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TWF - Tex Willer Forum

gilas2

Ranchero
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Posts posted by gilas2

  1. <span style="color:red">1 ora fa</span>, gilas2 dice:

    Ti sorprenderà sapere, viceversa, che esistono luoghi dell'internet dove la discussione non diventa scontro.

    Questo perchè questi luoghi hanno delle regole chiare a tutti i partecipanti fin dall'inizio, e siccome inevitabilmente man mano che crescono i numeri entrano degli elementi 'tossici', le regole servono a definire i limiti (secondo la Costituzione italiana, il diritto ad esprimere un opinione è garantito ma non è "illimitato", ovvero non si può dire 'tutto' quello che si vuole) e ad estromettere, se e dove necessario, questi elementi 'tossici', per consentire alla discussione di continuare liberamente entro i limiti che lo stesso 'luogo dell'internet' si è dato.

    Quindi no, la definizione di 'discussione' = 'scontro' non vale sempre ed ovunque.

     

    Venendo allo specifico, un autore può benissimo ricevere del feedback dai suoi lettori (e, un tempo, questo feedback arrivava via posta ordinaria alla redazione, GLB incluso, come tutti sappiamo), purchè il feedback parta prima di tutto dal RISPETTO del lavoro dell'autore. 

    "Questa storia mi è piaciuta perchè...." oppure "Questa storia non mi è piaciuta perchè..." ci sta. Sono opinioni, sono gusti, e sono rispettabili. Una storia può essere riuscita o meno, ad alcuni piace ad altri no, per carità, ci sta, se ne prende atto e si va avanti.

    Trattare apertamente invece la storia e gli autori che la scrivono senza la minima mancanza di rispetto - perchè questo e quello che succede da queste parti - e volere avere ragione per forza anche quando lo stesso autore viene qui a spiegare il perchè di certe scelte narrative e invece di un 'ok ho capito, grazie', continuare a dargli addosso dandogli più o meno dell'incapace perchè ha fatto così e non ha fatto cosà, perchè Tizio o Caio sì che scriveva bene o costruiva delle belle storie/sequenze (non come te), oppure 'io l'avrei scritta così e sarebbe stata una scena degna dell'oscar del fumetto mondiale universale galattico', oltretutto senza essere nemmeno professionisti del settore ma 'normali lettori' (e oltretutto una minoranza ristrettissimissima dei lettori di Tex, però 'pretendendo' di rappresentare e di parlare a nome di tutti i lettori di Tex e volendo persino imporre a tutti, inclusi gli stessi curatori ed autori di Tex, la propria personalissima 'visione' della texianità), vuol dire essere solamente dei gran maleducati, e uso un termine fin troppo moderato.

    Errata corrige: "parvenza di rispetto" invece di "mancanza di rispetto".

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  2. Adesso, joe7 dice:

     

    Sono d'accordo con Rauch: mi spiace che se ne sia andato, ma sapevo che sarebbe successo, ed è meglio così. E' successo con tutti gli autori che si intromettono in un forum. Infatti, in un forum discutono e criticano il tuo lavoro, quindi non è che possa piacere ad un autore stare accanto ai suoi critici. Nessun autore ama essere criticato, e tantomeno ama essere tra i critici. Ce ne possono essere di quelli che elogiano il suo lavoro - o per adulazione o perchè ci credono davvero - ma, assieme a loro, ci sono per forza delle persone che fanno delle critiche. E' per questo (e per altri motivi ai quali avevo già accennato in un altro post) che pensavo che fosse meglio che gli autori non si intromettessero in un forum.

     

    Un autore deve essere lasciato tranquillo a fare il suo lavoro senza badare a nessuno. Se entra nell'agone, non potrà più lavorare tranquillamente. La tranquillità è una condizione fondamentale per realizzare delle buone storie. 

     

    Infatti un forum non è un posto tranquillo di incontro, dove si discute all'inglese dietro a una tazza di tè: spesso è un posto di scontro, dove degli sconosciuti possono dire con aggressività quello che vogliono senza problemi, insieme a degli altri che invece vogliono fare delle analisi serie (ma sono pochi). E non sto parlando di questo forum: parlo di tutti i forum. E' una costante di questo mondo virtuale.

