Diablero
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In realtà TUTTE le storie vengono SEMPRE disegnate "di seguito": secondo te un disegnatore sta senza mangiare e senza pagare l'affitto, senza paga, mentre aspetta che pubblichino una storia, e solo dopo gliene danno un'altra? La regola FERREA alla Bonelli storicamente (almeno finché c'era Sergio Bonelli) è stata "i disegnatori devono sempre lavorare". Un disegnatore NON STA SENZA LAVORARE, se la Bonelli non gli dà una storia nuova... vanno a cercare lavoro altrove! Perché se non disegnano non mangiano. Se quando finisce una storia la Bonelli non ha SUBITO una storia nuova, rischia che "intanto" il disegnatore magari accetti di disegnare una storia (all'epoca) per lanciostory o peggio per la Francia, e quando hai pronta la storia da dargli ti risponde "un attimo, che mi sono impegnato con questo editore francese, sarò libero fra 8 mesi" È questo il motivo per cui a un certo punto sono passati dalle storie complete di una volta, al passare ai disegnatori "tranci" di 50, 30 (o a volte anche 5...) pagine per volta, perché non ci stavano più dietro, non avevano storie pronte, "intanto ti mando le prime 50 pagine", poi le prime 20 pagine, poi mandi al disegnatore 5 pagine che hai scritto affannosamente mentre sei in vacanza perchè quello ha finito le pagine precedenti prima del previsto e DEVI tenerlo occupato. Quindi Nicolò, Ticci, Galep, etc hanno SEMPRE disegnato tutti i giorni (tranne le ferie e le festività comandate, magari) iniziando IMMEDIATAMENTE la storia nuova non appena disegnata l'ultima pagina della precedente (e anzi AVVERTONO PRIMA "fra tot giorni finisco" in maniera che le pagine nuove gli arrivino subito senza perdere un ora di lavoro) Quindi sì, Nicolò ha disegnato TUTTE le sue storie "di seguito". Il dubbio è cosa abbia disegnato prima o dopo. Questo può essere un motivo per disegni più frettolosi: se sei in ritardo sulle consegne (o se il tempo che avevi si è ridotto perchè magari un altro disegnatore è in ritardo, o la casa editrice non ha fatto bene i conti) devi velocizzare il lavoro, magari riducendo gli sfondi o disegnando più in fretta, fino al "tirare via". Ma spesso i lettori scambiano per "tirare via" una cosa che i disegnatori possono fare quando non hanno il tempo necessario per finire una storia: usano aiutanti. E Nicolò si sa che ha usato diverse volte aiutanti (nell'ombra del patibolo per esempio si vede evidente anche la mano di Gamba) Purtroppo Fusco era l'unico che metteva la data (e così ci ha consentito di scoprire cose molto interessanti su cosa è stato disegnato prima o dopo così come il fatto che all'inizio interrompeva le storie per Nolitta appena era pronta da disegnare una di GL Bonelli), se anche gli altri l'avessero fatto non dubito che ci sarebbero state cose molto interessanti da scoprire...
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Però rimane il mistero delle due storie di Nicolò una dopo l'altra. "Lo sceriffo di Durango" dura 282 pagine, per quanto fosse veloce Nicolò deve averci messo quasi un anno per disegnarla. Farei due possibili ipotesi: 1) Galep ci ha messo più tempo del previsto a finire la sua storia (o qualcosa ha ritardato la sua pubblicazione), e quella di Nicolò è rimasta "parcheggiata" perché ne era il seguito, e nel frattempo Nicolò ha disegnato "lo sceriffo di Durango". A favore di questa ipotesi c'è il fatto che passa un anno fra "L'ombra del patibolo" e "Il tiranno dell'Isola" e che quest'ultima dura solo 200 pagine, mentre la storia successiva (Apache kid, di 193 pagine) viene pubblicata solo 4 mesi dopo 2) "Lo sceriffo di Durango" era una storia precedente di Nicolò, rimasta nel cassetto perché "il tiranno dell'Isola" era da mettere subito dopo Galep. Lo trovo molto improbabile, Nicolò era reduce dalla sfacchinata della storia con Tex in galera (la più lunga storia di Tex fino alla pallosissima storia di Nolitta decenni dopo), quando avrebbe trovato il tempo di mettersi così avanti con la produzione?
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Già che siamo in argomento: la scelta della nascita a maggio a cosa è dovuta?
