Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

Dix Leroy

Ranchero
  • Posts

    1,304
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    38

Dix Leroy last won the day on April 19 2022

Dix Leroy had the most liked content!

1 Follower

About Dix Leroy

  • Birthday October 25

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    721
  • Favorite Pard
    Tex
  • Favorite character
    Dinamite

Recent Profile Visitors

12,087 profile views

Dix Leroy's Achievements

Mentor

Mentor (12/14)

  • Dedicated
  • Week One Done
  • One Month Later
  • One Year In
  • Very Popular Rare

Recent Badges

206

Reputation

4

Community Answers

  1. Il periodo della guerra di secessione è uno dei buchi della cronologia di Tex, quindi non c'è davvero motivo per non volerne sapere di più. Tanto più che per arrivare a questo punto della vita di Tex sul mensile "giovane" si rischia davvero di aspettare un altro decennio.
  2. Non ho nessuna difficoltà ad ammetterlo. O meglio ho frainteso il principio che sta alla base della collana e mi aspettavo qualcosa di molto diverso. Mi spiace che tu abbia una opinione su di me così distorta, ma non sei il solo visto che spesso vengo preso a pesci in faccia allegramente. Non mi aspettavo Tex quarantenne accompagnato da Tiger e Carson, ma il Tex ventenne delle strisce. Io trovo il tex ventenne che ha in testa Boselli, non quello originale. Come già detto ho ripreso in mano un albo dopo anni che non lo seguivo più e alla fine di quello successivo non era accaduto nulla di così importante da spingermi a proseguire. Non mi ricordavo più come era iniziata e non mi interessava più di come sarebbe andata a finire.
  3. Fatto smentito presto dai fatti: le storie di Tex Willer saranno anche belle (comunque sempre ben illustrate), ma col personaggio originale e la sua narrazione sembra impossibile ma hanno ben poco. Poi che piacciano alla maggioranza dei lettori e che lo scrittore si diverta a realizzarla è un altro fatto. A me ha presto stufato perché mi sembra rivolta più a "iniziati" o a studiosi di storia americana.
  4. Se un cuoco non cucina come comoda a me non vado in cucina a lamentarmi: pago e mi segno di non entrare mai più in quel ristorante almeno fino al cambio gestione... A me gli ultimi albi non mi piacevano più di tanto e infatti ho smesso di comprare. Quando Tex tornerà come piace a me potrei anche ricominciare (e in questo caso non farò distinzione su chi lo scrive).
  5. Mi trovo pienamente d'accordo. Le storie "evento" non devono diventare la norma e non dovrebbero abituare i lettori che solo così vanno raccontate le storie. Da piccolo "esperto" è chiaro che è più semplice trovare un buon soggetto e dilungarlo per gran parte dell'anno, ma da lettore le trovo spesso indigeste anche quando ben fatte. Per non parlare che se un disegnatore non mi convince (ma non è questo il caso), ce lo dobbiamo sorbire per mesi e mesi e mesi senza alternativa che non comprare collaterali e speciali... Tex per me dovrebbe essere come un ottimo telefilm (di quelli di una volta): buoni episodi da un'ora scarsa senza troppi riferimenti agli avvenimenti già successi e ogni tanto il mega puntatone in più parti per premiare quelli più attenti ai particolari e alla cronologia, nonché ai tanti amanti delle storie-fiume.
  6. "Fuga da Anderville" è una storia epocale, ma di quelle che (secondo me) non vale la pena rileggere. "Tra due Bandiere", oltre a provocare gran mal di testa soprattutto perché mette in discussione quanto letto prima nella collana, ha il pregio di rimanere nella memoria soltanto per l'atmosfera e per il messaggio che voleva dare. Quindi non riseco mai a ricordarla per filo e per segno e la voglia di riprenderla in mano può venire. Il finale di "Anderville" invece viene fissato in modo indelebile (magari a scapito dello svolgimento) e non mi potrà più dare l'emozione della "prima visione". Non è un difetto di questa storia in particolare, ma di un modo di raccontare le storie.
  7. Io sono abbastanza convinto che esistono autori in grado di proporre nuovi fumetti e mi rifiuto di credere che le nuove generazioni non sappiano farlo. E' che si tratta di persone che il western non lo sopportano proprio o quando lo fanno è per distruggerne o rivoltarne il mito. Personalmente non conosco nessuno sotto i cinquant'anni che conosca i film western e che intenda vederne anche solo uno. Il problema in questo caso è che Tex è un personaggio difficilissimo da scrivere, e opera in un genere (che è un certo tipo di western) che pochi autori vogliono affrontare e in retrospettiva le magre figure di chi ha provato non sono certo di auspicio.
