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Exit

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  1. @Ombra SilenziosaLa mia risposta alla tua domanda imho non è quella che ti potresti aspettare. Non ci sono lettori "moderni" o "antichi". I gusti mutano ma ritenere che la complicazione degli affari semplici sia più apprezzabile è imho un errore. Uno straordinario racconto di GLB è il ritorno di Montales che è privo di soggetto e si basa solo sulla scrittura brillante e avvincente e sull'azione senza tregua. È sceneggiatura allo stato puro. Prova a proporre ad un ragazzino questo racconto oppure uno di quelli di Tex con soggetto complesso più recenti e chiedigli qual è quelli più avvincente e che vorrebbe leggere sempre. Io non ho dubbi... Quindi un grande sceneggiatore può usare per assurdo un soggetto con Tex e Carson che parlano su una panchina e divertire e convincere, anche se è evidente che mi aspetto che un autore di Tex presenti altre situazioni, mentre uno inadatto con un'idea originale e interessante invitare il lettore a distruggere l'albo
  2. Aspettando Godot semplificando sono le chiacchiere di due tizi in attesa di un terzo. È banale? No, perché è come viene raccontata che rende la vicenda "così interessante". Sarà che quando leggo il termine banale vicino al mio fumettista preferito, non importa che questa non sia l'intenzione voluta, divento subito di cattivo umore, ma l'esempio è imho errato, tranne per la constatazione è che è di GLB. È un po' OT, ma La dama di Picche è il fantastico perfetto texiano. Nessuna spiegazione superflua - sappiamo in pratica nulla di Madame de Tebe e assistente se non che sono stati orrendamente assassinati e che la donna non è una persona comune - e anzi tutto lineare e prevedibile. Perché l'idea geniale è che solo al lettore è concesso di conoscere tutta la storia. Tex e Carson sono dei messaggeri che consentono che giustizia sua fatta. In linea di massima non sono neanche i protagonisti, ma il lettore non se ne accorge. Tutto si regge sul "Sarà vero oppure è un'allucinazione collettiva" una domanda cui Tex risponde con un'alzata di spalle. La filosofia texiana del portare Giustizia, non importa neanche se la "richiesta d'aiuto" avviene con modalità insolite è ribadita. E i disegni un po' approssimativi di Muzzi la rendono ancor più strana e perciò affascinante. Quindi non c'è bisogno di effetti speciali o soggetti complessi lunghi come una sceneggiatura, basta saper raccontare e quel "ingenuo", "piatto", "trito" imho ci sta malissimo vicino a un gioiellino che è superiore a tutto quello che ho letto negli ultimi 10 anni.
  3. @PoeSolo una precisazione. Ti stavi riferendo anche ha me quando parlavi di consigli di lettura a Rauch? SOLO nel caso la risposta fosse positiva, ti pregherei di non mischiare gli utenti. E di non leggere più di quello che c'è scritto con malizia. Diversamente fai finta che non abbia neanche postato e scusami per il disturbo...
  4. @Leo se invitare qualcuno che deve scrivere Tex a (ri)leggersi il meglio è irrispettoso sarei sorpreso eccome. È possibile che Rauch l'abbia anche interpretata così, ma quel che mi interessa è che scrive di conoscere quei racconti a prescindere e non per dovere professionale. Non che sia impossibile scrivere un ottimo fumetto studiandolo ex-novo o fare danni conoscendolo bene, perché poi dipende da tanti fattori. Invece hai frainteso due cose. Non ho stroncato la storia verso cui non sono prevenuto. Non la leggerò perché non compro il Magazine e ciò dipende dal fatto che di nuove storie Mefisto per ora non ne voglio neanche sentire parlare. Ho solo aggiunti che è possibile per alcune affinità che sarei potuto essere insoddisfatto come Diablero, ciò non toglie che io e Diablero ci troviamo spesso in disaccordo. La seconda cosa è che non ho detto di non leggere gli altri autori. Non ci si può dimenticare di El Muerto o degli Eroi del Texas e persino, sorpresa, di qualche storia di Nizzi, perché qualcuna decente la trovo anch'io. Solo che io li consiglierei solo dopo...
  5. @Ombra Silenziosa mi fa molto piacere saperlo. Ti sembrerà strano ma leggendo storie di Tex scritte da fior di professionisti, non mi riferisco assolutamente a te, ho avuto la netta sensazione che la conoscenza del personaggio fosse più di facciata che reale. Il mio comunque era più un invito ad una rilettura che è sempre un piacere che io stesso mi tolgo ancora ogni tanto. p.s. ho consigliato quel periodo perché spero sempre che un autore abbia sempre quello come stella Polare...
