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ymalpas

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  1. Storia che si lascia leggere bene, direi anche abbastanza movimentata, ma di quelle che ti lasciano il sapore di averla già letta e riletta in passato. Due scelte dell'autore che mi hanno fatto storcere un po' il naso: 1) Il fatto che Tex e pards al completo, con Tiger a disposizione, non provino nemmeno a leggere le tracce dall'agenzia indiana per risalire alla pista dei rapinatori. 2) Il tentativo del biondino, veramente un allocco completamente privo di sale nella zucca, di recarsi in città per fare acquisti e quindi di fare anche un giretto al saloon per sciacquarsi la gola, tutto questo quando sa già (e ce lo dice pure) che le probabilità di essere visto e scoperto sono altissime! E dire che ha speso un sacco di tempo con i giri del carro proprio per confondere le idee dei complici che ha derubato, che guarda caso invece di cercarlo sono tutti sul posto, compreso il capobanda cornuto ad aspettare il suo arrivo. Il secondo filo narrativo, i giovani piutes ribelli che vogliono fare le scarpe al loro giovane capo con le armi dei comancheros, storia ahimè vista e rivista, sembra inserito lì tanto per rimpolpare l'albo, magari nel secondo avranno più ragione di esistere con la convergenza dei fili narrativi, vediamo come l'autore se la caverà. Storia che infatti andrà giudicata solo dopo la lettura del secondo albo, ma possiamo già dire IMO che non risulterà tra le più memorabili di Pasquale Ruju che ha ben altre frecce nella sua faretra.
  2. Il file del Tex Willer Magazine n. 22 è ora disponibile nella sezione downloads! Buona lettura!
  3. Tex Willer Magazine 22 Guarda il documento Speciale Mauro Boselli Caricato da ymalpas Caricato il 15/11/2025 Category TWF Magazine  
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    Speciale Mauro Boselli
  5. Cliccando sull'immagine (a destra) si dovrebbero proprio vedere le scritte che indicavano quali colori modificare prima di passare alla fase di stampa.
  6. Claudio Villa consegna in redazione l'originale in bianco e nero e una copia dell'originale a colori (con le ecoline). Il grafico della Bonelli lavora con gli originali. Per la sua pagina facebook invece Claudio scansiona le copertine con il suo scanner e ne fa un uso privato, indipendente, tollerato dalla Bonelli. Per il defunto Tex Willer Magazine mi è capitato di lavorare personalmente su delle tavole che mi indirizzavano certi disegnatori, immagini gigantesche che il processore stentava a gestire... Non lavorano cioè con degli scanner da quattro soldi! Probabilmente la colorazione rossiccia della pelle nelle copertine di Tex è dovuta SOLO a un'impostazione sbagliata della calibrazione del colore in fase di acquisizione, ma con Photoshop bastano una decina di secondi per ripristinare i colori originali (per chi lo sa usare, evidentemente). Potrebbe risponderti Carlo Monni da buon avvocato puntiglioso qual'è, probabilmente è una questione contrattuale regolata da clausole. Anche Galleppini lavorava con le copertine di cui forniva poi su foglio trasparente le indicazione di colore. Rispettavano le sue indicazioni? Albo d'oro n. 33 della prima serie, acquerello di Galep rispettato all'80%. Cartonato "Tex contro Mefisto". Si modifica il colore della camicia, il resto è identico alle tempere o ecoline di Galep. Per curiosità inserisco anche le indicazioni di colore per il progetto cartonato mai realizzato nei primi anni settanta, "Gli sterminatori", ma integralmente colorato a mano da Galep. Qui non abbiamo la possibilità di fare nessun confronto, ma è interessante sapere che comunque il disegnatore colorava le sue tavole per gli episodi (il numero 100, 200 e 300) che andavano in edicola a colori. Non credo di disporre di immagini delle tavole originali di Galep per i numeri centenari per fare il raffronto, devo continuare a frugare nel mio archivio, chissà mai che non saltino fuori. Di questa e altre copertine, di cui furono realizzate delle cartoline (credo), abbiamo una colorazione che non rispecchia quella dell'albo finito in edicola. Onestamente non saprei dire se la colorazione è tardiva (anni settanta o ottanta) oppure se è quella originale degli anni sessanta. In ogni caso è materiale d'archivio, disegno originale poi ripreso e corretto in redazione (si vede da certi dettagli, che potrebbe farmi optare per la seconda ipotesi. Non so se può interessare, ma ho altre di queste copertine in cui la colorazione differisce in maniera marcata rispetto agli albi, penso per esempio a "Il giuramento".
  7. Come ho già scritto nel messaggio iniziale è parte del lavoro di Villa. Nel 90% dei casi le copertine in stampa rispettano in larga misura i colori impostati da Villa, anche se ad andare a vedere nel dettaglio ci sono in pressoché tutte le copertine delle modifiche, pur minime che siano. La copertina del numero 743, per esempio, a guardarla superficialmente sembra rispettare la colorazione originale, ma se si affiancano le due ecco che all'improvviso saltano fuori tutte le scelte incomprensibili della redazione: 1) si cambia il verde del pantalone di Carson; 2) si toglie la vistosa ombra dalla camicia di Tex; 3) si accentua il grigio del fondale pietroso in primo piano; 4) si cambia la colorazione giallina della parete della cava e la si imposta dello stesso colore del fondale; 5) il cielo sembra restare più o meno fedele, anche se le nuvole, appena abbozzate da Claudio Villa, vengono ulteriormente smorzate. Su una copertina che dunque sembra apparentemente abbastanza fedele, il lavoro dei grafici (uso il plurale, ma probabilmente, per risparmiare, è uno solo che si occupa di tutte le uscite della Casa editrice) si mostra comunque invasivo.