  8. La prima domanda che mi viene in mente è: perché istruire un computer a costruire un fumetto? Le risposte che mi vengono sono: perché vogliamo che queste storie assomiglino a cose fatte in passato oppure perché queste nuove avventure non vengano realizzate da persone che vogliono essere pagate per la loro opera? In ogni caso, l'uso di una macchina è una sconfitta e probabilmente anche una umiliazione, sia per chi ora c'è dietro a Tex sia per chi l'albo lo compra, anche per chi non fa distinzione tra l'uomo e la macchina (se la storia è bella). Ormai in un mondo in cui gli autori di fumetti sono superiori al numero dei lettori non sarebbe impossibile a un giovane chiedere di scrivere "alla Bonelli" o disegnare "alla Galep", e magari non costerebbero neanche tanto, ma non è questo che vogliono i lettori (e presumibilmente neanche gli editori). Però a me i nuovi albi di Asterix non dispiacciono e ai pennelli sembra di vedere il miglior Uderzo. Ne abbiamo parlato più volte di "Avventura a Cedar Miner" contenuta nel n. 21 della serie Gigante (II), e il risultato è semplicemente brutto. E' un pasticcio pubblicato soltanto perché altrimenti ci sarebbe stato un buco. Anche da bimbetto mi accorsi che qualcosa non andava e non vedevo l'ora di finirla. In generale non mi piaceva che Tex non venisse realizzato da Galep, ma questa soluzione era molto peggio di vedere i disegni di Uggeri, Gamba o Muzzi (che comunque ancora non era arrivato, mi sembra).
  9. Solo una Borden. Soltanto una. Per mostrare che si può fare Nizzi meglio di Nizzi.
  10. Probabilmente sono io che sono incapace di farmi capire. Non interverrò più su questa discussione.
  11. Ho riletto: è perfettamente logico che le storie siano state adattate, cosa che si fece sempre, anche solo per togliere i titoletti e i riassunti. Se la storia fosse stata allungata di venti pagine o sforbiciata sarei d'accordo con te, ma si tratta di una cosa modesta e magari l'intervento era stato fatto prima (per la stampa su striscia!). Comunque la prima vignetta di Vendetta Indiana contenente solo il titolo è evidente sia stata fatta apposta perché nelle strisce non era mai stata fatta una apertura del genere, mentre nella seconda vignetta nella parte sinistra è evidente l'intervento per allungare il disegno cancellando il titolo originale. Ma ce ne sono a centinaia di esempi del genere, prima e dopo la chiusura della serie a striscia. Il formato non andava più, tutti i lettori seguivano la ristampa nella "gigante" e non aveva più senso proseguire in quella maniera. La sospensione della striscia avvenne anche per dare fiato ai disegnatori: le storie lunghe sono più impegnative da realizzare. "La sconfitta" è stata scritta/realizzata prima o dopo "Fort Apache"?
  12. Non mi incanti pard. "Vendetta Indiana" dura esattamente come l'albo gigante che la ristampa. Non può essere un caso.
  13. Questo non è esatto: la serie a striscia è uscita in quegli anni, mentre la "gigante seconda serie" viene varata dieci anni dopo la prima striscia. E comunque prima c'erano già le raccoltine, gli albi d'oro e la prima "gigante". Quindi nel periodo 1968/1969 la ristampa degli episodi finisce e poco prima del numero 100 cominciano le storie inedite scritte per quel formato. Forse le edicole erano più intasate da Tex di adesso, ma almeno erano sempre le stesse avventure, per cui uno poteva concentrarsi sulla collezione che più gli interessava. Molti vennero convinti a fare la "Tre Stelle" in quanto pubblicizzata come "L'edizione definitiva"... magari!
  14. Nel Tex ideale, le storie "fiume" (o evento) dovrebbero intercalarsi con avventure più leggere (e corte), in modo da accontentare tutti gli appassionati, che giustamente hanno i propri gusti. Se ogni storia di Tex deve per forza protrarsi per mesi, buttando a ogni nuova uscita nuova carne sul fuoco e ambire a diventare quella più lunga, elaborata e complessa, io mi trovo costretto a salutare e concentrarmi su altre letture, se invece la collana diventa una collezione di episodi fatti "col pilota automatico" con un determinato numero di pagine e osservando scrupolosamente un "decalogo" di regole fisse, sicuramente alla fine ne avrò a noia (vedasi la lunga fase calante di Nizzi). Nel periodo che io definisco "d'oro" c'erano entrambi i modi di raccontare Tex, solo che si riusciva a dosare meglio gli ingredienti; per cui nelle storie epiche non mancavano mai i momenti divertenti e in quella di fascia medio-bassa c'erano ugualmente sequenze interessanti e da ricordare.
  15. La "latitanza" di storie nuove di Tex in edicola venne ricordata per anni, ma non ricordo nessuno che rimpianse le strisce, anche perché erano veramente pochi quelli che le conservavano, per cui comprare i "giganti" per molti non era rileggere, ma leggere per la prima volta le storie, invece di accontentarsi di puntate sparse e raccattate qua e là...
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.