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AmnesiaVivace

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  1. La storia non fila per niente e già dall'inizio. Tex e Carson si accorgono subito che i complici di Balder hanno fatto finta di cancellare le tracce e poi invece non solo fanno la figura degli allocchi (come ammette lo stesso Tex) credendo alla messinscena dei due vecchi, ma si buttano senza alcuna preoccupazione sulle loro tracce credendo lo scopo dei malfattori fosse di seminarli. E allora perchè prima volevano farsi seguire? Questa è un'incongruenza che va oltre la figura da idioti che fanno i nostri.
  2. Alla ricerca delle navi non è una storia di buoni e cattivi, guardie e ladri. È una storia di esplorazione e vita all'estremo. Non ci sono cattivi e nessuno si redime, perché non c'è nulla da cui redimersi. Le tribù indigene non sono cattive. Vivono secondo la loro cultura e cercano di difendere il loro territorio e i loro mezzi di sostentamento. Da cosa devono redimersi? Infatti lo stesso Tex è molto cauto nell'uso dei cannoni. L'unico vero cattivo è lo stregone dei Fox, che fa una brutta fine. Tutti gli altri personaggi indigeni non si redimono ma evolvono secondo una logica che io, come già detto altrove, trovo assai apprezzabile. Anche i selvaggi cannibali non sono cattivi, sono selvaggi che adottano mezzi di sostentamento un po' discutibili. Una tigre è cattiva? Anche qui trovo assolutamente ben costruito il finale sopprassalto di umanità che coglie il vecchio esploratore di nuovo a contatto con un barlume di civiltà. È arriviamo a Tornuak. Grandissimo personaggio che a me per certi aspetti ha ricordato il favoloso Dersu Uzala. Sostenere che è un cattivo che si redime è veramente una non lettura. Tornuak non è un cattivo. È un solitario cacciatore Inuit di cui sappiamo l'origine di squilibrio mentale e ossessioni. Quando vede Dawn perde completame la testa (e come dargli torto, la ragazza è proprio tosta) ma non è cattivo. Alla fine non si redime (e da cosa dovrebbe redimersi?) ma nella sua lucida follia capisce semplicemente di essere arrivato alla fine.
  3. Una storia bellissima. Bisogna fare i complimenti a Boselli che ha scritto uno dei capolavori assoluti della serie, ottimamente realizzato da Bruzzo. Forse era dai tempi di Oklahoma! che non leggevamo su Tex un'avventura così coinvolgente. Qui e altrove mi è capitato di leggere le critiche più velenose, ridicole o stupide (del resto non mi stupisco più di niente, c'è gente, e sarete tutti professoroni, che crede che i Pink Floyd di Gilmour o i Deep Purple facciano musica interessante o che i film li facesse J. Wayne invece che J. Ford o H. Hawks - lo so, provoco, ma non risponderò a nessuno...), ma invece questa storia ha tutto del buon fumetto, del buon Tex e persino del buon western. C'è naturalmente la frontiera, la solitudine dell'eroe, e l'avventura. L'incastro dei personaggi è perfetto, così come viene dato il giusto rilievo ad ognuno di loro. In particolare mi è piaciuto l'approccio alla rappresentazione dei vari indigeni presenti, che potrebbe essere tacciato di politicamente corretto, ma che invece propone una visione del mondo e dei rapporti umani che condivido pienamente e trovo sommamente meritevole di elogio. Dawn, Tornuak, Yotimo e Aquila sono personaggi meravigliosi. Molti personaggi hanno un evoluzione nel corso della storia, cosa che, seppur frequente in Boselli, in questo caso è particolarmente ben gestita. Lo stesso Tex pare avere una consapevolezza superiore rispetto a quella già elevata imposta dal creatore. Piccola pesantezza, molto piccola rispetto all'insieme della storia, è il richiamo agli eventi passati (Dallas e Mike) ma i due si incastrano perfettamente nell'insieme. Nell'ultimo albo si entra poi nel territorio dell'estremo e del fantastico e ci si entra, se si ha cuore e fantasia, perfettamente convinti che sia andata proprio così. Questo dev'essere Tex. Infine un plauso per la copertina dei Dannati dell'Artico, fino a quando non l'ho avuta in mano non mi ero reso conto della sua bellezza. Una delle migliori.di Villa.
