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Diablero

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  1. E infatti, per me è un errore "pompare" troppo Mefisto. Il Mefisto di GLBonelli è potente e sano di mente solo in "incubi", e lì viene sconfitto da un mago più forte di lui. Eppure credo che tutti i lettori di Tex concordino che la storia in cui è più minaccioso, apparentemente invincibile e dove Tex e pards se la passano peggio è "la gola della morte" dove non era tanto potente. Ma in quelle storie, Mefisto è come Yama. Fa errori, perde la testa, è "il vecchio pazzoide" come lo chiama Tex. Leggendo quelle storie non ho mai percepito come "strano" che Tex vincesse. Mefisto sembrava potente, ma non invincibile. I suoi poteri erano variabili, incostanti, limitati, la sua sanità mentale discutibile. GLBonelli si rende conto benissimo per me che a perdere sempre Mefisto viene sminuito, e punta tutto sull'effetto contrario: lo ingigantisce facendolo morire. Nel capolavoro "il figlio di Mefisto" Mefisto non viene ucciso da Tex, viene abbandonato dalle potenze infernali, fa una fine "epica" e spaventosa, e trasmette la sua eredità al figlio. Non è mai stato prima così epico, potente e sinistro come in quel momento. GLBonelli crea la leggenda di Mefisto proprio mentre lo elimina. E crea un avversario dichiaratamente "fallibile" in Yama, che paradossalmente, come ho già descritto in diversi post... dimostra di avere molti più poteri di Mefisto! Se stai a guardare quello che fanno nelle storie, Yama è molto, molto più potente di Mefisto! Ma può esserlo, perchè viene caratterizzato come uno che può fare tranquillamente tutte le cazzate necessarie per far vincere Tex. "Mica come suo padre" (che le faceva anche lui le cazzate, ma adesso tutto è dimenticato, con la sua morte Mefisto è entrato nella mitologia). Io onestamente fino al "figlio di Mefisto" compreso non ho MAI avvertito questa cosa che "sono troppo potenti per essere sconfitti". Mefisto non è mai stato poi così potente, Yama viene mostrato fare errori su errori da subito, è uno "studente" e viene tradito ripetutamente dai suoi stessi uomini. Purtroppo nelle due storie successive Yama non è caratterizzato così bene, da "studente" diventa semplicemente "coglione" e viene troppo sminuito come villain. Così si fa tornare Mefisto come demone fra i demoni, elevandolo ancora di più a "mito"... Mi si accuserà ancora una volta di avercela con Nizzi (in realtà è lui che se le tira, come si fa a fare tanti danni per tanti anni?), ma il problema attuale nasce da lui e dalla Mefistolata. Anche se poi lo fa agire da guardone nascosto in un sottoscala usando come complici semplici banditi da strada come se fosse un normalissimo signorotto locale (è chiaro per me che Nizzi all'epoca già sceneggiava a macchinetta senza manco pensare a che scriveva), ha fatto l'emerita cazzata di far risorgere Mefisto potentissimo e senza debolezze. È un errore da sceneggiatore dilettante. Tutti i grandi sceneggiatori da Caniff in poi si sono sempre preoccupati di creare villain con debolezze sfruttabili, fosse anche solo "è un idiota". Poteva far tornare Mefisto reso folle dall'aver "vissuto" all'Inferno per anni. Poteva essere tormentato dai demoni che reclamavano il suo ritorno negli abissi. Poteva avere la voce del mago di cui aveva preso il posto che cercava di tornare ad avere il controllo. Poteva essere indebolito nel fisico tanto da non avere il pieno controllo dei suoi poteri. O poteva semplicemente copiare GLBonelli anche lì e rendere i suoi poteri incerti in base ad altri fattori. Tutte cose che non avrebbero reso Mefisto meno "larger than life" ma anzi l'avrebbero fatto giganteggiare ancora di più (come sanno tutti gli sceneggiatori bravi: credete che il Dottor Destino sia meno epico perchè è sfigurato?). Ma no, Nizzi di cose inutili come la caratterizzazione dei villain se ne sbatte, deve fare la solita storiellina con il boss di paese che manda come emissari dei cowboys, anche se si chiama Mefisto chissenefrega... Con un Mefisto presentato come nel pieno dei poteri e senza debolezze, allora sì si avverte la cosa che dici. Nella Mefistolata Nizzi risolve con una gara a chi è più idiota fra Mefisto e Tex (faccio idiozie e mi faccio scoprire, ma io sono più idiota di te e non ti inseguo nemmeno). Qui Boselli per non far apparire troppo idiota Mefisto fa apparire come un totale idiota Yama. Avrei preferito un altra soluzione. Mah, nella prossima storia torna il mago più potente di Mefisto, spero che almeno per questo gran finale Mefisto e Yama non debbano mostrarsi troppo idioti per giustificare la sconfitta...