  8. Le copertine di Tex nascono dalla collaborazione tra il disegnatore Claudio Villa e i grafici della Sergio Bonelli Editore. Il disegnatore fornisce ogni volta diversi bozzetti della copertina, in media tre o quattro, scegliendo ormai da diversi anni lui stesso il tema della copertina (a partire dalle tavole che la redazione gli fornisce). Una volta che il bozzetto è stato scelto e approvato, Claudio Villa disegna la copertina vera e propria in bianco e nero e poi passa alla versione finale colorata con le ecoline (o le tempere). Nel novanta per cento dei casi il lavoro del disegnatore e quello di grafici coincide, succede tuttavia che una copertina su dieci vada in edicola con una colorazione diversa rispetto a quella che era stata impostata all'inizio. In questa nuova discussione vorrei discutere proprio di questi casi, prendendo esempio da circa una decina di copertine scelte tra gli ultimi cinquanta numeri, limitandomi per comodità a quelle della fascia 700, perché non sempre a mio giudizio le scelte della redazione sono state delle più felici. Partendo dalla copertina dell'albo ancora in edicola, l'intervento dei grafici riguarda la colorazione dello sfondo e in questo caso la correzione migliora decisamente quella abbozzata da Villa. I pantaloni di Carson diventano verdi per rispettare la tradizione. La copertina del numero 775 è profondamente rivista. Questa volta non sono solo i pantaloni di Carson a cambiare (ancora una volta) di colore. Il risultato finale mostra dei colori piuttosto improbabili, molto meglio quelli scelti da Villa. La copertina del numero 772 ci offre un esempio di colori che coincidono al 90 %, cambia in effetti solo il blu del cielo (e le nuvole più naturali nella versione di Villa). Il lavoro dei grafici in questo caso tende a sbiadire l'azzurro acceso scelto dal disegnatore e a uniformare a tinta unita il colore. In questo caso la versione finale mostra una maggiore leggibilità della copertina, anche se non convince troppo la gradazione del celeste che è stato scelto. Da notare anche il giallo della camicia di Tex slavato. La copertina del numero 767 oltre a centrare maggiormente il personaggio di Tex, cancella del tutto il tramonto che aveva impostato Villa con l'uso del colore arancione. Si passa dalla sera a mezzogiorno. Di nuovo impietoso il giallo a tinta unita della copertina finale con le gradazioni impostate da Villa per la camicia. Lavoro della redazione questa volta bocciato sonoramente, della bella copertina di Villa resta poco. Anche la copertina del numero 763 mostra un intervento massiccio con Photoshop. Il lavoro del grafico in questo caso punta tutto a supportare l'effetto della nebbia, sacrificando i colori accesi del totem e dell'erba alle spalle di Tex. Anche in questo caso il lavoro finale è deludente. La copertina del numero 756 rappresenta uno di quei casi in cui in via Buonarroti si opta alla fine per dei colori del tutto diversi. Un vero e proprio disastro! Anche la copertina dell'albo 742 mostra un altro intervento deciso della redazione sul cielo e sul personaggio di Padma che beneficia di un maggiore contrasto, anche se nella versione di Villa vuole essere evanescente (si veda anche l'aura che emana dal personaggio e che sparisce dalla versione definitiva). In questo caso la versione definitiva non si può dire che peggiori di molto quella di partenza, anche se quella di Villa meritava la pubblicazione solo per i giochi di luce sulla camicia. Voglio infine dare spazio alla copertina del numero 727 che rispetta più o meno la colorazione iniziale. Resta impietoso il giudizio sul fondo photoshoppato della versione da edicola, se quello di Villa poteva non convincere troppo, mi chiedo perché non si sia scelta una tinta unità. Anche il verde della vegetazione di bell'effetto con la sua varietà di colori subisce un pessimo trattamento. Molto meglio anche la colorazione dell'acqua impostata da Villa, più realistica. Sono dei dettagli, ma a volte possono fare la differenza. Queste sono le copertine dove ho ravvisato gli interventi più pesanti, in altri casi non ci sono sostanziali differenze. Posto solo una copertina, quella del numero 740 a titolo di esempio. Si vede che quando la redazione si mostra più rispettosa del lavoro del disegnatore che i colori della versione da edicola sono pienamente promossi. A voi la parola!
  9. Come ho già avuto modo di esprimermi nel topic della fascia 700 almeno questa prima parte ci ridà quello che ci aspettiamo da un albo di Tex, come bene ha scritto poco prima di me anche Magic Wind. L'albo è perfettamente riuscito anche grazie ai disegni di un superbo Majo che sarebbe da legare mani e piedi alla serie mensile di Tex. Se il secondo albo confermerà quanto di buono già visto nel primo, questa storia che rappresenta il testamento texiano di Manfredi potrà a giusto titolo essere citata come la sua storia migliore del Ranger, a cui guardare come modello da seguire per non sbagliare pista come troppe volte si è fatto in questi ultimi 100 numeri della serie. Chapeau! anche per il sottoscritto.
  10. Un paio di tavole sono contenute nel volume intervista a Nizzi di Guarino.
  11. Giudizio forse un po' troppo severo, sono tutte storie solide che mancano del quid per essere considerate veri capolavori, ma tutte di alto livello, sia per Boselli (le due della figlia di Satania, la prima dei Cestaro su Mefisto che per me è la migliore del centinaio, la seconda di Civitelli è comunque classica, quelle dell'Artico e del Borneo sono riuscite, l'unica che mi ha deluso è quella del monte Rainier) sia per Ruju (Vancouver e Guatemala, peccato che non ne scriva di più, quella sulle vedove non è malaccio). La prima idea che ebbe Boselli e che riguardava lo scontro finale di Tex con Mefisto e con un altra ambientazione. Ne ha parlato in qualche intervista e adesso non ricordo quale. Qui sono d'accordo anche se tutte meriterebbero una seconda lettura che non ho mai fatto. Questo è il vero problema di questo centinaio dominato dalla presenza di Ruju che spesso tende ad accontentarsi, ma anche degli altri che non hanno fatto meglio, come Zamberletti o Nizzi. Manfredi è stato altalenante, come era suo solito, ma le storie della strega e l'ultima sull'argento di Socorro sono più che buone. Rauch ha scritto appena due o tre storie, ma non è mai banale. Peccato che lo si veda così poco sulle pagine di Tex. Per il resto un centinaio contrassegnato da un rincaro del costo di copertina che è quasi raddoppiato (da 3,50 a 5,80) e che subirà sicuramente un altro aumento prima del numero 800, le copertine spesso sporcate da bollini o triangolini, le patacche allegate, le copertine generiche in occasione degli eventi speciali, tutto in nome del marketing selvaggio.
