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TWF - Tex Willer Forum

San Antonio Spurs

Ranchero
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Posts posted by San Antonio Spurs

  1. Parto da Font: va a corrente alternata ma concordo con frank_one quando sostiene che la riconoscenza e la considerazione sono tali da non riuscire a criticare più di tanto certe incertezze e certe approssimazioni. dai fuoriclasse ti aspetti sempre non tanto e non più il colpo a sorpresa, ma la giocata che conferma l'antico talento. La storia ha una bella base e qualche successivo passaggio scontato, temo anch'io che i quattro galletti Piutes finiscano presto la loro avventura da comprimari. Temo perché sarebbe la conferma ad un sospetto delle prime tavole che li riguardano: bellimbusti stupidi e ambiziosi, che recuperano dei fucili e decidono di andare a castigare dei pastori Navajos. Kit e Tiger li intercettano e la sintesi della trama del prossimo numero sembra più un riassunto: "Nakash sobilla i Piutes ribelli, Kit Willer e Tiger Jack gli danno la caccia". Per come sono messe le cose, dovremmo non superare pagina 12 del numero 783 per vederli dirigere nel dimenticatoio. Nella storia parallela, Brendan aveva già una croce sopra nel momento in cui ammazza il secondo soldato: è un assassino e non coronerà la storia d'amore con la vedova scaltra, che lo faccia fuori il suo ex capo anziché uno dei pard  cambia poco. Vivian e la figlia prevedo che verranno salvate sull'orlo dell'abisso; non potranno tenersi i soldi sporchi di sangue, ma sulla strada per la California incontrerà sicuramente un abbiente onesto che solo noi sapremo probabilmente destinato al nickname di Graffiasoffitti, quando si farà irretire dalla signora plagiata in percentuale variabile fra il 25 e il 35%, la differenza la fa la sua cupidigia ben nascosta e nel pelo sullo stomaco che gli fa stare con Hanger quando pensa a Cassel. E chissà come stava Cassel quando la sapeva insieme ad Hanger. Insomma, un bel torbido triangolo da soap opera messicana in stile "Pasion Morena" (capolavoro di due decenni fa). Nonostante queste falle, la storia procede bene in attesa dei comancheros: vediamo se anche loro allungheranno il brodo fino all'epilogo ristretto da pagina 109 a 114. Pronostico un'ultima vignetta dedicata a Sue, sperando che non venga chiamata "Piccola" come accade in continuazione in questo primo episodio.

    Copertina bella, con cavallo di Tex un po' auto di Holer Togni sfrecciante su due sole ruote e lazo a dare dinamismo sulla destra della sella.

  2. Finora le due storie con Kit Carson coprotagonista insieme a Maria Pilar e Kate sono state convincenti nel tratteggiare - e far piacere - un non ancora vecchio cammello, in grado di reggere la scena in maniera esemplare. Molto più di quanto non sia accaduto per gli altri pard. Merito delle sceneggiature, quasi liberate da certi vincoli del canone tradizionale e non solo per questioni di età del personaggio, ma proprio per il maggiore spazio che gli viene concesso. L'autonomia e l'indipendenza da Tex vengono sfruttate nella proposta di un fuoriclasse che non è un supereroe, se mi si passa il confronto. Le due storie poi, hanno diversi pregi: dall'originalità in situazioni a rischio deja vu alla proposizione di figure che se anche secondarie di volta in volta assumono uno spessore che non le fa passare - gioco di parole - per figuranti. In questo caso, è abile e apprezzata la scena di spostare l'attenzione da un esponente all'altro dei rispettivi ruoli: i due investigatori, i sudisti, i sadici nordisti, gli improvvisati giustizieri. A me è piaciuto, al punto di giudicarlo miglior prodotto texiano dell'anno. E se di Tex c'era solo il nome nella testata, in tutto il mondo che gira intorno, Carson è l'elemento più interessante. Al punto da farmi auspicare una correzione di rotta anche sulla regolare: da nonno arzillo  a zio arguto. Anche perché con il tempo mi pare che il ruolo, lo spessore e l'importanza di Kit Willer siano sempre meno importanti. Non lo si può far scomparire, non lo si può far sposare (con il rischio di un Tex vicino alla nonnitudine), non ci possono attendere ruoli più complessi del riempitivo, resterà sempre il figlio di Tex. Bravo maresciallo, ma eternamente sottufficiale. Mentre Carson era maggiore dei Rangers e qualcuno forse lo ricorda anche in divisa ("Per la barba di Giosafatte! Non vedevo l'ora di togliermi quei vestiti da tacchino!").

