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TWF - Tex Willer Forum

MacParland

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    Tex e l'ignoranza made in Italy
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Me and Tex

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  1. Online mi sono imbattuto (di nuovo) nelle tavole di Di Gennaro. Ho ripreso l'albo in mano e devo dire che il risultato è davvero deludente. Ne aveva già parlato @Diablero, guardate qui. https://imgur.com/a/LfR7SH3 https://ibb.co/gZgWNWc8 https://ibb.co/MyFBHgNb Sinceramente non capisco. Il livello delle tavole b/n è molto alto, soprattutto se pensiamo che sono state fatte da un autore di 80 anni che non disegnava un fumetto (e che fumetti) da quasi 50 anni. Ed è ancora più strano se penso che hanno pubblicato su un Color una storia non colorata da uno che per tutta la vita ha fatto l'illustratore e il copertinista (anche per la tua casa editrice). So che è stato molto lento, ma spero gli diano almeno un Cartonato che in un anno potrebbe completare tranquillamente. o una storia da 32 pagine ma in bianco e nero.
  2. Qui è questione di gusti, io preferisco di più quelle due e quella di Ruju e Mastantuono. Questo è il giudizio che condivido maggiormente.
  3. XIII è del 1984, non proprio recente. Si chiamano fumetti, la storia della letteratura disegnata ce l'hanno venduta quelli del fumetto "alto", i miei nonni/zii quando mi accompagnavano all'edicola, al mercatino o alla fumetteria mi stavano accompagnando a comprare i giornalini, figurati se pensavano alla letteratura disegnata. A livello teorico, invece, parlando dell'importanza del disegno penso non ci sia dubbio che questo sia molto più importante. Pensiamo ad un fumetto ma muto, può esistere? Certo, Arzach, Gon (esiste pure una storia di Tex). Invece può esistere un fumetto non disegnato? No, o meglio, c'è ma si chiama libro. E' leggibile un fumetto scritto da Alan Moore e disegnato da me? No. Uno scritto da me e disegnato da Villa? Si. L'impatto che ha il disegno non è paragonabile. E' quello che fa presa sul lettore, poi non significa che io debba leggere delle storie brutte o raffazzonate perchè c'è solo il disegno (vedi Serpieri).
  4. Lui tornerà in uno Speciale TW scritto da Boselli. Penso uscirà l'anno prossimo.
  5. Il fumetto però non può essere solo parole, non solo perchè è pesante da leggere, ma uccide il disegno che è fondamentale, se togli quello non è fumetto (e a proposito, secondo me la Francia ha nel suo DNA la linea chiara proprio perchè la parte da decodificare non è il disegno, che deve essere semplice e diretto, ma il testo lungo e articolato). Come sempre la via di mezzo è quella vincente. Io ho fatto il conteggio delle vignette, ma è chiaro che il personaggio della serie fa tanto, non è che Boselli, Manfredi, Ruju... non sanno scrivere in 48 pagine grande formato, ma Tex è un personaggio che richiede uno sviluppo dei personaggi e delle trame molto più ampio. Quindi in generale è vero che il formato francese ha delle storie di Tex non troppo dense, ma ci sono le eccezione targate Boselli: "Frontera" e "Pearl". E perchè proprio queste? Semplicemente anzichè avere un layout irregolare le pagine hanno un montaggio classico, addirittura "Pearl" per molte pagine è su 4 striscie regolari. Se invece prendete "Snakeman" noterete uno schema molto più libero, con tante vignette mute e principalmente montate su 3 strisce. Sono due modi di concepire lo stesso formato, il primo si avvicina molto di più allo stile delle storie classiche, il secondo è più moderno e predilige il lavoro del disegnatore (e infatti quello di Breccia ha i disegni migliori).
  6. In realtà cambia semplicemente il montaggio. Un albo francese molto spesso ha 4 strisce per pagina, quindi 48 tavole "francesi" sono 64 italiane (un po' come le storie Disney di Barks, le ten pages in realtà sarebbero 14 pagine nostre). Oltre a questo, in molti fumetti classici (io ho letto Blueberry, Blake e Mortimer, Asterix e Lucky Luke) si parla abbastanza e in alcuni casi molto (B e M). Nei cartonati il montaggio è più moderno, se in una pagina hai 3 vignette saranno spettacolari da vedere, ma racconti molto meno rispetto ad una impostazione a 9/12 vignette. Inoltre, pure nelle tavole "classiche" non si va oltre le classiche 9 vignette.
  7. Una delle migliori storie di Ruju, bei personaggi di contorno, ottimo uso dei pard e un'atmosfera molto particolare. A molti sarà sfuggito il fatto che la storia è stata ristampata a Giugno con una copertina inedita della Zuccheri (anche se quella di Villa resta imbattibile). Chissà se la rivedremo mai su un albo di Tex.
  8. Ok, mi sono rimesso in pari. E sono soddisfatto di quest'ultima storia, anche se a essere precisi da Xipe in poi gli eventi sono tutti consecutivi. Però non sono sicuro di una cosa, nel Magazine Tex e Montales non entravano armati nella prigione, la quale era a Città del Messico e non ad Arizpe. E poi di Salazar nessuna traccia?
  9. Le pagine di sopra sono di "Spionaggio", sotto dello speciale numero 4. Lo dovresti leggere perchè il volume mostra l'inizio della carriera di Mefisto (a tempo pieno) da spia. E chi si è sorpreso? Ho detto che è interessante notare come alcune vignette siano identiche, nessuno sta parlando delle ultime pagine dello speciale.
  10. E infatti ho scritto vignette. Ci sono alcune vignette identiche, ma in pagine nuove, penso che sia una novità assoluta.
  11. https://imgur.com/a/31ecYPG https://imgur.com/a/zjZP4ma E qui le pagine “nuove” https://imgur.com/a/hSXugZ5 Chissà se De Angelis le ha ridisegnate (ma i dialoghi sono quasi uguali) o le ha incollate mettendo le altre.
  12. Soggetto: Pasquale Ruju Sceneggiatura: Pasquale Ruju Disegni: Stefano Biglia Colori: Stefano Biglia Copertina: Stefano Biglia Brassard è uno spietato trafficante e assassino. Però ha un debole per una donna... Nella spirale di amore e morte finisce anche un bambino rapito. Al di là del confine canadese, la speranza dei genitori sconvolti è nelle mani di un Ranger venuto dal Sudovest, il suo nome è Tex Willer e la sua giustizia è scritta col piombo rovente!
  13. Nessuno ha notato che alcune vignette di questa storia ci erano state mostrate già 4 anni fa?
  14. Concordo. Ma devo ammettere che la run da Tex fuorilegge, per capirci, quella che si chiude la storia di Pedro Raza nel numero 60 ("Il palo della morte" che è l'ultima storia effettiva con il Tex bandito, secondo me è molto precedente come realizzazione, infatti Zaghi fu annunciato subito come disegnatore della serie, ma la sua prima storia è proprio questa, uscita dopo 5 anni), a mio parere è stata molto più bella e appassionante. Sarà l'entusiasmo provato nel leggere tante storie di un Tex quasi mai visto e in contesti diversi, o forse il piacere di scoprire tanti personaggi nuovi, ma a me è piaciutà di più quella parte. E con questo non voglio dire che dalla Mano Rossa in poi sia calata nettamente la qualità, solo che dover leggere diversi remake non mi ha fatto impazzire, ma Mauro ha fatto comunque un lavorone cercando di inserire parti inedite e rendere tutto più coerente (me ne sono reso conto con la rilettura integrale della serie).
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