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TWF - Tex Willer Forum

[279/281] Il Ritorno Del Carnicero


ymalpas

Voto alla storia  

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La storia non fila per niente e già dall'inizio. Tex e Carson si accorgono subito che i complici di Balder hanno fatto finta di cancellare le tracce e poi invece non solo fanno la figura degli allocchi (come ammette lo stesso Tex) credendo alla messinscena dei due vecchi, ma si buttano senza alcuna preoccupazione sulle loro tracce credendo lo scopo dei malfattori fosse di seminarli. E allora perchè prima volevano farsi seguire?

Questa è un'incongruenza che va oltre la figura da idioti che fanno i nostri.

Edited by AmnesiaVivace
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  • 2 years later...

Storia appena riletta grazie al maxi albo che racchiude l’intera saga del Carnicero.
 

Un esordio fortunato quello di Nizzi sulla regolare, che per non rischiare sceglie un soggetto che gli permetta di percorrere una pista sicura, ripescando uno degli antagonisti più spietati della saga. Questo però non rendeva scontata la riuscita finale della storia.. non basta prendere un protagonista del passato e metterlo in un albo per decretarne il successo (vedasi tanti esempi di ritorni in tempi recenti). Bene, qui l’operazione può dirsi riuscita. È raro che un sequel sia all’altezza del precedente (nel cinema in pochissimi ci sono riusciti, mi viene in mente solo Il Padrino I e II) ma questa storia mi ha coinvolto quasi quanto l’opera originale. El Carnicero è quasi più cattivo qui che in “Guerra sui pascoli”, la storia scorre via bene senza i grossolani difetti che purtroppo incontreremo nella fase più avanzata della scrittura nizziana. La “resurrezione” del Carnicero è abbastanza plausibile, gli eventi passati vengono narrati senza spiegoni fine a se stessi rendendo la storia fruibile anche a chi non abbia letto il prequel. I personaggi giocano bene tra loro, con ruoli ben dosati tra protagonisti e comprimari. La parabola del villain destinato a rivivere il suo incubo tale e quale alla storia precedente è una scelta che ho apprezzato. La storia a mio avviso si perde un po’ nel finale, un po’ tirato via frettolosamente da quando Tex fa irruzione nella villa, ma nel complesso si fa leggere tutta d’un fiato. Peccato non aver approfondito le sorti dei coniugi della locanda, e dei sodali di Balder lasciati nella carrozza prima dell’assalto alla residenza del villain, tra cui la pericolosa Zelda. Riconosco che disegni di Fusco sono di pregevole fattura, anche se non sono tra i miei preferiti in assoluto. Soprattutto i volti, che in alcuni casi trovo scostanti: ora quasi eccelsi, ora “scarabocchi”. In definitiva una bella storia che ho apprezzato. Non grido al capolavoro, forse anche perché l’ho letta subito dopo quella di GLB, e anche se Nizzi cerca di scrivere in continuità, una certa differenza stilistica si nota. Non è un male, ogni autore ha una sua cifra, l’importante è non tradire l’essenza del nostro eroe, come il suo creatore l’ha voluto. Nizzi da questa storia prosegue, sulla sua personale strada, non rovinando il personaggio. Saludos amigos :cowboy:

  • +1 1
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  • 5 months later...

Letta oggi, in questo torrido pomeriggio del giugno 2025. Un po' in ritardo rispetto all'uscita in edicola :D

Comunque questo esordio di Nizzi non mi hai convinto per niente. Pesantissimi i dialoghi, ma soprattutto i baloons di pensiero, spesso ridondanti e quasi sempre inutili.

Anche la storia non funziona per nulla: l'osservazione fatta da AmnnesiaVivace qualche anno fa è giustissima. È un errore nella caratterizzazione di Tex, che, in quanto infallibile nel pesare le persone, non può credere come un pollo alle fandonie della vecchia, ma è anche è un errore logico: già sapendo i nostri pards che i malviventi si stavano facendo inseguire di proposito, come possono credere che all'improvviso non vogliano più farsi raggiungere? Tex fa davvero la figura dell'idiota. 

Figura che viene ripetuta almeno un'altra volta nella storia, quando riesce a fare fronte agli inganni del villan solo con l'aiuto di un occasionale origlione.

Insomma già in questa prima storia Nizzi riduce Tex a un pistolero con poco cervello e molta fortuna. In più manca quella brillantezza nei dialoghi che rendono tollerabili questi difetti nelle storie future. 

 

Fortuna che ai pennini c'è quella gran zampa di Fernando Fusco, che rende piacevole qualunque roba.

Meraviglia la copertina del n.281, anche se il tratto di Galep comincia a mostrare nei dettagli i segni del declino.

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  • 6 months later...

Seppur non in ordine di pubblicazione, "Il ritorno del Carnicero" rappresenta il debutto di Nizzi sulla saga.