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  3. Forse sarà la suggestione per una delle prime storie di Tex, se non la prima in assoluto, sul numero 4 della regolare, che si discosta dal West tradizionale e che ho particolarmente amato; forse è il fascino che ha sempre esercitato la figura di Mefisto e quello in crescendo della sorella, fatto sta che il primo numero mi è sembrato particolarmente ispirato e anche in questo caso, moltissimi anni dopo, si esplora un percorso diverso da quello fin qui seguito sulla serie. Non arriveremo agli Hualpai e al Dottor Fiesmot, ma la famiglia Dickart si ripropone da subito come una delle più acerrime controparti. Un solo, piccolo rimpianto: nel consueto caos creativo di GLB che mescolava tempi e luoghi, ma che figura era quella di Manuela Guzman che prima di morire rivela a Tex dell'imminente scoppio della Guerra di Secessione? 

  4. Il 24/11/2025 at 20:41, frank_one dice:

    Non compravo i Tex Magazine, ma l'idea di storie di Tex.. senza Tex a me non dispiace. L'accetterei anche sulla regolare.

    Sarebbe come far fare ai Maneskin una tournée sotto il nome di Red Hot Chili Pepper. In una occasione, puoi anche chiamare sul palco un ospite e duettare con lui o anche lasciargli un po' la scena, ma si tratta di un evento speciale. La regolare è come la Repubblica Italiana: la sua forma non può essere oggetto di revisione. 

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  5. Mi unisco ai complimenti, dispiaciuto per non aver potuto contribuire all'omaggio - ma la mia caccia continuerà, a favore della splendida iniziativa di Filippo&Friends - e lieto di aver vito ancora all'opera Matitaccia (che a suo tempo ha omaggiato anche me di una splendida vignetta). In questo clima assai prenatalizio e tutto immaginando Borden come pensionato, il rompimaroni che è in me mi spinge a chiedergli un'altra di quelle assurdità che contraddistinguono l'essere curioso: perché la stragrande maggioranza dei discorsi, nei fumetti di Tex, finisce con un punto esclamativo?

  6. L'impalcatura della storia regge su alcuni pilastri fondamentali del canone texiano e si avvantaggia di dialoghi spediti e di primi piani di Majo molto efficaci, da considerare insieme all'ottimo lavoro nei chiaroscuri. Nella sceneggiatura un po' di brodo allungato per i due trafficoni che vorrebbero liberare Fergus, una guarnigione del forte della quale il massimo in grado sembra essere il sottufficiale Shannon, i deliri di Larkin che non aggiungono nulla di davvero importante al personaggio (che si capisce essere megalomane di suo e furfante non a causa di Pietra di Luna. poi finisce tutto a tarallucci e vino, con gioia di proprietari e nuovi assunti. Splendida vignetta conclusiva, direi esemplare nel riassumere un aspetto del rapporto fra Tex e Carson, così diversi, così vicini. Un buon voto, anche per il ritmo della narrazione e la sapienza alternanza di inquadrature nei disegni. A proposito, anche le copertine di Villa seguono una rotazione: una "quattro stagioni" quella di questo mese, con Tex a mezzo busto a riempire la pagina e dunque completo scollegamento con il titolo e le vicende interne; preceduta e seguita invece da due immagini allargate all'ambiente circostante e con più personaggi  raffigurati. Non ho preferenze di base, certamente quella di "Dollari insanguinati" è molto bella

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  7. Ragiono da vecchio lettore, probabilmente, ma il mio gradimento per Tex Willer è andato in crescendo quando ha iniziato a incontrare personaggi bonelliani, intesi come nati dalla fantasia di GLB e dunque già noti. E' come se da quel punto in poi avessi riconosciuto il "mio" Tex come tale. Mi pare accada un po' per tutti i personaggi di fantasia quando gli autori inventano quelli che al cinema si chiamano prequel e propongono una figura non ancora del tutto sviluppata. Questo giudizio non riguarda certo le storie nel loro specifico, ma come detto riporta una personalissima impressione.

  8. <span style="color:red">5 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

    Le copertine non sono "arte", o meglio lo sono finché vengono impiegate per lo scopo per cui sono commissionate.

