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Dix Leroy

Ranchero
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About Dix Leroy

  • Birthday October 25

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    721
  • Favorite Pard
    Tex
  • Favorite character
    Dinamite

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  1. Un bel lavoro. Questo è quello che chiedo a questa collana. Speriamo che serva a far capire agli appassionati di fumetti di qualità che Tex è un bel personaggio, non solo adatto a montagne di carta prodotte a catena di montaggio per vendere e basta (una opinione diffusa nell'ambiente dei critici). Che chi è stato abituato al fumetto seriale non apprezzi formato (e prezzo) è del tutto normale, ma la colpa non è soltanto loro. Dieci euro per una "roba come questa" è ancora un affarone. Con una copertina meno rigida perderebbe di prestigio, con una carta diversa i colori non avrebbero quella resa e con un formato più piccolo tutto verrebbe vanificato. E stiamo parlando di un signore chiamato Breccia, che non sarà Alberto ma è un maestro del fumetto prestato a Tex (per la seconda volta!). Ogni volta che vedo Lilith mi commuovo, ed è solo perché Maestro GLB l'ha giustamente tolta di mezzo dalla saga, altrimenti non avrebbe l'importanza che ha nell'economia della serie e nella caratterizzazione del personaggio. Come al solito giudizio sospeso sulla trama, Boselli è una garanzia al riguardo e comunque non lo leggerò prima di Natale.
  2. Chi ripeterà questo immondo grido di battaglia riceverà un solenne papagno. Sarà Blek semmai a non convincere appieno con quei capelli biondi e il petto e muscoli sempre scoperti Comunque la pronuncia galleppinana era "Técchese" e parliamo di uno dei suoi due papà.
  3. Poi occorre dare una inflessione americana (o meglio Texana) alla pronuncia. Non vi sognate di arrotare la erre finale e nemmeno di scandire chiaramente la "e". La maggior parte di voi (e non scherzo) non sa nemmeno dire correttamente "Tex". Ci arriva abbastanza vicino Romani nella sua Ballata "My Name is Tex".
  4. Questa è la sua idea, che può solo chiarire che non ci saranno più storie scritte da Boselli con Proteus. E ci sono stati ritorni molto più improbabili: Il Carnicero La Mano Rossa Satania! e sono state buone storie comunque. Prossimamente: "Il figlio di Proteus"
  5. Il fumetto è una allegoria della vita (magari resa più interessante), e quindi può succedere che le avversità passate cambino l'attitudine di una persona. D'accordo che gli eroi di carta non dovrebbero neanche cambiarsi i vestiti, ma come sempre si dice le eccezioni confermano la regola.
  6. Non mi è di grande aiuto per affrontare la lettura di questa storia. Come alcuni di voi ricorderanno io ho smesso di leggere (ma non di comprare) sia Tex sia Tex Willer ormai un anno fa. Complici altri problemi mondiali e personali non provavo più interesse a immergermi nel mondo di Tex e amici, anche se la mazzata finale è stata il polpettone di "Netdahe", che giusto in questi giorni dopo essermi fatto coraggio ho finito giusto due minuti fa di leggere. Con la giusta predisposizione la storia non è neanche scritta male (lasciando perdere che la prima parte poteva essere una storia a sé), ma la ritengo la più noiosa e allungata all'inverosimile di tutta la saga. Va beh, ora almeno ho cinque albi in meno per arrivare a questa avventura, di cui vi saprò dire, come sempre fuori tempo massimo,
  7. In natura ci sono animali che per gran parte del giorno respirano appena, mentre altri si danno un gran daffare finché raggiungono il loro scopo (accoppiamento, cibo o conquista di territorio): appena raggiunto l'obiettivo (parola tanto cara ai manager) non li vedrai alzare una zampa per ore, se non per giorni. Solo l'uomo si sente in dovere di emulare formiche o api che lavorano incessantemente per la gloria della comunità, ma siccome non siamo insetti, qualche pausa ci vuole. E quando fa tanto freddo (Natale) o quando fa tanto caldo (Ferragosto) vale davvero la pena fermarsi e ritrovarsi. Io a Dicembre e a Luglio arrivo alle ferie frastornato e i primi giorni non è che mi riposo, ma cado in catalessi. Il Tex 730 è arrivato come promesso stamattina. Un signor albo, è valsa la pena aspettarlo qualche giorno in più.
