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TWF - Tex Willer Forum

Letizia

Ranchera
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Everything posted by Letizia

  1. Nella frase manca un "più". Non ci sarà mai più un Tex IF... Perché purtroppo ce ne sono stati
  2. Magari per me potresti fare un'eccezione. Hai già un bel po' di materiale a disposizione.
  3. Mica tanto. Carson che sparisce il Bos me l'ha bocciata. Ma non è colpa mia. La colpa è di Golia.
  4. Ok, sono una maniaca del colore. Perciò scusatemi se ripropongo un mio commento di qualche tempo fa. Pagine 10 e 11 del topic.
  5. Ok, sono una maniaca del colore. Perciò dcusatemi se ripropongo un mio commento di qualche tempo fa.
  6. Fammi capire: è negativa ogni trasmissione... che interferisca con la trasmissione...? Ogni particolare (e Gomez non lesina certo sui particolari) impedisce la chiarezza e l'immediata comprensione? Togliamo tutti i particolari, lasciamo solo i dialoghi e magari niente disegni, un bel libro che descriva la scena e via. Ti sei mai fermato mezz'ora davanti a un bel quadro per assaporarne l'essenza? La trama di Yellow Bird te la posso raccontare in tre righe senza tralasciare nulla di essenziale. La tavole di Gomez vanno assaporate. Leggi il fumetto in dieci minuti e poi lo guardi per almeno due ore. Lo guardi per i bellissimi disegni di Gomez e per la magia dei colori di Vattani. I ragnetti li vedono solo Castelli e Silver e, a quanto pare, anche tu. I dettagli riducono l'impatto delle tavole? Chi si limita all'impatto, trascurando i dettagli, forse vuole solo leggere la storia senza guardare le figure che, almeno in questo caso, sia per le chine che per i colori, meritano sicuramente una maggiore attenzione. Questo cartonato non è da leggere, è da guardare.
  7. Ringrazio anch'io Doudou e, concordando con te che siamo sul campo del mero gusto estetico soggettivo, dissento dai tuoi pareri personali. Ovviamente non contesto (come potrei?) il fatto che il BN ti comunichi sensazioni di maestosità, grandezza e bellezza, ma solo il fatto che tu dica che la colorazione restringe quelle qualità concentrando l'attenzione e addirittura si limita a coprire il disegno. E' come se io dicessi che la china copre il colore e che sarebbe stato meglio se Vattani l'avesse eliminata con il colore, come i pittori, che usano la tecnica di disegnare i contorni, fanno solitamente con le tracce sulla tela. Vorrei dire anche un'altra cosa. Gomez non solo ha elogiato la colorazione di Vattani, ma gli ha fatto anche i complimenti per la cura dei particolari. Hai notato, proprio in questa tavola, l'alito di Tex e Yellow Bird (fa freddo) che nella tavola in BN non compare (perché non può)?
  8. Infatti. Nella scena finale di Una pistola per Ringo, sono piaciuti a molti i calcoli trigonometrici della traiettoria che doveva fare il proiettile rimbalzino.
  9. Appunto. Gomez è bravissimo (vi ricordate Verso l'Oregon)? E apprezzo molto le sue tavole. Ma quella di Vattani è pura magia.
  10. De gustibus. E' come per la fotografia. In BN si fanno stupende foto artistiche. Fare arte con il colore è molto più difficile. Il colore ti fa apparire migliore anche una ciofeca. Ma quando riesci a fare una foto artistica a colori, hai raggiunto il massimo. Poi è vero che certe volte il colore ammazza il BN peggiorandolo a più non posso. Vedi i Tex a colori di Repubblica. Ma non è il caso di Vattani Se trovo il tempo, mi voglio divertire a dividere il colore dal BN. Non è impossibile ma è molto difficile perché, eliminando il colore con photoshop, si ottiene solo una scala di grigi, che è tutta un'altra cosa, oppure portando la tavola a due colori (BN) si ottiene una macchia inguardabile. Ci provo.
  11. C'è una cosa che mi è poco chiara. Si tratta di un volume a colori. Chiamatelo come vi pare ma questo è. Gli autori sono tre, ma in copertina ne sono citati solo due. E' vero che all'interno si rimedia a questa "dimenticanza". Perché i coloristi non compaiono mai in copertina? I colori di Matteo Vattani sono stupendi. Io direi che il merito maggiore della parte grafica vada a lui e non a Gomez, cui non si può certo negare l'alto valore artistico. Ma come sarebbe stata una pagina in BN senza l'intervento di Vattani? Perché, Bos, non fai in modo, se è possibile, di mostrarcene una?
  12. Carson sparisce senza lasciare la minima traccia. Tex... No, questa me la tengo, non si sa mai che il Bos mi approvi anche questa.
  13. Il Bos esagera. E' solo un'idea che, per diventare un soggetto, avrebbe dovuto essere limata, molto limata. Era la storia di Kate, la Pinkerton Lady, che fa visita a Tex per metterlo in guardia su un complotto per togliere le terre ai Navajo. Lei a Gallup viene ferita da un sicario e viene fatta credere morta. Tex e il figlio, attraverso indizi di strani dispacci telegrafici scritti in una lingua europea poco conosciuta (magari norvegese), ripercorrono la strada dei telegrammi e riescono a trovare i destinatari, prima a Philadelphia e poi a Washington: sono avvocati, banchieri ecc. Dopo aver distrutto un paio di uffici e incendiato una banca, riescono a trovare il burattinaio e "renderlo inoffensivo". Nel frattempo Carson e Tiger riescono a smascherare scorrerie di finti indiani Navajo e sgominare la banda di malviventi. Il tutto condito dalla stupidità di colonnelli della cavalleria che avevano rischiato una nuova guerra indiana. Peccato. Era una bella storia.
