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TWF - Tex Willer Forum

Dix Leroy

Ranchero
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Everything posted by Dix Leroy

  1. "rimedio" con quel poco che conosco fin qui (l'albo non ce l'ho): copertina con qualcosa di già visto (fondo bianco, posa simile a copertine anche recenti), e una nuova occasione per Freghieri per farsi conoscere e benvolere da chi legge solo Tex, anche se qua e là penso di aver già letto qualche altra sua storia di Martin Mystére. Encomiabile il fatto di aver saputo sincronizzare le uscite in modo che questo bis non spezzasse la storia in corso. Non è facile.
  2. Assicurati di avere una stanza intera dedicata alla tua collezione: comprare tutto quello che esce e recuperare quello già uscito significa che quando avrai tutto sarà parecchia roba.
  3. Parlo da ex-Texiano (ormai) perché anche a me tutta questa offerta continua non ha più senso per me. L'uscita di un nuovo albo bis era logica e se fosse solo un albo mensile in più all'anno non sarebbe neanche male. Ma ora il concetto di "speciale" ha perso di significato e vuol dire soltanto altri albi da accatastare a volte senza averli letti. C'è stato un tempo in cui seguivo almeno una decina di testate al mese, ma non erano collezioni e alla fine mi resi conto che era solo un modo per passare il tempo libero. Poi questo con gli anni è venuto meno, oppure ho trovato o meglio ho dovuto trovare anche altri modi per trascorrerlo. Una osservazione che comunque temo di aver già fatto: la collezione di Tex nel futuro sarà come nel passato: gli albi mensili della collana gigante, senza nessun altro collaterale. (al massimo esisteranno collezioni di Texoni o di Maxi...) Di questo potete star tranquilli.
  4. Beh, visto che nei fumetti, nei film o nei telefilm nessuno trova mai un minuto per alimentarsi in maniera dignitosa (però il tempo per sbaciucchi e stropicci di lenzuola lo trovano sempre), vedere Tex e pard indaffarati nella preparazione di bistecche e arrosti potrebbe essere una novità quasi geniale. Poi però a qualcuno toccherà anche lavare i piatti, e quello si che è noioso.
  5. Tex nel suo periodo classico si trovava in situazioni fantastiche, horror (stemperato) e sovrannaturale molto più che in atmosfere prettamente western. Anche le storie con gli indiani erano piene di riferimenti a tesori nascosti, creature più o meno mitiche... E devo dire che era la marcia in più che me lo faceva preferire rispetto ai soliti assedi al forte di turno, agli inseguimenti agli svaligiatori di banche o razziatori di mandrie che si trovavano in tutti gli altri fumetti dell'epoca.
  6. A questo punto netta solidarietà a Mauro Boselli e Claudio Villa. Marvel & DC hanno saccheggiato immagini di copertina dappertutto e centinaia di disegni di Galep sono tratti da manifesti e copertine di libri. E va bene così. La storia di Magico Vento non è uscita quest'anno e il nuovo albo di Tex (TEX!) non può in nessun modo danneggiare le vendite di una collana che neanche esce più. E anche se la storia interna fosse uguale (e non lo può essere) ci sono centinaia di esempi simili. Allora bruciamo le copie di "Apocalipse Now", storiaccia copiata di sana pianta dal ben più noto "Cuore di Tenebra".
  7. Non sono d'accordo nel paragonare la parabola (se così si può dire) di Nizzi con quella di Boselli. Il primo ha visto esaurire la sua vena creativa ma ha dovuto continuare finché qualcuno lo ha sostituito, mentre l'altro ha pian piano modificato il suo modo di inventare storie, senza perdere ispirazione, tranne sporadici episodi. Come con l'arte di Ticci rimane sempre in media alta, anche se preferisco i vecchi lavori.
  8. Nonostante sia così a me irrita moltissimo. Significherebbe che Bonelli aveva omesso storie molto più importanti di quelle effettivamente raccontate. Sarebbe come scoprire che mio nonno per tutta la mia infanzia mi raccontò fino alla noia racconti della sua giovinezza a volte interessanti per poi scoprire che era sbarcato sulla Luna un mese prima di Amstrong... Comunque non intendevo rimuovere la continuity, ma non riallacciarsi periodicamente a storie passate e tenere tutto sul vago. Ossia quel che abbiamo letto sulla serie regolare rimane. Questo è il giovane Tex di Boselli, l'altro era il giovane Tex di Bonelli.
