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TWF - Tex Willer Forum

San Antonio Spurs

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Everything posted by San Antonio Spurs

  1. Dopo "Il covo del male", con gli stessi protagonisti lo darei per improbabile. Magari, coinvolgendo per la prima volta assoluta uno sponsor", potrebbe essere "Il trionfo del Maalox" perché il bruciore di stomaco qualcuno ce lo avrà di sicuro...
  2. Lo so benissimo che è tutto ipotetico, compresa la possibilità di un altro ritorno. Fra tanti "se" uno dei più incomprensibili sarebbe il collegamento "Muoia Mefisto con qualche filisteo", a mo' di compensazione o, appunto, pegno. Aspetteremo e vedremo; mesi e non anni, per fortuna. Avevo già fatto un'ipotesi sui titoli di quest'anno, ma la presenza del logo e del nome Mefisto indurrebbero a credere in un'improbabilità dell'uso del nome anche nel titolo. Sarebbe un insolito doppione. E'poi vero che le sorprese sono tali in quanto inattese e dunque anche in questo caso aspettiamo solo pochi mesi. Solo... Si fa per dire.
  3. Le voci corrono con velocità alla Marcel Jacobs e imprevedibilità come per la nostra 4x100 olimpionica. Al di là di quello che verrà fatto accadere da qui alla conclusione della saga, compresa la sparizione definitiva di qualche "spalla", l'univca certezza è che non verrà mai scritta in nessuna ipotetica "Costituzione Texiana" una legge che esclude la ricomparsa di Mefisto o di uno degli altri Dickart. Può essere un obiettivo o un intento momentaneo, oggi, così come - chissà? -una priorità per chi curerà e seguirà la serie fra un tot di anni, fosse anche (magari, ma chissà se lui sarebbe d'accordo, nel 2052) Borden. Perché, poi, ci dovrebbe essere un prezzo da pagare per la definitiva conclusione della saga di Mefisto? Stavo per scrivere che altri pagherebbero per la definitiva uscita di scena professionale di qualcuno che in passato ha collaborato a Tex e l'ho scritto, come battuta, e solo per rafforzare il concetto: dovesse accadere quello che viene ipotizzato e anche "sdoganato", ma nel caso sarebbe accessorio e non strumentale alla permanenza o no di Mefisto & C. nella prosecuzione della grande avventura.
  4. Cito solo questo ultimo passaggio per segnalare un'evidente e diffusa inflazione di metafore calcistiche nei commenti alla storia. Esistono anche altri sport e definizioni similari, ad esempio, per situazioni sfavorevoli si potrebbe dire: "Mefisto è'stato stoppato da Tex", "Yama ha preso solo il ferro", "Durante il sortilegio bisogna stare attenti al rischio di infrazione di tempo scaduto", "Gli scagnozzi del Carnicero hanno sbagliato molti tap in", "Nell'applicare la sua strategia, Rakosi ha commesso un passi di partenza". Che la mia squadra del cuore abbia appena vinto una coppa nel basket e quella del calcio l'abbia invece contemporaneamente persa sono solo dettagli sui quali vi prego di non essere maliziosi.
  5. Non credo di aver mai collegato brani musicali a storie di Tex. Ma alcune tavole di scene all'interno del manicomio mi hanno invece portato ad un'associazione di idee con "Shadow on the Wall" di Mike Oldfield. https://vk.com/video784481_456239169 è il link del video per i non idolatri di MO come il sottoscritto (avvertenza: non considerate le pseudoinfermiere, ché non sono delle Ruth double face). In conclusione e con ancora pochi commenti letti sul secondo atto della storia, mi pare che se ne possa già decretare l'importanza anche solo per le suggestioni, i richiami, le citazioni, i rimandi, gli accostamenti che sta provocando. Ad esempio, rileggendo il nome di Myriam e ricordando il giudizio che ne diede Mefisto rivedendola cambiata dopo molti anni («Che orribile megera»), mi è venuta da immaginarla invece giovane signora Dickart, che magari sarà stata anche lei bella e il pensiero è corso all'omonimo personaggio interpretato da Catherine Deneuve in "The Hunger", tradotto alla carlona (Monni non c'entra) in "Miriam si sveglia a mezzanotte", dove la protagonista è una donna immortale, al contrario del suo compagno interpretato da un convincente David Bowie. Poi ci sarebbero Susan Sarandon e l'ormai inflazionato "Duetto dei fiori" dalla Lakme (come figura, una sorta della "nostra" Shakti) di Delibes. E se allora il bravo al Bos è scontato, anche perché la trama e i personaggi danno la possibilità di suscitare in un lettore certi sconfinamenti, applausi anche ai Cestaro: davvero superbi.
