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TWF - Tex Willer Forum

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Mostrando i contenuti con la più alta reputazione il 30/07/2018 in tutte le sezioni

  1. 1 point
    Letto finalmente il Texone. Sceneggiatura piena di cambi di scena, aiutata in questo dalla divisione dei compiti dei pards (Kit, Carson e Tex-Tiger), elemento che consente di mantenere sempre alto il ritmo della storia. Ottimi comprimari e a profusione: Finnegan, Caine, e soprattutto Robledo e Faver. Concordo con Ymalpas che il comanchero ricordi Barbanera ("sei sempre senza buon senso, ma almeno hai grinta da vendere, compadre" ) e già questo denota la simpatia del personaggio; Faver, invece, duro pioniere del Texas, fattosi Texas Ranger non per fare lo "sbirro" ma per difendere le sue terre credo costituisca un autentico spaccato di vita della Frontiera, e in questo senso è bello tutto il dialogo tra Tex e il vecchio a cena nel fortino di quest'ultimo. Bravissimo anche Majo ad infondergli una "sanguinaria" ed eccitata luce negli occhi, più tardi, alla prospettiva di tornare a cavalcare per un'esaltante caccia all'uomo... Di Finnegan si è detto che ha poco carisma. Non sono d'accordo. Borden il carisma non lo fa vedere, ma lo evoca: nella fedeltà dei suoi uomini per lui innanzitutto, ma anche in certi sguardi e - bravo Majo anche qui - in quegli occhi sempre intelligenti e falsamente limpidi. Non ritengo necessario far vedere il carisma, esso si percepisce anche da poche vignette o da elementi indiretti (quali, per l'appunto, la stima dei suoi uomini o la lusinghiera fama nel corpo dei Ranger), e credo di conseguenza che Finnegan il carisma ce l'abbia, eccome. Si è detto che Kit fosse succube di Finnegan: ma quando mai? Nelle parole di Kit, nei dubbi del vecchio Carson, c'è a mio parere non una fascinazione del giovane verso il ranger scafato, quanto piuttosto un anelito di cambiamento, di maggiore libertà se vogliamo, il tutto condito da sincero rimorso per il proprio ruolo di spia infiltrata tra commilitoni che sulle prime paiono veramente in gamba e quindi meritevoli di stima. Ho molto apprezzato queste che alcuni qui hanno chiamato "paturnie" o "seghe mentali" di Kit. Il tempo mi è scaduto, altro vorrei dire, magari riprenderò il discorso più in là...
  2. 1 point
    A mio modesto avviso, la coerenza storica va ricercata nei saggi storici (e non sempre la si trova neppure lì). Nei fumetti, nei film e in qualsiasi altra rappresentazione di fiction cercare la coerenza storica è come criticare Dante per aver ficcato all'inferno personaggi realmente esistiti. Vogliamo ricordare che Kit Carson nella realtà non fu proprio tenero con i Navajo? Oppure che le prime pallottole a forma ogivale compaiono solo nel 1873 e che prima le cartucce (eh sì, erano di carta) erano palle sferiche calibro 36 che conferivano ai revolver una precisione tale che non si riusciva a colpire un bisonte a 5 metri? I film e i fumetti western sono strapieni di incoerenze storiche. E non solo nel genere western. Chi ha visto il film Troy e ha letto qualcosina di Omero sarà inorridito per tutte le puttanate (si può dire?) sciorinate. Prendiamo Tex per quello che è: un bel fumetto.
