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ymalpas

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  1. Mi sono chiesto perché si chiamasse Satania e data la presenza di Gombo (primati che per GLB sono spesso associati alle forze oscure) perché l'autore volesse che la sua storia assumesse un alone satanico mentre poi lo sviluppo narrativo è abbastanza classico (grotta a parte).
  2. Qualche appunto sparso: a ) perché Martin ruba la cassa della banda? Ha qualcosa a che fare con la frusta che usa il fratello Wade ? b ) perché Martin si tira dietro anche quello che è un peso morto come Billy con i suoi piagnistei? c ) se a pagina 17 Billy è triste perché non ha potuto, per la fretta, neanche avvisare Josephine, com'é che a pagina 73 i due poi si incontrano ? d ) d'accordo che il piano di fuga l'aveva studiato Martin, ma è possibile che Billy e Josephine non pensino a una meta precisa dove riparare e finiscano proprio nel posto più ovvio dove farsi trovare pur sapendo di avere qualcuno alle calcagna ? e ) ma è possibile che donne belle e intelligenti, intraprendenti, debbano su Tex accompagnarsi inevitabilmente a personaggi maschili senza spina dorsale ? (vedi la Dallas boselliana e Mike) f ) perché Bodaway si rifiuta di prendere parte alla sparatoria e poi si becca il coltello nella schiena ? g ) oltre a lasciare a piede libero Billy, i due rangers gli lasciano anche la refurtiva con il quale potrà costruirsi un futuro ? Fino a dove si spinge la magnanimità da buoni smaritani di Tex e Carson davanti a un giovanotto che faceva pur sempre parte di una banda di avanzi di galera ?
  3. Fino ai primi anni ottanta l'appuntamento in edicola era con il Tex mensile e poi il tre stelle per i rarissimi numeri che mancavano. Zagor arrivava in pochissime copie e bisognava essere svelti. Poi c'erano Mister No e Mark, copie che arrivavano su ordinazione. Erano serie che nella mia cerchia di amici non seguivamo. Quelli che li collezionavano erano conosciuti, uno aveva la serie di Mark (cioè tenta o quaranta numeri) un'altro la collezione di Lando. Per Ken Parker bisognava spostarsi, interessava praticamente solo gli adulti. Qualche numero arrivava così tra le nostre mani. Insomma, l'appuntamento mensile era UNO, e che attesa! Niente internet, niente anteprime. A volte arrivavano pile di trenta o quaranta arretrati rigorosamente di Tex e si contavano i soldi per sapere quanti numeri e quali prendere tra quelli mancanti. C'erano anche le buste a sorpresa, riuscivamo lo stesso a capire cosa contenevano, erano più economiche e si risparmiava. C'era Zagor Raccolta. Poi sono arrivati in ordine Bella e Bronco, Gil, Martin Mystere e quindi Dylan Dog, Ma eravano già un po' più grandi e con più soldi in tasca. E nel 1985 la Tutto Tex e poi anche la Tutto Zagor. Mi metto nei panni di un ragazzino di oggi. Beh la maggior parte ha più soldidi quanto ne vedessimo noi, ma come fanno a seguire tutte queste serie con più uscite speciali? Non è che la crisi e il calo di vendite è motivato anche da questa proliferazione di uscite?
  4. Non rileggo quegli albi dal 1981/1982 quando uscirono in edicola, ero un bambino allora, ma quelle di Sclavi erano storie che ci appassionavano, ''Il Signore Nero'', poi il numero 200 con quel finale onirico e horror ci colpì molto! ''La città corrotta'' è ancora tra le mie letture preferite, anche per merito di Sclavi. Certo il suo Tex non sarebbe stato prettamente bonelliano, ma anche chi se ne frega, dopotutto neanche quello di Nolitta lo era, penso che nel serbatoio Sclavi doveva avere qualche colpo in canna interessante da sparare, magari non come autore principale (c'era Nizzi), ma come guest star. Mi chiedo se è lui che non era interessato e tutto preso da Dylan o se fosse Sergio che non lo riteneva pronto o adatto a Tex. Non concede interviste, purtroppo.