  6. Non conosco Rauch come sceneggiatore d'altro oltre Tex e finora ha lavorato a poche storie, quindi non so valutare se sia adatto o meno a scrivere per il ranger. Per il poco che ho visto mi sembra che sia giusto dargli la possibilità di provarci, perché del buono imho cen'era, e anche di sbagliare. Conoscendo Diablero immagino che leggendo il racconto è possibile che rimarrei insoddisfatto. Aggiungo però anche un mio consiglio non richiesto. Se ti piace veramente questo fumetto rileggiti solo le storie di Gianluigi Bonelli fino a Gli eroi di Devil Pass e lasciati guidare dall'istinto. Era proprio un modo diverso di sceneggiare, ora ritenuto forse vecchio stile, ma credimi funziona sempre. Io aspetto di leggerti sulla serie classica se torneranno a pubblicarli lì e nel frattempo non ti preoccupare troppo delle critiche nostre. Chissà perché ma anche i texiani sono terribilmente esigenti e rompiscatole
  7. L'esempio che fai imho non è quello giusto. Noi siamo i visitatori del museo. Al massimo possiamo dire di averlo già visitato o di aver studiato con più interesse l'arte pittorica. Quindi valiamo cone i centomila. Ma se non ci hai fatto caso le aziende e anche i musei spesso chiedono il gradimento dei visitatori. E pur potendo non tenerne conto, direi che non è logico liquidarlo con "non ha nessun valore perché molti non restituiscono il modulo compilato. È come se gli Uffizi, museo apprezzatissimo con milioni di accessi, da domani riempisse le sale di quadri di artisti meno quotati, finendo per relegare i capolavori in un cantuccio, solo perché crede che esponendo più opere tutti sono più felici e c'è sempre la possibilità che uno entri perché si trova un quadro di Exit! Un'azienda dovrebbe sempre saper ascoltare il cliente e se in un sondaggio libero si esprime una chiara preferenza per me dovrebbe far riflettere. E comunque liquidare il tutto con: "Voi non siete esperti di vendita di fumetti, in SBE si." mi fa un po' sorridere. Perché esistono esempi SBE. Mai letto MM però un tempo aveva collaterali. Che fine hanno fatto? NN era una selva di pubblicazioni. C'era stato anche uno spin-off (vedi Tex Willer ora) di discreto successo (Legs Weaver) e tanti albi speciali es. Agenzia Alfa che sono stati chiusi e non mi stupirei che la moria proseguisse. All'obiezione che Tex è un'altra cosa faccio notare la chiusura del Tre Stelle che era in edicola da decenni. E non vale la scusa che pubblicava storie troppo vicine alla serie inedita, altrimenti non si capirebbe perché le riproposizioni continua dal nunero uno (CSAC e il Classic) Per me è la qualità che fa la differenza.
  8. Non è mai semplice fare scelte nette. La qualità e la quantità si influenzano a vicenda. Immaginiamo che tutte le uscite sia di ottima fattura, chi vorrebbe rinunciare ad averne una in più? Purtroppo però l'aumento senza freni di proposte è di per sé stesso un danno. Anche il cibo più prelibato dopo una certa dose non dà più la medesima soddisfazione. La regola è non strafare e semmai centellinare, chè tutte le cose di valore sono di norma rare e non comuni. Giudicando lo stato attuale io sarei per eliminare tutto, meno la serie classica e il Cartonato. La prima è la pubblicazione più amata del fumetto italiano e si può dire che è da tutelare come i monumenti e le bellezze naturalistiche. Il Cartonato oltre ad essere l'unico esperimento I technicolor pregevole, è adatto ad "ospitare" fumettisti d'eccezione, mentre il Texone non ha la stessa appetibilità causa il numero di pagine. Con queste due sole pubblicazione si potrebbe ridurre il parco autori, restituendo una certa uniformità di stile sia lato storie che disegni che ora è saltata. Un fatto alla fine positivo per chi resta. Infatti la scelta sbagliata dell'editore di lasciare in mano al solo Nizzi Tex è stata terrificante per me, ma ha "inventato" una nuova generazione di lettori - i nizziani - che è l'ultima. Ora non si riesce proprio vista l'eterogeneità delle uscite.
  9. Penso che imho oggettivamente non di può spiegare meglio di così cosa non funzioni con gli sceneggiatori. La sensazione che Tex sia una summa di elementi che si ritengono necessari. Qualcuno ha deciso che sono indispensabili per caratterizzare questo fumetto e vengono usati appena possibile. Es. Io quando leggo "beccaccione" per apostrofare un nemico ho attacchi di rabbia indicibili Quarant'anni senza il miglior GLB hanno fatto il resto.