  12. Si è discusso spesso sul forum sul fatto che il proliferare di uscite speciali che ha caratterizzato gli ultimi anni andasse tutto a detrimento della serie regolare mensile. Anche se mancano una ventina di numeri all'albo 800, ho pensato che si può iniziare a discutere di questo ottavo centinaio di storie di Tex, anche considerando che da pochi mesi Mauro Boselli non è più il curatore della testata. Di seguito sono tutte elencate in base alla loro data di pubblicazione con qualche mia annotazione e curiosità che ho tratto in parte leggendo i vostri commenti nelle discussioni presenti sul forum, critiche sul quale potete concordare o meno, lascio infatti lo spazio alla presente discussione per sentire la vostra campana. Un sondaggio in alto vi permette di esprimere un giudizio sintetico. 701, 702 La regina dei vampiri Gianfranco Manfredi Alessandro Bocci marzo, aprile 2019 La quinta storia di Gianfranco Manfredi per la serie regolare, la prima dopo il suo ritorno su Tex, segue i festeggiamenti per il prestigioso traguardo dei 700 numeri raggiunti. La bellissima copertina di Villa, inquietante con i suoi giganteschi pipistrelli e la loro regina incartapecorita, illustra bene il leitmotiv di quest'avventura cupa e claustrofobica. Nel cuore del Messico centrale, la minaccia giunge infatti direttamente dalle antiche civiltà precolombiane con i loro sanguinari culti ancestrali bene esemplificati dalla bruja Eztli che con i suoi arcani poteri non solo comanda al popolo della notte ma sugli altari grondanti del sangue sacrificale, al chiarore della luna piena, attenta alla vita degli archeologi colpevoli di aver depredato dei loro tesori gli antichi e vetusti templi. La storia è pienamente promossa dai lettori che la giudicano una delle migliori uscite dalla penna dell'autore marchigiano. I due albi in edicola nella primavera del 2019 hanno un costo di 3,50 euro. 703, 704 La seconda vita di Bowen Pasquale Ruju Gianluca Acciarino maggio, giugno 2019 Pasquale Ruju inanella una bella storia che vede un po' a sorpresa il ritorno a San Francisco del killer Ken Bowen e del ragazzino Tim, già protagonisti dell'avventura "Il ragazzino rapito" di Tito Faraci e Gianluca Acciarino che era apparsa in edicola appena due anni prima. In effetti nel corso dei primi mesi del 2017, quando la precedente avventura era ancora in fase di stampa, l'autore sardo aveva deciso di darne una continuazione, stimolato forse dalla presenza del disegnatore Acciarino, qui alla sua terza e ultima storia, anche perché Faraci da tempo ha smesso di collaborare alla testata. 705, 706, 707 La maschera di cera Mauro Boselli Michele Benevento luglio, agosto, settembre 2019 L'aneddoto è fin troppo conosciuto: nell'ottobre 2014 Mauro Boselli ritrovava il suo soggetto su "La figlia di Satania", un personaggio che era stato protagonista di una delle storie epocali di Gianluigi Bonelli che più aveva amato da bambino, che era stato bocciato sei mesi prima della sua morte dall'editore Sergio Bonelli, contrario al ritorno di figure del passato di Tex che giudicava probabilmente troppo datate, che non aveva degnato darne neppure una sola lettura. Questa storia inaugura un ciclo, ma ancora non si sapeva, sotto il segno del giallo, un genere letterario abbastanza apprezzato dall'autore, che andrà sempre più accentuandosi nel secondo episodio (poco ancora sappiamo del terzo), con Michele Benevento allora esordiente a coadiuvarlo splendidamente con i suoi disegni. Nella storia Mauro Boselli introduce un personaggio destinato a diventare seriale, lo sceriffo della contea di Los Angeles Billy Rowland, realmente esistito, città che fa da scenario per la prima volta nella serie mensile a un'avventura di Tex. Da annotare il piccolo aumento di 40 centesimi sul prezzo di copertina. 708, 708 La tribù dei dannati Pasquale Ruju Alfonso Font ottobre, novembre 2019 Cronologicamente è questa la prima storia in cui Pasquale Ruju decide di riprendere un suo vecchio personaggio, Makua, che appariva nell'albo "Mezzosangue" pubblicato nell'autunno 2015, sempre per i disegni di Font, qui più approssimativi del solito. La curiosità è dunque tutta rivolta a seguire la parabola del giovane meticcio, un personaggio abbastanza tormentato, con la sua mano destra che non potrà più impugnare una colt, che tenta di rifarsi una vita in un villaggio di emarginati dopo aver scontato la sua pena. Alla fine è una storia che si lascia leggere, senza eccessivi sussulti e comunque nettamente inferiore alla precedente, in attesa di una ripresa del mezzosangue che concluda il suo percorso di crescita. 710, 711 L'assedio di Mezcali Claudio Nizzi Lucio Filippucci dicembre, gennaio 2020 Invitato da Boselli a mandare dall'eremo di Fiumalbo del nuovo materiale in redazione, nei primi mesi del 2017 Claudio Nizzi decide di ripartire da un suo vecchio soggetto risalente al 2008, cioè all'anno in cui decise di ritirarsi in seguito alla richiesta di Canzio che come editor gli aveva suggerito di apportarvi qualche modifica. La storia dalle atmosfere classiche fa troppo l'occhiolino a quella che scrisse trent'anni prima, "I diavoli rossi", senza però riuscire a entusiasmare allo stesso modo, alla fine il suo impianto resta tutto sommato solido (le maggiori perplessità, all'inizio, riguardavano proprio questo aspetto) ma anche soporifera e noiosa. 712, 713 I forzati di Dryfork Jacopo Rauch Giuseppe Prisco febbraio, marzo 2020 Nei primi mesi del 2018 Jacopo Rauch scrive la sua prima storia per la serie mensile di Tex, una trama scorrevole dai ritmi molto serrati, un bell'intreccio che riguarda l'evasione (forse tirata un po' per i capelli) di un gruppo di forzati da un penitenziario, robusto e dinamico con i suoi colpi di scena che offrono interessanti variazioni a un tema, quello della fuga, che era diventato una specialità dell'ultimo Faraci, con la differenza che questa volta non delude le aspettative dei lettori. 714, 715 La rupe del diavolo Claudio Nizzi Corrado Mastantuono aprile, maggio 2020 Durante la quarantena imposta all'inizio della pandemia del covid, Claudio Nizzi se ne esce con la sua storia migliore (almeno degli ultimi anni), che può contare sull'affascinante ambientazione fluviale canadese ben resa dal disegnatore, i gradevoli siparietti tra Carson e Gros Jean e un buon ritmo narrativo nel raccontare le insidie del viaggio delle Belle Star, a tratti addirittura rocambolesco. Pur con qualche imperfezione la storia è pienamente promossa. 716, 717, 718, 719 Netdahe! Mauro Boselli Ernesto G. Seijas giugno, luglio, agosto, settembre 2020 Nel mese di giugno 2016 Mauro Boselli decide di riprendere il seguito di una sua storia disegnata anni prima da Ortiz intitolata "L'indomabile", pubblicata nella primavera del 2014. La copertina del primo albo è una di quelle generiche di Villa che furono scartate all'epoca della pubblicazione del suo Texone (nel 2019). La storia ripropone il personaggio del tenente Castillo che soccomberà qui al fascino della dark lady Manuela de Villafranca, la fredda e sensuale signora di Rancho Verde, una bruna che al lettore ricorda un po' la figura dell'irredentista Manuela Guzman, la bionda messicana discendente da hidalgos spagnoli che si scontrò con Tex nel lontano 1953. L'epilogo della storia, fatto assolutamente inedito, è contenuto nel Maxi Tex "I tre fratelli Bill" che l'autore inizia a scrivere un anno dopo nell'autunno 2017. 