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[373/374] La Pistola Nascosta
Il sassaroli replied to Pedro Galindez's topic in Le Storie dal 301 al 400
Molto buona la prova di Nizzi anche in questa storia. Plot, ritmo narrativo, personaggi e dialoghi sono proprio azzeccati. E ovviamente anche i disegni di Giolitti. Un gioiellino che mi pare non sia mai stato ristampato in volume ed è un peccato. -
Dev'essere stata l'ultima malia di Mefisto... O di Nizzi Più seriamente: analisi da vero segugio. I mie complimenti. Anche questa ricostruzione dimostra ciò che, a mio giudizio di lettore, rende intollerabili molte sceneggiature di Nizzi. Non è la figura da palta che fa fare a Tex o Carson. Quella è solo la conseguenza. L'errore (sì: errore!) è quello di utilizzare snodi narrativi da Commedia in storie di Avventura. Qualche volta Nizzi ha creato una buona commedia (Barbanera), qualche volta la commistione è stata deleteria. Certo che poi ogni lettore ha una sua sensibilità e proprio per questo di Nizzi esistono frotte di estimatori. Sarebbe interessante scoprire quante volte Nizzi è andato oltre il limite della tolleranza (posto già piuttosto in alto) di Bonelli-Canzio.
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Lunga assenza? Ma se proprio questa mattina ti ho letto qui: https://texwiller.ch/index.php?/topic/1077-371373-thonga-il-tiranno/page/2/#comment-219334 Comunque BENTORNATO!
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Che sia d'impatto non c'è dubbio. Però mi pare che Tex, di fronte a questa scena, abbia l'espressione di un pesce lesso... I disegni di Volente, invece, mi piacciono tantissimo La storia occupa due albi interi?
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[371/373 ] Thonga Il Tiranno
Il sassaroli replied to Pedro Galindez's topic in Le Storie dal 301 al 400
Per godersi questa storia, al lettore viene chiesta una bella dose di "sospensione dell'incredulità": accettare che nel cuore del Texas ottocentesco esista una enclave africana perfettamente preservata, con tanto di tiranno, costumi e tradizioni tribali... Beh, è decisamente poco verosimile. La spiegazione fatta da Nizzi, poi, introduce altri aspetti che rendono ancora più difficile giustificare la situazione. Ad esempio, se questa tribù vive isolata, com'è che parlano spagnolo senza problemi? Se gli unici bianchi che hanno conosciuto sono gli schiavisti, com'è che l'eremita cura fraternamente Tex e subito si fida di lui? Ma cerchiamo di superare questo scoglio perché poi la storia funziona. Funziona sia per merito (un po' sorprendentemente) di Nizzi che (ovviamente) di Marcello. Nizzi, dunque. Viene naturale confrontare questa sua storia con un'altra minaccia esotica, ovvero la "Fantasmi nel deserto" di Bonelli, che soffre di alcuni passaggi narrativi un po' lenti e ripetitivi, cioè di una narrazione decisamente meno energica dello standard bonelliano. "Thonga il tiranno" invece gode di un ritmo serrato e, bisogna riconoscerlo, Nizzi riesce in quello che a Bonelli era mancato: creare un mondo "alieno" che resti minaccioso fino alla fine. Poi, certo, la componente esotica è sovrastrutturale e la storia avrebbe potuto essere raccontata uguale identica con una tribù di Comanche, ma questo non è importante, perché la vicenda è una avventura perfetta per Tex e Carson, che ci vengono restituiti volitivi ed eroici, alle prese con un avversario pericoloso (due in realtà) che viene sconfitto con strategia e cervello. Mi pare persino impossibile di star parlando di Nizzi! Ma quelle volte in cui non ci metteva origlioni, quando