  2. i manga soprattutto sono UN SISTEMA. Che lavora in modo industriale. Ogni editore ha delle riviste (di solito economiche con un numero spropositato di pagine, ma anche è se il modello di rivista più famoso non è l'unico. Per semplicità parlerò solo del modello più comune) su cui c'è una continua rotazione di autori. Storie finiscono e devono essere sostituite da altre storie. Si fanno continui sondaggi fra i lettori (ogni numero c'è la cartolina pre-affrancata per votare le storie partecipando a concorsi a premi), se una serie non piace ai lettori e/o non vende quando viene ristampata in volume deve poter essere chiusa in tre volumi esatti, il lettore non deve mai trovare storie senza conclusione. Se un autore non vende abbastanza la sua carriera è finita, avanti un altro. La concorrenza è spietata, e se sei fra quelli che vende poi devi produrre una puntata a numero, contrattualmente (poi per riuscirci puoi pagare di tasca tua assistenti anonimi, stroncarti di anfetamine o più spesso entrambe le cose, diversi ci lasciano la pelle come l'autore di Berserk). Su cento autori che arrivano alle riviste (che già è un traguardo che screma gran parte degli aspiranti) solo 2-3 riescono a proseguire, gli altri 98 vengono "scartati" perchè non vendono abbastanza e devono cambiare mestiere. Secondo voi quanti autori bonelli farebbero ancora fumetti con un sistema del genere? Per loro fortuna, un sistema industriale come questo richiede una massa enorme di gente che ci lavora oltre agli autori, prezzi bassissimi ed efficienza, e per funzionare richiede davvero MILIONI di lettori: in Italia per i motivi già citati non c'è mai stato un numero di lettori nemmeno lontanamente sufficiente per instaurare un industria simile, anche se qualcuno avesse voluto. Insomma, non basta disegnare gli occhioni grandi e i fumetti che si leggono a rovescio: devi avere anche tutto il Giappone, i giapponesi e la cultura giapponese attorno. C'è un fumetto molto divertente, "Mamma questa è l'Italia", che mostra (anche se non è specificamente dedicato a quello) lo "shock culturale" di un autrice di manga giapponese di fronte alla totale diversità del lavoro del "fumettaro" in Italia, l'ha scritto la moglie (giapponese) di Andrea Venturi, quindi sì, parla anche di Tex, (vi tocca comprarlo ) , ecco una rece con titolo e informazioni (troppe per metterle qui): https://www.tomshw.it/culturapop/mamma-questa-e-litalia-recensione/ In breve quindi: i manga giapponesi che ci arrivano solo i più venduti e famosi fra quelli selezionati fra quel 2% che riesce a lavorare perchè vende più degli altri. Togli questo sistema industriale di selezione, e fai fare ad un autore Bonelli un "fumetto stile manga", e sarà appassionante e divertente esattamente quanto quelli che faceva prima. Non diventerà più bravo o più divertente perchè fa gli occhioni tondi. Ma avrà molti meno lettori perchè i lettori Bonelli non sono abituati alle scorciatoie usate nei manga. Il fumetto italiano è artigianale, non industriale. Si tira su selezionando bravi artigiani (se ne esistono ancora...)
  3. (in realtà non avevo finito, ma ho preferito dividere il post per rischiare di meno di perdere tutto cliccando il tasto sbagliato) -fine parte uno - inizio parte 2: dove vado dal generale alle risposte ai messaggi precedenti: ...che in gran parte vendono meno dei Bonelli. E se fosse solo questione dei video su You Tube, ce ne sono tantissimi anche dedicati ai fumetti Bonelli, mi sa che ci sono serie che hanno più video su you tube che lettori... L'approccio "facciamone parlare su You Tube, così vende di più" ha avuto un sostenitore alla Bonelli, che l'ha messa in atto: Recchioni su Dylan Dog. "far parlare di Dylan Dog" è stata dall'inizio la sua strategia, e ha funzionato benissimo... nel far PARLARE di Dylan Dog. Non si è mai parlato tanto di Dylan Dog come adesso. (ai tempi delle 500.000 copie non esisteva ancora il web). Solo che, come hanno scoperto alla Bonelli, far PARLARE non corrisponde direttamente a FAR VENDERE... Alla fine, "le parole stanno a zero", il punto è... quel fumetto PIACE? Se piace, la gente ne parlerà da sola, senza bisogno di fare polemiche in cerca di pubblicità... se NON PIACE, se ne parlerà comunque male, e crei solo pubblicità negativa. La Francia è un mercato diverso da sempre. Non so perchè. Hanno sterminato per tempo tutti i pedagoghi? Chissà, ma in generale, in Francia leggono di più. Punto. In Italia abbiamo percentuali di analfabeti funzionali terrificanti, e culturalmente da sempre c'è l'idea che chi legge è un fesso, che va deriso (secondo un monologo televisivo di Saviano, in Campania "leggere molti libri" sarebbe considerato segno di essere "ricchione". Non so se è vero, io non sono campano, lui sì. Qui al nord hanno fatto più danni i pedagoghi spandendo le loro farneticazioni sui fumetti, se ti vedono leggere in un autobus la Divina Commedia pensano sei un professore o qualcuno che, poveretto, lo deve fare per lavoro, se ti vedono leggere Dampyr o Maus pensano che sei un bambinone. E questa è l'opera della scuola e dei pedagoghi, che ti devono insegnare che leggere è uno schifo faticoso che devi fare solo per trovare lavoro tramite una laurea, e che i fumetti sono solo per i bambini meno intelligenti perchè non ti servono per prendere il pezzo