  4. Quattro. Farei proprio come dice Virgin. La raccolta in albo delle strisce originali, comprese la prima e l'ultima, con le sole correzioni di lettering. E al fondo dell'albo la riproduzione delle copertine delle strisce contenute. Per la verità l'avevo già scritto in un'altro thread. Faccio notare che per conservare le dimensioni originali delle strisce, l'albo dovrebbe per forza essere leggermente più grande di quelli attuali e per quanto riguarda le copertine si potrebbe magari ricorrere agli albi d'oro o ad altre eventuali variant. Sì, così sarebbe una ristampa perfetta... Però muovetevi che ho già una certa età...
  5. La cosa migliore di questa storia è il cagnetto della prima tavola. Per il resto lo sviluppo è svogliato, e i rari guizzi sono circondati da assurdità o trite banalità.
  6. Tex non spara alle donne. Comunque il punto è che il tradimento di Lola è, secondo me, uno stratagemma da due soldi con vui Nizzi ha macchiato una storia altrimenti di ottimo livello.
  7. Ottima storia, parte telefonata ma va presto in quota. Rovinata, secondo me, dal finale. Nizzi ha voluto strafare. Peccato. Certe cose mi danno fastidio. Oltretutto non c'era motivo per Shelby di sparare a Lola.
  8. Ho trovato questa storia, già dalle prime pagine, totalmente indigesta. Uno dei non molti texoni che non avevo mai riletto e questa volta, che me lo sono imposto, ho fatto molta fatica. Noioso e a tratti irritante. Si salva solo la figura di Crook.
  9. Ma io parlavo dei Pink Floyd, non di Tex. L'ot non l'ho iniziato io. Anche con i Pink Floyd è meglio iniziare dall'inizio. Ma in questo caso l'unico numero che metita di essere letto (ascoltsto) è il numero 1 Tutto il resto è noia. Anzi, tortura.
  10. A me è parsa un ottima storia cittadina, rovinata da un posticcio duello finale. Zaniboni non mi piace.
  11. E perché mai un nuovo lettore di Tex si doverbbe sottoporre ad una tale tortura? Manco gli Apaches...
  12. Riletta per l'ennesima volta questa storia in qurant'anni, faccio veramente fatica a capire come per molti questa possa essere una delle più belle storie di Tex. Soggetto minimalista certamente ad effetto ma pieno anche di buchi. Mi consola che il nostro sembri un po' meno carogna che in Caccia all'uomo.
  13. Quello che a me colpisce è l'incredibile stacco nella scrittura rispetto all'impegnatissima storia precedente. Sembra quasi di tornare indietro alle semplici e svagate storie degli inizi (e non solo per l'abbondanza di indiane seminude). Quando Tex vede una bella donna in pericolo perde la testa ed è capace di tutto (e c'è chi dice sia misogino) Bellissima la scena iniziale e molto commovente la morte della ragazza tra le braccia del nostro. Una storia minore per questo periodo, ma molto godibile.
  14. Una delle storie che rende GLB un grandissimo, capace di spiegare come va il mondo al ragazzino che ero quando la lessi la prima volta. Ora, a quasi sessant'anni, mi colpisce la solidità di un Tex che contro tutto e tutti (tolto Carson) rimane fisicamente e moralmente accanto all'apache fino alla fine. Certo lascia l'amaro in bocca, ma, al contrario, ho sempre trovato un po' stucchevoli le storie con il lieto fine per i nativi. Non posso oggettivamente dire nulla ai disegni di Nicolò, ma devo dire che proprio non lo amo e tutte le volte che lo incontro, in questo periodo di riletture, devo metterci un po' di volontà in più per iniziare la storia, che altrimenti salterei. Il suo Tex lo trovo troppo arcigno. Ma adesso inizia una bella storia di Ticci...
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