  5. C'è stato un momento in cui Sclavi ha avuto la possibilità di scrivere una storia di Tex? Tra il 1979 e il 1981 circa scrive una sequenza ininterrotta di 12 albi di Zagor, con storie fantasy e horror, in cui sperimenta quello che poi scriverà su Dylan Dog. Poteva essere il successore di Sergio Boselli su Zagor? Forse si, sta di fatto che Toninelli lo soppianta già a inizio anni ottanta. Cosa fa dopo? Si occupa della versione italiana della famosa rivista francese Pilot. Fa il lavoro di editor sempre per la Bonelli con le storie di Tex scritte da GLB. In quegli anni Sergio Bonelli non si fida e scrive personalmente le storie di Tex. Ha trovato anche Nizzi, però. Quindi il problema non si pone. E Sclavi inizia a scrivere Dylan.
  6. Da un mio vecchio articolo: La prima storia in cui appare una traccia certa della sua collaborazione è "La lancia di Fuoco" ( n° 300 ). Nelle pagine finali, la presenza della parola medecine man sarebbe rivelatrice per attribuirgli la paternità di quella parte. Anche le due storie successive di G. L. Bonelli, "La minaccia invisibile" ( n° 309 / 310 ) e ''Il ranch degli uomini perduti" ( n° 311 / 312 ), vedono una sicura partecipazione sclaviana. Claudio Villa, che ha disegnato le tavole dell'ultima storia citata, ha infatti affermato che sarebbe stata "limata" da Sclavi. Non è possibile purtroppo quantificare l'intervento delle correzioni e dei tagli da lui effettuati, così come nulla ci è dato sapere della storia successiva "Gringos" ( n° 319 / 321 ). Trenta pagine de "La città corrotta" ( n° 323 ) sono invece attribuibili con certezza al ghost writer. Il contributo di Sclavi dovrebbe riguardare la parte incentrata sulla figura del mite e codardo portiere del Golden Gate, Mister Thorne. Sono sicuramente sue le pagine da 68 a 78 dell'albo in cui il portiere viene interrogato dagli scagnozzi di Tom Rever e quindi ucciso, nonchè del successivo intervento di Tex e Carson che fanno fuori i banditi. In più sono da contare altre aggiustatine qua e là per far arrivare la storia alla lunghezza di 110 pagine dalle circa 80 originariamente pensate da Giovanni Luigi Bonelli. Infine ''Il medaglione spagnolo'' ultima storia scritta dal Bonelli presenta altri sicuri interventi Sclaviani.
  7. Non ho commentato la storia perché come sempre mi accade, se la storia mi piace e non trovo in essa niente di anomalo, mi viene difficile scrivere delle righe di semplice approvazione. A me, parlando in generale, la storia piace soprattutto criticarla, ma qui c'è poco o niente da mettere all'indice. Prima di leggere Bedlam pensavo che il finale sarebbe stato pilotato, cioè era chiaro per me che gli amici di Frisco avrebbero risolto in qualche modo la situazione, poi invece mi sono dovuto ricredere, Tex e Carson si sono tirati fuori da soli dai guai. E Yama ha fatto una figura davvero misera, ma ci sta perché è nel DNA del personaggio, dello sfigato Blacky lanciatore di coltelli nel carrozzone ambulante della madre. Piccolo colpo di genio di Boselli è stato semmai di inserire nella storia la piccola infermiera Ruth, lei si diabolica, satanica, senza scrupoli, lei si degna aspirante al ruolo di ''figlia'' di Mefisto, anche se non potrà mai esserlo dal punto di vista biologico. E il finale è stato bellissimo, con lei che si mette pienamente in luce e mantiene quello che prometteva sin dalle prime pagine. E Mefisto che si trascina dietro il figlio, perché anche se è un gran coglione gli è pur sempre figlio (e la lettura dello speciale Le origini del male conferma questo aspetto dell'importanza degli affetti cari per l'antagonista di Tex) è un aspetto che Boselli ha introdotto e che trovo azzeccato, perché conferisce un gramo di umanità a un personaggio che è prima di tutto un megalomane. Tre albi perfetti per me, e complimenti ai fratelli Cestaro, con Raul avevo avuto anche uno scambio di battute quando la storia era stata affidata a loro ormai molti anni fa, non ce li vedevo a disegnare Mefisto e invece il cieco ero io: bravissimi, cupi, gotici, a loro agio in una storia tenebrosa che così poco spazio concede alla luce. Stanno disegnando se non ricordo male una storia breve proprio con la nemesi di Tex che leggeremo l'anno prossimo e sono curioso di sapere di cosa parlerà.