a Tex faceva fare Tex e Carson non veniva descritto come un mentecatto, Nizzi scriveva storie ben congeniate. Ma veniamo a Marcello. Quanto sia efficace la sua tavola e quanto sappia far recitare i personaggi è persino banale dirlo. Vorrei invece riflettere sull'approccio del disegnatore all'irrealismo della situazione. Io mi immagino che leggendo la sceneggiatura abbia pensato: "È impossibile! Quindi come è giusto disegnare una vicenda irrealistica? Giocando con questa impossibilità. Portando la sensazione di straniamento al massimo livello concepibile. E come posso fare questo? Contaminando." Ecco allora che il villaggio delle tribù pare africano, ma i due personaggi saggi hanno l'aspetto di aborigeni e Thonga quello di un polinesiano. Se Marcello avesse disegnato guerrieri Zulu o Masai da enciclopedia, il lettore avrebbe ricondotto tutto a qualcosa di noto, invece utilizzando tratti aborigeni e hawaiani per personaggi che la trama suggerisce africani, Marcello sposta la storia in una dimensione "altra", quasi fuori dal tempo e dallo spazio. È questa totale anarchia etnico-geografica, supportata da disegni magistrali, dalla cura maniacale per le fisionomie, le posture, l'abbigliamento, che rende gustosissima questa storia. Prendiamo ad esempio Thonga. Il Thonga di Marcello è un gigante di muscoli, ciccia, presunzione e follia. È un villain meraviglioso perché buca la pagina. Quando vedi Thonga, non pensi: "È impossibile che sia qui", ma pensi: "Lui è qui, ed è un bel problema". La qualità del segno rende reale ciò che logicamente non lo sarebbe. È la dimostrazione che quando il disegno non si limita a illustrare ma "interpreta" il cattivo, l'intera storia ne guadagna in spessore. È il trionfo della fantasia sulla verosimiglianza. In conclusione direi che questa è una storia anomala nell'epopea texiana, perché dice chiaramente al lettore: "Dimentica le mappe e la storia, e lasciati trascinare in questo incubo meraviglioso". E grazie ai villains "recitanti" di Marcello, il trucco riesce perfettamente. -
[293/295] Il Passaggio Segreto
Il sassaroli replied to Pedro Galindez's topic in Le Storie dal 201 al 300
Storia minore, non tanto per il numero di pagine, ma piuttosto per l'esiguità dell'intreccio. Però raccontata bene e disegnata magnificamente. Cosa dire di Civitelli che già non sia stato detto? Un esordio magistrale, Tex e Carson perfetti, personaggi di contorno che paiono usciti da un casting di John Ford, tavole fatte per essere lette ma con vignette che meriterebbero di venire estrapolate, ingrandite e incorniciate. Epperò anche Nizzi qui ha una buona mano. Al netto di un paio di sciocchezzuole già ricordate e giustificabili (Carson che le prende al saloon, Tex che non "annusa" subito l'innocenza di Ray), la storia è bene raccontata, i dialoghi sufficientemente brillanti e soprattutto non ci sono origlioni. Insomma è stata per me una piacevole lettura. -
Commenti che si fermano alla data di uscita. Segno che non solo si tratta di una storia minore, ma che, probabilmente, neanche vale la pena di rileggere. Io invece non l'ho trovata malvagia. Certo, la parte dell'assassino misterioso è telefonata, il movente risibile, però i pards sono massicci, i personaggi di contorno ben caratterizzati, quelli che devono essere odiosi sono terribilmente odiosi, quelli che devono essere simpatici sono giustamente simpatici, la storia è raccontata con perizia, qualche momento più concitato c'è, tamarrate non ce ne sono... insomma dopo 10 anni, magari questa storia merita un giudizio meno severo di quello avuto all'uscita?
