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TWF - Tex Willer Forum

Dix Leroy

Ranchero
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Posts posted by Dix Leroy

  1. <span style="color:red">34 minuti fa</span>, Jeff_Weber dice:

    Ma chi dovrebbe acquistarlo?

     

    I lettori di Tex credo abbiano letto anche altro ad ambientazione western, altri lettori e collezionisti più generici di fumetti hanno certamente la serie completa de "Un Uomo ...", nuove generazioni credo che neppure sfoglino quest'album in edicola.

    E' una uscita obbligata per mancanza di materiale inedito, chiaramente in perdita pur di non perdere l'appuntamento periodico.

    Edizione ampiamente fuori tempo massimo in quanto dall'edizione originale (ancora reperibile nelle fiere), ci sono state delle ristampe in bianco e nero (in scala di grigio) più o meno amatoriali e poi il volume a corredo del dvd "Come Tex Nessuno Mai", peraltro con la stessa colorazione, che credo sia presente in moltissime librerie dei texofili, tra cui la mia!

  2. <span style="color:red">32 minuti fa</span>, Mister P dice:

    Conta che Blueberry ha 46 pagine di storia ad albo eppure Charlier e Giraud riuscivano a rendere lunga la lettura dosando sapientemente lo spazio tra immagine e dialoghi.

     

    (inoltre, nel periodo d'oro di Blueberry uscivano all'anno tre volumi, due della "regolare" e uno della giovinezza, alla fine Moebius era stufo di dover dedicare la maggior parte del tempo a Naso Rotto e non poter seguire i progetti a cui teneva di più)

    E' che qui in Italia la narrazione è diluita oltremisura e il pubblico apprezza. Con i "cineromanzi" delle epoche passata in dieci pagine si raccontava una vita intera, mentre oggi in trenta non si è ancora capito dove lo scrittore vuole andare a parare. Chiaro che nei "romanzi a fumetti made in Italy" o nelle storie brevi si va a raccontare poco più che un aneddoto.

  3. 2 ore fa, Paxa dice:

    Proposta per il Texone: mantenere il formato e la foliazione. Ma farlo uscire se e solo se c'è una storia che merita. Se è un problema il fatto che la collana che lo ospita debba mantenere una periodicità stabilita, beh, lo si faccia uscire in un'altra collana. Magari quella dei cartonati. Un anno, al posto del primo (o secondo) cartonato, voilà, ecco un Texone a sorpresa. Deve essere un evento, e degno del nome "Tex". Altrimenti diventa un compitino, qualcosa che deve uscire perché sì, e che di speciale alla fine ha poco o niente.

    (Mi spingo oltre: questo dovrebbe essere lo spirito di ogni uscita collaterale. Mantenere la collana mensile, ma fare uscire ogni altra pubblicazione collaterale solo se ne vale la pena. Altrimenti la qualità cala, e i lettori pian piano se ne vanno. Ma mi rendo conto che non potrà mai succedere.)

    Proposta sensatissima per noi lettori, peccato che il "contratto capestro" non lo permetta, quindi ogni "evento speciale" deve trasformarsi in una "testata regolare", a scapito della qualità prima e della effettiva voglia di comprare per noi appassionati. E difatti il primo Texone (e forse quello di Magnus) assieme a "Oklahoma" restano albi impressi nei nostri cuori in quanto "eventi speciali".

  4. Purtroppo questa serie ha come uniche frecce al proprio arco il nome del disegnatore e il formato più grande. L'ospite, tranne pochissime eccezioni, si trova a disagio perché trova una enorme eredità con cui confrontarsi e quindi è guardingo e preferisce restare sul solco della tradizione. Lo scrittore ha gli obblighi del padrone di casa e cerca di non mettere in difficoltà il nuovo arrivato, insomma è tutto un "permesso", "ma si figuri", "facci come fossi a casa sua", "ma non mi permetterei mai". Poi con l'enorme sforzo produttivo i tempi per la revisione sono minimi (tipo le diverse imperfezioni che ho notato sul texone di Villa) e quindi i risultati questi sono. Rifondare il Texone è pressoché impossibile, anche se lentamente si è trasformato in un normale albo doppio cresciuto troppo in diagonale. Disegnatori grandi ce ne sono stati parecchi, ormai quelli che mancano sono quelli che hanno declinato l'invito!

