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TexNordEst

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  1. TexNordEst

    Il Mercato Di Tex

    A mio parere, l'album di figurine non ha lo scopo di invogliare lettori "giovani" a completarlo, quanto a spingere persone che apprezzano Tex, a provare le altre testate. L'occasione del settantennale è stata sfruttata per raggiungere anche chi raramente compra Tex. Secondo me, la critica che viene da alcuni utenti è più che altro mescolata alla delusione di non aver avuto qualcos'altro che celebrasse il festeggiato (Tex). Come scrive ymalpas, sarebbe stato piacevole ricevere una cartolina/poster per l'occasione. Personalmente, non trovo molto azzeccata la scelta delle figurine che rappresentano per buona parte copertine delle riviste. Una va bene, affinché la serie venga riconosciuta in edicola, ma resto sarebbe potuto essere incentrato maggiormente sui personaggi. E no, non credo di puntare a completarlo, nonostante, visto il numero di persone (non) interessate ora, possa effettivamente diventare un pezzo da collezione negli anni.
  2. TexNordEst

    [695] L'ultima vendetta

    Naturale che sia così vista l'età del maestro, direi. Credo che sorprendente sarebbe stato il contrario. A mio parere resta comunque tra i migliori della testata e tra i primissimi per regia delle vignette, soprattutto per le inquadrature e l'azione che riesce a trasmettere, cosa che purtroppo a pochi altri riesce con personaggi che appaiono molto più "legnosi". Per me la storia è perfetta per un numero unico come questo. Nei canoni di Tex, ma con alcuni nuovi particolari sul suo passato per celebrare l'anniversario.
  3. TexNordEst

    I Nuovi Libri Sbe

    Guarda sotto l'immagine che hai quotato. Troverai le risposte alle tue domande.
  4. TexNordEst

    I coloristi che lavorano su Tex

    Aggiungo quel poco che so che riguarda le ristampe. Per le ristampe di Repubblica la colorazione è stata realizzata da GFB Comics (come consulente è nominato Roberto Ghidoli). La stessa si è occupata di alcuni (almeno quello che ho) cartonati rossi Bonelli (qui vedo come supervisore Nucci Guzzi). Segnalo infine anche Serpieri, che realizzò il primo dei nuovi cartonati da 48 pagine (circa) compresa la colorazione.
  5. TexNordEst

    [695] L'ultima vendetta

    Una delle copertine migliori in assoluto della testata a mio parere. Farebbe la sua gran figura anche copertina di un eventuale artbook commemorativo dei 70. Per il resto si vedrà a settembre.
  6. TexNordEst

    [Texone N.33] I Rangers Di Finnegan

    A mio parere, texone nella media. Partendo dai disegni, visto che una delle particolarità dei texoni è appunto l'artista, riprendo quanto dissi qualche settimana fa: Majo è molto bravo, ma i disegni finali non sono all'altezza delle sue matite, mostrate nelle pagine di presentazione del texone. I primi appaiono molto più essenziali nei tratti e non li trovo molto adatti a Tex nel complesso. I secondi sono fantastici e catturano molto meglio la fisionomia dei personaggi. Questo per dire che apprezzo molto Majo come artista, ma acquisterei più volentieri un suo artbook di bozzetti o un suo lavoro lasciato a matita che uno finalizzato. Ad ogni modo, spettacolare la sequenza notturna da lui disegnata in questo texone. Per la storia non ho molto da dire. Nei canoni di Tex. Mi è piaciuto in modo particolare il flashback di Finnegan, soprattutto l'ambientazione. A mio avviso, sono i personaggi inediti ad essere il punto meno forte dello speciale. Nessuno degli antagonisti mi ha catturato particolarmente o mi è apparso come un degno rivale dei pards. Infine, e questa non è una critica allo sceneggiatore che per me ha fatto un buon lavoro con lui seguendone la caratterizzazione storica, come sempre non apprezzo Kit Willer come personaggio. Mi pare una vestigia di un passato in cui il ragazzetto intraprendente era piuttosto diffuso nei fumetti (piccolo ranger ed altri). Non mi dispiace quando svolge una funzione di supporto per Tex e gli altri, ma spesso viene catturato e deve essere salvato dagli altri, il che lo trovo abbastanza ricorrente in Tex. Non siamo agli estremi di Cico in Zagor in cui il salvataggio del primo è quasi una tassa, ma diciamo che lo trovo abbastanza ripetitivo e noioso.
  7. TexNordEst

