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Diablero

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  1. Leggendo le uscite delle ultime 2 settimane con la Collana Apache ho notato una curiosità. Aprite le strisce 5 e 6 della Colllana Apache (anche la 7 ma in quella si nota meno) uscite nel marzo 1963 e leggete i balloon. Noterete la FASTIDIOSISSIMA abitudine di mettere in grassetto parole a caso per evidenziale! È una cosa che fanno in certi fumetti, ma piuttosto "delicata" perché va fatta bene e con criterio (Jack Kirby per esempio nelle storie del Quarto Mondo pareva peggio di quello che era come dialoghista perchè ne faceva abuso e con le parole sbagliate, mentre invece Stan Lee li usava spesso ma con più criterio ) E su Tex... non si era mai vista! Fate il confronto con la striscia 4, e poi passate alla 5 "Tex Chiude il conto" (se non avete le anastatiche ma avete un Tex Gigante 57 abbastanza vecchio probabilmente troverete lo stesso lettering, ho verificato in una TuttoTex e c'era ancora, e vedete la differenza da pagina 32 ) Salta all'occhio non solo perchè è "strano" su Tex, ma perché è fatto così male da risultare davvero fastidioso! La mano che fa il lettering pare la stessa degli albi precedenti, quindi non dovrebbe essere un cambio di letterista il problema... Con la striscia 7 la cosa si nota meno e viene fatta meno volte. Notare che all'epoca si stampavano 3 strisce per volta, quindi la 5, 6 e 7 sono state stampate insieme. E dalla 8 (per fortuna) niente più grassetti alla boia di un giuda. Cosa è successo? Mia ipotesi, non suffragata da alcuna prova, ma dal semplice ragionamento e dal fatto che già nel 7 la cosa diventa molto più rara, prima che GL Bonelli potesse vedere il risultato e prima che la casa editrice ppotesse vedere l'opera del letterista: questa cosa per me non è stata fatta dal letterista e non era nella sceneggiatura. Qualcuno, in redazione, ha pensato fosse una buona idea "rimarcare" alcune parole GIÀ LETTERATE. La calligrafia delle parole in grassetto è simile (usavano probabilmente tutti una mascherina con le lettere) ma non identica, per me è di un altra mano. A tavole già letterate, qualcuno "che poteva" in redazione ha corretto (o fatto correggere) quelle parole mettendo i grassetti, pensando migliorassero i testi (o forse c'erano problemi al lettering originale, spiegherebbe la scelta poco sensata delle parole). Già alla terza striscia s'erano stufati, o non avevano più tempo prima della stampa, o avevano già realizzato che non funzionava. poi non ci hanno più provato, ma sono rimaste questa manciata di strisce "strane"...
  2. "astratti e inutili problemi" penso sia un etichetta che si possa applicare su ogni ret-con vista su Tex Willer... Nel dettaglio, verificando nelle edizioni non censurate, dopo l'avventura in messico Dinamite compare nella storia "la Banda del Rosso" (pagina 56 del numero 4) e nella prima didascalia si dice che è appena rientrato negli USA, difficile che tutta la prima guerra di Secessione (perché ricordiamoci che su Tex ce ne sono state due ) sia già finita nel tempo in cui Tex ha percorso quella strada... La storia della Banda del Rosso è la prima parte della sfida contro il Drago (la prima) con l'incontro con kit Carson e il ritorno dei Rangers. che porta poi direttamente a Satania. in realtà non è una cronologia "impossibile", anzi nei primi tempi le storie erano anche definite cronologicamente meglio di adesso (con indicato quanto tempo era passato dall'avventura precedente), e fila tutto. I problemi nascono solo quando... 1) Si vuole inserire quegli eventi in una cronologia "storicizzata" (e vabbè che questa è la mission della Tex Willer...) 2) Si vuole inserire "Fra Due Bandiere" (e di conseguenza tutte le storie del filone "Tex nella guerra di secessione" tipo Fuga da Anderville) nella cronologia di Tex (cosa che GL Bonelli si era BEN GUARDATO dal fare, trattandola sempre come una specie di "Tex alternativo": ANNI dopo "fra due Bandiere" nella storia "Il cacciatore di taglie" si dice che la guerra di secessione è finita da pochi anni, indicando che GL Bonelli già non teneva più conto di "fra due bandiere" i problemi non li dà la cronologia di GL Bonelli, abbastanza coerente e con retcon minime (nella durata del rapporto con Lilyth soprattutto), li dà la "storia ufficiale" con le sue date precise...