  5. <span style="color:red">21 minuti fa</span>, Il Biondo dice:

    Concordo su tutta la linea...poi si dovrebbe cercare di abbinare ai quasi sempre ottimi disegni una storia che si discosti almento dal semplice compitino, cosa che purtroppo negli ultimi anni, ma non solo, è raramente avvenuta.

    Il Texone dovrebbe essere "l'evento" annuale di Tex. Sappiamo che per contratto deve uscire altrimenti si scatena il putiferio tra editore, stampatore e distributore (altrimenti avrei scritto che se qualche anno saltasse non sarebbe certo la fine del mondo), ma almeno che il volume valga la pena di essere acquistato. Un compromesso da tener presente è diminuire leggermente la foliazione, giusto per non far scappare a gambe levate i disegnatori interpellati.

    L'albo costerebbe un po' meno e magari qualche nuovo lettore ci fa un pensiero.

    L'altra soluzione è prendere a prestito un modo di lavorare americano: disegni di uno e chine di un altro...

  6. 31 minuti fa, Black Jim dice:

    Concordo sul cercare di evitare toni polemici che nello scritto dei forum possono perfino essere equivocati, però, personalmente, trovo la discussione molto interessante.

     

    Va da sè che, come tutti, auspico ci possa sempre essere la miglior resa delle tavole.

    Non si può non essere d'accordo con tutto. Si pensava di poter "osare" di più perché essendo una questione "tecnica" e non "artistica" non si andava a urtare la suscettibilità di nessuno, ma soltanto occupandoci del modo in cui la casa editrice pensa di limitare la qualità di realizzazione per motivi economici, negligenza o anche selezione tra disegnatori di fascia alta o meno.

    Il caso Frisenda (di cui avevo già sentito) purtroppo fa pensare male, ma come ipotizzavo io poteva esserci una possibilità che Brindisi stesso non sia nella possibilità di scansionare i suoi disegni in maniera ottimale.

    • +1 1
  7. 27 minuti fa, Tracce358 dice:

    Non voglio fare la figura del "fanzinaro" come direbbe qualcuno, ma muovere solo un appunto molto sommessamente. Sono spiazzato dalla capacità di creare un polverone per una questione che non nego possa avere una sua importanza, ma che comunque è molto relativa nella valutazione d'insieme del prodotto. Non si parla più della storia ma solo delle ombreggiature, più o meno come nelle trasmissioni calcistiche si parla per ore di arbitri e non del valore intrinseco delle squadre. 

    C'è del vero in quello che scrivi e che pensi, ma come si discute della sceneggiatura, delle sue pecche o dei suoi pregi o del tratto eccelso o "tirato via" di quello o di quell'altro disegnatore, perché (in una storia che non si è conclusa e quindi non se ne può dare un giudizio definitivo) non soffermarsi anche su particolari più tecnici? Un fumetto deve essere gradevole da ammirare, ma se il risultato finale non è quello che l'artista si aspettava, non è come se lo aspettava il curatore della testata e in più colpisce negativamente il lettore più attento, mi sembra un argomento abbastanza importante.

    <span style="color:red">29 minuti fa</span>, Diablero dice:

    Vi state concentrando (pure Boselli) solo sulle ombreggiature, che sono solo una minima parte del problema.

     

    Anche se Brindisi avesse usato solo righe fatte a mano per simulare le ombre, in piena tradizione Galeppiniana... tanto alla fine sono venute stampate male pure quelle!

     

    Al massimo, le ombreggiature rendono EVIDENTE CHE È UN PROBLEMA DI RIPRODUZIONE, perché è evidente che c'è qualcosa che non va, mentre se Brindisi avesse disegnato le righe e fossero scomparse o si fossero impastate...  tutti avrebbe semplicemente dato "la colpa" a Brindisi, "che non disegna più con la cura dei dettagli di una volta".