     

    Il mondo virtuale, internet, è una comunicazione senza comunione tra persone isolate, che favorisce (non sempre: però lo favorisce) lo sfogo delle parti peggiori di se stessi. Noi non stiamo veramente comunicando, ci stiamo solo mandando dei messaggi. Ma questa non è vera comunicazione: è una parvenza di comunicazione, quasi una parodia della comunicazione vera, che necessita di un corpo reale e di una voce reale (per questo anche la comunicazione video a distanza non è una vera comunicazione: è una finzione). Al massimo ci stiamo dando delle informazioni, quando va bene e non avvengono insulti reciproci.

     

    Se internet fosse esistito ai tempi di GLBonelli, sarebbe finita allo stesso modo. E non credo che il GL sarebbe entrato di persona in un forum: per esperienza, sapeva che più lontano stai dalle critiche, meglio stai. Anch'io, al suo posto, avrei fatto lo stesso. Se io fossi un autore, preferirei farmi ammazzare piuttosto che andare in un forum dove analizzano un mio lavoro. Da queste forbici non si salva nessuno. Anche Michelangelo fu criticato dai suoi contemporanei. Ma, visto che non c'era internet, Michelangelo poteva strafregarsene bellamente. Inoltre, quando fai un lavoro pubblico, è inevitabile che vengano delle critiche. E' impossibile accontentare tutti. 

     

    Gli autori stanno su un piano, i lettori su un altro: ed è meglio che questi piani non si mescolino mai tra di loro. 

    Ti sorprenderà sapere, viceversa, che esistono luoghi dell'internet dove la discussione non diventa scontro.

    Questo perchè questi luoghi hanno delle regole chiare a tutti i partecipanti fin dall'inizio, e siccome inevitabilmente man mano che crescono i numeri entrano degli elementi 'tossici', le regole servono a definire i limiti (secondo la Costituzione italiana, il diritto ad esprimere un opinione è garantito ma non è "illimitato", ovvero non si può dire 'tutto' quello che si vuole) e ad estromettere, se e dove necessario, questi elementi 'tossici', per consentire alla discussione di continuare liberamente entro i limiti che lo stesso 'luogo dell'internet' si è dato.

    Quindi no, la definizione di 'discussione' = 'scontro' non vale sempre ed ovunque.

     

    Venendo allo specifico, un autore può benissimo ricevere del feedback dai suoi lettori (e, un tempo, questo feedback arrivava via posta ordinaria alla redazione, GLB incluso, come tutti sappiamo), purchè il feedback parta prima di tutto dal RISPETTO del lavoro dell'autore. 

    "Questa storia mi è piaciuta perchè...." oppure "Questa storia non mi è piaciuta perchè..." ci sta. Sono opinioni, sono gusti, e sono rispettabili. Una storia può essere riuscita o meno, ad alcuni piace ad altri no, per carità, ci sta, se ne prende atto e si va avanti.

    Trattare apertamente invece la storia e gli autori che la scrivono senza la minima mancanza di rispetto - perchè questo e quello che succede da queste parti - e volere avere ragione per forza anche quando lo stesso autore viene qui a spiegare il perchè di certe scelte narrative e invece di un 'ok ho capito, grazie', continuare a dargli addosso dandogli più o meno dell'incapace perchè ha fatto così e non ha fatto cosà, perchè Tizio o Caio sì che scriveva bene o costruiva delle belle storie/sequenze (non come te), oppure 'io l'avrei scritta così e sarebbe stata una scena degna dell'oscar del fumetto mondiale universale galattico', oltretutto senza essere nemmeno professionisti del settore ma 'normali lettori' (e oltretutto una minoranza ristrettissimissima dei lettori di Tex, però 'pretendendo' di rappresentare e di parlare a nome di tutti i lettori di Tex e volendo persino imporre a tutti, inclusi gli stessi curatori ed autori di Tex, la propria personalissima 'visione' della texianità), vuol dire essere solamente dei gran maleducati, e uso un termine fin troppo moderato.

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  3. Il bello è che io il nome di Diablero (che comunque non è un curatore/sceneggiatore/autore DI TEX, tanto per essere chiari) non l'ho fatto così come non ho fatto il nome di nessun altro... ma è l'unico che "salta su" 

    Il "personaggio"? Eeeeeehhhh si vabbè. 

     

    Saluti dal 'signor nessuno' che non pretende di imporre agli altri le proprie posizioni come uniche verità oggettive ed indiscutibili e che non pretende di insegnare agli altri come devono fare il loro mestiere anche se lo fanno da trent'anni.

