriva via mare (almeno, fino a un certo punto), poi invece sembra che geli tutto e si possa andare dalla nave all'isola della tribù a piedi. Quindi a un certo punto il mare, prima disgelato, gela di nuovo... Mi riferisco alla storia di Nizzi e Villa: anche lì c'era una campana, mi pare.
  9. ATTENZIONE SPOILER Non me ne voglia Boselli, ma mentre leggevo la sua storia mi è venuta davanti agli occhi la sua immagine ai fornelli, intento, con fare divertito, a preparare una prelibata cena per i suoi commensali. Questi ultimi saremmo noi del forum, ai quali secondo me Boselli ogni tanto pensa mentre scrive le storie, riflettendo sul fatto che quel particolare elemento potrebbe far divertire qualcuno di noi e quell'altro farci invece incacchiare, e magari se la ride sotto i baffi compiaciuto. Gli ingredienti del pasto, che con tocco sapiente dispensa qua e là, sono invece le tante situazioni messe in scena in questa sua ultima fatica texiana pubblicata. Da un lato, mettiamoci il redivivo Mike, che cerca la femme, dall'altro i nostri insieme a Jim, che cercano un'altra femme; e poi i professori della spedizione scientifica, anch'essi alla ricerca del loro personale graal, vale a dire le leggendarie navi scomparse della spedizione Franklin. E poi mettiamo un tocco di Tornuak qua, anch'esso alla ricerca di colei che potrà rimpiazzare nel suo cuore la moglie uccisa e di un orso assassino, e i misteriosi Mahaha la', così da aggiungere un tocco di mistero e di inquietudine all'intera vicenda. Con così tanti attori, suddivisi in più gruppi, ognuno dei quali intento alla propria ricerca, non era facile strutturare una trama che filasse fluida e leggera. Ci vuole maestria, a far giostrare tutti questi personaggi, ma Boselli, non nuovo a tali imprese, conferma ancora una volta la propria vocazione per le storie corali, dando vita a un'avventura che è un grande romanzo: il tema della ricerca, declinato in più modi, unito a taluni elementi arcani e svolto nel contesto estremo e tremendamente affascinante del grande Nord, consente a un ispiratissimo Boselli lo svolgimento di una trama che è bellissima da leggere, nonostante larghi tratti della stessa siano occupati da pagine "normali", e finanche gratuite, già viste in svariate salse sugli albi del ranger: si pensi al primo albo, pressoché integralmente occupato dai Fox, con lo sciamano ostile. Questi a un certo punto muore, e la sottotrama dei Fox muore con lui! Essi infatti non torneranno più nel prosieguo, e di fatto la loro "storia nella storia", che come detto occupa larga parte della prima parte, non ha alcun peso nell'economia di questa avventura, rappresentando invece solo l'ennesima variante degli scontri tra i nostri e nativi ostili. Ma nonostante questo, nonostante la gratuità, nell'economia della storia, di tutte queste pagine che costituiscono circa un quinto dell'intera avventura, nonostante questo a noi questi rimandi a Le Piste del Nord sono piaciuti, e quel sapore, qui rigustato, dei territori del Grande Nord glbonelliani ha rappresentato il giusto antipasto, per rimanere nella metafora culinaria, di quello che sarebbe venuto dopo. Di tutto quel lugubre, magnifico gelo. Di quel mare placido e mortale, oscuro abisso sormontato da un deserto di un bianco abbacinante, all'orizzonte del quale, in alto nel cielo, si staglia una delle navi della sfortunata spedizione, per via dell'effetto ottico della "fata morgana" che regala una delle scene più belle di tutta questa straordinaria epopea: quel veliero splendente nel cielo - riprodotto anche nella copertina dell'albo, una delle piu belle di sempre, e che mi ha richiamato il veliero di Xabaras del Dyd n.100 - è una sorta di magia che da un lato intimorisce i metis e dall'altro suscita invece eccitazione negli scienziati, esaltati dal fatto di essere al cospetto dell'obiettivo della loro recherche. E la loro eccitazione è quella del lettore, avvinto da una storia bellissima, emozionato per una scoperta epocale che, in contemporanea con la realizzazione di questa storia, avveniva davvero in quelle sperdute e gelide latitudini. Ma la nave ha in serbo altre sorprese, come il suono irreale della campana, che rimanda al ricordo de I predatori del deserto e de La leggenda della vecchia missione, con scene