  6. Ma Monni è di un'altra categoria, come paragonare Pirlo (lui) ad Arthur (me). Ed in ogni caso, la casualità della citazione del nome Faust usato in "quel" senso si insinua latente, resta: oh, è capitato, credevo non fosse un caso...
  7. Se quello che non hai capito è il riferimento al termine "italianissima" nella costruzione della battuta, la spiegazione è semplice. Nel mio supporre un voluto riferimento al Dottor Faust, mi riferivo al fatto che in inglese il nome del personaggio è Doctor Faustus, non Faust come qui da noi (e come a dire il vero anche per Goethe e Gounod). Dice: perché non sceneggerai mai un Tex? Perché nella sfilza di nomi supposti da Carson avrei inserito Franz prima di Ferdinand e che citazione inutilmente non western sarebbe stata quella di un imperatore e/o di un gruppo rock?
  8. Più che altro è una curiosità, condita con un po' di ironia, su una trovata - ancora più ambigua perché "italianissima" nella costruzione - di Borden. Ma visto che sono il primo ad andare nello specifico del secondo albo, mi cautelo per eventuali tiratine di orecchie (il mio compleanno è giovedì, farlo prima porta male)... S P O I L E R S P O I L E R Carson si interroga sul significato di quella F. fra Stephen e Weyland: «Ferdinand? Frederic? Faust?». Buonasera, Dottore.
  9. L’avverbio inutilmente riferito alla spettacolarità lo trovo gratuito. E’l’unico appunto ad una spiegazione articolata ed esauriente. Soprattutto nella parte finale. La faccina.
  10. Comunque, lo sviluppo e la scelta di questa bozza proposta da Claudio Villa per la copertina del numero 739 mi avrebbero "allupato" assai.
  11. Bene, nella lunga discesa senile ho ancora qualche “freno” di memoria valido per diminuire la velocità. Il lebbroso in effetti non lo avevo considerato, ma si è capito che mi riferivo ad un gioco a carte scoperte. Pronto a scommettere che il prossimo colpo di scena sarà nel finale di questa trilogia e sarà, a suo modo, esemplare (nella sostanza, se non per forza nella qualità). Ho una mia idea, ma la dirò quando questa puntata sarà stata letta e metabolizzata da tutti. Sempre che il sito SBE non dia un indizione il prossimo 6 giugno o Borden ebbro per ragioni calcistiche (buone o cattive) non si lasci sfuggire qualcosa.
  12. Chiedo scusa se colpevole di spoileraggio. Chiedo che il sito SBE venga considerato correo per aver pubblicato delle tavole con un giorno di anticipo sull’uscita dell’albo in edicola. E me ne ero pure lamentato…
  13. Allora preciso meglio: è la prima volta in assoluto che Tex e Mefisto sono fisicamente di fronte nella pienezza delle loro facoltà, compresa quella di riconoscersi a vicenda ed escludendo, da parte di Tex, la possibilità che si tratti di un trucco?
  14. L'età galoppa, la memoria non mi sostiene con certezza e, impossibilitato a controllare, la classica impazienza (ormai) senile spinge a chiedervi aiuto: sbaglio, o a parte le vicende giovanili e l'incontro con il rivale fuori di senno in "Spettri!" questa è la prima volta che Tex e Mefisto sono di fronte fisicamente e/o materialmente, che dir si voglia?
  15. Sul sito SBE contrariamente al solito è uscita l'anteprima del numero di giugno e confesso di essermi pentito di aver voluto guardare comunque le tavole, perché anziché aumentare la voglia di attesa per l'albo di domani hanno quasi avuto invece l'effetto di svuotarlo a momento di passaggio verso la conclusione della trilogia. Vabbeh, non aggiungo altro se non il sospetto crescente che questa volta Borden ci riserverà un finale aperto sì, ma a suo modo epocale.