719, 720 Sulla cattiva strada Pasquale Ruju Alfonso Font settembre, ottobre 2020 Quella dei fratelli Granger, siamesi ma di diversa indole, è una storia noir di transizione (breve senza essere però un semplice riempitivo) che Pasquale Ruju inizia a scrivere per Alfonso Font nell'autunno 2017, che intrattiene piacevolmente i lettori senza far gridare al capolavoro. 721, 722, 723, 724 Attentato a Montales Pasquale Ruju Stefano Biglia novembre, dicembre, gennaio, febbraio 2021 Affaristi privi di scrupolo e politici di un paese straniero, il Guatemala, attentano alla vita di Montales in quella che è la storia più lunga e ambiziosa scritta da Pasquale Ruju, che può contare per l'occasione sui sontuosi disegni di Stefano Biglia, alla sua seconda prova sulla serie mensile. Dopo un avvincente primo e secondo albo la storia cala di tono nella parte finale, con una conclusione che diversi lettori giudicano troppo affrettata. Nel terzo albo, "La negra muerte", compare il bollino per gli ottant'anni della Casa editrice che accompagnerà le uscite di Tex per tutto l'anno. Una menzione particolare alle magistrali copertine di Claudio Villa. 724, 725 Il monaco guerriero Antonio Zamberletti Giuseppe Candita febbraio, marzo 2021 La storia di Zamberletti, che fa il suo esordio sulla serie regolare, era destinata in origine a un Maxi Tex e se finisce sul mensile è solo per una serie di favorevoli circostanze: la prima è che Ruju non riuscendo a contenere la storia precedente ambientata in Guatemala nei tre canonici albi aveva chiesto in redazione di poterla allungare di sessanta pagine e la seconda è che la storia destinata a succederle, sempre di 160 tavole, doveva essere quella illustrata da Laura Zuccheri (ambientata a New Orleans) che però lei non aveva potuto portare a termine perché rimasta confinata per cinque mesi in India, senza ovviamente poter lavorare. Il monaco guerriero è l'atletico Lai Chen, maestro cinese dell'arte marziale shaoling e il tema è il soggiogamento dei lavoratori cinesi in una cittadina del Texas in una storia appena sufficiente. 726, 727 Il pistolero vudu Pasquale Ruju Bruno Ramella aprile, maggio 2021 Nel mese di aprile, quello degli ottant'anni della Casa editrice, a ogni testata è imposta d'ufficio una copertina generica in cui risalta il protagonista della serie e quella di Tex è una delle poche che riesce a salvarsi. Al bollino si è aggiunto però il triangolino con lo strillo promozionale delle medagliette offerte dei pards, il prezzo dell'albo è infatti passato a 4,40 euro con un drastico aumento di cinquanta centesimi. La storia è di quelle che puntano a creare una certa atmosfera dominata dalla tensione e da una forte componente sovrannaturale, troppo fuori dalle righe per via degli eccezionali poteri mostrati dal protagonista, l'improbabile pistolero Carrillo devoto alla divinità vudu Papa Legba e anche la strega che si annida nella lugubre palude della Louisiana, che prende possesso del corpo di Carson, è tutto eccetto che memorabile. Se la storia si fa leggere, in definitiva la sensazione è proprio quella che l'autore abbia osato troppo e alzato all'inverosimile l'asticella dell'elemento magico. 728, 729 Una colt per Manuela Montoya Mauro Boselli Mauro Laurenti giugno, luglio 2021 Il personaggio di Manuela Montoya, la storica fidanzatina di Kit Willer in un'indimenticabile storia d'amore contrastato pubblicata nell'agosto del 1978 con il titolo "I due rivali", solleticava la fantasia dei lettori ma anche quella del curatore di Tex, che aveva approntato una cartella rimasta però vuota nonostante le richieste di un soggetto agli altri autori, che alla fine è venuto per mano di uno storico lettore, l'avvocato Carlo Monni, che accettava l'eccitante sfida di confrontarsi non solo con Tex ma anche con un personaggio che era da accostare con tutta la cautela che imponeva quel tormentato idillio giovanile. Alla fine la storia paga le elevate attese che si erano create nei lettori intorno a questo storico ritorno, la scelta di un disegnatore in evidente fase calante e al suo esordio sulle pagine di Tex, troppo distante con i suoi copiosi neri dal ricordo che ci aveva lasciato il tratto fine e pulito di Erio Nicolò (Mauro Boselli riconoscerà l'errore come editor), una Manuela Montoya esagerata, troppo disinibita e emancipata, anche lei lontana dalla nostalgica rimembranza che ne avevano i lettori. 729 Bis Agente indiano Mauro Boselli Maurizio Dotti luglio 2021 Mentre scrive il ritorno di Manuela Montoya, nel settembre 2020 il curatore è chiamato a pensare anche al primo albo bis, la novità prevista dalla Casa editrice per festeggiare i suoi ottant'anni che cadono nel mese di aprile, ma la pubblicazione è poi spostata di qualche mese all'estate 2021 anche perché la storia era allora ancora ferma a circa ottanta tavole. Alla fine è molto più di un prodotto editoriale da leggere sotto l'ombrellone, identico in tutto e per tutto alle uscite della serie regolare mensile (se si eccettua l'inestetica striscia gialla che campeggia in alto nella copertina), per molti lettori addirittura la migliore storia dell'anno, un unicum bagnato dal successo tanto da spingere la redazione a decidere di farne l'ennesima uscita annuale (presto estesa anche ad altri personaggi della Bonelli). Ai disegni della storia che racconta con qualche incongruenza di come Tex diventò l'agente indiano dei Navajos, l'autore chiama l'amico Maurizio Dotti che per realizzare le 110 pagine deve momentaneamente interrompere la realizzazione del suo Texone. 730, 731 Il mostro del gran lago salato Pasquale Ruju Michele Benevento agosto, settembre 2021 Il soggetto è del lettore Antonello Rizzo che partecipa allora al forum di Tex. La copertina de "Il mostro del gran lago salato" con il gigantesco Siats che emerge dalle acque alle spalle di Tex e i caratteri vintage del titolo che ricordano quelli delle pubblicazioni horror della Eerie nascondono in realtà una storia reale e concreta in cui non c'è spazio per l'elemento magico, ne tantomeno per quello etnografico legato alla leggenda indiana di questa creatura mostruosa, che cela infatti dietro la sua maschera un impostore in carne ed ossa, la cui identità è peraltro troppo presto svelata. Tutto sommato siamo di fronte a una buona storia, sicuramente con qualcosa da rivedere, per esempio le tipiche scene ad effetto particolarmente care all'autore, che vive i suoi momenti migliori nelle sequenze narrative caratterizzate da un maggiore spessore drammatico che raggiunge il suo picco con la morte del personaggio di Colter e quindi nel teatrale epilogo. 