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  4. Questa cosa che degli autonominatisi 'critici' (e depositari della vulgata di Tex) vogliano non solo spiegare ma proprio insegnare a curatori, autori e sceneggiatori di Tex chi è 'davvero' Tex è più surreale della summa delle opere di Dalì e Magritte.

     

    Quando si va a scavare un po', poi, si scopre che di Tex hanno una loro propria visione personalissima che, spesso, non si capisce nemmeno esattamente quale sia.

    GLB stesso (al quale avrebbero cercato, persino a lui (!!!) di insegnare 'chi è Tex') li avrebbe probabilmente presi a revolverate (caricate a sale come l'archibugio di Zio Paperone).

    E vabbè.

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  5. Adesso, frank_one dice:

    . È chiaro che ad alcuni utenti Tex non piaccia più e lo continuino ad acquistare per inerzia, venendo poi sul forum a sbollire la frustrazione.

     

    Il bello è che in diversi casi fanno i criticatrrr criticatrrrr criticatutto senza nemmeno averlo letto nè tantomeno acquistato.

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  6. <span style="color:red">1 ora fa</span>, KitWiller dice:

    Se i valori di una società cambiano, deve cambiare il personaggio oppure cambiare come il pubblico lo percepisce, considereremmo ancora Topolino un eroe se utilizzasse frasi razziste?

     

    Che poi Topolino è pure nero.

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  7. Adesso, joe7 dice:

     

    Non sono d'accordo con te, visto che mi sono basato su dei dati e osservazioni che mi fanno rendere plausibile questa ipotesi. Non sono "tesi precostituite", quindi. Non pretendo di aver ragione, ma, fino ad ora, non vedo il motivo perchè dovrei credere diversamente. 

     

    Tu naturalmente sei libero di credere vero il contrario, nessuno te lo vieta.

    Quali dati?? stiamo ancora aspettando di sentire da dove verrebbe il dato delle "centinaia di migliaia di copie" fatte perdere in cinque mesi per "colpa" delle storie scritte da Nolitta.
    La "osservazione" poi del successo di Tex per via della "censura" del Vaticano è a dir poco ridicola.

    Tu affermi 'fatti' (dati ed osservazioni) ma i 'fatti' per definizione devono essere sempre riscontrabili, verificabili ed oggettivamente certi.

    Nelle tue 'ipotesi' non c'è nulla di tutto ciò, se non un evidente 'bias' ovvero tesi precostituite che rendono tutto il discorso, come si diceva post e post fa, privi di un qualunque senso logico.

  8. <span style="color:red">35 minuti fa</span>, joe7 dice:

    Se queste ipotesi vengono scartate a priori, allora è inutile insistere. E' giusto poi che ciascuno abbia la sua opinione.

    da quello che hai scritto sopra su Sergio Bonelli è evidente che le tue non sono "ipotesi" ma tesi precostituite e ti attacchi alla qualunque per cercare di confermarle (senza riuscirci).

  9. <span style="color:red">7 ore fa</span>, Poe dice:

    Per dire, che secondo me molti (non tutti) usano due pesi e due misure in base a CHI scrive le storie, invece di valutarne il valore indipendentemente dallo sceneggiatore. :lol:

     

    Esatto

    Un'altra espressione del segamentalismo di qualche post fa, per cui se l'ha scritto X invece di Y e X mi sta sulle balle allora è sicuramente una boiata e faccio le pulci anche ai punti ed alle virgole.

    E chi osa contraddirmi lo mando affangala.

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  10. <span style="color:red">30 minuti fa</span>, Il sassaroli dice:

    Quello che non piace adesso diventa un "errore"? 

     

    Concordo con @cuervojones

    E siamo in tre

    Se il segamentalismo fosse una disciplina olimpica qui ci sarebbero prestazioni da medaglie d'oro d'argento e bronzo a profusione (il caffè col sonnifero sputato nella sputacchiera è rimasto memorabile).

  11. <span style="color:red">1 ora fa</span>, Magic Wind dice:

     

    Nella prima storia le "pietre ustionanti" non venivano citate. Anzi veniva lasciato intuire che le mutazioni dei ghundar erano dovute all'astronave aliena...

    Come detto sopra, lo stesso materiale _sia_ propelle/alimenta l'astronava aliena e _sia_ si trova nelle viscere del Rainer, causando _in ogni caso_ le radiazioni e quindi le mutazioni. Le due cose sono assolutamente compatibili.

