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TWF - Tex Willer Forum

Bob Rock

Cowboy
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Bob Rock last won the day on September 2 2021

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About Bob Rock

  • Birthday 01/22/1966

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    Maschile
  • Interests
    Fumetti, disegno, cinema, serie televisive, libri, calcio, tennis
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    Roberto

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    125
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    Kit Carson
  • Favorite character
    Mefisto

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  1. Veramente ho detto che, le varie incongruenze, errori o come altro li vogliamo chiamare, o non le ho proprio colte o nonostante altri le avessero sottolineate non le ho trovate particolarmente rilevanti , infatti avevo detto questo: A parte la liberazione dal tavolaccio di legno, dove oltre ai disegni, dai quali sembra che il braccio si possa sfilare senza sforzo, Tex, ad un certo punto, dice che deve allentare il legaccio di cuoio e questa si che è una scelta narrativa, criticabile o meno dal lettore, ma si tratta di scelta narrativa dell'autore. Il mio post riguardava, proprio, la disattesa delle mie aspettative per come si sarebbe potuta sviluppare la storia , ma ho sottolineato che erano le mie aspettative e che nel terzo albo non ho trovato quello che mi sarei aspettato perchè la scelta narrativa adottata da Boselli non mi ha soddisfatto ed ho anche spiegato perchè. Quindi se ho criticato qualcosa erano le soluzioni narrative utilizzate e non le incongruenze, gli errori o come altro li vogliamo definire. Purtroppo, @borden, le volte che rispondi ai miei rari post non cogli il senso di quello che intendo dire, probabilmente perchè mi spiego male oppure perché intervengo spesso dopo tutti gli altri e tu, stufo delle varie critiche lette precedentemente, te la rifai con me che intervengo sempre per ultimo
  2. Premetto che Mefisto è in assoluto il mio personaggio preferito e, proprio per questo motivo, quando ho saputo del suo ritorno dopo quasi vent’anni di oblio, le mie aspettative erano molto alte, se poi aggiungiamo che l’evento era ancora più epocale dato che avremmo visto, per la prima volta, Yama e Mefisto insieme, bè le mie aspettative erano decisamente altissime.
  3. Da quando frequento questo forum ho spesso letto, da parte dei moderatori ma non solo, che si devono argomentare le recensioni o le opinioni che si esprimono in merito ad una storia, un personaggio o un autore per evitare di fare spam o di appesantire i thread con interventi pressoché inutili e, proprio per questo motivo, quando ho sentito la necessità di dire la mia ho cercato, sempre, di attenermi a queste linee guida. Riguardo al mio intervento di ieri, che può essere condivisibile o meno, credo di non essere stato, peccherò di presunzione, superficiale e minimalista anche perché le mie considerazioni partivano da un presupposto valido e cioè da quanto dichiarato, in merito alla querelle poteri si, poteri no di Mefisto, non da un forumista qualunque ma dall’autore curatore di Tex: Il 23/7/2020 at 11:46, borden dice: E intendo Mefisto. Su questo qualche ragione forse l'avete, ma se non avessi dato qualche potere in più a Mefisto sarebbe stato impossibile farne un personaggio carismatico degno del vero Mefisto che conosciamo e imbastire una storia decente. Le ragioni della narrazione vengono prima di qualunque cosa e di ogni obiezione da "fanzinaro", come avrebbe detto autorevole e sprezzante (e come diceva) Decio Canzio, Il Mefisto di GL visto con Montales soffre del fatto di essere nato senza -ovviamente- la conoscenza del futuro. Quando ci arriverò, conto di tirare fuori il classico coniglio dal cilindro per quadrare il cerchio. Ma se non vi fidate, è chiaro che manca la necessaria complicità tra autore e lettore, anche se poi dite che la storia vi è piaciuta... E questo non lo capisco. Credo che quanto affermato da Borden fosse abbastanza chiaro e inequivocabile e proprio da queste parole nasceva il mio intervento e cioè che non fosse solo un problema di poteri dati prima del tempo ma soprattutto sull’averne fatto un personaggio carismatico e con una diversa personalità rispetto a quello di GLB che, comunque non era un signor nessuno, altrimenti non sarebbe diventato la nemesi più longeva di Tex, solo, ho ribadisco e sottolineo mio parere, sono personaggi con caratteristiche differenti. E dopo avere espresso la mia opinione e averla articolata come da regolamento e sulla quale si può essere d'accordo o meno, ecco la risposta di Borden: Onestamente, a me sembra più questo un’intervento banale e superficiale e quando @ggaaco lo sottolinea con il suo post: ecco la risposta: A onor del vero c’è da dire che Borden ha specificato che non intendeva affatto dare dell’ignorante a tutti quelli del forum che non hanno il nick @Letizia: Il mio intento non è quello di essere polemico, assolutamente, però se il botta e risposta è fatto in un certo modo può e deve essere costruttivo, altrimenti diventa un esercizio sterile e a volte offensivo facendo passare tutta la fantasia di scrivere su un forum, che non sarà per educande (come spesso è stato sottolineato) ma nemmeno per rissosi e litigiosi cronici.