    [691/692] Cuore Apache

    Leggerò volentieri il magazine e in particolare questo articolo. Grazie per la segnalazione! Tuttavia, se da una parte c'è la capacità dell'autore nel catturare i lettori, vorrei aggiungere che il pubblico a cui GLB si rivolgeva è piuttosto diverso da quello di oggi. Complici altre forme di svago (televisione poi internet e social network), il numero di potenziali lettori del tuo fumetto è calato negli anni e spesso la lettura è sporadica e considata di secondo piano. La mia sensazione è che quell'aspetto di serialità che lavora sulla suspanse e a mantenere alto l'interesse per la puntata successiva sia oramai dominio delle serie tv e in parte di serie youtube. Io continuo a preferire il fumetto, ma credo di far parte della minoranza. Per questo ipotizzavo che il numero di occasionali o comunque con scarse conoscenze della serie costituisca una percentuale rilevante rispetto ad anni fa. Come giustamente dici però, ci sono anche motivi tecnici che fanno preferire un numero di pagine standard. Su carta, questi aspetti sopravvivono meglio altrove come, per esempio, nei fumetti (manga) giapponesi e in alcuni comics americani. Nei primi la ricerca dello spunto che cattura per gli episodi successivi (cliffhanger) è ancora più marcata, viste le molte serializzazioni settimanali.
  8. TexNordEst

    [691/692] Cuore Apache

    Nel complesso la storia aveva un buon soggetto da cui partire. Andando avanti, però, si è impigliata in alcuni ostacoli che ne hanno impedito la completa riuscita. 1) Il ruolo dei personaggi Seppur non ai livelli della recente "Il ragazzo rapito", Tex, Kit e Cochise sono piuttosto defilati. Incidono, ma non sono i protagonisti della storia. Questo potrebbe andare bene se Tex (fumetto) non fosse storicamente Tex-centrico. Per dire, lo puoi fare in Topolino dove il cast è ampio e variegato e le storie più popolari tra i lettori sono addirittura quelle incentrate sui paperi. In Tex, i lettori di lungo corso giustamente la percepiscono come una storia che, sì, si trova nell'universo di Tex, ma non "di Tex", quasi come una sorta di spin-off o speciali che spesso troviamo nei Tex color o talvolta nei Texoni. 2) I disegni. Lungi da me criticare il tratto o gli splendidi sfondi di Ginosatis, ma purtroppo la monotonicità delle espressioni dei personaggi incide negativamente sul pathos che la storia trasmette (non è l'unico tra gli autori di Tex ad avere questa caratteristica, nemmeno tra quelli storici e più amati, ma non li nomino per non deviare la discussione). 3) Il ritmo della storia. Inizio dicendo che Ruju è lo stesso autore che recentemente ha scritto "Le schiave del Messico", una storia breve che mi sembra sia stata molto apprezzata da vari forumisti, me compreso. Detto ciò, questa ed altre storie recenti dello stesso autore che si svolgono in due albi (Wolfman esclusa) soffrono dello stesso problema. Si parte bene nel primo albo mettendo molta carne al fuoco, ma poi sembra mancare lo spazio per una tranquilla risoluzione della vicenda, di cui, invece, si affretta la conclusione. Chiaro che la lunghezza fissa è una difficoltà in più per lo sceneggiatore, ma deve essere lui/lei a riuscire a superarla al meglio. Concludo dicendo che comprendo le difficoltà che impediscono il ritorno delle storie a lunghezza adattabile e superiore ai due albi nel mensile. In primo luogo, i fedelissimi di Tex non sono più tanti quanto decenni fa. Certamente ai lettori occasionali non fa piacere iniziare da un punto casuale della vicenda o non avere la soddisfazione di avere un inizio od una fine, ma magari solo un finale di una storia che si conclude senza comprenderla fino in fondo. In secondo luogo, i tempi tecnici dei fumettisti che talvolta si dedicano anche ad altri progetti e che, quindi, predilgono un numero limitato di pagine. Dati questi vincoli, forse da un punto di vista della qualità del prodotto, Tex potrebbe trarre vantaggio da cadenza diversa (magari trimestrale o quadrimestrale) con storie complete, con lunghezza che può leggermente cambiare da uscita ad uscita, sceneggiate ed illustrate dagli autori principali della testata. Non si farà perchè, al momento almeno, immagino non sia economicamente sensato o quantomeno rischioso ridurre la testata ammiraglia della Bonelli ad una serie di volumi periodici. Certamente il pur equo aumento di prezzo potrebbe scoraggiare molti dei lettori casual del mensile.
  9. TexNordEst

    Il remake di Tex si può fare?