  9. Si e no, in quanto una avventura a striscia raccolta non è poi molto lunga. Ma come è stato già detto oggi è molto difficile comprimere l'azione in poche pagine: le vignette sono più larghe e non si usano più in modo massiccio le didascalie. Ripeto, a me queste storie non piacciono tantissimo, ma bisogna saper ammettere che il "Tex Willer" è una delle cose migliori uscite in questi ultimi anni, e non solo Bonelli.
  10. La prima parte di questa collana mi aveva molto stuzzicato, poi c'è stato un periodo in cui non vedevo l'ora che finisse l'odissea in Florida, ma ho resistito. A mio avviso l'espediente narrativo di inserire Tex in un west meno leggendario e più aderente alla realtà storica può essere una carta vincente, anche se questo stona un po' con l'inserimento nella continuity di Zagor. A questo punto, se come immagino le vendite sono soddisfacenti, propongo di togliere di mezzo ulteriori riferimenti alle vecchie storie di Bonelli (non so voi ma a me irrita moltissimo sapere che tutta questa roba si svolge tra "Il totem misterioso" e "La Mano Rossa") e continuare a seguire all'infinito una cronologia coerente ma del tutto slegata. Il fatto che la storia raccolta in volume risulti difficoltosa da seguire e si apprezzi meno della versione a puntate per me certifica l'idea che mi ero fatto già dai primi episodi: non è il tipo di storie che preferisco.
  11. Anche se sulla terza pagina non c'era scritto "Storia di C. Nizzi" (il tamburino a pag. 2 ancora non c'era) mio padre si accorse immediatamente che nei nuovi albi Tex c'era qualcosa che non andava e nel giro di un paio d'anni mi trovai da solo nell'acquistare e leggere il proseguo della collezione. Le sceneggiature di Bonelli padre non sono affatto perfette (vedi la storia di Satania nella versione non censurata in edicola in queste settimane), ma l'atmosfera che si respira è tutta un'altra cosa. Fuga da Anderville o l'Uomo nell'Ombra sono storie molto belle (anche Il Ragazzo Selvaggio o l'uomo senza passato), ma secondo il mio parere non reggono contro Il Giuramento, Tra due bandiere, Il passato di Tex o Il figlio di Mefisto, per quanto siano figlie del loro tempo e si confrontassero con le strisce sceneggiate in modo diverso. Oggi che ci siano storie in cui i pards girano a vuoto per la prateria raccontandosi continuamente le ultime vicende oppure siano immersi in vicende ingarbugliate e piene di personaggi più o meno utili, il mensile venderebbe lo stesso. Discorso diverso invece se per mesi i disegnatori non fornissero prove all'altezza. Penso che gran parte dei lettori accetterebbe le ultime nizzate in lavorazione senza battere ciglio, quindi non vedo motivo per tenere i suoi ultimi lavori nel cassetto, anche alla luce delle ultime esternazioni. Poi spero vivamente ci sia un ripensamento sulla gestione generale, perché anche un Texofilo di ferro come me è giunto da mesi al punto di saturazione per il troppo Tex inedito a spron battuto.
  12. Nizzi ha detto ciò che pensa e che almeno io già sospettavo. Sono d'accordo su diverse cose che ha detto, anche se un galantuomo certi pensieri li fa e non ne fa il tema portante di un intervento pubblico. Che poi quello che dice sia la sua personale versione non ci piove. Ritengo che per diverso tempo lui stesso non abbia più scritto storie con il vero Tex e questo molto prima di ideare storie che non erano neanche più fumetti! Come scrissi molto tempo fa (e venni investito da un polverone mai visto) arrivati a una certa età si DEVE lasciare posto ai giovani, bravi o meno bravi che siano, perché il tempo della massima espressione è limitato e non ci accorge quasi mai di essere già entrati nel declino.
  13. Come ho già scritto in queste pagine nella mia vita di lettore di fumetti alterno lettura "bonelliane" a fumetti americani (Marvel, Dc, e qualche vecchia raccolta Image, Wildstorm o IDW). Per puro caso sistemando le pile di fumetti mi sono imbattuto in una storica avventura di Superman scritta da Alan Moore e disegnata da Dave Gibbons: "For the Man Who Has Everything", in cui il nemico Mongul crederà effettivamente di aver sconfitto per sempre l'uomo d'acciaio. Ho il forte sospetto che questa storia di Mefisto abbia qualcosa in comune.