732, 733, 734, 735 Alla ricerca delle navi perdute Mauro Boselli Giovanni Bruzzo ottobre, novembre, dicembre, gennaio 2022 Lo spunto di questa storia è dato da un personaggio storico, Sir John Franklin, uno dei primi esploratori dell'Artico che a bordo delle sue due navi, l'Erebus e la Terror, scomparve tra gli iceberg al largo dell'isola di re Guglielmo mentre era alla ricerca del mitico passaggio a Nord ovest. La lavorazione dei quattro albi si protrae per circa sette anni a causa anche dell'interruzione dovuta al precario stato di salute del disegnatore Giovanni Bruzzo. Il tema restava molto affascinante per l'autore Mauro Boselli che ne aveva tratto la sceneggiatura nei primi anni Novanta di una delle sue prime storie di Zagor, ma la lunga e difficile gestazione l'aveva alla fine anche portato a disamorarsi della storia che stava scrivendo, complice anche la scoperta il 12 settembre 2016 del ritrovamento dell'Erebus in un punto tra l'altro non molto distante da quello in cui l'autore aveva pensato di posizionarne il relitto tra i ghiacci. Sulla storia, la migliore dell'anno o poco ci manca, che molto deve anche all'accoppiata vincente dei personaggi femminili di Dallas e di Kathy Dawn, che appare qui per la prima volta sulla serie mensile, aleggia il mitico capolavoro "Sulle piste del Nord" già a partire dalla copertina del primo albo che rievoca "Tamburi di guerra", per non parlare delle tavole iniziali che sono un omaggio per niente discreto alle pagine che Giovanni Ticci realizzò negli anni settanta per quell'avventura. 736, 737 Le frecce dei nemici Pasquale Ruju Giuseppe Prisco febbraio, marzo 2022 Pubblicata tra le due monumentali di Boselli, questa di Ruju fa la figura di storia di transizione, un po' crepuscolare, scorrevole ma anche poco originale, incentrata sulla vendetta personale (l'idea è di far riutilizzare le vecchie frecce usate dai nemici contro loro stessi) di un vecchio e stanco capo comanche, Quercia Rossa, sull'uomo dall'infanzia piuttosto travagliata, Chogan, che però gli aveva sterminato la famiglia. 738, 739, 740 Il manicomio del dottor Weyland Mauro Boselli Raul e Gianluca Cestaro aprile, maggio, giugno 2022 Nel 2013 "Il segno di Yama" era stato una specie di prologo al grande ritorno di Mefisto in questa nuova avventura che si dipana ora su addirittura sette albi, la più lunga mai ideata per Tex. La prima parte, ambientata a San Francisco, è una storia gotica magnificamente realizzata dai fratelli Cestaro, che omaggia le doti del trasformista Mefisto, cioè il personaggio doppiogiochista e opportunista degli esordi, che veste qui i panni del direttore di un manicomio che ha tra i suoi pazienti il proprio figlio Yama. Non a caso Mauro Boselli ha deciso anche il ripescaggio della sorella Lily Dickart con l'intenzione, evidente, di mettere un po' di ordine nei fatti di questa famiglia, soprattutto dopo l'episodio scritto anni prima da Claudio Nizzi che aveva lasciato aperto più di un interrogativo. Nelle sette copertine è presente un fastidioso logo pubblicitario con la lettera iniziale del nome dell'antagonista presa dalla storia "La gola della morte". La copertina del terzo albo, tratta da una vignetta di Hal Foster, suscita anche una curiosa diatriba tra la Casa editrice e Gianfranco Manfredi. 741, 742, 743, 744 Sierra Nevada Mauro Boselli Fabio Civitelli luglio, agosto, settembre, ottobre 2022 La fuga di Mefisto, che doveva essere affidata inizialmente a Piccinelli, è una storia diversa dalla precedente, sicuramente più western e solare, in cui l'autore riprende in mano dei vecchi personaggi come Padma e Narbas e mette a posto tutti i tasselli. Meno riuscita rispetto all'episodio disegnato dai Cestaro, in redazione ci si interroga molto anche sulla bontà della scelta operata, cioè di averla pubblicata subito dopo all'altra. Il finale, che inizialmente era tutt'altro, costringe l'autore ad allungare la conclusione di qualche pagina, per cui l'ultimo albo vanta alla fine ben 130 pagine. 741 Bis L'eredità del bandito Pasquale Ruju Giovanni Freghieri luglio 2022 Nel secondo albo bis, Pasquale Ruju e l'esordiente Freghieri giostrano sull'eredità lasciata da Lamar, un ingente bottino messo da parte da questo incallito rapinatore passato a miglior vita, contesa tra la moglie e il resto dei componenti della sua banda. Storia di routine. 745, 746, 747 Vancouver Pasquale Ruju Corrado Mastantuono novembre, dicembre, gennaio 2023 Una vecchia amica di Carson in pericolo, la bella Angela, figura a tutto tondo, la minaccia di morte che incombe su suo marito e più in generale sulla città di Vancouver che nel terzo albo va a fuoco (il grande incendio che distrusse la città il 13 giugno 1886 è il fatto storico alla base del soggetto, bella l'ambientazione canadese), sono gli ingredienti di una storia avvincente dal ritmo sostenuto che va in crescendo, senza inutili tempi morti. 748, 749 La mesa della follia Moreno Burattini Michele Rubini febbraio, marzo 2023 Le prove generali di questa storia che verte sul mito delle leggendarie belve vampire del Texas, la prima di Burattini sulla serie regolare, erano state fatte nel decimo Color Tex del novembre 2016 con la breve "Chupacabras!" disegnata dallo stesso Rubini. La prima parte con i suoi terribili misteri che avvolgono la mesa, che si riallaccia a vecchie storie bonelliane come "La regina della notte", è pienamente promossa, ma la narrazione cede il passo nel secondo albo, con il tentativo da parte dell'autore di dare una spiegazione logica all'irrazionale invece di restare sul fantastico puro, per cui il risultato è un western contaminato con richiami all'horror ma privo di reale tensione che convince in definitiva veramente poco. Bollino per i 75 anni! 750, 751 Ritorno a Red Rock Pasquale Ruju Rossano Rossi aprile, maggio 2023 L'aumento di altri cinquanta centesimi porta l'albo sulla soglia della banconota dei cinque euro. Questa volta la trovata della Casa editrice riguarda una serie di mini copertine plastificate da allegare agli albi. La copertina generica che si vorrebbe vintage, con il personaggio all'interno del cerchio, estesa a tutte le uscite della Casa editrice, ripropone Tex in posa statica con il fucile in mano alla John Wayne nella medesima posizione in cui si trovava due mesi prima ne "La mesa della follia". Il soggetto è il secondo scritto dal lettore Antonello Rizzo e rappresenta il seguito della storia "Taglia: duemila dollari" pubblicata nell'estate del 1979 con il ritorno di Rick Sanders e Sam Spring. In generale, il gradimento è basso. 752 Fratello di Sangue Giorgio Giusfredi Alfonso Font giugno 2023 La prima storia di Giorgio Giusfredi esce un po' a sorpresa nel mese di giugno perché nelle pubblicazioni per la serie regolare previste per l'anno era da tempo programmata una storia di tre albi di Ruju e Seijas, "Le quattro vedove nere", che doveva precedere l'uscita nel mese di settembre dell'albo numero 755 dedicato ai settantacinque anni di Tex e dal momento che non era ancora ultimata serviva almeno una storia di appena 110 pagine, che Font realizza in tutta fretta, da affiancare a un'altra di due albi già pronta (vedi sotto, "Wolfman è vivo"). Le escursioni nel passato dei personaggi da parte dell'autore, qui si narra di come Aquila della Notte e Tiger Jack siano diventati fratelli di sangue, si rivelano anche in quest'albo autoconclusivo pienamente riuscite. La copertina di Claudio Villa rievoca quella del numero 109 "Massacro" e presenta i tre pards in un'inedita versione giovanile, Tex con la storica giacca a frange di galleppiniana memoria. 