  3. 1 point
    Letto ieri, tra il pomeriggio e (una fresca) serata dove me lo sono gustato sdraiato a letto. La prima considerazione da fare sul Texone di Boselli e Majo è che si tratta di una storia di 2 albi anche se, mentre lo leggi, sembra che le pagine siano 330, talmente la sceneggiatura è densa e contemporaneamente priva di momenti morti. Che differenza con l'inedito mensile, anche lui di 220 pagine, con la sua storiellina di contorti sentimenti. C'è poco da fare, con gli sceneggiatori attuali, Boselli fa davvero la figura del Cristiano Ronaldo dei fumetti. Eppure, questo texone, non è di quelli che candiderei a migliore della serie. C'è un difetto, in particolare, che mi ha fatto storcere il naso durante la lettura. E riguarda il corpo speciale dei rangers. Che sembra nato come i funghi in autunno. Avrei gradito qualche riga in più che li inquadrasse storicamente. E qualche riga in più in cui l'autore spiegasse la necessità, da parte di Finnegan, di distruggere il comanchero Robledo, specialmente dopo una sapiente sceneggiatura che ci ha spiegato come Robledo sia ormai solo l'ombra di se stesso e così la sua banda con i cerotti. Che Finnegan avesse tutto l'interesse di far fuori Robledo sul quale erano ricadute le colpe dell'eccidio del campo indiano è anche facile arrivarci, però diamine, scrivi almeno mezza riga, altrimenti sembrano azioni fini a se stesse e poco motivate. Nelle pagine finali, inoltre, troppo buonista (forse) il rapporto tra Milton Faver e lo stesso Robledo: d'accordo che ormai è un cane spellacchiato, ma resta pur sempre una comanchero che rapisce giovani fanciulle. Il texone è apprezzabile sotto altri punti di vista. Mai, finora, in una storia, si era mostrato e insinuato il desiderio di Piccolo Falco di vivere una vita tutta sua lontano dall'ombra paterna e da quella dei pards. Carson ha pure il tempo di dubitare, ma che Kit Willer sia uscito dallo stampo della famiglia Willer basta peraltro poco per mostrarlo ai lettori. L'originalità di un texone che è soprattutto la storia del figlio di Tex piuttosto che quella del padre, che pure magistralemnte fa la sua parte, è anche quella di mostrarcelo nella sua quotidianità, nell'hotel di Austin, con la ragazza biondina accanto, con la quale si è evidentemente intrattenuto durante la notte. Beh, ho scritto un articoletto sulle donne di Kit nell'ultimo magazine, posso dire quindi qui con cognizione di causa che mai, finora, nella serie si era stati più espliciti in materia. Ma posso dire anche, al contempo, che tutta la serie sembra proiettata, idealmente, a questo dolce incontro, che tanto mostra in termini di tenerezza tra questa coppia senza futuro, la raggazza essendo troppo chicchierata per dirla in termini nobili per avere qualche speranza con un giovane che lei, poverina, dimostra di apprezzare molto per quel che vale (ma è lo stesso Kit a mostrarsi affettuoso ben oltre, molto probabilmente, le esigenze del teatrino montato per ingannare Finnegan e i suoi). L'originalità del texone risiede anche nel pugno di Carson a Kit e nel pugno di Kit a Carson, sono pugni veri anche se dettati dalla finzione, che non possono non omaggiare Nolitta che si battè alla fine degli anni settanta e perse contro la redazione di allora nel momento in cui presentatava, nella storia "Il segno di Cruzado", la storica sequenza censurata del Carson febbricitante che le prendeva, allora, dal padre di Kit. E' anche, seppure si noti meno, la storia di Tiger Jack, per quanto nella storia si dimostri loquace e per quanto faccia emergere le sue abilità, nel campo superiori addirittura a quelle dello stesso Tex, nell'individuare da una insignificante traccia, l'osso brucciacchiato tra le faci di un coyote, le orme dei cani sciolti di Robledo. Il Tiger che ha ovviamente il suo contraltare nelll'apache lipan Taganas e che vince in scioltezza la partita. E' un Texone un po' crepuscolare, devo dire, sarà perché con lo sguardo rivolto chiaramente al passato, agli eroi che duellarono ai tempi dell'invasione del Texas, soprattutto nelle figure di Faver e di Robledo, coraggiosi coloni in