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TWF - Tex Willer Forum

PapeSatan

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Everything posted by PapeSatan

  1. Verissimo, ma sono convinto che per un Tex porno abbandonato da 10 ve ne sarebbero 50 che lo acquisterebbero se ci fosse il bollino "Episodio vietato ai minori" 🤪
  2. Un Color complessivamente tra i meno apprezzati da me tra tutti quelli pubblicati. Perchè una storia breve, non potendosi sviluppare in modo arioso e articolato, si dovrebbe caratterizzare per soggetto, spunto o idea che sia un guizzo creativo, anche non convenzionale (per fare un esempio, il celebre episodio dell'alieno è un'ottima storia breve e si sono viste storie brevi guizzanti anche nella serie "Romanzi a fumetti" o in alcune pubblicazioni fuori serie del passato). Qua invece abbiamo 4 soggetti classicissimi (che non è affatto denigratorio) ma banali e telefonati (bello, tuttavia, il finale poetico de "Il sicario") e non basta la quinta e ultima storia, quella di Boselli, a risollevare una media che senza l'ultima storia (voto 6,5) è da 5 scarso. I picchi in negativo si raggiungono con: ******* SPOILER ******** - lo spiegazionismo delle ultime due pagine de "Il professionista" (praticamente tutto lo sviluppo del piano di cattura del sicario, piano totalmente aleatorio, viene fatto passare per deterministico e infallibile); - in "Falsa accusa", Tex, in fuga con lo scampato all'impiccagione, non viene fermato perchè il capo della combriccola che aveva ingiustamente accusato l'innocente intima al suo uomo che sta per sparare sui due in fuga di non farlo perchè potrebbe colpire un innocente! E, puntualmente, dopo essersi lanciati (con molta calma...) al loro inseguimento, i componenti della combriccola non li ritrovano più; - sempre in "Falsa accusa", Tex che tra sè e sè si vanta di essere un infallibile baro mai scoperto. ******* FINE SPOILER ******** La storia di Boselli, come suo solito ricca di personaggi e dalla trama non banale e non priva di sorprese, avrebbe meritato un albo completo, forse anche due, sulla serie regolare, per meglio sviluppare le sottotrame appena accennate per esigenze di brevità: così concisa, appare castrata, "vorrei ma non posso". I disegni in generale non mi sono dispiaciuti (voto medio 6,5), con un picco ampiamente positivo (voto 7) per Gomez e Volante.
  3. Il numero 50 in una sequenza è un numero come un altro (tralasciando quindi le proprietà aritmetiche), è l'editore che vuole attribuirgli un valore particolare, simbolico, convenzionale. Solo perchè è la metà di 100? No, perchè la patacca in bella mostra serve per invogliare all'acquisto di un numero che viene presentato come speciale e degno di essere sottolineato, come già fatto sulle copertine dell'appena conclusa saga di Mefisto sulla serie regolare. Di questo passo, aspettiamoci di veder presto campeggiare in copertina loghi celebrativi a profusione per catturare acquirenti novizi, quali per es. " Il numero 69 leggibile anche sottosopra!", "Tex si innamora!", "Il numero 52 sbarrato! , "All'interno, una clamorosa rivelazione!", "Il numero 60 interno 12!" (tutti rigorosamente con il punto esclamativo).
  4. Personalmente sí. Per pura passione. Anche economicamente, 5 euro alla settimana (sperando che non ci sia aumento) é meno di un caffé al giorno al bar, a cui sto rinunciando da quando sono in smart working. Il caffé lo continuo a prendere ma a casa, dove allo stesso prezzo di una settimana di caffé al bar me ne faccio per un mese, con una macchina per caffê che me lo fa buono quanto quello del bar... seppur non al livello di quello che sa preparare Carson.
  5. Basta patacche! Oltretutto, celebrare i 50 numeri di una pubblicazione appare deprimente e patetico quanto rallegrarsi di aver raggiunto i 2 chilometri in una maratona o compiuto i primi 3 giri in un gran premio di Formula1: "Ce l'abbiamo fatta!"
  6. Pure sull'agente 007 sono stati scritti diversi romanzi apocrifi e presunti "moderni" o "al passo coi tempi" (alcuni pure trasposti in film), possono piacere o no, ma sfido chiunque a dire che siano il vero James Bond di Ian Fleming. Idem su Sherlock Holmes, forse il personaggio che ha avuto il maggior numero di emuli da parte di un'infinità di fans-scrittori nel mondo, ma che non hanno assolutamente dato nuova vita a "quel" detective. "Vero" Tex (come per qualunque personaggio) significa "originale". Le altre interpretazioni non ufficiali, per quanto apprezzabili da taluni, sono apocrifi riconosciuti per definizione, a meno che non vengano "ufficializzate" dal detentore del copyright.