  16. Se dovessero fare una serie TV su queste vicende interne alla SBE, occhio che il titolo Badland (Badland: ho scritto giusto, apposta) è già stato usato per un videogioco. Suggerirei invece già i nomi fittizi dei protagonisti: Nice Cloud, Freddy Man e Boss Elly aka Maori.
  17. Un numero che provoca un paragone sia pure alla lontana con "Alaska" è probabilmente condannato ad un precoce oblìo che verrà interrotto solo se ci saranno altri impegni di Scascitelli a lavorare su un Tex fra fumetto e fotoromanzo e io stesso non credo di avere molta voglia di rileggerlo, complici due sceneggiature da tisana della buonanotte. Una mediocrità ben poco aurea confermata dai toni moderati in queste stesse pagine, pochi post e senza impennate nei confronti. Il che non è un incitamento allo scontro verbale, ma la constatazione che il volume scalda poco. Comunque sufficientemente benevolo - sarà stato il clima pasquale o il tepore primaverile - il giudizio sugli autori, pensando ad altri più incensati o linciati mi sono chiesto se considerando l'esistenza di un canone, oggi sia più difficile lavorare su Tex per un disegnatore o per uno sceneggiatore; se sia più a rischio impallinamento critico chi disegna o chi scrive. Fatta salva la certezza che il colorista delle copertine di Villa le peggiora, metto via per un lungo letargo il balenottero, e penso di andare a bermi un chinotto (che vince ogni duello con Coca o Pepsi).
  18. Senza nemmeno leggere che cosa hai scritto, caro Mauro, ti concedo fiducia sulla parola e apprezzo il tuo intervento a prescindere, ma solo perché hai scritto in una sera di derby. O forse proprio per quello.
  19. Siete sempre i soliti disfattisti: la firma "CVILLA" in fondo non è stata cancellata.
  20. Certo che Aquila della Notte ha un fascino superiore a Camicia Gialla, combinazione che mi fa parafrasare la hit di Gianni Pettenati: "Finché vedrai/arrivar Camicia gialla/tu saprai che qui si balla/ed il tempo volerà…". Mi sembra anche di udire, in lontananza, Mario Tessuto che canta "Lilyth dagli occhi blu". Ho tempo per le ca+++te, la mia squadra di calcio gioca domani...
  21. Ricordando quello che mi disse Decio Canzio, ma non certo per un riferimento diretto a questo particolare, potrei insinuare che la camicia rossa avrebbe fatto troppo Garibaldi. Risultando quindi più divisiva di Nizzi
  22. Hai perfettamente ragione. Aggiungo di essere rimasto colpito dalla prima tavola, una di quelle che troppo spesso, forse perché introduttive rischiano di essere sottovalutate anche se sono capolavori come nel caso del Texone di Laura Zuccheri. Guardate i quattro pards nelle due vignette "cinematografiche", in avvicinamento. C'è l'idea precisa in che tipo di luogo si trovano e, nella seconda, la trasmissione forte del concetto di entrata in un ambiente che è una sorta di imbuto pericoloso, rafforzata dal passaggio del chiaro in alto alla fascia scura dell'ombra sul terreno. Ma a sorprendere è la riconoscibilità immediata dei personaggi, anche se si tratta di miniature, che però non lasciano adito a dubbi: sappiamo chi sono non sulla fiducia, ma grazie alla resa perfetta dei particolari anche su figure piccolissime. Rilievo giustissimo: i colori delle opere originali di Villa sono molto spesso penalizzati (eufemismo) dagli interventi successivi. Dicono che per la copertina sia un passaggio obbligato, ma è come mangiare i tortellini fatti dalle sfogline o da Giovanni Rana. Per il resto, usando la stessa metafora, nemmeno i tortellini in brodo sono tutti uguali fra di loro e dunque si può comprendere che il Tex di Galep sia inimitabile come ricetta tradizionale e che nel corso del tempo ci sia stato chi ne ha proposto varianti più o meno ben distinte, ma ugualmente valide. Certo, se penso all'ultima interpretazione di Laurenti mi vengono in mente i tortellini alla panna e penso che non ci sia bisogno di precisare quale valore negativo significhi per me questo accostamento.
  23. A proposito di somiglianze dei personaggi con altri, cinematografici: Ruth e la Mildred di "Qualcuno volò sul nido del cuculo" (capoinfermiera in un manicomio, interpretata da Louise Fletcher) sembra abbiano molto in comune.
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