  8. Tecnicamente ha ragione (un film ambientato durante la guerra di secessione è un film storico e di guerra). E neanche quando Tex sconfina in Messico non stiamo più veramente parlando di un fumetto western. Una volta il genere si chiamava affettuosamente "Cowboys e Indiani", poi per forza di cose si è un po' allargato e Tex è bello perché il west gli è sempre stato stretto.
  9. A me hanno promesso che uscirà domani. Rendetevi conto che è Agosto, se le ditte che devono rimanere aperte non saranno certo a pieno regime e i ritardi sono giustificabili. Io ho faticato per tre settimane per finire tutto quello che c'era da fare e stare a casa dieci miseri giorni. C'era uno che rideva a sentir parlare di ferie ad Agosto. Poi è morto.
  10. Questo albo, semplice e diretto, autoconclusivo, scritto bene e disegnato altrettanto ha rimosso per un'oretta quella specie di esilio dal fumetto che mi ha preso da un anno a questa parte (compro tutto ma non li leggo). Quello che mi meraviglia è che Boselli riesca a sfornare trame contorte, debordanti e difficili da seguire e questi episodi godibilissimi. Forse è complice il fatto che a me piace una certa epoca di Tex e questo "Agente indiano" si colloca proprio all'inizio di quel periodo d'oro. Complimenti e speriamo che questo, complice le imminenti vacanze mi possano far ritornare sulla pila di albi che ho accatastato.
  11. A dire la verità ho dato una occhiata al volume giusto per vedere se c'erano evidenti difetti di stampa e confezione (purtroppo rischio sempre presente nei libri, ancor più nei fumetti e ancor più nei fumetti Bonelli). Casertano a parte la storia breve del color a me è noto più che altro per le prime copertine di Nick Raider, che trovavo sempre ampiamente sopra la sufficienza. Anche in questa prova ci sono moltissime belle immagini, inquadrature suggestive, scene d'azione ben realizzate, prova che ci si trova davanti a un grande professionista. E colpisce ancor di più trovare certe cose al limite dell'orrido, come molto più gentilmente le ha descrittte Valerio. Cose come la vignetta con una "specie di Tex" in fondo alla pagina 200 o peggio ancora in mezzo alla pagina 103 (ma anche tante altre). Come già successo con Claudio Villa due numeri fa, mi viene da pensare che certi autori in un formato più grande del consueto si "perdono" e pasticciano con le proporzioni. E' del tutto umano che succeda e che chi compie l'errore non se ne accorga. D'accordo, poi c'erano anche gli aggiustamenti che peggioravano la situazione...
  12. Il fumetto italiano si deve reinventare, c'è poco da fare. Negli anni venti trenta del novecento c'era un modo di raccontare le storie, diverso da quello degli anni quaranta, poi di nuovo stravolto per liberarsi dalle imposizioni del regime. Ma il modo di fare fumetti è rimasto inalterato dagli anni sessanta in poi, anche se è vero che i disegnatori sono diventati troppo meticolosi, le sceneggiature inutilmente verbose e articolate e c'è stata la non conveniente convergenza tra il fumetto "popolare" e quello "adulto" o meglio "vietato ai minori" (si, lo sapete... che mi riferisco alle scene spinte oggi inserite dappertutto, manca solo Topolino). Ma in soldoni si tratta sempre di un libro pieno di figure con le "nuvolette", insomma non c'è più stata una vera innovazione del media fumetto. Quanto tempo effettivamente ci vuole oggi per leggere un fumetto: mezz'ora ad albo? Ce l'hanno tutti un tempo libero così spropositato in cui niente deve disturbare? Quanto spazio effettivamente (o meglio umanamente) abbiamo in casa per collezionare una serie, visto che siamo praticamente obbligati a tenerci tutti gli albi in vista di una nuova vicenda che conterrà rimandi con almeno una dozzina di altre, e se siamo fortunati solo della medesima serie? Perché trovo estremamente più appagante leggere un'avventura a caso di Asterix che un albo a caso di Tex, quando