  12. <span style="color:red">1 ora fa</span>, Jeff_Weber dice:

    Semmai, ci si deve chiedere se la scelta di produrre sempre più spesso sequel sia imposta dai vertici della Bonelli, oppure costituisca ormai quasi un'esigenza autoriale del nostro @borden

    Borden ha spiegato più di una volta che pensa ad un sequel (di vicende o personaggi del passato) solo se c'è la possibilità di imbastirci una storia sopra, cioè: prima la storia, e POI la vicenda (il Monte Rainer) o i personaggi (alieni, ghundhar e quanto altro). Così come ha sempre detto che 'ripescare' un personaggio già visto 'tanto per', per lui non ha senso (ricordo ad esempio Big Cisco, ogni tanto citato da qualche forumista, a cui lui ha sempre risposto "E per fargli fare cosa?")

     

    <span style="color:red">10 ore fa</span>, frank_one dice:

     

    Ma poi quelle pietre ustionanti cos'erano esattamente?

    Uranio o qualche altro materiale radioattivo, ovviamente. S'era capito dal primo albo (ma anche dalla prima storia quarant'anni fa).

  13. Ussignur una teoria più squinternata non si poteva trovare?

    "Anche un orologio rotto segna l'ora esatta almeno due volte al giorno"

    "Per formare una prova, gli indizi devono essere gravi, precisi e concordanti"

    In altre parole: attribuire il successo di Tex al 'divieto' della Chiesa Cattolica, in nome di un non meglio precisato 'gusto del proibito', è frutto solo di una COINCIDENZA (o meglio ancora, co-incidenza) temporale, ovvero: le due cose avvennero nello stesso periodo, ma da qui ad attribuire un collegamento ed un nesso di causa-effetto dell'una sull'altra... beh ce ne vuole di fantasia.

    Esempio: negli anni 60-70 andava fortissimo Gianni Morandi.

    Gianni Morandi, come tanti altri suoi coetanei, leggeva Tex.
    Il successo di Tex è dovuto al successo di Gianni Morandi.

    Da due affermazioni separate se ne ricava una terza 'apparentemente' logica ma senza alcun nesso causale reale.

     

    Negli anni 60-70, in pieno boom economico, la televisione nelle famiglie, la 500 e poi la 600 come prima auto di famiglia per tutti, la quasi piena occupazione, i Beatles e i Rolling Stones, Canzonissima, il 'bigottismo morale' della Chiesa Cattolica aveva cominciato pian piano a sgretolarsi tanto da diventare progressivamente del tutto indifferente per la società italiana, come si vide poi con i referendum sull'aborto e sul divorzio.

    I 'fumetti erotici' o i 'fumetti neri' furono solo un effetto visibile di questa progressiva 'laicizzazione' della società, non un 'motore' del cambiamento; negli anni 60 e 70 nei cinema degli oratori (!!) i film più richiesti non erano la Bibbia con Charlton Heston che apriva le acque del Mar Rosso o Ben Hur che si convertiva al cristianesimo, ma i film WESTERN con John Wayne, James Stewart, Henry Fonda, Richard Widmark, dove al massimo si poteva tradurre in un italiano meno 'brusco' quelle che erano le salaci espressioni dei cowboys (memorabile un John Wayne che mima con il braccio il gesto del 'ficca ficca' in un non ricordo più quale film con i tagliaboschi) ma non 'sradicare le storie': fino al revisionismo della fine degli anni '70, c'erano solo i cowboys di qua e gli indiani di là (al massimo lo sceriffo o i soldati giacche blu) e quelli erano i giochi dei ragazzini. La loro fantasia si traduceva poi negli albi di Tex, e quelli chiedevano ai propri genitori, senza 'divieti morali' che tenessero.

    Il 'bollino di garanzia morale' fu una pecetta che GLB (o più probabilmente Tea, che era quella che dirigeva davvero la baracca) mise per non farsi 'rompere le scatole' ma a parte alcune 'correzioni' nelle primissime strisce (il gonnellino di Tesah, il decolletè di Marie Gold, Tex Killer e Tex Willer, certe espressioni qua e là), con l'arrivo del 'Gigante' diventò fondamentalmente libero di scrivere come meglio gli aggradava (e guai a contraddirlo!).

    Del resto è altamente probabile che persino diversi prelati e porporati si gustassero la lettura degli albi di Tex, tanta era la sua popolarità a quell'epoca, bollini o non bollini.