     

    Ora, immaginate quante volte può succedere a disegnatori che NON fanno le ombreggiature, e quindi non ve ne accorgete...

    Io vedo una ingrossatura sistematica del tratto, voluta o non voluta che sia, e quello rende brutta l'ombreggiatura e anche tutto il resto. Lasciando perdere la "tavola originale" il cui mistero resta avvolto nelle nebbie... Come ho detto ieri (o l'altro) in altri contesti ma sempre Bonelli tavole a mezzatinta esistono eccome, e vanno trattate in maniera diversa da come si tratta un disegno "a tratto".

    Peccato che l'artista non sia dei nostri: facesse un piccolo schizzo per noi in esclusiva potrei processarlo in vari modi e farvi vedere quanti risultati si possono ottenere da uno stesso originale.

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  8. <span style="color:red">1 ora fa</span>, frank_one dice:

    A questo giro non sono d'accordo. Mauro è stato onesto, ha esposto il problema ed ha fornito una soluzione.

    La tecnica di ombreggiatura di Brindisi è difficile da rendere bene perché le copie stampate possono venire leggermente più o meno chiare e basta davvero poco per passare da un effetto piacevole ad un effetto caotico. È una variabile che alla Bonelli non sono in grado di gestire, per limiti tecnici ( o anche di tempo e di voglia, ma questo non lo sappiamo). Nonostante questo, Brindisi ha proseguito a proporre questa tecnica e Boselli gli ha chiesto di ridurla, risolvendo il problema in partenza. Ci è stato detto che nelle prossime storie disegnate da Brindisi questi problemi non ci saranno.

     

    Però potrebbe esserci di aiuto nel capire cosa nelle informazioni che abbiamo o che erroneamente ipotizziamo invece di farci passare per deficienti. Così quel pochissimo che abbiamo per animare il forum viene tacciato sul nascere e ci troviamo non solo senza argomenti ma anche restiamo col dubbio nella discussione in corso. Ma non è la prima volta e non mi arrabbio più come un tempo, perché è solo tempo sprecato.

    Io evinco ancora che il tratto di Brindisi in quella tavola (di prova? Ridisegnata? Stampata e venduta come originale?) ha un tratto molto più gradevole di quello che vedo nelle anteprime Bonelli e negli albi stampati (il 27 ce l'ho). Si tratta solo di una matita? La zona grigia dei pantaloni di Tex sembra avere il medesimo effetto "carboncino", solo che meno marcato. Su quello ci voleva chiarezza da parte dell'"addetto ai lavori". E poi si, sono sordo e ho anche l'acufene a 8500hz (si tratta di una nota MI).

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  9. 1 ora fa, Diablero dice:

     

    Ad occhio (e tirando un po' a indovinare perché non è che si possa capire molto con un semplice confronto fra le immagini) Brindisi adesso fa una lavorazione "mista" fra china e digitale.

     

    Cioè, il primo disegno senza il cielo nero mi pare abbastanza indicativo: i neri li sta mettendo in digitale (con notevole risparmio di tempo rispetto al vecchio e noioso lavoro del riempire a mano tutte le aree nere). Prima fa la tavola a china al tratto senza riempimenti, la scannerizza, e poi in digitale mette le campiture nere e fa eventuali altre correzioni, velocizzando il lavoro.