Chiamato da Sergio Bonelli ad affiancare il padre, giunto ormai al tramonto della carriera, l'autore di Fiumalbo entra in punta di piedi, recuperando nel suo primo soggetto un personaggio minore ma ben riuscito come Paul Balder (apparso non tanti numeri prima a dire il vero) e montando una storia di vendetta, sempre utile alla causa quando si tratta di avventure seriali.

 

Nizzi nella sua opera texiana attingerà a piene mani a personaggi minori già apparsi precedentemente sulla saga, con esiti altalenanti, soprattutto nella seconda fase della sua carriera, ma questo è un discorso già affrontato in altre sedi, quindi mi astengo di tirarlo in ballo anche in questo commento specifico.

 

Il Carnicero che appare in questo sequel ha perso quasi del tutto il suo interesse territoriale e concentra tutte le energie per ottenere vendetta contro i quattro pards, artefici della sua precedente sconfitta.

 

Un po' tirata per i capelli la sequenza che ci mostra il suo salvataggio tra le fiamme, dopo il colpo di pistola che doveva, nelle intenzioni del villain, porre fine alla sua esistenza. Da volersi suicidare tra le fiamme e l'istinto di sopravvivenza con la "provvidenziale" botola delle cantine (pensarci prima no?) il passo è un po' forzato a mia opinione, tuttavia recuperare personaggi "già morti" agli occhi del lettore rappresenta sempre un salto mortale triplo.

 

La trama segue un leitmotiv che spesso assisteremo con Nizzi: un villain che ordisce un piano per eliminare i ranger, la trappola che scatta poco per volta tra i pards e Tex che col rotto della cuffia sfugge per ultimo alla cattura e sistema le cose, aiutato pure da una buona dose di fortuna. Nello specifico, l'albergatore che nota l'anello di Zelda e mette una pulce nell'orecchio a Tex, permettendogli il "giochetto" del finto svenimento per farsi condurre nel fortino di Balder,  che diviene fondamentale nell'economia degli eventi.

 

Assistiamo pure alla trappola nella taverna, scena che verrà più volte riproposta in seguito nelle sue storie, ma qui i nostri non ci fanno una granchè di figura visto come vengono gabbati dalla coppia di locandieri. A dire il vero pure Kit e Tiger cadono nell'incipit in una trappola elementare, ma evidentemente all'autore premeva toglierli subito dai riflettori per non gestire il quartetto al completo. Non è un mistero di quanto Nizzi non amasse la "formazione tipo", difatti sarà l'autore che più che altri proporrà la sola coppia Tex-Carson con alterne fortune.

 

L'episodio scorre e intrattiene, il ritmo è buono, Tex occupa una buona centralità e maggior corrispondenza agli stilemi rispetto a quello nolittiano e i dialoghi sono efficaci e rimandano vagamente al "gergo" bonelliano. Tuttavia, sebbene sia molto legato al primo Nizzi, una lettura più matura mostra due grossi errori da matita rossa che non posso esimermi da evidenziare.

 

In primis, come già fatto osservare da altri utenti prima, stona tutta la manfrina della locanda. Se Tex si è accorto che l'intenzione dei banditi in fuga è quella di fingere di cancellare le tracce per poi farsi comunque seguire, non ha più senso credere alla balla rifilata dalla donna. Solo un ingenuo può caderci e purtroppo i nostri si fanno bidonare e cosa peggiore i due locandieri la faranno franca.

 

Piuttosto improbabile pure che gli avversari non si accorgano, calandolo dalla finestra come un salame, che Tex stia solo fingendo che sia svenuto, ma non è tanto questo a farmi storcere il muso, bensì l'illogica convinzione del Carnicero che le sue guardie si siano sparate fra loro (perche?) dopo che addirittura uno dei suoi uomini ha ammesso che il nemico ha fatto irruzione nella villa.

Più rileggo la sequenza e più mi accorgo che è un buco logico macroscopico che andava corretto in fase di editing, ma così purtroppo non è stato.

 

L'epilogo sembra seguire quello della storia originaria, ma Nizzi lo arricchisce con una caduta rovinosa di Balder del tetto e il tonfo sordo sul selciato, decreta la fine definitiva del Carnicero.

 

Tirando le somme: storia leggibile, ma segnata da alcune forzature che mi inducono ad abbassare il voto finale.

 

Fusco rimane sempre solido e inossidabile e il suo tratto familiare accompagna il lettore in ogni vignetta e sequenza. Un lettore di Tex non può far a meno di rendere grazie all'immensa opera di questo splendido artista, che con personalità e cifra stilistica riconoscibilissima (e difficilmente imitabile) ha lasciato un segno indelebile nell'immaginario dei fans. Il mio voto finale è 6

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