di carta) È vero che si citano oggi spesso numeri trionfanti sulla quantità dei libri per bambini venduti (sempre una miserie rispetto a quelli venduti in Francia), ma il fatto che questo si associa all'aumento continuo degli analfabeti funzionali mi fa sospettare che ai libri VENDUTI (magari ai genitori) magari non corrispondono libri LETTI. E il fatto che molti di questi libri sembrano fatti sulle indicazioni "formative" di pedagoghi garantisce che chi li leggerà odierà in breve tempo anche solo l'idea di leggere un libro. (sarei molto, molto più ottimista sul futuro della lettura in Italia se mi dicessero che i libri consigliati dai pedagoghi non vendono più un tubo mentre sta aumentando il numero di pornazzi letti da minorenni: abbiamo bisogno di più lettori entusiasti e soddisfatti e di meno pedagoghi...) Ma insomma, il riassunto è: in Italia si venera l'ignoranza, l'analfabetismo è un vanto, la scuola deve servire da parcheggio dove pescare schiavi obbligati a lavorare gratis, e poi ci si meraviglia che in Francia leggano di più? Sui cinecomics, il loro paradosso dimostra un fatto semplicissimo: il film di qualcosa non basta a far vendere quella cosa. Il film di Thor incassa oltre un miliardo di dollari (sono oltre cento milioni di spettatori...) e il suo fumetto non aumenta le vendite, anzi calano ancora, meno di uno spettatore ogni mille probabilmente compra Thor. Perchè? Perché il fatto che qualcuno abbia voglia di andare al cinema non vuol dire che solo per questo abbia voglia di leggere fumetti. I casi di fumetti che hanno avuto un boom di vendite dopo un film sono legati a STORIE (il Corvo, Watchmen - che comunque aveva già superato due milioni di copie senza il film - Scott Pilgrim, Sin City etc.) mentre i film legati ai PERSONAGGI non ne hanno in genere alcun beneficio (e qui si vede un possibile motivo per cui invece gli anime avvantaggino spesso i manga: di solito si tratta appunto di storie, con un inizio e una fine...) Ma qualunque si la causa... i film Marvel sono stabili al top degli incassi, ma i fumetti Marvel non vendono un tubo (fanno eccezione i fumetti classici ristampati come allegati con un certo successo, ma lì scatta la nostalgia per fumetti che all'epoca vendevano molto di più). Con gli Anime c'è un aumento di vendite, ma partendo da cifre piccole, a parte pochi casi eclatanti di grandissimi successi internazionali spinti da film , serie TV, videogiochi, etc (investimenti totalmente fuori dalla portata della Bonelli) rimangono comunque cifre piccole. E SEMPRE anche nel caso dei giapponesi, PRIMA una serie a fumetti ha un grandissimo successo (che da quelle parti può voler dire milioni di copie, lì vale lo stesso discorso della Francia, tutti i pedagoghi saranno stati costretti a fare harakiri dopo i loro primi spettacolari fallimenti), POI si investe in film, videogiochi, etc. Insomma, con il tempo, "i soldi veri" hanno capito che non ha alcun senso sperare di promuovere le vendite di un fumetto con un film o una serie, avrebbe lo stesso senso del costruire a debito una portaerei sperando di vendergli poi un portacenere. Con le vendite dei fumetti un film non te lo paghi, stop, basta sognare. Quello che funziona invece è guardare i fumetti che GIÀ vendono, perchè significa che la storia piace, e quindi ha senso farci un film, ma PER GUADAGNARCI CON IL FILM, non certo con il fumetto... Un boom molto gonfiato. Prendi le cifre (giustamente trionfali) che pubblica la BAO sulle loro vendite. E guarda le cifre che pubblica sulle vendite di Zerocalcare. Togli alle vendite sbandierate di "tutta la Bao" le vendite sbandierate del solo Zerocalcare (che ormai vende duecentomila copie di ogni nuovo libro e continua a vendere anche i vecchi, quindi la cifra è in continuo aumento). La differenza dividila per il numero dei volumi NON di Zerocalcare, e guarda quanto vendono, IN MEDIA (quindi, molti vendono meno) gli altri. il risultato che ottieni è "o è una ristampa che hanno pagato pochissimo, e quindi forse qualcosina hanno guadagnato, o l'autore ci prende meno che se fosse andato a raccogliere pomodori in nero" (e qui forse intuite come mai i disegni delle graphic novel sono via via sempre più stilizzati: necessità artistiche? No, necessità che l'autore se vuole campare deve andare di corsa a fare un altro lavoro e quindi disegna in fretta nei ritagli di tempo fra la consegna di una pizza e l'altra...) Non esiste nessun boom delle graphic novel in Italia. Esistono invece due fenomeni che vengono raccontati come "boom delle graphic novel" dai giornalisti che fanno marchette pubblicitarie: 1) Un boom, stratosferico, di Zerocalcare, e solo di Zerocalcare. (associati a piccoli successi di altri autori come Gipi, ma molto inferiori, e sono anche questi pochissimi) 2) Molti editori si sono accorti che se pubblicano "a graphic novel" possono (1) prendere i diritti all'estero pagandoli ancora meno (un singolo volume costa meno di una serie) o (2) scaricare le scarse vendite sull'autore, pagandolo molto meno (a percentuale), guadagnandoci qualcosina anche da un libro che venda pochissimo. Se ne pubblichi 200 senza spendere praticamente un soldo per la promozione ci paghi tutte le spese della casa editrice... Si era già visto, con il boom delle "scuole di fumetto", che in Italia in tanti sono