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Personalmente non riesco più a leggerle. Non è una cosa voluta. Sto continuando a comprare Tex Willer "per mettermi in pari quando avrò tempo", ma è plausibile che non abbia trovato tempo in un anno? (anzi, di più, l'ultimo numero che ho letto è stato il 76, ormai sono quasi due anni). idem l'ultima storia di Boselli nella regolare, l'ho comprata anche se avevo saltato gli albi precedenti (Ruju e Nizzi ormai li salto proprio a priori) con tutte le intenzioni di leggerla, e anzi avevo chiesto in che storia era apparso Castle per leggermi prima quella. Sono passati tre mesi e non ho letto ne l'una nè l'altra. Mi devo arrendere mi sa al fatto che fra quello che voglio fare e quello che HO VOGLIA di fare c'è una sostanziale differenza. E Tex lo voglio leggere "appena ho tempo", "fra una settimana, finito questo lavoro", "quest'estate in vacanza"... ma MAI "adesso". (notare che fino al numero 50 circa Tex Willer era la primissima cosa che leggevo, appena tornavo dall'edicola - e non torno mai dall'edicola con un albo solo...) Non ho manco letto la seconda parte di "ombre di Morte" (quella di Boselli) e manco il Texone. Stranamente.. ho letto un Tex di Ruju! Il cartonato "alla francese", a sbafo, perché erano belli di disegni e volevo sapere se valeva la pena comprarlo. E l'ho lasciato lì senza comprarlo. Idem con il primo "Tex La leggenda". Con i volumi che ho elencato nelle righe precedenti non funziona come spinta, li ho GIÀ comprati... Se escludiamo quei due casi e le anastatiche (che rileggo almeno parzialmente ogni volta) e qualche rilettura di GL Bonelli, non leggo un Tex inedito dal luglio 2025 (quello di Manfredi e Gomez) Vista la scarsità di commenti sulle storie nuove nel forum, mi sa che non sono il solo...
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I vari capolavori del fumetto sono ben altri. Anche se eliminiamo il fatto che sia "eretica" e ci dimentichiamo che dovrebbe essere Tex, come tipo di storia (giovane ribelle vittima del sistema) all'epoca negli anni 70 era a un soldo la dozzina, le stavano facendo tutti e la stessa Bonelli ne pubblicava di migliori. In quegli stessi anni la Bonelli pubblicava Ken Parker, La Storia del West, Un Uomo Un Avventura. In edicola trovavi Linus e Alter Alter, il Mago, Lanciostory stava partendo con cose tipo Welcome to Springville e i western di Serpieri, su Eureka c'erano le cronache del dopobomba... Insomma, CONTEMPORANEAMENTE in edicola oltre a quella storia c'erano a dir poco 20 fumetti migliori. Nello stesso mese. Diversi pubblicati dalla stessa Bonelli Anche contando il solo Tex (e sempre scordandoci il fatto che non è Tex) semplicemente come "storia western" ce ne sono minimo 150 migliori.
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[Romanzi a Fumetti 22] Tra le nevi del nord
Diablero replied to MacParland's topic in Le storie inedite
I disegni mi avevano attirato, lo ammetto. Ma di Ruju non mi fido più. Così prima di comprarlo me lo sono letto a "sbafo". E niente, il Tex di Ruju continua a sembrarmi un cosplayer. Qualcuno vestito come Tex che dice le frasi ad effetto di Tex (stavolta Ruju ha fatto uno sforzo lodevole, andandosi a cercare vecchie perle di GL Bonelli da riproporre), ma... col tono sbagliato, nel momento sbagliato, e con la voce di chi sta citando qualcun altro. Come un cosplayer vestito da Tex. Stavolta non ci sono nemmeno troppe tamarrate. È proprio il mood generale. Nonostante gli splendidi disegni (purtroppo sprecati) la storia è riuscita ad annoiarmi per 44 pagine. Quindi nonostante i disegni, continuerò a non comprare questa collana. E qualunque albo di Ruju. -
Mitla, ovviamente! (e chi non concorda, lo sbrano!!!)