    Non saprei giudicare per le strisce di Zagor (non prendo niente della serie), ma posso essere d'accordo con quello che dici, anche se dovrei prima capire meglio come sono organizzate (ossia leggere le strisce). Tuttavia, mi riferivo più che altro allo spazio fisico che didascalie e dialoghi occupavano nelle vignette rendendo il Tex degli inizi più un romanzo illustrato che un fumetto se confrontato con gli standard attuali. La storia era raccontata principalmente dal narratore piuttosto che dal movimento dei personaggi e le loro espressioni. Oggi la situazione solitamente è rovesciata.
  10. TexNordEst

    Il remake di Tex si può fare?

    Anch'io sarei più sul no, anche se sono d'accordo sul fatto che oggi il ritmo di molte delle prime storie di Tex appare frettoloso. Tuttavia, questo è legato all'epoca in cui furono scritte, con un fumetto in cui la storia e le parole tendevano a sovrastare i disegni, dandogli meno spazio e pagine rispetto ai Tex successivi. Vignette più grandi e in numero maggiore per scena hanno piano piano cambiato la situazione. Insomma, lo vedo come un segno dei tempi cambiati, più che un difetto. Il no è motivato dal fatto che temo che i costi finanziari dell'operazione superino i benefici.
  11. TexNordEst

    Che cosa può offrire Tex ai giovani?

    Sì, giustamente hai condiviso la tua esperienza. In realtà è molto simile alla mia: fumettisticamente parlando il Friuli Venezia Giulia è una realtà abbastanza attiva, con esempi importanti sia in Tex (De Vita, Barison...) che in altre testate come Topolino. Detto questo, credo dipenda molto anche dai coetanei che si frequentano. Anni fa seguivo più di qualche forum manga/anime italiano ed erano piuttosto attivi, anche se con qualità varia dei messaggi. C'è da dire che molti fumetti giapponesi, soprattutto quelli per ragazze/i sono pubblicati all'interno di riviste settimanali (idea simile a periodici italiani di fumetti come Linus o il Giornalino). Questo è un ulteriore stimolo all'interesse continuo, dopodiché non sempre questo ritmo è un bene per la qualità del fumetto. Discorso analogo per gli anime. Anch'io penso che per il western in generale non sia grande periodo. Condivido anche il fatto che non si tratti in realtà del fattore principale. Personalmente percepisco i pards come il punto di forza maggiore di Tex. Andando nel concreto sulle possibilità, purtroppo su Tex pesa il precedente di un film con risultati commerciali deludenti. A mio parere Tex avrebbe potuto funzionare come serie alla Zorro, ma questo 20 anni fa o più. Tutte (o quantomeno la maggioranza) le serie televisive recenti, hanno un ritmo di narrazione piuttosto frenetico che è in contrasto con lo stile texiano, ma è quello richiesto dal pubblico. Una serie d'animazione sarebbe un evento fantastico, ma visto che in Italia l'animazione è percepita come un prodotto per bambini dalle reti tv su cui puntare sempre di meno (basta confrontare i palinsesti di 15 anni fa con oggi, con l'ormai estinto spazio delle 8 su rai2 o l'anime night su MTV) visti gli ascolti, la vedo durissima. Infine, sarei pronto a scommettere che verrebbe in parte censurato. In sintesi, la vedo dura intervenire sulla parte multimediale. Quello che forse potrebbe aiutare la diffusione tra i più giovani potrebbe essere la realizzazione di qualche artbook di tributi a Tex (a proposito di anniversario) includendo autori provenienti anche da altre testate. Certo, non andrei a chiederli a proprio chiunque, ma quantomeno che siano conosciuti da lettori giovani.
  12. TexNordEst

    Che cosa può offrire Tex ai giovani?