  4. Si è fatto un gran parlare dei poteri che ha Mefisto in “Pinkerton lady” rispetto a “Fuorilegge” e molti, se non tutti, considerano questa cosa un errore/svista da parte di Boselli, in realtà l’autore era consapevole di quello che stava facendo e la caratterizzazione che ha dato a Mefisto era assolutamente voluta, infatti lo ha ammesso anche in un post di un paio di anni fa nel thread relativo a “l’agente federale”: Il 23/7/2020 at 11:46, borden dice: E intendo Mefisto. Su questo qualche ragione forse l'avete, ma se non avessi dato qualche potere in più a Mefisto sarebbe stato impossibile farne un personaggio carismatico degno del vero Mefisto che conosciamo e imbastire una storia decente. Le ragioni della narrazione vengono prima di qualunque cosa e di ogni obiezione da "fanzinaro", come avrebbe detto autorevole e sprezzante (e come diceva) Decio Canzio, Il Mefisto di GL visto con Montales soffre del fatto di essere nato senza -ovviamente- la conoscenza del futuro. Quando ci arriverò, conto di tirare fuori il classico coniglio dal cilindro per quadrare il cerchio. Ma se non vi fidate, è chiaro che manca la necessaria complicità tra autore e lettore, anche se poi dite che la storia vi è piaciuta... E questo non lo capisco. Borden, secondo me, commette un errore quando dice che ha dato dei poteri in più a Mefisto per renderlo un personaggio carismatico degno del Mefisto che conosciamo… ma lo Steve Dickart di GLB non era così carismatico e, aggiungerei, non era neanche affascinante e tantomeno un elegante affabulatore come quello che ci è stato mostrato in “Pinkerton Lady”. Boselli, oltre ai poteri ipnotico/magici, ha dato al personaggio un carattere ed una personalità che non aveva assolutamente palesato in “Fuorilegge” (e nemmeno successivamente), il primo Mefisto non era per niente diabolico anzi la vera mente diabolica, in realtà, era Lily che, per giustificare i vari spostamenti da una città all’altra, sfruttava la “presunta” attività da mago di paese del fratello, e, con il suo fascino ammaliante, adescava giovani ufficiali dell’esercito per carpire loro informazioni da rivendere ai messicani. Probabilmente la prima cosa che aveva in mente Boselli, quando ha scritto “Pinkerton lady”, era quella di fare di Mefisto un grande personaggio (ed a mio avviso c’è anche riuscito) con “più carisma e sintomatico mistero” (come cantava il grande Battiato in Bandiera bianca) senza, probabilmente, preoccuparsi più di tanto dell’enorme differenza caratteriale che c’era tra il suo Mefisto e quello di GLB e, quando qui sul forum gli hanno fatto notare l’incongruenza, si è trovato costretto a dire che avrebbe tirato fuori il classico coniglio dal cilindro per far quadrare il cerchio ma, così dicendo, stava ammettendo di essere uscito fuori dalla caratterizzazione data al personaggio da GLB e che si sarebbe dovuto inventare qualcosa per tornare, il più possibile, alle caratteristiche primordiali del personaggio. A me il Mefisto di Boselli piace tanto (del resto è il mio personaggio favorito), rimane il fatto, però, che ci sono due Mefisto, quello di G.L. Bonelli e quello di Borden, che sono molto diversi e distanti tra loro e quando questi due personaggi dovranno coincidere su Tex Willer toccherà a Boselli far quadrare, appunto, il cerchio perché se con GLB Steve Dickart da illusionista da sagra del bisonte si evolve in un mago che padroneggia con abilità le arti occulte e la magia nera, pervaso, però, da una, non sempre, lucida follia nata dalla sete di vendetta nei confronti di Tex, con Boselli, sia in “Pinkerton lady” che nell’attuale ciclo di storie iniziato col “Manicomio del Dottor Weyland”, Mefisto ha carattere, fascino, carisma, una forte personalità e non dimostra alcun segno di follia, anzi, è fin troppo lucido ed intelligente. Per concludere, ho volutamente tralasciato qualsiasi paragone con la versione Nizziana di Mefisto in quanto Nizzi, cercando di farlo somigliare, il più possibile, al Mefisto originale, lo ha reso, anche grazie alla caratterizzazione grottesca che gli ha dato Villa, una macchietta priva di qualsiasi carisma.