     

    ps persino quei genitori che non ritenessero Tex 'morale' non è che potessero farci molto dato che poi i ragazzi tra di loro gli albi spesso e volentieri se li scambiavano... e l'età dei giornaletti 'porno' 'popolari' era ancora da venire una ventina d'anni dopo.

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  14. <span style="color:red">4 ore fa</span>, Il sassaroli dice:

    Se ne parlava a scuola coi compagni di classe. Mai fatto?

    No, nessuno dei miei compagni di scuola leggeva Tex. Un mio amico sì ma leggevamo e via, non è che ci mettessimo a commentare o a fare l'analisi critica che nemmeno Giacalone sui Promessi Sposi.

    <span style="color:red">1 ora fa</span>, virgin dice:

    Trovo veramente interessante come una discussione su "Quando è iniziato il successo di Tex" verta in gran parte su quando sia iniziato il declino di Tex.

    Cioè, un po' come se io dicessi: "Bella, raga, stasera tutti al bar a raccontarci le nostre ultime rimorchiate", e poi mi ritrovassi a una tavolata di preti.

    Perchè il titolo dice una cosa (quando è iniziato il successo di Tex?) ma la domanda sottostante (e nemmeno tanto implicita) è "quando è cominciato il declino di Tex?", con una tesi a priori' preconfezionata ("da quando Sergio Bonelli scrisse "Caccia all'Uomo"", anche se nessuno all'epoca e per molti anni a seguire nemmeno sapeva che l'aveva scritta lui e non GLB) e nemmeno dimostrata anche perchè indimostrabile, perchè nessuno ha i dati di vendita nè di quell'epoca nè in seguito e nemmeno odierni.

    Anche perchè, per affermare (come è stato affermato) che non si sa quante migliaia di lettori avrebbero 'abbandonato' la lettura di Tex dopo Caccia all'Uomo (od altre storie di Sergio Bonelli di quel periodo), bisogna dimostrarlo numeri CERTI alla mano, e non per stime, ipotesi o congetture.

    Che Caccia all'Uomo abbia lasciato diversi lettori perplessi ci può stare.

    Che Caccia all'Uomo (o altre storie di Sergio Bonelli in quel periodo) abbia causato 'crolli' delle vendite è una vera e propria assurdità.

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  15. Adesso, Tim Birra dice:

     

    Ricordo benissimo l' uscita di Caccia all' uomo e le perplessità di noi lettori.

     

    In un mondo 'analogico' come quello degli anni '70, mi spiegate dove e come si confrontassero 'i lettori' per esprimere le loro perplessità??

    E mi spiegate come si fa ad affermare che il calo 'fu colpa di Nolitta' a partire da Caccia all'Uomo se i dati di vendita non sono mai stati comunicati?

    • Confused (0) 1
  16. Il vero colpo per la testata furono i cinque mesi consecutivi nella seconda metà del '77 con storie scritte da Nolitta, per la prima volta avemmo due episodi consecutivi, Il cowboy senza nome e, principalmente, I ribelli del Canada. Sono pronto a scommettere che la prima vera emorragia si sia verificata in quella occasione.

    ....

    Sono state, purtroppo, tutte le storie di Nolitta, e non solo "Caccia all'uomo", che hanno provocato la debacle.

     

     

    Fantastica questa convinzione che "siccome l'ha scritto un autore che critico" (o che non mi piace) (o di cui non mi sono piaciute delle storie), allora decine di migliaia di lettori alla fine degli anni 70 la pensavano allo stesso modo ed "avrebbero" abbandonato Tex.

    Convinzione che peraltro non è suffragata da mezzo dato (e la casa editrice non ha mai comunicato i dati di vendita per ogni singolo albo, nè oggi nè tantomeno negli anni 70) e che denota solo una solipsistica presunzione.

    SOPRATTUTTO PERCHè ALLA FINE DEGLI ANNI 70 I LETTORI NON AVEVANO LA MINIMA IDEA DI CHI SCRIVESSE LE STORIE E QUINDI NON POTEVANO IN ALCUN MODO DIRE "AH L'HA SCRITTO X QUINDI NON LO COMPRO". Come se poi la cosa avesse mai comportato, anche oggi, una benchè minima differenza.

    Adesso, Condor senza meta dice:

    La qualità delle storie, a mio avviso, è il fulcro su cui ruota il discorso del crollo delle vendite.

     

    E' un nesso logico senza senso.