753, 754 Wolfman è vivo Pasquale Ruju Pasquale Del Vecchio luglio, agosto 2023 Nell'estate del 2017, nel momento dell'uscita in edicola della prima storia del bieco Wolfman, che appariva allora per la prima volta nei numeri 684 e 685 della serie regolare, Pasquale Ruju decideva di ripetere l'esperienza maturata appena qualche mese prima quando aveva ripreso in mano il ritorno di Bowen (vedi sopra) scrivendo questa volta la seconda storia però del suo villain approfittando della splendida caratterizzazione che ne dava allora il maestro spagnolo Alfonso Font, anche se a realizzarla sarà tuttavia chiamato Pasquale del Vecchio (curiosamente qui alla sua ultima, per ora, avventura realizzata per la serie mensile). 753 Bis Sulle tracce di Kit Carson Antonio Zamberletti Sandro Scascitelli luglio 2023 Il titolo ricorda da vicino quello di una vecchia storia di Tex, "Sulle tracce di Tom Foster", mentre la copertina di Villa omaggia invece quella dell'albo "Ore disperate". Questa storia che sa di un riempitivo che può bene figurare in questo format estivo, una non proprio originale caccia all'uomo, vede Kit Carson ferito e braccato dallo sceriffo Rothman di San Andreas nel Texas, dopo aver ucciso in una sparatoria il fratello di Rob Clayton, il padrone della città. Disegni come al solito molto dettagliati e personali per Sandro Scascitelli che fa qui il suo esordio sul mensile. 755 La cavalcata del destino Mauro Boselli Claudio Villa settembre 2023 L'idea alla base di questo albo autoconclusivo, molto contestata, era di farne una storia celebrativa che contemplasse il ritorno di Lilyth sulla base di uno spunto fornito da Graziano Frediani, cioè la sua vendetta ultima sulla canaglia Higgins sul quale pesava materialmente la responsabilità della sua morte. Proprio la presenza del butterato scatena le polemiche perché è vista come una riscrittura del finale de "Il giuramento". Per il resto è una storia d'azione che si lascia ben leggere, con il suo finale commovente che giunge al cuore. L'albo conta più di 130 pagine ed è impreziosito da una serie di studi preparatori realizzati dal disegnatore, da più di vent'anni assente sulla serie regolare (più precisamente dall'ottobre 2002). 756, 757, 758, 759 La Tigre colpisce ancora Mauro Boselli Andrea Venturi ottobre, novembre, dicembre, gennaio 2024 Nel settembre 2017, con "La Tigre colpisce ancora", Mauro Boselli per la prima volta fa di un personaggio creato da Claudio Nizzi il protagonista di una sua storia. Non solo, riprende anche in parte l'idea che era originariamente contenuta nel soggetto dell'autore modenese, che era stato bocciato nel 2006 dall'editore, che prevedeva un lungo inseguimento lungo l'oceano Pacifico fino al Borneo, in cui Tex e il principe Sumankan avrebbero alla fine stretto un'alleanza. Si vocifera all'inizio addirittura di una collaborazione dei due autori su una storia scritta a quattro mani, alla fine molto più prosaicamente Nizzi si limita a dare il suo consenso. Dopo un primo albo dai fili forse troppo aggrovigliati, in cui è data una spiegazione logica al ritorno del personaggio che nella precedente avventure si era schiantato sopra un masso, i restanti tre albi sono avventura pura combinata a magistrali colpi a effetto, fino al drammatico epilogo con l'uscita di scena della Tigre. 760, 761 La pattuglia scomparsa Pasquale Ruju Alfonso Font febbraio, marzo 2024 Di nuovo la coppia Ruju e Font questa volta nei selvaggi territori canadesi del grande Nord dove i due pards, in compagnia di Jim Brandon, seguono le tracce di una pattuglia scomparsa mentre il solo sopravvissuto, il tenente Louis Lagarde, affronta l'imprevedibile succedersi degli eventi e i suoi propri fantasmi personali. Pur senza toccare eccessivi picchi narrativi, con il suo romantico epilogo (ma anche qualche sbadiglio), la storia si lascia abbastanza apprezzare. Con il numero 761 Claudio Villa festeggia i suoi primi trent'anni da copertinista. 762, 763, 764 Il mistero del monte Rainier Mauro Boselli Alessandro Bocci aprile, maggio, giugno 2024 "Il mistero della montagna", titolo di lavorazione di questa storia in cui Boselli dà un seguito all'avventura "Un mondo perduto" (e con l'extraterrestre in parte anche a "La valle della luna"), cerca di rimettere un po' di ordine in quel di fantascientifico presente nella serie di Tex. Non si tratta peraltro del soggetto giovanile che scrisse intorno al 1983, andato perduto, che non fu utilizzato da Gianluigi Bonelli che paternamente gli preferì quello ideato dal figlio Giorgio. La storia convince solo in parte. 765, 766 La collera di Falco Giallo Claudio Nizzi Giovanni Ticci luglio, agosto 2024 Siamo nel Montana tra le terre sacre degli Shoshones ricche di metallo giallo che ovviamente fa gola a faccendieri e affaristi che tentano di metterci le mani, trama vista e rivista, con Tex che non trova di meglio che accompagnarli in Canada (il titolo di lavorazione era "Fuga verso il confine"). Si vocifera dietro le quinte che Giovanni Ticci (qui probabilmente alla sua ultima opera in due albi, a ottantaquattro anni ha chiesto di poter lavorare d'ora in avanti con storie brevi), se vogliamo usare un eufemismo, si sia divertito davvero poco a disegnarla e a confermare il suo scarso entusiasmo basterebbe fare un paio di conti perché messi da parte i suoi problemi di salute dal maggio 2018 ci ha messo addirittura sei anni per portare a termine questa fatica facendo comunque un lavoro enorme. I testi invece sono irritanti. 765 Bis Un covo di vigliacchi Antonio Zamberletti Frederic Volante luglio 2024 Zamberletti, specialista di questi albi bis, stavolta affiancato da Volante che debutta sul mensile con delle pregevoli tavole, segue i due pards sulla scia del ricco bottino di una banca fino al covo dei rapinatori a Maddox Rock in una storia lineare e ricca di intrighi. Senza infamia e senza lode. Da par suo Claudio Villa confeziona l'ennesima cover generica su fondo bianco per questo speciale. 767, 768, 769 Le quattro vedove nere Pasquale Ruju Ernesto G. Seijas settembre, ottobre, novembre 2024 La storia era prevista per l'estate del 2023 ed esce con il ritardo di un anno a causa della malattia (e poi della morte il 28 marzo 2023) di Ernesto Garcia Seijas che gli aveva impedito ampiamente di rispettare le scadenze (aveva disegnato appena 144 tavole), gli subentra poi Giovanni Freghieri che realizza le restanti 186 tavole in poco meno di un anno. Charity Brockman, Ramona Valjean, Daisy Maxwell e Isabel Gallardo sono quattro belle e eleganti donne assetate di vendetta che si coalizzano contro Tex che le ha rese tutte quante vedove. Spunto originale per una storia senza infamia e senza lode che si lascia leggere volentieri ma eccessivamente lunga e che si sgonfia con l'andare. 770, 771 Il soldato fuggiasco Claudio Nizzi Giovanni Bruzzo dicembre, gennaio 2025 Non è un mistero che questa storia alla "Soldato blu", per dirla come Claudio Nizzi, lui l'avesse in mente per farne il Texone di Biglia. Quando venne a sapere dallo stesso disegnatore che però lui stava già disegnando uno speciale su testi di Ruju (il numero 41 "Ben il bugiardo"), l'autore modenese perse definitivamente la pazienza con il curatore. Durante la telefonata Mauro Boselli replicò inutilmente che lo speciale era già stato assegnato e che per la sua storia avrebbe potuto comunque contare su Giovanni Bruzzo, ma Nizzi non volle intendere ragione e la sua collaborazione alla testata si interruppe bruscamente come la chiamata in corso. Il soggetto di questa storia, che a questo punto dovrebbe essere l'ultimissima di Claudio Nizzi sulla serie mensile, a dire il vero è di quelli abbastanza prevedibili pur partendo da buoni propositi. L'idea del fuggiasco tenente Kirby che diserta dopo essersi opposto a un massacro di inermi indiani, esattamente come già si era visto per esempio in "Vendetta indiana", e deve scegliere tra la giovane indiana che l'ha aiutato e la figlia del comandante, pur mutuata dal film di John Ford "Il massacro di Fort Apache", poteva infatti essere valido ma la sceneggiatura non è per niente brillante e patisce di varie incongruenze se non di vere e proprie illogicità nella narrazione. 