  5. Potrebbe anche essere che Boselli ha spoilerato un falso titolo per tenerci nascosto quello vero: "Il trionfo di Tex"
  6. Perdonami @borden ma, probabilmente, non hai colto la mia ironia nei confronti dell' albo di Magico Vento infatti, quando dico: è un'evidente presa in giro delle scopiazzature che per pudore vengono considerate "citazioni". E' chiaro che tu sia libero di citare chi e cosa vuoi, ci mancherebbe altro, e se su un albo di un'altra casa editrice ti citassero riproponendo, con un loro personaggio, stesso titolo e copertina di un tuo Tex, magari ne saresti anche orgoglioso, ma se lo facessero su un'altra testata della Bonelli, come l'esempio che ho fatto precedentemente: avresti una reazione comunque positiva? Io sono dell'idea che copiare un'altra opera, se fatto bene, non è per niente una cosa di cui vergognarsi, se poi, come diceva Picasso (forse, in realtà non ce n'è la certezza) "gli artisti mediocri copiano, i geni rubano", allora ben venga un mondo fatto di citazioni.
  7. Io la penso esattamente come LedZepp, anche perchè spesso, in ambito artistico, le copiature e la poca originalità vengono considerate "citazioni" ed il caso di Magico vento, che copia pari, pari sia il titolo che locandina del film Bedlam, rientra in questa categoria (purtroppo non so come inserire la locandina del film ma si trova facilmente) ma nel caso di Tex, visto che rifà una citazione già fatta, oltretutto su un albo di un personaggio della stessa casa editrice, si può parlare di mancanza di originalità e non mi sembra che si possa considerare un'accusa oltraggiosa, c'è sicuramente di peggio. Sempre per venire al senso del discorso di @LedZepp, faccio un esempio, se uscisse un albo di Zagor dal titolo "il giuramento" ed in copertina il protagonista venisse raffigurato accovacciato davanti ad una lancia conficcata su una pietra tombale cosa penserebbero i lettori di Tex?
  8. Finalmente sono riuscito a vedere tutto il video e devo ammettere che le picconate di Nizzi non mi hanno per niente stupito in quanto, facendo un parallelismo con il calcio, mi sembrava di sentire il vecchio campione, che per anni con i suoi gol ha tenuto a certi livelli la propria squadra facendole anche vincere qualche trofeo, sminuire il talento della giovane promessa chiamata ad aiutarlo in campo e che invece, piano, piano lo ha sostituito (anche nel cuore dei tifosi) relegandolo al ruolo di riserva e non più di titolare indiscusso, destabilizzandolo a tal punto da fargli prendere la decisione di ritirarsi dal calcio giocato. Ma la cosa che ha ferito davvero tanto nell’orgoglio Nizzi, e lo ha sottolineato nel suo intervento, è che quando è stato richiamato in squadra, tutto si aspettava tranne che, non solo non avrebbe ritrovato i dirigenti (Sergio Bonelli, Decio Canzio) che aveva lasciato a suo tempo ed ai quali era in un certo qual modo affezionato, ma che colui che considerava semplicemente un suo sostituto, non erede, ma soltanto un sostituto e neanche così bravo come pensano “altri” (ha avuto da ridire anche sul suo metodo di sceneggiare le storie), era diventato il suo allenatore e avrebbe deciso come, dove e quando farlo giocare. Credo sia questo il motivo che lo ha fatto “sbroccare” ed ha fatto traboccare il vaso del suo, probabilmente, enorme ego e a fargli prendere la decisione, dopo aver comunque provato a scrivere ancora Tex, di dire definitivamente basta e di togliersi qualche sassolino dalla scarpa alla prima occasione, che si è presentata con la partecipazione al festival del giallo, contesto, oltretutto dove Tex c’entra come il cavolo a merenda, e quello che dice è quello che in realtà ha sempre pensato. Che non vedesse l’ora di sputare un rospo bello grosso che si teneva nello stomaco da un bel po’ lo si capisce già all’inizio del suo intervento interrompendo bruscamente il suo interlocutore per parlare delle quattro fasi di Tex e dire quindi quello che pensava di Boselli, in particolare, ma anche di GLB col quale non è stato tanto tenero. Tutto questo non mi ha stupito e non mi ha scandalizzato sia perché quello che Nizzi pensava di Boselli non era uno dei tre segreti di Fatima e perché, ad una certa età (e le primavere di Nizzi sono ormai 84), spesso le persone si sentono autorizzate a dire tutto quello che gli transita per il cervello (Milazzo definito un lavativo che nasconde la sua scarsa voglia di lavorare facendola passare per dono della sintesi... meraviglioso!), perdendo totalmente tutti i freni inibitori ed i filtri della diplomazia e dell’umiltà (spesso finte e ostentate) che le frenavano in gioventù, quando avevano tutto da perdere, e per Nizzi, che ora non ha più niente da perdere, è arrivato il momento di dedicarsi ad altro e godersi la meritata pensione.