    Sulla prima domanda, come ha detto ymalpas, il primo punto è sicuramente il divertimento. Dopodiché, è chiaro che Tex è anche una sorta di supereroe nel suo universo, proponendo un modello di lotta alle ingiustizie al primo posto, sopra qualsiasi altra differenza tra le persone. A mio parere, però, è difficile che un fumetto orienti i lettori verso particolari comportamenti; piuttosto, credo possa catturare o appassionare chi ha già tale sensibilità che viene costruita invece dalla famiglia e dalla comunità in cui si vive. Sul secondo punto secondo me ha ragione borden. Io di anni ne ho 25 e, credo ancora più di te, sono parte dell'ultima generazione che ha avuto un'infanzia senza internet massivamente diffuso. La mia impressione è proprio il navigare su internet influenzi un po' la tua percezione sulla vendita di manga e comics. Fansite dedicati alle serie e community sui social network sono davvero "luoghi" frequentati e attivi, ma queste persone solitamente si trovano a grande distanza tra loro, dando l'impressione di essere molti, quando invece non lo sono. La maggior parte di loro, inoltre, segue le serie animate (anime, film) più che il cartaceo. Può essere che ci siano delle isole felici per quanto riguarda l'interesse verso i fumetti, facendo una media i risultati sono abbastanza scarsi. Anni fa (09-11) ho frequentato Lucca Comics & Games per tre edizioni consecutive e l'andamento è stato gradualmente quello indicato da borden con un graduale diminuzione verso la componente comics. Sono molto d'accordo con te, invece, sul fatto che nella diminuzione generale di vendite i fumetti Tex e altri fumetti "classici" sono e saranno quelli a soffrire di più i prossimi cambi generazionali. Per me ci sono due ragioni principali. La prima è la caduta della figura dell'adulto come modello di comportamento (credo che sia quello che implicitamente vuoi dire nelle prime righe). I ragazzi tendono a guardare fra di loro per un idolo piuttosto che rivolgere lo sguardo ad una figura che abbia già a un ruolo nella società. Questo deriva dall'aver creato per anni modelli di successo "facile" e false aspettative, illusioni verso il proprio futuro che non potranno tutti soddisfare. Ma questo va ben oltre l'ambito dei soggetti dei fumetti: lo trovi in ogni campo della società, televisione, musica e internet. Quindi sì, sicuramente il ragazzo/ragazza protagonista è considerato più interessante. La seconda è legata al contesto delle vicende di Tex: ci stiamo sempre di più allontanando dall'epoca western e da film su essa basati. Senza ricordi od una controparte animata/film è difficilissimo che un fumetto raggiunga certi picchi di vendite. Un esempio è un altro fumetto storico italiano come Alan Ford. A mio parere, avendone letti molti grazie a mio padre, i numeri migliori per sceneggiatura e disegni si trovano tra i primi 60-70, nell'epoca Magnus, dopodiché la testata è andata gradualmente calando. Tuttavia, come disse lo stesso Max Bunker (sceneggiatore di Alan Ford, Kriminal ed altri) in un'intervista di qualche anno fa che si trova ancora in rete, il picco di vendite lo raggiunsero con Supergulp, trasmissione sui fumetti, che però fu anni dopo a quelli che, a mio parere, furono gli anni d'oro del titolo. Dix Leroy dice una cosa importante: per intercettare le nuove generazioni devi essere sulla stessa piattaforma che usano. Che sia fumetto in digitale, serie tv (animata o con persone) o vero e proprio film, per interessare un numero importante di persone devi farlo con uno strumento che lo porti davanti alla faccia, senza che debbano scoprirlo per caso (su questo il fumetto in digitale, per me è meno promettente). Chiudo con una risposta più generale al tuo messaggio. Credo di aver letto varie tipologie di fumetto finora. Da Topolino a manga, da Tex a Asterix, ecc... Ci sono dei fumetti che non riesco a leggere in quanto non mi catturano per niente come fumetti di supereroi, ma anche serie italiane storiche. Sono d'accordo che una percentuale rilevante di manga sia vero e proprio pattume, portato solamente in Italia dalle case editrici per poter ottenere licenze di prodotti più appetibili, ma, secondo me, ci sono anche serie e testate che non meritano di essere chiamate frivole. Dal recente passato Slam Dunk (per ragazzi) e Monster (per ragazzi/adulti) sono due capolavori. Inoltre, per restare in tema Tex come fumetto ambientato nel passato, c'è un manga in corso chiamato Kingdom per ragazzi/adulti ambientato in Cina nell'epoca che conduce alla formazione dell'impero, quindi 221 a.C.. Questo fumetto ha venduto oltre 6 milioni di copie solo lo scorso anno. Ha tratto vantaggio da serie animate, film in arrivo e da un pubblico diverso da quello italiano, ma si tratta pur sempre di un fumetto ambientato in un mondo che non esiste più. Inoltre, ma questa potrebbe essere solo una mia impressione, un merito del mondo manga è quello di aver aumentato la percentuale delle lettrici (pur sempre nel calo generale) introducendo anche con protagonisti femminili (mi riferisco ai manga per ragazze, ma non solo). In Italia, tra i fumetti storici mi vengono in mente sono Diabolik e il più recente Julia con queste qualità.
  13. TexNordEst