disposti a pagare loro nella speranza di diventare un giorno un "autore di fumetti" (ma pensano di riuscirci seguendo gli insegnamenti di qualcuno che nel settore non lavora più perchè non vende e quindi insegna, piuttosto che studiarsi i pochi fumetti che possono ancora offrire lavoro). di gente disposta a fare "graphic novel" praticamente gratis se ne troverà sempre... Ecco, qui finalmente per me tocchi il punto dolente. Lasciamo stare il paragone con manga e supereroi (ristampare non è produrre), lasciamo stare voli pindarici sui film (i film fanno storia a parte), lasciamo stare il boom delle Graphic Novel (che non esiste), la cosa davvero assurda è questa: Hai, in un momento in cui praticamente NIENTE vende, alcuni casi di grandi successi. Nel caso di Zerocalcare, un successo che non si era mai visto in Italia, e... il mondo del fumetto "popolare" chiude gli occhi e strilla "la la là non sento, non sento, non mi riguarda!"? Ora, i grandi Editori del passato erano soprattutto grandi fiutatori di qualsiasi moda o novità che potesse vendere. Poi la copiavano, magari in maniera cialtrona, ma a volte no. Il Piccolo Sceriffo vende? La Bonelli lancia subito una nuova serie in quel formato (forse la conoscete, si chiama Tex), usando il "genere" che vende di più in quel periodo, il western. Nasce Diabolik? Subito partono Kriminal, Satanik, Zakimort. E il più grande successo degli anni 80 per l'ediperiodici probabilmente è stato "il paninaro". Non dico che dovrebbero scopiazzare Zerocalcare, creando serie con personaggio romani che parlano a vari animali invisibili. Sarebbe ridicolo e anche patetico. No. Quello che dovrebbero fare è analizzare il successo di Zerocalcare, per vedere se può dargli informazioni su quello che cerca quel pubblico. Oppure, meglio ancora... poteva pubblicarlo direttamente la Bonelli. Zerocalcare si autopubblicava. La Bao ha avuto le antenne pronte e quando ha saputo di questo nuovo autore, l'ha cercato e gli ha proposto di pubblicare le sue opere. Avrebbe potuto anche essere la Bonelli. Se qualcuno alla Bonelli avesse guardato qualcosa fuori dalla Bonelli. Mentre invece mentre Zerocalcare aveva già passato le centomila copie a volume e veniva intervistato in TV, la maggior parte degli autori Bonelli o cadeva dalle nuvole ("Zerocalcare chi?") o minimizzava ("è una moda, fra cinque anni non se lo ricorda nessuno" - in realtà cinque anni dopo è a 200.000 a volume e ha prodotto la serie Netflix italiana di maggior successo, e sta venendo pubblicato in Francia e negli USA), o peggio ancora sparava le solite quattro fregnacce marcie sul "fumetto d'autore" ("noi non facciamo fumetto d'autore, facciamo fumetto popolare" - ma che vi siete fumati, Giuda ballerino? Pubblicate roba che non se la fila nessuno e pensate di essere "popolari"? Zerocalcare, LUI è "popolare" e vende "al popolo", voi fate roba che se la leggono al massimo al circolino dei fanzinari amici vostri. Chi sarebbe "popolare" qui?) Autoreferenzialità, incapacità di vedere cosa c'è fuori, disinteresse verso le tendenze del pubblico (e in generale per il pubblico)... boh, mi sembra la descrizione di un impiego statale. E se alla Bonelli si vedono come impiegati statali, non mi meraviglia l'ostilità di tanti verso Zerocalcare: se hai un impiego statale non te ne importa tanto della soddisfazione del pubblico, ti importa soprattutto che non arrivino altri magari più bravi di te che non ti portino via la promozione... TUTTE le idee sono VECCHIE! Le idee sono ad un soldo la dozzina. Non valgono niente. Pensi che se ti veniva l'idea "faccio un fumetto con protagonista un romano lamentone che parla con un animale invisibile" avresti venduto tanto quanto Zerocalcare? (e poi, per me la vera grande idea geniale di Zerocalcare è l'Amico Cinghiale. Quello per me sono in tanti a mordersi le mani per non averlo inventato. E il bello è che Zero insiste che esiste veramente...) E poi... "animale immaginario parlante" sarebbe un'idea nuova e innovativa? Calvin & Hobbes? Francis? Pinocchio? Le idee sono ad un soldo la dozzina. Tutti ne hanno centinaia, gratis. Se ti pare originale ce l'hanno avuta già in mille. E se è anche una BUONA idea, vuol dire che è vecchia perchè avrà funzionato anche in passato. "filmarmi su you tube mentre faccio a testate contro un intercity in corsa" è un idea innovativa (anche se comunque non originale, per me qualcuno l'ha già fatto), nessuno l'ha avuta prima che inventassero gli intercity. "esprimo la mia visione del mondo facendo finta di parlare con esseri invisibili" è un idea vecchissima che ha già dato vita a moltissimi best-seller (e anche a diverse religioni) In genere, se un idea è buona, è vecchia. Quindi la ricerca di "idee innovative" non ha senso. Pensi che certi autori siano scarsi perchè non sono stati forniti di adeguate "idee innovative"? No, sono scarsi perchè sono scarsi. Puoi dargli l'idea che ti pare, il livello del risultato non cambia. Mentre se un autore è bravo ti tira fuori una bella storia da idee vecchissime. Il problema non sono le idee, è la bravura di chi le dovrebbe mettere in pratica. E se hai autori che rovinano qualunque idea, producendo roba noiosa, finisce che ti allevi un pubblico che pensa che la colpa di quelle ciofeche sia delle idee, e non degli autori che le hanno realizzate...