  9. Attendevo con molta curiosità e interesse questo “epocale” ritorno di Mefisto dopo il ventennale oblìo del personaggio dovuto, probabilmente, alle scorie lasciate dalla, come definita da molti, mefistolata di Nizzi e devo dire che il primo albo non mi ha assolutamente deluso, anzi, mi pare che ci siano tutte le premesse per per una storia di grande respiro, visti i sette albi che la comporranno, con tutte le carte in regola per rivelarsi avvincente. Giusto per fare qualche considerazione su questa storia, devo dire che come impostazione mi ha ricordato “Black Baron” e cioè: il Black Mountain Asylum è altrettanto grande e maestoso come il castello nelle paludi della Florida di quella mitica storia; il Dott. Crane, nel ruolo di collaboratore/braccio destro di Mefisto mi ricorda, con le dovute differenze, la figura del Barone Lafayette; l’infermiera Ruth mi sembra una versione rivista e aggiornata di Loa la sacerdotessa del vodoo; il macellaio, probabilmente, avrà un ruolo alla Dambo come fedele esecutore e tramite del manipolo di maniaci e serial killer, alle dipendenze del Dott. Weyland/Mefisto, che sostituiscono i seguaci del vodoo. Naturalmente sono semplici considerazioni che non cambiano assolutamente il giudizio, più che positivo, che ho espresso anche perché, per quanto mi riguarda, sono un lettore, sostanzialmente, molto “credulone” e se in una storia soddisfacente trovo disegnati degli asini volanti non mi faccio tante domande sulla funzionalità della loro presenza, al contrario, se la storia si rivela una boiata pazzesca, come la corazzata Potëmkin di fantozziana memoria, allora qualche dubbio sull’utilità di quei ciuchi alati me lo faccio venire ma, se leggo storie Fantasy, con stregoni, dèmoni e curanderi, mi faccio dominare da una buona dose di sospensione d’incredulità e non mi faccio tante domande sulla plausibilità di certe situazioni come Mefisto che si ritrova, senza tante spiegazioni, (almeno per ora, probabilmente Boselli ci spiegherà anche questa) a capo di un manicomio criminale o sulle coincidenze che hanno portato Tex prima a Frisco e poi al Black Mountain Asylum in bocca ad un inconsapevole Steve Dickart che a tutto stava pensando tranne che di dover incontrare per l’ennesima volta i quattro pards. A questo tipo di precisazioni, se non leggessi sul forum le recensioni di utenti più attenti e critici di me (ed infatti grazie a loro è cambiato, leggermente, anche il mio senso critico), ci farei a malapena caso, senza soffermarmici più di tanto, perché parto dal presupposto che, nei fumetti, la plausibilità ed un certo rigore storico possano essere benissimo bypassati se la storia risulta complessivamente ben scritta ed avvincente, e questo primo albo lo è e penso che anche i prossimi sei albi non mi deluderanno come, sono convinto, che Borden abbia pensato ad un finale in grande stile per quello che potrebbe essere l'ultimo ritorno? (io spero di no) della nemesi per eccellenza di Tex. p.s.: in merito all’identità di Ruth mi sono fatto un’idea bislacca…. ma niente, niente è la nipote di Mefisto, ossia la figlia di Lily? Chi leggerà vedrà
  10. Conoscevo Ulzana solo virtualmente attraverso i suoi interventi mai banali e dai quali traspariva la sua grande passione per il fumetto e, soprattutto, per Tex e nonostante non conoscessi personalmente Emanuele la notizia della sua morte mi ha lasciato un dispiacere ed una tristezza infiniti perché la vita è piena di ingiustizie e, purtroppo, non sempre si riesce ad evitarle.