  7. Qua si sfiora il sublime. Al Torino Film Festival é stato accolto da applausi scroscianti e risate a perdifiato. Max Tortora meglio di Robert De Niro.
  8. Contrario. C'é già Topolino che allega a profusione gadget di dubbio gusto, che fanno unicamente la fortuna di chi li vende ancora incellophanati all'albo al decuplo del prezzo sui siti di aste online. E chi li compra li tiene rigorosamente incellophanati... Mah...!
  9. Ricordo anche una puntata di Derrick in cui l'ispettore era stato ferito e l'intero caso (e quindi la puntata) aveva visto come protagonista il solo Klein. Peró mi seppe di puntata atipica, non ne avrei gradita piú di una. Non ho letto i casi che hai citato (a meno di vari episodi di Superpippo, dove effettivamente Pippo é generalmente solo, ma é quasi un altro personaggio, come Paperinik). Meritano (soprattutto Yanez in solitaria), o non valgono il tradizionale?
  10. Carson senza Tex sarebbe come Klein senza l'ispettore Derrick. O Hutch senza Starsky. O Yanez senza Sandokan. O Pippo senza Topolino. Si perde il succo e lo spirito del personaggio, la dinamica e la complicità del duo, Quindi sono favorevole a vederlo in una-due storie in solitaria, tipicamente sul Magazine, meglio se non convenzionali, ma assolutamente contrario a vederlo ridotto a un sidecar senza la motocicletta impegnato in una stagione di corse.
  11. ... con un po' di sforzo si forza la serratura che, siccome si farebbe aprire da qualunque chiave, non deve certo essere particolarmente serrata. Senza chiave puó bastare la punta di uno sperone di Carson
  12. I personaggi che si danno del "lei" é da collezione Harmony... o da puro divertissement...
  13. Sulle opinioni si puó dissentire, ma quando @Diablero cita fatti oggettivi tratti dalle vignette é innegabile che la sua dissertazione sia precisa e circostanziata. Il punto é capire quando inizia una riscrittura e quando invece una retcon. Sarebbe stata retcon quella in cui Mefisto non cade nel burrone colpito da Tiger Jack ma riesce a fuggire con le proprie gambe? Certamente sí, perché avrebbe cambiato il corso degli eventi. E' stata retcon quella in cui un Mefisto in forze ha chiamato a sé Padma per giustificare il fatto che il santone passasse di là? Per me no. Non é cambiato l'effetto del'azione (Mefisto e Padma si incontrano e si alleano) ma il modo (la causa) con cui si é generata. E' una riscrittura? Assolutamente sí. Scelta discutibile? Per me sí, visto che, come credo piaccia a Diablero, mi piace trovare coerenza (che non vuol dire continuity) tra gli anelli di una stessa catena narrativa quale é la saga di Mefisto o qualunque altra.
  14. Già risposto. Un artista. Quattro erano i posti e non mi piace fare i pari-merito di comodo. Giuro che Baggio nella mia graduatoria é quinto e Van Basten sesto. Peró adesso mi devi dire a quali sceneggiatori texiani corrispondono nella tua scala di giudizio.
  15. Guarda che la penso esattamente come te. Tralasciando i calciatori in attività, i più grandi fuoriclasse che ho visto giocare sono, in ordine decrescente: Maradona, Platini, Zico, Cruyiff. Come vedi, nella mia classifica Zico-Nizzi viene dopo GLB-Maradona e Boselli-Platini.
  16. Nizzi non é a mio parere il Maradona degli sceneggiatori texiani (come Maradona, c'é n'é uno solo: GLB), peró uno Zico probabilmente sí... e io che l'ho visto pennellare il pallone anche a 50 anni in una partita di beneficenza presa non come una scampagnata ma come un impegno e un onore, posso assicurarti che faceva ancora rizzare i peli. Però che Nizzi ormai scriva "codificato" consultando il manuale delle giovani marmotte e le tavole dei dieci comandamenti (primo: l'origlione; secondo: bistecche e patatine; ecc.) mi sembra evidente. Ció non toglie che se non si deve giudicare la storia come se concorresse al premio Pulitzer per la narrativa, ebbene, per me é una buonissima e avvincente storia.
