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PapeSatan

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  1. Buona sera, mi rassicurate sul fatto che non devo andare dall'oculista, confermandomi che nel prossimo numero di "Tex Willer" in copertina non compare Tex Willer?
  2. Non essendo uno specialista tecnico del fumetto ma solo un comune e appassionato lettore, io valuto un disegnatore sul risultato estetico finale, che per me deve significare "chiara e immediata leggibilità". Quindi, in genere non mi soffermo sulla composizione analitica della tavola e sulla tecnica realizzativa (tratto, chiaroscuro, retinatura, ecc.) ma guardo l'effetto finale d'insieme (quindi gli aspetti analitici li assorbo inconsciamente e li valuto sul risultato "estetico", non tecnico). Il Tex di Galep o lo Zagor di Ferri, nei rispettivi tempi d'oro, rimangono per me insuperati in quanto hanno rappresentato il canone dei personaggi e dato una leggibilità immediata alle scene. Pur con stile molto diverso accosto a quei due mostri sacri anche Fusco, le cui tavole mi hanno sempre emozionato per quel suo tratto sí teso e nervoso, ma perfetto per rappresentare le atmosfere quasi "gotiche" di certi episodi. Per analogia, pur riconoscendo il valore storico-artistico di un dipinto futurista di Giacomo Balla o cubista di Pablo Picasso (ad averne, in casa!), preferisco l'estetica emozionale pura di un campo di girasoli di Van Gogh (neanche quello ho in casa... ).
  3. Ma quale Natale! E' già passata l'Epifania e su "Miller" tutto ancora tace. Speriamo almeno nel regalo di Pasqua. Di quest'anno, eh...
  4. Per diretta equivalenza sarebbe il 65° nord, ma mi sembrerebbe comunque troppo "basso" rispetto al polo nord...
  5. Quando vediamo il Tex di Galep scritto da GLB vediamo il personaggio classico, canonico, delle origini, immediatamente riconoscibile, l'icona che lo ha reso popolare. Come quando vediamo il James Bond di Sean Connery diretto da Terence Young.
  6. Quando si parla di gusti, ovviamente la soggettività non si discute. Per es. nel genere cinematografico del "thriller" il giovane italiano medio apprezzerà di più i moderni "Shutter Island" o "Il silenzio degli innocenti" rispetto ai classici "La donna che visse due volte" o "Psycho". E, si badi bene, parliamo di Scorsese e Demme (e potremmo continuare con Kubrick, Carpenter, De Palma, Soderbergh, ...). Nulla da dire su questi nomi, grandi se non grandissimi, ma PER ME il maestro del genere rimane Hitchcock. Come PER ME Galep, come stile, efficacia ed armonia del tratto, é una spanna sopra a quelli che lo hanno seguito. Ad alcuni Galep puó piacere meno di altri disegnatori (gusto rispettabilissimo) ma nella storia del fumetto (di Tex in particolare, ma non solo) ha fatto scuola in modo oggettivo. Se poi si analizza lo stile e l'opera di Galep con molta attenzione (cfr. perfetta analisi di @Diablero e la citazione della sua carriera di pittore da parte di @Condor senza meta) allora forse poi anche il giovane italiano medio lo rivaluterà.
  7. @Carlo Monni o @borden Una curiosità lessicale: "Maverick Bunch", con le iniziali in maiuscolo come leggo, si deve intendere come il nome proprio di una banda derivato, secondo la figura retorica dell' "antonomasia", dalla locuzione comune "maverick bunch", traducibile come "gruppo ribelle"? Cioè siamo nel solco del "Mucchio Selvaggio" ("Wild Bunch"), locuzione comune divenuta nome proprio per antonomasia?
  8. @Diablero Siamo d'accordo sul fatto che il controllo ci debba SEMPRE essere. Semplicemente, avrei auspicato che un simile controllo lo si facesse direttamente alla fonte, cioé da parte della casa editrice, magari sfruttando il lavoro di confronto con l'originale per estenderlo al confronto con le edizioni censurate: ne avrebbero ricavato materiale interessante per i fascicoli allegati. Compito che, in modo lodevole, tu e altri state eseguendo con quella precisione e professionalità che mi sarei aspettato dall'editore. Peró intuisco che una tale figura di revisore ESPERTO presso l'editore non sia stato previsto e che ingaggiare un consulente esterno costasse un bel po'. Per cosa, poi? Per accontentare quei 5 o 6 pignoli che si lamentano del "Miller" o dei "tonti", quando ci sono dieci volte più acquirenti a cui questi particolari non dicono nulla? Ai tempi del buon Sergio, quei 5 o 6 sarebbero stati importanti e dunque ascoltati al pari degli altri 50 o 60. Per rimediare c'é ancora tempo, vediamo se ci faranno il regalo di Natale anche in ritardo...
