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TWF - Tex Willer Forum

Il sassaroli

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Posts posted by Il sassaroli

  1. Adesso, Black Jim dice:

    Nonostante i pareri contrari ricevuti in precedenza quoto Frank_one e Joe7 sul punto di poter fare terminare le storie alla loro conclusione naturale e non a multipli obbligati.

    Invece io credo sia illusorio pensare che la lunghezza "libera" consenta di avere sceneggiature più armoniche. 

    Ormai da un po' su Zagor sono tornate frequenti le storie che finiscono in un punto qualsiasi dell'albo e la mia impressione è che, per Alessandro riguarda i ritmi narrativi, le cose siano peggiorate! Sia con Rauch che con Burattini o manca qualcosa o c'è qualcosa di troppo.

    Da che esiste il fumetto sono proprio i paletti imposti dalla pubblicazione a creare uno stile narrativo e i grandi autori sono quelli che riescono a dominare questi paletti, che siano il numero di pagine, le dimensioni della pagina, o il comics code authority.

    Adesso, Diablero dice:

    Non è una questione di far capire a questi autori che, a parte poche eccezioni, non hanno l'esperienza di vita di poter insegnare niente a nessuno: anche se lo capissero, NON SONO NARRATORI: è gente che ha seguito la vocazione sbagliata entrando nel mestiere sbagliato, avrebbero dovuto diventare predicatori, evangelisti, critici, ma di sicuro non narratori...

    Epperò i fumetti che vendono in libreria sino proprio quelli che predicano. Anzi, più un autore predica, più vende. C'è un pubblico per questi, che forse (FORSE) è maggiore di noi che nel fumetto cerchiamo avventura.

  2. Adesso, Dix Leroy dice:

    L'immobilismo (apparente) del formato Bonelli è una delle motivazioni del suo declino. Non dico che l'editore non si sia sforzato di stare al passo con i tempi e provare a venire incontro ai lettori, eppure da fuori l'impressione è l'esatto contrario: il settore è in sofferenza e noi siamo chiamati a supportare. I cambiamenti a volte sono necessari e nel passato c'erano eccome: negli anni cinquanta/sessanta l'Araldo era una bottega di innovazione. Per non parlare della vera spericolatezza delle testate "Audace".

    Mi pare un po' contraddittorio parlare di immobilismo e poi di spericolatezza delle testate Audace. Io direi che negli ultimi 10 anni SBE le ha provate tutte come formato, numero di pagine, colore, tematiche, targhet, e alla fine pare che nulla abbia funzionato. Dopo 10 anni sopravvive in edicola solo ciò che c'era prima dei tentativi. Con l'unica -notevole- eccezione di Tex Willer.

    • +1 1
  3. Adesso, Black Jim dice:

    È già stato detto da altri in passato, ma, anche se da ragazzino mi dava fastidio avere le storie interrotte a metà albo senza sapere "come finiva" (e spesso come iniziava!), tornare a non fare albi completi sarebbe un incentivo a fare ANCHE storie più brevi o -ove necessario- da quattro albi e mezzo senza giocarsi i finali.

    Non basterebbe, ma sarebbe qualcosa.

    Zagor è lì a dimostrare che non funziona come dici tu ;)

    <span style="color:red">5 minuti fa</span>, Diablero dice:

    Se gli stessi identici eventi li racconti in 5 albi invece che in due, la differenza si nota, eccome...

    Questo è vero, però non succede. Quello che intendo è che molti autori sono abituati a scrivere in un certo modo: se gli dimezzi le pagine, racconteranno metà cose, non le stesse cose in metà spazio.

  4. Adesso, Diablero dice:

    È ANCHE quello. Di una storia noiosa non si dice infatti che "non ha ritmo"?

     

    Se gli stessi identici eventi li racconti in 5 albi invece che in due, la differenza si nota, eccome...

    Sì e no. Dipende da come li racconti quasi eventi. Ci sono autori che padroneggiano lo stile narrativo dilatato (Boselli, tanto per essere chiari) e difficilmente risultano noiosi. Se Tex e Carson impiegano 10 pagine per attraversare il deserto dipinto è noioso? Dipende da chi scrive la storia. 

