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ymalpas

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  1. Ricordo quando fu data la notizia del ritrovamento e di come Boselli fosse contento del ritardo accumulato da Bruzzo nella lavorazione delle tavole
  2. Primo albo interlocutorio, molta carne al fuoco con tre o quattro fili narrativi da seguire (un po' stancante staccare dagli uni agli altri), dovrebbe andare meglio con gli albi successivi. Ambientazione affascinante e più che buoni i disegni di Bruzzo. La storia promette e c'è tutto per far si che sia ricordata negli anni.
  3. (Clic sull'immagine per ingrandire in grande formato) Questa è la prima striscia originale credo in possesso della famiglia di Galleppini (l'immagine proviene invece dall'archivo di Francesco Bosco) con "uomini" al posto di "scagnozzi", prima storica censura operata nei primi anni sessanta. Fu usato il raschietto e praticamente non si nota nulla della censura operata. Ma quello che mi interessa sono i disegni. Con le anastatiche di solito non si riproducono perfettamente i dettagli più piccoli, così vi posto la striscia in grande formato e ditemi da 1 a 10 come sono i dettagli dell'anastatica in vendita oggi in edicola. La Mercury aveva fatto un pessimo lavoro sotto questo profilo.
  4. Sulla latitanza di Boselli sulla serie regolare temo che anche nella fascia 734-766 si manterrà tale. La sua presenza sarà ricordata soprattutto per la maratona di Mefisto, poi la tripla di Bocci e l'albo di Villa. Se Venturi riesce, leggeremo anche la storia sulla Tigre Nera ambientata tra Louisiana e Borneo. Sulle restanti storie non oso pronunciarmi. Intanto speriamo nella prossima di Bruzzo e vediamo se negli albi finali Boselli ha ritrovato la fiducia che sembrava aver perso in questa sua avventura. Peggio di Alaska non può fare PS. Ricordate le pagine stampate male, con chiazze di nero o sfuocate che avevano riguardato in particolar modo la storia del Maestro? Problema davvero preoccupante che la Bonelli sembra aver risolto.
  5. La fascia 700 di Tex: prime valutazioni A novembre arriveremo a quota 733, un terzo degli albi della fascia 700. In attesa di leggere i primi albi della prossima storia di Boselli e Bruzzo, perché non iniziare a dare le prime valutazioni degli albi pubblicati dal 2019 a oggi ? Le storie L'andamento per me è in caduta libera. Siamo su livelli sicuramente alti con le storie fino al n. 713, il livello tende a scendere ababstanza con i dieci albi successivi e precipita dal n. 725 a livelli di mediocrità o insufficienza. La migliore storia è La maschera di Satania, la peggiore Il pistolerò vudu. Gli autori Tra gli autori bene Boselli anche se su Netdahe poteva fare meglio, Una colt per Manuela Montoya è il classico incidente di percorso, al di là del personaggio principale per me stravolto, la storia è noiosa. Bene Manfredi ma solo una storia. Ruju parte bene con la storia di Bowen, molto bella la sua Guatemala, ma ci sono storie in cui inspiegabilmente è come se si rilassi. Nizzi nella media, simpatico l'albo "La rupe del diavolo". Tutto sommato buona la storia di Rauch mentre Zamberletti non è da serie regolare, probabilmente neanche da Tex. I disegnatori Per quanto riguarda i disegnatori la new entry Benevento supera benissimo l'esame, Prisco sopra la sufficienza ma in calo rispetto alla sua prima prova, Candita è rimandato a settembre, Laurenti bocciato. In generale comunque non ci possiamo lamentare. Le copertine di Villa si mantengono sui livelli delle altre centinaia, alcune bellissime come "Guardia rural" altre invece anonime o semplicemente brutte come quella dell'albo "Guatemala!". La casa editrice Abbiamo avuto i gadget (medaglie dei quattro pards) e la proliferazione di bollini stampati sugli albi. In un caso la copertina è stata addirittura dettata dall'alto (Il pistolero vudu). Abbiamo avuto la "sorpresa" del numero doppio, il 729 bis "Agente indiano", che ancora non si è capito se resterà un caso unico oppure no. Io spero che lo resti. Abbiamo avuto un miglioramento degli albi, se non della carta almeno della copertina, più robusta e a colori anche nelle sue parti interne (dal nyumero di aprile 2021 "Il pistolero vuvu"). Il prezzo è salito da 3,50 euro del n. 700 ai 4,40 euro dei nostri giorni. Un aumento di quasi un euro a albo come non si era mai visto, purtroppo coinciso con la pubblicazione delle ultime storie che non saranno purtroppo ricordate tra le migliori. In conclusione: Livello delle storie in netto calo. Qualità grafica buona/ottima Editorialmente le pubblicazioni di Tex sono diventate un veicolo pubblicitario, invadenza fastidiosa dell'Eidotre e prezzi che si fanno sempre più insostenibili.