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Ah! Che sorpresa! La seconda parte della storia, quella disegnata da Civitelli, mi è proprio piaciuta! Certo, qualche origlione c'è ancora e proprio alla fine Nizzi vuole confermare la sua scarsissima considerazione sul personaggio Tex ribadendo che solo grazie agli origlioni Tex ottiene i suoi successi, che solo per queste botte di fortuna Tex riesce a prevalere. Invece tutta la storia precedente lo nega. Nizzi ci descrive un Tex massiccio, carismatico, volitivo,capace di architettare un piano complesso e di portarlo a termine. Un Tex davvero bonelliano o boselliano. In più ci sono i dialoghi frizzanti del miglior Nizzi e un ritmo narrativo che tiene incollati fino alla fine. Davvero una grande storia. E di nuovo mi stupisco dei commenti dei vecchi forumisti, tutti concordi sul fatto che in questa seconda parte la storia perde mordente. Beh, sui gusti personali non si può dire niente. Però, lo ripeto, questa seconda parte mi è piaciuta tanto quanto la prima mi ha irritato. Alla fine direi che ci sono due Nizzi: uno noioso, svogliato e fuori sintonia (nella prima parte), mentre l'altro è brioso brillante e perfettamente in registro. Com'è possibile?
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La toppa potrebbe anche non essere collegata direttamente al piccionismo, ma all'inverosimiglianza di un Tex che arriva in un posto e subito riceve un telegramma. Quindi che servisse qualcuno a conoscenza dell'alloggio dei pards perché la cosa fosse un minimo verosimile. In ogni caso i testi della scena del telegramma e quelli dell'incontro tra Carson e Kit sono incompatibili.
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Arrivo ultimo, ma arrivo. Oltre alla storia ho letto anche i commenti dei vecchi forumisti e sono la cosa che più mi ha colpito: la maggior parte dei giudizi oscilla fra la buona storia e il capolavoro. Per quanto mi riguarda sono più le cose che la rendono irritante che quelle positive, tanto da non raggiungere neppure la sufficienza. Cominciando col Tex piccione (ci torno subito), passando per il Carson alcolizzato (oltre che inetto e attaccabrighe), concludendo con la pletora di scene di origliamenti (di cui almeno una oltre i limiti dell'umana percezione: Tex e Montales che parlano in un parco e Tizio che li sente dalla strada!), questa doppia storia ha tutti gli ingredienti del peggior Nizzi! Fin qui ho scritto cose incontrovertibili. Poi un lettore può passarci sopra o persino ne può essere intrigato, ma sono dati di fatto innegabili. Ora invece passo a una mia libera elucubrazione, quindi confutabilissima, però ve la propongo ugualmente: la mia impressione è che persino nell'ossequiosa (nei confronti di Nizzi) redazione degli anni 80-90 si fossero accorti di quanto Nizzi fosse andato oltre nel descrivere Tex come un boccalone con grave deficit intellettivo. Scendo nel dettaglio, quindi invito a riprendere in mano gli albi. A pagina 22 del n.365 Tex e Carson ricevono un telegramma firmato Kit. Ovviamente è una trappola, ma Tex ci cade in pieno perché Kit dovrebbe essere l'unico a sapere dove alloggiano i due pard. Quando poi, a pagina 10 e 11 del n.366 Carson incontra Kit e Tiger Jak, risulta evidente che i due non conoscono nulla del contenuto di quel telegramma. Quindi il telegramma non è di Kit? Ma allora come può essere arrivato dove solo Kit sapeva trovarsi Tex? Per conto mio è proprio in questa contraddizione che si trova il lavoro redazionale: il Tex che cade in una trappola così banale come un telegramma è troppo anche per il più piccione dei Tex e allora viene deciso di rendere più credibile il telegramma. Come? Modificando l'originale firmatario (il Capitano Marquez, un oscuro militare) e rendendo noto solo a Piccolo Falco l'alloggio di Tex. Certo, non è che Tex brilli di comprendonio neppure con questa modifica, ma almeno possiamo dargli l'attenuante di aver creduto al figlio. Quindi, per conto mio, in una prima stesura l'alloggio di Tex e Carson è tutt'altro che segreto e per questo arriva a loro il telegramma, chiaramente falso. Tex, notoriamente tardo di comprendonio, ci casca, ma poi, a storia già disegnata, la redazione cerca di metterci una pezza. Del resto quando mai è successo che i nostri partano per una missione (alquanto