     

    Il dubbio principale è sulla figura di Tex: l'ha rimpicciolita Brindisi o è un intervento redazionale? Boselli è rimasto il curatore della Tex Willer e dice che non ne sa niente, e quindi probabilmente l'ha rimpicciolita Brindisi in digitale, ma pare un intervento "maldestro" tipico dei rattoppi redazionali fatti in fretta e furia...  Nell'originale a matita la figura di Tex è troppo grande (a causa di quello "sciaff", la prospettiva andrebbe bene se Tex fosse distante metri dal cavallo, ma se arriva a dargli uno schiaffo tutto salta), ma poi nella versione modificata è troppo piccolo e in basso! La correzione migliore sarebbe stata la prima versione togliendo lo "sciaff"

     

     

    Come al solito l'ex curatore si inalbera per sciocchezze e non vede mai il punto del discorso, quindi lasciate perdere, comprate Tex Willer e statevene zitti, soprattutto sul forum. Io se devo commentare Tex vado in edicola. Là mi danno spesso ragione e non si arriva mai a male parole come succede sempre qui. Le tavole le scansiona Brindisi e sono perfette, in redazione le trattano come fosse oro e in tipografia fanno gli straordinari controllando con una lente di ingrandimento grande un metro che siano uguali all'originale che viene loro fornito per fare il confronto. E fino alla conclusione dell'avventura (con lodi per la splendida storia) non c'è niente altro da aggiungere.

    Dimenticavo: Frank_One (che saluto e spero non me ne voglia anche lui) va cacciato e denunciato, in quanto ha postato e pubblicizzato un sito dove vendono dei falsi

  10. 3 ore fa, ymalpas dice:

    Il problema è che non lo sai, quindi parti da premesse totalmente sbagliate, almeno a priori. In tribunale faresti, come avvocato, ben poca strada.

    Ci lavoro con gente che fa del suo meglio per non dover far fare a chi è del mestiere. Non sto facendo l'avvocato dell'accusa, ma sto solo mostrando agli utenti del forum le possibilità reali che potrebbero causare il problema. Che poi a qualcuno la discussione non piaccia è un suo problema, visto che altri utenti dicono la propria in merito. Il tipografo (come giustamente dici tu) fa le magie, ma solo se ha tempo e per quelle grandissime perdite di tempo ci guadagna qualcosa, altrimenti (e ammetto alla corte la mia colpevolezza perché mi succede tutti i giorni), lascio correre imperfezioni, aggiustamenti e perfino errori di ortografia. Se dobbiamo finire il lavoro stasera e sono le 18.00 salvo e mando avanti, non mi daranno una medaglia al valore, ma non ero tenuto a sistemare!

    Abbiamo stampato depliant a colori con immagini a 72dpi in RGB, perché quello avevamo. Se le foto si vedono sgranate e si permettono di contestarle e dire che è stata colpa mia, allora come mi insegnano Tex e Carson, piovono legnate!

    Schermata-2026-03-24-alle-17-36-39.png

     

    E questo mostra che la tavola originale poco a che fare con quello che si vede sul "giornaletto".

    Sembra che la vignetta sia stata rimaneggiata molto e quello che era un paio di jeans grigi è diventato l'odioso scarabocchio nerastro di cui stiamo parlando. Poi c'è da capire com'è questa scansione da originale, che sembra veramente appena abbozzato, ma forse è stata troppo schiarita da chi l'ha postata. Insomma che il discorso piaccia o no ce n'è da approfondire, senza dover per forza sfociare in caciara o denigrare le competenze o i pareri altrui.

    perfino il contorno della vignetta è stato rifatto!

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  11. 11 ore fa, Diablero dice:

     

    Ma poi come vengono trattati quei files?

     

    Basta che vengano esportati in jpg o in un altro formato "più comodo" in maniera maldestra nel mezzo della lavorazione per provocare gli effetti che si sono visti...

     

    È vero che anche la stampa ci può mettere il suo, ma i difetti di stampa sono diversi e si riconoscono (neri sbiaditi, linee che scompaiono, macchie, pieghe, etc.) e quando ci sono disegni pixellati, come ho visto in diversi volumi Bonelli, NON è il tipografo... (a meno che non abbiano alterato i files in tipografia), sono i files di stampa.