altrettanto inquietanti e misteriose e bellissime. Si arriva così all'epilogo, con un quarto albo eccezionale, ma eccezionale letteralmente. Oltre ad essere appassionante come poche altre volte, esso mi appare anomalo per i suoi tratti particolarmente forti e quasi splatter: è vero che protagonista è una tribù cannibale, ma francamente fa sensazione vedere sulle pagine di Tex bambini che mangiano dita umane, o la carcassa del professore appena spolpata, o un orso polare gigantesco che fa un sol boccone della testa di un malcapitato, con abbondanti schizzi di sangue sull'inuit Yotimo al momento del morso della bestia. Altrettanto anomala, per le pagine del ranger, è quella seconda fine quasi horror, con un effetto sorpresa a cui si è fatto ricorso pochissime volte nella saga, e che rimanda piuttosto a quei b-movie che cercano il colpo a effetto. Un Boselli, insomma, atipico, a tinte davvero forti, piu' dampyriane che texiane, cosa che da un lato non nego mi abbia sconcertato ma dall'altra non mi è nemmeno dispiaciuta, e che senz'altro contribuisce alla peculiarità di questa lunga avventura. Devo però ammettere di essermi un pò perso, nell'ultimo albo: il mare prima è navigabile (tanto che la spedizione arriva alla nave in barca), poi diventa completamente ghiacciato, poi si apre di nuovo, con la Terror che scompare nelle acque: è realistico che ci siano tali variazioni di temperatura che portano le acque, nel giro di pochi giorni, a gelare e poi al disgelo e poi di nuovo al gelo? E poi, alla fine ho avuto la sensazione che tra la nave e l'isola della tribù cannibale, o tra queste e la postazione della spedizione di terra, non ci fossero che poche miglia, che peraltro i nostri riescono a percorrere come se stessero facendo jogging domenicale, quando inizialmente avevo avuto invece la sensazione che tra le due spedizioni ci fosse una distanza più importante, che non consentisse di raggiungersi reciprocamente così facilmente o di sentire ad esempio il suono della campana. Insomma, un pò di fatica l'ho fatta, lo ammetto, devo rileggere il quarto albo per decifrare meglio alcune situazioni. In conclusione, però, non posso esimermi dal complimentarmi con entrambi gli autori per aver dato vita a una delle storie più esaltanti e più belle degli ultimi anni!
  10. Ahi ahi Diablo, devi assolutamente leggere La leggenda della vecchia missione, uno dei capolavori nizziani
  11. Leo

    Addio, Ulzana!

    Mi fa piacere che sei ancora un lettore. Ora devi ridiventare anche pard attivo, magari proprio per il TexWiller che ormai a detta di molti di noi si fa apprezzare quanto e anche più della regolare.
  12. Leo

    Addio, Ulzana!

    Bentornato, Don Fabio. Non se se leggi ancora Tex o meno, ma sarebbe bello vederti più spesso su questi lidi. Un caro saluto
  13. Evocando i messaggi del giovane virgin, di cui peraltro potresti - a mio parere credo immotivatamente- vergognarti, mi hai definitivamente convinto a riportarlo in vita con la mia ripresa della CSAC Mister No. Gli albi di questa storia io li trovo eccezionali, davvero. Un disegnatore poderoso, al servizio di una storia per ora eccellente. Ragazzi, dovete prenderla questa collana, sia tu, virgin, che @valerio. Io capisco il ragionamento soprattutto di quest'ultimo: saranno anche grandi storie, ma non ho interesse per il personaggio del giovane Tex. Ok, però dovresti avere interesse per storie western scritte e disegnate veramente bene: che ci sia Tex, sia pure nella sua versione giovanile, è veramente incidentale, direi ininfluente. Le storie sono bellissime per sé stesse, sono un grande prodotto della narrativa a fumetti italiana odierna. Messa così, cioè "narrativa a fumetti", e poi "italiana" e infine e soprattutto "odierna" è l'ennesimo, piccolo, miracolo di una casa editrice ultraottantenne che sa ancora di artigianale (nel senso buono del termine, inteso come qualità e genuinità). Eddai, su, non fatevi pregare, non perdetevi un Valdambrini così! Dico anche a te, virgin, che hai abbandonato definitivamente Tex. Fai uno strappo alla regola per il giovane Tex. E ti prometto che non sarò troppo cattivo a ripescare vecchi topic per te imbarazzanti Auguri ricambiati