  14. Altro che monete e adesivi... Questo sarebbe un bel gadget...
  15. E' comprensibile e legittimo, anche perché leggere un fumetto dovrebbe essere un momento di svago e non di stress o di ansia per non ricordarsi un evento passato o peggio di un passaggio avvenuto magari soltanto un centinaio di pagine prima. Ma la situazione su Tex (almeno sulla questione rimandi a storie precedenti) è migliore rispetto ad altre testate. Purtroppo anche gli altri media costringono il fruitore a un continuo esercizio di memoria, proprio quando si assiste a un abbassamento generale della soglia di attenzione. Una volta seguivo molti telefilm, anche più di uno al giorno, e mi piacevano proprio per il fatto che raramente quello che succedeva influenzava i successivi e si poteva tranquillamente saltare gli episodi, tanto che era comune prassi trasmetterli in ordine sparso specialmente nelle repliche.
  16. Su Tex si possono fare tante critiche ma non che regni una continuity stretta, tanto che la didascalia su "Bandera" che rimanda alle storie di Zagor è stata credo il massimo esempio di: "ragazzi se non avete letto quelle storie fatelo!" Mefisto ce l'ha a morte con Tex e vuole fargli patire mille inferni. Ma Tex non è d'accordo!
  17. Ah, quello che è giusto è giusto. Della "Silver Star" non avevo tenuto conto. A voler essere puntigliosi però tra una serie a striscia inedita e l'altra passeranno 60 settimane. Il calcolo sulla spesa di Tex mensile andrebbe così centellinato sulle pagine e non più sugli albi. Con la mia media scolastica in matematica che oscillava tra il 3 e il 4 non mi posso permettere di essere così preciso! Tornando al tema (altrimenti poi ci tirano le orecchie) la collana Maxi era partita come Texone all'incontrario, e poi siamo finiti con l'avere uno specialone semestrale con quello che al momento poteva essere pubblicato. Lo adoro per la sensazione che si ha nel tenerlo tra le mani, ne ho soggezione perché raramente ho la predisposizione per passare così tanto tempo a star seduto a leggere, lo odio perché non so mai dove ficcarlo una volta terminato. Non ne ho mai riletto uno, tranne forse Oklahoma.
  18. Perdona Diablero: le strisce sono inedite solo per il fatto che non le abbiamo comprate originali, ma non le conto (anche se le compro). A tutto questo accumulo di carta c'è il fatto che gli albi hanno troppe pagine e il tempo che possiamo dedicare alla lettura (almeno per quello che mi riguarda) è sempre meno. Quindi al fatto che ogni anno lo spazio dentro casa viene occupato dagli albi c'è anche il rammarico di non poter star dietro alla lettura o dare ai fumetti il giusto tempo per gustare il loro contenuto. L'unica pratica percorribile è prendere, leggere e buttare, anche perché è chiaro che ormai non si tratta più di letteratura disegnata ma di un prodotto commerciale a brevissima scadenza. In questo caso ogni volta che ho "fame" di Tex basterebbe andare in edicola e prendere il primo albo che capita e andrebbe bene anche una Nuova Ristampa o un TuttoTex di cui mi sono sempre tenuto alla larga. Il problema è che nel 90 percento dei casi alla fine del volume c'è scritto "continua"!
  19. 13 albi della serie "Gigante" a 4,40 ciascuno 12 albi della serie "Tex Willer" a 3,50 ciascuno 2 cartonati a 9,90 ciascuno 2 maxi a 8,90 ciascuno 1 Magazine a 8,50 1 speciale Tex Willer a 6,40 2 Color Tex a 7,90 1 Texone a 9,90 Non dovrebbe mancare nulla. Il conto fatelo voi. Ma non sono i soldi a far tremare i polsi (ne spendiamo di più in altre cose anche meno importanti di un sano fumetto realizzato ai massimi livelli). Bisogna trovare il posto dove mettere tutta 'sta roba e trovare il tempo e la voglia per leggerli. Io non ne ho più!