    Il fatto che Brindisi provveda a sue spese a realizzare le scansioni vuol dire gran poco, dipende che impostazioni usa, che apparecchio adopera, qual'è la qualità del sensore... Poi se vi arrivano jpg compressi il danno è alla fonte. Disegni come i suoi vanno "scannati" alla massima risoluzione possibile, senza aggiustamenti cromatici automatizzati, salvati in png o tiff in scala di grigio e poi in stampa le zone grigie andranno retinate.

    Tale e quale la prima storia dello Zagor+ N°19 che ha una resa eccellente.

    Presumo invece che i disegni di Brindisi vengano processati come normali disegni a china vecchio stile: tutto nero senza alcuna sfumatura (con l'effetto fotocopia, appunto).

    Siamo sempre lì: occorre metterci più cura, occorre più tempo ma a volte la regola dall'alto è: muoversi e costare poco!

    Bruno stesso dovrebbe accorgersi di lavorare inutilmente, speriamo rinsavisca, il suo stile ai tempi di Nick Raider piaceva, ma mi piaceva anche Ramella, oggi invece non lo riconosco più!

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  12. In ufficio abbiamo una multifunzione A3 che scansiona fino a 600 dpi a velocità superiore a quella che ci metterebbe a fotocopiarla e con definizione che a casa non riesco ad ottenere.

     

    D'accordo costa un po' il noleggio, ma se non si deve stampare molto il toner lavora parecchio prima di dover cambiare le cartucce.

     

    Mi rifiuto di pensare che in Bonelli non abbiano qualcosa di anche migliore.

     

    Diverso il discorso se è lo stesso artista che, per non portare il suo lavoro in via Buonarroti, manda le scansioni a 150 dpi usando il suo scannerino usb1 comprato al centro commerciale vent'anni fa.

     

    Ricordo anche che salvando i file in jpg con compressione anche minima, a ogni apertura e risalvataggio qualcosa viene perso. In ultima nel passaggio prima della stampa l'operatore assembla il volume e genera un pdf per l'esecuzione delle matrici di stampa. In quel caso un salvataggio con compressione (che non si dovrebbe fare) può causare bei danni.

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  13. Se non si può scrivere la propria opinione sulle storie (sceneggiatura o disegni) allora è inutile iscriversi a un forum. Diso ha fatto una vita su Mister No e sarebbe stato disumano lasciarlo per strada, soprattutto alla sua età. In redazione hanno valutato che solo su Tex avrebbe potuto lavorare con lo stipendio a cui era abituato, ma solo sui collaterali i lettori avrebbero "sopportato" il suo stile. Quindi massimo rispetto per la persona, ma da subito non era un disegnatore "da regolare". Il fatto che era prolifico non giustificò il Maxi semestrale: lo rese obbligatorio! Per quanto riguarda Volante mi trovo d'accordo con quanto letto su "Baci e Spari", con l'aggiunta che la sceneggiatura affidatagli non gli fu d'aiuto a lavorare con il necessario entusiasmo. Speriamo che le prossime storie lo appassionino di più.

  14. In realtà all'elenco manca "Gli eredi di Vindex" della collana a striscia in 12 episodi solo per fumetteria.

    Ma credo di averla comprata solo io.

    E' l'unica storia inedita di Tex che ho comprato e letto nel 2024, seppur non a ogni uscita quindicinale anche perché arrivava a singhiozzo al negozio e almeno una l'ho dovuta richiedere come arretrato in quanto svanita nel nulla, pur in abbonamento.

    Avventura dimenticabile illustrata "alla Galleppini" da un buon Torricelli ma scritta abbastanza coi piedi dal veterano delle strisce Burattini.

    Credo siano oggi entrambi allegri pensionati.