  6. Grazie infinite per la tua comprensione, ironicamente parlando mi ripeto, siamo noi che non capiamo la loro arte (non la tua, per te solo applausi e i miei non te li ho mai lesinati). Solo che tra gli Hulk che spezzano le reni come stecchini di personaggi con una storia alle spalle (quella si! una storia monumentale) e vecchine che en passant si impossessano del corpo di Carson perché usi le sue pistole contro il suo stesso pard, qualche dubbio sui tuoi collaboratori viene. Ma sono singole sequenze e non l'intera storia. Cinque, dieci pagine le fai riscrivere se ti accorgi che invece di sceneggiare Tex sembra che stiano sceneggiando Dylan Dog. Non puoi fare neanche questo ? Poi io più vado avanti con gli anni e più mi sento diventare riflessivo e tollerante e anche critico verso me stesso. Lo so, tra questo e qualche altro messaggio magari vi fate l'opinione opposta, ma sinceramente non è che noi godiamo a vedere maltrattato il fumetto che seguiamo da una vita. Allora o dici chiaramente che le critiche mie o quelle di Diablero (per citarne uno che vedrei bene tra i tuoi collaboratori a correggere le cose che non vanno) sono ingiuste e pretestuose e puoi farlo perché nessuno credo si offenda oppure riconosci che qualche errore è stato fatto. Il messaggio che vorrei leggere da te è che con le prossime storie presterete più attenzione perché non è nel 2021 che i lettori di Tex sono diventati di colpo meno esigenti.
  7. A che serve un curatore a questo punto ? Se una storia presenta delle enormità chiaramente fuori dal canone tu non puoi intervenire ? Evidentemente sbagliamo a pensare che tu sia un vero curatore, lo sei solo nominalmente e non hai dunque i poteri decisionali come li aveva un Sergio Bonelli o un Canzio, per esempio nel momento in cui bollavano certe tue idee (Satania) o idee di Nizzi. Per fortuna che dal prossimo mese leggeremo una tua storia. Tu il canone lo conosci. E dire che a te hanno preparato un croce in ebano per "Giovani assassini" e il tuo Tex che per prendere una decisione consulta anche i pards, che in confronto alle cose che abbiamo dovuto leggere nel corso di questo 2021 erano proprio critiche artificiose. Se non puoi intervenire davanti a certe scelte narrative sbagliate, come se una volta che hai tutte le tavole della storia in mano fosse un problema farne ridisegnare una trentina o una cinquantina, smetto di chiamarti curatore. Ruju è così permaloso ? Faraci lo era ? Per Nizzi capisco che tu possa avere remore, ma per gli altri!
  8. Ovviamente la copertina è anche una citazione della copertina 123 Tamburi di Guerra.
  9. Una strega da strapazzo che si impossessa del corpo di Kit Carson... siamo ai livelli del peggior Nizzi.
  10. Conferma che la storia è zagoriana. Ma su Tex, non scherziamo, il voto è DUE. Se l'avessi scritta io mi sarei vergognato di averla scritta. E sul conto di Boselli curatore questa la metto, perché va giudicato nel bene ma senza fette di salame negli occhi per quello che può invece essere caratterizzato come il male.