  8. Cercando di rimettere la discussione nei suoi giusti binari, di Nizzi abbiamo ancora da leggere sei storie, cioè il grosso della sua produzione in termini di pagine da quando è tornato. Se è vero che sono state sette le sue storie finora pubblicate, infatti, è vero anche che tre erano brevi da 32 tavole e una un color lungo per Torti. Da qui l'idea diffusa del compitino. In effetti di storie lunghe la Mezcali è del Nizzi degli anni della crisi (2008) come è stato ripetuto più volte, quindi non la storia più adatta a illustrare la sua nuova maniera. Il Tex della storia di Mastantuono a me è tutto sommato piaciuto, non mi ha dato fastidio la scena delle mutande, piuttosto quella della sparatoria in cui gli indiani cadevano come birilli. Niente comunque per cui gridare allo scandalo come avveniva per le storie più brutte della fascia 500. Questa storia contiene anche delle belle pagine che mi hanno ricordato il Nizzi che fu, poche, ma ci sono. Quello che più mi ha preoccupato è invece il maxi di Torti: qui si ci avviciniamo veramente al compitino. Non contiene errori eclatanti ma è noiosetta, insomma non mi è piaciuta. Delle storie in lavorazione sono tenuto al silenzio sulla storia di Ticci ma farà discutere. Prepariamoci. Mi aspetto qualcosa di più dal Maxi di Alessandrini in via di pubblicazione il prossimo ottobre. Piuttosto è passato sotto traccia quello che ha scritto Borden: Nizzi ha presentato tre soggetti pressoché identici, tutti che vedevano opposte delle compagnie fluviali (la storia di Mastantuono), minerarie (dovrebbe essere quella di Casertano) e quindi quella bocciata dei telegrafi. Sembra quasi un Nizzi a corto di idee, come succedeva nei primi anni duemila quando Traversa gli suggerì circa una decina di soggetti. Nell'estate del 2017 quando si discuteva del ritorno della Tigre e già si sapeva che Nizzi era tornato in pianta stabile, si vociferava che questa storia avrebbe visto il concorso di entrambi gli autori, sarebbe stato un fatto storico: da un lato li avrebbe avvicinati, dall'altro li avrebbe fatti già litigare cinque anni fa. Non lo sapremo mai. Mi chiedo però da cosa potesse essere dipeso il rifiuto di Nizzi, a non voler pensare male forse da una sua volontà di libertà, mi fece ben sperare che in quella occasione avesse ceduto il suo personaggio più riuscito al curatore dichiarandosi poco interessato alla storia.
  9. Io Nizzi l'ho sempre difeso dicendo che su Tex aveva scritto grandi storie, pur riconoscendo l'appannamento degli ultimi 20 anni. Mesi fa quando sono venuto a conoscenza della lite, sono rimasto un po' sorpreso e amareggiato. Che ci fosse dietro lo zampino di Guarino non mi aveva sorpreso più di tanto, lo conosco bene anche se ormai sono diversi anni che non ci sentiamo più. Per me Nizzi, con un curatore come Boselli a seguirlo,qualcosa poteva ancora esprimerlo. Gli ha fatto davvero un pessimo servizio. E Nizzi l'ha fatta fuori dal vaso con l'aggravante dell'intenzionalità. Adesso non gli resta che leccarsi le ferite, le porte della SBE erano definitivamente chiuse prima di questa uscita, ora servirebbe un miracolo, davvero un pessimo modo di chiudere una parentesi che gli ha dato onori, fama e un benessere economico che alla Fiat trattori, dove lavorava fino al 1980, si sarebbe solo sognato. Non mi fa piacere vedere un vecchietto montato, pronto a sentenziare su tutto e tutti, curandosi poco del rispetto dovuto al lavoro e alle persone che fino a ieri erano suoi colleghi. Ecco perché su questo piano non lo seguo e non lo difendo, ne mai lo farò con nessuno.
  10. Anche quando il degno erede, titolo onorifico che si era guadagnato anni fa, meritatamente, se la prende con Queirolo, il bersaglio resta l'assistente che aveva in quegli anni. Chissà chi era Chiedo all'assistente di Queirolo di quegli anni: adesso chi lo nutrirà dopo che verranno a mancare i così lauti introiti? Possiamo fare qualcosa noi del forum?