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  17. <span style="color:red">9 ore fa</span>, joe7 dice:

    E poi Caccia all'uomo.

     

    Magari 'dimenticabile' ma dall'affermare che il 'declino' di Tex (in termini di vendite) parta da quella storia appare quantomeno discutibile se non presuntuoso.

    E mi ripeto ancora una volta: CHI scrive Tex, almeno fino alla fine degli anni '90, è un fattore di nessuna importanza in termini di vendite. 

    Il calo delle vendite da allora in poi si può individuare nei due fattori 'fisiologici' di cui sopra, non nello sceneggiatore di turno.

    • Confused (0) 1
  18. Adesso, frank_one dice:

    ll calo della qualità delle storie è solo un fattore, ma ce ne sono anche altri da considerare:

    - a metà anni '70 il genere western non aveva più lo stesso appeal dei '60

    - nuovi fumetti "più moderni" era comparsi nelle edicole italiane. Un esempio su tutti i supereroi americani proposti dalla Corno che qui era nel suo periodo d'oro

    - il primo zoccolo duro di lettori, quello presente dal '48, cominciava ad avere una certa età ed altro a cui pensare, mentre per la prima volta l'ondata di nuovi lettori stava rallentando per i due motivi elencati sopra. Tex cominciava ad apparire come un fumetto ormai vecchio, ma allo stesso tempo non era ancora così vecchio da aver assunto la fama di classico senza tempo.

    Anche qui, convinzioni infondate.
    I Bonelli sono andati avanti di gran carriera almeno fino ad una decina di anni dall'esordio di Dylan Dog, avvenuto nel 1986: dal punto di vista economico, questo è stato il 'periodo d'oro' (e quindi BEN DOPO gli anni 70 quando il western non aveva più lo stesso appeal dei 60, e BEN DOPO l'arrivo dei supereroi americani, e quindi BEN DOPO l'età della 'maturità' di coloro che avevano cominciato con Tex alla fine degli anni 40), con DYD che era una miniera d'oro e con Tex che teneva botta senza problemi, e tutte le altre testate che fiorivano una dopo l'altra.

    Ancora nel 1998, il 'clamoroso errore' della confusione tra Campidoglio e Casa Bianca finì in più di un servizio dedicato sui TG nazionali (viceversa, i recenti 70 e 75ennali sono passati sotto silenzio).

    E tutto questo nonostante certi 'sceneggiatori invisi' scrivessero Tex già da almeno quindici o vent'anni.

    Di nuovo, il tutto a riprova che 'chi' scrivesse Tex non è mai stato un fattore sulle vendite, al contrario invece di 'chi' Tex lo compra.

     

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  19. <span style="color:red">49 minuti fa</span>, Condor senza meta dice:

    Non volendo entrare in merito sulla questione del calo di vendite a colpa di Nolitta, poichè non ho le conoscenze adatte dei numeri per farlo, però credo che per una buona fetta di lettori non servì l'assenza del nome sul tamburino dell'autore per comprendere che sotto la storia ci fosse una mano diversa. Onestamente lo stile di Sergio era molto diverso da quello dal padre per non destare sospetti, quindi, anche ammettendo che parecchi lettori non diedero peso, altri agirono in modo diverso.

     

    Lo stesso fatto che Sergio avesse voluto "bleffare" nascondendo il suo nome, denota a mio avviso una grande insicurezza sull'eventuale impatto sulla platea.

    La disquisizione su chi fosse lo sceneggiatore di Tex non aveva allora e non ha tuttora nessuna importanza agli occhi del lettore medio di Tex.

    Quelli 'a cui importa' chi scriva Tex sono una insignificante minoranza, quelli 'ah non l'ha scritto GLB allora abbandono Tex' ancora di meno.

    Pari alla fissazione (o convinzione) che le poche decine di frequentatori di questo forum siano in qualche modo rappresentativi del lettore medio di Tex, quello che va in edicola ogni mese (per la serie classica) o più volte al mese (per le altre uscite).

    Il fatto che non si vendano tanti Tex 'quanti quelli di una volta' è dovuto a due fattori: 1) l'abbandono del medium 'fumetto' da parte dei lettori in generale, così come di 'chi legge', perchè il cartaceo non si vende e non si compra più, e 2) il lento ma inesauribile esaurirsi dei lettori storici di Tex per motivi di età anagrafica, senza alcun ricambio generazionale.

    Certo non per colpa di CHI scrive Tex.

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