  11. Manco dl forum da una decina di giorni e ho letto la seconda parte solo ieri, questo per dire che questi sono tempi di vacche magre per il nostro Tex. Lasciando perdere tutte le incongruenze - non ho letto tutti i messaggi quindi ne cito solo una su tutte e che a me ha dato particolarmente fastidio, Colter che si fa seguire come un fesso da Tex e Carson senza un motivo plausibile per recarsi nel luogo dove avverrà il massacro, ma anzi diciamo che dovrebbe starne bene alla larga - il secondo albo l'ho trovato più godibile del primo e penso che sarà piaciuto a quei lettori diciamo un po' "superficiali". Per il resto avevo promesso qualche punto in più se ci fosse stata qualche sorpresa o un approfondimento sulla leggenda del siats che non c'è stato, invece tutto come avevamo previsto, con i due picchi narrativi - la morte di Colter e l'omicidio/suicidio finale al forte - che aumentano lo spessore drammatico della storia, ma al contempo restano criticabili. Gli Utes sono diventati da feroci e temibili guerrieri delle verginelle impaurite. Ruju sta diventando preoccupante, conosce poco la collana (per esempio il comportamento di Carson nel forte), si serve degli espedienti più facili e appariscenti, i personaggi sono dotati di una faciloneria nel compiere le azioni più eclatanti che neanche Faraci!!! Insomma questo non è Tex e il nostro Barbanera soggettista per me c'entra poco o niente. A Boselli suggerirei di intervenire con decisione, vero che dicono che non ne lascia passare una, ma tra questa storia e l'orribile precedente sul pistolero vudu c'è da mettersi le mani nei cappelli e piangere. Poi, lo so, siamo noi lettori che non capiamo un menga e non apprezziamo i capolavori che sforna la SBE a cinque euro la banconota per albo.
  12. L'indiano della copertina de Il patto di sangue!!!!
  13. Il soggetto è valido e interessante, purtroppo ricorda la recente "Seminoles" per ambientazione e tema principale della caccia all'uomo. Però con qualche modifica tipo spostare l'azione dalle paludi al Messico, mettere Tex con il giovane guerrillero Montales (catturati insieme) che vengono condotti a Città del Messico per essere giudicati e condannati a morte e già la tua storia non ricorda più quella di Boselli
  14. Insomma, la storia si presenta come un giallo e ricorda la precedente "La maschera dell'orrore", dove Nizzi fu messo in croce per aver reso da subito riconoscibile l'identità di chi si nascondeva dietro la maschera. Molto meglio il Phil Turner di "Giungla crudele", spero tu possa concordare. Tutto sembra far convergere l'identità del Siats verso il figlio di Conroy, dall'odio verso gli utes, le lentiggini sulle mani, al fatto che sia un bianco allevato da indiani, se depistaggio c'è (e ne dubito) darò un punto in più alla storia il mese prossimo. Per me il punto d'interesse centrale resta però il complotto messo su da Colter, vediamo anche qui se posso dare un punto in più. Per il resto posso dire che è una storia gradevole ma Ruju abusa un pochino di personaggi che "spiegano tutto", dal tenentino nel forte, al giovane Rick Foskett, per finire con lo stesso Colter che, seppure lontano dalle inquadrature, si intuisce abbia vuotato il sacco con Tex e Carson. Tutto spiattellato senza che i due pards muovano un dito, altra critica che veniva rivolta di solito al Tex di Nizzi. Un'altra cosa sceneggiata davvero male è il gruppo di pistoleri allocchi che Colter ha incaricato di "far fuori" i due rangers, da far arrossire Von Clausewitz: l'idea con Ruju è che i due si lascino scivolare addosso, come se fosse acqua, tutti i pericoli e i problemi, anche quando sembrerebbero essere messi in forte difficoltà, in questo vedo Ruju non molto lontano da Faraci. Qualche giorno fa leggendo il Texone di Casertano avevo avuto la stessa sensazione con Tex legato al palo della tortura. Grave deficienza assolutamente da correggere. Venendo al soggetto, finora stesura classica, mi sarei aspettato un qualcosa che sfociasse più o meno apertamente nel fantastico, la leggenda del Siats è finora stata solo un pretesto per un mattoide come se ne sono visti tanti. Se Antonello ha inserito nel suo soggetto - alla fine della storia - un qualcosa che si ricolleghi in qualche modo alla leggenda del Siats e chiuda in qualche modo il cerchio, darò un punto in più. Peccato non aver pensato a una sorta di prologo e di relativo epilogo come faceva Nizzi per esempio ne "Il lungo viaggio" (n. 515) o lo stesso Boselli con il numero 600, la leggenda è proprio liquidata in UNA sola vignetta a pagina 19, come dire che un soggetto che nasce pensato per il Siats alla fine sfoci invece in una storia che parla invece di tutt'altro. Speriamo che il secondo albo sia più centrato sull'argomento. Disegni di Benevento da incorniciare: bravissimo.
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