    Per doppia esperienza diretta, se la funzione delle copertine è quella di attrarre il più possibile un acquirente l'obiettivo può essere raggiunto sporadicamente e per numeri bassissimi. Oggi più che mai il 99,99% di chi compra Tex lo fa per abitudine e lo farebbe anche solo con la copertina bianca e la sola testata con il titolo dell'albo. Teniamo anche conto della scarsità dell'offerta: che cosa c'è in edicola oltre ai personaggi Bonelli e ai prodotti immediatamente riconoscibili come per l'infanzia? Poco. E ancora meno il venduto. Questo non significa da parte mia bocciare a priori una o l'altra proposta di copertina (meglio: l'originale e la rivisitata), ma sostenere che sono ormai prelibatezze da appassionati e, si presume, intenditori. "Il Giuramento"  o "Tra due bandiere" restano indimenticabile, "Mano gialla"  o  la terribile "Uomo nell'ombra" no.

  9. <span style="color:red">49 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

    Secondo me Villa propone ma non dispone. La storia è piena di capolavori che il mittente ha fatto modificare a dispetto delle volontà dell'autore. Molte volte se l'autore si impunta (anche Lucio Dalla) magari non riceverà il successo che avrebbe avuto la versione modificata...

    Può essere, per casi sporadici. Ma se la questione si ripete per decine se non centinaia di volte a qualcuno i cosiddetti dovrebbero girare; siano di chi proponendo chi cambia o di entrambe le parti. Non credo che Borden abbia modificato in profondità altrettante sceneggiature lette.

  10. Amico d'infanzia della moglie di Giovanni Romanini, ho avuto modo di parlare con lui in maniera approfondita della lunga gestazione del Texone. Ricordo che oltre che collaboratore, ma in questo caso dovremmo dire coautore, di Magnus, Giovanni per era forse l'amico più intimo. Ebbene, da quello che ho appreso Magnus era totalmente coinvolto nel compito, quasi stregato, sicuramente molti altri pensieri, non tutti purtroppo, non incidevano minimamente sulla realizzazione di questo capolavoro. L'unico crucci di Magnus, paradossalmente, all'inizio fu disegnare i cavalli che gli venivano sempre grotteschi, compito che infatti affidò a Romanini. Nei particolari degli esterni di quelle tavole Magnus ci mise tutto il mondo che aveva intorno a sé a Castel del Rio. Senza spingermi troppo oltre e senza fare parallelismi perché sarebbero inopportuni non avendo conosciuto direttamente Magnus, una persona molto religiosa che conosco, afflitta da un male forse incurabile, ha iniziato a cercare di perpetrare la natura con fotografie e acquerelli ringraziando il Cielo per averle fatto comprendere la grandezza del creato In una qualche scala e senza tirare in ballo il sovrannaturale, Magnus ha creato qualcosa di grande e non sono state piccolezze della vita a interferire nel suo lavoro.

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  11. Mi pare evidente che almeno dal campione proposto gli interventi non siano quasi mai stati migliorativi, ma chiedo a chi ne sa più di me se nella fase redazionale Villa ha o no diritto di replica. Che poi debba arrendersi alle preferenze aziendali è un altro discorso, ma se io, Lucio Dalla, intitolo la canzone "Gesù Bambino" e scrivo il verso "E anche adesso che bestemmio e bevo vino/per ladri e puttane sono Gesù Bambino" e me la cambiano in "1 4 marzo 1943" e "E ancora adesso che gioco a carte e bevo vino/per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino", beh insomma... non capisco, ma mi adeguo e se mi incavolo lo tengo per me. Poi, ripeto, saranno questioni di marketing che vogliono privilegiare l'omogeneità delle tinte - però le cambiano pure radicalmente - e questa famosa colorazione digitale a me sa tanto di tortellini fatti dalle sfoglie di Bologna messi a confronto con i pur degnissimi del signor Giovanni Rana. E con le metafore, fino alla fine dell'anno ho già dato.

     
     
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  12. Il 18/10/2025 at 20:11, Dix Leroy dice:

    L'ultima che ho letto davvero è quella del ritorno della Montoya (letta in attesa della revisione dell'auto)

    Sei uno Speedy Reader o ti eri presentato con una Fiat 124 del 1971?