nebulosa) comunicando in anticipo alla riserva in quale albergo andranno ad alloggiare? Non in quale ufficio postale saranno raggiungibili (cosa vista più volte), ma proprio il preciso albergo? Almeno, una volta giunti in città, fossero andati a telegrafare a Kit il loro arrivo, invece non succede. Tutto ciò non regge, se non come aggiunta posticcia, modificando i testi a posteriori. Questa modifica però presuppone che effettivamente il telegramma letto da Tex sia stato inviato da Kit: se il recapito di Tex e Carson è segreto (e lo è perché Nizzi non ci mostra nessuno spione che segue i due pards) non può essergli recapitato un falso telegramma a firma Kit. Quindi il telegramma letto da Tex è stato effettivamente spedito da Kit, a sua volta imbrogliato da un falso telegramma a firma Marquez. Però, quando poi Carson incontra Kit nel n.366, risulta evidente che il ragazzo non sa nulla dei due telegrammi. Quindi a questo punto della storia dev'essere saltato il lavoro di redazione e il dialogo tra i due Kit si svolge come era stato scritto originariamente: Carson parla proprio di un telegramma firmato Marquez, come se lo avesse letto, e Kit Willer (l'unico ad averlo letto, secondo quanto raccontato nel n.365) ascolta come se ne sentisse parlare per la prima volta. Avete voglia di riprendere in mano questa storia e dirmi le vostre impressioni sulla mia elucubrazione?
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I Soggetti di Tex da parte dei lettori del forum di Tex
Il sassaroli replied to ymalpas's topic in La Serie e i Personaggi
Più che al Carson storico, che è una "scoperta" recente, Bonelli avrà avuto nel suo immaginario quello presentato nei dime novel. Quindi il "nostro" Carson si rifà a quello già mitizzato, non certo a quello storico. Ma "si rifà" non significa che gli assomigli come vissuto. Semplicemente ne prende l'aura mitizzata e la trasferisce in un personaggio completamente nuovo. Almeno questo è quello che ho sempre pensato, ma, ripeto, le interpretazioni sono quanto mai soggettive. Alla fine di Kit Carson ce n'è sempre uno solo nel mondo di Tex. -
I Soggetti di Tex da parte dei lettori del forum di Tex
Il sassaroli replied to ymalpas's topic in La Serie e i Personaggi
L'equivoco parte proprio dal non detto. Cioè quanto c'è del Kit Carson storico nel "nostro" Kit Carson? Il pard di Tex ha un vissuto sostanzialmente coincidente con quello reale ma spostato cronologicamente in avanti? Quando in Tex i personaggi occasionali parlano del "famoso Kit Carson", parlano del nostro come se fosse quello storico? O, meglio, come se fosse quello dei dime novel? L'unica sostanziale libertà narrativa che si è preso GLB è stata quella di farlo entrare nei Texas Rangers? La faccenda è sicuramente ingarbugliata, ma il bello è proprio che ognuno può immaginarsela come preferisce. -
Mefisto, Gran Personaggio E/o Gran Cattivo?
Il sassaroli replied to TexFanatico's topic in La Serie e i Personaggi
Tornerà Mefisto, ovvio. Tutti tornano. Però l'esempio di Diablero con Goblin è proprio calzante. Prima che tornasse Norman Osborn, ci sono stati Henry, lo psichiatra, Hobgoblin... Insomma ci possono essere molte variazioni sul tema prima del "ritorno alle origini". Per quanto riguarda Mefisto ci sono già Yama e la cara zietta, poi qualche passo di lato è ipotizzabile prima del ritorno vero e proprio. L'attesa potrebbe durare qualche lustro. Chissà se ci saremo ancora per leggerla -
Che palla colossale questo terzo Texone! Lo leggo per la prima volta adesso, nell'edizione 16x21 a colori della Super Tex Speciale, è la cosa migliore sono... i colori! Colori che già mi sembrano più tirati via rispetto ai primi due Texoni. Direi che siamo a livello della colorazione che si trova sulla regolare. Di Galep non voglio parlare. Sempre va ringraziato un artista che non ha paura di mostrare le proprie debolezze e fragilità e che si mette a servizio credo personaggio, risolvendo le difficoltà dell'editore. Punto. Ma la storia di Nizzi... Non riesco a finirla da quanto è soporifera! Un crollo verticale quanto a capacità di scrivere rispetto ai due Texoni precedenti. Parlo proprio di storytellig e dialoghi, elementi tecnici nei quali solitamente è difficile muovere critiche a Nizzi [a differenza di quando riguarda caratterizzazione dei personaggi e trama].