  5. Quoto Diablero: "Ora, chi ha letto questo Texone, ha letto anche Wheeling? Si tratta di un vero e proprio plagio come con il Texone di Brindisi?"

     

    Non ho letto né wheeling né questo texone, però a leggere la sinossi sul sito SBE (Il mezzosangue Jesus Zane, figlio della donna indiana Cuore D'Anatra e di un trapper che l'aveva violentata, è fuggito dopo aver accoltellato un prete della missione dov'era cresciuto e ora, arricchitosi con il traffico di armi e whisky nel Saskatchewan, sta facendo scorrere il sangue degli odiati bianchi. Una bella grana per le Giubbe Rosse di Jim Brandon. Tex e Carson, affiancati da Gros-Jean, devono agguantare il vendicativo meticcio prima che possa far male a Sheewa, un'indiana che Jesus amava da giovane e che a lui aveva preferito l'amico comune Nat) a me, dei personaggi di Pratt, viene in mente il Jesuit Joe de L'uomo del Grande Nord (da Wikipedia: Jesuit Joe è un Métis, mezzo Mohawk e mezzo francese. Porta la divisa delle Giubbe rosse, ma non è un poliziotto, e l'ha semplicemente trovata in un rifugio. Joe è invece uno psicopatico, capace di alternare momenti di generosità ad altri di violenza eccessiva e gratuita) se non come trama, almeno come figura ispiratrice. Ma anche un po' come trama: Joe raggiunge in seguito un piccolo insediamento sulle rive di Artillery Lake e fa visita al parroco locale, padre La Salle. Il meticcio frequentava il suo catechismo quand'era giovane, e si ricorda dei suoi sermoni sulla penitenza: ritenendo che il prelato sia troppo tranquillo, lo pugnala a una mano affinché provi realmente il dolore di cui tanto si riempiva la bocca (sempre da Wikipedia).

  6. 51 minuti fa, cuervojones dice:

    Ci provo in dialetto jesino... forse non proprio perfetto...

     

    Statte zitto, cagnaccio! mmazzatte adè sarià na grazia che non te meridi. No! Non me sporcherò le mà col tuo sangue, te porterò in Ameriga e là troverai la sola fine degna de te, na morte da infame! Mpiccado!

    :ok:

     

    51 minuti fa, cuervojones dice:

     

     

    Adesso, Dix Leroy dice:

    perché in dialetto i serpenti cambiano specie?

    Perché non ho mai sentito usare "serpente" come insulto in veneto.

    Per lo stesso motivo sono passato dal lei al tu: in veneto il lei esprime ossequio ma non il distacco che voleva GLB.

  7. Aggiungo un elemento che va considerato: i 4 vendicatori del titolo (più il quinto) sono stati caratterizzati in maniera eccellente sia da Nizzi che da Casertano e questo riscatta, almeno in parte, l'inadeguatezza dell'intreccio da commedia.

  8. La prosa di Gianluigi Bonelli andrebbe studiata a scuola come quella di altri grandi scrittori del 900. Considero la sua produzione letteraria un patrimonio culturale italiano ancora sottovalutato. 

    Come spesso sono sottovalutati altri patrimoni culturali italiani: le lingue regionali. 

    Mi è venuta voglia di mettere assieme queste due cose, GLB e le lingue regionali (impropriamente chiamate dialetti), traducendo in veneto un passaggio meraviglioso di Tex.

    Avete voglia di seguirmi in questo giochino? Traducete anche voi GLB nella vostra lingua regionale! 

     

     

     

    da Tex Gigante II serie n.4, L'eroe del Messico:

     

    Silenzio tu, vile rettile! Darvi la morte ora sarebbe una grazia che non meritate. No! Io non mi sporcherò le mani col vostro sangue, ma vi porterò negli Stati Uniti e là troverete la sola fine che sia degna di voi, una morte infamante! L'impiccagione!

    Tasi, can schifoso! Coparte deso saria na gràsia che njanca te meriti. No! A no vojo onfegarme łe man col to sangue, invese te porto 'ntei Stati Uniti e là te catarè ł'ùnica fin justa par ti, na morte vergonjosa! Picà!