    <span style="color:red">23 ore fa</span>, Tracce358 dice:

    Resta infine il quesito di che ne sarà di Kit Willer e Tiger Jack, ai box da molto tempo. Ogni volta che leggo che nella prossima storia "Tex e Carson vanno di qua Tex e Carson vanno di là" mi viene una sorta di apprensione mista a un vago senso di "viale del tramonto".

    Sono d'accordo, anche perché la presenza di tutti e quattro i pard spesso dà l'occasione per dare un po' di respiro alle storie, suddividendole in eventi paralleli di protagonisti separati. Altrimenti il rischio è quello del solito monologo spiegatizio di sex imbeccato da qualche domanda beccacciona di Carson o da un sua imprecazione riguardante Giosafatte o Matusalemme.

    Il 17/10/2025 at 16:19, Diablero dice:
    Il 12/10/2025 at 15:44, ymalpas dice:

    Quella dei fratelli Granger, siamesi

     

    ???  :lol:

     

    Nati a Bangkok avevano la doppia nazionalità. E la denominazione Thailandia parte dal 1949.:D

    Il 17/10/2025 at 10:20, ymalpas dice:

    Per il resto un centinaio contrassegnato da un rincaro del costo di copertina che è quasi raddoppiato (da 3,50 a 5,80) e che subirà sicuramente un altro aumento prima del numero 800, le copertine spesso sporcate da bollini o triangolini, le patacche allegate, le copertine generiche in occasione degli eventi speciali, tutto in nome del marketing selvaggio.

    Anche se non ci riguarda direttamente, ma è significativo dello spirito dei tempi della SBE in questo periodo, le copertine di tutti gli altri personaggi mensili ridisegnate sulla base di alcune celebri di Tex. Come se per celebrare l'anniversario di un quotidiano, in un determinato giorno tutti gli altri uscissero con la prima pagina in comune per quello che riguarda la grafica (Beh, se il festeggiato fosse "Il Tempo" ci divertiremmo non poco).

  13. Per cominciare i complimenti a Ymalpas, per proseguire mi accorgo che c'è una netta distinzione fra le mie storie preferite e le altre: le prime sono quelle più lunghe - tranne Netdahe e Il mistero del monte Rainier - fra le seconde, nessun albo bis ha raggiunto la sufficienza. Anno nero il 2021: dal monaco guerriero al pistolero vudu da Manuela non quella di Julio Iglesias al mostro del gran lago salato. Ho poco apprezzato il ritorno di diversi comprimari, ho trovato di mio gusto la suddivisione degli eventi per il ritorno di Mefisto, a parte il finalone da crogiolo contenente fisica, metafisica, filosofia, esoterismo, corna, bicorna, agli e frattagli per ritrovarsi almeno con uno Yama definitivamente scimunito e un Mefisto "redimorto". Mi aspettavo di più dalla storia di Rick Master, idea magari condizionata dal fatto che il finale aperto spinge a credere nell'ennesimo ritorno. Tiro alcune somme: su 81 albi, 33 li ha sceneggiati Ruju, 32 Boselli, 8 Nizzi. I diversi disegnatori sono stati 28+1 (il secondo dei Cestaro) e tranne Laurenti li ho promossi tutti. Infine, le copertine: alcune sono state in stile "anni d'oro", ovvero generiche e anche con fondo monocolore. Sempre di altissima qualità: la più dinamica quella di "Attentato a Montales", la più attraente "Vancouver", la più inquietante "Il manicomio del Dottor Weyland", la più malinconica "Il soldato fuggiasco", la più vintage "Alla ricerca delle navi perdute", la più improbabile "Il morso dello scorpione", la più iconica "Il trionfo di Mefisto", e la più evocativa "Artiglio d'orso), le mie preferite "La vetta degli spiriti" e "I guerrieri della tundra".