    [Texone N.33] I Rangers Di Finnegan

    A mio parere il disegno di Majo perde molto passando dalle matite (viste attraverso alcune tavole in anteprima) alla vignetta finale. Speriamo che l'impressione su carta sia migliore. Dall'anteprima, la storia sembra nei canoni texiani, vedremo se sarà così o meno.
  14. TexNordEst

    [690] Le schiave del Messico

    Caro Carlo, grazie per l'informazione. Talvolta leggo il topic delle anteprime, ma allo stesso tempo qualcosa me lo dimentico, anche perché, prima di leggere l'albo, per me Prisco era uno sconosciuto. Leggo che ha lavorato per Zagor, ma si tratta di una testata che personalmente non apprezzo e che dopo alcune storie ho completamente abbandonato. Stessa cosa se venisse un disegnatore da Nathan Never.
  15. TexNordEst

    [690] Le schiave del Messico

    Concordo sull'iniziale varietà del volto di Tex e sul crescendo finale. Ad ogni modo, oltre ai disegni decisamente buoni (mi associo a chi vorrebbe rivedere ancora Prisco in futuro su Tex), la storia di Ruju è adatta alla lunghezza di un singolo albo. La trama è piacevole e si risolve nel finale dando un senso di completezza.
  16. TexNordEst

    [Maxi Tex N.22] La grande corsa

    Risposta sintetica: nella media (a parte la vignetta con le anatre che è tra le migliori). Tuttavia, aggiungerei una precisazione. Secondo me, sono tra le peggiori se guardiamo solo i pards che, nel complesso, tendono migliorare nel corso dell'albo. In particolare, Carson è il personaggio meglio definito e disegnato, direi. Tex, invece, soffre di più con un volto abbastanza variabile e con espressioni non sempre azzeccate. Mi pare, però, che se Diso dovesse disegnare un poster di Tex e Kit e basta, lo saprebbe fare bene, visto che l'impressione che ho è che molto dipenda dal tempo dedicato alla specifica vignetta. Il giudizio "medio" sta nel fatto che per i personaggi secondari, invece, quello è lo standard. Questo per quanto riguarda il tratto, ma direi "medie" anche gli altri aspetti.
  17. TexNordEst

    [Maxi Tex N.22] La grande corsa

    La storia è ottima. Il racconto è rimasto interessante dall'inizio alla fine con le sottotrame che ben si fondono nel finale. Per quanto riguarda i disegni, di Diso apprezzo la regia delle vignette, meno il tratto un po' discontinuo. A mio parere alterna vignette davvero ben disegnate ad alcune che sembrano dei bozzetti. Nel complesso un maxi decisamente riuscito.
  18. TexNordEst

    [Maxi Tex N.22] La grande corsa

    Devo dire che mi pare si tratti di un'opinione abbastanza condivisa leggendo il topic. Pur avendo anch'io delle riserve sul tratto degli autori che hai citato, bisogna dire che nei prossimi mesi si avvicenderanno autori di prim'ordine sulla regolare (vedi topic-tabellone delle uscite nella sezione anteprime) per quest'anno. Personalmente credo di prenderlo.
  19. TexNordEst

    [688/689] Il messaggero cinese

    Appena letto. I disegni sono sullo stesso livello del primo numero: a mio parere buoni, ma incompleti in alcuni campi. Per la storia, purtroppo, anch'io esprimo le mie perplessità per un racconto di cui, come nel caso della "Città nascosta", mi rimarrà ben poco. In particolare, come spesso mi accade nelle storie a due numeri, ho trovato i personaggi inediti poco caratterizzati. Condivido il messaggio di JohnnyColt, che si sofferma sull'eccessiva linearità della trama.
  20. TexNordEst