  3. Non cavolate, bensì nuovi formati! Suggeriamo nuove maniere per spremere i texiani (ma stavolta dandogli roba decente, non specchietti e perline colorate), la ristampa "artist edition" come per i Blueberry dei Tex cartonati in bianco e nero riprodotti dalle tavole originali! Se qualcuno la suggerisce ad Airoldi la fa subito! Una nuova ristampa di Tex? In cinque minuti!
  4. Dopo questo abbandono dubito gliene affidino un altro. Dovremo accontentarci di "Sfida nel Montana"
  5. Il numero 28 è l'unico albo in cui non c'è Tex in copertina. Nel senso proprio che non c'è manco la scritta "Tex"...
  6. Attento che adesso borden si incazza anche con te!
  7. Non è lui. El Morisco è un personaggio dei fumetti. Farne una versione con l'IA è come fare una foto a un tizio che gli assomiglia.
  8. Se per tramonto della sua stella intendi il periodo successivo al suo Thor, che risale al 1996, devo deluderti: perché ha fatto un sacco di cose adottando uno stile che potremmo definire probabilmente fotorealistico decisamente migliore dei suoi lavori degli anni 90. Ti posso citare Amazing Spider Man tra il 2004 e il 2008, Thunderbolts , Secret Avengers, New Avengers e tanto altro per la Marvel fino al 2019. In seguito l'ho perso di vista. Ma no, parlavo del periodo in cui ci furono le polemiche sul Texone e gli anni successivi, ti pare che potevo riferirmi al 1996? Dopo il 2019 (anno in cui ha smesso di lavorare con la Marvel, ma se vedi gli davano poche cose da fare anche prima rispetto ai fasti di alcuni anni prima) sapevo che aveva lavorato per un "nuovo universo" abortito di un etichetta indie, e poi più niente. Ma ho trovato un articolo che parla di accuse di aver usato l'IA nel 2025: https://www.comicsbeat.com/mike-deodato-jr-accused-of-using-ai-in-ultimate-oz-universe-updated/
  9. Come già avevo detto, Deodato a un certo punto ha fatto come Fernandez, e ha aperto uno "studio". Prima c'è stato il calo qualitativo, poi per correre un po' ai ripari ha cominciato a differenziare le cose firmate da lui da quelle firmate "Deodato studios", ma era tardi, in pochi anni hanno smesso praticamente tutti i cercarlo (all'incirca proprio negli anni in cui si era offerto per il texone: coincidenza?) Come nella trattativa con Bonelli, è stato probabilmente fregato dall'eccessiva avidità. Anche se c'è stato anche un cambiamento di gusto generale in quegli anni, prima le pose deformi alla Liefeld e poi quelli che ricalcavano foto di fotomodelle sono "passati di moda" e oggi non se ne vedono più tanti in giro. E su Greg Land, concordo di più con MarrFarr: ALMENO Deodato disegna, Greg Land sembra una IA... poi dai, non lo avreste voluto un Tex disegnato così? (comunque, è un peccato perché le capacità le aveva quando non faceva la cosa più commerciale possibile... ecco come poteva disegnare quando ci metteva impegno...