  14. 1 ora fa, Carlo Monni dice:

    Tutto il resto sono ristampe che non influiscono affatto sul lavoro di chi si occupa degli inediti e sono, pertanto, citati a sproposito 

    Caro Carlo, giusto appunto - scritto staccato - per quello che riguarda il numero delle pagine. In quanto alle uscite, so benissimo che ci sono anche le ristampe e dunque ho peccato di poca chiarezza non spiegando bene che la mia perplessità è sull'enorme massa di produzione fatta circolare a fronte, credimi, di scarsi esiti. Non conquisti nuovi lettori (parlo di cifre consistenti), non ne soddisfi di vecchi che magari anelavano ad un numero perso, generi confusione nel lettore medio (quorum ego) non dotato di memoria tale da fargli comprendere al volo se si tratta di frittata fresca o avanzata. Crei equilibrismi come il cofanetto in legno o come nel caso di Zagor accorpi due albi appena usciti e li rilanci in nuova veste. In tutto questo, la mia meraviglia riguardava una storia già calendariata ma appena finita per quello che riguarda il disegnatore. Sono tutto fuorché un calcolatore - nel senso che matematica era in fondo alle mie preferenze scolastiche - dunque alla SBE faranno conti e scelte giusti economicamente parlando, la mia opinione, come in "Niente da capire" di De Gregori, vale 10 lire.

  15. <span style="color:red">17 minuti fa</span>, Diablero dice:

    La folle proliferazione di testate di Tex è folle anche per questo, riuscire a garantire oltre 4000 pagine annue non è cosa da poco...

    Vero. Considerando ad esempio la gherminella del mensile bis estivo. Sul sito della SBE al momento vengono riportate 12 uscite texane nell'ultimo mese e saranno sicure almeno 13 fino al 5 dicembre. Ci è stata almeno risparmiato una'instant variant tipo la storia di Zagor scritta da Carlo Lucarelli compattata e riproposta a meno di due mesi dalla conclusione sulla regolare. Mi fermo, conscio di essere al limite dell'OT. 

  16. 2 ore fa, Carlo Monni dice:

    Seil nuovo curatore  è intervenuto lo avrà fatto al massimo sulla parte finale che Majo ha terminato di disegnare da poco e che leggeremo tra un mese.

    Come mai ci si è ridotti a correre il rischio di una storia finita di disegnare a ridosso della pubblicazione? Comunque la si possa girare, non mi appare questione di poco conto e - da lettore - di  minore tranquiilità.

  17. A mio avviso il maggior difetto di questa storia è, nella seconda parte, la successione di eventi banali e allungati - al di là delle incongruenze già notate e commentate da tutti - forse sì, senza calore e gli elementi che venivano aggiunti alla fine sono apparsi solo degli annacquamenti per allungare un brodo che invece aveva bisogno di ben altri ingredienti. Ruju ha avuto una buona idea, l'ha sviluppata bene ma poi si è accorto che la "ciccia" era finita, ma quando accade ci vorrebbero umiltà, tempismo e pelo sullo stomaco per ridurre il tutto e non destinarlo alla regolare, ma ad una di quelle uscite extra (ho perso il conto dei nomi) che propongono un paio di storie brevi, magari corredate da informazioni storiche sui cow boy di colore o - perché no? - sul razzismo in Canada: argomento che mi vede completamente ignorante e che alla Bonelli avrebbero saputo trattare meglio di qualsiasi contributo su internet che avrei potuto andare a cercare. 

  18. <span style="color:red">16 ore fa</span>, Diablero dice:

     

    Non siete credibili, è chiaro dall'inizio che per voi il motivo di interesse di Lily è solo che è la sorella di Mefisto! :lol:

     

    Lo aspettate questo ritorno come se fosse la risposta al desiderio di avere la botte piena e la moglie ubriaca: volete il ritorno, ma i personaggi di Mefisto e Yama sono stato ormai così inflazionati che non sono adatti, quindi ecco che salta fuori Lily NON in quanto Lily, ma come "ultima rimasta del clan Mefisto".

     

    Non funzionerà. O moglie piena, o botte ubriaca. Se non verrà citato Mefisto, sarete insoddisfatti perché non viene legata al suo passato, ma se verrà citato troppo il suo passato, ci sarà troppo Mefisto...  :rolleyes:

    Per quello che mi riguarda sei lontano dalla verità quanto un terrapiattista, ho citato l'episodio del collegio per sottolineare lo spesso del personaggio e il tutto si inserisce in un discorso che dava per improponibili Mefisto e Yama. Se hai già una figura definita e sicuramente interessante può avere un senso riproporla e non vedo perché non giocare anche all'inizio sul traino delle sue origini senza spedare - ribadisco: sprecare - tavole e baloons con fratello e nipote. Non è che se oggi parli del crimine commesso da un estremista di destra devi per forza andare a tirare fuori Mussolini. Se tornerà Lily Dickart sarò soddisfatto in quanto tale, non perché "sorella di...", avrei il vantaggio di sapere chi è e dunque considerarla da subito per quello che vale. Anche se a te è tutto chiaro dall'inizio, spero che ti sia chiara anche questa mia aggiunta finale.

