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  1. La fascia 700 di Tex: prime valutazioni A novembre arriveremo a quota 733, un terzo degli albi della fascia 700. In attesa di leggere i primi albi della prossima storia di Boselli e Bruzzo, perché non iniziare a dare le prime valutazioni degli albi pubblicati dal 2019 a oggi ? Le storie L'andamento per me è in caduta libera. Siamo su livelli sicuramente alti con le storie fino al n. 713, il livello tende a scendere ababstanza con i dieci albi successivi e precipita dal n. 725 a livelli di mediocrità o insufficienza. La migliore storia è La maschera di Satania, la peggiore Il pistolerò vudu. Gli autori Tra gli autori bene Boselli anche se su Netdahe poteva fare meglio, Una colt per Manuela Montoya è il classico incidente di percorso, al di là del personaggio principale per me stravolto, la storia è noiosa. Bene Manfredi ma solo una storia. Ruju parte bene con la storia di Bowen, molto bella la sua Guatemala, ma ci sono storie in cui inspiegabilmente è come se si rilassi. Nizzi nella media, simpatico l'albo "La rupe del diavolo". Tutto sommato buona la storia di Rauch mentre Zamberletti non è da serie regolare, probabilmente neanche da Tex. I disegnatori Per quanto riguarda i disegnatori la new entry Benevento supera benissimo l'esame, Prisco sopra la sufficienza ma in calo rispetto alla sua prima prova, Candita è rimandato a settembre, Laurenti bocciato. In generale comunque non ci possiamo lamentare. Le copertine di Villa si mantengono sui livelli delle altre centinaia, alcune bellissime come "Guardia rural" altre invece anonime o semplicemente brutte come quella dell'albo "Guatemala!". La casa editrice Abbiamo avuto i gadget (medaglie dei quattro pards) e la proliferazione di bollini stampati sugli albi. In un caso la copertina è stata addirittura dettata dall'alto (Il pistolero vudu). Abbiamo avuto la "sorpresa" del numero doppio, il 729 bis "Agente indiano", che ancora non si è capito se resterà un caso unico oppure no. Io spero che lo resti. Abbiamo avuto un miglioramento degli albi, se non della carta almeno della copertina, più robusta e a colori anche nelle sue parti interne (dal nyumero di aprile 2021 "Il pistolero vuvu"). Il prezzo è salito da 3,50 euro del n. 700 ai 4,40 euro dei nostri giorni. Un aumento di quasi un euro a albo come non si era mai visto, purtroppo coinciso con la pubblicazione delle ultime storie che non saranno purtroppo ricordate tra le migliori. In conclusione: Livello delle storie in netto calo. Qualità grafica buona/ottima Editorialmente le pubblicazioni di Tex sono diventate un veicolo pubblicitario, invadenza fastidiosa dell'Eidotre e prezzi che si fanno sempre più insostenibili.
    2 points
  2. Come sempre, i gusti sono diversi per ogni persona... E anche i giudizi. Però definire questa storia un "riempitivo" (pur se dici che è molto buona) mi pare proprio una considerazione ingenerosa (e non solo per la durata della stessa). Sarà che fa parte, nel mio immaginario (non solo legato a Tex), di quelle storie mitiche cui sono legato da un vero e proprio affetto (letta al suo primo apparire, quando avrò avuto forse 11 anni), ma ricordo e apprezzo moltissimo quei paesaggi innevati realizzati magistralmente da Ticci [io ho iniziato a leggere regolarmente Tex a partire da un altro episodio "ticciano", "Sulle piste del Nord"], e l'originalità della storia (con la comunità degli indiani Dakotas così pacifici e imbelli - ma quando hanno l'occasione di vendicarsi, non si tirano indietro!), con il quartetto dei pards che lavora in maniera splendida, come un vero gruppo che sa suddividersi bene e in modo funzionale i compiti (anche se Tex e Kit Carson hanno un ruolo decisivo nel punire Billings e nel ridurlo quasi a polpette nel primo incontro fatto "come si deve"...). Bellissime le scene di caccia rese necessarie dall'imperativo di procurare del cibo alla comunità che sta per morire di fame (lo spunto dell'avidità dei "bianchi" è qui reso in maniera molto valida, con un progetto subdolo e che viene smascherato per puro caso, ma che altrimenti avrebbe avuto un'efficacia indubbia, complici isolamento e condizioni climatiche avverse). Una storia con un ritmo intenso (riusciranno i soccorsi ad arrivare in tempo? Chiaro che è un interrogativo che può apparire ingenuo, ma quando la lessi per la prima volta, l'esito non era scontato...), appassionante, con un finale classico, con una nemesi che coglie il colpevole in modo forse un po' teatrale e preannunciato ma per nulla forzato. D'accordo, gli avversari nell'insieme non si rivelano irresistibili, ma nemmeno dei completi incapaci. Di scontri a fuoco ce ne sono tanti e comunque Tex e soci devono faticare non poco durante i vari albi in cui la storia si dipana. Per me un'ottima storia, che rileggo ancora molto volentieri e che trovo ben orchestrata, nel tipico stile di GL Bonelli, che sa mixare avventura, intraprendenza e decisione in maniera sapiente, facendo sognare ma senza forzare la mano al lettore in maniera arbitraria.
    1 point
  3. Superbo, questo Texone di Nizzi e Ortiz, uno dei migliori senza dubbio della gloriosa serie. La storia, soprattutto, mi sembra molto particolare, specie se pensiamo allo stile texiano tipico di Nizzi (del Nizzi straordinario di quegli anni): in primis la vicenda è a tratti molto cruda, costellata di omicidi a sangue freddo (forse quello più a effetto è il colpo alla schiena con cui viene liquidato l'ultimo dei "barbogi"): ce ne sono ben 7!I tempi della sceneggiatura mi sembrano inoltre molto rallentati, molto calmi: lunghe cavalcate, ritratti di personaggi secondari (i due macchinisti), piccoli tocchi di classe qua e l' (i cowboys che ammirano la "pupattola"), abbondanza di vignette mute. Inoltre- e questo è il punto più importante- i veri protagonisti della storia non sono Tex e Carason, a mio avviso, ma Linch Weiss e Linda, coppia splendida che innalza l'interessa il livello di interesse della trama. Weiss, soprattutto, è un pomeriggio bellissimo, che un Ortiz in uno stato di grazia assoluta mai più bissata delinea alla perfezione: freddo e calcolatore, astuto come una volpe, spietato come pochi! Davvero un gran personaggio, uno dei cattivi migliori tra quelli creati da Nizzi!Il finale poi è un autentico colpo da maestro dello sceneggiatore modenese. Io ritengo quello attuale come un grandissimo momento, per Tex; ma un Nizzi di questo genere, capace di sfornare storione di questo genere, non potr? mai fare a meno di rimpiangerlo!Idem per Ortiz, autore in decadenza da anni, ormai giunto all'inguardabilità, che qui realizza una prova eccelsa. Di questi disegni parler? altrove; qui voglio sottolineare due cose che mi hanno colpito;1) L'abbondanza di firme! Non credo di esagerare se dico che almeno metà del volume ha le pagine firmate, col nome dell'autore generalmente dentro un rettangolo arrotondato aperto nel lato inferiore tramite due linee verticali parallele;2) e una cosa troppo curiosa, che credo di non aver mai visto prima in Tex: ultima vignetta pag. 175: una vignetta nella vignetta: un ingrandimeno della dinamite che indica con esattezza che quella è appunto dinamite e il punto esatto (tramite freccetta) in cui è collocata!Mai visto prima!
    1 point
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