  14. Ho acquistato lo speciale di Natale di Mister No per la copertina. Dopo, ho letto che era di Valdambrini: semplicemente eccezionale questo disegnatore. Mi consento un breve OT su Mister No: Sto facendo la collezione storica a colori ma, dopo aver letto i primi numeri, ho abbandonato, non senza rammarico, trovando un po' datate le storie. Sono consapevole di essermi fermato troppo presto (a "Tango Martinez", mi pare) e voglio assolutamente riprendere, anche perché il personaggio mi piace e gli albi sto continuando ad acquistarli. Magari, postando dei commenti sul topic di Mister No mi costringero' a leggerlo con più attenzione, posto che ultimamente una certa stanchezza e il poco tempo mi portano a letture rapide e poco attente. La stessa cosa farò con la Storia del West, che da molti di voi mi era stata dipinta quasi all'altezza di Ken Parker, mentre io questa vetta non l'ho trovata e anche qui me ne sono crucciato. Riprenderò anche quella, confidando che, se riuscirò a leggere in momenti meno d'occasione ma più dedicati ad una lettura concentrata, possa apprezzare entrambi. Scusate l'OT, ma virgin ha parlato di Mister No e del suo topic e mi è venuto in mente che magari potremo scambiare alcune impressioni sul personaggio nolittiano man mano che mi addentro nella lettura. Poter gustare, tramite Mister No, altre opere di Valdambrini mi rende felice (così torno un pochino in topic )
  15. No no positivo positivo... i suoi disegni mi sono piaciuti tantissimo. Della somiglianza, che forse era una citazione, del vilain con Charles Bronson non me ne importa nulla; l'errore grave sta su Arkansas Joe, ma come già detto questi era fondamentalmente un nome, non un personaggio. Sarei stato più contento se non avesse fatto quell'errore, e francamente non capisco nemmeno come sia potuto passare al filtro non solo del curatore ma anche dello stesso Giusfredi; ma alla fine questo non pregiudica il grande lavoro svolto dal disegnatore. E ricambio gli auguri
  16. Secondo albo ancora più avvincente del primo. Il cliffangher è da cardiopalma e attendere un mese è una tortura degna dei carcerieri aguzzini dell'Infierno. Ancora una volta, Tex e Carson viaggiano in parallelo senza incontrarsi: questo è il segno della volontà del curatore e creatore della serie Boselli che, di fatto, ha voluto accontentare quanti di noi chiedevano una serie anche sul giovane Carson. Questa, per diversi albi, è una serie anche sul giovane Carson, e se il prezzo da pagare è la sensazione di abusare un pò della verosimiglianza, facendo trovare sempre i due futuri pards coinvolti in storie che si intrecciano senza tuttavia incrociarsi mai, ebbene io sono disposto a pagare quel prezzo, così da poter continuare a vedere uno splendido giovane cammello fare la parte del leone in un trading post, con il barman che sta per dire che la curiosità ha ucciso il gatto, citazione neanche velata della prima, immensa, fatica texiana di Borden. Valdambrini è semplicemente scandaloso e illegale.
  17. Abbiamo fatto, caro pard, un percorso inverso. Io i primi due albi me li sono proprio goduti, con tutti quei gruppi che partono separatamente ma fatalmente destinati a ricongiungersi in quella landa estrema. Come quella pubblicità in cui si diceva che l'attesa del piacere è essa stessa il piacere, i primi due albi sono sì introduttivi ma comunque già appaganti, con tutta una serie di "promesse" fatte al lettore che non mancano di "cuocerlo a puntino" nell'attesa del prosieguo. Dicevo percorso al contrario perché il "bel colpo di scena" a me invece mi ha preoccupato: vedo già all'orizzonte un finale con elementi improbabili che potrei non accogliere bene. Spero di no, spero che questa si confermi una delle grandi storie (l'ennesima) di Boselli, ma non nascondo che i cannibali ora come ora mi turbano un po' (naturalmente per i miei personalissimi gusti)... Come non quotarti...
  18. Preso da una certa nostalgia per Frisco, sono andato a fare un giro sulla Costa dei Barbari, per reincontrare per la prima volta Mike, Lefty e forse (non ricordo se questa sia la sua prima apparizione) Tom Devlin. Una storiellina, con scazzottatona alla Bud Spencer e Terence Hill. Non la rileggevo penso da venticinque anni, la ricordavo meglio. Ha il merito di aver introdotto personaggi che poi ricorreranno spesso, in futuro, in storie più corpose di questa.