  11. Eccetto l'ultima che Bruzzo ha iniziato a disegnare nel 2021 tutte le altre storie sono concluse o in fase di ultimazione da parte dei disegnatori. Alessandrini finisce nel Maxi autunnale di quest'anno. Casertano dovrebbe aver concluso le ultime tavole ed è pronto per la pubblicazione l'anno prossimo (tripla sul mensile o Maxi autunnale del 2023). Ticci concluderà quest'anno o al massimo l'anno prossimo e potrebbe essere pubblicato anche lui nel 2023. Volante è un mistero. Resta Bruzzo che leggeremo sulla serie regolare o sul Maxi Tex (dipende se la storia vale). Filippucci è da Color estivo, passerà quasi inosservato l'anno prossimo o nel 2024. Mi chiedo quanto Nizzi guadagnasse per ogni pagina di sceneggiatura. Un decano come lui doveva essere ben pagato. Sulla questione dei soldini non mi sembra proprio un tipo che li schifi. Certe entrate nel suo budget cesseranno di colpo o quasi... l'idea che mi sono fatto è che almeno all'inizio forse voleva tirare la corda senza sospettare che si rompesse e invece si è rotta! Per chi si chiede quale chiave di lettura dare alla sua ultima uscita, più che il livore direi la frustrazione di aver dato calci alla gallina dalle uova d'oro. Potrà contare d'ora in poi sulle royalties di Nicoletta e Larry Yuma! O scrivere un altro giallo. Sic transit gloria mundi.
  12. Da quando Claudio Nizzi si è rimesso a scrivere Tex nel 2017 a quando i suoi rapporti si sono incrinati con la casa editrice e il curatore Mauro Boselli (l'anno scorso) sono trascorsi cinque anni in cui l'autore di Fiumalbo ha contribuito con 13 storie di cui sono state pubblicate 7 storie due pubblicate sulla serie regolare, una pubblicata sul Maxi Tex, quattro pubblicate sul Color Tex (una di un albo e tre storie brevi) le altre 6 storie restano ancora da pubblicare: tre da pubblicare sulla serie regolare, due da pubblicare sul Maxi Tex, una da pubblicare sul Color Tex (una di un albo) Vediamo nel dettaglio: NOVEMBRE 2017 COLOR BREVE ZAGHI Dal tramonto all’alba AGOSTO 2019 COLOR LUNGO TORTI Un capestro per Kit Willer DICEMBRE 2019 SERIE REGOLARE FILIPPUCCI L’assedio di Mezcali APRILE 2020 SERIE REGOLARE MASTANTUONO La Rupe del Diavolo NOVEMBRE 2020 COLOR BREVE CANDITA Sulla pista di Prescott APRILE 2021 MAXI TEX TORTI Il segreto della missione spagnola NOVEMBRE 2021 COLOR BREVE TORTI Funerale a Sierrita 2022 MAXI TEX ALESSANDRINI La grande congiura 2023 MAXI TEX CASERTANO Titolo non disponibile 2023 COLOR TEX FILIPPUCCI Un maledetto imbroglio 2023 SERIE REGOLARE VOLANTE L’uomo senza paura 2024 SERIE REGOLARE TICCI Fuga verso il confine 2025 SERIE REGOLARE BRUZZO Soldato Blu Questo è il quadro della sua produzione che andrà obiettivamente giudicata solo fra qualche anno quando anche l'ultima, presumibilmente quella di Bruzzo, sarà pubblicata. Probabilmente la tripla di Casertano finirà tra i balenotteri del Maxi Tex lunghi, quella di Volante potrebbe subire la stessa sorte ma nei maxi Tex brevi (formula 2+1) oppure essere pubblicata sulla serie regolare. Questo è tutto riguardo alle incertezze. Delle sette storie già pubblicate le due migliori, poco più che sufficienti sono finite sulla serie regolare, le tre brevi per il color contano poco ai fini del giudizio, il color lungo di Torti così come il suo Maxi Tex sono più o meno sufficienti a seconda dei punti di vista. Finora non si è visto niente di eclatante. Delle storie che dovranno essere pubblicate, quelle destinate ai Maxi Tex dovrebbero essere le più ambiziose, a cui aggiungerei volentieri la "Soldato Blu" di Bruzzo, una storia a cui Nizzi sembra tenere. Il color di Filippucci dovrebbe essere nella media finora offerta dall'autore. Non dovremmo invece contare troppo su quella illustrata da Ticci. Mistero assoluto su quella disegnata da Volante: se lui resterà su Tex finirà probabilmente sul mensile altrimenti direi che la sposteranno sul Maxi. La storia che è in lavorazione dal settembre 2018, è finità ? non è finita ? Quattro anni per disegnare due albi ? Se è finita perché non è stata ancora pubblicata (per dire la "Vancouver di Ruju e Mastantuono che leggeremo dopo Mefisto è dell'inverno 2020) ? A livello di disegnatori Nizzi ha lavorato con Alessandrini e Torti per sua scelta, aggiungerei anche Filippucci. Di Ticci non può lamentarsi, nemmeno di Casertano e di Bruzzo, direi. Quindi le sue storie non sono state ne saranno troppo penalizzate dai disegni (a me Torti non dispiace, ho dubbi su Alessandrini). Per concludere, Nizzi ha trovato e troverà spazio in tutte le collane di Tex. Per numero di storie è il terzo autore dopo Boselli e Ruju. La media di storie è alta e non fa di lui un collaboratore saltuario come Manfredi o Zamberletti. Le sue avventure, nonostante lui sia estremamente critico riguardo a quelle che hanno scritto gli altri sceneggiatori, finora non sono state tali da giustificare facili entusiasmi per il suo ritorno, resta il fatto che proprio numericamente si creerà nei prossimi anni un vuoto a meno che Boselli non tiri dal cilindro il nome di un autore capace di garantire una quindicina di storie in cinque anni. Dal momento che le storie dovranno andare comunque in edicola, anzi la Casa Editrice sta aumentando il suo volume di uscite, Boselli dovrà fare ricorso a sceneggiatori interni (i nomi sono stati fatti) e non tutti sono in grado di scrivere per Tex, per cui avremo i compitini semplici svolti con diligenza ma niente di cui strapparci i capelli. L'altra soluzione è che Boselli e Ruju aumentino il numero di sceneggiature, con certificato calo della qualità delle storie che assegneranno ai disegnatori nei prossimi anni. Che Nizzi se ne sia andato e che sia ora che si dedichi al meritato riposo non ci sono dubbi, d'altronde litigio o non litigio l'età è quella veneranda che ha, bontà sua. Ma non sarebbe il caso di pensare di coinvolgere qualche autore, magari un Tito Faraci, messo forse frettolosamente da parte? Oppure un Medda o l'eterno Berardi ? A voi, con i vostri commenti.
  13. Nel West pare che la "camicia gialla" fosse in realtà molto diffusa. Almeno lo era nelle dime novels. Una copertina tra le centinaia: E' il comandante Mark ? Chi quello con il procione in testa e la camicia blu ? Si. No, è Squatty Dick.
  14. Delle beghe tra il vecchio Nizzi che sembra un vecchio disco rotto, a ben vedere nel video si è solo ripetuto, le stesse cose le ha dette negli anni in cento altre occasioni e salse, poco mi interessa e anche a voi dico che non ci conviene rimestare nel fango, lasciamolo con il egocentrismo e con i suoi rancori vecchi e nuovi. Il problema principale è che è stato richiamato nel 2017 in un momento in cui la Casa editrice ha deciso di moltiplicare le uscite perché è un autore che conosce Tex, un autore che è capace dei scrivere 330 pagine di fila, un'autore destinato agli speciali, un autore cui il curatore corregge le virgole. Un autore che ha ancora un vasto seguito tra i lettori di Tex, tra i quali mi ci metto anche io. Questo viene a mancare. A Tex restano Boselli e Ruju. Poi avremo le guest star tipo Burattini, Zamberletti, il giovanotto promettente che sta scrivendo per la serie Tex Willer. E intanto Airoldi ti aumenta gli speciali in uscita. Io ci vedo un problema e mi dispiace vedere persone di una certa età litigare per delle scemenze, perché poi lo scotto lo pagheremo noi. Come sempre.
  15. Lo stesso vale per me. Sapevo che Nizzi aveva finito la sua collaborazione e come Carlo conosco anche i motivi, futili, che stanno alla base di questa rottura e di questo video abbastanza indecente, almeno negli attacchi rivolti a Mauro Boselli. Come Carlo mi attengo al più stretto silenzio. Però su due cose Nizzi ha sacrosanta ragione: la pubblicazione sul mensile di storie che con il mito di Tex hanno poco da spartire (non quelle di Boselli, chiaramente) e sulla spremitura tipo limone del personaggio di Tex, qui la sua analisi mi sembra perfetta e non posso non condividerla.
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