  17. Letto solo stamattina perché un malloppo di 330 pagine, qualunque esso sia, va gustato sdraiato ancora nel letto dopo il risveglio, in pigiama, al calduccio, quando non si ha nient'altro da fare o per la testa. Stamattina era appunto il momento giusto. Trama classica, un'eliminazione in successione, da parte dei nostri, di 4 uomini che se non fossero diventati degli avidi affaristi nessuno avrebbe biasimato per aver fatto fuori una carogna che comandava un campo di prigionia alla stregua di un campo di concentramento. Anzi no, l'eliminazione é solo di 3 uomini, perché il quarto, già condannato a morte dalla natura, non poteva essere ucciso da Tex: ed ecco che spunta dal nulla il deus ex machina a farlo fuori, togliendo dagli impicci Tex (o dovrei dire il suo sceneggiatore?). Gli ingredienti classici (diventati stereotipi) nizziani ci sono tutti: l'origlione (ben due, il vecchio alla stazione e il fidanzato della rapita), bistecche, patatine fritte e torte di mele come se piovesse (stavolta pure col menu della colazione di Carson a base di mezza dozzina di uova distese su un letto di pancetta abbrustolita, accompagnata da pane e innaffiata da una pinta di caffé nero bollente), lo sceriffo codardo o prezzolato, la solita masnada di delinquenti che in ampia superiorità numerica e appostati di nascosto riescono a farsi uccidere tutti da Tex e Carson che se la cavano senza neanche un graffio (pure su una barca senza ripari in mezzo al fiume), con l'immancabile superstite che va ad avvertire il prossimo anello della catena per innescare lo step successivo dell'azione. Se si traducesse la trama in un flowchart grafico, si vedrebbe chiaramente la concatenazione dei passaggi e dei personaggi, come se lo sceneggiatore avesse attinto ad un suo manuale di programmazione non informatica ma letteraria. Però se la si legge con il gusto di svagarsi, la storia é solida e coerente, scorre via bene, anzi benissimo, cattura e coinvolge empaticamente, i dialoghi sono concisi e diretti e si vede un Tex che finalmente torna a prendere a pugni chi non gliela conta giusta. Menzione a parte per gli straordinari disegni di "Giampo" Casertano, sapientemente caricaturali, dal tratto spesso e potente, fortemente contrastati nel chiaroscuro: in pratica, come piacciono a me. I miei voti: soggetto: 6,5 sceneggiatura: 7,5 disegni: 9
  18. La donna aggiunge la "a" anche al cognome del marito che assume quando si sposa (es. se sposa un Bessov diventa Bessova).
  19. Continuo a leggere disamine tecniche ed estetiche sulla storia, ma pochissimi commenti inerenti all'obiettivo narrativo dell'iniziativa (cavalcata commercialmente dall'editore ma chiaramente ispirata dal desiderio del curatore di "rimettere le cose a posto" dopo le mefistolate, cosa auspicata dai piú). Vogliamo dare un voto SOLO a questo obiettivo? Raggiunto o no? Se sí, quanto pienamente? Io mi sono già espresso: questa storia, pur non indimenticabile, rimarrà un caposaldo della saga, proprio perché dà un senso compiuto e coerente a tutto quello che era rimasto aperto o illogico o mandato in vacca (vedi Mefisto vestito da frate che percula Tex). Voto all'OBIETTIVO: 9.
  20. Rileggendo gli interventi di questa discussione, chi ha espresso parere negativo sui sette albi é perché si sarebbe aspettato di leggere una classica storia di Tex contro Mefisto. E trattandosi di Mefisto e di ben 7 albi, si sarebbe aspettato una arcisupermegaepica storia. E' chiaro che non può essere stato accontentato, perché non é una classica storia di Tex contro Mefisto. Chi invece ha espresso parere positivo (e qui ci sono io e pochi altri, su questo forum) ha colto il senso di tutta l'operazione e il suo giudizio verte sul risultato programmatico, non estetico: doveva essere, e per me lo é stata, una storia volta a rimettere insieme i pezzi, colmare i buchi narrativi, sistemare le lacune aperte da Nizzi e "resettare" l'intera saga ad un momento zero, praticamente quello lasciato in eredità da GLB: tutti i personaggi sono in vita eccetto Mefisto. Ció, teoricamente, permetterebbe di rimettere in circolo in una prossima storia chiunque dei numerosi personaggi visti e sono d'accordo con i più sul fatto che, nella famiglia Dickart, il personaggio che meglio si presta ad un ritorno sviluppato non sia lo stantío Mefisto, né il derelitto Yama, bensí la cinica Lily. Sistemare le cose al loro posto ha certamente costretto l'autore a far muovere la vicenda entro vincoli di quadratura, ad incastro (perfetto, a mio modo di vedere), accentuando in alcuni passaggi lo spiegazionismo, ma non aveva altra scelta... o, meglio, sì, l'aveva: inventarsi una classica storia di Tex contro Mefisto, come quella attesa dai critici negativi. Ma non era questo il suo intendimento. Probabilmente l'aspettativa di una arcisupermegaepica storia di Tex contro Mefisto é stata creata dal martellante battage pubblicitario (con tanto di bollino in copertina e 130 pagine in conclusione), realizzato ad arte dal punto di vista del marketing ma fuorviante nel costruire l'humus nella platea di lettori.