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[Romanzi a Fumetti 22] Tra le nevi del nord
Diablero replied to MacParland's topic in Le storie inedite
Esistono disegni privi di testo (per esempio, Harzak) e fumetti QUASI privi di disegni (i due "longshot comics" pubblicati in Italia da Proglo sono divertentissimi e come "disegni" hanno solo dei puntini parlanti giusto per dire chi dice cosa). O certe pagine di Cerebus the Aardwark che sono SOLO di testo, senza disegni. Ecco, per esempio, il cast dei protagonisti di "longshot comics": Il punto è che qualsiasi discorso del tipo "nel fumetto è necessario il disegno" o "è necessario il testo" è stato già ampiamente smentito da autori che hanno risposto "ah sì? vediamo" e hanno dimostrato che si poteva farne a meno. Ormai praticamente l'unica cosa che si considera necessaria nel fumetto è il fatto che la disposizione spaziale di vignette o diverse parti rappresenti una successione temporale (e questo praticamente solo per dare retta alla definizione di fumetto di Scott McCloud) e che ci sia un qualche elemento grafico, anche solo un puntino, e non sia solo testo... All'atto pratico, alla domanda "è più importante il testo o il disegno" in genere l'unica risposta è "dipende da chi è più famoso. Il lettore paga per avere il fumetto perchè l'ha disegnato x o perchè l'ha scritto Y?" Più fruttuoso (e sensato) guardare all'evoluzione (involuzione?) del fumetto francese come un effetto di: 1) Produzione di fumetti pubblicati direttamente in volume (i vecchi classici erano RACCOLTE di storie pubblicate a puntate su rivista, e ogni puntata era l'equivalente di UNA PAGINA, per quello avvenivano tante cose) 2) influenza di altri stili più "dinamici" soprattutto dagli USA e dai Manga 3) calo del GUADAGNO per pagina dei disegnatori "medi" che rende non più economicamente sostenibile lavorare "troppo" su una pagina. -
Non è un caso se questa è l'unica storia di Tex scritta da Canzio (che si era distinto in precedenza come sceneggiatore soprattutto sul Piccolo Ranger post-Lavezzolo)
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[Speciale Tex Willer 12] L'ultimo guerriero
Diablero replied to MacParland's topic in Speciali Tex Willer
Parete tuo personale, appunto, che non ha nulla a che vedere con il significato delle parole in italiano. Denigrare uno sceneggiatore è dirgli cose tipo "è un incapace", "è uno stupido", "so che picchia i bambini", cioè insulti che non trattano il suo lavoro. "Ennesimo personaggio tamarro" è una critica alla caratterizzazione dei suoi personaggi. Se non si può dire, allora non si potrebbe più dire nemmeno "ennesimo personaggio sfaccettato e ben caratterizzato" di un qualunque autore (Boselli per esempio) perché sarebbe da considerare l'equivalente di un esaltazione acritica come "Boselli è bellissimo e intelligentissimo e tutto quello che fa è divino". A me la differenza pare chiara. Se non si può più manco parlare di come uno sceneggiatore caratterizza i personaggi davvero qua "per non offendere la sensibilità di qualcuno" ci riduciamo a poter dire solo "mi piace" (e MAI "non mi piace") E questo offenderebbe la MIA sensibilità... -
Frank Miller nel periodo in cui lavorava a Hollywood nei vari film è diventato alcolizzato, la moglie (la sua storica colorista Lynn Varley) l'ha mollato, è entrato in crisi nera e non so se ne è uscito proprio del tutto, oggi come oggi non avrei molta fiducia nelle sue capacità come autore... (poi, come sempre, ci sono quelli che vedono qualunque scarabocchio "d'autore" e vanno in estasi...) Ennnesimo esempio di come il cinema rappresenti un pericolo più che altro per i fumettisti, altro che la salvezza (ne ha rovinati più Hollywood che la censura...)
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Costa meno, ma è un costo, oltre alla stampa delle pagine a colori che è un altro costo. Bisogna vedere se quel costo fa vendere di più o di meno (gente che magari non compra il magazine perché non gli interessano gli articoli) Il costo dipende dagli autori (alcuni sono pagati molto più di altri), ma sì, se consideriamo autori pagati le stesse cifre, 220 pagine costano più di 176. Ma bisogna poi vedere quanti ne vendi. E il trend mi pare chiarissimo: i vecchi "almanacchi" si stanno estinguendo e mutando in altre formule, mentre le novità sono "tuttofumetto" Probabilmente ci sono anche considerazioni organizzative: un Tex la leggenda lo riempi con 2 scarti dalla serie regolare (o viceversa), mentre per il magazine devi fare 2 storie apposta che poi fatichi ad utilizzare altrove...