    • Like (+1) 1
  9. Spinto dall'analisi critica di Diablero su Nizzi ho ripreso in mano questo maxi, che a suo tempo avevo acquistato essenzialmente per Casertano: meravigliosa la sua evoluzione verso una sintesi tra espressionismo tedesco e underground americano.

    La storia invece non mi aveva particolarmente colpito e infatti non ne conservavo ricordo.

    Beh, che dire? Intanto che la storia pullula di origlioni, mica ce n'è solo uno! Poi che quando non pranzano Tex e Carson parlano di cibo: sembrano Zagor e Cico! Infine che la storia procede a colpi di fondoschiena, cioè non c'è una vera investigazione da parte dei due pard o se c'è tutte le piste portano a un punto morto che si risolve solo con un colpo di scena di cui Tex e Carson non hanno alcun merito. Eppure la storia si lascia leggere, anzi i dialoghi sono piacevoli, persino brillanti e in questo c'è una chiave di lettura: questa non è una storia western, è una commedia!

    • +1 1
  10. 8 minuti fa, San Antonio Spurs dice:

    Andreev che anche nell'introduzione viene presentato come russo, quando non lo è, quindi non è ignoranza dei bifolchi, ma errore di chi ha scritto la didascalia iniziale di pagina 5;

    Russo di Nuova Arcangelo, quindi nato su territorio russo e diventato poi cittadino statunitense col passaggio dell'Alaska dallo zar agli stati uniti. 

    • +1 1
  11. Adesso, San Antonio Spurs dice:

    In quasi due anni di attività, è il primo ritardo registrato - e immaginate con quanta precisione dio sappia la data di uscita di ogni albo - il che mi fa ritenere che più che problemi di distribuzione ci siano stati problemi di stampa o di rifornimento all distributore. Avendo lavorato per quarant'anni nel mondo dell'editoria, so che basta che un granello di sabbia finisca nelle macchine per ritardare tutto il processo. In ogni caso, ribadisco un'esperienza diretta: in tutte le sue forme Tex è l'unico fumetto ancora in auge, anche se sul pubblico è anzianotto, nessun altro genere macina. Copie sperdute di Dylan Dog, uno Zagor a ogni vittoria della Salernitana - chiedo scusa per l'ironia, auguro una pronta risalita alla squadra campana - Dampyr o drago nero come trattorie di cinta senese alla Mecca. Un Topolino quasi per caso, Manga manga pa 'a capa. Oltre ai quotidiani, l'edicola la tengo su grazie ai giornali dei programmi TV e di gossip, più qualche Giallo Zafferano e Cotto e Mangiato. La via verso l'estinzione mi vedrà prendere lo svincolo, non a breve, ma con la certezza che nessuno tornerà a seguire il percorso.

    :(:Ave:

  12. Adesso, Diablorojo82 dice:

    Ciao...Io ti consiglierei prima di leggere le storie di Nizzi indicate da Leo che sono piaciute alla maggior parte degli utenti (basta vedere i voti per avere un feedback).

    Poi se vuoi leggere storie a dir poco discutibili nella fascia 500/600 le trovi.

    Le trovi anche nella fascia 400/500 ma a memoria di meno.😅

    Però parti da quelle indicate da Leo.

    :ok:

  13. <span style="color:red">7 ore fa</span>, Leo dice:

    ...

    Poi non si è divertito più.

    ...

    Molto interessante anche la tua disanima, Leo. Grazie.

     

    Mi dite qual è il numero di Tex che fa da spartiaque tra il Nizzi brillante e quello stanco? 

    Ci sono storie già raccolte in volume rappresentative dei due Nizzi? 

    Mi avete fatto venire voglia di "studiare" :D

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  14. Adesso, Diablero dice:

    1) Sin dall'inizio, la "texianità" per Nizzi sono le bistecche e patatine, non l'eroismo e il coraggio, apertamente derisi nei loro esiti di solito fallimentari. La presenza di queste scene da subito è abnorme e ripetitiva al massimo. Carlo parla di "manierismo", ma è un eufemismo: Nizzi le piazza in continuazione "alla cxxxx". Sono comunque SCENE COMICHE IN STORIE COMICHE, quindi "si armonizzano meglio", come una torta in faccia, anche se ripetitiva, si armonizza meglio in una storia di Stanlio e Ollio. Inoltre le vicende sono comunque più "costruite" e c'è una storia (comica) fra un abbuffata e l'altra.