  11. Ma figurati @virgin, una risata non ha mai ammazzato nessuno, almeno che io sappia e poi, se dovessi rimanerci male per una faccina sorridente significherebbe che mi prendo un po' troppo sul serio. Comunque ti ringrazio per il like, quello mi fa molto piacere, dimostra che hai apprezzato quello che ho scritto e non è poco
  12. Dopo questa piacevole divagazione su quale esame sia meglio sostenere e dopo che @johnny fa certe affermazioni: mi diventa difficile tornare a parlare della Bonelli , comunque @JohnnyColt sul fatto che i tuoi post ricevano scarse attenzioni non puoi proprio lamentarti, prova ne è che sono uscito dal mio letargo per esprimere la mia opinione, anzi, mi sembra di ricordare che i tuoi interventi hanno spesso “scatenato” più di qualche reazione e, a volte, anche abbastanza animate; e allora io che dovrei dire? i miei post vengono sistematicamente ignorati avendo la riprova, se mai ne avessi bisogno, che non dico niente che sia degno di nota Continui a parlare di Bonelli monopolista, e se con questo intendi che è la sola casa editrice italiana che produce una moltitudine di testate con personaggi ed autori propri, ti posso dare ragione perché in Italia non ce n’è un’altra che le si avvicina, nemmeno l’Astorina che produce anch’essa i propri albi con i suoi autori, ma lo fa, da 60 anni, con un unico e solo personaggio, ma non credo che tu intendessi questo definendola monopolista de facto e tutte le altre case editrici italiane, Panini, Star Comics, Cosmo, RW Edizioni ecc., non producono un bel niente ma pubblicano fumetti esteri compresi i tanto “decantati” Manga. Ti rispondo punto per punto: Come ti ho già detto lo sta già facendo con il progetto BCU che prevede il film di Dampyr (gia presentato a Lucca Comics 2019, il cartone animato di Dragonero, la serie tv di Dylan Dog, quindi mi pare che si stiano attrezzando per quella diversificazione che tu ti auspichi; Per i videogiochi non dipende dalla Bonelli ma ci vuole una casa che produce videogiochi che compri i diritti dei personaggi Bonelli, e se questo non è ancora successo evidentemente è perché non hanno il necessario appeal e, probabilmente, di un gioco con Tex, Dylan Dog, Zagor e co. non gliene frega niente a nessuno; Per le statuine vale lo stesso discorso dei videogiochi e, comunque, sono già state fatte e distribuite i edicola e, indovina un po' chi le ha comprate? I soliti “vecchi lettori di Tex perché ai ragazzini gliene frega il giusto di Aquila della notte, meglio quelle di Dragon Ball; I social vengono già sfruttati dalla Bonelli proprio per pubblicizzare il BCU come potrai vedere su questo link Bonelli Universe in streaming! - Sergio Bonelli Le fumetterie non vengono snobbate, semplicemente funzionano diversamente dalle edicole, nelle fumetterie non c’è la resa dell’invenduto, pagando, quindi, solo il venduto, ciò che non si vende lo si è già pagato e rimane sul groppone, ecco perché se vuoi Tex o Diabolik devi fare un abbonamento grazie al quale la fumetteria ordina i tuoi albi che arrivano in negozio con qualche giorno di ritardo rispetto alle edicole proprio perché il canale distributivo non è lo stesso. Poi tieni conto, inoltre, che le fumetterie in Italia non sono, forse, nemmeno 500 contro le 25/26.000 edicole e questo ti fa capire come il fumetto popolare, finchè il sistema rimane questo, può uscire regolarmente solo in edicola, al contrario dei libri a fumetti che in edicola non arrivano ma li trovi solo nel circuito delle librerie e delle fumetterie, ma leggi questo esaustivo articolo dell’Associazione Librerie del Fumetto e capirai come funziona l’editoria a fumetti in Italia: La Distribuzione: l’arte di complicare le cose semplici – ALF – ASSOCIAZIONE LIBRERIE DEL FUMETTO (assofumetterie.it) Come, ad esempio, un’altra tua considerazione che ritengo sbagliata è quando paragoni le graphic novel come Zerocalcare o i fumetti francesi (che per ogni personaggio fanno un volume all’anno e quasi sempre a colori), al fumetto popolare italiano (che invece è prevalentemente in b/n). Per forza di cose questi prodotti sono comparabili tra loro avendo, oltretutto, canali distributivi e di vendita diversi che raggiungono utenze differenti, infatti l’età media del lettore di GN è molto più bassa rispetto al lettore di fumetti popolari come quelli Bonelli. Per concludere continuo a pensare, e te lo dico con simpatia, che tu faccia un po' di confusione, anche perché molte delle cose che chiedi alla Bonelli o le ha già fatte o le sta facendo cercando, appunto, di diversificare i suoi prodotti.