  4. Scusate ma sarà la millesima volta che sento di questi paragone fra Manga e Bonelli. Una volta da parte di chi esalta i manga che dice che sono più moderni, una volta da chi dice che sono roba per cerebrolesi e i Bonelli sono meglio (nota importante: sto semplificando ed estremizzando per farmi capire, non sto dicendo che gli ultimi due post siano arrivati a queste affermazioni). Quello che pare sfuggire, è che è un confronto fra mele e pere. O fra cavoli e merende. O, per fare un esempio più calzante: è come guardare il prezzo industriale di un chicco di caffè, fare due conti, e chiedere di pagare il caffè al bar 5 centesimi. E poi discutere per anni se il caffè al bar deve costare più di un euro perchè è più buono di quello che si compra a sacchi o se costa di più perchè non lo beve nessuno... mentre la VERA differenza che aumenta il costo è IL BARISTA CHE TE LO FA E VORREBBE MAGARI CAMPARE CON IL SUO LAVORO. In realtà questi discorsi non è vero che si fanno sul caffè al bar, perchè lì il barista LO VEDI, ti sta lì davanti, la capisci la differenza fra un sacco di caffè ancora in chicchi, e un caffè fatto da una persona davanti a te. Il problema del fumetto è che il barista, non lo vedi. Vedi un manga stampato su una pagina e un Tex e dici "sono uguali, sono righe su una pagina!", ma non vedi il barista. Tex è stato sceneggiato da un autore che si fa pagare, altrimenti farebbe un altro mestiere, ed è disegnato da un'altra persona che per campare facendo quel mestiere deve prendere una cifra adeguata. I manga non li fai. Non li fa nessuno in Italia. I manga li COPI. Paghi (se sei in regola) una cifra in proporzione molto piccola a chi li ha fatti in Giappone per avere il permesso di copiarli, e poi paghi qualcuno per tradurre e per cambiare il lettering (anni fa si pagava anche l'adattamento grafico, oggi spesso non fanno manco quello per risparmiare...) Un albo di Tex può costare, PRIMA di venire stampato, oltre 100.000 Euro per pagare redazione, sceneggiatori, disegnatori, letteristi, etc. I diritti per RISTAMPARE un Manga in Italia costano molto meno. Ma davvero molto, molto, molto meno. Le cifre esatte sono segretissime e non si divulgano, e dipendono dalla serie (ovvio che One Piece costa molto più di una singola graphic novel di un autore sconosciuto), e dipendono anche dal tipo di "pacchetto" si fa (normalmente una casa editrice italiana compra un tot di serie tutte insieme, contrattando magari prezzi più scontati, anche se magari alcune di quelle serie deciderà di non pubblicarle nemmeno). Non mi meraviglierebbe scoprire che i diritti di un albo di una serie di non grande successo presa "a pacchetto" gli costino un centinaio di Euro. Sì, parlo di MILLE VOLTE DI MENO. E anche se i prezzi fossero molto superiori, quanto arrivano, a cento volte meno? È comunque un costo irrisorio rispetto al produrre albi nuovi. Quindi la famosa domanda su cui li lambiccano in tanti, "come mai escono tanti manga?", giungendo magari a deduzioni strampalate ("si vede che vendono più dei Bonelli") ha una risposta semplicissima: si pubblicano tanti manga perchè pubblicarli non costa un cazzo. Pubblicando RISTAMPE è una cosa per cui bastano vendite bassissime per andare in pari e anche un tizio che vive con i genitori e come magazzino usa il suo garage può farlo con relativamente pochi soldi , mentre PRODURRE fumetti ha costi altissimi e richiede un investimento iniziale di milioni di Euro. In Italia di produttori di fumetti che ne sono pochissimi (Bonelli, la sezione Disney della Panini, la Bao e la Coconino per pochissimi autori Italiani anche se gran parte del loro catalogo è fatto di ristampe, e molto più in piccolo Astorina e la famiglia Secchi, e pochissimi altri), la maggior parte degli editori RISTAMPA fumetti, e sarebbero da confrontare più con "le storie Cult" che con Tex... State tranquilli che se i manga dovessero DISEGNARLI in Italia, il 99% chiude domani. Resterebbero forse Naruto, One Piece e pochi altri, soprattutto per il traino delle serie animate. Senza il traino delle serie animate probabilmente non sopravviverebbe un singolo manga. Idem per fumetti americani (quelli chiuderebbero tutti subito) e francesi. [Le graphic novel italiane fanno storia a parte perchè lì l'editore paga a percentuale, quindi molto campano sul fatto che chi realizza i fumetti guadagna meno che se avesse passato quel tempo a raccogliere pomodori in nero...) Sono industrie diverse e prodotti diversi. Non si può dire "ma perchè la Bonelli non fa manga?" perchè per pubblicare Manga, la Bonelli dovrebbe spedire l'autore in Giappone, farlo pubblicare lì da un giapponese, poi comprare i diritti per un tozzo di pane, solo così potrebbe sopravvivere con le tirature dei manga (a proposito, la trafila dell'autore spedito in Giappone non è campata per aria, esiste davvero in versione francese: da decenni le case editrici italiane dicono agli autori italiani, anche famosi come Giardino, Pratt o Manara, di andare a pubblicare in francia così possono poi ristamparli in Italia spendendo meno. Non potrebbero permettersi di pagarli per produrre fumetti, ma solo per ristamparli...