772, 773 Il morso dello scorpione Pasquale Ruju Yannis Ginosatis febbraio, marzo 2025 La storia d'amore del domatore di cavalli navajo Julio, malvisto dai mandriani razzisti, e della bella vedova Elaine proprietaria del ranch a Lincoln County dove lui lavora, sullo sfondo della minaccia incombente della banda del feroce El Escorpion, dopo un buon inizio delude nella sua seconda parte risultando alla fine poco coinvolgente, priva di pathos e di sussulti. 774, 775, 776 Rick Master, detective Mauro Boselli Michele Benevento marzo, aprile, maggio 2025 Nella primavera del 2019 Mauro Boselli inizia a scrivere la sceneggiatura di quello che inizialmente doveva essere un Maxi Tex ambientato a San Francisco in cui Tex avrebbe fatto la conoscenza, dopo i tre fratelli Bill, di un altro personaggio seriale nato dalla penna di Gianluigi Bonellli, ovvero il simpatico detective privato Rick Master. La storia poi finisce sulla serie regolare anche perché rappresenta, a sorpresa, il sequel della storia della figlia di Satania che lascia campo aperto a una terza storia conclusiva del ciclo, che possiamo già definire uno dei meglio riusciti della serie mensile. Il costo degli albi, intanto, è passato a 5,80 euro con un aumento deciso di novanta centesimi: il gadget immancabile in omaggio è il primo numero "La mano rossa" della nuova versione cartonata e censurata delle avventure di Tex. 777, 778 I dimenticati Gianfranco Manfredi Carlos Gomez giugno, luglio 2025 Questa storia era destinata a un Color Tex ma in redazione si opta alla fine per la serie regolare riducendola di 10 tavole rispetto alle originarie 160 prima che fosse affidata al disegnatore, decisione che sembra essere stata presa prima della scomparsa dell'autore, venuto meno il 24 gennaio 2025, si ignoravano infatti le reali condizioni di salute di Manfredi. Illustrata dal maestro argentino Gomez, qui al suo esordio sulla serie regolare, la sceneggiatura ispirata al film di Wes Craven "Le colline hanno gli occhi" conta su un'ambientazione del tutto particolare, una foresta cupa e spettrale in cui si annidano i minatori della Franklin Mountain Mine orribilmente sfigurati, vittime di un'esplosione, tanto da apparire quasi dei demoni mostruosi e crudeli che incombono minacciosi sulla cittadina mormone di New Hope. La storia ha un ritmo serrato e si lascia apprezzare alla lettura anche se le motivazioni che spingono i minatori non paiono inattaccabili. 777 Bis La rapina della Wells Fargo Jacopo Rauch Sandro Scascitelli luglio 2025 Il ritorno di Rauch sul mensile, seppure nello speciale estivo, a partire da un soggetto abusatissimo, la rapina a un convoglio della Wells Fargo, con il bottino che ricade interamente nelle mani di una donna alla faccia della banda Mason che le dà la caccia ignorandone tuttavia l'identità, è ancora una volta sapientemente costruito. Parata di attori hollywoodiani nelle tavole illustrate con la solita maestria da Sandro Scascitelli. 778, 779 L'orrendo massacro Paquale Ruju Fabio Civitelli agosto, settembre 2025 Basandosi sulla leggenda di John Ware che fece la Storia nello stato dell'Alberta dove era giunto nel 1882 dal Texas, Pasquale Ruju ne ricostruisce la vita prima (e dopo) il suo arrivo in Canada che resta ancora oggi storicamente oscura. Ma alla leggenda raccontata dall'autore manca quella parvenza di magico che avvolge delicatamente le migliori storie, John Ware appare poco più di un esperto cowboy, anche l'elemento razziale che poteva essere una buona base di partenza è volutamente ignorato, le sequenze si susseguono telefonate in modo abbastanza artificiale e se la storia si lascia comunque leggere, ai lettori pare comunque un'occasione persa. Il disegnatore Fabio Civitelli rinuncia al puntinismo per ritornare a uno stile che ne aveva caratterizzato gli esordi e il fatto non dispiace. 780, 781 L'argento di Socorro Gianfranco Manfredi Majo ottobre, novembre 2025 Dopo la scomparsa dell'autore, in redazione si dà la priorità alla pubblicazione della sua ultima fatica. La copertina di Villa non potrebbe meglio esemplificare il contenuto del primo albo, molto movimentato e ricco di sparatorie, ambientato nella cittadina mineraria di Socorro dove, la trama non è molto originale, dominano i soprusi dei prepotenti sui più deboli, in questo caso il colonnello Larkin a capo del presidio militare che si accaparra con la forza le concessioni dei minatori che hanno trovato nei tunnel delle loro miniere dei ricchi filoni d'argento, con i due pards però a fungere da angeli custodi che sembrano tirati direttamente dalle pagine dell'Apocalisse. Una delle migliori storie di Gianfranco Manfredi, splendidamente assecondato ai disegni da Mario Rossi, in arte Majo. Il messaggio sarà aggiornato periodicamente con le nuove uscite fino al numero 800.
  13. Se il titolo di lavorazione "La leggenda di John Ware" dovesse darci un'indicazione sulle intenzioni dell'autore, cioè scrivere una storia su un uomo leggendario che ha fatto la storia nello stato dell'Alberta raccontandoci come è vi è giunto nel 1882 dal Texas, i dettagli della sua vita prima di giungere in Canada restano storicamente oscuri e quindi liberamente interpretabili, modulando la narrazione in modo da lasciare intorno a questa figura un alone per l'appunto da leggenda, l'obiettivo perseguito da Ruju mi pare miseramente fallito. Perché come in ogni leggenda che si rispetti manca proprio quel tocco di magico nelle vicende che sono raccontate di questo personaggio che ci appare tutto sommato solo un esperto e bravo cowboy e niente di più, se non per quel colore della sua pelle che lo rende fuori dall'ordinario. Proprio l'elemento razziale poteva essere una buona base di partenza, nella storia di Ruju invece pare che tutti l'accettino e l'apprezzino senza far pesare anche minimamente che è uno di colore, fatto che mi sembra anomalo per l'epoca e il posto, invece diventa un bersaglio non per quello che è ma per quello che ha visto e le motivazioni del cattivo della storia che lo spingono a cercarlo e ad ucciderlo anche quando ormai lui ha deciso di rifarsi una vita fuori dai confini statunitensi pare decisamente irrazionale. Ecco perché la storia non regge nella sua architettura, un racconto dove tutto è troppo telefonato e artificiale, tutto incentrato su incontri casuali di personaggi che si ritrovano quando dovrebbero invece cercare di stare lontani gli uni dagli altri, che cozza contro la logica più elementare. A parte questo il racconto regge e si lascia leggere ma mi pare un'occasione perduta, altro che fare di Ware il quinto pard! Sufficienza di stima.