  21. Capolavoro forse lo potró dire dopo che avrò riletto i 7 albi di fila, come mi sono ripromesso a breve, tuttavia ho già avuto modo di esprimere il mio giudizio a caldo: ampiamente positivo. Non la considererei una storia finale e definitiva, come auspicato da alcuni, ma la vedrei piuttosto come una opera summa che raccoglie tutti i principali attori e rimette insieme i pezzi della "mefistoleide", resettando la vicenda ad un momento zero da cui ogni séguito é possibile. Le campanelline, le formule magiche, i calderoni, gli antri: sanno tanto di classico e intramontabile, in una storia con Mefisto. E, scusate se insisto, ma gli "eoni" sono la firma d'autore che fa dell'intera sequenza di 7 albi un'epica cavalcata dal sapore retró, giocata non tanto sull'azione fisica (vista prevalentemente nei primi 3 albi) quanto piuttosto sul duello psicologico, a larghi tratti metafisico, tra 6 personaggi 6 dalla forte caratura: Mefisto, Yama, Lily, Padma, Narbas, Tex. Il vero lato debole, ribadisco, sono stati la Sierra Nevada e il deserto di Altar, che si sono visti nei titoli e poco più: sono stati una mera localizzazione geografica, quando invece avrebbero potuto influire sul corso degli eventi in modo più incisivo. Detto ció, il mio voto medio complessivo ai 7 albi alla prima lettura dilazionata nei mesi é 7,5.
  22. Ma se qualcuno si ostina a non capire che il condizionale nella famosa frase dibattuta é grammaticalmente corretto e assolutamente pertinente al senso di quasi certezza che Tex deve dare all'affermazione (ve lo immaginate invece un Tex scettico, di Boselli e non di Nizzi, che dubita che i suoi pard riescano nell'azione, affermando "Se mai putacaso doveste riuscire a nascondervi..."), quanto avrà sbattuto la testa quel qualcuno nel cercare di capire quel "eoni" di pag. 126 degno del miglior Catullo?
  23. La prima opzione non è deterministica come le altre. Succede anche che sul più bello (o brutto, dipende da dove ti trovi rispetto al cappio) la corda venga spezzata da un preciso tiro d'arma da fuoco di un compare. Sergio Leone (e non solo) docet. Boselli saprebbe certamente replicare e magari per te non sarà un male.
  24. Faccio veramente fatica a capire che fastidio abbia dato il lancio di una produzione Bonelli in una pagina aggiunta anzichè la classica terza o quarta di copertina, per di più in una bella veste cartonata a colori, staccabile se non piace, senza aumento di prezzo in un albo che peraltro ha la foliazione maggiorata ai soliti 4,40 euro. A meno che non si tratti del solito burlone a cui piace fare il bastian contrario per principio, e allora mollo qui il discorso, immantinente.
  25. Non credo di spoilerare nulla, volendo esprimere unicamente il mio giudizio di gradimento. A partire dalll'incontro/scontro tra Tex & C. e la Guardia Rural di Caborca in avanti, cioé dalla fine del penultimo albo fino a tutto l'ultimo, il ritmo e la suspence finalmente crescono, la storia ha un filo logico e una conclusione ragionata, seppur buonista e prevedibile per quanto concerne Mefisto, la sceneggiatura é lineare e comprensibile nonostante la presenza di molti personaggi e frequenti cambi di scena.. Ció mi porta a dire che l'obiettivo di rimettere le cose a posto dopo le ultime indegne mefistolate é stato raggiunto, almeno per quella che era la mia aspettativa. Il deserto di Altar, come già ho rilevato a suo tempo per la Sierra Nevada, fa solo da sfondo alla vicenda: anche qui avrei gradito una maggior caratterizzazione e incidenza dell'ambiente naturale sul corso degli eventi, con maggiori insidie da affrontare. Due titoli suggestivi ma "eccessivi" per due paesaggi tutto sommato neutri nella vicenda. I miei voti alla quaterna di albi: sceneggiatura: 7,5 (un voto in meno a causa dei primi 2 albi un po' debolucci e interlocutori con qualche passaggio un po' troppo verboso) disegni: 7 (anche qui un voto in meno per i paesaggi un po' piatti, ma come detto sopra la "colpa" é più dei paesaggi non protagonisti che dell'apprezzatissimo disegnatore) Mi riservo di rileggere i 7 albi di fila tra qualche tempo a mente fredda per aggiornare eventualmente il mio giudizio a caldo. P.S. Aggiungo un'altra raffinatezza, oltre agli "eoni", che mi é parso di cogliere nella sceneggiatura di Boselli: quando Kit ammira il padre per la sua forza e perseveranza pensando tra sé e sé che, col doppio dei suoi anni, "non potrà andare avanti così all'infinito... o forse sí", vedo nello sguardo di Kit un ammiccamento di @borden verso il lettore e un velato doppio senso sull'auspicata continuità della serie ad oltranza...
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