  9. Per sostenere che le strisce modificate sono solo 2 su 27 bisogna che qualcuno, settimana dopo settimana, si sia preso la briga di fare i confronti con le strisce originali. E sperare che qualcuno si prenda la briga di farlo per tutte le successive uscite. Vi pare un approccio sensato? Vi paiono acquisti fatti in fiducia? Io vorrei che la garanzia di fedeltà all'originale me la desse l'editore, senza bisogno di insinuare dubbi e necessitare di confronti settimanali! Altrimenti si spaccia per anastatica qualcosa che anastatica non é. Questa garanzia (o fiducia, chiamatela come volete) sarebbe ripristinata agli occhi degli acquirenti solo ripubblicando le strisce incriminate nella loro versione originale: se non lo si fa, é lecito attendersi in futuro ulteriori ritocchi impropri... e quindi acquisti in edicola con il tarlo del dubbio.
  10. Quelli che tu chiami "errorini" sono in realtà palesi alterazioni della copia di esemplari originali: quindi, non si puó più parlare di "anastatica" ma di ristampa riveduta e (s)corretta. Per restare sull'abominio del "Killer" diventato "Miller", tu non ti incaxxeresti se nella fedele riproduzione del manoscritto originale "Dracula" di Bram Stoker il nome del vampiro venisse cambiato deliberatamente in Jacula? Per pura coincidenza, ricordo che "Tex Miller" é stata una parodia "sconcia" dell'originale, al pari di Jacula...
  11. Sono sostanzialmente d'accordo con le valutazioni espresse da @Poe.
  12. Anche perché sarà dura per Frediani trovare materia sempre nuova per interventi banali e inutili lungo tutte le 66 (iniziali) uscite previste... Comincerà a parlare dei suoi compagni di scuola e degli scambi di albi che ha fatto con CIASCUNO di loro in ogni diverso fascicolo?
  13. Non bisogna confondere la CRONOLOGIA di vita vissuta di un personaggio con l'ORDINE DI LETTURA degli albi che la raccontano. Sono due cose ben diverse. In questo do ragione a @Diablero (e a Don Rosa, come non potrei?): gli albi vanno letti nell'ordine con cui sono stati pubblicati, perché solo così si coglie l'evoluzione del personaggio, anche nei ricordi del passato. Quando nella maturità Tex rievoca episodi del suo passato, é nel presente della maturità che la narrazione e il ricordo vanno collocati: infatti, si parla di "flashback", non di cronaca "in diretta" retrodatata. La CRONOLOGIA, invece, serve a dare una logica sequenziale alle vicende ed esperienze del personaggio, per spiegare come e quando un certo fatto é accaduto in relazione ad altri, in una dipendenza di precedenza-posteriorità o nesso causa-effetto. Faccio un esempio un po' forzato ma che rende l'idea: se oggi i Pink Floyd (ipotizzando che esistano ancora) pubblicassero un album in cui alcuni brani sono la riesecuzione di pezzi dei primissimi album in puro genere psichedelico, un neofita che lo acquista con tutti gli altri album in blocco dovrebbe ascoltarlo dopo aver ascoltato tutti gli album in ordine di pubblicazione, quindi dopo l'ultimo lavoro in studio (che di psichedelico non ha piú nulla): solo così lo puó inserire, valutare e apprezzare nella carriera vissuta dalla band, anche se cronologicamente alcuni di quei brani ("in flashback") risalgono a fine anni '60.
  14. In modo un po' diverso da te ho espresso il tuo medesimo giudizio, ma meno drastico e più ponderato: infatti ho dato 5 ai dialoghi, per la loro prolissità, ma 8 alla sceneggiatura nel suo complesso. Come si spiega questa mia apparente contraddizione? Semplice: l'obiettivo di questo incontro tra Tex e Zagor era innanzitutto di renderlo realistico e credibile, quindi le spiegazioni per lunghi tratti dense e complesse, con molti nomi e fatti, per intrecciare e riannodare i fili delle vicende, sono state un male necessario (voto 5 alla leggibilità e qui sono in sintonia con te) ma il risultato é stato per me eccellente (voto 8 alla trama): un incontro verosimile tra due persone, e non tra due leggende con i rispettivi universi per certi versi inconciliabili. Ora che le premesse e le motivazioni sono state fornite, nei futuri seguiti che Boselli ha già ipotizzato ci sarà certamente molta più azione.
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