  14. Sergio credo sia stato, nella storia editoriale, l'unico capo a essere "censurato" dai suoi dipendenti. Nella sua enciclopedica storia "Gli uomini giaguaro" di quasi 6 albi mensili, furono eliminate ben 38 pagine, disegnate dal bravo Letteri e pronte per la stampa (la famosa sequenza dei "Predoni rossi").
  15. Ma sei matto? Già ho fatto una fatica tremenda a scrivere un Tex come pareva a me, senza qualcuno che mi dicesse: ma sei matta, Letizia, in tre scene sei andata fuori dai margini almeno cinque volte, che vuoi fare adesso, non ti verrà per caso in mente qualche altra idea strampalata tipo farlo diventare vedovo per la seconda volta? Scrivere il Tex canonico del Grande Vecchio non è difficile. Il difficile, direi quasi impossibile, è farlo in una storia che non sia banale, ripetitiva, prevedibile, scialba e pallosa. Scrivere una buona storia, se hai un briciolo di talento (e non è detto che io ne abbia), in fondo è una fatica possibile. La cosa diventa molto più difficile se non sei libero di spaziare dove ti pare e devi seguire i giusti dettami del curatore. Insomma, sarei più contenta se venisse pubblicata una mia fatica su una [fuori]serie sperimentale intitolata "Tex: e se...?" E se Tex si risposasse? E se Tex avesse tre figli? E se Tiger morisse nella guerra scatenata da Piccolo Falco contro le giacche azzurre? E se Carson uccidesse Tex in duello? Insomma robetta del genere.
  16. Santa pappa, Bos, non mi far autocitare!
  17. Però non si deve barare. Io ho alte aspettative però faccio finta di non averne per non rimanere deluso alla fine. In questo modo la delusione, se ha da esserci, ci sarà.
  18. Benissimo è un modo di dire, è un'iperbole: è evidente che Tex non può conoscere "benissimo" una persona "vista" una volta sola. Ad essere ironici siamo in due, solo che io raramente metto faccine. Mai farsi delle aspettative: quasi sempre si rimane delusi. Pensa invece che non sarai soddisfatto dell'ultimo atto: se va male non ne rimarrai deluso ma, se invece va bene, sarà una gradita sorpresa.
  19. Non è esatto: Tex non conosceva Narbas ma conosceva benissimo Padma. Il Bos però dice che Narbas non serve a niente. Creare delle aspettative mirabolanti è l'anticamera delle più cocenti delusioni.
  20. Se in una sceneggiatura compare una pistola, bisogna che spari.
  21. Se non sai che una cosa c'è, non la cerchi. Se Mefisto controlla e guarda Tex & Co da lontano, non vede Narbas (a meno che non dica: ah, controlliamo un po' se nel carro c'è Narbas). Se non lo vede e non sa che c'è, non prende le necessarie misure per neutralizzarlo. Facile.
  22. La risposta è difficile, ma la domanda lo è ancora di più. Cosa vuol dire "miglior sceneggiatore di Tex"? Se nella domanda si toglie "di Tex", la domanda è chiara e la risposta, ancorchè complessa, non presenta difficoltà. Un bravo sceneggiatore realizza belle storie, avvincenti e coinvolgenti e tutta una serie di altri aggettivi più o meno oggettivi e/o soggettivi. E' quel "di Tex" che complica le cose. Uno sceneggiatore scrive una storia stupenda in cui il personaggio si chiama Tex Willer, capo bianco dei Navajo, ranger, amico di Carson ecc. ecc. ma che è anche orbo come una talpa, balbuziente, spaccone, razzista, ubriacone ecc. ecc. La storia è bellissima ma non è "di Tex" e lo sceneggiatore non rientra nella categoria dei "bravi sceneggiatori di Tex". Caso contrario. Il protagonista è "perfettamente Tex" ma la storia è orrenda e lo sceneggiatore non rientra nella categoria dei "bravi sceneggiatori di Tex". E allora? E allora scriviamo una storia dove ci sia un cattivo (magari più di uno) che venga descritto come carogna approfittatore di chi non si può difendere e commette ogni genere di ingiustizia. Scriviamo un sacco di scene così in modo da aumentarne l'antipatia e il desiderio di vederlo punito fino al parossismo. Poi prendiamo l'eroe che arriva e prende il cattivo a calci in faccia, gli distrugge la mobilia, gli incendia I magazzini pieni di ogni ricchezza illecitamente accumulata ecc. ecc. e il lettore va in brodo di giuggiole. Questo è Tex e questa è una trama che può diventare una buona sceneggiatura. Quant'è che non vedete una storia così? Se intendete "buon sceneggiatore di Tex" uno così, a mia modesta opinione, ce n'è uno solo.
  23. E pensa che non vorrei neanche un soldo. E neanche la citazione "da un'idea di Letizia". Ma vuoi mettere la soddisfazione? Già sapere che c'è qualcuno che ritiene pubblicabili (naturalmente in una serie tipo Tex 2.0) le mie storie non è niente male.
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