  5. In Tex ai tempi di GL Bonelli c'era posto per il "weird", l'elemento immaginifico, di solito horror (anche se spiegato razionalmente o con pseudoscienze) contro cui l'eroe deve battersi. È un precursore della Sword and Sorcery (che, banalizzando, nasce quando Howard mette ad affrontare il weird tostissimi guerrieri che lo fanno a fette invece di fare una brutta fine), non del "Fantasy" che ha radici completamente diverse. Non so se GL Bonelli avesse mai letto Howard (se l'ha fatto temo sia stato molto tardi, fino agli 70 in Italia credo fosse sconosciuto...), ma Tex e Conan sono "fratelli di sangue" nel loro approccio al "weird": non esiste mostro che non possa essere ucciso dal freddo acciaio di una spada, o dal piombo di una pallottola. Il "weird" dà la possibilità di inserire, in un setting grossomodo "realistico", un sacco di possibili elementi "disturbanti", ma non permette TUTTO, l'elemento aggiunto deve essere una VIOLAZIONE del setting, da sanare. Non deve diventare MAI "normale" vedere mostri o demoni, o peggio ancora, Elfi e Nani e Alieni (è questo che troppi nuovi autori su Zagor non hanno capito, fra tante altre cose) Dire che su Tex è consentito il "fantasy" è un errore grossolano, nato dal non distinguere la differenza fra uno scimmione ammaestrato e un drago, fra uno stregone nascosto in un oscuro antro e il Mago di Oz che domina la città omonima, fra una strega e eserciti delle nazioni elfiche...
  6. Io ho semplicemente detto al mio edicolante di tenermene da parte una copia ogni settimana. E non ho mai avuto problemi per questa o altre serie. Se una copia è già venduta perchè il distributore non gliela dovrebbe dare? Ovvio che se non lo fa, o se mi manca un uscita, o non me la tiene da parte, dal giorno dopo cambio edicola, per TUTTE le cose che compro (e sono tante). Perché premiare chi lavora male? Ma non mi è mai successo. Altrettanto ovvio che io gli ho sempre acquistato puntualmente ogni cosa che mi sono fatto tenere da parte, senza ripensamenti o ritardi. Riguardo certi clienti "smemorati", capisco benissimo perchè non gli tengano più da parte niente, ma per un nuovo cliente di solito non hanno problemi (anche perchè significa avere qualcuno che ripasserà regolarmente in edicola anche in futuro)
  7. Interessante... Quindi tu sei in possesso di un albo inedito di Tex, scritto da GL Bonelli, e che nessuno di noi ha mai visto? Una specie di "primissima edizione prima ancora della non censurata sulle strisce"? E come hai fatto ad impossessartene? Ci puoi fare gli scan? Perché nell'albo numero 3 che ho letto io, che è quello che hanno letto tutti gli altri che non si sono scandalizzati per quella scena, NON SI VEDE cosa fa Tex fuori dal saloon. Mentre invece, se dici che "è diverso" e che "contraddice" la scena fuori dal saloon, vuol dire che tu HAI quella scena scritta di GL Bonelli? Perché se non ce l'hai... ti stai arrampicando sugli specchi. Sulla base di una conversazione SUCCESSIVA in cui Tex STA LAVORANDO NEL CONTROSPIONAGGIO e quindi È SOTTO COPERTURA, Tex FA CONVERSAZIONE CON UN BARMAN che gli spiega chi sono Mefisto e Lily. Tu, partendo da questa scena, presupponi (perchè te l'ha detto il fantasma di GL Bonelli, immagino) che: 1) Tex se avesse visto il cartello fuori avrebbe INTERROTTO SCORTESEMENTE IL BARMAN per dirgli "GUARDI CHE LO SO GIÀ, STIA ZITTO" in un momento in cui il suo "lavoro" consiste nel FAR PARLARE IL BARMAN. 2) A Tex non può essere accaduto, in nessun caso, che qualcosa lo abbia distratto dall'ingresso al barman. Magari si è fermato venti minuti e si è scordato il manifesto. Nella storia originale si vede solo il dialogo con il barman. A parte tutto... qualunque sceneggiatore te ne trova MILLE di maniere per eliminare la tua presunta "contraddizione". Perché la tua "contraddizione" non si basa su quello che EFFETTIVAMENTE si legge nel fumetto originale, ma sulla TUA PERSONALE IDEA di come è andata quella scena PRIMA CHE INIZI IL FUMETTO. Secondo te (e non secondo GL Bonelli) Tex è entrato dritto come un fuso senza vedere cartelli, e adesso ti lamenti perchè la versione pubblicata non coincide con la tua... Fai così, la prossima volta per non correre rischi, scrivo alla Bonelli come devono svolgersi le scene NON mostrate da GL Bonelli, affinchè Boselli si possa sincronizzare con la maniera in cui le immagini tu...