  10. Il responsabile dello scempio della prima parte fu Ranieri Carano, storico traduttore della Milano Libri (per questo parlo più di disinteresse, sciatteria e incuria che non di incapacità: chiaramente l'aveva tradotto con sciatteria e di malavoglia disprezzando l'opera, senza proprio capire che era di fronte all'opera che avrebbe più stravolto il fumetto mondiale negli anni successivi). E non sto esagerando: come minimo il Batman moderno è preso più da quell'opera di Miller che da tutti i fumetti di Batman precedenti, ha ridefinito non solo Batman ma tutto il fumetto supereroistico, e a cascata ha influenzato tutto il fumetto mondiale... tranne, per anni, quello italiano. Quando Miller era già celebrato e tradotto persino in Giappone e in Francia, i provinciali fumetto-onanisti italiani che si lambiccavano ancora nella diatriba "fumetto d'autore / fumetto popolare" (una fesseria tipicamente italiana, inesistente in tutte le altre critiche fumettistiche) MANCO SE NE ERANO ACCORTI. Mi ricordo ancora all'epoca quando cercavo di parlare ai miei amici "esperti di fumetti" (perché conoscevano giusto quelli italiani e quelli tradotti da Alter Alter) dell'esistenza di Watchmen, V for Vendetta, Daredevil Born Again, Cerebus, Elfquest, love and Rockets, come storcevano il nasino dicendo "ma sono supereroi! Sicuramente è meglio questa nuova serie d'autore di Manara... ) Comunque, dal secondo episodio la serie fu affidata a Baldoni, persino per la redazione della Milano Libri dell'epoca (molto "puzza al naso" e piena di pregiudizi sul materiale americano che gli aveva portato in dono la Rizzoli - basta pensare alla maniera ignorante e indecente in cui pubblicarono Watchmen dimostrando di non aver manco capito che non era un comic book normale, tagliandolo e relegandolo su cartaccia) quella traduzione era inaccettabile. Poi, oh, se non ti piace non ti piace (soprattutto se hai remore morali sulle vicende narrate magari in Sin City) ma l'impatto che ebbe Miller sul fumetto è innegabile. Basta pensare a come Medda ci ha costruito una carriera, sul copiare Miller per un pubblico che ancora non lo conosceva... (davvero era una cosa imbarazzante, ti leggevi i Nathan Never di Medda e c'era tutto, la voce narrante, la pioggia, il noir, mancava giusto che si firmasse Frank M.(edda)... ) Anche di The Dark Knight Returns hanno fatto la Artist Edition (negli USA ormai lo fanno di tutto, solo in italia quella di Tex pare non sia andata bene mentre vendono le variant... popolino arretrato con l'anello al naso, che si fa buggerare da specchietti e perline colorate, puah...), ecco la recensione piena di foto: https://aeindex.org/reviews/batman-the-dark-knight-returns-frank-miller-gallery-edition/ È interessante come volume anche perché mostra il livello di RAGIONAMENTO con cui è stata costruita l'opera vignetta dopo vignetta, cose ridisegnate diverse volte, modifiche continue, ogni tavola modificata e rimodificata finché non era esattamente come voleva Miller (che stava lavorando con un inchiostratore, Klaus Janson, on una forte personalità che tendeva a "coprire" i disegnatori che chinava. All'epoca Miller e Janson erano una "coppia fissa" ma per me le cose migliore le ha fatte, a livello di disegni, quando ha cambiato inchiostratore o si è inchiostrato da solo. Almeno fino a quando non è diventato alcolizzato, cosa che spiega le opere post-300) Visto che parli di disegni difficili da decifrare, metto anche queste tre pagine, in cui un Bruce Wayne di mezza età ricorda l'assassinio dei genitori: la sequenza di tre pagine è praticamente MUTA, ma chiarissima (ed è stata poi scopiazzata decine di volte, persino al cinema l'hanno ripresa paro paro...) https://www.pinterest.com/pin/how-frank-miller-built-this-amazing-dark-knight-returns-page--35465915801320631/ https://www.pinterest.com/pin/577938564676662867/ https://www.pinterest.com/pin/668151294693508833/ Deadato non arriva manco a giocare nel campionate di gente come Miller. È uno dei tanti "fotografari", come li chiama Pennacchioli, che fecero una carriera del ricalcare foto di fotomodelle nell'epoca "softporn image" E si è poi "rovinato" quella carriera facendo la stessa cosa che ha fatto Fernandez: per produrre (e guadagnare) di più, ha aperto lo "Studio Deodato" in cui faceva lavorare un sacco di esordienti (pagandoli pochissimo immagino), per inondare il mercato di cose "disegnate da Deodato": in breve tempo i lettori hanno notato il crollo verticale e la sua stella è tramontata... Non so nemmeno cosa faccia adesso, è un po' che non vedo cose disegnate da lui. Di sicuro se ha chiesto (in un epoca in cui già la sua stella americana era tramontata) mille euro a tavola, ha tentato "l'audace colpo dei soliti ignoti" e ritiene che gli hai mandato in fumo un colpo perfetto!