  20. Tutto questo convalida la decisione drastica che ormai ho preso. Con l'avventura di Mefisto termineranno tutte le mie collezioni di Tex. L'unica soluzione possibile per continuare a leggere le avventure inedite sarebbe stata l'edizione digitale (una bestemmia per i "piani alti" della casa editrice), quindi a fine anno scendo, ringrazio di tutto e mi godrò quello che possiedo senza più la spiacevolissima sensazione di una valanga di carta lenta e inesorabile alle spalle.
  21. Dalle copertine della nuova ristampa anastatica a striscia quell'uomo dalla camicia rossa un tempo era conosciuto anche come quello con la camicia arancione e il cappello verde...
  22. Per riavvicinarmi un pochetto al fumetto dopo mesi passati a comprarli e innalzare una pila di carta in soggiorno che ormai arriva quasi al soffitto ho deciso di cominciare con la miniserie Star Wars Panini "EROI" in sei volumi. Ogni tomo contiene sei storie di 21 pagine, ognuna slegata dalle successive e con conoscenze minime pur se inseritein un universo che comprende film, cartoni animati, telefilm, romanzi, fumetti e pure videogiochi. Ne ho letta una al giorno e ognuna mi ha soddisfatto, pur raccontando un episodio non cruciale per ogni eroe e la settimana prossima attaccherò col prossimo. "Agua Nigras" l'ho preso, ho dato una occhiata ai disegni e l'ho messo sopra la pila, eppure Tex resta il mio fumetto preferito, ma ho come un timore ad affrontarne la lettura, per i vari motivi che piano piano mi hanno disaffezionato.
  23. Accetto ovviamente la segnalazione del lapsus, e pensare che ci avevo anche riflettuto sopra. Pazienza, si vede che il mio destino è inciampare e che gli altri ridano del fatto (mentre quando capita agli altri non rido e aiuto a rialzarsi). Per la seconda questione accetto di essere apostrofato come bigotto e sessofobico (in mancanza di termini più adeguati e meno discriminatori) ma continuo a pensare che in un prodotto che non fa della mercificazione della figura femminile un suo tratto distintivo il mostrare queste immagini è inutile, volgare, diseducativo, offensivo (per i lettori e per le donne), gratuito, anticlimatico ecc... ecc... Capisco che è la norma e che ai più non frega un accidente, ma dispiacersi perché una vignetta (la quarta e non la terza) disturbi anche UN solo lettore e questi abbia il coraggio di scriverlo va accettato e basta. Non ho certo chiesto la testa del responsabile o detto che farò causa alla Bonelli o nemmeno che prenderò a sassate le auto di chi oserà controbattere al mio commento. Comunque Jeff Bridges sarebbe stato un ottimo Jeff Bridger (mi è piaciuto anche come nuovo Grinta).
  24. Da quel poco che ne capisco ha Monti ha messo le mani su tutti e due i lavori. Il suo tratto sapeva adattarsi a ogni stile quasi perfettamente, eppure quando disegnava da solo lo individuavi subito. A me piaceva, forse un po' troppo cartoonesco per Tex ma sempre godibile. A me manca un po'. Wilson è un ottimo artista, ma la sua prova migliore non è certo il texone.
  25. Quelle storie anche se ero giovane e inesperto erano un pugno nell'occhio. Pur intuendo che c'era una specie di lavoro di squadra dietro e che c'era questa convenzione che Tex dovesse avere sempre la stessa faccia la resa finale mi portava a leggere più in fretta che potevo l'avventura sperando che nella successiva tornassero i disegni consueti. Dopo qualche anno (ma neanche tanti visto che rileggevo tutta la collezione a ogni estate) andavo a cercare quelle pochissime volte in cui il protagonista non era stato ritoccato e pur essendo un altro "attore" quel viso si adattava molto meglio al resto (soprattutto al compagno Carson che invece restava sempre "Muzziano"). Grande sarebbe stato che le correzioni non venissero operate negli originali perché oggi si sarebbe potuto ripristinare il lavoro originale, sempre se Muzzi non lasciasse lo spazio libero. Nei racconti sentiti in giro nel corso degli anni, sembra che il buon Virgilio non riuscisse ad essere molto veloce (anche se il suo tratto farebbe pensare il contrario) e quindi il motivo ufficiale della fine del suo lavoro su Tex era soprattutto perché le scadenze per lui erano insostenibili. L'unico suo altro lavoro sui racconti inediti della Collana Rodeo (Il serpente d'argento), mostrano che pur lasciandogli il tempo che richiedeva, il risultato finale non ne risentiva per nulla.
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