     

  15. 1 ora fa, Black Jim dice:

     

    😢 Proprio vero: triste la decadenza di tutti noi e quella di un artista in particolare.😢

    🤗 Bello che la redazione l'abbia sorretto fino al numero 400

    (beneficiando del suo talento, sia chiaro).🤗

    tigre-nera-copertina-Galep.jpg

    Con la risoluzione dell'immagine postata non posso far miracoli, ma con Photoshop la cosa si può sistemare abbastanza bene (ma nel 2026)

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  16. <span style="color:red">38 minuti fa</span>, ymalpas dice:

    tigre nera copertina

     

     

    Osservando la collezione di originali di Salvatore Taormina mi sono imbattuto oggi nella copertina dell'albo "La Tigre Nera" e sugli occhi di Tex che hanno subito un ritocco redazionale. Anni fa, in dei vecchi numeri del Magazine del forum, avevo dedicato una serie di articoli alle copertine di Galep che avevano conosciuto delle correzioni, più o meno vistose. Questa è una di quelle che non avevo repertoriato.

    Immagino la tristezza con cui venivano esaminati questi disegni in redazione. Il volto di Tex ridisegnato (ma anche il cappello e la proporzione rispetto al resto) è più galeppiniano di quello effettivamente realizzato dal maestro. Il fatto è che ancora ci sapeva fare (tutto il resto è pressoché perfetto), ma non riusciva più a curare i dettagli.

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  17. 32 minuti fa, Jeff_Weber dice:

     

    Colorazione tenue della Collana Storica che invita ad un sonnellino, ma preferibile alle colorazioni sgargianti più recenti di altre serie ristampate, Bonelli o meno.

    La componente colore è quanto di più soggettivo si possa avere (dopo i gusti musicali). La colorazione alla "Topolino" è semplice e d'effetto, ma per personaggi non realistici. Colorare i supereroi con tinte naturali toglie tutta l'atmosfera surreale del racconto. Il west è fatto di mille sfumature, tinte vivaci e paesaggi spettrali, lo può certo confermare chi ci è stato.

    La colorazione della collezione storica ha un tipo di cielo di giorno e un tipo di cielo di notte, qualunque sia la zona in cui i Rangers operano; qualunque pianta venga raffigurata avrà lo stesso marrone per il tronco e lo stesso verde per le foglie!

    Tex 200 ha tinte estreme quasi psichedeliche e sempre vivaci, ma resta il mio fumetto a colori preferito della collezione. I primi libri Cepim/Mondadori avevano una colorazione magica, quasi artistica, alla faccia di chi dice che i disegni nati per il bianco e nero così devono restare. Poi c'erano alcuni personaggi in primo piano monocromatici (verdi, rossi, gialli): il colore diventava emozione e soprattutto gli sfondi spesso non mostravano il paesaggio ma indicavano la rabbia, l'attesa, la violenza o viceversa la quiete o il ristabilito ordine!

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  18. 4 ore fa, frank_one dice:

    Un giorno capirò perché rifanno i colori per rifarli peggio.

    Si è presentata l'occasione di una coloritura industriale a prezzo vantaggioso, per cui si è preferito affidare tutto il possibile a GFB Comics.

    Probabilmente i libri "strenna" di Mondadori (e Cepim) non erano stati colorati "in casa", oppure il materiale cartaceo si è perso e comunque anche le pellicole sarebbero dovute essere riscansionate con risultati modesti (come lo sarebbe comunque scansionare vecchie copie stampate).

    La colorazione per le edizioni storiche di Repubblica (che in Bonelli oggi riciclano in qualsiasi occasione) è così: standard, tenue, con un uso sempre uguale dei toni, degli sfondi, per non dire dei cavalli e degli abiti, escludendo ovviamente la camicia giallo acceso del protagonista. Non hanno mai tenuto conto delle edizioni precedenti, anche quando ricoloravano i numeri centenari. Dopo cento pagine così io comincio a sbadigliare e perdere l'attenzione, difatti arrivato al 52° volume mi sono dimenticato di comprare i successivi!

  19. 2 ore fa, Geronimo dice:

    Però se non ricordo male c'è un grandissimo Galep... O sbaglio?

     

    E' più che altro un documento di uno dei rari casi di Galep che disegna qualcosa che non è Tex dopo gli anni cinquanta.

    L'autore non aveva ancora i problemi di salute che segnarono il suo declino artistico, ma il grande formato non gli era più congeniale.