  13. La mia partecipazione attiva nelle varie discussioni del forum è sempre più rara ma leggo i vari interventi quasi quotidianamente e riesco ad essere, abbastanza, aggiornato sulle varie discussioni che vengono affrontate, come appunto quella di questo thread che @JohnnyColt, periodicamente, rende vivace con i suoi appassionati interventi di marketing. Perdonami johnny, ma devo dire che dai tuoi chilometrici post nei vari thread, che parlano della crisi del fumetto o dei giovani che non li leggono o di cosa dovrebbe o non dovrebbe fare la Bonelli essere al passo con altre case editrici, traspare una certa confusione di pensiero nell’esporre quelle che sono tue opinioni e che partono quasi sempre da domande che poni chiedendo ad altri quale potrebbe essere l’eventuale soluzione, dando, poi, l’impressione che le risposte non ti interessino più di tanto ma, semplicemente, ti è più facile pensare che siano gli altri a non comprenderti senza dare l’impressione di farti venire il dubbio che, forse, le opinioni altrui non sono così campate in aria rispetto alle tue. Leggendo i tuoi vari interventi hai, nel tempo, segnalato senza soluzione di continuità, quelli che, per te, sono i rimedi che dovrebbe apportare la Bonelli alla propria politica editoriale per combattere la crisi del fumetto tra i giovani visto che, opinione tua, si rivolge solo ad un target di lettori “vecchi” e, sempre secondo te, la Bonelli dovrebbe: - puntare sui fumetti in formato digitale perché questo è il futuro, non il formato cartaceo; - diversificare attraverso l’uso dei media per rendere forte e competitivo il marchio Tex; - produrre videogiochi con Tex o altri personaggi Bonelli; - produrre film e serie tv su Tex o altri personaggi Bonelli; - pubblicizzare i propri prodotti tramite i social e sfruttare Twitch e You Tube per avvicinare i giovani ai fumetti Bonelli. Queste sono solo alcune delle tue teorie salva Bonelli che rappresentavano la soluzione nel momento in cui le esponevi, salvo poi cambiare idea e passare a quella successiva in quanto più efficace o, addirittura, mixandole tutte insieme in post prolissi e confusi dando l’idea, perdonami ma l’impressione è quella, di non essere ben informato sull’argomento che tu avevi tirato in ballo. Per esempio, hai accusato la Bonelli, in base a non so quali competenze, di avere il monopolio del fumetto in Italia, cosa, come ti hanno fatto già notare altri, assolutamente sbagliata, anche perché a differenza di tutte le altre case editrici presenti sul territorio nazionale la SBE produce i propri fumetti e non pubblica quelli di altri, hai detto che dovrebbe prendere esempio dalla Astorina e dalla Corno che hanno prodotto film come Diabolik, Kriminal e Satanik (e stiamo parlando degli anni 60, un’era geologica fa) bè, sappi che quei film, all’epoca, non furono proprio dei successoni, anzi, rientrarono a malapena dei costi di produzione e, soprattutto, come già ti è stato detto, sempre da altri, non furono prodotti dalle rispettive case editrici, ma da case di produzione cinematografiche, Diabolik, ad esempio fu prodotto dalla De Laurentiis, mentre la tanto bistrattata Bonelli ha coprodotto Monolith del 2016 e Dampyr ( che ha visto ritardare la sua uscita a causa della pandemia) che dovrebbe essere il primo tassello del Bonelli Cinematic Universe che non sarà al livello, evidentemente, del MCU, che è prodotto da un colosso come la Dinsey, ma, a livello europeo, credo che sia qualcosa di innovativo, che è una delle cose che cercavi nella Bonelli, mi pare, o no? Per chiudere, visto che mi sono dilungato anche troppo, ti consiglio di leggere questo articolo: Di cosa parliamo quando parliamo di fumetti - Il Post pubblicato su “IlPost.it” nel 2016 che per quanto riguarda le cifre non è aggiornato alla situazione attuale ma potrà toglierti qualche dubbio sulla differenza tra fumetto seriale e graphic novel e tra distribuzione in edicola o in libreria/fumetteria.