     

    2) La presenza abnorme e ripetitiva di questo tormentone non aumenta in seguito. È tutto il resto che cala. Non cerca più di far ridere, è pura offesa gratuita a Tex e ai suoi lettori. Non prova più a costruire trame sensate: andando a macinare a macchinetta quantità assurde di pagine strapagate  a raffica (ha superato ogni suo record di produzione DOPO che sarebbe "andato in crisi per il superlavoro"...) non si preoccupa più nemmeno che le storie abbiano un senso e una logica, le uniche cose importanti diventano (a) avete più scene bistecche e patatine che si può, e (b) far fare figure ridicole a Tex, tutto il resto è superfluo e non gli dedica la minima attenzione.

    Ok, grazie.

    Molto chiaro ed esaustivo.

  15. <span style="color:red">1 minuto fa</span>, Mister P dice:

    Ti chiedo scusa per il tono usato, ma da come l'avevi scritta mi sono ricordato dei messaggi di altri utenti del passato e sono partito lancia in resta... Mi pareva che non avessi colto il punto e sono rimasto "spiazzato", ecco.

    Capisco quello che è successo e apprezzo le scuse.

  16. Adesso, Carlo Monni dice:

     

    Ci provo sperando di cogliere il punto.

    Anche nei suoi momenti migliori, e ci sono stati checché ne dica Diablero, Nizzi è sempre stato un manierista ed ha riproposto situazioni ed addirittura sequenze viste in storie di G.L. Bonelli trasformandole in veri e propri cliché più di quanto potessero esserlo già. Man mano che andava avanti le sue storie assomigliavano sempre più ad una formula: un po' di questo, un po' di quello e così via fino al punto di convincersi e purtroppo convincere una parte dei lettori che questi elementi fossero essi stessi la storia.

    Certo, ci sono situazioni ricorrenti nelle storie di GLB, come in quelle di chiunque altro scrittore del resto, ma non sono presenti in tutte le storie e non lo sono sempre allo stesso modo 

    Questa è una grossa differenza.

    Perfetto. Ti ringrazio.

  17.  

    Adesso, Mister P dice:

    Allora hai capito meno di niente. I mutandoni contano un fico secco se indossati, che so, a letto nell'albergo di un paese di frontiera.

    Nella scena in questione Tex e pards vanno a nanna sapendo del pericolo che incombe. Ecco da dove nasce la polemica sui mutandoni.

    Invece, Mister P, qualcosa capisco. Capisco, ad esempio, che anche un amministratore può perdere il controllo e insultare i forumisti. Lo capisco, non ci do importanza, ma certo gli inviti alla moderazione di quell'amministratore in seguito avranno minor autorevolezza.

    Ora, Mister P, non ho intenzione di fare lezioncine, però se rileggi con calma i miei due interventi precedenti (e quello di MW) ti renderai conto di quanto fuori luogo sia stata la tua risposta.

    Sarei felice se qualcuno volesse rispondere in maniera pertinente alla mia domanda.

    • Confused (0) 1
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  18. Grazie per la risposta, MV, ma non è quello che ho chiesto.

    Se è per quello, anche il Tex in mutandoni l'ho visto per la prima volta in storie di GLB.

    Ma volevo sapere se Nizzi ha modificato nel tempo l'impiego narrativo di questi momenti, cioè se da momenti di stacco sono diventati fulcro della storia, o se sempre li ha considerati così.

  19. Nizzi è l'autore di cui ho letto meno storie (la più parte dopo il 400) e non mi sento di darne un giudizio complessivo. Chiedo a voi:  non è che le scene leggere (bistecche e patatine o mutandoni che fossero) inizialmente erano meglio inserite nell'economia del racconto, funzionali a un voluto combio di ritmo e quindi rappresentassero un gradevole intermezzo? Non è che solo in un secondo tempo abbiano acquisito per l'autore un "valore" anche fuori contesto?

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