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Credo che, nella sua formula attuale, il magazine sia una delle serie più "costose" e non venda tantissimo rispetto alle altre. In generale, il trend alla Bonelli fa vedere bene cosa "rende" di più. E in alcuni casi l'hanno spiegato. Per esempio, i Texoni, Zagoroni, Dylandogoni, etc l'hanno spiegato all'epoca che sono sempre stati uno spreco di soldi: 1) Autori costosissimi (anche quando erano interni alla Bonelli di solito erano i più pagati. 2) in un formato che vende meno della stessa storia nella serie regolare 3) ma costa di più (carta, peso da distribuire, etc.) Adesso non ricordo il rapporto fra i prezzi del Texone e del Tex serie regolare durante la storia della testata, ma all'epoca spiegarono che la stessa storia pubblicata sul Dylandogone, se la pubblicavano in due albi della regolare, costava meno da stampare e vendeva di più. Quindi gli "oni" si sono estinti, tranne il Texone che penso sia ancora pubblicato per sole questioni di prestigio e tradizione, ma non so ancora per quanto tempo. Discorso simile per i Maxitex, che stanno diventando col tempo sempre più "smilzi" per spendere meno. E il magazine? Penso che fra articoli, storie (2 alla volte), foto, stampa a colori etc costi tanto e venda meno degli altri. La gente ha molto meno tempo per leggere, e la stessa Bonelli sta pubblicando TROPPO, con tante storie di Tex pubblicate (ormai siamo quasi a 100 pagine a settimana...), chi ha il tempo di leggersi articoli? Inoltre oggi tutte quelle info le cerchi online, non ti vai a scartabellare i vecchi numeri dei magazine... Già la trasformazione da "almanacchi" in magazine mostrava che c'erano problemi, che evidentemente non sono stati risolti. Penso che punteranno sempre di più a speciali "smilzi" come i bis, senza rubriche o quasi, e magari con minor numero di pagine come i Tex Willer, per ridurre le spese
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Non puoi saperlo. L'imprinting lo subisci, non lo governi Ma già all'epoca c'erano un sacco di storie western con personaggi tamarri, anche se non ai livelli post-rambismo anni 80 che ci sono oggi, e già mi facevano schifo allora. Non è un "chissà cosa avrei pensato di queste storie", è più "so benissimo cosa pensavo allora di queste storie" Non mi ritrovo in nulla del luogo comune "oggi siamo più criticoni ed esigenti". In realtà, OGGI SIAMO PIÙ MOLLACCIONI! Io mi ricordo bene a differenza di altri, e NON ESISTE LETTORE PIÙ ESIGENTE DI UN RAGAZZO CON POCHI SOLDI. Non puoi permetterti di sprecarli in storie "così così". Io ho mollato Tex dopo poche storie di Nolitta. Figurati poi all'epoca con la scelta che c'era, ho mollato Zagor di Nolitta perché non ci stavo dietro a tutti i capolavori che uscivano! Il me stesso di quegli anni mi guarderebbe oggi con compatimento e direbbe "ma davvero hai letto per decenni questa roba?" Forse l'età anagrafica, ma in termini di numero di storie? Allora vogliamo parlare di Zio Paperone? O di Topolino, che ha vent'anni più di Tex?
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Vedi che su quella storia non sei lucido? È oggettivamente un seguito. Il "villain" del giuramento si salva, quindi il giuramento NON È CONCLUSO (e MAI lo sarà, perchè nella tua storia Tex fallisce) e Tex deve terminare l'opera. Se non è un "sequito" questo, allora non lo è nemmeno quello con Cane Giallo, la Tigre Nera, e nessun altra storia in cui un "villain" ritorna. E finisce che su Tex non esistono seguiti... Sulla storia... è vero che lo scempio fatto su una storie mitica come "il giuramento" è quello che fa incazzare, e "copre" qualunque altro difetto della "cavalcata". Ma anche se "il giuramento" non fosse mai esistito, "la cavalcata" rimarrebbe comunque una storia brutta e senza senso. Tutta. Dalla maniera ridicola in cui si salva Higgins (devo rispiegare il magico stivale paralizzante, l'inseguimento notturno per miglia e miglia con il gps su una pietraia visto che di certo tracce non poteva seguirne, il sasso terra-aria da mach 15, o te li ricordi?) fino al finale con il senatore che viene lasciato inchiodato dentro la villa dalla polizia "perché qualcuno ha scritto un cartello", "l'eroe" che si porta in mezzo a Washington una coperta infetta (lasciamo stare che il senatore era probabilmente vaccinato come tutta la classe ricca e la strage sarebbe stata fra poveri ex schiavi e nativi), passando il diabolico piano di Tex "facciamoci scoprire prima invece di prenderli di sorpresa, geniale!", non puoi utilizzare il legittimo disgusto per il "tradimento" del Giuramento per coprire la pochezza in sé della storia. È scritta TANTO MALE, che davvero sono convinto che ci siano "misteri" dietro quella storia, non legati solamente al soggetto di altri: non avevi mai scritto così male! Ma l'hai scritta davvero tu?