  14. Partiamo dal presupposto che disegnare fumetti e illustrare copertine siano due mestieri diversi e che non sempre il disegnatore eccelle in tutte e due le attività in quanto sono richieste abilità diverse. La differenza principale sta nel fatto che, se il disegnatore di fumetti ha la capacità di raccontare una storia con una serie di immagini, il copertinista deve avere il dono di rappresentare una storia con una sola immagine che deve risultare efficace nel comunicare i contenuti ed essere in grado di catturare l’attenzione del pubblico e, per fare questo, deve essere dotato di una capacità di sintesi che non tutti, evidentemente, possiedono. Detto questo, se Villa, da autore delle copertine di Dylan Dog, fu scelto per prendere il testimone da Galep per il, non poco scomodo, ruolo di illustratore delle copertine di Tex è proprio perché racchiude in sé tutte le qualità e le caratteristiche richieste per il mestiere di illustratore di copertine. Che Villa sia bravo e adatto a questo ruolo, lo dimostrano le centinaia e centinaia di copertine (senza contare le cartoline allegate al Tex nuova ristampa) che ha sfornato negli anni, che poi qualcuna possa risultare meno riuscita di altre, è il prezzo da pagare con i personaggi seriali, falle tu sette/ottocento copertine (tra tutte le pubblicazioni, compresa la CSAC di Repubblica) senza sbagliare un colpo. A livello tecnico, gli unici difettucci, superabili, che, personalmente, gli trovo, sono la testa microcefala di Tex nei campi lunghi dei primi anni (ora sembra abbia superato questo problemino) la corporatura, forse, un po' troppo “massiccia” e con il baricentro basso (ma quante persone vediamo per strada con queste caratteristiche? Nessuno è perfetto e, quindi, nemmeno Tex) e le pose troppo statiche che sembrano quelle di uno che si è messo in posa per la foto. Sottolineo queste piccole imprecisioni proprio per voler essere pignolo, lo so bene che per ideare una copertina c’è dietro un lavoro parecchio lungo e laborioso, ed a volte Villa ne fa 2/3 versioni tra le quali la redazione (Boselli?) poi sceglie quella definitiva. Gallieno Ferri e il Galep dei tempi migliori avevano il dono di una certa semplicità grafica che donava una magia unica alle loro le copertine, che oggi, forse, abituati ai disegni super dettagliati dei disegnatori attuali, è difficile replicare. C’è da dire, però, che per sopperire all’iper lavoro cui erano sottoposti, molte delle loro copertine più iconiche (a onor del vero più Galep di Ferri) erano la copia esatta, anzi, in molti casi, la ricalcatura di opere di altri autori, provenienti dal mercato editoriale americano, tramite l’utilizzo di strumenti quali l’episcopio o la lavagna luminosa. Questa pratica molto comune in casa Bonelli dagli anni cinquanta agli anni ottanta, è ben documentata in due volumi intitolati Western all’italiana 1 e 2 scritti da Francesco Bosco e Mauro Scremin di “Baci e Spari” dove viene rivelata l’opera di ricalco in tanti albi di Tex e Zagor e altre collane Bonelli e, a tal proposito, vi invito a leggere un articolo del sito Lo Spazio Bianco: https://www.lospaziobianco.it/per-un-pugno-di-plagi-storia-dei-disegni-di-tex-c/ Non pensate, con questo, che io voglia sminuire il valore artistico, indiscutibile, di Galep e di una carriera quasi interamente dedicata a Tex che non può certo essere messa in discussione per questo tipo di pratica utilizzata da molti altri acclamati autori e, a tal proposito, cito il mitico Wally Wood che disse: “Non disegnare mai ciò che puoi copiare, non copiare mai ciò che puoi ricalcare e non ricalcare mai ciò che puoi incollare” e per chiudere aggiungo anche una massima attribuita a Picasso: “i mediocri imitano, i geni copiano”.