    [688/689] Il messaggero cinese

    Per me, il paragone tra i disegni di Cossu e i manga può starci sono per uno scarso uso delle ombre sui personaggi, soprattutto in quelle destinati a ragazze (stile simile a quello dell'immagine postata da Wasted Years) e ragazzi. Per il resto, i tratti manga sono solitamente molto più spigolosi e le vignette ricche di linee per dare un senso di dinamicità. Per gli sfondi dipende molto dagli autori, ma per quanto riguarda Cossu, gli sfondi ci sono eccome, dopo naturalmente possono piacere o meno.
  21. TexNordEst

    [686/687] La città nascosta

    La storia è ok, ma se devo essere sincero non mi lascia molto. A mio parere sarebbe servita una miglior caratterizzazione dei personaggi nuovi (forse con una storia più lunga?) per renderla memorabile. Ottimi i disegni di Venturi.
  22. TexNordEst

    [688/689] Il messaggero cinese

    La storia ricorda alcune delle classiche Bonelli (come quella ristampata di recente nel volume "Quartiere cinese"). Finora non grosse difficoltà per i rangers, vedremo nella seconda parte. Per quanto riguarda i disegni ci sono aspetti che mi piacciono ed altri meno. Ad esempio, i personaggi e le loro fattezze sono mantenute per tutto l'albo e la presenza costante degli sfondi è importante per caratterizzare la scena. Poco usate, invece, le linee per dare dinamicità ai movimenti dei personaggi (emblematica è la prima vignetta) durante le loro scene d'azione. La mancanza delle ombre, specialmente nelle scene notturne, poi, danneggia un po' l'atmosfera. Detto questo, la qualità del tratto è decisamente buona, ma mi sembra uno stile di disegno che abbia bisogno ancora di qualche aggiunta per essere completo.
  23. TexNordEst

    [Color Tex N. 12] Sparate sul pianista e altre storie

    Penso di acquistarlo, se non altro per vedere autori poco presenti, almeno al momento, sulla serie regolare. Tuttavia, capisco pure chi è scettico sul così elevato numero di storie, per Tex, in poche pagine. Da questo punto di vista, il penultimo color non mi aveva colpito molto.
  24. TexNordEst

    Anteprima delle tavole di Tex delle storie in lavorazione

    Per me non ci sono grossi problemi sul numero di anteprime attuali (anche se non andrei mai oltre sei tavole ), purché non vi siano spoiler sostanziali. A questo proposito, penso che potrebbero essere gli stessi autori della storia ad indicare quelle poche pagine. Dopotutto chi meglio di loro può individuarle? Detto questo la necessità di anteprime è figlia di questi ultimi anni. Purtroppo, la necessità di catturare l'occhio di un pubblico sempre meno affezionato ai fumetti, evidente nella tiratura dei fumetti storici italiani, perché più attratto da contenuti multimediali presenti su social network o altri siti (alla fine la caratteristica "on demand" è quella che occupa il tempo per il fumetto), porta ad andare oltre l'appassionato lettore regolare con post multipli su facebook che devono però offrire ogni volta qualche cosa di nuovo per non essere ignorati (ossia nuove pagine di anteprima o anticipazioni in generale). Dato che faccio parte dell'ultima generazione nata senza internet in casa, mi rendo conto che i lettori storici possano vivere questo cambiamento come una parziale perdita di fascino nell'aspettare un nuovo fumetto sapendone ben poco a riguardo. Chiudendo questa breve digressione, non saprei dare ulteriori spunti, a parte quello iniziale, perché credo che in realtà la linea tenuta, a meno di esagerazioni, sia quella più realista e necessaria per una casa editrice che per poter offrire un prodotto di qualità deve per forza mantenere un certo livello di vendite.
  25. TexNordEst

    [684/685] Wolfman

    Se vuoi ti dico pure che Tex e Kit non muoiono. Per conclusione naturalmente intendevo la "seconda parte". Poi non è colpa mia se la Bonelli fa spoiler sui suoi stessi albi. Senza rivelare il colpevole, per me sarebbero rimaste in piedi più possibilità anche per quanto riguarda il finale vero e proprio.
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