  8. a) direi per soldi. Poi se ci sono altri motivi lo sapranno loro, ma in genere qualche decina di migliaia di dollari di bottino si considera una ragione sufficiente... b) gli serviva un complice per distrarre gli altri mentre rubava la cassa e per gestire i cavalli (sto inventando, ma di fronte a domande del tipo "ma in questa storia non si vede cosa hanno fatto tre giorni prima", la risposta sarebbe comunque inventata... c) perchè era triste per non aver salutato Josephine, quindi è tornato a salutarla. e) qui concordo con con borden, dove l'hai vista una Josephine intelligente? Ma hai visto con chi si è messa? d) vedi risposta alla (e) f) tu andresti a sparare a due ranger? Anche dopo che hai saputo che sono Tex e Carson? Per me era l'unico a ragionare in quel momento... g) Gli lasciano i soldi delle taglie, non vado adesso a riprendermi l'albo ma mi pareva fosse abbastanza chiaro... Pur con tutte le critiche alla storia di Manfredi che ho fatto pure io, mi sembrano domande strane: ti eri mai chiesto perchè Satania era diventata una criminale? Perché i banditi della mano rossa dividevano in 4 invece di rapinare per conto proprio?
  9. Scusa, ma fatico a capire il senso di questa affermazione. Cioè, c'è una logica dietro? O è una frase fatta? Perché dire che oggi ci sono sempre più "competitor" (verissimo) significa che il lettore ha sempre meno tempo e più alternative, quindi dovresti aumentare la QUALITÀ, non la QUANTITÀ. Aumentare la quantità abbassando la qualità è controproducente se hai dei concorrenti. Infatti, non è MAI una strategia per "battere la concorrenza", perchè si basa sul fatto che NON HAI CONCORRENTI su un "qualcosa" (Tex) che puoi produrre solo tu, e nessun altro, e che ha un valore affettivo per molti acquirenti. In pratica "svendi" per far cassa la benevolenza che altri hanno accumulato nel corso di decenni. Guarda, io invece mi sono reso conto che "essere criticone" (cioè AVERE DEGLI STANDARD E CERCARE LA QUALITÀ) è un elemento ESSENZIALE per "godersi la vita". Perché una vita passata ad accettare DI TUTTO, per paura che gli altri ti dicano che sei "criticone"... vuol dire ingoiarsi tanta ma tanta di quella robaccia, che la vita te la godi ben poco! Col in tempo e i soldi risparmiati non comprando un maxi di Nizzi, mi compro una bella pizza napoletana e poi un bel gelato! E mi sa che la vita me la godo più io del poveraccio che quel mattone se lo deve pagare, leggere e poi trovargli posto in casa!
  10. Confondi il concetto di reboot con il concetto di "autori diversi di epoche diverse hanno stili diversi". Per fare un esempio, questo è sempre l'uomo ragno, nessun reboot, solo autori diversi in epoche diverse: Un reboot può anche essere molto simile all'originale, come per esempio il reboot di Dylan Dog in cui è diventato il figlio dell'ispettore, ma non ne ha alcun obbligo, si può cambiare tutto, e infatti, ecco il reboot di Spiderman... La differenza, fondamentalmente, è che con un reboot puoi cambiare TUTTO e non hai nessun obbligo di tenere NIENTE, anzi, se non cambi abbastanza cose come reboot non ha senso (vedi Dylan Dog) In questa storia, si spiega come mai nel numero 3 Mefisto non ha più i poteri che mostrava in "pinkerton lady". Se fosse davvero un reboot, IL NUMERO 3 NON ESISTEVA. E questa storia poteva invece spiegare dove Mefisto trovava i robottoni giapponesi con cui distruggeva Tucson a colpi di maglio perforante in una prossima storia di Tex Willer... La differenza la vedi anche in kit Carson: in un reboot Kit Carson potrebbe anche essere un traditore ed una spia, e Tex lo uccide nel numero 50 di Tex Willer, numero speciale con copertina variant metallizzata. Se dai per scontato non solo che Kit Carson sia una persona onesta, ma che un giorno diventerà pards di Tex, allora tu stesso non credi che sia un reboot. In un reboot non potresti farci affidamento. (nel reboot degli avengers, Vedove Nera è una traditrice, uccide moglie e figli di Occhio di Falco e viene uccisa da lui)