  19. Sì, è Charles Bronson. Somiglia però anche all'agente Peña di Narcos (le prime tre serie, bellissime!)
  20. Giusfredi ti ha scritto dopo aver letto questo topic o perché tu gli hai riportato la critica? Nel primo caso, approfitterei per fargli i complimenti per il bel primo albo sapendo che ci legge, nel secondo magari glieli riporterai tu, come potresti aver fatto per le critiche Non ho ancora letto il secondo albo, che dalle mie parti non è ancora arrivato, ma la figura postata sopra in effetti ha poco a che fare con la figura di Joe canonica: meglio lasciarlo somigliare a Pat, perché di fatto così era, che stravolgerlo ma in fin dei conti è un peccato veniale facilmente perdonabile, soprattutto se rapportato all'altro peccato, ben più grave, dell'essere interista
  21. Ragazzi, ho digerito il polpettone... la storia mi ha divertito, c'è Kit in estremo pericolo e Tex impotente che annaspa nel buio per larghi tratti; c'è la situazione alla Indiana Jones, con un vecchio codice da decifrare e misteri che si perdono nella notte dei tempi; c'è finanche il complotto politico e l'uso della religione per fini di potere. A mio parere Nolitta si è divertito molto a scrivere questa storia è poiché io questo suo divertimento l'ho percepito durante lettura, sono stato forse indotto dalla benevolenza verso il nostro caro Sergio ad una disposizione alla lettura positiva; era come se stessi facendo una lunga chiacchierata con un vecchio amico sulle tante sue passioni (il West, Tex, il mistero, i complotti) che poi sono anche le mie. Lo stile dilatato di Nolitta, poi, non mi è mai dispiaciuto: è un altro modo di scrivere Tex, non ortodosso, alla lunga stancante, ma preso a piccole dosi può risultare anche piacevole. Insomma, io mi ci sono divertito, e sono dell'idea che con qualche aggiustamento alla sceneggiatura, qualche lungaggine di meno e un altro interprete grafico (Letteri è sempre efficace nella resa di Tex, ma gli uomini giaguaro o la scena del tempio - che si prestavano a una certa spettacolarizzazione- sono resi in maniera scialba) questa storia avrebbe potuto godere di ben altra considerazione tra tutti noi appassionati.
  22. Storiella senza infamia e senza lode, che riesce anche a farmi incavolare quando Tex si lancia a tutto spiano contro i banditi in un'impresa che poteva essere suicida ma ovviamente non lo è stata per la nota, e abusata, invulnerabilita' che tanto fa male al nostro personaggio. Continuo invece ad essere molto contento dei disegni di Torti: ha un tratto che apprezzo moltissimo e spero possa continuare a lavorare per Tex.
  23. Grazie Mc. In effetti il cartonato non mi piacque e le storie brevi tendo a dimenticarle, per questo non ricordavo. Né sapevo che il sito della Sbe fosse così organizzato, dovrei navigarci un po' di più. Ad ogni modo, grazie
  24. Primo albo molto bello. Anch'io, come alcuni di voi, ho apprezzato molto il ricordo/sogno di Gunny Bill, che invita Tex a rialzarsi/risvegliarsi dopo la caduta. Prosegue molto bene la cavalcata della serie TexWiller, che in effetti si fa preferire alla regolare, dando sempre l'impressione di essere più fresca. Si prenda questo primo albo: non succede nulla di particolare o di originale, sono una sequela di situazioni western, dalle sparatorie con i vaqueros al domare i cavalli per i ragazzini comanche. Solo che se avessimo letto un primo albo del genere sulla regolare forse avremmo un po' storto il naso per l'esilita' del soggetto della prima parte, mentre qui ci lasciamo prendere dal ritmo degli albori texiani e ci abbandoniamo a briglia sciolta e con gusto alla narrazione. Forse il personaggio del giovane scavezzacollo si presta di più a simili trame e quindi noi ne siamo ben contenti, mentre troveremmo debole una simile prima parte nella regolare? Ovviamente non è solo questo, perché anche la collana del giovane Tex ci ha proposto trame di ampio respiro, e anche qui la sceneggiatura è sempre stata molto felice e briosa, più di quanto non accada, da tempo, sulla regolare: forse c'è una certa stanchezza degli autori a scrivere Tex, mentre su questa nuova collana si sentono più liberi e scrivono con più leggerezza? Per tornare alla storia, due domande ai meglio informati: - possibile che in Messico un ladro di cavalli e l'uccisore di cowboys non vengano impiccati al primo albero? La pulsione legalitaria di Don Arenas mi è parsa un po' strana. È vero che non c'era la pena di morte, in Messico, a quei tempi? - la memoria mi fa cilecca: quali altre storie ha scritto Giusfredi per Tex? Pensavo fosse all'esordio...
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