  15. Io la penso come Borden, creare un arcinemico ricorrente per la collana Tex Willer non é per niente facile visto che, oltretutto, si tratta di un genere, quello western, che si presta poco al nemico che torna ciclicamente. Intanto partirei dalle caratteristiche che dovrebbe avere il personaggio cattivo, infatti, l’antagonista di un personaggio cinematografico o della letteratura, sia scritta che disegnata, deve avere determinate caratteristiche per essere considerato un nemico importante e/o ricorrente per l’eroe della storia, deve, prima di tutto, avere pari intelligenza se non superiore, avere intenti criminali, essere spietato e, il più delle volte, deve avere una vera e propria folle ossessione e propositi di vendetta nei confronti dell’eroe, tanto che, annientarlo, diventa il suo unico scopo di esistere. Un esempio perfetto di personaggio di questo genere ce lo dà Arthur Conan Doyle con il Professor Moriarty, genio del male dotato di una mente criminale di straordinaria intelligenza, spietato, senza scrupoli e nemico per eccellenza di Scerlock Holmes. Sicuramente, un genere fumettistico che si presta meglio all’utilizzo dell’arcinemico ricorrente è quello supereroistico, dove la nemesi dell’eroe o ha dei superpoteri o è dotato di un’intelligenza eccezionale (tipo Lex Luthor) e poi, cosa importante, dove si creano sempre i presupposti per il ritorno del cattivo, vuoi perché sfugge all’eroe, meditando vendetta, vuoi perché evade dai penitenziari/manicomi criminali dove, nel frattempo, é aumentato l'odio e la voglia di vendetta nei confronti del supereroe, vuoi perché se, putacaso, muore, perché ogni tanto succede anche ai supercattivi di morire, dopo un po', magari con trovate narrative anche banali, viene riportato in vita per poter ricominciare tutto daccapo, ciclicamente. Se è possibile avere questo tipo di arcinemico ricorrente nel fumetto supereroistico, lo è sicuramente meno, come accennavo prima, con il genere western ed in particolare con Tex in quanto, se il nostro ha un nemico con le sue stesse abilità, significa che il suo antagonista non è altro che un pistolero, quindi, visto che l'apice dello scontro tra due pistoleri è il duello e che lo stesso risulta, evidentemente, fatale per uno dei due, ecco che diventa impossibile avere una nemesi ricorrente con queste caratteristiche, esattamente come è successo, per fare due esempi conosciuti, con Ruby Scott e El Muerto, due bei cattivi, soprattutto il secondo, ma che ovviamente non potevano assolutamente diventare nemici abituali. E questo spiega perché gli unici nemici ricorrenti di Tex (almeno quelli che ricordo io) sono Mefisto, Yama, Proteus, il Maestro e ci aggiungerei anche la Tigre Nera, personaggi che sono il suo opposto, hanno abilità differenti e, cosa importante, lottano con Tex, quasi sempre, a distanza, senza un contatto ravvicinato, ponendo tutti i presupposti per il loro ritorno. Inoltre c'è da aggiungere che il nemico ricorrente è ben riuscito se vi é una certa evoluzione del personaggio, proprio come affermato da Borden in un post precedente: “Il nemico ricorrente, se c'è, è perché si merita di esserlo sul campo e cresce nella serie, come Orlik in Blake & Mortimer, come Mefisto in Tex, come Nergal in Dampyr. Non viene inventato fatto e finito. Perciò in Tex Willer una figura del genere non è prevista. Non si può prevedere né tantomeno creare artificialmente ad hoc.” Non a caso il miglior nemico, e forse uno dei migliori personaggi di Tex, almeno per me (e so già che se molti non saranno d'accordo), é proprio Mefisto perché nato come personaggio banale, quasi inconsistente, sul quale nessuno avrebbe scommesso una lira, da semplice prestigiatore da sagra della porchetta, con la sorella vera mente diabolica che lo sfruttava per poter avere l'alibi degli spettacoli di magia come copertura per il loro mestiere di spie, viene fatto tornare, a distanza di anni, da quel geniaccio di GLB e diventa il nemico giurato di Tex, talmente ossessionato da lui da arrivare alla pazzia e poi alla morte (e che morte, forse una delle migliori di sempre) con l'unico pensiero di annientarlo. Mefisto è per me, l'esempio di grande personaggio, nemesi veramente indovinata, difficile da ripetere, infatti Yama, dopo un'ottima partenza, non è riuscito a replicarne la crescita evolutiva. Per concludere, sono favorevole ai grandi cattivi ben caratterizzati, il nemico ben scritto può solo aggiungere quel qualcosa in più ad una storia, per quelli ricorrenti la penso come Boselli, in una serie come Tex Willer sono di difficile collocazione poi, se con il suo estro, ce ne sfornasse uno veramente bello, magari sulla regolare, perché no?
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