  11. Io invece mi sa che lo lascio in edicola, anche se non sono sicuro che non cambierò idea (magari attendo che ci siano le recensioni nel forum) Gli autori Bonelli e i critici che di fronte alle lamentele sulla proliferazione delle uscite rispondono "che problema c'è, se non lo vuoi non comprarlo" dimostrano purtroppo (purtroppo per la sopravvivenza della casa editrice, intendo) una preoccupante mancanza di comprensione di come funziona l'impulso all'acquisto nei "fan" (e quindi, nei loro lettori). A dirla tutta, una mancanza di comprensione molto strana per gente il cui mestiere dovrebbe basarsi proprio sul comprendere certi meccanismi. (poi però vedi l'andamento delle vendite e cominci ad intuirne le cause...) Un "fan", contando fra questi anche i semplici lettori regolari, acquista in automatico. È una cosa abbastanza ovvia e normale: se ti piace Harry Potter ne compri tutti i romanzi che escono, non uno sì e uno no. Aumentando le uscite, specie se viene fatto chiaramente per "spremere il limone" senza una motivazione basata sulle storie, è nella normalità delle cose che ci siano cose che non piacciono, e all'aumentare delle uscite saranno sempre di più. Fino al momento in cui il "fan" decide di lasciare una di quelle cose in edicola. Forse certi "esperti di marketing" della domenica pensano che questa cosa non cambi niente, e poi rimangono ogni volta stupiti di come, storicamente, queste manovre facciano crollare le vendite in maniera più che proporzionale (cioè, si è visto che se aumenti le uscite man mano, una volta superata la soglia di tollerabilità di troppi lettori, un aumento del 5% ti fa perdere il 10% delle vendite. Cioè non ti comprano nemmeno albi che ti avrebbero comprato senza quell'aumento). Non capiscono che quando lasci in edicola il primo albo, cambia tutto l'atteggiamento mentale. PRIMA ti chiedevi "ci sono motivi per cui NON dovrei comprare questo albo? Gli altri li ho già tutti...", e quindi, nel dubbio o nell'indifferenza per un dato autore o un dato albo, compravi. DOPO ti chiedi "c'è un motivo PER comprare questo albo? Tanto già me ne mancano, cosa conta se me ne manca uno in più? Così risparmio soldi e spazio...", e quindi, nel dubbio o nell'indifferenza per un dato autore o un dato albo, NON COMPRI. Io mi sono comprato un sacco di ciofeche di Nizzi che non ho letto e non leggerò mai, per non avere "buchi nella collezione" (il costo, in termini di soldi e spazio, all'epoca era ridicolo, erano 12 albi all'anno, non 40, e costavano molto meno di oggi rispetto all'inflazione), e in base a quello che so di TUTTI i miei amici che leggono fumetti Bonelli, fino ad un certo punto abbiamo fatto cosi, anche se c'era un autore non gradito non si lasciava un "buco" nella collezione. Poi alla fine ti stufi e non lo fai più. E parte la frana. Faccio l'esempio personale con Dylan Dog. Per anni li ho comprati tutti, anche se c'erano autori che non gradivo (Chiaverotti per esempio). Poi quando hanno iniziato con special, maxi, dylandogoni, Color Fest, etc ad un certo punto mi sono stufato e ho iniziato a non comprare quelli di Chiaverotti e Montanari e Grassani e altri autori che non gradivo. Ma a quel punto scatta il cambio di prospettiva che citavo prima: se lascio lì quelli di Chiaverotti perchè comprare gli altri? Devo avere una ragione. Quindi sono passato in fretta dal "non comprare quelli di X, ma comprare gli altri" a "comprare SOLO quelli di Y e Z, e lasciare lì tutti gli altri di A, B, C, D, E, F, G, H.....". Dopo un po' compravo solo un Dylan Dog all'anno, forse meno. Dopo un po' non sono stato nemmeno più a controllare gli autori, non ho più nemmeno preso in mano un Dylan Dog in edicola... (questo è accaduto ANNI prima dell'arrivo di Recchioni, non c'entra niente, quando è arrivato - e la cosa è stata tanto strombazzata che mi ha incuriosito - gli ho dato una possibilità e ho ripreso ma poi ho perso qualunque fiducia visti i risultati e ho smesso d nuovo)
  12. Beh, sai che la storia la disegna Freghieri e non ci metti una donna?
  13. "lettori"? Ah ah ah ah! La necessità l'avverte l'editore, su consiglio del suo commercialista! Secondo me, se siamo "solo" a 40 Tex pubblicati all'anno, il merito è di Boselli che ancora tenta di resistere. Se fosse stato per Airoldi e l'editore a questo punto avremmo già avuto nuove serie del tipo: "Tex Team-up", una collana mensile di avventure di Tex con altri eroi Bonelli, da Gea agli Orfani (che ci vuole? Basta che trovi una macchina del tempo...) "Old Man Tex" serie mensile con la storia del Tex di 70 anni che va in Europa a combattere un invasione di licantropi proto-nazisti durante la prima guerra mondiale "Tex What If", Mefisto tipo Osservatore osserva realtà alternative in cui Tex è una donna, o un criceto... Ovviamente, la serie regolare sarebbe già diventata settimanale. Per risparmiare i disegnatori li avrebbero trovati in Cina...
  14. Ecco, tutto si spiega... Fossi egoista ti direi di rileggerle, per "vincere" una discussione nel forum, ma mi sembra una cosa troppo meschina, preferisco farti conservare i bei ricordi di bambino: ti consiglio di non rileggerle mai!
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