  11. Che edizione hai letto del Ritorno Del Cavaliere Oscuro? Perché la traduzione della prima puntata, pubblicata su Corto Maltese, è ancora oggi dopo decenni una delle traduzioni più scandalose mai viste in Italia per opere di questo livello... era una traduzione totalmente DEMENZIALE, che dimostrava come il traduttore NON STESSE CAPENDO COSA TRADUCEVA e non si fosse minimamente curato di dare un senso alla propria traduzione. Parole a casaccio, letteralmente, come tradotte una ad una dal dizionario senza dare senso alle frasi. Quando l'opera fu ripubblicata in edizioni successive l'intera prima puntata (e parte delle altre) fu ritradotta di nuovo, ma in generale lamentele alle varie traduzioni ce ne sono sempre state (anche se nessuno mai si è più avvicinato al livello di totale incompetenza di quella prima pubblicazione. E pensare che il traduttore era pure famoso... per me fu un esempio di quanto la redazione "puzza al naso" di Corto Maltese, imbevuta di cazzate autocelebrative sul "fumetto d'autore", in realtà disprezzasse i capolavori di Miller e Moore che la Rizzoli gli aveva regalato immeritatamente, e l'avranno tradotto in una mattinata...) (Io The Return of the Dark Knight l'avevo letto anni prima, in originale, ed era effettivamente in un inglese più ostico rispetto a quello a cui ero abituato, ma alla fine se facevi lo sforzo per me era più comprensibile del cercare di capire cosa c'era dietro le traduzioni italiane maldestre...)
  12. Non condivido del tutto l'elogio incondizionato del sassaroli (per me sono anni che Miller tira via) ma manco tirarlo nel rusco, eh... Visto che MacParland parlava di "lavoro in negativo", gli suggerirei di guardare l'immagine della donna a destra... E la costruzione di queste tavole: Poi, la pagina a sinistra di questo spread, un esempio magistrale di costruzione della tavola associata a uno dei dialoghi più iconici del fumetto mainstream americano anni 90 ("Worth Dying For. Worth Killing For. Worth Going to Hell For" (tutte le immagini sono prese dalla recensione illustrata che trovate qui della "Frank Miller’s Sin City: The Hard Goodbye Curator’s Collection" ). E "300" è un capolavoro, non diciamo fregnacce!
  13. Ho qualche dubbio, all'epoca appunto i prezzi erano più bassi e quindi i margini più risicati, inoltre se il Texone vende lo stesso numero di copie con un autore che costa 300 Euro a tavola, perché pagarne mille? (che sarebbe più di quanto prende Ticci, a quanto ne so) Infatti, non le guadagnano. Non per semplici tavole (per le cover il discorso è diverso) O meglio, non le guadagnano con il page rate, poi ci sono le royalties che pesano di più negli USA, e quindi se sei fra gli autori di una serie che vende molto prendi anche quelle, poi ci sono i soldi della vendita degli originali, che sono fattori che "pesano" di più negli USA . Però col cavolo che Deodato trovava qualcuno che gli pagava mille euro a tavola negli USA. Per questo si era rivolto all'Italia!
  14. Grazie! El Supremo devo ancora leggerlo, magari questa è la volta che trovo la spinta...
  15. Però se lo fanno vorrei davvero dei "falsi d'autore": magari fuori il cellophane con i dati reali del prezzo e la data, ma dentro dovrebbe essere tutto "retrodatato" alla ultima serie a striscia, come se fosse la trentasettesima serie pubblicata nel 1967...
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