  19. <span style="color:red">13 ore fa</span>, Diablero dice:

    Lily Dickard che caratteristiche ha SUE per renderla "interessante" a parte dire.... "è la sorella di Mefisto"?

    Basterebbe l'episodio in gioventù all'interno del collegio, quando agiva in piena autonomia. Come sarebbe in un suo eventuale ritorno, libera da vincoli familiari, perché non ce la vedo a seguire uno Yama rinsavito o in collegamento fantastico con il fratello all'altro mondo. Ho anche ipotizzato un suo ritorno spiazzante e sarebbe un colpo da maestro (con la m minuscola) di Borden e concludo dicendo che ovviamente non mi aspetto la sua ricomparsa a breve e nemmeno la giudico in qualche maniera salvifica per il mio interesse di lettore, ribadisco che un suo spessore LadY ElleDi ce l'ha eccome.

    <span style="color:red">7 minuti fa</span>, Arthur_Morgan dice:

    Speriamo che abbia qualcosa da dire anche il braccio destro del Maestro, che tornerà a breve sulla regolare con “Shark island”, per la quale sono fortemente fiducioso 

    Parallelamente al discorso di Lily Dickart, mi auguro  anch'io che ritorno di Nick Castle riguardi una buona presenza in un'ottima storia, perché l'ho sempre trovato personaggio incolore, inodore e insapore (se paragonato a diversi altri, mai più riproposti).

  20. Il 23/9/2025 at 01:06, Carlo Monni dice:

    E pure sbagliata .:P

    C'è di peggio: il mio rivolere Bethanie Marsh.

    <span style="color:red">2 ore fa</span>, Magic Wind dice:

     

    Yama doveva prendere il posto di Mefisto, morto alla fine di Terrore nella savana, come arci-nemico di Tex. Infatti torna dopo nemmeno 40 numeri (lasciato alla deriva su un veliero in un mare in tempesta: più finale aperto di questo..). L'errore non è stato fare tornare Yama, ma fare tornare Mefisto con la storia di Nizzi & Villa...  

    Usando come metro il mensile, Mefisto è comparso ogni quarantina di numeri prima del (presunto) gran finale con la morte del castello e da lì ne sono passati circa altrettanti fino all'arrivo di Yama. Il secondo grande ritorno rappresenta forse il momento migliore del grande nemico - intendo la qualità della storia - con il travestimento da dottor Fiesmot e la figura di Padma; il successivo nella savana è più da fantasy che da horror (termini forse esagerati, ma qui pratici per sintesi). Siamo nel periodo d'oro sia per GBL che per Galep e infatti nascono una serie di capolavori ai quali aggiungo anche l'episodio con la comparsa del "figlio di": tremendo, all'inizio, poi come per me giustamente sostenuto da Diablero, sempre più annacquato. La penultima storia che lo vede comprimario ha una trama di avvicinamento intrigante e nobilitata dal tratto di Civitelli (memorabile la parte nel villaggio di notte), ma nel finale se al posto di Yama ci fosse stato Cicciobombo Cannoniere o Ercolano Sempreinpiedi sarebbe stata la stessa cosa. Sensazione certificata anche nel gran finale dell'ultimo spettacolo dei Dickart Family: Mefisto all'inferno che "etterno dura", Blacky a far compagnia ai nonni di Capo Bromden e Randle McMurphy, Lily che dei tre rimane simbolicamente l'unica superstite. Unica, guarda caso, a non affidarsi al sovrannaturale nelle sue malefatte. 

  21. Lily dovrà per forza essere autonoma, visto che il fratello è definitivamente uscito di scena almeno per un bel po', Yama ha lo stesso appeal di un biglietto del treno scaduto e che lei sia nella versione in veste di baronessa accasata a Parigi che nella proposta dei suoi primi anni legata alla collana Tex Willer ha mostrato doti da sopraffina Dark Lady e non è ancora del tutto caduta l'idea che possa essere proprio lei ad essere sfuggita a Tex a conclusione dell'episodio con Rick Master (so che la mia è una tesi ad oltranza e di minoranza).

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