    La storia poteva essere migliore vista l'occasione, ma sia Bonelli (Gli Sterminatori) e sia Nizzi (Il segno del serpente) non seppero essere di valido supporto al Galep in "trasferta" su un formato diverso dal consueto.

    I colori di GFComics come sempre sottotono, pigri e ripetitivi.

    Capisco che si voleva omaggiare Nolitta anziché Galep, ma io in questa collana aspetto "Occhio Cupo"!

  20. <span style="color:red">3 ore fa</span>, frank_one dice:

    Non ho mai preso queste strisce, ma mi è capitato di leggere qualche redazionale della Collezione storica a colori, sono eccezionali, ci si potrebbe creare una enciclopedia del fumetto con quei contenuti.

    Sono proprio di un'altra epoca, quando ancora c'era passione, voglia di fare cultura. Oggi siamo ad un passo dal baratro, nell'epoca dell'aridità, della facciata per nascondere il vuoto. Consideriamoci fortunati ogni volta che possiamo ancora leggere un testo scritto da un essere umano, non siamo molto lontani dai redazionali scritti con l'intelligenza artificiale.

    Parlo per sentito dire quindi il mio pensiero vale quello che vale. Al tempo della Collezione Storica si disse che non tutto quello che veniva scritto era in realtà opera di Sergio Bonelli (si tratta veramente di un sacco di testo). Quindi deduco che c'erano altre persone in grado di recuperare memoria storica, aneddoti e curiosità interessanti da leggere.

    Nell'anastatica a strisce la cosa presto si è ridimensionata a favore di articoli che veramente hanno a che fare con i fumetti di cui sono compendio. Come se o nessuno conserva più memoria di quei tempi, o che si è valutato che al pubblico pagante la cosa non importi.
    Stessa cosa per quel catalogo sulla mostra anniversario su Tex, in cui gran parte delle pagine è dedicata agli avvenimenti che cambiavano il paese durante i decenni (a volte erano meri anniversari delle altre pubblicazioni Bonelli...)

  21. 4 ore fa, Diablero dice:

    Sì, davvero, è una occasione persa, sembra non siano capaci di "vendere" questo "strano" prodotto... avrebbero mille cose da dire sulle censure, le varie modifiche, gli interventi dei vari altri disegnatori che hanno aiutato Galep, sulla vita degli autori (quando GL Bonelli è tornato a Milano, quando se ne è andato Galep, etc.)...

     

    ...e non sanno metterci altro che una rubrica cinematografica con giudizi spesso molto discutibili e una rubrica di "propaganda aziendale" che parla di qualunque altra cosa che non sia Tex...

     

    Se avessi voglia, ci sarebbe da controllare i vari fascicoli per vedere quante volte in quei redazionali compare il nome "Tex", secondo me passano anche decine e decine di uscite senza mai nominarlo, e quando lo nominano è per una uscita "moderna"...

    E ogni tanto buttavano (almeno quando compravo le strisce) nella busta il contenitore (sempre uguale) per conservare con cura questi opuscoli. Non mi ricordo neanche dove li ho messi.

    Continuo a ritenere Gianni Bono un pilastro della cultura fumettistica, ma qui di certo non fa quasi niente per dimostrarlo.

  22. <span style="color:red">2 ore fa</span>, ymalpas dice:

     

    Basta sobbarcarsi il lavoro di farlo.

    Ho come il sentore che non si farà!

    Mi sarei offerto per leggere tutte le storie di quell'anno (ma a casa posseggo un solo albo),

    anche soltanto quello oggi potrebbe essere problematico!

  23. 8 ore fa, Diablero dice:

    P.S.: no, non è un errore, ho votato una storia sola. L'unica.

    A me è andata molto peggio di Diablero: pur avendo sovvenzionato la Bonelli molto più dell'anno prima (in cui avevo preso soltanto il bis), nel 2025 non ho letto una sola storia inedita di Tex, preferendo altro o rileggendo vecchie avventure, autoescludendomi totalmente dalla votazione.

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