  14. Mi considero fortunato per una serie di motivi il primo dei quali è stato sicuramente quello di essere cresciuto in una famiglia dove si leggeva (e si legge ancora) molto. Fin dalla più tenera età sono stato invitato a mettere mano ai classici che troneggiano ancora nella vasta biblioteca di casa. Nella mia infanzia mi si fece scoprire gradualmente i racconti di mamma oca di Perrault e l'incantato mondo fiabesco de Le mille e una notte, i Grimm e gli Andersen, il Pinocchio di Collodi, poi l'esotico Salgari. E GLB. A vent'anni leggevo invece Voltaire e Malraux, Saint-Exupery e Francoise Sagan. Leggere Stevenson e Verne, Twain e Jack London da adolescente è stato un privilegio. Nelle mie classi ogni volta che mi approccio al tema della lettura, pochi sono quelli che leggono, pochissimi conoscono i classici, parlo anche di nomi grossi come Charles Dickens, dominano le letture di fantasy improbabili di cui mi sfuggono i titoli. Il resto non esiste. Mi sento fortunato per tutta questa serie di motivi e non sono poco. Perchè per avere la percezione di una lettura bisogna avere un passato da lettore, con delle solide fondamenta. Poi è tutta una questione di apertura mentale e capacità di accostarsi a un testo partendo dal presupposto di quello che ti può dare e non da ciò che si pretende invece come lettore dallo stesso. Cosi molti testi, ottocenteschi o settecenteschi, da molti considerati inavvicinabili o illegibili, vuoi per le lungaggini, vuoi per le intrusioni dell'autore, per lo stile datato e antiquato, possono meritare invece la lettura se presi e letti partendo con lo spirito giusto. Ogni età ha avuto i suoi modi di espressione. Nel settecento dominava il romanzo epistolare, Le amicizie pericolose di un Laclos per esempio, una successione di lettere che due o tre personaggi si scambiavano tra loro fino all'epilogo invece dei classici capitoli, ed era questa la fruizione che si aveva di questi romanzi che conobbero allora una certa voga e che sarebbe improponibile stilisticamente nei romanzi di oggi. E in questi romanzi si raccontavano le storie di persone note e il piacere per il lettore settecentesco era di scoprire quale nota personalità si celasse nella finzione del romanzo dietro quel personaggio il cui nome era velato, come con uno pseudonimo. Leggere un romanzo significava entrare in un gioco volto a dare un'identità a persone in vista della società di quel tempo di cui erano decantate le poche virtù e i vizi più inconfessabili. Per il lettore che si appresta a leggere oggi quei libri il gioco del riconoscimento ovviamente non esiste più o si limita appena a una nota a piè pagina, nelle edizioni critiche. Non solo cambia la fruizione nell'arco della vita, ma bisogna anche tenere conto che cambiano assai i modi della percezione che si ha di un testo da un'epica all'altra. Da ragazzino leggevo Zagor, i numeri allora in edicola erano Piccoli Assassini, il ritorno del Vampiro di Castelli, il Signore Nero di Sclavi. Sognavo a occhi aperti. Per oltre vent'anni non ho più comprato i suoi albi. Quelle letture che mi facevano sognare da bambino a quarant'anni mi sono sembrate banali se non puerili, anche se non lo sono in verità. Semplicemente sbagliavo allora l'approccio e ho avuto poi tempo per ricredermi. Jules Verne che mi appassionava da bambino con Il giro del mondo in 80 giorni l'ho ripreso in mano l'anno scorso con un classico che ancora non avevo letto, ovvero I figli del capitano Grant, uno dei suoi titoli più famosi, ed è vero che paga molto, almeno presso un pubblico assai più smaliziato rispetto a una volta, ma l'ho iniziato e finito senza troppi affanni. Di Salgari e del primo volume dedicato a Sandokan mi chiedo quanto una rilettura possa togliergli in quanto a immediatezza, ma non conserva intatto tutto il suo fascino di classico intramontabile? Certi testi guadagnano a essere ripresi in mano, altri meno, altri ancora perdono, poco o molto. Ma molto dipende da cosa ci aspettiamo dalla lettura. Robinson Crusoe letto nei libri incantevoli adattati per l'infanzia e letto nell'originale inglese all'università, ma lo stesso vale anche per Swift o Thackeray, risultano davvero ostici, e non parlo del peso delle letture obbligate. E qui ritorno al problema che nella lettura molto conta per l'appunto l'approccio che si ha al testo. Dovrei rileggere La città del sole di Campanella che è il libro che più ho odiato. Ma all'università ho avuto modo di leggere con vivo piacere Orwell o Golding. Insomma dipende. Sta di fatto che i programmi degli atenei post riforma non contemplano nemmeno più queste letture. Oppure una cosa è leggersi il canzoniere di Petrarca o l'Orlando furioso per intero, una cosa è avvicinarsi a questi testi con delle dispense che selezionano qualche sonetto o qualche brano tratto da quelle opere. L'università non forma più come un tempo. E avvicinarsi a un testo con una coscienza critica vuol dire molto, anche in termini di apprezzamento. La percezione di un testo nell'arco di una vita è anche un fatto di estensione della propria cultura personale. Per me per esempio il belga Steeman di L'assassino abita al numero 21, che è indubbiamente una gradevole lettura, un giallo apparentemente insolubile, paga nel suo finale del procedimento reso alla moda da un altro romanzo cinque anni prima, ovvero Assassinio nell'Orient Express, che molto ne sminuisce l'interesse e la portata. Insomma, per ricapitolare tutto, non é solo un fatto di crescita anagrafica che modifica il piacere della lettura da un età all'altra, ma bisogna ammettere molte più variabili. E considerare soprattutto la lettura come un fatto personale che dipende strettamente da noi stessi.
  15. Ci vuole tanto coraggio a scoperchiare quel vaso anche alla luce di tutto quello che, non solo da un punto strettamente religioso, è venuto dopo. Infatti in se non è un difetto. E' il modo in cui questo espediente viene adottato, explicit in diverse storie di Nizzi, che è biasimevole. Nella testa dell'invasato lettore di Tex, specie se lettore dei forum a lui intestati, ogni botta in testa è un punto in meno alla storia. Ma dai non è così! Bella recensione, è un piacere leggerla, ti dà quasi l'idea di riprendere in mano quei due vecchi albi .
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