lo sanno tutti che il ranger creato da G.L. Bonelli è in assoluto il mio personaggio preferito? Perchè ho comprato Zagor 722 (o meglio Zenith 722) con l'albetto a striscia allegato e li ho divorato entrambi in allegria una domenica mattina, mentre sono in astinenza da Tex (gigante, Texone, Tex Willer, Maxi, Magazine, color estivo) praticamente dal giugno scorso e non riesco a ricominciare? Perchè ho apprezzato tantissimo la storia di D'Antonio sui seminoles (in 96 pagine accade veramente di tutto) mentre non sono riuscito a finire la saga dell'Agente federale uscita dal 18 al 23! del Tex Willer? Sicuramente l'ho già detto: nel 2021 il fumetto deve essere in movimento, i personaggi devono parlare, la storia deve essere asciutta e avvincente. Magari prima come alternativa e poi piano piano come nuovo standard. E quando vedo il trailer degli albi nel sito Bonelli mi viene una stretta al cuore, perché al trailer non dovrebbe seguire solo un albo da edicola, ma un film realizzato con la stessa tecnica da comprare sullo shop o da vedere su una piattaforma. E deve costare il giusto per ripagarne il lavoro dietro, non un centesimo in meno. E se la tipografia piange perché non lo fanno più stampare di notte, che si adegui e si ristrutturi pure lei. I fumetti nacquero per non far star ferme le rotative dei giornali americani durante il giorno, come i più ben informati sapranno.
  13. Il texone era un volume speciale, il maxi lo stesso (nelle introduzioni c'era solo una velata ipotesi) Se vende sarà logico aspettarsi a ogni inizio estate a un albo bis. Lasciando perdere l'ulteriore esborso economico, un storia completa e per di più slegata dalla serie normale è quasi una boccata di aria fresca. Le storie interminabili sia sulla testata storica sia sul Tex giovane sono opprimenti per chi vuole solo staccare la spina dalla realtà per una mezzoretta e non dover tener costante memoria di un universo narrativo in piedi da ormai quasi un secolo.
  14. Il fatto è che Tex è un fumetto che oltre ad aver avuto un costante successo, ha fatto la fortuna della casa editrice, che non non ha potuto interrompere una volta raggiunta la sua fase massima (non me ne vogliate ma questo è successo alla fine degli anni settanta). Si è scelto di prolungare la sua corsa finché possibile, che con pur con qualche picco in alto è per forza di cose rivolta verso il basso. Molti collezionisti di Tex non sono molto diversi dai bottegai che ci propinano le loro allegre perle di saggezza alle fiere o nei loro oscuri antri. Io stesso non riesco più a conservare memoria delle storie di Tex, perchè gran parte delle storie le ho lette solo una volta (mentre dei primi albi probabilmente conosco a memoria interi dialoghi) e durante l'ultimo anno ho comprato e archiviato, controllando solo che le copie non fossero difettose. Quando mi sono avvicinato a Tex è stato con le storie del periodo d'oro, trovandole anni luce più accattivanti di quanto avevo letto prima e il fatto che erano uscite parecchio tempo prima era assolutamente irrilevante (e anche il fatto che i colori apparivano solo in copertina non era così importante). Oggi non credo che sfogliando il Tex in edicola si venga folgorati dimenticandosi di tutto il resto. Pur riconoscendo che viene fatto con tutta la cura e qualità possibile, questo è vero anche per le altre testate. Il fatto che il genere sia western era un punto a favore più di mezzo secolo fa, ma questo vale anche per la fantascienza o il fantasy, ormai tutti i generi sono stati sfruttati fino all'osso!
  15. Mancò veramente poco per entrare nello staff di una testata Bonelli (non Tex) all'inizio degli anni novanta, ma capii per tempo che non era la mia strada. Non so ancora quale sia realmente la mia strada: intanto percorro quella tra casa e la fabbrica in attesa di notizie certe dall'INPS.
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