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About San Antonio Spurs
- Birthday 05/12/1960
Profile Information
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Gender
Maschile
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Interests
Leggere e scrivere
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Real Name
Franco Montorro
Me and Tex
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Number of the first Tex I've read
43
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Favorite Pard
Kit Carson
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Favorite character
Mefisto
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Ormai Tex viene rappresentato spessissimo con il fucile in mano e in posa statica. Questa ricoerda quella del numero 600, che era poi un omaggio al John Wayne di "Sentieri Selvaggi", ma l'abbinamento dei due colori la appiattisce in maniera eccessiva. Bordem cita "Segretissimo", ma là il fondo è mero e probabilmente con un cerchio bianco ne sarebbe venuta fuori una copertina decisamente più gradevole..
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Delusione condivisa per un finale deludente e senza pathos, per una storia che se merita la sufficienza è per i disegni. Non concordo con chi sostiene che sia la conferma di un declino prolungato di Tex, perché come ricordato da qualcuno nel recente passato ci sono stati episodi importanti e memorabili come la saga artica, poi anche la corposa e articolata vicenda di Vancouver e naturalmente i sette albi con Mefisto a tutto possono far pensare fuorché a creatività e originalità in declino. Quella di Tex è una lunga strada con molte diramazioni, l'ultima alla fine non è piaciuta a molti; la considero una delle tante occasioni non sfruttata a dovere. Non un'occasione persa, nessuna mai lo è, in 70 anni di Tex ce ne sono state di altrettanto riuscite in tono minore.
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Grazie.
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La qualità dei disegni di Galep era progressivamente peggiorata in maniera evidente. Qualcuno può venirmi in soccorso e confermare il ricordo che dal 300 fino al 400 siano state poche le storie disegnate da lui, proprio perché in evidente difficoltà.
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L'attore William Hart, famoso nei western dell'epoca del muto?
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Non mi va di riascoltarlo, ma mi pare di ricordare che a un certo punto dice che lo ha solo sfogliato, non letto tutto dopo averlo comprato. Giusto per dare spessore al suo intervento... Ribattezzerei il video "Quanto parlano esticazzi".
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A parte che il punto 2 in pratica dice la stessa cosa del punto 1 e quindi chi è senza peccato, sulla verbosità, scagli la prima pietra...
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Sfrutto questo parere non per riprendere la discussione in sé, ma per ampliarla, visto che il presunto o reale problema della verbosità ricorre anche per storie passate (da molto tempo) e lo spunto me lo dà l'iniziativa della Gazzetta di proporre i grandi classici del fumetto americano. Le prime due uscite riguardano il Flash Gordon di Dan Barry (testi, matite e chine!), quindi inizio anni 50, quelli in cui Tex compie il definitivo salto di qualità e lo fa non solo grazie ai disegni di Galep ma soprattutto alla verve di GLB che regala storie molto ben ritmate. Cè un largo uso di didascalie, ma dialoghi non troppo prolissi e rallentati, diversamente dall'esempio portato, che riproposto porta male i suoi 70 anni: eccellenti e curati i disegni, ma testi lunghi fino all'esasperazione che spezzano troppo l'avanzamento della lettura nel suo complesso. Mi piacerebbe conoscere l'opinione di altri che possono aver letto i due volumi finora usciti dell'esempio portato.
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Kit c'è, manifesta interesse e viene rimproverato da Carson che conosce bene i flop sentimentali del figlioccio. Certo, è solo una fugace apparizione e quindi il tuo discorso resta valido. I quattro pard insieme hanno un senso nelle storie lunghe.
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Ho apprezzato l'albo nel suo complesso, quindi complimenti a chi lo ha sceneggiato, disegnato e colorato ottenendo un prodotto equilibrato e in grado di trasmettere, come non sempre avviene - anzi - una forte emozione nei confronti di quella che alla fine è la protagonista, una Pearl della quale si comprende la vita agra, per dirla alla Bianciardi. Uno splendido ritratto, se vogliamo, di un West diverso, altre volte solo accennato, qui quasi tangibile. Narrazione mai sopra le righe, pard mai sottotono per una volta che la fanno da coprotagonista. Ho gradito anche la scelta di Laura di "riempire" le pagine con molte vignette, che non hanno spezzettati la rama, ma hanno arricchito un albo che è come se avesse un terzo, calcolo approssimativo nemmeno fatto, di un terzo di pagine in più, e l'ottima colorazione. Non do voti, perché non siamo a scuola e perché gli insegnanti sono Boselli, Zuccheri e Leoni (quest'ultima alla prima "cattedra"). Che poi, qualche "licenza" Laura se la prende, vedi la prima scena dell'assalto alla diligenza. Ah, e poi c'è stata anche la Daim Press...
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Segnala anche che non è (quasi) sempre necessario che l'inutile fazzoletto al collo sventoli. Ma è ovviamente un dettaglio
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Sono pessimi i disegni ed è criticabilissimo ll finale della storia con i il pupazzone che non sta in piedi, comunque la si voglia intendere. Pulviscolo in una storia di 75 anni. Poi chiamatele scivoloni, crisi di ispirazione, deleghe sbagliate. La soluzione migliore è non parlarne più. In fondo anche Dino Zoff sbagliò la partita con l'Olanda ad Argentina '78, ma chi gliela imputa oggi? P.S. Il riferimento è all'italiano curatore di Tex, non certo agli argentini "ad mentulam canis" nello specifico.
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- Maxi n° 17
- Mauro Boselli
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Storia vivace e originale, certamente ben disegnata, quindi un buon esordio di Burattini sulla regolare che spero venga confermato dallo sviluppo. Un po' troppo statico Tex in copertina, sì e nemmeno somigliantissimo; però nel suo complesso una bella "vetrina". In quanto al linguaggio forbito de pastori, è chiaro che si tratta di laureati esodati che per campare si sono dovuti riciclare in guardiani di greggi, lasciando gli uffici per pascoli, ma continuando a inviare curricula.
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[Magazine N.9 - 2023] La palude del morto - La strada del male
San Antonio Spurs replied to MacParland's topic in Almanacchi
Certo, mi ha tradito il correttore automatico.