  10. Ci si chiede come di fa a sapere che la tecnica utilizzata è "ho un ottima idea per il finale, devo costruirci una storia sopra?" Perché come tutti i bambini che hanno in pratica imparato a leggere con Tex (in realtà per primo c'è stato Topolino, ma giusto un annetto) con quello che io conosco, ho inventato decine e forse centinaia di storie mie. Un balcone era una palizzata di un forte, un dosso i monti Chiricahua, le foglie d'autunno una tormenta canadese. I nemici erano ferocissimi, pronti a tutto per mandarti all'inferno e tu con i colpi rimasti dovevi sperare che Tiger arrivasse coi Navajos giusto in tempo per salvarti. Il giorno dopo la stessa storia cambiava e tu (Tex) con i pards tentavate il tutto per tutto rischiando una sortita in mezzo ad un putiferio di pallottole che vi fischiavano a due dita dal cranio e nonostante una ferita di striscio alla spalla, che Carson affermava essere solo "un graffio", avanzavi facendo fuori il nemico. Passava un altro giorno e la scena si svolge di notte. Puoi cavartela ma non devi fare il minimo rumore, ecc. Pensate che fosse così solo per me? No, quando giocavi con gli amici era lo stesso, solo che di norma ci si accapigliava per decidere chi fa Tex, che poi era quello che narrava e si litigava se Tex e I pards non si conportavano nel modo che per ognuno era "naturale". Cosa significa tutta questa storia? Che allora la fantasia era contagiosa e non ci si doveva chiedere come concludere mettendoci dentro un finale preconfezionato e veniva spontaneo perché quando leggevi Terra promessa NON SAPEVI cosa sarebbe successo due pagine dopo. In questo racconto per esempio appena Tex e Carson fermano Artiglio d'Orso già immaginavo il duelli e cosa sarebbe accaduto. La chiusura poi senza Carson, cui stavolta Tex lascia quasi lo scranno del protagonista, doveva essere presente. Toglierlo imho è stata una sciocchezza (doveva farlo per Angela e per la donna pellerossa) che avrebbe distrutto per me l'idea più azzeccata. Questo Tex i ragazzini non lo leggono non solo perché c'hanno la Playstation e Tik Tok, ma perché non fa sognare..
  11. Se Tex fosse un'opera letteraria di un autore di alto spessore, che vuole dirci molte cose spesso non immediatamente intelleggibili e che richiede perciò uno studio approfondito, potrebbe essere vero. Ma si è scelto di farne un fumetto avventuroso che cone primo obiettivo dovrebbe ricercare di appassionare il fruitore, senza troppi secondi fini. Questo non significa che sia scritto in modo sciatto e che non contenga anche messaggi importanti, ma sempre con leggerezza. Se dunque è questo il fine, puoi persino permetterti di narrarlo senza avere un finale già scritto, lasciandoti trasportare dal personaggio. Qualche punto fermo c'è - es. il protagonista non può morire - senza che ti impedisca, nel numero di pagine a disposizione, di cambiare parte del programma se non ti sembra convincente. Credo che fosse un po' la tattica del creatore e forse Ruju non la sfrutta perché ha una conoscenza della materia abbastanza superficiale. Imho Ruju scrive, come dice Diablero, dalla fine perché non gli viene naturale sceneggiare Tex.
  12. Grazie per avermelo ricordato La scena era anche caruccia perché originale, ma non è riuscito a sfruttarla a dovere.
  13. Non mi pare una colpa non apprezzare una storia di un autore oppure no? Non avendo criticato nulla delle tue affermazioni non capisco perché ti riferisci a me in senso negativo. Per mia scelta personale su Tex solo i creatori e i disegnatori del periodo storico hanno il mio gradimento perpetuo, fatto di anni di letture avvincenti. Gli altri no. Questo non vuol dire che non ritenga per esempio diverse storie di Boselli degne del miglior Tex, mentre altre no e spero non ci siano problemi a dirlo. Per sgomberare il campo da equivoci. Ho conosciuto Ruju e ha tutta la mia stima. Persona squisita con cui si parla piacevolmente.
  14. In questa sono tanto significative come presenze che manco me le ricordo... A meno di pensare che la zuffa del primo albo sia paragonabile al pestaggio che ho indicato come riferimento: il poveraccio era così mal ridotto che dubito sia sopravvissuto per poi finire a spaccar pietre, guardare per credere. Gli ammazzamenti non li avevo menzionati perché se togli anche quelli siamo a posto. E comunque se sono alla stregua di molte stragi presenti in Nizzi e Faraci sono assai deleteri. Le donne non so cosa c'entrano. Metterle imho non è nè una nota di merito né di biasimo. A me piacciono solo come nemiche. Tolte queste, le altre che valeva la pena di incontrare le ha già messe GLB e sono soddisfatto così, poi sta agli sceneggiatori farmi ricredere.
  15. Non ho detto che ci sia una direttiva perentoria, ma a me pare che la sensibilità degli autori non prediliga più alcune scene. Da quando Tex non dà fuoco a un locale? Quando è successo di recente di vedere una scena di interrogatorio come in Un piano ardito? Invece è vero che qualche sigaretta e qualche bicchierino ogni tanto si vede, ma imho con più moderazione. O forse me le sono perse io...
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