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[Speciale Tex Willer N. 11] Reynolds Gang
Il sassaroli replied to Sam Stone's topic in Speciali Tex Willer
Moooolto moooolto interessante! -
Anch'io ho fatto parecchia fatica: nei giorni scorsi sia in modalità wifi che trasmissione dati, il download di interrompeva. Oggi invece molto più lento di che dovrebbe essere, ma completato.
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I colori violentati delle copertine di Claudio Villa
Il sassaroli replied to ymalpas's topic in La Serie e i Personaggi
Vogliamo parlare del ritorno di Padma? Il personaggio etereo, una semplice presenza ectoplasmatica, quasi una visione confusa col cielo, è diventato una presenza fisica, concreta e massiccia. Solo con la colorazione sino riusciti a stravolgere il significato dell'illustrazione. -
ymalpas, hai fatto un grandissimo lavoro
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[780/781] L'argento di Socorro
Il sassaroli replied to MacParland's topic in Le Storie dal 701 al 800
La storia comincia anche bene, in maniera molto tradizionale -certo- ma ben raccontata. Poi invece da pagina 70 alla fine solo PAM! BANG! PUM! Che due OO colossali! -
Ci sono storie con un plot interessante che si perdono in sceneggiature piene di buchi (non tanto su Tex, ma ho in mente parecchi esempi di Zagor e Martin Mystère), questa invece parte da una trama che più noiosa non poteva essere ma viene salvata dal "mestiere" di Faraci che scrive una sceneggiatura a prova di bomba. Non sarà ricordata come memorabile ma si legge volentieri.
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Ed ecco a voi la storia perfetta! Non la più originale. Non la più epica. Non la più impegnata. Non la più struggente. Non la più poetica. Però perfetta. Intendendo con questo che ci si trova tutto quello che deve essersi in una classica storia western di "frontiera urbana". L'originalità non è richiesta, anzi sarebbe controproducente in una storia che omaggia i film degli anni 50 e 60 presentando personaggi e situazioni che sono topoi. Ma il bello è che non si esaurisce in questo. È anche una storia di Tex, anzi è una storia di Tex sceneggiata maledettamente bene e disegnata in maniera straordinariamente efficace. È una storia che ti coinvolge, che ti tiene incollato come da bambino facevano i film con John Wayne, che, appena finita, ti fa venire voglia di ricominciarla. Non è la più bella storia di Boselli, né la più elaborata, né quella più caratteristica. Però è perfetta.
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[Romanzi A Fumetti 21] Lozen, nata dalla tempesta!
Il sassaroli replied to Sam Stone's topic in Romanzi a fumetti di Tex
Termine che, ironicamente, potrebbe starci con gli ex Texoni rimpiccioliti nella Super Tex Speciale, non certo per un cartonato alla francese. -
E' tempo di fare un nuovo film su Tex?
Il sassaroli replied to demetrio's question in Domande dei lettori
Non è tempo per film western. Magari una miniserie tv, tanto per vedere come viene accolta. In fin dei conti le repliche dei vecchi serial western perdurano ininterrotte da anni. Il mio cast? Tex: Matteo Martari Carson: Alessandro Gassmann Il villian "operativo": Marco Giallini Il villian dietro la scrivania: Diego Abatantuono Il capo dei peones: Edoardo Leo Lo sceriffo: Mauro Boselli