pensione e bandidos con le zanne spuntate, ma anche un Texone che mostra i tempi a venire, proprio in quel corpo speciale dei ranger, destinato poco alla volta a prendere il sopravvento sui ranger non in servizio ( i 4 pards ) e i rangers cani sciolti dello stanpo di Caine. Perché, dire che questo non sia soprattutto il texone di Kit Carson equivarrebbe ad ammettere di aver capito poco della storia. Una storia che insiste proprio nel ribattere l'identità dei pards in quanto ranger, portatori della stella d'argento, contro fratelli ranger fuorviati dall'odio di Finnegan, corpo deviato. La storia è di quelle in cui il vecchio cammello giganteggia, nel suo calarsi nella parte del vecchio leone, nella sua esuberanza, nelle sue perplessità e paure nei confronti del figlioccio e delle sue scelte pericoloose. Onnipresente, una figura su cui contare sempre. Di tutti, quello che paga maggiormente il dazio è ovviamente Finnegan. Sarà per Majo che ne da una rappresentazione insignificante, specie se paragonata a quella di Faver o Robledo (eccellenti), ma non riesce mai a bucare la tela. Neppure all'inzio, quando Boselli tende a rappresentarne la sadicità, neppure nella fase centrale quando il racconto del dramma familiare legato alla sorella dovrebbe accattivarcelo nelle simpatie (tentativo fallito), neppure nelle pagine finali dove è mostrato nella sua estrema viltà, che ci si chiede come mai un essere simile sia riuscito a soggiogare tante persone pur partendo dal sentimento ostile diffuso tra i texani contro gli indiani che gioca a suo favore. Dovessimo ricordarci queste pagine tra una decina d'anni, il ricordo sarebbe di quella volta in cui Tex, paladino della giustizia, dovette far fronte con i suoi pards contro uno squadrone di ranger deviati. Questa è indubbiamente l'idea base da cui Boselli è partito nell'elaborare il suo soggetto e se non fosse così, lascio spazio per la correzione. Da queste poche righe, certo non un soggetto da suscitare sogni e fantasie tra i lettori, ma dal quale è riuscito a trarre una sceneggiatura corposa e priva di cedimenti. Un Tex forse troppo sbarazzino (soprattutto nelle pagine finali, quando diluvia il piombo), più da cartonato giovanile in cui è più facile vederlo calato nei panni del "due contro cento". Delle piccole curiosità, di cui accennavo in un precedente messaggio, poco mi sembra si possa aggiungere, ci sono i tralicci ma mancano i fili, la scenetta del bicchierino non c'è e penso che Boselli abbia fatto bene a cassare questa fantasia di Majo (posso dirlo ora che ho letto la storia). Beh si, mi sembra che Majo meriti le righe finali di questo prolisso messaggio. Iniziando dai quattro pards, un Tex forse troppo giovanile , ma che mi ha ricordato molto quello di Galep per quanto è magro e slanciato. Kit Willer praticamente perfetto. Tiger riuscitissimo in una miriade di vignette e stranamente inguardabile in poche altre. Il vecchio cammello è il solo fuori dai canoni. Nelle prime pagine, vedendolo, mi sono detto che il disegnatore ha in qualche modo voluto omaggiare il Kit Carson storico, vuoi per la capigliatura, vuoi per quegli occhi scavati, per quei particolari insignificanti che non ce lo rendono uguale a quello pensato da Galep. Ma tutto sommato è una caratterizzazione che ci sta e che non mi ha certo guastato la lettura. Il west di Majo è godibilissimo anche se migliorabile in alcune tavole. Ottime anche le sequenze cittadine. La caratterizzazione dei comprimari resta eccellente, eccetto quella di Finnegan, ma non ho letto l'articolo iniziale e non so dunque se Finnegan è una figura storica, se il corpo speciale è realmente esistito e quale ne è stata la storia. Con il Texone di Faraci e Breccia avevo fatto l'errore di leggere prima la parte storica, questa volta ho fatto attenzione a concentrarmi solo sulla storia di Tex, per il resto ci sarà tempo, anche se in effetti mi rendo conto che per una lettura obiettiva di questo texone, i dati storici non vadano tralasciati. Un Texone consigliato, acquisto obbligatorio per tutti i fan del ranger.
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